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    "Dare nuova 'energia' alle piccole e medie imprese e agli enti pubblici del Lazio e aiutarli a raggiungere una maggiore efficienza energetica". Questo l'obiettivo dei due bandi, per un totale di 75 milioni di euro di fondi europei. A presentare le iniziative il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, l'assessore regionale alle Attivita' produttive e sviluppo economico, Guido Fabiani, e l'assessore all'Ambiente e infrastrutture, Fabio Refrigeri. Ora "abbiamo una prospettiva di futuro" commenta Rosario Cerra, vicepresidente Confcommercio Roma. E gli fa eco il direttore della Cna del Lazio, Lorenzo Tagliavanti: "Soddisfazione per l’attività di recupero di risorse comunitarie che sta operando la Giunta Zingaretti".

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    IL PRIMO BANDO PER LE PMI - Il primo bando di 50 milioni di euro, "Fondo di promozione dell'efficienza energetica e della produzione di energia rinnovabile", è destinato alle pmi del Lazio ed è uno dei Fondi di ingegneria finanziaria attivati nell'ambito degli interventi previsti dal Por-Fesr Lazio 2007-2013. "Attraverso il bando - ha spiegato Fabiani - le pmi otterranno un prestito con un tasso di interesse agevolato per il 75% della somma prestata e un tasso di interesse ordinario per il restante 25%". Gli interventi che potranno essere finanziati grazie al bando avranno come obiettivo "l'adeguamento di impianti - ha aggiunto Fabiani - e strutture in modo da favorire il risparmio energetico, la realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e la costruzione di impianti di cogenerazione ad alto rendimento". I finanziamenti potranno coprire fino al 100% delle spese ammissibili e le domande dovranno riguardare una spesa non inferiore a 100mila e non superiore a 5 milioni di euro. "La partecipazione al bando avrà luogo nei prossimi giorni - ha precisato Fabiani - e proseguirà fino al 30 giugno 2014".

    IL BANDO PER GLI ENTI PUBBLICI - Il secondo bando di 25 milioni di euro di risorse europee, "Call for proposal", e' destinato agli enti pubblici del Lazio proprietari di immobili sul territorio regionale. Si tratta di un avviso pubblico per il finanziamento di progetti per il risparmio energetico e la realizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica con la finalita' di "implementare l'utilizzo di energie rinnovabili". "Al bando - ha spiegato Refrigeri - possono partecipare, fino al 30 settembre 2013, oltre al Comune di Roma e a tutti i Comuni e le Province del Lazio, anche i Consorzi di Bonifica, gli enti gestori di aree naturali protette regionali, le Ipab e le Ater che siano proprietari dell'immobile o in possesso, al momento della presentazione della candidatura, di altro diritto reale di godimento di durata almeno ventennale". I progetti finanziabili potranno riguardare la realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica e termica da fonti rinnovabili, interventi per il miglioramento dell'efficienza di impianti di condizionamento e/o riscaldamento esistenti o per il miglioramento delle prestazioni energetiche. "Oggi abbiamo scelto di investire 75 milioni di euro di fondi europei su due grandi voci come imprese e comuni verso la sostenibilita' ambientale - ha detto Zingaretti - E' una cifra importante che ci auguriamo contribuisca a risollevare l'economia e per noi e' una doppia prova: utilizzare i fondi europei per lo sviluppo non perdendo risorse e, soprattutto, scommettere sulla green economy cioe' su un nuovo modello di sviluppo del Lazio".

    ZINGARETTI: A OTTOBRE STATI GENERALI AGENDA VERDE - "A ottobre terremo gli Stati generali della Regione Lazio per lo sviluppo sostenibile. L'Agenda verde del Lazio dovrà essere discussa con i territori, le imprese, i sindacati, le forze produttive e sociali" ha annunciato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. "Chiamiamo il territorio del Lazio a una grande riflessione e una grande sfida: utilizziamo la nuova programmazione dei fondi Ue 2014-2020 per un nuovo modello di sviluppo che dovrà partire dalla green economy e trasformare la nostra Regione, che su questo può fare tantissimo, ma c'è bisogno di tutti. - ha continuato Zingaretti - Saranno due giorni dedicati alla costruzione dell'identira' sostenibile". Un lavoro in cui saranno impegnati "tutti i settori dell'amministrazione che vorranno dare un contributo in materia", ha specificato il governatore. "Contiamo prima dell'estate di approvare una memoria di giunta che offra le linee guida di questa agenda verde e poi a ottobre la concertazione: ci rivolgeremo alle imprese, alle univerita', al mondo della cultura, del mondo agricolo: i protagonisti di una grande svolta ambientale". Il presidente della Regione ha, infine, aggiunto: "Stiamo lavorando alle linee guida del nuovo piano energetico, lavoreremo per l'utilizzo dei fondi per i distretti della green economy, e su una delibera di Green public procurement, gli acquisti pubblici verdi, prima della pausa estiva per dare segnale di una Regione che cambia dando nuova energia a Pmi".

    E' la dimostrazione che "questa amministrazione crede davvero che sia possibile rilanciare l'economia preservando l'ambiente e compiendo investimenti importanti in uno sviluppo davvero diverso" ha commentato Cristiana Avenali, consigliera regionale del gruppo Per il lazio. "Il metodo di lavoro annunciato da Zingaretti che prevede dal prossimo autunno un'effettiva concertazione con le associazioni, le rappresentanze dei cittadini ma anche dei territori e degli operatori, oltre a un ruolo attivo e propositivo del Consiglio e degli eletti, insieme alla volontà di procedere in questa direzione con tempi certi, rappresentano il modo giusto per cambiare il volto di questa Regione" conclude Avenali.


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    L'estate musicale che ha bagnato Roma è alla volata finale, con alcune clamorose cartucce ancora da sparare, annunciate ed attese da diversi mesi. La più suggestiva delle rimanenti creature rock in arrivo, in termini di storicità e di irripetibilità, è senza troppi dubbi la leggenda chiamata Neil Young, pronto a prendersi l'ippodromo delle Capannelle venerdì 26 luglio, insieme ai suoi sodali di sempre e nuovamente riuniti Crazy Horse. Abbiamo appena visto transitare da quelle parti giovinastri indie e dinosauri sonici, come l'iguana Iggy Pop e il boss Springsteen: ora, sul medesimo terreno di gioco, quello che il pubblico può attendersi dal musicista canadese è qualcosa di completamente diverso, una ibridazione tra classico e distorsioni, tra sollazzo e allucinazione, tra eterna freschezza e nostalgia di default, tra Woodstock e la maledetta contemporaneità. Chi lo segue davvero lo sa: c'è un po' tutto questo nel repertorio e nella spina dorsale di Neil Young, su disco e nei live, in passato e e all'interno delle avventure in corso, in giro per il mondo e ora nella lunga gita europea.

