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    E' morto nella notte Gianni Borgna, critico, saggista ed ex assessore alla Cultura del Comune di Roma nelle giunte Rutelli e Veltroni. Borgna aveva 67 anni ed era malato da tempo. Le esequie si svolgeranno domani, mentre la camera ardente verrà allestita domani in Campidoglio nella sala della Protomoteca alle ore 11.

    DALL'UNIVERSITA' ALLA POLITICA - Dopo il diploma al liceo classico Mamiani, Borgna si è laureato in Filosofia all'università La Sapienza, dove è stato anche docente di Storia e Critica del film. È stato inoltre titolare della cattedra di Sociologia della musica presso la facoltà di Lettere dell'università di Tor Vergata. Dal 1975 al 1985 ha svolto l'attività di consigliere regionale del Lazio. Dal 1983, invece, ha presieduto la commissione Cultura della Regione Lazio. Dal 1988 al 1992 è stato consigliere della Biennale di Venezia. Dal 1993 al 2006 assessore alla Cultura del Comune di Roma, prima con Francesco Rutelli sindaco e poi con Walter Veltroni. Il 27 dicembre 2006 era stato nominato presidente della Fondazione Musica per Roma succedendo a Goffredo Bettini. In ambito musicale Gianni Borgna si è occupato soprattutto di musica leggera, di storia della canzone italiana e di sociologia della musica. 

    UNA VITA PER LA CULTURA - Tra i suoi libri, "La grande evasione. Storia del Festival di San Remo - 30 anni di costume italiano" (1980), "Storia della canzone italiana" (1995-2004), "L'Italia a Sanremo: cinquant'anni di canzoni, cinquant'anni della nostra storia" (1998), "La lingua cantata. L'italiano nella canzone d'autore dagli anni trenta a oggi" (1995), "Gino Paoli. Una lunga storia d'amore" (2005), "Capitale della cultura. Quindici anni di politiche a Roma" (con Carlo Fuortes, Roberto Grossi e Angelo Zaccone Teodosi, 2008), "Una citta' aperta" (2013). Borgna era "convinto che la cultura e l'arte valgano e debbano valere di per sé ed è purtroppo una deformazione dell'Italia di oggi soprattutto pensare che bisogna comunque trovare una giustificazione economica all'arte e alla cultura. E' chiaro che la cultura, l'arte, le bellezze naturali, i monumenti, i musei possono anche avere un indotto economico, perché possono produrre posti di lavoro, occupazione, possono essere importanti anche per l'economia di un Paese, per il turismo, ma la cultura va protetta anche se non servisse a nulla perché serve molto di più di quanto si immagina alla vita delle persone. Una vita senza cultura, senz'arte, senza poesia è' una vita senza senso".

    LE REAZIONI -  "Gianni ha saputo interpretate il bisogno di dare alla vita di questa città un respiro nuovo, più internazionale, più ricco di stimoli, più aperto all’arte e al confronto culturale" ha commentato il governatore Zingaretti. "Lo piango, dopo averlo accarezzato ancora ieri sera assieme a sua moglie Anna Maria" ha scritto Rutelli su Facebook. Per il vicesindaco Nieri, Borgia "era una di quelle rare figure che metteva d’accordo tutti, perché sia come uomo, che come politico e intellettuale, ha sempre avuto una marcia in più". Bettini lo ricorda così: "Ci sentivamo sempre, scambiandoci idee, opinioni e soprattutto ridendo, ridendo, ridendo, perché era una delle persone più simpatiche, inventive, che abbia mai conosciuto". Per Vendola "un vulcano di creativita' e di umanita'. Pragmatico ed utopista". 


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    Il cadavere di una persona è stato trovato questa mattina sui binari della linea FL5 Civitavecchia-Roma tra le stazioni San Pietro e Trastevere. A dare l'allarme intorno alle 7 è stato il macchinista di un treno che ha fermato il convoglio dopo aver visto il cadavere sui binari. Sul posto la Polfer e l'autorità giudiziaria. Ripercussioni sulla circolazione ferroviaria sul nodo di Roma, con ritardi sulla stessa FL5 e sull FL3 Roma-Viterbo. Il cadevere è stato trovato a torso nudo con le gambe tranciate. Appartiene ad un uomo di circa 25-30 anni. Si trovava sul binario in direzione Civitavecchia.


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    La fascia del blocco del traffico di domenica sarà anticipata: il blocco sarà dalle 15.30 alle 19 (e non dalle 16.30 alle 20.30). Questo è quanto deciso dall'ordinanza sindacale emessa dal sindaco, Ignazio Marino. "C'era una sovrapposizione di interessi pubblici - ha detto l'assessore all'Ambiente, Estella Marino - perche' c'e' una partita in orario serale. In questi casi il Gabinetto del sindaco valuta e ha deciso di anticipare il blocco del traffico in modo da permettere l'arrivo allo stadio piu' agevole".
    "Il provvedimento stabilisce quindi la limitazione del traffico veicolare dalle 7.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.00. Questa modifica si è resa necessaria per andare incontro alle esigenze dei cittadini e permettere un corretto afflusso e deflusso dallo Stadio Olimpico, dove alle 20.45 è in programma una partita del Campionato di Serie A. Questo provvedimento tiene conto anche del fatto che il quadrante nord della città è ancora interessato dalle ripercussioni registrate dopo l’evento alluvionale del 30 e 31 gennaio". Così in una nota il Campidoglio.


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    Dopo l'annuncio, l'assegno. Oggi infatti è stato pubblicato l’avviso per la concessione di contributi in favore delle famiglie colpite dall'alluvione lampo che, tra il 30 e il 31 gennaio scorsi, ha messo in ginocchio Roma. Al massimo 2mila euro per rendere di nuovo abitabili gli appartamenti dei cittadini delle cinque zone più colpite: Pian del Sole, Infernetto, Ostia, Prima Porta, Boccea. Una decisione che era arrivata la scorsa settimana, dopo un incontro in Campidoglio tra il capo di gabinetto del primo cittadino, Luigi Fucito, e i presidenti di Municipio dei quartieri usciti in ginocchio dopo una notte di pioggia: Daniele Torquati (XV), Valerio Barletta (XIV), Valentino Mancinelli (XIII), Maurizio Veloccia (XI) e Andrea Tassone (X). Dopo l'appello dei minisindaci un milione e mezzo di euro sarà destinato agli sfollati, raschiando il barile delle somme urgenze. La corsia preferenziale sarà occupata da chi vive le condizioni di maggiore disagio. Tra i requisiti per accedere al sostegno comunale bisogna avere la casa inagibile, dichiarare un reddito complessivo che non superi i 40 mila euro l’anno, con la precedenza che sarà data alle famiglie numerose o con persone disabili a carico. Le domande andranno presentate presso i Municipi territorialmente competenti (X, XI, XIII, XIV, XV) da oggi sino alle 12 del prossimo 7 marzo. I moduli di domanda possono essere ritirati negli uffici delle circoscrizioni o scaricati direttamente dal sito internet di Roma Capitale (www.comune.roma.it). Le domande, compilate in ogni singolo punto, dovranno però essere consegnate unicamente presso gli stessi Municipi. Ovviamente non saranno ammesse le domande consegnate oltre i termini di scadenza, quelle incomplete o irregolari, oppure non redatte nel modulo richiesto. Sarà compito dell’amministrazione capitolina verificare la veridicità di quanto dichiarato, anche avvalendosi della collaborazione della Guardia di Finanza per gli accertamenti d’obbligo. 


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    Dai paesaggi alle città, fino ad arrivare a ritratti delle celebrità. Gli scatti con la Polaroid di Maurizio Galimberti saranno esposti dal 21 febbraio al 10 marzo da La.Vi. vineria e latteria in via Tomacelli 26. Mosaici, Polaroid singole e Ready-made riportano, si legge nel comunicato, "immagini frutto della sensibilità e dell'abile fare di un artista che, con i suoi scatti istantanei, riesce a donare eterna bellezza ai nostri sguardi esaltando l'unicità dei volti, dei luoghi e dei momenti che caratterizzano la nostra memoria ed il nostro presente".

