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    Un piano per il lavoro per uscire dalla crisi. Lo propone la Cgil nel corso di Piazza Bella Piazza, la festa del sindacato. Stamane, nel corso di un'assemblea pubblica a Monteverde, ha presentato il suo programma per combattere la disoccupazione. Che intende essere la piattaforma sulla quale sviluppare momenti di confronto con le istituzioni locali, le associazioni datoriali e i comitati dei cittadini. Quattordici le linee guida: risanare le periferie e riqualificare il centro storico; rilanciare il turismo, il patrimonio culturale e ambientale; rimettere in moto il tessuto industriale e produttivo, aprire cantieri per la manutenzione dei quartieri e la messa in sicurezza delle scuole, ridurre i costi utilizzando energie rinnovabili, aumentare e migliorare servizi sanitari e uffici pubblici; migliorare il sistema pubblico dei trasporti; rendere accessibile a tutti il sistema telematico; promuovere l’assegnazione di terre pubbliche ai giovani e sviluppare un’agricoltura diffusa nel territorio, avviare un ciclo dei rifiuti integrato a partire da una diffusa raccolta differenziata, rilanciare scuola, università, formazione e ricerca, sostenere un sistema del credito favorevole ai cittadini e alle piccole e medie imprese e una politica fiscale progressiva; promuovere la cultura della legalità e della convivenza democratica e civile; rendere questa città a misura di bambini e anziani.

    Nel vasto quadrante della Camera del Lavoro – fra le più grandi e articolate d’Italia – sono stati individuati due progetti di riqualificazione urbana che riguardano Corviale e Laurentino – Fonte Ostiense e un ambizioso progetto di valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale che, a partire dalla tutela e valorizzazione di Ostia Antica e dell’area litoranea e della foce del Tevere, generi sviluppo e crescita di occupazione nei settori del turismo, della difesa dell’ambiente, dei trasporti e dei beni culturali. In particolare, quest’ultimo progetto – presentato lo scorso 2 luglio a Ostia Antica alla presenza del Vicepresidente della Regione Smeriglio e del Municipio Lorenzatti - ha trovato immediato riscontro nell’intervento del rettore dell’Università di Roma Tre Panizza e della Dottoressa Morelli, direttrice dell’area archeologica. Nel corso dell’assemblea si è ribadita la volontà a proseguire gli incontri istituzionali per reperire le risorse necessarie a realizzarlo", dichiara, in una nota, Marina Pierlorenzi, segretaria generale della Cgil di Roma Centro Ovest Litoranea.

    "L’attenzione alle grandi aree periferiche - si legge nel comunicato - è punto centrale del Piano del Lavoro, che vede nel tema del trasporto pubblico un elemento di partenza unificante con il centro della città di Roma. Infatti troppo spesso tali aree ancora non trovano una corretta interlocuzione istituzionale restando di fatto isolate e marginalizzate e spesso ancora oggi prive di servizi indispensabili e non di rado esposte al rischio delle infiltrazioni mafiose. In un contesto territoriale in cui l’Agro Romano è bene primario si prosegue con una cementificazione selvaggia che rischia di impoverirlo ancora di più e addirittura si insiste ad aprirvi siti destinati a discarica. L’ultimo sito individuato è quello di Falcognana, la cui realizzazione vede una forte opposizione da parte di comitati, associazioni e istituzioni locali, raccordandosi con le mobilitazioni, cui la nostra Camera del Lavoro ha aderito, che hanno impedito l’apertura di discariche a Monte dell’Ortaccio e di Pizzo del Prete".

    Gli interventi seguiti alla relazione hanno sottolineato vari aspetti del Piano del Lavoro, tra i quali quelli relativi al mondo del credito, al sistema sanitario, alla qualità della vita degli anziani e dei bambini e all’attuale mondo del lavoro in cui è difficile costruire un legame forte con la nostra organizzazione. E’ stato particolarmente apprezzato l’intervento della Vicepresidente del Municipio XII, Daniela Cirulli, che ricopre anche l’incarico di assessora alle politiche sociali e del lavoro e che ha rappresentato le grandi difficoltà in termini di risorse per un’istituzione di prossimità, che è il primo punto di approdo dei cittadini e delle cittadine, i cui disagi sono accentuati da una crisi, che porta allo stato di povertà anche gli abitanti di un quartiere (quale quello di Monteverde) già caratterizzato dalla presenza della classe media. Livia Potolicchio, segretaria della Cgil di Roma e del Lazi, ha sintetizzato le proposte emerse e ha ribadito l’impegno della Cgil a costruire percorsi di confronto con le Istituzioni e la parti datoriali, per avviare la realizzazione dei progetti presentati".


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    Settecentocinquanta pony, quasi mille bambini provenienti da  tutta Italia e ben sedici discipline diverse. Sono questi i numeri delle Ponyadi 2013, la mini-olimpiade equestre interamente dedicata al mondo dei giovanissimi e dei pony. Dal 6 all’8 settembre torna puntuale come ogni anno l’evento, organizzato dalla Federazione Italiana Sport Equestri e tanto atteso dai “mini cavalieri”, che avrà sede quest’anno proprio nel centro di Roma negli impianti dell’Ippodromo dell’Esercito Italiano “Gen. Pietro Giannattasio” di Tor di Quinto. 

