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    Partita dai due volti, quella che la Roma ha perso contro il Chelsea di Mourinho, 2 a 1, nel Rfk Stadium, Washington: buon primo tempo per la squadra di Rudi Garcia, malgrado le assenze dell'ultimo momento di De Rossi con una brutta cervicale, e Pjanic con 39 di febbre. Secondo tempo in mano agli inglesi, che passano a due minuti dalla fine.

    PARTENZA VELOCE- Totti e compagni, dopo una grande paura al 1/o, gran tiro al volo di Essien deviato da un ottimo De Sanctis, controllano la partita, grazie a un buon possesso di palla, una difesa attenta e tanta corsa. Buona sintonia tra il Capitano, tra i migliori, e un ritrovato Osvaldo, in campo dal primo minuto. La prima frazione termina con la Roma persino in vantaggio, grazie a una incredibile papera del terzo portiere 'blues', l'anziano Mark Schwarzer che, su comodo passaggio indietro di Terry, liscia clamorosamente la palla, che prima sbatte sul palo, poi rotola sui piedi di Lamela, che da due metri non può sbagliare.

    SECONDO TEMPO- Nel secondo tempo, la musica cambia: Mourinho mette in campo le sue prime linee, da Hazard a Oscar, da Lampard a Ivanovic. La Roma cala bruscamente, cede terreno e occasioni da gol. Al 57/o Terry pescato di testa va vicinissimo al pareggio, ma De Sanctis para d'istinto. L'azione viene annullata per fuorigioco, ma è un campanello d'allarme. Al 60/o arriva il pareggio: contropiede inglese e Lampard fa partire un destro forte e preciso contro cui De Sanctis non può nulla. Nel 62/o occasione per la Roma: Totti mette in mezzo all'area un pallone sulla testa di Osvaldo, che tenta il pallonetto. Tra i pali non c'è il modesto Schwarzer, ma un altro sostituto del titolare Cech, Jamail Blackman, che in elevazione devia sulla traversa. Al 70/o entra Marquinho per Florenzi e Borriello per Osvaldo.

    STANDING OVATION- Più avanti Jedvaj per Maicon e Tallo per Totti, per lui l'ennesima standing ovation. La partita è a senso unico: la Roma è assediata nella propria metà campo, anche se non rischia più di tanto. Quando sembra fatta, all'88/o arriva il 2 a 1: Hazard, palla al piede sulla sinistra, si beve la difesa romanista, si accentra, poi tenta un tiro cross che De Sanctis devia. La palla finisce tra un batti e ribatti a Lukaku, che insacca.

    GARCIA- ''Buon primo tempo per intensità fisica e controllo di palla. Poi nella ripresa non abbiamo più giocato. Loro hanno fatto molti cambi ed erano più freschi di noi, ma questa non è la cosa principale. Quando si è stanchi bisogna cercare di giocare più con la testa che con le gambe. Dovevamo tenere di più la palla”. Poi spiega che le assenze di Pjanic e De Rossi non ci volevano: ''Purtroppo stavano male. E senza di loro, le soluzioni a centrocampo sono poche. Detto questo, Florenzi, Bradley e Strootman hanno fatto un'ottima gara”. Alla fine, scambio della maglia tra Totti e Lampard: malgrado l'età, due grandi protagonisti del calcio europeo e mondiale. 


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    Buona prova e successo incoraggiante per la Lazio al Selhurst Park, dove batte 1-0 il Crystal Palace e dimostra di essere sulla strada giusta in vista della Supercoppa Italiana contro la Juventus. Petkovic comincia con Marchetti in porta, Konko e Radu larghi e coppia centrale formata da Dias e Biava, Biglia e Ledesma in mezzo e, a supportare Klose, Candreva, Hernanes e Lulic.

    SUPER KLOSE- Dopo un buon avvio di marca inglese, al 12' passa la Lazio: gran tiro di Candreva, Speroni respinge ma sulla palla si avventa Klose che non sbaglia. La formazione biancoceleste spinge sulle fasce e prima Lulic e poi Konko con un tiro cross impensieriscono il Crystal Palace. Candreva è ispirato e in più di un'occasione cerca gloria personale concludendo da fuori mentre a inizio ripresa Speroni compie un miracolo su Biglia, a tu per tu col portiere dopo un'invenzione di Klose. Tra il 66' e il 70' padroni di casa pericolosi con Phillips e Gayle ma Marchetti fa buona guardia. Nel finale, poi, tocca a Ederson sfiorare il raddoppio prima che l'arbitro decreti la fine delle ostilità. 

    BUON TEST- Per la squadra di Petkovic un buon test a otto giorni dalla Supercoppa italiana contro la Juventus in programma domenica 18 agosto all'Olimpico. "Stiamo abbastanza bene. Il gruppo sta crescendo", ha spiegato nel dopo-partita Beppe Biava ai microfoni di "Lazio Style Radio" secondo quanto riportato dal sito Cittaceleste.it. "Contro la Juventus, lo sappiamo, sarà difficile - ha proseguito il difensore -. Giochiamo a Roma e conosciamo il valore dei nostri tifosi per la grande mano che ci possono dare. Siamo soddisfatti per la partita, la difesa sta giocando bene, perché abbiamo subito solo un gol in queste amichevoli. Speriamo di mantenere la porta inviolata anche contro la Juventus". Concentrato sulla sfida contro i campioni d'Italia anche Ederson che, però, prima commenta il successo sul Crystal Palace. "È stata una bella partita. È sempre piacevole giocare qui in Inghilterra. Anche quando perdono i tifosi inglesi sono sportivi, spettacolo puro. Noi siamo soddisfatti del risultato, ma soprattuto per la prestazione. Ci stiamo caricando per il 18 contro la Juventus, avremo una settimana utile per migliorare. Alcuni andranno con le proprie nazionali, ma poi ci ricompatteremo. Siamo concentrati e pronti, il nostro obiettivo è vincere la Supercoppa".


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     Si è ucciso gettandosi dal terrazzo del palazzo dove abitava, lasciando due messaggi, uno su carta e uno su pen-drive, dove denunciava la sua difficile condizione di omosessuale. Vittima della tragedia, avvenuta due notti fa nel quartiere Torraccia, vicino San Basilio, un ragazzo di 14 anni. A darne notizia è stata la Repubblica. “Sono omosessuale, nessuno capisce il mio dramma e non so come farlo accettare alla mia famiglia, ha lasciato scritto nei messaggi lasciati alla famiglia, in cui chiedeva scusa alla famiglia e spiegava che la decisione di farla finita era legata alla sua omosessualità.

    LA LETTERA - Nei messaggi, il racconto delle derisioni e prese in giro da parte di alcuni coetanei che lo avevano addirittura escluso dalla comitiva. Un nuovo dramma dell'omofobia nella capitale, il terzo in pochi mesi dopo la morte lo scorso novembre di un quindicenne gay trovato appeso a una corda nel bagno di casa dei nonni, e dopo il tentativo di suicidio di un altro adolescente che si è lanciato dalla finestra dell’istituto romano che frequentava, durante la ricreazione. 