    L'ARTISTA - Maurizio Galimberti nasce a Como nel 1956. Si trasferisce a Milano dove oggi vive e lavora. Dal 1983, focalizza il suo impegno sulla Polaroid. Inizia la collaborazione con Polaroid Italia della quale diventa ben presto testimonial ufficiale realizzando il volume Polaroid Pro Art pubblicato nel 1995. Viene nominato “Instant Artist” ed è ideatore della Polaroid Collection Italiana. Nel 1992 ottiene il prestigioso Gran Prix Kodak Pubblicità Italia. Per Kodak Italia
    realizza nel 2000 una mostra itinerante della serie “I Maestri”. Reinventa la tecnica del “mosaico fotografico” che inizialmente adatta ai ritratti, nei quali è evidente il richiamo al fotodinamismo dei Bragaglia e la ricerca del ritmo, del movimento. Numerosi divengono i ritratti eseguiti a esponenti del mondo del cinema, dell’arte e della cultura. Partecipa al Festival del Cinema di Venezia con il ruolo di ritrattista ufficiale. Nel 1999 viene indicato dalla rivista italiana «Class» quale primo fotografo-ritrattista italiano all’interno delle classifiche di merito stilate dal mensile. Il suo ritratto di Johnny Depp del 2003 è scelto come immagine per la copertina del mese di settembre del prestigioso «Times Magazine». Il “mosaico” diviene ben presto la tecnica per ritrarre non solo volti, ma anche paesaggi, architetture e città. Tra il 1997 e il 1999 realizza due importanti lavori per le città di Parigi e Lisbona. Nel 2003 dedicherà il suo lavoro alla realizzazione del volume Viaggio in Italia. Nel 2006 New York diviene la rappresentazione ideale del mondo contemporaneo. A questa città dedicherà un ulteriore lavoro del 2010 realizzando un importante corpus di Polaroid Singole e di Mosaici. Seguiranno i lavori realizzati in altre città come Berlino, Venezia e Napoli. Il desiderio di rendere attuali gli oggetti del passato, diviene concreto attraverso i Ready-made. Per conto della Società Calcio A.C. Milan ha realizzato un lavoro di ritratti denominato Il Milan del Centenario. Con Jaeger-LeCoultre ha realizzato le immagini del volume sulla manifattura a cura di Franco Cologni. Per FIAT Auto ha realizzato il calendario nel 2006 e il volume Viaggio in Italia… Nuova Fiat 500….Per Kerakoll Design ha realizzato il volume New York
    Matericomovimentosa. In collaborazione con la Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte ha realizzato il volume Il fotografo, mestiere d’arte a cura di Giuliana Scimè. Nell’ottobre 2009, in occasione della riapertura di Polaroid, è invitato in veste di testimonial ufficiale alla fiera della fotografia di Hong Kong, di Las Vegas e al Tribeca Film Festival, realizzando portraits performance con Lady Gaga, Chuck Close e Robert De Niro. Nell’aprile del 2011, Impossible, gli ha dedicato un instant film in bianco e nero dal titolo Impossible Maurizio Galimberti special edition. Nel 2013 realizza con Giart il progetto Paesaggio Italia, una mostra e un libro a cura di Benedetta Donato edito da Marsilio Editori, divenuto progetto itinerante. Nel 2014 ha partecipato ad ArteFiera Bologna con "Italyscapes" ed un anteprima tratta dal nuovo progetto sulla città di Parigi, cui attualmente sta lavorando.


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    Chiedono l'apertura della nuova caserma dei carabinieri di via della Foce Micina, terminata e mai aperta, istituzione di una Tenenza dei carabinieri a Fiumicino, il potenziamento degli organici di polizia, carabinieri e di tutte le forze dell’ordine presenti sul territorio, un bando per l’assunzione, anche stagionale, di agenti della polizia locale e istituzione di due pattuglie notturne che possano dare respiro alle tartassate forze dell’ordine, un piano per l’illuminazione pubblica e interventi celeri per riparare gli innumerevoli guasti che ogni sera lasciano al buio decine strade del Comune. Così ieri sera alcuni volontari di diverse associazioni del territorio hanno dato vita alle 'passeggiate della legalità'. "Tra loro studenti, commercianti che hanno subito diverse rapine, cittadini comuni anche loro vittime di furti e infrazioni notturne", lo comunica, in una nota, l'associazione 2punto11 una delle associazioni promotrici.

    "Il serpentone - prosegue la nota - si è snodato alle 22 in piazza Grassi. Alle 22.15 due pattuglie della Polizia (sei uomini in tutto) hanno fermato i volontari e alcuni giornalisti in servizio, schedandone diversi. Il colloquio con le forze dell’ordine è durato circa trenta minuti durante i quali i volontari hanno incassato la solidarietà degli agenti, i primi a vivere sulla loro pelle la carenza di uomini e mezzi con i quali operare e garantire la sicurezza. I primi a dover fare turni massacranti, a clonarsi per presidiare con quei pochi strumenti che hanno un territorio vastissimo, il settimo comune per estensione in Italia. In tutto c’erano circa dieci autovetture che hanno percorso le tante strade al buio di Focene, Fiumicino e Isola Sacra. Unica arma contundente un thermos di caffè per rimanere svegli. Le passeggiate della legalità continueranno anche questa notte e non termineranno fino a quando le istituzioni non prenderanno provvedimenti".

    "La nostra – spiegano nella nota le associazioni che hanno aderito all’iniziativa – è soltanto una iniziativa provocatoria, per richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla carenza cronica di sicurezza e di mezzi sul nostro territorio. Non vogliamo assolutamente sostituirci alle forze dell’ordine. Tant’è che non avevamo bastoni, caschi o passamontagna. Eravamo a volto scoperto, con thermos di caffè e documenti in tasca. Il nostro è soltanto un tentativo di tenere alta l’attenzione e denunciare un disagio sociale che ha portato a un’escalation di episodi di microcriminalità sul nostro territorio".


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    C'è il parere favorevole della commissione, ma dietro l'angolo i rischi sono tanti. La proposta di delibera sulla dismissione del patrimonio immobiliare incassa il 'sì' dell'assise del Bilancio, presieduta da Alfredo Ferrari, ma sui 300 immobili che il Campidoglio vuole mettere in vendita c'è la spada di Damocle di “un'azione stragiudiziale pendente”. Il provvedimento però, grazie al quale il Comune spera di incassare circa 130 milioni di euro, passa all'assemblea capitolina, dove è attesa l'approvazione definitiva prima della pubblicazione delle aste. Il parere favorevole, in commissione, è stato espresso a maggioranza: un astenuto, Luca Giansanti (Lista civica Marino), e un contrario, Sveva Belviso. La capogruppo del Nuovo centrodestra contestato la mancata stima degli incassi, chiedendo il parere formale degli uffici comunali su un punto specifico: le entrate che dovrebbero arrivare dalla vendita del patrimonio comunale erano state già inserite nel bilancio previsionale 2012, ma la vendita non è mai iniziate. E l'incasso stimato di circa 250 milioni? Scomparso. Da qui i dubbi della Belviso, che vuole essere sicura di “agire nella regolarità delle procedure”.

    Il parere sarà allegato all'atto che approderà in aula Giulio Cesare. Mentre la previsione sugli incassi, assicura Ferrari, “sarà effettuata dopo l'approvazione della delibera”. Rispetto a due anni fa, però, le proiezioni sono dimezzate. Ma il nodo resta un altro: oltre la metà degli immobili che il Campidoglio vuole mettere all'asta hanno un'azione stragiudiziale pendente. In larga parte si tratta di procedure di sfratto a carico di inquilini morosi. Dando un'occhiata alla delibera licenziata oggi dalla commissione Bilancio, nell'elenco che andrà all'asta, figurano, tra gli altri, un appartamento a Santa Maria del Pianto occupato abusivamente da un inquilino che per 142 metri quadrati dovrebbe pagare 11mila euro l'anno (meno di 1.000 euro al mese). All'inizio di via Flaminia un altro occupante senza titolo dovrebbe pagare circa 8.000 euro l'anno di affitto per oltre 200 metri quadrati: negli anni, la morosità accumulata da questo inquilino è pari a 156mila euro. Ancora, procedura stragiudiziale in corso per un inquilino che, in zona Trastevere, dovrebbe pagare (ma non paga) circa 510 euro l'anno per un appartamento di 40metri quadrati (meno di 50 euro al mese). A viale Tiziano, è sotto sfratto un inquilino che non paga i 2.800 annui euro di affitto stabiliti per un appartamento di 63 metri quadrati. La somma degli incassi mancati si aggira su un paio di milioni di euro.


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    "A difesa della democrazia" scendono in piazza gli avvocati, riuniti nell'Organismo unitario dell'Avvocatura italiana. In corteo da piazza della Repubblica a piazza Santi Apostoli qualche migliaio di manifestanti da tutta Italia, che sfilano dietro lo striscione dell'associazione, indossando fasce tricolori con la scritta "A difesa della democrazia", sventolando bandiere italiane e facendo risuonare i loro fischietti. Cappi che stringono le mani per simboleggiare la morsa della "giustizia umiliata", come recita lo striscione di testa. Ma anche un'avvocatessa di bianco vestita a personificare la "Iustitia" innocente e mortificata.

