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     Aveva dimenticato la patente di guida e per evitare una multa ha tentato di corrompere i carabinieri della compagnia casilina che lo avevano fermato in piazza della Marranella. E' stato denunciato a piede libero un 32enne cittadino cinese, con l’accusa di istigazione alla corruzione. L’uomo si trovava alla guida della sua moto in piazza della Marranella quando è stato fermato per un normale controllo alla circolazione stradale dai militari dell’Arma. Alla richiesta di esibire la patente di guida, ha riferito agli agenti di averla dimenticata a casa. Informato della multa prevista, il 32enne, per evitare la contravvenzione, ha proposto ai carabinieri, uno scambio illecito. Dapprima, pensando di cavarsela con poco, li ha invitati a prendere un caffè al bar. Al loro netto rifiuto, ha aperto il portafogli offrendo 30 euro, con la promessa di dargliene altri 1000 euro a testa se avessero evitato di controllarlo e multarlo. Così per il 32enne oltre alla multa è scattata anche la denuncia.


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    Si aggiravano con il carrello della spesa dentro un cantiere dell'autostrada A24, alla ricerca di rame. Protagoniste dell'episodio sono due donne di etnia rom rispettivamente di 25 e 30 anni, scoperte dal direttore del cantiere vicino Tor Cervara mentre rubavano i cavi di rame e li riponevano nei carrelli a mo' di supermercato. Le due donne, alla vista dei Carabinieri del nucleo radiomobile, hanno tentato la fuga ma sono state comunque bloccate ed arrestate. In loro possesso  sono state rinvenuti un ascia, una mannaia, una chiave a “pappagallo” e un martello che sono stati sequestrati. Le arrestate, accusate di furto aggravato, sono state accompagnate  in caserma in attesa di essere processate con il rito per direttissima.


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    E' stata riaperta al pubblico la stazione della metro A Valle Aurelia. Lo comunica Agenzia per la mobilità.


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    Hanno malmenato un uomo per portargli via il portafoglio e il telefono cellulare di ultima generazione. Tre minori, italiani, provenienti da famiglie dell’ex Jugoslavia, sono stati arrestati dai i Carabinieri della Stazione di Tor Bella Monaca, con il supporto dei militari della C.I.O. 4° battaglione “Veneto”, con l’accusa di rapina aggravata in concorso e lesioni personali aggravate. I fatti si sono svolti lungo la via Tenuta di Torrenova, dove i Carabinieri transitando hanno notato un uomo per terra ed un gruppo di giovani che si allontanavano di corsa, cercando di nascondersi tra le auto parcheggiate. Immediatamente intervenuti, i militari hanno bloccato i tre, rispettivamente di 15, 16 e 17 anni, che avevano poco prima malmenato un uomo di 40 anni per rapinarlo del portafoglio e del telefono cellulare di ultima generazione.

    FALSE GENERALITA' - Alla vista dei militari, il ragazzo più grande  a capo del piccolo gruppo di rapinatori, privo di documenti, per evitare l’arresto, si è finto dodicenne e quindi non imputabile. Trovandosi senza documenti, solo gli esami antropometrici effettuati presso il pronto soccorso del Policlinico di Tor Vergata hanno permesso di risalire all’effettiva età del giovane che, in compagnia dei suoi complici è stato accompagnato nel Centro di Prima Accoglienza di via Virginia Agnelli, dove rimarrà in attesa di rispondere alle domande della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni.


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    Sono 39 le persone "ammonite" dal questore di Roma da inizio anno per il reato di stalking: 33 uomini e 6 donne. Quasi il 58% delle 67 richieste di ammonimento giunte dagli uffici periferici non solo della Polizia di Stato, ma anche della Arma dei Carabinieri, dopo l’istruttoria procedurale instaurata dalla Divisone Polizia Anticrimine della Questura, si sono concluse con l’emissione di un provvedimento di Ammonimento firmato da Fulvio della Rocca. 

    LA NORMATIVA - L'ammonimento previsto dalla legge nr 38/2008 consiste in un richiamo orale del Questore della provincia rivolto allo stalker che viene diffidato dal tenere una condotta contraria alla legge e ad astenersi, per il futuro, dal compiere atti persecutori nei confronti della vittima o di terzi a questa legati da vincoli di qualsiasi natura. Ciò ovviamente non pregiudica la possibilità per la vittima, in un momento successivo, di proporre querela, ma costituisce solo un gradino intermedio rispetto alla consueta via giudiziale. Dopo l’avviso di avvio del procedimento, l’acquisizioni di informazioni circostanziate e le controdeduzioni da parte del presunto stalker, una volta confermata l’attendibilità e la veridicità dei fatti esposti e la loro qualificazione in termine di atti persecutori. viene emesso il decreto di ammonimento anche solo sulla base di indizi gravi sulla verosimile possibilità che il reato possa essere consumato.


