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    Immaginate 105.807 piscine olimpioniche piene di olive, o se preferite 9.029 di zucchine. Vi siete appena fatti un’idea dello spreco d’acqua causato dalle tonnellate di prodotti agricoli, rispettivamente 178 e 165, rimaste a terra nelle campagne del Lazio solo nel 2010 (“Libro Blu dello spreco 2011”, su dati Istat). E non crediate che la produzione sia l’anello meno virtuoso della filiera agroalimentare, perché va ancora peggio nei supermercati. Quando rovistiamo sul banco dei freschi a caccia del prodotto che scade più tardi, siamo complici per quelle 150 tonnellate di cibo invendute che basterebbero a nutrire quasi quattrocento persone al giorno.

    Ha una conseguenza perfino sgranare gli occhi davanti alle offerte in preda alla frenesia delle scorte e stipare il frigorifero disordinatamente. Perché è nell’uso domestico che perdiamo più cibo. Ogni romano, secondo Federconsumatori Lazio, getta via in media 42 kg di alimenti l’anno, che corrispondono a 117 euro. E a fare i conti con le famiglie del Lazio il dato si moltiplica: finiscono nella pattumiera 35 euro di prodotti al mese (Ipsos per Save the Children). Non si riesce a fare tanto meglio nelle mense scolastiche, dove viene sciupato il 37% dei ventisettemila pasti all’anno distribuiti dal Comune di Roma. Senza contare gli scarti di frutta e dessert, che farebbero salire l’asticella dei rifiuti al 70% (indagine “MensA Sana, corpore sano”).

    IL COMUNE FIRMA LA “CARTA SPRECO ZERO” - Il Comune di Roma, dopo anni di indugi, ha deciso di unirsi alle oltre mille amministrazioni italiane che hanno dichiarato guerra agli sprechi. E venerdì alle 12,30, nella Sala della Piccola Protomoteca in Campidoglio, il vicesindaco Luigi Nieri firmerà il protocollo con cui Roma Capitale aderisce a Carta Spreco Zero. Insieme a lui, il presidente di Last Minute Market Andrea Segrè e il sindaco della “virtuosa” Sasso Marconi Stefano Mazzetti.

    La Carta contro gli sprechi nasce proprio da Last Minute Market, spin off dell’Università di Bologna che recupera i beni fuori dal mercato a favore di enti di carità e associazioni. E la scommessa sottoscritta dai comuni è ambiziosa: punta a un futuro senza sprechi e intanto impegna a sostenere le associazioni con i cibi invenduti, a semplificare le etichette sulle scadenze e a istituire un osservatorio nazionale che ne monitori i risultati. Un decalogo di buone pratiche che è volato dritto fino a Strasburgo, dove due anni fa è stata approvata la risoluzione del Parlamento europeo su “Come evitare lo spreco di alimenti”.

    LA SOLIDARIETA’ - I vantaggi, del resto, non sono pochi. In Italia il 3% del consumo di energia è legato proprio agli sprechi alimentari, quanto il fabbisogno annuale di 1.650.000 italiani. Un tema legato indissolubilmente al problema delle emissioni di anidride carbonica, con ben 4,14 milioni di tonnellate che finiscono in atmosfera solo a causa del cibo in eccedenza (3,6 milioni di tonnellate ogni anno). Ci sono poi i costi economici, quelli della mancata vendita e del trasporto in discarica. Che si potrebbero alleggerire puntando sulla solidarietà. Solo nella Caritas diocesana di Roma vengono serviti, ogni giorno, circa 1.500 pasti: “Servirebbero agevolazioni fiscali e normative semplificate per la Gdo (Grande distribuzione organizzata, ndr) e l’industria, in grado di rendere la collaborazione con le onlus più agibile” dice Marco Lucchini, direttore della Fondazione Banco Alimentare. Il Banco Alimentare del Lazio, ad esempio, assiste 141.315 indigenti e nel 2011 è riuscito a distribuire beni per un valore commerciale di oltre 17 milioni di euro. Un risultato raggiunto anche grazie al servizio “Siticibo” che recupera i piatti cotti e il fresco in eccedenza, prossimo alla scadenza o con piccoli “difetti” di fabbrica, nella ristorazione (comprese le mense) e nella Gdo.

    "Il recupero e la redistribuzione, alle persone che ne hanno bisogno, dei beni alimentari che restano invenduti e non hanno più un valore commerciale è stato il primo pensiero di questa amministrazione" aveva detto il sindaco Ignazio Marino qualche giorno fa. Così la giunta capitolina ha già predisposto il recupero e la distribuzione delle eccedenze alimentari a enti e associazioni benefiche. Un progetto sottoscritto da circa 330 grossisti del Centro agroalimentare e 900 tra mercati e supermercati. Il prossimo obiettivo, promette l'assessora alle Attività Produttive Marta Leonori, sarà coinvolgere i Municipi. La lotta anti sprechi è contagiosa.
    (Foto di Francesco Natalucci)


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    Non tutti i commercianti sono d’accordo, perché gli sprechi li paga il produttore, ma l’idea di mettere a prezzi scontati i prodotti prossimi alla scadenza avrebbe il vantaggio di ridurre anche il peso dei rifiuti. “L’ho proposto otto anni fa, togliendo i marchi, ma mi hanno detto che sarebbe stato discriminante per i consumatori”, aveva spiegato a Paese Sera Andrea Segrè, presidente della facoltà di Agraria a Bologna e di Last Minute Market. Che invita a fare più attenzione alle etichette. C’è una bella differenza, infatti, tra “da consumarsi entro” e “da consumarsi preferibilmente entro”. Solo la prima si riferisce alla sicurezza dell’alimento mentre la seconda è lo standard di qualità scelto dal produttore e con un pizzico di intraprendenza vecchia maniera, possiamo usare olfatto e gusto per decidere se fidarci o no.

    I CONSIGLI PER RISPARMIARE - Una spinta a rivedere le due diciture potrebbe arrivare dalla politica, ma nel frattempo possiamo dare il buono esempio in casa. Si può iniziare dal carrello della spesa e diversificare i canali di acquisto. I prodotti a chilometro zero, ad esempio, si mantengono più freschi e causano minori scarti. E dal momento che non possiamo esagerare con gli imballaggi, considerando pure la frammentazione dei consumi, la spesa alla spina può venirci in aiuto. Peccato siano troppo pochi i punti vendita nella nostra città, a costi da “elite” in qualche caso e con evidenti ricadute sul piano economico (basta confrontare il prezzo al kg!). Esattamente il contrario della loro mission. “Non lasciamoci trascinare dal carrello”, raccomanda Segrè. Perché rivedendo l’atteggiamento bulimico degli acquisti, le famiglie possono risparmiare circa 1.700 euro l’anno (in media ne spendono 6.270). Due italiani su tre, secondo Coldiretti/Swg, hanno iniziato a farlo e il 67% proprio partendo da una spesa più oculata, seguiti da quel 59% che riutilizza gli avanzi.

    DAI LIBRI AI SOCIAL NETWORK - Contenere gli sprechi alimentari in casa , insomma, significa tornare ai fornelli. Nell’arte della sobrietà a tavola i romani hanno poco da imparare. La sfida semmai è quella di tornare ad apprezzare i piatti tradizionali, poveri e saporiti. “Volete diventare bravi in cucina? Levate ingredienti, il cuoco esperto non è quello che confonde i palati – suggerisce Giacomo Lepri, antropologo e cuoco per la cooperativa agricola Co.Br.Ag.Or – cuocete la pasta dove avete fatto bollire le verdure, o ricordatevi che l’acqua di cottura è ottima per lavare i piatti”. Se siete a corto di idee, cercate ispirazione in chi negli ultimi anni ha scritto libri, aperto siti e blog, per dispensare consigli sui piatti del giorno dopo, dalle frittate alle pizze farcite. Tra i volti più noti della categoria c’è Lisa Casali, autrice del blog ecocucina.org e del libro “La Cucina a impatto (quasi) zero” (Gribaudo, 2010): “Cibo e fornelli per passione, l’ambiente prima per studio poi per lavoro, cucino gli scarti come bucce, torsoli e baccelli – racconta Lisa, che lavora al Pool Inquinamento ed è laureata in Scienze Ambientali – per la cottura uso la lavastoviglie mentre lava rigorosamente a pieno carico, l’importante è chiudere ermeticamente il contenitore, sotto vuoto o in un barattolo di vetro”. Insomma, non è un caso se il manuale di Andrea Segrè “Cucinare senza sprechi” (Ponte delle Grazie, 2012), ha vinto di recente il Premio Artusi. Imparare è facile: basta usare le parole chiave “cucinare sprechi avanzi” su qualsiasi motore di ricerca per diventare esperti del gusto e avere un bidone della spazzatura magrissimo.

    Quattrocentocinquantamila italiani lo fanno già, secondo un’analisi Coldiretti/Censis, partecipando regolarmente a community sul web centrate sul cibo. Una fra le più apprezzate è Open Source Food, dove gli utenti propongono le proprie ricette corredate di foto. Si lavora solo su immagini e commenti con Foodspotting che mappa il cibo mondiale grazie alla geolocalizzazione pensata per gli smartphone. Se poi amate lavorare le materie prime (diffidate delle mode e preoccupatevi della salute, commissionando prima l’analisi del vostro terreno), contattate i contadini urbani che si ritrovano su Grown the Planet, o date un’occhiata a bioradar.net e greenme.it. Non fatevi spaventare dagli anglicismi, sono italianissimi.

