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    Dopo la settimana di stop, la Lazio è pronta a scendere il campo per il suo esordio stagionale. Il XV di Alfredo De Angelis sabato alle 16:00 andrà a far visita al Petrarca Padova, quinta forza della scorsa Eccellenza e reduce dalla sconfitta alla prima di campionato in casa de I Cavalieri.

    OBIETTIVI- Per la trasferta in Veneto coach De Angelis si aspetta di vedere una buona partita da parte dei suoi, nonostante la Lazio non parta con i favori del pronostico: Partiamo certamente sfavoriti, ma con la voglia di fare bella figura e di provare a portare a casa qualche punto”, ha detto l’allenatore biancoceleste. “Padova non è mai un campo facile, questo si sa. Loro si sono rinforzati e vorranno sicuramente rifarsi della sconfitta di Prato. Questo, però, non ci preclude la possibilità di fare bene la nostra parte e iniziare la stagione con una bella prova”. 

    LA FORMAZIONE- Nel XV scelto per il match di sabato ci sono ancora due o tre nodi da sciogliere per affaticamenti e infortuni vari. Nel triangolo allargato ci saranno Tartaglia, Sepe e Rubini; questi ultimi due ancora in dubbio dopo la trasferta in Romania con la Nazionale Seven. Maglia numero dodici al nuovo acquisto Troy Nathan, che ha impressionato positivamente in tutto il precampionato; al suo fianco ci sarà Lo Sasso, con Giangrande e Bruni in mediana. Per quanto riguarda gli avanti, la prima linea sarà composta da Pietrosanti, Fabiani e Pepoli. Insieme a capitan Colabianchi in seconda linea esordirà Nick Civetta. Terza linea formata da Ventricelli, Riccioli e Dionisi, in attesa, ancora, del rientro di Claudio Mannucci.


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    Sono pronti alle dimissioni come i loro colleghi parlamentari i consiglieri regionali del Pdl. Qualora la Giunta per le elezioni dovesse decretare l'estromissione di Silvio Berlusconi dal Senato e dal partito dovesse arrivare l'invito a estendere la "protesta" e aule consiliari regionali, il gruppo Pdl alla Pisana lo accoglierebbe immediatamente. "Seguiremo la linea che sarà fissata dai vertici del partito", come conferma il capogruppo Pdl alla Pisana Luca Gramazio, "Seguiremo la linea che sara' fissata dai vertici del partito".


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    Destro finalmente in campo. Questa è la buona notizia del giorno che viene da Trigoria. Scarpe da ginnastica al posto degli scarpini ma l’attaccante della Roma torna finalmente sul terreno di gioco per un cammino che lo porterà al pieno recupero dopo mesi di lontananza. Il ritorno è ragionevolmente previsto per la dopo la pausa di fine novembre. Differenziato e corsa leggera per lui anche per testare la risposta del ginocchio alle sollecitazioni. La Roma non ha fretta, il buon momento che sta attraversando gli consente di dare all'attaccante azzurro tutto il tempo per non rischiare ricadute pericolose. 

    DAL CAMPO- La squadra è scesa in campo verso le 11. Assenti i nazionali Florenzi, Balzaretti, Strootman, Benatia, Pjanic, Gervinho e Torosidis. Divisi in due gruppi, con aggregati alcuni elementi della Primavera, i giocatori sono stati impegnati in esercizi di circolazione di palla. Assenti De Rossi e Totti. Quest'ultimo ieri si è sottoposto ad ecografia per un indolenzimento del gluteo che ha allarmato tutti ma che non dovrebbe impedirgli di essere presente per la sfida con il Napoli di venerdì 18 ottobre.  


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    Beni per un valore complessivo di circa un milione e mezzo di euro sono stati sequestrati dalla Direzione Investigativa Antimafia di Roma e della Sezione di Catanzaro, a seguito di una ordinanza emessa dalla Corte di Appello del capoluogo calabrese. Si tratta di un sequestro preventivo di beni finalizzato alla confisca nei confronti del cinquantaduenne Saverio Razionale, attualmente latitante, originario del comune di San Gregorio d’Ippona (VV), definitivamente condannato dalla citata Autorità Giudiziaria per associazione di tipo mafiosa, esponente di spicco della cosca dei “Fiarè-Razionale”. I sigilli sono stati apposti a 6 villette a schiera, ubicate nella zona mare del comune di Briatico (VV) - tra le quali un ex casello ferroviario ristrutturato – e di 2 autovetture. Le indagini del Centro Operativo della Dia, hanno dimostrato la netta sproporzione tra i redditi dichiarati al Fisco dal Razionale e le proprietà a lui riconducibili, sia in maniera diretta sia indiretta.

    LA COSCA - La cosca “Fiarè-Razionale”, a partire dagli anni ’80 e sino ai primi del 2000, è stata ritenuta responsabile di numerosissimi episodi delittuosi nella zona del vibonese, che vanno dall’illecita gestione di pubblici appalti (soprattutto nel settore edilizio), all’usura ed alle estorsioni, compiuti con modalità particolarmente efferate, attraverso azioni di intimidazione e di sangue, che hanno visto quale protagonista il Razionale, ferito nel 1981 nell’agguato mortale dell’allora capo clan Giuseppe Gasparro, indagato come mandante dell’omicidio di Francesco Fortuna, autore di un precedente episodio delittuoso, avvenuto nel 1988. A seguito di tali vicende, il Razionale si trasferì nel capoluogo laziale, dandosi alla latitanza nel momento in cui la sentenza di condanna a suo carico diveniva definitiva con la pronuncia della Suprema Corte di inizio anno.


