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    Cinque donne arrestate a Tor Bella Monaca dopo una rissa. L’episodio è accaduto ieri sera in via dell’Archeologia, in una abitazione popolare assegnata a una 72enne che ospitava in casa il figlio e la sua fidanzata. L’anziana donna, stanca di sostenere le richieste di denaro dal figlio e dalla sua donna, entrambi tossicodipendenti, e di soppoerare frequenti litigi per futili motivi, ha chiesto alla coppia di lasciare l’abitazione. Da qui il rifiuto della fidanzata del figlio, 36enne, e la conseguente furiosa lite verbale.

    Nel tentativo dei militari di calmare gli animi, si è presentata la sorella della 36enne che urlando e minacciando la 72enne ha attirato l’attenzione di numerosi residenti della zona. La situazione è precipitata quando sul posto sono arrivate anche le due figlie della 72enne in difesa della madre: immediatamente si è scatenata la rissa tra le parti in causa anche con schiaffi e tirate di capelli che, grazie all’arrivo di rinforzi, i carabinieri sono riusciti a sedare arrestando le cinque donne. Tutte sono state accompagnate in caserma in attesa di essere processate con il rito per direttissima.


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    Superare i campi nomadi e trovare soluzioni alternative ai mega villaggi monoetnici. A chiederlo l'associazione 21 luglio e Arci solidarietà onlus in un documento congiunto dal titolo 'Dall'ossessione securitaria alla solidarietà responsabile. La città di Roma e i rom: linee guida per una nuova politica'. Si tratta di alcune proposte concrete sulle politiche di inclusione dei rom e sinti, presentate stamattina alla sala del Carroccio del Campidoglio.

    "SPESI 60 MLN" - "Oggi a Roma vivono circa settemila rom e sinti, - spiegano le associazioni - che rappresentano lo 0,24 % della popolazione residente in città; la comunità rom romana è una delle meno numerose in Europa. Negli ultimi anni le strategie dell’amministrazione capitolina in merito a rom e sinti hanno prodotto la segregazione e l’esclusione sociale di tali comunità, alimentando l’intolleranza dei cittadini romani residenti nelle aree dei campi, che percepiscono la loro presenza come ingombrante e minacciosa, una 'diversità' da segregare in spazi lontani e separati dalla città, quei mega campi monoetnici per i quali il Comune, negli ultimi anni, ha speso oltre 60 milioni di euro".

    CITTADINI E NON NOMADI - Il punto cruciale, spiegano le associazioni, è che "attraverso la politica dei 'campi' e i vari Piani nomadi che si sono succeduti, gli amministratori locali hanno definito le comunità rom e sinte a Roma come nomadi, non cittadini, individuando il 'campo nomadi' come lo spazio nel quale relegarli, benché essi non siano 'nomadi' ormai da diverse generazioni".

    "SUPERARE I CAMPI NOMADI" - Per questi motivi Associazione 21 luglio e Arci Solidarietà Onlus "credono che una politica di stampo nuovo sia necessaria e che debba partire dal superamento dei 'campi nomadi' come unica soluzione abitativa per i rom e sinti in città". E questo nell'ottica della 'necessità di superamento del modello dei campi per combattere l’isolamento e favorire percorsi di interrelazione sociale', così come sancito nella Strategia nazionale di inclusione dei rom, sinti e caminanti, adottata dal Governo italiano nel 2012.

    LE PROPOSTE - Il documento congiunto delle due associazioni individua nel passaggio dalla dimensione 'campo' alla dimensione 'casa' il punto di partenza di nuove politiche per le comunità rom e sinti. Il documento propone: l’abbandono dell’ottica emergenziale fin qui adottata; l’istituzione di un’agenzia comunale con il compito di individuare progetti abitativi alternativi al 'campo'; l’istituzione di un sistema di regolarizzazione degli 'apolidi di fatto'; il coinvolgimento attivo dei singoli nuclei familiari e l’azzeramento di quei canali preferenziali che hanno fino ad oggi accreditato sedicenti rappresentanti rom nel dialogo con gli amministratori locali.

    CHIUDERE CASTEL ROMANO E CESARINA - In particolare Associazione 21 luglio e Arci Solidarietà Onlus chiedono all'amministrazione comunale la chiusura progressiva, entro 18 mesi, di due 'villaggi attrezzati' della Capitale, Castel Romano e Cesarina, nei quali avviare la sperimentazione del superamento dei 'campi'. Il primo, il più grande a Roma, ospita 1300 rom e presenta un costo di gestione di oltre 300 mila euro mensili; il secondo è invece il più piccolo sul territorio comunale (160 persone) e costa 49 mila euro al mese. "Tale chiusura - propongono le associazioni - può realizzarsi attraverso l’istituzione di un regolamento interno nei due insediamenti che preveda, come criterio di permanenza per le famiglie rom, una soglia del reddito Isee. In questo modo, per i nuclei familiari in possesso di risorse economiche e immobiliari in grado di garantire autonomia alloggiativa e il pagamento delle utenze, si potrà prevedere l’allontanamento volontario o forzato dal 'campo'. Per le altre famiglie, a seconda della loro particolare condizione socioeconomica, saranno invece individuati percorsi personalizzati che contemplino differenti soluzioni abitative alternative al 'campo', percorsi di formazione, oppure interventi di presa in carico per le persone in condizione di particolare fragilità".

    PECIOLA (SEL) - Appoggia la proposta il capogruppo di Sel in Campidoglio Gianluca Peciola. "Le precedenti amministrazioni - spiega il consigliere - si sono concentrate esclusivamente sullo sgombero delle famiglie rom con l’effetto di creare mega campi aumentando così la ghettizzazione e l’emarginazione sociale". Peciola fa sapere che proporrà ai capogruppo di maggioranza e all’assessore competente "di far diventare il documento una base programmatica fondamentale per il superamento delle politiche dei campi rom e per l’avvio di percorsi di inclusione sociale".

    BONAFONI (PL) - E' intervenuta sulla questione anche la consigliera regionale del Gruppo per il Lazio, Marta Bonafoni. "Come regione Lazio - fa sapere - occorre, mettere in campo atti e interventi lontani dalle generalizzazioni e vicini da una parte ai bisogni delle persone, dall'altra ai loro diritti a cominciare da quello all'inclusività. Come consigliera di maggioranza del Centrosinistra sto lavorando all' istituzione di un tavolo di lavoro insieme alle associazioni che lavorano a fianco dei Rom per arrivare a una revisione della legge 82 del 1985. Un testo nato per incentivare e promuovere l'inclusione dei Rom ma che in questi anni è stata applicata parzialmente e solo per fare da cornice istituzionale alla creazione di campi rom". Bonafoni annuncia poi che "insieme all'assessore Visini, responsabile delle politiche sociali, stiamo accelerando sull'istituzione di un tavolo regionale per l'applicazione della legge. Una strategia quella della creazione di tavoli di confronto e di rappresentanza di tutti gli attori sociali che sta nascendo in tutta Italia".