    I RISTORANTI ANTI SPRECHI - Quando invece siete stanchi di stare ai fornelli e vi concedete una cena fuori, assicuratevi che il ristorante si preoccupi di donare gli avanzi. Diversamente, fatevi coraggio, prendete l’iniziativa e portateveli a casa con la “Doggy Bag”, letteralmente “sacchetto per il cane”, ma non è necessariamente l’uso finale che se ne deve fare. Se il cameriere storce il naso, rispondetegli che perfino Michelle Obama, proprio a Roma, portò via da un ristorante un pacchettino con i maccheroni lasciati nel piatto. Sarà ormai inflazionata come scusa, ma funziona. Esistono già locali “all’avanguardia” nella Capitale che non aspettano altro, come la “Pizzeria Spaghetteria Capre e cavoli” (via Capraia, 64) e il ristorante “Povero pesce” a Fiumicino (via Mario Ingrellini,29/31) che ha coniato lo slogan “Noi siamo ciò che mangiamo. Il pianeta terra è quel che siamo noi. Mangia seriaMENTE”. Alla pizzeria “Mamarò” di San Lorenzo (via dei Sabelli 26/A) non ammettono “ineducazione”, puoi mangiare pizza no stop con dieci euro, ma se ordini per ingordigia e ti alzi presto da tavola paghi di più. Che ricorda un po’ la minaccia del famigerato “se non finisci tutto, vai a letto senza cena”. Sono tornate le buone maniere. Buona scarpetta.


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    Questa mattina, nella sala della Promoteca del Campidoglio, si è svolta la presentazione delle squadre di rugby della capitale che parteciperanno al campionato di eccellenza 2013/2014. E' da 43 anni che le tre squadre, Lazio Rugby, Fiamme Oro e Unione Rugby Capitolina non giocano nello stesso campionato.

    Nel corso della conferenza stampa è intervenuto il sindaco Ignazio Marino, che ha sottolineato il legame tra sport e qualità della vita, voluto dalla sua amministrazione nella delega all'assessore Luca Pancalli. Il sindaco ha poi voluto ricordare Brendan Lynch, il giovane rugbista della Rugby capitolina ucciso da un'auto pirata nel gennaio scorso. Marino ha concluso augurando un'ottima stagione alle tre squadre e rinnovando l'impegno italiano e di Roma per le Olimpiadi 2024. "Siamo noi contro il resto del mondo", ha affermato. 

    UN PATTO PER LA CRESCITA- La conferenza stampa è stata anche l'occasione per sugellare un patto informale di collaborazione con lo scopo di far crescere la considerazione del movimento rugbistico capitolino. Anche i numeri testimoniano la crescita di questo sport a Roma, basti pensare che le tre società da sole hanno oltre mille tesserati dai sette anni in poi. Il torneo prenderà il via il prossimo 21 settembre Con le Fiamme oro che incontreranno il Rovigo fuori casa, mentre per la prima sul campo amico di Ponte Galeria bisognerà attendere fino al 28, quando i poliziotti del rugby affronteranno il Mogliano.


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    Per il sindaco un successo. Per i residenti un disastro. La pedonalizzazione dei Fori Imperiali continua a costituire un'incognita, che divide istituzioni, residenti, commercianti e il mondo dell'associazionismo. Fra chi vorrebbe tornare indietro e chi non si accontenta di un piccolo tratto di strada, solo parzialmente limitato al traffico. Per questo la manifestazione di oggi pomeriggio in via Labicana rappresenta un primo vero e proprio test dell'intero provvedimento, adottato a sorpresa lo scorso agosto. Un lampo capace di gettare una nuova luce sul più importante monumento nazionale, il Colosseo, riducendo, allo stesso tempo, nell'ombra le aree limitrofe.

    via labicana

    LA PROTESTA – Secondo il Comitato Difesa Esquilino, promotore dei due sit- in, la tanto sbandierata pedonalizzazione dei Fori Imperiali, sarebbe in realtà “una finta” che ha prodotto solo disagi per i residenti e i commercianti delle zone circostanti. “Non siamo mai stati contrari alla pedonalizzazione – spiega Augusto Caratella, portavoce del comitato –. Ma quella annunciata da Marino al mondo intero è solo una finta pedonalizzazione. Fra taxi e auto blu, l'unico modo per attraversare via dei Fori Imperiali a piedi continua ad essere il marciapiede, esattamente come prima. Mentre a pochi passi dal Colosseo, via Labicana, è stata divisa da un muro di new jersey in cemento armato per supportare la nuova viabilità. La pedonalizzazione così non va bene e Marino deve chiedere scusa ai romani”.

    IL CASO DI VIA LABICANA - Più che i Fori, infatti, sono i cambiamenti adottati nelle zone adiacenti ad alimentare le perplessità dei residenti. Perché se è vero che il traffico su via dei Fori Imperiali è diminuito è altrettanto vero che, a ridosso del Colosseo, la sperimentazione ha creato più di qualche disagio. “La situazione è fuori controllo in via Merulana e via Labicana, il traffico è impazzito - prosegue Caratella, - e lunedì con l'apertura delle scuole c'era una fila costante di 700 metri. Senza considerare che, a causa della diminuzione dei parcheggi, sono quasi 40 i commercianti che rischiano di chiudere nel giro di due mesi. Noi avevamo delle proposte alternative ma nessuno ci ha mai ascoltato”.

    IL CAMPIDOGLIO E LA PROTESTA DELLA BELVISO - Il sindaco per ora osserva senza replicare, per per nulla intimorito dalle manifestazioni. E anche se il sopralluogo di lunedì, effettuato dalla commissione commercio, ha evidenziato qualche incongruenza fra la realtà e i numeri dell'assessorato (soprattutto sui posti auto), non ha nessuna intenzione di tornare indietro, convinto che la maggioranza dei cittadini sia dalla sua parte. D'altronde, il sondaggio proposto dal Campidoglio su un campione di 895 residenti ha registrato solo l'11% dei contrari.

    Un piccolo plebiscito, insomma, su cui però si addensa più di qualche nuvola. C'è infatti chi come Sveva Belviso, capogruppo Pdl, lo definisce “farlocco”: “Un mio collaboratore ha votato per ben 4 volte, registrandosi tra l'altro con una residenza estera". Non è quindi un caso che l'ex vicesindaco, dopo aver passeggiato ieri fra i commercianti, abbia già annunciato la sua presenza alle manifestazioni. "Saremo in via Labicana e Merulana a raccogliere le firme contro questa finta pedonalizzazione, in modo da dare voce ai cittadini, ai commercianti e arrivare ad un progetto condiviso".

    IL MUNICIPIO NON PARTECIPA - Chi sicuramente non ci sarà, invece, è il presidente del primo municipio, Sabrina Alfonsi. “Alla stessa ora c'è il consiglio e poi non sono stata invitata”, tiene a precisare, confermando tuttavia, da parte del municipio, la totale apertura alle esigenze dei residenti. Il suo giudizio sull'esperimento della pedonalizzazione è più che positivo. “Soprattutto ieri con la riapertura delle scuole e l'udienza del Papa, che la scorsa settimana aveva bloccato il traffico, tutto è andato liscio”. Per cui si va avanti, magari sfruttando le novità per rilanciare l'intera zona. “I new jersey sono provvisori, andranno via con il progetto definitivo - aggiunge la Alfonsi -. Capisco i commercianti, ma via Labicana era una strada già commercialmente morta, mentre in via Merulana i posti auto persi sono solo 18. Bisogna ora studiare nuove strategie per rilanciare il commercio e il turismo insieme ai commercianti e ai cittadini”.

    I FAVOREVOLI - Anche perché i progetti per il futuro sono ancora più ambiziosi. “Vogliamo pedonalizzare totalmente via dei Fori Imperiali - conclude la Alfonsi - da piazza Venezia al Colosseo”. Un obiettivo che trova consensi soprattutto nel mondo dell'associazionismo, pronto a scendere in piazza già nei prossimi giorni. Sabato 14 e domenica 15 sarà il turno di Legambiente che darà vita alla “Festa ai Fori” per “rilanciare la ciclo-pedonalizzazione di tutta l'area”, mentre cresce l'attesa per l'evento del prossimo 20 settembre, la manifestazione non autorizzata #OccupyFori. Una pedonalizzazione spontanea "per confinare le auto nelle piste macchinabili - come scrivono gli organizzatori sulla pagina Facebook dell'evento  - e restituire le strade alle persone".L'orario è ancora top secret, ma lo slogan è tutto un programma:"Diamo un mano a Marino, anzi diamogli due piedi e due pedali".


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    Si è spento a Roma, nella sua casa, il cantautore Jimmy Fontana. L'artista aveva 78 anni ed era malato da tempo. Tra i suoi maggiori successi, 'Il Mondo' e 'Che sarà'.


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    Un incontro in notturna per ricucire gli strappi. Quelli tra il sindaco Marino e la sua maggioranza in Campidoglio. Convocata ieri sera a palazzo Senatorio, dopo il ritiro di Tivoli, ma che dopo due ore non porta ai risultati sperati. Con la riunione "aggiornata" ai prossimi giorni. Il primo cittadino aveva chiamato i 29 consiglieri per verificare le voci sul “Vietnam” pronto per assemblea capitolina. Per capire se sul serio qualcuno pensa che la giunta sia “poco attiva”. Intanto oggi riapre l’aula Giulio Cesare, dopo lo stop di agosto, ma senza delibere.

    IL VERTICE E LA FINTA CRISI - L'incontro era voluto dal chirurgo dem, dopo quello di sabato scorso con i capigruppo. Con l’idillio che resta in bilico. Già nel pomeriggio di ieri i primi comunicati per buttare acqua sul fuoco. “Non c'è nessuna crisi nella maggioranza”, detta alle agenzie Fabrizio Panecaldo. Per il coordinatore della maggioranza capitolina l’autore delle “voci di corridoi è chi “cerca visibilità sui giornali". L’esponente democratico ci tiene a sottolineare “la grande disponibilità manifestata finora dal sindaco”. Così, per lui, la riunione di ieri sera sarebbe solo parte di una serie di incontri che organizzeremo periodicamente”.

    "IL PRESTIGIO INTERNAZIONALE" - A spegnere le polemiche in casa ci pensa anche Francesco D’Ausilio. Il capogruppo Pd ricorda che “in soli tre mesi abbiamo ridato a Roma quel prestigio internazionale che mancavano da oltre cinque anni”. Grazie anche al primo atto di una giunta criticata per il poco attivismo: lo stop al traffico privato su via dei Fori imperiali. Poi l’attacco al centrodestra, che parla di “ ‘non fare', dopo una stagione di immobilismo assoluto e di sprechi senza precedenti”.

