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    "L’inizio dell’anno accademico è alle porte e gli studenti sono già da tempo in cerca di una casa da condividere. Per una stanza singola nella Capitale si devono sborsare tra i 400 e i 450 euro al mese. Una cifra decisamente importante. Ma questa cifra cosa comprende? Analizzando gli annunci è facile accorgersi di una cosa, il contratto regolare, come ad esempio il bagno in camera, è un optional piuttosto difficile da trovare.

    CONTRATTO? UN OPTIONAL - Insomma, il contratto sembra un adempimento tutt’altro che scontato. Per capirne di più la redazione di Spazioconsumatori.tv ha deciso di effettuare diverse telefonate per valutare le offerte presenti sia su internet che sulle bacheche delle facoltà universitarie. Il risultato? Su un centinaio di annunci, il 40% sono affitti in nero. Sono molti, infatti, i proprietari che, senza farsi troppi scrupoli, propongono un considerevole sconto se si rinuncia alla “formalità” del contratto. A volte si parla anche di un risparmio del 30% sul canone mensile.

    I VAGHI PROPRIETARI -È importante considerare anche un altro dato: alcuni proprietari, almeno per telefono, preferiscono mantenersi sul vago rispetto alle formalità contrattuali, elemento che fa ipotizzare una probabile preferenza per l’affitto in nero. Tali annunci corrispondono a circa il 10% del totale delle telefonate effettuate, cifra che, sommata al sopracitato 40%, fa lievitare ulteriormente la quantità di annunci irregolari". Lo comunica, in una nota, il Codici.

    L'ACCORDO A PAROLE -“'Il contratto non è indispensabile', 'non siamo tipi formali', 'va bene anche un accordo a voce'. Sono queste le frasi che molti studenti si sentono ripetere quando cercano una sistemazione. E spesso accettano, visto il risparmio economico promesso dai proprietari". “Ovviamente i numeri che citiamo non possono avere un valore statistico – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – ma indicano indubbiamente una chiara tendenza del mercato degli affitti romani: i contratti sono una condizione decisamente poco diffusa”.


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    "A partire dal primo settembre, il gruppo di società private che si sono aggiudicate, uniche a presentarsi, il 1° lotto dell’appalto per l’affidamento del 118 nelle provincie Latina e Frosinone, hanno preso possesso delle postazioni, comprese quelle 'storiche' dell’ARES, come Priverno e Ponza", fa sapere, in una nota, l'Usb Sanità. “Si concretizza il piano di riorganizzazione, poco trasparente e assolutamente senza criteri di appropriatezza, che il Direttore Generale dell’ARES e il Direttore della Centrale Operativa di Latina hanno presentato a febbraio scorso - dichiara Sabino Venezia, del Coordinamento Regionale USB Lazio - e che sta determinando la mobilità immediata del personale ARES verso altre postazioni, compresi i medici, che non copriranno più il servizio con 9 ambulanze medicalizzate ma con sole 2 automediche”.

    “Quello che è certo - prosegue il sindacalista - è che questo 1° lotto costerà all’ARES, e quindi alla Sanità Pubblica della Regione Lazio, ben 5 milioni e 200mila Euro per 6 mesi. Fondi che non si sa bene a cosa serviranno, visto che dette società utilizzano le postazioni ARES, fatte liberare prontamente dalla direzione, e le ambulanze ARES, già completamente allestite, che si riforniscono di farmaci ed altri presidi dal servizio di approvvigionamento dell’ARES, compresi detersivi e carta igienica”. Conclude Venezia: “Chiediamo alla Regione Lazio la revoca di tutto l’appalto di privatizzazione dell’ARES 118, a partire da Latina e Frosinone, a cui seguiranno Roma ( 2° Lotto) e Viterbo-Rieti ( 3° Lotto), e la reinternalizzazione immediata delle postazioni e dei precari, a garanzia di risparmio vero e qualità del soccorso”.


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    Una lite per un debito di denaro. Sarebbe questo il movente della sparatoria che si è consumata intorno alle 16 in piazza Elio Rufino, nei pressi di via Cristoforo Colombo e a pochi passi dalla sede della Regione Lazio. A riferirlo è stato l'uomo che ha sparato, un 41enne con precedenti per spaccio di droga. 

    L'aggressore ha infatti raccontato ai carabinieri della compagnia Eur-stazione Quarto Miglio che l'uomo verso il quale ha esploso i colpi è un collega commerciante "reo" di avergli richiesto con modi arroganti e alla presenza di conoscenti comuni la restituzione di un prestito di denaro. "Ferito nell'onore", il 41enne ha prima avuto una colluttazione con il "creditore", poi gli ha sparato quattro colpi all'indirizzo delle gambe.

