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    Sarà domenica prossima il giorno del futsal. Alla Casa del Cinema di Villa Borghese (ore 10) verrà celebrato infatti il "Futsal day"  che darà il via alla nuova stagione (partenza il 5 ottobre per i maschi, il 29 settembre per le femmine). Ci saranno società (appartenenti a tutti i campionati nazionali, maschili e femminile), allenatori, giocatori, arbitri, addetti ai lavori, per una serie di riunioni che definiranno le linee guida della stagione.

    LA PRESENTAZIONE- L'evento "principe", con inizio alle 10.45, è la vera e propria presentazione della stagione. Nella Sala Deluxe verranno illustrate tutte le novità, tra cui la Winter Cup, la nuova competizione istituita dalla Divisione Calcio a cinque. E, in occasione del Futsal Day, verranno anche sorteggiati gli accoppiamenti delle prime due giornate, con le dieci squadre della prossima Serie A divise in due urne: nella prima, le squadre del nord (Asti, Kaos, Luparense e Marca), nell'altra quelle del centro-sud (Acqua&Sapone, Lazio, Martina, Napoli, Pescara e Rieti). Uno sguardo al futuro, ma anche uno al recente passato: nel corso della presentazione, verranno infatti premiati anche i protagonisti dell'ultima stagione. Nel caso dei calciatori, anche delle ultime due: premi per Adriano Foglia (capocannoniere della stagione 2011/12), Kakà (capocannoniere della stagione 2012/2013) e Lucileia, regina dei bomber dell'ultima Serie A femminile con ben 76 reti. Oltre ai bomber, verranno premiati anche gli "allenatori d'oro": Julio Fernandez (campione d'Italia con la Marca Futsal), Fulvio Colini (vincitore della Coppa Italia e della Supercoppa con la Luparense), Velimir Andrejic (campione d'Italia Under 21 con il Kaos) e Hernan Patanè (vincitore della Coppa Italia Under 21 con l'Asti).Riconoscimenti anche per la LC Solito Martina (neopromossa in Serie A), per Carmagnola, Forlì, Aesernia, Orte e Libertas Scanzano (vincitrici dei gironi di Serie B), e per Asti, Cardano 91, Lecco, Kaos, Civitanova, Cus Pisa, L'Acquedotto, Paolo Agus, Fuente Foggia, LC Solito Martina, Mirto e Augusta (vincitrici dei rispettivi gironi del campionato Under 21).

    LE NOVITA' -  Alle 11.45, sempre nella Sala Deluxe, si svolgerà il consueto incontro annuale tra i responsabili della CAN 5, gli allenatori e i capitani delle squadre. Questo mentre, contemporaneamente, nella Sala Kodak sarà il turno della riunione tra i presidenti delle società di Serie A femminile, campionato giunto quest'anno alla terza edizione e che vedrà il suo organico aumentato da 36 a 42 squadre. La giornata per presidenti, allenatori, capitani delle squadre di Serie A e 30 arbitri proseguirà alle 14.30 con l'incontro con Marcello Presilla, International Integrity Manager di Sportradar: domenica, infatti, prende ufficialmente il via il progetto di prevenzione e contrasto delle frodi sportive.

    LE ROMANE- La capitale verrà rappresentata nella massima serie maschile dalla SS Lazio, mentre nel campionato femminile ci saranno oltre ai biancoazzurri anche la Virtus Roma.  Per quanto riguarda la Lazio femminile, con la porta blindata da Giustiniani, l’arrivo del bomber Cely Gayardo, del trio della Pro Reggina (Siclari, Presto e Violi), delle sorelle americane Cary ed ora dei due fenomeni, Gilena Blanco e Lucileia, il sodalizio biancoazzurro di Piersigilli-Schiavoncini-Ferrini sembra aver ipotecato ogni possibile trofeo in palio nella prossima stagione. Candidata protagonista però sarà anche la Virtus Roma reduce da un mercato estivo con i fiocchi. I tre arrivi di assoluto valore a copertura di ruoli strategici come il portiere della nazionale spagnola Lorena Munoz Garcia, il laterale-pivot dela Valladolid (ES)Carolina Martinez Casenave e la capocannoniera italiana con 82 gol in due stagioni Alessia Catranbone la Virtus ha tutte le carte in regola per aspirare a qualcosa di importante. 

    I ROMANI- A candidarsi per un ruolo da protagonista anche la Lazio a 5 maschile. Il sodalizio biancoceleste si è infatti rafforzato nel periodo estivo con l'arrivo di quattro perle (tre dalla spagna e una dal portogallo) ad affiancare un gruppo già solido e vincente.  Oltre ai confermati capitan Bacaro, Patrizi, Ippoliti, Juan e Javier Salas, Dimas e Parrel e al ritorno di Moliterno, sono approdati a Roma, Raùl, campione d’Europa con la Rojita Under 21 a San Pietroburgo, Rubén, una delle migliori ala-pivot e Hector, capocannoniere della serie A due anni fa, semifinalista scudetto lo scorso anno con l’Acqua&Sapone.  Infine c'è Paulinho, brasiliano di nascita ma italiano di adozione; dal Napoli Emer, uno dei più migliori difensori nella scorsa serie A.  


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    Violenta lite tra due persone al Parco Sempione. E' successo ieri pomeriggio, poco dopo le ore 17. Arrivati sul posto, gli agenti si sono trovati davanti un uomo disteso a terra sanguinante e un altro che impugnava una grossa falce.

    Alla vista dei poliziotti l’aggressore ha prima tentato la fuga, poi si è girato verso i suoi inseguitori e ha iniziato a minacciarli brandendo la falce contro di loro. Gli agenti, però, hanno saputo approfittare di una distrazione dell’uomo, lo hanno disarmato e bloccato.

    La vittima è stata invece accompagnata in ospedale, dove i medici gli hanno rimostrato fratture al naso e all’arcata dentale, con una prognosi superiore a 30 giorni. Per questo M.M., rumeno di 34 anni, è stato arrestato per lesioni aggravate e minacce e lesioni a pubblico ufficiale, denunciato per porto abusivo d’arma da taglio e resistenza a pubblico ufficiale.


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    Appello al sindaco di Roma, Ignazio Marino, affinchè intervenga con una "autorevola pubblica parola" sul " destino che il Campidoglio intende dare al progetto complessivo" della Città dello sport di Tor Vergata e "al manufatto in particolare" della “Vela” di Calatrava. Questo il senso di una lettera inviata oggi al primo cittadino dal professor Franco Salvatori, candidato alla carica di rettore dell'università di Roma Tor Vergata.

