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    (Dal mensile di maggio 2012)

    Solo nel cuore della città, dentro il Raccordo anulare, ci sono diecimila ettari di agricoltura. Quando lo dico nei congressi internazionali chi mi ascolta rimane allibito», racconta Carlo Blasi, ecologo e docente  universitario alla Sapienza, con più di quattrocentocinquanta pubblicazioni alle spalle. Stesse facce sorprese quando ricorda che il territorio della Capitale ospita 1600 specie di piante vascolari, delle quali 1300 dentro il Gra, quando in tutta la Gran Bretagna, solo per fare un esempio, sono poco più di duemila. In realtà non ci sarebbe da stupirsi: con oltre cinquantamila ettari di superficie agricola (il 50% del territorio), Roma è il più grande comune agricolo d’Europa. E non è certo merito della sensibilità dei costruttori, o della buona politica, se la campagna del Pineto (XIX Municipio), sempre per fare un esempio, arriva fino al Vaticano. La chiave del successo sta in «un clima e un terreno eterogeneo, con una potenziale biodiversità straordinaria», spiega Blasi. Un patrimonio poco conosciuto quello dell’Agro romano, a partire da chi è chiamato a gestirne il futuro. Perché ci sono altri dati, imbarazzanti, che vanno, purtroppo, verso un’altra direzione.

    Quella del “saccheggio di Roma”, che dura da decenni, senza interruzione. Basta leggere l’ultimo Censimento Istat dell’agricoltura: dal 2000 a oggi il Lazio ha perso trecentomila ettari di suolo agricolo. E colleziona altri primati: la perdita di Sau (Superficie agricola utilizzata) è cinque volte superiore alla media nazionale. Solo a Roma, il Rapporto Ambiente Italia 2011 di Legambiente ha stimato che in quindici anni (1993-2008) l’incremento dell’urbanizzazione ha portato alla cementificazione di 4.800 ettari, di cui ben 4.384 sottratti all’agricoltura (416 ettari solo di bosco e vegetazione). È andata peggio nel Comune di Fiumicino, dove l’intera espansione è avvenuta a danno del suolo agricolo. Ma è ancora più inquietante il dato che riguarda le previsioni di ulteriore sviluppo edilizio dei due Comuni: saranno inondati dal cemento altri 9.500 ettari agricoli. Non sono soltanto previsioni. Le associazioni TerritorioRoma e Ideeincorsa a gran voce chiedono che venga annullato il bando previsto dal Piano comunale per la trasformazione urbanistica delle aree agricole (per housing sociale e compensazioni , delibera 315/2008). Delle 300 aree agricole proposte dal Comune per l’edificazione, 150 sono state già valutate idonee dalla commissione urbanistica. In barba al Piano regolatore generale (Prg) vigente. L’antidoto al cemento ci sarebbe: l’approvazione definitiva del Piano territoriale paesaggistico regionale (Ptpr) che garantisce la tutela dell’agro romano. «È fondamentale riconoscere la valenza economica dell’uso agricolo delle terra», insistono le due associazioni. E ne sono convinti anche i consiglieri regionali di Sel Filiberto Zaratti e Lugi Nieri che hanno presentato una proposta di legge, attualmente depositata alla commissione urbanistica, per preservare quelle zone ancora “libere” dal cemento e dai rifiuti. «L’imprenditore agricolo non è più solo produttore ma diventa fornitore di servizi alla collettività – dicono Nieri e Zaratti – dalla difesa del suolo, alla produzione di energie rinnovabili fino alla valorizzazione dell’ambiente».

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    Il “cuore verde” della Capitale avrebbe un grande bisogno di scelte politiche adeguate. «È da circa quarant’anni che sono stati cancellati i servizi pubblici per l’agricoltura, come l’assistenza tecnica – denuncia Antonio Onorati, agricoltore e presidente di Crocevia – la politica lascia che il piccolo allevatore che ha cento galline e produce sessanta uova al giorno da vendere, faccia la stessa trafila burocratica dei grandi marchi». Chiudono le piccole e medie aziende e si perdono preziosi posti di lavoro: su 12.400 imprese attive nel settore dell’agroalimentare in Provincia di Roma, 1.155 sono in crisi e 1.293 in scioglimento o liquidazione. Nell’ultimo mese due aziende hanno annunciato che chiuderanno battenti; la Romana Macinazione (40 lavoratori) e lo stabilimento di Roma del Gruppo Novelli (68 lavoratori). «Abbiamo chiesto un tavolo di concertazione di settore – dice Luca Battistini, segretario generale della Flai Cgil Roma e Lazio – perché crediamo che questo problema vada affrontato immediatamente con una strategia di politiche industriali e di filiera ben precise». Dialogo con le istituzioni che secondo Battistini non esiste più: «L’agricoltura ormai da anni è un comparto per pochi intimi, ma non c’è neppure un legame territoriale fra l’industria di trasformazione e i produttori agricoli, visto che soltanto l’1% dei prodotti agricoli locali viene trasformato nel Lazio». Una perversione, se si considera che per tipologia e varietà di produzioni, il Lazio è il “riassunto” della Nazione. E che importiamo prodotti alimentari per oltre 700 milioni di euro.

    «L’agricoltura fatica a rimanere forte - riconosce Alessandro Salvadori, presidente della confederazione italiana agricoltori del Lazio (Cia) - per convincere l’agricoltore a rimanere legato alla sua attività l’unica ragione deve essere il reddito». Invece, tra i costi di produzione e i ricavi, se va bene, il conto per i piccoli produttori va in pareggio. Ed è vero tanto per il latte quanto per il grano che è tornato a costare come nel 1977. «Come si fa a pensare che il prodotto, frutto del lavoro di un anno, poi non vale niente», commenta amaro Carlo Patacconi, presidente della cooperativa Agricoltura Nuova. Finiscono in sofferenza anche voci come i “diritti dei lavoratori” e la “legalità”. «Sono dieci anni che nel Lazio non si fa il contratto interprofessionale per cui si consegna il latte senza prezzo al caseificio», denuncia Patacconi. E senza regole certe non c’è un mercato trasparente, vince il più forte. «Viviamo in un sistema impazzito, all’allevatore chiediamo di abbassare il prezzo del latte che si aggira intorno ai 35 centesimi – afferma Salvadori – ma poi quando spendiamo un euro per usufruire dei bagni alla stazione Termini nessuno si lamenta». Un esempio efficace, che dovrebbe far riflettere.

    Anche perché quello nell’agricoltura «è un investimento che produce posti di lavoro, aiuta le fasce deboli della società, custodendo condizioni migliori di vita: un valore che andrebbe contabilizzato», suggerisce Carlo De Angelis, presidente del Cnca del Lazio, che raccoglie diverse esperienze di agricoltura sociale. Una buona provocazione” raccolta in uno studio dalla Provinciattiva Spa nell’ambito del Progetto strategico della Provincia di Roma (di prossima pubblicazione): per calcolare il valore del territorio agricolo si è tenuto conto di un’ampia gamma di variabili, dal valore sociale, ambientale e occupazionale a quello culturale e turistico. Il risultato è eclatante: in alcuni casi il valore reale è il quadruplo di quello attribuito finora sul mercato. Oggetto di studio sono stati i consorzi e le cooperative che praticano agricoltura multifunzionale e sociale nelle aree agricole della provincia. Come la cooperativa biologica Agricoltura Capodarco a Grottaferrata. Proprio la produzione bio, nonostante la crisi, fa registrare a Roma un giro d’affari di circa cento milioni di euro l’anno. «Si potrebbe fare di più - spiega il presidente della cooperativa, Salvatore Stingo - estendendo la legge sul bio dalle mense scolastiche a quelle ospedaliere e agli uffici pubblici in genere». E poi indirizzando i bandi verso il Km 0 di qualità e ad alto valore sociale. Perché oggi la maggior parte del fresco sulle mense di Roma arriva dalla Sicilia, passa per Verona e torna a Roma. La stessa proposta arriva dal direttore provinciale della Coldiretti Aldo Mattia: «La Regione deve approvare la legge dei prodotti a km 0 – dice – come ha fatto di recente per quella sulla tracciabilità dei prodotti». Consapevoli però, che anche con la filiera corta «da soli non si vada nessuna parte - osserva Stingo - per questo vanno sperimentate forme di associazionismo tra i produttori, a patto che la politica ci aiuti con la promozione e le risorse».

    Convinto che «insieme si può» è anche Giacomo Lepri, 26 anni e una laurea in antropologia. Lui, un cervello accademico prestato all’agricoltura, ha fondato insieme ad altri suoi coetanei la cooperativa Co.R.Ag.Gio e lavora come agricoltore e cuoco in un’altra cooperativa, la Co.Br.Ag.Or. Il lavoro in campagna non lo spaventa: «Fatico molto di più a dove risolvere questioni burocratiche piuttosto che stare tutta la mattina con la zappa in mano», confessa Giacomo. Il primo ostacolo da superare è l’inaccessibilità della terra. Impossibile, visti i costi, acquistarla o affittarla per chi la vuole mettere in produzione. Ma non per tutti. Sempre Provinciattiva ha calcolato, sulla base dei dati dell’Agenzia del territorio (Osservatorio dei valori immobiliari) che dal secondo semestre 2005 al secondo semestre 2010, il valore nominale degli immobili residenziali è cresciuto in media del 14,8% solo nella Capitale, mentre il prezzo dei terreni agricoli è aumentato del 25,3% . Numeri che parlano chiaro: sulle terre agricole c’è più di un appetito. E chi vuole fare agricoltura resta a bocca asciutta. La soluzione potrebbe essere quella di investire sulle terre pubbliche. Come quelle dell’Arsial, l’Agenzia regionale per lo sviluppo agricolo, solo per fare un esempio. È quello che pensa un’ampia rete di cooperative, associazioni e sindacati (TerritorioRoma, Agricoltura Nuova, Co.Br.Ag.Or., Pisacane, Co.R.Ag.Gio, Cia, Aiab e Cgil Roma e Lazio) che hanno lanciato una vertenza per strappare al degrado queste terre e dedicarle a un’agricoltura multifunzionale e sociale. Due gli obiettivi: predisporre un bando pubblico per il primo insediamento di cooperative e associazioni di giovani agricoltori su terreni agricoli proprietà di Comune, Provincia, Regione, Agenzia del Demanio e di altri Enti (e nella proposta c’è già un elenco di dieci aree, per un totale di 600 ettari); indirizzare i requisiti del bando sulla base della valutazione del progetto aziendale, dell’integrazione con forme di fruizione e servizi per la cittadinanza e della tutela delle aree interessate. Nessuna risposta, al momento, da parte delle istituzioni. Faranno bene a prestare più attenzione almeno al messaggio che arriva dall’Unione Europea: l’agricoltura deve conservare la biodiversità, preoccuparsi del ciclo dell’acqua, della rete ecologica e della qualità della vita. Insomma, se l’Italia non vuole perdere l’accesso ai finanziamenti europei, deve puntare sullo sviluppo rurale ecosostenibile. E l’Agro romano, nonostante tutto, ha le carte in regola per dare l’esempio.