    SI CERCA LA VITTIMA - Ancora da accertare se la vittima sia stata o meno colpita. In terra ci sono delle tracce di sangue ma secondo gli investigatori potrebbero essere state originate anche dal corpo a corpo. L'uomo che si è dato alla fuga durante la sparatoria, è attualmente ricercato ed è stata diramata una segnalazione ai pronto soccorso degli ospedali. 

    L'ARRESTO - Quando è stato fermato dai carabinieri, l'aggressore aveva alla cinta la pistola, un'arma risultata rubata, con 4 colpi mancanti e 4 ancora nel tamburo. Le forze dell'ordine lo aveva sorpreso non molto dopo sull'Ardeatina all'angolo con via di Tor Pagnotta, grazie alle segnalazioni dei testimoni che avevano visto l'aggressore allontanarsi a bordo di una Fiata Panda nera. 


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    Revocati i 51 licenziamenti paventati dalla Findus di Cisterna di Latina. Oggi è stato infatti firmato l'accordo in Regione, come rende noto l’assessora al Lavoro della Regione Lazio, Lucia Valente. "La vicenda Findus - dichiara Valente - si conclude, dopo mesi di trattativa, con il raggiungimento dell’accordo tra l’azienda e le parti sociali, frutto di un'opera di concertazione che ha visto l'impegno e la collaborazione anche del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero del Lavoro, del nostro Assessorato e dell’amministrazione comunale di Cisterna. La società ha dichiarato che con la firma dell’accordo di oggi si determinano le condizioni per il positivo rilancio dell’attività aziendale”.


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     ''Abbiamo seguito Yilmaz con grande fermezza, non mi piace arrivare con le trattative fino all'ultimo giorno. Il calcio non c'entra con quello che è successo ieri, qualcosa di molto grave: il destino di un calciatore deve deciderlo lui stesso, non un procuratore con richieste fuori dal mondo”'. Igli Tare, direttore sportivo della Lazio, prende la parola a Lazio Style Radio per spiegare il deludente epilogo del mercato biancoceleste. a società capitolina ha cercato di acquistare l'attaccante Burak Yilmaz dal Galatasaray ma la trattativa si è arenata per le richieste dell'agente del calciatore, che avrebbe preteso commissioni eccessive.

    IL RAMMARICO- ''Il rammarico è che per la seconda volta di fila il destino del calciatore non è stato deciso da lui. Ci siamo trovati di fronte alle richieste dell'agente e abbiamo cercato nonostante tutto fino all'ultimo di portarlo qui ma non è stato possibile”, dice Tare. In extremis, la Lazio ha cercato di prelevare Fabio Quagliarella dalla Juventus. ''La Lazio aveva già l'accordo con la Juve per l'acquisto ma purtroppo non si è sbloccato il passaggio di Borriello dalla Roma al Genoa” che avrebbe spinto Alberto Gilardino verso Torino. Poi, ad un paio d'ore dalla fine della campagna acquisti, Conte ha messo il veto sulla partenza dell'attaccante napoletano”, dice il ds biancoceleste. La Lazio si aspetta un contributo rilevante dal 20enne colombiano Bryan Perea.

    SCOMMESSA PEREA- ''Il suo tesseramento di Perea - dice Tare- non deve essere visto come un rincalzo. Già a gennaio mi sono espresso dicendo che lo reputo un giovane di grande prospettiva. Avendo a disposizione un solo posto da extracomunitario, se fosse arrivato Yilmaz avremmo dovuto fare una scelta che sarebbe ricaduta su un giocatore già di esperienza. Con Perea e gli altri giovani continuiamo il lavoro intrapreso dalla società in questi anni che è quello di cercare di creare un'ossatura importante e delle fondamenta solide per il futuro”. La Lazio è reduce dal settimo posto del 2012/2013. ''Non mi  piace cercare giustificazioni, ma ci sarebbero tante spiegazioni per questo piazzamento. Ad un certo punto della stagione, la testa è andata alla finale di Coppa Italia. Poi ci sono stati tanti infortuni che ci hanno penalizzato. Io -conclude- ho fiducia in questa squadra: la rosa è ampia e permette all'allenatore di avere diverse opzioni. Siamo competitivi e possiamo ripetere le prestazioni degli scorsi campionati. Ci sono tutti i presupposti per fare un'ottima stagione”.


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    Manlio Cerroni, presidente del consorzio Colari, a meno di un mese dalla chiusura di Malagrotta chiede l'intervento del presidente del Consiglio Enrico Letta "affinché - scrive in una lettera inviata lo scorso 29 agosto al premier - a Roma sia evitata la gogna mondiale che è toccata a Napoli, rischio quest'ultimo assai verosimile quando (fra pochi giorni) sarà definitivamente chiusa la porta di ingresso di Malagrotta".

