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  • 09/04/13--05:36: IL PROGRAMMA
  • Fino a Venerdì 6 settembre: Parco degli Scipioni, via di Porta Latina ,10

    • Tutti i giorni dalle 16,30
      Attività di gioco, laboratori artitistici ed ecologici, spettacolo e cultura con e per i bambini e i ragazzi di Roma ne "LA CITTA' IN TASCA".
    • Tutti i giorni dalle 10,30 alle ore 13,30 e dalle 15,30 alle 19,30
      Apertura de "Il cantiere delle Re Boat" dove si potrà costruire, sotto la supervisione di tutor esperti, la propria imbarcazione. 
      Esposizione nello spazio RE CONTEST delle opere finaliste di CONTESTECO, PREMIO LE SQUISIVOGLIE 2013, il concorso più artistico del web

    Sabato 7 Settembre

    • ore 11,30
      Al Parco centrale del lago dell'Eur di Roma- Zattera gallegiante Cythera
      Apertura dello spazio Re Boat Race che prevede arrivo delle imbarcazioni: posa in acqua e prove di galleggiamento. Brief con gli equipaggi
    • dalle ore 16,30
      A "La Città in Tasca" - Parco degli Scipioni- Via di Porta Latina, 10
      Esposizione nello spazio Re Contest delle opere finaliste di CONTESTECO

    Domenica 8 Settembre

    • dalle ore 9 alle 13
      Al Parco centrale del lago dell'Eur di Roma - Zattera galleggiante Cythera
      Re Boat Race, trofeo centrale del latte di Roma
      la regata di imbarcazioni riciclate più pazza e colorata di fine estate
      Arrivo, interviste e premiazioni
    • dalle ore 16,30 alle 20,30 
      Festa di "arrivederci" a LA CITTA' IN TASCA, cultura, spettacolo e gioco con baimbini e i ragazzi di Roma. Parco degli Scipioni, via di Porta Latina 10. 
      Esposizione nello spazio RECONTEST delle opere finaliste
    • dalle 19,30 in poi
      Premiazioni del concorso "CONTESTECO, PREMIO LE SQUISIVOGLIE 2013", il concorso artistico più eco del web 

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    Sei un tipo sportivo? Ami il mare ma non hai una barca? Il tuo posto è alla Re-Boat Race. La regata più pazza ed ecologica di Roma. Un appuntamento che si rinnova il 7 e l’8  settembre al laghetto dell’Eur. Una giornata all’insegna dello sport, del divertimento e dell’ambiente.  

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    La Re-boat Race, giunta alla quarta edizione, è promossa dall’associazione sportiva dilettantistica Sunrise1 (in collaborazione con tanti altri soggetti, come l’Arci-ragazzi Roma, Sunnyway, Energy at Work, Eur spa) è la prima regata in Italia di imbarcazione costruite con materiale di recupero e riciclo. Un evento che vedrà impegnati tanti equipaggi nel prossimo week-end all’interno del laghetto dell’Eur vicino alla Piscina delle rose.

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    SPORT E AMBIENTE-  La Re Boat Race è una prova principalmente sportiva ma anche artistica, e soprattutto ecologica e ogni anno attrae decine di appassionati che si cimentano non solo nella gara ma anche nella costruzione dei propri battelli: tutto è permesso con un’unica eccezione: le barche devono essere costruite con materiale riciclato, per il resto va bene tutto e spazio alla fantasia. Perché verrà premiata sicuramente l’imbarcazione più veloce ma ci sono premi anche per quella più simpatica, geniale, innovativa.  
    A sfidarsi team di famiglie, scuole, gruppi sportivi, centri estivi, amici . “Lobiettivo – ha detto il presidente dell’associazione Sunrise 1 Stefano Bernardini  alla conferenza stampa di presentazione– è quello di diffondere, attraverso l’Arte, lo Sport, il Gioco – in particolare tra i giovani – i temi del recupero, riuso e riciclo, la conoscenza delle fonti d’energia pulite e rinnovabili, sensibilizzandoli alla scoperta e comprensione dei concetti di sviluppo sostenibile”.  

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    TANTE INIZIATIVE- Tante le iniziative che accompagneranno la manifestazione centrale, come quella della “Città in tasca”, promossa dall’Arciragazzi-Roma, presente con stand in parco degli Scipioni e dove fino al 7 setttembre ci saranno iniziative per bambini con attività ludiche, ricreative, giochi di squadra, laboratori.
    Ma soprattutto ci saranno spazi dove costruire le proprie eco- imbarcazioni: “Abbiamo iniziato con pochi mezzi – ha detto Sinibaldi  presidente di Arciragazzi – ma la grande affluenza di concorrenti che vogliono costruire le proprie barche da noi ci ha imposto di attrezzarci meglio”.
    Ad oggi gli equipaggi iscritti sono 15, molti, secondo le previsioni, si presenteranno la mattina stessa della gara. Sempre legata alla manifestazione ci sarà il “Contesteco, premio le Squisivoglie”, il concorso artistico più eco del web che premierà l’opera più eco-sostenibile” presentata entro il 25 agosto. Tutte le opere sono già esposte presso gli stand della “Città in tasca” mentre la premiazione avverrà nel giorno della gara (domenica 8 settembre). 


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    Continuano le polemiche attorno a Stefano Cucchi, il geometra romano deceduto al Pertini il 22 ottobre 2009, sei giorni dopo il suo arresto. La deposizione delle motivazioni della sentenza che, per la sua morte, ha assolto tre poliziotti, tre infermieri e condannato sei medici del Pertini (cinque per omicidio colposo e uno per falso ideologico), ha inasprito il dibattito su tutti i fronti. Da una parte il Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria non ha gradito le parole del ministro Anna Maria Cancellieri, che proprio ieri aveva accennato ad ulteriori "accertamenti amministrativi in corso", mentre dall'altra la procura non sembra essere intenzionata a verificare eventuali responsabilità dei carabinieri sulla morte di Stefano.

    IL SAPPE - Secondo il Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria i numerosi accertamenti operati sul comportamento degli agenti di polizia penitenziaria, escluderebbe ogni ulteriore indagine, come prospettato, invece, dal Guardasigilli. "A noi risulta – dichiara il segretario del Sappe, Donato Capece - che una inchiesta amministrativa venne immediatamente disposta dall'allora capo del Dap Ionta, tesa ad accertare l'operato del personale in servizio nel Reparto detentivo dell'Ospedale Pertini e nelle celle detentive del Palazzo di Giustizia a Roma. Inchiesta che "escluse responsabilita' da parte del personale di polizia penitenziaria. A quali altre attivita' ispettive ministeriali si riferisce il Guardasigilli?".