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    COMUNE

    18.00  Ospol: "82% dei vigili sono per il comandante interno" - "Da una verifica del sindacato Ospol iniziata nei primi giorni di luglio, tra i 6.300 agenti della Polizia Locale di Roma sulla questione del nuovo comandante di Roma Capitale, la soluzione più gettonata tra i vigili con l’82% dei pareri favorevoli è quella di un comandante scelto tra i candidati interni al Corpo; il 13% è favorevole ad un comandante della Polizia Municipale proveniente da altre città Metropolitane, mentre solo al 5% dei Vigili di Roma andrebbe bene anche una scelta esterna di provenienza da altra Amministrazione pubblica". Lo comunica, in una notam, l'Ospol.

    "L’Ospol dopo la diffida inoltrata al Sindaco Marino inerente la scelta di un comandante interno al Corpo di Roma Capitale - prosegue il comunicato - con procedure di concorso interno, raccoglie la volontà dei 6300 agenti della Polizia Locale di Roma che giustamente richiedono un comandante generale con professionalità acquisita nel territorio comunale, altamente sensibile alle richieste della gente in materia di sicurezza Locale ed alle aspettative del 6.300 uomini e donne della Polizia Locale di Roma Capitale che da decenni attendono una nuova organizzazione del lavoro".

    RIFIUTI

    marino

    Rifiuti, Marino incontra comitati anti-discarica

    15.05 "Un patto di fiducia". Questo e' stato chiesto a cittadini e comitati anti-discarica, ricevuti questa mattina in Campidoglio, dal sindaco di Roma, Ignazio Marino, dal vicesindaco di Roma, Luigi Nieri, dalla'assessore capitolino all'Ambiente, Estella Marino. "Abbiamo chiesto ai cittadini un patto di fiducia: sappiamo che in questi anni c'è stata una continua forzatura, - ha spiegato Nieri al termine dell'incontro - dobbiamo mantenere aperto questo dialogo, cercando di far vedere a tutti le carte e ragionando insieme. È chiaro che c'è una preoccupazione, tutti conoscono la discarica di Malagrotta e i suoi problemi. Viviamo in una città in cui c'è grande preoccupazione". Ma per il vicesindaco "e' importante seguire una via maestra, che è quella intanto di mettere fine a una vicenda sbagliata, ovvero come sono state condotte le politiche sui rifiuti in questa città. Il centro è la raccolta differenziata, c'è un processo, non si fa con un giorno. È chiaro che veniamo da anni in cui la politica ha dismesso il proprio ruolo, se c'è il commissariamento di Malagrotta qualche responsabilità ci sarà. Adesso, rimettendo in fila tutto insieme ai cittadini cercheremo di porre fine a un problema che si trascina da troppo tempo". L'assessore all'Ambiente ha specificato che "abbiamo fatto, come richiesto dai cittadini, un incontro con i rappresentati dei comitati che avevamo in parte già fatto giovedì dopo il consiglio comunale. Abbiamo discusso su una serie di criticità che in parte sono state sollevate da noi, sulle quali il tavolo tecnico, mercoledì, è chiamato a fare tutte le verifiche del caso". "Noi alcuni dubbi li avevamo già sollevati, il 31 luglio ci è arrivata la relazione del prefetto, - ha aggiunto Estella Marino - ora stiamo valutando tutta una serie di criticità, tra cui quella che riguarda la mobilità.
    Mercoledì ci aspettiamo delle risposte in tal senso". Per l'assessore all'Ambiente "le politiche sui rifiuti a Roma vanno assolutamente rimesse sui binari ordinari: dal porta a porta, al passaggio alla raccolta differenziata, perché le discariche sono la parte finale del problema. Io mi sto impegnando per non trovarci più nei prossimi anni ad affrontare le cose in questo modo, cose che abbiamo ereditato da qualcuno che per anni non ha voluto scegliere". Soddisfatto dell'incontro il presidente del IX municipio, Andrea Santoro. "Questo è il modo giusto per lavorare - ha sottolineato Santoro - perchè siamo stati ascoltati. E' un bene che i cittadini abbiano preso le distanze da chi vuole fare speculazione politica". Don Fernando Altieri, parroco del Santuario del Divino Amore dal primo settembre ha aggiunto che "c'e' la soddisfazione per essere stati ricevuti e la convinzione che continuando nella lotta, pacifica ma pur sempre lotta, una soluzione si trovera'. Al momento non c'e' un'alternativa a Falcognana ma e' stata manifestata la disponibilità a prendere in considerazione nuove proposte. Io sono fiducioso". "Meno fiducioso" e' invece il vicepresidente del consiglio municipale, Massimiliano De Iuliis (Pdl). "Dopo due ore di riunione ci hanno comunicato che non esiste un sito alternativo a Falcognana. Ci è stato detto con molta chiarezza. L'unica soluzione possibile è questa e quindi tutto quello che abbiamo fatto non è servito. Lo racconteremo ai cittadini e il municipio supporterà ciò che vorranno fare".

    14,18 - Marino incontra comitati anti-discarica: "Confronto civile" - "Abbiamo avuto un confronto molto civile. Noi continuiamo con il nostro percorso di valutazione e di studio che, come abbiamo detto dall'inizio, sara' basato essenzialmente sulle condizioni idrogeologiche degli studi fatti e sui rischi per la salute dei cittadini. Appena avremo altre notizie sugli approfondimenti fatti certamente le comunicheremo". Cosi' il sindaco di Roma, Ignazio Marino, al termine dell'incontro privato in Campidoglio con i comitati anti-discarica a Falcognana, a cui hanno partecipato anche il vicesindaco, Luigi Nieri, l'assessore capitolino all'Ambiente, Estella Marino, e il presidente del IX Municipio, Andrea Santoro.

    12,33 E' appena arrivato in Campidoglio il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, dove si sta svolgendo l'incontro privato tra il sindaco di Roma, Ignazio Marino, e i movimenti anti discarica di Falcognana. All'incontro sta partecipando anche il presidente del IX Municipio, Andrea Santoro.

    12,57 "Sto bene, ho la testa dura". Lo ha detto il comandante facente funzioni dei vigili urbani di Roma, Donatella Scafati, rimasta ferita alla testa da uno stendardo durante la manifestazione contro la discarica sull'Ardeatina di sabato scorso, arrivando in Campidoglio. Il comandante non ha nessuna fasciatura o ferita visibile.

    OSTIENSE, AUTISTI IN PROTESTA ALL'ASSESSORATO AI TRASPORTI

    15 autisti di una società di trasporti privata sono saliti sul cornicione dell'assessorato ai Trasporti in via di Capitan Bavastro in segno di protesta contro il blocco dell'appalto stesso. I 15 dipendenti, nel frattempo rimasti senza lavoro, chiedono un incontro con le istituzioni per risolvere il loro problema occupazionale. Sul posto c'è la Polizia di Stato

    SCRITTE ANTISEMITE

    antisemite

    Prati, Ama: "Rimosse scritte antisemite"

    14,24 Prati, Ama: "Rimosse scritte antisemite" - "Questa mattina la Squadra Decoro Ama è intervenuta in via dei Gracchi, nel quartiere Prati, per rimuovere delle scritte antisemite apparse su alcuni muri. L’operazione, effettuata su segnalazione della Questura di Roma, ha visto impegnati sul posto 2 uomini con il supporto di una idropulitrice". Lo comunica, in una nota, Ama. "Si è trattato di un’operazione che ha permesso di cancellare scritte che offendevano in modo intollerabile la comunità ebraica - dichiara il presidente Piergiorgio Benvenuti - a cui va ovviamente tutta la mia solidarietà. Gli operatori della nostra Squadra Decoro effettuano interventi di questo tipo su segnalazione delle autorità competenti in modo da contrastare fenomeni di vandalismo, alcuni dei quali particolarmente odiosi e deprecabili come in questo caso, che deturpano l’immagine della città".

    OSTIENSE, PROTESTA AUTISTI

    15,40 Quindici autisti di una società di trasporti privata sono saliti sul cornicione dell'assessorato ai Trasporti in via di Capitan Bavastro in segno di protesta contro il blocco dell'appalto stesso. I 15 dipendenti, nel frattempo rimasti senza lavoro, chiedono un incontro con le istituzioni per risolvere il loro problema occupazionale. Sul posto c'è la Polizia di Stato.

    TRASPORTI

    12,49 - Sciopero Trotta Service: adesione al 2% - "L'adesione allo sciopero di 4 ore dei dipendenti, della societa' Trotta Service del Gruppo Roma Tpl, indetto da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporti per la Società Roma Tpl (Trotta Service), rilevato dall'Azienda e' del 2%". Lo comunica, in una nota, Agenzia per la mobilita'

    10,31 Sciopero Trotta Service: bus periferici a rischio - E' iniziato alle 8.30 e si concludera' alle 12.30 lo sciopero dei dipendenti della societa' Trotta Service del Gruppo Roma Tpl indetto da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporti per la Societa' Roma Tpl (Trotta Service). Non e' garantito il servizio sulle linee periferiche 077-218-702-720-721-764-767 e 768. Lo comunica Agenzia per la mobilita'.