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    "La cittadinanza alla nascita non alla morte", "Quanti altri morti per cambiare la legge...?", "Dignita' alle nostre esistenza", "Siamo morti per un sogno che non si avvera". Questi gli striscioni esposti dai giovani eritrei che stanno partecipando al sit-in organizzato in piazza del Campidoglio da EYSNS Italy (Eritrean Youth Solidarity for National Salvation Italy) dopo le vittime di Lampedusa. "Siamo qui - spiegano - per chiedere che venga rivista la legge sull'immigrazione, che venga creato un corridoio umanitario per permettere ai migranti bloccatiin 'paesi terzi' di giungere legalmente in Europa, e infine che venga rafforzata la politica di accoglienza europea". "Quella di Lampedusa - concludono - era una tragedia annunciata".


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    Per il regista e sceneggiatore Carlo Lizzani camera ardente oggi nella sala della Protomoteca in Campidoglio fino alle 19. All'apertura è intervento anche il presidente della regione Zingaretti. "Abbiamo perso un grande Maestro, un protagonista della storia del cinema che ha lasciato un vuoto grandissimo nel mondo della cultura italiana – ha dichiarato Zingaretti - Ci mancheranno il suo sguardo limpido alle cose, la passione civile che ha animato i suoi film, la sua ricerca, la sua curiosità intellettuale, e non da ultimo quello speciale tratto umano, caratterizzato dalla disponibilità all’ascolto e dalla buona educazione che è dote sempre più preziosa e rara da incontrare. Nessuno dimenticherà il grande contributo che con il suo lavoro ha dato al nostro Paese. Alla sua famiglia e a tutte le persone che lo hanno conosciuto e amato nel corso della sua lunga vita vanno tutta la mia vicinanza e le mie più sincere e sentite condoglianze in questo momento di profondo dolore".

    LA CERIMONIA - Alle 17.30, una cerimonia laica, sempre in Campidoglio, introdotta dal figlio Francesco che vedra' l'intervento del teologo valdese Paolo Ricca e la presenza del sindaco, Ignazio Marino, e quella di Walter Veltroni ex segretario del Partito Democratico e amico di famiglia. Da parte di Francesco Lizzani e della figlia Flaminia anche qualche riga per spiegare meglio lo spirito di questa cerimonia laica: ''Alle 17 - si legge nella lettera dei figli del regista - avra' inizio non una commemorazione celebrativa, non una ricostruzione biografica. Cercheremo invece di onorare nostro padre con un funerale laico. Questa e' la circostanza che va affrontata. E il modo di affrontarla secondo un concetto pieno e completo di laicita' e' un modo inclusivo e non alternativo alla dimensione spirituale dell'uomo. A questo concetto di laicita' noi intendiamo ispirarci, secondo lo spirito di una costituzione piu' antica ma perfino piu' giovane della nostra e cioe' la Costituzione Mazziniana della Repubblica Romana del 1848; una costituzione che non aveva bisogno di tutele concordatarie per dare spazio e liberta' alla coscienza religiosa. Per tali ragioni questa pubblica meditazione si svolgera' nel luogo che simbolicamente meglio la puo' rappresentare e che stava a cuore di nostro padre. In questo contesto siamo felici di ricevere una parola del Teologo Valdese Paolo Ricca amico fraterno di famiglia. E il resto seguira' spontaneamente''. La salma di Carlo Lizzani verra' trasferita domani al cimitero romano di Prima Porta in attesa della cremazione secondo le volonta' dello stesso regista.


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    Seduta mattutina dedicata alla preparazione fisica e lo scarico strutturale per la Lazio che questa mattina si è ritrovata a Formello. Lavoro in palestra, esercizi posturali per tutti sotto il controllo di Tare molto attento, vista la lunga lista di infortuni, a curare questo aspetto.

    IL CAMPO- Assenti i nazionali Marchetti, Candreva, Berisha, Cana, Lulic, Onazi, Hernanes Biglia e Gonzalez il mister ha chiamato molti giovani della Primavera tra i  quali Elez, Pollace, Serpieri e Filippini. Konko, Pereirinha e Radu hanno svolto lavoro differenziato insieme al preparatore Fonte.  Il romeno, che oggi ha “appesantito” i carichi di lavoro spera di tornare in campo per il 27 ottobre nella gara contro il Cagliari. Per quanto riguarda il bomber tedesco, Klose è previsto il ritorno in campo la prossima settimana.

    TEST - Oggi alle 16 la Lazio scenderà in campo per una amichevole contro l’Aprilia. Gara voluta da Petkovic per mantere alto il livello atletico e la concentrazione vista la lunga sosta per la nazionale. Visto l’altalenamento andamento della squadra,  il mister vuole massimo impegno da parte di tutti e la gara verrà svolta a porte chiuse.