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    Nessuna variazione del tracciato, zero risarcimento, penali e cronoprogramma. Ma soprattutto soldi, quelli già stanziati e che le aziende chiedono per continuare i lavori. E salvare i posti di lavoro, già da giovedì. La fumata bianca sull'accordo tra Roma Metropolitane e Metro C, dopo il vertice di ieri pomeriggio, mancava solo il via libera del ministero dei Trasporti. Con il fax del dicastero guidato da Maurizio Lupi (Pdl) che è arrivato nella tarda serata di ieri. Con il nuovo accordo si riparte dal patto stipulato sette anni fa. Il consorzio formato da Vianini, Ccc, Ansaldo e Astaldi ottiene dal Campidoglio 200 milioni di euro, su 230, che chiedeva per riaprire i cantieri. 

    LA ROAD MAP E LE MULTE -  Riapertura che il sindaco Marino aveva promesso per oggi. Ma che potrebbe arrivare già dopodomani per la gioia del comitato delle aziende affidatarie. Che con il suo presidente Nicola Franco aveva lanciato l'allarme per oltre mille posti di lavoro.Risorse che saranno erogate solo fra trenta giorni. E che fanno rinunciare a Metro C al risarcimento monstre di oltre 2 miliardi chiesto alla municipalizzata. Per il consorzio poi sono previste delle penali giornaliere sulla tratta fino a piazza Venezia. Con una road map stretta. Il primo nodo da chiudere, entro la fine dell'anno, è quello tra Pantano e Centocelle. Ipotesi multa. Per ogni 30 giorni di ritardo, l'assegno è di circa 8 milioni di euro.

    OBIETTIVO 2015 - Secondo step quello che porta a piazza Lodi. Dovrebbe vedere la luce entro in meno di un anno: 31 agosto 2014. Qui la sanzione è quasi dimezzata rispetto alla prima tratta, poco meno di 4 milioni al mese. L'arrivo a San Giovanni entro il 30 giugno 2015, come auspicato dal sindaco Marino nei giorni scorsi. Multa più economica in questo, 1 milione al mese.

    PER IL COLOSSEO NESSUNA DATA - Salta l'opera di collegamento con la linea A della metropolitana. Da lì al Colosseo la fine dei lavori è rinviata a data destinarsi. Ma  il Comune si è portato avanti stabilendo il prezzo: 4 milioni per il ritardo mensile. La variazione del tracciato invece non è nei piani. Nessuna deviazione sulla fermata del Circo Massimo, così come niente tram da collegare con le due linee.

    LE LINEE GUIDA - Si arriverà all'anfiteatro Flavio. E tutte le parti si dicono pronte per raggiungere piazza Venezia. E aiutare il sindaco, con la Metro, a chiudere tutto il tratto dei Fori per la fase due del parco archeologico. Spetta a Roma Metropolitane realizzare il dossier con le linee guida per passare la palla dei lavori a Metro C. Novanta giorni per la risposta e metter il Comitato interministeriale per la programmazione economica in condizione di aprire i rubinetti: per versare quei 300 milioni legati alla fase di presercizio da Pantano a Centocelle.

    BISOGNO DI RISORSE - Poi fra due anni toccherà cercare altro capitale. Altrimenti non si arriverà a piazzale Clodio. Dove speravano di arrivare le 300 imprese dell'indotto. Ma che, dopo aver temuto la fine dei giochi, riaprono i cantieri con sole 48 ore di ritardo. Quelle che si è preso il ministero per dire "sì".

    MARINO - "E' un risultato importante che vuole solo andare nella direzione della trasparenza e nella chiarezza dei rapporti con chi sta realizzando una delle opere infrastrutturali più importanti del paese" ha commentato il sindaco Ignazio Marino, in merito all'accordo tra Metro C e Roma Metropolitane. "Credo fosse mio dovere chiedere trasparenza e chiarezza, interrompere il percorso che si stava facendo chiedendo che ci fosse la firma di un nuovo accordo con dei tempi precisi e anche delle penalità precise" ha continuato Marino. "E' un punto accolto, e lo ringrazio, dal ministro Lupi, che grazie al lavoro del suo ministero ha permesso di arrivare ieri sera alla firma di un vero accordo con dei vincoli contrattuali e questo permetterà a Roma di avere nel 2014 di avere la linea C a Lodi e nel 2015 a San Giovanni" ha concluso il sindaco.


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    Il 2013, per il Lazio, si configura ancora come un anno difficile, con il Pil tra l'8 ed il 9%. Un dato nettamente inferiore al  2007. Non solo. Dai dati disponibili, diffusi dalla Regione, relativi ai primi due trimestri del 2013, emerge un netto peggioramento del mercato del lavoro. Mentre sono 311mila, nel II trimestre, e persone in cerca di occupazione, 60mila in più rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

    SENZA LAVORO - Il tasso di disoccupazione, da inizio anno, si configura sopra il 12%. Questi alcuni dei dati diffusi dalla Regione durante la presentazione del 'Patto Regionale Sviluppo e Lavoro', tenutasi ieri nella sala conferenze dell'hotel Aran di via Mantegna. Indirettamente proporzionale è il numero di occupati, che nel II trimestre di quest'anno, conta 74mila unità in meno rispetto al 2012, anno che è stato già critico per il mercato del lavoro, con 120mila disoccupati in più rispetto al 2007 e un tasso di disoccupazione che aveva raggiunto il 10,8%. Il dato di genere è altrettanto allarmante: circa una donna su due, nel Lazio, non lavora. Per quanto concerne le ore autorizzate di cassa integrazione guadagni, nonostante siano in diminuzione del 18,4% rispetto all'anno scorso, restano su livelli molto più alti rispetto ai livelli pre-crisi, tra gennaio e luglio 2013 sono 43,1 milioni.

    I CONSUMI - Le imprese del Lazio sono le prime a soffrire la contrazione dei consumi dovuta alle incertezze sulla situazione economica e alle difficoltà del mercato del lavoro. I prestiti vivi alle imprese sono in netto calo, la contrazione nel Lazio è superiore alla media nazionale e ha registrato, tra novembre 2011 e giugno 2013, un -17% nel Lazio a fronte di un calo nazionale pari all'11,7%. Questi alcuni dati sullo stato di salute del Lazio, illustrati dalla Regione durante la conferenza di presentazione del "Patto regionale sviluppo e lavoro". Dai dati emerge che l'export, invece, cresce del 2,4% nel primo trimestre 2013 ma, nonostante i buoni risultati degli ultimi anni, è ancora prettamente orientato al mercato domestico.

    STIRPE - "Le parti sociali per troppo tempo hanno avuto un ruolo di semplice comparsa e dobbiamo evitare che questo possa ancora accadere. Le ore di cassa integrazione cresciute di oltre 400%, gli oltre 5mila fallimenti dal 2008, il deficit energetico è tra il 26 e il 27%, le addizionali alle aliquote Irpef e Irap: scontiamo una pressione fiscale maggiore dell' 1,4% rispetto ad altre regioni, la spesa delle famiglie è scesa oltre il 3%. Tutto questo ci induce a pensare e a chiedere a gran voce una forte discontinuità rispetto al passato che parta dal cuore delle persone. Solamente mettendoci dentro tutte le nostre energie, possiamo deviare il trend che ci condanna a un declino". È quanto afferma Maurizio Stirpe, presidente di Unindustria, intervenendo alla conferenza.