    I MOTIVI DELLA PROTESTA - Spiega i motivi della protesta il presidente nazionale dell'Oua Nicola Marino: "La giustizia continua a essere umiliata e l'avvocatura è allo stremo. Non è più sopportabile la decretazione d'urgenza, non è più sopportabile avere sentenze emesse dopo anni, non è giustizia, i magistrati dislocati presso i ministeri torinino a fare il loro lavoro. La riduzione del numero dei tribunali - prosegue - ha inciso in maniera enorme sul caos". Sul governo Renzi "vogliamo essere ottimisti - afferma - ci ascolti e consideri l'avvocatura una parte che dev'essere interpellata prima dell'emanazione dei provvedimenti". Altrimenti Marino promette battaglia, ma sempre nelle norme: "Andremo avanti con nuove manifestazioni e un'astensione prevista per metà marzo. Sciopero a oltranza? Non è previsto da norme di autoregolamentazione". In piazza anche la rappresentanza degli avvocati dell'ordine di Roma, guidata dal presidente Mauro Vaglio "Liberiamo la giustizia dai poteri politici che vogliono stringere i lacci attorno ai cittadini. Non possiamo accettare che la sentenza sia senza motivazione, non possiamo accettare scelte che limitano il diritto alla difesa della gente. Non parliamo poi della giustiza di classe e di censo". "Questa manifestazione - aggiunge - è un segnale importante alle forze poltiche. Ora vogliamo un tavolo di collaborazione tra Ministero della giustizia e avvocati".

    "GIUSTIZIA UMILIATA" - Sfilano gli stendardi delle varie associazioni locali e regionali, i "Giovani avvocati", i "Difensori d'ufficio", tutti a gridare "Giustizia umiliata, libertà negata" e a cantare l'inno di Mameli. Tra i partecipanti, che a piazzale Esquilino ha incrociato il presidio del Coordinamento 9 dicembre di Danilo Calvani, anche l'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno: "Sono qui da cittadino, ma anche da esponente politico che comprende la necessità di una riforma della giustizia. Il ceto medio soffre il tema della giustizia, che se funzionante e con un ruolo importante dell'avvocatura è parte essenziale anche per rilanciare l'economia. Lo stato di cose è imputabile sia a destra che sinistra". Non tutti sono d'accordo, però, con la presenza di politici nel corteo: "Sono amici delle banche, una lobby che ha rovinato la giustizia e l'Italia", commenta Raffaele Russo, del Consiglio dell'ordine degli avvocati di Torre Annunziata.

    "GOVERNO CI ASCOLTI O ASTENSIONE DAL LAVORO" - L'inno d'Italia e i fumogeni tricolori hanno chiuso la manifestazione a piazza SS. Apostoli. Alcune migliaia i partecipanti (oltre 10.000 per gli organizzatori), arrivati in gran parte dal Centro-Sud a protestare contro una "giustizia umiliata". A chiudere la serie di interventi di avvocati, sindacati di categoria e rappresentanti dei consumatori, il presidente nazionale dell'Oua Nicola Marino, che ha rilanciato: "Facciamo appello al nuovo governo in formazione per un dialogo. In caso contrario andiamo avanti con i sette giorni di astensione dal lavoro previsti per metà marzo". Vari i "capi d'accusa" mossi dagli avvocati alle recenti misure legislative in materia, come la "demolizione" del processo civile, l'aggressione al gratuito patrocinio e l'assenza di politiche serie su sicurezza e storture del sisyema giudiziario. Colpisce poi in particolare "la chiusura nel 2013 di 1.000 tribunali in tutta la Penisola, il 48% degli uffici giudiziari", come denuncia Roberto Pozzobon dell'Oua, ex presidente dell'Ordine degli avvocati di Bassano del Grappa. "In questa cifra rientrano - spiega - 30 tribunali, tutte e 225 le sezioni distaccate e soprattutto 660 sedi di giudici di pace". Una situazione di disagio che per Pozzobon non fa differenze tra Nord e Sud, nonostante la prevalenza in piazza di questi ultimi: "Non ci sono divisioni, la situazione è paritetica".

    LA CATENA UMANA - Stamattina la protesta era cominciata con una catena umana intorno al palazzo della Corte di Cassazione a piazza Cavour. A comporla "a simbolica difesa del sistema giustizia" i giovani legali riuniti nell'Aiga.


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    Tre nuovi nidi pubblici all'interno di edifici scolastici già esistenti, con 116 nuovi posti; gestione diretta di 7 nidi in concessione per un totale di 549 posti di cui 69 nuovi; apertura di 5 nuovi nidi in convenzione, per un totale di 338 posti. E' quanto prevede il piano dell'assessorato alla Scuola del Comune per diminuire le liste d'attesa negli asili nido e "per venire incontro alle esigenze delle famiglie romane", presentato stamattina in Campidoglio.

    IL TERZO FIGLIO - A questo va ad aggiungersi la parte inerente alle scuole dell'infanzia, con l'apertura di 5 nuove scuole comunali per un totale di 440 nuovi posti e il passaggio di un'altra alla gestione statale, garantendo 100 nuovi posti. Per il piano e' previsto un investimento pari a circa 4,5 milioni di euro.
    Le quote contributive non aumentano per le famiglie e vengono tutte calcolate in base all'indicatore Isee, compresa la quota contributiva per il terzo figlio, mentre e' prevista una riduzione del 30% per chi ha due o piu' figli nello stesso asilo nido. Le fasce piu' deboli sono esentate dal pagamento.
    "La quota contributiva per il terzo figlio, che fin ad ora era completamente gratuito per tutte le famiglie di Roma, l'abbiamo riportata ad una quota retributiva equa: tutte le persone con il reddito basso continueranno a non pagare la retta del nido, le famiglie con due figli al nido avranno una riduzione del 30%, chi potra' invece contribuira', in base alle proprie capacita", ha dichiarato dall'assessore alle politiche educative e scolastiche di Roma Capitale, Alessandra Cattoi.

    "Per il 2014-2015 Prevediamo un aumento di circa il 10% dei posti negli asili nido e tra l'8 e il 9% nelle scuole dell'infanzia", il commento dell'assessore capitolino alla Scuola, Alessandra Cattoi. Il piano, spiega Cattoi, "prevede l'apertura di asili convenzionati e pubblici sia per quel che riguarda i nidi che le materne. E' un piano molto ampio che non andra' a gravare sulle famiglie, perché non prevediamo di aumentare le rette, che sono ferme all'anno 2000, ma un investimente da parte del Comune di circa 4 milioni e mezzo di euro".

    LISTE D'ATTESA - Nel piano, prosegue l'assessore, "ci sono delle zone periferiche che avranno un'attenzione particolare, come il VI Municipio, Tor Bella Monaca, dove le liste d'attesa sono particolarmente importanti. Il criterio che e' stato utilizzato infatti e' sempre lo stesso: dove c'e' piu' richiesta cerchiamo di intervenire di piu'". Anche perché, sottolinea l'assessore, "le liste d'attesa sono gigantesche: parliamo di 4.500 bambini per i nidi e circa 3.800 per le materne. Noi quest'anno proporremo 800-1.000 posti, ma non andremo comunque a colmare quelle che sono delle richieste molto grandi. Richieste che sono destinate anche ad aumentare, perche' piu' liberiamo posti e piu' le famiglie chiedono di iscriversi. Pertanto- conclude Cattoi- e' difficile che il servizio riuscira' ad assecondare tutte le richieste delle famiglie romane".


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    Sveglia all'alba. Alle 5.30 sono già su viale Palmiro Togliatti, a Torre Angela, alla Borghesiana, e in gruppi da 50 persone attendono i datori del lavoro del giorno. Zaino in spalla e vari attrezzi di un mestiere, che cambia a seconda delle necessità occasionali. Paghe da 20/30 euro al massimo per lavoretti di uno, due giorni presso ditte di pulizie o traslochi, 50 euro in media la giornata in un cantiere. Senza casco, né alcuna norma di sicurezza. Con crediti che spesso non riescono a riscuotere e fughe improvvisate in caso di controlli o ispezioni. Inizia così la giornata di chi vive 'in attesa', aspettando l'occasione lavorativa di un solo giorno. Il lavoro nero esiste ancora e coinvolge anche nuove categorie sociali: da chi è in cassa integrazione o mobilità o ai giovani in cerca di occupazione, passando per i padri di famiglia che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese. Così, in attesa di una ripresa che tarda a fare capolino nella nostra economia, contribuiscono ad ingrossare le file di chi dalle 5 del mattino attende ai margini di una strada di periferia il committente di turno, pubblico o privato, con la speranza di “rimediare la giornata”.
     