    INCIDENTI

    11,22 Centro, auto sbanda e finisce su due taxi e uno scooter in sosta: nessun ferito - Tre veicoli coinvolti oltre ad uno scooter ma nessun ferito. Questo il bilancio di una carambola avvenuta questa mattina nello slargo che da piazza delle Cinque Lune conduce in di via Giuseppe Zanardelli. A quanto si apprende sarebbe stato un guasto meccanico all'auto che avrebbe provocato la sbandata del veicolo che è poi finito contro i due taxi fermi e lo scooter parcheggiato.

    10,06 Nomentana, scooter contro spartitraffico: un morto - Incidente mortale in via Nomentana ieri sera intorno alle 21.30. Un uomo di 65 anni, che era a bordo di uno scooter, e' morto al pronto soccorso del policlinico Umberto I. Secondo una prima ricostruzione degli agenti della polizia, per cause imprecisate lo scooter sarebbe finito contro uno spartitraffico rialzato, facendo poi un volo di circa 20 metri. A quanto sembra non sarebbero coinvolti altri mezzi nell'incidente.

    IL CASO

    TOR BELLA MONACA, ABBANDONA LA FIGLIA DISABILE IN CASA - I carabinieri della stazione Tor Bella Monaca hanno denunciato una romana di 65 anni che ha lasciato tra il 3 ed il 4 agosto in casa da sola la propria figlia invalida civile di 42 anni. Le urla della figlia hanno attirato l'attenzione dei vicini che hanno chiamato i carabinieri. Dopo essere stata rintracciata, la 65enne ha ammesso di aver lasciato la figlia da sola perché esasperata dalle sue continue urla e dalla sua condizione di salute.

    VIABILITA'

    10,48 Testaccio e la nuova Ztl: il 6 settembre attivati 10 varchi elettronici - Da oggi e' scattata la nuova viabilita' nel quartiere Testaccio che consentira' "di regolare e fluidificare la circolazione dei veicoli in entrata e uscita dai 10 varchi elettronici della Ztl notturna" che saranno attivati il 6 settembre 2013. Lo comunica, in una nota, l'Agenzia per la Mobilita'. Queste le modifiche: Via A. Manuzio: tratto da via N. Zabaglia a via B. Franklin senso unico direzione via B. Franklin Via B. Franklin: tratto da via A. Manuzio a via G.B. Bodoni senso unico direzione via G. B. Bodoni Via L. Ghiberti: tratto da via A. Volta a via A. Manuzio senso unico direzione via A. Manuzio Via A. Volta: tratto da via N. Zabaglia a via L. Ghiberti senso unico direzione via L. Ghiberti Via L. di Vartema': tratto da via P. Querini a via Marmorata senso unico direzione via Marmorata Via G.B. Bodoni: tratto da via B. Franklin a via N. Zabaglia senso unico direzione N. Zabaglia Via E. Torricelli: tratto da via G. B. Bodoni a via A. Manuzio senso unico direzione via A. Manuzio.


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    14, 58 SANITÀ, SAN RAFFAELE SPA ANNUNCIA CHIUSURA STRUTTURE - Il San Raffaele Spa annuncia la chiusura di tutte le strutture del gruppo e la messa in mobilità di oltre 2.000 dipendenti. Lo ha detto il presidente del gruppo, Carlo Trivelli, che ha partecipato a una riunione sindacale. Trivelli denuncia il "mancato rispetto" degli accordi del 31 luglio da parte della Regione. Il gruppo San Raffaele, secondo Trivelli, sconta una "mancanza della liquidità necessaria" a proseguire le attività.

    HIROSHIMA, ROMA RICORDA IL BOMBARDAMENTO ATOMICO DEL 1945

    HIROSHIMA

    Roma ricorda il bombardamento atomico del 1945. Ad aprire la celebrazione del 68° Anniversario della tragedia uno striscione con scritto "Mai più Hiroshima 1945-2013" e le note degli inni nazionali del Giappone e dell'Italia in piazza della Rotonda al Pantheon alla presenza del sindaco di Roma, Ignazio Marino, del consigliere e presidente del comitato 'Terra e pace' Athos De Luca, del rappresentante dell'Ambasciata giapponese in Italia ministro Shino Mitsuko, e della madrina della manifestazione, Carla Fracci. "E' importante un momento di ricordo qui a Roma - ha detto De Luca - perché ritengo che soprattutto coloro che nascono oggi, nella pace, comprendano che la pace bisogna difenderla quotidianamente ed è questo il senso di questa iniziativa. Noi ogni anno conferiamo a un'istituzione dello Stato un piccolo riconoscimento e quest'anno abbiamo scelto di consegnarlo al Corpo forestale dello Stato". Per il sindaco Marino "è una ferita ancora aperta in ciascuno di noi, in tutti coloro che credono nei valori del dialogo, del confronto e della reciproca comprensione per risolvere le controversie internazionali, in tutti coloro che credono davvero, nel profondo del cuore, che la parola 'Pace' abbia un senso universale ed essenziale per l’intera umanità". "È dovere di chi, a vario titolo, ricopre responsabilità di governo - ha aggiunto il primo cittadino - ricordare soprattutto ai giovani le tragiche conseguenze che l’umanità paga, quando una politica insensata fa prevalere la forza delle armi rispetto al dialogo e al confronto". Durante la commemorazione sono stati letti i messaggi del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e del presidente del Senato, Pietro Grasso. "Custodire la memoria di quell'immane tragedia di Hiroshima è un impegno primario - si legge nel messaggio di Napolitano - Un futuro di pace puo' costruirsi solo nella consapevolezza degli orrori, delle devastazioni e delle tragedie provocate dai conflitti che devono essere potente monito per le giovani generazioni". "Una tragedia immane che non potra' mai essere dimenticata" per il presidente del Senato che ha aggiunto: "E' importante diffondere una 'cultura della pace' intesa non come semplice assenza di conflitti ma come una 'condicio sine qua non' per la costruzione di una pacifica convivenza". A chiudere la manifestazione i rintocchi della campana e un minuto di silenzio per le vittime di tutte le guerre.

    RIFIUTI, ALEMANNO: "ALTERNATIVA A DISCARICA SULL'ARDEATINA E' FUORI ROMA" - "E' un segnale molto importante quello che arriva oggi dal Ministero della Difesa sul problema dei rifiuti a Roma. L'alternativa alla discarica sull'Ardeatina c'è, basta solo cercarla fuori da ogni pregiudizio. Sono convinto che rilanciando quella collaborazione interistituzionale tra Regione, Roma Capitale e Ministero della Difesa si possano trovare aree pubbliche dove collocare gli impianti necessari a soluzioni definitive del problema dei rifiuti di Roma e Provincia. Queste aree, come ho più volte ripetuto al sindaco Marino, devono essere fuori dal territorio di Roma, troppo antropizzato, vincolato e denso di riferimenti paesaggistici, religiosi e storici. Non fare una attenta indagine di questo tipo significa tradire i diritti dei cittadini della periferia romana per logiche di pura lottizzazione politica". Lo dichiara in una nota il consigliere comunale ed ex sindaco Gianni Alemanno.

    MAXXI, DAL 14 SETTEMBRE IL "GRANDE CINEMA" AL MUSEO  - "Si chiama 'Cinema al MAXXI' ed è il titolo della manifestazione che prenderà il via sabato 14 settembre, organizzata dalla Fondazione Cinema per Roma e dal Museo nazionale delle arti del XXI secolo, che tornano a collaborare, a cura di Mario Sesti e con il sostegno di Bnl Gruppo Bnp Paribas. Nei mesi che precedono l’ottava edizione del Festival Internazionale del Film di Roma (8-17 novembre 2013), ogni sabato e mercoledì, a partire dal 14 settembre fino al 6 novembre, l’auditorium del MAXXI ospiterà un’inedita programmazione cinematografica, in un’inconsueta e innovativa commistione fra cinema e spazi museali, dove il pubblico potrà assistere a retrospettive, incontri con attori e registi, conferenze, documentari e pellicole in anteprima". Lo comunicano, in una nota congiunta, la Fondazione Musica per Roma e il MAXXI. "'Cinema al MAXXI' sarà diviso in tre sezioni - spiega il comunicato - I Dimenticati – Grandi autori e film italiani da ritrovare', 'Incontri con uomini e donne eccezionali' e 'MAXXI/Anteprime'. 'I Dimenticati' – in collaborazione con Cineteca Nazionale e Raro Video – offrirà una retrospettiva di grandi film del cinema italiano dal dopoguerra alla fine degli anni ‘70, grandi classici riproposti al pubblico in una cornice di incontri e conferenze con attori e registi, scrittori e giornalisti, personalità della società civile e della politica. Primo appuntamento sabato 14 settembre con Divorzio all’italiana di Pietro Germi, a cui seguirà una conversazione con Carlo Verdone e Mario Sesti. In programma anche pellicole firmate, fra gli altri, da Mario Monicelli, Antonio Pietrangeli, Riccardo Freda, Steno. 'Incontri con uomini e donne eccezionali' accoglierà invece una selezione dei migliori film documentari degli ultimi anni in lingua originale, esplorando le ultime evoluzioni del romanzo biografico, una selezione di 'vite incredibili' celebrate sul grande schermo. Mercoledì 18 settembre questa sezione, in collaborazione con Feltrinelli Real Cinema, sarà inaugurata da Girl Models di David Redmon e Ashley Sabin che nel 2011 ha vinto il premio Enel Cuore al Festival di Roma. Il documentario ricostruisce l’incredibile storia di giovani modelle siberiane, sfruttate in Giappone per copertine di ambigue riviste. Con 'MAXXI/Anteprime', infine, Fondazione Cinema per Roma e MAXXI proporranno, il mercoledì alle 21, il giorno prima dell’uscita in sala, una serie di anteprime in collaborazione con le più importanti distribuzioni cinematografiche: fra queste, Il futuro di Alicia Scherson, con Rutger Hauer e Nicolas Vaporidis, coprodotto e distribuito da Movimento Film, selezionato al Sundance Film Festival 2013, il primo film tratto da un libro dello scrittore di culto Roberto Bolaño ('Un romanzetto lumpen', Adelphi Editore). Il programma completo di “Cinema al MAXXI” sarà annunciato a settembre nell’ambito di una conferenza stampa. Tutte le informazioni saranno disponibili sui siti web www.romacinemafest.org e www.fondazionemaxxi.it".