    RIAPRE L'ASSEMBLEA - Oggi si torna in aula. Che dall’insediamento si è riunita solo tre volte. Dalle 16, in agenda, ci sono solo la nomina di tre componenti della commissione per i referendum e qualche mozione. Di delibere non se ne vedono. Sulla carta ci sarebbero le 4 commissioni speciali che vanno alle opposizioni. Incerta la sorta delle presidenze di Trasparenza, da sempre rivendicata dai grillini, Riforme, Spendin review e Roma Capitale.

    IL CAPITOLO BILANCIO - Il vertice di ieri avrebbe dovuto rappresentare l’accelerazione che qualcuno chiede nella maggioranza. “Per evitare di dare l’impressione di navigare a vista”, spiega uno dei 29 convocati da Marino. Ma la fibrillazione resta. Soprattutto in vista dell’apertura delle porte dell’aula Giulio Cesare, dopo la pausa estiva, che si troverà ad affrontare, tra gli altri, lo spinoso capitolo del Bilancio.

    LA CABINA DI REGIA - Per trovare quegli 800 milioni di euro di risorse, per coprire i buchi, nasce la cabina di regia da affiancare all’assessore tecnico Daniela Morgante. Sarà formata da tre fedelissimi del sindaco: il suo vice Luigi Nieri (Sel), il capo segreteria Enzo Foschi (Pd), il capo di gabinetto Luigi Fucito. E’ questa la squadra che dovrà evitare il default di Roma Capitale. Come?

    L'ORDINE: NIENTE NUOVE TASSE - Marino spera in un documento di programmazione economica che non porti nuove tasse. Per questo era stata rispedita al mittente l’ipotesi di aumentare l’Irpef e la tassa di soggiorno. Evitando però anche i tagli lineari. Ma senza l’iniezione di liquidità chiesta al governo sarà difficile far quadrare i conti. Così, allo studio c’è la vendita di una parte del patrimonio pubblico. Sia il sindaco che la sua maggioranza sanno che la strada è stretta. Si inizia questo pomeriggio.


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    L’atteso fax ha la data di ieri, 11 settembre. È stato inviato alle 9.34 dal general Contractor Metro C, che ha il compito di realizzare la terza linea della metropolitana romana. Una comunicazione che mette fine allo stop forzato dei lavori nei cantieri, fermi da agosto scorso. Una ripresa con effetto immediato. Il problema restano i soldi. Oltre 30 giorni di fermo segnano una carenza di liquidità difficile da affrontare con le banche che chiudono i rubinetti. Il vero nemico delle 300 ditte affidatarie e sub si chiama credit crunch.

    INCUBO CREDIT CRUNCH - Da una parte tanta soddisfazione per la fine di una vicenda assurda. Per oggi pomeriggio è convocata una riunione con tutte le imprese, “per valutare insieme – scrive il comitato affidatario – i danni che lo stop dell’opera ha causato e causerà in futuro alle aziende”. Il portavoce Nicola Franco rivolge un “appello al Consorzio e al Comune di Roma affinché si adoperino per dare un forte sostegno alle imprese per superare il momento di crisi causato dall'irrigidimento degli istituti di credito che dal mese di agosto hanno interrotto i rapporti con le imprese operanti nei cantieri della Metro C”.

    IL COMITATO CHIAMA MARINO - La richiesta: un semplice segnale di distensione, che però deve arrivare direttamente dal sindaco Marino, incalza Franco.  “Chiediamo al primo cittadino – aggiunge il portavoce del comitato – di infondere tranquillità agli istituti di credito, che avendo letto erroneamente che i cantieri della Metro C si fermavano per mancanza fondi e non per un contenzioso di costi aggiuntivi hanno interrotto immediatamente il sostegno del credito alle piccole e medie imprese affidatarie”.

    I DUBBI DEI SINDACATI - Che sono convinte di quale sia il dovere dell’amministrazione: “Tutelare le imprese operanti nel tessuto sociale romano facendo capire a chi di dovere che i fondi ci sono tutti e che l'opera è di essenziale importanza per l’amministrazione comunale”. Una sorta di intervento riparatore per salvare le ditte e i posti di lavoro. Non mancano i dubbi dei sindacati. Cgil, Cisl e Uil, dopo il mancato incontro con alcune società affidatarie non si fida più degli imprenditori.

    LA MINACCIA DI SCIOPERO - Chiedono che vengano pagate le retribuzioni o la cassa edile per assicurare la cassa integrazione agli operai. Per questo minacciano lo sciopero. Con tutti i rischi connessi al crono programma firmato lunedì scorso al ministero dei Trasporti con Roma Metropolitana. Dopo un mese di stop anche un solo giorno può essere fatale per il rispetto dei tempi. L’unico modo per avere un’altra boccata di ossigeno: quei 300 milioni di euro promessi dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe).


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    Ha riaperto i battenti questa mattina il liceo Socrate alla Garbatella, rinnovato e rimesso in sicurezza dopo i danni provocati dall'incendio appiccato da alcuni studenti alla fine dello scorso anno scolastico.

    IL SINDACO: "Archiviato un capitolo cupo" - "Oggi abbiamo dimostrato che l'amministrazione puo' davvero realizzare in tempi certi delle opere di fronte a danni imprevisti e imprevedebili. La scuola riprende, le aule sono state sistemate e abbiamo archiviato un capitolo cupo per aprire di nuovo l'anno scolastico con un sorriso e la speranza di formare giovani che rappresenteranno la nostra societa' nei prossimi anni", così il sindaco Marino, al suo arrivo al liceo. A proposito dell'atto di vandalismo, Marino ha osservato: "quando poche settimane fa mi chiamarono per vedere il disastro dell'incendio ebbi un senso di smarrimento". Quanto alla funzione formativa della scuola, il sindaco ha concluso ribadendo che questa e' anche "la funzione del Socrate e noi l'abbiamo voluta proteggere". e il sindaco racconta: "Nel momento in cui sono giunto qui questa mattina avevo negli occhi le immagini del 13 luglio - ha raccontato il primo cittadino - quando sollevando un libro bruciato sono rimasto devastato. Sembrava una di quelle immagini terribili che si vedono nei film". "Credo che ognuno di noi abbia un percorso diverso ma c'e' qualcosa che ci unisce: prendere delle decisioni. Tutti noi - ha concluso Marino - dobbiamo considerare la parola 'potere' non come sostantivo ma come verbo, ognuno nella propria posizione". Il sindaco fa un passaggio sui test a numero chiuso: "Credo che probabilmente il numero chiuso per facolta' di questo tipo (medicina, ndr) sia un errore: o si seleziona anche con dei colloqui, che mi rendo conto introducono una discrezionalita' ma possono aiutare a scegliere la personalita', oppure il modo piu' semplice e' dare l'accesso a tutti e chiudere al secondo anno per chi non ha dimostrato profitto, come accade in altri paesi. Lo sostengo da molti anni: per fare un buon medico il modo di selezione che abbiamo in questo momento e' sbagliato".

    IL MINISTRO CARROZZA: "Avete scelto bene" - ''Avete scelto bene la vostra scuola. Buon lavoro''. Lo ha detto il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza visitando la 1° C del liceo. Il ministro, accompagnato nell'aula da Ignazio Marino e dal preside Vincenzo Rudi, si e' informata sulla situazione dell'istituto: ''Abbiamo avuto anche un leggero incremento delle iscrizioni - ha detto il preside''. 'Meno male, perche' in altre regioni al classico e' stato un disastro', ha replicato Carrozza.
    ''Ragazzi, siate ribelli e non accettate le cose come sono. Cambiate questo mondo, e' li' che vi aspetta - ha aggiunto. Un lungo applauso ha accolto questa frase. ''Da queste aule escono le persone che ci salveranno dalla crisi e ricostruiranno l'Italia''.
    Alla cerimonia di riconsegna dei locali sono presenti anche il governatore della Regione Nicola Zingaretti, il prefetto Giuseppe Pecoraro, il commissario straordinario della Provincia Umberto Postiglione e ilpresidente dell'VIII Municipio, Andrea Catarci.

    ZINGARETTI: "Reazione comunità insegna a non lasciare solo nessuno" - ""Quando e' accaduto l'incendio, a Roma e' successa una cosa bellissima: la ferita e' arrivata non solo al Socrate ma all'intera citta'. Il Socrate e' una scuola molto importante di Roma, e' una parte della citta', e poi si e' colpita una scuola, cioe' un luogo della formazione importante non solo per chi lo frequenta perche' se si colpisce la scuola siamo tutti più deboli. Da qui e' nata questa voglia di fare il proprio dovere e la reazione ci insegna due cose: e' importante non lasciare solo nessuno e anche che dobbiamo continuare ad essere coerenti se e' vero se il futuro d'Italia dipende da come questi luoghi preparano persone che dovranno competere". Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, intervenendo alla cerimonia di riapertura del liceo Socrate colpito da un incendio due mesi fa. "Ora si apre la grande fase della distruzione di un paradigma folle: quando c'e' una crisi lo Stato taglia proprio contro coloro che sono colpiti dalla crisi. E' una cosa folle", ha aggiunto.

    Il PRESIDENTE DEL MUNICIPIO VII: "E' un piccolo miracolo" - "E' un piccolo miracolo e ringrazio tutti coloro che hanno permesso che cio' accadesse e si sono stretti intorno a questa scuola - ha detto il presidente dell'VIII Municipio, Andrea Catarci - E' stato un grande sforzo e un segnale per capire che la scuola e' un pilastro fondamentale della nostra societa'. E' veramente un grande momento di gioia collettiva".