    LA RICERCA -È questo il quadro a tinte fosche dipinto dall'Uil Roma e Lazio che, insieme all'Eures, dopo aver monitorato per giorni la piaga del caporalato e realizzato uno studio sul fenomeno attraverso i dati ufficiali, le ispezioni effettuate e un’indagine sul campo. E’ il terziario (pubblici esercizi e turismo) il settore più a rischio, seguito subito dopo dall’edilizia e dall’agricoltura. Stando ai dati ufficiali delle ispezioni Inps, Inail, dell’attività della guardia di finanza, dei carabinieri e del ministero del Lavoro, rielaborati dal sindacato guidato da Pierpaolo Bombardieri, sarebbero circa 50 mila i lavoratori irregolari, di cui 10.201 completamente in nero: un decimo di quelli che, secondo le stime del dicastero, sarebbero presenti sul territorio nazionale (104.667). Di questi, 7 mila ingrossano il popolo degli sfruttati della Capitale.

    LE STIME -“Il condizionale è d’obbligo - spiega il segretario generale della Uil - perché nella realtà i numeri sono di gran lunga più elevati”. In Italia, infatti, si stima che siano oltre 3 milioni i lavoratori in nero, di cui circa 250 mila nel Lazio, quarta in questa speciale classifica. Basti pensare che in sole due giornate di monitoraggio sul campo, l'organizzazione sindacale ha incontrato oltre 300 persone che vivono questa condizione, tutti in attesa di qualche privato o ditta per lavorare qualche giorno o anche soltanto qualche ora. Numeri che emergono su circa 24mila aziende ispezionate nel 2012, il 16,4% in meno del 2011. In 14.463 di queste sono state riscontrate irregolarità che hanno coinvolto 48.508 lavoratori, anch’essi non in regola: il solo Ispettorato del Ministero del Lavoro ha individuato 8.165 nel terzo settore e 1.938 nell’edilizia, 1.351 nell’industria. Primi in classifica per mancato rispetto delle normative sulla sicurezza sul lavoro, i cantieri edili: nel 2012, il 58% è risultato irregolare (ovvero 2.318 su 3.966). 

    IL SENSO DI VERGOGNA - Seguono, a pari merito, il terziario con il 43% di irregolarità, ovvero 2.490 su 5.854 ispezioni e l’industria, con 409 realtà irregolari su 950 posizioni verificate. Subito dopo l’agricoltura con 81 situazioni di irregolarità su 199 verificate (41%). Oltre la metà delle irregolarità accertate si riferiscono al lavoro nero. Con Roma in testa alla classifica (6.855 lavoratori in nero accertati), seguita a distanza da Latina (1.287) e Frosinone (1.089). Vite da “schiavi liberi”, come si autodefinisce qualcuno. I più “fortunati” hanno una moglie o una compagna che lavora regolarmente. La maggior parte, però, mantiene così la propria famiglia. “E non voglio che i miei figli mi vedano elemosinare la giornata di lavoro sul ciglio di un marciapiede”, esclama uno di loro alla vista della telecamera. Che pertanto rimane a terra. A riprendere il via vai delle loro passeggiate in solitaria per scaldarsi.


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    Il corpo privo di vita di un cittadino tunisino di 45 anni è stato trovato nel giardino adiacente la chiesa di Santa Maria del Redentore in via Duilio Cambellotti. A segnalare il ritrovamento, avvenuto intorno alle nove, è stato il parroco. Sul posto gli agenti del commissariato Casilino e la polizia scientifica. Accanto al corpo dell'uomo, che era vestito, sono stati trovati alcuni farmaci per l'epilessia di cui pare soffrisse. Il 45enne era già noto alle forze dell'ordine. Indagini sono in corso per capire le cause del decesso. Tra gli accertamenti anche l'autopsia che sarà fatta presso l’istituto di medicina legale del policlinico di Tor Vergata.


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    “Con il nuovo Piano casa della Regione, il centro storico rischia di essere stravolto da una colata di cemento; lo stesso vale per le periferie, dove si assisterebbe a un proliferare di nuove case al posto dei servizi”. E' la denuncia di Legambiente Lazio che oggi ha presentato un dossier sulle criticità de nuovo Piano casa della Regione nonostante, con le proposte di legge 75 e 76, "siano state già apportate importanti modifiche al testo della giunta Polverini-Ciocchetti".

    NUOVE CASE SENZA SERVIZI” - Il primo problema riguarda l'articolo 3ter comma 3, che permetterebbe di costruire nuova edilizia residenziale per 2.745.600 di metri cubi nell'ipotesi minima e 4.529.894 in quella massima. "Il massimo dell'applicabilità dell'articolo, infatti - si legge nel dossier - è pari a 10.000 metri quadri più un incentivo del 10%, quindi 11mila (pari a 35.200 metri cubi, corrispondenti a 293 nuove stanze/residenti), di cui 1/3 della cubatura, nella misura minima, sono destinati all'edilizia sociale per la durata di 15 anni, dopodiché, sia pure a prezzi calmierati, gli alloggi andranno in libera vendita". Inoltre, l'articolo prevede che "nelle aree edificabili libere con destinazione non residenziale, è consentito il cambio di destinazione d'uso delle superfici utili lorde non residenziali per la realizzazione di immobili ad uso residenziale". Questo permetterebbe di "costruire nuove case, invece di servizi, in periferie sempre più dormitorio" ha detto Legambiente in conferenza stampa alla presenza del consigliere regionale Cristiana Avenali. Il secondo rischio secondo Legambiente riguarda la possibilità di applicare il Piano casa sugli immobili ricadenti nella Città storica individuata dal Prg 2008. La delibera 9, licenziata dall'amministrazione Alemanno nel 2012, prevede infatti l'applicabilità del piano anche al quartiere Coppedè, al Salario, piazza Bologna, San Lorenzo, l'Esquilino, i Parioli, San Giovanni, Ostia, Prati, Flaminio, Eur e Testaccio. Inoltre, secondo la delibera 9, i 25mila edifici inseriti nella Carta della Qualità, "saranno oggetto di adeguamento da parte degli Uffici per valutarne l'effettivo valore e la possibilità di ampliare ulteriormente il campo d'azione del Piano casa".

    LE PROPOSTE DI LEGAMBIENTE - Per far fronte a queste criticità, Legambiente propone quindi all'assessore all'urbanistica, Michele Civita, un emendamento con l'obiettivo di escludere tali ambiti dall'applicazione del piano e chiede alla Regione di dare la possibilità ai Comuni di avviare proprie deliberazioni che indichino l'ambito di applicazione dell'art 3 ter comma 3, in quanto "hanno espresso le proprie deliberazioni sulla base del vecchio testo e logica vuole che, se cambia il testo, i Comuni abbiano una nuova possibilità per esprimersi". Rimettere mano alla delibera rappresenterebbe, secondo Legambiente, "un'occasione per il sindaco Marino", in quanto "nella sua campagna elettorale ha parlato di 112 nuovi ambiti dove applicare politiche di rigenerazione urbana ed una nuova delibera potrebbe stabilire l'applicazione dell'art 3 solo in quegli ambiti, in modo da far diventare queste trasformazioni un 'volano' per attrarre gli operatori".

    LA PETIZIONE SU CHANGE.ORG – Intanto associazioni e coordinamenti hanno lanciato una petizione online su Change.org: “La crisi economica non può diventare l’alibi per provvedimenti che derogano alle norme e cancellano ogni pianificazione, sacrificando il patrimonio collettivo  e  la qualità della vita dei cittadini” scrivono i promotori dell'appello (Carteinregola, Amate l’architettura, Associazione di Architetti-urbanisti Città Amica,Cittadinanzattiva Lazio Onlus, FAI Lazio , Forum Salviamo il Paesaggio Roma e Provincia, Italia Nostra Lazio e Roma , Legambiente Lazio, Slow Food Lazio, Urban Experience). Cinque i punti da cambiare: dallo stop all'aumento delle cubature all'eliminazione dei cambi di destinazione d'uso.  