    L'INDAGINE C'E' GIA' STATA - "Quell'accertamento sulla 'assenza di responsabilità da parte di personale della polizia penitenziaria nel decesso di Stefano Cucchi - prosegue Capece - fu una notizia importante, che conforto' la nostra originaria convinzione che all'Ospedale Pertini ed al Palazzo di Giustizia di piazzale Clodio la polizia penitenziaria ha lavorato e lavora come sempre nel pieno rispetto delle leggi, con professionalita' e senso del dovere. Constato - continua Capece - che il ministro della Giustizia ha ricevuto al ministero la sorella di Stefano Cucchi ma non i tre agenti di polizia penitenziaria assolti. Mi auguro ora che dopo aver avuto conoscenza delle motivazioni della sentenza della Terza Corte d'Assise di Roma il Guardasigilli esprima vicinanza e solidarieta' alla polizia penitenziaria rispetto a quanti hanno 'sbattuto il mostro' (ovvero i poliziotti penitenziari) al pubblico ludibrio ed hanno associato piu' o meno velatamente al nostro lavoro i sinonimi inaccettabili di violenza, indifferenza e cinismo".

    PROCURA: NESSUNA INCHIESTA SUI CARABINIERI - Intanto la Procura di Roma non pare intenzionata ad aprire un nuovo fascicolo sul comportamento tenuto dai carabinieri che tenevano in custodia Stefano Cucchi. Nonostante la III Corte di Assise abbia sollevato nelle motivazioni un “legittimo dubbio", riguardo un possibile pestaggio che il geometra potrebbe aver subito ad opera dei carabinieri, gli inquirenti ritengono che tutti gli elementi emersi nella fase istruttoria e d'accertamento siano già stati portati in aula. Quindi allo stato attuale non si può ipotizzare l'apertura di un fascicolo stralcio. Per quanto concerne le condanne comminate ai sei medici, invece,  è probabile che vengano contestate, così come le assoluzioni riguardanti gli agenti di polizia penitenziaria, le cui prove a carico sono state ritenute contradditorie dalla Corte.


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    Più tempo. E quello che chiede la maggioranza del primo Municipio sulla delibera per gli artisti di strada. La fibrillazione arriva dopo le modifiche chieste da Sel. "Una proposta di modifica - dice il consigliere di FdI, Stefano Tozzi - che fa partire la richiesta di più tempo per esprimere un parere". La posizione del centrodestra è chiara da tempo. Il provvedimento firmato da Alemanno, con una serie di restrizioni alle rappresentazioni, che a loro piaceva. Cavalcando così le proteste dei cittadini del centro storico.

    "Francamente rimaniamo basiti rispetto alla scala di priorità che il centro sinistra capitolino fornisce per la tutela e la vivibilità del centro storico. La soppressione di tale provvedimento rappresenterebbe un grave passo indietro rispetto alla vivibilità ed al decoro", aggiunge l'esponente di FdI. Nessuna divisione assicura il Pd. "Non c’è stata nessuna spaccatura all’interno della maggioranza del Municipio I”, afferma Tommaso Giuntella. Per il capogruppo dem “si vuole solo dare un ulteriore spazio di discussione a un processo costruttivo che è solo all’inizio. E' l’occasione per combattere le forme di abusivismo, sfruttamento dei migranti e racket introducendo una regolamentazione nell’arte di strada che ci avvicina agli standard delle altre capitali europee”.

    Intanto arriva il primo sì. E' quello del Consiglio del Municipio VIII (ex 11)."Con questo atto Roma - spiega il presidente Catarci - riconoscerà i diritti degli artisti di strada e valorizzerà il loro lavoro come momento di aggregazione sociale della collettività e di sviluppo del turismo culturale”. 


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    Un lungo applauso al suo arrivo e una certezza:"io vado avanti". Dopo una giornata passata a condannare il blitz di Forza Nuova, il popolo del centrosinistra si stringe attorno al ministro dell'Integrazione e delle Politiche giovanili, Cecile Kyenge giunta intorno alle 20 ad Ostia per partecipare al dibattito dal titolo “Giovani… che cosa?”, organizzato dai Giovani democratici del Circolo PD di Ostia Centro presso la sala consiliare del Municipio X. Ad accogliere il ministro Kyenge il presidente del municipio X Andrea Tassone, l'assessore municipale Emanuela Droghei, cittadini e militanti politici. Entrata nell'aula consiliare, il ministro è stato salutato da un lungo applauso. Il perimetro del municipio e' presidiato dalle forze dell'ordine. Sul posto sono presenti agenti e blindati dei carabinieri e della Polizia.

    Kyenge tassone napolitano

    IL MINISTRO: VADO AVANTI - Come suo stile, il ministro Kyenge ha cercato di non personalizzare eccessivamente il blitz notturno di Forza Nuova, l'ennesimo di una lunga serie di attacchi a sfondo razzista di cui è ormai vittima da mesi. "Reagisco sempre al solito modo - le parole del ministro - Loro continuano con le provocazioni io vado avanti e credo che questi attacchi, sempre di più, devono essere visti come un attacco a una carica istituzionale, a una persona che siede all'interno delle istituzioni. Come tali devono essere considerate e giudicate. Per quanto mi riguarda proseguiro' il mio lavoro". 

    NON HO PAURA DI NIENTE - "Sono tre mesi che lo fanno ovunque vado - ha affermato Kyenge - e credo che la paura ci può stare, ma non dobbiamo mai perdere di vista l'obiettivo. Di fronte a una causa così grande come quella di riuscire a parlare a tutti di pari opportunità e diritti universali, non ho paura di niente. Ognuno è libero di esprimere il proprio disagio - ha aggiunto - ma sempre nel rispetto delle persone e delle regole. Se parliamo di pari opportunità, come recita anche la nostra Costituzione, questi gesti non hanno motivo di essere. Io non ho mai risposto agli attacchi e continuo a non rispondere. La miglior risposta è il nostro agire e la concretezza delle cose che facciamo". E al sindaco Marino che oggi, in seguito agli attacchi di Forza Nuova e Casapound a Ostia, l'aveva invitata in Campidoglio, la Kyenge così ha risposto: "dobbiamo condividere tutti lo stesso principio, quello del rispetto dell'altro, e di fronte a una persona che parla di questi principi la mia porta è sempre aperta". 