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    Si è impadronito di un'auto, seminando il panico a Tor Vaianica per sfuggire alla polstrada. Nella mattinata di ieri gli agenti della polizia stradale di Roma e di Aprilia dopo un concitato inseguimento hanno arrestato un uomo che, dopo aver messo a rischio l’incolumità degli cittadini di Torvaianica, ha speronato l’auto della Polizia Stradale nell’estremo tentativo di fuggire assicurandosi contemporaneamente l’auto rubata.

    IL FURTO - Il fatto è avvenuto intorno alle 8.40 circa di ieri, quando la sala operativa della polstrada ha segnalato a tutte le pattuglie che poco prima era stata rubata una Mercedes classe E munita di antifurto satellitare che ne aggiornava la posizione. Il coordinamento delle pattuglie ha consentito la localizzazione dell’auto rubata nella località romana di Torvaianica e, da quel momento, ne è nato un concitato inseguimento.

    LA FUGA - L’uomo, per sfuggire alla cattura, ha prima travolto due vetture parcheggiate per poi impattare violentemente contro una vettura in sosta con a bordo due persone, ma non contento ha tentato un ultimo colpo di coda scartando con una brusca manovra il veicolo incidentato per assicurarsi la fuga. Tuttavia grazie alla prontezza degli agenti della polstrada di Aprilia l’auto è stata bloccata ma il malvivente, nell’ultimo tentativo di fuga, ha aggredito violentemente gli agenti che erano stati raggiunti dai colleghi della polstrada di Roma. Anche l’ultimo tentativo di fuga è stato così bloccato e C.S., romano di 55 anni, pluripregiudicato per reati specifici è stato arrestato per i reati di ricettazione, resistenza e rapina impropria.


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    Un pezzo di Roma che se ne va. E’ scomparso la scorsa notte Giancarlo Bornigia, fondatore del Piper Club, lo storico club, il più antico d’Italia, a cui diede vita nel 1965. Bornigia, che a settembre avrebbe compiuto 83 anni, negli anni Sessanta e Settanta contribuì a creare un fermento artistico italiano, ma soprattutto un locale di riferimento di un'intera generazione in grado di lanciare personaggi ancora sconosciuti come Patty Pravo, Mia Martini e Renato Zero, e facendo suonare per la prima volta in Italia artisti del calibro di Pink Floyd o Jimi Hendrix.

    LA STORIA DEL PIPER - Per lo storico locale di via Tagliamento passarono infatti negli anni 60 e 70 tutti i migliori artisti della beat generation italiana tra i quali i The Rokes, l'Equipe 84, Dik Dik, Renato Zero, Romina Power, Gabriella Ferri, Rita Pavone e Loredana Berte. Ma è soprattutto grazie agli artisti stranieri che il Piper è riuscito nel tempo a ritagliarsi uno spazio privilegiato nei ricordi di tanti appassionati di musica. Bornigia, che era sempre attento al contesto internazionale, fu il primo a portare in Italia e a Roma personaggi David Bowie, Genesis, Who, Pink Floyd (il 18 e il 19 aprile 1968) e un giovanissimo Jimi Hendrix.

    LA SCOPERTA DEI GENESIS -  Proprio in una delle sue ultime interviste, ricordando il concerto dei Genesis al Piper, Giancarlo Bornigia raccontava: 'tutti i concerti di allora al Piper erano degli eventi, per tanti i Genesis erano un gruppo come un altro, ma comunque il pubblico affollava i locali per ascoltare musica, per conoscerne di nuova e farlo condividendo l'esperienza. Allora tanti gruppi stranieri non erano conosciuti a tutti in Italia, come oggi, per cui per esempio ci è anche capitato che gli Who, dopo il concerto al palazzetto, passassero così al Piper e improvissassero un concerto anche qui...con gli spettatori che osservavano pronti a recepire le nuove esperienze".