    METRO SPAGNA, VIGILESSA AGGREDITA DA 4 RAGAZZINE

    Una vigilessa è stata aggredita all'interno della stazione della metro A Spagna. Quattro giovani ragazze di etnia rom stazionavano sulla banchina quando una vigilessa del I Gruppo si è accorta che una di loro stava fumando. Le ha chiesto allora di spegnere la sigaretta e di seguirla fuori della metropolitana. Per tutta risposta le ragazze hanno cominciato a insultare e sputare contro l’agente e, per nulla intimorite, hanno cambiato binario sempre seguite dalla vigilessa. E proprio sulla banchina opposta, inaspettatamente, ha avuto inizio un vero e proprio pestaggio. Le quattro adolescenti, dopo aver spintonato a terra l’agente, hanno preso a colpirla con pugni e calci all’altezza delle gambe. L’aggressione è stata interrotta da un cittadino che è riuscito a bloccare due delle ragazze, una terza è stata fermata dalla vigilessa ferita mentre la quarta si è dileguata. A quel punto alcuni turisti in transito hanno riconosciuto nelle responsabili delle violenze quelle che, qualche ora prima, li avevano derubati di 500 euro, 4 carte di credito e una macchina fotografica. L’agente di Polizia Locale, dopo aver assicurato le tre nomadi ai colleghi intervenuti in ausilio, è stata accompagnata presso l’ospedale San Giovanni dove è entrata in codice giallo. Il Tribunale dei Minori ha stabilito il collocamento delle ragazze presso una struttura sociale.

    TRASTEVERE, DISABILE IN CARROZZINA TENTA DI RUBARE SCOOTER

    Un disabile romano di 30 anni, vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, ieri è stato denunciato per furto. Con la sua sedia a rotelle e accompagnato da un complice, si è avvicinato a un motorino parcheggiato in piazza Flavio Biondo, di fronte alla stazione ferroviaria “Trastevere,” sul quale ha iniziato ad armeggiare. La scena, suo malgrado, è stata notata da una pattuglia di Carabinieri della Stazione Roma Monteverde Nuovo che, insieme ai militari dell’82° Reggimento “Torino” dell’Esercito, stava presidiando l’area dello scalo ferroviario nell’ambito del progetto “Patto Strade Sicure”. Quando i Carabinieri e i militari si sono avvicinati per controllare cosa stesse accadendo, il complice è corso via velocemente facendo perdere le proprie tracce mentre il 30enne, che pure ha accennato una fuga, è stato fermato. Tra le mani stringeva ancora il blocchetto di accensione dello scooter, abilmente divelto in pochi secondi di “lavoro”. La refurtiva è stata recuperata e restituita al proprietario del motorino, un giovane residente a Pomezia, mentre per il ladro sulla carrozzella è scattato il deferimento all’Autorità Giudiziaria.

    DROGA, SEQUESTRATI 34 CHILI DI MARIJUANA

    I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Piazza Dante hanno arrestato due cittadini albanesi di 29 e 21 anni, entrambi incensurati, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale. A seguito dei numerosi arresti per droga effettuati nei giorni scorsi nelle piazze della “movida” Capitolina, in particolare a San Lorenzo e Pigneto, i militari hanno scoperto dopo accurate indagini l’anello superiore della catena di spaccio. Dopo aver monitorato costantemente i movimenti dei due stranieri ieri pomeriggio nel corso di un controllo il 21enne, è stato fermato in via dei Monti Tiburtini e trovato in possesso, a seguito della perquisizione veicolare, di un panetto di oltre un chilo di marijuana, ben occultato. Mentre i militari effettuavano il controllo il giovane ha tentato invano di fuggire, colpendoli con calci e pugni. Anche il secondo è stato individuato dai militari pochi minuti più tardi e trovato in possesso di 6 chili e mezzo dello stesso stupefacente suddiviso in panetti da un chilo circa. Anche in questo caso il 29enne alla vista dei militari ha tentato la fuga senza riuscirci. La successiva perquisizione domiciliare ha permesso di rinvenire il deposito dove i due soggetti avevano occultato altri 26 chili e mezzo di marijuana suddivisi in panetti da uno e anche due chili, pronti per essere distribuiti ai pusher di strada. I due “corrieri della droga” portati in caserma sono stati successivamente accompagnati presso il carcere di Regina Coeli a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

    MARINO, METRO C: "NON CREDO CHE I CANTIERI CHIUDERANNO"

    "Non credo che i cantieri Metro C chiuderanno". Lo ha detto il sindaco di Roma, Ignazio Marino, a margine della celebrazione del 68° Anniversario della tragedia di Hiroshima in piazza della Rotonda al Pantheon. "L'unica cosa che posso fare e' ricordare la verita': l'assessore Improta, assai appropriatamente, ha chiesto un cronoprogramma - ha aggiunto Marino - Ha fatto questa semplice domanda ai costruttori che sono tra i più esperti in Italia e immagino che non avranno difficolta' a rispondere. Solo su un rapporto trasparente il Comune fara' immediatamente la sua parte anche amministrativamente".

    MARINO, FORI: "ANCHE PER PIAZZA DEL POPOLO COMMERCIANTI PROTESTARONO"

    "Vedo con interesse tutto il dibattito sulla pedonalizzazione dei Fori Imperiali. Rivivo quello che accadde quando fu pedonalizzata piazza del Popolo e tutti i commercianti del Tridente dissero che ci sarebbe stato un fallimento. Oggi invece sono tutti contenti". Lo ha detto il sindaco di Roma, Ignazio Marino, a margine della celebrazione del 68° Anniversario della tragedia di Hiroshima in piazza della Rotonda al Pantheon, in merito alle proteste dei commercianti contro la pedonalizzazione dei Fori Imperiali.


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    (Dal mensile di ottobre 2012)

    «Mio marito?», scandisce Lucica quando le domandi del suo passato. «Mi amava così tanto che voleva ammazzarmi». Ci sono voluti anni per maturare la consapevolezza di un paradosso così lacerante: serate di botte e corse in ospedale, un trauma cranico e il terrore negli occhi di sua figlia. Lucica, però, è nata in Romania e i fatti di cui parla risalgono ai tempi del muro di Berlino: la sua potrebbe dunque sembrare una storia lontana nel tempo e nello spazio. Sarebbe forse rassicurante poter circoscrivere il fenomeno della violenza sulle donne, incasellarlo in un contesto sociale, in un’appartenenza razziale o religiosa, in un identikit. La realtà dice tutt’altro. Delle oltre 2mila donne che, nel corso del 2011, si sono rivolte ai sei centri antiviolenza della Capitale non ce n’è una uguale all’altra. Italiane, straniere, sposate, vedove o divorziate. Casalinghe, studentesse, impiegate o libere professioniste. Giovani e anziane. Tutte le categorie sono rappresentate.

    Nella valanga di dati statistici vale la pena sottolinearne soprattutto due. Primo: l’età media delle vittime si è abbassata, passando dai 41 anni del 2008 ai 38 del 2010. Segno che maschilismo e patriarcato non sono affatto “malattie” dei nostri padri. Secondo: «L’ambito familiare – si legge nel primo rapporto dell’Osservatorio provinciale sulle vittime e i loro bambini – è il luogo in cui la violenza si manifesta con maggior frequenza». Oltre il 60% delle donne accolte, infatti, ha dichiarato di aver subito una o più forme di violenza domestica.

    «Non chiamatelo amore», consigliava la regista Francesca Comencini in un suo recente spot. Eppure è proprio “l’amore” a complicare tutto. «Moltissime delle donne che arrivano da noi – racconta Oria Gargano, presidente della cooperativa sociale “Be Free” – sono ancora innamorate dell’uomo che le tiene soggiogate». Nell’80% dei casi la coppia ha uno o più figli. E «spesso la presenza dei bambini – sottolinea Maria Gabriella Moscatelli, presidente di Telefono Rosa – invece di fornire un movente per allontanare il violento, diventa il motivo principale per continuare a subire». Ancora e ancora. Per anni. «Ecco perché – avverte il tenente Francesca Lauria, responsabile della sezione “Atti persecutori” dell’Arma dei Carabinieri – il grande lavoro da fare è soprattutto culturale. Bisogna insegnare alle donne ad avere più rispetto per se stesse». Sforzarsi di comprendere, se non addirittura giustificare, la violenza può avere, infatti, conseguenze drammatiche. «I dati dell’Istat lo dicono chiaramente: più del 50% degli omicidi a sfondo sessuale è preceduto da atti persecutori», ricorda Lauria. Eppure delle 66 donne ammazzate in Italia nei primi sei mesi dell’anno (nel frattempo sono diventate 90) solo il 13% aveva presentato una denuncia per stalking. Il problema è duplice: «mancata percezione del rischio» e «incapacità di valutare come scorretto un comportamento aggressivo». Specialmente se, come accade nella maggioranza dei casi, la violenza arriva da parte dell’uomo che si è scelto come compagno di vita. In situazioni come queste, spiega la psicanalista Laura Storti, «sarebbe molto facile giudicare o, al contrario, assumere atteggiamenti pietistici. Il nostro sforzo va in tutt’altra direzione: portare la donna a interrogarsi sulle sue scelte». Ed eventualmente decidere, «in totale autonomia», di dire basta.