    LE ATTIVITA'- Salto Ostacoli, Concorso Completo, Dressage, Cross Country, Gimkana 2, Gimkana Jump 40, Gimkana Jump 50, Gimkana Cross, Pony Games, Carosello, Presentazione, Attacchi, Volteggio, Endurance, Horseball e Horseball Club sono le specialità, in cui si misureranno i binomi partecipanti. In campo piccoli atleti provenienti da Abruzzo, Alto Adige, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia Tosana, Veneto e Umbria. Anche quest’anno, come accade ormai da tre edizioni, in gara anche una rappresentativa di cavalieri della Repubblica di San Marino. 

    LA FESTA DEI CAVALIERI BAMBINI- Con la cerimonia di apertura in programma venerdì 6 settembre (ore 19), la sfilata delle rappresentative regionali, l’accensione del braciere e il giuramento di un piccolo atleta, il carosello di lance e la fanfara a cavallo dell’Esercito, sarà dato il via ufficiale a quella che è ormai considerata la vera e propria festa dell’equitazione giovanile. 
    La Federazione Italiana Sport Equestri, con il prezioso contributo dell’Esercito Italiano, ha voluto confermare anche per il 2013 l’appuntamento che vedrà un programma fitto di competizioni durante le tre giornate di gara. In un palcoscenico rinnovato e funzionale a un passo dal centro della Capitale, saranno attese oltre tremila persone, che avranno la possibilità di assistere alle competizioni o visitare un’ampia area commerciale e la playland interamente dedicata ai più piccoli. A questo punto non resta che attendere che la festa cominci…


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    "Silvano è stato un collega che ha sempre unito il suo lavoro di cronista alla passione e all’impegno per la tutela della professione negli enti di categoria – dichiara in una nota l’Associazione stampa romana – Ci stringiamo con affetto attorno alla famiglia e al figlio Claudio nostro collega". I funerali si terranno sabato 7 settembre, alle ore 9.30. a Roma al tempietto egizio del Verano.


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    "Faremo questa manifestazione - spiega il portavoce del comitato 'Trappola per Fori', Nicola Tripodi - perche' l'incontro avuto nei giorni scorsi in Commissione non ci ha soddisfatti. Che fine fanno i mezzi che il sindaco Marino ha tolto da via dei Fori Imperiali?". E cosi' il 13 pomeriggio i residenti e i commercianti delle vie limitrofe all'area pedonalizzata "occuperanno" le strade.

    IL CORTEO– "Sara' un corteo dove esporremo la nostra merce, i nostri prodotti - continua Tripodi - perche' ci vogliamo riappropriare del nostro territorio. Non consentiremo al sindaco Marino di sconvolgere una vita costata sacrifici a centinaia di persone". Una protesta che non coinvolgera' via dei Fori Imperiali perche', precisa Tripodi, "e' l'unica via 'apparentemente' non penalizzata". "Non sara' l'unica iniziativa. - precisa infine il portavoce - A questa ne seguiranno altre perche' ci vogliamo riprendere le nostre strade e ci riusciremo".


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    "Stamattina, intorno alle ore 6, è scattata una vasta operazione volta al ripristino del decoro e della fruizione della Stazione di Valle Aurelia, delle sue aree pertinenziali e degli spazi verdi – scrive in una nota il Campidoglio – Su segnalazione del Gabinetto del Sindaco, il Dipartimento Ambiente ha inviato sul posto squadre dell'AMA Decoro, AMA Cancellazioni, Multiservizi, personale del Servizio Giardini coordinati dalla sezione Pics (Pronto intervento centro storico) agli ordini del comandante Donatella Scafati, e dalla Spe (Sicurezza pubblica emergenziale) del comandante Antonio Di Maggio. Cinquantaquattro uomini in tutto, dotati di un carro officina mobile, un autocarro 'ragno' e altri mezzi, hanno operato in tutta l’area per ripristinare decoro e sicurezza per i cittadini che quotidianamente prendono la metro e i mezzi Atac".

    I NUMERI DELL'OPERAZIONE – "In tutto sono state cancellate oltre circa 500 mq di scritte, risistemati 5mila mq di aree verdi ed aiuole, ripuliti sia l'adiacente capolinea, le fermate ATAC e le aree frontali (esterni e corridoi) della fermata della metropolitana di Valle Aurelia. Sono state, inoltre, abbattute 6 baracche abusive presenti sulle pendici del Monte Ciocci ed è stata rimossa la discarica e i rifiuti ingombranti che si erano accumulati durante questi mesi estivi. Terminate le operazioni di bonifica e ripristino del decoro, gli operatori hanno installato nuove reti metalliche e grate di recinzione di accesso alle aree del Monte Ciocci dove erano precedentemente presenti gli insediamenti abusivi - si legge nella nota - Durante le operazioni è stata anche rinvenuta una grossa mazza del peso di 5 kg, telefoni cellulari, computer e altro materiale elettronico, su cui la Polizia Locale sta indagando. L’ultimo sgombero e intervento di ripulitura dell’area era stato effettuato nel mese di giugno, mentre l’operazione di questa mattina verrà conclusa entro la giornata di domani".