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    Via libera prima della commissione Bilancio e poi del Senato al decreto Salva-Roma.  L'ok, con 135 si', 23 no e 45 astenuti, e' arrivato durante una seduta segnata dalle polemiche nei confronti del presidente del Senato Pietro Grasso, che ha sforbiciato 15 degli emendamenti passati proprio in commissione. Tra quelli saltati, per effetto dell'intervento di Grasso, il posticipo della prima rata dei mutui contratti per il pagamento delle imposte nell'area del sisma emiliano. Un gesto che non è piaciuto né alla maggioranza né all'opposizione. L'obiettivo era di evitare un mostro giuridico, come accaduto a fine anno e poi stoppato dal presidente Napolitano. Tirano un sospiro di sollievo le casse di palazzo Senatorio e il sindaco Ignazio Marino. Il provvedimento, infatti, scarica sulla gestione commissariale 450 milioni di euro: 350 per lo scorso anno e 135 per il 2014. Passa anche la norma, a firma del deputato democratico Santini, che riguarda le partecipate del Comune di Roma che non svolgono servizi di pubblica utilità. L'emendamento approvato lascia 'discrezionalità' anche per le società che non hanno come fine sociale attività di servizio pubblico, come Zetéma e Risorse per Roma. La dismissione o messa in liquidazione scatterà "ove necessario per perseguire il riequilibrio finanziario del Comune". La Capitale prova a fare un passo in avanti per allontana lo spettro del default e del relativo commissariamento. Il provvedimento adesso passa al vaglio della Camera. Mentre il piano di rientro prevede il "parere obbligatorio" del governo nazionale, con il Campidoglio che dovrà stilare una strategia triennale per rimettere in ordine i conti.

    GLI OBBLIGHI - Altra novità sono i vincoli in materia di acquisto di beni e servizi e di assunzioni di personale, che non riguarderanno le società quotate. Una mossa di cui beneficia, in primis, Acea, la partecipata di acqua ed energia di palazzo Senatorio. L'emendamento, tra le altre cose, dispone che entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge, l'amministrazione guidata da Ignazio Marino avrà il compito di realizzare un rapporto che evidenzi le cause del debito della Capitale. Tra gli obblighi anche quello di “operare la ricognizione dei costi unitari della fornitura dei servizi pubblici locali e adottare misure per riportare tali costi ai livelli standard dei grandi Comuni italiani”. Sarà necessaria “una ricognizione dei fabbisogni di personale nelle società partecipate, prevedendo per quelle in perdita il necessario riequilibrio”. Per farlo ci sarà bisogno di “adottare modelli innovativi per la gestione dei servizi di trasporto pubblico locale, di raccolta dei rifiuti e di spazzamento delle strade, anche ricorrendo alla liberalizzazione”.

    L'EMENDAMENTO SOTTO ACCUSA - Il Campidoglio però dovrà anche liberarsi di quelle macchine elefantiache che non hanno “come fine sociale attività di servizio pubblico”. Per il rientro dai crediti verso le proprie partecipate, invece, al Comune è concessa la possibilità di piani pluriennali (massimo 10 anni), con “rimborso a rate”. Un salvataggio per le casse di palazzo Senatorio che stizzisce la senatrice di Scelta civica, Linda Lanzillotta, protagonista di un braccio di ferro con i colleghi del Pd, in commissione Bilancio al Senato. Nel suo emendamento il diktat era semplice: per far traslocare parte del debito sulla gestione commissariale, il sindaco Marino avrebbe dovuto cedere parte del 51% delle quote Acea, aprendo così la strada ai privati. L'esponente di Sc rilancia: “Il Comune di Roma è virtualmente in dissesto perché non ha pareggio tra entrate e uscite”. “Una 'mala gestio' – rincara la dose - che riguarda soprattutto il sistema delle cosiddette municipalizzate”. Il decreto, ricorda Lanzillotta, riduce metà del debito (che supera il miliardo nel pluriennale 2012-2014) “ma non risolve il problema”.

    CORSA CONTRO IL TEMPO - Innervosita per l'accordo di maggioranza 'saltato', la senatrice punta il dito contro “l'influenza esterna dei partiti romani, che non hanno ancora capito la gravità della situazione”. Il dl Enti locali è difeso da Giovanni Legnini. Il sottosegretario, che Marino sognava alla guida delle casse capitoline, pone l'accento sull'obiettivo del “riequilibrio finanziario tra gestione commissariale e ordinaria” di fronte a cui “non capisco perché si invochi il fatto che sarebbero aumentate le tasse per sostenere risorse di questo provvedimento”. “I nemici della Capitale si arrendano”, tuona il deputato Pd Marco Miccoli. Esulta il sindaco Marino che parla di "buona notizia", ma continua la corsa contro il tempo: il decreto  passa alla Camera. 


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    Fuoco incrociato sul management di Acea, la multiutility controllata al 51 per cento dal Comune. Ieri sera era stato il sindaco Marino a sferrare l’ennesimo affondo: “I vertici appaiono concentrati solo sui titoli in borsa e non sulle esigenze dei romani”. Oggi la stoccata arriva dal Partito democratico, dopo che Moody’s aveva comunicato di aver modificato l’outlook  della municipalizzata da negativo a stabile. 

    “Le agenzie di rating non sono il giudizio della città, né quello della proprietà, tanto meno la borsa. In questi anni Acea ha aumentato l’indebitamento, tagliato investimenti, ridotto il valore delle azioni e dequalificato i servizi per cui è stata duramente sanzionata dalle varie autorità”, attaccano i consiglieri comunali Valeria Baglio e Marco Palumbo.

    Per i due esponenti capitolini l’azienda avrebbe coperto le passività con gli utili della tariffa idrica. “Utili – continuano – impegnati esclusivamente per remunerare gli azionisti e non certo per gli impianti, per i quali non è stato stanziato neanche un centesimo. I cittadini hanno subito solo il fatto che in alcune zone di Roma, così come in provincia, non è possibile avere un allaccio idrico perché il depuratore della zona è saturo”.

    Mentre, sempre secondo Baglio e Palumbo,  i cittadini hanno conosciuto la piaga delle bollette pazze, le file agli sportelli e il conflitto d’interesse per le sponsorizzazioni al comitato per il no all’acqua pubblica ai tempi del referendum del 2011.

    “Oggi - proseguono - i vertici di Acea, a colpi di comunicati e articoli di giornale, disegnano una fantasiosa utility modello, ma in realtà si affannano nel dimostrare che non ci sono utili dalla tariffa idrica, si attrezzano per la gestione dei rifiuti con i termovalorizzatori e cancellano professionalità consolidate di basso-medio ed alto livello che non sono in linea con tali obiettivi: tutto per remunerare sempre di più il socio privato, altro che interessi pubblici”.

    Continua, dunque, la battaglia di Marino – oggi tramite il suo partito – contro i manager nominati dall’ex sindaco Alemanno poco prima delle elezioni dell’anno scorso. E non bastano le buone notizie delle ultime ore, come la mossa di Suez Environnement che ha rilevato il 3,95 per cento del capitale della controllante Gdf Suez salendo al 12,5 per cento.

    “Si tratta di un investimento importante e dimostra che il nostro Paese, quando offre qualità e prospettive industriali, è ancora in grado di attrarre importanti partnership e capitali esteri. Inoltre, la revisione del nostro outlook da parte di Moody's, che arriva dopo quello di S&P, conferma che Acea è sulla buona strada sul fronte dei risultati e delle prospettive di crescita futura”, fanno sapere dai piani alti di via Ostiense.

    Ma è evidente che ciò  non basta ai due consiglieri democratici. “Nessun nuovo rilancio – concludono –, nessun nuovo piano industriale può essere partorito da questi vertici, che non lo hanno fatto negli ultimi 5 anni”.

    E intanto il presidente della Commissione capitolina Lavori pubblici, Dario Nanni, convocherà una seduta con i vertici dell’azienda per fare il punto sul contratto di servizio per verificare se sono stati rispettati i tutti i termini prescritti dallo stesso contratto.