    C’è voluto del tempo, ma adesso le operatrici antiviolenza della Capitale possono dire di aver messo a punto un buon metodo. Che è fatto di tanti “ingredienti” diversi: presenza garantita h24, ottica di genere, formazione costante e messa in rete dei servizi. Tenendo insieme il sostegno e la difesa delle donne con un lavoro socio-educativo sugli uomini. Anche loro “vittime” – in un certo senso – di una cultura patriarcale che promuove una visione distorta dell’identità maschile. Rispetto al deserto di altri territori, «a Roma viviamo una situazione privilegiata». E se lo dice Titti Carrano, presidente di “Donne in rete contro la violenza” (un progetto che riunisce ben 60 associazioni dal Nord al Sud del Paese), non ci sono ragioni per dubitarne. «Nonostante tutto», aggiunge però subito dopo Carrano. Due parole il cui significato chiarisce bene Oria Gargano: «La febbre da spending review ha contagiato anche la lotta contro la violenza sulle donne». E la storia che racconta ne è l’esempio lampante. Dal novembre del 2009 la cooperativa sociale “Be Free” gestisce uno sportello Donna nel Pronto soccorso del più grande ospedale pubblico d’Italia, il San Camillo Forlanini. Il servizio, garantito a ogni ora del giorno e della notte, ha dato risultati straordinari: oltre 700 casi seguiti in due anni. Non abbastanza però per assicurare a “Be Free” il rinnovo della convenzione con l’ospedale. Che è scaduta nel novembre del 2011. Inutili gli appelli. Per dieci mesi le operatrici sono rimaste “aggrappate” allo sportello, continuando il loro lavoro per puro e semplice «volontariato politico». Poi, quando tutto sembrava perduto, la svolta: la vittoria di due bandi promossi dal Dipartimento Pari opportunità della Presidenza del Consiglio. E la riapertura h24. Oggi che la bufera è passata, Oria Gargano lo rivendica ad alta voce: «Se questo sportello è sopravvissuto è solo grazie a noi». Colpa dei tagli, certo. Ma non solo. «Prima di tutto – incalza Vittoria Tola, responsabile nazionale dell’Udi (Unione donne in Italia) – io parlerei di incapacità politica di comprendere la gravità del fenomeno». Il monito è rivolto innanzitutto alla giunta Alemanno. La quale, «pur non avendo avuto il coraggio di smantellare il sistema precedente, non ha fatto nulla per potenziarlo». Anzi, si è resa protagonista di controverse iniziative. Indimenticabile il patrocinio concesso al “vademecum per la tua sicurezza”, ricco di preziosi consigli antiviolenza come «evita le strade buie», «non indossare abiti vistosi» e «tieni sempre la porta di casa chiusa».

    Si è risparmiata “scivoloni” di questa natura la governatrice Renata Polverini. Di lei, anzi, tutti ricordano la firma segnata in calce all’appello nazionale contro il femminicidio “Mai più complici”. Accompagnata da solenni dichiarazioni: «La violenza sulle donne è un fenomeno che non può lasciare indifferenti». Eppure sono lontani i tempi – era il 1993 – in cui il Lazio spiccava come la prima Regione a votare una legge per l’istituzione dei centri antiviolenza. «Oggi – denuncia Vittoria Tola – questa giunta regionale approva un Piano triennale contro la violenza che ha tutta l’aria di essere uno specchietto per le allodole. Nessuno infatti sa quanti dei soldi promessi siano stati effettivamente stanziati. E nemmeno se ci siano». Unica “promossa”: la Provincia di Roma. Artefice, tra le altre cose, della nascita di Solidea, la prima (e finora sola in Italia) istituzione di genere all’interno di un ente locale.  Si comprende dunque come di questi tempi lo slogan più in voga tra le operatrici sia «Resistere, resistere, resistere». In un contesto in cui la domanda di protezione aumenta (+ 51% di contatti in 7 anni solo nei tre centri di Solidea) e le liste di attesa si allungano. Che i posti letto nei centri antiviolenza siano «insufficienti» non lo dicono peraltro solo le operatrici. La raccomandazione del Consiglio d’Europa non ammette fraintendimenti: in ogni Paese dovrebbe essere garantito un posto ogni 10mila abitanti. Ebbene in Italia il rapporto è di 1 a 114mila e diventa di 1 ogni 51mila a Roma, dove i posti sono 53. Ma dovrebbero essere cinque volte tanto: 274. Non sono solo numeri.

    “Resistere” potendo contare sull’80% di posti letto in meno di quelli “raccomandati” significa infatti far di necessità virtù. Arrangiarsi. Magari con «una brandina», come confessa Maria Grazia Passuello, presidente di Solidea. Oppure «attivandosi per trovare ospitalità presso una struttura religiosa». Tutto «purché la donna in difficoltà non venga abbandonata a se stessa». Di fronte alle emergenze possono così crearsi “alleanze” singolari. Come quella tra suore e femministe. O tra organismi istituzionali e strutture occupate. Come la casa di “Lucha y Siesta”, attualmente ospitata in un vecchio edificio di proprietà dell’Atac che è stato occupato da Action l’8 marzo del 2008. Qui vivono 14 donne e 3 bambini. Lucica è una di loro. E solo oggi, alla vigilia dei 60 anni, spera di vedere realizzato il sogno di una vita: «Sono nata in dittatura, voglio morire libera». Anche dalla violenza.


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    ROMA- In attesa di visitare la Casa Bianca a Washington in occasione dell'ultima tappa della tournee in America, la dirigenza della Roma si è data appuntamento ieri sera nella 'White House” del presidente Pallotta a Boston per fare il punto sulla squadra. Tra una partita a basket nel campo costruito all'interno della tenuta di famiglia e la cena di fine serata,

    IL SUMMIT- Pallotta ha riunito attorno al tavolo il management giallorosso (il Ceo Zanzi, il dg Baldissoni, il ds Sabatini, il responsabile commerciale Winterling e i suoi uomini di fiducia della Raptor) assieme a Rudi Garcia e al suo staff per discutere del nuovo gruppo che sta nascendo, dei singoli giocatori, e delle ultime mosse di mercato ancora da compiere. Il summit, proseguito anche oggi durante l'ultimo allenamento di Totti e compagni al Wellesley College di Boston prima di volare in Canada dove la Roma sarà impegnata domani contro il Toronto Fc, è servito a Sabatini (già di ritorno in Italia) per confrontarsi con Garcia sulle lacune ancora da colmare, e su chi eventualmente poter invece cedere. I nomi in uscita sono quelli degli attaccanti Osvaldo e Borriello (il primo per fare cassa e avvicinare il pareggio di bilancio tra entrate e uscite, il secondo per abbattere il monte ingaggi), e degli extracomunitari Castan, Marquinho e Tallo, visto che almeno uno dovrà partire per poter formalizzare il tesseramento dell'ivoriano Gervinho (per l'ex Arsenal oggi secondo allenamento da giallorosso a Trigoria). Sul tour americano, che si concluderà con l'amichevole del 10 agosto contro il Chelsea di Mourinho a Washington, è intervenuto poi Zanzi: ''Sta andando tutto molto bene, per noi è stata una fantastica esperienza, abbiamo un grande mister che ha molta fiducia nella squadra come noi. È stata un'esperienza produttiva - le parole del dirigente a Roma Channel - Gli abbonamenti? Siamo molto contenti di come procede la vendita, la Curva Sud sarà sold-out anche quest'anno. Alcuni tifosi aspetteranno di vedere come andranno le cose, ma abbiamo la loro fiducia adesso che hanno visto che abbiamo un piano per vincere”.

    LAZIO- Molta tecnica e tattica. A Fiuggi Petkovic pensa già alla sfida di Supercoppa con la Juventus il 18 agosto e chiede alla Lazio velocità nei movimenti, pressing e precisione. Nella prima seduta di allenamento nella stazione termale della Ciociaria,dove la squadra da ieri è in ritiro fino a venerdì, il tecnico dei biancoceleste ha fatto lavorare la squadra per poco più di un'ora davanti a cinquecento tifosi che hanno accolto la squadra con grande entusiasmo. Acclamato soprattutto il capitano Stefano Mauri, dopo la squalifica di sei mesi inflitta dalla commissione disciplinare della Figc nel procedimento sul calcioscommesse. Entusiasmo particolare anche per il bosniaco Lulic.

    LAVORO TECNICO- Lavoro quasi completamente con il pallone, quello odierno, completato con alcun esercizi nella palestra allestita lungo la pista di atletica dello stadio di Fiuggi. Petkovic ha fatto svolgere,sempre con il pallone, un' esercitazione a campo ridotto finalizzata a migliorare il pressing e il possesso di palla. Miroslaw Klose è stato in campo circa un quarto d'ora, poi ha lavorato a parte. Occhi puntati anche su Felipe Anderson, che ha svolto lavoro differenziato. In campo alla fine sono rimasti i nazionale, che hanno continuato ad allenarsi da soli. L'unico assente a Fiuggi il centrocampista Cristian Ledesma che raggiungerà la squadra stamattina. A Fiuggi la Lazio svolgerà una doppia seduta giornaliera: la mattina in campo alle 9,30 mentre il pomeriggio alle 18.


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    Paese Sera non chiude, almeno per ora. Si è svolto oggi il tavolo di trattativa nella sede della Stampa Romana a cui ha partecipato anche l’amministratore delegato di Parsitalia Media, la società interessata all’acquisto di quote maggioritarie dell’editrice Nuovo Paese Sera srl, che aveva raccolto nei giorni scorsi l’appello lanciato a sostegno della nostra testata.

    Nell'incontro è stato firmato dall’Associazione Stampa Romana, dalla fiduciaria sindacale della redazione e dal presidente del consiglio di amministrazione della Nuovo Paese Sera srl un verbale in cui l'attuale proprietà si è impegnata a garantire il pagamento in tre rate degli stipendi arretrati e il rinnovo dei rapporti di lavoro, scaduti lo scorso 31 luglio, per un mese alle stesse condizioni contrattuali del passato. Per questo, da domani, i giornalisti torneranno responsabilmente a lavoro e riprenderà l’aggiornamento regolare del quotidiano on line.

    Il prossimo incontro con la proprietà è ora fissato per lunedì 2 settembre. Il tavolo verterà soprattutto sui futuri rapporti contrattuali di redattori e collaboratori. La redazione e i giornalisti tutti di Paese Sera ringraziano i lettori e quanti hanno dimostrato solidarietà in questi giorni. Evidentemente avevamo ragione noi: senza giornalisti, non può esserci un giornale.  

