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     La Lazio ritrova la vittoria dopo due turni superando in casa per 3-2 il Parma grazie a un gol nei minuti di recupero di Candreva che permette alla squadra di Edy Reja di restare in corsa per un posto in Europa.

    OLIMPICO VUOTO- Di fronte a un'Olimpico mezzo vuoto per contestare il presidente Lotito la Lazio parte bene e dopo cinque minuti si rende pericolosa con un'azione di Lulic sulla sinistra finalizzata da Cana, con un tiro deviato in angolo da Mirante. Cinque minuti dopo altra occasione per gli uomini Reja: errore in disimpegno di Felipe nella propria area di rigore e assist involontario per Mauri che spreca una ghiotta occasione tirando fuori. Al quarto d'ora su un altro errore dei ducali in disimpegno, la Lazio passa in vantaggio.
    Cross da destra di Konko respinto da Mirante di piede sull'accorrente Lulic che infila l'angolino con un tiro preciso. Verso la metà della prima frazione sale in cattedra il Parma e in particolare Cassano, che al 21' pesca in area Biabiany che in acrobazia dal vertice sinistro dell'area conclude alto. Al 25' un altro passaggio al bacio di Cassano mette Schelotto davanti a Marchetti ma l'argentino conclude sul portiere.
    Il pareggio è nell'aria e ci mette ancora una volta lo zampino il numero 99 gialloblu. Il barese scarica un bolide dal limite che Marchetti in volo respinge a pugni sull'accorrente Biabiany che ha il tempo di scavalcare con un pallonetto l'estremo difensore biancoceleste, di anticipare due difensori e, di testa, infilare il pareggio. Nel finale di tempo complice il caldo il ritmo cala e non ci sono più  occasioni da entrambe le parti.

    IL PARMA REAGISCE- La ripresa si apre con il Parma più intraprendente. Al 9' bella combinazione Cassano-Marchionni-Cassano conclusa con un tiro in diagonale da posizione angolata del barese, sul cui tiro è bravo Marchetti che ribatte. Intorno al quarto d'ora break della Lazio che sciupa una grande opportunità per tornare in vantaggio. Lulic intercetta un disimpegno di Lucarelli e si trova a tu per tu con Mirante con il portiere stabiese che d'istinto devia in angolo.

    ANCORA KLOSE- Al 23' Klose, al rientro dall'ennesimo infortunio della sua tribolata stagione, va a segno per la squadra di Edy Reja. Il centravanti tedesco riceve da Lulic in area e col destro brucia l'estremo difensore ducale. Un gol da grande attaccante. A dieci minuti dalla fine il Parma ritrova il pari con una clamorosa papera di Marchetti. Ciani tocca in maniera scomposta un cross di Cassani, ingannando l'estremo difensore biancoceleste, il quale però ha gran parte della colpa, facendosi passare la palla sotto le gambe a velocità lentissima.

    SUPER CANDREVA- Nel recupero la Lazio trova la rete vittoria con Candreva. Il centrocampista romano, lasciato colpevolmente solo in area è bravo a sfruttare un cross dalla sinistra di Keita e a realizzare il 3-2 definitivo.


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    Sono 14 i destinatari dei provvedimenti cautelari eseguti dai carabinieri nell'ambito dell'operazione "Pizzutella" che ha permesso di sgominare due bande dedite allo spaccio di cocaina e hashish. "Pizzutella" dal nome di una tipologia di uva particolarmente fiorente nelle aree interessate dall'operazione e dal periodo dell'inizio delle indagini, ossia la vendemmia di settembre. In particolare nove persone sono finite in carcere, quattro ai domiciliari e per una è stato disposto dal gip di Velletri l'obbligo di firma.

    Circa 400 dosi alla settimana per lo più di cocaina, per ventimila euro di guadagno, è il giro dei due gruppi, uno con base a Segni, l'altro ad Artena. In comune alcuni clienti che si sono rivolti al secondo gruppo a causa della particolare violenza usata dal primo nella riscossione dei pagamenti per la droga. Il dato è stato reso noto durante una conferenza stampa presso la sede del Comando Provinciale dei carabinieri di Roma, in piazza S. Lorenzo in Lucina.

