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    L'obiettivo è ambizioso. Coprire i 32 milioni di debiti accumulati tra il 2012 e il 2013 per rilanciare Cotral. L'azienda regionale dei trasporti che potrebbe presto entrare nell'agenzia unica. E “anche se dal punto legislativo non è possibile unirla con Atac” – spiega l'ad della società, Vincenzo Surace, l'idea è quella di creare un unico grande spazio per la mobilità. Un progetto di cui si è discusso stamane nella sede centrale di via Alimena.

    LA CABINA DI REGIA - Da un lato, aggiunge l'amministratore delegato, l'obiettivo è una cabina di regia che “incrementa le competenze di Roma Capitale”; dall'altro, ridurre le deleghe stradali avute dalla Regione. Con la Compagnia di trasporti laziale pronta a concentrarsi sul trasporto su ferro e gomma. Eliminando i servizi doppione. In questa agenzia unica ci sarebbe anche il balletto di alcuni dipendenti, costretti a traslocare altrove.

    LE CASSE -“Nel precontratto di dicembre – aggiunge Surace – si prevedeva che 70 persone sarebbero passate da Cotral Patrimonio a Aremol, 65 da Cotral che dovrebbero tornare alla Spa”. L'ad poi non nasconde l'interessamento di Trenitalia: “Una privatizzazione – continua è sicuramente nell'interesse di alcuni soggetti”. Rivendica che le azioni messe in campo in questi anni “portano ad un pareggio di bilancio e i nostri crediti sono solo nei confronti della regione Lazio”. Meglio però aspettare il 2014.

    I FINANZIAMENTI - Bisogna prima ripianare i 26 milioni di debiti del 2012 e i sei nel primo trimestre di quest'anno. Il governatore Zingaretti avrebbe già assicurato i fondi per questa operazione. Non basta però. I soldi servono. La prima scadenza è ottobre: un assegno di mezzo miliardo per il tpr, promesso dal governo di Enrico Letta. Euro che arriveranno solo dopo la riorganizzazione del settore. Un mese prima dovrebbero arrivare quelli del ministero dei Trasporti per 100 nuovi bus.

    IL CDA COTRAL - Inevitabile un passaggio sui vertici dell'azienda. Il futuro del cda è legsato all'assessorato regionale. E molti alla Pisana sono pronti a scommettere che il ricambio ci sarà. “Se la strada del ripiano – afferma Surace – è motivo per lasciare spazio a operazioni di cambiamento del managment, questo è nella disponibilità del socio e qui nessuno è attaccato alle poltrone”.

    LA DIFESA DEI LAVORATORI - Nel corso del suo intervento non manca infine un passaggio sulla situazione dei dipendenti e il rischio mobilità nascosto dietro la ricapitalizzazione voluta dalla Pisana. "Ho preso questo incaricato richiedendo di non estromettere nessun lavoratore dal mondo delle attività produttive e questo è stato fatto". Parole queste che in parte stridono con la vicenda dei tre dirigenti allontanati dallo stesso Surace nel marzo 2012 per presunte irregolarità nelle assunzioni di 280 operai, avvenute tra il 2008 e il 2009. All'ex capo del personale, Vincenzo Maccauro, e ad altri due membri della commissione esaminatrice vennero contestate circa 100 assunzioni in più rispetto a quelle previste, ma alcune intercettazioni ambientale risalenti al 2011 e al 2012, depositate in procura proprio dallo stesso Maccauro e pubblicate in esclusiva da Paese Sera lo scorso marzo, evidenziarono la longa manus della politica nell'intera vicenda. "“Ci hanno detto per un orecchio ‘licenziateli quando potete - diceva Surace mentre dialogava con uno dei tre licenziati - perché ci stanno creando troppi problemi’.


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    Il procuratore Giuseppe Pignatone questa mattina ha illustrato alla stampa i risultati dell'operazione 'Nuova Alba'. Con l'arresto di 51 capi ed affiliati appartenenti a una vasta organizzazione criminale di stampo mafioso, operante nella Capitale, è stato possibile "riconquistare una situazione di normalità nel litorale di Ostia".

    LA DIVISIONE DEGLI AFFARI TRA LE DUE FAMIGLIE - L'organizzazione criminale è formata dalle due famiglie Fasciani e Triassi che, fino a ieri, "esercitavano una sorta di controllo del territorio di Ostia, dove vigeva una pace mafiosa che consentiva la spartizione degli affari tra le due famiglie, prima in contrapposizione". Lo testimonia anche una lunga conversazione in cui Carmine Fasciani si rivolge a Vito Triassi, dicendo di parlare anche a nome di Gaspare Senese, "arrestato un paio di settimane fa per omicidio", ha ricordato Pignatone: "Se si vuole fare la pace bisogna giungere ad una divisione affari", sosteneva Fasciani. L'accordo prevedeva che i Triassi si occupassero della droga e del traffico di armi, mentre ai Fasciani restasse lo sfruttamento delle attività commerciali. "Forme di composizione di affari sono dinamiche tipicamente mafiose", ha commentato il procuratore.

    IL PIZZO, L'USURA E LA VIOLENZA - Per i Fasciani, il potere che esercitavano su Ostia non era abbastanza, "se vuoi campare tranquillo qui, devi dare 500 o 1000 euro al mese, a Ostia ci siamo noi Fasciani e comandiamo noi", si ascolta in una delle tante intercettazioni, ma l'obiettivo finale per Vito Fasciani era "acquisire attività per garantire a me e a chi mi sta vicino un futuro". La modalità con cui avveniva l'acquisizione prevedeva due tappe: prima la richiesta di pizzo, anche modesta, che il commerciante ed il gestore del lido faceva fatica a pagare; poi, l'offerta, fatta dallo stesso Fasciani, di pagare la somma a tassi usurai. Se il pagamento non avveniva, si passava alle maniere forti, ma "su 10, solo 1 o 2 volte era necessario ricorrere alla violenza. La maggior parte delle volte basta sentire il nome dei Fasciani per fargli saldare il conto", si può ascoltare in un'altra intercettazione.