    IL TENTATO SUICIDIO DI KURT COBAIN - Con l'avvento degli anni 80 il Piper si trasformò nel locale della cosiddetta "Roma Bene" attirando centinaia di adolescenti da tutta Roma grazie agli ormai storici "matinée". Eppure proprio a quel periodo risale uno degli aneddoti più epici della storia del rock. Era il 1989 quando il cantante dei Nirvana, Kurt Cobain, durante il concerto per la promozione dell'album Bleach, stanco delle cattive condizioni del viaggio e dal suono degli amplificatori, in pieno concerto cominciò a spaccare la chitarra e, dopo esser salito su una trave, minacciò di buttarsi di sotto. Ci volle l'intervento del chitarrista Jonathan Poneman e di Bruce Pavitt della Sub Pop per far calmare la situazione. Il funerale di Bornigia si svolgerà lunedì 26 agosto, alle 11 presso la Chiesa di Santa Chiara in Piazza dei Giochi Delfici.


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    Svaligiata nella notte l’abitazione di Marina Ripa Di Meana in via Ovidio, al quartiere Prati. I ladri, che sarebbero penetrati all’interno della casa dal giardino dopo aver forzato l’inferriata e la porta blindata, hanno rubato i gioielli dalla cassaforte e altri oggetti di valore, mettendo completamente a soqquadro l’appartamento. Al momento del furto la nota esponente del jet set romano era in vacanza in montagna, a Cortina, con il marito.

    letto meana

    SFONDATA PORTA BLINDATA - A dare l’allarme questa mattina intorno alle sette sono state alcune persone di servizio che hanno trovato la porta spalancata, la cassaforte aperta e l’appartamento in disordine. “Hanno divelto tre inferriate e sono riusciti ad aprire una porta blindata - racconta Carlo Ripa di Meana - e pensare che al piano di sopra vive anche un importante comandante della polizia, ma evidentemente nel palazzo la scorsa notte non c'era nessuno o quasi”.

    CAGNOLINI SALVI - Al momento non è ancora stata quantificata l’entità del bottino che potrebbe essere ingente. A quanto si apprende, Marina Ripa Di Meana avrebbe dichiarato di essere preoccupata non per i preziosi e le opere d’arte rubate quanto piuttosto per la salute di due dei suoi amati cagnolini rimasti nella Capitale, "la cosa importante è che i miei due carlini stiano bene", e che i balordi avrebbero rinchiuso in una stanza mentre razziavano l’abitazione. Negli ultimi tempi sono stati messi a segno diversi ‘colpi’ ai danni delle abitazioni lussuose dei vip: tra le vittime Gigi D’Alessio e la compagna Anna Tatangelo e Lory Del Santo.


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    Dopo le auto tocca ai camion bar. Si preannunciano tempi duri per i caldarrostari, che finiscono ancora una volta nel mirino degli ambientalisti. Che oltre a scagliarsi contro gli ambulanti illegali, vogliono ora far spostare anche tutti quanti siano stati autorizzati in passato ad operare in aree di pregio. “Il centro storico è invaso ogni giorno – afferma in una nota Italia Nostra - da nuovi camion bar, bancarelle e ambulanti di tutti i tipi sia abusivi, ma addirittura con licenze comunali. Il sindaco Marino blocchi subito eventuali permessi in itinere e controlli la regolarità di quelli già rilasciati”.

    PEDONALIZZAZIONI A RISCHIO - Solo pochi giorni fa il coordinatore nazionale di Cantiere democratico, Stefano Pedica, aveva chiesto “verificare tutte le licenze, per capire se fanno capo ad un unico gruppo o famiglia". Il rischio paventato da Italia Nostra è invece un altro: che lo sforzo di Marino nel liberare il centro storico cittadino dalle auto, possa essere vanificato dalla presenza costante dei camion bar. “Le pedonalizzazioni di piazze e vie (l’ultima è quella di via dei Fori Imperiali) che dovevano servire a valorizzare quei luoghi, diventano subito luoghi di degrado per il permanere e i nuovi arrivi di tutta una serie di attività che dovrebbero da anni essere vietate venga vanificato”.

    LA LEGGE REGIONALE - A parere di Italia Nostra infatti sia la Soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici di Roma che la direzione regionale del Lazio del Mibac dovrebbero intervenire con maggior coraggio denunciando alla magistratura le situazioni e gli atti illegittimi in atto. Ma soprattutto, oltre a verificare ogni singola licenza, dovrebbe essere fatta una maggiore pressione sulla regione affinché venga modifica “l'assurda” legge sul commercio che, si legge nella nota, "dà un inaccettabile potere di vincere al Tar a tutte le attività che erano state autorizzate nei luoghi pregiati della città con la norma dell’obbligo di trovare un altro sito di uguale pregio”.

