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    "Riprendiamoci il futuro!" ora lo urlano anche le piccole e medie imprese, i commercianti, gli artigiani arrivati da tutta Italia a piazza del Popolo. Alcune migliaia di manifestanti che già da stamattina in metro e sugli autobus capitolini formano una variopinta carovana con le bandiere delle 5 associazioni organizzatrici: Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna e Casartigianato. Dal palco gli oratori che si susseguono ripetono le lodi alla "gente sorridente, che nonostante tutto vuole andare avanti e lavorare in condizioni ottimali per l'Italia. La folla esprime non solo rabbia, ma proposte". Dalle 12,15 gli interventi dei presidenti delle associazioni.

    CNA - Alla manifestazione, in attesa degli interventi dei presidenti nazionali delle 5 associazioni organizzatrici, i leader regionali ribadiscono le loro richieste agli Enti locali. "La Regione Lazio sta intervenendo sulla filiera dell'accesso al credito - dichiara il presidente di Cna Lazio Danilo Martorelli - noi chiediamo un processo semplificato il più possibile, con il ruolo dei consorzi da valorizzare. Fondamentale poi è abbassare l'Irap, tributo che attiene alle imprese e i cui proventi al 90% vanno alla Sanità. Una parte deve andare invece alle Pmi". L'auspicio di Martorelli è che Rete Imprese Italia diventi "un interlocutore stabile delle istituzioni. Confindustria - nota - è in difficoltà, dopo 50 anni le grandi imprese private in Italia non esistono più. Oltre a loro e ai sindacati ci siamo noi".

    GLI INTERVENTI - "Questa manifestazione resterà nella storia dell'Italia come la più grande nella storia dell'impresa italiana". Così, il presidente di Confartigianato Giorgio Merletti, ultimo dei 5 leader delle associazioni di Rete Imprese Italia, ha concluso con il suo discorso l'evento di oggi a piazza del Popolo. In piazza, circa 50mila manifestanti. Tutti contro "il rischio di scomparire, vittime di un "fisco che schiaccia le famiglie", attacca Merletti. L'affondo è rivolto poi alla "dittatura della burocrazia", con "la Pubblica Amministrazione che non paga, nonostante le direttive europee". "Questo benedetto Stato quand'è che comincia a risparmiare? - si chiede Merletti - Meno richieste e meno tasse, questa è la ricetta più semplice". Scendere in piazza ora per non farlo più, questo sembra essere il motto, ribadito dallo striscione issato al Pincio "Oggi per non chiudere per sempre": "Non si erano mai visti tanti imprenditori in piazza, lo facciamo per noi e i nostri figli ma non vorremmo tornarci". Merletti lancia infine un hashtag al presidente del Consiglio incaricato Matteo Renzi: "#Matteostaipreoccupato, perché se non abbassi le tasse ti facciamo nero". Sulla stessa linea d'onda anche l'intervento del presidente di Casartigiani Giacomo Basso: "Avete dimostrato oggi una grande partecipazione, questa è la piazza del Popolo degli imprenditori italiani. Avete fatto un vero miracolo, dal 92-93 all'epoca della minimum tax non scendevamo in piazza". Il pensiero di Basso va poi alle "144.000 imprese che non ce l'hanno fatta", un momento di cordoglio accompagnato dallo slogan "Dignità! Dignità!" che il leader fa scandire alla piazza. Ancora sulle mancanze della politica Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio: "Ci sono alcuni momenti, come le elezioni, dove le nostre richieste vengono tramutate in programmi. Siamo stanchi dell'elogio di circostanza, di essere ricordati come linfa vitale del Paese". "Non c'è più tempo - ammonisce - non bastano le migliaia di imprese chiuse, e il rischio di pace sociale. È pericoloso lasciare famiglie e imprese sull'orlo della disperazione". L'appello è: "Fate i governi, fate le riforme istituzionali, la legge elettorale ma fate in modo di fare le riforme che sostengano gli imprenditori. L'impresa non deve diventare una missione impossibile".


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    Affrontare il dramma della disoccupazione giovanile e di genere e dotare la Regione di una politica per il lavoro che sappia cogliere le opportunità offerte dall'Europa. Questi gli obiettivi del pacchetto di iniziative presentate oggi dal governatore Zingaretti e dall'assessore al Lavoro, Lucia Valente.

    Si tratta di una riorganizzazione radicale della governance che guarda alla tutela dei diritti dei lavoratori, all'occupazione giovanile e femminile, alla trasparenza e ad un ripensamento radicale del sistema dei tirocini. Si parte con il cogliere l’opportunità offerta dall’Europa: la “Youth guarantee”, il nuovo piano europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile.

    Grazie ad un investimento di circa 140 milioni i giovani tra i 15 e i 24 anni riceveranno, entro 4 mesi dalla presa in carico da parte dei centri per l'impiego, una offerta di lavoro adeguata alle loro competenze, o un tirocinio, o un contratto di apprendistato, o, qualora questa venisse valutata come l'opzione migliore, la possibilità di proseguire gli studi.

    I giovani riceveranno un voucher di entità variabile che dovrà essere speso presso centri di collocamento privati di eccellenza certificati dalla Regione, che, per ricevere l'intera somma, dovranno accompagnare, in 4 mesi, il giovane verso la scelta migliore nel mondo del lavoro o della formazione.

    Questo progetto “permetterà di rilevare e mettere online quanto la formazione impartita riesca a produrre sbocco professionale - ha spiegato Valente – . Dobbiamo formare i nostri giovani in base a ciò di cui c'è bisogno e, per saperlo, dobbiamo chiedere alle imprese. Noi abbiamo puntato sull’occupabilità con il sistema di accreditamento nelle agenzie del lavoro”.

    Secondo provvedimento, la Regione ha “scritto la disciplina dei tirocini, che non saranno mai più gratis mai più finti”. “Il tirocinio non è un contratto di lavoro, ma un momento in cui il giovane riesce ad entrare nel mondo impresa per farsi conoscere e imparare qualcosa che gli consentirà di essere apprezzato”. È stata definita un indennità minima di partecipazione al tirocinio pari a 400 euro lordi mensili e viene stabilita la loro durata massima a seconda delle diverse tipologie.

    Sono previste tre tipologie di tirocini: tirocini formativi e di orientamento, per agevolare le scelte professionali e l'occupabilità dei giovani nel periodo di transizione tra il sistema dell'istruzione e il lavoro. I destinatari devono essere in possesso di un titolo di studio conseguito entro e non oltre dodici mesi. La durata non può superare i sei mesi.

    Le altre due tipologie di tirocini previsti dalla nuova disciplina sono quelli di inserimento o reinserimento lavorativo, per sostenere le persone disoccupate (anche in mobilità), le persone inoccupate e i lavoratori sospesi in regime di cassa integrazione ordinaria, straordinaria o in deroga ed, infine, I tirocini a favore dei disabili, delle persone svantaggiate e di quelle titolari di protezione interionale.

    La terza iniziativa del pacchetto è la nuova disciplina dell’apprendistato alta formazione e ricerca. Un nuovo sistema di regole, rivolto ai giovani tra i 18 e i 29 anni, che valorizza l'esperienza del lavoro come strumento di crescita e acquisizione di competenze anche nel campo dell'alta formazione. E ancora: la “Staffetta generazionale” garantirà l'avvicendamento tra i lavoratori prossimi alla pensione e giovani neoassunti, attraverso un percorso di formazione e inserimento professionale.