    "SI APRE UN SOLCO DI TRANQUILLITA' SUL LITORALE" - Oltre al traffico internazionale di droga, i reati contestati alla famiglia, infatti, sono usura ed estorsione. Per quanto riguarda il traffico di stupefacenti, "costante è il collegamento con la Spagna, tappa obbligata per l'importazione di droga", ha spiegato il procuratore. L'operazione è stata chiamata "Nuova Alba", per "lanciare un messaggio di ottimismo". Coinvolta anche la famiglia Spada, legata e federata ai Fasciani. Questi ultimi avevano creato una vera e propria holding familiare, per questo "moglie, fratelli e figli di Fasciani rispondono di 416 bis, così come gli esponenti della famiglia D'Agati", ha aggiunto Pignatone. Questi sono i "risultati di un'operazione molto importante, forse unica fino ad ora - ha commentato Renato Cortese, direttore della Squadra Mobile di Roma - che apre un solco nella tranquillità di chi opera sul litorale".


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    Una riunione al consiglio dei ministri. Per l'ultimo sprint in vista della creazione dell'area metropolitana della Capitale. Ecco spiegato il motivo per cui oggi il sindaco Ignazio Marino ha varcato il portone di palazzo Chigi. I comuni dovranno aderire a questa rivoluzione entro il 28 febbraio del 2014. Un termine ultimo dinamico, spiega il primo cittadino, “per permettere alle aree più lontane e non confinanti di avere tempo a disposizione per l'adesione”.

    L'AUDIZIONE - Da inquilino del Campidoglio, Marino è stato anche ascoltato nel corso del cdm. “Nella sostanza – spiega l'ex senatore uscendo dal vertice – sono d'accordo sull'impianto della legge”. Il “ma” è sui “termini di eventuali adesioni a Roma Capitale”. Il motivo? “Così come è scritto nella legge – spiega Marino- un Comune può aderire solo se confinante con altri che abbiano già aderito”. Il rischio? “Che alcuni restino esclusi”.

    L'ESEMPIO - Poi scatta l'esempio: “Bracciano non potrebbe aderire senza la precedente adesione di Anguillara e Fiumicino”. Un paletto che per il primo cittadino “evidentemente è legato alla complessità geografica del nostro territorio”. Ma credo che i nostri rilievi manifestati vengano accolti".

    LA CITTA' METROPOLITANA... - La creazione della Città metropolitana e l'abolizione delle Province, "nell'immediato non genererà un risparmio così netto ma progressivamente, se tutti i Comuni verranno integrati, i compiti della Provincia decadranno e l'ente sarà di fatto dismesso”.

    E L'ABOLIZIONE DELLE PROVINCE -È questo il punto, secondo Marino, che porterà “a significativi risparmi, ma non accadra' nel giro di un week end bensì in un periodo di tempo molto lungo”. Nell'incontro con il capo del governo, Enrico Letta, nessun tema legato alla Capitale è stato toccato, assicura il sindaco. Che aggiunge: “Credo che i nostri rilievi manifestati vengano accolti”.


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    "Mentre la Regione sta tentando di cambiare volto alla sanità romana e laziale, quello che sta accadendo presso il reparto di psichiatria dell’ospedale Grassi non è degno di un paese civile". A denunciare la situazione è Enrico Gregorini, segretario generale Fp Cgil Centro Ovest Litoranea, che spiega: "A fronte di 16 posti letto ufficiali, i ricoverati attualmente sono 22 e stanno in condizioni di estrema precarietà, a nulla sono valse le denunce dei mesi precedenti".
     "INTERVENTO URGENTE PER EVITARE DANNI IRREPARABILI" - "A oggi - prosegue Gregorini - la situazione è la seguente: 6 pazienti sono appoggiati con i letti in corridoio dove mancano sia gli attacchi dell’ossigeno che le testate dei letti, i comodini e gli armadietti necessari; 3 pazienti sono in trattamento sanitario obbligatorio e necessitano di maggiori cure e attenzioni; 1 paziente è ricoverato in protocollo per tentato suicidio. Il reparto è dotato di un giardino fatiscente e pericoloso che non garantisce la sicurezza né ai malati psichiatrici né agli operatori, e di cui è consentito l’utilizzo soltanto in alcune ore del giorno e alla presenza di un infermiere. Tale situazione oltre a non garantire il rispetto e la dignità dei pazienti, viola il loro diritto alla privacy e alla riservatezza a causa della continua esposizione agli sguardi degli utenti, dei visitatori e degli operatori di passaggio. Il sovraffollamento è dovuto anche alla chiusura del reparto di psichiatria dell’ospedale Fatebenefratelli reso inagibile a causa di un incendio verificatosi diversi mesi fa. Il personale infermieristico, pertanto, per sopperire alla crescente mole di lavoro è costretto a turni massacranti causa anche la gravissima carenza di personale. La Fp Cgil Centro Ovest Litoranea chiede alle istituzioni preposte, un intervento immediato e risolutivo per scongiurare danni irreparabili che potrebbero derivare sia ai pazienti che a tutti coloro che accedono all’ospedale Grassi".


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    La Festa dell’Unità di Roma si avvia alla chiusura prevista per domenica prossima 28 luglio. Mentre questa sera sarà di scena il segretario nazionale Guglielmo Epifani intervistato da Bianca Berlinguer è possibile tracciare un bilancio abbastanza completo della Festa. Nei 31 giorni di attività sono oltre quattrocentomila le romane e i romani che hanno visitato il parco Schuster che quest’anno ha ospitato per la prima volta la Festa dell’Unità.

    Quando ancora mancano due giorni alla chiusura il fatturato si avvia a registrare quasi trecentomila euro con un attivo di settantamila. I volontari del Partito democratico che l’hanno resa possibile sono stati circa settanta per ogni giornata con punte di rotazione vicine al settanta per cento. I dibattiti sono stati settantasei ai quali va aggiunta l’attività del Palco delle librerie indipendenti e del Rainbow Bar con oltre due presentazioni di libri ogni sera, novità editoriali, riviste culturali per un totale di quarantacinque eventi. A queste attività va aggiunta l’offerta di concerti, Dj set e spettacoli ospitati dal grande palco spettacoli allestito al centro del Parco Schuster. Da lunedì, appena terminato lo smantellamento della Festa, il Partito democratico effettuerà una puntuale opera di ripristino dell’area che verrà riportata alla situazione precedente l’evento".