    LE MANI LEGATE DEL COMUNE - E che il maggior ostacolo ad una nuova ricollocazione sia proprio la normativa regionale lo conferma anche l'assessore capitolino alle Attività produttive, Marta Leonori, intervenuta a Radio Vaticana. "Stiamo effettuando una ricognizione di tutte le postazioni. Questa servirà perché non tutti sono regolari nelle postazioni dal punto di vista del codice della strada. Per quanto riguarda lo spostamento, dobbiamo adeguare una normativa, non la nazionale, ma quella regionale e stiamo lavorando con la Regione per rivederla. Se rimane così - ha spiegato - dal Colosseo i camion bar andrebbero spostati a piazza di Spagna o piazza Navona". 


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    Domani 23 agosto dovrebbe scadere la “tregua ferie” per quanto riguarda i lavori della metro C. Così lo stop forzato dei cantieri, iniziato il 9 agosto, della terza linea della Capitale mette a rischio oltre 3mila posti di lavoro. Per loro da lunedì potrebbe scattare la cassa integrazione. 

    IL PORTAVOCE - Intanto, ci sono novità in queste ore in merito agli sviluppi relativi al blocco dei cantieri. "Abbiamo saputo dell'esistenza di un tavolo permanente tra Comune, Roma Metropolitane e Consorzio Metro C. Siamo in trattativa e cerchiamo di sbloccare la situazione. Siamo fiduciosi che si trovi l'accordo e auspichiamo che il tavolo si evolva positivamente. Certo noi non possiamo permetterci il lusso di rimanere fermi. Ci siamo dati un tempo, fino al 30 agosto, dopodiché faremo battaglia", ha dichiarato il portavoce del Comitato imprese affidatarie lavori, Nicola Franco.

    "Oggi - ha proseguito Franco - abbiamo avuto una riunione tra i rappresentanti delle imprese affidatarie e abbiamo deciso di sospendere fino al 30 ogni tipo di comunicato e forma di protesta. Questo per dare serenità a chi sta lavorando a questo tavolo. Il Consorzio e l'assessorato di Roma Capitale ai Trasporti sono due soggetti ed interlocutori che danno fiducia e devo dare atto all'assessore Improta della sua disponibilità e del fatto che non si è mai tirato indietro".

    Il portavoce del comitato imprese affidatarie sottolinea comunque che, "se non si sblocca la situazione la manifestazione del 2 è confermata". "Noi - aggiunge - siamo pazienti e fiduciosi ma non siamo scemi. Dal 19 al 30 agosto sono 15 giorni e credo siano sufficienti per chiudere un tavolo dove bisogna solo decidere se si o no. E se sarà no, sarà battaglia. La scorsa manifestazione abbiamo portato un mezzo per impresa. Questa volta siamo pronti a muovere tutti i nostri mezzi, oltre 300 camion. A 30 km orari sicuramente potremo bloccare l'intera città ma è una soluzione che non auspichiamo perché oltre a noi anche commercianti e residenti subiscono dei disagi".

    Il tutto ha avuto inizio l’8 agosto scorso da quando gli operai hanno ricevuto la lettera di licenziamenti e il giorno dopo non hanno potuto presentarsi sui cantieri. Perché le ditte del consorzio (Astaldi, Vianini, Ansaldo, Cmb di Carpi e Ccc) vogliono i 230 milioni di credito che avanzano da palazzo Senatorio. Il debito, riconosciuto da Roma Metropolitane nel settembre 2011 e sottoscritto dal Comune, è stato confermato dalla delibera Cipe, dicono le imprese, mentre da parte sua l’amministrazione capitolina chiede tempo. "Quello che noi chiediamo è di conoscere esattamente tempi, costi e avere certezze, a fronte di questo il Comune certamente farà la sua parte dal punto di vista economico", aveva detto Marino ai microfoni di Radio Capital.

    (Ultima modifica ore 20 del 22 agosto 2013)


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    Da lunedì 26 agosto sul sito di Roma Capitale sarà a disposizione di tutti i cittadini, anche se non iscritti al portale, un servizio di pagamento via web delle contravvenzioni con la riduzione del 30%, prevista dal 'Decreto del Fare' in caso di pagamento entro cinque giorni dalla contestazione o dalla notifica del verbale. Per accedere basterà disporre di una carta di credito del circuito Visa o Mastercard.

    "Sarà possibile eseguire il pagamento ridotto via web entrando nella sezione 'Servizi online' - spiega il comunicato del Comune - e poi selezionando dal menu l’opzione 'Servizi di pagamento'. La procedura di pagamento semplice e veloce mira ad agevolare i cittadini che intendano avvalersi dello sconto del 30% sulle multe stradali. Il servizio, nel caso di verbale notificato, esegue direttamente il calcolo dovuto comprensivo della riduzione. Le commissioni del pagamento con carta di credito sono pari all’1,30% dell’importo da pagare. I cittadini già identificati al portale potranno accedere al pagamento anche direttamente dal servizio contravvenzioni”. Sul portale di Roma Capitale è già disponibile la tabella con le principali sanzioni e i corrispondenti importi ridotti.