     Cerroni, che richiama il "linguaggio della verità" citato da Letta nel meeting di Cl a Rimini, denuncia come "pur di non assumere alcuna responsabilità rispetto alle istanze di autorizzazione presentate dal mio gruppo fin dal 2009, gli organi della Regione Lazio hanno chiesto di essere commissariati e nonostante il commissariamento vada avanti da due anni nessuno dei nodi cruciali è stato sciolto e anzi il quadro si fa sempre più fosco". Il patron del Colari, infine, chiede l'istituzione di una "commissione conoscitiva" per ricostruire tutta la vicenda che "tanto subbuglio a Roma e Bruxelles ha procurato e più ancora procurerà".

    L'APPELLO A TUTTE LE ISTITUZIONI - Una seconda lettera è invece indirizzata  al commissario Sottile, al ministro dell'Ambiente Orlando, al sindaco di Roma Marino, al presidente della Regione Zingaretti, all'assessore comunale ai rifiuti Estella Marino, all'assessore regionale Civita e ai vertici di Ama, il presidente Piergiorgio Bevenuti e l'Ad Giovanni Fiscon. Nella lettera, che sarà pubblicata domani come inserzione su un quotidiano, Cerroni suggerisce una proroga dell'impianto della Valle Galeria per quanto riguarda i residui dei Tmb Malagrotta 1 e 2, affermando che "la chiusura comporterà problematiche di vario tipo, più volte prospettate, e su cui è opportuno riflettere per adottare efficaci soluzioni".


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    L'Asl Rm/D nel mirino del Movimento 5 Stelle. I consiglieri regionali Barillari e Porrello hanno presentato tre interrogazioni a risposta scritta su presunti sprechi. La prima, spiegano in una nota, è "nata da una denuncia di un cittadino che dopo essere stato visitato da una regolare commissione di tre persone (secondo quanto correttamente previsto dalla legge n. 295 del 15 ottobre 1990 n. 387 e il successivo Decreto del Ministero del Tesoro - 5 agosto 1991), ha constatato che i verbali ricevuti dall'Inps, riportavano la firma di un quarto medico, una pediatra, dirigente di una Uoci, che non era presente alla visita". L’interrogazione ha come oggetto le modalità di accertamento dell’invalidità civile e chiede al commissario Zingaretti di conoscere criteri e modalità per l’individuazione delle figure professionali che formano le commissioni e di fornire informazioni su quante sono state e quanto sono costate, almeno nell'anno 2012, le commissioni di invalidità in cui, nei relativi verbali, appaiono le firme di più dei tre medici previsti per legge". 

    "CARTA DEI SERVIZI, STAMPATE 10MILA COPIE" -  "La seconda - prosegue il comunicato - affronta l’anomalia rappresentata dalla decisione della Asl Rm/D di produrre una 'Carta dei Servizi' in 10.000 copie cartacee, un’iniziativa che secondo l’Azienda non ha costi per la collettività in quanto totalmente pagata dalla società Nielsen Comunicazione di Verona, che ha ricevuto l’affidamento per realizzazione e stampa senza partecipare ad un bando di gara, mediante l'acquisizione di inserzioni pubblicitarie tra i fornitori della Asl e inserzionisti istituzionali. A questo riguardo i consiglieri del M5S chiedono a Zingaretti di essere messi a conoscenza delle modalità di affidamento, indicando con quale delibera è stato deciso di non effettuare un bando di gara e di sapere se la differenza tra costi e introiti pubblicitari rappresenti un utile per la Nielsen".

    "TROPPE CONSULENZE PSICOLOGICHE" - "La lotta agli sprechi è protagonista dell’ultima interrogazione, scaturita da un’analisi dell’aumento anomalo di prestazioni consultoriali nei resoconti del 2012 del Sistema Informativo Sanitario delle 'Prestazioni dei Consultori familiari per branca e presidio' - conclude il comunicato - le cifre pubblicate raccontano che due consultori (Massimina e Colle Massimo) registrano un incremento delle prestazioni di 'Psicologia' rispettivamente del +679,4% e del +634,2% (da 34 a 265 prestazioni a Massimina; da 79 a 580! a Colle Massimo). L’interrogazione chiede spiegazioni per comprendere le motivazioni dell'incremento delle consulenze psicologiche presso i citati consultori e dettagli sulla tipologia di consulenze psicologiche, i ruolini delle presenze del personale dedicato ad effettuare i servizi di 'Psicologia' e le attestazioni delle visite effettuate e conoscere i costi che gravano sulla sanità del Lazio di tali attività".


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    Lasciò liberi nel giardino di casa i suoi due Rottweiler che aggredirono la colf dilaniandola mortalmente. Per questo il proprietario dei due animali, Rosario R., rischia di finire sotto processo. Il pm Mario Palazzi ha infatti chiuso l'inchiesta nei suoi confronti, atto questo che di norma prelude a una richiesta di rinvio a giudizio. Omicidio colposo il reato contestato all'uomo.