    Grazie a questa misura, i lavoratori che andranno in pensione entro tre anni possono volontariamente accedere all'orario a tempo parziale e diventare tutor di un giovane che potrà essere assunto. La Regione copre, con apposito finanziamento, il delta contributivo del lavoratore più anziano. La sperimentazione iniziale riguarderà circa 250 posti di lavoro.

    Il “contratto di ricollocazione”, quinto provvedimento, guiderà la persona fino all'inserimento lavorativo supportandola nel cercare le opportunità di lavoro in linea con le proprie competenze e personalità. Per quanto riguarda l’occupazione femminile, sono state approvate in Giunta le linee guida per l'attuazione nel Lazio delle misure di conciliazione vita lavoro per le donne, all'interno del programma nazionale denominato Intesa 2012, promosso e finanziato dal Dipartimento nazionale per le pari opportunità.


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    Anni ad aspettare una busta paga che non arriva mai. Lavorare duramente in attesa di miseri acconti: 200, 100, 50 euro per volta dopo lunghe ed umilianti richieste. Andare al lavoro sperando che nessuno sulla metropolitana si accorga che a 59 anni non può permettersi di pagare il biglietto. Poi un giorno Marino viene praticamente costretto a lasciare il lavoro: chiama la ditta di impiantistica per cui fa il muratore e se ne va per reinventarsi una vita da pastore. Abusivo.

    Pecore

    LA STORIA - "Non ho autorizzazioni - racconta timoroso il pecoraio che a 24 anni ha lasciato la Sardegna per venire a Roma - vivo in una baracca su un terreno che non è mio. Il latte che producono le mie pecore dovrei portarlo al caseificio e non usarlo come faccio qui. Se qualcuno mi scopre sono nei guai, ma cosa altro potevo fare? Due anni fa avevo già lasciato l'appartamento dove vivevo per risparmiare i 600 euro di affitto e mi ero trasferito in questa roulotte. L'unica cosa che mi restava da fare era smetterla di perdere tempo a lavorare senza compenso. Mio zio si era ammalato e così ho iniziato di occuparmi delle sue pecore a tempo pieno". Marino, circondato dalle 30 pecore che pascolano in un'area di 5 ettari della campagna romana, racconta che la ditta per cui lavorava aveva commissioni anche molto prestigiose. "Con enti pubblici - spiega - che però non pagavano mai. O almeno era quello che ci diceva il titolare. Dopo di me altri 15 operai se ne sono andati".

    IL LICENZIAMENTO - Fino al licenziamento, cinque mesi fa, le pecore di Marino erano governate dal ragazzo polacco che vive con lui. "Adesso sono decisamente più sereno - aggiunge - sono padrone del mio lavoro nel bene e nel male. Niente giorni liberi, né tempo da dedicare agli amici che però mi vengono a trovare spesso e portano delle cose". C'è Cristian un ragazzo rumeno che lavorava con lui che gli porta tutte le settimane pacchi di pasta e secondi piatti pronti. O il veterinario che lo aiuta e che viene ricambiato con una busta di pomodori dell'orto. "Nella zona ci conoscono tutti - racconta - ci vogliono bene e quando avevamo le galline c'era la fila per prendere le uova fresche. Poi le volpi le hanno uccise tutte. Riusciamo a produrre ricotta e formaggi che a volte vendiamo, altre barattiamo per qualcosa che ci serve". La maggior parte degli alimenti vengono consumati dagli stessi pastori. "L'ultima papera che avevamo - ricorda Marino - l'abbiamo mangiata il 6 gennaio. Non avevamo niente altro e la fame era tanta". Nel frattempo il 59enne continua a cercare lavoro e riesce a fare qualche giornata come muratore o come giardiniere. "Certo che vorrei trovare lavoro - spiega - perché per quanto io ami gli animali, vorrei potermi permettere dei giorni di riposo. Inoltre potrebbero cacciarmi e allora dove andrebbero a finire le mie pecore?".


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    Uno degli speroni della Villa dei Sette Bassi, sito archeologico nel Parco Regionale dell'Appia Antica, sulla Tuscolana in zona Capannelle, è crollato sotto i colpi del maltempo che si è abbattuto sulla Capitale nei giorni scorsi. L'allarme, lanciato oggi da un cittadino, è stato raccolto dalla Soprintendenza Speciale Speciale per i Beni Archeologici di Roma, che ha registrato l'emergenza e predisposto gli interventi per la messa in sicurezza dell'area.

     

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    AREA MESSA IN SICUREZZA - Lo sperone danneggiato, tuttavia, non potrà essere ricostruito, come spiega il funzionario responsabile del territorio per la Soprintendenza, Roberto Cereghino: "Il cedimento, che ha interessato la parte più esterna di uno sperone della Villa, è avvenuto durante l'ondata di maltempo di due settimane fa. Le operazioni non prevedono la ricostruzione dello sperone per via della grande deperibilità dei materiali causata anche dalle forti piogge. Verrà invece messa in sicurezza l'area, e sono previsti interventi di rinforzo su altre parti della Villa che sono a rischio crollo per colpa del materiale deperibile".

    LA STORIA DEL SITO - Conosciuta anche come Villa Tuscolana, si tratta di una delle più grandi tra le ville del suburbio romano, probabilmente la seconda per grandezza dopo la Villa dei Quintili e prende il nome da quello che viene considerato il proprietario, Settimio Basso, Prefetto di Roma al tempo di Settimio Severo (193-211 d.C.). "La villa è un importante sito archeologico nel panorama capitolino - sottolinea Cereghino - Ciò rende essenziale gli interventi di messa in sicurezza e in generale a tutela dei beni di questa rilevanza. Da parte nostra, cerchiamo di fare il possibile con le risorse, purtroppo poche, che abbiamo a disposizione".


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    Far restare alcuni tributi e una parte dei soldi derivanti da sanzioni nei municipi, per dotarli delle risorse necessarie al funzionamento. Renderli “controllori” dei servizi pubblici, dotarli di un ufficio di Ragioneria ciascuno e incentivarli rispetto al risparmio energetico. Questi sono alcuni degli obiettivi della riforma dei municipi che oggi il promotore Gianni Paris (Pd) ha portato per la prima volta all'esame congiunto della commissione da lui presieduta, Roma Capitale, e di quella Bilancio, presieduta da Alfredo Ferrari. All'incontro hanno partecipato anche diversi presidenti di municipio, l'assessore al Bilancio, Daniela Morgante, e l'assessore alla Casa, Daniele Ozzimo.
     

    IL DECENTRAMENTO - Si tratta della modifica dell' art. 46 sul decentramento, che si prepara al suo primo step. "Ho messo in fila degli atti che, in una situazione di carenza di risorse, possano incidere sulla formazione e sulla qualità del bilancio 2014. Si vuole riconoscere ai municipi la capacità di mettere in campo politiche virtuose sia di recupero di risorse dai tributi evasi, sia dall'efficientamento energetico - riferisce Paris - si propone di far restare alcuni tributi nei municipi: penso alle Osp (occupazioni di suolo pubblico), ai passi carrabili, alle sanzioni urbanistiche laddove ci sono degli abusi. Chiederò anche l' istituzione in ogni municipio di un ufficio di Ragioneria che gestisce entrate, uscite e appalti. Oggi ce ne sono solo cinque per 15 municipi ed è una situazione che crea caos".