    La redazione Paese Sera

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    LE REAZIONI

    “Ho appreso con soddisfazione l’esito positivo dell’incontro di ieri presso l’Associazione Stampa Romana tra editore, redazione e sindacato di Nuovo Paese Sera”. Lo dichiara, in una nota, Giulia Tempesta, vicecapo gruppo del Partito Democratico di Roma Capitale. “E’ senza dubbio un primo passo significativo che mi auguro possa garantire da un lato maggiore sicurezza ai giornalisti e, dall’altro, una voce libera e autorevole al servizio dei cittadini della Capitale. Alla redazione – conclude Tempesta - va il mio in bocca al lupo e la mia vicinanza perchè l’incontro di ieri, seppur positivo, è solo la prima tappa di un lungo percorso”.


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    Lando Buzzanca, il celebre attore siciliano, è stato ricoverato all'alba di oggi all'ospedale Santo Spirito in codice giallo. A quanto si apprende l'attore avrebbe tentato di suicidarsi tagliandosi le vene dei polsi. Al momento non si conoscono i motivi del gesto.

    ''Nessun suicidio, un forte colpo di calore aggravato da stress da lavoro e dall'età''. Lo dice il fratello di Lando Buzzanca, Salvo, spiegando i motivi del ricovero dell'attore che compie 78 anni il 24 agosto. ''Lando non e' il tipo che si suicida. Stava lavorando in piena attivita' a Roma. Non so come sia venuta fuori neppure questa storia della lettera, di un suo scritto'' ha continuato Salvo Buzzanca che e' stato avvertito del ricovero del fratello questa mattina, mentre stava andando al lavoro.


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    Gervinho è a Roma e non potrà raggiungere la squadra negli States, ma Garcia è contento lo stesso. E’ il suo pupuillo, lo era già ai tempi del Lille, e il pensiero di averlo a disposizione lo rende già felice. ''Sono contento sia arrivato, così come lo sono stato quando sono arrivati Strootman o De Sanctis. È un attaccante veloce, con corsa e capacità di darci profondità, ha un profilo diverso dagli altri che abbiamo” le parole del tecnico francese dal Canada, dove la squadra giallorossa questa notte (alle 20 locali, le 2 in Italia) sarà impegnata in amichevole contro il Toronto.

    MAICON IN CAMPO- Gervinho intanto, dopo essere stato acquistato dall'Arsenal, sarà tesserato nei prossimi giorni grazie all'operazione Babù (svincolato dalla Paganese) ma difficilmente riuscirà a raggiungere i nuovi compagni in America per gli ultimi giorni della tournee estiva. Contro il Toronto ancora una volta non si vedrà Osvaldo (desaparecido in America per problemi fisici), ma in compenso potrebbe esordire Maicon. ''Se giocherà? Spero proprio di sì, sta lavorando bene, anche se viene da quasi un mese senza pallone - ha spiegato Garcia - Dobbiamo lavorare su tanti punti, per il momento ci sono molti obiettivi e uno di questi è la condizione fisica perché il tempo di gioco è importante. Domani sarà un pò differente rispetto a Kansas City (dove la Roma ha superato per 3-1 le stella della Major League Soccer, ndr), ma io non dimentico che sabato prossimo abbiamo un'altra partita”.

    TURN OVER- Insomma, in vista dell'impegno conclusivo del tour contro il Chelsea di Mourinho in programma il 10 agosto a Washington, è praticamente scontato un turn-over generale tra le fila giallorosse. Turn-over che potrebbe riguardare anche De Rossi, costretto a fermarsi e a svolgere fisioterapia a causa di una contusione al piede destro. Sicuro in campo invece Pjanic, convinto che le basi da cui ripartire saranno più solide rispetto al recente passato. ''Siamo solo all'inizio ma questa Roma sta crescendo nel modo giusto - ha confessato il bosniaco - Stiamo lavorando bene e l'atmosfera è buona, daremo il massimo per fare la migliore stagione possibile. Vogliamo fare molto meglio dell'anno scorso, c'è grande voglia di rivincita”.

    GLI AVVERSARI- La stessa che sembra covare nel profondo anche Ryan Nelsen, allenatore del Toronto ed ex capitano della Nuova Zelanda al Mondiale del 2010. In Sudafrica i Kiwi affrontarono l'Italia pareggiando 1-1 dopo un discusso rigore concesso agli azzurri per una trattenuta proprio ai danni di De Rossi. Episodio che Nelsen non ha faticato a ricordare: ''De Rossi ha giocato? Non riesco nemmeno a ricordare se stesse giocando... - la battuta ironica del tecnico - Mi ricordo solo che qualcuno è caduto molto facilmente e che quel rigore ci costò una vittoria contro gli italiani e impedì alla Nuova Zelanda di raggiungere la successiva fase a gironi”.  


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    Il controllo del territorio è stato rafforzato dal Gruppo Carabinieri di Ostia che, oltre a porre in essere articolati servizi di prevenzione con personale in divisa e in borghese, ha potenziato anche l’attività info-investigativa nel settore del contrasto al narcotraffico.

    LE INDAGINI - Dopo una prolungata attività d’indagine i militari del Nucleo Investigativo di Ostia hanno individuato un deposito di droga destinata al mercato degli stupefacenti del litorale romano. Tale deposito è stato localizzato in un anonimo appartamento, non distante da Ostia dove, ben custoditi dentro due grandi casseforti, sono stati rinvenuti 22 chili di cocaina purissima, un revolver “Smith & Wesson” cal. 44 magnum e una pistola semiautomatica “Beretta” mod.84/F cal. .380 con relativo munizionamento. Durante l’approfondita perquisizione dell’abitazione, trasformata anche in un vero e proprio laboratorio, è stato rinvenuto il materiale occorrente per il taglio dello stupefacente e l’attrezzatura per la successiva ripartizione in dosi dello stupefacente.

    GLI ARRESTI - Le manette sono immediatamente scattate ai polsi dell’insospettabile custode del “tesoro criminale”: un romano incensurato, M.M. 38enne, il quale aveva il compito di custodire la droga e le armi senza destare sospetti. Si ritiene che dietro all’ingente quantitativo di droga sequestrato, che una volta tagliata avrebbe fruttato circa 3 milioni di euro, ci siano i potenti della criminalità del litorale. L’arrestato, che dovrà rispondere dei reati di detenzione ai fini di spaccio d’ingente quantitativo di sostanze stupefacenti, detenzione illecita di armi da sparo, munizioni e ricettazione, espletate le formalità di rito è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Regina Coeli a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Le armi ritrovate, in ottimo stato di conservazione e pronte all’uso, saranno invece sottoposte agli accertamenti dei Carabinieri del RIS per verificare il loro eventuale utilizzo nei fatti di sangue avvenuti negli ultimi mesi nella Capitale e lungo il litorale.


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    A poco poco più di una settimana dalla sfida di Supercoppa contro la Juventus, Marchetti lancia la carica ai suoi e avverte: “Non pensiamo alla Roma”.

    "Si parte con lo spirito che si è lasciato l'anno scorso, anche perché è uno spirito giusto che ci ha portato a vincere una Coppa Italia – ha detto il portiere della Lazio dal ritiro di Fiuggi -  Giocavamo contro la Roma, e questo ha dato ancora più prestigio alla Coppa. Ma adesso dobbiamo cancellare tutto quello che è stato, sarebbe un grosso errore pensare di essere diventati tutti bravi. Contro la Juve sarà una partita tosta, loro hanno fatto acquisti importanti, ma ce la giochiamo a viso aperto con la convinzione di poter vincere tranquillamente la partita. Se sarà nei 90' o dopo non lo so, ma già dai primi giorni di ritiro ho visto negli occhi dei miei compagni la voglia di vincere e questo mi ha dato ancora più fiducia per questa partita che ci può dare l'opportunità di alzare un altro trofeo".

    PAROLE DA LEADER- "La Champions? Io nella mia testa so dove voglio arrivare, sarà il campo a decidere se meritiamo o meno quei primi tre posti - sottolinea -. Di sicuro la squadra è forte, sarà dura perché le altre concorrenti stanno bene, si sono rinforzate, e noi dovremo essere ancora più bravi perché rispetto a questi ultimi due anni le squadre che si contendono i primi tre posti sono aumentate, sarà una bella lotta".

    SQUADRA RINFORZATA- Una lotta alla quale la Lazio, nella seconda parte di stagione, non ha potuto iscriversi "perché ci sono stanti tanti infortuni che ci hanno condizionato, altrimenti avremmo disputato tutte e tre le competizioni all'altezza", precisa l'ex Cagliari. Adesso la Lazio ha voltato pagina, rinforzandosi parecchio sul mercato: "Sappiamo dove siamo forti e dove dobbiamo migliorare, con questo atteggiamento ce la possiamo giocare alla pari con tutti – assicura Marchetti -. Sono stati fatti degli acquisti nei punti che la società e il mister han pensato ci fosse bisogno".

    A ROMA PER VINCERE- Un rinforzo, di sicuro, è stato quello di trattenere Marchetti in biancoceleste. Nella prima parte del mercato estivo si era parlato di un interessamento del Barcellona nei suoi confronti, ma Marchetti smentisce. "Ho 30 anni e non più 20, bisogna dare il peso specifico giusto alle cose. Nessuno mi ha cercato, qualora ci fosse stato qualcosa il presidente, con cui ho un ottimo rapporto, me ne avrebbe parlato e avremmo deciso sul da farsi, come persone mature. Sono qui perché ho voluto rimanere qui e riparto con grandissimo entusiasmo. Quando sono arrivato avevo in testa grandi progetti, pensavo a una piazza importantissima che nel recente passato era stata protagonista in Italia e all'estero. Lotito mi ha detto che vuole riportare la squadra a quei livelli e sono convinto che ci arriveremo. Io - conclude - spero di far parte di quella squadra in grado di giocarsela con le più forti d'Europa".


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    Un incidente con testacoda in cui sono stati coinvolti tre veicoli ha rallentato il traffico di via Nomentana, questa mattina intorno alle 7.35. Nello scontro nessuno e' rimasto ferito. Il traffico e' stato deviato temporaneamente dagli agenti della polizia di Roma Capitale ma ora la situazione e' tornata alla normalita'.


