Are you the publisher? Claim or contact us about this channel


Embed this content in your HTML

Search

Report adult content:

click to rate:

Account: (login)

More Channels


Showcase


Channel Catalog


older | 1 | .... | 285 | 286 | (Page 287) | 288 | 289 | .... | 324 | newer

    0 0

    Il traffico privato strangola la Capitale. A Roma, dove ci sono 2 milioni e 800 mila auto su 2 milioni 700 mila abitanti, la folle velocità sulle strade causa dell’aumento di incidenti per pedoni e ciclisti feriti, e i livelli di inquinamento acustico, sono fuori controllo di giorno e di notte. E’ questa la fotografia scattata dal Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane, la campagna itinerante realizzata con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Mare. Il bilancio finale della quinta tappa del tour 2014 del convoglio ambientalista è stato presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa.

    FUORI DAL LIMITE DI VELOCITA' - Dal monitoraggio della velocità media delle automobili sulla Cristoforo Colombo, anche nei pressi di istituti scolastici, è stata confermata la tendenza all’accelerazione anche in tratti urbani con limiti di 50 km/h. L'80% degli automobilisti non rispetta il limite di velocità: su 150 vetture osservate ieri, soltanto il 22% viaggiava entro il limite stabilito. La media oraria dei veicoli è stata di circa 61 km/h. Il 16 per cento degli automobilisti percorrevano l’arteria a velocità superiori ai 70km/h con picchi di 90 km/h. "Servono pedonalizzazioni estese, si parta dai Fori e si pedonalizzino piazze in ogni quartiere, bisogna ripensare la tariffazione della sosta per sfavorire l’uso dell’automobile, occorre individuare una rete di zone 30, aumentare le corsie preferenziali e costruire finalmente una maglia consistente di itinerari ciclabili sicuri. Non si possono più rimandare scelte coraggiose e incisive con le conseguenti risorse per realizzarle e rendere Roma bella come merita di essere" commenta Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio.

    INQUINAMENTO ACUSTICO - Non va meglio sul fronte dell'inquinamento acustico a Roma raggiunta durante i monitoraggi del Treno Verde. Il monitoraggio del rumore dall'impianto allestito al civico 157 di viale Regina Margherita ha fatto registrare superamenti di oltre 10 decibel. Durante i periodi diurni i valori dell’inquinamento acustico superano di 7 decibel del limite ammesso per la zona in esame e nel periodo notturno lo sforamento dei limiti di legge è stato di oltre 10 decibel. “Gli obiettivi del nuovo Pgtu di Roma sono davvero poco ambiziosi, il 6% di spostamenti in più sul mezzo pubblico sono un'inezia così come 40 chilometri di nuove preferenziali" spiega Sacchi.

    ARIA IRRESPIRABILE - Dall’inizio dell’anno l’aria a Roma e nel Lazio è stata per diversi giorni irrespirabile, “fuorilegge per la concentrazione media delle polveri sottili PM10 – dichiara Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente - a partire da Frosinone Scalo dove la centralina dell’Arpa Lazio ha già registrato 40 sforamenti del limite delle polveri sottili, già oltre la soglia dei 35 superamenti annui stabilita dalla legge”. L’inquinamento dell’aria quindi “resta uno dei principali problemi per la salute delle persone e per la salvaguardia dell’ambiente, un'emergenza da affrontare con politiche che puntino alla mobilità sostenibile".


    0 0

    Ha ucciso la moglie gettandola dalle scale, e poi ha chiamato l'agenzia di onoranze funebri per organizzare il funerale. È accaduto oggi a Veroli, in provincia di Frosinone, dove i carabinieri della compagnia di Alatri hanno arrestato F.S. 44 anni contestandogli l'ipotesi di reato di omicidio. Questa mattina, la morte di sua moglie, Silvana Spaziani, 45enne originaria di Torrice, è sembrata quantomeno sospetta e per questo qualcuno ha informato i carabinieri.

    Le ricostruzioni degli inquirenti hanno ipotizzato che il 44enne ieri sera, durante un litigio con la donna, l'ha prima picchiata e poi scaraventata giù dalle scale di casa. In queste ore l'uomo è sotto interrogatorio da parte dei carabinieri. 


    0 0

    A Roma la Giornata Internazionale della Donna si apre con flash mob e proteste, ma tiene insieme anche gli appuntamenti con l'arte, il teatro e la letteratura. Si comincia alle 11,30 con un flash mob a Piazza di Spagna per la campagna "Le parole non bastano più" di Intervista onlus: un abbraccio collettivo per costruire un bracciale arancione, il simbolo della campagna partita il 14 febbraio scorso e che ha coinvolto 14 città italiane.

    #IODECIDO - Alle 15,00 a Piazza de Condottieri 34, davanti al consultorio del Pigneto, la manifestazione #IoDecido prenderà forma in un corteo-street parade che invaderà le strade di Roma. “Vogliamo ripartire dalla libertà di scelta, dalla capacità di decidere sui nostri corpi” perché “se legislativamente la possibilità dell'aborto farmacologico (RU486) è già garantita da anni di fatto essa non viene contemplata negli ospedali italiani, così come è impossibile nelle città nostrane trovare in tempi rapidi la pillola contraccettiva di emergenza” si legge sul manifesto della protesta. E ancora: “Vogliamo ripartire dalle parole d'ordine della Spagna: #iodecido, per dare vita a una campagna che rivendichi la possibilità concreta di un aborto libero, gratuito e garantito; una campagna che garantisca la possibilità dell'aborto farmacologico, la completa accessibilità alla pillola del giorno dopo e la sicurezza che ci siano luoghi come i consultori che realmente ne assicurino la prescrizione”.

    MARINO: “GIORNATA DEDICATA A CHIARA” - Il sindaco Marino, presentando gli eventi organizzati dal Campidoglio, ha dedicato la giornata a Chiara Insidioso Monda: “La diciannovenne massacrata a Casal Bertone da chi credeva le volesse bene è per noi un simbolo. Roma è vicina a lei e alla sua famiglia”.

    GLI EVENTI PUBBLICI - Gli spazi culturali di Roma Capitale affrontano nella loro varia programmazione diverse tematiche al femminile. Alla Casa della Memoria e della Storia le battaglie sui diritti civili degli anni ’70 Performance provocatorie e spiazzanti di Tomaso Binga - pseudonimo maschile di Bianca Menna – alla Sala Santa Rita. Documenti filmati sulla condizione femminile ieri ed oggi, dall’arte femminista di via del Governo Vecchio alla violenza contro le donne durante i conflitti e nella vita quotidiana al Nuovo Cinema Aquila. Un racconto di teatro al femminile a partire dallo spettacolo “The plot is the revolution” alla Casa dei Teatri. Una mostra, letture e riflessioni critiche dedicate al pensiero creativo femminile alla Casa delle Letterature in collaborazione con “Incontri ad Eèa” e con la rivista “Nuovi Argomenti”. Il lavoro delle donne è messo in scena alle Scuderie Villino Corsini, al Teatro Villa Torlonia, al Teatro Biblioteca Quarticciolo, al Teatro del Lido di Ostia e al Teatro Elsa Morante. Proiezioni, incontri, danza e la mostra nomade SINtHOMO nei 3 Centri Culturali delle Periferie Elsa Morante, Aldo Fabrizi e Gabriella Ferri. Il tema "Ispirare il cambiamento" è invece il filo conduttore delle tante iniziative - incontri, proiezioni, presentazioni di libri, musica e letture, appuntamenti per bambini - in programma presso le Biblioteche di Roma.