    Estorsione, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, furto in abitazioni. Sono i reati contestati a seconda delle singole posizioni dalla Procura di Velletri agli indagati. Tra gli episodi di violenza a carico dei clienti dei pusher, che i militari hanno registrato, vi sono minacce telefoniche di uso di armi, nel caso di giovani assuntori minacce di chiedere i soldi direttamente ai genitori, ma anche aggressioni fisiche. In un caso ad un cliente con un debito di tremila euro, è stata presa la macchina. Per riaverla l'uomo si era anche detto disponibile a prenderne un'altra da una finanziaria. A fine agosto 2013, invece, un cliente esasperato a Colleferro accoltellò uno degli odierni arrestati e un'altra persona che era in compagnia di quest'ultimo. Un giro ampio, quello delle bande, che da Roma (Tor Bella Monaca e Torrino) arrivava anche a Latina, Frosinone, l'Aquila, passando per Valmontone, Colleferro, Segni e Artena. La clientela andava da ventenni a 50enni. L'indagine, avviata a fine 2012, ha visto già tra il novembre di quell'anno e il febbraio successivo l'arresto di altre cinque persone: quattro per detenzione e spaccio stupefacenti e uno per furto in abitazione. Tra le persone arrestate oggi ci sono anche due fratelli imprenditori edili, due operai e un gestore di un bar di Segni, due fratelli operai di Gavignano, un disoccupato e un cittadino albanese di Valmontone, quattro operai di Artena. In contestazione, ad alcuni degli indagati, anche sette rapine compiute in ville.


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    rame rubato

    Non cessa la febbre per l'oro rosso nella Capitale. E' stato denunciato ieri pomeriggio per ricettazione un 32enne di nazionalità romena, sorpreso a Ostia con più di 50 kg di rame rubato da un cantiere edile. A scoprire l'uomo sono stati gli agenti del Commissariato Lido, diretto dal dr. Antonio Franco, che, durante un giro di perlustrazione nell’area adiacente via Gian Francesco Malipiero, hanno notato un’autovettura sospetta ed hanno deciso di procedere al controllo.

    LA TENTATA FUGA -  Alla vista degli agenti, il conducente dell’auto ha aumentato l’andatura accelerando, per poi fermarsi bruscamente dopo alcune centinaia di metri e darsi alla fuga a piedi. Raggiunto, è stato bloccato nonostante il suo tentativo di divincolarsi. Da un controllo effettuato nell’auto, sono state rinvenute numerose matasse di filo di rame di grossa sezione, ammassate nel portabagagli, che è risultato essere completamente occupato dal materiale. Il rame, poi sequestrato, è risultato pesare oltre 50 kg. Il giovane, un 32enne romeno, è stato deferito all’autorità giudiziaria per ricettazione, mentre proseguono le indagini per individuare il luogo, con ogni probabilità un cantiere, dove è stato rubato il materiale.


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    I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Ostia hanno arrestato uno stalker romeno di 33 anni e messo fine alle persecuzioni cui era vittima da tempo la moglie una cittadina romena di 26 anni. La giovane donna era “colpevole” di aver trovato il coraggio di lasciare il marito, un connazionale di 33 anni, che negli ultimi anni l’aveva picchiata più volte e terrorizzata con i suoi comportamenti ossessivi.

    LA STORIA - Dopo il matrimonio, celebrato in Patria nel 2009, la coppia aveva seguito le orme dei tanti connazionali che avevano deciso di trasferirsi in Italia in cerca di una vita migliore. La donna, però, ha trovato solamente continui maltrattamenti da parte di suo marito che, col passare del tempo, era diventato sempre più geloso e morboso. Dopo oltre due anni di botte subite in silenzio, la 26enne ha trovato il coraggio di ribellarsi a quella situazione, lasciando la casa coniugale. E’ stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: l’uomo, che aveva tentato più volte di convincerla del suo ravvedimento, non riusciva ad accettare quella drastica decisione presa dalla “sua” donna, assumendo comportamenti ancor più violenti e rendendole la vita impossibile, a tal punto da indurre la vittima a cambiare radicalmente le sue abitudini. Il tutto a causa di una serie di vere e proprie persecuzioni messe in atto dal 33enne, fatte di centinaia di telefonate e sms a tutte le ore del giorno e della notte e inseguimenti per scoprire l’eventuale esistenza di una nuova relazione della ragazza.