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    Non male per una squadra che nella passata stagione, là dietro, andava spesso in difficoltà. La cura Garcia sta rigenerando la Roma, vivace in avanti ma soprattutto solida in difesa. Ma i meriti sono di tutti, avverte Leandro Castan, leader del pacchetto arretrato giallorosso.

    MEGLIO DI ZEMAN- "Rispetto allo scorso anno siamo più compatti e per noi difensori è meglio giocare così - confessa il centrale brasiliano ai microfoni di Sky Sport - Sono arrivati Benatia, Maicon, De Sanctis che ci stanno dando una mano ma bisogna mantenere i piedi per terra, abbiamo giocato solo due gare e mancano ancora tante partite. Ma meno gol prendiamo, meglio è per noi".  Contro Livorno e Verona la porta giallorossa è rimasta inviolata "ma la fase difensiva non riguarda solo i 4 difensori ma tutta la squadra, quando non prendiamo gol il merito è anche degli attaccanti, di tutti", aggiunge Castan.

    IL MERCATO- L 'ex Corinthians elogia poi il lavoro di Sabatini sul mercato: "Sono arrivati Benatia, Maicon, De Sanctis: tutti ci hanno aiutato tanto. Adesso però - ha concluso Castan - dobbiamo restare con i piedi per terra perché abbiamo fatto appena due partite e manca ancora tanto alla fine del campionato".


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    Rimandato lo sciopero dei trasporti previsto per lunedì 9 settembre, nel giorno di riapertura delle scuole. La decisione arriva dopo l'incontro di oggi pomeriggio tra l'assessore alla mobilità Guido Improta, l'amministratore delegato di Atac Danilo Broggi e i sindacati. Lunedì, quindi, come conferma anche l'Agenzia sulla Mobilità, "sarà regolare il servizio di bus, tram, metropolitane e ferrovie Roma-Lido, Termini-Giardinetti e Roma-Civitacastellana-Viterbo".

    MARINO - Il sindaco Ignazio Marino commenta la notizia a margine di un incontro organizzato dalla Cgil: "Eravamo tutti molto preoccupati". Al termine di una serie di incontri che si sono tenuti in questi giorni, "i lavoratori dell'Atac hanno compreso che c'è un'amministrazione che con serietà vuole confrontarsi con loro, creare nuovo lavoro, nel rispetto del lavoro di ognuno. Dichiarare uno sciopero nel primo giorno di scuola evidentemente avrebbe creato grandissimi disagi alle famiglie. Quindi, grazie ai lavoratori dell'Atac". Il primo cittadino ha poi aggiunto: "Abbiamo il 20 per cento in meno di autisti ed è un'emergenza che dovremmo risolvere con la nuova amministrazione di Atac". Marino ha poi fatto i complimenti all'assessore Improta" per il lavoro svolto con l'obiettivo di scongiurare lo sciopero".

    IL VERTICE IN REGIONE - Ma a rivendicare la soluzione per scongiurare lo sciopero è anche la Regione, che in una nota informa due accordi sottoscritti oggi- "Il primo incontro, convocato dall’Assessore regionale alla Mobilità, Michele Civita, al quale hanno preso parte l’assessore alla Mobilità di Roma Capitale Guido Improta e le organizzazioni sindacali di Cgil, Cisl Uil e Ugl - spiega la nota -  è servito per affrontare le criticità di natura economico – finanziaria, gestionale, di produttiva e di qualità del servizio. Un confronto che ha permesso di raggiungere un accordo sulla necessità di garantire standard e livelli di servizio più adeguati a soddisfare la domanda di mobilità dei cittadini, con particolare attenzione all’utenza pendolare, attraverso una pianificazione e programmazione sempre più integrata, in particolare tra Roma Capitale e Regione Lazio.

    L'AGENZIA UNICA - La riunione è stata inoltre l’occasione per valutare la possibilità di costituire un’Agenzia unica quale strumento operativo per il raggiungimento degli obiettivi e per individuare nuovi modelli organizzativi in grado di efficentare le realtà produttive, con particolare riferimento alle attività di manutenzione e alle connesse importanti opportunità occupazionali.

    IL TRASPORTO PUBBLICO REGIONALE - Presso l'Assessorato alla Mobilità della Regione Lazio si è tenuto un secondo vertice con il Direttore del Personale di Cotral Spa ed i segretari regionali delle Organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, UilTrasporti e Ugl Trasporti per affrontare le criticità relative al servizio di trasporto pubblico regionale, che ha permesso di scongiurare lo sciopero previsto per il 9 settembre. Un confronto che ha reso possibile recuperare un corretto sistema di relazioni industriali e nel corso del quale l’assessore Civita ha illustrato alle organizzazioni sindacali il contenuto della delibera approvata in Giunta che prevede una ricapitalizzazione di 32 milioni di euro a copertura del deficit di Cotral Spa.