    LA TRAGEDIA - La tragedia alle due della notte tra venerdì e sabato. "A dare l’allarme al 113 un giovane che stava rientrando a casa e ha visto il corpo dell’adolescente a terra nel parco giochi - scrive la Repubblica - Quando il medico legale è arrivato sul posto ha subito escluso qualsiasi ipotesi di delitto. E non appena la polizia è salita in casa del giovane ha trovato i messaggi e ha ricostruito la dinamica della morte: l’adolescente prima si è provocato dei tagli alle braccia e all’inguine. Poi è salito sulla terrazza condominiale e si è lanciato nel vuoto da un’altezza di 20 metri. I genitori non trovandolo in camera si sono preoccupati e sono scesi in strada. Solo in quel momento hanno capito cosa era successo al figlio e il peso che si portava dentro. Un gesto estremo che forse meditava da tempo per le difficoltà che aveva avuto a confrontarsi con i suoi coetanei e con la famiglia. I poliziotti del commissariato San Basilio non hanno trattenuto le lacrime davanti a quella scena così drammatica. Alcuni passanti e frequentatori notturni del “Max Bar”, un locale aperto tutta la notte che sta proprio davanti al parco dove il cadavere è stato ritrovato, sono stati ascoltati dagli inquirenti per accertare l’esatta dinamica dei fatti. Le indagini, però, non si sono fermate al solo suicidio: al vaglio degli investigatori ci sarebbero anche alcuni sms inviati dalla vittima ad alcuni amici dove raccontava il suo disagio, e in cui diceva che gli sfottò continui, da parte di bulli del quartiere e della comitiva riguardo alla sua omosessualità, lo sottoponevano a umiliazioni continue. Se si tratti di cyber bullismo o atti di omofobia lo accerteranno le indagini della procura di Roma che per il momento ha aperto un fascicolo contro ignoti. Non è escluso che si possa arrivare a ipotizzare il reato di istigazione al suicidio. I genitori del quattordicenne, entrambi dipendenti statali, non si danno pace per quanto accaduto al figlio". 

    GLI ACCERTAMENTI DELLA PROCURA - Procura di Roma ha attivato accertamenti in merito alla vicenda del ragazzo. Anche se al momento i magistrati non procedono per istigazione al suicidio, verranno effettuati accertamenti sul computer del 14enne e indagini per capire se conservasse un diario segreto. Ci saranno anche verifiche per capire se fosse iscritto ad un social network e se fosse stato vittima di atti cyberbullismo. Gli inquirenti ascolteranno una serie di persone in ambito familiare, scolastico e tra le amicizie nel quartiere dove abitava, a San Basilio. L'obiettivo e' quello di capire se qualcuno fosse a conoscenza del suo disagio, se il ragazzo avesse confidato di essere gay e se qualche gesto o reazione possa aver urtato la sensibilita' del 14enne. Gli accertamenti sono affidati al procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e al sostituto Simona Marazza.

    IL VICESINDACO - "E' una sconfitta di tutti: quando un ragazzo di appena 14 anni preferisce togliersi la vita, piuttosto che continuare a vivere nel tormento della solitudine estrema in cui ci si puo' confinare quando si sente che il mondo e' distante e non capisce". Queste le parole del vicesindaco di Roma, Luigi Nieri, commentando il suicidio del 14enne omosessuale alla periferia di Roma. "E' un dolore che deve sentire proprio tutta la societa', ma soprattutto la politica - continua -. Quella che perde tempo e dibatte da anni, virgola per virgola, su un testo per combattere uno dei fenomeni piu' odiosi del nostro tempo, l'omofobia. Quella che cerca alchimie insensate che siano piu' o meno condivise da questa e quell'altra sensibilita', per approvare una legge che conceda i sacrosanti diritti civili alle coppie omosessuali. L'omofobia si sconfigge attraverso il riconoscimento dei diritti. E la solitudine feroce di tanti giovani uomini e donne che si sentono diversi, derisi, incompresi, si allevia con una netta e definitiva presa di distanza dal medioevo culturale in cui la nostra societa' si e' ottusamente autoconfinata, e di cui e' complice anche l'abuso volgare di un certo linguaggio gergale, che tende a discriminare, confinare ed escludere". "A storie drammatiche come questa bisogna pensare, quando si rimanda la discussione parlamentare sull'omofobia - conclude -. Non c'e' piu' tempo da perdere: e' urgente una rivoluzione culturale su questi temi, la vita di tanti giovani fragili e' anche nelle nostre mani". 

    GAY CENTER: "COLPA DI ITALIA OMOFOBA" - "Questo suicidio come tanti altri casi di discriminazione che avvengono a scuola in famiglia e nei gruppi di amici. È colpa di un'Italia ancora in gran parte omofoba. Nella ricerca che abbiamo elaborato su un campione di 4 mila studenti delle scuole superiori, tra i 14 ed i 18 anni, circa il 5% si sono dichiarati omosessuali, uno su 3 ha pensato almeno una volta al suicidio, ed oltre il 70 % ha dichiarato che la propria scuola e la propria famiglia non sono accoglienti verso lesbiche e gay e sono spesso il primo luogo della discriminazione". A dichiararlo in una nota Fabrizio Marrazzo, portavoce Gay Center."La stessa omofobia - continua - che si scatena in parlamento ogni volta che si discute di una legge che vuole combatterla con una parte della politica che addirittura rivendica la libertà di opinione a scapito del diritto a non essere aggrediti e discriminati. Spesso chi denuncia i propri genitori o compagni di scuola per discriminazioni ed aggressioni poi continua a vivere in casa o a scuola con i propri aguzzini, questo non aiuta le vittime che vogliono denunciare, e provoca un senso di isolamento che può portare a gesti estremi".
    "La politica smetta di giocare sulla pelle dei gay ed il Presidente Letta approvi d'urgenza un Decreto serio contro l'omofobia, come fatto per il femminicidio - conclude Marrazzo - C'e' un fenomeno preoccupante che riguarda i giovani e il mondo della scuola dove si verificano un numero altissimo di discriminazioni verso ragazzi gay. Il governo a partite da letta e dal Ministro dell'Istruzione Carrozza, mettano in campo politica concrete e campagne contro l'omofobia nelle scuole. Chiediamo che il prossimo anno scolastico inizi in tutte le scuole italiane con un ricordo di questo ragazzo".
    MARIO MIELI: "TROPPO SPESSO EPISODI DEL GENERE A ROMA" - "L’ennesimo tragico suicidio di un ragazzino di soli 14 anni che ha scelto di togliersi la vita perché deriso e isolato in quanto gay ci riempie di rabbia e di dolore. Soprattutto ci inchioda tutti alle nostre responsabilità: associazioni, media, istituzioni, politica. I casi di cui veniamo a conoscenza sono solo la punta di un iceberg e ci sembra assurdo che ancora nel 2013 ci sia chi ritiene che continuare ad alimentare omofobia e transfobia possa considerarsi espressione di libertà di opinione". Così il Circolo Mario Mieli in una nota in merito al suicidio del giovane omosessuale a Roma.Secondo Andrea Maccarrone, presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli: “L’unica risposta vera che possiamo offrire per onorare la memoria di questo giovanissimo ragazzo e dei tanti che come lui soffrono nel silenzio è lavorare perché nessuna ragazza e nessun ragazzo omosessuali o trans debbano più sentirsi soli e sbagliati. Una legge vera contro l’omofobia e la transfobia è un primo e urgente segnale che ci aspettiamo e va necessariamente accompagnata da politiche culturali ad ampio raggio”.
    “Roma è troppo spesso protagonista in negativo di questi episodi - ha ricordato Maccarrone - qualche giorno fa la giovane trans Andrea è stata trovata uccisa alla stazione Termini, lo scorso inverno un ragazzo del liceo Cavour si è tolto la vita, qualche mese fa un altro ragazzo ancora ha tentato il suicidio gettandosi dal secondo piano della sua stessa scuola. Ci sembra chiaro che anche le istituzioni locali debbano moltiplicare gli sforzi mettendo in campo un programma di interventi che tocchi i tanti punti di criticità per prevenire il ripetersi di queste tragedie".