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    Domani sarà la prima giornata di mobilitazione generale della scuola, al grido di "Non c'è più tempo" gli studenti scenderanno in piazza in tutt'Italia per reclamare più sostegno al diritto allo studio e per la scuola pubblica, contro le politiche di austerità e di tagli. L'appuntamento è alle 9 in piazza della Repubblica. "Scendiamo in piazza perché vogliamo essere priorità politica nell’agenda di questo paese - si legge nel comunicato degli studenti -  Intanto le statistiche Ocse si commentano da sole: il sistema scolastico Italiano è negli ultimi posti, sempre più definanziato e provato da 10 anni di politiche di austerità. Noi crediamo che una alternativa esista e possa partire dalle scuole e dalle università di questo paese. Scenderemo in piazza per gridare no alle politiche di austerità, no alle logiche di mercato nelle scuole, no ai test Invalsi, no al contributo volontario, per rivendicare una legge nazionale sul diritto allo studio, per delle scuole come comunità realmente partecipate e democratiche, per raggiungere gli standard europei sui finanziamenti in istruzione, per scuole ed università aperte ed accessibili, per un reddito di formazione, perchè vogliamo scuole che non ci crollino in testa".

    OGGI IL FLASH MOB A TERMINI - Oggi la Rete degli studenti medi, che ha promosso l'iniziativa di domani, sara' alle ore 14 alla stazione Termini con un flash mob per lanciare lo slogan della manifestazione nazionale: "distribuiremo pennarelli per scrivere su un telo bianco le idee, i pensieri, degli studenti sulla nostra scuola. Tutte quelle idee che saranno domani al centro della mobilitazione studentesca nazionale". "Alle 14 a Termini e in molte altre citta' italiane - dichiara Daniele Lanni, Portavoce Nazionale della Rete - oggi si svolgeranno flash mob in avvicinamento a domani, data di mobilitazione studentesca nazionale da noi lanciata. Distribuiremo colori, per far scrivere idee, pensieri e parole sulla scuola pubblica. Siamo convinti che scrivendo scuola, scrivendo come la si vuole, come la si cambia, in realta' si sta scrivendo il nostro futuro. Si scrive scuola, si legge futuro. Domani saremo in piu' di 50 piazze in tutta Italia, per difendere la scuola, per migliorarla, per rimettere al centro le nostre idee, quelle che sono state scritte con i colori sul nostro telo, e quelle che ci sono state inviate rispondendo al nostro invito di scrivere le proprie idee sulla lavagna della propria classe. Domani gli studenti di tutta Italia torneranno finalmente protagonisti".

    IL PERCORSO - Il corteo percorrerà via delle Terme di Diocleziano, via Giovanni Amendola, via Cavour, piazza dell'Esquilino, via Liberiana, piazza Santa Maria Maggiore, via Merulana, via dello Statuto, piazza Vittorio Emanuele II, via Conte Verde, viale Manzoni, via Giovanni Giolitti, piazza di Porta San Lorenzo, piazzale Tiburtino, via Tiburtina, via dei Marruccini, piazzale Aldo Moro e viale delle Scienze.

    L'ACCAMPAMENTO DEL 18, LA MANIFESTAZIONE DEL 19 OTTOBRE - Sabato 19 ottobre sarà la volta della manifestazione lanciata dai movimenti per il diritto all'abitare, sostenuta da Cobas, No Muos e No Tav . "Il rischio infiltrati esiste ma spero sia isolato - ha detto il prefetto, Giuseppe Pecoraro, al termine del Comitato per l’ordine e la sicurezza, in merito alla possibilità che siano presenti "infiltrati" alla manifestazione che si svolgerà nella Capitale il 19 ottobre. "I promotori si daranno da fare per isolare gli infiltrati, un segnale positivo per noi e per le forze dell'ordine. Noi prendiamo in esame tutti gli scenari prevedibili e una di questa è la presenza di infiltrati", ha aggiunto il prefetto. "Mi auguro sempre che queste voci non siano veritiere - ha aggiunto il prefetto - è ovvio che viviamo in un momento delicato e ci può essere qualcuno che vuole alzare la testa ma ci siamo prefigurati tutti gli scenari". "Ci prefiguriamo una manifestazione dura ma pacifica. Dura perché chi parteciperà vorrà far conoscere le difficoltà che vive ma ci sarà ovviamente il tentativo e la volontà di prevenire atti di violenza", ha aggiunto Pecoraro. "Per i cortei ci aspettiamo una grande affluenza, soprattutto per il 19, 10/15mila persone ma non escludiamo possano essere di più - ha detto il prefetto. Per Pecoraro "il corteo del 18 andrà scemando e ci sarà un concerto a San Giovanni. Non dovremmo avere ipotesi di contrasti e confronti vista la non presenza dei tifosi del Napoli. Per sabato 19 abbiamo fatto un percorso che va da San Giovanni a Porta Pia mentre venerdì 18 da piazza della Repubblica a San Giovanni". "Il Comune ha autorizzato l'accampamento dei manifestanti il 18 sera a piazza San Giovanni", ha concluso il prefetto Giuseppe Pecoraro. I manifestanti, infatti, al termine della manifestazione del 18 ottobre si accamperanno in piazza San Giovanni per attendere la partenza del corteo del 19 ottobre che partirà nel pomeriggio.