    ALCHEMY TOUR - Alchemy Tour è il nome di questa importante tournée elettrica, che significa applaudita reunion con i Crazy Horse e logica conseguenza del disco doppio con loro forgiato, intitolato “Psychedelic Pill”, cavalcata senza tempo nella psichedelia più audace, fatta di riff ipnotici, brani interminabili e pozioni magiche. Si tratta di alchimia, appunto, quella ritrovata e sprigionata da questi quattro signori nelle loro proverbiali jam: Frank “Poncho” Sampedro, Billy Talbot, Ralph Molina e Neil Young. Non c'è solamente "The needle and the damage done" nelle corde di quest'ultimo, anzi si può andare preparati e rinunciare a tale soavità: quando il cavallo scalpita, si fa ben altro, come 12 anni fa, nella cornice toscana di Lucca, ultima volta coi Crazy Horse che viene replicata il 25 nella seconda delle due date italiane. Di 5 anni fa, invece, l’ultima apparizione del musicista in Italia, all’Arcimboldi di Milano, mentre nella Capitale si riaffaccia dopo ben 20 anni di assenza, portando per la prima volta in assoluto i tre compagni Crazy Horse con sé. Da quanto risulta nelle precedenti tappe, tornerà con una scaletta piuttosto breve, ma dominata da brani estesi fino allo sfinimento: buona parte provengono dalle ultime dissertazioni, "Psychedelic pill" in particolare, il restante è un rimescolare i pezzi pregiati del suo bagaglio, con classici e classicissimi come "Cinnamon Girl" o "Cortez the Killer", o gli albori dei Buffalo Springfield di "Mr. Soul", più soste acustiche quali "Red Sun" e "Heart of Gold" e per finire con omaggi, vedi la versione della dylaniana di "Blowin' In the Wind" suonata in recenti show. Non sarà l'unico top-player del 26 luglio il buon Neil, visto che ad aprire toccherà ad un piccolo gigante di nome Devendra Banhart, trentaduenne musicista-compositore tutto fare americano ma cittadino del mondo, che porterà le sue ultime gemme del cd "Mala", ancora sperimentando lingue e linguaggi e passeggiando sulla fune tra tropicalismo, songwriting e new-folk. Il vecchio usato e il nuovo a lunga distanza faranno un figurone a Capannelle, con una serata-evento che non dovrebbe deludere nessuno. D'altronde per certi nomi la garanzia è assicurata, come hanno provato venerdì scorsi alla Cavea dell'Auditorium Crosby, Stills e Nash, altri tre compagni d'avventura che hanno aperto la strada consolare a Neil Young, con sette giorni esatti d'anticipo rispetto alla sua epocale discesa a Roma.


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    Una cinquantina di persone, tra delegati dell'Asia Usb, un folto gruppo di extracomunitari, la maggioranza sono sudamericani, ragazzi dei centri sociali, occupanti ed altre vittime dell'emergenza abitativa si stringono intorno ad Angela, quarantenne, madre di due gemelli di dieci anni, un maschio ed una femmina. Per lei è già il terzo sfratto per morosità. Un picchetto, dalle 8 di questa mattina, ha tentato di bloccare il decimo accesso dell'Ufficiale giudiziario all'interno della sua abitazione in via Val D'Aosta 24. Non si può parlare di appartamento, Angela, infatti, vive in un ex lavatoio di 35 mq, senza riscaldamenti, con un condizionatore che porta sollievo ad agosto ma non a gennaio.

    I bimbi dormono nello stanzino, non si rendono realmente conto di cosa sta succedendo e con un sorriso accolgono e salutano educatamente le tante persone che entrano ed escono per parlare con la loro mamma. Angela ha perso il lavoro circa due anni e mezzo fa, aveva tentato di aprire una sua attività, un negozio di parrucchiera a gestione individuale, ma non è riuscita sostenere i costi. I problemi economici sono iniziati nel 2001/2002, con l'arrivo dell'euro e nel 2008 è stata costretta a chiudere il primo negozio. Circa un anno dopo, in via valle Borbera, Angela ci prova un'altra volta ma fallisce anche il secondo tentativo, sia per motivi economici sia a seguito di screzi familiari.

    Il primo sfratto l'ha costretta ad andare via dal suo appartamento in via Val Chisone, per il quale pagava 650 euro di affitto, si trasferisce, quindi, in via di Valle Borbera, dove aveva avviato la sua attività. Ora si trova in via di Val D'Aosta, dove aveva trovato un lavoretto nella cucina dell'Osteria Palazzo, un ristorante proprio sotto casa.

    "Avevamo pattuito 40 euro a sera, lasciavo i bambini soli dalle 18 all'1 di notte per guadagnare qualcosa, quando non riusciva a tenerli il mio compagno", racconta Angela, una donna cordiale, disponibile e con il sorriso sulle labbra, nonostante tutto. Un sorriso che, però, nasconde delusione, sfiducia e paura per il futuro. Gli occhi non riescono a mentire. "Il primo giorno mi hanno pagata, poi hanno iniziato a darmi 30 euro un giorno si e 3 no. La rumena che lavorava con me, però, la pagavano di nascosto. Quando l'ho scoperto me ne sono andata".

    Ora ha quasi smesso di cercare lavoro, ha paura che questa situazione si ripeta, poi non saprebbe a chi lasciare i bambini. Intanto la Caritas le porta un pacco viveri che l'aiuta per la spesa. Anche la vita sentimentale di Angela non è una passeggiata. Il destino sembra sempre accanirsi su chi già deve lottare con le unghie e con i denti per andare avanti. Con il padre dei gemelli, il matrimonio è finito nel 2006, ma il divorzio è arrivato, ufficialmente, lo scorso due novembre. "Me l'ha chiesto lui, forse per risposarsi con la sua attuale compagna, con cui aveva avuto una relazione prima che arrivassi io ed ora hanno un figlio. Quando ancora stava con me, aveva iniziato una relazione con una collega dell'ospedale dove lavorava come portantino. Ha messo incinta anche lei, poi l'ha lasciata e non le dà nulla per il bambino. Ha ricevuto parecchie denunce anche da lei. Come posso fare affidamento su quest'uomo?", si chiede Angela. Per venti giorni, I bambini hanno vissuto da lui, "con mia madre avevano convinto i servizi sociali che io non fossi una buona madre, non volevano più farmeli vedere".