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    I vigili urbani sono pronti allo sciopero generale. A due mesi dalle dimissioni del comandante Carlo Buttarelli, è ancora scontro per la guida della polizia locale di Roma Capitale. L'intenzione del sindaco Marino, che ha visionato quasi 100 curriculum, di affidare il corpo a una figura esterna continua a non convincere i vigili romani, e il sindacato di categoria Ospol, che già lo scorso 22 luglio aveva inviato una diffida allo stesso sindaco, si dichiara ora pronto a scendere in piazza e a fare ricorso al Tar, qualora il nuovo comandante sia un esterno proveniente da un'altra amministrazione.

    FAREMO RICORSO AL TAR -  Secondo l'Ospol, infatti, la stragrande maggioranza dei vigili urbani a Roma è contraria alla nomina di un comandante esterno. "Nei 21 comandi municipali - si legge nella nota dell' Organizzazione sindacale delle polizie locali -  l’80% dei vigili urbani è contro la nomina a comandante generale di un esterno proveniente da altra Amministrazione dello Stato - prosegue il comunicato - l’Ospol torna a chiedere alla Amministrazione Comunale che al Comando dei 6300 Agenti e Ufficiali della Polizia Municipale di Roma sia nominato uno dei tre Vice comandanti generali o, in alternativa, nella fascia dirigenziale interna al corpo di Roma. Altrimenti l’Ospol è costretta ad inoltrare il ricorso al Tar Lazio e alla Corte dei Conti appena il Campidoglio formalizzerà la nomina di una professionalità esterna a comandante della Polizia locale di Roma Capitale".

    PRONTI A MANIFESTARE - "I Vigili Urbani, su questa vicenda sono inferociti - continua ancora la nota - e si affidano al sindacato di categoria, pronti a manifestare contro l’amministrazione comunale, se continua a snobbare le 'diffide' e i solleciti dei rappresentanti dei lavoratori che auspicano, alla guida della polizia municipale di Roma, una professionalità interna al corpo che possa concretizzare una nuova organizzazione del lavoro imperniata sulla figura del vigile di quartiere in tutti i municipi, completando l’organico (in 8500 unità) attraverso l’assunzione di tutti gli idonei al concorso, di istruttore di vigilanza urbana, ormai in fase conclusiva".

    LA LEGGE - A sostegno della propria tesi, l'Ospol cita la legge 65/86 (legge quadro della polizia locale), ma soprattutto rammenta il caso di Capri, dove il sindaco  "insieme ad altri dirigenti del comune, attualmente sono stati rinviati a giudizio per aver assunto l’attuale comandante della polizia locale senza effettuare il relativo concorso pubblico". "In base alle disposizioni vigenti in materia di dirigenza nella pubblica amministrazione - conclude l'Ospol - in caso di nuova nomina, ove sia cessata per qualunque motivo (morte, pensionamento, malattia, rinuncia, dimissioni, ecc.) della precedente titolarità dell’incarico, l’amministrazione ha l’obbligo di ricercare il candidato all’interno della stessa struttura di appartenenza".


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    Sarà intitolato ai magistrati siciliani Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ammazzati nelle due stragi mafiose di Capaci e di via D’Amelio nel 1992, il giardino di piazza Regina Pacis, a Ostia. I giardini si trovano sotto la parrocchia omonima, nel centro storico della città, dove è la stele ai caduti di guerra presso la quale avviene la deposizione delle corone in occasione delle cerimonie ufficiali. Il parlamentino lidense ha infatti approvato a maggioranza la risoluzione bipartisan presentata questa mattina nel corso del consiglio del municipio X dal minisindaco Andrea Tassone e dai consiglieri  Giuseppe Sesa, Pd, Alfredo Bianco, Lista Marino, Serena Fantoni, Pd, Giulio Notturni, Lista Marchini, Giuliana Di Pillo, Movimento 5 Stelle, Tommaso D'Annibale, Pdl, e Salvatore Colloca, Fratelli d’Italia. UN SEGNALE -“E' un piccolo segnale rispetto a quello che  abbiamo visto appena insediati”, ha dichiarato il capogruppo Pd Sesa. Che ha aggiunto: “Il lavoro da fare è soprattutto culturale: occorre portare nelle scuole il tema della mafia creando un  percorso di sensibilizzazione dei giovani". A battersi per l’intitolazione di un luogo ai giudici Falcone e Borsellino era stato anche Tonino Ricci, attuale presidente del consiglio municipale.L’OPPOSIZIONE – Ma non tutti i consiglieri sono stati favorevoli. Anche se l’unico voto contrario è stato quello del consigliere Pdl Cristiano Rasi, ex candidato per il centrodestra alla presidenza del municipio X. "Hanno scelto un luogo dove c'è il monumento ai caduti che le associazioni avevano chiesto di intitolare ai caduti di tutte le guerre”, ha affermato l’esponente pidiellino: “Sono comunque favorevolissimo all'iniziativa di intitolare un luogo del X municipio a Falcone e Borsellino, ma non nel giardino di Regina Pacis: è una prepotenza sovrapporre due realtà  entrambe estremamente importanti. Secondo Cristiano Rasi, non vi sarebbe stato un percorso di  condivisione della scelta con la cittadinanza mentre “nella scorsa consiliatura, era stato votato all'unanimità un documento bipartisan per intraprendere un'iniziativa con le scuole del territorio e individuare il luogo idoneo". 