    LA PREMIAZIONE - Alle 17 presso la Sala Esedra ai Musei Capitolini, il sindaco Ignazio Marino e l’assessora alle Pari Opportunità Alessandra Cattoi consegnano un riconoscimento simbolico a quattro racconti selezionati con la campagna web '#noisì. Generazioni di donne'. “Valorizzare le storie di generazioni di donne significa riconoscere la ricchezza dei loro saperi, delle loro competenze e della forza con cui quotidianamente contribuiscono a costruire il tessuto sociale e produttivo della capitale” ha dichiarato Cattoi. “Per continuare a raccogliere le storie positive delle diverse generazioni di donne della città, l’indirizzo di posta elettronica noisi8marzo@gmail.com resta attivo" si legge in una nota.

    NEGLI STADI DI SERIA A - Aria di otto marzo negli stadi di calcio dove, oggi e domani, sarà sostenuta 'Le parole non bastano più', campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi di Intervita Onlus contro la violenza sulle donne e il sostegno delle vittime. Su tutti i 10 campi di Serie A sarà visibile l’appello per fermare la violenza contro le donne di Intervita, e gli speaker degli stadi inviteranno i tifosi a mandare un sms di donazione. Inoltre, in ogni campo i tre bambini che accompagnano i capitani entreranno con uno striscione di 9 metri con il logo della campagna. “Dai maxi schermi degli stadi sarà trasmesso lo spot della Campagna 'Le parole non bastano più'. A sostegno della Campagna - conclude il comunicato - è sceso in campo anche il Ct della Nazionale di Calcio italiana Cesare Prandelli".

    MUSEI GRATIS - Anche l'arte festeggia le donne. Le donne potranno visitare il Sistema Museale di Roma Capitale gestito da Zètema usufruendo di un ingresso gratuito. L’offerta, valida in tutti i musei civic,i riguarda sia le collezioni permanenti sia le esposizioni temporanee. Di seguito l’elenco dei Musei interessati: Musei Capitolini, Centrale Montemartini, Mercati di Traiano, Museo dell'Ara Pacis, Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, Museo delle Mura, Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, Museo di Roma, Museo Napoleonico, Galleria d'Arte Moderna, MACRO, Museo Carlo Bilotti, Museo Pietro Canonica, Museo di Roma in Trastevere, Musei di Villa Torlonia e Museo Civico di Zoologia.


    0 0

    La cronaca ne è piena, tanto che non fanno più notizia se non quando dalle botte si passa all’omicidio. E il passo non è così lungo. Proprio ieri a Veroli, in provincia di Frosinone, un uomo di 44 anni ha menato e poi gettato dalle scale la moglie, uccidendola. E recente è la storia di Chiara, la 19enne ridotta in fin di vita dal compagno. Denunciano da anni i troppi episodi di violenza di genere le associazioni e ultimamente se ne occupa anche la politica che dopo rinvii e discussioni in aula ha approvato la legge regionale numero 33 che definisce il “Riordino delle disposizioni per contrastare la violenza contro le donne” e istituisce una cabina di regia e un osservatorio. Un milione di euro l’anno (per il triennio 2014-2016) a supporto delle attività necessarie per finanziare le azioni previste dalla legge regionale. A cui si aggiungono le risorse comunitarie iscritte nella programmazione 2014-2020.

    LA LEGGE - Uscire dall’emergenza è la parola d’ordine. L’obiettivo è “soprattutto di prevenire l’estensione del fenomeno sul territorio", spiega Simone Lupi, primo firmatario della legge. E quindi potenziare i servizi ed estendere la presenza dei centri antiviolenza e case rifugio. Con delle novità: "Le case di semiautonomia, strutture di secondo livello per donne che non hanno raggiunto piena autonomia al momento della dimissione dal centro – ha spiegato ancora Lupi – e la possibilità per la Regione, nell'ambito del proprio patrimonio, di concedere immobili in comodato d'uso ai centri antiviolenza".  Quello della violenza sulle donne, fa notare Marta Bonafoni del gruppo Per il Lazio, “ è soprattutto un problema degli uomini: le vittime di femminicidio in Italia nel 2013 sono state 134”. E proprio per mano di mariti, compagni ed estranei le donne perdono la vita “più che negli incidenti stradali o per le malattie”, ricorda l’assessora alle Pari Opportunità Concettina Ciminiello.

    I CENTRI NEL LAZIO - Nel Lazio a prendersi cura delle vittime della violenza di genere ci sono 22 strutture censite nel novembre 2013 dall'assessorato regionale alle Politiche sociali: 5 centri antiviolenza e 7 centri con case rifugio ad indirizzo segreto, tutti gestiti da associazioni di donne, a cui si affiancano 10 sportelli antiviolenza che svolgono principalmente attività di informazione e indirizzo verso i centri. Si tratta della prima mappatura istituzionale realizzata sulla base di un'indagine svolta dalla Filas (Finanziaria di sviluppo della Regione Lazio). Delle 22 strutture censite, 17 si trovano in provincia di Roma (4 centri, 5 case rifugio ed 8 sportelli); uno sportello a Frosinone, uno a Rieti, 2 case rifugio a Latina ed un centro antiviolenza a Viterbo. In totale, dunque, i posti in residenza protetta sono 57: 42 nelle 5 case di rifugio della provincia di Roma e 15 nelle 2 di Latina. A questi letti se ne aggiungono 38 disponibili presso altre strutture di accoglienza, principalmente case famiglia, e 28 presso case ad indirizzo segreto. Oltre alle 22 strutture censite, sono attivi 13 sportelli all’interno di diverse strutture sanitarie del Lazio, (11 in provincia di Roma , uno a Rieti e uno a Viterbo) e 3 sportelli di consulenza legale, uno presso il tribunale dei minori di Roma, gestito dall’associazione Differenza donna e gli altri due coordinati da associazioni di avvocati donna. I servizi per il contrasto alla violenza contro le donne verranno potenziati grazie alla legge 33, ma saranno anche estesi a tutto il territorio regionale: c’è infatti una buona copertura nella provincia di Roma, mentre la rete risulta, "insufficiente nel resto del Lazio", come spiega l'assessora al Sociale Rita Visini.  

    LO SPORTELLO DONNA AL SAN CAMILLO – Fuori dalla legge regionale appena approvata sono rimasti i presidi nei pronto soccorso. Come lo sportello dell’associazione Be free al San Camillo Forlanini. Aperto h24 dal 2009, anno in cui è nato, ha preso in carico 2000 donne, “la maggior parte di loro – racconta a Paese Sera la presidente Oria Gargano – non sarebbe mai arrivata in un centro anti violenza”. La peculiarità del servizio è infatti che le vittime di violenza vengono “intercettate” nell’ospedale dove si recano “spesso accompagnate da compagni ipocritamente premurosi, ma in realtà controllanti”, fa notare Gargano. Gli stessi che hanno causato loro i danni per cui devono ricorrere alle cure dei sanitari. Lo sportello di Be free funziona grazie alla collaborazione con medici e paramedici che hanno ricevuto una formazione e segnalano tempestivamente alle operatrici i casi sospetti. “Bisognerebbe costruire una rete tra le strutture – suggerisce Gargano – perché queste donne, proprio per non destare sospetti, non vanno quasi mai nello stesso ospedale per evitare di creare una storia clinica”. Il lavoro prezioso svolto da Be free, però, è sempre a rischio, perché legato ai finanziamento dei bandi pubblici. Tanto che nel 2011 per un anno il servizio si è retto sulle spalle delle operatrici che hanno prestato volontariamente la loro professionalità. “Quello dell’operatrice antiviolenza – dice Gargano – è un profilo che va definito bene, così come andrebbe garantita l’assunzione se le risorse ce lo permettessero”.