    I DEBITI - "La sanità - spiega il numero uno di Unindustria - dovrebbe occupare tra il 70 e l'80% delle risorse della Regione. Nonostante ciò, la risoluzione del problema della sanità diventa una questione prodromica a tutti i problemi. Bisogna fare delle scelte, ascoltando tutti, che non ci espongano agli squilibri dell'ultimo decennio". Ma c'e' un'altra "partita speciale" da giocare, ed è quella dei debiti degli enti locali. Da Unindustria arriva il "plauso alla Regione" per come e' stato affrontato il problema e "l'esortazione a continuare sulla strada intrapresa, per chiudere questa partita. Sono inoltre necessarie politiche per la competitività, politiche distrettuali dei poli produttivi e politiche per l'equilibrio territoriale". Da parte di Unindustria, infine, Stirpe ha assicurato a Nicola Zingaretti "il massimo della disponibilità, perché condividiamo il metodo scelto". Alla fine della riunione, Stirpe consegnerà al presidente Zingaretti, "un documento con le politiche di sviluppo del territorio, una base di partenza che può essere utile alla discussione".


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    Ha preso il via davanti a Montecitorio la manifestazione a favore della liberta' di cura con le staminali. In piazza circa 150 persone, alcune delle quali indossano una maglietta sulla quale e' scritto "Non ho piu' voglia di morire, curarmi non e' un reato". La manifestazione, organizzata dal Movimento Vite sospese, fondato da Pietro Crisafulli, e' iniziata con la lettura dell'articolo 32 della Costituzione sulla "tutela della salute con diritto fondamentale" e con il ricordo dei tanti , bambini e non solo, che come spiegano gli organizzatori "sono morti in attesa di accedere alle cure col metodo Stamina".

    LE VOCI DALLA PIAZZA - "Oggi torniamo a manifestare dopo il presidio che organizzammo dal 23 luglio scorso, sempre qui in piazza di Montecitorio", ha spiegato Crisafulli, aggiungendo: "stanno arrivando tre pullman dalla Sicilia, uno dalla Puglia e uno dalla Lombardia, pieni di pazienti che chiedono di essere curati con il metodo Stamina, e dei parenti che li accompagnano". Al sit-in sono gia' presenti i fratelli Viviano, Marco e Sandro, affetti da distrofia muscolare. In piazza e' stata allestita una tenda sulla quale e' stato affisso uno striscione che dice: "Si' alle staminali. "La nostra unica speranza sono le cellule staminali e noi chiediamo che ci venga data la liberta' di curarci", ha detto Marco Biviano, malato di distrofia muscolare come il fratello Sandro. Al sit-in e' anche arrivato con un'ambulanza, in barella, Luca Pulino, 42enne affetto da sla da dieci anni. Ad accompagnarlo e' la mamma che chiede la possibilita' di accedere al metodo Stamina. In piazza e' anche giunto il "gruppo dei bikers", sette motociclisti che sostengono la battaglia del Movimento Vite sospese in sella a moto di grossa cilindrata, sono stati accolti da un lungo applauso da parte dei manifestanti. Gli organizzatori fanno parlare a turno i familiari dei malati e hanno anche diffuso, attraverso grossi altoparlanti, l'inno di Mameli.

    L'ARRIVO DI VANNONI– È arrivato al sit-in Davide Mannoni, fondatore del metodo Stamina, accolto da un lungo applauso dei manifestanti. "Da quel palazzo - ha affermato Vannoni parlando al microfono - nessuno si affaccerà mai. La nostra battaglia è per un diritto e noi cercheremo di vincerla". "Credo che gli esperti del comitato scientifico chiamato a valutare il nostro metodo abbiano già formulato il loro parere, quindi la palla passa ora ministro che dovrà prendere la decisione finale", così Vannoni ha risposto ai cronisti che gli chiedevano se avesse qualche notizia in merito al lavoro del comitato scientifico che sta vagliando la validità del metodo da lui fondato. "Penso purtroppo che sarò l'ultimo a sapere la decisione del comitato".

    I RISULTATI AD OTTOBRE–  "Il 7 ottobre presenteremo al Tar della Lombardia i risultati dei 40 pazienti che sono in cura con il metodo Stamina agli Spedali Civili di Brescia" dice Vannoni, presidente di Stamina Foundation. "Stiamo raccogliendo tutti i dati medici - ha aggiunto - Alcuni neurologi si sono offerti volontari e stanno indicando ai pazienti quali esami fare".


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    Si era presentata qualche giorno fa al citofono della vittima, una signora romana di 80 anni che abita nel cuore di Trastevere, spacciandosi per la figlia e, una volta in casa, con il pretesto di venderle immagini sacre e fragranze profumate, e' riuscita a derubarla di oggetti e monili in oro per 3mila euro circa.

    L'ARRESTO - Ieri pomeriggio, si legge in una nota del comando provinciale dei carabinieri una 36enne di Ardea con numerosi precedenti penali, ha nuovamente intercettato l'80enne in piazza San Cosimato e, convinta di non essere riconosciuta, ha tentato ancora una volta di raggirarla. Ma la signora l'ha riconosciuta eccome ed e' stata al 'gioco', tentando di attirare la ladra-truffatrice nella strada della vicina caserma dei carabinieri. Anche la 36enne ha intuito le reali intenzioni della signora e ha tentato di allontanarsi da lei con una scusa, ma una pattuglia dei carabinieri, l'ha fermata con l'accusa di furto aggravato. La 36enne si trova ora nel carcere di Rebibbia a disposizione dell'Autorita' Giudiziaria.


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    "Abbiamo tutte le carte in regola per provare a sognare, se però riusciamo a lavorare in modo serio, trasparente e tutti insieme". Lo ha detto l'assessore comunale agli Stili di Vita e presidente del Comitato Paralimpico Italiano, Luca Pancalli, intervenendo questa mattina a Radio Popolare Roma sul tema della candidatura alle Olimpiadi del 2024.

    NESSUN CAMPANILISMO- "Non ci sono protagonismi per questa iniziativa. È un'idea che era tramontata un anno fa all'indomani della decisione del governo Monti, parché ci trovavamo in una situazione economica non favorevole. Il sindaco Marino e il presidente Malagò ne hanno subito colta l'occasione dopo la scelta di Tokyo per il 2020 e, comunque, ne avevamo parlato anche prima con Marino".
    IL MOMENTO BUONO- "L'assegnazione dell'Olimpiade a Tokyo ci ha fatto pensare, per l'idea dell'alternanza dei continenti, che potesse essere il momento per rilanciare la candidatura di Roma, ha riaperto la speranza di poter ospitare quelle del 2024 - ha spiegato - quella dell'alternanza dei continenti non è una regola scritta ma normalmente è accaduto questo, se rileggiamo il passato, Roma ha nelle sue corde una vocazione olimpica e paralimpica, sono ancora freschi i ricordi dell'Olimpiade del '60, dove ci fu la prima edizione dei giochi paralimpici.