    “Aver mantenuto l’appuntamento, nonostante le difficoltà, in piena emergenza al termine di una delle fasi più travagliate della vita del Partito Democratico è stato per quanto ci riguarda un successo dell’intero Partito Democratico di Roma. Alle difficoltà politiche va aggiunta la difficile ricerca di un’area alternativa a Caracalla che la ospitava da alcuni anni e la programmazione di un evento complesso avvenuta in piena campagna elettorale amministrativa”, affermano in una nota Eugenio Patanè presidente del PD di Roma e Carlo Cotticelli responsabile della Festa.


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    Un Alemanno nostalgico. La saudade politica è per quello che fu Alleanza nazionale. Anche se il capogruppo capitolino con la civica CittadiniXRoma – promette che il suo documento non sarà una riedizione di An per accogliere ex colonnelli. Loro restano nel Pdl. Per l'ex sindaco, invece, nessuno spazio nel partito di Berlusconi. Che punta a Forza Italia 2.0. E parte la sfida. Il “nuovo progetto” arriva stamattina, ma senza gli amici di un tempo.

    I VALORI NON NEGOZIABILI - Un lancio dalla sede della fondazione Nuova Italia. Che si trova di fronte a quelli che saranno gli uffici della nuova Fi. In poche pagine la sua idea di centrodestra: “Dovrà essere radicato nella società”. Ma, soprattutto, dovrà raccogliere l'eredità aennina. Strizzando l'occhio agli orfani dell'Msi. Partendo dai valori: legge, ordine, famiglia ed Europa dei popoli. Un'idea che nasce in automatico, rivela Alemanno. Non è ancora un contenitore, ma segue “in modo consequenziale la riedizione di Forza Italia”, aggiunge l'ex sindaco. Perché “con questa scelta si abbandona il partito a vocazione maggioritaria”.

    Inevitabile recuperare “quelle forze di centro e destra, proprio come fu per la Casa delle libertà”. L'obiettivo è una “politica al servizio della gente”. Ma se Berlusconi sogna un partito leggero, Alemanno ne immagina uno pesante, radicato nel territorio. Un documento che arriva a 4 giorni dalla sentenza della Cassazione per il processo Mediaset che vede il Cavaliere come imputato.

     Se la condanna sarà confermata, meglio farsi trovare preparati. Anche se l'ex ministro dell'Agricoltura spera che Berlusconi sia assolto, perché “può ancora essere il leader politico”. Sulla poltrona di premier Alemanno vedrebbe bene Giorgia Meloni. La cofondatrice di Fratelli d'Italia che garantirebbe il ricambio generazionale. “Io – sottolinea l'ex sindaco - resterò capogruppo della mia lista Civica: i due progetti sono compatibili”.

    IL RAPPORTO CON FDI - FdI, per ora, nessun accordo. Il triumvirato Meloni, Crosetto e La Russa domani si riunirà a Tivoli per la prima riunione provinciale. Sembrava l'approdo naturale per Alemanno. Il trasloco però è stato smentito, anche per il veto dell'altro leader romano, il deputato Fabio Rampelli. Tra i due le frizioni, dicono i bene informati, “sono storiche: vanno avanti da anni”.

    NESSUN FEDELISSIMO - Ma Fratelli d'Italia resta “un interlocutore privilegiato”. Il traguardo è rappresentato dagli astensionisti, che, secondo l'ex sindaco, “provengono soprattutto da An”. Qualcosa di più si saprà in autunno. L'unica certezza è che tra i 114 firmatari del documento non ci sono i suoi fedelissimi ed ex aennini.

    ALEMANNO SOLITARIO TRA I ROMANI - Tra i romani, infatti, l'unica firma che spicca è proprio quella di Alemanno. Le altre vengono tutte da fuori. Nel Lazio le sottoscrizioni sono 12, 8 arrivano da Rieti. A dimostrazione di come si sia rotto quel fronte che portò Alemanno al Campidoglio nel 2008. Non ci sono i deputati Vincenzo Piso e Barbara Saltamartini, non c'è il consigliere regionale Pietro Di Paoloantonio.

    GLI EX AN - Così come è esclusa l'adesione dell'ex leader Gianfranco Fini. “La sua immagine – spiega Alemanno – resterà sempre legata allo strappo con Berlusconi”. Tra gli altri, manca il sostegno di Sveva Belviso. L'ex vice di Alemanno, vicina al senatore Andrea Augello, liquida la questione: “Io ho un partito”. Il Pdl, di cui è capogruppo in aula Giulio Cesare e di cui potrebbe “essere uno dei nuovi colonnelli romani”, dicono alcuni suoi colleghi.

    LA SAGGEZZA GRECA -“Le scelte – aggiunge la Belviso – si fanno su progetti consapevoli: per ora non mi sembra che ce ne siano”. Augello da un lato plaude all'idea del dibattito interno, dall'altro boccia l'idea di “un perimetro solo di destra”. Perché “non ha mercato elettorale”, spiega. Non solo: “Manca un leader”. Con l'implicito veto sulla Meloni. Il senatore vede un limite. Che affonda le radici nella saggezza degli antichi greci: “Non si indovina il futuro guardandosi alle spalle”.


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    È successo a Latina, stamattina, quando un condomino di via Paganini ha visto la tenda del suo balcone colorarsi del sangue che colava dal balcone sovrastante. Ha quindi allertato la polizia e gli agenti non hanno tardato a fare irruzione nell’appartamento di G.D.R. 73enne, dal quale colava il sangue. Lo hanno trovato sul balcone con il volto sfigurato tanto che inizialmente si è pensato ad una aggressione finita con una accettata.

    Dopo una più accurata indagine medico legale, invece, si è scoperto che l’uomo, tornato dalla passeggiata con il suo cane, un barboncino, ha accusato un malore e cadendo avrebbe riportato una ferita al volto dal quale sarebbe uscito sangue. Ucciso dal malore, il 73enne è rimasto solo in casa con il suo cagnolino che, alla vista del sangue, gli avrebbe mangiato parte del volto.