    Ora, il mantenimento dell'ex marito le garantisce da 200 a 350 euro al mese, ma non possono bastare. L'attuale compagno, Davide, lavora in un supermercato, l'Elite di zona, guadagna circa mille euro al mese e vive ancora con i genitori, che non hanno palesato l'intenzione di darle una mano, "se non me lo chiedono loro, non posso obbligarli ad ospitarmi, mio suocero lavora in banca, non riesce a comprendere o giustificare una persona che non paga - commenta Angela - Poi ogni genitore pensa sempre che il proprio figlio meriti il meglio".

    Angela, per ora, lavora a casa e riesce a guadagnare anche 800 euro, solo l'affitto dell'ex lavatoio ha raggiunto i 1028 euro. Ora è in corso la trattativa con l'Ufficiale giudiziario, l'avvocato Gianluca di Giorgio, il vice ispettore di Polizia e l'ispettore Aldo Muggeo. Insieme a loro c'è Paolo Marchionne, il presidente del III Municipio, due delegati Asia-Usb,Paolo e Giacomo. "Le abbiamo offerto un posto in un centro di accoglienza, non abbiamo ancora ricevuto una risposta", dichiara un rappresentante del Servizio di emergenza del Comune.

    Federico, un militante dell'Asia-Usb, ricorda che "il 16 abbiamo avuto un incontro con il sindaco Ignazio Marino che, su nostra spinta, ha inviato una richiesta di moratoria degli sfratti. Vogliamo capire, allora, perchè non si può aspettare ancora qualche giorno e vedere cosa riescono a fare le istituzioni per aiutare questa donna. Due bambini non possono vivere in un Centro d'accoglienza, Angela non accetterà".

    "Che fine ha fatto la legge sul passaggio da casa a casa per gli aventi diritto, perchè non ne parla nessuno?", si chiede un altro esponente dei Movimenti per la casa. Fino a che non si arriverà ad un accordo con Angela, ne' il presidente del Municipio, ne' l'ispettore, ne' i rappresentanti del Comune rilasceranno ulteriori dichiarazioni.

    (foto di repertorio)


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    L’Agis Lazio a nome delle oltre 200 imprese operanti nel settore teatro, prosa, musica e danza – che sviluppano a livello economico occupazionale circa 25mila lavoratori, con 27mila spettacoli, oltre 5,6milioni di spettatori e un volume d’affari che supera i 110 milioni di euro – “intende esprimere alcune perplessità rispetto a quanto deliberato nella seduta del 16 luglio scorso dalla Commissione cultura della Regione in cui sono stati stanziati 2 milioni di euro per l’esercizio finanziario 2013 a sostegno e tutela della valorizzazione dei beni ed attività culturali destinati a biblioteche, musei, etc, e gestiti esclusivamente dagli Enti locali, dimenticando, ancora una volta, l’esistenza di un Sistema culturale del Lazio molto più articolato e con grandissime potenzialità”.

    “L’idea che in un momento così delicato – continua la nota – e drammatico per il sistema produttivo, ed in particolare per gli operatori professionali che operano nel settore culturale, si decida di assegnare 2 milioni di euro esclusivamente a sostegno del sistema bibliotecario e museale pubblico ci lascia fortemente perplessi”. 

    Per questo l’Agis ha chiesto un un incontro all'assessore Ravera a cui non è stata ancora data alcuna risposta. “Ci auguriamo che la Regione e gli Enti Locali, almeno per quanto riguarda le attività di spettacolo dal vivo, mettano in atto strumenti e procedure di evidenza pubblica che garantiscano la trasparenza e il merito, oltre alla professionalità delle proposte artistiche selezionate e da realizzare all’interno di questi spazi. In ultimo, pur non volendo sminuire un intervento a supporto del sistema bibliotecario, museale e archivistico territoriale, non possiamo che ribadire l’urgenza e la gravità della situazione in cui versa il comparto teatrale, totalmente abbandonato in questi anni e che vanta crediti nei confronti della Regione per oltre 3 milioni di euro", conclude l'Agis Lazio.


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    ''Osvaldo anche se contestato lo terrei. È una grandissima persona, con noi ha un grande feeling. Sarebbe una grandissima perdita per la Roma”. Tutti per Osvaldo. Dopo il gesto di Totti e le parole dell'allenatore Rudi Garcia, anche Alessandro Florenzi si schiera per la conferma dell'italoargentino.

    FLORENZI- Il centrocampista, reduce dal secondo posto agli Europei U21 con la maglia dell'Italia, è pronto per la stagione del rilancio assieme a compagni e nuova guida tecnica. ''Garcia è un bravissimo allenatore. Parla tanto con la squadra e vuole tanto sul campo da noi. Quando serve è duro, ma quando c'è da scherzare è il primo - ha spiegato Florenzi a Sky Sport24 - Rispetto all'anno scorso magari vuole meno verticalizzazioni e più possesso palla”. Rispetto alla passata stagione, però, dovranno cambiare soprattutto i risultati. ''L'obiettivo è fare meglio. Siamo reduci indubbiamente da una stagione fallimentare, non si può negare. I tifosi sono amareggiati anche più di noi, e vogliamo regalargli delle soddisfazioni - ha ammesso il centrocampista - Cosa chiedo a livello personale?Di giocare il maggior numero di partite possibili, sempre meritandolo perché è il campo a dare il verdetto finale. E per adesso non vedo il motivo per cui dovrei lasciare la Roma”.

    IL MERCATO- Anche perché sono arrivati giocatori che, sulla carta, potrebbero permettere alla Roma di fare il salto di qualità. ''Maicon è un vincente, e lo ha notato tutto il gruppo. Ha molta personalità, carisma - ha riconosciuto Florenzi - Strootman acquisto indispensabile? Assolutamente, ha un grandissimo piede sinistro, ben strutturato fisicamente, grande personalità e carisma, essendo capitano del Psv a soli 23 anni. Ha veramente un grande futuro davanti a sé''. Lo stesso che ha Marquinhos, ceduto dai giallorossi al Psg per 31,4 milioni di euro: ''Mi è dispiaciuto perché faceva parte di un bel gruppo che avevamo creato, ma ognuno cerca il meglio per sé e quindi sono contento per lui - ha concluso - Jedvaj? Speriamo tutti che possa ripercorrere le orme di Marquinhos''. 