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    Mattinata di allenamento per la Roma di Rudi Garcia a tre giorni dal debutto di domenica in casa del Livorno. La seduta è iniziata con un lavoro atletico basato sulla rapidità, per poi proseguire con un focus sul possesso palla. Infine il tecnico ha guidato una sessione tattica e ha concluso l'allenamento con una partita 9 contro 9. Lavoro differenziato per Strootman e Destro. Maicon ha lavorato in palestra, mentre Tallo ha svolto solo fisioterapia a causa di una lombalgia. Domani seduta di lavoro fissata per il pomeriggio.

    MAICON- ''La Roma mi ha voluto con il cuore e per un giocatore è importante. Non finirò mai di ringraziare la società''. Maicon vuole ricambiare sul campo la fiducia del club giallorosso, che lo ha riportato in Italia dopo la stagione con più ombre che luci nel Manchester City. L'esterno brasiliano, fresco di convocazione con la Selecao, nel corso della conferenza di presentazione non ha voluto fare proclami sugli obiettivi della formazione guidata da Rudi Garcia. "Dobbiamo pensare partita per partita, se dico che possiamo vincere lo scudetto non sarebbe giusto, ma mi fido dei miei compagni e faremo di tutto per stare tra i primi tre, anche perché ho già vissuto un anno senza giocare le coppe europee nella mia ex squadra e non è buono. La Roma deve giocare competizioni di grande livello e speriamo di fare bene per arrivarci l'anno prossimo". Maicon ha poi smentito categoricamente che le due ultime due stagioni deludenti siano in qualche modo legate alla sua vita privata. ''Non penso che la mia vita privata c'entri assolutamente, possono capitare nella carriera periodi difficili. Io non devo provare niente a nessuno. Conosco la mia forza e la mia qualità, devo solo dimostrare il mio valore in campo”, ha risposto deciso.

    LA SFIDA-   L'ex giocatore dell'Inter ha poi elogiato il lavoro di Rudi Garcia, così come ha fatto qualche giorno fa il portiere Morgan De Sanctis: "Mi ha dato tanta fiducia, mi ha chiamato per dirmi che mi voleva e le sue parole mi hanno reso felice. In Francia ha fatto molto bene, sta lavorando con grande impegno e speriamo che si ripeta quì''. Secondo Maicon la squadra ha una grande potenzialità malgrado le partenze di Marquinhos, Osvaldo e, forse, Erik Lamela: ''Oggi siamo una rosa importante. Quando vanno via i giocatori è una loro decisione insieme alla società. Starà all'allenatore trovare un buon sistema di gioco con quelli che restano, perché quest'anno non possiamo sbagliare niente”. Il numero 13 giallorosso ha poi descritto le emozioni provate durante la presentazione della squadra, ieri all'Olimpico: ''È stato un momento importante, la squadra viene da un anno negativo ma i tifosi hanno dimostrato di aver fiducia, è stato emozionante. Dobbiamo far dimenticare loro queste ultime stagioni negative. Stiamo lavorando per tornare a vincere già da domenica a Livorno, all'esordio in campionato: arriveremo in forma per fare una grandissima gara”. ''Se sono pronto per prendere in mano lo spogliatoio? È un grande spogliatoio e sarà difficile prenderlo per mano. Tutti devono capire che c'è bisogno di cambiare quel messaggio”, ha sottolineato alludendo allo striscione che ieri ha ricordato alla squadra la sconfitta nel derby nella finale di coppa Italia”. Maicon ha parlato anche dell'Inter e del possibile ingresso in società dell'indonesiano Thohir: ''Io ormai sono fuori da più di un anno da quella società, posso però dire che Moratti è stato più di un presidente per me, è stato come un papà e saprà lui cosa fare sicuramente”. 


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    Il comando dei vigili urbani di via della Greca scambiato per un vespasiano dai tanti turisti che visitano la Bocca della Verità. A segnalarlo è il sindacato delle polizie locali Ospol-Csa.