    GROSSI (GAYLIB): A OMOFOBI DICO 'POTEVA ESSERE VOSTRO FIGLIO' -“L’ennesima tragedia dello scherno e della discriminazione omofoba che accade nel silenzio di una tranquilla mattina d’agosto a Roma deve sconvolgere e allertare tutta la società. Servono risposte dalla politica ma anche una comprensione nei gruppi di socializzazione immediatamente successivi alla famiglia, tipo la scuola, che dovrebbe educare con meno timore all’inclusione delle diversità come una autentica risorsa e non come un problema”. Con queste parole il presidente di GayLib, Sandro Mangano interviene con una nota sul suicidio del 14enne romano, toltosi la vita perché gay incompreso ed emarginato.“Tutto ciò certifica ancora una volta come l’omofobia non sia un puntiglio – continua il presidente dei gay di centrodestra - ma una autentica emergenza culturale prima che sociale su cui l’Italia deve mettersi al passo per cercare almeno di fare il possibile per evitare altre tragedie. Oggi siamo ancora una volta tutti, specie la politica, pesantemente in debito”.
    “E’ una storia incredibile”, aggiunge Giacomo Grossi, già responsabile Giovani di GayLib, “pensare a una vita spezzata a 14 anni provoca rabbia, dolore e un sentimento di impotenza in un Paese che si ostina a non capire e preferisce restare chiuso a riccio nella sua omofobia preconcetta”.
    “Io ho un fratello di quattordici anni, la stessa età di Roberto” conclude Grossi: “A tutti quelli che in questi giorni, settimane e mesi hanno detto con sufficienza che l’omofobia non è un’emergenza e i diritti civili, che sono poi in casi come questo prima ancora diritti umani, non sarebbero una priorità rivolgo un pensiero duro ma necessario: pensate che il piccolo Roberto poteva essere vostro figlio o vostro nipote. E dite a voi stessi se si tratti o meno di una vera emergenza nazionale”.
    LE REAZIONI - "Mi preme esprimere la mia sincera vicinanza e di tutta la Giunta Capitolina, alla famiglia del ragazzo che si è tragicamente tolto la vita pochi giorni fa a Roma. Di fronte a vicende così drammatiche e dolorose nessuna parola può essere di conforto ma il messaggio che vogliamo dare, come amministrazione capitolina, è di biasimo e condanna verso ogni forma di omofobia, anche verbale. Un insulto scritto su Facebook può incidere sulla debolezza di un giovane che non si sente accettato da nessuno. Dobbiamo impegnarci sul versante sociale e culturale affinché ogni orientamento sessuale sia rispettato e accettato, e soprattutto smettiamo di definire 'diverso' ciò che invece fa parte della natura umana e quindi è profondamente normale". Così in una nota l'assessore alla Scuola, all'infanzia, ai giovani e alle pari opportunità Alessandra Cattoi: "Dobbiamo lavorare a partire dalle scuole contro ogni forma di discriminazione, per superare un po' alla volta il pregiudizio che essere omosessuali possa rappresentare un problema per la famiglia, per gli amici, per la società - prosegue Cattoi - Proprio la comunità scolastica, quando lavora con serietà su queste tematiche, può rappresentare un appiglio fondamentale per un ragazzo o una ragazza che attraversa un momento di difficoltà o di debolezza. Su questo ci impegneremo, assieme a tutti coloro che vorranno collaborare con l'amministrazione, per assicurare che tutte le scuole romane siano luoghi di accoglienza, di ascolto e di confronto costante, dove nessuno si senta solo e si lasci sopraffare dalla disperazione". "Un altro drammatico caso di omofobia che ha come protagonisti i giovani e che ha portato al suicidio di un ragazzo di 14 anni a Roma. Alla sua famiglia e ai suoi cari esprimiamo la vicinanza dell'amministrazione regionale del Lazio. Non è la prima volta che avviene un episodio come questo e bisogna essere chiari: una comunità non può dirsi civile quando emargina e discrimina le persone lesbiche, gay e trans. Come Regione siamo e saremo, con ancora più forza, in campo con iniziative che coinvolgano i giovani e le loro famiglie in campagne contro l'omofobia, consapevoli che la discriminazione si combatte a partire dai più giovani come questa storia dolorosa ci insegna. Saremo nelle scuole del Lazio per non lasciare nessuno solo e per cancellare quella cultura spesso strisciante e silenziosa dell'omofobia che troppe sofferenze e tragedie provoca in migliaia di adolescenti". Lo dichiara in una nota il vicepresidente della Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio.  "Il dolore e la rabbia che provoca l'ennesimo suicidio di un adolescente omosessuale non consentono, proprio per il rispetto per il drammatico gesto, giri di parole. In Italia troppa politica continua a dare il cattivo esempio, incita all'odio, afferma che i gay sono malati, sbagliati, da curare. Tutto questo alimenta l'omofobia e la discriminazione, fornisce una patente culturale all ignoranza e alla violenza. In queste ore in cui si è appresa questa tremenda notizia, chiediamo che il Parlamento si convochi d'urgenza e approvi finalmente la legge contro l'omofobia, come concreto gesto di assunzione di responsabilità. Le solidarietà e le preoccupazioni postume non ci interessano". Lo dichiara in una nota Aurelio Mancuso, presidente Equality Italia.  "Il dramma di un ragazzo che si uccide perché deriso per la propria omosessualità e il dramma di una città che deve tornare a praticare l'inclusione, specialmente nei quartieri difficili come San Basilio, dove i giovani sono piu esposti alle forme di intolleranza e all'emarginazione. Esprimo il mio cordoglio e la mia vicinanza alla famiglia del ragazzo, per una tragedia che ci colpisce tutti. Bisogna sradicare l'omofobia dalle nostre periferie, ricostruendo quel tessuto di realtà sane in grado di costituire una rete di accoglienza per evitare che tragedie come questa possano accadere di nuovo. Una rete fatta di associazioni, scuole, centri culturali, centri di ascolto, parrocchie. La strada da seguire contro l'emarginazione è la stessa indicata anche da Papa Francesco, che nel suo impegno per le "periferie del mondo", ha detto: 'Chi sono io per giudicare'". Cosi in una nota Paolo Masini, Assessore alle Periferie e ai Lavori Pubblici.  "Sono addolorata per l'ennesima vittima dell'omofobia politica, sociale, culturale italiana. Nella battaglia culturale in corso in questo Paese dobbiamo tutti assumerci la responsabilità del nostro linguaggio. Ogni parola deve essere soppesata e meditata, perché rischia di creare una vittima". Lo afferma in una nota Imma Battaglia, consigliere comunale Sel. "Nella mia esperienza di formazione alla diversità nelle scuole - aggiunge Battaglia - ho avuto modo di appurare quanto il dibattito politico si amplifichi e trovi eco devastante nella fragilità degli adolescenti. Auspico quindi che a settembre questo stesso dibattito - quello nazionale sulla legge contro l'omofobia e quello sul registro delle unioni civili a Roma - sia pregno di senso di responsabilità verso i ragazzi e le loro famiglie, affinché si abbassino i toni delle parole per elevare il livello dei diritti civili, perché nessuno si senta escluso, per ricostruire sull'accoglienza e l'inclusione l'insieme delle politiche familiari, sociali, culturali necessarie a rafforzare e arricchire il tessuto umano della nostra comunità".


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    E’ stato accoltellato ad un braccio, al fianco e alla gamba da tre persone che subito dopo sono fuggite. Vittima della misteriosa aggressione un ragazzo italiano di 17 anni che poco dopo la mezzanotte si trovava a percorrere a piedi via Giuseppe Bagnera, una traversa di via Grimaldi, al quartiere San Paolo. Subito dopo essere stato raggiunto dalle coltellate, il 17enne si è accasciato a terra sanguinante, chiedendo aiuto. Soccorso da un’ambulanza del 118 è stato trasportato al vicino ospedale San Camillo dove si trova tutt’ora ricoverato: non è in pericolo di vita.  

