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    Gli italiani dovranno ancora aspettare prima che la Direttiva europea sulle cure transfrontaliere passi dalla teoria ai fatti. Il decreto attuativo è stato firmato dal Governo lo scorso 4 dicembre, ma, perché diventi effettivo, bisogna attendere anche il parere delle Commissioni parlamentari competenti di Camera e Senato e quello della Conferenza Stato-Regioni. Qualche criticità però è già stata evidenziata in un documento pubblicato da Cittadinanzattiva che punta il dito su costi, non omogeneità fra le Regioni e burocrazia ancora elevata.

    L’ANOMALIA - Una delle anomalie segnalate è il fatto che venga previsto che i cittadini anticipino i costi dell'assistenza e che l'eventuale differenza tra la  tariffa italiana e quella del paese europeo sia a carico sempre dei cittadini. Anomalia ancora più esasperata dalle difformità possibili sul territorio nazionale, visto che le Regioni italiane più virtuose che garantiscono ai propri cittadini livelli di assistenza regionali ulteriori potranno decidere di rimborsare anche queste prestazioni (LEA aggiuntivi). “E' evidente – si legge nel documento di Cittadinanzattiva – che invece quei cittadini residenti in Regioni che non garantiscono livelli aggiuntivi di assistenza continueranno a vivere anche in Europa quelle discriminazioni che già oggi vivono sul territorio nazionale”. A questo si aggiunga poi che i costi sostenuti per l'assistenza ricevuta in Europa verranno rimborsati secondo le relative tariffe regionali, con il rischio che per una stessa prestazione ricevuta si possano rimborsare somme differenti da Regione a Regione con ulteriore discriminazione tra i cittadini.

    OBIETTIVO TARIFFE UNICHE - Non esistendo un obbligo per tutte le Regioni di rimborsare le spese di viaggio, alloggio e le spese supplementari nel caso di persone con disabilità, c’è il rischio dunque che le disparità diventino vere e proprie discriminazioni. “Troviamo molto grave – continua Cittadinanzattiva – non aver sancito l'obbligo del rimborso per le spese supplementari delle persone con disabilità che necessitano dell'accompagnatore per lo spostamento, poiché in contrasto con i contenuti della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata sia dall’UE, sia dall’Italia”. Prima che la legge venga applicata c’è ancora tempo per dare maggiore forza alle proposte sollevate dalle associazioni attive a difesa dei pazienti che sicuramente dovranno essere indirizzate verso lo snellimento delle pratiche, l'individuazione di tariffe uniche e una maggiore attivazione delle ASL nelle procedure.


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    Lo hanno sorpreso con sostanze stupefacenti e poi ha casa gli hanno trovato altra droga e un bilancino di precisione. Per questo il cantante rap romano Gemitaiz, nome di battesimo Davide de Luca, 24 anni, ha patteggiato la pena ad anno e dieci mesi di reclusione per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. L'arresto avvenne il 29 gennaio scorso, quando i carabinieri lo hanno sorpreso con droga nel corso di un giro di controlli in via Tigré al quartiere africano. Un giro di routine dei carabinieri e la decisione di perquisire il cantante dopo aver notato un certo nervosismo da parte di De Luca alla loro vista. A casa gli hanno poi trovato altri stupefacenti ed un bilancio di precisione. Il cantante si è sempre difeso sostenendo che la sostanza fosse per uso personale. All'indomani dell'arresto, processato per direttissima, al rapper furono concessi gli arresti domiciliari presso la casa della madre. All'esito della condanna Davide de Luca è ora tornato libero. Il 29 gennaio fu trovato tre grammi di droga in tasca ma non scappò come recita una sua canzone in qualche modo profetica: "Con le guardie dietro, con tre grammi in tasca, faccio i cento metri da record mondiale". 


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    Due persone in piazza San Pietro minacciano di darsi fuoco con fiammiferi e liquido infiammabile. I due si trovano sul lato sinistro del colonnato, guardando la basilica. Sul posto la polizia di Stato, intervenuta sulla base di una segnalazione delle 15.30, ha bloccato i due uomini, appartenenti al movimento dei forconi. I due hanno chiesto di parlare con papa Francesco.

    A quanto si è appreso sono in corso trattative tra i due e polizia italiana e la gendarmia vaticana. Prima avevano anche occupato la chiesa di Santa Maria in Aquiro. Stando a quanto si apprende i due dicono che altre persone potrebbero aggiungersi alla protesta. Uno dei due sarebbe tra coloro che hanno guidato il blitz alle spalle di Montecitorio.


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    Sono 26 i curricula dei candidati ai vertici dell'Istituzione biblioteche Roma, 29 quelli candidati per l'azienda speciale Palaexpo, che gestisce anche le Scuderie del Quirinale. Sette di questi si sono candidati per entrambe le strutture: Barbara Righetti; Barbara Pontecorvo; Marinella Rocca; Valerio Toniolo; Rosario Mocciaro; Alessandro Hinna; Maria Isabella Ambrosini.

