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    Trasportavano pezzi rubati di auto di lusso in Polonia. Per questo i carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Eur hanno sottoposto a fermo di polizia giudiziaria cinque cittadini polacchi e denunciato a piede libero due italiani per ricettazione di auto di lusso. Ieri mattina, i militari, nel corso di un attività di controllo hanno notato un Tir parcheggiato in un’autodemolizione ubicato in zona Laurentina e, avendo notato uno strano movimento di persone, si sono defilati per osservare il loro operato.

    L'APPOSTAMENTO - Durante l’appostamento, durato fino alla sera, i carabinieri hanno osservato che i 5 polacchi, di età compresa tra i 28 e i 48 anni, si affrettavano a caricare sull’autotreno parti di autovetture tra cui blocchi telaio, motori, pneumatici, sportelli, paraurti, parti di motore, targhe e altre parti meccaniche. A smontarli, però, ci pensavano i due italiani di 45 e 50 anni, dipendenti del deposito di autodemolizione. Quando le operazioni di carico sono terminate e il Tir era pronto a partire alla volta della Polonia, i militari sono usciti allo scoperto fermando tutti i presenti e bloccando tutte le vie di fuga della struttura.

    IL FERMO E IL SEQUESTRO - All’interno del Tir, i carabinieri hanno trovato  pezzi, accuratamente imballati, appartenenti a 8 autovetture di lusso tra cui una Bmw X6, una Infinity FX35, una Porsche Carrera e una Mini Countryman, i cui “scheletri” erano custoditi in alcuni container del deposito. Dai primi controlli incrociati, effettuati mediante i numeri dei telai, le 4 lussuose autovetture sono risultate rubate mentre per gli altri pezzi i carabinieri dovranno effettuare delle verifiche più approfondite per accertare la provenienza delittuosa. Per i 5 polacchi è scattato il fermo per ricettazione e sono stati tradotti presso il carcere di Regina Coeli, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. L’autotreno, il relativo carico e i telai custoditi nel container sono stati sequestrati. E’ stata, inoltre, sequestrata una ricevuta di pagamento di 6.300 euro, emessa dall’autodemolizione, che sarebbe servita ai polacchi per eludere i controlli, ma si presume che il valore della merce possa superare i 30mila euro.


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    L’annuncio ufficiale è arrivato in serata nel corso dell’assemblea dei soci. Deciso ieri notte dal sindaco Marino e dall’assessore alla Mobilità Improta. L’amministratore delegato è Danilo Broggi, manager di Poste Assicura. Presidente resta Roberto Grappelli, nominato sei mesi fa dal centrodestra. Confermati, oltre al nuovo ad, anche la nuova composizione del cda della municipalizzata di cui fanno quindi parte: Cristiana Palazzesi, Stefano Fermante e Annamaria Graziano. 

    Da parte sua la riunione congiunta Trasporti-Bilancio serve anche a certificare le difficoltà economiche dell’azienda. Oltre 700milioni di euro di deficit, 326 verso le banche.

    I DEBITI DI ATAC - Altri 50 li chiede Trenitalia, che ha già iniziato la procedura per recuperare i suoi soldi. Mentre il disavanzo totale è di 4 volte superiore. “Una situazione drammatica – la definisce Improta – in cui le gare vanno deserte, i fornitori non consegnano”. Non solo . Il contratto di servizio dell’azienda prevede che i chilometri percorsi dai bus siano 120 mila. Invece la stima nella relazione dell’assessore parla di 16mila in meno. Senza dimenticare la piaga “assenteismo, la mancata trasparenza dei costi di gestione e gli accordi sindacali che hanno peggiorato la situazione”.

    LA PARENTOPOLI ROMANA - Il riferimento è alla parentopoli in salsa romana, che ha toccato l’azienda del  tpl durante l’epoca Alemanno. Contro i sindacati anche il consigliere dem Athos De Luca: “Dove erano quando sono stati assunti tutti quegli amministrativi?” In totale su 12 mila dipendenti, denuncia il segretario d’aula Gemma Azuni (Sel) rappresentano l’80% dell’organico. Con spese che salgono dagli 86 milioni del 2011 a 118 dello scorso anno.

    I BUS CHE RESTANO NEI DEPOSITI - Sono quei 30 milioni di euro in più contro cui puntano il dito i consiglieri Cinquestelle, il capogruppo Marcello De Vito ed Enrico Stefano. Scelte, attaccano, che lasciano così scoperti i posti da autisti. “Senza la possibilità di assumerne altri a tempo, per sostituire chi va in ferie”, rincara la dose il dem Maurizio Policastro.  Sono invece 70 su 118, in media, i controllori per oltre 2mila mezzi. Di cui solo la metà esce dai depositi.

    LE METRO - Se il 60% dei bus non va in strada, età media di 8 anni, la metro non se la passa meglio: sulle due linee il tasso di utilizzo dei treni scende al 53%. Per la A i vagoni hanno 13 anni, per la B 22. E la fusione, nel 2010, tra Atac, Trambus e Metro non ha portato i risparmi sperati. Con il deficit che lievita fino a 650 milioni di euro, di cui 150 solo lo scorso anno. Colpa anche della manutenzione, che a Roma costa un euro a chilometro, mentre in Italia la media è di 0,54 centesimi. Il buco nero sono le spese per consulenze, vigilanza e locazioni, pari a 60 milioni di euro. E che registrano un incremento di 46 punti percentuali.

    IL CASO DIACETTI - Poi ci sono i 200 assunti nel 2011 per una metro che non ha ancora aperto i battenti, la C, e i 160 tra dirigenti e quadri, “su cui almeno – dice la Azuni – dovremmo verificare se hanno raggiunto gli obiettivi minimi per i premi di produzione”. E su questo l’assessore Improta svela un retroscena sull’ex ad Roberto Diacetti. Con un mandato rinnovato in piena campagna elettorale, il sindaco Marino non ha perso tempo a dargli il benservito. Il motivo? “Avrebbe voluto pagare oltre 4milioni di indennità – spiega il titolare dei Trasporti – di cui un quarto ai dirigenti”. Non solo lo scontro per l’esposizione della società ai crediti bancari, con il piano di dismissione dei gioielli di famiglia.   