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    Protesta di un gruppo di manifestanti no Tav alla Festa dell'Unità dove era in corso un dibattito con segretario del Pd Guglielmo Epifani. La protesta è scattata non appena è stato citato il senatore Stefano Esposito, noto per essere favorevole alla realizzazione della Tav. Sono stati esposti striscioni contro la realizzazione dell'alta velocità Torino-Lione e gridati slogan contro il parlamentare.

    I no Tav si sono poi sposati in centro, a piazza Trilussa, dove è stato chiuso il lungotevere Ponte Mazzini-ponte Garibaldi. Linee 23-125-280 hanno avuto forti ritardi. Il tram 8 interrotto nella tratta Da Feltre-Venezia. Le linee H-780 deviate Induno-Teatro Marcello.


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    Controllavano il territorio da oltre venti anni. Ma la lunga indagine condotta dalla squadra mobile di Roma ha consentito, per la prima volta, di fornire elementi alla procura della Repubblica per contestare ed individuare l’esistenza di una associazione di stampo mafioso nella capitale. L’articolo 416 viene per la prima volta applicato bella Città eterna.

    L'OPERAZIONE - Il blitz di ieri è andato a colpire quelli che venivano considerati i sancta sanctorum del crimine romano e siciliano. Colpite, in particolare, le famiglie dei Fasciani, dei Triassi, dei D’Agati, che si sono spartiti ed hanno gestito tutto il malaffare soprattutto sul litorale di Ostia. Il lavoro svolto dagli uomini della squadra mobile ha permesso di seguire tutti i passaggi criminali dei vari affari posti in essere dalle organizzazioni: dall’ingresso di un nuovo appartenente, agli accordi tra i capi delle organizzazioni per la spartizione del territorio, alle riunioni effettuate per dirimere le controversie sorte nella gestione del territorio, pianificazione di omicidi o tentati omicidi necessari per garantire e ripristinare la supremazia su qualsiasi attività realizzata.

    LA CUPOLA - Nell’operazione conclusa ieri mattina è stato dato un colpo mortale alla cupola mafiosa operante da anni nella Capitale. Sono state colpite le intere famiglie dei Fasciani, a partire dal capo indiscusso Carmine, ai fratelli Nazzareno, Giuseppe e Terenzio, e quella dei Triassi, Vito e Vincenzo, appartenenti alla nota famiglia mafiosa dei Cuntrera–Caruana, che da anni si erano trasferiti ad Ostia mantenendo un legame inscindibile con cosa nostra siciliana.

    E' stato ricostruito come per quasi un ventennio i due gruppi criminali hanno intrattenuto affari e si sono spartiti il territorio in una sorta di pax mafiosa in base alle quale tutti potevano tranquillamente gestire i loro illeciti traffici. Della cupola mafiosa faceva parte anche un altro appartenente a cosa nostra siciliana da anni stanziatosi ad Ostia il quale era il terzo anello del gruppo di comando dell’organizzazione. I clan controllavano le piazze di spaccio, il mercato delle slot machine e  le attività balneari sul litorale. 

    IL PENTITO - Dietro la loro c'era tutto il crimine organizzato sul litorale, passando anche per le infiltrazioni in apparati amministrativi per l'assegnazione delle case popolari. Dalla corruzione all'usura, dal traffico internazionale di droga alle estorsioni ai danni di commercianti. E a spiegare agli inquirenti come funzionava l’usura è stato il pentito Sebastiano Cassia. ''Se c'hai bisogno di soldi te li presto, se non c'hai bisogno di soldi, ti costringo a vendermela, e ti dico cercati un amico''.


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     Successo esterno della Roma che si è imposta per 2-1 in casa dell'Aris Salonicco. I giallorossi di Garcia, in svantaggio al 17' per la rete di Udoji, sono rientrati in partita al 25' della ripresa grazie al gol di Burdisso. Al 35', poi, Bradley porta in vantaggio i giallorossi, che si aggiudicano così l'amichevole con gli ellenici. 

    SUBITO IN SVANTAGGIO- Al 17' punizione da destra di Udoji, lato corto dell'area di rigore: Skorupski sorpreso dalla traiettoria a giro direttamente verso la porta. Aris in vantaggio. Al 22', Dodò mette al centro e Borriello prova con il sinistro in rovesciata: palla alta, ma il gesto tecnico è da applausi. Sette minuti più tardi ci prova Kevin Strootman con un potente sinistro. La palla prende l'effetto ma rimane bassa: buona la risposta del portiere avversario in angolo. In pieno recupero, corner corto di Pjanic e cross sul secondo palo di Lamela: Borriello anticipa il difensore di testa ma non c'entra la porta di poco. 

    LA REAZIONE- Nella ripresa è ancora Borriello prova con un colpo di testa su assist di Totti. Ma la conclusione è centrale ed è facile preda del portiere. All'8' ancora il centravanti pericoloso, servito da un cross di Torosidis sul secondo palo: il tiro al volo dell'attaccante giallorosso rimbalza davanti il portiere avversario e finisce di poco fuori sulla sinistra. Passa un minuto e capitan Totti pennella di nuovo dalla sinistra, questa volta per il colpo di testa di Marquinho. Dioudis si salva in due tempi. Al 25' arriva il pari della Roma. Corner di Taddei dalla destra e stacco aereo di Burdisso che anticipa tutti per l'1-1. L'Aris prova a replicare al 33' con un tiro da fuori di Damarlis, Skorupski devia e viene salvato dal palo. Al 35' il gol del vantaggio giallorosso.

    IL VANTAGGIO- Osvaldo lancia Balzaretti sul lato corto dell'area di rigore che mette sul secondo palo, per l'interno piede al volo di Bradley. Al 42' Verre, ancora su lancio di Totti, potrebbe portare a tre le reti della Roma. Ma il suo tiro non impensierisce il portiere avversario che para in due tempi. Finisce 2-1 per la Roma. 


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    Due giorni di riposo prima di ritrovarsi domenica pomeriggio a Formello. Archiviata la prima fase di ritiro ad Auronzo, i giocatori della Lazio si godono un po’ di relax. Ma non tutti. Alla Clinica Paideia, infatti, giornata di test atletici per chi non si era ancora aggregato al gruppo, in primis Hernanes che ha goduto di un supplemento di vacanze visto l'impegno nella Confederations Cup. "Sono molto contento per la vittoria in Confederation Cup e sono felice di essere tornato - le parole del Profeta - Il Paris Saint Germain? Ho un contratto fino al 2015 e sto bene alla Lazio. Il mercato è aperto fino al 2 settembre, ma le voci sul Psg sono soltanto chiacchiere". 