    "Non abbiamo fatto niente di straordinario ma semplicemente il nostro dovere partendo dall'attaccamento che c'e' nei confronti si questa scuola da parte di istituzioni, preside, insegnanti, genitori". Il commento del commissario straordinario della Provincia, Umberto Postiglione - La parola fondamentale nella politica e' 'fare', una parola magica, significa realizzare, intervenire e cambiare in meglio la realta' e il senso vero della politica e' esattamente questo, ovviamente con la partecipazione dei cittadini". "La Provincia di Roma, grazie a una cultura amministrativa che non dipende da me ma da chi mi ha preceduto, ha elaborato un piano per 73 interventi in altrettanti istituti scolastici della provincia per circa 15 milioni per adeguarli sulla sicurezza e ha in programma altri 23 interventi", ha aggiunto.
    xcol1 Mentre il prefetto Pecoraro ha voluto ringraziare la polizia di Stato: "che ha individuato i responsabili in tempi rapidi anche se, purtroppo, si tratta di studenti".


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    Olimpiadi si, Olimpiadi no. Roma si, Roma no. L’assegnazione dei Giochi del 2020 a Tokyo ha fatto riaccendere il dibattito sulla opportunità o meno di candidare una città italiana per l’edizione del 2024. In particolare la polemica si è concentrata sulla sede che meglio potrebbe competere contro le rivali europee come Parigi o Barcellona (bruciata Madrid dopo la terza bocciatura) candidate di lusso. Roma, come per l’edizione del 2020 si lancia di diritto in questa corsa ma anche Milano chiede per sé “un posto in paradiso”, almeno vorrebbe provarci. La polemica più politica che sportiva rischia però di impantanare la candidatura così come successo nel febbraio scorso quando l’allora premier Mario Monti pose il suo veto. Paese Sera ha voluto ascoltare i diretti protagonisti, le Federazioni sportive, coloro cioè che questa Olimpiade (semmai dovesse essere assegnata all’Italia) dovranno poi viverla ed animarla. L’esperienza vissuta con il comitato organizzatore che ha portato alla candidatura di Roma 2020 (guidato da Carraro e Pescante) non ha lasciato buoni ricordi ma l’opportunità di poter avere in casa il meglio dello sport italiano è una suggestione che unisce praticamente tutti.

    ATLETICA-“Roma è straordinaria, l’unica che potrebbe reggere il confronto con le altre pretendenti come ad esempio Parigi  - avverte Alfio Giomi il presidente della Fidal, disciplina regina delle Olimpiadi– ma è anche una città dove è difficile poterle realizzare. Può sembrare un controsenso ma non lo è. Pensiamo ad esempio ai tanti vincoli ambientali e storici che questa città millenaria ci impone ma proprio per questa sua caratteristica potrebbe essere la scelta vincente. Per questo non possiamo non provarci. Certo – prosegue – non si può pensare di presentare una candidatura classica con le stesse basi di quella che porto a Roma 2020 (e alla sua bocciatura). Per vincere bisogna essere originali, le scelte devono essere diverse, uniche appunto. Penso ad esempio – propone poi Giomi – alla possibilità di sfruttare il Tevere. Se riuscissimo a costruire il villaggio olimpico sulle sponde del fiume sarebbe fantastico, l’arma giusta per battere la Francia.

    SCHERMA- “Io sono convinto che Roma possa avere una chance – è invece l’idea di Giorgio Scarso, presidente della Federazione Italia Scherma che tanti successi regala all’Italia – però bisogna essere uniti e convinti nella sua candidatura. Non vorrei assistere al solito teatrino campanilistico per cui “casa mia è meglio della tua”. Roma deve rappresentare la candidatura dell’Italia tutta, così come è stato in Giappone per Tokyo. L’unicità di Roma la rende adatta a concorrere all’assegnazione dei Giochi, soprattutto se scenderanno in campo città come Barcellona e Parigi. La mia speranza però è anche un’altra – avverte criticamente Scarso – che sulla prossima candidatura non si facciano gli errori compiuti per la precedente (Roma 2020, ndr) con i risultati che abbiamo visto. Monti voleva tagliare corto con la cultura dell’approssimazione e dei comitati di affari che già si palesavano intorno al progetto olimpico.  Bisogna evitare che l’organizzazione vada in mano a lobby affaristiche o di potere e coinvolgere maggiormente gli attori dello sport come le Federazioni, asse portante del movimento. In questo – ha poi concluso il vice presidente del Coni – Malagò è una garanzia“.

    LOTTA- Chi mette in guardia dai danni che possono provocare guerre campanilistiche è anche Domenico Falcone, segretario generale della Fijkam il quale assicura: “ Roma è grande e attrezzata ma certo non potrà accogliere tutte le discipline. Ci sarà quindi un coinvolgimento anche di altre Regioni. Mi auguro – ha proseguito Falcone – che la candidatura sia compatta e coesa e che lo sport possa rappresentare per questo paese lacerato una banco di prova per una nuova unità di intenti”. La Fijlkam, che sarà presente ai giochi del 2020 come sport aggiunto, essendo stata originariamente e inspiegabilmente esclusa dal Cio, è l’unica federazione che non ha problemi di impianto avendo un intero stadio a disposizione ad Ostia: “Il nostro stadio non potrà essere usato per i Giochi perché inferiore ai 5mila posti ma possiamo metterlo a disposizione per gli allenamenti”.

    HOCKEY- A porre l’attenzione anche sull’aspetto economico, che molto ha pesato sulle scelte dell’ex premier Mario Monti è stato il presidente della Federazione Hockey, Luca di Mauro: “Credo che questa Olimpiade possa rappresentare una grande opportunità per questo paese ma anche per quegli sport cosiddetti “minori” che troveranno in questa eventuale scelta una motivazione in più per rilanciarsi. Il periodo di crisi che stiamo attraversando – avverte ancora di Mauro - impone cautela, certamente, ma sono convinto che i benefici a medio e lungo termine saranno sicuramente maggiori rispetto ai costi immediati. Il coinvolgimento delle imprese private potrebbe rimettere in moto lavoro ed opportunità. Roma poi è la scelta migliore anche a livello economico in quanto gran parte degli impianti sportivi sono già presenti e l’intervento sarebbe ridotto rispetto ad altre città.   

    NUOTO-  Dello stesso avviso anche il presidente della Federazione Nuoto, Paolo Barelli:"Credo che Roma sia la sede ideale per ospitare i Giochi Olimpici – ha detto Barelli – sia per la storia che per la tradizione sportiva. Certo – ha poi avvertito – devono esserci le condizioni economico-organizzative per ospitarle”. Ma questa è tutta un’altra storia.

    PALLAVOLO- Chi invece è convinto che Roma sia la scelta giusta e che ci siano le condizioni per presentare la candidatura è il presidente della Federazione pallavolo: “ Io sono sempre positivo – ha affermato-  e pronto a rischiare. Per quanto mi riguarda continuo a chiedere mondiali ed europei per il nostro movimento perché credo che le sfide servano da stimolo per crescere. Il presidente del Coni ha fatto bene a lanciarsi in questa avventura dando un segnale di ottimismo a tutto l’ambiente sportivo italiano. Lo fece anche Carraro prima di lui anche se con scarso successo ma questa volta mi sembra che il nuovo premier sia molto più attento alle questioni sportive. Mi auguro solo – aggiunge – che nella costruzione della candidatura vengano coinvolte anche le federazioni, dove ci sono professionalità e conoscenza del mondo dello sport che potranno essere utili. Insomma – conclude – l’importante è cominciare con la volontà e la voglia di farlo, a partire dalla scelta della sede che deve mettere tutti d’accordo poi il resto si vedrà”.  


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    Incidente mortale questa mattina alle 5.15 in via Cristoforo Colombo. Un ragazzo di 28 anni, alla guida di una moto Honda Sh 150, probabilmente dopo aver perso il controllo del mezzo, all'altezza di via Genocchi, sulla laterale della Colombo, direzione fuori Roma, e' finito sull'asfalto. Per il giovane non c'e' stato nulla da fare: e' morto sul colpo. Sul posto per i rilievi e' intervenuta la polizia stradale.


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    Lo sgombero era stato già deciso ad agosto, ma poi rimandato a dopo ferragosto. E oggi infatti le ruspe dei vigili hanno raso al suolo il campo nomadi abusivo di via Salviati. Dalle prime ore di stamattina quaranta agenti della Polizia Locale di Roma Capitale stanno dando esecuzione all’ordinanza del sindaco Marino. Ai 160 rom è stato chiesto di tornare nel "villaggio attrezzato" di Castel Romano, da cui erano scappati due mesi fa in seguito a liti tra famiglie che avevano portato anche al rogo di alcuni container. Secondo il comandante Antonio Di Maggio si è trattato "di questioni di potere legate alla supremazia del campo".

    rom accampati

    I ROM - "Da qui non ce ne andiamo - spiega a Paese Sera Dragan Traikovic, residente dell'insediamento - vogliamo tutelare i nostri figli e a Castel Romano non si può vivere. Aspettiamo che trovino un'altra soluzione". Sul pullman della polizia sono saliti solo in 5 e si tratterebbe di persone arrivate ieri sera nella speranza di trovare una collocazione a Castel Romano. Gli altri, circa 150, si sono accampati ai bordi della strada.

    LA RISPOSTA DI CUTINI - L'assessora al Sostegno sociale e sussidiarietà di Roma Capitale Rita Cutini fa sapere: "Ascoltiamo e comprendiamo le proteste e i disagi della popolazione Rom interessata dall'ordinanza di trasferimento di oggi. Tuttavia - spiega Cutini - il provvedimento del Sindaco è motivato da ragioni igienico-sanitarie e volto a tutelare i bambini e le famiglie che non possono vivere in spazi non attrezzati privi di acqua, luce e servizi igienici. E' priorità di questa amministrazione garantire le condizioni igienico-sanitarie minime per ognuno di loro".