    LA LETTERA- "Caro sindaco- si legge nel testo- visibile da gran parte della città, nel territorio del campus Tor Vergata si erge, per circa 70 metri, la “Vela” progettata da Calatrava, destinata ad accogliere il cosiddetto “palazzetto dello sport”, parte di una fantasticata Città dello sport. La struttura, ormai da tempo in grave stato di abbandono, come messo in evidenza nell'ultimo numero del “National geographic”, primeggia tra le innumerevoli incompiute di cui è costellato il Paese e rischia di divenire il simbolo stesso del campus, esso pure tutto da completare ad oltre trenta anni dall'avvio della sua realizzazione". Considerato che "nelle prossime settimane l'università eleggerà il proprio rettore per i prossimi sei anni, carica cui concorro anch'io, credo che una sua autorevole pubblica parola, sul destino che il Campidoglio intende dare al progetto complessivo e al manufatto in particolare, contribuirebbe in maniera significativa- conclude Salvatori- al dibattito in corso e aiuterebbe a dare concretezza ai programmi che sono stati presentati".

    STORIA DI UNO SPRECO- L'opera originariamente doveva rientrare nell'ambito dei lavori previsti per i mondiali di nuoto del 2009 e fu progettata dall'architetto spagnolo Santiago Calatrava. Doveva rappresentare il “meglio” dello sport italiano, una città nella città, con due vele gemelle a svettare all'interno di uno spazio verde vicino il Policlinico di Tor Vergata, ognuna con un laghetto. Era poi prevista una nuova sede per il Rettorato della seconda Università romana fatto a torre che avrebbe fatto da contraltare alle due vele. Affidati i lavori nel 2006 al gruppo Caltagirone, i costi cambiarono negli anni così come anche la destinazione d’uso dell’edificio. Saltati i mondiali di nuoto (che furono affidati al Foro Italico) nel 2011 l’opera venne inquadrata nell’ambito della candidatura italiana ai Giochi Olimpici del 2020 e la gestione “affittata” (per 25 anni) ad una società privata. Stroncata anche questa nuova prospettiva dal governo Monti l’opera ha subito un ulteriore arresto nei lavori nel 2012. Attualmente è inutilizzata e in stato di abbandono. I danni ammontano a circa 200mila euro e nulla si vede ancora all’orizzonte. L’ex sindaco Gianni Alemanno, prima di decadere dal mandato aveva preannunciato una gara internazionale per l’affidamento dell’opera, ora la palla ora è in mano al nuovo sindaco, Ignazio Marino.  


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    Il D-day per la Camera di commercio di Roma potrebbe essere lunedì prossimo. È stato convocato per il 30 settembre, infatti, il Consiglio straordinario chiamato a pronunciarsi sul documento con il quale 20 consiglieri hanno chiesto che venga rispettato il Patto della staffetta per l'avvicendamento dei vertici camerali. Il documento sarà discusso e potrebbe essere sottoposto alla votazione del Consiglio. Per essere approvato richiede il voto favorevole della maggioranza dei consiglieri presenti. La sua approvazione comporterebbe una sorta di sfiducia "politica" all'attuale presidente della Camera di commercio Giancarlo Cremonesi.

    SFIDUCIA POLITICA - Tecnicamente, però, Cremonesi non sarebbe obbligato a dimettersi, poiché lo Statuto della Camera di commercio non prevede lo strumento della sfiducia. A quel punto, però, di fronte a un'evidente sfiducia "politica", gli industriali che sostengono la presidenza di Cremonesi potrebbero anche decidere per un passo indietro. In questo caso, il nuovo presidente dovrà essere eletto da un successivo Consiglio straordinario chiamato a scegliere la nuova guida della Camera di commercio di Roma proprio tra i vari membri del Consiglio stesso. Ma non è detto, comunque, che anche in caso di sfiducia "politica", l'attuale presidenza non decida di temporeggiare senza rassegnare a stretto giro le dimissioni. 
    La sfiducia "politica" non è comunque l'unica strada percorribile dagli "avversari" di Cremonesi.

    LE STRATEGIE - Per far decadere l'attuale presidente, infatti, i "piccoli" potrebbero anche optare per le dimissioni in blocco dal consiglio camerale. In quel caso, però, decadrebbe l'intero consiglio e occorrerebbe riattivare la procedura di nomina di tutti i rappresentanti con il conseguente riconteggio del "peso" delle diverse associazioni di categoria rappresentate. Possibile, infine, anche un terza opzione che prevede la modifica dello statuto dell'ente camerale per introdurre l'istituto della sfiducia del presidente. In questo caso, per il quale comunque non sarebbero stati predisposti documenti, il consiglio dovrebbe esprimersi con una maggioranza qualificata dei due terzi.


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    Il derby è alle spalle, la Lazio è già in campo per preparare la sfida di mercoledì contro il Catania, dove Vladimir Petkovic dovrà far fronte ad acciacchi e infortuni che stanno decimando la rosa bianconceleste. Uomini contati e un'emergenza in difesa che non stenta a cessare: a Biava, Radu e Novaretti fuori da tempo, andrà infatti aggiunta la squalifica di Dias e il probabile forfait di Konko, di nuovo alle prese con lo stiramento alla coscia destra che lo aveva perseguitato dal riscaldamento prima di Juve-Lazio di Supercoppa.
    CIANI CI SARA’-  Domani la visita in clinica Paideia (con lui anche gli altri infortunati, Biglia e Novaretti), "valuteremo nelle prossime 24-36 ore", ammette il medico sociale biancoceleste, Bianchini, lasciando intendere che il francese (eletto vice-Radu sulla sinistra dopo l'infortunio del romeno) difficilmente sarà del match con gli etnei. La buona notizia arriva da Michael Ciani, che al derby è uscito solo per crampi e con il Catania sarà a disposizione. Dunque, anche contro la squadra di Maran, largo alla coppia centrale Ciani-Cana (in panchina il giovane croato Josip Elez sarà la prima scelta), mentre sulle corsie esterne, con Cavanda a destra dovrebbe registrarsi l'arretramento di Lulic basso a sinistra (l'alternativa sarebbe Vinicius). Da valutare anche le condizioni di Antonio Candreva e Miroslav Klose. Il tedesco accusa un forte dolore al piede che nella sfida di ieri con la Roma lo ha costretto a cambiare scarpini a gara in corso. Non è escluso un turno di riposo per l'ex Bayern, con rientro previsto contro il Sassuolo.
    TORNA ANDERSON- In regia ci sarà sempre Ledesma, mentre in mezzo al campo nutrono chance Onazi (per Gonzalez), Ederson e Felipe Anderson. Quest'ultimo risponderà alla terza convocazione di fila, per lui possibile impiego a gara in corso. Probabile formazione (4-1-4-1): Marchetti; Cavanda, Ciani, Cana, Lulic; Ledesma; Candreva, Onazi, Hernanes, Ederson; Floccari


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    Una donna di 57 anni, una clochard, è stata trovata morta nel garage di un albergo in via Calatafimi, nei pressi della stazione Termini. Sul posto è intervenuta la polizia. Secondo quanto hanno riferito i proprietari dell'hotel, la donna, nota con il nome di Barbara, dormiva spesso in quel garage. Sul posto anche la scientifica e il medico legale. Da un primo esame non sono stati riscontrati sul corpo della donna segni evidenti di violenza.