    LA LEGGE SULL'EDUCAZIONE SENTIMENTALE - Vanno trovati i fondi e la volontà politica anche per approvare la proposta di legge avanzata dalla deputata di Sel Celeste Costantino per l’introduzione dell’educazione sentimentale nelle scuole per “la crescita educativa, culturale e emotiva dei giovani e delle giovani in materia di parità e solidarietà tra uomini e donne”. Spetta all’istituzione scolastica promuovere “il cambiamento nei modelli di comportamento socio-culturali di donne e uomini per sradicare i pregiudizi, i costumi, le tradizioni e le altre pratiche basate sull’idea di una differenzazione delle persone sulla base del genere di appartenenza o su ruoli stereotipati per donne e uomini, in grado di alimentare, giustificare o motivare la discriminazione o la violenza di un genere sull’altro”.

    I CORSI ALL'ASILO PER DECOSTRUIRE PREGIUDIZI - Nella stessa direzione va  l’esperimento svolto dall’associazione Scosse che svolge corsi di formazione negli asili nido e scuole per l’infanzia per “decostruire pregiudizi e stereotipi di genere”. La stessa associazione organizza anche laboratori e letture animate per bambine e bambini alla libreria Tuba, in via del Pigneto 19, sempre con l’intento “di educare alla differenza e al rispetto dell'alterità”. Un’iniziativa voluta dal Comune di Roma ma osteggiata da parte del mondo cattolico, preoccupato del fatto che i piccoli alunni possano fare confusione tra “mamma” e “papà” e crescere con identità di genere non abbastanza definite. Le donne, insomma, devono restare Cenerentole in attesa del Principe Azzurro, poco male se quando arriva può finire poi che le uccida gettandole dalle scale.

    (Qui gli sportelli e i centri antiviolenza di Roma e provincia)


    0 0

    Una manifestazione contro l'inerzia delle istituzioni. Che chiedono la chiusura di una fabbrica inquinante, ma allo stesso tempo ne aumentano l'attività. E' prevista per domani pomeriggio, in piazza Santi Apostoli davanti alla sede della Provincia di Roma, la protesta dei residenti di Settecamini e Case Rosse, preoccupati dalle nuove autorizzazioni concesse all’inceneritore di rifiuti tossici e nocivi della BASF Italia SrL di via di Salone, uno dei principali siti europei per la produzione di catalizzatori a base di metalli preziosi, che sorge a ridosso di un popoloso centro abitato (circa 30 mila residenti) e a poca distanza da un asilo comunale.

    basf

    LA DELOCALIZZAZIONE MANCATA - Realizzato nel 1956 in un'area industriale a ridosso della via Tiburtina, lo stabilimento Basf è ritenuto dai residenti totalmente incompatibile col tessuto urbano che si è sviluppato negli anni intorno alla fabbrica. Lo scorso settembre l'assessora all'Ambiente Estella Marino, rispondendo ad un'interrogazione del consigliere 5 Stelle Enrico Stefano, aveva sottolineato "l'ineludibilità del processo di delocalizzazione", ma intanto però, le emissioni provenienti dalla fabbrica invece di diminuire, saranno corposamente aumentate.  "La Provincia - si legge nel comunicato stampa del comitato di Settecamini e Case Rosse - ha autorizzato l’aumento da 240 a 850t/anno (+254%) dei rifiuti pericolosi bruciati nell’inceneritore ed il trattamento di nuove tipologie di rifiuti (catalizzatori esausti liquidi) che prima non potevano essere portati e trattati a Roma, portando così i rifiuti totali da bruciare nell’inceneritore da 1100 a 1600 t/anno (+45%)".

    RICORSO AL TAR - Contro questa nuova autorizzazione il Comitato dei Cittadini di Case Rosse, supportato dai legali dell’associazione ambientalista Raggio Verde e grazie al patrocinio gratuito concesso dallo Stato, ha già fatto ricorso al TAR, mentre il  consigliere capitolino Dario Nanni annuncia un imminente incontro della commissione ambiente sul tema. "L’impatto sulla salute dei 30.000 romani che vivono nella zona di Settecamini e Case Rosse intorno all’inceneritore potrebbe essere a rischio - dichiara Nanni in una nota  - E’ per questo motivo che ho chiesto la convocazione urgente della commissione ambiente alla cui seduta ho chiesto la partecipazione dell’assessore Marino, della Provincia di Roma e degli uffici competenti: dell'ISS, della ASL e dell'ARPA Lazio". 


    0 0

    Lo chiamiamo abitualmente “gioco”, ma spesso non è che provochi tanto divertimento: esistono vere e proprie situazioni di dipendenza che andrebbero trattate come patologie, con tanto di diagnosi, rischi e rimedi. Come per qualsiasi altra malattia. Forse anche più grave di altre delle quali normalmente ci preoccupiamo, vista l’alta incidenza sociale di questo fenomeno che serpeggia anche tra chi non ne è minimamente consapevole.

    Sono sconcertanti i dati rilevati dall’indagine “L'azzardo non è un gioco - Gioco d'azzardo legale e rischio dipendenza tra le persone over 65 incontrate da Auser”, condotta da Gruppo Abele, Auser Nazionale e in collaborazione con Libera, che ha focalizzato l’attenzione sugli over 65 di 15 regioni italiane (Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Umbria, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Veneto).  Il 70,7% dei partecipanti all’indagine ha giocato  almeno una volta nel corso dell’anno precedente, prediligendo giochi come Gratta e vinci e lotterie istantanee, Lotto e Superenalotto. E, considerando anche le medie degli stipendi o pensioni percepiti da questo campione di 1000 over 65, è allarmante il dato relativo all’ammontare giocato dai così detti giocatori “patologici”, che arrivano a “investire” al solo scopo di fare altro denaro cifre quali 1.500 euro per Bingo e Scommesse, 6.000 euro per giochi di carte, 7.000 euro per le Slot e fino a 20.000 per la puntata massima a giochi come Lotto e Superenalotto.

    Leopoldo Grosso, vicepresidente del Gruppo Abele, evidenzia le implicazioni sociali di questo fenomeno: «La ricerca, purtroppo, mette in risalto la capillarità che ha raggiunto oggi il gioco d’azzardo in Italia e ne conferma l’allargamento verso le aree tradizionalmente più indifese, costituite soprattutto da minori, anziani e donne. I dati della ricerca - prosegue Grosso - sembrerebbero far emergere stime superiori a quelle generalmente diffuse sulla valutazione del gioco a rischio, sia per frequenza che per volume di giocate. Ne deriva, a maggior ragione - prosegue il vicepresidente del Gruppo Abele – l’importanza del coinvolgimento delle organizzazioni che aggregano la popolazione interessata, perché possono avere un fondamentale ruolo di informazione oltre che rappresentare un fattore protettivo per queste categorie». 

    Secondo questa prospettiva, il dato che forse merita maggiore attenzione è dunque quello della “consapevolezza” di essere già in una situazione di rischio: mentre i giocatori a media/elevata gravità ammettono di aver avuto qualche tipo di problema, quelli così detti “a rischio” non riconoscono di averne.

    E come per ogni malattia, la cura deve assolutamente partire dall’(auto)individuazione dei sintomi.

    www.progettoarchimede.com


    0 0

    L'Atalanta condanna alla terza sconfitta casalinga la Lazio davanti agli spalti quasi vuoti per la protesta della tifoseria biancoceleste contro il presidente Lotito. Ma i pochi presenti non fanno mancare una sonora salva di fischi agli uomini in campo. Sconfitta alla fine meritata per una Lazio a corto di idee, con un Klose evanescente, e nervosa, come testimonia l'espulsione di Candreva che nel primo tempo protesta platealmente dopo un fallo di mano e nella ripresa si lascia cadere in area con una caduta da pessimo stuntman, con l'aggravante di farlo proprio davanti agli occhi di Peruzzo. Reja si presenta con un 4-3-3 nel quale Keita, preferito a Lulic, e Candreva giocano al fianco di Klose.