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    Un centinaio di manifestanti che fanno parte dei comitati anti-discarica sta manifestando sotto la sede del ministero dell'Ambiente, sulla Cristoforo Colombo contro la possibilità di realizzare la nuova discarica a Falcognana, sull'Ardeatina. I manifestanti hanno occupato la laterale della Colombo bloccando di fatto il traffico in direzione Eur. Sul posto la Polizia municipale che ha deviato il flusso di auto sulla corsia centrale della grande arteria viaria. Verso le 13 il presidio si è sciolto e i manifestanti hanno lasciato via Cristoforo Colombo, all'altezza di via Capitan Bavastro. Il tratto laterale dell'arteria, chiuso al traffico, è stato quindi riaperto alla circolazione.

    LE PROTESTE - Prima la promessa, ieri, di partecipare all'Angelus di domenica prossima per far conoscere anche Papa Francesco la loro protesta. Poi il presidio al ministero dell'Ambiente. Infine i residenti scelgono di invadere con cartelli e fischietti la Colombo. I manifestanti però non si accontentano di sfilare e reggere striscioni in cui fanno capire che al “Divino Amore non si passa”. La richiesta è semplice e diretta: un tavolo per scegliere il nuovo sito, che sostituirà quello di Malagrotta. Un confronto a cui non vogliono mancare e per cui chiedono la presenza anche del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

    LO SCONTRO - Manifestazione che arriva a 24 ore dallo scontro tra il governatore Zingaretti e il titolare del discastero della Difesa, Mario Mauro. Che ieri aveva avanzato la proposta di collaborazione con tutti gli altri attori del governo Letta. Parole che però hanno scatenato la reazione di molti esponenti politici romani. A partire dal presidente della Regione, che nella nota di Mauro vede solo un'ingerenza considerando che il sito della nuova discarica sarà scelto dal commissario Goffredo Sottile.

    LA REPLICA DEL MINISTRO -  La risposta del titolare della Difesa non si fa attendere: "Non intendiamo intralciare il lavoro di altre istituzioni. Faremo quello che ci viene chiesto, quando e se ci viene chiesto". Mario Mauro, a margine di una cerimonia al Casd,  sottolinea che il ministero di via XX settembre è pronto a dare "il proprio contributo per l'emergenza rifiuti nella Capitale". "Se ci sono emergenze - assicura il ministro - che richiedono un intervento della Difesa, la Difesa c'è". Ribadendo così la disponibilità "nei confronti di tutte le amministrazioni. Faremo quello che ci viene chiesto, quando ci viene chiesto e se sarà possibile".

    L'IPOTESI ALLUMIERE - Nelle righe diramate dagli uffici di via XX Settembre si avanza l'idea di individuare “soluzioni idonee”. Tradotto: un nuovo sito, alternativo a quello previsto in zona Falcognana. Invece del chilometro 15 sull'Ardeatina, ritorna l'ipotesi Allumiere. Una scelta, per il senatore dem Carlo Lucherini, “folle e irresponsabile: il territorio di Allumiere è di alto pregio ambientale e oltretutto proprio perché è ai primi posti nel Lazio come percentuale di raccolta differenziata”. Ribadendo il principio che “la discarica che sostituirà Malagrotta deve essere individuata all'interno del territorio di Roma Capitale”. Intanto il popolo anti-discarica si è messo in marcia oggi. Per arrivare domenica da Papa Francesco.

    DOMANI INCONTRO CON MINISTERO AMBIENTE - "Una delegazione del comitato "No discarica al Divino Amore", sara' ricevuto domani mattina dal direttore generale competente del ministero dell'Ambiente". Ad annunciarlo il portavoce del presidio 'No discarica Divino Amore', Alessandro Lepidini, dopo aver incontrato nuovamente la segreteria del ministero a via Capitan Bavastro, insieme al presidente del IX Municipio, Andrea Santoro. "Domani mattina - ha spiegato Lepidini - incontreremo il direttore generale il dottor Pernice, per un primo confronto tecnico in cui consegneremo la nostra documentazione e per prepararci a incontrare poi il ministro Orlando, già domani al più tardi dopodomani. Ora possiamo tornarcene a casa".

    ESPOSTO SU DISCARICA ALLA FALCOGNANA - "E' stata inviata la diffida posta in essere dal comitato verde urbano contro la paventata decisione di localizzare una discarica per rifiuti solidi urbani sulla via Ardeatina, nel quartiere Falcognana articolata in più punti, la comunicazione evidenzia i contorni di forte criticità per i quali il progetto di dislocare in quel quadrante la discarica non sarebbe compatibile con le norme esistenti in materia di protezione del paesaggio e dei beni paesaggistici ivi ricompresi nonchè la necessità di ripercorrere un iter autorizzativo ex novo. A questo si aggiungono ulteriori motivi, dalla logistica con analisi anche dello scenario alternativo già ipotizzato nei giorni scorsi ed impraticabile per via della presenza dei poli industriali di Santa Palomba e Pomezia all'impatto sul rumore e sull'ambiente. Si tratta di un atto puntuale che tiene in considerazione però le scarsissime notizie ricevute in virtù di alcuna risposta ricevuta in merito alle plurime richieste effettuate all'amministrazione municipale di poter analizzare l'intera relazione del Commissario. Con questo atto intendiamo difendere ancora di più il bene unico dell'agro romano tra Ardeatina e Laurentina nell'ambito meridionale ed il territorio del Municipio IX minacciato da un'ennesima discarica. da giorni stiamo lottando a fianco dei comitati e continueremo a farlo, ognuno con le proprie specificità in vista di uno scopo comune, come abbiamo sempre fatto". Lo dichiara, in una nota, Matilde Spadaro, portavoce del comitato per il verde urbano.

    IL COMUNE MONITORA IL CICLO DIFFERENZIATA - "Continua la ricognizione dell’Assessore all’Ambiente e rifiuti di Roma Capitale, Estella Marino, per far si che tutto il ciclo dei rifiuti funzioni e porti risultati concreti e verificabili. Nelle scorse settimane l’Assessore aveva riunito i tecnici Ama e i quindici neo presidenti di Municipio per confrontarsi sulla differenziata, ieri la visita a uno degli impianti di trattamento e oggi un giro per il III Municipio per constatare come procede il porta a porta, partito lo scorso novembre". Lo comunica, in una nota, l'assessorato all'Ambiente. "Ancora una volta gli elementi che emergono – dichiara l’Assessore Marino - riguardano la necessità di coordinamento stretto tra le Istituzioni, che ho avviato dall’inizio del mio insediamento, e la formazione e il coinvolgimento dei residenti, perchè maggiore sarà la quantità di rifiuto differenziato di qualità, minore sarà quello indifferenziato e di conseguenza lo scarto finale del trattamento che andrà nei siti di conferimento. L’impegno di Roma Capitale andrà in questa direzione. La visita di oggi in III Municipio sarà la prima di una serie , è fondamentale guardare da vicino le possibili criticità , come le modalità più funzionali, per far sì che la raccolta parta e prosegua nel migliore dei modi, anche per ricostruire il legame fiduciario con i cittadini". Insieme all’Assessore Estella Marino, c’erano il Presidente del Municipio III Paolo Marchionne e l’Assessore all’ambiente del Municipio Gianna Le Donne. "L’impegno deve essere quello di giungere ad un sistema di raccolta rifiuti più efficace e puntuale – commentano il Presidente Marchionne e l’Assessore Le Donne – puntando sul porta a porta, ma definendone le diverse modalità quartiere per quartiere, seguendo le indicazioni dei residenti, la conformazione del territorio e degli stabili. In questa direzione – concludono – c’è piena sintonia con l’Assessore Marino che ha da subito avviato questo coordinamento con i diversi Municipi".


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    Tre uomini ubriachi e senza patente si sono messi in auto e, a causa dell’elevata velocità con la quale procedevano, hanno avuto una collisione con un veicolo che veniva nell’altro senso. E’ successo la scorsa notte in via Perlasca, zona Prenestino.

    L'AGGRESSIONE - I tre sono poi scesi dall’auto e sono andati incontro al conducente dell’altra autovettura, che nel frattempo stava chiamando i soccorsi, gli hanno strappato il telefono dalle mani e l’hanno picchiato con calci e pugni al volto, lo hanno lasciato agonizzante a terra e sono scappati a piedi. Nel frattempo la Sala Operativa della Questura, allertata, ha inviato una pattuglia in zona per ricercare gli aggressori.

    L'ARRESTO - In breve tempo una Volante ha individuato i tre malviventi, che hanno dapprima cercato di nascondersi, ma, vistisi scoperti, hanno tentato di nuovo la fuga spintonando gli agenti che cercavano di bloccarli. Si tratta di tre cittadini rumeni B.I.B., di 25 anni, P.M.C., 19enne, e M.N.C., 22enne, solo quest’ultimo con alcuni precedenti di polizia, tutti in evidente stato di ebbrezza. L’auto sulla quale viaggiavano, poi abbandonata per darsi alla fuga, risulta intestata ad un cittadino rumeno, estraneo ai fatti, che risulta avere oltre 500 veicoli intestati a suo nome. I tre sono stati arrestati con l’accusa di lesioni gravi, per aver provocato la frattura della mandibola all’aggredito, e resistenza a pubblico ufficiale.


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    Il San Raffaele Spa annuncia la chiusura di tutte le strutture del gruppo e la messa in mobilità di oltre 2.000 dipendenti. Lo ha detto il presidente del gruppo, Carlo Trivelli, che ha partecipato a una riunione sindacale. Trivelli denuncia il "mancato rispetto" degli accordi del 31 luglio da parte della Regione. Il gruppo San Raffaele, secondo Trivelli, sconta una "mancanza della liquidità necessaria" a proseguire le attività.