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    Neanche il tempo di festeggiare e la Roma si è subito ritrovata in campo per preparare la sfida di sabato sera (mercoledì ore 20.45) contro la Sampdoria. Per i "reduci" dalla vittoria nel derby contro la Lazio è stato il momento dello "scarico" con una seduta leggera, atletica. Per gli altri, il mister Rudi Garcia ha insistito sull'aspetto tattico provando gli schemi sia di attacco che difesa.  Assenti, oltre ai soliti Destro e Bradley, anche Totti, Benatia e Maicon che hanno svolto lavoro in palestra e fisioterapia.

    LO SFOTTO'- Prosegue intanto l'euforia derby in città con i tifosi romanisti.  Dopo una serie di bocconi amari da mandare giù, la tifoseria della Roma è tornata ad esultare per il primato cittadino sulla Lazio. A fare da sottofondo musicale alla giornata dell’orgoglio giallorosso è soprattutto quel proverbio francese con cui Rudi Garcia ha commentato il 2-0 rifilato ai cugini biancocelesti: “Abbiamo rimesso la Chiesa al centro del villaggio”. Sin dal mattino le parole del tecnico sono state trasmesse in loop dall’etere radiofonico romanista finendo per inondare anche i social network: da Twitter a Facebook, passando per Instagram, i tifosi non hanno perso occasione per rilanciare quel messaggio di superiorità che mancava dal ko del 26 maggio nella finale di Coppa Italia. Garcia, però, non è l’unico simbolo della rinascita romanista. Il volto in lacrime dell’uomo-derby Federico Balzaretti occupa l’altra faccia della medaglia giallorossa. E sua moglie Eleonora Abbagnato, etoile dell'Opera di Parigi, che sembra avere già un’idea in mente per la fine della stagione nel caso in cui la formazione giallorossa dovesse laurearsi campione d’Italia. “E' una Roma chic, che merita festeggiamenti adeguati: per quel che mi riguarda certo non uno spogliarello come in passato: magari un balletto...” 


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    La vicenda della nuova discarica di Falcognana, che dal primo ottobre dovrebbe entrare in funzione al posto di quella di Malagrotta, continua a suscitare polemiche anche nel mondo politico. 

    GRAMAZIO - "Sempre più deludente questa amministrazione regionale. Nell’intervento odierno in aula consiliare, il presidente Zingaretti – come al solito - ha evitato di entrare nel merito delle domande che abbiamo posto da oltre un mese e mezzo, proseguendo quindi con il silenzio e le contraddizioni" commenta il capogruppo Pdl alla Regione Lazio Luca Gramazio. "E’ allucinante - prosegue - che, a pochi giorni dalla chiusura (o presunta tale) di Malagrotta, questa Regione non sia stata in grado di fornire risposte chiare alle perplessità, nostre e di tutti i cittadini. Su tutte, è davvero preoccupante che non siano arrivati chiarimenti sui vincoli del Mibac, visto che il ministro Bray ha affermato che nuove autorizzazioni non sono possibili a causa del vincolo Bondi, mentre Civita ha affermato che le autorizzazioni non servono, venendo però smentito dal ministro all’ambiente Orlando in Parlamento. Inoltre, dal primo ottobre, dove andranno i rifiuti in eccedenza fino a quando non sarà espletato il bando di gara di Ama per trasferirli fuori Regione? Che fine faranno poi i rifiuti dei Tmb Malagrotta 1 e 2? Questi - si legge ancora nella nota - sono gli aspetti cruciali che la Regione non è stata in grado di affrontare da circa due mesi, evidenziando pressappochismo e improvvisazione. Senza dimenticare poi l'intervento del prefetto Sottile in commissione Ambiente, quando ha smentito pubblicamente l'assessore Civita, che in questi mesi aveva ripetuto come la scelta del sito non fosse di stretta competenza della Regione".

    ALEMANNO - Sulla questione è intervenuto anche Alemanno: "Quando era a Palazzo Valentini, non si è assunto la responsabilità di mediare tra i diversi comuni della Provincia per trovare una soluzione provvisoria adeguata. Dopo sette mesi che è diventato presidente della Regione, con la provincia commissariata, poteva e doveva dare un’indicazione chiara di come attuare in modo definitivo il Piano rifiuti. Se Zingaretti se ne assume la responsabilità, si può chiudere Malagrotta senza aprire Falcognana, utilizzando provvisoriamente tutte le discariche che sono già funzionanti in provincia di Roma e si può in poche settimane individuare una soluzione definitiva per dare attuazione al Piano rifiuti, scegliendo tra i siti fuori Roma che non sono mai stati presi adeguatamente in considerazione".

    BRUNETTA - “Sulla discarica alla Falcognana, oltre che sulla sicurezza della circolazione stradale, ci sono dubbi anche sui rischi per la navigazione aerea. Le norme prevedono forti limitazioni alle attività svolte vicino agli aeroporti e, in particolare, agli impianti che potrebbero essere pericolosi per il trasporto aereo come le discariche di rifiuti urbani, poiché queste ultime sono un richiamo per la fauna selvatica. In base al codice della navigazione l'esercizio di attività di smaltimento di rifiuti urbani in prossimità degli aeroporti, fatte salve le competenze delle autorità preposte, è subordinato all'autorizzazione dell'Ente nazionale per l’aviazione civile, Emac, che ne accerta il grado di pericolosità ai fini della sicurezza aerea. I regolamenti internazionali, a cui Enac si attiene, indicano in 13 km la distanza dal sedime aeroportuale quale limite consigliato per l’insediamento di attività di smaltimento, Falcognana dista 4,7 km dall’aeroporto di Ciampino. L’autorizzazione è dunque obbligatoria. Mi chiedo, e chiedo al ministro Maurizio Lupi, se e quando l’autorizzazione è stata chiesta e nel caso quali siano state le valutazioni del ministero e di Enac per garantire l’assoluta sicurezza dell’aeroporto di Ciampino". Lo dichiara, in una nota, il presidente dei deputati del Pdl Renato Brunetta.


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    Il Macro, il Museo d'Arte Contemporanea di Roma, apre le porte a Imran Qureshi. Da mercoledì prossimo al 17 novembre, infatti, è in programma una mostra che propone le ultime creazioni dell'artista pachistano insignito del premio Deutsche Bank's 'Artist 2013, riconoscimento annuale per giovani che si sono distinti per la creatività del proprio lavoro. Un'occasione di confronto e di dialogo con l'artista, attualmente presente alla 55esima Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia nell'ambito de 'Il Palazzo Enciclopedico', che consolida la forte partnership tra il museo capitolino e la Deutsche Bank, avviata nel 2012.