    Positivo, secondo Pancalli, il doppio colloquio del sindaco Ignazio Marino con il premier Enrico Letta e con il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia: "Bene ha fatto Marino a chiedere subito l'incontro con Letta e a farsi questa chiacchierata con Pisapia, che dimostra e univocità d'intenti ed è anche un bellissimo segnale di un cambiamento in atto". 

    SFIDA DIFFICILE- Sulle perplessità di Giovanni Malagò, presidente del Coni, sul dossier Roma 2020 Pancalli ha detto: "Secondo me il lavoro svolto per Roma 2020 fu buono e concordo con Malagò che su alcuni aspetti può essere migliorato. È evidente che dobbiamo immaginare che non corriamo da soli, la nostra sarà una competizione difficile, ammesso e non concesso che si parta, ma dobbiamo pensare che potrebbero esserci concorrenti pesanti, penso a Parigi. Abbiamo bisogno di stabilità economica e politica. Secondo me oggi ci sono le condizioni, avremmo potuto anche un anno fa andare avanti, e come disse Lula, presidente del Brasile, all'indomani della scelta di voler ospitare Mondiali di calcio e Giochi Olimpici nel suo Paese, bisogna gettare lo sguardo in la nel tempo". Sull'utilità per la città di ospitare un evento così importante ha infine spiegato: "La funzionalità della città può sicuramente migliorare, si pensi a Barcellona nel '92, che si è trasformata, ma anche della stessa Londra. Si può fare: oggi viviamo in una città che ha delle criticità e secondo me ospitare l'Olimpiade è un valore aggiunto per affrontare in maniera seria certe tematiche.

     Punti critici? Sicuramente i trasporti, poi c'è da riammodernare gli impianti e integrare l'impiantistica già presente. Poi organizzare i giochi olimpici significa anche organizzare quelli Paralimpici e quindi bisogna pensare all'accessibilità. L'importante è fare tutto con rigore, trasparenza e serietà".


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    Acea comunica che "questa mattina, nel tratto di via Gregorio Settimo compreso tra piazza Carpegna e piazza Pio XI, si è verificato un danno ad una condotta idrica che ha provocato la fuoriuscita di acqua sul manto stradale. Le squadre di pronto intervento Acea sono da subito intervenute sul posto ed hanno effettuato le manovre per intercettare il flusso idrico e iniziare i lavori di riparazione. Acea, che ha attivato un servizio di rifornimento tramite autobotte in stazionamento in piazza di Villa Carpegna (lato sinistro), prevede il ritorno alle normali condizioni di esercizio entro la serata odierna".


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    Il presidente della Regione Zingaretti sta partecipando alle cerimonie per il 70° anniversario del primo bombardamento della città di Cassino avvenuto nella mattina del 10 settembre 1943, in cui trovarono la morte 107 civili di cui 29 giovani. Zingaretti e il sindaco di Cassino Giuseppe Golini Petrarcone hanno deposto una corona davanti al monumento dei caduti. Un minuto prima è stato fatto risuonare l'allarme antiaereo che annunciò il bombardamento nella mattina del 10 settembre 1943.

    I BOMBARDAMENTI - La famiglia più colpita fu quella dei De Cesare, che vide la morte di sei fratelli. Obiettivi degli alleati erano la stazione e il liceo ginnasio Regio. La stazione fu distrutta parzialmente mentre l'obiettivo del liceo non fu raggiunto. Vennero distrutte abitazioni in viale Dante e nella zona intorno al liceo dove si pensava ci fosse il comando militare tedesco. Alla cerimonia stanno partecipando i sindaci e i parlamentari del territorio oltre ad un picchetto dell'esercito dell'80esimo Rav, e delle associazioni combattentistiche. Con la cerimonia di oggi inizia il calendario delle rievocazioni della distruzione della città e dell'abbazia.

    ZINGARETTI: "Ricostruzione abbazia è simbolo di riscatto" - "Se c'è città italiana che meglio rappresentò quel momento storico del dopo Armistizio a partire proprio dal bombardamento del 10 settembre 1943, questa é proprio Cassino - ha detto il presidente della Regione - Quel periodo rimane una delle ferite più laceranti del nostro Paese con la distruzione della città e dell'abbazia. Cassino e Montecassino sono simbolo della cultura europea e la sua ricostruzione é simbolo di riscatto. Una ricostruzione che ha pochi esempi in Europa e nel mondo, pargonabile a quella di Varsavia, di Hiroshima e Nagaski".

    LA PROTESTA DEL COMITATO LOTTA PER LA CASA - "Finanzia la legge per l'emergenza abitativa". Così, un gruppo di manifestanti si è rivolto urlando al presidente della Regione. Il gruppo ha esposto uno striscione con su scritto: "Comitato di lotta per la casa, Cassino". Dopo la celebrazione, il presidente della Regione Lazio é stato avvicinato dal rappresentante dei manifestanti Vincenzo Durante, consigliere comunale di minoranza a Cassino. "Gli ho detto - ha dichiarato Durante - che ieri abbiamo incontrato qui a Cassino l'assessore regionale alle politiche della casa Fabio Refrigeri. Lui mi ha assicurato che la linea sostenuta dal suo assessore é quella dell'intera Giunta ed anche la sua. Refrigeri ci ha assicurato un investimento di 450 milioni in tutta la regione, 300 dei quali assorbiti dalla sola Roma, 120 dalle altre province. Dipenderá quindi dalla capacitá progettuali degli enti sapersi assicurare una fetta di quei soldi".


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    "Assunzione dei precari, scorrimento delle graduatorie, risoluzione delle questioni del settore scolastico-educativo dove stiamo chiedendo un corso-concorso e l'abrogazione della legge regionale che riduce il numero delle educatrici con il risultato di classi più affollate ma meno educatori". Queste le richieste di una delegazione di lavoratori precari sotto il Campidoglio in attesa "di un incontro con il sindaco Marino per chiedergli che fine ha fatto la delibera di inziativa popolare presentata lo scorso anno e da discutere entro domani in merito ai problemi e alle questioni del settore scolastico-educativo".

    "Vogliamo capire perchè non sia stata ancora discussa questa delibera - ha detto Daniela Pitti di Usb pubblico impiego - nel settore scolastico-educativo continua ad esistere questa situazione in cui non assumono il personale precario". "Da oggi - ha fatto sapere - partirà una mobilitazione che durerà fino al 18 ottobre con lo sciopero nazionale".


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    Resta in carcere a Regina Coeli Onofrio Cavallo, il 45enne disabile accusato di aver ucciso, lo scorso 6 settembre, la zia 85enne con la quale viveva in un appartamento sulla Prenestina vicino Tor de' Schiavi.