    INIZIO CON EQUILIBRIO- All'8' la Lazio reclama un rigore per un intervento di Benalouane su Keita. Ma Peruzzo lascia correre. Un minuto più tardi è Stendardo ad intervenire su Keita, ma anche in questo caso l'azione è considerata regolare. Al 12', Bonaventura crossa dalla sinistra sul secondo palo, Radu non intercetta la palla, ma Estigarribia spreca l'occasionissima. Al 19', sugli sviluppi di un calcio di punizione Gonzalez infila la palla all'angolino ato alla destra di Consigli, ma Peruzzo aveva già fischiato per un precedente fallo in attacco dei biancocelesti. Al 24', un cross di Konko si stampa sulla traversa, ma Consigli sembrava sulla palla. Al 28', Denis si incunea sulla destra dell'area e crossa per Moralez che a due passi dalla porta controlla male, perdendo una ghiotta occasione. Al 31', punizione dalla lunga distanza di Candreva, al quale Consigli si oppone volando a mettere in corner con i pugni. Al 40' ammonito Candreava per proteste. Un minuto più tardi cross dalla sinistra di Moralez e colpo di testa di Stendardo che esce di poco. Al 43', altra occasione laziale con Candreva, Consiglia devia in corner. Il primo tempo si chiude sullo 0-0, un risultato sostanzialmente giusto. 

    LAZIO IN DIECI PARTITA IN SALITA- Al rientro in campo Reja si ripresenta con Lulic al posto di Onazi. Al 4' ci prova con un tiro da fuori Biglia, Consigli blocca senza molte difficoltà. Al 5' discesa sulla sinistra di Bonaventura, cross al centro, la difesa laziale libera in angolo. Al quarto d'ora l'Atalanta passa in vantaggio. Marchetti respinge la conclusione ravvicinata di Estigarribia, ma Maxi Moralez è lesto a ribadire in gol. La Lazio subito vicina al pareggio con una conclusione da due passi di Biava su calcio dalla bandierina, che però Denis rimpalla in calcio d'angolo. Al 18' la partita si fa sempre più in salita per l'undici di Reja. Una simulazione plateale di Candreva dentro l'area davanti agli occhi di Peruzzo gli costano il secondo giallo e quindi l'espulsione. Al 25' prima sostituzione per Colantuono, fuori il giovane Baselli e dentro l'esperto Migliaccio. Al 28' ancora Moralex vicino al gol. Lanciato a rete da Denis, trova Marchetti che in qualche modo blocca la palla a terra. Alla mezzora palla-gol sul piede sinistro di Biava che non trova la porta per pochissimo, con Consigli battutto. L'azione era partita da uno scivolone in area di Stendardo che sorprende Klose che cicca la palla servendo il compagno. Al 31' seconda sostituzione per la Lazio: fuori Cana e dentro Bryan Perea. Al 34' esce Stendardo che ha accusato crampi e dentro Lucchini per l'Atalanta. Al 40' ultime sostituzioni: Raimondi per l'autore del gol, Moralez ed esordio in Serie A per Kakuta al posto di un evanescente Klose. Il francese di fa subito vedere con una conclusione sballata da lunga distanza. Gli ultimi minuti riservano poche emozioni, con l'Atalanta che controlla una Lazio e solo allo scadere, rischia il raddoppio con Carmona dopo una corta respinta di piede di Marchetti su tiro cross di Denis. Atalanta che sale a 34, avvicinandosi alla quota salvezza, mentre la Lazio resta ferma a 38. 


    0 0

    Ha giocato meglio la Roma ma un gol di Callejon nel finale ha consegnato al Napoli i tre punti e la speranza di agganciare il secondo posto. La lezione presa al San Paolo in Coppa Italia è servita a Garcia che, pur privo di De Rossi, Totti e -dopo pochi minuti- di Strootman, seriamente infortunato, ha impostato una squadra solo apparentemente difensiva: con lo scatenato Gervinho e gli inserimenti di Nainggolan, Florenzi e Pjanic, i giallorossi hanno messo paura al Napoli e Reina ha salvato con bravura almeno in due occasioni. La squadra di Benitez ha sofferto parecchio e ha tirato poco in porta. Lo ha fatto di più nella ripresa, ma la Roma ha continuato a dominare la scena. Romagnoli, Taddei, Nainggolan e Gervinho fra i migliori fra i giallorossi. Nel Napoli bene solo Reina, Fernandez e ovviamente l'autore del gol, Callejon. Con la sconfitta al San Paolo, i giallorossi hanno di fatto consegnato lo scudetto alla Juventus avanti ora di 14 lunghezze (anche se la Roma una partita in meno).

    ROMA SUBITO AGGRESSIVA- Garcia, privo di De Rossi (squalificato), ha fatto rientrare Maicon in difesa, ha confermato Nainggolan a centrocampo, Florenzi, Pjanic e Bastos dall'inizio nel reparto avanzato, con Gervinho unica punta. Solo quando ha subito il gol, ha fatto entrare Destro. La Roma ha cominciato meglio del Napoli, ma non ha saputo mettere a frutto la libertà di cui ha goduto Gervinho. Strootman, già malandato, ha preso una botta e all'11' si è accasciato a terra da solo per un lancinante dolore al ginocchio sinistro, quello "buono": è entrato Taddei. Il Napoli a questo punto ha cominciato a premere, senza creare quasi nulla, ma lasciando spazi al contropiede giallorosso. Nainggolan ha tentato talvolta il tiro, mentre il Napoli non ha portato pericoli concreti alla porta di De Sanctis, nella prima mezzora. Un gol di Benatia di testa è stato annullato giustamente per fuorigioco. Rocchi ha poi fermato Higuain per un offside su rimessa laterale, un errore grave per un arbitro internazionale. Poi ha ammesso lo sbaglio. La squadra di Benitez non è riuscita a trovare spazi, commettendo diversi errori anche in fase difensiva: Gervinho al 38' ha avuto una palla-gol che Reina ha neutralizzato. Un altro spunto Gervinho-Florenzi-Gervinho ha messo in difficoltà la difesa azzurra. Gervinho ha dato a Bastos una palla all'indietro, sulla destra: il tiro del nuovo arrivato in casa giallorossa ha fatto volare Reina sulla destra. Un tiro di Mertens da sinistra ha poi impegnato seriamente De Sanctis, ma bella Roma, nel primo tempo, e Napoli in difficoltà. Higuain non s'è visto, Mertens non è stato preciso, Callejon ha inciso solo nel finale col gol, ma è stato il centrocampo a non sorreggerli.

    LA BEFFA NEL FINALE- Il Napoli ha creato di più nella ripresa; Mertens ha tentato una botta da lontano (alta); Callejon, solo davanti a De Sanctis, ha tirato sul portiere; Higuain ha messo alle stelle da buona posizione. Ma anche la Roma ha creato dei pericoli: ottimi gli interventi di Fernandez. Prima Nainggolan (tiro deviato) poi Maicon (salvataggio sulla sinistra di Reina) hanno sfiorato il gol. Benitez ha "corretto" l'assetto del Napoli con Henrique al posto di Dzemaili. Callejon ha impegnato De Sanctis. Ancora Gervinho ha creato pericoli sulla sinistra allora Benitez si è giocato la carta Insigne. Florenzi di testa ha sfiorato il bersaglio di testa su assist di Maicon, poi è stato sostituito da Ljajic. Ma al 36' su un traversone da sinistra di Ghoulam, Callejon di testa ha insaccato e nel calcio, si sa, ha regione chi segna.