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    Evasione fiscale che tocca quota 632 milioni, affitti in nero per 6 milioni di euro, 313 evasori totali, tra imprenditori e lavoratori autonomi, responsabili di aver occultato redditi per circa 550 milioni di euro. 346 gli evasori denunciati e 9 milioni e mezzo di beni sequestrati, il 300 per cento in più rispetto al 2012. Sequestrati uno stabilimento balneare e quote societarie per oltre 8 milioni di euro, uno stabilimento turistico a Castelfusano con 758 unita’ abitative, tre piscine, discoteche, ristoranti rimessaggio ed ormeggio imbarcazioni per circa 200 unita’. Scoperti 313 lavoratori in nero e 426 irregolari. Denunciate, complessivamente, 1.400 persone, di cui 74 arrestate. Sono alcuni dei dati più significativi del consuntivo 2013 del II Gruppo Roma della Guardia di Finanza presentato oggi ad Ostia.
    “Quello appena concluso - ha detto Teodoro Gallone, comandante del II Gruppo Roma della Guardia di Finanza - è stato un anno intenso, caratterizzato da una forte effervescenza operativa, su tutti i fronti assegnati alla competenza del Corpo. L’analisi del contesto esterno, del suo tessuto socio-economico e la pregnante attività di intelligence per la ricerca e la repressione delle forme di illegalità più insidiose per la collettività hanno permesso il conseguimento, in tutti i settori, di importanti risultati, resi possibili dalla perfetta sinergia con studenti, cittadini ed attori istituzionali, giudiziari, politici ed amministrativi impegnati nel complesso funzionamento del ‘sistema paese’”.
    Nell’ambito della lotta all’evasione fiscale e all’economia sommersa, sono state eseguite nella circoscrizione del II Gruppo Roma, tutto il litorale laziale compreso tra Civitavecchia ed Anzio, 562 verifiche fiscali, cui si aggiungono oltre 862 controlli di più limitato spessore, volti al contrasto delle forme di evasione “di massa”, fra cui 374 riscontri sulle locazioni immobiliari che, da soli, hanno portato alla scoperta di affitti “in nero” per oltre 6 milioni di euro. Nel 2013 su 605 controlli effettuati (472 nel 2012) le locazioni irregolari sono aumentate del 13,31 per cento rispetto all’anno precedente. I locatari sono studenti nel 60 per cento dei casi, il rimanente 40 per cento è per la maggior parte, 80 per cento, composto da stranieri.
    Il contrasto all’evasione ed all’elusione fiscale ha consentito di proporre all’Agenzia delle Entrate il recupero a tassazione di materia imponibile per oltre 661.257.252 euro, la constatazione di oltre 106.668.131 euro di iva evasa, fra imposta non dichiarata all’Erario e quella certificata dai contribuenti ma non versata, nonché la rilevazione di ritenute fiscali non operate e/o non versate per circa 32.829.984 euro. Contribuiscono al conseguimento di questi numeri, 313 “evasori totali”, imprenditori e lavoratori autonomi inottemperanti agli obblighi di dichiarazione delle imposte sui redditi, dell’iva e dell’irap, responsabili di avere occultato redditi per Gli evasori in quota “criminale” chiudono con un bilancio pesantissimo: sono 346 le persone denunciate all’Autorità Giudiziaria - per condotte previste dalla normativa penal-tributaria (frode fiscale, omessa presentazione della dichiarazione, occultamento e distruzione delle scritture contabili, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, ecc.) ed ammonta ad oltre 9.472.212 euro il valore dei beni loro sequestrati “per equivalente”, con un incremento del 300% rispetto al 2012.
    Sono stati circa 8.136 i controlli “strumentali” sulla corretta osservanza dell’obbligo di emettere le ricevute e gli scontrini fiscali. Ben 5.102, pari al 62.7% del totale, gli irregolari: più di tre scontrini su cinque. Nell’ambito della lotta al “sommerso di lavoro”, sono stati individuati 313 lavoratori “in nero” ed oltre 426 “irregolari”, impiegati presso 210 datori di lavoro.
    Sul fronte della vigilanza sul corretto impiego delle risorse pubbliche, comunitarie, nazionali e locali, sono state denunciate alla Magistratura 84 persone ed accertate frodi per circa 6.533.610 euro. Sono, invece, circa 230 i controlli verso i responsabili di false autodichiarazioni volte ad ottenere indebite agevolazioni previste, invece, per le categorie sociali meno abbienti (buoni asili nido, refezione e trasporto scolastico, gratuito patrocinio legale).
    Sul versante delle frodi al Servizio Sanitario Nazionale sono state controllate circa 80 persone colpevoli di aver causato un danno all’erario di circa 25.000 euro, mentre ammontano a 172.570 euro le truffe ai danni degli Enti previdenziali ed assistenziali con 6 persone deferite alla Magistratura. L’azione di contrasto al traffico, allo spaccio ed al consumo di stupefacenti sul territorio, ha portato al sequestro di oltre 1080 chili fra droghe “pesanti” e “leggere” (oltre 74 sono di cocaina e 1 tonnellata di marijuana), con la denuncia all’Autorità Giudiziaria di 117 persone, di cui 38 in stato d’arresto. Per il consumo personale di stupefacenti sono stati inoltre segnalati alle competenti Prefetture oltre 655 assuntori. L’attività di contrasto ai reati societari e fallimentari, al riciclaggio, all’usura, all’abusivismo finanziario, alle truffe ai danni dei risparmiatori, alla falsificazione dei mezzi di pagamento e alla circolazione transfrontaliera di capitali, ha portato alla denuncia di 148 persone e al sequestro di beni, titoli e contanti per circa 9 milioni di euro ed oltre 28.000 monete e banconote false. Anche in attuazione del patto per “Roma Sicura”, l’imponente dispositivo dispiegato ha portato alla denuncia di 111 persone, di cui 2 in stato di arresto, nonché al relativo sequestro di ingente quantità di merce contraffatta, dai capi di abbigliamento e di pelletteria ai giocattoli, cosmetici e calzature, con un cospicuo incremento complessivo rispetto al 2012. Ammontano a 11 le persone denunciate per violazioni alla normativa sulla sicurezza dei prodotti, con circa 2 milioni di articoli sequestrati di cui è stata scongiurata l’immissione sul mercato (prodotti medicali, cosmetici, occhiali e giocattoli). Sul versante della pirateria audiovisiva e informatica sono state denunciate, per violazione alla normativa sul diritto di autore, 15 persone di cui uno tratto in arresto, e sequestrati circa 10 mila pezzi (DVD e CD). In applicazione della normativa antimafia i Reparti dipendenti dal II Gruppo Roma hanno eseguito 25 accertamenti sulle possidenze immobiliari e mobiliari, di soggetti dalla specifica normativa. Cinque sono le discariche e le aree poste sotto sequestro, in cui erano stati depositati rifiuti speciali e materiali pericolosi, specie eternit, 57 sono le persone denunciate per varie violazioni alla normativa ambientale. Nell’ambito del controllo economico del territorio e del contrasto ai traffici illeciti, sono state oltre 60 le persone denunciate per reati comuni e l’inosservanza della normativa di Pubblica Sicurezza, di cui 2 arrestate, oltre al sequestro di 6 armi - tra bianche e pesanti - e circa 220.000 pezzi fra botti e petardi vari. Fra le operazioni eseguite dal II Gruppo nel settore della Tutela al Patrimonio Archeologico, il ritrovamento della testa bronzea del “satirello” della fontana gaia (o dei satiri) di Villa Borghese, che nel 2010 era stata mozzata e trafugata da ignoti. 545.580.713 euro ed iva per oltre 79.423.795 euro.


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    Si rivela più difficile del previsto l'impegno della Lazio nei sedicesimi di finale di Europa League. I bulgari del Ludogorets, per nulla intimiditi dal blasone della squadra di Reja e da un Olimpico a dire il vero semideserto, riescono nell'impresa di aggiudicarsi il match di andata e di mettere una seria ipoteca sul passaggio del turno.

    INIZIO CON IL TRIDENTE- I biancocelesti si affidano in partenza al tridente formato dall'esperto Klose e dalla talentuosa coppia Keita-Felipe Anderson, ma non pungono anche per merito della formazione ospite, reattiva e ben organizzata. Dopo nove minuti di gioco, l'arbitro tedesco Zwayer fischia un calcio di rigore inesistente a favore dei bulgari, per un presunto fallo di mano in area di Cana. Se ne incarica il capitano Dyakov che prova il colpo del cucchiaio, ma Berhisha non si fa sorprendere e para facilmente. Passato il pericolo, la Lazio prova a spingere con più insistenza, ma la per creare la prima occasione vera deve aspettare una mezz'ora, quando Keita recupera palla sulla trequarti campo, lascia sul posto un paio di difensori e offre palla al centro per Klose, il quale prova a cercare la porta con un colpo di tacco. Pronta la risposta dei campioni di Bulgaria, che con una staffilata di Marcelinho dai trenta metri colpisce la traversa a Berisha battuto. Un gran tiro lo prova anche Biglia al 36' su punizione, ma Stojanov para in presa. A rischiare di più però sono Radu e compagni, come al 42' quando Aleksandrov si trova sul destro la palla del vantaggio, ma la sua conclusione esce di un soffio alla sinistra di Berisha.