    GLI OBIETTIVI - "Il ruolo del ministero è quello di indirizzo, di coordinamento e di sostegno ai giovani, ma anche alle istituzioni locali - ha proseguito la Kyenge -  È per questo che uno dei miei prossimi impegni sarà quello di incontrare tutti gli assessori regionali, in modo da riuscire a fare valutazioni e analisi dei progetti, delle proposte e delle politiche che ogni Regione sta elaborando sul proprio territorio. L'obiettivo - ha concluso il ministro - è cercare di fare un coordinamento centrale per dare il supporto necessario e lavorare finalmente insieme e in sintonia, e non più separatamente, sulle politiche giovanili. Tutto questo per rafforzare politiche e linee guida, cercando fin da subito di mettere al centro i giovani, farli ritornare protagonisti e metterli in condizione di essere più incisivi anche all'interno delle istituzioni".

    IL MINISINDACO - "Sono fiero della presenza del ministro Kyenge - ha detto il presidente del X Municipio Andrea Tassone - ma allo stesso tempo deluso e frustrato perché sembra di stare in uno stato di Polizia che dimostra una grave inciviltà, perché quanto successo stanotte è gravissimo. In questi primi mesi di amministrazione municipale - ha proseguito Tassone -  abbiamo già affrontato tante questioni che non andavano, dalle inchieste agli arresti di mafia. Noi ci stiamo impegnando tantissimo per dare un futuro ai nostri giovani senza distinzioni di sorta era un impegno nel nostro programma elettorale e siamo intenzionati e determinati a rispettarlo". Al termine del dibattito a cui ha partecipato anche il deputato Pd, Khalid Chaouki, deputato Pd, il ministro Kyenge ha apposto la prima firma sul libro delle dediche del Municipio X ed ha raggiunto a piedi attraversando piazza della Stazione Vecchia il circolo del Pd Ostia Centro dove si e' fermata a parlare con i ragazzi che l'attendevano. Nel corso della sua visita ad Ostia del ministro Kyenge non e' stato registrato nessun problema di ordine pubblico.


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    Nonostante il numero programmato continui a non piacere agli studenti italiani la corsa alle iscrizioni non si arresta nè scoraggia la scarsità di posti disponibili: sono quasi 115 mila in tutta Italia gli studenti, freschi di maturità, impegnati in questi giorni nei test di accesso. A Roma dove i candidati sono stati 9.017 per un totale di 3824 posti, tutto si è svolto regolarmente. Sessanta i quesiti del test. Sul totale solo 1 su 3 potrà frequentare il corso di laurea triennale scelto.

    IL PRESIDE - Ci si consola - e di questi tempi non è poco - con una più che soddisfacente possibilità di trovare lavoro: nei primi due anni dal conseguimento della laurea che abilita anche alla professione, il 65% ha un impiego; il resto lo trova negli anni successivi. ''Le possibilità di queste lauree - afferma il preside della facoltà di medicina della Sapienza, Eugenio Gaudio, che è anche il presidente della conferenza nazionale dei presidi di medicina - sono ampie; se non fosse per il blocco del turn over gli assunti potrebbero crescere; c'e', per esempio, un deficit di infermieri, ne laureiamo 9.000 ma il ricambio annuo e' di 13 mila circa''.

    IL BONUS - Tra chi supera brillantemente il test le donne hanno la meglio, rappresentano il 70-75% del totale. Con la novita' del ''bonus maturità'' però non si escludono sorprese e comunque - afferma sempre Gaudio - il successo più significativo consiste nel fatto che ad ogni tipologia di laurea corrisponde una precisa professione. ''Fra dieci anni - dice Gaudio - vedremo risultati concreti, i reparti saranno gestiti in maniera piu' qualificata''. Tra le domande ai test alcune di cultura generale: per gli studenti romani è stato tirato in ballo il gruppo musicale dei Nirvana il cui terzo album si chiama come un organo del corpo umano (utero).

    LE VOCI - Ancora confusi, gli studenti escono alla spicciolata dalle aule e si ''attaccano'' letteralmente ai telefonini per parlare con amici e parenti. Vincenzo di 21 anni vuole fare l'infermiere dopo aver tentato inutilmente ingegneria perché ''offre uno sbocco lavorativo'' ben cosciente pero' che i ''pazienti non sono oggetti, ma persone e bisogna dedicare loro del tempo''. Anche Gloria, ne' e' convinta e tenta il test per la terza volta mentre Iva vi e' approdata dal Dams e dichiara che si comportera' con i malati ''come vorrebbe trattassero lei''. Anche Ilaria, 21 anni, ha scelto infermieristica ma esclusivamente per trovare lavoro: ''no non mi piace - afferma - anzi mi fa impressione ma ho bisogno di lavorare''. Simone, 27 anni, ha le idee più chiare: è già laureato in Lingue ma da 7 anni lavora come personal trainer in una palestra romana; ha scelto il corso di fisioterapista per aprirsi nuove opportunità.

    (foto d'archivio)


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    Due mondi, un tempo lontani, che si incontrano. E rischiano di cambiare, ancora una volta, la geografia politica dei democratici romani. La passeggiata ai Fori, i consigli sulla pedonalizzazione, il pranzo per scambiarsi appunti sul valore aggiunto della cultura nelle città che governano. Ma l’incontro tra il sindaco di Roma Ignazio Marino e il suo omologo di Firenze Matteo Renzi ha un significato non solo amministrativo. È un endorsment per il rottamatore che, rotti gli indugi, si getta nella mischia del congresso Pd. Per dare il colpo di grazia alla nomenclatura capitolina.

    L'ENDORSMENT - Un sostegno, seppur ancora non ufficializzato, che arriva da quel chirurgo che alle primarie del centrosinistra, ad aprile scorso, aveva spostato l’asse del Pd a sinistra. Doppiando il candidato del ministro Franceschini, l’europarlamentare David Sassoli, e stroncando l’uomo di Renzi, il deputato Paolo Gentiloni. Un risultato ottenuto anche grazie a quel patto di sindacato tra i bersaniani e l’ala del governatore Zingaretti. Senza dimenticare che alla sfida dei gazebo per la premiership era stato lo stesso inquilino del Campidoglio, allora senatore, a dare il suo voto al segretario Bersani.