    0 0

    Protesta di cittadini e lavoratori sulle condizioni di crisi in cui si trova l'ospedale Fatebenefratelli dell'isola tiberina. Circa un centinaio di persone si sono riunite questa mattina davanti al nosocomio per poi muoversi in corteo verso il vicino ministero della Salute in piazza Castellani. Bloccato inizialmente lungotevere Ripa dai manifestanti che hanno poi liberato una parte della carreggiata.

    "Dopo anni di malagestione che hanno prodotto 270 milioni di debiti consolidati e che producono ogni anno altri 20 milioni,la proprietà ha deciso un primo piano dichiarando 200 lavoratori in esubero - si legge in un comunicato della Fp Cgil di Roma e del Lazio - Questa crisi del Fatebenefratelli non è stata prodotta dai lavoratori ma da una direzione, una proprietà che negli anni ha consolidato un debito mostruoso e che è incapace di uscire dai danni prodotti e che vuole far pagare ai cittadini e ai lavoratori la crisi causata dalla loro incapacità. Non si esce da nessuna crisi scaricandola sui lavoratori e sui cittadini".

    Da qui la protesta, "per impedire la chiusura dell'ospedale, per far ritirare gli annunciati esuberi, per difendere la salute pubblica, il lavoro e per chiedere chiarezza su chi e come ha sperperato milioni di euro". La proprietà dell'ospedale, in disaccordo con il sindacato, addebita il deficit finanziario ai tagli operati nella Sanità che avrebbero decurtato il budget del Fatebenefratelli di 70 milioni a fronte di un numero di prestazioni rimasto invariato.


    0 0

    Continua il braccio di ferro tra il Campidoglio e il management di Acea. La giunta, durante la riunione di ieri, ha approvato una delibera in cui esprime piena condivisione con l’iniziativa del sindaco Marino, contenuta nella nota inviata al presidente di Acea lo scorso 3 marzo 2014. In quella lettera, il sindaco Marino ha fatto la richiesta di inserire nell’ordine del giorno dell’assemblea dei soci dell'azienda - di cui il Comune detiene il 51 per cento delle azioni - la riduzione del numero e dei compensi dei componenti del cda.

    “Una posizione espressa in considerazione – si legge in una nota del Campidoglio – del particolare momento di difficoltà economiche che sta affrontando l’amministrazione di Roma Capitale e il Paese. Contestualmente, la delibera approvata sottolinea la necessità per Acea di rilanciare una politica di investimenti e manutenzione".

    E sulla vicenda è intervenuto  anche il consigliere Pd Pierpaolo Pedetti, presidente della commissione. “Oggi la vera sfida per Roma – ha detto – deve essere quella di rilanciare i servizi migliorandone la qualità. In questa direzione sarebbe di certo più proficuo per la cittadinanza avviare, dopo quasi un anno, in assemblea capitolina una discussione sui piani industriali delle tre aziende erogatrici di servizi strategici, al fine di poter dare indirizzi chiari e precisi.

    Di tutt'altro avviso il capogruppo in Campidoglio di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale Fabrizio Ghera, “riteniamo si tratti di un provvedimento strumentale. Come Fratelli d'Italia proprio giorni fa avevamo sottolineato come da una parte fosse legittimo che il sindaco chiedesse un efficientamento dei costi del management di Acea, dall'altra che era opportuno intervenire nelle sedi necessarie”.


    0 0

    A conclusione delle indagini coordinate dalla procura di Napoliv (Direzione Distrettuale Antimafia), i finanzieri e gli agenti della polizia di Latina hanno dato esecuzione a due ordinanze di custodia cautelare, disposte dal giudice delle Indagini preliminari nei confronti di sette persone, indagate per il delitto di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di più reati di appropriazione indebita, con l’aggravante di aver agito al fine di agevolare l’associazione camorristica denominata dei Casalesi (fazione Schiavone), nelle cui casse finivano parte dei proventi dell’attività associativa. Contestualmente sono state eseguite decine di perquisizioni a San Cipriano d’Aversa (Ce), Casal di Principe (Ce), Cancello ed Arnone (Ce), Bonito (Av), Calvi Risorta (Ce), Castel Volturno (Ce), Formia (Lt), Santi Cosma e Damiano (Lt), Minturno (Lt).

    Sono stati inoltre sottoposti a sequestro preventivo beni del valore complessivo di circa 1,4 milioni di euro. In particolare, all’esito di complesse investigazioni - condotte anche attraverso intercettazioni telefoniche, finalizzate al riscontro di convergenti dichiarazioni di collaboratori di giustizia - sono state tratte in arresto persone ritenute di rilievo del sodalizio dei Casalesi: i fratelli Salvatore e Antonio Ianuario, il primo già detenuto, e Salvatore Di Puorto, già colpito da ordinanza cautelare per vicende connesse a reati di riciclaggio posti in essere da esponenti del clan dei casalesi in Emilia Romagna e nella Repubblica di San Marino. L’operazione - denominata dagli investigatori “Fuori Giri” in quanto ha accertato la commissione, in Italia, di plurime condotte di appropriazione indebita di autovetture di grossa cilindrata, poi esportate in Germania, ove venivano immatricolate dopo la falsificazione dei numeri identificativi (la cd punzonatura) e dei documenti di circolazione – appare significativa non solo per l’elevata caratura criminale delle persone colpite dalle misure restrittive, ma anche perché delinea in maniera netta e precisa gli interessi dell’organizzazione dei Casalesi nel sud pontino, attraverso il reinvestimento degli ingenti profitti derivanti dalle criminali attività perpetrate.

    Dall’approfondimento di alcune dichiarazioni di collaboratori di giustizia, già appartenenti ai Casalesi, emergono peraltro gli interessi di quella consorteria criminale nel settore della compravendita di autovetture di grossa cilindrata nelle zone di Cancello e Arnone (Ce), di Latina e di Fondi, con la diretta supervisione di Salvatore Ianuario quale referente dell’associazione camorristica, dapprima per il gruppo Bidognetti e, successivamente, per le famiglie Zagaria. Secondo l’ipotesi accusatoria, avvalorata dal provvedimento del Gip, gli indagati, per il raggiungimento degli scopi dell’associazione, si avvalevano di concessionarie di autovetture con sede a Minturno (Lt) e a Cancello e Arnone (Ce), oltre che di un’autoscuola sempre con sede a Cancello e Arnone (Ce). All’esito delle indagini, su richiesta dei magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, il Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli ha disposto il sequestro: delle quote societarie, beni immobili e rapporti finanziari riferibili agli arrestati; delle quote societarie e conti correnti riferibili ad ulteriori 5 indagati; di tutto il patrimonio aziendale riferibile alle n.4 società coinvolte negli illeciti, per un valore totale di stima pari a circa 1,4 milioni di euro. Si è anche provveduto al sequestro di varie unità immobiliari, di autoveicoli e di numerosissimi rapporti finanziari, nella disponibilità degli indagati. 


    0 0

    I senza casa non hanno bisogno solo dell'accoglienza, ma di un'occupazione che riempia il loro tempo. Ne è convinto il sindaco Ignazio Marino: “Stiamo cercando di riorganizzare la rete delle biblioteche di Roma dove ogni anno perdiamo per i pensionamenti circa un 10-15% del personale e quindi, forse, un progetto da studiare insieme all'assessore Cutini e all'assessore Barca è vedere se una parte delle persone assistite con l'alloggio notturno durante la giornata possono essere impiegate nelle nostre biblioteche”. Un'opportunità per trascorrere il tempo in “modo produttivo e dignitoso” ha spiegato il sindaco in visita al Centro di accoglienza “Binario 95” di via Marsala.