    IL RILANCIO- Hernanes si aspetta comunque "una stagione migliore di quella passata. Dopo aver vinto la Coppa Italia siamo motivati per far bene, vogliamo raggiungere l'obiettivo fallito negli scorsi anni". E magari sollevare qualche altra coppa. "Finalmente dopo tanto lavoro è arrivato il momento di riscuotere, mi aspetto altri trofei – continua Hernanes, che dopo la Coppa Italia ha sollevato la Confederations Cup con la Selecao - La stagione comincia con una grande emozione, conosciamo la Juve, sarà una partita importante e spero di arrivarci in forma e disputare una grande partita, voglio vincere".

    CANDREVA- Sulla stessa linea d'onda anche Antonio Candreva, anche lui alla Clinica Paideia e di rientro dalle vacanze dopo gli impegni con la Nazionale. "Mi aspetto un campionato sicuramente migliore di quello scorso, perché ogni anno dobbiamo migliorare - ha spiegato il centrocampista - Speriamo che sia una stagione positiva. A livello personale spero di dare continuità al lavoro fatto per migliorare, sia come individuo che come squadra".  E in vista del 18 agosto aggiunge: "sarà una partita difficile, una partita secca. E' sempre una finale, sappiamo che la Juve è forte ma siamo convinti di esserlo anche noi", aggiunge Candreva. Rinviate le visite per Gonzalez causa contrattempo, accertamenti per Felipe Anderson. "Non ho fatto ancora un allenamento duro, dovrò aspettare i risultati della risonanza - le parole dell'ex Santos - Sono cinquanta giorni che non faccio una corsa pesante, ma solo bicicletta e allenamenti funzionali. Devo ancora aspettare, se Dio vorrà tornerò in campo al più presto, risolverò i problemi alla caviglia e potrò ricominciare ad allenarmi forte. Se giocherò contro la Juventus? Dipenderà da quando potrò correre in modo più intenso e quindi ritrovare la forma fisica". Impressione positiva su Petkovic ("e' una buona persona, mi ha trattato molto bene, così come il resto della squadra"), non vede l'ora di giocare con Hernanes: "per me lui e' un punto di riferimento". 


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    Dal 1986 era stato riconosciuto affetto da una patologia agli occhi e beneficiava di una pensione di invalidità a carico dell’Inps cui, qualche tempo dopo, si era aggiunta l’indennità di accompagnamento per un aggravamento delle condizioni. Un “falso cieco”, di 74 anni, è stato scoperto a Mentana dai finanzieri del Comando Provinciale di Roma che, dopo aver assunto informazioni presso le Aziende Sanitarie Locali e l’Inps, hanno avviato accertamenti sul suo conto, sottoponendolo a continua osservazione. 
     

    LE INDAGINI - I numerosi pedinamenti, regolarmente filmati dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Tivoli hanno evidenziato una situazione completamente diversa dal quadro clinico desumibile dalla documentazione sanitaria. In effetti, le sue capacità visive non erano poi così compromesse ed era piuttosto autonomo nelle normali attività quotidiane al punto da assistere divertito ad una rassegna di auto d’epoca e di giocare a carte con gli amici selezionandole accuratamente per le mosse successive. Tutto ha avuto inizio ventisette anni orsono, quando all’uomo, realmente affetto da “degenerazione corioretinica di origine miopica”, era stata riconosciuta la pensione di invalidità. In seguito, avrebbe simulato l’esistenza di uno stato di cecità più grave, tale da renderlo completamente incapace di vedere con l’ulteriore riconoscimento dell’indennità di accompagnamento. Il “falso cieco” è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Tivoli per truffa aggravata ai danni dello Stato e dovrà ora restituire all’Inps oltre duecentomila euro, quale somma percepita indebitamente.


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    I Finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria hanno eseguito 5 ordinanze di custodia cautelare (quattro in carcere e una ai domiciliari) nei confronti dei capi di un’associazione criminale operante nella Capitale (ma con riflessi in tutta Italia), dedita in via esclusiva e continuativa alla commissione dei delitti di abusivismo finanziario attraverso il rilascio di false fidejussioni, di truffa aggravata nei confronti di privati e Pubbliche Amministrazioni (in particolare Enti Locali) e di numerosi altri reati tributari, societari e in materia di disciplina antiriciclaggio.

    LA TRUFFA - Tutto ha avuto inizio da un’ispezione antiriciclaggio, condotta nel 2012 dal Nucleo Speciale Polizia Valutaria, nei confronti di una società cooperativa romana esercente l’attività di “consorzio di garanzia collettiva fidi” (confidi), risultata operare in totale regime di abusivismo nei confronti del pubblico. Senza possedere i requisiti richiesti dalla legge, nè la necessaria copertura, la società ha infatti rilasciato, tra il 2009 e il 2012, garanzie fideiussorie per un importo complessivo di circa 688 milioni, con ricavi accertati, in relazione alle polizze indebitamente riscosse, di oltre 4.300.000 euro. A far da paravento alle attività delittuose, la società ispezionata e un’altra società finanziaria (fallita nel 2010) ad essa collegata, entrambe amministrate e gestite dagli arrestati, le cui condotte hanno causato un danno, oltre che all’Erario, agli svariati contraenti e beneficiari delle polizze fidejussorie, tra cui persone fisiche, operatori economici e pubbliche amministrazioni (per lo più Enti Locali) di ogni parte d’Italia.