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    Un bambino di quattro anni è stato investito da una Smart in via Luca Signorelli, nei pressi del Ponte della Musica. Le sue condizioni sono meno gravi di quanto pensato in un primo momento. Dopo l'incidente il piccolo è stato portato  all'ospedale Bambino Gesù. Al volante della Smart c'era la conduttrice Maria Monsè che si è fermata a prestare soccorso.

    Sul posto la polizia locale di Roma capitale. A quanto si è appreso, il piccolo era in compagnia del padre. Proprio quest'ultimo ha allertato le forze dell'ordine, alle 18.20, con una telefonata alla polizia che è subito intervenuta sul posto.


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    Anche il capitano della Roma, Francesco Totti, vicino alla battaglia dei cittadini contro la discarica della Falcognana, con una fotografia postata su Info point Divino Amore No Discarica e rimbalzata su Facebook. Nella foto il calciatore mostra una maglia con la scritta “No alla discarica Divino Amore”. Il vicesindaco Nieri prova a rassicurarlo

    A "ingaggiare" il capitano della Roma è stato il nuovo parroco del Divino Amore, don Fernando. "Sì, sono stato io - racconta il sacerdote - gli ho inviato questa maglietta e lui come sempre è stato molto disponibile a farsi fotografare. Con i Totti siamo amici di famiglia, io guido un gruppo di preghiera del quale fa parte la madre di Francesco, Fiorella, e inoltre ho battezzato i suoi due figli, Cristian e Chanel".

    LA REPLICA DI NIERI -  "Il Capitano é sempre attento e sensibile alle problematiche della gente e fa bene", dichiara il vicesindaco Luigi Nieri commentando la presa di posizione di Totti. "Va ricordato, però - ha aggiunto Nieri - che il problema dei rifiuti é un problema enorme che abbiamo ereditato con la differenziata inesistente e Malagrotta che doveva essere chiusa perché i problemi ambientali erano grossi. Problemi ereditati dalla Polverini e da Alemanno che hanno deciso di non scegliere arrivando al commissariamento e questo ha fatto saltare tanti passaggi della gestione democratica della vicenda. Noi stessi abbiamo saputo solo alla fine dell'individuazione del sito di Falcognana che, lo ricordo, non é stata scelta da noi. Adesso - conclude NIeri - bisogna tranquillizzare i cittadini e lo stesso Totti. La discarica che già esiste non verrá ampliata e verranno scaricati solo rifiuti trattati, cioè inodore. Avremo la massima attenzione per i cittadini e chiederemo un controllo democratico della gestione della discarica".


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    "Destinare al sociale i soldi per gli F35". E' l'idea lanciata oggi dal sindaco Marino, ospite di un dibattito organizzato dalla Cgil in occasione dell'iniziativa "Piazza bella piazza". All'incontro, come sempre, il sindaco è arrivato in bici, accolto dal segretario regionale della Cgil, Claudio Di Berardino. Nel corso del suo intervento, in cui ha anche ringraziato i lavoratori dell'Atac per aver revocato lo sciopero dei trasporti previsto per il prossimo 9 settembre, Marino ha "sfidato" il governo e il suo partito, il Pd, chiedendo di tagliare le spese per l'acquisto degli F35, i costosissimi aerei da guerra, al centro di un aspro dibattito politico da mesi. "Perché non cancelliamo una volta per tutte i 15 miliardi destinati agli F35 e li usiamo per welfare e lavoro?". 

    marino di berardino

    NESSUN TAGLIO AL SOCIALE - Nonostante la scure che si è abbattuta sulle amministrazioni locali, "i Comuni hanno avuto una riduzione dei trasferimenti per il sociale pari a 7 miliardi e mezzo", Marino ha assicurato che a pagare la crisi, almeno a Roma non saranno le fasce più bisognose. "Questa amministrazione - le parole del sindaco - non tagliera' risorse al welfare e per l'assistenza alle persone più deboli". Ma soprattutto, cos' come promesso in campagna elettorale ha rilanciato la sua solizione all'emergenza abitativa."Vogliamo offrire alle famiglie un buono casa di circa 700 euro per aiutare in totale il triplo delle famiglie" in emergenza casa che vengono assistite oggi dal Campidoglio. "Per noi di sinistra - ha concluso - il sociale non e' elemosina ma e' ridare una spinta alle persone". 

    LE UNIONI CIVILI - In merito ai manifesti comparsi oggi sui muri della citta' in cui compare la scritta "Io sto con Putin", il suo giudizio è netto: "e' un'offesa gravissima alla dignita' delle persone quella di sostenere ideologie che rendano qualcuno diverso dagli altri. In una societa' moderna noi dobbiamo garantire a tutti gli stessi diritti e stiamo drammaticamente indietro, in Italia, su questo fronte e il fatto che il nostro paese insieme alla Grecia e' l'unico a non avere una legge sulle unioni civili e' una ferita per l'intera societa' italiana".