    I FONDI PER IL SOCIALE - Per l'assessore alle Politiche sociali, Rita Cutini, "ci sono tanti luoghi come le biblioteche ma non solo dove abbiamo bisogno di persone da impiegare in diversi ruoli. Per questo è importante lavorare su progetti di inclusione sociale per unire i bisogni della città a quelli delle persone". E sui fondi per il sociale nel bilancio 2014, Cutini ha agginto: “E' effettivamente uno dei grandi temi. Nella sua discussione, per dare risposte a una città che soffre per cinque anni di crisi, insieme ai municipi, al sindaco Marino, alla giunta dobbiamo trovare la via per dare delle risposte concrete e vere alle persone fragili. Quella del bilancio sarà una risposta decisiva".

    200 POSTI IN PIU' PER I SENZA DIMORA” - “La sensibilità del Comune la abbiamo voluta dimostrare all'inizio del mio mandato quando abbiamo sbloccato nel giro di due settimane un progetto fermo da due anni e tra pochi mesi avremo su Roma quasi 200 posti letto in più – ha aggiunto il primo cittadino - dobbiamo lavorare insieme alla Regione e in questi mesi e anni riusciremo a farlo perché c'è una sinergia tra Roma Capitale e Regione Lazio; lavoreremo per dedicare nuovi spazi all'accoglienza diurna soprattutto per chi soffre di patologie gravi".  


    0 0

    L'obiettivo, spiegano, è una gestione più efficiente e rapida dei beni sottratti alle mafie o alle altre associazioni criminali, salvaguardando le imprese “pulite” e tutelando i posti di lavoro. Una sperimentazione che parte dal protocollo d'intesa sottoscritto oggi al palazzo di giustizia dal tribunale e dalla procura di Roma, dal sindaco Ignazio Marino, dal presidente della Regione Nicola Zingaretti e dai rappresentanti di Confcommercio, Abi (Associazione Bancaria Italiana) e Unindustria.

    Da questo momento, dunque, non sarà più necessario attendere la fine del processo perché i beni confiscati siano resi nuovamente disponibili alla presa in carico ma si agirà fin dalla fase del sequestro. Per quanto riguarda gli immobili, il Tribunale si dichiara disponibile a favorirne l’utilizzo immediato, ove possibile, per finalità istituzionali o sociali, mentre le aziende sotto sequestro verranno date in gestione a manager selezionati dalle associazioni imprenditoriali, Confcommercio e Unindustria.

    IL PROCURATORE - Il via l'hanno dato le misure di prevenzione della procura guidata da Giuseppe Pignatone (che ha fatto registrare un 730% in più di procedimenti rispetto allo scorso anno) con un'aggressione ai patrimoni “sospetti” di rilevante entità. "Il documento che abbiamo firmato - ha detto il procuratore Pignatone - rappresenta un progetto pilota. Lo sforzo comune è quello di recuperare le aziende migliorandone la redditività, facendole lavorare nel rispetto della legalità e delle regole".

    IL PATRIMONIO SEQUESTRATO - Ad oggi ci sono 1.052 immobili, 500 aziende e 300 veicoli oggetto di confisca. “Il grosso e' tutto nella provincia di Roma ma c'è molto anche in Campania ed in Calabria – ha spiegato Guglielmo Muntoni, presidente della Terza Sezione Penale del Tribunale del Riesame – il nostro tribunale ha dovuto aumentare dallo scorso novembre il suo organico e creare un collegio che si occupi solo delle misure di prevenzione antimafia”. "Cerchiamo di gestire al meglio questo patrimonio, perché il problema principale adesso è quello della comunicazione dei dati - ha aggiunto - per questo stiamo portando a termine un database contenente tutti i beni che abbiamo in confisca, strumento che sarà consultabile riservatamente da tutti i soggetti destinatari, in modo che abbiano la visione d'insieme e possano portare a termine i progetti gestionali adeguati".

    SENZA ASPETTARE LA CONFISCA - "Questo deve essere fatto da subito - ha esortato - sin dal momento del sequestro, perché gli immobili vuoti sono altrimenti soggetti a razzie, danneggiamento e occupazioni". Per quanto riguarda le aziende, Muntoni ha ricordato che saranno Abi, Confcommercio, Unindustria e Confindustria ad avere il compito di "suggerire i soggetti manageriali a cui affidare la gestione delle aziende confiscate, per questo - ha concluso - e' importante la collaborazione con loro".

    ZINGARETTI E MARINO - Il bene confiscato non rimarrà “per mesi o per anni nei cassetti della burocrazia – ha spiegato Zingaretti - questo significa anche dimostrare che l'economia libera è più forte delle mafie ed è foriera di un'economia sana che produce più lavoro". Il sindaco Marino ha ricordato l'operazione 'Pizza Ciro': "Di recente io e il presidente Muntoni siamo andati proprio in uno di questi locali e abbiamo preso atto con soddisfazione che il ristorante continua ad andare avanti grazie all'opera dell'amministratore giudiziario, nominato ad hoc per la gestione economica del bene, e che il personale impiegato non è finito in mezzo alla strada”. “Grazie a questo protocollo, i beni sottratti al crimine finiranno per essere patrimonio di quella Roma produttiva che vogliamo aiutare e sostenere” ha continuato il sindaco.

    IMMOBILI PER LE FORZE DELL'ORDINE” - Per quanto riguarda in particolare il patrimonio immobiliare, l'obiettivo del primo cittadino è quello di continuare con "il progetto del database del patrimonio di Roma, adesso online sul sito del Comune, per dare l'opportunità di occupare alcuni immobili da parte delle forze dell'ordine, in modo che diminuiscano gli affitti che in questo momento vengono pagati. Solo la polizia di Stato a Roma - ha ricordato Marino - paga ogni anno 15 milioni di euro in affitti. E' evidente che una parte del patrimonio di Roma deve essere messo a disposizione, perché quei soldi possano poi essere usati per risorse umane e materiali".


    0 0

    Indebitamento, mancata valorizzazione del vecchio sito sulla Colombo e futuro della nuova Fiera di Roma. Di questo si è parlato nell’audizione tenutasi ieri nella IV Commissione bilancio, partecipazione, demanio e patrimonio, programmazione economico-finanziaria, presieduta da Mauro Buschini (Pd).

    Il futuro del nuovo polo fieristico si giocherà soprattutto sullo sviluppo dell’attività congressuale. A patto però che si riescano a superare le attuali difficoltà finanziarie e che la nuova struttura varata nel 2006 al confine del comune di Fiumicino si doti di un collegamento con la città di Roma più consono alle future esigenze sia in termini di infrastrutture che di servizi rivolti a questa tipologia di turisti. Queste alcune delle evidenze prospettate dal presidente della società Fiera di Roma srl, Mauro Mannocchi, e dal direttore generale, Fausto Murdolo.  

    La società ha come socio unico Investimenti spa. Quest’ultima società a sua volta è di proprietà della Camera di commercio (58,5%), del Comune di Roma (21,7 %), della Regione Lazio (9,8 %) e della società regionale Sviluppo Lazio (9,8%). Quote minime di Investimenti sono inoltre detenute da Provincia di Roma, Unindustria Roma, Unione agricoltori e dall’Azienda di promozione turistica AtaLazio.