    GLI ARRESTI - I 5 arrestati - responsabili e amministratori di fatto o di diritto delle società coinvolte - avevano un preciso ruolo all’interno dell’organizzazione e dovranno, a vario titolo rispondere, oltre che di associazione a delinquere finalizzata all’abusiva attività finanziaria, anche dei delitti di truffa aggravata (sia per gli importi rilevanti sia per aver cagionato danno a numerosi enti pubblici beneficiari delle polizze), dichiarazione infedele (con un’imposta evasa pari a circa 500.000 euro negli anni 2009 e 2010), distruzione e occultamento di scritture contabili, false comunicazioni sociali e omessa identificazione e registrazione della clientela in relazione agli obblighi in materia di antiriciclaggio. Oltre all’esecuzione delle ordinanze, le Fiamme Gialle hanno proceduto a numerose perquisizioni presso le abitazioni degli arrestati e presso gli uffici delle due società finanziarie. Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal G.I.P. del Tribunale di Roma, Rosalba Liso su richiesta del Sost. Procuratore della Repubblica, Giorgio Orano.


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    Minuti di paura la scorsa notte al Trullo dove un 41enne, romeno, ha aggredito la moglie e minacciata con un coltello lungo circa 50 centimetri, per poi essere arrestato dai carabinieri. L’episodio è accaduto in un’abitazione di via Monte delle Capre dove l’uomo, già conosciuto alle forze dell’ordine, è rientrato a casa dopo essere tornato a casa ubriaco ha inscenato una lite verbale contro la moglie, connazionale di 35 anni.

    L'AGGRESSIONE - Il diverbio è degenerato e il 41enne ha aggredito la moglie minacciandola con un grosso coltello lungo mezzo metro, il tutto davanti ai figli di 8 e 10 anni. La donna, riuscita a sfuggire dalle grinfie del suo aguzzino, ha chiesto aiuto al 112. I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Eur sono immediatamente intervenuti presso l’abitazione ma, l’uomo, visibilmente in stato di ebbrezza, aveva nascosto l’arma. Su indicazione della donna i militari sono riusciti a recuperare e sequestrare il coltello mentre, l’uomo, è stato ammanettato ed accompagnato in caserma. L’arrestato, accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali, è stato tradotto presso il carcere di Regina Coeli, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Per la donna e i figli fortunatamente solo tanta paura.


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    Giovedì scorso, i carabinieri della Stazione Roma Tor Vergata nel corso di alcuni controlli del territorio, hanno arrestato un pregiudicato romano di 45 anni, con l’accusa di evasione dagli arresti domiciliari. L’uomo, affiliato al noto clan dei Casamonica, sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, ha deciso senza aver chiesto nessuna autorizzazione, di farsi due passi a piedi tra le vie del quartiere.

    L'ARRESTO - I militari transitando in via Torre dello Stinco lo hanno notato e conoscendolo molto bene hanno deciso di fermarto per un controllo. Quella boccata d’aria fatta a suo dire per l’eccessivo caldo in casa, gli è costata davvero cara. Il 45enne è stato ammanettato e portato in caserma, il giorno seguente dopo essere stato giudicato con il rito per direttissima è stato nuovamente sottoposto agli arresti domiciliari. Ieri, gli stessi Carabinieri sono andati a casa per controllarlo ma lo hanno di nuovo “pizzicato” fuori la sua abitazione e lo hanno arrestato nonostante avesse opposto resistenza ai militari. Questa volta, l’arrestato è stato tradotto presso il carcere di Rebibbia, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


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    Giornata intensa ieri per il questore di Roma Fulvio della Rocca. Dopo essersi congratulato con i quasi 500 uomini della Questura impegnati nella operazione “Nuova Alba” ed aver evidenziato alla presenza del Procuratore Capo della procura di Roma dr. Pignatone e dei media, che la ricostruzione degli organigrammi criminosi fatta dalla Squadra Mobile è caratterizzata da “rara efficacia, lucida, documentata, e imparziale”, il Questore della Rocca ha salutato il suo ex Vicario Carmine Belfiore che tra una settimana assumerà le funzioni di Questore della provincia di Terni, e l’ex capo della Digos Lamberto Giannini che invece già da lunedi prossimo siederà sulla poltrona di capo del Servizio Centrale Antiterrorismo. Il Questore della Rocca ha espresso ai suoi due collaboratori un sentito ringraziamento, sottolineando il fondamentale apporto fornito alla Questura di Roma e li ha salutati con un caloroso e affettuoso abbraccio di in bocca al lupo.
    Atteso dalla prossima settimana negli Uffici di S.Vitale il nuovo vice Questore Vicario Lorenzo Suraci che lascia il timone del Comm.to “Trevi Campo Marzio” a Gaetano Todaro già Dirigente del Comm.to “Viminale”, a cui è destinato Antonio Pignataro ; Federico Gazzellone lascia il Commt.o “S.Giovanni” per assumere la Dirigenza del Comm.to “Salario Parioli”, e contestualmente Giancarlo SantElia, da Tivoli, entrera’ negli uffici Via Casalmonferrato. In arrivo da Genova invece il nuovo dirigente della DIGOS capitolina.

    CHI E' DIEGO PARENTE - Diego Parente classe 1965, è in polizia dal 1989, dopo esser stato assegnato alla Squadra Mobile di Padova al termine del corso di formazione, è stato per quasi 10 anni il vice dirigente del Centro Interprovinciale Criminalpol del Triveneto dove ha diretto tra l’altro le indagini che hanno portato al duplice arresto a Capri nel 1993 e a Torino nel 1994 del boss della “Mala del Brenta” Felice Maniero, detto “faccia d’angelo”, contribuendo a smantellare la stessa organizzazione. Passato alla Squadra Mobile di Venezia ha avuto un ruolo attivo nell’arresto del serial killer Michele Profeta, per poi essere nominato nel 2004 dirigente della DIGOS di Venezia. Dopo aver smantellato una organizzazione terroristica di etnia curda con ben 11 arresti di affiliati, passa a dirigere la Digos di Genova dove affronta e risolve l’attentato all’amministratore delegato di Ansaldo SpA Roberto Adinolfi, arrestando i due anarco-insurrezionalisti autori del fatto. Qui nella capitale ritrova il suo ex-Questore di Venezia Fulvio della Rocca, che completa quindi la squadra operativa della Questura di Roma. 


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    Roma nella morsa del caldo. Temperature elevate rese ancora più alte dall'afa. Ma per visitare le sue bellezze i turisti sfidano il solleone. Al Colosseo, pazientemente in fila per entrare a visitare l'anfiteatro, molti turisti si ristorano usando bottigliette d'acqua per rinfrescarsi viso e testa. Altri, a spasso per il centro storico, approfittano delle numerose fontane per un rinfrescante pediluvio.