    IL DISACCORDO CON SEL - L’unico punto di scontro si ha con Sel sulla creazione della holding. I vendoliani Gianluca Peciola e Gemma Azuni ricordano di aver alzato le barricate, nella scorsa consiliatura, contro il progetto Alemanno. E l’assessore, a margine della riunione, ritorna sulla questione: “La privatizzazione non è all’ordine del giorno”. Per sedare gli animi e ricordare che mettere sul mercato un’azienda indebitata come Atac significa svenderla. Più logico cercare di recuperare i crediti dalla Pisana e rientrare nel progetto della ferrovia regionale, che compare nell’agenda del governatore Zingaretti.

    IL CDA - In chiusura l’approvazione (5 sì, 2 no del centrodestra e un astenuto del M5S) dei nomi che formeranno il cda della municipalizzata. Oltre all’ad Broggi, c’è la riconferma di Grappelli. Sul suo nome le resistenze di Pdl e FdI. Che auspicano un bis per gli altri presidenti delle partecipate capitoline. Gli altri tre membri sono Stefano Fermante, direttore contabilità della ragioneria; Cristiana Palazzesi, numero uno alla direzione generale appalti; Annamaria Graziano, dirigente nel settore razionalizzazione della spesa. La nomina ufficiale stasera alle 19, durante l’assemblea dei soci Atac, nella sede di via Prenestina.  


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    Incatenati da ore davanti a Montecitorio, con l'intenzione di trascorrerci anche la notte. I fratelli Sandro e Marco Biviano, affetti da distrofia muscolare, hanno avviato una protesta a oltranza per ottenere le cure col metodo Stamina. "Con loro - si legge in un comunicato - ci sono i rappresentanti del Movimento Vite Sospese e circa 150 persone, tra disabili e loro familiari. La protesta, iniziata alle 10, non è passata inosservata". Il vicepresidente del Movimento Vite Sospese, Pietro Crisafulli spiega poi "C'è stato un via vai di parlamentari. Ci hanno riferito che alcuni onorevoli discuteranno nelle aule del Parlamento la possibilità di riceverci. Pare che la Boldrini possa incontrarci, forse avverrà nel pomeriggio". Ma Sandro Biviano, 37 anni, di Lipari, che già il 10-11 e 12 luglio si era incatenato a Roma avverte: "Basta promesse, ora vogliamo i fatti. Non andremo via finché il ministro della Salute Lorenzin non si degnerà di riceverci. Nel frattempo, invito chi può a portare due bare, perché da Roma io e mio fratello Marco andremo via solo o con la possibilità di curarci, insieme alle nostre sorelle anche loro malate, con il metodo Stamina o da morti". Ad affiancarli nella protesta ci sono decine di malati, arrivati nella Capitale per sostenerli.


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    Circa cinquanta lavoratori delle tre mense gestite da Sodexò nell'area tecnica dell'aeroporto di Fiumicino hanno protestato davanti all'entrata della mensa centrale contro possibili tagli ai loro posti di lavoro. "La manifestazione indetta dalle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil - ha dichiarato Pietro Iacomino della Cgil Filcams - proseguirà anche nei prossimi due giorni. Circa due anni fa Adr ha dato in gestione le mense, centrale, hangar e pista, alla Sodexò Italia spa dove ad oggi lavorano 92 persone. Nello stesso tempo - ha proseguito - Adr ha deciso di portare i pasti dei propri dipendenti dalle mense all'aerostazione, facendo perdere a Sodexò un migliaio di pasti al giorno. Recentemente inoltre la Sodexò è stata chiamata da Alitalia, alla quale fornisce circa 600mila pasti l'anno, che ha chiesto ulteriore sconto sul singolo pasto. La Sodexò ha proposto così un pasto unico su piatti di carta, pensando di risparmiare il costo del personale addetto al lavaggio delle stoviglie: una decina di persone. Inoltre l'azienda sta per chiudere la mensa hangar dove c'è stata una diminuzione dei pasti, da 800 a 500. Per evitare tagli al personale - ha concluso - in questo momento stiamo cercando di discutere con la Sodexò il contratto di solidarietà che ci è stato proposto con un taglio agli stipendi dei lavoratori del 60 per cento. Se non si troverà un accordo che speriamo si aggiri intorno al 35 per cento di taglio, 61 lavoratori (38 hangar, 21 centrale e 2 rampa) andranno in mobilità".

    Una delegazione di lavoratori è stata ricevuta dall'ufficio relazioni industriali di Adr. "Adr - ha spiegato Iacovino al termine dell'incontro - sarebbe disponibile a un incontro con la Sodexò per rivalutare il canone d'affitto ad oggi pagato dalla società per la gestione delle mense. Ribadendo però che i pasti già precedentemente 'dirottati' sull'aerostazione continueranno ad essere gestiti dalle aziende di ristorazione presenti all'interno dello scalo passeggeri".


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    "Stiamo lavorando per definire un accordo serio di programma sul rapporto con i policlinici universitari, che è indispensabile per mettere veramente sotto controllo la spesa". Lo ha annunciato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, durante il suo intervento in commissione Politiche sociali e Salute del Consiglio regionale del Lazio, ponendolo come uno dei tre obiettivi fondamentali da raggiungere, che sono: la stabilizzazione dei precari che hanno svolto una procedura concorsuale, Secondo Zingaretti è necessario perseguire una maggiore "chiarezza della governance, che oggi è troppo segnata da una varietà dei rapporti con i vari policlinici, e chiarezza della separazione tra ricerca e assistenza". "Anche perché - commenta ancora il presidente della Regione Lazio - la mia sensazione è che, senza queste regole, che noi a questo punto dobbiamo imporre, spesso o troppo spesso la Regione diventa solo un bancomat da mungere senza avere alcuna possibilità di controllo, di verifica o di partecipazione sulle scelte".