    "In queste settimane – prosegue - sono state individuate alcune soluzioni alternative al campo abusivo di via Salviati. Certamente, come prescrive l'ordinanza, la zona occupata fino ad oggi andrà abbandonata, ogni persona poi deciderà se aderire o meno alle alternative proposte. La volontà dell'assessorato di individuare e promuovere percorsi di inclusione e integrazione c'è tutta. Il rispetto delle regole è tuttavia – conclude l’assessora - la premessa indispensabile per costruire insieme alle famiglie rom dei percorsi veri di inserimento basati sulla fiducia e sul rispetto reciproco".

    LA LETTERA - Nei giorni scorsi i rom avevano cercato una mediazione con il Campidoglio, scrivendo una lettera a Marino, per chiedere soluzioni alternative ai campi. Nessuna risposta, però, sembra sia arrivata dal sindaco. Tutte le baracche, circa 40, sono già state demolite e a breve inizierà la bonifica dell’area. All’operazione sta partecipando anche personale della Polizia di Stato e dei Carabinieri.

    LA PROTESTA DELLE ASSOCIAZIONI - "Per Amnesty International Italia, Associazione 21 luglio e Centro Europeo per i Diritti dei Rom (Errc), lo sgombero non rispetta standard e garanzie procedurali ponendosi in continuità con le ripetute violazioni dei diritti umani perpetrati già dalla passata Amministrazione capitolina". Le associazioni contestano "la mancanza di una reale e genuina consultazione con i rom interessati e l'assenza di alternative abitative adeguate. I "villaggi della solidarietà" del Comune di Roma - secondo le tre organizzazioni - non possono essere ritenuti un'alternativa alloggiativa adeguata essendo stato comprovato come condurre la propria vita all'interno di detti insediamenti compromette la fruizione di diritti imprescindibili sociali ed economici e condiziona fortemente la vita dei suoi abitanti, spesso anche in dispregio dei diritti umani".

    "Lo sgombero forzato al quale stiamo assistendo oggi - concludono le tre organizzazioni - oltre a rappresentare una grave violazione dei diritti umani, costituisce un innegabile passo indietro rispetto ai contenuti espressi all'interno della Strategia Nazionale di Inclusione dei Rom, Sinti e Caminanti adottata dal governo italiano in attuazione della Comunicazione della Commissione europea n.173/2011 che sottolinea la necessità di superamento del modello “campo” per combattere l'isolamento e favorire percorsi di interrelazione sociale".

    LE REAZIONI - Critico con la sua stessa maggioranza il consigliere radicale eletto con la lista civica Riccardo Magi: "La Belviso, propio un anno fa, diceva che non c'è alternativa ai campi e l'azione di oggi, la prima dell'amministrazione Marino, prosegue sulla stessa strada".

    "Lo sgombero di via Salviati è una notizia positiva viste le condizioni in cui si trovavano i rom, ma ora l’amministrazione deve presidiare il campo di Castel Romano almeno per i primi giorni, perché l’arrivo di un centinaio di rom di etnia serba può provocare scontri con i bosniaci". E’ quanto ha dichiarato alla trasmissione "Ditelo a Romauno" Salvatore Buzzi, presidente della Cooperativa '29 giugno' che opera da anni nel campo nomadi di Castel Romano. "Ricordo che le persone che stanno tornando dal campo abusivo di via Salviati – ha aggiunto Buzzi - si erano allontanate a suo tempo proprio per evitare questo conflitto che ha generato spesso scontri e tensioni all’interno del campo dove si trovano circa mille persone".

    Secondo i presidenti dei municipi IV e V, Emiliano Sciascia e Giammarco Palmieri "l’intervento dell’amministrazione capitolina nell’area di via Salviati arriva dopo diversi mesi durante i quali non sono mancati momenti di discussione e confronto con i cittadini della zona e con la popolazione Rom". Era un trasferimento, secondo i mini sindaci, "necessario soprattutto a tutela delle condizioni igienico sanitarie dei bambini e di tutti quanti si erano insediati nell’area, a maggior ragione con l’approssimarsi della stagione autunnale". Infine, i due presidenti "ribadiscono la necessità di aver ripristinato una situazione di rispetto delle regole, condizione necessaria, per le amministrazioni municipali e cittadine, per avviare un percorso che possa portare ad una nuova politica nei confronti delle popolazioni rom, dopo gli insuccessi a cui abbiamo assistito negli ultimi anni. Porteremo all’attenzione dell’assessore Cutini e dell’assessore Marino anche la situazione dei fumi tossici che vengono su dai due campi limitrofi per capire quali misure adottare per ripristinare una situazione salubre".


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    Incatenati davanti all'ingresso del tribunale di Gaeta. Sono gli avvocati del territorio del sud pontino che si oppongono alla chiusura del palazzo di giustizia e il trasferimento delle competenze al tribunale di Cassino. Ma non sono le uniche vittime della riforma che cambia la cartina geografica della giustizia nel Lazio. Che, da domani, sarà interamente ridisegnata, nonostante le polemiche provenienti dai territori. Fra 24 ore, infatti, saranno 15 le sedi distaccate a chiudere i battenti.

    DECRETO - Una decisione che arriva dopo l'approvazione del decreto legislativo 155 del 2012.  "Da ieri abbiamo dato vita all'occupazione permanente di questo tribunale per mantenere viva la battaglia civile per la difesa di un diritto costituzionale come quello della giustizia sul territorio", dice Pasqualino Magliuzzi presidente dell'associazione avvocati sud pontino che coordina la protesta per evitare che i fascicoli giudiziari escano dal palazzo. E che saranno trasferiti al tribunale di Terracina, quelli nuovi si apriranno a Cassino a partire da domani.

    IL RICORSO AL TAR - "Siamo stati ingannati dal Ministro e dal Governo che era stato impegnato dal Parlamento con due ordini del giorno relativamente alla revisione del decreto legge 155 dedicando una maggiore attenzione a situazioni particolari come quella di Latina e di Gaeta - aggiunge Magliuzzi - Il territorio della provincia di Latina é stato frammentato e nove comuni del mandamento di Gaeta saranno da domani annessi al tribunale di Cassino. Questo per il territorio é una gravissima offesa perché rimane sguarnito di servizio essenziale prossimo ai cittadini e mina la sicurezza degli stessi per le conclamate interferenze della criminalità organizzata. Abbiamo in corso iniziativa davanti la corte costituzionale e un ricorso al TAR che presenteremo questa mattina".

    LE SEDI SOPPRESSE - Complessivamente, in tutta Italia, il decreto prevede la soppressione di 31 tribunali, 31 procure e 220 sedi distaccate di tribunale nel Lazio a chiudere saranno le sedi distaccate di Ostia (Roma), Sora (Frosinone), Bracciano (Roma), Alatri (Frosinone), Anagni (Frosinone), Gaeta (Latina), Terracina (Latina), Poggio Mirteto (Rieti), Castelnuovo di Porto (Roma), Palestrina (Roma), Albano Laziale (Roma), Anzio (Roma), Frascati (Roma), Civitacastellana (Roma), Montefiascone (Viterbo).


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    "Tempo di iscrizioni per le tante matricole che affollano le sedi delle segreterie delle Università della Capitale. Con qualche sorpresa per gli studenti de La Sapienza che, a differenza dell’università di Tor Vergata e Roma Tre, si ritrovano a fare i conti con una burocrazia fiscale particolarmente complicata", la denuncia è della Uil.

    DISPARITA' NEL PAGAMENTO DELLE TASSE - "L’ateneo più grande d’Italia, infatti, a differenza della maggior parte delle università italiane, ha scelto di non adottare il criterio Iseeu (indicatore situazione economica equivalente per l’università), per definire la percentuale contributiva dei suoi studenti, ma di affidarsi al calcolo Isee (indicatore situazione economica equivalente), utilizzato per molteplici prestazioni sociali e non specifico delle tasse universitarie. Così facendo – spiegano dai Caf Uil  – si crea una disparità con tutti gli altri studenti, oltre che un’inutile complicazione nelle procedure burocratiche dell’iscrizione che, stando alle indicazioni fornite sul sito de La Sapienza, gli studenti possono anche effettuare da soli. La procedura è tutt’altro che semplice, però, tanto che molti studenti si rivolgono al commercialista di fiducia, a spese proprie, o ai Caf. Negli ultimi giorni, infatti, moltissimi studenti hanno affollato i nostri sportelli per chiedere assistenza. Perché La Sapienza ha fatto questa scelta discriminatoria? Scelta che crea disparità nel pagamento delle tasse universitarie”. "Per gli studenti universitari che scelgono il calcolo Isee, infatti, il reddito di eventuali fratelli viene considerato al 100% invece che al 50% come nel calcolo Iseeu", sottolinea.

    VIOLATO IL TRATTAMENTO DI UNIFORMITA' - “Il trattamento di uniformità sul diritto agli studi universitari – spiega il segretario generale della Uil Lazio, Pierpaolo Bombardieri – è sancito anche da un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 9 aprile 2001, sulla base dell'articolo 4 della legge 2 dicembre 1991, n. 390. Decreto nato dall’esigenza di uniformare le regole per identificare la ricchezza del nucleo familiare dello studente e in base a questo stabilire accessi alle prestazioni universitarie con quote differenziate, evitando in tal modo qualsiasi tipo di discriminazione. In modo tale che tutti gli studenti abbiano gli stessi diritti e gli stessi doveri, anche a livello fiscale ed evitare differenze di trattamento e un’inutile confusione”. "Sul sito dell’università, inoltre, si legge che “le matricole e gli iscritti ad anni successivi al primo che dichiarano un Isee che ricade entro le prime tre fasce di contribuzione sono tenute ad effettuare il calcolo obbligatoriamente presso un Ca. Perché tale obbligo non è imposto a tutti ma soltanto a una parte degli studenti? – si chiedono gli operatori dei Caf Uil - Quelli che rientrano nelle altre fasce possono autocertificare senza rivolgersi agli operatori fiscali e quindi possono indicare anche in buona fede dati errati e pagare eventuali sanzioni penali e pecuniarie se dichiarano il falso qualora sottoposti al controllo dell’Università, senza poter essere eventualmente coperti dall’assicurazione dei Caf, sempre prevista nelle convenzioni firmate con gli Atenei che adottano l’Iseeu”.