    Presente l’assessore allo Sviluppo economico e alle attività produttive, Guido Fabiani, il presidente di Fiera di Roma, Mannocchi, ha illustrato alla commissione le principali criticità che si riverberano sulle sviluppo dell’azienda, vale a dire l’enorme indebitamento, soprattutto nei confronti della controllante Investimenti SpA che ha realizzato la nuova struttura fieristica e alla quale occorre corrispondere un affitto annuale addirittura superiore al fatturato che la Fiera di Roma aveva nella vecchia sede sulla Cristoforo Colombo: 12 milioni di euro, a fronte di un fatturato di 11 milioni.

    Tra le altre cause delle attuali difficoltà finanziarie, per Mannocchi va annoverata la mancata valorizzazione del vecchio sito sulla Colombo con la quale si potrebbe far fronte al debito verso le banche, pari a 170 milioni di euro. La controllante Investimenti spa, i cui rappresentanti, però, benché invitati, non sono intervenuti in audizione a causa di precedenti impegni improrogabili, ha predisposto un piano industriale, le cui linee sono state illustrate dal direttore generale di Fiera di Roma, Fausto Murdolo.

    Oltre al potenziamento dell’impegno nel mercato fieristico, proponendo Roma come polo d’eccellenza del bacino del Mediterraneo, e alle attività complementari, il nuovo piano industriale punta soprattutto sullo sviluppo nel mercato congressuale e a una chiusura della gestione operativa in pareggio già nel 2014, mentre il bilancio resterà in perdita a causa della gestione finanziaria. L’anno prossimo sono attesi 12 mila partecipanti all’Eular, il congresso europeo di reumatologia, mentre nel 2016 ben 32 mila cardiologi si riuniranno nel polo fieristico romano. Dopo aver censurato il mancato intervento in audizione di Investimenti, l’assessore Fabiani s’è detto d’accordo con le linee esposte in audizione dai rappresentanti di Fiera di Roma, soprattutto laddove s’intravede un ruolo di rilievo per tale struttura nella strategia di internazionalizzazione delle imprese che sta costruendo la Regione Lazio. 


    0 0

    “Purtroppo i valori di arsenico riscontrati a Roma Nord non ci sorprendono. Molti acquedotti della zona incriminata presentano anche problematiche legate alla presenza di radon. C’è poco da fare: siamo di fronte all’ennesimo esempio di cattiva amministrazione”. È quanto dichiara, in una nota, il presidente dell’Ordine dei geologi del Lazio, Roberto Troncarelli. “Quanto accaduto a nord della Capitale - afferma  - è solo la punta dell’iceberg di una situazione critica, che denunciamo da anni. Quello dell’arsenico infatti è un problema con cui ci si confronta da decenni eppure gli amministratori pubblici hanno sempre mostrato la deprimente tendenza a sottovalutare le questioni ambientali. Tendenza che assume connotazioni pericolose quando, come in questo caso, investe aspetti afferenti la salute pubblica e la sicurezza dei cittadini”.

    Nella nostra regione molte aree presentano concentrazioni di arsenico superiori a 10 microgrammi/litro, valore massimo che devono avere le acque per poter essere destinate al consumo umano. Tali concentrazioni sono peculiari delle aree dei distretti vulcanici del Lazio centro-settentrionale, Sabatino, Vulsino, Vicano, Cimino e Colli Albani: “Questi valori – sottolineano i geologi del Lazio - non sono in aumento rispetto al passato poiché non dipendono dalle attività umane ma dalla naturale contaminazione che subiscono le acque attraversando i terreni vulcanici. Ma sono valori che hanno classificato tali acque fuorilegge, in quanto le soglie di accettabilità, definite da alcune direttive europee, attualmente attestato a 10 microgrammi/litro, sono abbondantemente superate dai valori delle acque prodotte da acquiferi vulcanici. Eppure tutto questo agli amministratori non è mai interessato. Mentre le nazioni più virtuose si sono organizzate mettendo in campo programmi strutturali a lungo termine, investendo sulla qualità dell’acque attraverso impianti di trattamento e abbattimento di elementi nocivi, sulla questione arsenico l’Italia si è dimostrata miope: anziché puntare sulla prevenzione, su infrastrutture e su ricerca, si è pensato bene di chiedere deroghe alla Ue. Ma l'ultima è scaduta e non ci è stato più concesso di proseguire sulla strada dei rinvii e delle irresponsabilità. Veramente un pessimo esempio di gestione amministrativa. È molto grave infatti che lo Stato, in tutte le sue ramificazioni, non abbia acceso un warming sulla salute della cittadinanza”.

    Per Troncarelli, inoltre, sussiste una grave carenza “culturale” e di approccio alle problematiche ambientali: “I sindaci, i primi ad essere investiti da fenomeni igienico-sanitari locali, spesse volte lamentano casse comunali vuote salvo poi non farsi mancare risorse per la festa del santo patrono o i giochi pirotecnici di ferragosto o iniziative senza alcuna valore sociale. Così non va - sollecitano i Geologi del Lazio -: serve anche e soprattutto un cambio di mentalità. La questione arsenico va risolta a monte e non agendo nella fase emergenziale. Anche perché l’emergenza ha costi economici elevati e la soluzione tampone non ha certo gli stessi effetti benefici di una pianificazione infrastrutturale a carattere preventivo”. Eppure qualche modello positivo c’è: “Per un problema di emissione di anidride carbonica dal sottosuolo, tempo fa la Regione Lazio ha approvato una delibera, che vieta ai comuni di Castel Gandolfo, Ciampino, Marino e a tre Municipi di Roma, a seconda della concentrazione di anidride carbonica, la realizzazione di piani interrati. Una iniziativa - spiega Troncarelli - secondo molti impopolare ma a mio giudizio lungimirante, poiché diretta preventivamente alla tutela della pubblica sicurezza”.


    0 0

    Un’associazione per delinquere finalizzata alle truffe alle assicurazioni, mediante la costituzione di falsi incidenti con sostituzione di persona, falsa refertazione medica e false perizie medico-legali nella Capitale. A scoprire l'attività illecita sono stati i carabinieri della Stazione di Grottaferrata, insieme agli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale.

    In totale sono 27 le persone indagate. A 5 persone, coloro i quali sono considerati i promotori dell’organizzazione, carabinieri e agenti hanno notificato misure cautelari, emesse dal Gip su richiesta della Procura di Roma. Si tratta di 2 ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari e 3 ordinanze di sospensione dall’esercizio della professione per un avvocato e due medici (un medico legale ed un radiologo). L’indagine, nata nell’anno 2011 in seguito alle denunce sporte da alcune compagnie assicurative ai carabinieri ed ai vigili, ha permesso di individuare un’organizzazione criminale di professionisti (medici, avvocati e periti infortunistici) resisi responsabili della falsa certificazione di 27 sinistri stradali mai verificatisi, nonché della indebita percezione dei risarcimenti assicurativi. L’illecita attività permetteva la riscossione del risarcimento prevalentemente di incidenti mai esistiti e, in alcuni casi, di incidenti realmente accaduti ma accompagnati dalla denuncia di lesioni false o da falsi referti medici. Il meccanismo per indurre in errore le assicurazioni, prevedeva svariate richieste di rimborsi di piccole somme di denaro, proprio per evitare controlli accurati. I falsi incidenti stradali venivano creati ad arte mediante la presentazione di falsa documentazione medica a carico di falsi infortunati ed inesistenti conducenti di autoveicoli, creando un vero e proprio raggiro in danno delle compagnie assicurative.