    “Non è ormai sporadico trovare all’interno dei corridoi della sede di polizia i turisti in pantaloncini ed infradito, alla ricerca dell’agognato servizio igienico con un andirivieni incontrollato di persone estranee alla struttura che ospita anche gli uffici del consiglio comunale ed altri uffici tecnici comunali – dicono dall'Ospol -. Ormai deve essersi sparsa la voce tra i turisti, soprattutto stranieri, che per le necessità fisiologiche, dopo la fila per la visita alla Bocca della Verità, l’unico punto di riferimento nella zona, priva di bagni pubblici e di esercizi di ristoro, è il I comando della polizia locale svoltato l’angolo in via della Greca 5”.

    “Quest’aspetto – sottolinea l'Ospol - per quanto possa apparire cortese ed ospitale verso i turisti disorientati in un’area priva di tutto, impensierisce invece gli agenti che si ritrovano persone all'interno di uffici e spogliatoi non aperti al pubblico, oltre al libero passaggio davanti alle due celle di sicurezza poste al piano terra proprio vicino ai bagni”.


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     "Domenica 25 agosto, in occasione della prima giornata di campionato, la Lazio manderà un messaggio forte e diretto per rigettare ogni forma di razzismo e discriminazione". Ne dà notizia il sito internet del club biancoceleste, sempre più impegnato contro il razzismo, soprattutto dopo i fatti avvenuti nel match di Supercoppa contro la Juventus che hanno determinato la chiusura della Curva Nord per il match di domenica sera contro l'Udinese.

    LO SLOGAN- "Ai tifosi - prosegue la società del presidente Lotito - la scelta dello slogan che sarà stampato sulla maglia che i giocatori della Lazio indosseranno contro l'Udinese. Dite la vostra - conclude la nota - sulla pagina ufficiale di Facebook della Lazio".


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    Flash mob a Terracina contro la criminalità e la mafia sul litorale laziale. Ad un anno dall’omicidio del boss di Scampia Gaetano Marino, 48 anni, detto ‘Manuzza’ o ‘Moncherino’, domani, 23 agosto, alle ore 19, l’associazione ‘I cittadini contro le mafie e la corruzione’ ha organizzato un’iniziativa a lungomare per richiamare l’attenzione delle istituzioni e chiedere “un ulteriore sforzo da parte della magistratura e delle forze dell’ordine su certe ‘presenze’ sul litorale del Lazio”.

    IL FLASH MOB - A promuovere il flash mob è l’associazione ‘I cittadini contro le mafie e la corruzione’. “Ad un anno dal delitto di Marino, un’esecuzione di camorra in pieno giorno davanti allo stabilimento ‘Serenella’, dove si trovava con la moglie e i figli, sul lungomare affollato, poche risposte sono arrivate”, spiegano all’associazione. “D’altro canto, l’arresto di Gaetano Tufo avvenuto ieri e quello di un altro latitante di camorra, ovvero di Giovanni Castiello avvenuto invece lo scorso 18 giugno, sempre a Terracina, e tutte le operazioni portate avanti dalle forze dell’ordine in questi mesi sono la conferma di certe ‘presenze’ sul litorale laziale. E Terracina non fa eccezione, anzi”.

     ACCENDERE I RIFLETTORI - Attraverso la presenza del comitato e di tutti i cittadini che vorranno aderire, ci sono la volontà e la necessità di chiedere che sul territorio “vengano accesi i riflettori, un ulteriore sforzo da parte di magistratura e forze dell’ordine”. Contemporaneamente, l’associazione chiede analogo ‘sforzo’ anche alla politica, “lontano da passerelle, buoni intenti e proclami perché si trovino soluzioni nei settori che gli competono, ovvero lavoro e sociale, perché essere assenti significa lasciare terreno fertile alla criminalità”.

    LE INDAGINI - Il 20 febbraio di quest’anno ci fu una svolta nelle indagini per il delitto di Terracina. Fu infatti eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip presso il tribunale di Roma nei confronti di un uomo ritenuto responsabile di aver favorito gli esecutori materiali dell’omicidio di “Moncherino”.  L’indagine, condotta dalle squadre mobili della Capitale e del capoluogo pontino e coordinata dalla direzione distrettuale antimafia, consentì di individuare il balordo che avrebbe avuto un ruolo fondamentale nell’uccisione di Marino, ritenuto affiliato all’omonimo clan camorristico, coinvolto in uno scontro senza confini all’interno dell’ala dei cosiddetti scissionisti di Secondigliano per la gestione delle piazze della droga nel quartiere di Scampia, chiamato le “case celesti”.