    "PRIORITÀ È STABILIZZAZIONE PRECARI"  - La prima emergenza "da affrontare con il Governo, è il percorso di uscita dalla rigidità del blocco del turn over nel Lazio" ha chiarito Zingaretti. ''Il nostro primo obiettivo - spiega Zingaretti - è porre al Governo lo sblocco della stabilizzazione di tutti coloro che hanno contratti a tempo determinato ma che hanno svolto, al tempo stesso, una procedura concorsuale, e sono molti". Questo è un intervento che "secondo noi può essere affrontato subito - aggiunge - perchè rispetterebbe la normativa sulle assunzioni e, a nostro giudizio, non incide sulla spesa storica delle Asl". "In 7 anni di piani di rientro abbiamo avuto la fuoriuscita di 6.500 dipendenti dal sistema sanitario e solo 500 sono stati sostituiti", questo, secondo Zingaretti e' un risultato "drammatico'', un blocco durato 7 anni che "sta creando un problema di esclusione di un'intera generazione di professionisti del Lazio. E' una situazione assurda - ribadisce con forza Zingaretti - forse motivata da una situazione drammatica". Per ovviare alla mancanza di dati certi "su quanti lavoratori precari oggi sono impegnati nel campo della sanità", spiega Zingaretti, "abbiamo incontrato le forze sindacali, istituito un tavolo che - auspica - a settembre, potrà produrre un monitoraggio e una valutazione certa di quale quantità stiamo parlando e di quali professionalità, ma non c'è dubbio che questa sia una priorità da affrontare con il Governo e che può a mio giudizio costituire quell'innalzamento del livello di qualità del servizio".

    CON CENTRALE UNICA ACQUISTI RISPARMI FINO A 400MLN L'ANNO - "La Centrale unica degli acquisti si dovrà occupare degli acquisti di tutta la Regione ma anche delle partecipate, per evitare che ognuno vada per la sua strada, e che si comprino gli stessi prodotti con prezzi diversi. Questo ci permetterà di assumere scelte draconiane - ha detto Zingaretti - entro ottobre forniremo al Consiglio un quadro con numeri certi su quanto questa struttura puo' offrire in termini di risparmi che, partendo dai prezzi Consip della pubblica amministrazione in giu', possono raggiungere i 300-400 milioni l'anno, e se abbiamo un disavanzo di 650 milioni capite cosa puo' fare la trasparenza".

    NUOVA GARA PER GESTIONE RECUP - Quello delle liste d'attesa è un tema "drammatico". "Ci impegnamo a riproporre la gara per la gestione del servizio Recup - ha detto - che e' in proroga da 11 anni per la storia che tutti conosciamo. Non si può aggredire il tema delle liste d'attesa senza la trasparenza e, quindi, anche attraverso il tema della messa a gara di questo grande servizio. Stiamo lavorando assieme ai direttori generali ma dobbiamo partire dal tema della prenotazione che prevedera' sicuramente la gara che faremo, ma anche una riorganizzazione complessiva del sistema".

    ENTRO 6 MESI NUOVA LEGGE QUADRO PER REGOLAMENTARE SISTEMA  - "Entro 6 mesi vogliamo presentare la nuova legge quadro, per mettere ordine nell'attuale quadro normativo e disegnare la cornice del modello Lazio. La legge quadro sarà lo strumento fondamentale per ridefinire gli aspetti principali del sistema sanitario". La legge stabilirà "le regole e i criteri per la corretta suddivisione delle risorse all’interno del sistema, a partire dal riequilibrio tra sanità territoriale e ospedaliera, i principi di una corretta programmazione fondata sulla separazione tra funzioni di governo diretto e gestione e funzioni di indirizzo e controllo. Nel modello di sanità che vogliamo affermare - ha detto ancora Zingaretti - le regole hanno un ruolo centrale. Regole oggettive, valide per tutti, chiare e valutabili, per il pubblico e per il privato. Regole che stabiliscano con chiarezza fabbisogni, standard qualitativi e percorsi di cura. Questa cornice di regole è mancata negli anni che ci hanno preceduto, e oggi deve essere costruita. Il sistema che ereditiamo è caratterizzato dal peso di vere e proprie truffe e di irregolarità diffuse". Tra gli esempi citati da Zingaretti: i casi del San Raffaele di Cassino e di Velletri, le doppie fatturazioni dell'Idi, i debiti con l'Inps cumulati da strutture accreditate con il servizio sanitario, i 32 rinvii a giudizio alla Asl di Viterbo. "Noi su queste vicende non gireremo la testa dall’altra parte - ha promesso - e annuncio che la Regione si costituirà parte civile in tutti quei procedimenti in cui sono lesi i diritti dei cittadini e dei pazienti del territorio. Ma poi è evidente che bisogna scrivere le regole di ingaggio un nuovo patto tra l’amministrazione e le strutture del Servizio sanitario che cancellino le aree di opacità in cui si annida l’arbitrio. Questa è la condizione imprescindibile per voltare pagina. Le regole sono il fondamento della fiducia. Fiducia significa che chi è accreditato non assume solo un impegno con l’amministrazione, ma stringe un patto con i cittadini. E che chi fa il furbo non può stare dentro il patto tra Regione e strutture accreditate", ha concluso Zingaretti.

    IL 25 LUGLIO PRESENTAZIONE ESITI SERVIZI CON DATI ONLINE - "Il 25 luglio ci sarà un appuntamento molto importante, ovvero la presentazione di una ricerca sulla valutazione degli esiti dei servizi offerti in ambito sanitario nelle diverse strutture e che sara' conclusa dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin - ha ricordato Zingaretti - faremo in modo che, a partire da giovedì', quei dati siano pubblicati on-line e quindi accessibili e consultabili da tutti i cittadini italiani, in modo che sappiano a quale struttura si stanno rivolgendo. Saremo la prima Regione a farlo e sara' un fatto molto utile e innovativo".


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    Discariche in municipio IX? No grazie. E la protesta dilaga. Lo dichiara in una nota il Coordinamento "No discariche no inceneritori Municipio IX-Pomezia" che ha convocato per giovedì 25 luglio una assemblea dei comitati dei cittadini per esprimere la propria contrarietà a qualsiasi discarica da installarsi sul territorio municipale.

    "Siamo in mobilitazione in tutti i quartieri - si legge nel comunicato - Da Trigoria a Schizzanello passando per Selvotta, Solfarata, Pomezia. Tutti noi sappiamo che 'Malagrotta 2' avrebbe un impatto devastante su tutti i quartieri del municipio in un territorio in cui già esistono in pochi chilometri quadrati numerosi impianti di stoccaggio e lavorazione di rifiuti e sono al vaglio della Regione Lazio tre nuovi progetti per altrettante centrali per la produzione di biogas ed un progetto per la realizzazione di un grande deposito di rifiuti utili per la produzione di Css (combustibile per inceneritori). Per questo motivo da tempo sosteniamo che esiste una sola Vertenza Rifiuti Lazio e che essa non sarà mai risolta in questo modo, spostando i rifiuti e le discariche da un posto all’altro della città. Vogliamo invece politiche attente legate alla riduzione dei rifiuti, al riuso, alla raccolta differenziata porta a porta nonché alla sola realizzazione di impianti a freddo per la lavorazione dei materiali differenziati e per il compostaggio aerobico. Per questo motivo non piegheremo mai la testa per una discarica in questo municipio. Abbiamo già dato e siamo pronti a lottare sino alla fine per preservare il nostro intero territorio", conclude la nota.