    L'APPELLO DELLA CONFCOMMERCIO - Contro i possibili disagi che il corteo del 19 ottobre potrebbe recare agli esercizi commerciali a ridosso del percorso della manifestazione, la Confcommercio di Roma lancia un appello alla città. "Siamo preoccupati per il corteo che sfilerà sabato prossimo - dichiara il presidente Giuseppe Roscioli - Faccio un appello a tutti i manifestanti: abbiano rispetto per chi lavora e per chi vive in questa città. Roma - prosegue Roscioli - si trova ad essere teatro di manifestazioni e proteste in un momento già difficile e questo non aiuta, né i commercianti, né i cittadini, né i turisti. Ci sono state già diverse manifestazioni che in passato hanno messo la città a ferro e fuoco". Per il futuro la Confcommercio lancia una proposta: quella di far svolgere le manifestazioni la domenica, così da creare meno disagi per turisti e commercianti. 'Il sabato è la giornata dedicata alla famiglia, si esce con i bambini ed è la giornata più intensa per il commercio, perciò la manifestazione è un danno molto grosso sia per i residenti sia per i commercianti, che per i turisti. Capisco la problematica di non bloccare Roma dal lunedì al venerdì ma forse spostandola alla domenica avremmo risolto il problema. La domenica il traffico è inferiore, i negozi sono quasi tutti chiusi e quindi l'impatto sarebbe meno devastante''.


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    Due mariti violenti sono stati arrestati dai carabinieri nelle ultime 24 ore. Le accuse per i due arrestati, (un romano di 48 anni e un cittadino dello Sri Lanka di 47 anni) sono di lesioni personali e maltrattamenti in famiglia.

    GLI EPISODI - Il primo episodio risale all’altra sera quando il cingalese con la moglie e la figlia si trovavano nella loro abitazione di via Bagnera, nel quartiere Portuense. A scatenare la furia del 47enne è stato il rifiuto della moglie a consegnargli 200 euro: in presenza della figlia minorenne, le ha sferrato calci e pugni per poi scaraventarla sul mobile dove erano custoditi i risparmi della donna che dopo averli rubati è fuggito. La vittima è riuscita a chiamare il 112 ed i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma appena sono arrivati hanno trovato la donna con il volto insanguinato e con ferite alla gamba mentre il marito è stato subito bloccato e ammanettato con le accuse di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Il secondo episodio risale a ieri mattina quando in un’abitazione di via Valle Muricana, in zona Cassia, i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della compagnia Roma Cassia hanno arrestato il 48enne, romano, per maltrattamenti in famiglia. L’uomo, già conosciuto alle forze dell’ordine, al culmine dell’ennesima discussione per motivi sentimentali (poiché sono separati in casa) ha aggredito la moglie che ha chiamato i Carabinieri che hanno ammanettato il suo aguzzino. I due sono stati tradotti presso il carcere di Regina Coeli, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


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    Avrebbero chiesto mazzette per chiudere un occhio su presunti abusi edilizi in lavori di ristrutturazione della nota enoteca in via della Luce a Trastevere dei fratelli Bernabei. Per questo quattro vigili urbani (Duilio Valente, Antonio De Stefanis, Giancarlo Vicari e Spartaco Pierotti) in servizio al primo gruppo e il Francesco Belmonte geometra sono stati rinviati a giudizio dal gup Maria Grazia Benedetti che ha così accolto le richieste dei pm Laura Condemi e Ilaria Calò. Il processo inizierà il 21 gennaio davanti alla II sezione del tribunale penale collegiale. Nel procedimento si sono costituiti parte civile il Comune di Roma, i fratelli Bernabei, assistiti dall’avvocato Donatella Amicucci, nonché altre tre persone che avrebbero subito le pretese dei vigili infedeli. oncorso in concussione il reato contestato a tutti e cinque in relazione a 30mila euro che i vigili si sarebbero fatti dare paventando controlli sulla regolarità dei lavori eseguiti nella sede della società dei fratelli Bernabei. I fatti esaminati dalla Magistratura risalgono al periodo maggio 2010-giugno 2011. In particolare Vicari, insieme con un collega, avrebbe attestato falsamente, pochi giorni dopo il versamento dei 30mila euro, la corrispondenza dei lavori in corso, sia con la Dia, sia con la variante in corso d'opera, sia con la dichiarazione di conformità a firma di Belmonte. Lo stesso Vicari, assieme a Pierotti, avrebbe fatto un successivo sopralluogo al “fine di estorcere altro denaro a Silvio Bernabei”. A Valente e Belmonte è contestato anche il concorso in concussione anche in relazione a 12mila euro pretesi, ed ottenuti, dai proprietari di un appartamento di Trastevere, oggetto di abusi, per ottenere il dissequestro dell'immobile. 


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    Errore nella medaglia ufficiale del I anno di Pontificato di Papa Francesco, coniata dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato Italiano, in vendita da ieri. Il retro della medaglia, come si legge nel certificato di garanzia, dovrebbe riportare nell'incisione un'espressione tratta dalle Omelie di san Beda il Venerabile: VIDIT ERGO JESUS PUBLICANUM ET QUIA MISERANDO ATQUE ELIGENDO VIDIT, AIT ILLI SEQUERE ME. Ma al posto della lettera "J" di Jesus nella medaglia è stata incisa una lettera "L".La conferma arriva dalla sala stampa Vaticana, interpellata da Omniroma. 
    La frase, incisa intorno alla raffigurazione della chiamata di Matteo, segnò il giovane Jorge Mario Bergoglio quando, diciassettenne, nella festa di san Matteo del 1953, sperimentò in un modo del tutto particolare la presenza amorosa di Dio nella sua vita. In seguito ad una confessione, egli si sentì toccare il cuore ed avvertì la discesa in esso della misericordia di Dio che, con sguardo di tenero amore, lo chiamava alla vita religiosa, sull'esempio di sant'Ignazio di Loyola.
    La medaglia è stata coniata in oro, argento e bronzo, con un diametro di 44 mm., ed è opera dell'artista Mariangela Crisciotti.