    GAETANO MARINO - Marino era il braccio destro del fratello Gennaro, boss riconosciuto. La scorsa estate la vittima stava trascorrendo con la famiglia una settimana di vacanza nella località marina quando, intorno alle 17, in pieno giorno, fu individuato dai sicari e freddato sul lungomare, nei pressi del lido ‘Serenella’, di fronte a molti bagnanti. Il morto doveva il soprannome di “manuzza” o “moncherino” ad uno scoppio che gli aveva strappato entrambe le mani.  I killer lo avevano raggiunto nel luogo in cui da due mesi stava trascorrendo un periodo di vacanza con la famiglia. Mentre era in spiaggia con un amico arrivò una telefonata in cui gli veniva fissato un breve appuntamento poco distante dall’arenile. All’appuntamento con la morte si recò in costume e infradito.  Fu allora che da un’auto, una Fiat Punto grigia, secondo le testimonianze, scese un killer che sparò una decina di colpi con una  pistola automatica calibro 21. Di questi, otto raggiunsero la vittima, tra collo e torace. L’ultimo, quello fatale, dietro la testa. Le indagini sono tutt’ora in corso.


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    Esce dal carcere e cerca di estorcere denaro al vecchio complice, come "risarcimento" per una partita di droga sequestrata dalla polizia lo scorso anno. L'uomo, un 51enne, è stato arrestato ieri dagli agenti del Commissariato Prenestino, diretto dal dr. Mauro Fabozzi. P.E., queste le sue iniziali, il 3 luglio dell’anno scorso era già stato arrestato dalla Polizia insieme al complice per spaccio di sostanze stupefacenti. Nell'occasione, erano stati sequestrati 60 grammi di cocaina, custoditi da uno degli arrestati per conto dell’altro. I due erano stati condannati entrambi a un anno e 4 mesi di reclusione. Qualche giorno fa P.E., tornato in libertà per aver espiato la pena, è andato a cercare l’amico per ottenere dallo stesso un “risarcimento” per il danno subito dal sequestro della droga e dalla mancata vendita dello stupefacente, da lui stimata in 28mila euro. Il complice, alla richiesta dell’amico, spaventato dall’atteggiamento aggressivo dello stesso, noto negli ambienti malavitosi, è stato così costretto ad accettare l’accordo.Ben presto però si è reso conto di non farcela ad affrontare la situazione e, all’ennesima richiesta di denaro, ha deciso di denunciare il fatto alla Polizia.

    LA TENTATA ESTORSIONE - Ieri all’appuntamento tra i due, per la consegna di altro denaro, sono andati anche i poliziotti della squadra giudiziaria del Commissariato Prenestino i quali, dopo aver “contrassegnato” le banconote da consegnare all’estorsore, si sono nascosti per assistere all’incontro e ascoltare le conversazioni tra i due. La vittima ha dapprima consegnato all’uomo solo due banconote da 100 euro, somma inferiore rispetto a quella pretesa, cosicché quest’ultimo ha iniziato a minacciarlo di morte. Quando poi la vittima gli ha detto di non poter più pagare le somme richieste le minacce di morte si sono estese anche alla sua famiglia. A quel punto i poliziotti in borghese sono intervenuti prima che P.E. aggredisse fisicamente l’altro. Perquisito, è stato trovato in possesso delle due banconote segnate ed è stato arrestato. Convalidato l’arresto da parte del magistrato, il malvivente è stato accompagnato presso la casa circondariale di Regina Coeli.


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    Vessati, minacciati, e lasciati soli dall'azienda per cui lavorano. A denunciare la situazione dei lavoratori degli impianti Cotral di Tivoli e Ponte Mammolo è l'Unione sindacale di base (Usb Lavoro Privato), che per domani ha annunciato uno sciopero del servizio extraurbano degli impianti Tivoli e Ponte Mammolo, dalle 20 a fine turni. "Siamo stati costretti allo sciopero dopo il susseguirsi negli ultimi mesi di aggressioni fisiche e morali, in particolar modo ai danni delle lavoratrici alla guida dei mezzi. Soprattuto di sabato il personale di guida completamente abbandonato alla mercé della banda di turno".

    COTRAL CI HA ABBANDONATO - L'Usb spiega nel comunicato di aver sottoposto il problema all'azienda che a sua volta, che si è però dichiarata totalmente impotente per una questione di costi. "Anche davanti al prefetto di Roma - si legge nella nota - la società Cotral ha negato ogni possibilità di adottare qualsiasi forma di prevenzione asserendo, inoltre, che se la linea dà problemi valuteranno se darla in gestione a società esterne. Come si suol dire...non si perde occasione per evidenziare le logiche di privatizzazione sempre più prementi nei servizi pubblici utilizzate anche strumentalmente non considerando, tra l'altro, che il problema passerebbe semplicemente di mano senza essere minimamente risolto".