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    Dopo l’incendio doloso che ha colpito il liceo Socrate, il Municipio Roma VIII, per testimoniare la vicinanza dell’istituzione locale e del territorio, trasferirà la seduta del Consiglio del Municipio Roma VIII ex XI presso l’aula magna della scuola, in cui ci sarà l’occasione per illustrare gli interventi per la ristrutturazione dell’edificio.

    “Si ringraziano il dirigente scolastico, Vincenzo Rudi, gli studenti, l’intera comunità scolastica e tutti i gruppi consiliari municipali che hanno accettato la proposta con immediatezza ed entusiasmo", afferma Catarci, presidente del Municipio Roma VIII.

    "Al Consiglio è stato invitato anche il sindaco Marino che, impossibilitato a partecipare per impegni istituzionali precedentemente assunti, ha delegato l’assessore alle Politiche Scolastiche di Roma Capitale, Alessandra Cattoi che sarà presente ai lavori in Aula", conclude il minisindaco.


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    "Un criminale di guerra non può essere festeggiato, alla memoria delle vittime del nazifascismo non si può mai derogare". E' quanto afferma il comitato provinciale dell'Anpi di Roma nell'apprendere che il 29 luglio saranno festeggiati i 100 anni di Erich Priebke, il capitano delle SS che sta scontando l'ergastolo ai domiciliari per l'eccidio delle Fosse Ardeatine. "La migliore risposta a chi vuole festeggiare il carnefice delle Fosse Ardeatine è l'adesione alla petizione on line 'Vogliamo giustizia e verità sulle stragi nazifasciste' tramite il sito www.anpi.it.

    “Ci auguriamo che non si ripetano i festeggiamenti pubblici che Priebke ebbe per i suoi 90 anni. Le ragioni della giustizia e della verità storica non posso essere oscurate, dando la possibilità a personaggi noti di strumentalizzare politicamente il compleanno con l'intento di assolvere la barbarie nazifascista e screditare il ruolo e il significato che i partigiani ebbero nella Resistenza e nella nascita della Repubblica e della democrazia. Priebke rappresenta la responsabilità di tutte le stragi compiute in Italia, che hanno causato la morte di circa 15.000 persone. Nel 70° anniversario dell'inizio della Resistenza l'Anpi di Roma ricorda tutte le vittime del nazifascismo, ed esprime solidarietà alle famiglie dei Martiri, molte delle quali non hanno avuto giustizia”, conclude l’associazione.

    “Roma non dimentica. Non si può festeggiare Priebke, il boia delle Fosse Ardeatine". Lo scrive su Twitter, lo riferisce una nota, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

    (Nella foto una protesta sotto casa del gerarca)


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    Cinque mesi di attesa per una mammografia a Roma est. Lo dichiara il Codici, associazione dei consumatori. Che denuncia anche una situazione anomala per quanto riguarda le visite intramoenia. "I tempi di attesa sono infinitamente più brevi - spiega il Codici - e la scelta del professionista è ampia, considerando che, in base ai dati dell’Osservatorio Nazionale sulla libera professione, quasi la metà dei camici bianchi offre visite intramoenia, con punte che superano il 60% in Piemonte, Liguria e Lazio".

    LE LISTE D'ATTESA - Ma l’intramoenia è davvero la cura giusta per le lunghe liste d’attesa? Si chiede l'associazione. "In realtà l’intramoenia non è nata per ridurre le liste d’attesa - spiega a Spazioconsumatori.tv Anna Baldi, Responsabile Comunicazione Fp Cgil - per la riduzione e per la gestione delle liste c’è un lavoro a monte che prende in considerazione la gravità delle diverse patologie e si basa su protocolli condivisi tra medici specialisti e medici di medicina generale".

    IL SISTEMA DI ILLEGALITA' - Ma non solo. Il sistema dell’intramoenia si presta facilmente agli illeciti. "Per fronteggiarli - racconta il Col. Antonio Diomeda, Vice Comandante dei Carabinieri Nas - è stato predisposto un programma nazionale di verifiche che dal settembre 2010 ad oggi ha già ispezionato 400 strutture, valutato la posizione di quasi 900 medici e denunciato all’Autorità Giudiziaria 300 medici". In base a quanto appena detto, quindi, un terzo dei medici controllati è risultato in una situazione di illegalità. Tra le irregolarità più frequenti ci sono proprio l’alterazione o l’aggiramento delle liste d’attesa, meccanismo attraverso il quale si dà la precedenza ai pazienti provenienti da specifici studi medici. "A fare le spese di questo mal costume - aggiunge l'associazione - non sono solo i pazienti, ma anche le casse dello Stato. Le truffe legate all’intramoenia generano, infatti, un danno erariale non indifferente: parliamo di cifre dell’ordine di svariate decine di milioni di euro".

    LO SPAZIO CONSUMATORI - Per questi motivi il Codici ha recentemente lanciato il Forum 'Sanità e servizio alla persona', "un luogo neutro e franco in cui confrontarsi, lanciare proposte, rivendicare il diritto alla salute. Per portare avanti, insieme, il necessario confronto aperto tra cittadini, Istituzioni, operatori, esperti, associazioni ed organizzazioni che operano nel settore". Si può accedere al Forum 'Sanità e servizio alla persona' direttamente dal sito di Codici www.codici.org dalla sezione 'Forum Codici'. Per vedere il servizio 'Sanità, il vizio dell’intramoenia alimenta le lunghe attese' è possibile collegarsi al sito www.spazioconsumatori.tv.


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    La Cgil si dichiara contraria alla costituzione della holding capitolina su cui l'amministrazione comunale ha annunciato di voler riflettere. "Non vogliamo passaporti che facilitino la privatizzazione e la liberalizzazione delle società municipalizzate", ha detto il segretario regionale Claudio Di Berardino questa mattina nel corso di una conferenza convocata proprio per dire "No alla holding". "Ci saremmo aspettati una discontinuità rispetto alla precedente amministrazione comunale", ha insistito Di Berardino precisando che l'idea della holding e di privatizzazioni anche parziali delle società municipalizzate "non sono temi di cui abbiamo sentito parlare in campagna elettorale".