    L'OMICIDIO - L'uomo, costretto su una sedia a rotelle, è accusato di aver colpito la donna al petto e alla testa con un oggetto contundente e un'arma da taglio, e di aver poi tentato di nascondere il cadavere in una panca. Difeso dall'avvocato Fulvio Melillo, Cavallo, come già aveva fatto davanti ai carabinieri che lo avevano bloccato, anche davanti al gip ha negato di essere stato lui il responsabile dell'omicidio, affermando che la zia è stata uccisa da dei malviventi nel corso di una rapina. Una versione questa ritenuta poco attendibile dal gip Anna Maria Fattori - l'uomo, al momento dell'intervento dei carabinieri, era impegnato a ripulire l'appartamento dalle tracce di sangue - che ha confermato la custodia cautelare in carcere. L'avvocato Melillo nella mattinata odierna ha comunque chiesto al tribunale della libertà una revisione del provvedimento.


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    La Sapienza torna a collocarsi tra le prime 200 università al mondo nella classifica Quacquarelli Symonds, che sarà diffusa il 10 settembre dall’agenzia internazionale di ranking universitari. "La Sapienza si posiziona infatti - spiega l'Ateneo in una nota - al 196esimo posto, risalendo di 20 posizioni rispetto al 216esimo posto dello scorso anno, risultando seconda solo all’Università di Bologna, al 188esimo posto, e precedendo altri prestigiosi atenei italiani come Statale e Politecnico di Milano, Università di Pisa, Università di Padova e Politecnico di Torino".

    FORMAZIONE DEI MANAGER, LA SAPIENZA AL SECONDO POSTO IN ITALIA - La pubblicazione della classifica Quacquarelli Symonds fa seguito all’uscita venerdì scorso del nuovo ranking elaborato dal Times Higher Education “Alma Mater Index: Global Executives 2013” che elenca le università del mondo in base alla loro capacità di formare manager, conteggiando quanti CEO (Chief Executive Officers) delle principali 500 multinazionali sono alumni di ciascun ateneo. La Sapienza si classifica al 33esimo posto nel mondo, seconda italiana dopo la Bocconi che si colloca al 32esimo, confermando così la propria preminenza nel sistema universitario del Lazio, sia nei confronti delle università pubbliche che dell’offerta di formazione manageriale degli atenei privati.

    "SABINA": TUSCIA PRIMA IN ITALIA PER RICERCA IN CAMPO AGRARIO - Secondo l’Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca (Anvur) l’Ateneo viterbese è primo a livello nazionale per la ricerca in campo agrario. "Il Censis, con altri parametri di giudizio - si spiega in una nota - conferma tale posizione in graduatoria. La valutazione analitica mostra, inoltre, che la vera forza della Tuscia risiede nella ricerca in campo forestale che non teme confronti a livello nazionale ed è molto competitiva anche sulla scena internazionale. Il risultato più gratificante, però, lo ha raggiunto il Dipartimento Dafne che può vantare tra i suoi docenti la punta di diamante nella ricerca di qualità. Infatti, il gruppo di ricerca forestale formato dai professori Schirone, Piovesan, Bellarosa e Simeone è risultato primo assoluto a livello nazionale. E’ questo elemento di grande soddisfazione anche per la Sabina Universitas perché si tratta dei docenti che costituiscono il nerbo del Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie per la Conservazione delle Foreste e della Natura offerto dall’Università di Rieti presso la sede di Cittaducale. Il corso di laurea, che rappresenta ormai una realtà consolidata dell’università sabina, cerca di rinnovarsi costantemente nella sua offerta formativa nel tentativo di mettere i propri laureati in condizione di affrontare meglio la crisi del mercato del lavoro che in questi ultimi tempi sta attanagliando il Paese".  "Quest’anno - continua la nota - viene attivato per la prima volta anche un curriculum di carattere agro-forestale, per chi fosse più interessato ai problemi dell’agricoltura e dell’alimentazione, mentre il curriculum forestale viene ristrutturato per essere più calibrato sui temi dell’ambiente montano. In tal modo - conclude la nota - si gettano le basi per far decollare dal prossimo anno uno specifico corso di laurea dedicato allo sviluppo della montagna nelle sue declinazioni naturalistica, turistica e produttiva".


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    "Il film Sacro Gra uscirà nelle sale il 26 settembre e il Comune organizzerà una proiezione presso il centro culturale Elsa Morante al Laurentino 38 l'ultima decade di ottobre a cui sarà presente anche il maestro Rosi". Lo ha detto il sindaco di Roma, Ignazio Marino, durante la presentazione della manifestazione "Da Venezia a Roma".

    STRAORDINARIA UMANITA'– «Sono orgoglioso ed emozionato di accogliere due straordinari artisti come Gianfranco Rosi ed Elena Cotta qui in Campidoglio – ha detto il sindaco di Roma, Ignazio Marino – Credo che aver ricevuto un premio così prestigioso sia un tributo al vostro talento e non vedo l'ora di vedere al cinema l'opera e un motivo di orgoglio per i cittadini perché il tema dell'opera riconduce alla straordinaria umanità di questa città di ispirazione per altri personaggi della cultura e dell'arte, e penso al lavoro e alle situazioni che hanno ispirato Fellini e Pasolini". 

    RIFLETTERE SUI MARGINI– «Ci si è concentrati su quella parte della nostra città più importante: all'interno delle Mura aureliane infatti vivono 120mila persone, all'interno del Gra 1 milione e mezzo di persone e fuori dal Gra un altro milione di persone. Quindi - ha aggiunto Marino - il film riflette sui 'margini' della città che rappresentano un punto privilegiato". Il primo cittadino ha infine aggiunto: "Io stesso con la giunta un giorno a settimana lo trascorriamo in un quartiere di periferia perché pensiamo sia importantissimo concentrarsi sulle periferie per trasformare questa città in una comunità".

    LA PRESENTAZIONE– Oltre al sindaco, erano presenti anche il regista de “Il sacro Gra” Gianfranco Rosi e l’attrice Elena Cotta, rispettivamente vincitori del Leone d’Oro e della Coppa Volpi e il ministro dei Beni culturali, Massimo Bray: "È stata una emozione fortissima e la sento ancora di più adesso", ha detto Cotta. "Quando giravo su questi luoghi il primo anno è stato difficile capire, da non romano, cosa filmare, dove fermarsi - ha spiegato il regista - quindi è stato un lavoro di scoperta. Per me è stato importante portare il raccordo anche fuori dall'Italia perchè significa che questo luogo può parlare in maniera molto ampia". Per l'assessore alla Cultura, Flavia Barca, "il problema del raccordo è che 'non crea raccordi' e voglio invece pensare a questa amministrazione come ad una amministrazione che vuole creare raccordi". 