    LA PROTESTA SI ALLARGHERA' - Nella conclusione della nota, Usb Lavoro Privato non esclude che la protesta si possa estendere a tutti gli impianti Cotral della regione."Le società che eserciscono servizio pubblico oltre a garantire il servizio per i cittadini ne devono garantire la sicurezza sia in termini di qualità dei mezzi sia in termini di incolumità degli addetti quotidianamente costretti a fare da “parafulmine” alle inadempienze e alle incompetenze aziendali. Questo di sabato 24 agosto, dalle 20 a fine servizio degli impianti di Ponte Mammolo e Tivoli, è un primo sciopero di denuncia ma rischia di diventare una mobilitazione di tutti gli impianti Cotral della regione Lazio già mobilitati per lo sciopero generale indetto per il 18 ottobre 2013".


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    Un’organizzazione di nomadi che riforniva vari mercati clandestini di merce falsamente griffata è stata scoperta dalla polizia municipale. Le indagini, condotte dagli agenti del XVII gruppo e dal gruppo sicurezza pubblica ed emergenziale, hanno fatto intercettare un carico di merci contraffatte dal valore complessivo di oltre centomila euro. Seguendo un furgone già identificato dagli investigatori come uno di quelli che riforniva i venditori abusivi del mercato clandestino di via Andrea Doria, si è arrivati a sorprendere un nucleo familiare di nomadi, di nazionalità romena, mentre pianificava la vendita.

    orologi

    IL CARICO - L’appuntamento era stato fissato nelle ore serali nel parcheggio di Piazzale Clodio proprio quello davanti alla Procura. All’appuntamento si sono presentati anche gli agenti della municipale che hanno fermato tre furgoni iniziando a fare i controlli sulle merci. Sono state sequestrate oltre trenta batterie di pentole di una nota marca svizzera dal prezzo di mille e seicento euro cadauna, centinaia di set di coltelli custoditi in astucci extralusso del valore di circa quattrocento euro l’uno e settanta orologi svizzeri griffati.

    I PRODOTTI ERANO CONTRAFFATTI -  I sospetti della frode sono diventati certezze quando i vigili hanno appurato la mancanza di fatture, fatto insolito per un valore commerciale così ingente. Inoltre i certificati di garanzia erano palesemente falsi con il numero identificativo di ogni singolo set e di ogni orologio che era sempre lo stesso. Si è anche scoperto che le otto persone fermate, tra i venticinque e i sessant’anni, nemmeno un mese fa erano state denunciate dalla Polizia di Frontiera. Anche in quel caso gli era stato sequestrato un “prezioso” carico di profumi griffati e scarpe firmate.


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    Superare le lungaggini burocratiche per permettere al comune di utilizzare immobili della Difesa. Al centro dell'incontro avvenuto questa mattina tra il ministro della Difesa Mario Mauro, a Palazzo Baracchini, e il sindaco Marino, l'individuazione di alcuni immobili della Difesa che possono essere utilizzati dal Comune di Roma con l'obiettivo di tener conto delle esigenze della capitale, razionalizzare l'uso delle infrastrutture militari della città e, nel contempo, ridurre le spese per gli affitti a carico delle amministrazioni dello Stato.

    SUPERARE BUROCRAZIA - "Il ministro Mauro e il sindaco Marino - si legge nella nota diffusa dalla Difesa - hanno convenuto sulla necessità di procedere, con speditezza, in questo progetto comune impegnandosi a superare, di concerto con l'Agenzia del Demanio, rallentamenti amministrativi e lungaggini burocratiche. Un'opportunità, questa tesa a rendere disponibili alcune infrastrutture, attualmente un uso alle Forze armate, a favore del territorio e di tutti i cittadini".


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    Dimoravano abusivamente all'interno del parco di Villa Pamphili. Gli agenti del XVI Gruppo della polizia locale, diretti dal comandante Marco Giovagnorio, hanno svolto un’operazione di controllo ad ampio raggio all’interno del Parco storico di Villa Pamphili e nel corso della verifica hanno denunciato ben quattro persone, tre bulgari e un romeno, perché occupavano abusivamente manufatti nel parco. I manufatti sono stati sgomberati, bonificati e messi in sicurezza per evitare altre possibili occupazioni. Inoltre in un boschetto sono stati trovati due italiani senza fissa dimora che si erano accampati. In varie zone del parco sono stati rinvenuti oggetti e masserizie che farebbero presumere l’esistenza di ulteriori piccoli insediamenti. Anche in questa circostanza si è proceduto alla bonifica dei luoghi. Nel corso dell’intervento sono stati controllati anche ventidue conduttori di cani.


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