    LO STALKING - Addirittura l’uomo trascorreva ore e ore nel bar dove la 26enne lavorava, osservando ogni suo movimento e, talvolta, offendendola pubblicamente davanti a colleghi, clienti e amici. In qualche occasione, in preda alla rabbia, lo stalker è arrivato addirittura a colpirla con calci e pugni. Lo scorso mese di ottobre, dopo l’ennesimo atto di violenza subìto in strada, la donna si è decisa a chiamare il “112” e a raccontare la sua storia ai Carabinieri. Le indagini condotte dai militari dell’Arma hanno consentito di raccogliere numerose prove indiziarie inconfutabili nei confronti del 33enne, tali da persuadere l’Autorità Giudiziaria a emettere a suo carico un ordine di custodia cautelare in carcere. L’uomo, ricercato giorno e notte dai Carabinieri, ha fatto perdere le sue tracce per circa una settimana finché, nella giornata di ieri, sentendosi ormai braccato, si è presentato nella caserma di via dei Fabbri Navali. Il marito violento è stato portato nel carcere di Regina Coeli, dove verrà interrogato nelle prossime ore. La donna, ormai fuori dall’incubo, ha ringraziato i militari per il lavoro svolto.


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    I Movimenti per il diritto all'abitare hanno occupato la sede dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas, in via dei Crociferi in centro, contro "i distacchi di gas ed energia in condizione di cosiddetta 'morosità incolpevole', cioè quando la perdita di lavoro impedisce alle famiglie di pagare il costo delle bollette".

    "Sotto gli occhi indifferenti di una politica schiava degli interessi dei grandi gruppi multinazionali - spiegano i movimenti in una nota - in Italia si sta consumando un dramma sociale senza precedenti. Migliaia di persone, infatti, sono ridotte a sopravvivere senza gas e luce a causa dei distacchi ordinati quando la perdita del lavoro impedisce alle famiglie di affrontare il costo delle bollette. Contro questa barbarie, sostenuta dal decreto Lupi, i Movimenti per il diritto alla casa hanno reagito occupando questa mattina, in via dei Crociferi la sede dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas". Sul luogo della protesta, in corso dalle 12 sono intervenute le Forze dell'Ordine. L'iniziativa si inserisce nell'ambito delle proteste in vista della manifestazione nazionale del 12 aprile a Roma per il diritto alla casa.

    Intornoalle 15 si è concluso il sit in sotto la sede dell'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico al termine dell'incontro tra una delegazione dei Movimenti per il diritto all’abitare e il presidente Guido Bortoni, in videoconferenza da Milano. L'esito lo racconta Paolo Troiani dei Blocchi Precari Metropolitani, uno dei membri della delegazione: "Sono stati disponibili, il presidente ci ha ribadito che sono solidali e hanno preso atto del problema". Ma, aggiunge, "il problema rimane il decreto 47/2014 del Ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, il famigerato 'Piano Casa' che prevede i distacchi di utenze per le occupazioni, non è di competenza dell'authority". Sui bonus elettrici per le famiglie, queste sì di competenza dell'organismo, rivela come "in un primo momento sembrava ci fosse la possibilità di un nuovo incontro, invece poi siamo rimasti alla promessa di contatti telefonici". Per un'altra attivista dei Movimenti, Cristiana Gallinoni, "non è solo compito nostro ma anche del Parlamento sollevare l'incongruenza tra eventuali bonus casa e incentivi vari e le risposte repressive date invece dal decreto Lupi".

    (Ultimo aggiornamento 31-03-2014 ore 15,40)


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    Conti positivi per l’Agenzia per la mobilità. Anche per il 2013 il bilancio della società capitolina presenta un utile di esercizio pari a 38.206 euro. E un margine operativo lordo (Mol) – ossia di efficienza produttiva – di 3.230.265 euro con un valore della produzione di + 7,21%. 

    "Un risultato frutto di buona gestione, risparmi e capacità del proprio personale di innovare garantendo qualità dei servizi alla città e ai cittadini", ha detto il presidente e amministratore delegato di Agenzia, Massimo Tabacchiera, in Campidoglio durante la presentazione del bilancio aziendale 2013.

    "Non sono solo i risparmi ragionieristici che hanno permesso di chiudere il bilancio in sostanziale equilibrio – ha proseguito - come la Corte dei conti richiede ad una società che eroga servizi ai cittadini, soprattutto in regime di spending review ma, e ci tengo a sottolinearlo, è grazie anche alle donne e gli uomini che vi lavorano, studiando ed elaborando sempre nuove strategie di intervento e progettazione della mobilità, e che rappresentano un laboratorio dove la priorità è la ricerca di standard sempre più elevati".