    BRAY: PRESTO INCONTRO CON MARINO - Riconoscimenti importanti anche per il ministro della Cultura Massimo Bray: "Importanti per più di un motivo ma soprattutto - ha detto - stiamo dando un riconoscimento forte a un genere importante come il documentario perchè l'arte cinematografica muove proprio i primi passi nel documentare la realtà. Il cinema è la forma più alta e profonda per la memoria condivisa che non dobbiamo disperdere". "Ho detto al sindaco Marino – ha continuato – che è importante vederci al più presto per il cinema di Roma perché insieme a Venezia sono quelle manifestazioni che aiutano a far capire l'importanza di questa storia". "I risultati di Venezia – ha annunciato a margine della presentazione – mi confermano che le scelte fatte nei confronti del cinema italiano erano doverose perché abbiamo dato il minimo riconoscimento a una delle pagine più importanti anche nella contemporaneità, a una delle pagine culturali più importanti del nostro paese. Una pagina trascurata che invece credo sia il segno che il governo adesso deve dare tutti gli strumenti che loro ci hanno chiesto per poter segnare una storia importante".

    XIX RASSEGNA– Il grande cinema arriva a Roma. Dall'11 al 18 settembre torna nella Capitale "Da Venezia a Roma", la tradizionale rassegna giunta alla XIX edizione. La manifestazione, realizzata dall'Anec Lazio con il sostegno di Roma Capitale-Assessorato alla Cultura e della direzione generale per il Cinema del Mibac, propone una selezione di titoli provenienti da tutte le sezioni (Concorso, Fuori Concorso, Orizzonti, Settimana della critica, Venice Days) della settantesima Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. La rassegna, che chiude la stagione 2013 del progetto "Il Cinema attraverso i Grandi festival", è ospitata da 13 cinema della capitale dislocati nei diversi quartieri della città: Adriano, Alcazar, Barberini, Eden, Europa, Farnese Persol, Fiamma, Giulio Cesare, Greenwich, Mignon, Nuovo Olimpia, Quattro Fontane, Savoy. Il cartellone proporrà oltre 40 film provenienti da tutte le sezioni della mostra cinematografica di Venezia. Novità di quest'anno sarà la "Settimana della critica" che si terrà dal 12 al 15 settembre al Nuovo Olimpia dove saranno presentati dai rappresentanti del Sncci (Sindacato nazionale critici cinematografici italiani) tutti i film presentati alla mostra. Ritorna, infine, per il secondo anno, l'appuntamento con i registi italiani del settantesimo Festival di Venezia realizzato da Fandango Incontro e Regione Lazio - Progetto ABC che dall'11 al 18 settembre vedrà gli autori del nostro cinema confrontarsi con il pubblico sulle proprie opere presentate alla Mostra presso Palazzo Incontro.

    L'ASSESSORA BARCA: "FELICE DI ACCOGLIERE I VINCITORI" – “La manifestazione 'Da Venezia a Roma' avvicina il grande cinema alla cittadinanza. La rassegna che parte domani e propone un ricco cartellone di film provenienti dalla Mostra del Cinema è un momento dedicato soprattutto ai cittadini perché permette loro di vedere film che non sono di facile distribuzione”. Lo afferma in una nota Flavia Barca, assessore alla Cultura di Roma Capitale. “Oggi sono stata davvero felice di accogliere in Campidoglio i vincitori della Mostra del Cinema di Venezia – prosegue - che hanno portato sul podio, dopo 15 anni, non solo due film italiani, ma anche due opere di grande ricchezza stilistica. Elena Cotta strepitosa interprete di Via Castellana Bandiera di Emma Dante, è una grande professionista del nostro teatro e il grande autore di documentari Gianfranco Rosi. L’evento mi ha stimolato due riflessioni. La prima riguarda il paesaggio: il film di Rosi prende spunto dal lavoro dal paesaggista Nicolò Bassetti, a sua volta ispirato da un saggio di Renato Nicolini dal titolo ‘Una macchina celibe’. Nicolini ne ha anticipato la visione: “Il Gra – scriveva - non produce alcuna organizzazione, non supporta nessuna struttura, esiste solo in funzione del suo inventore, delle sue entrate e delle sue uscite. E’ un’opera eccentrica, totalmente fine a se stessa che maschera e nasconde le contraddizioni della città”.“Il raccordo insomma non crea raccordi – conclude l’assessore Barca - questa amministrazione invece vuole ricongiungere superando le frammentazioni sociali e culturali di questa città. La premiazione di questi due film a Venezia è stata anche un'occasione per ricordare l'importanza della filiera cinematografica che esiste dietro due opere di questo tipo: dalla produzione alla distribuzione. Dalla Mostra del Cinema arriva un segnale forte, e noi dobbiamo accogliere la sfida. Mi impegnerò per dare maggiore spazio a queste forme culturali nella nostra città e per sostenere e valorizzare il patrimonio dell’industria cinematografica favorendone la circuitazione”.


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    Nel ricordo del più grande si mobilitano i più grandi e la celebrazione del “Mennea day” (12 settembre), presentato questa mattina al Campidoglio, è diventato un evento sportivo internazionale. Nella sala degli Arazzi infatti erano presenti, oltre all’assessore allo Sport Luca Pancalli e il presidente della Fidal (Federazione atletica leggera) Alfio Giomi, anche due giganti dell’atletica leggera amici di Mennea: Tommie Smith (quello del pugno alzato alle olimpiadi) e Alberto Juantorena (soprannominato El Caballo). Tutti insieme nel ricordo del più grande protagonista dell’atletica leggera italiana che verrà celebrato il 12 settembre in 60 città italiane, tra cui Roma (Stadio dei Marmi).  

    MENNEA DAY- A quasi sei mesi dalla prematura scomparsa dell’olimpionico (Mosca 1980) il mondo dell’atletica vuole celebrarlo nel 24° anniversario di quel 19.72 con cui nel 1979 stabilì il record iridato nel mezzo giro di pista. Un primato che ha portato il suo nome fino al 1996.  Il “Mennea Day” si svolgerà a Roma, Rieti e Cassino. Teatro dell’evento romano sarà lo Stadio dei Marmi. Si partirà dalle 14 con una serie di gare tutte sui 200 metri (la specialità di Pietro Mennea). La partecipazione è aperta a tutti, professionisti e non,  basta versare un euro (simbolico) che andrà alla fondazione Pietro Mennea onlus.