    Di Berardino ha tenuto anche a dire che, "considerata la crisi economica che il territorio sta vivendo, il pubblico e quindi l'amministrazione comunale devono fare un passo avanti, non un passo indietro. Perché proprio in questo momento c'è bisogno dell'intervento pubblico". "No ad ipotesi di risanamento pagate dai lavoratori", ha chiarito il segretario auspicando che l'amministrazione comunale voglia "avviare un confronto serio sul rilancio delle aziende municipalizzate e sul futuro della Capitale, evitando di prendere decisioni suggerite da altri o secondo la logica del caminetto". Tra gli altri, hanno partecipato alla conferenza i segretari regionali della Cgil dei vari comparti: Natale Di Cola (Fp), Ilvo Sorrentino (Filctem), Alessandro Capitani (Filt), che hanno ricordato le varie criticità delle municipalizzate, dall'aumento della tariffa per i rifiuti ai debiti di Atac fino alla questione della vendita di parte della quota azionaria del Campidoglio in Acea, per ora congelata.


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    Incidente stradale per il ballerino Raffaele Paganini poco prima di mezzogiorno. L'etoile e' rimasto coinvolto in un sinistro con un'auto in via della Tragliatella, non lontano da Anguillara Sabazia. Soccorso dal 118, e' stato trasportato in elicottero al policlinico Gemelli. A quanto si e' appreso, il ballerino, che dopo l'incidente era cosciente, non avrebbe riportato ferite gravi.


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    "Voglio annunciare una buona notizia sul fronte del fondo nazionale per i crediti che la Pa ha con le aziende: abbiamo concluso i pagamenti per circa 1 miliardo di euro con le imprese non sanitarie perché sono stati saldati 924 milioni di fatture". Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, a margine di un'iniziativa in Regione. "Da lunedì verrà accreditata la parte che riguarda le imprese sanitarie - ha continuato Zingaretti - e nella prossima settimana partiranno i saldi per ulteriori circa 850 milioni di euro. Quindi contiamo a cavallo dell'estate di concludere la prima tranche e alle imprese regionali, sanitarie e non, arriverà come liquidità circa 1 miliardo e mezzo di risorse". Per il governatore si tratta di "un grande e importante atto di giustizia per il sistema produttivo. Sono forse decenni che non vi era una immissione di liquidità così importante e mi auguro che il segnale arrivi e che contribuisca a ricostruire un po' di fiducia". "Bisogna rimboccarsi le machine e combattere contro la crisi e noi stiamo facendo di tutto per essere all'altezza di questa sfida", ha concluso Zingaretti


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    Carlo Verdone, a margine della conferenza di presentazione della Fondazione 'Insieme per il cancro', nell'auditorium del Ministero della salute, parla dei temi scottanti nella Capitale. Per quanto riguarda il progetto di pedonalizzazione dei Fori Imperiali, "io francamente non so ancora valutare - dice ai cronisti - ha dei vantaggi dal punto di vista della conservazione del nostro patrimonio artistico e culturale e degli svantaggi per quelli che sono costretti a raggiungere casa loro che sta dalle parti, ad esempio, dell'Appia o della Tuscolana. Certo, tenendo presente che, ogni settimana, cade un pezzo di Colosseo, effettivamente sarebbe giusto ci fosse meno invasione di automobili e mezzi pesanti. Ecco, io farei una deroga per i taxi".

    IL NUOVO STADIO - Sul nuovo stadio della Roma commenta: "Francamente, non mi sembra una grande priorità in questo momento". Secondo il regista: "Abbiamo un'emergenza asfalto che riguarda tutta la città, stiamo in una situazione talmente grave, in cui abbiamo una mancanza di personale negli ospedali e di posti letto. È vero che la medicina ha fatto dei passi avanti, che siamo all'avanguardia, ma in tante altre cose non lo siamo per niente. Si, lo stadio è importante - ha aggiunto - ci pensassero i privati però e non levassero i soldi ai cittadini che già sono tartassati per non avere dei servizi che, invece, dovrebbero ricevere".

    EQUITALIA - Infine Verdone si è scagliato contro Equitalia: "Basta con queste tasse basta con queste cartelle che arrivano ogni giorno". E ha continuato: "Io, sinceramente, ne ricevo 7 al mese, non ne posso più, sono cose che ho già pagato ma ogni volta è un colpo. Io ho sempre pagato - ha puntualizzato - sono stato tante volte verificato come i miei colleghi, perché ritengo giusto che sia così. Pero', chi non ha la fortuna di guadagnare quanto guadagno io, pretende dei servizi che non ci sono. Dallo Stato vogliamo questo", ha concluso.


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    "La camorra non è più infiltrata ma è insediata basta guardare i segni come il bar Chigi e il Café de Paris o quello che è successo a Ostia con gli Spada presenti sul litorale". Lo ha detto il fondatore dell'associazione 'Libera', don Luigi Ciotti, durante la presentazione della Bottega della Legalità presso la sede del consiglio regionale del Lazio. "La strada è in salita, nessuno è escluso, la strada chiede parole vere - ha continuato don Ciotti - la mafia è forte della nostra debolezza, le mafie sono forti quando la politica è debole e la lotta la si fa a Roma con le leggi giuste e devo dire che leggi giuste ancora non le vedo. Ci vuole più coraggio e non compromessi, ci vogliono leggi categoriche". "La lotta alla mafia non si fa solo in Campania, in Calabria o in Sicilia, ma si fa soprattutto a Roma, in Parlamento con le leggi giuste, che oggi non riesco a vedere - ha aggiunto don Luigi Ciotti - è la cultura che dà la sveglia alle coscienze, e in Italia ci sono 6 milioni di analfabeti reali".