    L’ACCOLTELLAMENTO - L’accoltellamento, secondo quanto ha riferito in seguito il minorenne agli agenti del commissariato San Paolo intervenuti sul posto, sarebbe avvenuto apparentemente senza alcun motivo. Agli uomini agli ordini del dottor Paolo Volta il giovane ha inoltre dichiarato che gli aggressori sarebbero tre cittadini extracomunitari, per la precisione dei bengalesi. In queste ore gli investigatori sono al lavoro per verificare la versione fornita dalla vittima e per ricostruire l’accaduto. Non si può escludere che l’aggressione sia stata il drammatico epilogo di una discussione. Indagini in corso. 


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    Sette persone, tra cui una bambina, sono rimaste ferite in un incidente avvenuto questa mattina a Roma durante l'inseguimento di un'auto che non si era fermata a un posto di blocco dei carabinieri. L'episodio intorno alle 9.
     

    L'INSEGUIMENTO - Una pattuglia dei carabinieri della stazione di Passoscuro ha intimato l'alt a una Fiat Marea con a bordo tre nomadi. I tre sono fuggiti ed è iniziato un inseguimento. I tre nomadi hanno preso via Aurelia verso via Castel di Guido a forte velocità e poco dopo la loro auto si è scontrata frontalmente contro due mezzi, una Croma con tre persone tra cui una bambina, e un furgone guidato da un anziano.La famiglia a bordo della Croma è stata portata all'ospedale San Camillo, la donna sarebbe ferita in maniera grave. Più lievi, invece, le conseguenze riportate dall'anziano cheguidava il furgone, portato in ospedale per accertamenti. Anche i tre nomadi sono rimasti feriti. Il più grave sarebbe in coma al Gemelli, mentre gli altri due sono stati portati al SanFilippo e all'Aurelia Hospital, dove sono controllati dai carabinieri.


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     Si è ucciso gettandosi dal terrazzo d


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    "Si è spenta la scorsa notte la voce di Maria Giusti, Presidente dell’Associazione Mercanti Storici di Campo de’ Fiori. Una voce della saggezza popolare romana, graffiante, ironicamente irriverente, ma ricca di umanità e generosità". Lo rende noto Viviana P. Di Capua, presidente dell'Associazione abitanti centro storico (Aacs): "Intorno al suo tradizionale magnifico e multicolore banco di frutta e verdura ruota un mondo che senza distinzione tra personaggi famosi e gente comune è stato accarezzato dalle sue graffianti battute - aggiunge Di Capua - E quando Maria ti salutava con qualche epiteto coniato su misura o ti mandava a quel paese, allora solo in quel momento ti sentivi parte di Campo de’ Fiori. Ha combattuto con intelligenza e tenacia per la salvaguardia del mercato storico e della sua tradizione, facendo spesso impallidire politici distratti e furbi del commercio. Un monito per coloro che dovranno continuare le sue battaglie senza deludere il suo senso di giustizia la sua fede laica mai appesantite da accenti retorici".


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    Ottantuno incendi boschivi, con il numero più alto a Roma e provincia con quarantacinque, ventisette nella zona di Latina, sei nel frusinate e tre nel viterbese; circa cento organizzazioni di volontariato di Protezione civile regionale con oltre quattrocento operatori impegnati sul territorio insieme a Vigili del Fuoco e Corpo Forestale dello Stato. Sono i numeri di questo caldo fine settimana di agosto (sabato e domenica) forniti dalla Sala Operativa Unificata della Regione Lazio. Lo ha comunicato in una nota la Regione Lazio.
     

    FIAMME AL PARCO DEL PINETO - L’incendio più impegnativo è stato quello di oggi nel Parco del Pineto a Roma, con circa tre ettari di vegetazione andata a fuoco, dove è stato necessario l’intervento di ben due elicotteri regionali e dell’aeromobile del Corpo Forestale dello Stato. Ancora nella giornata odierna, in provincia di Frosinone, esattamente a Roccasecca in località Torretta, un incendio boschivo ha richiesto l’azione oltre che dell’elicottero regionale, anche del Canadair dei Vigili del Fuoco. L’aeromobile del Corpo Forestale dello Stato è, invece, decollato per spegnere l’incendio divampato sempre oggi in provincia di Frosinone a Giuliano di Roma, in località Palombara.


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    Di nuovo in Italia, con davanti ancora due settimane di lavoro per arrivare al meglio all'esordio stagionale sul campo del Livorno. La Roma di Rudi Garcia è sbarcata a Fiumicino (ad accoglierla una cinquantina di tifosi) dopo aver concluso la tournee estiva che ha portato Totti e compagni a far visita al presidente Pallotta e giocare tra Stati Uniti e Canada.

    LA CONDIZIONE FISICA- Il tour precampionato, dopo i successi sull'All-Star della Major League Soccer e sul Toronto, si è chiuso col primo ko per Garcia da quando siede sulla panchina romanista: a battere la Roma 2-1 a Washington il Chelsea di Mourinho, primo avversario di spessore che ha messo in evidenza una condizione fisica non ottimale da parte dei giallorossi. ''Abbiamo fatto un buon primo tempo, con un buon possesso palla e qualche interessante azione offensiva. Nella ripresa però non abbiamo più giocato - ha spiegato Garcia, tirando in ballo la fatica - Ma quando una squadra è stanca deve saper giocare un pò di più con la testa, tenere di più il pallone, e questo per me è stato il problema del secondo tempo".

    MERCOLEDI' SI RIPARTE- Problema su cui Garcia proseguirà a lavorare da mercoledì prossimo a Trigoria. La squadra, infatti, fino a martedì sarà libera da impegni, mentre il 14 riprenderà ad allenarsi con una doppia seduta. Il 18 agosto, poi, ultimo test (probabilmente a Perugia con la squadra di casa) prima della presentazione all'Olimpico (slittata al 21 agosto) e della successiva trasferta di Livorno. L'imperfetta preparazione atletica, però, non è l'unica spia che si è accesa nel motore della Roma.

    LA DIFESA- L'ingranaggio da sistemare al più presto è infatti quello riguardante la fase difensiva. I giallorossi hanno sempre subito gol. A pesare sui meccanismi del reparto arretrato è soprattutto la mancanza di affiatamento tra giocatori. I nuovi acquisti De Sanctis, Maicon, Benatia e Jedvaj hanno ancora bisogno di tempo per intendersi con Castan e Balzaretti (Burdisso e Dodò le seconde linee). Diverso il discorso in mezzo al campo, dove Strootman sembra aver già instaurato un ottimo feeling con Pjanic, De Rossi, Florenzi e Bradley. Non a caso, degli 11 gol segnati finora dalla Roma, ben 6 sono arrivati dai centrocampisti. Decisamente meno prolifico l'attacco, dove la situazione resta da decifrare con Osvaldo e Borriellosul mercato, l'inserimento di Gervinho e l'incognita Destro ancora fermo ai box per i problemi al ginocchio. L'italoargentino, che tornerà all'Olimpico per la prima volta dopo il ko in Coppa Italia in occasione dell'amichevole Italia-Argentina del 14 agosto (con lui anche Florenzi, De Rossi e Lamela), ha rifiutato tutte le offerte arrivate a Trigoria (l'ultima quella del Wolfsburg) e sembra in attesa di una mossa da parte di Inter e Napoli. Borriello, invece, è bloccato a Roma da un ingaggio monstre e potrebbe cominciare la stagione in giallorosso senza certezze. Le stesse che vorrebbe capitan Totti, ancora a secco di gol e sempre in attesa di novità riguardanti il rinnovo del contratto. Probabile che, col ritorno nella Capitale, le parti cerchino di accelerare la trattativa che il numero 10 vorrebbe chiusa prima dell'avvio del campionato.