    "l’Agenzia per la mobilità – ha spiegato – dimostra come il pubblico non solo può chiudere i suoi conti in attivo, ma può contribuire a migliorare i servizi e dunque la qualità della vita dei cittadini. Certo il panorama delle aziende pubbliche, non solo quelle della Capitale, dimostra che tutto ciò non è scontato. Anzi. Ma i nostri vertici aziendali, i nostri dirigenti, i nostri quadri, i nostri dipendenti hanno dimostrato e dimostrano, ognuno per la propria parte, che operare con trasparenza ed efficienza, e tenendo i conti in ordine, anche in una azienda pubblica è possibile, ma soprattutto doveroso".

    Infine, Tabacchiera ha annunciato: "Io e il consigliere Camilli abbiamo deciso di mettere a disposizione dell'azionista il nostro mandato. A me mancano ancora due anni ma lo ritengo giusto. Adesso l'azienda è stata messa in sicurezza ma per una forma di rispetto istituzionale, essendo stati nominati dalla precedente amministrazione, ritengo giusto dare la possibilità all'azionista di scegliere il proseguo di questa azienda".


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    Rischiano un nuovo distacco gli abitanti del condominio in via Alessandro D'Aste 3 a Ostia. Per questo una ventina di persone sono in presidio da stamattina. "Il condominio, dopo aver già subito un distacco idrico nel mese di ottobre 2013 - spiega Anna Catalano, del Coordinamento Romano Acqua Pubblica - ha ricevuto da Acea Ato 2 un nuovo avviso di distacco previsto per oggi. A fronte di una 'morosità' di 104 euro si intende nuovamente lasciare senza acqua 12 famiglie, tra cui un disabile, per aver esercitato un proprio diritto".

    Il condominio, spiega il coordinamento, infatti non è mai stato moroso, ma ha aderito alla campagna di Obbedienza Civile promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, trattenendo dalle bollette la remunerazione del capitale investito, nel rispetto dell’esito referendario del giugno 2011. "Fino ad ora non è venuto nessun incaricato dell'Acea e il presidio proseguirà fino alle 18", aggiunge Catalano. "Da mesi denunciamo la pratica dei distacchi idrici messa in atto da Acea Ato 2 - dichiara Alfonso Perrotta, del Coordinamento Romano Acqua Pubblica - che, per qualche decina di euro di morosità, non esita ad interrompere completamente il flusso idrico ad intere famiglie. Inizieremo a maggio una raccolta di firme per presentare una delibera di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del servizio idrico". Il picchetto "anti-distacco" promosso dal Coordinamento romano acqua pubblica ha affisso uno striscione sul muro della palazzina e allestito in strada un gazebo informativo.


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    Tragedia stamattina a Fiumicino su via della Muratella all'altezza del civico 1.665. Una bambina di quattro anni è morta dopo essere stata travolta e investita da un'auto. È successo intorno alle 11 quando la piccola, secondo quanto riferito da alcuni testimoni a chi indaga, sarebbe sfuggita alla madre per poi finire sotto una Mercedes guidata da un cittadino romeno che l'ha scaraventata su un'altra auto parcheggiata sul ciglio della strada.

    La bimba stava scendendo dalla macchina di famiglia mentre la madre si accingeva a parcheggiare l'auto davanti la propria abitazione. Sul posto elicottero ed ambulanza del 118. Trasportata all'ospedale Aurelia Hospital in arresto cardiaco, è deceduta poco dopo. Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della Polizia locale di Fiumicino che hanno fatto i rilievi, la polizia e i carabinieri di Fregene.

    (Foto di Giordano Pennisi)


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    Sono sette le persone indagate nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di G. F., una bambina di dieci anni, deceduta sabato mattina durante un intervento all'orecchio destro svolto presso la clinica Villa Mafalda. Si tratta, in particolare, di due otorini, dell'anestesista e dell'altro personale medico-sanitario presente in sala. Omicidio colposo il reato contestato dal pm Ilaria Calò. Il magistrato ha affidato al professor Luigi Cipolloni, dell'istituto di medicina legale dell'università La Sapienza, l'incarico di svolgere l'esame autoptico per far luce sulle cause del decesso. L'accertamento sarà svolto domani mattina. Ad affiancare nella consulenza l'anatomopatologo sarà anche Remo Orsetti, specialista in anestesia, rianimazione e terapia del dolore della casa di cura Salvator Mundi. I genitori della bambina hanno già denunciato l’equipe medica esterna che ha condotto l’intervento presso la clinica e hanno nominato un loro consulente di parte, così come anche i legali degli indagati.