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    Aumento del traffico medio giornaliero nel mese di agosto pari al 2,9 per cento sul Grande Raccordo Anulare, 2160 verbali per eccesso di velocità sull'Aurelia eseguiti con il recente dispositivo 'Virgilius'. Poi ancora, tre milioni e mezzo di contatti al sito www.stradeanas.it, 26.500 follower e 60 milioni di visualizzazioni per la pagina Twitter @stradeanas, 20.600 'Like' per la pagina Facebook 'Esodo estivo 2013' e quasi 2 milioni e mezzo di ascoltatori per AnasTv e RadioAnas. Sono alcuni dei dati di Anas Spa riguardanti il 'Piano del l'esodo estivo 2013' illustrati questa mattina dal presidente del gestore della rete stradale ed autostradale italiana di interesse nazionale, Pietro Ciucci, in occasione della presentazione del bilancio conclusivo.

    INCREMENTO SICUREZZA - Presenti anche vertici delle istituzioni e delle forze dell'ordine come Santi Giuffrè, direttore Polizia Stradale, Ferroviaria, Comunicazioni e Reparti Speciali. Il Piano, elaborato preventivamente da Anas, è stato realizzato d'intesa con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, le Prefetture, la Polizia Stradale, gli Enti Locali, i Carabinieri, la Protezione Civile e condiviso dal Centro di Coordinamento Nazionale 'Viabilità Italia'. Proprio la collaborazione e la sinergia tra questi enti hanno permesso, secondo il presidente di Anas Pietro Ciucci, "di gestire il traffico con un miglioramento della qualità del servizio offerto". Miglioramento della qualità del servizio ma anche un "incremento della sicurezza".

    INCIDENTI MORTALI GIU' DEL 48%- "Il nostro impegno - evidenzia Ciucci - non si limita a garantire la fluidità del traffico, l'obiettivo principale è la sicurezza". Un impegno da conseguire anche attraverso la comunicazione, che, aggiunge il presidente di Anas: "Si può e si deve realizzare anche al fine di valorizzare la dignità umana. L'Italia - sottolinea Ciucci - negli ultimi undici anni, tra il 2001 e il 2012, ha conseguito l'obiettivo di ridurre gli incidenti mortali del 48,6 per cento, avvicinandosi all'obiettivo del dimezzamento degli incidenti indicato dalla Ue. Ciononostante, non possiamo accontentarci. Abbiamo il dovere di perseguire verso l'azzeramento della mortalità per incidenti stradali".

    GLI ATTEGGIAMENTI SBAGLIATI ALLA GUIDA - Azzeramento degli incidenti che, conclude Ciucci, può essere conseguito "là dove la sicurezza non è ispirata alla prudenza, attraverso dei necessari deterrenti come il rilevatore della velocità 'Vergilius'". Sullo stesso tema è intervenuto anche il Prefetto Giuffrè che ha specificato come "sia necessario incidere sui processi culturali per evitare tutti quei sinistri dovuti ad atteggiamenti sbagliati dei singoli conducenti. Questa - ha aggiunto Giuffrè - è la nostra sfida di oggi". I dati del bilancio conclusivo parlano di un leggero aumento dei flussi di traffico su strade e autostrade Anas rispetto al 2012 che, tuttavia, non ha causato un aumento delle code o dei disagi. 


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    Hanno "approfittato" della pedonalizzazione dei Fori per salire a piedi sull'arco di Costantino. Da questa mattina i 'gladiatori', gli ex vigilantes dell’Istituto dell’Urbe che già nell’agosto del 2009 furono protagonisti di una clamorosa occupazione del Colosseo, stanno protestando arrampicati sulla cima del celebre arco, realizzato nel 315 per onorare la vittoria di Costantino contro Massenzio nella Battaglia di Ponte Milvio. A dare la notizia della plateale protesta è l'Usb che racconta: "Un gruppo di lavoratori si è arrampicato in cima all’arco di Costantino per chiedere il rispetto degli impegni assunti dal Comune di Roma su una vicenda che attualmente riguarda 146 di loro". La protesta ha attirato i tanti turisti che stanno passeggiando su via di S. Gregorio per ammirare il Colosseo.

    La protesta dei 'gladiatori' dell'Urbe sull'Arco di Costantino 02

    LA PROTESTA DEGLI AUSILIARI DEL TRAFFICO - Protestano anche i lavoratori della società cooperativa Ciclac-ausiliari traffico, sotto il Campidoglio. In concomitanza con la presentazione della Settimana europea della Mobilità sostenibile, un gruppo di circa sessanta persone, si è dato appuntamento prima a San Pietro in Carcere e poi è salito sotto palazzo Senatorio. Guardati a vista dal cordone delle forze dell'ordine, i manifestanti con fischietti e cori, attendono che una delegazione sia incontrata dall'amministrazione capitolina. Ad accompagnare l'iniziativa, lo striscione "3 mesi senza i soldi non si vedono". Quello che lamentano i dipendenti della Ciclac, societa' che opera per Atac, è "l'incertezza dello stipendio e il continuo rimpallo di responsabilità in merito la difficile situazione salariale dei dipendenti".

    "INCONTRO IMMEDIATO CON MARINO" - Preoccupati dal'imminente licenziamento, previsto per il prossimo 30 settembre, gli 11 lavoratori sull'Arco di Costantino chiedono un incontro immediato con il sindaco di Roma Marino. Resteranno arrampicati finche' non arrivera' Marino "per far rispettare gli accordi presi con il Comune di Roma dal 2010", quando l'amministrazione capitolina siglò un protocollo d'intesa che garantiva il reimpiego nelle municipalizzate a quanti non si erano opposti al licenziamento, seguito dal fallimento dell'ex Istituto di Vigilanza Urbe. Di questi 300, infatti, solo 21 sono stati assunti a tempo indeterminato all'Ama, mentre gli altri, circa 80 reimpiegati da Risorse per Roma nella vigilanza ai campi rom, e altri 69 dalla Multiservizi, sono stati assunti con contratti a tempo determinato.

    LA MOBILITAZIONE DI APRILE - Già nello scorso aprile i "gladiatori", che nel 2009 arrivarono ad occupare il Colosseo, avevano protestato vivacemente sotto il Campidoglio chiedendo che il Comune mantenesse gli accordi presi, ottenendo però, negli ultimi giorni della giunta Alemanno, solo l'ennesimo rinnovo a tempo determinato e tante rassicurazioni sul futuro. "Il sindaco deve fare una politica diversa da quella precedente quindi mantenere gli impegni nei confronti dei lavoratori rimasti oggi senza lavoro", aggiungono i lavoratori rimasti sotto l'arco di Costantino mentre i loro colleghi sono arrampicati a due passi dal Colosseo. 

    LA DELEGAZIONE DALL'ASSESSORE OZZIMO - Intorno alle 14,30 una delegazione delle guardie giurate è andata in Campidoglio "per incontrare - spiegano i lavoratori - l'assessore al Lavoro, Daniele Ozzimo".

    LA PROTESTA - Sull’arco è stato srotolato uno striscione, in italiano ed inglese, con cui i manifestanti rivendicano: 'Lavoro, diritti e dignità'. È dell’aprile 2013 la sigla dell’accordo che prevedeva l’assorbimento degli ex vigilantes dell’Ivu all’interno delle partecipate di Roma Capitale. A oggi l’unica certezza per questi lavoratori è la scadenza, il prossimo 30 settembre, del contratto a termine con la società Multiservizi, presso la quale hanno svolto diverse mansioni. I 'gladiatori', protagonisti anche di un recente blitz all’assessorato all’Ambiente, a seguito del quale vennero ricevuti da Estella Marino, chiedono alla nuova amministrazione un cambio di passo che renda possibile un lavoro stabile per tutti i 146 ex vigilantes.

    DOMANI ASSEMBLEA PUBBLICA - Mentre continua la protesta e gli ex vigilantes attendono la fine dell'incontro in Campidoglio, Massimo Fofi dell'Usb annuncia per "domani pomeriggio alle 16 un'assemblea pubblica di solidarieta' sotto l'Arco di Costantino per denunciare la mancanza di lavoro e di diritti. Dobbiamo scendere qui in piazza in tanti".

    NASTRI GIALLI PER GLI ANTITERRORISTI CUBANI" - Mentre 11 dipendenti dell'ex istituto Vigilanza Urbe stanno protestando in cima all'Arco di Costantino, altri colleghi rimasti sotto hanno legato per pochi minuti dei nastri gialli e un manifesto con la scritta "Liberta' per i 5 antiterroristi cubani ingiustamente imprigionati nelle carceri Usa" e "Give me five! Free the cuban 5 from U.S." alla cancellata che circonda l'arco perche' "il sindacato di base Usb - spiegano i rappresentanti sindacali - ha aderito a questa campagna internazionale".


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    Attesa da 13 anni, oggi il presidente della Regione Nicola Zingaretti e l'assessore regionale alle Politiche Sociali, Rita Visini, hanno presentato le linee guida per una legge regionale sul sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali, dove verranno definiti i livelli essenziali delle prestazioni sociali che la Regione e gli Enti locali saranno tenuti a erogare, per raggiungere l'obiettivo di una vera riforma del Welfare che segni una netta discontinuità con il passato. Una legge che, entro l'anno o i primi mesi del 2014, dovrà essere approvata dal Consiglio regionale.
    All'evento, dal titolo "Tutti inclusi", riferito all'obiettivo di una vera integrazione socio sanitaria in cui nessuno resti "ai margini", hanno partecipato numerosi sindaci e assessori ai servizi sociali dei comuni del Lazio, i responsabili dei distretti sociosanitari e delle Asl, il presidente della Commissione Politiche sociali e salute del Consiglio regionale del Lazio, Rodolfo Lena ed i rappresentanti dell'intero mondo del sociale e dell'intero mondo del sociale e del terzo settore del Lazio, nel quale lavorano "grandi professionalità che ogni giorno mettono le le loro competenze al servizio del sociale", ha sottolineato Lena, precisando che l'obiettivo finale "e' dotare il Lazio di una vera legge sui sistemi sociali e mettere al centro di questa legge un testo sulle professioni sanitarie, perché serve soprattutto competenza. Vogliamo riempire questo buco vergognoso ridando dignità alle persone, famiglie e territori".