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    "Offerte per lasciare la Lazio? No. Solo qualche conversazione. Finora non so nulla di cosa c'è stato, il giocatore di solito è l'ultimo a sapere le cose". In un'intervista al quotidiano brasiliano 'O Dià, Hernanes risponde così a una domanda relativa a presunte offerte che gli sarebbero arrivate nelle scorse settimane. "Il presidente della Lazio è stato categorico nel dire che non ero in vendita. Va bene così", aggiunge Hernanes. In entrata Lotito e Tare lavorano su Matavz, che piace anche al Benfica, ma dopo il sorteggio di Champions che lo ha accoppiato al Milan il Psv Eindhoven avrebbe deciso di tenersi l'attaccante sloveno. 

    OBIETTIVO SUPERCOPPA- La squadra intanto continua la preparazione in vista del 18 agosto per la sfida di Supercoppa contro la Juve. Il mercato bianconero ha ancora di più rafforzato la squadra di Conte che si presenta da favorita all’0limpico, ma Lotito non ci sta: "Non sono abituato a fare pronostici. Sarà una partita difficilissima. Affrontiamo la squadra più forte del campionato e che è diventata ancora più forte dopo lo scudetto. Ma, come Lazio, siamo convinti di non voler diventare gli agnelli sacrificali – ha il detto il patron biancoazzurro-  Se la squadra si presenterà determinata, unita concentrata come è accaduto nella finale di Coppa Italia con la Roma oppure nel 2009 a Pechino con l'Inter di Mourinho – ha aggiunto-  allora l'impresa diventerà possibile", assicura il presidente in un'intervista al “Corriere dello Sport”. "Rispetto a un mese fa spero che le tensioni con la Juve si siano attenuate. Siamo già a 44mila biglietti venduti, speriamo che l'Olimpico si riempia. Se pensiamo che la Juventus fattura 250 milioni di euro l'anno dovrei dire che stiamo discutendo di quisquilie... Giocherà Mauri? Non sono abituato a misurarmi con le speranze o con i pronostici, ma con i fatti. Allo stato attuale c'è uno stop di sei mesi". Se la Lazio potrà diventare l'anti-Juve in campionato "è troppo presto" per dirlo e "non è possibile fare questo tipo di valutazione. In tante si sono rinforzate. Champions come obiettivo? Noi dobbiamo dare il massimo. Speriamo di essere protagonisti dall'inizio alla fine". Con Petkovic "abbiamo un buon rapporto", mentre parlando del futuro Hernanes Lotito dice che "a oggi nessuno ha bussato alla porta e non l'obiettivo di disfarmi di lui. Il rinnovo? Da parte nostra c'è la volontà di proseguire e mi sembra che ci sia anche dall'altra parte", conclude.


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    Via dei Fori, per come la conoscono  romani e turisti, è destinata a sparire.  Lo stop al traffico privato è solo il primo passo verso una rivoluzione che il sindaco Marino ha promesso in campagna elettorale e ha messo in campo nei primi cento giorni di governo della città. E ieri, in un’intervista sull’Huffington Post diretto da Lucia Annunziata, il primo cittadino è tornato a parlare del grande parco archeologico di Roma. La prossima mossa è già decisa: chiedere al governo Letta di togliere il vincolo sulla striscia d’asfalto che va da piazza Venezia al Colosseo. Poi serviranno i soldi per gli scavi, che, secondo il chirurgo,  dovrebbero arrivare dai finanziamenti europei.

    IL RICORDO - Prima un tuffo nel passato, con il ricordo di come nasce un progetto di cui si parla da anni; poi la fase due della sua azione per completare quella che chiama la “passeggiata dei romani”. Così, nell’intervista, si scopre che l’idea nasce nel 1988, quando l’allora studente di medicina tornò a Roma da Pittsburgh con una sua collega, Velma Skandersberg . Fu lei a chiedere: “Ma come vi è venuto in mente di costruire una strada proprio fuori da qui?” Quella frase e la pedonalizzazione di piazza del Popolo fanno il resto. “Tra 20 anni – spiega il sindaco - avverrà un cambio culturale”. Proprio come quello avvenuto per piazza del Popolo.

    GLI SCAVI - Ma non finisce qui. Il primo cittadino l’ho detto presentando il progetto e anche il 3 agosto scorso, giorno del taglio del nastro sotto l’anfiteatro Flavio. L’84 per cento degli scavi è stato riportato alla luce in questi anni. Ma non basta, almeno per Marino: “I ruderi lasciati in mostra sono indubbiamente importanti, ma rappresentano solo il 15 per cento di quanto gli imperatori costruirono”.

    VIA L’ASFALTO - Per questo la fase due prevede l’eliminazione della lingua d’asfalto. Il primo cittadino sa che è un altro passo destinato a dividere, proprio come lo stop alle auto private, per questo è allo studio l’organizzazione di “un grande confronto internazionale sulle metodologie di scavo”. Perché l’obiettivo, ambizioso, è che “tra 25 o 30 anni, grazie a questi scavi ci sarà al centro di Roma una situazione urbanistica completamente nuova”. Tradotto? “Alla fine via dei Fori scomparirà – spiega il sindaco al giornale diretto dalla Annunziata - . Immagino che ne rimarrà solo una parte, una sezione centrale, magari per biciclette e pedoni, magari per un tram… magari terremo le mappe dell’Impero”. Quello che l’inquilino del Campidoglio sogna è “un’unica area che unisca i Fori Traiani ai Fori Imperiali”. Per arrivare, un giorno, al parco dell’Appia antica.

    IL RISCHIO POLEMICHE - Una decisione destinata a creare altre polemiche. Per rinfocolare quelle del centrodestra che hanno accusato Marino di aver fatto una scelta ideologica, cancellando la via dell’Impero, il simbolo del potere mussoliniano. Marino non si scompone e ripete di essere un antifascista. “Ma al di là delle mie convinzioni personali – aggiunge -  non c’è nulla di antifascista e di ideologico in questa decisione”. È una scelta in primis culturale, ma anche di mobilità. “A Roma  - continua - ogni 1000 abitanti ci sono 980 auto, di cui il 60 per cento fa meno di 5 chilometri: un assurdo. Il traffico deve essere diminuito. È una priorità anche medica”.

    TUTTO IN 5 ANNI - Ma anche una scelta che dovrebbe portare più turisti. Il motivo? “Perché l’area sarà bellissima”. L’obiettivo è raddoppiare le presenze, portandole a 20 milioni l’anno. La promessa resta uguale: tutti progetti da completare entro la fine del mandato.


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    E' accaduto tutto nelle prime ore del pomeriggio di ieri, quando, approfittando dell'afa e dell'assenza dei proprietari della villetta presa di mira, due 50enni originari e residenti ad Anzio, vecchie conoscenze dei militari, stavano armeggiando per scardinare la grata di protezione di una delle finestre per introdursi nella casa. L'operazione, loro malgrado, e' stata bruscamente interrotta dalla sirena dell'allarme, avvertita anche da una pattuglia di Carabinieri della Stazione di Lavinio Lido di Enea che si trovava nella zona in perlustrazione. I due topi d'appartamento nostrani, sorpresi dall'attivarsi dell'allarme e dall'arrivo tempestivo dei Carabinieri, hanno tentato di nascondersi tra alcune piante del giardino della villa. I militari, arrivati nei pressi della villetta, hanno notato la grata divelta e hanno approfondito il sopralluogo intorno all'abitazione. I due cinquantenni, alla vista dei Carabinieri, sono usciti dal loro nascondiglio per tentare una fuga disperata attraverso il giardino, ma la loro corsa si e' conclusa ben presto tra le braccia dei Carabinieri. I militari hanno sequestrato gli arnesi da scasso trovati nella disponibilita' dei due malviventi. Al termine delle operazioni di fotosegnalamento, i due arrestati, come disposto dall'Autorita' Giudiziaria di Velletri, sono stati posti agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni, in attesa del giudizio direttissimo. 