    L'ESPOSIZIONE - L'esposizione, curata da Bartolomeo Pietromarchi e da Friedhelm Hutte, responsabile per l'Arte della Deutsche Bank, presenta due installazioni site-specific e circa 35 opere. La mostra, ha spiegato Pietromarchi, e' stata costruita "appositamente per questi spazi. L'artista, a Roma, ha trovato l'atmosfera e l'intensita' che gli hanno dato stimolo per realizzare le opere". L'esposizione, inoltre, presenta creazioni gia' proposte a Berlino nella KunstHalle della Deutsche Bank, "che sono state riallestite seguendo percorso che avesse a che fare con quello che e' stato realizzato qui", ha sottolineato Pietromarchi. Nell'esposizione, ha poi rimarcato Pietromarchi, Qureshi fa riferimento alla realtà sociopolitica del suo Paese, in cui e' cresciuto e si e' formato. "I temi sono molto politici e fanno riferimento alla contemporaneita' del Pakistan, che e' molto drammatica. Nelle opere ci sono riferimenti al sangue, ai missili". Al centro emerge "una realtà sociopolitica descritta in una prospettiva di reinvenzione del linguaggio tradizionale della cultura dell'artista". Un dato di grande rilievo, "per l'idea di ripensare la tradizione in una visione contemporanea". 

    L'INIZIATIVA  - La mostra, che si ferma ora a Roma e che verrà allestite anche in altre città, presenta in Italia "l'artista dell'anno del 2013- ha detto Hutte- scelto da un consiglio formato da persone prevenienti da diverse parti del mondo". Il premio, ha ricordato Hutte, non e' esattamente un riconoscimento "ma un programma che comprende la realizzazione di una mostra, di un catalogo e un video, oltre che l'acquisizione delle opere dell'artista". L'iniziativa romana, ha precisato Hutte, "non e' vera e propria sponsorizzazione ma un partenariato che abbiamo con Macro. Stiamo giàdiscutendo sulle mostre future. Ci piacerebbe che ci fosse uno scambio di mostre tra Roma e Berlino". La mostra, per l'assessore ala cultura di Roma, Flavia Barca, e' il simbolo di apertura "nei confronti di quel patrimonio di artisti stranieri che vengono a portare qualcosa nella nostra citta'. E' il simbolo di un accordo tra pubblico e privato che e' molto importante". Un rapporto che non rappresenta più "l'idea che il privato diventa un sostegno economico ma, al contrario, esplica la sua funzione principale: supporto e partner creativo". Ad essere presentate sono, in particolare, due installazione site specific che rappresentano, in vario modo, il tema del sangue. Una denuncia che si collega "al fatto che, in Pakistan, quotidianamente, i cittadini sono esposti alla violenza e alla sofferenza", ha ricordato Qureshi.


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    “Abbiamo rimesso la chiesa al centro del villaggio”. Il derby del 22 settembre 2013, appena vinto dalla Roma, passerà alla cronaca sportiva, oltre che per le lacrime di Balzaretti, anche per questa massima tutta francese “lanciata” dall’allenatore giallorosso, Rudi Garcia nelle dichiarazioni post partita . 

    LA "COATTATA"- Un proverbio che racchiude in sé tutto il senso di un derby vissuto sulla propria pelle dai protagonisti di entrambe le sponde. Una “coattata” come direbbero i romani per significare una presunta superiorità sportiva giallorossa rispetto a quella biancoazzurra, la stessa che spinse il presidente Lotito a dire, subito dopo la vittoria in Coppa Italia del 26 maggio scorso: “Abbiamo ripristinato i giusti valori in questa città”.  Un segnale, insomma, lanciato da Garcia a tutti i naviganti: sono nuovo, ma sono già romanista.  

    NESSUNO SCONTO- Alla fine il derby lo ha vinto la squadra che più meritava, quella che stava meglio. La più affamata, come ammesso dallo stesso Lotito. Una vittoria che ha valso il primo posto in classifica vissuta però negli ambienti giallorossi in maniera certamente diversa rispetto a qualche anno fa. Il timore che tutto possa essere un abbaglio è presente e vivo nell’animo dei tifosi che si aspettano da questa squadra comunque qualcosa di più perché come tutti i giallorossi oggi dicono: “Il 26 maggio ha lasciato le cicatrici”.


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    Martedì 1 ottobre sciopero del trasporto pubblico di 24 ore, con rispetto delle fasce di garanzia, per la sigla sindacale Sul. Servizio di trasporto garantito da inizio servizio alle 8.30 e dalle 17 alle 20. Tra le 8.30 e le 17 e dalle 20 a fine servizio, sono a rischio le corse di autobus, tram, filobus, metropolitane e ferrovie Roma-Lido, Termini-Giardinetti e Roma-Viterbo.


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    "Abbandonare l'approccio emergenziale per avviare azioni di sistema attraverso la costituzione di quattro gruppi di lavoro su scuola, casa, occupazione e salute con il fine di adottare anche a Roma la ‘Strategia nazionale di inclusione di Rom, Sinti e Caminanti. E' questo l'impegno assunto dall'assessorato al Sostegno sociale e Sussidiarietà e dal Dipartimento per la Promozione dei Servizi sociali e della Salute nel corso del Primo Seminario operativo sulle politiche destinate alla popolazione Rom della Capitale.

    L'ASSESSORE CUTINI - L'incontro ha visto tra i partecipanti i presidenti e gli assessori alle Politiche sociali dei Municipi, le associazioni e gli operatori del territorio, esponenti delle comunità Rom e Sinte romane". Lo comunica,in una nota, il Campidoglio. "Dobbiamo impostare un rapporto basato sulla fiducia tra le istituzioni, le associazioni e le comunità Rom - ha detto l'assessore capitolino al Sostegno sociale e Sussidiarietà, Rita Cutini - lavoriamo insieme per superare da un lato la logica dei campi, e muoverci verso una politica di inclusione sociale, dall’altro per coinvolgere i cittadini romani affinché si sentano parte di un progetto di integrazione che tenga conto dei diritti di tutti. Qui il delicato compito dei Municipi che per primi si devono fare interlocutori tra la cittadinanza, le comunità e l’istituzione centrale".

    LE TESTIMONIANZE DI SUCCESSO - "Nel corso del convegno - prosegue ancora la nota - sono state presentate quattro 'testimonianze di successo' di persone Rom e Sinte che hanno avviato un percorso di inclusione nel tessuto sociale cittadino. 'Dobbiamo puntare a fare di queste esperienze la norma - aggiunto Cutini - il lavoro che ogni giorno portano avanti le associazioni e gli operatori del territorio'. Monsignor Feroci, direttore della Caritas di Roma, ricordando un prete che 'si è fatto zingaro con gli zingari, don Bruno Nicolini', ed ha ribadito 'la necessità di una nuova strategia e di una nuova politica di inclusione per Rom e Sinti'. Nel corso del seminario sono intervenuti anche esponenti di: Roma Onlus, Associazione 21 Luglio, Arci Solidarietà, Comunità di Sant’Egidio". 