    IL PERCORSO - "Per arrivare all'obiettivo 'Tutti inclusi' abbiamo avviato un percorso di confronto e partecipazione con associazioni e realtà di volontariato - ha aggiunto l'assesso Rita Visini - Dopo anni, ora è il tempo delle porte spalancate. Dalla pubblicazione, ad agosto, sul portale dell'Assessorato, di queste linee guide, abbiamo ottenuto centinaia di contributi interessanti e validi, inviati ad un indirizzo di posta dedicato. Da subito organizzeremo gruppi di lavoro e di approfondimento tematico da cui ci aspettiamo grande apporto di idee e di proposte, e insieme, nelle prossime settimane, continueremo questo percorso di compartecipazione e cominceremo a elaborare l'articolato della proposta di legge, creando una rete che custodisca le linee guida di una Regione più vicina e più inclusiva. Approveremo in tempi brevi la riforma del welfare, una legge attesa da tanto tempo e che adesso è ora di portare a casa: ce lo chiede la Costituzione, ce lo chiede l'Europa, ce lo chiede l'Onu".

    LE TAPPE - "È una follia che il Lazio non sia mai riuscito a recepire la legge 328 del 2000 - ha ribadito Nicola Zingaretti - ci sono state politiche sociali spesso più segnate dalla discrezionalità e non da una pianificazione e i risultati si vedono. A partire da stamattina ci impegnamo, entro ottobre, a trasformare le linee guida in una proposta di legge da consegnare al Consiglio regionale. Faccio appello all'opposizione del Consiglio ad essere parte attiva nell'impegno di chiudere il testo e aprire la fase di costruzione di un nuovo modello di welfare. La sfida sarà quella di inserire la proposta dentro un processo decisionale che, entro fine anno, massimo nei primi mesi del 2014, ci porterà ad avere la legge approvata in Consiglio. Son cresciute le ingiustizie e la solitudine. Noi oggi con questa assemblea straordinaria, che è la chiamata a raccolta della società civile, apriamo una nuova stagione. Daremo al Lazio una legge sui servizi sociali degna di questo nome, affinché le persone non si sentano sole. Questa è una grande sfida che in questi 13 anni nessuno è riuscito a vincere, ma che noi vogliamo portare fino in fondo". 

    LE NOVITA' - Le innovazioni più significative riguardano, come ha spiegato Zingaretti: l'integrazione sociosanitaria, "dobbiamo uscire dalla fase di crisi della sanità del Lazio e anche dei vincoli del piano di rientro, non più tagliando i posti letto o i servizi, ma integrandoli con la domanda sociale". Secondo punto: l'associazione dei comuni. "La settimana scorsa abbiamo approvato un testo regionale che obbliga i Comuni sotto i 5mila abitanti ad arrivare a forme di concentrazione delle funzioni per spingerei ad avere una migliore efficienza della spesa pubblica. Ci sono cose che se si fanno insieme, soprattutto nei piccoli Comuni, si possono fare meglio e possono costare di meno. È banale, e' l'uovo di Colombo, ma nel Lazio non si fa, perché la parte dei servizi sociali offerti insieme è minima. Cambiamento - ha concluso Zingaretti - e' anche offrire servizi migliori al miglior costo". La proposta di legge definirà i livelli essenziali delle prestazioni sociali che la Regione e gli enti locali saranno tenuti a erogare, tra questi: il servizio sociale professionale, segretariato sociale per favorire l'accesso ai servizi, pronto intervento per le situazioni di emergenza, il servizio di assistenza domiciliare per soggetti e nuclei familiari con fragilità sociali e strutture residenziali e semiresidenziali.

    LE REAZIONI - "La sfida più grande che parte oggi da qui, lanciata dalla Giunta Zingaretti e che il consiglio regionale deve essere in grado di raccogliere è quella di coinvolgere tutte le forze politiche e istituzionali e il Terzo settore per costruire un nuovo sistema di welfare innovativo, che sappia fotografare le trasformazioni della società - il commento del consigliere regionale Marta Bonafoni, gruppo Per il Lazio - Da parte delle istituzioni occorre uno scatto di progettualità per riprendere il ruolo principale di programmazione di un sistema di welfare moderno, ma lo scatto è necessario anche da parte di quel mondo ricco di esperienze, professionalità e capacità che è rappresentato dal Terzo settore, che auspico, dimostri di essere capace anche di “ripensarsi” in una realtà socio sanitaria ed economica in continuo mutamento, per arrivare alla costruzione di un sistema basato su una reale sussidiarietà". "Accogliamo con entusiasmo le linee guida per riformare, nella nostra Regione, il welfare e siamo a disposizione per offire la nostra esperienza nel delicato compito di scrivere il nuovo Piano sociale", afferma il presidente delle Acli del Lazio, Umberto Soldatelli - Coinvolgere Enti locali e Terzo settore è scelta intelligente e di certo proficua. Siamo certi che la strada intrapresa porterà a un testo capace di intercettare le esigenze del nostro territorio". "Condividiamo pienamente le linee programmatiche esposte dall’assessore Rita Visini - afferma Roberto Mineo, presidente del Centro Italiano di Solidarietà Don Mario Picchi - in quanto auspicavamo da tempo che si portasse concretezza a delle idee più volte ribadite e condivise in diversi tavoli, ma che si sono sempre concluse in un nulla di fatto". "Diamo merito a Zingaretti - conclude Mineo - di voler avviare un percorso virtuoso basato sul fare rete e sulla condivisione. Tale metodo riteniamo che sia necessario per dare un reale sostegno al sociale, riscrivendo, dopo 13 anni di attesa, una nuova legge in materia".


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    "Sabato 14 settembre prende il via 'Cinema al Maxxi', manifestazione organizzata dalla Fondazione Cinema per Roma e dal Museo nazionale delle arti del Xxi secolo, a cura di Mario Sesti. Main partner dell’iniziativa è BNL Gruppo BNP Paribas che, da circa 80 anni, sostiene tutta la filiera dell’industria cinematografica". Lo comunica in una nota la Fondazione Maxxi. "Nei mesi che precedono l’ottava edizione del Festival Internazionale del Film di Roma (8-17 novembre 2013) - prosegue la nota - ogni sabato e mercoledì, fino al 6 novembre, l’auditorium del MAXXI ospiterà un’originale programmazione cinematografica, il sabato con due film nello stesso giorno, in un’inconsueta e innovativa commistione fra cinema e spazi museali, dove il pubblico potrà assistere a pellicole in anteprima, retrospettive, incontri con attori e registi, conferenze e documentari.

    LE SEZIONI - 'Cinema al MAXXI' sarà diviso in tre sezioni: 'I Dimenticati – Grandi autori e film italiani da ritrovare', 'Incontri con uomini e donne eccezionali – Film documentari in lingua originale' e 'MAXXI/Anteprime – Film d’autore in esclusiva'. 'I Dimenticati' – in collaborazione con Cineteca nazionale e Raro video – offrirà una retrospettiva di grandi film del cinema italiano dal secondo dopoguerra alla fine degli anni ‘70, celebri classici riproposti al pubblico in una cornice di incontri e conferenze con attori e registi, scrittori e giornalisti, personalità della società civile e della politica. Primo appuntamento sabato 14 settembre (ore 20) con Divorzio all’italiana di Pietro Germi, a cui seguirà una conversazione con Carlo Verdone e Mario Sesti". 
     

    IL CARTELLONE - "Il programma di questa sezione - si legge ancora nella nota - ospiterà anche pellicole firmate da Giuseppe De Santis (Caccia tragica, 21 settembre ore 20), Antonio Pietrangeli (La parmigiana, 28 settembre ore 20), Ferdinando di Leo (Milano calibro 9, 5 ottobre ore 20), Mario Monicelli e Steno (Guardie e Ladri, 12 ottobre ore 20), Riccardo Freda (Aquila nera, 19 ottobre ore 20), Valerio Zurlini (Cronaca familiare, 26 ottobre ore 20), e il film di montaggio di Bruno di Marino Lo sguardo espanso. Cinema d’artista italiano: un’antologia (6 novembre ore 18). Fra i protagonisti degli incontri dopo le proiezioni, tutti moderati da Mario Sesti, ci saranno Francesco Alò, Roberto Andò, Sergio Castellitto, Carolina Crescentini, Gianluca Curti, Bruno Di Marino, Piero Dorfles, Anna Foglietta, Gina Lollobrigida, Vinicio Marchioni, Italo Ormanni, Cristiana Perrella, Greta Scarano, Ettore Scola, Domenico Starnone, Fabio Troiano, Carlo ed Enrico Vanzina". 

    DOCUFILM - "La seconda sezione, 'Incontri con uomini e donne eccezionali', in collaborazione con Feltrinelli Real Cinema - prosegue la nota - accoglierà invece alcuni dei migliori film documentari degli ultimi anni in lingua originale (con sottotitoli in italiano). In particolare, verranno esplorate le ultime evoluzioni del romanzo biografico attraverso una selezione di 'vite incredibili' mostrate sul grande schermo: si inizia sabato 21 settembre (ore 18) con la storia di Nadya, la protagonista di Girl Model di David Redmon e Ashley Sabin, pellicola che ricostruisce le vicende di giovani modelle siberiane inviate in Giappone con il miraggio di essere iniziate al lavoro nella moda. Il lungometraggio è stato premiato nel 2011 al Festival di Roma con il Marc’Aurelio al miglior documentario e con il premio Enel cuore. Il programma di questa sezione ospiterà anche i documentari The Universe of Keith Haring di Christina Clausen (28 settembre ore 18), Marina Abramovic: the Artist is Present di Matthew Akers (5 ottobre ore 18), Man on Wire di James Marsh (12 ottobre ore 18), Maradona by Kusturica di Emir Kusturica (19 ottobre ore 18), Bobby Fischer Against the World di Liz Garbus (2 novembre ore 20)". 