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    Abbandonata in un parcheggio, sommersa dai parapedonali e dalle vetture in sosta. Per ricordare la memoria Walter Rossi, il militante di Lotta Continua ucciso all'età di vent'anni da un proiettile che lo colpì alla nuca il 30 settembre 1977  in Viale delle Medaglie d'Oro a Roma, di sicuro non c'era peggior modo. La lapide, che i suoi compagni posero nel luogo dove perse la vita, giace infatti abbandonata a se stessa, nella più completa incuria. E per il giovane, vittima di un agguato fascista senza colpevoli (il processò non stabilì mai chi fu a sparare il colpo), a poche settimane dall'anniversario della sua scomparsa, l'agonia passata in vita, prosegue anche nella memoria.

    Walter_rossi

    LA TARGA E' SOMMERSA - A denunciare lo stato di degrado in cui versa la lapide commemorativa è Giovanni Barbera, membro del comitato politico romano del Prc. "“Dopo aver denunciato la mancata sostituzione della targa in memoria a Valerio Verbano nel Parco delle Valli - dichiara Barbera in una nota -oggi denunciamo il vergognoso stato in cui si trova la lapide che ricorda il punto, in Via delle Medaglie d’Oro, nel quartiere della Balduina, in cui fu barbaramente assassinato il 30 settembre del 1977, il giovane militante di Lotta Continua Walter Rossi. Sono mesi che, a causa di alcuni lavori che hanno eliminato la piccola aiuola che circondava e riparava tale lapide, questa è stata letteralmente abbandonata tra le autovetture in sosta, nel parcheggio adiacente a un supermercato di recente apertura. 

    IL COMUNE INTERVENGA - "A nulla sono valse le promesse – continua Barbera - non solo della precedente giunta dell’ex Municipio XIX, ma a quanto pare anche della nuova targata centrosinistra, nel trovare una soluzione più dignitosa a quella lapide che ricorda uno degli episodi più oscuri di quegli anni. Non è servito neanche provare, provvisoriamente, a circondare quella lapide con alcuni vasi che sono stati acquistati e collocati lo scorso maggio dai vecchi compagni di militanza di Walter, per dare decoro e dignità a quel luogo della memoria. Tra qualche settimana - conclude Barbera -  ricorrerà l’anniversario della morte di Walter e forse sarebbe il caso che le istituzioni competenti, comune e municipio, intervenissero per dare una sistemazione più consona alla lapide, oggi abbandonata a se stessa”.


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    Un patto per la crescita del sistema produttivo laziale, che passa attraverso una nuova politica del credito per le imprese e l'abbattimento del debiti. Sembra essere questo l'orientamento più importante emerso nell'incontro di oggi fra il governatore Zingaretti e l'Associazione bancaria italiana. “Sono segnali molto positivi quelli che ho raccolto questa mattina durante l’incontro, tra la Regione e i vertici dell’Abi del Lazio - dichiara in una nota Zingaretti - Insieme ai rappresentanti dell’associazione bancaria italiana ci siamo confrontati, in modo aperto e costruttivo e abbiamo ragionato insieme sulle strategie,  ognuno nell’ambito dei propri compiti e delle proprie responsabilità, per dare ai nostri territori l’opportunità di tornare a crescere a partire dalla liquidità restituita alle imprese attraverso i pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione”. 

    NUOVE POLITICHE DEL CREDITO -  Per questo è indispensabile per il futuro, secondo il governatore, costruire una nuova via di accesso al credito per le imprese. “Siamo ai primi passi di un percorso che porterà a una svolta importante e all’inizio di una nuova fase delle politiche del credito verso le imprese nella nostra Regione, condizione indispensabile – aggiunge Zingaretti - per la crescita del sistema produttivo laziale. Queste condizioni del credito saranno parte integrante del nuovo patto per lo sviluppo ed il lavoro che dobbiamo scrivere insieme a tutti gli attori economici e sociali della Regione”.

    LE REAZIONI - Secondo il consigliere regionale Massimiliano Valeriani, "il patto da stringere con le associazioni imprenditoriali e scientifiche può rappresentare un volano importante per l’economia laziale. Anche il deputato Pd, Marco Miccoli, ritiene che la linea intrapresa da Zingaretti sia quella corretta.  “Abbattere il debito mostruoso di 22 miliardi di euro. Ridare ossigeno e risorse economiche alle aziende del territorio. Puntare su una nuova occupazione che favorisca la ricerca e l’innovazione. Zingaretti ha trovato le ricette giuste per far ripartire l’economia del Lazio e per voltare pagina rispetto ai disastri degli ultimi anni. Una sfida che sembrava impossibile e che ora, grazie al buon lavoro che questa amministrazione sta facendo, appare sempre più come una concreta realtà”.


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    È stato sottoposto a fermo il 45enne diversamente abile sospettato di aver assassinato la zia con la quale viveva in un appartamento in via Prenestina a Tor de' Schiavi. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri che indagano sul caso l'uomo, paraplegico, per motivi ancora da accertare avrebbe aggredito l'85enne zia ieri pomeriggio intorno alle 17.

    La donna è stata colpita al petto e alla testa con un oggetto contundente e con un'arma da taglio. L'uomo avrebbe poi ripulito l'appartamento e nascosto il corpo della donna in un baule. A quel punto ha chiamato il fratello, raccontandogli di aver subito una rapina in casa durante la quale i malviventi avevano ucciso la zia.