    BIBLIOTECHE - Nella lista, ci sono curriculum presentati direttamente dagli interessati, ma anche curriculum che sono stati "sponsorizzati", cioè presentati da altri come proposta per la giuda delle due istituzioni culturali della città. Tra questi ne verranno scelti 5 per il consiglio d'amministrazione, più un presidente.  Ecco l'elenco. Per l'Istituzione biblioteche i candidati sono: 1) Giampiero Darini, proposto dall'associazione Culturale Italian Tomorrow; 2)Barbara Righetti (autocandidatura); 3) Barbara Pontecorvo, proposta da Riccardo Pacifici; 4) Marinella Rocca, proposta dal dipartimento lingue e letterature dell'università di Roma Tre; 5) Giovanni Feliciani (autocandidatura); 6) Giorgio Boldini (autocandidatura); 7) Amalia Vetromile, proposta da Alessandro Musumeci, presidente del Club dirigenti tecnologie dell'informazione di Roma; 8) Andrea Marchitelli, proposto da Stefano Parise, presidente dell'associazione italiana Biblioteche; 9) Antonio Ciaschi, proposto da Giovanni Puglisi, presidente della Fondazione Sicilia; 10) Alessio Gioannini, proposto da Vanda Braghetta, legale rappresentante dell'associazione di promozione sociale Aci Ciao; 11) Luciano Lanna, proposto da Pamela Iacona, rappresentante legale dell'associazione Il Cherubino; 12) Paola Gaglianone, proposta da Giancarlo Dosi, presidente dell'associazione Italiana del Libro; 13) Antonella Uselli, proposta da Nicola Biagio Tosto, responsabile legale Federmanager Roma; 14) Giovanni Franscesco Crupi (autocandidatura); 15) Francesco Forenzano, proposto da 100 cittadini attraverso una sottoscrizione; 16) Gioacchino De Chirico, proposto da diverse associazioni; 17) Anna Sanges (autocandidatura); 18) Fabrizio Vistoli, proposto da Gerardo Bianchi, presidente dell' associazione nazionale per gli interessi del Mezzogiorno d'Italia; 19) Valerio Toniolo, proposto, tra gli altri, da Giuseppe Roscioli, presidente Confcommercio Romma; 20) Francesco Palombi, proposto da Sandro Bari, presidente Casa della Romanità; 21) Rosario Mocciaro, proposto da Roberto Melchiori, coordinatore della Facoltà di Psicologia dell'università Niccolo Cusano Telematica Roma; 22) Madel Crasta, proposto tra gli altri da Roberto Mazzotta, presidente dell'Istituto Luigi Sturzo; 23) Sandra Giuliani, proposta tra gli altri da Francesca Romana Koch, legale rappresentante della Casa internazionale delle Donne; 24) Alessandro Hinna, proposto dal direttore del dipartimento dell'economia e finanza dell'Università di Tor Vergata; 25) Maria Isabella Ambrosini, proposta dall'associazione culturale Incanto; 26) Carmela De Caro, proposta dalla Fondazione Adriana Olivetti.

    PALAEXPO - Per il Palexpo, i candidati sono: 1) Angelo Ippolito (autocandidatura); 2) Ester Coen, proposta dal direttore del dipartimento di architettura Università Studi Roma Tre; 3) Barbara Righetti (autocandidatua); 4) Mario Augusto Lolli Ghetti, proposto dal presidente dell'Adsi; 5) Barbara Pontecorvo, proposta da Riccardo Pacifici; 6) Marinella Rocca, proposta dal direttore del dipartimento di Lingue, letteratura dell'università di Roma Tre; 6) Antonella Sabrina Florio, proposta dal direttore del dipartimento di Scienze Politiche della Luiss; 7) Francesco Monico (autocandidatura); 8) Maria Grazia Tolomeo, proposta dal soprintendente alla Galleria Nazionale moderna e contemporanea; 9) Pio Baldi, proposto dal presidente dell'ordine degli architetti Arturo Livio Sacchi; 10) Ludovica Purini (autocandidatura); 11) Valerio Toniolo, proposto dal presidente dell'Adoc e dal rettore della Facoltà di Medicina e odontoiatria La Sapienza; 12) Giulia Giovannelli, proposto dal presidente dell'associazione Musacom Adele Pagliari; 13) Lia Migale, proposta dal presidente Affi; 14) Claudio Strinati (autocandidatura); 15) Rosario Mocciaro, proposto dal coordinatore della facoltà per conto del preside di Psicologia Niccolo Cusano Telematica di Roma; 16) Lorenzo Zichici proposto dal direttore della Cna Roma, Lorenzo Tagliavanti; 17) Donata Pacces, proposta dal presidente Apef, dal presidente Cfr e da diverse associazioni; 18) Silvana Novelli, proposta da 100 cittadini tramite sottoscrizione; 19) Giuliano Urbani e 20)Elena Di Giovanni, entrambi proposti dal presidente della Fondazione Manlio Masi; 21) Roberta Atzori, proposta dal preside della facoltà di Scienze Politiche dell'università Niccolo Cusano; 22) Alfonso Celotto, proposto dal Rettore Unitelma Sapienza; 23) Massimo Galimi, proposto dal responsabile regionale e assistente ecclesiastico regionale dell'Agesci; 24) Andare Schiavo, proposto dal rappresentante legale della Casa del Consumatore, Settimo Cerniglia; 25) Elisabetta Bruscolini, proposta dal direttore del dipartimento di Scienze storiche; 26) Claudia Ferrazzi, proposta dal direttore dell' accademia di Francia a Roma; 27) Alessandro Hinna, proposto dal direttore del dipartimento di economia e finanza dell'università di Tor Vergata; 28) Maria Isabella Ambrosini, proposta dal rappresentante legale dell'associazione culturale Incanto; 29) Fabio Fortuna, proposto dal direttore del dipartimento di Scienze storiche dell'Univeristà di Tor Vergata.


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    E' una legge a metà perché viene ostacolata ogni giorno. Soprattutto nel Lazio, dove nel 2012 l’obiezione di coscienza tra i ginecologi ospedalieri si è attestata al 91,3%. Così, un gruppo di donne (collettivi, associazioni, movimenti e singole attiviste) ha deciso di chiedere al governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, un'inversione di rotta partendo proprio dalla scelta dei nuovi direttori sanitari. Nel loro “curriculum”, chiedono le attiviste, dovrà esserci la piena applicazione della legge 194/78 che disciplina l’interruzione volontaria di gravidanza: “Un requisito di merito nella scelta di chi dovrà dirigere le Asl del Lazio” scrivono. L'appello "#MaiPiùClandestine" è stato lanciato in queste ore sulla piattaforma Change.org (qui la petizione), ma le attiviste annunciano che sono in programma mobilitazioni e iniziative a partire dal prossimo primo marzo.