    IL CARRO DEL VINCITORE - Ma da novembre dello scorso anno tutto è cambiato. Le politiche “non vinte”, il governo delle larghe intese. E Renzi. Che qualche mese fa era inviso a tutti i maggiorenti del partito romano e sul cui carro del vincitore annunciato sono pronti a salire in molti. Perché, per dirla con le parole di Fioroni, se c’è un nome che raccoglie l’80% le primarie sono inutili. Prima di Marino era stato l’inventore del “modello Roma”, Goffredo Bettini, a guardare verso il primo cittadino fiorentino.Che in aula Giulio Cesare ha già iniziato a formare le sue truppe. I primi ad arrivare sulle sponde dell’Arno sono stati Athos De Luca e Valentina Grippo. Lidi dove arriveranno a breve anche i popolari di Eguenio Patené. Per il presidente dell’assemblea dem due nomi a palazzo Senatorio: Orlando Corsetti e Maurizio Policastro.

    GLI SCETTICI - Poi è toccato al ministro Franceschini guardare verso l’Arno. Il titolare dei Rapporti con il Parlamento, in consiglio comunale a Roma, ha la sua compagna Michela Di Biase e Alfredo Ferrari. Dall’altra parte della barricata lettiani, zingarettiani e dalemiani. Tra i primi c’è Stampete, mentre l’ala del governatore guidata da Francesco D’Ausilo, che in estate era stato accusato di aver già cambiato casacca, non si espone. Anche perché per giorni si era parlato di una candidatura alla segreteria dello stesso Zingaretti. Tacciono anche i dalemiani, che annoverano le consigliere GiuliaTempesta ed Erika Battaglia. Il capo corrente ed ex premier D’Alema non dovrebbe appoggiare il rottamatore.

    LA FOLGORAZIONE - Scelte che in vista del congresso contano. Ma anche per la tenuta della maggioranza in Campidoglio. I dem sono in fibrillazione già per la nomina di Mauro Miccio a consulente dall'assessore al Bilancio. Una persona vicina al centrodestra e invisa a Pd e Sel. Così nasce la divisione sull’appoggio a Renzi per il congresso. La folgorazione sulla via di Firenze non piace a tutti. 


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    Doveva essere la giornata decisiva. Invece anche stavolta la fumata è nera. La riapertura dei cantieri della Metro C, promessa per il 10 settembre, non ci sarà. Perché il tavolo di ieri al ministero dei Trasporti, a cui hanno partecipato il Consorzio, il Campidoglio e la Regione, non ha portato i risultati sperati. Il motivo? I termini dell’intesa dovranno essere ancora analizzati dal dicastero guidato da Maurizio Lupi. I 3mila posti di lavoro, per ora, non saranno salvati.

    LO STALLO - Dopo 4 ore di riunione la decisione non c’è. Si è davanti a un vero e proprio stallo, per altri “un nulla di fatto”. Il ministero dei Trasporti, che finanzia il 70% dell'opera, vuole vederci chiaro e analizzerà di nuovo i paletti dell’accordo. Che parla ancora della possibilità di aprire la terza linea del metrò fino a Lodi da settembre 2014. Per la stazione di San Giovanni bisognerà aspettare l'autunno dell'anno successivo.

    I SOLDI - Il nodo della questione però riguarda sempre i soldi. Sul piatto la richiesta di 230 milioni di euro di costi aggiuntivi maturati negli anni. Il consorzio metro C li vuole a tutti i costi. “Il committente non vuole effettuare il pagamento avendo sia la disponibilità dei fondi che un accordo approvato”, si legge in un comunicato. Parole che riportano tutto al punto di partenza.E allo scontro con il Campidoglio.

    LE CONDIZIONI -  Il sindaco Marino infatti, nei giorni scorsi, aveva parlato di un nuovo accordo. Ma a determinate condizioni: “Prevedere tempi certi e penali in caso di inadempimento e di ritardi sulla prosecuzione dei cantieri”. Il consorzio però non ci sta e rilancia. Perché, per la società che deve realizzare l’opera, “il contratto già prevede scadenze e penali". Termini, ribadiscono, prorogati per ritardi burocratici e archeologici.

    GLI ASSESSORI - Una situazione “surreale” la definisce Guido Improta. L’assessore capitolino ai Trasporti, presente all'incontro di ieri pomeriggio, sottolinea che la rigidità di posizioni è contro chi "sta dimostrando di voler risolvere la situazione e non è stata manifestata nei confronti di precedenti amministrazioni artefici dei ritardi dell'opera”. Il suo omologo in Regione Lazio, Michele Civita, si aspetta “che ci inviino gli atti della verifica formale e speriamo di arrivare in fretta alla riapertura dei cantieri perché non ci voglia tutto il mese”.

    GLI OCCHI SUL MINISTERO - Adesso la palla passa al ministero. A loro il compito di capire se quanto chiesto dal Consorzio sia compatibile con la delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe). Nel provvedimento 127 del 2012, infatti, si autorizzava il Campidoglio a pagare al soggetto attuatore gli oltre 250 milioni, necessari per far fronte all’aumento dei costi dovuto ai ritrovamenti archeologici. Anche perché senza quei soldi, gli appaltatori non riapriranno i cantieri. Che sono chiusi dal 9 agosto e hanno lasciato a spasso 3mila persone.

    LA FUMATA NERA - Il crono programma resta lo stesso. Entro dicembre il collaudo della tratta fino a Centocelle per la cosiddetta fase di pre-esercizio. Traguardo indispensabile per non perdere i 300 milioni stanziati dal Cipe per la prosecuzione fino a Piazza Venezia. Ci sono stati “passi avanti significativi verso la risoluzione del contenzioso”, dicono i due assessori. Nonostante l'intesa non sia ancora stata servita. Nonostante, dopo 4 ore di incontro, la fumata sia stata nera.


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    Era nell’aria e alla fine è arrivato il severo giudizio dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazione sportive a seguito agli incidenti di Roma-Verona: “Preso atto – si legge nel dispositivo – della persistente propensione all’illegalità  di una frangia della tifoseria giallorossa che ha pretestuosamente utilizzato la possibilità, seppur legittima, offerta dalla As Roma con la card “Club Away” ed ha, pertanto, deciso di prolungare la sospensione della stessa card". Nella trasferta di Parma, dunque, come già per Livorno, potranno partecipare solo i titolari della AS Roma Club Privilege.

    LA CONDANNA- Nel corso della riunione dell' Osservatorio "è stata condannata la violenza ai danni della squadra del Verona calcio, la cui presidenza si è sempre dimostrata attenta alle problematiche di sicurezza e sensibile alle sollecitazioni dell'Osservatorio e delle Autorità di Pubblica Sicurezza". Apprezzamento è stato inoltre espresso per gli sforzi che la Questura di Roma sta mettendo in campo per arrivare all'identificazione dei responsabili.