    Intervenuti sul posto, però, i carabinieri hanno subito rilevato numerose incongruenze nel racconto del 45enne che è stato bloccato e sottoposto a interrogatoria al termine del quale sono scattate le manette ai polsi con l'accusa di omicidio aggravato.


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    La corsa è contro il tempo. A un mese dalla chiusura dei cantieri della Metro C rischia di esplodere “una bomba sociale”. I primi cenni si avranno oggi, “quando una delle 300 ditte che lavorano all’opera farà partire dieci lettere di licenziamento. Persone senza lavoro che si aggiungono a quel 30% (su 3 mila operai, ndr) che già ha perso il posto”. Più di 50 sono le società in bilico. L’allarme arriva dal Comitato delle imprese affidatarie del più grande cantiere d’Europa. E’ il portavoce del coordinamento, Nicola Franco, a fotografare lo stallo dell’intesa tra chi deve realizzare l’opera e il Comune di Roma. Con quest’ultimo che dovrebbe erogare 230 milioni di finanziamenti per far ripartire i lavori. “Il sindaco Marino – spiega Franco – ci ha promesso che il 10 settembre sarebbe tornato tutto alla normalità”.

    Invece?

    «Per ora, tra le 300 ditte affidatarie, sono 700 le persone rimaste disoccupate: quasi un terzo di tutta la forza occupazionale. Il problema è che, a breve, il numero salirà».

    Ci sono altre società che hanno inviato una comunicazione al Consorzio spiegando che non sarebbero state in grado di riprendere i lavori?

    «Oltre quelle 5 che hanno inviato una lettera lo scorso 27 agosto, sono 50 le aziende in bilico per colpa dei mancati pagamenti. Se non ci sarà l’accordo molleranno anche loro: una escaltion».

    Che porterà?   

    «Ad un’unica, triste soluzione: il licenziamento di altre persone. Così gli operai senza lavoro potrebbero raddoppiare arrivando a più di mille».

    E la cig?

    «C’è chi, ad esempio, vedrà finire i fondi per la cassa integrazione fra 10 giorni e sarà costretto a passare alla mobilità. L’anticamera del licenziamento. E parliamo di un’azienda con oltre 100 dipendenti che fattura 7 milioni l’anno».

    Cosa comporta la chiusura dei rubinetti dal Campidoglio?

    «Niente di più semplice ma letale: quei 230 milioni che il Comune di Roma deve al Consorzio sono ossigeno per le imprese affidatarie. Soldi, tra l’altro, già messi a bilancio. Anche perché le banche quando sentono parlare di Metro C, con le notizie di questi giorni sulla chiusura, fanno presto a dire no alle nostre richieste di finanziamenti. Mentre noi dobbiamo pagare gli stipendi, i leasing, l’Iva».

    Senza dimenticare che rischiate di perdere 300 milioni di euro dal Cipe per la mancata fine del pre-esercizio entro dicembre.

    «Certo. Il sindaco non capisce che questo mese di fermo, che rischia di non essere l’unico, si traduce in un ulteriore ritardo dei lavori. Se non fosse stato per l’interrogazione di Michele Meta (parlamentare Pd, ndr) avremmo già perso quei soldi, perché il termine del pre-esercizio era stabilito per ottobre».

    Per la chiusura dei cantieri potreste richiedere un danno economico?

    «Noi siamo soggetti affidatari e abbiamo un contratto con il general contractor, il Consorzio, che all’articolo 15 scrive che il fermo dei lavori può arrivare anche a sei mesi senza possibilità di rivalersi dal punto di vista finanziario. Solo per i ritardi archeologici, dall’inizio dei lavori, il danno è superiore al miliardo. Le nostre critiche in realtà sono rivolte al silenzio».

    Di Chi?

    «Stiamo portando avanti la nostra battaglia nel più totale silenzio dei sindacati e delle associazioni di categoria. Ma vorremmo anche che il nostro interlocutore tornasse ad essere l’assessore alla Mobilità, Guido Improta. Che rispondesse all’appello che lanciamo da queste pagine. Chiediamo di essere convocati in Campidoglio».

    Se il termine del 10 settembre come scadenza per la riapertura dei cantieri non dovesse essere rispettato?

    «Aspetteremo il fax che dà il via libera ai lavori fino alla mezzanotte di martedì. Altrimenti invaderemo i Fori e piazza Venezia con i nostri mezzi pesanti”.

    Il grido di dolore è stato lanciato. Se non dovesse essere accolto, è pronto quello di guerra a suon di clacson dei camion.


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    Panico e sangue in piazza Giulio Cesare, a pochi metri dalla Stazione Carabinieri di San Cesareo, dove un 20enne italiano di origine mauriziana non ha esitato ad accoltellare più volte alla gola un anziano del posto che era appena salito nella sua Audi A3. Il giovane, pur di rapinare la vettura, si è scagliato sulla sua vittima colpendola alla gola all’interno dell’abitacolo.