    (Foto di archivio)


    0 0

    Una grossa voragine, che misura dieci metri per dieci, si è aperta questa notte in via Pietro Maroncelli, all'angolo con via Nicola Laurantoni, nel quartiere di Villa Bonelli. Il danno, a quanto si apprende, è stato causato da una consistente perdita d'acqua che va avanti da questa notte. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e gli agenti della polizia locale di Roma Capitale che hanno chiuso la strada. Disagi al traffico, con chiusure della circolazione in alcune strade, anche in zona Aurelio, dove si è aperta un'altra voragine in prossimità di via dei Savorelli. Anche qui, sono al lavoro i vigli del fuoco e la polizia municipale.


    0 0

    La primavera rinnova l’appuntamento con Enotica, il festival del vino e della sensualità, uno degli eventi più variegato della stagione, in cui la condivisione di un buon bicchiere di vino, si unisce alla musica, all’arte, alla poesia, in un incontro di piaceri, attraverso un sentiero sensoriale che si snoda tra le 100 celle sotterranee del famoso centro sociale romano.

    Dal 14 al 16 marzo il centro sociale occupato Forte Prenestino diventa teatro di un novello “baccanale”. Confermando la line up delle precedenti edizioni, il programma offre tre giorni di concerti, mostre, spettacoli e i prodotti di 60 vignaioli e contadini.

    logo_enotica

    IL VINO “CRITICO” - Protagonista è il “vino critico”, cioè di provenienza certificata, che non speculi sul prezzo, che rispetti l’ecosistema e che non sia filtrato e deviato dalla produzione agricola industriale di massa. Enotica nasce dall’esperienza dell’Enoteca Forte Prenestino, che dal 2004 persegue il percorso iniziato dalla prima edizione di Terra e Libertà/Critical Wine, iniziativa che ha avuto tra i suoi principali ideatori l'anarco-enologo Luigi Veronelli, con l’ambizioso obiettivo di contrastare le catene di distribuzione, per riscoprire la sensorialità del gusto e immaginare un circuito virtuoso tra qualità dell’ambiente, della produzione e delle relazioni sociali. E anche quest'anno si potrà votare il vino più enotico.

    IL CALENDARIO– Per le degustazioni: venerdì 14 dalle ore 17:00 alle 23:00, sabato dalle 15:00 alle 22:00, e domenica dalle ore 14:00 alle 20:00 (l'accesso è consentito fino ad un ora prima della chiusura). Per il mercato (TerraTerra, Genuino Clandestino e altre realtà contadine): venerdì 14 dalle ore 17:00, sabato dalle 15:00 e domenica dalle 9:00. I dettagli sugli spettacoli musicali su http://www.enotica.net/


    0 0

    E’ stato pubblicato oggi il bando 'Terre ai giovani' per assegnare 350 ettari del patrimonio Arsial, l'agenzia regionale che si occupa dello sviluppo dell'agricoltura. All’avviso pubblico per la manifestazione d’interesse, dal momento dell’annuncio, hanno risposto circa 340 potenziali affittuari e da oggi coloro che vorranno prendere in affitto le terre pubbliche messe a bando avranno 60 giorni di tempo per espletare le necessarie procedure di partecipazione. Il bando è disponibile sul sito della Regione Lazio al link: www.regione.lazio.it/terreaigiovani.

    NUOVI IMPRENDITORI AGRICOLI - "E’ un grande successo - commenta il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti - l’agricoltura rappresenta un settore trainante per la nostra economia e proprio lavorando a progetti concreti come questo siamo in grado di creare nuove opportunità di lavoro e di sviluppo sostenibile". "Imprenditori agricoli non si nasce – dichiara l’assessore regionale all’Agricoltura, Sonia Ricci – per questo gli agricoltori verranno accompagnati nel loro percorso sia dal punto di vista creditizio che tecnico. E’ fondamentale per noi dare ai giovani non solo la speranza ma nuove e concrete opportunità di lavoro in un settore che, contrariamente ad altri, ha dato segnali di ripresa e crescita rilevanti". Il tutoraggio si è però mosso anche dal basso, grazie dalla neonata associazione 'Coltiva Futuro' che ha guidato gli aspiranti giovani agricoltori nella comprensione del bando con due incontri pubblici, preceduti dalla seconda edizione del seminario sull'agricoltura "Coltiva il tuo futuro": quattro appuntamenti organizzati dalla Cooperativa Agricola Coraggio in collaborazione, tra gli altri, con l'Inea e la Fondazione Roma Solidale.

    IL BANDO - Il bando prevede la concessione in affitto di 8 terreni di proprietà Arsial, per un totale di 320 ettari siti in provincia di Roma (Comuni di Roma, Cerveteri, Ladispoli, Magliano Romano, Nazzano) e di Viterbo (Montalto di Castro, Proceno, Tarquinia). "Inoltre abbiamo previsto una copertura finanziaria di 150 mila euro per le start up e di 500 mila euro per la parte investimenti, garantiti presso le banche dal patrimonio Arsial. La durata dell’affitto prevista è di 15 anni, rinnovabile di ulteriori 15 su richiesta del concessionario" spiega il commissario straordinario dell’Arsial, Antonio Rosati. "Possono partecipare al bando i giovani, futuri o attuali imprenditori agricoli, tra i 18 e i 39 anni – conclude Rosati - gli imprenditori agricoli e i coltivatori diretti, di qualsiasi età, con sede sociale in uno dei Comuni della regione Lazio. In un momento delicato come quello attuale, dimostriamo che l’agroalimentare può aiutare ad uscire dalla crisi valorizzando il patrimonio pubblico".


    0 0

    Era stato autorizzato nel 2009 dalla Regione Lazio, durante la giunta Marrazzo, ma ora che è colmo di rifiuti viene dichiarato irregolare. Il sesto invaso della discarica dell'Inviolata a Guidonia, uno dei tanti regni dell'avvocato Cerroni, dove fino a poche settimane fa sversavano circa 49 comuni della provincia di Roma, non poteva e non doveva essere realizzato secondo la Procura di Tivoli, che ne ha disposto il sequestro preventivo per le violazioni della normativa ambientale e paesaggistica.

    photo_128200d

    IL SEQUESTRO - A dare esecuzione al decreto di sequestro preventivo sono stati questa mattina gli agenti del Corpo forestale dello Stato. Alla base del provvedimento cautelare la circostanza che l'ampliamento della discarica era stato autorizzato dalla Regione nel 2009 con procedimenti amministrativi viziati da procedure irregolari in quanto concluse in assenza delle autorizzazioni paesaggistiche che sarebbe stato invece necessario acquisire preventivamente, in considerazione della presenza di un importante sito archeologico, adiacente alla discarica, su cui la Sovrintendenza per i beni archeologici si è, tra l'altro, impegnata per un progetto di valorizzazione.

    IL GIRO CERRONI - Ad usufruire dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (Determinazione n.B0526 del 23 febbraio 2009), che oggi a distanza di 4 anni viene ritenuta irregolare, fu la società che gestisce il sito, la Ecoitalia 87, il cui legale rappresentante era Francesco Rando, arrestato lo scorso gennaio nell'ambito dell'inchiesta che ha portato alla sbarra il patron di Malagrotta, l'avvocato Manlio Cerroni. La Regione Lazio precisa in una nota "che le autorizzazioni regionali cui si fa riferimento nell’ordinanza sono state rilasciate nel 2009".  Tuttavia lo scorso 30 maggio con la determina A0436, il direttore regionale del Dipartimento Territorio, Luca Fegatelli, anche lui arrestato lo scorso gennaio nell'ambito dell'inchiesta Cerroni, approvò una variante all'AIA e il 12  agosto il vicepresidente Smeriglio, con l'ordinanza Z00002, autorizzò l'abbancamento, proprio sull'invaso in questione, di altri 75 mila metri cubi di rifiuti.


older | 1 | .... | 285 | 286 | (Page 287) | 288 | 289 | .... | 324 | newer