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    La galleria delle leggende giallorosse si arricchisce di quattro nuove entrate: Attilio Ferraris IV, Giuseppe Giannini, Vincenzo Montella e Sebastiano Nela. La Hall of Fame della Roma sale quindi a quota 15: lo scorso anno era toccato ad Aldair, Amedeo Amadei, Fulvio Bernardini, Cafu, Bruno Conti, Agostino Di Bartolomei, Paulo Roberto Falcao, Giacomo Losi, Roberto Pruzzo, Francesco Rocca e Franco Tancredi. La Hall of Fame si arricchisce oggi di quattro grandi campioni che hanno fatto la storia del calcio a Roma e nel mondo - ha dichiarato James Pallotta, presidente della Roma - Ringraziamo loro e tutti gli altri grandi giocatori protagonisti nelle votazioni di quest'anno per il contributo dato alla storia di questo club".

    ATTILIO FERRARIS- "Avendolo conosciuto, posso dirvi con certezza che mio zio Attilio sarebbe fiero di questo posto nella Hall of Fame della Roma, squadra di cui è stato primo capitano e prima bandiera", il commento di Renato Ferraris, nipote di Attilio. "È un riconoscimento che mi lusinga e che accetto con grande entusiasmo - commenta invece Giannini - Sono davvero orgoglioso. Desidero ringraziare chi mi ha votato e considerato, questa è una delle cose più belle che mi siano successe. Con la Roma ho vissuto sempre tutto a cento all'ora. I momenti belli e quelli meno positivi, il gol al Foggia come il rigore sbagliato nel derby: momenti attraversati innanzitutto da tifoso, non soltanto da calciatore. Per me la Roma è sempre stata più una questione di cuore che di professione". 

    L'AEROPLANINO- Vincenzo Montella si dice invece "molto lusingato per questo importante riconoscimento, anche se mi fa effetto entrare nella Hall of Fame alla mia età. Ma soprattutto mi riempie di orgoglio il fatto che a votarmi siano stati i tifosi, gli stessi che erano all'Olimpico quando abbiamo vinto lo Scudetto. Non posso dimenticare gli anni trascorsi a Roma, dove mi sono tolto tante soddisfazioni insieme ai miei compagni". "Sono onorato e inorgoglito, personalmente questa elezione nella Hall of Fame rappresenta una vittoria - chiosa Nela - Non sono romano di nascita ma lo sono di adozione, dal momento che con questa maglia ho giocato 12 stagioni. In questo lunghissimo periodo della mia vita i momenti più affascinanti hanno sempre coinciso con le sconfitte. Abbiamo vinto poco e potevamo ottenere di più, ma proprio nei momenti più difficili ho assistito a delle manifestazioni di affetto introvabili al di fuori di questa città e di questa squadra. La grandezza del tifo giallorosso si scopre in questi momenti, quelli in cui ho capito cosa vuol dire essere della Roma".


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    Mauro Zarate ha perso la causa per mobbing intentata contro la Lazio ed è stato condannato al pagamento di 10mila euro di spese processuali. A deciderlo è stato il collegio arbitrale, presieduto dall'avvocato Massimo Zaccheo, chiamato a produrre entro oggi il lodo della causa con cui il calciatore argentino aveva cercato di chiudere anzitempo il suo rapporto con il club biancoceleste. I giudici arbitri però hanno dato ragione alla società di Lotito: non c'è stato nessun caso di mobbing.


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    E’ sfociata in un accoltellamento una ‘banale’ lite per motivi di viabilità scoppiata questa mattina sulla Roma-Fiumicino tra due automobilisti. Alla base della violenta discussione, sembra, una questione di precedenza tra il conducente di un furgone e un uomo alla guida di una Ford Fiesta. Bilancio del gravissimo episodio di sangue, un ferito trasportato in codice rosso all’ospedale Grassi di Ostia. L’altro, l’accoltellatore, è già stato denunciato a piede libero per porto abusivo d’armi e lesioni personali.

    I FATTI – Questi i fatti, secondo una ricostruzione effettuata dagli agenti del commissariato di Fiumicino intervenuti su segnalazione di alcune persone che hanno assistito alla scena. Erano circa le 9 del mattino quando i due uomini, di 45 e 60 anni, ciascuno a bordo del proprio mezzo, avrebbero cominciato a scambiarsi dei ‘segnali’ pochi amichevoli mentre nel frattempo volava qualche parola di troppo. Alla fine hanno bloccato i mezzi e, una volta scesi, avrebbero continuato la discussione fino a quando uno dei due avrebbe improvvisamente estratto un coltello e con questo avrebbe colpito al fianco sinistro l’altro, che si sarebbe così accasciato a terra. Nel frattempo sul posto è arrivata un’ambulanza che ha caricato a bordo il ferito trasportandolo a sirene spiegate al nosocomio lidense, dove si trova tutt’ora ricoverato: non è in pericolo di vita. Una volante ha invece provveduto ad accompagnare presso gli uffici l’altro, quello che era passato alle vie di fatto, che al momento è stato denunciato.

    IL PRECEDENTE – Lo scorso 12 giugno in via Gigliotti, al quartiere San Basilio, un’altra futile lite per ragioni di viabilità tra due automobilisti di 31 e 18 anni finì in tragedia. Il 31enne fu ucciso con un colpo di pistola sparato dal padre del 18enne, una guardia giurata di 53 anni, dopo che il figlio fu ferito con un coltello dall’uomo poi ammazzato.


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    Dopo la maxi-giunta tra Regione e Campidoglio, tocca alle commissioni capitoline di Bilancio e Mobilità discutere insieme. Il tema caldo è l’Atac. Nel pomeriggio invece spazio all’assemblea dei soci della municipalizzata. Obiettivo: nominare il nuovo amministratore delegato, che succederà al dimissionario Roberto Diacetti. Al suo posto è pronto Danilo Broggi, già ad di Consip, oggi a Poste Assicura e nel board di Sirti, società che si occupa di servizi per i trasporti.

    IMPROTA - A indicarlo oggi nell'incontro tra le commissioni è stato l'assessore capitolino alla Mobilità, Guido Improta. L'indicazione è stata data alla commissione capitolina Trasporti - che ha espresso parere favorevole a maggioranza - e sarà ribadita questa sera all'assemblea dei soci di Atac, che dovrà discutere e ratificare le nomine del nuovo consiglio di amministrazione dell'azienda. Improta ha proposto poi gli altri 4 nomi del cda: come esterno Roberto Grappelli consigliere uscente Atac, mentre gli nterni al Campidoglio sono Stefano Fermante (direttore contabilità analitica ragioneria), Cristiana Palazzesi (direttrice appalti direzione generale),  Annamaria Graziano (dirigente razionalizzazione spesa).
     