    CONTROLLORI” DEI SERVIZI - Si prevede inoltre un rapporto più diretto tra i municipi e le aziende dei pubblici servizi, “affinché il controllo di eventuali disservizi produca quelle sanzioni che devono rimanere nei municipi: se un lampione è rotto, se l' Ama non passa o se non passa un autobus - dice ancora Paris - sono loro i primi ad accorgersene, non il Campidoglio". Alfredo Ferrari gli fa eco: "Inizia un iter. La mia proposta sarà anche di rivisitare gli indicatori di spesa perché ci sono delle esigenze diverse da municipio a municipio per quanto riguarda scuole, verde, strade, soprattutto se si pensa a quelli che sono stati accorpati".

    VERSO LA CITTA' METROPOLITANA - "La riforma dei municipi si inserisce anche nel progetto di città metropolitana, perché se è vero che Roma avrà le dimensioni dell'attuale provincia, è inevitabile che il Campidoglio dovrà svolgere funzioni di governo strategico dell'area vasta, mentre i municipi dovranno assolvere sempre più alla manutenzione del territorio e al diretto intervento sui destini della gente, diventando dei veri e propri comuni urbani con una propria soggettività politica e giuridica" continua Paris.


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    Alle 16 di domenica pomeriggio, il pronto soccorso del Santa Maria Goretti di Latina è il più affollato del Lazio: ci sono 32 pazienti in attesa, 7 codice giallo, 24 verde e uno bianco. I meno frequentati il San Giovanni di Dio di Fondi, gli ospedali civili di Tarquinia e Acquapendente e l’Angelucci di Subiaco, che non hanno neanche una persona in fila. Quindi, per un paziente non proprio grave che abita a Latina e ha necessità di ricorrere alle cure mediche, sarebbe meglio spostarsi a Fondi piuttosto che aspettare ore, prima che sgombri il pronto soccorso della città dove vive. Forse in pochi lo sanno, ma ognuno di noi può tenere sotto controllo la situazione degli accessi in tutti i pronto soccorso del Lazio e quindi – ad eccezione delle situazioni di reale emergenza – pianificare quando è il momento migliore per raggiungere il proprio ospedale o se conviene addirittura spostarsi in un’altra struttura. Il servizio è disponibile online sul sito della Regione Lazio all’indirizzo http://www.regione.lazio.it/accessiprontosoccorso/ e non ha lo scopo di misurare la rapidità di intervento delle strutture sanitarie pubbliche, quanto piuttosto quello di fornire ai cittadini uno strumento di informazione e di trasparenza.

    Ma vediamo come funziona questo portale che non appare certamente come una classifica basata sull’efficienza dei presidi ospedalieri, ma come semplice e immediato servizio di consultazione di tabelle contenenti solo dati e non giudizi di merito. I dati disponibili si riferiscono agli accessi nei Pronto Soccorso o Dipartimenti di Emergenza di I o II livello, registrati dai singoli presidi attraverso il così detto sistema GIPSE. La rilevazione copre la quasi totalità delle strutture, tranne 4 Pronto Soccorso di ospedali privati, quelli specialistici dell'Ospedale S. Camillo-Forlanini (Pediatrico e Ostetrico) e i due specialistici odontoiatrici G. Eastman e del Policlinico di Tor Vergata.

    Nella tabella sono riportati sia il numero di pazienti in attesa che quelli in trattamento, distinti per colore del triage. Nelle ultime colonne sono indicati il numero di pazienti già trattati in attesa di ricovero o di trasferimento ad altro istituto, il totale dei pazienti per i quali è ritenuta necessaria un'ulteriore osservazione e il totale dei pazienti presenti nel Pronto Soccorso. I dati possono esser filtrati e ordinati anche per nome dell'Ospedale, per ASL, per Comune o il per ruolo della struttura nella rete dell'emergenza (PS, DEA I, DEA II).

    Nel Pronto Soccorso con metodi codificati (triage) sono individuati i problemi più importanti e stabiliti, in base alle condizioni d'urgenza, il livello di gravità e la priorità. A ciascun paziente è attribuito un codice, corrispondente alla sua condizione. Non ci sono invece indicazioni sui tempi di attesa, che l’esperienza insegna dipendono non solo dal numero di pazienti presenti ma soprattutto dalla gravità delle condizioni della persona assistita. Insomma, un servizio leggibile non solo dagli addetti ai lavori che dà anche la dimensione del volume di interventi attuati dalle strutture sanitarie alle quali spesso ci rivolgiamo con scarsa conoscenza e tanta impazienza.

    A cura di Progetto Archimede
    www.progettoarchimede.com


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    La riqualificazione del Parco di Centocelle è vicina. Dopo il tavolo di lavoro di oggi, Regione, Comune e sesto Municipio hanno preso un impegno sulla delocalizzazione delle imprese autodemolitrici. Il tavolo, a cui hanno partecipato l'assessore comunale all'Ambiente, Estella Marino, quello regionale all'Ambiente, Fabio Refrigeri, e il vicepresidente del Consiglio regionale, Massimiliano Valeriani, si aggiornerà il 6 marzo.

    Quello degli sfasci lungo viale Togliatti è un problema di lungo corso. Il loro spostamento era stato già previsto da una delibera nel 2009 che individuava anche i luoghi adatti al 'trasloco'. Nulla si è mosso fino ad oggi. "La riunione di oggi - hanno spiegato in una nota congiunta Marino, Refrigeri e Valeriani - è servita per evidenziare l'impegno delle amministrazioni, comunale e regionale, per risolvere insieme l'annosa questione delle autodemolizioni che insistono nel parco di Centocelle". L'impegno quindi è quello di individuare le aree adatte dove spostare gli autodemolitori "quale primo passo di un piano attuativo più generale per la risoluzione della questione dei siti di autodemolizione che interessa tutta la città di Roma", si legge ancora nella nota. Non solo, dopo lo spostamento degli autorottamatori partirà la bonifica dei siti.


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    Roma è davanti a Milano in gran parte delle classifiche degli acquisti online. È quanto viene fuori da una ricerca condotta da Agipronews sull'e-commerce e i gusti sul web  dei consumatori romani e milanesi. Lo dicono chiaramente i fatturati di due grandi aziende del commercio con il mouse, Privalia e Zalando, attraverso i quali si è tracciato l'identikit del 'derby' Roma-Milano. Se la capitale è medaglia d'oro del fatturato, Milano si prende la sua rivincita nel settore degli acquisti di lusso, in particolare capi firmati, dei materiali sportivi e dei prodotti beauty.

    "Sono a loro agio e meno diffidenti i romani quando c'è da impugnare il mouse con la destra e la carta di credito con la sinistra: secondo uno studio della Linear - riferisce Agipronews - compagnia di assicurazione on line, emerge che il 57% dei romani compra regolarmente su internet e il 37% si fida ciecamente del proprio intuito nell'evitare fregature, anche se il 40% compra solo su siti di provata affidabilità. Ad utilizzare la carta prepagata è l'8% dei clienti on line romani, mentre il 6% si affida a PayPal. A Milano si scende in percentuale (45%) negli acquisti on line, ma c'è maggior fiducia (41%) anche se il 37% compre solo su siti conosciuti. Il 7% utilizza le prepagate mentre si scende al 4% per il circuito PayPal.