    LA NEGAZIONE DEI DIRITTI - Secondo l’ultima relazione del ministero della Salute, nel 2011, l’obiezione di coscienza tra i ginecologi in Italia era pari al 69,3%. Nel Lazio, denunciano le attiviste, la situazione è drammatica: secondo le rilevazioni dell'Agenzia di Sanità pubblica del Lazio, nel 2011 su 353 medici l'80,7% obietta e su 398 anestesisti il 72,4%. I dati del 2012 vedono poi nella lista nera ben 3 province del Lazio su 5: Frosinone, Rieti e Viterbo dove non è possibile eseguire aborti del secondo trimestre (quelli cosiddetti terapeutici). Mentre in 10 strutture pubbliche su 31 (esclusi gli ospedali religiosi e le cliniche accreditate) non si eseguono interruzioni di gravidanza; tra queste, due sono strutture universitarie (il Policlinico di Tor Vergata e l’Azienda Ospedaliera S. Andrea), che dunque disattendono anche il compito della formazione dei nuovi ginecologi, sancito dall’art. 15 della legge 194.

    VERSO LE REGIONI VIRTUOSE - A Zingaretti, le attiviste chiedono dunque di guardare alle regioni italiane dove invece la libertà di scelta delle donne è garantita, come in Toscana o in Emilia Romagna. Che significa ad esempio fare una corretta informazione, evitando le conseguenze rovinose della negazione dei diritti consumata sul corpo delle donne. Il rischio è l'aumento degli aborti nelle strutture private, che segnerebbe una discriminazione economica, e la regione Lazio che dice di essere sensibile alle tematiche di genere non può essere il fanalino di coda dei diritti.  


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    Esplosione intorno alle 16.45 a Ciampino. Una bombola del gas è scoppiata in una villetta in via del Melograno 64. Un 53enne è rimasto ferito in modo non grave nell'esplosione ed è stato portato all'ospedale Sant'Eugenio. Sul posto la polizia e i vigili del fuoco che hanno dichiarato agibile l'abitazione.


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    La cifra monstre è di circa 2 miliardi. Sono questi gli euro di cui avrebbero bisogno tutte le opere di Roma, bloccate da anni e che ne fanno la Capitale delle incompiute. E che tale resterà se altri finanziamenti non dovessero essere sbloccati, perché in casso sono rimasti solo 30 milioni di euro.  La denuncia arriva da Gianni Paris, presidente della commissione speciale Roma Capitale. “Nell'impossibile compito di fronteggiare esigenze indifferibili e importanti, mi trovo a fare i conti con la misera disponibilità di soldi rimasti da un vecchio finanziamento del 2007”, afferma Paris. Senza i fondi previsti dalla legge per Roma Capitale, in pratica fermi da sette anni, la città deve fare a meno di diversi interventi: dalla realizzazione del nuovo Ponte della Scienza, per cui servirebbero 206 milioni di euro, al Passante Nord-Est (328 milioni di euro). Senza dimenticare il prolungamento del Passante Nord- Ovest da 324milioni di euro o il Sottopasso dell’Appia Antica, che si sfiora da solo mezzo miliardo di euro.

    LE OPERE BLOCCATE - Il presidente della commissione capitolina Roma Capitale, ricorda però anche altri progetti rimasti a metà: "Tra le altre opere che con un finanziamento regolare i romani avrebbero già potuto avere - prosegue - posso citare anche l’unificazione di via Ostiense con via del Mare (100 milioni di euro); la chiusura dell’Anello ferroviario (840 milioni di euro) o lo snodo del Pigneto sulla connessione con l’Aeroporto Leonardo da Vinci (56 milioni di euro)”. Quello dell’esponente del Pd è un modo per puntare il dito contro le lentezze che bloccano tutto. “Quanti vivono quotidianamente la città – continua il consigliere dem – conoscono bene l’importanza di quelle infrastrutture che la legge per Roma Capitale, non a caso, aveva previsto”.

    ROMA CAPITALE - Le funzioni che la città svolge per tutto il Paese sono riconosciute dalla legge 396 del 15 dicembre 1990, che sostiene la necessità di interventi specifici, prevedendo stanziamenti annuali per la realizzazione delle grandi opere necessarie alla Capitale d’Italia e alla qualità della vita delle persone. “La battaglia che stiamo combattendo per il decreto Salva Roma - conclude - non vuole strappare un’elemosina ma recuperare il grave deficit creato da gestioni del passato dissennate e da impegni non mantenuti”.


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    Una vendetta. O un modo per rimettere in riga i ‘dissidenti’, anzi un solo uomo non eletto nelle liste del partito. Quel che è certo è che l’approvazione dell’anagrafe pubblica dei rifiuti, prima del disco verde di ieri, è stata rinviata per sette sedute di fila causa del numero legale in Campidoglio, che il Pd si è sempre premurato di far mancare dall’inizio dell’anno. Dietro una specifica strategia: punire politicamente il consigliere radicale Riccardo Magi, esponente della lista civica Marino, che ha ‘osato’ denunciare, due mesi fa durante la discussione sul bilancio previsionale 2013, la manovra d’aula pretesa dagli altri suoi colleghi mentre Roma rischiava il crac economico.

    LA MANCIA E L'ANAGRAFE - L’emendamento mancia è ormai una tacita tradizione, che sia la destra o la sinistra al governo, per spartirsi milioni di euro e distribuirli a piacimento. Un’accusa che i suoi ‘amici’ della maggioranza, in primis il Pd, hanno sempre respinto con convinzione al mittente. Che si era avviato verso il decimo giorno consecutivo di sciopero della fame, poi interrotto con il ‘sì’ del Consiglio comunale, per portare all’attenzione dell’opinione pubblica la discussione sull’elenco della monnezza; soprattutto dopo lo scandalo sul sistema Lazio, che, tra gli altri, ha portato all’arresto del patron di Malagrotta, Manlio Cerroni. L’obiettivo è togliere il velo sulla raccolta dei sacchetti, per raggiungere il traguardo del recupero, del riciclo e del riuso. Uno strumento che, nelle intenzioni, dovrebbe essere in grado di segnare una svolta: passando dalla più totale mancanza di controlli, denunciata dalla Commissione bicamerale d'inchiesta sui rifiuti, a un sistema efficiente in cui si conosce ‘chi fa cosa’.