    IL BIGLIETTO NOMINATIVO-  L'Osservatorio è poi entrato nel merito della polemica sollevata ieri dal presidente del Coni, Malagò sui biglietti nominativi. Quest'ultimo ne aveva infatti auspicato una limitazione: "La drastica riduzione degli incidenti dalla morte di Filippo Raciti nel 2007 - ha sottolineato l'Osservatorio- è da attribuire ad una articolata strategia di rigore, nell'ambito della quale il sistema dei biglietti elettronici e nominativi rappresenta un pilastro fondamentale". "Da tempo per altro - prosegue- l'Osservatorio ha promosso meccanismi di facilitazione per l'acquisto dei tagliandi da parte dei tifosi, ritenendo che l'illimitata disponibilità di tecnologia e, conseguentemente, la possibilità di elevare ad alti standard il livello dell'organizzazione di biglietteria, sia la strada da percorrere da parte dei club per incontrare le esigenze dei propri tifosi/clienti ed eliminare eventuali inaccettabili ostacoli all'acquisto dei tagliandi". 


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    Il corpo di Ulrico Cappia, noto enologo di Roma, è sttao rinvenuto ieri sera poco dopo le 22, in una Fiat 500 in fiamme a Itri, sulla strada provinciale per Sperlonga, vicino alla nota azienda vinicola Schettino. Sulla panoramica, in località Porcignano, i vigili del fuoco di Gaeta sono intervenuti per spegnere l’incendio che stava distruggendo la vettura e, all’interno, hanno rinvenuto il corpo di un uomo.

    LE INDAGINI - Sarebbe stato prima ucciso con alcuni colpi di pistola e poi dato alle fiamme nella sua auto. L'assassino avrebbe atteso Cappia, fuori dall'azienda vinicola per la quale lavorava. La vittima, probabilmente sotto la minaccia di un'arma, é stato condotto in una zona piú nascosta della stessa azienda e li sarebbe stato ucciso, quasi giustiziato, con almeno un colpo al cranio. Difficile dire quanti proiettili lo hanno raggiunto dato che le condizioni del corpo che non permettono una conta precisa. L'uomo viveva a Roma e viaggiava per raggiungere Itri e l'azienda. Solo alcune volte pernottava in zona. Gli investigatori cercano il responsabile tra i conoscenti che l'uomo aveva ad Itri dato che quasi certamente conosceva il suo assassino. Dalle prime ore di questa mattina i carabinieri stanno ascoltando un operaio, ex dipendente della stessa azienda agricola.


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    Rapina, detenzioni di armi e detenzione e spaccio di droga. Sono questi i reati per i quali è stato arrestato ieri pomeriggio dagli agenti del Commissariato Prenestino un 55enne di origini abbruzzesi. L’uomo - con numerosi precedenti – è stato rintracciato preso la sua abitazione in via Beccafumi, a Torre Angela.

    LA RAPINA - L’intervento della polizia è stato richiesto tramite “113” intorno alle ore 8:00 del mattino, quando alcuni condomini di uno stabile di via Berio – zona Alessandrino – sentendo delle urla di aiuto da parte di una donna. La volante del Commissariato, giunta sul posto ha constatato che si trattava di una rapina appena effettuata ai danni di un ufficio di una società di servizi di ristorazione. Vittima in particolare una dipendente che, nell’aprire l’ufficio come ogni mattina, è stata aggredita da un uomo già presente all’interno. Dopo essere stata minacciata con una pistola è stata costretta con la forza ad aprire alcuni cassetti, dove all’interno erano custodite alcune somme di denaro.

    LE INDAGINI - La vittima, pur ancora in stato di shock, ha fornito agli investigatori – diretti dal dr. Mauro Fabozzi – una dettagliata descrizione del malvivente. Nell’effettuare il sopralluogo, i poliziotti hanno trovato - nascosta dietro una colonna di cemento poco distante - una borsa con all’interno un berretto, un paio di occhiali da sole, una maglietta e, soprattutto, una patente di guida. Gli oggetti sono stati immediatamente riconosciuti dalla vittima; infatti sia il berretto che gli occhiali erano indossati dal rapinatore. La patente era intestata a N.D, 55enne di origine abruzzesi, già noto per numerosi reati contro il patrimonio e inerenti armi e droga.

    L'ARRESTO - Effettuando un servizio di appostamento presso la sua abitazione, gli agenti lo hanno rintracciato nel primo pomeriggio all’interno della sua cantina. Proprio qui l’uomo “svolgeva” infatti i suoi traffici. Bloccato e perquisito, è stato trovato in possesso di varie dosi di eroina e cocaina. Nella cantina poi, sono state trovate e sequestrate: 4 repliche di pistole con caricatori: 2 repliche di fucile a pompa, 1 balestra, 1 sciabola di un metro, Pugnali di varie grandezze, 2 “passamontagna”. L’uomo è stato arrestato e condotto presso il carcere di Regina Coeli.


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    Oltre 4mila posti di lavoro persi nei primi mesi del 2013. Che si traducono in 1500 negozi chiusi solo a Roma. Una crisi che morde ancora di più i commercianti della zona dei Fori Imperiali e dei quartieri limitrofi che fanno segnare un calo che va dai 40 ai 60 punti percentuali. E' la fotografia dell'economia capitolina che viene fuori dai dati di Confcommercio e Confesercenti, che in queste ore si stanno confrontando con gli assessori delle Attività produttive, Marta Leonori, e Mobilità, Guido Improta, per mettere un freno a questa parabola discendente. Un crollo di cui si discute negli uffici di via dei Cerchi e che preoccupa per colpa dell'economia reale e dello stop al traffico privato tra largo Corrado Ricci e il Colosseo che rischia di mettere in ginocchio gli esercizi commerciali.

    FATTURATI IN CALO - "Questo è il primo incontro ufficiale dove veniamo convocati e noi oggi dagli assessori ci aspettiamo che ci diano il progetto generale e ci dicano come vogliono intervenire sulla 'finta' e 'contraffatta' pedonalizzazione", denuncia Giuseppe Roscioli. Il presidente di Confcommercio Roma sottolinea come "nell'area di via dei Fori Imperiali ad agosto il calo di fatturato, rispetto allo stesso mese dello scorso anno, va dal 40 al 60%". Numeri da brivido elencati anche dal numero uno di Confesercenti, Valter Giammaria.