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    Fiamme nella notte nel reparto psichiatrico dell'ospedale San Paolo di Civitavecchia. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri. A innescare l'incendio, hanno appurato i militari, un paziente di 57 anni sottoposto a Tso. L'uomo, nonostante fosse stato legato per prevenire atti autolesionistici, è riuscito a prendere un accendino e a dare fuoco alle cinghie che lo assicuravano al letto. Da qui le fiamme si sono propagate al materasso e al resto della stanza. L'uomo è rimasto gravemente ferito ed è stato portato in rianimazione con ustioni e intossicato dai fumi. I vigili del fuoco hanno dichiarato inagibile l'intero reparto psichiatrico, e i pazienti sono stati trasferiti in un'altra ala dell'ospedale, mentre la stanza dove si è sviluppato l'incendio è stata posta sotto sequestro. Un'indagine dovrà appurare come sia stato possibile che un paziente sottoposto a Tso possa essere stato lasciato con un accendino a portata di mano.


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    Associazioni e cittadini di Falcognana tornano nuovamente a manifestare. Da questa mattina, infatti, un centinaio di persone sono scese in strada, sotto la regione Lazio, dove con striscioni e fischietti stanno portando avanti la "battaglia contro la discarica a Falcognana". "Zingaretti vergogna", "No alla discarica", e ancora "Al Divino non si passa", alcuni degli striscioni esposti. "Zingaretti scendi giù, sennò veniamo su", è il coro scandito dal presidio fermo all'ingresso di via Rosa Raimondi Garibaldi. Poco dopo una delegazione di cittadini è stata ricevuta dai tecnici degli assessorati che si occupano della questione rifiuti. 

    L'INCONTRO IN REGIONE - Al termine dell'incontro la Regione fa sapere che "sono state ascoltate tutte le richieste dei comitati ed è stato riferito che l’iter andrà avanti con tutti i passaggi necessari e che non sono previsti tempi tali da portare Roma all'emergenza rifiuti". I tecnici hanno spiegato che "dopo la chiusura di Malagrotta, prevista per il 30 settembre 2013, l’utilizzo di un piccolo sito di servizio già esistente per lo stoccaggio dei soli rifiuti trattati darà il tempo a Roma per innovare profondamente e rendere più sostenibile la gestione dei propri rifiuti".

    "Alla delegazione - riferisce la Regione - sono stati inoltre ribaditi tutti gli impegni assunti dalla Regione in termini di trasparenza delle procedure. In ogni caso è stato assicurato che nel sito non verrà conferito neanche un grammo di rifiuto tal-quale e che non si riprodurrà in alcun modo la logica di una nuova mega-discarica. E’ stato inoltre chiarito che l’autorizzazione in essere sul sito di Falcognana prevede il conferimento di rifiuti speciali pericolosi e risulta dunque idonea all'accoglimento di rifiuti urbani. Tra le criticità sollevate dai comitati è stata assicurata attenzione al tema della viabilità su cui è stato ribadito l’impegno di Roma Capitale nello studiare soluzioni alternative per contenere l’impatto del traffico sulla via Ardeatina e in particolare sul santuario del Divino Amore che dista oltre tre km dal sito in questione".

    LA RISPOSTA DEI COMITATI - Non è soddisfatto il coordinamento "No discarica No inceneritori municipio IX". Secondo il responsabile Massimo Falco "nella riunione, la Regione, oltre a trincerarsi dietro dichiarazioni strettamente di competenza, ha evidenziato quanto segue: il sito del Divino Amore, anche se dichiarato idoneo presenta notevoli criticità che sono le stesse che i comitati hanno evidenziato più volte". Ma l'impressione dei comitati è che la Regione Lazio voglia comunque andare avanti. "Per questo motivo - fa sapere Falco - i comitati hanno formalizzato una richiesta di fermare tutti gli iter autorizzativi attivi almeno fino a fine agosto e su questo ci aspettiamo una risposta ufficiale da parte della Regione Lazio". La protesta quindi non si ferma. I comitati "continuano nell'organizzare le azioni di lotta già previste nei prossimi giorni e si preparano ad una grande manifestazione da tenersi nei primi giorni di settembre, che coinvolgerà tutta la città di Roma e dove verrà ribadito il nostro secco no a qualsiasi progetto di discarica nel quadrante Ardeatina Laurentina".

    CALZETTA - Presente al presidio anche l'ex presidente del IX Municipio, Pasquale Calzetta: "Vogliamo vederci chiaro sui costi: perché ci si ostina in questo modo quando Napoli manda i rifiuti a Copenhagen a costo nettamente inferiore rispetto alla realizzazione di una discarica e degli espropri? Qualcuno ce lo deve spiegare. A farlo deve essere l'anima nera di tutta questa vicenda, il presidente Zingaretti, che già dai tempi della Provincia con l'assessore Civita aveva proposto 10 siti, di cui ben 4 nel territorio dell'ex XII municipio".

    LA PROTESTA - 'Al Divino non si passa' si legge sugli striscioni dei manifestanti, che da qualche ora con fischietti, tamburelli e megafoni assediano la Regione. Non manca una Vespa anti-discarica. Così dopo la protesta di ieri all'Angelus di Papa Francesco, oggi l'obiettivo è il governatore Zingaretti: "Scendi giù, sennò veniamo su". Ancora una volta uniti per esprimere il loro dissenso alla scelta del sito Ecofer sull'Ardeatina, a pochi chilometri dal santuario del Divino Amore. Che da giorni ormai è diventato il quartier generale dei cittadini in stato d'allerta.

    L'INCONTRO CON ZINGARETTI - Ma il numero uno della Pisana non c'è. "E se ci dicono che non c'è  - urlano i residenti della zona Falcognana - annamo tutti a Capalbio". In realtà, ha spiegato Massimiliano De Juliis, consigliere Pdl del IX Municipio, "gli abbiamo già richiesto un incontro ma ancora non c'è stato accordato, ricordiamo che anche per essere ricevuti da Marino abbiamo dovuto rovinargli la festa ai Fori Imperiali". Per cui "o Zingaretti scende, o ci fa salire o ci fa parlare con l'assessore Civita e i suoi tecnici: vogliamo mostrare loro delle carte tecnico-legali da cui già stanno emergendo cose interessanti, e non ci fermeremo finché non ascolteranno le nostre ragioni". 

    DE JULIIS - Siamo qui, ha continuato De Juliis, "perché Zingaretti è stato il più categorico a dire no anche al ministero della Difesa, che aveva proposto siti ex militari lontano dalle case e di proprietà pubblica, dicendo che era folle pensare una cosa del genere e insistendo invece su Falcognana, un'area a 300 metri dalle case sparse, con problemi di mobilità e un vincolo paesistico". Per questo, ha ricordato De Juliis, "stiamo mettendo insieme delle persone per studiare le carte: è chiaro che la decisione è ormai presa, ora dobbiamo essere più bravi di loro, che stanno cercando degli escamotage per aggirare le criticità che abbiamo avanzato. Abbiamo già messo insieme un pool di avvocati professionisti, chi vuole partecipare - l'appello è alla piazza - si faccia avanti".