    "Mettendo da parte il flagello meteo degli ultimi giorni - si legge nel comunicato - quando si pensa al sole la rima è con Roma. Viceversa, il tempo cupo e l'idea della pioggia è più assimilabile a Milano. E invece, sorpresa, nelle classifiche delle vendite on line Milano batte Roma nell'acquisto di occhiali da sole, mentre spetta a Roma il primato di vendita di ombrelli e stivali da pioggia. Se le signore di Milano strizzano l'occhio alla sensualità e all'erotismo, con il primato delle vendite di tanga, dai tradizionali ai più fantasiosi, la Roma al femminile punta alla asciutta sobrietà e alla comodità degli slip".

    Curioso anche il 'derby' dei gusti per quanto attiene al gioco on line. Se, in tema di scommesse sportive, a Roma si gioca di più, 107 milioni nel 2013 a fronte di 81 milioni targati Milano è nel mondo virtuale dei giochi da casinò che vengono fuori differenze nette di gusti e tipologia di gioco. Il romano ama la roulette, quindi fortuna pura e adrenalina, mentre il giocatore milanese pende decisamente verso la sfida riflessiva del BlackJack.

    "Curiosa la tendenza - aggiunge Agipronews - per quel che riguarda le slot on line. Nella scelta dell'ambiente di gioco e dei temi caratterizzanti le slot, è passione pura, sia a Roma che a Milano, per il genere horror, anche se con una differenza estetica e di genere evidente. Milano è più 'Twilight style', e sceglie le slot con i vampiri, mentre a Roma si punta al vintage anni '80 e, in particolare, allo stridio delle dita affilate di Freddy Krueger, il serial killer che appare in sogno nato dal genio di Wes Craven. Se Milano è modernità e Roma tradizione, seguendo il classico luogo comune, il discorso è ribaltato dal bilancio dei casinò on line, dove Roma fa segnare un 35% di più nei volumi di gioco".


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    Scup non deve andare via. Il progetto di Sport e Cultura popolare, nato quasi 2 anni fa dall'occupazione dell'ex palazzo della motorizzazione di San Giovanni, deve continuare a vivere.  E' questo l'indirizzo dato oggi pomeriggio dal'assemblea capitolina che ha approvato all'unanimità una mozione per impegnare il sindaco e la giunta capitolina "a porre in essere le misure necessarie per scongiurare lo sgombero dello stabile di via Nola 5 e permettere la continuazione del progetto denominato Scup-Sport e Cultura popolare".

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    LA STORIA - L'edificio, di proprietà del demanio e passato in un fondo immobiliare (Fip), voluto dagli allora ministri Tremonti e Siniscalco, è stato venduto nel 2010 a una società, la F&F immobiliare, un fondo vicino, al gigante della cooperazione rossa Unieco, come riportato da Paese Sera lo scorso aprile. Occupato nel maggio del 2012 e sgomberato già una volta nel gennaio 2013, l'ex palazzo della motorizzazione di via Nola, in poco tempo si è trasformato in uno dei cuori pulsanti del quartiere di San Giovanni, divenendo un punto di aggregazione, culturale e sportivo, per tanti abitanti del quartiere.

    L'IMPEGNO DEL CAMPIDOGLIO -  "L'esperienza di Scup - afferma il capogruppo di Sel Gianluca Peciola, promotore della mozione - è un progetto nato dall’occupazione da parte di un gruppo di cittadini, disoccupati, precari e istruttori sportivi che va valorizzato e sostenuto in quanto svolge servizi sportivi, sociali e culturali per i cittadini e il quartiere di San Giovanni - prosegue Peciola - E’ ciò che prevede la mozione approvata oggi dall’Assemblea Capitolina che impegna la Giunta ed il Sindaco all’apertura di un tavolo di trattativa con la proprietà affinché sia scongiurato lo sgombero e possa essere garantita la prosecuzione di questa importante esperienza".


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    Un gesto si simbolico contro la 'casta'. È il taglio del 10% sulle retribuzioni per sindaco e giunta. "Ho deciso di ridurre per il 2014 il mio stipendio e mi aspetto uno sforzo analogo da tutti coloro che hanno a cuore la città", un chiaro messaggio che Ignazio Marino lancia agli assessori, ai dirigenti del Campidoglio e delle società partecipate e municipalizzate del Comune. E nel calderone della dieta dimagrante finiscono anche gli staff. Nessuno potrà "percepire uno stipendio complessivo superiore a quello del sindaco", il diktat.

    Solo la squadra di governo costa circa un milione di euro l'anno. L'inquilino di palazzo Senatorio percepisce 150 mila euro lordi, la metà per i titolari dei 12 assessorati, insieme al presidente dell'assemblea capitolina. Per quest'anno il risparmio è, almeno in partenza solo con gli assegni dei membri della sala delle Bandiere, di circa 100 mila euro. La squadra di governo risponde presente, adesso si aspettano le mosse dei presidenti e amministratori delegati delle società comunali. Il segretario generale, Liborio Iudicello, invece, anticipa i suoi colleghi: rinuncia da subito al suo compenso. Altri 63 mila euro in meno per le casse pubbliche, una scelta che però arriva solo dopo essere finito nella bufera dei doppi stipendi. L'uomo macchina del Campidoglio, infatti, ha comunque dalla sua la retribuzione da dipendente del Senato a poco più di 90 mila euro lordi l'anno.

    Marino ringrazia "il capo di Gabinetto che ha rinunciato all'indennità legittimamente prevista al momento del conferimento dell'incarico, peraltro inferiore a quella riconosciuta ai suoi predecessori". La soluzione è semplice: "Lo stesso - spiega il sindaco - percepirà pertanto il medesimo trattamento economico complessivo precedentemente riconosciuto dall'amministrazione di provenienza (palazzo Madama, ndr)". "Un'azione - continua - ispirata a criteri di efficienza e sobrietà nell'uso delle risorse pubbliche". Ricordando "l'eliminazione delle auto blu", anche se la delibera è ancora ferma in commissione, e "la razionalizzazione dei costi con la delibera sulla centralizzazione degli acquisti, che a regime consentirà un risparmio di almeno 250 milioni di euro ogni 12 mesi".

    Decisione che però arriva solo alla fine di un braccio di ferro con i dipendenti comunali, che, nel piano dell'assessore al Bilancio, Daniela Morgante, avrebbero visto le loro buste paga scendere anche di 150 euro al mese. La delibera è scomparsa dal tavolo della giunta, su cui arriva la proposta del sindaco. "Bella mossa del sindaco Marino'', commenta il segretario della Uil Roma. Pierpaolo Bombardieri punta il dito contro i "superstipendi dei dirigenti delle holding capitoline che superano, e di parecchio in alcuni casi, il compenso annuo del presidente Usa, Obama". Per "combattere i privilegi della casta - continua il numero del sindacato -  e contribuisca ad abbassare, oltre al proprio, gli stipendi dei Rockefeller romani''. È lì il vero buco nero delle casse di Roma, Marino lo sa e ha aperto il varco alla spending review.