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    Gestione associata dei servizi a livello intercomunale ed integrazione sociosanitaria: questi i due pilastri alla base della proposta di legge, attesa da tredici anni e approvata dalla giunta regionale del Lazio sul "Sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali della Regione", che recepisce la legge 328/00 e che ha come obiettivo quello di riorganizzare l'intera rete dei servizi sociali regionali rendendoli più efficienti ed efficaci sotto il profilo della gestione, della programmazione e della spesa, con una maggiore attenzione ai bisogni delle persone più deboli, sia dal punto di vista sociale che sanitario. Questo passo in avanti verso un nuovo modello di welfare è stato presentato oggi nella sede della giunta regionale, in via Cristoforo Colombo, dal governatore del Lazio, Nicola Zingaretti e dall'assessore alle Politiche sociali, Rita Visini.

    SOCIALE INTEGRATO ALLA SANITA' - Il sistema regionale del welfare riformato garantirà un raccordo più forte fra gli interventi sociali e quelli sanitari a livello di programmazione, organizzazione, erogazione e finanziamento, garantendo una migliore qualità dei servizi ed un più efficiente utilizzo delle risorse. La legge individua quindi nel distretto socio-sanitario l'ambito territoriale ottimale sia per la gestione associata dei servizi sociali, sia per l'integrazione sociosanitaria, per la quale Comuni associati ed Asl dovranno adottare una specifica convenzione. Inoltre la legge stabilisce il potenziamento della Conferenza locale per la sanità, composta dai sindaci dei comuni di ciascuna Asl, che verrà trasformata nella Conferenza locale sociale e sanitaria.

    LA SPESA - A cambiare saranno anche i meccanismi finanziari della spesa sociale: con la nuova legge i comuni dovranno destinare la maggior parte delle loro risorse al finanziamento dei piani di zona distrettuali, prima finanziati quasi interamente dalla Regione, che ora interverrà invece con fondi integrativi per riequilibrare e garantire servizi uniformi sul territorio. La riforma del welfare sociale prevede anche l'adozione da parte del Lazio del Piano regionale sociale, realizzato in concertazione con il Terzo settore, le organizzazioni sociali e le Asl, come strumento privilegiato per la programmazione delle politiche sociali, al quale dovranno adeguarsi tutti i piani di zona e l'istituzione di un Osservatorio regionale sulla povertà, che diventerà a tutti gli effetti un organismo della Regione e avrà il compito di analizzare il fenomeno della povertà nel Lazio e di elaborare politiche innovative di inclusione sociale. "Quello di oggi è un giro di boa importante - ha affermato Zingaretti - possiamo dire di aver mantenuto un altro impegno, ora il testimone passa all'assemblea consiliare, perché possiamo chiudere definitivamente una lacuna drammatica della nostra regione, la terzultima a dover ancora recepire la 328 dopo 13 anni".

    ACLI - "La proposta di legge regionale sul Sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali, approvata oggi dalla giunta regionale, è la dimostrazione di come finalmente la politica si coniughi con le reali esigenze dei territori della Regione Lazio. Puntare su un welfare plurale e su un accordo più forte tra interventi sanitari e quelli sociali significa rimettere, finalmente, al centro di ogni progetto la persona umana e non più la logica dei bilanci". E' quanto dichiara Umberto Soldatelli, presidente delle Acli del Lazio in merito alla proposta di legge approvata dalla giunta regionale del Lazio sul 'Sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali' della regione Lazio.
    "Le Acli del Lazio - aggiunge Soldatelli - vogliono fare la loro parte e per questo sin da ora ci dichiariamo disponibili a dare il nostro contributo nell'ambito dell'osservatorio regionale sulle povertà all'interno del quale ci auguriamo vengano coinvolte tutte le associazioni che sono impegnate quotidianamente per il Welfare nella Regione Lazio".

    ZINGARETTI - Il percorso per redigere e approvare la proposta di legge sul welfare sociale, "è stato un percorso molto costruttivo, perché fatto insieme a tutte le parte sociali che concorrono a questa legge ed inclusivo perché, per formulare le linee guida, abbiamo permesso a tutti di intervenire sulla bozza di legge stessa. Il 99% per cento proposte di modifica sono state recepite. Abbiamo ottenuto un grande risultato, riuscendo a creare un equilibrio, capace di accogliere tutte le istanze: è una legge che accontenta e accoglie tutti". A dirlo è l’assessore alle Politiche sociali, Rita Visini, durante la conferenza stampa in cui, insieme al governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, ha illustrato alla stampa la nuova proposta di legge regionale sul Welfare. L’integrazione tra interventi sociali e sanitari e la gestione associata dei servizi a livello intercomunale, sono i due punti cardine della legge che Visini afferma essere “molto attesa perché indirizzata alle persone. Siamo partiti dal presupposto che i servizi sociali si rivolgono alla persona, inserita nella famiglia e nella comunità sociale". Per dimostrare la necessità di spingere all’erogazione dei servizi sul territorio in maniera associata da parte dei Comuni, Visini porta in conferenza alcune cifre: "Ad oggi i comuni hanno speso singolarmente 767 milioni di euro per i servizi sociali mentre, in forma associata solo 38 milioni". La gestione associata dei servizi a livello intercomunale, comporterebbe "oltre ad un risparmio economico, anche un risparmio di risorse umane, per garantire servizi più efficienti". Promette battaglia in aula Storace. Il leader de La Destra scrive su twitter: "Vorrei ricordare a Zingaretti che le leggi le approva il Consiglio regionale e che se non è prevista ‘tutela degli italiani’ nel 'nuovo' Welfare. La battaglia sarà tostissima"