    IL RICORDO-“Pietro Mennea non è nella storia dello sport italiano ma è la storia dello sport – ha detto Guido Pancalli nell’apertura della conferenza stampa – Pietro è la rappresentazione più vera della maglia azzurra, un esempio virtuoso nella dedizione al sacrificio e nei comportamenti. Ringrazio –  ha proseguito – i campioni oggi presenti  e raccogliamo, come istituzione, la sfida di portare avanti il loro esempio per continuare a offrire  ai giovani la speranza di un sogno come quello da loro realizzato”. “Il ricordo di Pietro Mennea è il risultato dello sforzo di molte persone che ringrazio – ha sottolineato il presiDente della Fidal – Un evento che è andato anche oltre le nostre aspettative. Abbiamo ricevuto disponibilità e affetto da tutta Italia, segno che Pietro Mennea unisce l’Italia almeno sotto l’insegna dello sport. Il 12 settembre – ha poi annunciato – diventerà la giornata di Mennea, la giornata dell’Atletica italiana”.

    smith podio

    LA LEGGENDA- Ringrazio tutti – ha detto Smith, oggi professore universitario – perché per me è sempre un piacere venire in Italia. Mennea è un uomo che ho sempre rispettato. Non poteva esserci uomo migliore per superare il mio record. Fra me e Pietro c’era una comunanza di idee, di visione del mondo. Volevamo uno sport pulito, onesto, capace di insegnare ai giovani il modo giusto per stare al mondo e affrontare la vita..Ai miei ragazzi insegno che tutto viene inizialmente da noi stessi. Il record ottenuto da Pietro era la chiusura di un cerchio rappresentato dalla sua esistenza. Con gli amici  lo chiamavo “speed italian” e spesso lo prendevo in giro – ha ricordato - lo accusavo di aver usato una Ferrari invee delle sue gambie per battere il mio record. Era una persona intelligente, vera, autentica. Lui – ha poi concluso  – non era un bluff e la dimostrazione è in quanto di buono ha fatto anche dopo la sua carriera sportiva.”.

    smith e cuba in piedi

    EL CABALLO -“L’Italia è un Paese al quale sono legato – ha invece detto El Caballo – E’ qui che ho iniziato (Formia, ndr) ed è qui che ho concluso (Rieti, ndr) la mia carriera. Per me Pietro ha sempre rappresentato l’immagine di un combattente, un piccolo combattente. La statura in un uomo non è importante ma conta la sua vicinanza al cielo. E’ stato un uomo che si è guadagnato con lavoro e sacrificio tutto ciò che ha ottenuto. Con lui – ha poi ricordato – parlavamo molto, di tutto. Per capirci usavamo una lingua mista tra italiano e spagnolo. Pietro è stato per me un punto fermo, come lo è stato Smith al quale Cuba ha tributato un applauso nazionale quando ha fatto quel gesto sul podio sfidando il mondo”.

    LA MOGLIE-“Tommi Smith – ha ricordato invece la moglie di Mennea, Emanuela – era un idolo per Pietro. E’ vedendo quella finale nel ’64 che ha iniziato a correre. Voleva emulare quel gesto eroico che trovava sintesi nella corsa perfetta di un grande campione. Spero – ha poi concluso – che la sua scomparsa serva a promuovere lo sport come mezzo di formazione per i giovani.


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    Stamattina la presentazione della manifestazione "Brasil!", festival nato da una collaborazione tra Fondazione Musica per Roma e ambasciata del Brasile. Durante la conferenza stampa l'amministratore delegato della Fondazione Musica per Roma Carlo Fuortes ha rilevato come «la rassegna internazionale rientri, nel mese di settembre, tra i grandi appuntamenti inaugurali della nuova stagione dell’Auditorium, che è iniziata con lusinghieri risultati di pubblico (+ 17% di sbigliettamento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno)». «Il festival rappresenta la realizzazione di un sogno da noi rincorso per molti anni, realizzato grazie all’impegno del Governo Brasiliano e dell'ambasciata in Italia, che hanno scelto l’auditorium per un investimento di grande portata –  ha aggiunto Fuortes – Di questo siamo molto orgogliosi. Il Parco della Musica continua a rappresentare una finestra sul mondo, alla scoperta di novità, spettacoli, eventi culturali e artistici di altri Paesi; un criterio, in questo caso sposato in pieno dall'ambasciata, che privilegia la presentazione di opere di artisti particolarmente interessanti e a volte poco noti in Italia, agli spettacoli prettamente commerciali o folkloristici».

    GLI ARTISTI E IL CALENDARIO – L’auditorium sarà animato per tutta la durata del Festival Brasil da ogni tipo di evento. Tra l’altro, i punti ristoro all’interno dell’area, dal 15 al 22 settembre proporranno eccellenze della gastronomia brasiliana. Caio Flávio de Noronha e Raimundo segretario culturale dell’ambasciata del Brasile in Italia ha detto che il festival rappresenta il secondo più grande investimento per la promozione della cultura brasiliana all’estero. «Ci felicitiamo che l’Auditorium abbia accolto questa manifestazione – ha concluso – che mostra tutta la ricchezza e la varietà della cultura del nostra Paese, spesso associata solo al carnevale o al samba, ma che comprende anche grande letteratura, arte, cinema, gastronomia». Il calendario comprende artisti tra i maggiori del panorama brasiliano: Toquinho e Adriana Calcanhotto; cantautori e musicisti di spicco come Zeca Baleiro, Paula e Jaques Morelenbaum, il chitarrista Yamandu Costa, il violinista Luíz Fïlíp, il pianista André Mehmari, il duo elettronico MixHell, la cantante Rosa Emília Dias, il Grupo Soluna, virtuosi di capoeira.


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     E’ probabile che appartenga ad una donna il cadavere in avanzato stato di decomposizione recuperato ieri sera intorno alle 19 in un’ansa del Tevere in prossimità di Commercity, nella zona al confine tra Fiumicino e Ponte Galeria. Ad indurre gli inquirenti ed il medico legale per questa prima ipotesi ci sarebbe innanzi tutto la statura, circa un metro e sessanta.  

    IL CADAVERE – Portato a riva dai sommozzatori dei vigili del fuoco, intervenuti insieme alla polizia fluviale e, in un secondo tempo, agli agenti del commissariato di Fiumicino, il corpo, ridotto a pelle e ossa per la lunga permanenza in acqua, ha reso impossibile l’attribuzione del sesso. Era anche privo di indumenti. Ad avvistare il cadavere che galleggiava sulla superficie del Tevere è stato intorno alle 17.40 di ieri un pescatore di Settecamini, in zona San Paolo-Spinaceto, subito dopo il ponte del grande raccordo anulare. Il cadavere, trascinato dalla corrente del fiume, verso le 18.10 ha raggiunto l’altezza di Ponte Galeria e poi ha proseguito fino a Fiumicino, dove è infine stato tratto a riva. Trasferito all’istituto di medicina legale di Roma, sarà adesso l’esame autoptico a cercare di fare chiarezza sulle cause del decesso e, attraverso l’esame dattiloscopico, si cercherà anche di risalire all’identità della sconosciuta, sempre che si tratti di una donna.


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    Un tavolo per lo sviluppo di Roma.  Quello tra le associazioni di  categoria e il Campidoglio si è aperto oggi, con l’incontro di stamane negli uffici dell’assessorato di Roma produttiva in via dei cerchi, e arriva a 24 ore di distanza dal patto sul Lavoro lanciato dalla Regione Lazio. A coordinare i lavori l’assessore Marta Leonori, che ascoltato le osservazioni di Unindustria, Confesercenti, Confcommercio, Cna, Confartigianato, Federlazio, LegaCoop, Confcooperative, Cgil Roma e Lazio, Cisl Roma e Uil Roma e Lazio.