    I fatti risalgono al 16 luglio 2012 quando Elena Farese, la colf 74enne della villa in via della Giustiana, venne aggredita dai due cani. La mattina di quel giorno la donna, dopo essere entrata nel giardino dell'abitazione con le chiavi in suo possesso, fu dilaniata dai cani. I due animali furono poi soppressi dai carabinieri a colpi d'arma da fuoco. Trasferita d'urgenza in codice rosso presso l'ospedale Sant'Andrea, la donna morì il 15 settembre successivo.

     Secondo il capo d'imputazione, al proprietario dei due rottweiler si contesta di aver cagionato la morte della domestica avendo lasciato i due cani “liberi nel giardino della propria abitazione mentre con la sua famiglia si trovavano fuori Roma” e “avendo dato disposizioni al proprio collaboratore di lasciare liberi i cani e non di tenerli nella zona recintata a loro dedicata”, pur essendo consapevole (o comunque dovendolo essere) del pericolo in ragione dell'indole dei Rottweiler che ciò poteva comportare alla domestica a suo servizio che regolarmente lì si recava per le pulizie anche in assenza dei proprietari. 


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    "Renzi è molto netto ed è sicuramente straordinaria risorsa per il nostro Paese". L'endorsement del sindaco Ignazio Marino per il collega di Firenze arriva in serata, a margine della Festa nazionale del Pd, a Genova. "Spero che al momento del congresso si discutano le proposte per poi dare il proprio voto" ha detto Marino che ha aggiunto: "Non sto per chi ha gli occhi blu o gli occhi castani, sto per chi presenta le proposte migliori per strutturare un partito che sia al servizio del Paese".

    Intanto è stata annullata la passeggiata in bici del sindaco di Roma insieme al primo cittadino di Firenze. La pedalata si trasforma in una "passeggiata pedonale". I due sindaci rinunciano al percorso sulle due bici "per motivi di ordine pubblico e migliore gestione dell'evento". I due sindaci, quindi, come spiegato dall'ufficio stampa di Marino, percorreranno a piedi via dei Fori Imperiali per poi visitare il parco archeologico e tornare in piazza del Campidoglio. Intanto però le bici che si prevedeva sarebbero state utilizzate per la passeggiata restano schierate sotto palazzo Senatorio nella "speranza", soprattutto di fotografi e cameraman, che i due sindaci cambino idea.


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    Chiedono “Assunzioni su tutti i posti vacanti”, “Rifinanziamento della scuola pubblica e ritiro dei tagli”. Sono i docenti precari che oggi alle 15 si incontreranno per un presidio in via Pianciani, nella sede del provveditorato. La protesta arriva dopo l’occupazione degli uffici di due giorni fa, quando, con lo slogan “Lavoratori usa e getta”,  i precari hanno denunciato la loro situazione lavorativa. A poco, a loro dire, è servito l’incontro con la dirigente dell’ufficio scolastico regionale Maria Maddalena Novelli: “E’ stato solo un rimpallo di responsabilità”.

    LE RICHIESTE - Due i fronti su cui i manifestanti intendono muoversi. “Da un lato ci preme far conoscere a tutti che l’assunzione di 11mila docenti, a fronte di 100mila contratti a tempo determinato, è insufficiente - spiega a Paese Sera Massimo del Coordinamento precari scuola Roma – dall’altro chiediamo a gran voce un incontro urgente con la ministra Carrozza perché ascolti le nostre istanze”. Insieme ai docenti romani sono previste manifestazioni anche in altre città italiane come Milano e Ravenna.

    I RISULTATI DEL CONCORSONE - Solo nel Lazio a trovarsi in queste condizioni sono decine di migliaia di persone. “Si preferisce lasciare 100mila insegnanti nella precarietà – sottolinea Massimo - così se ci sarà bisogno di nuovi tagli basterà non rinnovare i contratti”. Sotto accusa anche il cosiddetto “concorsone” voluto dall’ex ministro Profumo di cui, proprio nel Lazio, non si conoscono ancora le graduatorie. “La Regione aveva fatto sapere che entro il 31 agosto non sarebbero riusciti a comunicare i risultati – aggiunge il rappresentante del coordinamento – questo perché i commissari esaminatori sono stati pagati poco e non sono stati nemmeno esonerati dal loro lavoro, quindi avrebbero dovuto svolgere doppio incarico”.