    I RIPARI IMPROVVISATI - E poi ancora venditori ambulanti che si riparano con quegli ombrelli da sole che cercano di vendere ai passanti, le ville comunali utilizzate come grandi spiagge all'aperto dove, sotto gli alberi cercare riparo all'ombra o stendersi sull'erba per abbronzarsi immaginando di essere su una spiaggia caraibica. Insomma i turisti combattono il caldo di questi giorni ingegnandosi senza rinunciare a visitare le tante bellezze della Capitale.

    IL PICCO DEL CALORE - Il picco delle nuove ondate di calore e' previsto per domani quando, secondo il bollettino pubblicato sul sito del ministero della Salute, le citta' "a rischio" saranno complessivamente 25: in 14 casi (a Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Genova, Latina, Milano Perugia, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Verona e Pescara) l'allerta sara' di livello 3, la piu' elevata (livello contrassegnato dal "bollino rosso"); negli altri 11 casi (Ancona, Cagliari, Campobasso, Civitavecchia, Frosinone, Messina, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Venezia e Viterbo) l'allerta sara' di livello 2 ("arancione"). Ma gia' oggi sono 18 le citta' a rischio. 
    Il 'bollino rosso' - che indica "condizioni di emergenza con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui persone a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche" - riguarda infatti Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Genova, Perugia, Roma, Torino, Trieste e Verona; allerta 2 invece a Campobasso, Frosinone, Latina, Milano, Rieti, Venezia,Viterbo e Pescara. Sensibile anche l'incremento delle temperature, soprattutto di quelle percepite: oggi si registrano 39 gradi percepiti a Brescia e Latina; 38 gradi a Firenze, Milano, Roma; 36 a Bologna, Frosinone, Perugia, Venezia e Viterbo. Domani i picchi piu' elevati, con 39 gradi a Bologna, Brescia, Firenze, Latina, Napoli, Reggio Calabria e Verona; 38 a Latina, Milano, Roma; 37 a Cagliari, Civitavecchia, Frosinone, Trieste. 

    118: AUMENTATI MEZZI A OSTIA E CENTRO STORICO - “In queste ultime ore in cui le temperature si solo alzate notevolmente, provocando malori principalmente per disidratazione e colpi si sole, il servizio dell’Ares 118 è stato implementato in due zone della Capitale dove la richiesta d’intervento è aumentata sensibilmente. A Ostia, zona di Roma dove la popolazione triplica nel periodo estivo, abbiamo reso operative tre ambulanze in più, rispetto alle tre già presenti e un’auto medica per le emergenze. L’altra zona sensibile, per il costante afflusso di turisti, è il centro storico. Nella pianificazione di aprile, nel quadrante in questione, avevamo ipotizzato l’utilizzo di un’ambulanza in più, invece, a riprova che la nostra Centrale riesca ad adattarsi in base alle esigenze, ne abbiamo messe in strada tre che sommate alle 7 già impiegate, ci permettono d’intervenire con più efficienza e professionalità”. Lo dichiara, in una nota, il direttore della Centrale Operativa dell’Ares 118 di Roma, Livio De Angelis. “La situazione attuale - aggiunge De Angelis - è un aumento delle chiamate alla Centrale Operativa di Roma per problematiche direttamente correlate con l'ondata di caldo di circa un 25%. La maggior parte di esse viene risolta dagli operatori sanitari della centrale con consigli telefonici. Solo un 10% di esse genera un intervento territoriale. A chiamare, come del resto sempre si verifica, sono soprattutto anziani e portatori di patologie croniche cardiovascolari, respiratorie e diabetiche. Tali pazienti vedono la loro patologia cronica scompensarsi a causa della temperatura elevata ma soprattutto a causa dell'elevato tasso di umidità. Sarebbe importante una prevenzione consistente nell'idratazione e nel sentire il proprio medico curante per eventuali aggiustamenti della terapia in atto. Da giovedì inoltre, la Regione ha allertato i medici di famiglia per interventi mirati alle categorie a rischio. Un capitolo a parte è rappresentato dai turisti presenti abbondantemente a Roma e che per visitare la città si espongono a camminate sotto il sole e nelle ore più calde. Non avendo il proprio riferimento sanitario a Roma spesso si rivolgono al 118 quale riferimento, specie per colpi di calore e malori comunque collegati alla disidratazione”.

    MEDICI ATTIVI ANCHE NEI WEEKEND -  "Livello 3. Questo è lo stato di allerta previsto oggi dal bollettino delle ondate di calore della Protezione civile di Roma Capitale. Le condizioni metereologiche a rischio persisteranno per più giorni consecutivi e quindi è necessario attuare interventi a sostegno della popolazione. Per non lasciare soli i cittadini rimasti nella capitale, soprattutto se anziani e con patologie a rischio, la cooperativa sociale Romamed offre assistenza nello studio di Piazza Istria, 2 che, a luglio ed agosto, rimane aperto dal lunedì alla domenica dalle 8 alle 20. Il servizio, attivo da quattro anni, garantisce visite ambulatoriali di medicina generale o consulti telefonici ai numeri 06-86557875 e 06-86329969, anche nel weekend". Lo comunica, in una nota, la Fimmg Lazio.
    GLI ACCORGIMENTI DA ADOTTARE - “In questi giorni di grande caldo – ricorda Fabio D’Andrea, presidente Romamed – è importante adottare alcuni accorgimenti. Prima di tutto è fondamentale bere molta acqua ed evitare bevande eccessivamente zuccherate, a base di caffeina o alcolici. Uscire di casa sol nelle ore più fresche stazionando all’ombra o in luoghi ventilati; utilizzare abiti leggeri di colore chiaro e creme solari protettive. Chi rimane in casa invece, può rinfrescarsi con bagni o docce e, in caso di persone allettate, si può ricorrere alle classiche frequenti spugnature di acqua fresca. E’ inoltre importante – conclude D’Andrea - evitare di raffreddare eccessivamente gli ambienti con ventilatori o condizionatori scendendo sotto i 26 gradi”. 