    LE ANTEPRIME - "Con 'MAXXI/Anteprime', infine, Fondazione Cinema per Roma e MAXXI proporranno, il mercoledì alle 21, il giorno prima dell’uscita in sala, una serie di anteprime in collaborazione con le più importanti distribuzioni cinematografiche: primo appuntamento per il 18 settembre, quando verrà proiettato Il futuro di Alicia Scherson, con Rutger Hauer e Nicolas Vaporidis, coprodotto e distribuito da Movimento Film, selezionato al Sundance Film Festival 2013, il primo film tratto da un libro dello scrittore di culto Roberto Bolaño ('Un romanzetto lumpen', Adelphi Editore). Al termine della proiezione, Nicolas Vaporidis sarà protagonista di una conversazione con Mario Sesti. Il programma di 'MAXXI/Anteprime' comprende inoltre Anni Felici di Daniele Lucchetti (2 ottobre), con Kim Rossi Stuart e Micaela Ramazzotti (prodotto da Cattleya e Rai Cinema, distribuito da 01 Distribution); Au bonheur des Ogres (Il paradiso degli orchi) di Nicolas Bary (16 ottobre, distribuito da Koch Media), The Art of Rap di Ice-T e Andy Baybutt (23 ottobre, distribuito nella collana Feltrinelli Real Cinema), Jeune et Jolie (Giovane e bella) di François Ozon (6 novembre), con Marine Vacth, Géraldine Pailhas, Charlotte Rampling (distribuito da BIM)". 

    CON UN BIGLIETTO DUE EVENTI - "Per Fellini il cinema era ‘arte figurativa in movimento’ – commenta nella nota Giovanna Melandri, presidente Fondazione MAXXI - per Flaiano ‘l’unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore resta immobile’. Per una volta vi chiederemo di entrare al MAXXI e stare fermi, seduti... anche se con lo stesso biglietto del cinema potrete poi con lo sconto visitare il museo e le sue mostre"."Il costo del biglietto intero - continua la nota - sarà di 5 euro. Presentando il biglietto alla cassa si avrà diritto ad accedere al MAXXI con tariffa ridotta (8 euro anziché 11) entro i sette giorni successivi l’evento. Il biglietto ridotto avrà un costo di 4 euro (per i possessori di card myMAXXI, Amici del MAXXI, Corporate MAXXI)".
    I CLASSICI E GLI INEDITI - "Con questa iniziativa – ha spiegato Mario Sesti, curatore di ‘Cinema al MAXXI’ – anche Roma come New York, Parigi o Londra, potrà contare su una sala cinematografica che offre grandi classici e sperimentazione, proiezione con incontri e proposte originali e inedite, grandi narrazioni e esplorazioni avventurose nel linguaggio delle immagini e dei suoni".


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    Ieri l'approvazione delle linee guida per il Piano generale del traffico urbano (Pgtu), oggi la promessa che il bike sharing vedrà la luce il prossimo anno. Infine un appello al governo Letta, affinché escluda il trasporto pubblico locale dal Patto di stabilità che strozza i Comuni. Sono le tre mosse studiate dall'assessore Guido Improta, annunciate subito dopo la presentazione della Settimana europea della mobilità. Con l'obiettivo di liberare Roma dalla morsa delle auto.

    "LAVORARE INSIEME" - "Una sfida impegnativa – la definisce Improta - confrontandoci con una delle esperienze più significative della cttà quale è stata quella di Rutelli con Tocci vicesindaco". Per il titolare capitolino del settore bisogna “evitare le polemiche su quelli che sono i posti auto, perché la sfida è su un modello di confronto strategico”. Non solo. L'assessore plaude alle parole del deputato Pdl Vincenzo Piso e si dice confortato “perché alcune persone dall’altra parte hanno capito che c’è bisogna lavorare insieme per la Roma del futuro: non c’è futuro senza efficienza nei trasporti e logistica in grado di sopportare le attività economiche di questa città”.

    IL BIKE SHARING - Tra pochi mesi invece, secondo le promesse di Improta, vedrà la luce il bike-sharing. Allo studio un bando o con un accordo con privati. Perché il "problema è di natura economico-finanziaria e il servizio non ce la fa a reggersi con i proventi che arrivano esclusivamente dal noleggio delle biciclette”. Di solito la possibilità di entrate economiche è legata alla gestione degli impianti pubblicitari. “Ma Roma – aggiunge - ne ha già un'abbondanza. Dobbiamo trovare una modalità originale, che non deve portare alla proliferazione dei cartelli pubblicitari".

    LA RICHIESTA ALL'ESECUTIVO - Poi l'appello al governo Letta. In primis perché “l’Italia non si è ancora dotata del piano nazionale che consente lo sviluppo delle nuove tecnologie appliche al trasporto pubblico locale”. Un piano che deve essere varato dal Consiglio dei ministri, ma “da marzo ad adesso – lancia la stoccata l'assessore - non è mai stato portato in Cdm”. Un modo per riattivare investimenti, programmazione e rilanciare l'occupazione. Ma la richiesta tocca anche il patto di stabilità, che “limita le amministrazioni locali per quanto riguarda la spesa”. Per prima era stata l'Associazione dei Comuni (Anci) a chiedere di lasciare libero il tpl da questi vincoli. "Ovviamente - spiega Improta - questo non vuol dire non avere attenzione alle compatibilità economico finanziarie di bilancio”.

    LA CICLABILE E LA FERROVIA - Non solo. Con la Rete ferroviaria italiana (Rfi) e Regione Lazio sono due gli interventi significativi che possono collegare, con la ciclabile, il centro città verso la costa, quindi in direzione Fiumicino e il quadrante sud. “A breve – assicura Improta - ci incontreremo con il sindaco Montino, l'assessore regionale Refrigeri e con l'Ad di Rfi Elia per definire gli aspetti amministrativi”. Nessun problema economico né amministrativo, giura l'assessore capitolino. “Si tratta - conclude - di far ripartire progetti che l'amministrazione precedente aveva trascurato”. 


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    Miroslav Klose parla del suo futuro: l'attaccante tedesco si rivela alla Bild, aprendo uno spiraglio ad un futuro negli Stati Uniti. "È un dato di fatto che ho già avuto due ottime offerte dagli Usa. Questa è ad ogni modo un'opzione, ma il mio contratto con la Lazio dura ancora un anno e chissà come andrà a finire. Non mi sento di escludere nulla in questo momento": sono le parole del bomber biancoceleste, approdato alla corte di Lotito nell'estate 2011.

    KLOSE E LA LAZIO- Trentacinque sono le primavere per il panzer, miglior bomber della storia della nazionale tedesca con 68 reti, a pari merito con Gerd Muller. Oltre alla Lazio, con cui non esclude di prolungare l'avventura spunta un'ipotesi Bundesliga: "Il Kaiserslautern? È una una squadra a cui mi sento particolarmente legato - ha proseguito - il trasferimento di Mesut Ozil (passato dal Real Madrid all'Arsenal nella recente finestra di mercato, ndr) dimostra che nel calcio non si deve escludere nulla. Un momento sei felice in un club e il giorno dopo te ne sei andato".  L'ultima battuta è per la Nazionale, con cui la punta ha sempre espresso al meglio tutte le sue potenzialità: "Voglio vincere il Mondiale con la Germania, è la mia priorità - ha concluso Klose - daremo il massimo, se realizziamo quello che siamo in grado di fare non ho timori". Appuntamento in Brasile.

    CASO EDERSON- Ederson intanto smentisce tutte le voci che lo vorrebbe già in partenza da Roma a causa del difficile rapporto con il mister Vladimi Petkovic. Interpellato dal Lazio Style Radio (l'emittente di casa), il sudamericano ha infatti descritto il rapporto con il mister ottimo e funzinale al bene della squadra: " Viene prima il collettivo - ha detto - lavoraimo per la squadra, abbiamo una grande rosa, con tanti talenti. Speriamo  di fare bene". 


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    Nel corso dell'operazione, denominata Daniel's Garage, la Polizia di Ostia ha scoperto un'officina della droga nel giardino di una casa a Casal Bernocchi: sequestrati 7 chili di cocaina per un valore commerciale stimato tra un milione e mezzo e 2milioni di euro e sei piante di marijuana. Gli agenti del Commissariato Ostia Lido hanno arrestato per detenzione, produzione e coltivazione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti Daniele C. pregiudicato di 32 anni residente a Ostia e F.C. incensurato di 22 anni residente a Dragona.

    I due uomini erano stati intercettati dagli agenti in via dei Romagnoli a Dragona all'altezza del Mc Donald's, mentre Daniele C. alla guida di una moto T Max consegnava uno zaino a F.C. a bordo di una Yaris per poi allontanarsi separatamente. I poliziotti hanno quindi fermato dopo poche centinaia di metri F.C. che aveva ricevuto lo zaino nel quale sono stati trovati cinque panetti di cocaina. Il giovane e' stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

    Le ricerche per trovare Daniele C. hanno portato gli agenti a Casal Bernocchi dove davanti a una casa di proprietà del suocero era parcheggiata la moto. Daniele C. è stato trovato in casa da solo. E' scattata cosi' la perquisizione dell'immobile che, con l'ausilio delle squadre cinofile, ha portato al rinvenimento all'interno di una cassaforte di due kg di cocaina già suddivisa in dosi e di tre piante di marijuana essiccate in soffitta. Altre tre piante di marijuana alte circa un metro e ottanta sono state trovate piantate in giardino dove è stato trovato anche un laboratorio per il confezionamento della droga: tra gli strumenti presenti una pressa idraulica con una portata fino a 20 tonnellate. Le indagini sono ancora in corso, non si escludono collegamenti con gruppi criminali del territorio.

    (foto d'archivio)


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