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    A "scoprire" gli scaffali con i prodotti di 'Libera' in via della Pisana insieme a don Ciotti, il presidente del consiglio regionale, Daniele Leodori, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. E la consigliera comunale Valeria Baglio (Pd). "Ringrazio Don Ciotti che ci ha onorato della sua presenza e con il quale oggi scriviamo una nuova piccola grande pagina per la Regione e per un'istituzione come e' il consiglio regionale del Lazio - ha detto Leodori - oggi qui gridiamo 'Siamo in guerra' e lo facciamo anche raccogliendo le parole allarmate dei magistrati che a Roma come negli altri capoluoghi della nostra regione sono in prima linea spesso con pochi mezzi. Siamo in guerra contro le famiglie mafiose, contro chi sfruttando la crisi vuole mangiare il nostro territorio, il futuro dei nostri giovani". Per Leodori "dire che nel Lazio, a Roma, vivono organizzazioni ramificate di criminalità organizzata che sono entrate negli affari immobiliari, nel business del gioco, nelle speculazioni edilizie o nella politica o denunciare che il tasso di reati contro l'ambiente che nel 2012 e' cresciuto del 13% rispetto all'anno precedente, non significa offendere il Lazio, Roma, o Latina. Significa invece partecipare alla difesa dell'economia e dei talenti che sono schiacciati da una concorrenza sleale".

    LA TARGA 'GIOVANI CONTRO LE MAFIE' - Oltre alla Bottega della Legalità, è stata scoperta la targa nei locali della Bouvette del Consiglio regionale del Lazio intitolata ai "Giovani contro le Mafie". Un'iniziativa "importante della buona politica" per Don Ciotti. "Non dico grazie a nessuno perchè abbiamo fatto solo tutti il nostro dovere quindi non dobbiamo dirci grazie per questo. Vorrei inoltre sottolineare il volto della buona politica e non posso non pensare a Laura Prati, sindaco di Cardano - ha detto Don Ciotti - non posso non pensare al sindaco di Castel Gandolfo, non posso non pensare ai 300 amministratori di forze rpolitiche diverse che nel 2012 hanno subito minacce. Questo per mettere in evidenza chi non si è voltato dall'altra parte assumendosi grandi responsabilita'". "Credo che abbiamo il dobere della responsabilita' delle parole e qui oggi ci vogliamo dire come e' importante il potere dei segni: la politica e' al servizio, e' servizio, ma oltre al dovere della competenza serve onestà e sobrietà - ha concluso Don Ciotti - per me come cittadino è importante questo 'noi' perche' è il noi che vince".

    ZINGARETTI - Per il presidente Zingaretti "l'importanza di quanto avviene oggi si riassume in tre parole: democrazia, coerenza, lavoro. Democrazia perchè il consiglio regionale è uno dei luoghi della democrazia, fondamentale per la nostra vita democratica, è qui che si vigila sui territori e si compiono scelte stratregiche ed aprire un luogo per la lotta alla mafia è sempre importante ma ha un valore aprirlo nel luogo in cui si gestisce il potere per rendere chiaro a tutti che ci consideriamo parte di una guerra ma facciamop una scelta di campo, una scelta che cambiera' anche il modo in cui questa sede verra' frequentata". "Coerenza" per Zingaretti "perchè in Italia se ne fa uso e spesso abuso. Penso che la differenza nel giudicare se se ne faccia abuso o uso dipenda dalla coerenza dei comportamenti. Quindi la scelta di avere qui una bottega e una sala e' anche un impegno affinche' sia chiaro che la lotta alle mafie non puo' essere delegata a qualcuno ma e' un impegno consapevole dell'individuo". E, infine, il lavoro "perchè la mafia sta logorando l'economia regionale. Non esiste modo più concreto per arginarla ridando vigore a un economia che torni a creare lavoro: trasformare una economia malata in territori di produzione di economia sana e di libertà".

    GIORNATA MEMORIA DEDICATA A LATINA - "Don Ciotti ha fatto questa ipotesi e noi abbiamo già dato il nostro assenso come Consiglio quindi saremo al fianco di Libera e di don Luigi Ciotti per cercare di organizzare al meglio questa giornata importante. Lui la voleva dedicare al litorale del Lazio e simbolicamente alla città di Latina, e noi saremo al suo fianco". ha concluso Leodori, raccogliendo l'invito del fondatore di Libera per l'edizione 2014 della Giornata della memoria contro le mafie che si svolgerà nel Lazio.


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    Con un atto si significazione e diffida a sua firma, Enrico Rizzi-Coordinatore nazionale dell'associazione 'Animalisti italiani onlus' ha chiesto al sindaco di Segni di sospendere immediatamente la 'giostra del maialetto' che si dovrebbe tenere la prima settimana di agosto. "Secondo alcune indiscrezioni giunte agli 'Animalisti italiani onlus', la giostra anche quest'anno si dovrebbe svolgere lasciando libero dentro la Cisterna Romana, un maialino ricercato da cinque squadre (una per contrada) di due uomini ciascuna, bendati, per essere ripetutamente colpito con scope di saggina senza alcuna necessità creando inutili ed ingiustificati patimenti. Gli uomini sono richiamati dal suono di un campanello che tutti, compreso il maialino, portano legato. Vince la squadra che riesce a colpire più volte il maialino". Lo comunica, in una nota, l'associazione 'Animalisti Italiani Onlus'. 

    ANIMALI MALTRATTATI - "La sopracitata giostra - prosegue il comunicato - è stata già oggetto di sospensione e di successiva sentenza (Reg Sent 214/95 Reg Gen Noto Reato 4913/92), pronunciata a Velletri il 18 settembre 1995 dal giudice Pietro Di Dionisio a seguito di formale denuncia presentata dall’associazione 'Animal liberation' che ne ha documentato i crudeli maltrattamenti inflitti al povero maialino. Rizzi quindi ha fatto presente al sindaco che tale giostra, oltre ad essere indice di mentalità arretrata e chiusa, frutto di insensibilità ed indifferenza, ovvero incapacità di esprimersi e di rapportarsi in termini di pietà, di mitezza e di attenzione verso il mondo animale, pratiche decisamente estranee al costume civile, suscettibili anzi di promuovere pericolose involuzioni, abituando l'uomo all'indifferenza per la pietà verso esseri viventi indifesi, configura il reato di maltrattamento ad animali punito dalla Legge 189/04 e per questo ha chiesto di sospendere immediatamente l'evento e di essere notiziato circa le decisioni prese entro e non oltre il termine di 5 giorni. Il Coordinatore nazionale di 'Animalisti italiani onlus' ha anche chiesto al comandante della Stazione dei Carabinieri di Segni, al comandante della Polizia Municipale di Segni, al servizio veterinario Asl competente nel territorio ed alla Procura della Repubblica di Velletri, di verificare se i fatti descritti nella diffida possano già determinare conseguenze penalmente rilevanti". 