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    Discarica al municipio IX. Il comitato del verde urbano scende sul piede di guerra e annuncia lo sciopero della fame a staffetta. “Siamo dall'inizio di questa vicenda a fianco dei cittadini che lottano contro la realizzazione della discarica nel municipio IX tra le vie Ardeatina e Laurentina. E siamo convinti che sia possibile individuare una soluzione a questa vicenda nell'immediato per sostenere le istituzioni che ci stanno aiutando abbiamo deciso di organizzare uno sciopero della fame a staffetta”, afferma Matilde Spadaro, portavoce del comitato per il verde urbano.

    Lunedì il comitato in prefettura per consegnare i loro "testimoni", con l'elenco di chi li sostiene nella battaglia. “E lunedì stesso chiederemo un incontro al commissario Sottile. abbiamo ottenuto ieri un primo risultato che deve essere portato a compimento. Per questo motivo la lotta non si ferma. Sappiamo che è già stata organizzata una manifestazione per martedì e vi aderiremo. Il territorio del municipio IX ha già pagato tanto e non merita di diventare la pattumiera di Roma", conclude.


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    Operazione di salvataggio, questa mattina, operata dalla Guardia costiera di Civitavecchia e di Santa Marinella, con la collaborazione di un’unità navale della Guardia di finanza di Civitavecchia. Ad attivare i soccorsi una chiamata al numero blu 1530 “Emergenza in mare” che riferiva di un diportista che, a bordo di una imbarcazione a motore lunga circa 12 metri, si trovava a un miglio e mezzo al traverso del Castello di Santa Severa in grave difficoltà a causa di una infiltrazione d’acqua dall’asse dell’elica che si era sfilata in navigazione, come successivamente confermato dal cantiere navale. Il diportista, che si trovava a bordo con un’altra persona, manifestava forte agitazione e preoccupazione, non riuscendo a tamponare l’infiltrazione di acqua con i propri mezzi.

    Attivata la macchina dei soccorsi, un gommone veloce G.C. 342 di Locamare Santa Marinella e una motovedetta della Guardia di finanza, già in servizio di pattugliamento nelle acque di Santa Marinella, sono giunti sul posto insieme alla Motovedetta di soccorso CP 891 dal porto di Civitavecchia. In meno di 15 minuti circa, le unità soccorritrici individuavano l’unità in procinto di affondare e salvavano le due persone a bordo. Inoltre, il personale intervenuto riusciva tempestivamente ad evitare l’affondamento totale dell’imbarcazione che veniva rimorchiata al porticciolo di Santa Marinella e messa in sicurezza a disposizione del locale cantiere  


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    Al parco dei Ravennati di Ostia antica, all’ombra del castello di Giulio II, nello storico borgo medievale, un mausoleo risalente a duemila anni fa e una domus romana di fine IV secolo d.C. convivono tristemente con il degrado del luogo, che versa nell’abbandono. Giochi rotti, sporcizia, clochard che “si arrangiano” a dormire sulle panchine all’ombra dei pini. E i preziosi reperti archeologici, riportati alla luce nei giorni scorsi da alcuni studenti delle università americane in Italia per uno stage, in attesa di essere restaurati sono stati ricoperti e l’area transennata. E i cittadini adesso temono che passato l’’entusiasmo’ e l’attenzione per il ritrovamento ci si dimentichi dell’area e delle sue importanti testimonianze. Che ‘tutto’, come è spesso accaduto, non sia curato e valorizzato come meriterebbe.

    IL RITROVAMENTO -  Il mausoleo e la domus, che ha la particolarità dei “colori di uno straordinario pavimento in opus sectile, con motivo geometrico”, come hanno spiegato la scorsa settimana la responsabile della Soprintendenza speciale archeologica di Roma per Ostia antica, Paola Germoni, e il direttore dell’American Institute for Roman Culture, Darius Arya, sono stati trovati sotto una ‘discarica impropria con barattolini di latta’. E questo è purtroppo emblematico, ma anche frequente, di quanto è avvenuto nel corso degli anni sia al parco dei Ravennati che nelle aree limitrofe, a due passi dall’enorme complesso degli scavi archeologici di Ostia antica. Un esempio? Il ritrovamento due anni fa di una nave romana in ottimo stato di conservazione a Isola sacra, poco lontano. La nave è ancora lì perché non ci sono fondi per trasferirla altrove.

    I REPERTI - “La Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma, insieme all’American Institute e agli studenti appartenenti a 14 università statunitensi, hanno iniziato le indagini archeologiche in due aree del parco”, ha detto la professoressa Germoni nel corso della presentazione avvenuta in loco. “E’ stato rinvenuto un mausoleo a pianta circolare foderato con blocchi di travertino che ha la sua fase iniziale tra la fine del I secolo a.C. e gli inizi del I secolo d.C., con fasi di riutilizzo che arrivano al V secolo d.C. e, inoltre, una struttura muraria tardo antica che ha rivelato al di sotto di quello che era l’humus del parco e l’uso improprio come ricettacolo di immondizia, un bellissimo pavimento a crosta marmorea policromo, del IV-V secolo d.C.. Noi riteniamo che fosse una domus, il cui livello di pavimentazione denota una certa raffinatezza”. Insomma, una testimonianza preziosa.

    I CITTADINI -“Non vorremmo che dopo il rientro degli studenti negli Stati Uniti ci si dimentichi di Ostia antica”, dichiara Gaetano Di Staso, portavoce del comitato di quartiere Ostia antica-Saline. “Purtroppo del parco dei Ravennati ci si occupa solo nel caso di qualche ritrovamento e in occasione della Festa de l’Unità, quando i giardini vengono bonificati. La dolorosa realtà la si può toccare con mano, girando nel parco: povertà e senzatetto, degrado ed abbandono, ritrovamenti archeologici con toccata e fuga. Questa la triste realtà di un bene comune che dovremmo proteggere, diffondere, promuovere!”, conclude Di Staso. La settimana scorsa, dopo le segnalazioni del comitato, erano stati rimossi una baracca di cartone e una tenda, abitati da disperati. I residenti chiedono una sistemazione dignitosa per queste persone ma anche che un diverso ‘biglietto da visita’ per le decine di migliaia di turisti che ogni giorno vengono a visitare da ogni angolo del mondo gli scavi e il borgo.


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