    GUERRA FREDDA - Una proposta antica dei Radicali, “uno strumento rivoluzionario, specialmente in contesti come quello romano o di buona parte del sud Italia, dove la gestione continua a produrre illegalità e danni ambientali”, accusa Magi. Il consigliere capitolino però, all’inizio, era rimasto solo in questa battaglia. La proposta viene calendarizzata nell’ordine dei lavori dell’aula Giulio Cesare, senza mai compiere l’ultimo, decisivo scatto in avanti: l’approvazione. Nonostante l’appoggio ricevuto dai portavoce a Cinquestelle e nonostante tutti, a parole, si fossero detti favorevoli alla delibera. Niente: sette sedute e per altrettante volte cade il numero legale a palazzo Senatorio. A mancare sempre gli esponenti del Pd.

    DIETRO LE QUINTE - Da qui la scelta di rivolgersi direttamente al segretario nazionale, Matteo Renzi, con una lettera appello per segnare il cambio di passo. La missiva e lo sciopero della fame messo in atto dal membro dei Radicali portano ai risultati sperati. Anche grazie ai tanti militanti democratici che hanno scritto a Lionello Cosentino, numero uno del partito romano. “Quali che siano le motivazioni – ha affermato sulle pagine de l’Unità Magi – il Pd ha condotto un ostruzionismo al proprio sindaco, alla propria maggioranza e ai propri elettori che hanno riposto fiducia nella spinta innovatrice di Renzi”. Ma le “ragioni”, come le definisce il consigliere della lista civica ci sono e sono da ricercare nel vocabolario, più precisamente alla lettera ‘v’. La parola è ‘vendetta’. Quella che alcuni esponenti dem hanno voluto mettere in campo, per far pagare al radicale “il suo eccesso di zelo”.

    IL PREZZO DELLA SOFFIATA - Quale? Il fatto di aver denunciato agli occhi dell’opinione pubblica la manovra d’aula che avrebbe ingrassato di circa 15 milioni il bilancio, alla voce “spesa partitocratica”, mentre per gli altri i tagli erano di 10 volte superiori. Per intenderci, è quel meccanismo grazie al quale i singoli politici distribuiscono soldi ai propri collegi elettorali. La somma è stabilita e ognuno ne indica la destinazione: gli euro possono finire nelle mani di associazioni, o prendere la forma di finanziamenti per diversi progetti. Troppo per Magi, che ‘spiffera’ tutto alla stampa. E scatena la reazione scomposta dei suoi colleghi di scranno. Dopo la rabbia, però, la strategia: servire il piatto freddo della vendetta. Che arriva gelida, nonostante l’approvazione dell’anagrafe dei rifiuti.


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    Un’iniziativa per aiutare gli sfollati romani, sfrattati dalla loro case per colpa del maltempo che si è abbattuto su Roma, che non manca di creare l’ennesima rissa verbale in Campidoglio. I soldi per il Carnevale ai Fori imperiali che, per l’evento 2014, traslocano per andare a chi ha subìto danni per colpa dell’alluvione lampo, buche comprese. La proposta però non passa il vaglio dell’aula. Una mozione che arriva dall’unico consigliere Pdl in assemblea capitolina, Giordano Tredicini, e rischia di creare l’ennesimo caso nella maggioranza di centrosinistra. Lo scontro stavolta è tra il presidente dell’assemblea Mirko Coratti, e Michela Di Biase, che guida la commissione Cultura e difende il suo ramo di competenza: la vittima sacrificale sull’altare dei tagli.

    IL BRACCIO DI FERRO - Sono i due esponenti democratici, infatti, a dare vita all’ennesimo, acceso, dibattito interno al Pd. Perché la mozione del pidiellino conquista l'appoggio anche di quattro consiglieri che sono al di là della barricata: il numero uno dell’aula Giulio Cesare, i ‘civici’ Franco Marino e Luca Giansanti e Orlando Corsetti . Anche se quest’ultimo preferisce ritirarsi dopo le continue sollecitazione della Di Biase. L’idea è semplice: revocare l'avviso pubblico presentato da Zetéma per il 'Carnevale ai Fori' e destinare il relativo finanziamento per interventi finalizzati a riparare i danni provocati dal nubifragio che ha colpito la Capitale a fine gennaio.

    ANCORA UN CASO NEL PD - La dinamica dei fatti la spiega il primo firmatario del provvedimento che impegna la giunta e il sindaco: "La mozione è stata sottoscritta da alcuni esponenti della maggioranza, ma Corsetti è stato l'unico a ritirare la firma su richiesta della collega Di Biase". Contraria al sostegno all’avversario di centrodestra, sottolinea: “La giunta Alemanno finanziava un Carnevale con 1,5 milioni di euro. Quest'amministrazione ne ha stanziati 40mila: una cifra irrisoria”. Tutto lì, come sempre una questione di soldi. E tagli.

    IL BATTIBECCO - Quello che non riesce a capire la consigliera del Pd è perché “partire dal presupposto che l'unica realtà da cui togliere fondi possa essere quella della cultura. Non mi sembra giusto”. Sulla scelta del collega Coratti, meglio chiedere al diretto interessato. Il presidente dell'assemblea capitolina replica a stretto giro: "Al di là della cifra simbolica credo sia una mozione condivisa senza barriere ideologiche, che testimonia spirito di solidarietà rispetto alle emergenze che ci sono in questo momento a Roma”. Il provvedimento però, dopo il braccio di ferro, alla fine non passa: 20 voti contrari, 17 favorevoli e 3 astenuti è la conta finale (Massimo Caprari del Centro democratico), Svetlana Celli della Lista civica Marino e il democratico Dario Nanni).