    I conti della Capitale aspettano ancora di essere messi in sicurezza dal decreto Salva-Roma, che permette di spostare il debito sulla gestione commissariale. Il provvedimento scade il 28 febbraio e serve per mettere nel cassetto il bilancio 2013. L'atto, che dà la possibilità di scontare 485 milioni, spalmati tra 2013 (320 mln) e 2014 (165 mln), è stato al centro dello scontro al Senato, sotto i colpi degli emendamenti di Scelta civica, con Linda Lanzillotta che chiedeva di cedere le società che erogano i servizi pubblici, in primis Acea (Acqua ed energia).  Il Dl  approderà in aula il 20 febbraio, anche se il suo esame non sarà concluso in commissione. "Bypassare" l'assise è la via d'uscita annunciata a Palazzo Madama, dal presidente Pietro Grasso, per permettere la conversione del decreto Enti locali entro la deadline di fine mese. E se si riuscisse nell'intento, approvare il testo prima della sua scadenza ricorrendo alla nota'ghigliottina', le norme del 'Salva Roma', diventeranno legge. Perché senza Roma rischia il crac. In attesa della vera dieta degli stipendi di manager pubblici.


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    Sembra un paradosso, ma anche da un disastro ambientale, si può costruire una città più sostenibile, in cui le ferite del passato si tramutano in risorsa. Per tutti. E' proprio questo quello che potrebbe accadere in via Prenestina, all'altezza di largo Preneste, fra i relitti urbani dell'ex fabbrica della Snia Viscosa, dove si annida un vero e proprio lago che presto potrebbe essere annesso all'adiacente parco delle Energie, divenendo quindi un nuovo spazio pubblico. E da una tentata speculazione potrebbe, quindi, rinascere un intero quartiere. Perché quel lago, sconosciuto ai più, è il risultato di un abuso edilizio consumato negli anni 90, quando i proprietari dell'area tentarono di realizzare un centro commerciale all'interno dell'ex fabbrica. Scavando, venne intaccata gravemente la falda acquifera sottostante. I lavori si fermarono, non l'acqua, che fuoriuscì fino a formare nel tempo uno stagno dalle consistenti dimensioni. Che ora potrebbe diventare patrimonio della collettività.

    parco ex snia

    L'ESPROPRIO - Proprio oggi pomeriggio, infatti, l'assemblea capitolina ha approvato una mozione per chiedere al sindaco "l’esproprio di una piccola porzione di area privata dell'ex Snia - si legge nel provvedimento portato in aula dal capogruppo di Sel Gianluca Peciola - per collegare l’area pubblica adiacente al lago con la più estesa area pubblica del parco". Inoltre si chiede di "mettere a disposizione delle risorse per la sistemazione e l’attrezzaggio per la fruizione dell’area del lago condividendone la progettazione con i residenti e il Forum territoriale dei cittadini attraverso un percorso partecipato, a introdurre le tutele ambientali e paesaggistiche nell’area del lago".

    IL FUTURO - La mozione prevede anche di avviare una collaborazione tra i Dipartimenti del Patrimonio, dell’Urbanistica e dell’Ambiente con il Municipio e il forum territoriale dei cittadini, per una progettualità partecipata sia sull’area pubblica che su quella privata e di rendere noto qualsiasi ulteriore progetto presentato dal costruttore a tutti i gruppi consiliari. Una richiesta ben precisa che mira a evitare quanto accaduto nel recente passato. Fallito il tentativo, durante l'era Alemanno, di inserire l'area nel piano piscine private da realizzare in vista dei mondiali di nuoto del 2009, e tramontata, almeno per ora, la prospettiva dei grattacieli da realizzare anche attraverso il bando sul recupero dei Relitti Urbani, indetto da Alemanno nel 2010 e cancellato dalla nuova giunta lo scorso gennaio, si potrebbe quindi aprire per l'ex Snia un nuovo futuro. Partecipato e sostenibile.


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    Tre ragazzini, dagli 8 ai 15 anni, sono stati colti da un malore mentre si trovavano negli spogliatoi della piscina di un centro sportivo, in via Aurelia a Roma. E' successo nella tarda serata di ieri. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione Madonna del Riposo. Il malore potrebbe essere causato da una intossicazione da monossido di carbonio ma sono in corso accertamenti. I tre minorenni, nessuno dei quali e' in gravi condizioni, sono stati portati prima all'ospedale San Camillo poi trasferiti all'Umberto I e sottoposti a trattamento di ossigenoterapia in camera iperbarica. Nessuno comunque è grave o in pericolo di vita. 


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    Il diritto all'abitare nella Capitale è ancora tutto da costruire, e se i mutui sono inaccessibili, con gli affitti non va meglio. Perché Roma si conferma la città più cara in Italia con 875 euro a fronte di un canone nazionale di 516 euro. E' quanto emerge da un'indagine condotta dal franchising immobiliare Solo Affitti. Tuttavia, dopo la vistosa riduzione registrata nel 2012 nelle altre città metropolitane i prezzi d’affitto sono andati verso la stabilizzazione: nel 2013 hanno registrato un -0,5% contro una media italiana del -4,5% (Napoli -1,4% e Milano -2,3%. “Le grandi città – afferma Silvia Spronelli, presidente di Solo Affitti – hanno anticipato lo scorso anno il trend in calo degli affitti, perciò, proprio leggendo i numeri delle realtà metropolitane ci aspettiamo per il 2014 una sostanziale stabilità dei canoni e buon numero dei contratti di locazione nel residenziale, soprattutto in centro città”. 

    MONOLOCALI TROPPO COSTOSI - In forte crescita i canoni dei monolocali (+9,3% contro il dato nazionale in calo del 4,3%), e in calo i quadrilocali (-6,3% a fronte del -4,4% in Italia). Per bilo e trilocali si segnalano valori in linea con il 2012, rispettivamente +0,4% (-4,7% in Italia) e -0,7% (-4,5% la media italiana). Dopo Roma gli affitti più alti si registrano a Milano (838 euro), Firenze (628 euro) e Venezia (600 euro). Roma quindi è più cara di Milano per i canoni mensili di monolocali (673 contro i 519 di Milano) e bilocali (793 contro 709) ma più conveniente per i quadrilocali (1.177 euro contro 1.085).

    LE ABITUDINI DEI ROMANI - Dall'indagine emerge anche che, relativamente alla permanenza degli inquilini, Roma è fra le città dove i locatari restano di più nello stesso appartamento: quasi tre anni, superiori ai 25 mesi che mediamente si registrano in Italia. I capoluoghi di regione dove i conduttori resistono di più prima di cambiare casa sono Torino (38 mesi), Napoli e Aosta (36 mesi ciascuno), quelli dove si rivelano più “insofferenti” sono Palermo, Perugia, Bari, Genova e Cagliari (un anno e mezzo ciascuno). 

    BOOM DELLE GIOVANI COPPIE - Relativamente alle tipologie di inquilino, "a Roma - afferma Fabrizio Biscari, titolare della nuova agenzia Solo Affitti di via Rubiera - le giovani coppie senza figli rappresentano il 34% dei locatari, di poco inferiore alla media italiana del 37%, mentre single in affitto sono il 30% del totale, superiore al 25% a livello nazionale. Le coppie con figli costituiscono quasi un quinto del totale con il 23%, a fronte del 28% registrato in Italia. Il fenomeno della condivisione da parte di 2 o più persone non legate da vincoli di parentela si sta diffondendo in città e attualmente occupa il 13% del totale, in linea con il dato italiano”.