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    “Sono molto felice, questa è una storia a lieto fine. Con la concessione in comodato gratuito dell’immobile di via San Francesco Di Sales all’associazione Peter Pan si è chiusa una vicenda che nei mesi scorsi aveva generato preoccupazione tra le famiglie dei piccoli pazienti ospiti della casa. La Casa di Peter Pan è un esempio di quello che vogliamo costruire nel Lazio per l’integrazione sociosanitaria”. Con queste parole il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti annuncia in una nota la firma definitiva che prevede la concessione a titolo gratuito dello stabile a Peter Pan, l’associazione che ospita a Roma i bambini malati di tumore e le loro famiglie.

    "Nei mesi scorsi - si legge nel comunicato - la Giunta Zingaretti si era impegnata a difendere la struttura che rischiava lo sfratto dopo che l’Irai, società che fa capo per il 70 per cento alla Regione, aveva chiesto alla onlus un adeguamento del canone d’affitto con una cifra impossibile da corrispondere. La Regione ha fatto la sua parte, mantenendo la promessa del presidente Zingaretti, e ha concesso l’immobile in comodato d’uso gratuito per cinque anni. Il Consiglio di Amministrazione dell’Ipab IRAI, proprietario dell’immobile di via San Francesco Di Sales a Roma, ha infatti dato il via libera all’accordo con la Regione che concede l’immobile all’associazione. Ricoverare un bambino costa mediamente oltre 1200 euro, mentre effettuare il day hospital e poi riaccompagnare il bambino presso la struttura Peter Pan riduce i costi a circa 250 euro. Tutto questo per consentire ai piccoli un approccio meno doloroso e la possibilità di vivere la loro malattia nel modo meno traumatico possibile grazie all’amore, alla dedizione e all’affetto dei volontari". “Bisogna utilizzare la meravigliosa rete di solidarietà del volontariato – conclude Zingaretti - per costruire una sanità più efficiente e vicina alle persone. Ora troveremo altre strutture come quelle di Peter Pan che possono essere protagoniste di un nuovo modello di sanità”. 


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    Confermata nel processo di secondo grado la condanna a cinque anni di reclusione inflitta a Carlo Seppia, lo studente trentenne accusato di resistenza aggravata a pubblico ufficiale e devastazione, per aver contribuito “ad alimentare l'incendio” del blindato dei carabinieri preso d'assalto durante la manifestazione degli Indignados del 15 ottobre 2011 in piazza san Giovanni.

    Nel processo era costituto parte civile il Comune di Roma. Seppia fu arrestato il 28 ottobre del 2011 a San Miniato, in provincia di Pisa. Il manifestante fu individuato dalle foto diffuse in cui era immortalato vicino ad una camionetta blu mentre gettava liquido infiammabile.


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    Avrebbero falsamente attestato la regolarità di lavori mai fatti all'Ara Pacis in cambio di soldi. Per questo due funzionari comunali e l'amministratore della società appaltatrice delle opere sono finiti sotto processo. Lo ha deciso il gup Maria Grazia Benedetti accogliendo la richiesta del pm Maria Cordova. Il processo, nel quale il Comune di Roma si è costituto parte civile, inizierà l'8 gennaio davanti all'VIII sezione del tribunale penale collegiale. Concorso in corruzione aggravata e falso sono i reati contestati a seconda delle singole posizioni, per fatti avvenuti tra il 2005 e il 2008. A finire sotto processo sono Marco Lozzi e Dario Grasso, quali funzionari del Dipartimento VI ufficio città storica addetti alla direzione dei lavori per il cantiere Ara Pacis, nonché Benedetto Velluci, amministratore della società Edilgruppon Srl. Secondo la ricostruzione dell'accusa i due impiegati comunali avrebbero ricevuto mazzette per circa 100mila euro in diverse tranche per agevolare il conferimento e la gestione di sub-appalti, ovvero il pagamento delle relative fatture in favore della stessa Edilgruppo da parte del Comune. Per raggiungere tale obiettivo Lozzi avrebbe elaborato delle false attestazioni di regolare esecuzione dei lavori svolti dalla società di Velluci, quando in realtà le opere erano state realizzate da altre tre società. 


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    'Mi cercarono l’anima. Storia di Stefano Cucchi', è questo il titolo del libro-inchiesta, scritto da Duccio Facchini e in uscita il prossimo 22 ottobre, che racconta la vicenda del trentunenne geometra romano Stefano Cucchi, che, a seguito dell'arresto per possesso di stupefacenti, trovò la morte durante la custodia cautelare presso l'ospedale della capitale Sandro Pertini. Il libro ripercorre tutte le fasi della vicenda, dall'arresto sino alla morte di Stefano Cucchi, recuperando testimonianze accantonate come quella di Rolando Degli Angioli e di Samura Yaya. 