    LAZIO SPRECONA-È solo la prova generale del vantaggio ospite, che arriva a un minuto dal termine del primo tempo, quando Bezjak fa partire un beffardo tiro da fuori area e batte il portiere della Lazio. Nella ripresa la Lazio si presenta in campo con ben altro piglio e subito si fa pericolosa con Felipe Andreson, il quale spicca un tiro insidioso che Stojanov devia sulla traversa. Nell'azione successiva è nuovamente il brasiliano a rendersi protagonista con un dribbling in area che costringe Minev al calcio di rigore. Se ne incarica lo stesso Anderson che però sbaglia così come Lulic nel tapin successivo  

    LA SUPERITA' NUMERICA- La Lazio prova a riprendersi la partita anche approfittando dell'espulsione di Dyakov per doppia ammonizione, ma il vantaggio numerico dura solo 18 minuti, in quanto si fa cacciare dal campo anche Cavanda per un fallaccio a centrocampo giustamente punito con il cartellino rosso. Sfortunata la Lazio al 31' della ripresa, quando in un'azione di rimessa orchestrata da Radu, Klose offre una palla invitante a Candreva. Tiro a botta sicura, ma Espinho salva sulla linea di porta. Ci prova ancora Candreva allo scadere, ma Stoyanov è in giornata strepitosa e mantiene immacolata la sua porta.


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    E' stato arrestato più di un mese fa, ma continua ad essere il dominus della spazzatura, senza cui Roma è destinata a finire nell'emergenza rifiuti. L'indagine della procura, che lo scorso gennaio ha portato all'arresto il patron di Malagrotta, di fatto impedirebbe agli enti pubblici di lavorare con il consorso Colari. Un provvedimento restrittivo, emanato dal prefetto Pecoraro, valido  per tutti gli impianti riconducibili al Supremo, che secondo l'Ama rischia di gettare Roma nel caos.

    pecoraro cut

    IL PREFETTO - Dal tritovagliatore di Rocca Cencia ai due Tmb di Malagrotta, fino alla discarica di Albano. Sono ancora tanti, troppi, gli impianti del Consorzio Colari funzionali al ciclo dei rifiuti cittadino. Tutte strutture che allo stato attuale non possono essere utilizzate. "Gli Enti pubblici non possono lavorare con Colari perché c'è un'interdittiva, scaturita dall'indagine della Procura - come ha detto ieri mattina il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, a margine della presentazione del progetto "Comuni resilienti" della Provincia di Roma - A questo punto l'Ama deve prendere le sue decisioni. Non può conferire, a meno che non ci sia una deroga, ma non mi risulta che sia stata fatta dalla magistratura o da me. L'Ama mi ha chiesto notizie sulla sussistenza o meno dell'interdittiva ed io ho confermato". 

    AMA: SI RISCHIA L'EMERGENZA - La municipalizzata dell'ambiente, pur sapendo di poter conferire da almeno una settimana, avrebbe quindi continuato a servirsi degli impianti. Anche perchè l'alternativa, come comunica Ama con una nota diramata nella tarda serata di ieri, non esiste. O meglio, c'è, ma si chiama emergenza. "Nella lettera inviata al prefetto di Roma lo scorso 13 febbraio, in risposta alla sua comunicazione, l’azienda ha fatto presente di non poter interrompere il conferimento di rifiuti indifferenziati presso gli impianti TMB e al tritovagliatore del Colari al fine di prevenire e scongiurare il verificarsi di una situazione di vera e propria emergenza a Roma".

    Rifiuti, cassonetti pieni

    RIFIUTI IN STRADA - A rincarare la dose è anche il neo amministratore delegato Daniele Fortini, che a poche settimane dal suo insediamento, si trova ad affrontare la prima vera grande emergenza. “Senza gli impianti non vi sarebbe possibilità per l'azienda di rimuovere una parte cospicua di rifiuti - dichiara Fortini - Se il prefetto Pecoraro, come ha dichiarato oggi, reputa che la missiva da lui inviata ad Ama è un’interdizione all’uso degli impianti di Co.La.Ri. conveniamo con lui che si determina una situazione di gravissimo allarme. Ci attendiamo a questo punto da lui un’indicazione di soluzioni poiché rischiamo di lasciare senza destinazione oltre la metà dei rifiuti prodotti nella Capitale”.

    IL COMMISSARIAMENTO - L'unica soluzione, allo stato attuale, appare dunque quella del commissariamento degli impianti, come ipotizzato anche da Athos De Luca, presidente della Commissione ambiente capitolina. Anche perché una legge nazionale impedisce di portare i rifiuti non trattati fuori dalla regione. Contro l'interdittiva prefettizia, il Consorzo Laziale Rifiuti annuncia un'imminente ricorso al Tar, "considerata l’abnormità, assoluta estraneità e strumentalità di detto atto", come il consorzio scrive in una nota nella serata di ieri, che segue di pochi minuti quella dell'Ama. E senza una soluzione rapida, il futuro prossimo è già scritto: rifiuti che già dai prossimi giorni straborderanno su tutte le strade. Non solo in periferia come accade oggi.


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    Finanziamento illecito dei partiti: per questa l'ipotesi di reato la Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati l'ex presidente della Regione Lazio Renata Polverini e l'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno. Agli arresti domiciliari sono invece finiti Fabio Ulissi, già collaboratore dell'ex sindaco, e Giuseppe Berardi, ex manager della società di consulenza Accenture.

    L'APPALTO SUI SERVIZI INFORMATICI - Le misure sono state emesse nell'ambito dell'inchiesta dei pm Paolo Ielo e Mario Palazzi su una mazzetta che avrebbe consentito alla società di consulenza Accenture di aggiudicarsi una gara d'appalto indetta da Roma Capitale per l'affidamento del servizio di manutenzione, supporto e sviluppo applicativo dei sistemi informativi dell'area del territorio del Comune di Roma, poi effettivamente aggiudicata alla Accenture. A eseguire le ordinanze gli uomini del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza e i carabinieri del Ros.

    IL FALSO SONDAGGIO SULLE SCUOLE - L'inchiesta fu avviata sulla base di una denuncia della stessa Accenture che, a conclusione di verifiche interne, aveva scoperto un giro di false fatture attraverso le quali era stato creato un fondo per una provvista da 30mila euro. Tale somma era destinata all'esecuzione di un falso sondaggio sulla qualità dei servizi scolastici, dietro il quale si sarebbe nascosta, a quanto si è appreso, un'attività di propaganda elettorale in favore della lista Polverini, che poi ha vinto le elezioni regionali nel 2010.

    SETTE INDAGATI PER FRODE FISCALE - Nell'ordinanza di custodia sono citati sette indagati, alcuni per frode fiscale, ma complessivamente sono nove le persone finite sotto inchiesta. Nell'aprile scorso le fiamme gialle eseguirono perquisizioni nell'ambito di questa stessa indagine nelle abitazioni di alcuni indagati e presso la sede della "Roma Capitale Investments Foundation" che aveva come presidente onorario il sindaco Gianni Alemanno. Secondo l'originaria impostazione, il danaro sarebbe stato consegnato a Ulissi, di professione podologo, da Giuseppe Verardi, manager della Accenture. Nel decreto di perquisizione si leggeva che la somma era stata consegnata a Ulissi perché “pubblici ufficiali incardinati presso il Comune di Roma compissero atti contrari ai doveri del loro ufficio nell'aggiudicazione alla Accenture della gara ad evidenza pubblica indetta da Roma Capitale per l'affidamento del servizio di manutenzione, supporto e sviluppo applicativo dei sistemi informativi dell'area del territorio del Comune di Roma, poi effettivamente aggiudicata alla Accenture”.

    LE REAZIONI -  “Ho appreso dalle agenzie di stampa la notizia di questa indagine. Non so assolutamente nulla di queste vicende né, tantomeno, mi sono occupato del finanziamento della campagna elettorale per le elezioni regionali del 2010. Attendo quindi con fiducia gli sviluppi del lavoro della magistratura che confermeranno la mia estraneità a ogni addebito” ha commentato Gianni Alemanno. Sulla stessa linea difensiva l'ex governatrice del Lazio: “Apprendo dalle agenzie di stampa la notizia di una indagine a mio carico nell'ambito di una inchiesta avviata un anno fa per finanziamento illecito ai partiti e che riguarda persone che non conosco. Ho completa fiducia nella Magistratura e sono sicura che, se c'è una indagine, verrà provata la mia estraneità ai fatti" ha detto la parlamentare Renata Polverini (Fi).


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    Più autonomia per Roma Capitale, in particolare su commercio, urbanistica, turismo, beni storici artistici e culturali, ambiente e demanio. È quanto prevede la proposta di legge approvata oggi dalla giunta della Regione Lazio e che ora dovrà essere approvata dal Consiglio regionale. A presentarla in una conferenza stampa congiunta il governatore Nicola Zingaretti, il sindaco Ignazio Marino e il presidente del Consiglio regionale Daniele Leodori.