    I PROGETTI - Un incontro per conoscere le strategie dell’amministrazione capitolina. "Serve un tavolo sui grandi progetti e riteniamo che si esca dall'ordinarietà”, spiega Mauro Mannocchi. Il presidente dell’associazione degli artigiani lancia la “Cittadella dell'artigianato artistico, un grande polo che incontri e attragga il turismo, situato in una posizione strategica della città”. Convinto che l’idea garantisca posti di lavoro e innovazione, “ma – aggiunge – con la garanzia delle istituzioni circa la qualità del prodotto”.

    IL PRIMO PASSO - Lo sviluppo come primo passo, ribadisce la Leonori. “Come è stato ribadito anche dal sindaco, è una delle priorità che noi abbiamo – spiega l'assessore – . Vedremo, a seconda del patrimonio a disposizione dell'amministrazione comunale e anche della migliore localizzazione, dove metterla e anche come svilupparla".

    L'IDEA DI ZINGARETTI - Il primo passo è del governatore Zingaretti, che ieri dall’hotel Aran ha dato il la alle linee guida per il rilancio dell’economia capitolina. Che per Lorenzo Tagliavanti, direttore di Cna Roma, rappresenta "un passo importante, coraggioso che è consistito nel richiamare alle proprie responsabilità tutti coloro che direttamente o indirettamente sono responsabili dell'andamento dell'economia, per concordare una serie di punti e priorità, premessa indispensabile per poter riagganciare la ripresa della nostra Regione”.

    "METODO CONDIVISO" - I punti d'azione individuati dalla Pisana puntano a una finanza che va verso i Comuni. A cui spetta il compito di lavorare in tandem con gli appaltatori. L’obiettivo, ripete Tagliavanti, è di “rimettere in moto, in parte, anche i consumi”. Traguardo però da raggiungere entro la fine dell’anno, sottolinea il presidente di Cna. Altrettanto soddisfatto dell'incontro di ieri Giuseppe Roscioli, presidente Confcommercio romano: "Zingaretti ci ha illustrato i principi generali sui quali la Regione si muove e gli obiettivi che vuole raggiungere. C'è stata condivisione sul metodo e ora discuteremo gli aspetti più tecnici con incontri singoli sui singoli temi che ci sono sul tavolo”.


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    Il consenso per la donazione degli organi sulla carta d'identità. E' la proposta lanciata con una delibera in Comune ai tempi di Alemanno, dall'allora consigliere Pd Paolo Masini (oggi assessore ai Lavori Pubblici) e mai attuata. Il sindaco Marino però vuole riprenderla e porla all'attenzione della nuova squadra che governa la città.

    "In onore di Christian Giacomini, ho chiesto all'assessore Cutini di accelerare tutte le procedure per attuare quella delibera votata in Campidoglio nel 2010, il cui primo firmatario era Paolo Masini, che permetterà, attraverso un accordo tra l'anagrafe comunale e le Asl, di indicare direttamente sulla carta d'identità se si vuole donare o meno gli organi dopo la morte - ha detto il primo cittadino - questo farà della Capitale d'Italia un punto di riferimento, attuando una legge dello Stato rimasta largamente inattuata. Credo questo sia il modo migliore per ricordare Christan e la sua famiglia che in un momento di grande dolore ha deciso di aiutare tanti altri bambini con la donazione dei suoi organi" ha concluso il sindaco partecipando alla cerimonia di intitolazione dell’area giochi al parco della Caffarella dedicata a Christian Giacomini, il 13enne ucciso da un vaso caduto da un balcone in via Appia nel 2012.


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    Poche ore di tregua, il tempo di far esaurire la perturbazione di origine atlantica che nella giornata di ieri ha interessato le regioni settentrionali e gia' un nuovo impulso perturbato ha fatto ingresso nel nostro Paese. Piogge e temporali sono attesi dal pomeriggio soprattutto sul Friuli Venezia Giulia, sulle regioni tirreniche e su quelle centrali.

    L'ALLERTA - Sulla base delle previsioni disponibili e di concerto con le Regioni coinvolte, cui spetta l'attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati, il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. L'avviso prevede, dal pomeriggio di oggi, precipitazioni anche a carattere di rovescio o temporale sul Friuli Venezia Giulia, in estensione ad Umbria, Lazio, Campania ed ai settori occidentali di Abruzzo e Molise. I fenomeni, localmente intensi, potranno dare luogo anche a grandinate, frequente attivita' elettrica e forti raffiche di vento. Il Dipartimento della Protezione Civile seguira' l'evolversi della situazione in contatto con le prefetture, le regioni e le locali strutture di protezione civile. Sul sito del Dipartimento della Protezione Civile sono consultabili alcune norme generali di comportamento da tenere in caso di maltempo.


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    Un'interrogazione contro i dirigenti esterni. La firma è del Movimento 5 Stelle Lazio, che ha presentato il provvedimento urgente e a risposta scritta direttamente al governatore Nicola Zingaretti e all'assessore al Bilancio. Obiettivo? Conoscere "i motivi - scrivono - che hanno portato, tra luglio ed agosto 2013, a 22 assunzioni" di tecnici estranei all'ente e di seconda fascia.

    LE REGOLE - La struttura amministrativa, sottolinea il M5S, prevede 174 aree con una dotazione di altrettanti dirigenti. "La legge - aggiungono gli esponenti grillini - sancisce che si possa (ma non che si debba) affidare incarichi esterni nel limite massimo dell’8%". Il tetto massimo quindi è di 14: 8 in meno di quanti hanno già strappato un contratto. Gli ultimi due sono stati presi per gestire i social network, con una spesa di 120mila euro l'anno.

    L'ASSEGNO DELLA REGIONE - E i costi? I nuovi dirigenti percepiranno una retribuzione annua di circa 120.000 euro, ma l'intera operazione fa uscire dalle casse della Pisana circa 200mila euro ad assunzioni. In 5 anni l'assegno staccato dalla Regione sarà pari a 20 milioni. A questo vanno aggiunti 7 milioni dovuti per i dirigenti esterni di prima fascia, fatto già denunciato nell' esposto alla Corte dei Conti presentato dai Cinquestelle del Lazio.

    LA CRITICA - "In un momento di crisi in cui l’amministrazione regionale taglia servizi essenziali per i cittadini - attacca il M5S - sarebbe stato auspicabile che non si facesse ricorso a nessuna assunzione esterna, valorizzando invece le qualificatissime, spesso sotto utilizzate, risorse interne". A sorprendere i grillini è "il governatore continui ad avere problemi nel rintracciare adeguate professionalità nell’organico già a disposizione della Regione e il sospetto che sia in atto un’operazione di esodo per allocare collaboratori ed amici rimasti in Provincia è forte". In chiusura l'invito del gruppo a Cinquestelle, mutuando uno slogan di Zingaretti in campagna elettorale, al governatore: "Immagina una Regione dove non si buttano i soldi".


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