    "Questo libro - ha dichiarato l'autore, Duccio Facchini - è necessario perché racconta la storia di un ragazzo di 31 anni nato a Roma e morto nell’ottobre del 2009 in un ospedale-carcere della sua città. Aveva una madre, un padre, una sorella, degli amici e dei nemici, un cane, una macchina in arrivo, una casa e uno sport preferito. Un giovedì sera, dopo il lavoro, una cena in famiglia e la palestra, è stato arrestato e, dopo sette giorni, è morto. Una vita normale, con inciampi sofferenze e sbagli normali, finita in un modo che normale non è. E se è molto probabile, ma non certo, che 'possa succedere a chiunque', è un dato di fatto che ciò sia successo a Stefano. Ed è normale ricordarlo".

    Il testo è stato scritto grazie alle testimonianze della famiglia di Stefano e dell’avvocato Fabio Anselmo e con importanti contributi di numerosi esperti. La prefazione del libro è stata affidata a Luigi Manconi, fondatore di 'A buon diritto' e presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato e a Valentina Calderone, giornalista e direttrice di 'A buon diritto'. Testi di Ilaria e Giovanni Cucchi, Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, interviste a Mauro Palma, presidente della Commissione ministeriale sul sovraffollamento degli istituti penitenziari italiani e al giornalista Lorenzo Guadagnucci.


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    "È doveroso che un presidente del Coni sia qui, questi 10 ragazzi rappresenteranno il nostro Paese. Non devo essere io a dire quanto sia importante il pugilato nel sistema sportivo italiano per i risultati ottenuti in passato e per quelli che potremo avere, ma anche, e soprattutto, per i valori che il pugilato porta avanti". Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, saluta così la nazionale italiana di boxe che dall’11 a, 27 ottobre sarà impegnata nel campionato del mondo ad Almaty in Kazakhstan. L’ “Italboxe” è stata presentata questa mattina presso il Circolo del Tennis del Foro italico a Roma.
    LA FEDERAZIONE- "Ho visto misurarsi la squadra negli Usa, se quello è un test ho ragione di essere molto ottimista", ha detto Alberto Brasca, presidente della Federazione pugilistica italiana. "Abbiamo una squadra collaudata con campioni tutt'altro che logorati ma nel pieno della loro maturità -evidenzia il numero uno della Fpi-. Ci sono tutti i presupposti per far bene ma, naturalmente, sappiamo che è una sfida difficile. Siamo sicuri che venderemo cara la pelle e, in qualche caso, sapremo ottenere anche delle vittorie".

    ROMA PRESENTE- Uno dei protagonisti della compagine azzurra sarà il romano, Simone Fiori, 20 anni, categoria 81 chilogrammi. Per lui sarà l’esordio in una vetrina internazionale, figlio d’arte il padre, ex pugile, ha aperto a Guidonia una palestra di boxe nella quale è cresciuto pugilisticamente. Giovanissimo e riservato, veloce e molto abile a parare i colpi attualmente è impegnato negli studi ma il suo sogno è quello di diventare un campione della boxe.

    VIA IL CASCHETTO- Per la prima volta da diversi anni a questa parte si tornerà alla vecchia formula degli incontri senza caschetto. "Come in tutte le cose ci sono dei pro e dei contro. A favore nell'immaginario collettivo è che il pugilato si fa a volto scoperto, a volto coperto ti paragonano ad altri sport come il taekwondo, sono a favore ma – spiega Clemente Russo il volto più noto della boxe italiana - non so come andrà a finire, avrò un quadro completo alla fine dei mondiali, con il vastissimo numero di tagli, spacchi, di testate e gomitate. Avendo fatto 18 match come semi professionista, so che si esce segnati con un taglio, magari anche non intenzionalmente. Quando si devono fare vari combattimenti attaccati l'uno con l'altro non so come si può recuperare un taglio". "A me non piace – taglia corto il capitano, pluricampione del mondo e olimpionico, Roberto Cammarelle- Se tra le motivazioni c'è la spettacolarità, togliere il caschetto non aiuta, io avrei potenziato altre cose”.

    LA SQUADRA-  Tutti presenti al Circolo del tennis del Foro Italico a Roma i pugili che difenderanno i colori italiani: Manuel Fabrizio Cappai (49 kg,GS Fiamme Oro); Vincenzo Picardi (52 kg, GS Fiamme Oro); Vittorio Jahyn Parrinello (56 kg, CS Esercito); Domenico Valentino (60 kg, GS Fiamme Oro); Dario Donato Vangeli (64 Kg, GS Fiamme Oro); Vincenzo Mangiacapre (69 Kg, GS Fiamme Azzurre); Raffale Munno (75 Kg, GS Forestale); Simone Fiori (81 Kg, GS Fiamme Oro); Clemente Russo (91 Kg, GS Fiamme Azzurre); Roberto Cammarelle (+91 Kg, GS Fiamme Oro).