    I DEBITI - Il dossier della municipalizzata scotta. I debiti hanno superato il tetto dei 2 miliardi di euro, la metà verso i fornitori, e 80 sono i milioni di evasione tariffaria. Situazione che l’ex Diacetti avrebbe voluto sanare ipotecando i gioielli di famiglia. Mossa stoppata dal sindaco Ignazio Marino, che ha voluto le dimissioni dell’ad. Che era stato riconfermato, da Alemanno, in piena campagna elettorale.

    SPENDING REVIEW - I conti in ordine sono la priorità. Per Broggi, dato per certo, l’assegno è di 68mila euro lordi l’anno. Il compenso, tagliato sotto la cura della spending review, è uno dei motivi che allontanano Rocco Sabelli, ex ad di Alitalia. Sfumata anche l’ipotesi Gianluca Brancadoro, l’avvocato e docente di diritto commerciale che ha scovato il tesoro di Gianfranco Lande, il Madoff dei Parioli.

    I MEZZI - Sulle voci di spesa dell’Atac, ha annunciato Marino nei giorni scorsi, è avviata la due dilegence. Ma per il manager di Posta Assicura non ci sono solo le cifre a bilancio. Ci sono quelle di un parco mezzi da 2mila bus, di cui la metà neanche esce dai depositi. Proprio perché mancano i soldi per la manutenzione.

    Non solo. Non è escluso che l’incarico sia a tempo. In campo l’ipotesi della holding con il suo amministratore unico. La rivoluzione che Marino ha fatto approvare dalla giunta. Per ora, al suo fianco sarà confermato come presidente Roberto Grappelli. Ma il provvedimento varato venerdì potrebbe arrivare presto in aula Giulio Cesare. Dando l’ok all’uomo solo al comando, più un cda di 3 consiglieri per le aziende maggiori.

    SEL - Una scelta che scatena i mal di pancia nella maggioranza di centrosinistra. Il primo a esprimere i suoi malumori è stato Gianluca Peciola. Il capogruppo di Sel ha “integrato” le linee programmatiche del sindaco con quelle del suo partito. Che dice “no” ad un “organo monocratico”. Dubbi non solo in Sinistra e libertà. Non sono pochi, tra i democratici, a ricordare “le barricate alzate nella scorsa consiliatura contro il progetto voluto da Alemanno”.

    TOTO NOMI PER IL SUPER MANAGER - La società unica però è difesa perché accorperebbe utili e perdite delle municipalizzate. Con la speranza che il saldo sia positivo. Intanto è già partito il toto-nomi per il super-manager. C’è Andrea Mondello, ex presidente della Camera di Commercio, che era finito nella rosa dei possibili vice di Marino. Spunta anche Luigi Abete, presidente Bnl e di Cinecittà studios.

    IL PROGETTO DELLA REGIONE - L’alternativa alla holding, dice qualcuno nel Pd, ci sarebbe. L’altra soluzione, infatti, potrebbe essere far rientrare Atac nel progetto della compagnia unica di trasporto regionale, che compare nell’agenda del governatore Zingaretti. Anche perché una parte dei crediti dovrebbe arrivare proprio dalla Pisana.

    LE ALTRE POLTRONE - In attesa che l’assemblea approvi l’amministratore unico, si pensa alle altre poltrone. Per l’Auditorium Parco della Musica c’è chi sogna l’ex sindaco Walter Veltroni. Mentre ad Eur spa, nei giorni scorsi, è arrivato Gianluca Lo Presti. Nominato dal ministero dell’Economia, sostituirà l’ex ad Riccardo Mancini, coinvolto nell’inchiesta per gli appalti filobus.

    I CONTI DI ROMA CAPITALE - Non solo Atac nella riunione congiunta tra le commissioni capitoline di Mobilità e Bilancio. A spiegare la situazione dei conti, invece, dovrebbe essere proprio l’assessora Daniela Morgante. Poi spazio all’assemblea dei soci dell’azienda dei trasporti. Per la nomina del nuovo amministratore delegato.


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    È aumentato, negli ultimi tre anni il rischio, per le imprese, di cadere vittime nell'usura. Non solo per le micro realtà, ma anche per quelle più strutturate. È l’effetto combinato di una serie di fattori, quali la recessione economica, il razionamento dell'accesso al credito, l’accumulo di sofferenze e insolvenze.

    LA CAPITALE - E peggiora la situazione a Roma. Nell'edizione 2012 della speciale classifica stilata dalla Cciaa di Roma sul rischio indebitamento ed usura, la Capitale scende di ben 12 posizioni nella classifica nazionale (quindi si colloca al 59esimo posto), ma la distanza con le altre province si riduce. Rieti la segue di 4 posizioni (63esimo posto), Viterbo si trova al 72esimo posto. Frosinone e Latina, tra loro ravvicinate, sono rispettivamente all’88esimo e al 92esimo posto. È interessante, però, notare che, se la distanza tra Roma e Latina in punti si riduce ad appena 99 millesimi (da 186 nel risultato sui dati 2010), la collocazione, in graduatoria nazionale, vede la Capitale scendere dal 47esimo posto al 59esimo e perdere 227 punti millesimali, mentre le province del Lazio settentrionale scalano entrambe 3 posizioni: Rieti passa dal rank 66 al 63, Viterbo dal rank 75 al 72: pur perdendo, entrambe, oltre 100 millesimi (rispettivamente 127 e 121).

    LATINA E FROSINONE - Le due province meridionali della regione (Latina e Frosinone) peggiorano la collocazione: la provincia Pontina di 12 posizioni (dall’80 al rank 92) e quella di Frosinone di 6 posti con - 48 millesimi e da 82esima scende a 88esima, con -142 millesimi. Questa immagine d’insieme attesta, se ce ne fosse ancora bisogno, l’impatto pesante della crisi finanziaria, che nel Lazio ha mostrato i suoi segni più duri un biennio dopo l’onda d’urto provocata dal fallimento della banca d’affari “Lehman Brothers” (2008) sulle economie dell’Europa, in generale, e dell’area Euro in particolare.

    "LA PIU' ESPOSTA E' NAPOLI" - Nella mappa della “vulnerabilità” - che emerge dallo studio della Camera di commercio di Roma (“Indebitamento patologico e credito illegale nella crisi attuale”) curato dal sociologo Maurizio Fiasco - la più esposta è Napoli, la più tranquilla Bolzano. Lo studio dell’ente camerale è la seconda tappa di un’attività di ricerca volta a dimensionare il grado di esposizione delle nostre imprese al rischio di usura quale diretta conseguenza dell’indebitamento patologico. Il notevole sforzo di osservazione compiuto nelle due edizioni della ricerca consente di evidenziare il disagio in cui versano le imprese, testimoniato dalla numerosità dei fallimenti dichiarati e dall’aumento delle sofferenze bancarie che, solo a Roma e provincia, superano il 10% del totale nazionale.