    LA SCELTA DELLA CASA - Sui tempi di ricerca della casa, evidenzia come "a Roma occorrano mediamente 2,5 mesi per trovare una casa in affitto (2,6 in Italia). Le città con i tempi di ricerca più lunghi sono Napoli (3,5 mesi) e Aosta (3,3), quelle dove gli appartamenti si affittano più velocemente sono Catanzaro (1,6 mesi) e Firenze (1,8). I motivi per cui si vive in affitto. Quasi un romano su due (46% al pari del dato nazionale) sceglie la casa in affitto come abitazione “principale” mentre uno su tre (33% superiore alla media nazionale del 29%) è un lavoratore in trasferta per brevi periodi. Gli studenti fuori sede a Roma sono quasi uno su cinque (18%), contro il 22% registrato in Italia.  

    IL PROFILO DEI PROPRIETARI– Dall'indagine di Solo Affitti emerge inoltre che nella Capitale quasi la metà (47%) dei proprietari di case in affitto ha oltre 50 anni. Le città con i locatori più anziani sono Genova, Bologna, Aosta e Firenze dove gli ultracinquantenni sono sei su dieci circa. A Roma sono molti anche i proprietari di età compresa tra 35 e 50 anni (34%) e non mancano nemmeno quelli più giovani: il 14% ha tra 25 e 35 anni e il restante 5% meno di 25 anni. Tra i capoluoghi con percentuali più alte di giovani locatori ci sono Catanzaro (12% sotto i 25 anni), Trieste e Venezia (10%).  

    I CONTRATTI - "I romani scelgono sempre più i contratti d’affitto con canone concordato che consente affitti più bassi per gli inquilini e detrazioni fiscali per i proprietari degli immobili: in città ne vengono stipulati quasi 4 su 10 (36% del totale)" fa sapere il franchising immobiliare, con il supporto scientifico di Nomisma. Secondo questo studio, "utilizzano molto anche il contratto libero 4+4 (34% dei casi), che però a livello nazionale viene impiegato di più (45% dei casi), soprattutto a Milano (90%) e Aosta (70%). Il contratto transitorio è utilizzato nel 28% dei casi (29% in Italia con picchi a Catanzaro e Cagliari, rispettivamente con il 70% e 50%) mentre restano marginali i contratti completamente liberi (1,1%) e il comodato d’uso (1,2%)".  


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    Una struttura polivalente in periferia. Un contenitore di cultura, formazione, sport e divertimento. Proprio accanto al centro commerciale Casilino per  fare da contro altare a un “tempio del consumo”. Si chiama Pixelville e già il nome dichiara una vocazione alle arti digitali. L’idea nasce da Fusolab, associazione di solidarietà sociale e di promozione e diffusione della cultura, che da anni svolge diverse attività sul territorio. “Ci serviva un posto più grande – racconta Dario Minghetti  a Paese Sera – e allora abbiamo notato il palazzo in via della Bella Villa 94 che da anni era in disuso”. L’associazione ha quindi presentato un progetto all’Unicoop Tirreno proprietaria dell’immobile che lì aveva intenzione di aprire uno studio medico. “E’ piaciuto e abbiamo avuto un contratto ad affitto agevolato”, aggiunge Minghetti.  Così Pixelville dalla carta è diventata realtà grazie all’incontro di Fusolab con Maspro, srl di servizi di formazione, marketing, comunicazione, produzioni video web e Palmeta, società specializzata per la gestione e organizzazione di palestre e centri metabolici innovativi e all'avanguardia.

    UN CANTIERE APERTO - Il centro, che verrà presentato e inaugurato sabato 22 febbraio alle 11, ha il wi-fi gratuito e ospita corsi, concerti e attività ed è pensato come cantiere aperto. “Quello che ci interessa far passare – dice ancora Minghetti – è che gli utenti si sentano anche promotori e che lo spazio sia vissuto come una risorsa del territorio, per questo siamo disponibili a ospitare iniziative e ad ascoltare proposte. Offriamo anche spazi gratuiti ad associazioni e gruppi che hanno bisogno di riunirsi”. E sono in preparazione anche un laboratorio di Digital fabbrication e uno spazio di coworking.

    Palestra Palmeta

    I CORSI E LA PALESTRA - L’offerta formativa, a cui contribuisce anche l’Upter, è divisa in tre aree: arti digitali (montaggio video, grafica 3D), informatica e autoproduzione (taglio e cucito, gioielleria creativa, riuso sartoriale). Tutti a prezzi popolari, precisa Fusolab. Ogni corso costa dalle 5 alle 7 euro l’ora. “16 ore da due ore vengono sui 200-220 euro”, spiega Minghetti. Alcune attività sono già partite, mentre aprirà le porte sabato la palestra, rivolta a tutti coloro che hanno necessità di fare attività fisica a scopo terapeutico (problemi di circolazione o peso) ma anche a chi cerca un ambiente professionale e confortevole per tenersi in forma. “Abbiamo pensato che ad esempio la mamma che accompagna il figlio a inglese, nel frattempo può aspettarlo facendo palestra”.

    CULTURA - Uno spazio importante è dedicato alla cultura, con concerti, teatro e festival. Proprio sabato 22 febbraio dopo l’inaugurazione  ci sarà la proiezione del film “Una domenica notte” di Giuseppe Marco Albano e a seguire Rock in Fuso: 2hurt più caoscalmo in concerto. Gli altri appuntamenti sono il 15 marzo con Brusco, il 29 per il festival di musica elettronica e il 27 aprile sarà invece la volta del festival di Steam Punk. Per non perdere altri eventi basta tenere d’occhio il sito www.fusolab.net

    L’INAUGURAZIONE - Alla presentazione, oltre ai soggetti impegnati nel progetto (Massimo Favilli della Unicoop Tirreno, Francesco Barreca, di Soci Coop Roma e Francesco Florenzano, Presidente Upter),  sono stati invitati il vice presidente della Regione Massimiliano Smeriglio, l’assessore alle Periferie Paolo Masini, la presidente Commissione Cultura, Politiche Giovanili e Lavoro Michela Di Biase, il mini sindaco del V municipio Giammarco Palmieri e il vicepresidente, assessore ai Lavori Pubblici, Stefano Veglianti. Proprio per ribadire che è dall’incontro tra pubblico e privato che le strutture inattive possono diventare spazi di incontro tra persone e idee. “Un modello insomma da replicare in una città in cui non mancano luoghi dismessi e abbandonati e dove le periferie possono giocare un prezioso ruolo di rilancio sociale e culturale”, si legge nell'invito all'inaugurazione. Per ora Pixelville è in piedi e va avanti con le sue forze, “ma non sarebbe male – fa notare Minghetti – se in futuro le amministrazioni volessero darci un sostegno”.