    IL TAVOLO CON LE ASSOCIAZIONI - All'incontro è presente anche il minisindaco del I Municipio, Sabrina Alfonsi. Ma con le associazioni di categoria di commercio e artigianato non ci sono i comitati e i coordinamenti di via Labicana e Merulana, nati dopo la pedonalizzazione dei Fori. Le modifiche alla viabilità, nella zona, sono al centro del confronto. "Chiediamo di capire - continuano Gimmaria e Roscioli - perché è stato fatto questo intervento e perché così velocemente".

    LA FINTA PEDONALIZZAZIONE - Le imprese, dicono in molti, sono già in grande sofferenza: "Alcuni hanno già chiuso, altri si sono trasferiti", aggiungono. "Si tratta - secondo i presidenti di Confcommercio e Conesercenti - di un provvedimento senza nessun beneficio per nessuno, perché attualmente il Colosseo resta una rotatoria". Il riferimento è ai dati dell'Agenzia della mobilità, che mostrano come il calo del traffico non sia quello sperato dal sindaco Marino. Il motivo? Continuano a circolare i taxi, i bus e gli ncc. Per questo in molti parlano di "corsia preferenziale e finta pedonalizzazione".

    IL COLPO DI GRAZIA - Questi tipi di intervento vanno programmati, condivisi, sostenuti da chi sta in quella realta'. Un'amministrazione non puo' fare interventi che penalizzino il sistema imprenditoriale, soprattutto in questo momento di crisi". All'appuntamento stanno partecipando anche i rappresentanti di Cna e Confartigianato. Che a Roma registriano 1.500 negozi chiusi nei primi 8 mesi del 2013, con una perdita di 4mila posti di lavoro a causa della crisi e del calo dei consumi. La scelta sui Fori, per le associazioni di categoria, rappresenta il colpo di grazia. "Con interventi come questo - spiegano - rischiamo la chiusura di molte altre attività. L'amministrazione comunale deve stare molto attenta in questo momento". 

    I PARCHEGGI - L'assessore Improta invece torna sulla questione parcheggi. Per i comitati è anche colpa del taglio dei posti auto se le loro attività registrano il segno meno. Il titolare della Mobilità in Campidoglio però parla di "molta confusione. Con questo dispositivo di circolazione abbiamo perso 68 posti auto: è evidente che rispetto all'obiettivo ambizioso di valorizzazione di un'area archeologica sia un prezzo sostenibile". Il problema non sono i posti auto persi, che per i negozianti sono di più, "ma condividere un progetto complessivo che possa consentire a tutta la città di vedere l'area dei Fori come un'area da poter vivere in tutte le modalità".

    L'ASSESSORA IMPROTA - "E' stato un incontro molto positivo perché sull'obiettivo legato alla valorizzazione dell'area archeologica, c'è stata piena condivisione da parte di tutte le associazioni degli operatori economici presenti qui oggi. Abbiamo verificato che ci sono gli spazi per fare delle iniziative di valorizzazione per gli operatori commerciali che in questo momento soffrono rispetto al nuovo dispositivo di circolazione" ha detto l'assessore alla Mobilità, Guido Improta, al termine dell'incontro presso l'assessorato Roma produttiva, con le associazioni di categoria dei commercianti per discutere della pedonalizzazione dei Fori Imperiali. "Un dispositivo di circolazione - ha precisato Improta - che al momento non ha prodotto nessun problema, cioè non ci sono state congestioni o problemi trasportistici questo a prova del fatto che l'amministrazione, e gli uffici in particolare, hanno fatto un ottimo lavoro di programmazione e pianificazione. Ovviamente siamo ottimisti ma sempre prudenti nel senso che aspettiamo la prossima settimana che sarà particolarmente significativa rispetto ai flussi ma ci sono tutte le condizioni e il dialogo necessari perché questo progetto possa continuare e registrare, non solo la soddisfazione dei residenti, ma anche degli operatori commerciali che devono essere accompagnati con delle iniziative di valorizzazione degli assi stradali su cui insistono le loro attività".

    LE REAZIONI - Un incontro positivo "anche se un po' in ritardo". Così è stato definito dalle associazioni di categoria di commercio e artigianato il confronto di stamattina presso l'assessorato Roma Produttiva di via dei Cerchi. Per Mauro Mannocchi, presidente Confartigianato Roma, l'incontro "è andato positivamente quindi diciamo che l'amministrazione ha 'recuperato' forse un passo in avanti un po' frettoloso". Soddisfazione anche da parte di Cna Commercio Roma. "Perché l'impegno degli assessori, a partire dalla valorizzazione di questo territorio, deve diventare un'opportunità per tutte le imprese di questo quadrante - ha sottolineato il presidente Giovanna Marchese Bellaroto - Per farlo ci vuole una forte collaborazione da parte di tutte le attività". Sabrina Alfonsi, minisindaco del centro storico, bisogna "sfruttare la pedonalizzazione per valorizzare strade come via Labicana che da anni già soffriva di un depotenziamento del commercio, facendo così rinascere delle situazioni che già avevano delle difficoltà". 

    LEONORI - "Con le associazioni abbiamo avviato un percorso di condivisione su molti aspetti del progetto in un clima decisamente positivo", spiega Marta Leonori. L'assessore a Roma Produttiva sottolinea come "fino a dicembre avremo modo di attuare delle migliorie, ci saranno altri appuntamenti". Che punta sull'occasione da cogliere "per valorizzare delle aree che in alcuni casi erano già in difficoltà. Questo lo faremo con loro, lo faremo con il Municipio per sfruttare le potenzialità che ci sono e risolvere gli eventuali problemi, come viabilità e parcheggi".


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    Claudio Lotito, fa la voce grossa. Il presidente ha tenuto tutti a rapporto alla ripresa degli allenamenti a Formello. Unico (giustificato) assente l'allenatore Vladimir Petkovic, a Nyon
    per un Forum allenatori organizzato dall'Uefa.

    BASTA ALILBI- Il massimo dirigente dei biancocelesti avrebbe tuonato: "Basta alibi". La stagione per la squadra romana è partita male, persa la Supercoppa contro la Juventus e ottenuto un sofferto successo contro l'Udinese, è arrivata un'altra pesante sconfitta in campionato contro la
    squadra di Conte. Il problema maggiore sembra la difesa, il tecnico sta cercando il giusto assetto, ma è sotto gli occhi di tutti che un pilastro della retroguardia dello scorso anno è stato messo ai margini della squadra, Dias infatti non è stato neanche inserito nella lista per l'Europa League.
    Lotito ha voluto parlare privatamente con il difensore e con il capitano Mauri, in attesa di
    conoscere l'esito della vicenda scommesse (6 mesi di squalifica, ma giudizio sospeso).