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    Gli investigatori li tenevano d'occhio da tempo, da quando cioè avevano notato un insolito viavai di persone, conosciute come tossicodipendenti, vicino alla loro abitazione, in zona Anagnina. Perciò gli agenti del Commissariato Romanina hanno iniziato i servizi di appostamento e, nella serata di ieri, hanno deciso di intervenire quando hanno notato una macchina parcheggiata davanti alla loro casa e poco dopo due giovani uscire con uno zaino. Dentro lo zaino c'erano numerose bustine confezionate, ognuna con circa 1 grammo di marijuana, per un totale di oltre 200 grammi di stupefacente, e una cospicua somma di danaro. Uno dei due ragazzi, messo alle strette, ha confessato di essere arrivato lì per procurarsi la marijuana, come aveva fatto altre volte. A procurargliela sarebbe stato l’altro giovane, identificato per N.G. e suo fratello, N.F., entrambi 21enni. Subito è scattata la perquisizione all’interno dell’abitazione, dove non è stata però rinvenuta altra droga. I due fratelli sono stati condotti presso il Commissariato Romanina e arrestati per la violazione della legge sulle sostanze stupefacenti. Nel prosieguo delle indagini è emerso che i due giovani erano incensurati e di buona famiglia: il ricavato delle vendita della droga doveva probabilmente servire per effettuare un viaggio nel corso del periodo estivo.


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    Diventa maggiorenne, ma ha dovuto ridimensionarsi, ripiegando su un inizio posticipato e una location diversa. FontanonEstate, la storica rassegna teatrale dell'Estate Romana che da 18 anni - appunto - anima il Gianicolo si terrà quest'anno dal 28 luglio all'8 settembre, perdendo ben un mese di cartellone rispetto alla scorsa edizione. Nonostante i ritardi amministrativi e i tagli ai finanziamenti, dunque, i tre direttori artistici Enzo Aronica, Riccardo Barbera e Roberto della Casa presentano al Parco della Rimembranza (e non più nel giardino all'interno della Mostra dell'Acqua Paola) un programma che spazia tra letteratura, musica e teatro con un repertorio multiforme che conta 24 spettacoli in programmazione su 31 giorni complessivi, con la possibilità di spostarsi al Teatro Belli in caso di pioggia.

    AL VIA CON LE RISATE DI BEN HUR - L'onore dell'inaugurazione, domenica 28 luglio, spetta alla pièce Ben Hur di Gianni Clementi, la tragicommedia che si muove tra il cemento e l'antichità romane con Paolo Triestino, Nicola Pistoia ed Elisabetta De Vito e che ha generato anche l'ottimo film di Massimo Andrei. Un modo per partire all'insegna della risata, nonostante la crisi e le difficoltà. Ma è tutta questa 18/a edizione a privilegiare performance di carattere ironico. Sul palcoscenico del Gianicolo arriveranno per la prima volta Alessandro Benvenuti, in un recital, tutto a sorpresa previsto per il 7 agosto; il figlio d'arte Marco Morandi, che propone con una performance dall'eloquente titolo Nel nome del padre. Storia di un figlio di… e Roberto Ciufoli, indagatore della cattiveria shakespeariana più recondita. Si chiude invece domenica 8 con L’Arco e il Plettro, una serata di FontanoneClassica in favore di Emergency Onlus.

    I CLASSICI CON HERLITZKA E POPOLIZIO - Non mancheranno i tradizionali frequentatori della rassegna, come Gianfranco Phino, Vittorio Viviani (L’erede di Shylock), Giuseppe Manfridi (Roma Liverpool 1-1 con Paolo Triestino e La Cena per la regia di Boccaccini), ma anche Roberto Herlitzka che insegue le considerazioni di Tito Lucrezio Caro nel terzo capitolo del suo De Rerum Natura e Massimo Popolizio, nei panni di Pilato da Il Maestro e Margherita di Mikhail Bulgakov in una performance con le musiche dal vivo della Piccola Banda Ikona. Il sarcasmo è di casa nella commedia diretta da Andrea Trovato Qui di Michael Frayn, e nei due spettacoli interpretati da Antonio Salines, il primo (pluripremiato) tratto dal best seller di Mordecai Richler La versione di Barney e il secondo testo cult di Dario Fo-Franca Rame Coppia aperta quasi spalancata, in duo con Francesca Bianco. Storia e letteratura, dagli Antichi ai giorni nostri, si alterneranno equilibrando classici come La Mandragola del Machiavelli (diretta da Carlo Fabiano) al ritratto di Elena di Sparta di Elena Arvigo, fino ad arrivare all’introspettivo Ciao Amore Ciao, sul travagliato rapporto Tenco-Dalida riscritto da Piero Di Blasio e alla cronostoria tra musica e parole legata a Carosello dell’attore e fantasista Riccardo Castagnari.

    CONTAMINAZIONE MUSICALI E DIGITALI - Tornano poi le contaminazioni musicali e digitali, grazie a Las Rosas, con cui Caterina Genta e Marco Schiavoni accompagneranno i versi di Federico Garcia Lorca, in un progetto a cura del Balletto di Spoleto e agli appuntamenti di Fontanone Classica, che mette in scena le esibizioni vocali dei Favete Linguis, quest’anno rivolte ad un tributo al varietà e al mondo della canzonetta e dalla performance del maestro Germano Mazzocchetti con il suo ensemble. Infine, un omaggio al tango in Prima nazionale, con Fatima Scialdone affiancata dal campione italiano di tango argentino 2012 Luciano Donda in Cinemilonga realizzato in occasione dei 30 anni dalla caduta della dittatura in Argentina. Ultima novità: la Maria Stunata di uno dei drammaturghi italiani più attivi del momento: Gianni Guardigli. Gli spettacoli avranno inizio alle 21, con biglietto intero a 18 euro e ridotto a 12, fatta eccezione per Ben Hur, che ha un prezzo pieno di 20 euro. La biglietteria per l'acquisto dei biglietti sarà aperta dalle 19. Tutte le informazioni e il programma sono disponibili su www.fontanonestate.it.


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    Il Pdl continua la sua battaglia contro Ignazio Marino e il progetto di pedonalizzazione dei Fori Imperiali. Il senatore Andrea Augello ha dichiarato: "Scopriamo solo oggi che l'intera operazione (circa 2 mln di euro, secondo il senatore) è priva di copertura finanziaria: di conseguenza il sindaco Marino ha ben pensato di spostare gli oneri dei lavori sui fondi della Metro C". Augello racconta: "La conferenza dei servizi ha infatti stabilito che il soggetto attuatore sarà Roma Metropolitane per il tramite di Metro C: nel verbale Roma Metropolitane dichiara di essere pronta a passare alla fase attuativa non appena riceverà il progetto".