    "L'IMPORTANZA DELLA SCOLARIZZAZIONE" - Al convegno ha partecipato l'Assessora alla Scuola, Infanzia, Giovani e Pari opportunità, Alessandra Cattoi, che ha acceso i fari sull’importanza della scolarizzazione dei bambini Rom. “Quando si parla di scolarizzazione Rom si parla di diritto allo studio e pertanto si opera nella direzione tracciata dalla normativa che ci obbliga a mettere in campo tutte le forze possibili per rimuovere gli ostacoli. In tal senso è opportuno analizzare i dati in nostro possesso per poi iniziare a collocare nell’orizzonte dei prossimi anni alcune azioni di sistema che ci consentano di ottenere risultati sempre migliori.

    "LOTTA ALLA DISPERSIONE" - Il dato che più deve far riflettere riguarda la frequenza che, seppure indica un progressivo incremento negli anni, ancora non soddisfa degli standard che possano farci parlare di piena scolarità. Mi pare che Roma abbia le competenze per affrontare questa situazione: abbiamo una metodologia che nel tempo si è affinata, puntando sulla progressiva responsabilizzazione delle famiglie; abbiamo un alto numero di operatori che ha sviluppato esperienza e abilità, di cui quasi il 40% appartiene alle comunità Rom e Sinti, con una formazione che costituisce un capitale per il futuro; abbiamo una struttura amministrativa capace che governa questo processo con professionalità e passione. Questa è la strada che con l’assessore Cutini vogliamo seguire”

    CAMPO SALVIATI -  Intanto è stata aperta un'inchiesta sullo sgombero del campo di via Salviati, per il quale Amnety aveva denunciato "una violazione dei diritti umani". L'annuncio è dell'associazione Nazione Rom, che attribuisce l'apertura dell'indagine all'Unar, l'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali della presidenza del Consiglio dei ministri.

    "BASTA CON L'APARTHEID" - L'associazione, che parla di vera e propria apartheid, punta il dito contro le modalità con cui si è svolto lo sgombero il 12 settembre (un mese prima il tentativo fallito). Tutto documentato in un video che le famiglie coinvolte hanno consegnato ad alcuni attivisti per i diritti umani. E poi avanzano le loro richieste: "Chiusura dell'ufficio nomadi del Comune di Roma, le dimissioni del vicecomandante della polizia municipale Antonio Di Maggio; un incontro congiunto, con carattere di urgenza, al per l'Integrazione-Unar con la conferenza delle Regioni e Province e l'Anci".


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    "Da mesi chiediamo un congresso aperto al quale possano partecipare non solo gli iscritti, ma anche gli elettori e i simpatizzanti". Così in una nota si è espresso il Coordinamento Roma per Civati al termine di una riunione per l'organizzazione del congresso: "Un congresso aperto a tutti, fatto di regole semplici, chiare e trasparenti. E da tempo Civati, parlamentare dem in corsa per la segreteria del partito, ed altri hanno fatto appello a tutti gli elettori del Pd, nessuno escluso, di iscriversi e di invitare altre persone a farlo", spiegano.

    LA PROCEDURA - Per loro, l'unico modo di allargare la "base della nostra democrazia interna e di avere una leadership autorevole, riconosciuta e pienamente legittimata". Al contrario però, per ora, a tenere banco sono le lamentele dei molti cittadini, in difficoltà nel tesseramento on-line offerto dal Pd. "In un momento in cui la partecipazione va favorita a tutti i livelli - sottolineano i membri del coordinamento -, apprezziamo lo sforzo di offrire, in aggiunta alla tessera, una serie di servizi informativi e interattivi, e sicuramente il contributo richiesto a fronte dell'intero pacchetto non può considerarsi eccessivo, anzi. Tuttavia la farraginosa procedura e l'assenza di una duplice opzione, solo tessera (con contributo minimo 20 euro) e intero pacchetto (offerto al costo di 50 euro) e di una esplicita e chiara indicazione della differenza tra l'iscrizione on line e quella ad un circolo territoriale, introduce una discriminazione tra iscritti a nostro avviso inaccettabile e lesiva dell'immagine stessa del partito".

    Ben venga quindi il modo nuovo per aderire ai democrat, una che definiscono "degna di un partito aperto e moderno. Ma che sia davvero un'opportunità in più per i cittadini e non un ulteriore ostacolo a quell'ampio tesseramento cui un grande partito popolare e di massa come il Pd deve tendere". 


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    Sono quattro gli avvisi di garanzia notificati ieri ad altrettanti esponenti di associazioni e sigle sindacali per aver manifestato insieme a donne e mamme in attesa l’8 marzo dello scorso anno in favore della piena funzionalità della casa del parto naturale ‘Acqualuce’ di Ostia. Qui infatti, a causa della mancanza di ostetriche, la lista d’attesa per partorire naturalmente, senza ricorrere al parto medicalizzato, si era allungata all'inverosimile.

     IL REATO - Il reato contestato è relativo alla violazione degli articoli 110 e 650 del codice di procedura penale e riguarderebbe “l'inosservanza di un provvedimento legalmente dato dall'autorità”. Nella realtà dei fatti quella mattina del 2012 si svolse una manifestazione, pacifica e regolarmente autorizzata alla quale presero parte molte gestanti e bambini, organizzata dal ‘Comitato a difesa della salute della donna e del bambino e dei servizi materno infantile’ per sollecitare maggiori investimenti in termini di risorse umane ed economiche per il pieno funzionamento della struttura, situata all’interno dell’ospedale Grassi. I manifestanti, però, ad un certo punto ‘si spostarono’ da via Mar dei Sargassi, nelle adiacenze del nosocomio lidense, al suo interno, più precisamente nel cortile di ‘Acqualuce’, dove si era svolto anche un incontro con il direttore dell’Unità di ostetricia e ginecologia, dottor  Pierluigi Palazzetti. Di qui il reato del quale sono responsabili, o per lo meno correi, anche donne incinte e bimbi.


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    Pini e platani secolari sottoposti al vincolo di verde storico segati in nome della metro C. Blindati della polizia che scortano i camion della ditta che esegue i lavori, fra i cittadini incatenati ai pochi alberi rimasti. Mentre il Campidoglio continua a latitare. Si fa sempre più incandescente la situazione a San Giovanni per la realizzazione della nuova linea metropolitana, la più costosa della storia. Dopo il presidio di giovedì scorso al cantiere di via Sannio, sciolto dalle forze dell'ordine, anche questa mattina una nutrita schiera di cittadini è stata sgomberata dopo aver occupato pacificamente piazzale Ipponio e bloccato per diverse ore l'abbattimento di circa 109 alberi secolari.