    PROBLEMI IN ATTACCO- Un altro problema in casa Lazio è stato il mancato arrivo di un vice Klose nell'ultima finestra di mercato. Non è un mistero, infatti, che il turco Yilmaz è stato ad un passo dal club biancoceleste. Ma nonostante l'accordo trovato con il Galatasaray sulla base di 11 milioni più 4 di bonus e con il giocatore (2,2 più bonus per quattro anni), si è bloccato tutto a causa della richiesta del procuratore, che ha alzato l'asticella per le commissioni facendo infuriare Lotito che ha poi virato sul giovane Perea. Insomma per la Lazio la stagione è partita in salita, tanti problemi e poche certezze. Si avvicina però il momento del debutto per Felipe Anderson. Il talentuoso centrocampista acquistato nell'ultima sessione di mercato è quasi pronto per tornare in campo.  


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    La demolizione di un cavalcavia che porta a modifiche della viabilità. Succede a Fiumicino, dove nell’ambito delle attività di completamento dei lavori di ammodernamento e allargamento del piano viabile e delle relative pertinenze dell’Autostrada Roma-Aeroporto di Fiumicino, è prevista la demolizione del cavalcavia situato all’altezza del km 15,100, nel tratto denominato Campo Salino, dismesso a seguito della realizzazione del nuovo cavalcavia al km 14,700. L’intervento consentirà di completare la corsia di emergenza, in entrambe le carreggiate, per un tratto di 150 metri in cui non è stata ancora realizzata proprio a causa della presenza del cavalcavia dismesso. Per consentire tali lavorazioni, è necessario chiudere al traffico per due notti, in entrambi i sensi di marcia, il tratto dell’Autostrada Roma-Aeroporto di Fiumicino compreso tra il km 14,700 (all’altezza della Zona Commerciale) e fine autostrada, in corrispondenza dell’Aeroporto di Fiumicino. La chiusura, concordata con i responsabili di Aeroporti di Roma e dell’ENAC, sarà effettuata dalle ore 21.30 di martedì 10 settembre alle ore 6.00 di mercoledì 11 settembre e dalle ore 21.30 di mercoledì 11 settembre alle ore 6.00 di giovedì 12 settembre 2013.

    I mezzi provenienti da Roma e diretti sia a Fiumicino, sia all’Aeroporto “Leonardo da Vinci”, dovranno uscire dall’autostrada percorrendo la rampa di svincolo al km 14,700, con indicazione Zona Commerciale – Porto di Traiano – Via Portuense, proseguire per Via del Caravaggio e immettersi sulla Via Portuense in direzione Fiumicino. Per quanto riguarda la viabilità del Terminal “Leonardo da Vinci”, saranno chiusi al traffico tutti gli ingressi in autostrada in direzione Roma e, pertanto, i mezzi provenienti dall’Aeroporto “Leonardo da Vinci” saranno diretti lungo la strada regionale 296 “della Scafa”, fino all’intersezione con Via Portuense in direzione Roma. In entrambe le direzioni, i tempi di percorrenza del percorso alternativo sono stimati in circa 15 minuti. Tutte le deviazioni saranno indicate in loco mediante opportuna segnaletica provvisoria. Inoltre, nel tratto autostradale in avvicinamento alle aree interessate dai lavori, l’Anas ha imposto il progressivo abbassamento del limite di velocità, portandolo fino a 40 km/h.


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    Al via domani la zona a traffico limitato a Testaccio. Tra la notte di venerdì e sabato, infatti, l'accesso al traffico sarà limitato solo ai residenti. E scatta, immediata la polemica di quei commercianti che temono l'effetto Fori. Tradotto: quelle attività che, dopo lo stop ai mezzi privati tra largo Corrado Ricci e il Colosseo, fanno segnare ad agosto un calo dei ricavi che va dal 40 al 60%, come denunciato stamane dalle associazioni di categoria.

    LA NOVITA' - Alla fine però, tra le 23 e le 3, l'accesso sarà riservato solo a chi ha casa nel quartiere. Con una sperimentazione nei primi 30 giorni e che vedrà impegnati i vigili, che faranno il lavoro al posto delle telecamere. Nella speranza che i cittadini si abituino in fretta alla novità.

    LE PAURE - Il problema resta quello dei commercianti. Sono preoccupati dal provvedimento e chiedono un incontro con le istituzioni. Che, per ora, non c'è stato. Il dato da cui partono gli esercenti è uno: la movida in quel quadrante non esiste più da tempo, quindi la chiusura non ha più senso. Dalle lamentele dei residenti contro la movida sono passati anni; oggi, dicono, l'esigenza è quella di trovare parcheggio vicino ai negozi. Stesso discorso portato avanti dai coordinamenti di via Labicana e Merulana, che si battono contro la “falsa pedonalizzazione dei Fori”.

    LE RICHIESTE - L'unica disposta a incontrare abitanti e commercianti è Sabrina Alfonsi. La presidente del Municipio I, però, invita a differenziare gli interventi anti-movida e quelli destinati a migliorare la vivibilità del quartiere. Senza dimenticare che in molti hanno già chiesto di anticipare l'apertura della ztl alle 21.

    IL PRE-ESERCIZIO - Per ora i varchi non funzioneranno. L'occhio delle telecamere sarà acceso solo al termine del pre-esercizio. Ma intanto inizia la corsa ai permessi. L'Agenzia della mobilità ha inviato una lettera ai residenti, in cui spiega le modalità per avere il tagliando che garantisce l'accesso nella zona a traffico limitato. Anche sui siti www.agenziamobilita.roma.it e ww.muoversiaroma.it.

    CHI PUO' RICHIEDERE IL PASS - Negli uffici di piazzale degli Archivi chi vuole il pass dovrà presentare i documenti necessari. Possono farlo, oltre a residenti e domiciliati, i proprietari di posti auto e i titolari di laboratori artigianali. Mentre per disabili e auto elettriche c'è la possibilità di bypassare la richiesta di permesso.