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    Sono 26 i curricula dei candidati ai vertici dell'Istituzione biblioteche Roma, 29 quelli candidati per l'azienda speciale Palaexpo, che gestisce anche le Scuderie del Quirinale. Sette di questi si sono candidati per entrambe le strutture: Barbara Righetti; Barbara Pontecorvo; Marinella Rocca; Valerio Toniolo; Rosario Mocciaro; Alessandro Hinna; Maria Isabella Ambrosini. 

    I curricula di coloro che hanno preso parte ai bandi per selezionare i vertici di Biblioteche e Palexpo sono arrivati oggi in commissione Capitolina: circa di 30 nomi per ciascun ente. Oltre a questi nomi, ci sarebbe uno inviato all'attenzione della commissione dal sindaco Ignazio Marino, proposto per il cda del Palexpo, Franco Bernabe', l'ex amministratore delegato di Telecom. La commissione ha preso atto di tali curricula e dato mandato al sindaco di procedere alla ratifica delle nomine. Per Biblioteche la rosa dei nomi, invece, si starebbe restringendo a cinque persone per il Cda: Valerio Toniolo, Sandra Giuliani, Paola Gaglianone, Gioacchino De Chirico e Andrea Marchitelli.

    BIBLIOTECHE - Nella lista, ci sono curriculum presentati direttamente dagli interessati, ma anche curriculum che sono stati "sponsorizzati", cioè presentati da altri come proposta per la giuda delle due istituzioni culturali della città. Tra questi ne verranno scelti 5 per il consiglio d'amministrazione, più un presidente.  Ecco l'elenco. Per l'Istituzione biblioteche i candidati sono: 1) Giampiero Darini, proposto dall'associazione Culturale Italian Tomorrow; 2)Barbara Righetti (autocandidatura); 3) Barbara Pontecorvo, proposta da Riccardo Pacifici; 4) Marinella Rocca, proposta dal dipartimento lingue e letterature dell'università di Roma Tre; 5) Giovanni Feliciani (autocandidatura); 6) Giorgio Boldini (autocandidatura); 7) Amalia Vetromile, proposta da Alessandro Musumeci, presidente del Club dirigenti tecnologie dell'informazione di Roma; 8) Andrea Marchitelli, proposto da Stefano Parise, presidente dell'associazione italiana Biblioteche; 9) Antonio Ciaschi, proposto da Giovanni Puglisi, presidente della Fondazione Sicilia; 10) Alessio Gioannini, proposto da Vanda Braghetta, legale rappresentante dell'associazione di promozione sociale Aci Ciao; 11) Luciano Lanna, proposto da Pamela Iacona, rappresentante legale dell'associazione Il Cherubino; 12) Paola Gaglianone, proposta da Giancarlo Dosi, presidente dell'associazione Italiana del Libro; 13) Antonella Uselli, proposta da Nicola Biagio Tosto, responsabile legale Federmanager Roma; 14) Giovanni Franscesco Crupi (autocandidatura); 15) Francesco Forenzano, proposto da 100 cittadini attraverso una sottoscrizione; 16) Gioacchino De Chirico, proposto da diverse associazioni; 17) Anna Sanges (autocandidatura); 18) Fabrizio Vistoli, proposto da Gerardo Bianchi, presidente dell' associazione nazionale per gli interessi del Mezzogiorno d'Italia; 19) Valerio Toniolo, proposto, tra gli altri, da Giuseppe Roscioli, presidente Confcommercio Romma; 20) Francesco Palombi, proposto da Sandro Bari, presidente Casa della Romanità; 21) Rosario Mocciaro, proposto da Roberto Melchiori, coordinatore della Facoltà di Psicologia dell'università Niccolo Cusano Telematica Roma; 22) Madel Crasta, proposto tra gli altri da Roberto Mazzotta, presidente dell'Istituto Luigi Sturzo; 23) Sandra Giuliani, proposta tra gli altri da Francesca Romana Koch, legale rappresentante della Casa internazionale delle Donne; 24) Alessandro Hinna, proposto dal direttore del dipartimento dell'economia e finanza dell'Università di Tor Vergata; 25) Maria Isabella Ambrosini, proposta dall'associazione culturale Incanto; 26) Carmela De Caro, proposta dalla Fondazione Adriana Olivetti.

    PALAEXPO - Per il Palexpo, i candidati sono: 1) Angelo Ippolito (autocandidatura); 2) Ester Coen, proposta dal direttore del dipartimento di architettura Università Studi Roma Tre; 3) Barbara Righetti (autocandidatua); 4) Mario Augusto Lolli Ghetti, proposto dal presidente dell'Adsi; 5) Barbara Pontecorvo, proposta da Riccardo Pacifici; 6) Marinella Rocca, proposta dal direttore del dipartimento di Lingue, letteratura dell'università di Roma Tre; 6) Antonella Sabrina Florio, proposta dal direttore del dipartimento di Scienze Politiche della Luiss; 7) Francesco Monico (autocandidatura); 8) Maria Grazia Tolomeo, proposta dal soprintendente alla Galleria Nazionale moderna e contemporanea; 9) Pio Baldi, proposto dal presidente dell'ordine degli architetti Arturo Livio Sacchi; 10) Ludovica Purini (autocandidatura); 11) Valerio Toniolo, proposto dal presidente dell'Adoc e dal rettore della Facoltà di Medicina e odontoiatria La Sapienza; 12) Giulia Giovannelli, proposto dal presidente dell'associazione Musacom Adele Pagliari; 13) Lia Migale, proposta dal presidente Affi; 14) Claudio Strinati (autocandidatura); 15) Rosario Mocciaro, proposto dal coordinatore della facoltà per conto del preside di Psicologia Niccolo Cusano Telematica di Roma; 16) Lorenzo Zichici proposto dal direttore della Cna Roma, Lorenzo Tagliavanti; 17) Donata Pacces, proposta dal presidente Apef, dal presidente Cfr e da diverse associazioni; 18) Silvana Novelli, proposta da 100 cittadini tramite sottoscrizione; 19) Giuliano Urbani e 20)Elena Di Giovanni, entrambi proposti dal presidente della Fondazione Manlio Masi; 21) Roberta Atzori, proposta dal preside della facoltà di Scienze Politiche dell'università Niccolo Cusano; 22) Alfonso Celotto, proposto dal Rettore Unitelma Sapienza; 23) Massimo Galimi, proposto dal responsabile regionale e assistente ecclesiastico regionale dell'Agesci; 24) Andare Schiavo, proposto dal rappresentante legale della Casa del Consumatore, Settimo Cerniglia; 25) Elisabetta Bruscolini, proposta dal direttore del dipartimento di Scienze storiche; 26) Claudia Ferrazzi, proposta dal direttore dell' accademia di Francia a Roma; 27) Alessandro Hinna, proposto dal direttore del dipartimento di economia e finanza dell'università di Tor Vergata; 28) Maria Isabella Ambrosini, proposta dal rappresentante legale dell'associazione culturale Incanto; 29) Fabio Fortuna, proposto dal direttore del dipartimento di Scienze storiche dell'Univeristà di Tor Vergata.