    LO SPETTRO DELLA DISOCCUPAZIONE - Il paradosso è che a fronte di tanti docenti precari ci sono altrettanti laureati che tramite canali diversi continuano ad abilitarsi. “E’ assurdo – continua Massimo – che all’incirca altre 90mila persone solo quest’anno abbiano frequentato corsi per diventare insegnanti, finanziando l’università”. Persone che, se tutto resta così com’è, si avviano a un futuro da disoccupati.

    (Foto di archivio)


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    Convinto che la pistola fosse scarica ha sparato contro la moglie, morta poco dopo. E' accaduto ieri sera in un'abitazione in via Pescaglia dove viveva la coppia: 73 anni lui, 63 lei. Secondo la versione riferita dall'uomo agli agenti del commissariato San Paolo, la moglie lo avrebbe visto in salone con la pistola calibro 45 regolarmente detenuta in mano e gli avrebbe chiesto se non avesse intenzione di spararsi. Lui a quel punto avrebbe risposto scherzando: "No avrei intenzione di sparare a te".

    L'uomo avrebbe poi premuto il grilletto puntando l'arma verso la moglie, colpendola al fianco. "Stavo scherzando e pensavo che l'arma fosse scarica - si è giustificato l'uomo - Sono rimasto sorpreso vedendo invece partire un colpo". La donna 63 anni si sarebbe a quel punto rifugiata in bagno. L'uomo quindi, in stato confusionale, ha chiesto aiuto ad una vicina che ha chiamato la polizia. La donna è stata trasportata al San Camillo, dove è morta intorno all'una. L'uomo è stato arrestato con l'accusa di omicidio colposo e attualmente è detenuto in carcere. Sono comunque in corso le indagini della Squadra Mobile di Roma per chiarire i dettagli della vicenda. Sul posto sono intervenuti anche gli uomini della polizia Scientifica per i rilievi.


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    E' stato trovato l'uomo contro cui ieri sono stati esplosi quattro colpi di pistola mentre camminava in piazza Elio Rufino, nei pressi di via Cristoforo Colombo a pochi passi dalla sede della Regione Lazio. Si tratterebbe di un romano 56enne con residenza però a Torino e con precedenti penali. L'uomo è stato trovato in via Chiodelli, in zona Ponte di Nona, insieme alla persona che gli aveva dato un passaggio per darsi alla fuga dopo gli spari. Rintracciato dai carabinieri della compagnia Roma Eur è stato portato all'ospedale Tor Vergata.

    L'uomo è stato colpito da quattro proiettili: due alla gamba sinistra, uno alla destra e uno a ridosso della zona pubica. In prognosi riservata ma non in pericolo deve essere sottoposto ad intervento chirurgico. A quanto ricostruito dai militari alla base degli spari un credito di qualche migliaia di euro che la vittima vantava nei confronti del suo aggressore. Quest'ultimo, un 41enne pregiudicato, fu rintracciato dai carabinieri poco dopo la sparatoria avvenuta intorno alle 16, ancora a bordo delle Fiat Panda nera da cui aveva esploso i colpi e in possesso di una calibro 22.

    Sentito dai carabinieri, il 41enne ha infatti raccontato che l'uomo verso il quale ha esploso i colpi è un collega commerciante "reo" di avergli richiesto con modi arroganti e alla presenza di conoscenti comuni la restituzione di un prestito di denaro. Ferito nell'onore, il 41enne ha prima avuto una colluttazione con il "creditore", poi gli ha sparato quattro colpi.


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    Traffico rallentato in zona Casalbertone. Questa mattina, intorno alle nove, un tir contenente materiale edile si è infatti ribaltato in via Torelli. Nessun ferito. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia locale di Roma capitale.


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    Un uomo, G.C., 51enne italiano, è stato visto ieri sera aggirarsi con un atteggiamento minaccioso in via Rocco da Cesinale con un fucile tra le mani. Alcuni testimoni spaventati, hanno telefonato al 113 chiedendo aiuto. Gli agenti del Reparto Volanti, immediatamente accorsi sul luogo della segnalazione, hanno trovato ad attenderli un signore, che, in stato di agitazione, ha raccontato loro di aver avuto una lite verbale con un suo conoscente e che questo, poco dopo si è presentato in prossimità del suo giardino e l’ha minacciato con un fucile incurante della presenza di persone adulte e di bambini.

    La vittima ha aggiunto poi che l’uomo si era appena allontanato a piedi verso via Ignazio Persico. I poliziotti così senza perdere tempo, si sono messi sulle sue tracce e, grazie alle indicazioni di alcuni residenti, sono riusciti ad individuare l’appartamento dell’uomo. Hanno bussato alla sua porta intimandogli di aprirla. In un primo momento questo si è rifiutato di far entrare in casa gli agenti ma, quando ha capito che da lì a poco sarebbero entrati con la forza, si è arreso. In evidente stato di ebbrezza alcolica i poliziotti sono così riusciti a bloccato. Perquisita l’abitazione, all’interno dell’armadio della camera da letto, è stata ritrovata la carabina calibro 22 mentre, in un cassetto del comodino, è stato rinvenuto un coltello a scatto di 10 cm., entrambi sequestrati. Accompagnato negli uffici del Commissariato San Paolo, l’uomo è stato arrestato per detenzione e porto illegale di arma comune da sparo e minacce aggravate. I primi accertamenti hanno permesso di scoprire che l’uomo, approfittando dell’assenza da casa di un suo parente, si è impossessato a sua insaputa del fucile regolarmente detenuto dall’uomo.