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    In due aule dell'Università La Sapienza le domande dei test d’ammissione a Biologia sono state scambiate con quelle relative alla facoltà di Psicologia, gettando nel panico gli studenti, già ampiamente sotto stress per l’importante prova cui erano sottoposti. Lo denuncia il Codacons che annuncia esposti e chiede la ripetizione della prova nell’ateneo della Capitale.
     

    L'ESPOSTO - "Situazioni come queste - prosegue il Codacons - si ripetono con eccessiva frequenza in occasione dei test d’ingresso alle università, a dimostrazione di come il sistema del numero chiuso sia fallace e rappresenti un danno per gli studenti. Nel merito dei problemi riscontrati a Roma, il Codacons sta predisponendo un esposto alla Procura della Repubblica della capitale, affinché sia fatta chiarezza nell’interesse dei candidati e perché sia ripetuta la prova nelle aule coinvolte dallo scambio di domande, considerato che gli errori hanno mandato in tilt gli studenti con ripercussioni sul loro rendimento. Contro il sistema del numero chiuso, il Codacons ricorda agli studenti che, attraverso il sito www.codacons.it, è possibile aderire al ricorso collettivo al Tar del Lazio avviato dall’associazione.


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    "Finalmente la Regione Lazio ha individuato le modalità per far uscire l’Ares 118 e l’emergenza sanitaria dalla provvisorietà in cui è vissuta in questi ultimi anni. Con la nomina del Sub Commissario Antonio Spada infatti si potrà dare corso alla procedura di una gara Europea per stabilizzare il rapporto con il privato, nella misura oggi presente, e contemporaneamente fornire la garanzia che l’ARES 118 potrà continuare ad operare in un quadro di regole certe, riorganizzando la Rete dell’Emergenza Sanitaria, garantendo per il personale le assunzioni necessarie alla completa copertura degli organici previsti, assicurando ai cittadini del Lazio soccorsi un servizio omogeneo di qualità. Il mandato del Sub Commissario è finalizzato infatti principalmente, come si legge dal decreto, per 'dare impulso alla Direzione Regionale Acquisti all’espletamento di una gara Europea' superando l’attuale situazione precaria e consentendo finalmente l’affidamento stabile e definitivo del servizio al soggetto che si aggiudicherà la gara". Lo comunica, in una nota, la Fp Cgil Roma e Lazio.

    "Contestualmente - prosegue la nota - l’Ares 118 potrà attivare i necessari procedimenti organizzativi per rafforzare la propria presenza territoriale , potenziando le ambulanze necessarie ai bisogni della cittadinanza, con proprio organico e relativo personale. In questi anni il completo blocco del “turn over” che ha impedito le assunzioni , le incertezze politiche e gli interessi in campo sull’emergenza sanitaria 118 hanno prodotto un costante e continuo indebolimento della presenza pubblica garantita dall’Ares 118 ed una presenza tra CRI e privati che non sempre ha garantito qualità e diritti dei lavoratori. Con questa scelta della Regione Lazio forse finalmente potremo riportare a normalità e certezza il delicato servizio di emergenza sanitaria 118, a garanzia dei cittadini e dei lavoratori pubblici e privati. Restiamo in attesa dell’avvio del necessario confronto con le OO.SS. in cui potremo far valere le nostre proposte per uscire da questa precaria situazione".


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    Un vero medico del lavoro rilasciava false certificazioni ad aziende sullo stato di salute dei loro dipendenti. G.A., di cinquantatre anni, è stato smascherato dal Gruppo Sicurezza Sociale e Urbana della Polizia Locale. Le indagini sono partite dalla denuncia di un lavoratore che, spaventato da alcuni valori elevatissimi nelle analisi del sangue, ha chiesto delucidazioni non al medico ma direttamente al centro analisi in intestazione. E’ emerso che i referti non erano mai stati rilasciati da quel laboratorio, come pure la relativa fattura.

    Lo stesso laboratorio non aveva mai ricevuto alcun campione ematico da parte dello specialista. Gli agenti, diretti dal comandante Maurizio Maggi, stanno ricostruendo un quadro di false certificazioni che, da almeno due anni, non fornirebbe alle aziende il reale stato di salute dei propri dipendenti. I lavoratori sottoposti alle false analisi, sia del sangue che delle urine, sarebbero circa un centinaio. Attualmente sono in corso perquisizioni presso l’abitazione e lo studio del medico. Al professionista sono stati contestati l’esercizio arbitrario e abusivo di laboratorio di analisi, nonché la truffa ai danni delle aziende committenti e dei dipendenti esaminati.


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    "Io sto con Putin" la frase apparsa sui manifesti omofobi  affissi in città dal Fronte Nazionale. E che il Campidoglio sta facendo rimuovere, accogliendo l'appello di Gay Center: "Siamo di fronte ad un messaggio che vuole inneggiare tra l'altro alla repressione e all'omofobia, facendo riferimento alle leggi anti gay varate dalla Russia di Putin. Un messaggio inaccettabile che va respinto" ha dichiarato  Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center.

    DOMENICA MANIFESTAZIONE CONTRO L'OMOFOBIA - "Un messaggio che è anche una provocazione rispetto alla manifestazione che terremo domenica 8 alle ore 15 davanti all'ambasciata russa in Via Gaeta per protestare contro l'istituzionalizzazione dell'omofobia in Russia attraverso le leggi che vietano la propaganda gay - conclude Marrazzio - Non ci facciamo intimidire confermando la nostra mobilitazione e chiamando a raccolta tutti coloro che vogliono far sentire la propria voce contro la violazione dei diritti umani e dei diritti civili. Il sit in di domenica a Roma sarà uno degli appuntamenti di una mobilitazione internazionale che vedrà coinvolte molte città italiane".

    LE REAZIONI - "Si tratta ancora di libertà di espressione? Abbiamo sempre davanti agli occhi le terribili immagini delle sevizie inflitte al ragazzo gay in Russia e siamo tuttora allibiti per il grave atto intimidatorio ai danni del ministro Kyenge - dichiara la deputata Ileana Piazzoni (Sel) - Fatti come questi ci ricordano quanto sia urgente l’approvazione della legge contro l’omofobia, oltre ad una azione severa nei confronti di tutte quelle organizzazioni estremiste che offendono impunemente le nostre istituzioni e la nostra democrazia. Oltre alla rimozione immediata dei manifesti, chiediamo che venga vietata ogni apologia della violenza e offesa alla dignità delle persone. Le forze democratiche di questo Paese si schierano per i diritti e la libertà: per questo aderirò al sit in di protesta di domenica davanti all’ambasciata di Russia".


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