    La proposta di legge consentirà, nelle intenzioni dei promotori, un passo in avanti verso la tanto agognata semplificazione burocratica eliminando passaggi inutili e accorciando l'iter decisionale. A beneficiare di questa legge non sarà solo Roma ma tutti i comuni del Lazio, che acquisiranno autonomi in merito a: demanio marittimo, lacuale e fluviale; commercio e ambiente. Per Zingaretti quello di oggi "è un giro di boa di carattere storico, perché di questi temi si parla da anni", esce dalla giunta regionale un testo che "porta grande innovazione nel nostro sistema amministrativo", commenta Marino.

    CAMION BAR E ATTIVITA' COMMERCIALI- Tra le nuove misure gestionali quella che riguarda i camion bar, le bancarelle e e i venditori ambulanti: il Comune avrà infatti più autonomia sulla programmazione in materia di commercio su aree pubbliche e private. Sui camion bar sarà eliminato il cosiddetto “principio di equivalenza”, così potranno essere spostati dalle aree di pregio senza dover assegnare loro luoghi di sosta economicamente equivalenti. Stesso vale per l'intero processo decisionale per l'apertura di grandi strutture di vendita e per l'istituzione, la soppressione e lo spostamento dei mercati, la determinazione degli indirizzi in materia di edicole e di esercizi di somministrazione di alimenti e bevande. Secondo Zingaretti "la Regione si spoglia della pretesa di decidere per Roma, ma anche in questo caso per gli altri comuni, dove devono stare i camion bar: è una decisione legata alle politiche del commercio e del turismo delle città. I comuni ora dovranno legiferare con nuove leggi che ridisegnino la mappa da questo punto di vista. Per Roma questo apre una strada a una rivoluzione su questo tema, spesso alle cronache dei giornali perchè legato alla discussione sul decoro".

    URBANISTICA - L'assessore capitolino all'Urbanistica, Giovanni Caudo, grazie al Protocollo, guadagna autonomia nell'approvazione dei piani attuativi dello strumento urbanistico generale, nella determinazione delle tabelle degli oneri di urbanizzazione, nell'approvazione del programma urbano dei parcheggi. L'approvazione di progetti per le opere pubbliche sarà più veloce, così come l'adozione del regolamento edilizio, con la soppressione della verifica preventiva di conformità della provincia.

    CULTURA - L'assessorato alla cultura, nella persona di Flavia Barca, avrà maggiore libertà nell'avanzare proposte allo Stato per l'apposizione di vincoli storico artistici, per la vigilanza sui beni vincolati e l'espropriazione di beni di interesse storico artistico. Avrà maggiore autonomia decisionale rispetto al miglioramento della conservazione e della fruizione dei beni, alla promozione di scambi socio-culturali bilaterali e multilaterali in favore dei giovani e all'accesso agevolato ai beni da parte delle categorie svantaggiate.

    TURISMO - Roma avrà voce in capitolo anche sulle concessioni per l'installazione di impianti di distribuzione dei carburanti lungo il Gra e tratti autostradali interni allo stesso. Allo stesso assessorato spetterà una maggiore libertà in materia di turismo su: la definizione e l'attuazione di specifici progetti e programmi, l'agevolazione dell'accesso al credito delle imprese turistiche mediante apposite convenzioni con istituti di credito, i rapporti con gli organi preposti alla tutela del patrimonio storico, monumentale, naturalistico e culturale per una valorizzare del territorio a fini turistici; l'organizzazione dell'informazione dell'accoglienza, dell'assistenza e della tutela del turista; la consulenza e l'assistenza agli operatori pubblici e privati operanti nel settore.

    AMBIENTE E DEMANIO - In tema di ambiente Roma Capitale avrà più autonomia per la gestione delle aree naturali protette, valutazione dei progetti di risanamento dall’inquinamento elettromagnetico, determinazione di standard più elevati di riduzione e prevenzione dell’inquinamento luminoso, divulgazione delle problematiche e della disciplina relativa alla riduzione e prevenzione dell’inquinamento luminoso. E ancora, rispetto al demanio, a Roma Capitale arrivano deleghe sul rilascio delle concessioni dei beni del demanio marittimo, lacuale e fluviale, il rilascio delle concessioni di estrazione di materiale dai corsi d’acqua, la classificazione degli stabilimenti balneari ed il rilascio del relativo attestato, la classificazione delle aree demaniali e degli specchi d’acqua in relazione alla valenza turistica. Per finire, con la norma relativa ai poteri sostitutivi, la Regione subentrerà a Roma Capitale e agli altri comuni solo allo scopo di tutelare gli interessi superiori e garantire l’esercizio unitario delle funzioni nel caso di accertata e persistente inerzia rispetto ai propri doveri o in caso di atti e provvedimenti obbligatori.  


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    E' stata aperta in Campidoglio la camera ardente per Gianni Borgna, lo storico ex assessore alla Cultura della Capitale, scomparso ieri, e resterà aperta fino alle 18. Ad accogliere il feretro l'assessore alla Cultura, Flavia Barca. Da subito hanno già iniziato a fare visita diversi politici e amici: da Massimo D'Alema a Francesco Rutelli a Silvio Di Francia a Roberto Morassut a Gianni Letta. Sul feretro rose rosse e la sciarpa della Lazio accanto alla sua foto, oltre alle corone del sindaco di Roma, del presidente della Regione, degli ex consiglieri della Regione. 

    "Di cosa vogliamo parlare oggi Gianni?" ha esordito Veltroni. "Chissà quali sogni ti accompagnavano: eri nel cuore delle cose e al tempo stesso navigavi libero per porti invisibili agli altri. Conoscevamo questa città' negli angoli più remoti - ha continuato Veltroni - Amavamo questa città. Gianni ha servito Roma come si serve chi si ama, cambiandola. A lui interessava che fosse una città' viva. La sua dinamo era la curiosità cercando anche nel passato. Lui e io lavoravamo divertendoci e le idee fioccavano con la passione di realizzarle perché' si vive meglio in una città dove si respira ovunque la creatività. Gianni era il regista e lo stregone. Avere Borgna alla cultura era come avere Zoff in porta, ma Zoff laziale. Perché una persona così buona e mite come te, Gianni, e' dovuta andare via così presto. Abbiamo passato insieme le nostre vite cercando di cambiare il mondo. Siamo stati fortunati".

     Per l'ex sindaco Rutelli, Borgna fu "un grande uomo pubblico". "Fu Goffredo a consigliarmi Borgna alla cultura e mai ci fu scelta più felice di quella - ha continuato Rutelli - Gianni aveva una irresistibile capacità di lavoro, la voglia del dialogo paziente e umile tra tutti i soggetti della città partecipando a una esperienza civica rivoluzionaria. Nella prima riunione di giunta gli dissi: 'Organizziamo un concerto in piazza a Capodanno?' Non esisteva prima ma Gianni lo realizzo in tre settimane e da allora il Concerto di Capodanno divenne tradizione. Gianni Borgna e' stato un grande uomo pubblico, era orgogliosamente di sinistra e ci si deve inchinare davanti alla sinistra rappresentata da Gianni. Gli ultimi tempi non li ha vissuti come malato ed e' stato stampato proprio oggi un suo libro, poi si aprirà' la sua straordinaria mostra su Pasolini e persino una sua autobiografia. C'e' da correre ancora dietro a Gianni Borgna insomma. Con Gianni abbiamo corso fino a tre giorni fa dietro la nostra passione: la Lazio. Un uomo buono che amava la vita e per questo ci pesa tanto la sua morte ma lo onoreremo finché avremo vita".

    E, infine, il ricordo dell'amico di una vita, Goffredo Bettini. "Se mi chiedessero di dire in poche parole cosa fosse Gianni, direi senza esitazione: un comunista italiano - ha detto - La sua biografia non rende giustizia del suo ruolo reale, della sua impronta che mischiava il rigore etico, il suo bagaglio culturale e la sua voracita' di vita oscillando continuamente dalla politica alle sue passioni più forti. Libri, film, documentari, mostre. E' stato un vulcano di idee e di realizzazioni e ancora non e' uscito il suo libro, un durissimo esame dei nostri errori. E' stato un grandissimo amministratore e ricordo che segnava su un piccolo quaderno tutto e si vantava di essere molto preparato degli assessori 'tecnici'. Gianni e' stato l'amico di una vita, la persona con la quale ho lavorato tanto e ho riso di più. Un politico che ha combattuto, e tanto, ma con grazia. La cosa più vera che sento di lui e' come ha attraversato la sua malattia: un gigante".


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