    IL DISTACCO DALLE PROVINCE - Nella vecchia edizione del 2010 la posizione di Roma mostrava una netta distanza da quella delle altre province del Lazio. Roma si trovava al 47esimo posto, 20 posizioni dopo si rilevava Rieti, quindi al 75º rank Viterbo e, agli ultimi posti, Latina, 80esima e Frosinone, 82esima: a rimarcare un differenziale di rischio tra la provincia che ospita la Capitale, quelle del Lazio settentrionale e, infine, quelle del Lazio meridionale.


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    Non si placano le polemiche sulla pronuncia del collegio arbitrale presieduto da Massimo Zaccheo che ha ieri rigettato il ricorso dell'attaccante argentino nella causa per mobbing intentata contro il suo club. ''Siamo molto soddisfatti”, afferma l'avvocato biancoceleste Gian Michele Gentile nel commentare la sentenza dei giudici arbitri, arrivata nell'ultimo giorno fissato per il pronunciamento.

    TOMMASI- Più contento il commento del presidente dell'Aic, Damiano Tommasi: "il lodo ha semplicemente preso atto della rinuncia da parte del tesserato alla domanda di risoluzione proposta. Zarate ha comunicato al Collegio di avere già receduto con altra modalità dal rapporto contrattuale con la Lazio. Non è stato intaccato l'articolo 7". La questione però non è così semplice. Lo scorso 5 luglio, infatti, Zarate, aveva comunicato ai giudici di ''non aver più interesse alla corrispondente pronuncia”, spiegando di essersi liberato unilaterale dal contratto che lo lega ai biancocelesti (sino al 2014) in base, sembra, all'articolo 14 delle norme Fifa. Ed è proprio tale comunicazione, secondo il collegio, a far ''escludere definitivamente, già sulla base dell'allegazione attuale della parte istante, la volontà di avvalersi degli effetti dell'inadempimento in principio imputato alla Lazio quale presupposto della domanda di risoluzione e in ipotesi causativo di quest'ultima”. La domanda del sudamericano quindi ''deve essere respinta non già perché manca l'interesse ad agire ma perché manca il diritto fatto valere dal signor Zarate”. 

    L'AVVOCATO - Insomma, la Lazio ha vinto per abbandono del campo da parte di Zarate, se proprio di vittoria si vuole parlare. Come ribadisce anche l'avvocato del calciatore, Tommaso Marchese: ''La Lazio sta enfatizzando questa cosa, ma non c’è affatto scritto che la società biancoceleste ha ragione – dice a Lalaziosiamonoi.it -: c'è scritto che è venuto meno il presupposto della domanda di risoluzione, perché Zarate ha dichiarato che si sarebbe avvalso di un altro meccanismo direttamente risolutivo del rapporto”. La querelle quindi non si chiude qui ma si si sposta ora a livello Fifa: Zarate infatti si sente libero e già si allena con il Velez. ''Oggi allenamento molto duro! Manca poco per iniziare...'', twitta l'attaccante di Haedo senza curarsi di ciò che accade a Roma. ''Non abbiamo avuto nessuna comunicazione di nessuna firma – rileva però Gentile -. Abbiamo scritto alla federcalcio italiana, a quella argentina e alla Fifa che è un giocatore della Lazio e senza il nostro consenso non può firmare per altri club, altrimenti si passerà alle vie legali”. È probabile quindi che la società sudamericana debba pagare ai biancocelesti almeno un indennizzo. 

    CAVANDA NEL GRUPPO- Da epurato ad epurato: Luis Pedro Cavanda e la Lazio sono a un passo dal rinnovo. Il terzino belga, che era finito fuori rosa lo scorso gennaio proprio per la mancata intesa sul prolungamento del contratto in scadenza 2014, ha trovato l'accordo con la dirigenza biancoceleste sino al 2018 con un ingaggio (a salire) che dovrebbe avvicinarsi ai 300mila euro annui. La firma è attesa nelle prossime ore, ma sembra che il ritiro ad Auronzo di Cadore abbia comunque aiutato a sbloccare una situazione che stagnava da mesi. ''Si dice che l'aria di montagna chiarisca le idee e aiuti a prendere le decisioni migliori”, aveva rilevato ieri il patron Claudio Lotito in merito. E sembra che Cavanda gli abbia dato ascolto.

    L'ULTIMO ACQUISTO- Intanto è sbarcato nella Capitale il difensore croato dell'Hajduk Spalato Josip Elez. A differenza di Zarate e Cavanda, la sua avventura alla Lazio comincia oggi con le consuete visite mediche presso la clinica Paideia. A seguire dovrebbe essere ufficializzato dalla Lazio il suo ingaggio.


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    Domani si ricomincia per la Roma. Dopo il ritiro di Riscone di Brunico la squadra giallorossa si riunirà a Trigoria per continuare la preparazione in vista della nuova stagione. Tornerà anche De Rossi che per la prima volta si confronterà con il nuovo tecnico e i problemi relativi alla sua conferma. Il centrocampista, assieme a Mattia Destro (che ieri ha lavorato in palestra con Maicon), è l'unico giocatore della rosa che il francese deve ancora incontrare di persona. I due non si sono mai sentiti ma attraverso dichiarazioni si sono spediti messaggi di reciproca stima. Garcia è andato anche oltre prendendo una posizione netta sul ruolo di De Rossi nella sua Roma. Adesso, però, per De Rossi è giunto il tempo di rimettere gli scarpini e cominciare a lavorare agli ordini dell'ex Lille, che per lui ha già in mente un ruolo da protagonista:“Se giocheremo con il 4-3-3 è perfetto per fare il mediano centrale, è polivalente”. L'impressione, a Trigoria, è che tra i due scatterà subito la scintilla. E proprio come fece l'asturiano, anche Garcia ha intenzione di consegnare le chiavi del centrocampo a De Rossi.

    OSVALDO- In attacco, invece, il francese vorrebbe puntare su Osvaldo. L'attaccante, contestato da una parte della tifoseria, è stato pubblicamente elogiato e difeso da tutto il gruppo.  Insomma, il ds Sabatini (che attende per domani l'arrivo dal Napoli di De Sanctis ed è vicino a chiudere per l'attaccante del Nacional Montevideo, Gonzalo Bueno) dovrà adesso decidere se continuare a offrire il giocatore oppure se toglierlo dal mercato, col rischio però da un lato di non incassare quei milioni necessari per altri acquisti e dall'altro di ritrovarsi a dover fare i conti nel corso della nuova stagione con le intemperanze comportamentali dell'attaccante.