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    Arrestata la 69enne di origine filippina che è ritenuta il capo di una banda dedita all'usura e all'estorsione. La donna, ufficialmente collaboratrice domestica, era riuscita a scappare all'estero nel corso di un’operazione denominata “Usura Filippina”, che lo scorso 7 maggio portò all’arresto di 10 persone da parte degli stessi carabinieri.

    Ieri, al suo rientro in Italia, è stata arrestata dai carabinieri che le hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip presso il Tribunale di Roma. Dopo l’arresto, la 69enne è stata associata al carcere di Rebibbia. Le indagini dei carabinieri hanno permesso di accertare che gli arrestati realizzavano prestiti di denaro a connazionali in difficoltà economiche con tassi che raggiungevano anche l’80% annuo. Un centinaio, finora, le vittime accertate dai militari dell’Arma.


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    Tre manichini realizzati con buste di plastica, vestiti con jeans e t-shirt e imbrattati di salsa di pomodoro. E' l'ennesima protesta shock contro la ministra per l'Integrazione Cecile Kyenge che oggi pomeriggio sarà ad Ostia per un dibattito organizzato dai Giovani Democratici del Circolo PD di Ostia Centro dal titolo “Giovani… che cosa?”.

    I manichini sono stati trovati questa mattina sul marciapiede davanti al cancello d'accesso al chiostro di Palazzo del Governatorato. Sul posto è stato trovato un volantino firmato con il simbolo del movimento Forza Nuova con la scritta "l'immigrazione è il genocidio dei popoli. Kyenge dimettiti". A quanto si apprende a trovare i tre fantocci è stata un'impiegata della ditta di pulizie del Municipio. Sulla vicenda indagano i carabinieri di Ostia.

    Forza Nuova è orgogliosa del suo blitz razzista e su Facebook scrive: "Ci chiediamo cosa abbia da dire circa le politiche sui giovani un personaggio che sta dedicando la sua attività politica alla disintegrazione dell'identità nazionale. Le sue parole traboccano di razzismo nei confronti della cultura europea. Famose ormai sono le sue uscite sullo Ius Soli, sull'abolizione della legge Bossi-Fini e del reato di clandestinità. Vogliamo lanciare un messaggio forte che è bene che si sappia: l'immigrazione uccide, genera delle bombe ad orologeria pronte a deflagare se non viene controllata. Non vogliamo fare la fine delle banlieues parigine. In quanto cattolici, lontani da ogni pregiudizio razziale, siamo preoccupati per la deriva islamista che sta prendendo piede in Europa, di cui la crisi del Medio Oriente è solo l'inizio".

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    STRISCIONE CASAPOUND: "NO ALLO IUS SOLI" - 'L’Italia non è una burocrazia. No allo ius soli'. Questo la scritta su uno striscione che questa notte i militanti di CasaPound Italia litorale romano hanno affisso sul ponte pedonale di via dei Romagnoli, all'ingresso di Ostia. "Con questo striscione - si legge in una nota di Casapound - abbiamo voluto ricordare al ministro Kyenge la nostra contrarietà a una cittadinanza basata sullo ius soli, che è un concetto proteso alla disintegrazione delle identità nazionali. Noi riteniamo che l'unico principio sulla base del quale la cittadinanza può e deve essere concessa è lo ius sanguinis, principio riconosciuto in tutta Europa, in base al quale la cittadinanza è riconosciuta su criteri oggettivi come il sangue, la filiazione, l’etnia ed una stessa lingua. Ribadiamo ancora una volta che qualora le idee del ministro rischino di trovare concreta attuazione, CasaPound Italia darà battaglia per difendere l’identità nazionale e il senso di appartenenza ad una storia, ad una tradizione e ad un popolo, un senso di appartenenza che non nasce solo perché si è nati sul suolo italiano, ma perchè ci sono radici più profonde ed un identità storica e nazionale da difendere. Il Ministro Kyenge era stata invitata a partecipare ad un dibattito alla festa nazionale del nostro movimento che si terrà dal 12 al 15 settembre a Revine Lago, proprio per confrontarci su questi argomenti quali integrazione e cittadinanza, ma il nostro invito è stato respinto. Peccato per il ministro che ha perso l’occasione per un confronto libero".