    I LAVORATORI - La notizia è stata appresa con sconcerto dagli operatori sanitari ed amministrativi delle 13 strutture sanitarie San Raffaele. "Noi lavoratori - scrivono - siamo indignati di fronte a tanta indifferenza da parte dell'attuale responsabile dell'Assessorato alla Salute della Regione Lazio che ha portato il ritardo sulle nostre spettanze a 4 mensilità, onere insostenibile soprattutto per quelle numerose famiglie dove entrambi i coniugi lavorano per la San Raffaele". "Noi lavoratori - prosegue il comunicato - chiediamo di essere ricevuti immediatamente in delegazione dal Presidente Zingaretti, che tanto si è mostrato sensibile in campagna elettorale nel difendere il diritto al lavoro ed il diritto alla salute dei 2mila operatori e dei 5mila pazienti che quotidianamente vengono assistiti dalle 13 strutture del Lazio del Gruppo San Raffaele, per trovare una immediata soluzione costruttiva. Noi lavoratori, ormai alla disperazione, siamo pronti a forme di protesta anche estreme. Preannunciamo per giovedì 9 agosto alle 10 una manifestazione sotto la Presidenza della Regione Lazio in Via Rosa Raimondi Garibaldi e l'occupazione permanente delle 13 strutture sanitarie volta ad impedire lo svuotamento dei posti letto e la conseguente perdita dei nostri posti di lavoro".

    LA REPLICA DELLA REGIONE - Ma la Regione respinge le accuse al mittente e precisa di non avere “alcuna responsabilità circa la decisione unilaterale dell’azienda San Raffaele di sospensione delle attività dovuta a una grave mancanza di liquidità". L'amministrazione spiega che "la situazione di crisi si è determinata poiché le somme vantate dal San Raffaele, pari a oltre 11 milioni di euro, derivano da fatture della Asl Rmh su cui vi è stato un recente giudizio del Tribunale Civile di Roma che in data 21 marzo ha rigettato le istanze del San Raffaele Spa. Pertanto quelle cifre non sono somme esigibili dall’azienda che potevano essere inserite tra i crediti ed entrare nel processo amministrativo del dl 35". La Regione fa poi sapere che "ad oggi all’azienda San Raffaele sono stati liquidati oltre 31 milioni di euro e altri cinque sono in pagamento". "Abbiamo, infatti, richiesto alla Asl di Frosinone di accelerare le procedure di liquidazione e ottenuto rassicurazione che ciò verrà fatto entro i prossimi due giorni in riferimento al rateo di maggio - va avanti la Regione - La Regione Lazio non è un bancomat, ma è impegnata nella risoluzione delle problematiche nel rispetto delle regole e dei ruoli. Il nostro lavoro non si è mai fermato e puntualmente si sta verificando, in queste ultime ore, la situazione creditizia delle Asl nei confronti del Gruppo San Raffaele. Chi fa impresa non può pensare di trasferire alla pubblica amministrazione il rischio di impresa o la mancanza di liquidità”, conclude la Regione.


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    Furto di cavi di rame nei pressi della stazione metro B Eur-Magliana. La polizia ferroviaria ha arrestato 3 cittadini romeni la notte scorsa. Di transito nella zona, gli agenti hanno notato alcune luci sospette in prossimità e al margine dei binari della metropolitana. Avvicinatisi a piedi, hanno visto alcuni soggetti intenti ad armeggiare vicino ai pozzetti e alle canaline in cui sono posizionati i cavi di rame. Dopo un breve appostamento, i tre sono stati sorpresi trasportare alcuni cavi di rame, appena tagliati, verso il vicino ponte delle Tre Fontane dove li attendeva un furgone utilizzato per il trasporto e già notato in precedenza dagli operatori. L’immediato intervento portava a bloccare e arrestare i tre e a sequestrare complessivi 1.500 chili di rame trafugato, di cui 400 già stipati all’interno del furgone, anche questo poi risultato rubato, nonché una borsa contenente arnesi per il taglio dei cavi. In sede di denuncia, la Società Atac-Metro riferiva che il danno arrecato ammontava a circa 14.000 euro più le spese di ripristino del tratto di linea interessato dai numerosi tagli.

    (Foto di archivio)


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    E' stato rimandato a data da destinarsi lo sciopero di 24 ore del personale Cotral indetto per venerdì 9 agosto 2013. Lo dichiara, in una nota, Cotral spa. La decisione dopo l'incontro di ieri tra il sindacato Sul-Ct e i vertici aziendali. L'azienda fa sapere che "i servizi previsti nel programma di esercizio gestiti avranno regolare svolgimento".


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    In seguito alle ultime segnalazioni riguardanti le minacce terroristiche nei confronti di obiettivi statunitensi, la questura di Roma ha predisposto l’intensificazione dei controlli che impegnano giornalmente tutte le Forze di Polizia della capitale. In particolare, oltre agli obiettivi istituzionali, è stato dato ulteriore impulso ai servizi di prevenzione ed ai dispositivi di vigilanza e controllo del territorio soprattutto nei confronti di sedi diplomatico-consolari e ad altri obiettivi e interessi ad essi riconducibili. Monitorati dagli agenti di Polizia, coadiuvati anche dalle unità cinofile e squadre antisabotaggio, i numerosi cunicoli e tombini nei pressi di obiettivi sensibili, sopratutto nelle vicinanze delle sedi diplomatiche, ed in particolare dell’Ambasciata degli Stati Uniti d’America. Le attività di prevenzione poste in essere giornalmente, garantiscono l’immediato intervento delle Forze dell’Ordine in caso di qualsiasi condizione di criticità.


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    Il sogno olimpico riaccende il dibattito romano. A dare fuoco alle polveri è stato il numero uno dello sport Giovanni Malagò in una intervista alla Gazzetta dello Sport nella quale ha avanzato l’ipotesi di una possibile candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2024. “Se il 7 settembre a Buenos Aires sarà Tokyo a vedersi assegnata l'Olimpiade 2020 battendo Madrid e Istanbul, – ha detto Malagò - Roma scenderà subito in campo, candidata per i Giochi 2024 anche se "ci sono cose che richiedono riservatezza".

    LA POLEMICA- A rispondergli a stretto giro di posta è stato l’assessore regionale allo Sport, Antonio Rossi: ''Mi fa piacere che il presidente del Coni Giovanni Malagò abbia ripresentato il dossier delle Olimpiadi 2024 bocciato dal Governo Monti – ha ribattuto - ma credo che ora la candidatura di Roma possa essere sostituita da quella di Milano”. ''Una volta smantellate le strutture dell'Esposizione – ha spiegato-  si crei una vera e propria Cittadella dello sport'' adeguata anche a una sfida olimpica. ''Senza voler fare processi alle intenzioni - ha proseguito l'assessore -in più occasioni l'organizzazione di grandi eventi sportivi a Roma si è spesso rivelata un vero salasso per le finanze del Paese con risvolti anche gravi dal punto di vista giudiziario. Forse per questo appuntamento importantissimo bisogna dare fiducia al Nord e a Milano”.

    CONFCOMMERCIO- Di diverso avviso il presidente di Confcommercio di Roma, Giuseppe Roscioli: "Condivido pienamente ed appoggio la proposta di candidare Roma alle Olimpiadi del 2024 avanzata dal presidente del Coni, Giovanni Malagò, purtroppo abbiamo mancato con nostro grande rammarico la gara dei Giochi Olimpici 2020, ma non per questo vogliamo arrenderci perché siamo ancora convinti che si tratti di un'opportunità unica nell'interesse non solo della Capitale, delle imprese e di tutti i cittadini ma dell'Italia intera che ne guadagnerebbe in termini di prestigio e attrattività". "Un evento che avremmo voluto nostro e che abbiamo spinto fin da subito perché connesso a dinamiche di sviluppo che nelle altre grandi capitali del mondo sono all'ordine del giorno mentre per noi costituiscono ancora eventi eccezionali - prosegue -. In questo senso l'Olimpiade è un vero e proprio catalizzatore di tutti quei processi di ammodernamento infrastrutturale e tecnologico e di potenziamento ricettivo che giacciono da troppo nel cassetto e che oggi più che mai hanno bisogno di vedere la luce. Infine - conclude Roscioli -, un'occasione concreta per valorizzare tutti gli impianti sportivi privati della nostra città che vorrebbero e potrebbero senz'altro partecipare attivamente alla riuscita di una simile manifestazione sportiva".


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    Ha bussato questa mattina in un appartamento di via dei Frassini a Centocelle e si è presentato come un impiegato del Comune di Roma. Diceva di avere un importante documento da far firmare all’occupante dell’immobile. L’ignara inquilina, una signora di 80 anni, ha subito avuto qualche dubbio sulla strana richiesta ma ha comunque aperto la porta della sua abitazione. Sull’uscio l’uomo le ha chiesto se poteva utilizzare il bagno per un bisogno impellente. Una volta entrato in casa si è diretto verso la toilette ma si è subito intrufolato nella camera da letto dove ha arraffato tutti gli oggetti d’oro in bella vista sul comò.

    All’anziana non è sfuggita la manovra e ha tentato di opporsi alla fuga del ladro ma è stata strattonata e travolta. Anche la figlia, accorsa in aiuto alle urla della madre, ha cercato di fermare il malvivente avendo la stessa sorte del genitore. Una volta in strada per l’uomo sembrava fatta, ma le urla delle due donne che lo additavano come responsabile del furto, hanno richiamato l’attenzione di due agenti del VII gruppo, diretto dalla comandante Raffaella Modafferi, che sono subito intervenuti. Dopo un breve inseguimento e una colluttazione i vigili urbani hanno bloccato l’uomo e lo hanno ammanettato. Si tratta di un pregiudicato cinquantenne residente al campo nomadi di via Salviati con parecchi precedenti. Dopo una perquisizione gli agenti hanno recuperato l’intera refurtiva consistente in una fede nuziale, un anello con brillanti e una catena d’oro con due medaglie. Tra gli oggetti di valore, riconsegnati alla legittima proprietaria, anche una medaglia con la foto della sorella deceduta. L’udienza per direttissima è stata fissata per domani mattina.


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    E' grave il centauro che si è scontrato contro un'auto sul Raccordo anulare al km 27,800, nei pressi dello svincolo per la Centrale del Latte di Roma. L'uomo è stato trasportato al Policlinico Umberto I in eliambulanza.

    Al momento si cammina solo nelle due corsie di sorpasso e quella centrale, e si registrano rallentamenti dallo svincolo ‘via Nomentana’ in direzione Tiburtina/A24. L'Anas fa sapere che il suo personale è presente sul posto per ripristinare la circolazione il prima possibile, "in piena sicurezza per gli utenti".


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