    proteste metro c

    I TAGLI - Nonostante le proteste, il bilancio della giornata è drammatico e conta 11 di alto valore storico e ambientale segati (5 pini, 4 platani, un olmo e un licustro). In tutto sono quasi 300 gli alberi che, secondo il progetto avallato dal Campidoglio, dovranno essere abbattuti nei prossimi giorni per far posto al cantiere della tratta T3. 109 nell'area Amba Aradam - Ipponio, 54 in villa Rivaldi, 13 in via dei Fori Imperiali, 28 in piazza Celimontana, 20 in un'area dei proprietà dell'Ama e altri 40 in via Sannio, a cui vanno sommati i 40 tagliati nei giorni scorsi: alberi, solo in minima parte, finalizzati alla realizzazione dell'infrastruttura. Ai cittadini e ai comitati era stata assicurata la sospensione dell'abbattimento almeno fino al tavolo congiunto fra comune e metro C, previsto per il prossimo 2 ottobre, ma nonostante le rassicurazioni anche oggi si è tornato a segare.

    alberi tagliati ipponio

    LE ALTERNATIVE -  Le soluzioni alternative ci sarebbero state, secondo i comitati scesi in piazza, ma dalla nuova amministrazione non sarebbero mai state prese in considerazione. "I cantieri, molto impattanti per emissioni vibrazioni e rumori - denuncia la consigliera del I municipio Nathalie Naim - sono stati spostati a ridosso di un nido che accoglie 100 bambini fra 0 e 3 anni, una scuola materna e media". Per cui invece di devastare aree verdi a ridosso di siti sensibili, potevano essere utilizzati gli spazi pubblici dati in concessione ai privati a canoni irrisori  (circa 2000 euro l’anno). “Un bene comune, come gli alberi e le zone verdi di San Giovanni - affermano in una nota congiunta diversi comitati e associazioni, fra cui Cittadinanza Attiva Lazio, Comitato Porta Asinara, Comitato San Giovanni, Salviamo Il Paesaggio e Scup - è sacrificato ancora una volta agli interessi privati, in perfetta continuità con le scelte della precedente giunta comunale. Infatti piuttosto che spostare le bancarelle di via Sannio o utilizzare gli impianti sportivi di viale Ipponio, siti in terreni di proprietà comunale - concludono i comitati - si è preferito distruggere un pezzo del nostro patrimonio storico e paesaggistico”. 

    IL SILENZIO DEL COMUNE - Il Campidoglio solo stamattina ha interrotto l'imbarazzante silenzio sul tema. E sui tagli degli alberi non legati alla realizzazione dell'opera, "ma alla cosiddetta 'logistica di cantiere", l'assessore Improta comunica di aver "dato indicazione sia a Roma Metropolitane e Metro C di verificare se sia possibile organizzarsi in maniera diversa utilizzando spazi che in questo momento sono adibiti ad ospitare attività commerciali o altro".  Più o meno la stessa promessa fatta lo scorso luglio, quando i comitati riuscirono almeno momentaneamente a rimandare gli abbattimenti. In tre mesi però, né la giunta, né la commissione Ambiente presieduta da Athos De Luca, che pure ha preso parte alle manifestazioni, hanno mai messo all'ordine del giorno la questione. Che a questo punto pare insuperabile. O già superata. Modificare le scelte già prese, a cantieri aperti, comporterebbe ulteriori spese e soprattutto delle penali. Meglio quindi aspettare per decidere cosa decidere. Non tanto, giusto il tempo di segare gli ultimi alberi rimasti.


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    Spera di non aumentare le tasse; attacca il governo che "lascia da sole le amministrazioni locali"; sogna le Olimpiadi del 2024, anche se sa che deve aspettare il prossimo 3 ottobre per sapere qualcosa di più. E' un Ignazio Marino a tutto campo quello che si è presentato oggi a Milano per l'evento "I Comuni d'Italia per l'Expo".

    LE TASSE - Sul ventilato aumento dell'Irpef il sindaco di Roma si augura che non ci sia l'aumento per riequilibrari i conti in rosso del Campidoglio: "Mi auguro di no, spero che sia sufficiente un piano di rientro pluriennale". Poi l'attacco al suo predecessore Alemanno: "Negli ultimi due anni sono stati spesi soldi che non c'erano: si è continuato a spendere come se il decreto 'Salva Italia" di Monti non fosse mai giunto nella Capitale d'Italia".

    IL BILANCIO - Ma l'inquilino del Campidoglio ricorda che è stato già avviato un confronto con il governo Letta: "Stiamo lavorando con il ministero dell'Economia e anche con palazzo Chigi perché abbiamo l'ambizione nel novembre del 2013 di presentare il bilancio previsionale del 2013". Ma c'è da fare i conti anche con il ritardo accumulato. Il suo obiettivo "è rimettere Roma sui giusti binari della capitale d'Italia" e, ha detto, "in questo stiamo avendo un aiuto pieno da parte del governo".

    L'IMU INDISPENSABILE - Un plauso al suo omologo di Torino, Piero Fassino, cha a lungo ha insistito "sull'allarme per il mancato gettito dell'Imu: è necessario che nelle prossime ore venga versata la prima rata dell'imposta come promesso". Da quei soldi, infatti, dipendono "tutte le forme di assistenza e di servizio che servono nelle nostre città e siamo davvero in difficoltà, ammette il sindaco della Capitale.

    "REATO ABBANDONARE COMUNI" - Ma il nemico non è solo chi l'ha preceduto a palazzo Senatorio. Perché "i Comuni sono di fatto il punto in cui la politica è più vicina alle necessità dei cittadini. Lasciare i Comuni soli è quasi un reato, una mancanza e omissione di assistenza nei confronti delle esigenze principali per la vita dei cittadini". Per questo il primo cittadino di Roma auspica "che la prima parte dei fondi che il governo deve ai Comuni venga rilasciato nelle prossime ore: c'è un'urgenza non più procastinabile".

    LE OLIMPIADI - Mentre ogni riflessione sulla candidatura alle Olimpiadi del 2024 "è rinviata alla riunione che Giovanni Malagò avrà qui a Milano il 3 ottobre", spiega Marino dopo l'incontro con il suo collega di MIlano, Giuliano Pisapia. Per l'evento che Roma sogna già da tempo si può aspettare. Per i soldi no.


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    Il segno è ancora meno. Su fiducia, fatturato e ordini. E, a sei anni dall'inizio della crisi economica, per le imprese delle regione, la notizia sarebbe se il segno fosse opposto. La fotografia sullo stato di salute delle aziende arriva da FederLazio, con un'indagine congiunturale pubblicata ieri.  Il 64,8% di loro non vede la luce in fondo al tunnel, in crescita di 17 punti rispetto al semestre precedente. Lo studio è stato effettuato su 350 società, ma per l'associazione di categoria basta per rivelare tutti i rischi connessi a un mercato fermo da troppo tempo.

    POLITICA SOTT'ACCUSA - Secondo l'indagine, nei primi sei mesi del 2013, sul banco degli imputati finisce soprattutto la politica degli annunci: provvedimenti che riempiono le pagine dei giornali, ma "mai adottati". Promosso il governo regionale: 7 persone su 10 apprezzano soprattutto lo sblocco di una parte dei debiti della pubbliche amministrazioni. Almeno un segno più però c'è: è quello che riguarda le imprese secondo cui il peggio debba ancora venire, una percentuale che scende da 26,3 punti a 13,6.