    IL COMUNICATO - "Zingaretti luminare della medicina alternativa. Qualche giorno fa, il Presidente definiva “folle e stravagante” la proposta avanzata dal Ministro Mauro in merito all’'utilizzo di siti militari ove stoccare i rifiuti. Lo stesso Presidente, invece, definiva la scelta di Falcognana non solo idonea, ma che addirittura il conferimento dei rifiuti avrebbe abbassato notevolmente il livello di pericolosità dell’'area. Motivo? A Falcognana esiste già una discarica per rifiuti speciali, altamente inquinanti, pertanto l’'aggiunta di altri meno impattanti per l’'ambiente migliorerebbe la situazione. Insomma, è come dire che se una persona malata di tumore fosse successivamente colpita anche da una broncopolmonite, il quadro clinico del paziente risulterebbe notevolmente migliorato". 

    TENDE PER IMPEDIRE LA COSTRUZIONE DELLA DISCARICA - E c'è anche chi, come Stefano Pedica coordinatore nazionale di Cantiere democratico, promette di piantare una tenda davanti al sito per impedire la costruzione della nuova discarica. "Il nostro no ai rifiuti nell'area del Divino Amore - dichiara - è fermo e irremovibile". Se il governatore va in ferie, non fanno lo stesso i coordinamenti no-discarica.


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    Bicchieri e insulti contro la ex. Tutto all'interno di un locale nel quartiere Monteverde. Per questo per un 35enne romano sono scattate le manette, con l'accusa di stalking. Sono stati gli agenti del Reparto Volanti ad intervenire in soccorso di una donna che al culmine di una lite è stata aggredita dal suo ex. Il fatto è accaduto poco prima delle 20 nel quartiere Monteverde dove nei pressi di un bar in Via Circonvallazione Gianicolense, F.V., 35 enne romano, a conclusione di una violenta lite con la ex compagna, scaturita probabilmente per motivi di gelosia, ha iniziato a dare in escandescenza.

    IL FATTO - All’interno del bar ha preso due bicchieri e li ha lanciati contro la donna che ha tentato di rifugiarsi dietro il bancone del locale. Il 35enne è poi uscito dal locale fingendo di allontanarsi e quando la donna è uscita dal locale con la protezione del titolare del bar, ha impugnato una bottiglia che si trovava su uno dei tavolini e l’ha lanciata contro la donna ferendola con alcuni frammenti. Quando dopo pochi minuti sono intervenuti gli agenti del Reparto Volanti in seguito alle segnalazioni pervenute alla sala operativa della Questura, hanno individuato subito l’aggressore e lo hanno bloccato. Una volta accompagnato negli uffici di Polizia, a carico del giovane gli accertamenti hanno fatto emergere diversi precedenti di polizia inerenti i reati di maltrattamenti, sequestro di persona violenza sessuale, lesioni e molestie su familiari e minori. Il giovane è stato quindi arrestato per il reato di stalking, mentre la donna è stata accompagnata in ospedale per le cure mediche.


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    Fallisce il trasferimento dei nomadi di via Salviati a Castel Romano previsto oggi. Da questa mattina, infatti, nel campo sulla Collatina, erano entrati in azione i vigili con Antonio Di Maggio e la polizia per far eseguire l'ordinanza di trasferimento. I rom, serbi, si sono però rifiutati perché timorosi di tornare a Castel Romano dove nel tempo si sono susseguite le liti con i rom di origine bosniaca. Sul posto si è recato per mediare il vicesindaco Luigi Nieri. L'operazione, è stato deciso, verrà rinviata a dopo Ferragosto.

    LA VISITA DI NIERI - "La questione - ha spiegato Nieri - è rimandata a dopo Ferragosto, sicuramente entro settembre, e lavoreremo tutti insieme per migliorare la qualità della vita di queste persone. Questa era la richiesta che ci ha fatto questo gruppo di nomadi che, ricordo, ha denunciato una preoccupazione a tornare sulla Pontina. Faremo tutte le verifiche, perché nessuno può intimorire o minacciare altri cittadini. Come Roma Capitale garantiremo a tutte le famiglie la sicurezza".

    IL TENTATIVO DI SGOMBERO - Gli abitanti del villaggio abusivo non ne hanno voluto sapere di salire sui bus che dovrebbero portarli a Castel romano. Sono sessanta le famiglie interessate dal trasferimento, ma gli uomini della municipale non sono riusciti a portare a termine il loro lavoro. Nonostante i tentativi di discutere con le donne e gli uomini che vivono in quelle baracche. Niente da fare, l’opposizione è netta. Non resta che chiedere l’aiuto alla polizia. Ma il soccorso, dalla questura, tarda ad arrivare.

    IL RIFIUTO AL TRASFERIMENTO - I rom di etnia serba, cattolici, sono sulle barricate. Le trattative con gli agenti del V gruppo continuano dalle 7. Loro, nella zona di Tor Cervara-Tor Sapienza, sono arrivati solo qualche settimana fa, a metà luglio, proprio a ridosso del villaggio attrezzato. Immediata la reazione del Municipio V, che il 2 agosto aveva promesso:  “I rom torneranno a Castel romano”. Tutto scritto nero su bianco in un’ordinanza che è già sul tavolo dell’assessore alle Politiche sociali, Rita Cutini.

    IL RITORNO A CASTEL ROMANO - Proposta irricevibili per gli abitanti di via Salviati. Loro di tornare in quel campo sulla Pontina non ne vogliono sapere. Dicono di avere paura e spiegano anche perché sono scappati il mese scorso: per sfuggire ai bosniaci, di religione musulmana. Tra le due aree religiose uno scambio di intimidazioni: prima la minaccia, con l’incendio di un container. Poi la diaspora; con i bosniaci che, per vendicarsi, danno fuoco ad un'altra trentina di roulotte appartenuti agli esuli serbi.

    LA GUERRA DI RELIGIONE -  "Con il provvedimento di trasferimento dall'insediamento abusivo di via Salviati, l'amministrazione ha inteso intraprendere un’azione a tutela delle famiglie e dei bambini rom. Sono note infatti le condizioni estremamente precarie di questo campo abusivo: mancano l’acqua, la corrente elettrica e i servizi igienici", spiega l'assessore Cutini. "Abbiamo ripristinato la legalità nel campo di Castel Romano - aggiunge -, grazie all'aiuto dei vigili e delle forze dell'ordine, allontanando il 31 luglio scorso sei famiglie non legittimate a risiedere là". L'obiettivo è la convivenza civile. "Per questo  - conclude la titolare delle Politiche sociali - nel campo è stato rafforzato il servizio di vigilanza". Ma la guerra di religione che va avanti da tempo. E fa scappare un’etnia per evitare ritorsioni. E la porta a preferire un accampamento abusivo. Da cui i vigili provano a trasferire i cittadini serbi. Che non ci stanno e gridano di “avere paura”.

    ALBERTI (PRC) - Interviene sulla vicenda anche il segretario Prc Roma Fabio Alberti. "Fa male - dice Alberti -  vedere una giunta che si vorrebbe di sinistra accanirsi sugli insediamenti spontanei delle popolazioni rom proponendo in alternativa la reclusione nei campi di concentramento di Alemanno, i cosiddetti 'campi nomadi', già condannati più volte per violazione dei diritti umani sia dall'Onu, che dall'Unione Europea".Secondo il segretario Prc "l'argomento della legalità è inutilizzabile: sono i campi nomadi ad essere abusivi, e non solo sotto il profilo dei diritti umani. Il cosiddetto piano nomadi è stato bocciato da tempo dal Consiglio di Stato". "Gli insediamenti spontanei - conclude - sono la conseguenza dei prezzi inaccessibili delle case e della mancanza di una politica abitativa pubblica e vanno affrontati a partire da questo. Purtroppo è facile prendersela con i deboli in nome della legalità".