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    Una canzone di Mina dedicata al sindaco Marino. La canta Sveva Belviso, ex vice di Alemanno nella scorsa consiliatura e oggi capogruppo Pdl in Campidoglio. La sua passione canora è nota da sempre e stavolta non si è lasciata sfuggire l’occasione di intonare ‘Parole, parole’ per accusare il primo cittadino di immobilismo politico-amministrativo. Un video parodia che finisce su youtube. E aiuta la più votata del Popolo della libertà a dimenticare le inchieste che la coinvolgono sull'affaire del campo da rugby Tre Fontane

    Lei in uno studio di Avezzano, camicetta bianca, ingaggia un duello a distanza, e in differita, con Marino, le cui immagini scorrono su una tv degli anni Sessanta. L’inquilino di palazzo Senatorio è ripreso dalla sua bici. Siamo a maggio, in piena campagna elettorale, e il chirurgo dem snocciola le sue promesse: “Buoni lavoro da 500 euro al mese”. Lei, lady preferenze (8mila voti conquistati alle scorse elezioni) risponde: "Di promesse, non ne voglio più - una promessa se si fa poi si rispetta, se no che senso ha". Stessa scena quando l’ex senatore parla di "Città a misura di bambino", "No agli amici degli amici", "Parco archeologico dei Fori imperiali". Ma sullo stop alle auto private tra largo Corrado Ricci e il Colosseo non manca la polemica: "Pedonalizzazione, dai. Ma quando mai!". 

    La Belviso intona la hit dei primi anni Settanta e prova a smentire tutte le promesse del sindaco. "Di promesse non ne vogliamo più - risponde cantano - la propaganda tutte le cose che hai promesso di fare, quelle parole che hanno fatto sognare, cosa è rimasto adesso? Niente è rimasto ed è la verità". La musica si dissolve e sul video compare la scritta: "Possiamo fare politica senza perdere il sorriso" dedicato "al sindaco di Roma e alle sue tante (troppe) parole e alle sue tante (troppe) promesse non mantenute".


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    Raffaele Clemente, ex direttore della sala operativa della questura di Roma, sara' il nuovo comandante della polizia municipale. Lo ha annunciato il sindaco di Roma, Ignazio Marino, durante una conferenza stampa convocata in Campidoglio.


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    Sarà il Circolo degli Artisti (via Casilina Vecchia 42) ad ospitare il 15 ottobre, dalle 20 in poi, la quarta edizione di Bollywood Party, la festa organizzata da Mother and Child, l’associazione fondata da Thomas Myladoor nel 1995 in Kerala, stato dell’India meridionale, per aiutare i bambini orfani e le ragazze madri, messe ai margini della società perché rimaste incinta prima del matrimonio, un atto immorale secondo antiche tradizioni dure a morire.

    Filmati, racconti e testimonianze sui risultati raggiunti in questi 18 anni di attività si alterneranno alla lettura di poesie di Paolo Bonacelli, e all’intervento di diversi testimonial (tra i nomi previsti quello dell’attrice Laura Morante). Il tutto sarà accompagnato dalla musica del vivo delle band Bollywood Masala, Ambili Abraham e Letizia Drums, che coinvolgeranno tutti in danze e balli, e dal menù indiano, a cura del ristorante “Il Guru”, di cui Myladoor, è titolare.

    La sottoscrizione richiesta per partecipare al Bollywood Party è di 25 euro e tutto il ricavato sarà devoluto alla Mother and Child, che ogni mese deve sostenere una spesa di almeno 3.000 euro tra istruzione dei piccoli, mantenimento, cibo e vestiti, a cui si aggiungono 1.500 euro l’anno per aiutare ognuno dei ragazzi più grandi iscritti all’università. «Al momento abbiamo due case che ospitano i bambini. Con l’incasso della quarta edizione di Boolywood Party vorremmo riuscire a costruire una terza casa – spiega Thomas Myladoor - perché per una legge governativa dobbiamo separare i ragazzi per età e per sesso. Se riusciremo nel nostro scopo, appena la casa sarà finita, manderemo ai sostenitori la documentazione con le fotografie dell’inaugurazione. Ci piace avere una partecipazione attiva delle persone».

    I progetti da sviluppare non mancano, a cominciare dal miglioramento dei servizi sanitari, sociali e soprattutto scolastici. Sono circa 250, infatti, i bambini che ricevono, grazie all’aiuto dei sostenitori della onlus, un’educazione scolastica di livello avanzato, che può consentirgli di accedere ai migliori college universitari superando gli “sbarramenti” a cui vanno incontro nel loro percorso formativo e di inserimento del mondo del lavoro, per la provenienza sociale o la fede religiosa. La Fondazione, solo per fare un esempio, sta finanziando da anni il percorso universitario di 30 giovani donne che attualmente stanno ultimando la laurea in scienze infermieristiche presso la scuola di Rajahmundry, nello stato dell’Andhra Pradesh, nell’India centro – orientale.

    Dopo la formazione, il lavoro: sempre grazie al sostegno di Mother and Child e con il contributo di amici e volontari, è stato realizzato un mobilificio artigianale, che realizza prodotti di design italiano con materiali locali, ed è previsto lo sviluppo di una sartoria. Un’attività, quest’ultima, messa in cantiere per offrire a un gruppo di donne aiutate dalla Fondazione un percorso di formazione professionale. L’obiettivo è quello di realizzare capi di abbigliamento, articoli per la casa, borse. Sempre con la stessa “ricetta”, quella che accompagna tutta l’attività di Mother and Child: mettere insieme il meglio del “made in Italy”, a cominciare dalla solidarietà, con il meglio della cultura indiana. O meglio ancora, del Kerala. 


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