    LE REAZIONI - "I messaggi di intolleranza e odio verso il Ministro Kyenge hanno superato ogni limite. La condanna a Forza Nuova sia unanime e netta" scrive su Twitter il vicesindaco Luigi Nieri. "Oltre al cattivo gusto, un episodio pericolosissimo di intolleranza che non può essere giustificato in nessun modo" commenta Francesco D’Ausilio, capogruppo del Pd all’Assemblea capitolina. "Le condanne non bastano più: che le forze dell’ordine intervengano immediatamente contro questi criminali. Il clima di odio contro la ministra deve cessare subito, prima che si giunga a conseguenze più serie - continua D'Ausilio - gli esponenti di Forza Nuova che si sono macchiati di questa vergogna sappiano che non è l’immigrazione il 'genocidio dei popoli', come hanno scritto nel loro volantino di rivendicazione. Il genocidio dei popoli è l’ideologia fascista che ancora si ostinano a professare, nonostante la storia li abbia ampiamente condannati. Solidarietà alla ministra e a tutti gli amministratori del X Municipio". "Un’iniziativa di pessimo gusto che denuncia il clima di odio e di intolleranza nei confronti del Ministro Kyenge. Invitiamo tutte le forze politiche ad esprimere ferma condanna per questo episodio. Una formazione come questa, che si richiama apertamente al ventennio fascista è incompatibile con la nostra Costituzione e deve essere sciolta" dichiara in una nota Gianluca Peciola, capogruppo di Sel in Campidoglio.

    "Alla ministra Kyenge va la solidarietà del X Municipio" dichiara Giovanni Zannola (Pd), presidente della commissione municipale politiche Sociali, Pari Opportunità e Sport. E aggiunge: "La presenza di formazioni neofasciste, omofobe e razziste come CasaPound e Forza Nuova in questo territorio è molto preoccupante. La loro attività non è più classificabile come manifestazioni di natura politica o di pensiero, ma piuttosto come atti di inciviltà e di degrado culturale. Quello che è accaduto non può essere tollerato in nessun modo come nessun gesto di natura razzista. La risposta migliore dovrebbe arrivare dal parlamento: approvare lo ius soli immediatamente e impegnare le forze dell'ordine nel reprimere queste formazioni fasciste, illegali anche secondo la nostra Costituzione". "La politica non può restare a guardare, così come la nostra città. Ostia è una città aperta, solidale e democratica. Il blitz di Forza Nuova è indegno, attendiamo a braccia aperte il Ministro Kyenge" dichiara in una nota il presidente del X Municipio di Roma Capitale Andrea Tassone. "Abbiamo piena fiducia nel fatto che anche la cittadinanza del X Municipio saprà reagire con fermezza ad un gesto ignobile" aggiunge l'assessora municipale Emanuela Droghei.

    "Accusare il Ministro Kyenge di voler disintegrare la nostra identità nazionale o di usare parole intrise di razzismo verso la cultura europea è un esercizio che rasenta il ridicolo. Mi auguro che questo possa essere l’ultimo gesto nei confronti del Ministro da parte di chi cerca visibilità attraverso azioni eclatanti e di cattivo gusto, visto che la pochezza degli argomenti espressi è sotto gli occhi di tutti" dice Giulia Tempesta, vice capo gruppo del Pd in Campidoglio.


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    "Per l'ennesima volta le porte per noi restano chiuse". Così in una nota il presidio No discarica Divino Amore che ieri sera ha bloccato di nuovo la via Ardeatina, dopo il presidio al ministero dell'Ambiente. "Abbiamo chiesto a gran voce di conoscere prima il luogo e l'orario della riunione di ieri e poi l'esito dell'incontro, ammesso ci sia stato - raccontano i manifestanti - Ci siamo mobilitati ieri pomeriggio in un sit in davanti al Ministero dell'Ambiente e neppure in quel frangente si sono degnati di darci una risposta", lamentano i manifestanti che tornano a chiedere le dimissioni del commissario straordinario:  "Sottile - concludono dal presidio - come previsto dal decreto di nomina, è tenuto a produrre piani, programmi e tabelle finanziarie rispetto alla sua azione. Ed è tenuto, altresì, a presentare una relazione mensile sullo stato di avanzamento delle attività svolte. Ci chiediamo se siano mai state presentate queste relazioni, che dovrebbero essere rese pubbliche e non secretate come tutto ciò che riguarda questa vicenda".

    Intanto oggi dovrebbe arrivare sulle scrivanie del procuratore Pignatone, del prefetto Pecoraro e del ministro Orlando la relazione della guardia di Finanza sulla Ecofer, la società propietaria del sito dove dovrebbe sorgere la discarica. Le verifiche, per scongiurare il rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata, erano state chieste dallo stesso ministro e sollecitate da Francesco Storace in un'interrogazione in Regione.