    IL NUOVO DG- Novità intanto sul fronte societario con la nomina dell'avvocato Mauro Baldissoni a direttore generale della Roma. Baldissoni, già membro del consiglio di amministrazione, assume quindi l'incarico lasciato vacante da Franco Baldini. Nato a Roma il 14 aprile del 1970, si è laureato in Giurisprudenza (magna cum laude) nella Capitale nel 1993 all'Università “La Sapienza”. Iscritto all'Ordine degli Avvocati di Roma, esperto di diritto societario e finanziario, dal 1996 lavora con lo Studio Tonucci & Partners per cui ha seguito negli anni clienti importanti tra cui il Ministero del Tesoro (nell'ambito del processo di privatizzazione di Telecom Italia), Alitalia, Enel e Lottomatica. Baldissoni inoltre è il legale di riferimento della cordata americana che, capeggiata dal presidente James Pallotta, ha acquistato da UniCredit il pacchetto di maggioranza della Roma. Dal 2011 è consigliere d'amministrazione della club giallorosso.


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    Continua a prendere forma la Virtus Roma versione 2013-14 che, dopo le firme di Taylor, HosleyD’Ercole e Goss, vede delinearsi anche lo staff tecnico. Il gruppo di collaboratori a disposizione di coach Dalmonte sarà composto dagli assistenti Federico Fucà e Antimo Martino e dal preparatore fisico Roberto Venerandi. 

    Federico Fucà– assistant coach Nato a Bologna il 6 maggio 1977, Fucà ha iniziato nel 1996 la sua carriera come allenatore nel settore giovanile della San Mamolo Basket, allora militante in terza serie. L’anno successivo è passato a Castel San Pietro come assistente della prima squadra in B2, rimanendovi per tre stagioni. Tra il 2001 e il 2007 si trasferisce allo Sporting Gira Ozzano, in B1, nei primi due anni come responsabile del settore giovanile e vice allenatore della prima squadra poi come capo allenatore della prima squadra per le 3 stagioni successive. Nell’estate del 2008 è vice allenatore della nazionale Under 18 ai Campionati Europei. Ultima tappa ad Imola in Legadue, dove trascorre quattro anni da vice allenatore prima di diventare head coach nelle ultime due stagioni. 

    Antimo Martino – assistant coach Nato a Isernia il 16 agosto 1978, si appresta a cominciare la nona stagione all’interno dello staff virtussino. Ha cominciato l’esperienza romana nel 2005 come assistente allenatore delle squadre Under 19 e Under 15, L’anno successivo è capo allenatore delle squadre Under 13 e Under 16, laureandosi campione regionale con quest’ultima. Nel 2007 comincia la sua esperienza in prima squadra come assistente di Repesa, per poi diventare vice-allenatore di Gentile, Boniciolli, Filipovski e Lardo, e Calvani. 

    Roberto Venerandi – preparatore fisico Nato a Pesaro il 7 settembre 1960, consegue il diploma in educazione fisica presso l’ISEF di Urbino nel 1987. Ha legato la sua carriera alla pallacanestro e in particolare alla Victoria Libertas Pesaro,dove si è occupato del settore giovanile tra il 1987 e il 2005 e poi della prima squadra, lavorando dal 2009 al 2012 proprio con coach Luca Dalmonte. Per lui anche una esperienza a Roseto nella massima serie nel 2006-07, prima di tornare ancora alla Vuelle. 


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    Un 44enne italiano si è gettato questa notte dal parapetto del ponte Vittorio Emanuele II sul lungotevere degli Altoviti finendo sulla banchina e morendo sul colpo.

    Alcuni testimoni avrebbero visto l'uomo scavalcare il parapetto gettandosi nel vuoto. Sul posto è intervenuta una volante della questura.


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    "Tra il 2010 e il 2012 l'Atac ha accumulato una perdita di esercizio di 650 milioni". Lo ha detto l'assessore capitolino alla Mobilità, Guido Improta, nel corso della commissione dedicata ad Atac. E ha fatto anche notare che, a fine 2012, l'indebitamento totale di Atac "raggiungerà i 744 milioni di euro". A fronte di ciò, "l'azienda non riesce ad onorare i volumi di produzione previsti dal contratto di servizio", "ci sono deficit manutentivi rilevanti". Parallelamente, "l'azienda spende 60 milioni l'anno tra locazioni, consulenze e vigilanza", mentre non è riuscita a portare avanti le "valorizzazioni immobiliari" che pure avrebbero generato cassa. In più, " c'è stata una crescita anomala dell'assenteismo per malattia e permessi", che ha influenzato negativamente la produttività. Improta ha elencato i problemi di Atac anche facendo riferimento all'avvenuto "cambio di 6 ad" che ha fatto sì che non venissero prese "decisioni necessarie per invertire la rotta".

    Tra le azioni che Improta considera necessarie per il futuro dell'azienda, "il miglioramento degli standard di qualità", "l'adeguento tecnologico e il risanamento". Parallelamente, sul fronte mobilità, bisognerà insistere sulla realizzazione di nuove corsie preferenziali e piste ciclabili nell'ottica di implementare il trasporto sostenibile. Improta ha anche ricordato che "la Giunta Polverini non ha stanziato un euro per il Tpl capitolino per il 2013 e ora la Giunta Zingaretti sta cercando di porre rimedio alla questione". Con la Regione, il Comune ha anche intenzione di collaborare per creare una Agenzia regionale del Tpl e prepararsi all'adeguamento ai principi europei di libera concorrenza del mercato dei trasporti entro il 2019.

    "SITUAZIONE DRAMMATICA" -“Il quadro economico-finanziario e gestionale dell'Atac delineato questa mattina dall'assessore Improta è drammatico" dichiara in una nota il capogruppo Pd in Campidoglio Francesco D'Ausilio. "Adesso è urgente avviare un percorso di ricostruzione dell'azienda - spiega ancora il capogruppo Pd – va innanzi tutto assicurata la continuità aziendale per rimettere in equilibrio i conti, poi si dovrà agire su più fronti al fine di recuperare la produttività, creare relazioni industriali certe e continue e, infine, imporre una trasparenza retributiva che non si scarichi sui lavoratori".