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    Una Roma fotocopia di quella vista con la Lazio, domenica scorsa, perde tre a zero e scivola ad un passo dalla finale. Dopo un primo tempo con molte occasioni da gol sprecate, gli uomini di Garcia cedono il campo nel secondo tempo ad un Napoli ben messo in campo e veloce nelle ripartenze. Troppi gli uomini "a mezzo servizio" per il tecnico francese che sotto gli occhi del "divino"  Diego Armando Maradona subisce la seconda sconfitta della stagione. 

    OCCASIONI SPRECATE- Nettamente ribaltato il 3-2 fissato dai giallorossi all'Olimpico una settimana fa, grazie alle reti di Callejon nel primo tempo e Higuain e Jorginho in avvio di ripresa. Nel computo del doppio match (pieno di errori tra le due difese, oggi solo da parte romanista), decidono infatti i pesi ponderati dei due attacchi, basato qusi esclusivamente sull'ispirazione del solo Gervinho quello giallorosso. A fari alterni (più spenti) Ljajic e Destro, Garcia, ci mette del suo lasciando in panchina Maicon e Totti, mettendo Bastos a sinistra e sperando nella vena di Destro in attacco. Il brasiliano è un disastro, ancora fuori dagli schemi di Garcia, mentre l'ex Siena riesce a sbagliare l'impossibile. Con Destro al 2' (ben imbeccato da Ljaijc), e un'altra doppia occasione con Gervinho (assist di Pjanic) e poi Ljajic, la Roma nel primo tempo si fa vedere spesso in avanti. Ma a colpire è il Napoli al 33' con Callejon che spunta indisturbato al centro e tra Benatia e Torosidis.

    RIPRESA A SENSO UNICO- Nella ripresa Napoli vicinissimo al raddoppio al 3' con De Sanctis decisivo su un tap in di Callejon. Sullo sviluppo del corner, nulla però può sull'incornata di Higuain che chiude i giochi con il 2-0. Garcia corre subito ai ripari, fuori Torosidis e dentro Maicon. Non basta la mossa e al 6' Mertens pesca sulla linea Jorginho (tenuto in gioco da Bastos) e per l'italo-brasiliano è un gioco da ragazzi beffare De Sanctis per il 3-0. La Roma prova a reagire con Destro, grazie alle spinte dei nuovi entrati Totti e Florenzi. Nel finale Garcia perde anche Strootman, espulso per proteste. Per il Napoli è la nona finale della sua storia. Sfiderà la Fiorentina, che non avrà Cuadrado. L'ultima volta, nel 2012, fu trionfo all'Olimpico, con un secco 2-0 sulla Juventus campione d'Italia che regalò il quarto trofeo nazionale ai partenopei. 


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    Un 30enne e' stato ucciso la notte scorsa, pugnalato con un cacciavite al petto, da un cittadino di nazionalità indiana di 57 anni. E' successo in strada intorno alle 2 di notte in via Garibaldi. Il 57enne e' stato arrestato per omicidio dai carabinieri del Nucleo operativo di Trastevere. Secondo quanto ricostruito dai militari il 30enne stava ascoltando la musica in auto con il fratello di 36 anni, parcheggiato accanto alla roulotte dove viveva l'indiano. Quest'ultimo, non riuscendo a dormire per la musica troppo alta, e' uscito dalla roulotte e con un cacciavite di 30 centimentri ha colpito il 30enne. Il ferito e' stato trasportato in ospedale dal fratello ma e' morto. I sanitari hanno avvisato i carabinieri che hanno ricostruito l'accaduto e arrestato il 57enne con l'accusa di omicidio.


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    Nel Lazio investivano in terreni i fratelli P.e G. M., imprenditori edili arrestati nel 2011 dai carabinieri nel corso di una operazione anticamorra che svelò importanti retroscena tra accordi tra clan e ambienti politici campani. In cambio di voti le ditte dei clan si assicuravano appalti pubblici. Soldi che i due imprenditori, attraverso prestanomi reinvestivano anche oltre i confini regionali, in Abruzzo, Toscana e Lazio.

    Nel sequestro cautelare ordinato questa mattina dalla procura di Santa Maria Capuavetere, sono stati i sigilli a beni per 40 milioni di euro e, tra questi, anche alcuni nella provincia di Latina e in quella di Frosinone. A Formia, infatti, sono 17 gli appezzamenti di terreno posti sotto sequestro in aree non propriamente urbane. In provincia di Frosinone, invece, gli investimenti dei due imprenditori vicini al clan dei Casalesi, avevano fatto acquisti a Fiuggi dove erano proprietari di altri quattro terreni. Nelle quattro regioni, invece, sono stati complessivamente 102 gli appezzamenti sequestrati insieme a 86 appartamenti, imprese edili, autorimesse, veicoli e conto correnti.