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    Una lettera minatoria indirizzata al presidente del consiglio Daniele Leodori. “Non fare la verginella, non incanti nessuno – si legge nella missiva –. Tu e Zingaretti siete i simboli del regime mascherato. Se continuate su questa linea, se non fermate il ptpr vi fermeremo noi. Stai attento è il primo e ultimo avvertimento. Ti facciamo male”. Il testo della missiva anonima è stata recapitata ieri nella sede del Consiglio regionale, ma è stata aperta sola stamattina. Oggi in aula si doveva discutere proprio del Piano territoriale paesistico regionale. Leodori durante la discussione in aula - ancora in corso - non ha mai fatto riferimento all'accaduto. Ma ha scritto su twitter: “Ptpr: diciamo che è Carnevale e qualcuno si è voluto mettere la maschera da cattivo”.


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    Si spara al mignolo mentre manovra la sua pistola. È accaduto questa mattina in una banca in via Gasperina ad una guardia giurata. L'uomo, ferito lievemente, è stato trasportato all'ospedale di Tor Vergata dove è stato medicato. L'incidente è avvenuto durante l'orario di chiusura e all'interno dell'istituto di credito non erano presenti altre persone. Sul posto è intervenuta la polizia di Stato.


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    Domani Giorgio Bisegna, presidente della sezione dell’Anpi di San Lorenzo, e sua moglie dovranno lasciare l’abitazione nella quale vivono dal 1979 per uno sfratto esecutivo. "Bisegna, personalità molto conosciuta nel quartiere, protagonista di tante lotte in difesa dei diritti delle persone e, dettaglio particolarmente amaro, del loro diritto alla casa, vive con la moglie in un alloggio, già occupato dal portiere dello stabile, di proprietà del condominio. Unico reddito la pensione minima che non consente di poter trovare un’altra soluzione abitativa", la denuncia  del presidente del Municipio II Giuseppe Gerace.

    "A loro e a tutti gli anziani che rischiano di essere sradicati dai luoghi della loro vita, va la nostra solidarietà. Ma la solidarietà non basta”, continua Gerace. La sua amministrazione infatti sta vagliando alcune proposte, come quella di ripristinare il Fondo sociale per l’affitto e di rilanciare un piano di edilizia sociale, che agisca in tempi brevi sia intervenendo sui numerosi edifici residenziali privati rimasti invenduti per effetto della crisi, sia recuperando e riqualificando spazi ed immobili urbani dismessi o degradati. 


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    La Coppa del mondo di calcio è sbarcata a Roma. Il trofeo, alzato al cielo l'ultima volta dagli azzurri nel 2006 in Germania, grazie al Fifa World Cup Trophy tour by Coca Cola è arrivato questa mattina all'aeroporto di Ciampino per tre giorni ricchi di appuntamenti. Ad accompagnarla quattro ex campioni del mondo come Franco Causio e Antonio Cabrini, vincitori del Mundial '82,  Gennaro Gattuso e Gianluca Zambrotta, che alzarono il trofeo nella notte di Berlino per l'ultimo successo azzurro.  Prima di approdare in Brasile per il Mondiale di calcio, la Coppa sta facendo il giro del mondo, 89 i paesi visitati. La presentazione nella capitale è avvenuta nella sala Esedra di Marco Aurelio dei Musei Capitolini   a fare gli onori di casa il sindaco di Roma Ignazio Marino insieme all'assessore alla qualità della vita, sport e benessere Luca Pancalli, il presidente della Figc Giancarlo Abete e il direttore Marketing di Coca-Cola Italia Fabrizio Nucifora.  Subito dopo i grandi onori ricevuti al Campidoglio la Coppa è stata portata nel quartiere di Corviale e poi a all'Oratorio Don Bosco. Giovedì e venerdì appuntamento a piazza del Popolo dove verrà allestito il Villaggio Coca-Cola, occasione per i romani di intraprendere un viaggio nella storia attraverso le immagini e le emozioni della Coppa del mondo.

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    VELOCCIA- "Portare la Coppa del Mondo a Corviale non sarà soltanto una straordinaria occasione per tanti bambini del territorio di poter vedere da vicino l'ambito trofeo e conoscere tanti campioni dello sport, ma sarà anche un modo per far conoscere sempre più Corviale” commenta emozionato Maurizio Veloccia, Presidente del Municipio Roma XI. “Si tratta di un chiaro segnale del cambio di prospettiva, un’occasione per accendere i riflettori sui luoghi più periferici e sui grandi cambiamenti che stanno avvenendo Con il rilancio strategico di questo quadrante della città, che si sta caratterizzando sempre più per le tante funzioni legate allo sport, alla cultura ed all'intrattenimento - sottolinea il Minisindaco - Corviale può ambire a diventare un distretto culturale e sportivo, da cui partire per rilanciare anche nuovi modelli integrati di rigenerazione urbana e sociale. Penso, ad esempio, alla splendida biblioteca pubblica e al Centro polivalente Nicoletta Campanella, ad un luogo di cultura come il Mitreo, al piccolo teatro all'aperto, al campo da rugby e, soprattutto, alla meraviglio sa esperienza del Calciosociale, una realtà unica nel suo genere" conclude il Presidente Veloccia.

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    I BIG- “Diventare campioni del mondo è un privilegio ed una responsabilità – ha detto Ringhio Gattuso - Sono contento che oggi la Coppa venga portata anche in quartieri difficili di Roma. Io vengo da una terra che ha molti problemi e nonostante tutto sono riuscito a farcela. Spero che arrivi questo messaggio”. “Le periferie di Roma oggi – ha aggiunto Tardelli – sono le periferie del  mondo. Ovunque ci sono zone e territori complicati. Spero che attraverso lo sport si riesca a far capire ai ragazzi che la fatica e il sudore possono portare a grandi soddisfazioni”. “La situazione di Roma è difficile – ha spiegato il padrone di casa, Luca Pancalli assessore allo Sport- oggi dimostriamo che la capitale può ospitare grandi eventi ma anche ottenere grandi successi su piccole vittorie come il Campo dei Miracoli di Corviale dove lo sport si unisce al riscatto sociale”. 

     

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    LA PERIFERIA CAMPIONE DEL MONDO-  La Coppa del mondo è arrivata al Corviale, quartiere simbolo della periferia di Roma. Ad accoglierla ci sono i bambini accorsi alla struttura sportiva “Campo dei miracoli” di Calciosociale, insieme al sindaco Ignazio Marin. La cerimonia è avvenuta all’interno   del Campo dei Miracoli di Calciosociale di via Poggio Verde, una struttura creata per dare ai giovani del quartiere la possibilità di fare sport.  " Il mio trofeo – ha detto il primo cittadino è essere qui oggi a Corviale. Noi vogliamo, attraverso lo sport, migliorare la qualità della vita delle persone. Grazie alla straordinaria esperienza del calcio sociale - ha aggiunto Marino - il calcio è diventato l'elemento centrale della socializzazione in un quartiere. Un percorso che vogliamo seguire perché la città deve diventare una vera comunità e non possiamo concentrarci solo sul salotto buono ma salotto buono deve diventare tutta la città".  Il tour del trofeo mondiale è poi proseguito all'Oratorio Don Bosco. "Una di quelle realtà che permettono ai nostri ragazzi di stare insieme e di migliorare la qualità della vita – ha detto il sindaco - crescendo con quei valori che una squadra di calcio fa coltivare: lealtà, trasparenza, gioco di squadra.  