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    Sarà processato il 20 novembre Luigi Preiti, l'uomo che il 28 aprile scorso sparò davanti palazzo Chigi ai carabinieri. La Procura ha infatti chiesto e ottenuto nei suoi confronti il giudizio immediato per i reati di tentato omicidio di quattro carabinieri, porto abusivo di arma clandestina e di riciclaggio. Tale rito permette di saltare la fase dell'udienza preliminare e di andare direttamente al dibattimento. Non è escluso che la difesa di Preiti possa formalizzare la richiesta di rito abbreviato e in questo caso l’udienza di novembre salterebbe e dovrebbe essere fissata una nuova davanti al gup. Nella sparatoria rimasero feriti in modo grave il brigadiere Giuseppe Giangrande, colpito al collo, e in maniera lieve l'appuntato Francesco Negri, raggiunto da un proiettile a una gamba. Un terzo uomo dell'Arma si vide perforare il giubbetto antiproiettile, mentre il quarto si salvò gettandosi in terra.


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    Inizierà il 12 dicembre davanti alla III Corte d'appello il processo di secondo grado per la vicenda dei presunti abusi sessuali denunciati da genitori di piccoli alunni della scuola materna "Olga Rovere" di Rignano Flaminio. Il processo di primo grado si concluse il 28 maggio 2012 con l'assoluzione dei cinque imputati: le maestre Marisa Pucci, Silvana Magalotti e Patrizia Del Meglio, l'autore televisivo Gianfranco Scancarello (marito della Del Meglio) e la bidella Cristina Lunerti. A contestare l'assoluzione, disposta con formula piena, sono stati il procuratore capo di Tivoli, Luigi De Ficchy, e l'avvocato Carlo Taormina, legale di alcune delle parti civili. La Procura di Tivoli nell'atto d'appello ha contestato punto per punto la sentenza. Per De Ficchy, i giudici hanno svalutato sia gli esiti dell'incidente probatorio, che le prove dichiarative, le consulenze del pm e quelle delle parti civili.


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    Doveva essere una "biciclettata" su via dei Fori ma poi si è trasformata in una passeggiata a piedi "per motivi di ordine pubblico e migliore gestione dell'evento" . Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, e il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, sono stati assediati da giornalisti, cameraman e fotografi; hanno percorso via dei Fori molto lentamente cercando di chiacchierare tra un "punto foto" e tentativi poco realizzabili da parte di giornalisti di fare domande lungo il percorso. I due primi cittadini sono infine entrati nell'area archeologica per poi tornare in Campidoglio e incontrare i giornalisti.

    "RENZI, PRIMO SINDACO A PEDONALIZZARE" - Perché Matteo Renzi è qui? "Perché è stato il primo sindaco a pedonalizzare". Così Marino prima dell'inizio della passeggiata. "Ringrazio il sindaco Marino - è intervenuto Renzi -  Credo che l'Italia abbia molto bisogno di ripartire dai territori e dai sindaci e anche da questo punto di vista Roma è vitale. La pedonalizzazione non è la prima realizzata in Italia ma è probabilmente un'operazione culturale e quando è un investimento culturale che cerca di restituire un patrimonio culturale ha un grande significato".

    IL CONFRONTO E I NUOVI PROGETTI - Dopo la passeggiata il sindaco di Roma ha spiegato che "L'idea era quella di confrontarci perché a Roma abbiamo avviato un processo importante di pedonalizzazione e Renzi ha fatto un po' da apripista nella sua bellissima citta'". "Poi abbiamo anche altri aspetti sui quali vogliamo confrontarci insieme. Andrò a Firenze - ha continuato Marino - perchè siamo impegnati a cercate gli strumenti migliori per lavorare con le nostre municipalizzate. Abbiamo confrontato alcuni modelli amministrativi e questo è il percorso da seguire". Secondo Marino "il sindaco rappresenta sia l'elemento di maggiore esposizione sia di vicinanza per la qualità della vita delle persone. Questo è il senso del nostro incontro. Ringrazio Renzi perché mi ha aiutato durante la campagna elettorale e aveva chiesto di venire a vedere i Fori e oggi li ha visti e nelle prossime settimane restistuiro' la visita".

    CAOS IN CONFERENZA STAMPA - Caos nella sala Promoteca in Campidoglio dove è stata organizzata la conferenza stampa. Alcuni giornalisti, fotografi e cameraman prima dell'arrivo dei sindaci in sala si erano spostati all'ingresso "minacciando" di lasciare l'appuntamento. "Grazie e mi scuso per le difficoltà ma sinceramente non ci attendevamo tanta attenzione", si è giustificato Marino.


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