    Il saldo di opinioni sull'andamento degli ordinativi, invece, restando ancora negativo ma si attenua rispetto alla seconda parte del 2012: si passa da -34 a -29%. Cresce ancora quello sull'andamento del fatturato: -43, in crescita del 14%. Migliora invece il capitolo delle opinioni sugli ordinativi del mercato estero. A fare da traino l'Unione europea, che registra un solido +20. La nota dolente è l'Italia. Recupera 4 punti, da -36 a -32, il saldo di opinioni sull'andamento della produzione nel primo semestre 2013

    L'OCCUPAZIONE - Nove su 10 hanno aumentato i dipendenti, ma cresce anche chi l'ha ridotta (1 su 4). Il saldo di opinioni sull'occupazione resta quindi negativo, peggiorando di 2 punti. La maggioranza relativa, uno su tre, però spetta sempre a chi l'organico lo lascerà inalterato. L'attesa per gli ordini, nonostante tutto, potrebbe crescere, dicono convinti da FederLazio: resta un segno meno, ma in recupero di 10 punti. Grande attese degli imprenditori sempre dai paesi extra Unione europea. La previsione di investimento è pari al 26,8%.

    LE PA - A preoccupare sono sempre le pubbliche amministrazioni, il 17%, e i "ritardi dei pagamenti da parte dei clienti privati", circa un terzo. 16,7% passa al 17,0%. Aumenta, invece, il problema della "impossibilità di partecipare agli appalti" (6,6% all'8,7%). Una soluzione potrebbe essere la diminuzione della pressione fiscale, vista come un "il primo vincolo alla competitività". Sul fronte interno, per non perdere terreno rispetto agli avversari, si ricorre al taglio dei costi di gestione: è l'azione principale per il 29,3% delle  imprese   per contrastare la crisi. Così il 12%  è ricorso alla "riduzione del personale".

    IL PRESIDENTE - "Sembrerebbe che qualcosa si stia muovendo, solo che le nostre imprese non se ne accorgono". E' questo il commento del presidente di Federlazio, Maurizio Flammini. Commentando l'indagine congiunturale, si dice convinto che "la crisi, lentamente, sta frenando la sua corsa e che il ritmo di contrazione dell'economia è in leggera attenuazione". Secondo il numero uno dell'associazione di categoria "il quadro ribadisce quei leggeri segnali di un rallentamento nella velocità della crisi". "Il punto più problematico è rappresentato dall'estrema debolezza del mercato nazionale: è qui che si annidano le principali criticità ed è qui che l'andamento della crisi non sembra aver registrato miglioramenti". 


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    Al termine della seduta straordinaria dedicata all'emergenza rifiuti, il consiglio regionale  ha approvato una risoluzione, proposta dalla maggioranza ed avente come prima firma il consigliere Marco Vincenzi (Pd), che impegna la giunta "ad intraprendere il percorso delineato dal presidente Nicola Zingaretti in merito alla strategia del ciclo dei rifiuti, a seguire direttamente il processo di chiusura di Malagrotta ed il suo conseguente risanamento, a far rispettare le condizioni di operatività della discarica di Falcognana in merito alla durata temporale limitata della sua funzione, alla quantità dei materiali conferiti, alla riduzione dell'impatto sulla viabilità stradale, alla garanzia che questi siano completamente trattati, infine al divieto assoluto di prevedere qualsiasi ampliamento della discarica".

    E ancora: "a facilitare tutte le forme di partecipazione dei cittadini al controllo e verifica delle condizioni di operazione della discarica di Falcognana, in ottemperanza alle specifiche per cui è stata autorizzata, mediante la creazione anche di un comitato di controllo di rappresentanti dei comitati dei cittadini, delle istituzioni e degli operatori coinvolti nel trattamento dei rifiuti della discarica; a garantire l'accesso e la trasparenza di tutti i dati relativi ai parametri ambientali e di salute dell'area della Falcognana, anche mediante pubblicazioni on-line; a perseverare nel promuovere la raccolta dei rifiuti differenziata porta a porta nel Comune di Roma e nel Lazio, attivando tutte le risorse finanziarie disponibili ed infine, la risoluzione impegna la Giunta a promuovere, di concerto con il Consiglio Regionale, iniziative di legge e proposte al fine di garantire la riduzione alla fonte delle produzioni degli scarti di lavorazione e packaging, di contenere gli sprechi alimentari ed i rifiuti di confezionamento".


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    Balotelli, Howe, Ogbonna, Okaka, tutti calciatori e per questo più famosi di altri ma il caso di atleti italiani nati da genitori stranieri è ben più ampio e più complesso di quello che appare. Il caso della nuotatrice italiana di dieci anni, figlia di genitori tunisi cui è stato impedito di partecipare ad una gara questa estate,ha riperto il confronto anche all'interno delle federazioni, amplificato dalle sempre più frequenti intolleranze razziste dei tifosi, soprattutto nel calcio dove i supporter romanisti e laziali hanno un ruolo da protagonisti.

    NESSUNA REGOLA- Il cricket si è mosso 10 anni fa, il badminton ha scritto al Presidente Napolitano, le acque del nuoto sono già "internazionali" la scherma apre le proprie competizioni a tutti, nell'atletica già vanno in gara numerosi ragazzi extracomunitari: la presenza di questi atleti, soprattutto se minorenni, è un tema con cui le federazioni sportive, in misure e modi diversi, si confrontano ogni giorno.

    MODELLI DIVERSI- Il caso della nuotatrice tunisina di 10 anni nata in Italia ma che non ha potuto gareggiare insieme alle compagne della squadra di nuoto sincronizzato, perchè straniera, ha portato l'argomento sotto i riflettori ed è diventato l'occasione per una riflessione "interdisciplinare". La presenza di atleti minorenni extracomunitari in campo viene gestita in maniera differente a seconda delle esigenze e delle norme. La questione di far gareggiare atleti minorenni extracomunitari nel nostro Paese, si è posto più urgente nelle federazioni dove il numero degli stranieri è maggiore, come il cricket, sport dove i praticanti italiani sono addirittura in minoranza: "Noi abbiamo moltissimi praticanti stranieri minorenni -dice  il presidente della federazione cricket, Simone Gambino- quindi è un problema che sentiamo da sempre"."Dopo aver fatto presente al Coni la nostra situazione, dieci anni fa nel nostro regolamento organico, per la precisione all'articolo 99, oltre ad atleti italiani e stranieri abbiamo aggiunto una terza categoria, quella degli stranieri residenti in Italia da almeno 5 anni", dice il numero 1 del cricket italiano che poi prosegue: "Nel nostro campionato le squadre, che sono composte da 11 giocatori, schierano 4 atleti italiani, 2 stranieri e 5 che non sono ancora italiani ma risiedono nel nostro Paese, che tra l'altro sono circa il 70% dei nostri praticanti". 