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    E’ stato approvato oggi, con delibera di Giunta, il progetto internazionale “Tandem–Paris/Rome Roma/Parigi” che, per tutto il 2014, porterà eventi culturali, musicali, artistici nelle due grandi città con un cartellone di appuntamenti che coinvolgeranno le strade e i luoghi della cultura delle due Capitali. Il cartellone degli eventi verrà presentato a Parigi, il prossimo 24 febbraio alla presenza dell’Assessore alla Cultura di Roma Capitale Flavia Barca, del Sindaco di Parigi Bertrand Delanoë, dell’Assessore alla Cultura parigino Bruno Julliard e dell’Assessore alle Relazioni Internazionali ed Affari Europei Pierre Schapira. L’occasione è data dalla presentazione al pubblico della prima “Che strano chiamarsi Federico: Scola racconta Fellini”, alla presenza del regista Ettore Scola presso il Palais du Cinéma di Parigi.

    IL GEMELLAGGIO -“Riportiamo di nuovo Roma a Parigi e viceversa – ha dichiarato in un comunicato l’assessore alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica, Flavia Barca - riavviando così un gemellaggio esclusivo che lega due Capitali così ricche di cultura e storia. E’ il primo dei progetti internazionali che abbiamo intenzione di avviare per riportare Roma al centro delle politiche culturali europee e per stimolare quella contaminazione e produzione creativa che solo nello scambio può esprimersi al meglio. Sono inoltre in via di attivazione altre collaborazioni culturali per esempio con Berlino e Mosca. La cultura è la vera rete che lega le città di tutto il mondo. In prossimità anche del semestre di Presidenza italiano dell'Ue, lavorerò perché la cultura rappresenti il nostro Paese e soprattutto Roma”.

    I PROMOTORI - Mostre, teatro, arte, letteratura, musica, performance, convegni e incontri tra il pubblico e grandi rappresentanti dell’arte delle due Capitali, costituiranno i molteplici fulcri dell’iniziativa che vedrà un susseguirsi di eventi nell’arco dell’intero anno 2014. Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione dell’Azienda Palaexpo, dell’Istituzione Biblioteche, della Fondazione Musica per Roma, del Dipartimento Cultura di Roma Capitale- Casa delle Letterature, della Sovrintendenza Capitolina, del Mibact, l’Istituto italiano di Cultura a Parigi, la Società Dante Alighieri di Parigi, la Maison d’Italie, il Theatre de la Citè Universitaire, il Liceo italiano di Parigi.


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    Il territorio della regione Lazio è di nuovo al sicuro. Con 5 giorni di ritardo oggi pomeriggio la Pisana ha prorogato "la legge sulla "pianificazione paesistica e tutela dei beni e delle aree sottoposte a vincolo paesistico", scaduta lo scorso 14 febbraio, colmando così il vuoto amministrativo che avrebbe, come denunciato dai 5 Stelle nei giorni scorsi, potuto mettere in pericolo le aree sottoposte a vincoli ambientali. Con 39 voti favorevoli ed un astenuto (il consigliere del Ncd, Giuseppe Cangemi), il Consiglio regionale del Lazio ha infatti approvato a maggioranza la pl n.128 che in sostanza proroga al 14 febbraio 2015 il termine previsto per la presentazione, da parte della Regione, del ptpr mantenendo in vigore, fino a quella data, le norme di salvaguardia che tutelano il territorio. Ora, quindi, la Regione ha ufficialmente ancora un anno di tempo per giungere all’approvazione definitiva del piano territoriale paesistico regionale.

    casa lego civita

    LA LEGGE - Il testo definitivo, licenziato questa sera, presenta un articolo in più rispetto al testo originario, frutto dell’approvazione in Aula di un emendamento presentato dall’assessore all’Urbanistica, Michele Civita, il quale a inizio seduta si è assunto la responsabilità per i ritardi della Regione. L’articolo 1bis fornisce ulteriori garanzie rispetto alla finestra di vacatio legis dovuta alla mancata approvazione della proposta di legge entro il 14 febbraio scorso e rende “privi di effetto” i provvedimenti di “autorizzazione paesaggistica e di accertamento di compatibilità paesaggistica emessi dalle amministrazioni competenti dalla data del 15 febbraio 2014 e fino a quella di entrata in vigore della presente legge, se in contrasto con le misure di salvaguardia temporanea”. Un provvedimento questo, che, va incontro soprattutto alle preoccupazioni espresse dai 5 Stelle, che la scorsa settimana per denunciare la scadenza del piano erano arrivati ad occupare l'aula. 

    LA RETROATTIVITA' - L’Aula ha approvato, inoltre, l’emendamento all’articolo 2 della proposta di legge, presentato dal M5s, che ne dispone la retroattivita' al 14 febbraio 2014, andando in questo modo a coprire i cinque giorni di ‘interregno’ che hanno preceduto la seduta di oggi. Nonostante le critiche mosse dall’assessore all’Urbanistica, Michele Civita, ha incassato l’ok del Consiglio anche l’odg, sempre a firma M5s, che impegna il presidente Zingaretti e tutta la Giunta a "completare le controdeduzioni in collaborazione con il Mibact nel minor tempo possibile e in modo tale da predisporre la versione delPtpr da portare all'approvazione del Consiglio entro il 14 febbraio 2015; a non presentare più nessuna proroga e a non avvalersi, dopo l'approvazione del ptpr, della facoltà di sub delega ai Comuni della Regione per tutto quello che riguarda il livello di tutela dei beni paesistici".

    LA SOLIDARIETA' A LEODORI - A scandire gli interventi del pomeriggio, sono stati anche gli attestati di solidarietà verso il presidente dell'aula, Daniele Leodori, che ieri pomeriggio ha ricevuto una lettera di minacce anonima in cui veniva intimato di non far approvare la legge in discussio. "Il via libera sostanzialmente all'unanimità della legge di proroga delle norme di salvaguardia del Ptpr - dichiara il capogruppo Pd, Marco Vincenzi - è un passaggio importante in direzione della certezza amministrativa e della tutela del territorio - afferma Vincenzi - Sono stati fugati tutti i dubbi e le speculazioni politiche orchestrate ad arte dal M5S per coprire le proprie responsabilità nello slittamento dell’approvazione di un provvedimento fortemente atteso. I grillini, infatti, non hanno permesso di ‘calendarizzare’ per il 14 febbraio la discussione in Consiglio di una proposta di legge a salvaguardia del territorio".

    5 STELLE: AVEVAMO RAGIONE NOI - Una ricostruzione questa che non è piaciuta agli esponenti del Movimento 5 Stelle, che, oltre ad aver sottolineato la "strana coincidenza" della lettera di minacce giunta al presidente Leodori, "sembra che l’abbiano scritta i costruttori", provocatoriamente hanno costruito una casa giocattolo da donare all'assessore Civita, un modo "per dimostrare che, in assenza del ptpr e di vincoli paesistici, si può fare un abuso edilizio sotto gli occhi di tutti". "Ci avevano dato per pazzi quando avevamo espresso preoccupazione per la scadenza del piano paesistico - spiega il consigliere Devid Porrello - Civita aveva detto che ci sbagliavamo a parlare di rischio speculazione edilizia, poi oggi ha presentato un emendamento aggiuntivo che ricalcava un nostro emendamento e la maggioranza ha votato il nostro ordine del giorno in cui si chiedeva la retroattività dell'entrata in vigore della legge. Evidentemente - conclude Porrello - così pazzi non eravamo".


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