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    Presentata in anteprima questa mattina, nelle Grandi Aule delle Terme di Diocleziano, la mostra dedicata allo scultore Auguste Rodin, che approda a Roma dopo il successo al Palazzo Reale di Milano. È "Rodin. il marmo, la vita" dal 18 febbraio al 25 maggio: esposizione promossa e prodotta dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma e dal Musée Rodin di Parigi, con la partecipazione di Electa (che ha edito il catalogo della Mostra) e Civica, ed allestita da Aline Magnien, conservatore capo del Musée Rodin di Parigi, con la collaborazione dello storico dell'arte italiana Flavio Arensi. Presenti alla conferenza, oltre ai curatori Arensi e Magnien, la Soprintendente per i Beni Archeologici di Roma, Mariarosaria Barbera, il direttore del Museo Nazionale Romano alle Terme di Diocleziano, Rosanna Friggeri, il segretario generale del Musée Rodin, Sandrine Arrecgros ed Alain Le Roy, ambasciatore di Francia.

    Oltre sessanta le sculture ospitate nella cornice del Museo Nazionale delle Terme, in una rassegna che si divide in tre sezioni tematiche: illusione della carne e della sensualità, figure che emergono dai candidi blocchi di pietra, poetica dell'incompiuto. L'ampio corpus di opere che compongono questa rassegna, ne fa la più completa in assoluto tra quelle allestite sino ad ora su Rodin. "Un artista legato a doppio filo con l'Italia, soprattutto per il peso dell'influenza che sulla sua produzione artistica hanno avuto le suggestioni di Michelangelo: era infatti definito il Michelangelo della Belle Époque", come ha ricordato l'ambasciatore Le Roy. E proprio nel 450esimo anniversario della morte del grande maestro italiano Michelangelo, che cade domani 18 febbraio, quanto mai appropriata appare la location scelta per ospitare la mostra dell'artista Rodin, in quegli ambienti come il frigidarium, tepidarium e il calidarium che furono proprio dal Michelangelo trasformati nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri Cristiani. "In concomitanza con l'esposizione dei marmi di Rodin alle Terme di Diocleziano - ha tenuto a sottolineare la soprintendente Barbera - la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma sta ospitando una rassegna di quarantacinque opere tra sculture, rilievi e disegni dal titolo 'D'après Rodin. Scultura italiana del primo Novecento', dedicata proprio all'influenza trasversale che l'artista francese ha avuto su molti esponenti della scultura italiana di inizio secolo scorso". Il direttore del Museo Nazionale alle Terme, Rosanna Friggeri, infine, ha colto l'occasione per annunciare i futuri progetti del complesso monumentale dioclezianeo: "Contiamo di aprire presto altre due Grandi Aule delle Terme e finanche la Grande Natatio, la piscina delle Grandi Aule, laddove si specchiava la Fronte monumentale, finora vista attraverso famose stampe".


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    Gli ex dipendenti della società World Duty Free Group Italia da questa mattina hanno occupato la sede del comune di Fiumicino. Lo scopo è attirare l'attenzione sul loro problema occupazionale.

    “Infatti, mentre le attività commerciali – si legge in un comunicato dell’Usb – dell'aeroporto sono in continua espansione e continuano ad assumere personale esterno, i 20 ex dipendenti della Wdfg che un anno fa ha perso la gara di concessione degli spazi commerciali, sono lasciati a casa, nonostante l'esperienza maturata con anni di lavoro in questo settore". Lo dichiara l'Usb in un comunicato.

    La Regione  circa un mese fa si era impegnata alla convocazione di un tavolo con le parti coinvolte, Adr, Enac e Comune per riavviare un confronto al fine trovare una soluzione, ma ad oggi il tavolo non è ancora stato convocato.

    “I lavoratori al momento senza alcun sostegno economico – continua il sindacato di base –, hanno deciso di occupare quindi la sede del comune di Fiumicino per chiedere il sostegno del Comune che in tutto questo tempo ha sempre supportato la loro battaglia per riavere il proprio posto di lavoro”.

    Gli ex dipendenti sono stati già protagonisti di un’accampata davanti l’ingresso della società Adr per 40 giorni e di una protesta presso il Terminal 1 delle partenze. E d anche interessato la prefettura.

    "Il Comune nella persona dell'assessore al lavoro dottoressa Anselmi - conclude l'Usb - si è immediatamente attivato per sollecitare l'immediata riattivazione del tavolo di confronto finalizzato a trovare una soluzione al dramma di questi venti lavoratori arrivati alla disperazione".

    (foto di repertorio)


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    Il servizio della metro B e' interrotto tra Castro Pretorio e Garbatella a causa del decesso di un viaggiatore, avvenuta in seguito a un malore. In strada bus sostitutivi tra San Paolo e Castro Pretorio. Lo comunica l'Agenzia per la mobilita'. 


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    Il secondo Municipio e la Cna hanno organizzato una giornata da dedicare alle start up. Per mostrare gli investimenti e la partecipazione e individuazione di bandi per i giovani e il rilancio delle Piccole e medie imprese a Roma.

    “Lo scopo dell’incontro - ha detto Gerace - è quello di creare un canale di informazione che aiuti piccole e medie imprese, start up, giovani e innovatori a ricevere finanziamenti. Fare in modo che possano ottenere una spinta decisiva alla nascita e al mantenimento redditizio delle attività”.

    Agevolazioni, bandi e finanziamenti per giovani, start up e piccole e medie imprese. Le opportunità per gli investimenti, la creazione di impresa e l’innovazione saranno illustrate dalla Cna nel corso dell’incontro introdotto dal minisindaco Gerace al Museo civico di zoologia, via Aldrovandi 18, mercoledì 19 febbraio alle ore 17.

    All’incontro parteciperà anche la referente per l’innovazione e assessore municipale al commercio e per i fondi europei Emilia La Nave: “La ripresa dell’economia e del lavoro per i giovani - ha sottolineato l'assessore - sono certamente stimolate dall’erogazione di fondi a progetti meritevoli, ma la responsabilità di noi amministratori locali deve essere quella di una corretta informazione e divulgazione dei progetti”.