    "NO ALLA LIBERALIZZAZIONE" - "I riferimenti ai processi di liberalizzazione, però, sono da considerare argomenti da proporre al confronto dentro la maggioranza - dice il capogruppo Sel in Campidoglio, Gianluca Peciola - dal nostro punto di vista l’azienda va risanata e sostenuta nel suo carattere pubblico". E precisa: "Atac svolge un servizio pubblico e tale dovrà rimanere. Appare, invece, del tutto prematuro il richiamo alla dismissione del patrimonio, dal momento che qualsiasi azione dovrà essere preceduta dalla determinazione di un quadro certo della situazione contabile dell’azienda". "Dopo la fase delle due diligence, è necessario avviare un confronto con le organizzazioni sindacali per condividere il nuovo piano industriale dell’azienda" conclude Peciola.


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    Nell'ambito dell'indagine sulla pubblica amministrazione del X Municipio i carabinieri del Gruppo di Ostia agli ordini del colonnello Giovanni Adamo stanno sequestrando per abusi edilizi all'interno dello Sporting Club Infernetto: una tettoia, il ristorante, una roulotte e l'area dove era stato costruita una piscina poi chiusa.

    A quanto si apprende sono indagati l'ex direttore dell'ufficio tecnico Aldo Papalini e Enrico Marino presidente dell'associazione sportiva dilettantistica Centro Studi Archè concessionario dell'impianto sportivo di via Varna all'Infernetto di proprietà di Roma Capitale.

    Le aree sequestrate sono state affidate all'Uosecs del X Municipio. Presente all'arrivo dei carabinieri anche l'ex consigliere Pdl del X Municipio Pier Francesco Marchesi, istruttore di tennis della struttura.


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  • 07/23/13--03:09: Centro, B
  • Un incendio è scoppiato questa notte al primo piano di uno stabile di via Leonina all'interno di un B&B che è andato completamente distrutto dalla fiamme. Tutti i condomini dello stabile sono stati fatti evacuare per motivi di sicurezza: lo stabile è stato dichiarato inagibile. Cinque le persone intossicate dalle esalazioni di fumo e tutte accompagnate all'ospedale San Giovanni per accertamenti mentre altre tre sono state soccorse sul posto. Al momento non si conoscono le cause dell'incendio.


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    La procura di Roma ha concluso le indagini nei confronti di un'associazione a delinquere transnazionale dedita al riciclaggio tra l'Italia e San Marino. L'organizzazione, con base a Roma, ritirava i soldi - sottratti al fisco italiano - di facoltosi clienti (oltre 1.500, tra industriali, dirigenti di banca e immobiliaristi) e li poneva al sicuro a San Marino, dopo averli fatti transitare su conti di società situate in paesi off-shore. Secondo gli inquirenti, ammonta a circa un miliardo di euro il denaro raccolto, dal 2000 in poi, dall'organizzazione criminale. Tra i reati ipotizzati vi è l'associazione per delinquere transnazionale finalizzata al riciclaggio tra l'Italia e San Marino. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore, Perla Lori, sono state condotte dal nucleo speciale di polizia valutaria della guardia di finanza. Gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari sono stati notificati ai responsabili: il conte Enrico Maria Pasquini e ad altre sei persone tra cui gli allora vertici di Smi che ora rischiano il processo. 

    Tra i clienti, parti offese in questa vicenda che è all'attenzione di diverse procure per motivi di competenza, spiccano gli industriali dei salumi Levoni, delle cucine Berloni, delle acque (Uliveto e Rocchetta) De Simone Niquesa, i presidenti di squadre di calcio Campedelli (Cesena) e Gazzoni Frascara (Bologna), l'ex calciatore Lorenzo Marronaro, ora procuratore, con il suo commercialista Marco Iannilli (già coinvolto nelle indagini su Finmeccanica ed Enav), i dirigenti del Monte dei Paschi di Siena, Alessandro Toccafondi, Antonio Pantalena e Fabio Michele Pompeo Pontone, il padre di Valentino Rossi, Graziano, i titolari del broker Enigma (coinvolto nella vicenda Mps), Maurizio Fabris, David Ionni e Fabrizio Cerasani, il cantante Adelmo Fornaciari (in arte Zucchero), nonché l'immobiliarista Federico Consolandi, nome legato alle indagini sull'omessa dichiarazione di vendita di appartamenti di pregio al centro di Milano ceduti alla show girl Belen Rodriguez, ai calciatori Ambrosini e Abbiati e al procuratore Davide Lippi.


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    E' giallo sulla notizia lanciata stamattina sulle agenzie di stampa che dava notizia dell'arresto di sette funzionari dell'agenzia delle entrate. A smentire è proprio il Comando generale della Guardia di Finanza che fa sapere "che l'informazione non corrisponde a verità e che questo Comando Generale non ha diffuso nessun comunicato stampa al riguardo". Il falso comunicato è stato trasmesso via email a diversi organi di informazione. La procura di Roma ha già aperto un'inchiesta per individuare i responsabili.

    Il lancio poi smentito riferiva i 7 arresti e altre quattro persone denunciate.Oltre al sequestro, da parte dei finanzieri di beni per tre milioni di euro. I funzionari finiti in manette, secondo quanto duiffuso dalle agenzie, si sarebbero concentrati sulle verifiche tributarie di contribuenti facoltosi dei quali analizzavano dettagliatamente le situazioni economico-patrimoniali utilizzando i numerosi strumenti informatici messi a loro disposizione. Di qui, continua il lancio, venivano mosse ai contribuenti contestazioni per operazioni e cifre del tutto infondate e sproporzionate, come poi ha effettivamente accertato la Finanza effettuando analoghe verifiche di sua competenza. Tale 'modus operandi', si legge ancora nel primo comunicato, aveva lo scopo di precostituire la base per maturare a fine anno gli incentivi di produzione dei funzionari dell'Agenzia delle Entrate che così, oltre a precludere gli effettivi recuperi del gettito fiscale, causavano anche un considerevole danno all'erario dovuto all'aggravio dei premi stessi. I contribuenti, prosegue il lancio, a seguito di queste verifiche contabili, venivano poi invitati presso l'Agenzia delle Entrate per valutare la possibilità di chiudere transattivamente le loro pendenze con il fisco. In quella sede succedeva che gli stessi contribuenti venivano pesantemente minacciati dai funzionari 'infedeli' i quali paventavano l'imminenza di sequestri, espropri e di altre misure cautelari restrittive della libertà che, a loro dire, sarebbero state addirittura sollecitate dalla procura.


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    A Roma tornerà la Notte bianca. Lo ha annunciato il sindaco Ignazio Marino in una lunga intervista pubblicata oggi dal quotidiano Leggo. ''Sì, lo confermo - ha risposto il primo cittadino interpellato sul ritorno della Notte bianca -: è un nostro progetto. Credo che Roma debba vivere di cultura e guadagnare con essa''.


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