    "AGGIRATE NORME SUGLI APPALTI" - Il senatore se la prende poi con il titolo del verbale della conferenza che reca la dicitura "Progetto di riqualificazione di via dei Fori Imperiali a seguito della cantierizzazione della Metro C": "in sostanza - commenta Augello - si vuol far credere che il capriccio del Sindaco Marino di chiudere al traffico privato un tratto di via dei Fori Imperiali, non sia la maldestra attuazione di una ancor più maldestra ambizione del suo programma elettorale, ma la conseguenza progettuale della cantierizzazione della Metro C". Altro punto su cui Augello sposta l'attenzione è che "vengono affidati direttamente a Metro C lavori che nulla hanno a che fare con la realizzazione dell'infrastruttura, aggirando le norme sugli appalti. Ovviamente gli amminitratori di Roma Metropolitane e il General contractor faranno bene a riflettere prima di farsi coinvolgere in questo pasticcio", conclude il senatore.

    ESPOSTI E INTERROGAZIONI - Parla di comportamento di "estrema gravità" la capogruppo Pdl in Comune Sveva Belviso che annuncia "subito un esposto alla Corte dei Conti per verificare la correttezza contabile delle procedure adottate". Mentre la sua collega Lavinia Mennuni ha chiesto "all'Assessore competente di venire a riferire nella Commissione Lavori Pubblici insieme al presunto soggetto attuatore Roma Metropolitane". Anche la vicepresidente del Parlamento europeo, Roberta Angelilli annuncia provvedimenti: "Questa mattina presenterò un'interrogazione al Parlamento europeo segnalando la singolare procedura con cui il sindaco Marino intende appaltare i lavori per la cosiddetta pedonalizzazione del Colosseo"


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    Un'auto in sosta irregolare a ridosso dei binari in piazza Ungheria ha bloccato i tram 19 per mezz'ora. L'agenzia per la mobilità ha annunciato ritardi in direzione Gerani tratta Risorgimento-Galeno. La situazione si è sbloccata intorno alle 16,20  quando i mezzi hanno ripreso a viaggiare.


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    Negli ultimi mesi erano lontani anni luce. Poi il ritorno di fiamma di questi giorni. Mentre Fratelli d’Italia, la formazione di destra nata da una costola del Pdl, si prepara alla conferenza programmatica di sabato prossimo; Gianni Alemanno tenta l’avvicinamento proprio a FdI. “Lasciare il Popolo della libertà? Non c’è ancora nulla di definito. Venerdì presenterò un documento”, risponde l’ex sindaco. Mentre il deputato Fabio Rampelli, regista con Giorgia Meloni del nuovo partito, si affretta a smentire tutto.

    ALEMANNO - “Leggo notizie infondate: è necessario precisare che non c’è alcun passaggio”. Nessun trasloco, dunque, sottolinea il coordinatore di Fratelli d'Italia. Il diretto interessato, invece, si limita a dire che “ancora non c’è nulla di definito da questo punto di vista”. Poi aggiunge che dopo domani presenterà il suo contributo politico sull’evoluzione del centrodestra. Ma, sulle scelte da compiere, nessuna certezza.

    BERLUSCONI - Come il suo passaggio dato per fatto e anticipato oggi su laRepubblica. Da tempo Alemanno aveva chiesto un cambio di marcia al suo partito. A partire dalle primarie per scegliere il leader nazionale, con il tentativo di parricidio contro Berlusconi. Anche grazie all’iniziativa Italia Popolare del 16 dicembre scorso, la kermesse che riuniva 9 correnti del Pdl: politici pronti a chiedere all’allora premier Mario Monti di fare da federatore del centrodestra. Niente da fare: il leader che sembrava destinato al buen ritiro, il Cavaliere, guida ancora una volta la coalizione alle politiche (quelle di febbraio).

    LA SCONFITTA - Un appuntamento che dà il via alle prime epurazioni nel Pdl, volute dal presidente del partito, soprattutto contro i fedelissimi di Alemanno. Che in Parlamento piazza solo qualcuno dei suoi. E sente il terreno sotto i suoi piedi tremare. Quando si tratta di organizzare la sua campagna per tentare il bis al Campidoglio. Un’altra doccia gelata dal Popolo della libertà arriva infatti in occasione della richiesta di ricandidarsi. I dubbi li solleva lo stesso Silvio Berlusconi: “Gianni, hai il 12%”.

    FDI - Una bocciatura, poi il braccio di ferro per riconquistare la fiducia, infine la sonora sconfitta al ballottaggio di giugno contro Ignazio Marino. Lui, l’ex primo cittadino, corre senza paracadute e ora prova a passare all’incasso: un ruolo di rilievo all’interno del partito. Il niet del segretario e vicepremier, Angelino Alfano, è netto come il suo no alla Forza Italia 2.0. Nessuno, sembra, che tenti di fermare la fuoriuscita da quello che doveva essere il contenitore unico del centrodestra. Nasce così l’idea di riavvicinarsi ai colonnelli ex An che hanno dato vita a Fratelli d’Italia. Con il primo obiettivo del rinnovamento.

    LE DIFFERENZE - Alemanno, che già aveva marcato le distanza dal Pdl scegliendo di essere capogruppo della sua civica in Campidoglio, deve fare i conti con le prime differenze. Era stato, tra gli altri, anche lui a chiedere a Monti di federare il centrodestra. Impossibile per FdI, che vede il rettore della Bocconi come l’esecutore delle politiche di austerity volute dall’Europa. Una diversità che non è un problema per Ignazio La Russa, pronto a riaccogliere l’ex sodale di Alleanza nazionale.

    IL NO DI RAMPELLI - La scelta sarebbe personale e la corrente alemanniana resterebbe con i pidiellini. La controindicazione sarebbe una: l’ingresso dell’ex sindaco rischia di oscurare Giorgia Meloni. Così avrebbe sentenziato l’altro leader romano, Fabio Rampelli, che nel 2008 aiutò Alemanno a conquistare il Campidoglio. “Non c’è alcun passaggio”, dice sicuro il coordinatore di Fratelli d’Italia. Che prepara l’evento di sabato, per lanciare definitivamente la formazione. “La risposta – si legge in una nota – al nuovo centrodestra”.


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