    I militari, attirati dalle grida dei passanti, si sono precipitati fuori dalla caserma bloccando immediatamente il soggetto che ancora brandiva il grosso coltello sanguinante e prestando immediato soccorso alla vittima che è stata trasportata in elisoccorso al Policlinico Umberto primo, dove ha subito un delicato intervento alla vena giugulare. Il malcapitato è tutt’ora in prognosi riservata nella rianimazione dell'ospedale capitolino. Il tempestivo intervento di tutti i componenti dell’Arma locale presente in ufficio ha evitato il peggio. Il fermato è stato condotto presso la casa circondariale di Roma Rebibbia a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Tivoli.


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    Un autobus Atac senza passeggeri a bordo questa mattina si è schiantato contro il guard rail all'imbocco della rampa di accesso della tangenziale in direzione San Giovanni, vicino al Verano. Il conducente è rimasto ferito in maniera grave ed è stato trasportato al policlinico Umberto I. Sul posto sono intervenuti i vigili urbani e i vigili del fuoco che hanno lavorato per estrarre l'uomo dall'abitacolo. Ancora da accertare i motivi dell'incidente.


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    Ha prima investito e ferito una ragazza in sella al suo scooter andando via lasciandola ferita sull’asfalto e poi ha speronato un Suv sul quale viaggiava una giovane coppia con una figlia di sei mesi. Alla guida dell'auto un 23enne campano, palesemente ubriaco, che ha seminato il panico ieri sulla strada provinciale Fondi-Sperlonga dove, poco dopo le 21, alla guida di una Clio, si è reso protagonista di una serie di sorpassi azzardati, finendo per travolgere in prima battuta una barista di circa 30 anni che, in sella allo scooter, stava facendo ritorno a casa. La ragazza di Ceccano, residente a Fondi e sorella di un concorrente del Grande Fratello ha riportato una ferita ad una spalla in seguito alla caduta ed è stata trasportata in ospedale a bordo di una ambulanza chiamata dai passanti.

    Il giovane che l’ha investita, dopo essersi schiantato contro il guard rail, è fuggito andando a fare altri danni circa tre chilometri più avanti, dove ha speronato un suv sul quale viaggiava una famiglia del posto. La Clio, dopo l’impatto con il mezzo e con il guardrail, si è capottata. Il suv è rimasto danneggiato e i suoi occupanti, tra cui una bimba di sei mesi, sono stati condotti in ospedale per le verifiche del caso. Le condizioni dei tre, tuttavia, non sarebbero preoccupanti. Sono intervenuti sul posto i carabinieri e gli agenti della polizia stradale oltre ai vigili del fuoco di Terracina e a due ambulanze. Il giovane, in evidente stato di ebbrezza, è stato fermato dai carabinieri che stanno valutando la sua posizione.


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    La scelta di pedonalizzare parte dei Fori Imperiali fa storcere il naso solo all'11% dei romani intervistati (895 al momento). Sono i primi dati dei questionari lanciati dal Comune di Roma e riferiti dall'assessorato alla Mobilità e ai Trasporti di Roma Capitale che li commenta così: "Sono confortanti per l'amministrazione e sono stati portati a conoscenza dei commercianti e delle categorie produttive interessate nel corso dell'incontro di ieri”. 

    MARINO: "DIMINUITI GLI INCIDENTI" - "La mancata pubblicazione dei dati in questione ha l'unica ragione di non alimentare una polemica sterile e strumentale, che finirebbe per porre in secondo piano il proficuo dialogo avviato ieri con i soggetti interessati, utile a far emergere le opportune valutazioni e a studiare le future iniziative di valorizzazione, atteso che soltanto l’11% degli intervistati si è dichiarato favorevole allo status quo antecedente al provvedimento di pedonalizzazione dei Fori Imperiali" conclude. Nella zona dei Fori imperiali, sarebbero poi diminuiti anche gli incidenti. "L'anno scorso ad agosto ci sono stati 13 incidenti, quest'anno 5" fa sapere il sindaco Ignazio Marino.

    MELONI (FDI): "ANDAVA FATTA CON SERIETA'" - Sui Fori interviene la deputata Fdi Giorgia Meloni: "Se si fosse voluta fare seriamente la pedonalizzazione dei Fori Imperiali si sarebbe dovuto porre questo come obiettivo di fine mandato costruendo prima le opere di urbanizzazione e le infrastrutture necessarie" ha detto a margine della presentazione di "Atreju 2013: La terza guerra". "Non mi si può dire 'deviamo il traffico su via Merulana' perchè chi conosce vagamente Roma - ha continuato Meloni - sa che si tratta di una via che non ha bisogno di ulteriore traffico". E sulla viabilità a partire da lunedì prossimo aggiunge: "Non sono ottimista perché pur condividendo le ragioni che muovono il sindaco Marino, ovvero la necessità di valorizzare un monumento come il Colosseo, certe cose vanno però fatte con serietà". "Dalla prossima settimana rischiamo, e mi auguro che non sia così - ha concluso Meloni - un ulteriore appesantimento di una rete viaria romana che è già drammaticamente oberata. Quindi penso fosse un progetto che si sarebbe dovuto realizzare con più rigore e anche più serietà".


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