    (Ultimo aggiornamento 12-08-2013 ore 18,20)


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    Viaggiare in direzioni diverse. Non riuscire a entrare nella mente di un figlio. Un ragazzo appena 14enne che non riesce a spiegare ai suoi cari di essere gay. E decide di farla finita lanciandosi nel vuoto. Il suo grido di dolore non è stato compreso. Soprattutto dai genitori. ''Non abbiamo capito il disagio che stava vivendo legato alla sua sessualità'', dicono davanti agli inquirenti questa mattina. Sotto shock per la perdita del loro “bambino”, ma soprattutto per non aver intuito per tempo i suoi disagi.

    IL DISAGIO INCOMPRESO - Che lui ha preferito affidare al suo personal computer. In cui ha lasciato un file per spiegare la solitudine, l’emarginazione che deriva dalla sua omosessualità. Meglio il vuoto, ha pensato. E si è lasciato cadere dal balcone di casa, nel quartiere Torraccia, vicino San Basilio. Oggi gli investigatori hanno provato a ricostruire con i suoi genitori i tormenti degli ultimi giorni. Hanno raccontato di seguire molto quell’unico figlio, di cui non hanno capito il disagio più grande.
     
    IL FASCICOLO - La Procura di Roma ha attivato accertamenti, aprendo un fascicolo contro ignoti. Ma, per il momento, non si procede per istigazione al suicidio. Le prossime analisi verranno effettuate sul pc del 14enne. Gli inquirenti cercano un diario segreto che possa aiutare a fare luce sui suoi tormenti. Controlli invece già avviati in rete per capire se sui social network ci siano stati casi di cyberbullismo.
     
    LA DISCRIMINAZIONE - Atti che avrebbero potuto far prendere la decisione al giovane, che, prima di farla finita due sere fa, aveva lasciato due messaggi in cui chiedeva scusa alla famiglia e spiegava che la scelta era legata alla sua omosessualità. Lettere in cui raccontava le derisioni subite e l’esclusione dalla comitiva. 


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    Dovrebbero essere l’alternativa alla fila. Il modo più veloce per fare un biglietto e partire. Ma oggi, per due ore, il sistema telematico di Trenitalia è andato in tilt. E alla stazione Termini scoppia il caos. Macchinette e biglietterie fuori servizio. E i tanti che si preparavano a partire hanno dovuto combattere con un guasto al centro di elaborazione dei dati. Niente tagliandi per tutti. Accade dalle 10.30 fino alle 12.40. La soluzione era quella di acquistare il titolo di viaggio a bordo, senza aggiuntivi.
     

    L'ESODO E IL GUASTO - Il guasto ha colpito il Centro elaborazione dati (Ced), gestito da Almaviva e Telecom. Inabilità del sistema che si trasferisce sulla biglietteria dei treni. Server bloccato, vendita e prenotazione rinviate proprio nei giorni dell’esodo estivo. Così oggi per due ore è stato impossibile acquistare i biglietti per la propria destinazione. Un black-out che ha scatenato il panico alla stazione Termini. Con le macchinette operative solo per ottenere informazioni sugli orari di partenza. “Solo informativa” leggevano i tanti che avevano deciso di partire oggi.  La normalità torna solo due ore e tanta rabbia dopo.


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    Passaggio di testimone all'Ente parco regionale. "A dare il cambio a Livio Proietti nell’incarico di Commissario Straordinario dell'Ente Parco Regionale è Maurizio Gubbiotti nominato con decreto dal Presidente della Giunta Regionale del Lazio Nicola Zingaretti il 31 luglio scorso". Lo comunica Roma Natura.

    LA BIOGRAFIA - Gubbiotti dal 2003 è Coordinatore della Segreteria nazionale dell’Associazione ambientalista Legambiente, e, già dal 2002, alla guida del Dipartimento internazionale per il quale ha partecipato a importanti appuntamenti come i Social Forum europei e mondiali o la Conferenza delle parti di Copenhagen.

    IL COMMENTO - “Ho accettato con molto entusiasmo la nomina del presidente Zingaretti - dichiara Gubbiotti - e lo ringrazio molto, perché credo che oggi abbiamo di fronte una sfida particolarmente importante nella nostra regione e nel nostro paese, che è quella di rispondere alle crisi con le quali facciamo i conti ogni giorno, economica, occupazionale, sociale, e ciò non può che avvenire attraverso la costruzione di sostenibilità ambientale e sociale". Secondo il neo commissario "dobbiamo far tornare i parchi ad essere protagonisti di sviluppo sostenibile locale, e proprio da RomaNatura possono partire una serie di ragionamenti su quello che vuol dire una realtà così ampia e ricca, 16.000 ettari di biodiversità, ma anche attività economiche, dentro un'area metropolitana rispetto al miglioramento della qualità della vita e del rilancio dell'economia e dell'occupazione". Gubbiotti prosegue: "Ereditiamo una fase di debolezza ed immobilismo manifestata dalla precedente amministrazione regionale, che va superata impegnandosi concretamente in un nuovo sviluppo delle aree protette non fine a se stesso ma come mezzo privilegiato dal quale partire per integrare le diverse politiche, i diversi ambiti territoriali in una fase temporale di medio periodo capace però di orientare azioni e politiche verso i tempi lunghi della conservazione e della sostenibilità". E conclude: "Allo stesso tempo non dobbiamo disperdere le importanti ed innovative esperienze condotte negli anni capaci di creare nuovi e crescenti flussi turistici, attività economiche originali ed innovative e che spesso sono state interrotte da difficoltà o incapacità giuridiche, amministrative, politiche, economico-finanziarie".


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    Strattonata, tirata per i capelli e schiaffeggiata in mezzo alla strada da un gruppo di prostitute in attesa di clienti alla fermata del bus, senza che nessuno si fermasse a soccorrerla e senza riuscire a ottenere l'intervento delle forze dell'ordine. Vittima dell'aggressione, sabato mattina alle 11, in pieno giorno, alla fermata Cotral sulla Salaria davanti all'hotel Giocca, Ana B., un'operaia rumena che lavora per una ditta di pulizie.

    LA VICENDA - La donna, dopo aver terminato il turno notturno di lavoro, stava aspettando l'autobus per tornare a Monterotondo, dove vive. "Alla fermata - racconta in lacrime - c'erano anche una decina di giovani prostitute, alcune rumene come me, poco più che adolescenti e praticamente nude. Il problema è che gli autobus, quando vedono queste ragazze alla fermata, raramente si fermano, e io sono costretta spesso ad aspettare per ore. Così, visto che avevo lavorato tutta la notte ed ero molto stanca, in maniera gentile ho chiesto alle ragazze se potevano allontanarsi per farmi prendere l'autobus. Per tutta risposta sono stata aggredita: una ragazza mi ha preso per i capelli, mentre un'altra mi ha strattonata e mi ha preso a schiaffi. Poi hanno gettato la mia borsetta in mezzo alla strada sparpagliando sulla carreggiata tutto quello che c'era dentro. Infine mi hanno minacciata di morte, di gettarmi sui binari della ferrovia, con un'arroganza incredibile come se loro fossero le padrone della strada, sicure di godere di una completa impunità. Era giorno, quasi le 11, e nessuna automobile si è fermata ad aiutarmi".

    LA RICHIESTA DI AIUTO - Oltre all'aggressione, la donna lamenta anche il mancato intervento delle forze dell'ordine. "Ho chiamato più volte il 112 - prosegue - ma non è arrivata nessuna macchina". Interpellati, i carabinieri confermano la sua chiamata, ma riferiscono che, a causa delle difficoltà dovute alla lingua e al fatto che fosse molto agitata, la donna non sia riuscita a far capire bene dove si trovasse e che quindi l'auto inviata non sarebbe riuscita a individuarla.


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