    MODELLI DA SEGUIRE- Sono circa 10.000 invece gli extracomunitari, soprattutto asiatici, che praticano il badminton in Italia, sottolinea Alberto Miglietta presidente della Federazione: "Gli stranieri nati in Italia possono essere tesserati dalle società e partecipare a qualsiasi attività e torneo di badminton tranne che ai campionati italiani. La federazione italiana badminton è stata la prima, due anni fa, a scrivere al presidente della Repubblica chiedendo di istituire una sorta di cittadinanza italiana sportiva per gli stranieri per consentire loro di giocare nel nostro Paese". Meno numerosa la presenza degli extracomunitari nella scherma, che comunque lascia gareggiare i ragazzi stranieri nelle competizioni nazionali, compresi i campionati italiani, come conferma il presidente federale Giorgio Scarso: "Un caso come quello capitato alla Fin a noi non è mai successo. Ci è capitato però di far gareggiare alcuni ragazzi albanesi adottati da italiani agli "assoluti", sono scesi in gara sotto la bandiera del loro Paese, ma anche qualora avessero vinto la gara, il titolo italiano lo avrebbe comunque vinto il primo azzurro in classifica". Anche nell'atletica casi come quello della ragazza tunisina, non si sono mai verificati anche se sottolinea il presidente della Fidal, Alfio Giomi, "nell'atletica vanno in gara numerosi ragazzi extracomunitari, che sono tesserati con le nostre società senza nessun problema. Il problema potrebbe sorgere, quando qualcuno di questi ragazzi meriti di arrivare in nazionale, perchè fino ai 18 anni, non potendo avere la cittadinanza non possono essere convocati".

    Chiamato direttamente in causa dal fatto della nuotatrice tunisina il presidente della Federnuoto Paolo Barelli chiarisce la posizione della federazione: "Si è montato un caso che non esiste. Noi non abbiamo ricevuto nessuna richiesta da parte del padre della ragazza di poter gareggiare a qualsiasi gara; qualora ci fosse pervenuta, l'avremmo senz'altro accolta". Il numero uno della Fin spiega la situazione dei regolamenti federali: "Noi nell'ottobre dello scorso anno abbiamo cambiato il nostro statuto e successivamente il regolamento organico che è in attesa di essere approvato dal Coni. Ma le deroghe per poter far gareggiare ragazzi che non hanno la cittadinanza italiana già ci sono", dice Barelli. "Sono tantissimi i ragazzi stranieri che risiedono nel nostro Paese che giocano nel campionato di pallanuoto o competono nelle altre discipline della nostra federazione. Non voglio entrare in polemica con il padre della bambina ma se si fosse rivolto a chi di dovere, quindi alla federazione o al comitato regionale Veneto, la ragazza avrebbe potuto competere insieme alle sue compagne", conclude. 


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    Nella notte in consiglio regionale e' stata approvata la risoluzione presentata dai gruppi di maggioranza con la quale si prende atto della decisione del commissario Goffredo Sottile di individuare ''Falcognana come unico sito idoneo allo smaltimento'' dei rifiuti, si ribadisce ''la piena fiducia nell'operato del presidente Zingaretti e dell'assessore Michele Civita'' e si sottolinea la ''ferma volonta' di uscire dalla situazione di emergenza'', la necessita' di individuare ''un sito idoneo all'interno del Comune di Roma, ritenendo ingiusto il trasferimento di tale onere verso gli altri territori laziali''.

    LE RISOLUZIONI - Dopo un lungo dibattito, seguito alle comunicazioni del presidente della Regione, Nicola Zingaretti, con gli interventi di 27 consiglieri, il consiglio regionale ha affrontato la discussione di 21 proposte di risoluzione presentate dai diversi gruppi consiliari. Nella risoluzione presentata dalla maggioranza si sottolinea inoltre che la nuova discarica non ''dovra' aggravare le condizioni di salute e ambientali del territorio'', dovra' avere dimensioni contenute e dovra' avere carattere temporaneo.

    LA COMMISSIONE SPECIALE - La risoluzione inoltre propone l'istituzione di una commissione consiliare speciale con compiti di studio e ricerca sui temi relativi alla chiusura di Malagrotta e sulla riqualificazione dell'area, ma anche sull'attivita' temporanea del sito di Falcognana. Il consiglio regionale impegna la Giunta regionale su vari punti: dalla chiusura del ciclo dei rifiuti, al ripristino dell'area di Malagrotta, al ritiro dell'Autorizzazione integrata ambientale rilasciata dal commissario Sottile per Monti dell'Ortaccio, alla garanzia che la discarica di Falcognana sia limitata dal punto temporale, da quello della quantita' e della qualita' dei rifiuti che saranno conferiti.

    IL COMITATO PARTECIPATO - Nel documento, inoltre, il consiglio riprende e fa propria la proposta del presidente di istituire un ''comitato di controllo'', con la partecipazione dei cittadini della zona. Tutti i dati relativi alla nuova discarica dovranno essere consultabili on line. Infine la risoluzione approvata ripropone i temi dell'aumento della raccolta differenziata e del sostegno alle amministrazioni locali che si impegnano in questo senso, con esplicito riferimento al Comune di Roma. Particolare attenzione viene posta a iniziative legislative sulla riduzione dei rifiuti, sul contenimento degli sprechi e su riciclo. Bocciate, al contrario, le mozioni presentate dal gruppo Pdl, da FdI, da La Destra, dalla Lista Bongiorno e dalla Lista Storace che prevedevano il ''no'' della Regione alla discarica di Falcognana. Voto negativo anche su una risoluzione di tutte le opposizioni che chiedeva la revoca dell'incarico all'assessore Civita e su una risoluzione presentata da La Destra e dal M5S sulla riqualificazione della Valle Galeria e sull'effettiva chiusura della discarica di Malagrotta. Approvate, invece, sei risoluzioni presentate dal M5S sulla partecipazione dei cittadini alla fase di elaborazione del piano rifiuti, sulla riduzione dei rifiuti alla fonte, sugli incentivi per il riuso, sullo sviluppo di centri di riciclo di alta qualita', sugli incentivi al compostaggio aerobico domestico e di quartiere, sulla situazione degli impianti di Tmb nella Provincia di Latina.

    INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITA' - Su proposta del presidente Zingaretti la questione delle infiltrazioni della criminalita' organizzata nel ciclo dei rifiuti, con particolare riferimento alla discarica di Borgo Montello, a Latina, oggetto di un'altra risoluzione, sara' al centro di una seduta specifica delle commissioni Ambiente e Lotta alla criminalita'. Sono state respinte, inoltre, altre quattro risoluzioni presentate dal Movimento 5 Stelle, che riguardavano vari temi, dal no al sito di Falcognana, alla questione degli impianti a biomasse, all'utilizzo di combustibile derivato da rifiuti negli impianti industriali. Due ulteriori mozioni del M5S, infine, sono state ritirate prima della discussione. L'ultima e' stata dichiarata assorbita dalla mozione di maggioranza. 


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