    I bandi che saranno presentati spaziano dai contributi a fondo perduto o finanziamento agevolato per investimenti di vario tipo (hardware, software, macchinari, opere murarie), per le spese di costituzione azienda o aumento capitale sociale, a quelli per giovani programmatori e giovani autori di fiction, fino a quelli per la costituzione di reti di impresa.


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    "Siamo in piazza per protestare contro l'ipotesi di tagli allo stipendio delle indennità accessorie". A dirlo le educatrici delle scuole di materna e di asili nido che da questa mattina alle 8 stanno manifestando davanti al Comando dei vigili urbani di via della Consolazione. "Questi tagli incidono anche sulle supplenze e, quindi, spesso gli insegnanti si trovano a gestire molte più classi e molti più bambini - hanno aggiunto - Per non parlare del materiale didattico per i bambini che manca e spesso dobbiamo comprarlo noi. Siamo molto delusi da questa amministrazione che sta dando voce ai nidi privati invece di tutelare e difendere la scuola pubblica".

    IL BLOCCO DI VIA DELLA CONSOLAZIONE - Per diversi minuti le centinaia di educatrici si sono riversate sulla strada bloccando così il flusso di auto. "Chiediamo soprattutto l'appoggio dei sindacati in queste forme di lotta. - hanno detto le insegnanti - Vogliamo essere tutelate da questa amministrazione per tutelare anche i bambini". Intanto ora la strada è stata liberata e il traffico ha ripreso a scorrere regolarmente. Una piccola discussione anche tra alcuni docenti che hanno provato a raggiungere il Campidoglio e le forze dell'ordine che hanno invece bloccato i manifestanti con due camionette della polizia e un cordone di uomini delle forze dell'ordine su via di Monte Tarpeo. "Non siamo delinquenti - hanno urlato alcuni insegnanti - vogliamo solo difendere i nostri diritti".

    IN CAMPIDOGLIO - La presa di servizio alle 11:30 ha di fatto concluso l'assemblea degli insegnanti. Ai piedi del Campidoglio, a via di Monte Caprino, rimangono le ultime educatrici che hanno provato a salire al Palazzo Senatorio per incontrare l'assessore alla Scuola Alessandra Cattoi, in viaggio a Bruxelles. Resta, nelle loro parole, l'amarezza per i disagi dovuti alle difficili condizioni di lavoro: "Oltre ai 200 euro in meno sullo stipendio che bene non ci fanno - denuncia un insegnante della primaria - la cosa peggiore è che se si fa male il 26esimo ragazzino, oltre il limite di legge, noi rischiamo grosso. Abbiamo faticato tanto in anni di precariato per guadagnarci un minimo di stabilità, ora la Giunta vuole togliercelo".


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    Incendio e sfratto nel noto Cafè de Paris in via Veneto, luogo cult della Dolce Vita già coinvolto in un'indagine sulla 'ndrangheta, che si appresta ora a chiudere il battenti. Questa notte, intorno all'una, le fiamme sono divampate in uno sgabuzzino adiacente uno spogliatoio. Un piccolo rogo con fumo che ha visto incendiarsi una busta e un aspirapolvere dove forse era finita una sigaretta accesa. "Accanto è stata trovata anche una latta di benzina", riferisce Aldo Berti, il titolare della società che gestisce il Cafè dal 2009 dopo l'affidamento ad un custode giudiziario a seguito della confisca alla cosca 'ndranghestista degli Alvaro. "Dopo non molte ore – continua il racconto di Berti – ci siamo anche visti notificare dalle forze dell'ordine un avviso di sfratto forzato. Stiamo svuotando il locale. L'amministrazione giudiziaria non ha pagato gli affitti al proprietario delle mura che è una persona di Reggio Calabria. Ora tutti i dipendenti perderanno il lavoro". Ora c'è anche chi si chiede se vi sia un nesso tra le fiamme e lo sfratto. Vigili del fuoco e agenti del commissariato Castro Pretorio stanno svolgendo accertamenti per fugare ogni dubbi. Le fiamme hanno provocato comunque solo lievi danni e nessuna persona è rimasta ferita o intossicata.


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    Monterotondo avrà il Registro delle Unioni Civili. L'atto è stato approvato a larga maggioranza, durante l’ultima seduta del consiglio comunale, su proposta del consigliere Massimiliano Spinnato del gruppo 'Cittadine/i a sinistra' (Sel, Prc, Rete Civica dei Cittadini) e dalla Consigliera Marianna Valenti per il Partito Democratico. A riferirlo è il gruppo Sel di Monterotondo. "Preso atto che anche a Monterotondo il numero delle coppie di fatto costituisce un fenomeno in costante aumento - si legge nel comunicato - si ritiene necessario che il Comune garantisca, nei limiti delle proprie competenze, il diritto a ricevere un trattamento non diverso da quello assicurato alle coppie coniugate". Secondo Sinistra ecologia e libertà "le Unioni Civili sono espressioni di convivenza scelte liberamente, che non contrastano con le norme costituzionali, e si estendono a cittadini residenti nel territorio comunale che si trovino a condividere legami durevoli di tipo affettivo, di co-abitazione e di assistenza e sostegno reciproco, morale o materiale".

    CHI PUO' ISCRIVERSI - Al registro potranno iscriversi due persone, non legate tra loro da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela, curatela, ma da vincoli affettivi, residenti anagraficamente e coabitanti nel Comune di Monterotondo. Sarà compito delle commissioni consiliari redigere apposito regolamento. "Un passo importante per la nostra città, che riconosce a tutte e tutti i cittadini uguali diritti, in attesa di una legge nazionale", aggiunge Sel. "L’Italia è in colpevole ritardo su questo tema - conclude il gruppo Sinistra, Ecologia e Libertà di Monterotondo - abbiamo bisogno di provvedimenti concreti che siano all’altezza di un paese che si definisce civile. Questo atto amministrativo del nostro Comune stimolerà senz’altro l’allineamento della normativa al progresso civile e ad una cultura che rispetti la dignità delle persone ed il loro diritto a vivere le relazioni affettive senza temere discriminazioni e violenze".


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