    L’intervento aveva l’obiettivo di ricostruire la membrana timpanica dell’orecchio destro, un'operazione che solitamente non viene definita complessa e che nei bambini viene effettuata anche a seguito di una forte otite. La piccola ha avuto un arresto cardiaco: le cause della morte non sono però ancora chiare. I carabinieri hanno già sequestrato la cartella clinica. Le iscrizioni sono comunque un atto dovuto. Gli esperti nominati dalla Procura dovranno rispondere ad alcuni quesiti. Anzitutto le cause del decesso, nonché, “esaminata la documentazione clinica – si legge nell'atto con cui è stato affidato l'incarico ai consulenti - eseguito ogni accertamento tecnico strumentale ritenuto necessario, se gli interventi sanitari cui venne sottoposta la persona deceduta furono improntati a corretta applicazione delle fondamentali cognizioni scientifiche inerenti la professione medica”. I consulenti dovranno, altresì, accertare “se lo stato fisiopatologico della paziente venne correttamente accertato e se tra le varie terapie praticate anche in occasione dell'anestesia somministrata per l'intervento effettuato il 29 marzo vennero scelte quelle più appropriate (o facilmente tollerabili) secondo le cognizioni generali della scienza medica”. Gli esperti, infine, sono chiamati ad accertare "se cause sopravvenute, da sole idonee a cagionare l'evento, abbiano potuto determinare, nel corso del ricovero ospedaliero la morte della paziente”. I consulenti sono stati inoltre autorizzati ad effettuare prelievi istologici e le relative analisi, nonché di liquidi biologici ed ad svolgere rilievi fotografici.

    (Foto di archivio)


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    Si stringono i tempi per la pedonalizzazione dei via dei Fori Imperiali e dell'intera piazza del Colosseo. E' atteso per Pasqua, infatti, il parere delle Commissioni Mobilità e Ambiente che darà il via libera alla delibera popolare da discutere in aula Giulio Cesare. E' questa la decisione presa nella seduta congiunta di oggi che ha visto riunite le due commissioni, insieme all'Agenzia per la Mobilità, "che ha portato dei dati positivi sull'attuale pedonalizzazione - ha spiegato il presidente della Commissione Mobilita', Anna Maria Cesaretti  - mentre, rispetto alla proposta della delibera, ha posto alcuni temi come la pedonalizzazione all'altezza di largo Corrado Ricci e la tempistica in generale sulla pedonalizzazione totale".

    I TEMPI - Decisive saranno quindi le prossime settimane, nelle quali si cercherà di recepire tutti i pareri necessari per la stesura definitiva della delibera. "Adesso andremo ad un ulteriore confronto tra le due commissioni con il dipartimento del traffico dei vigili urbani - ha aggiunto la Cesaretti - e poi la nostra convinzione è di andare ad un parere da parte delle commissioni rispetto alla delibera perché riteniamo che sia un documento di indirizzo quindi che possa essere da stimolo per l'amministrazione per portare a termine il progetto dei Fori ed è un parere che daremo entro Pasqua". "Nel caso in cui ci fossero alcuni punti ritenuti assolutamente non attuabili all'interno della delibera - ha precisato Cesaretti - ci confronteremo con i proponenti per qualsiasi percorso da modificare".

    LA DELIBERA - Nello specifico, il provvedimento "impegna il sindaco e la giunta a predisporre entro un mese i necessari provvedimenti volti alla pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali e dell'intera piazza del Colosseo, anche dal lato di via Labicana e di via di San Gregorio, per la tutela e la valorizzazione dell'area archeologica centrale, con tappe precise da avviare nel più breve tempo possibile, e comunque non oltre tre mesi". La delibera prevede, inoltre, un nuovo piano dell'assetto della circolazione (consentendo l'accesso alle biciclette e favorendo l'accessibilità delle persone con gravi difficoltà motorie), della sosta e del trasporto pubblico e "un adeguato piano di comunicazione".

    LEGAMBIENTE - "L'agenzia per la mobilità del comune di Roma  – dichiara Roberto Scacchi direttore di Legambiente Lazio – oggi ci ha consegnato dati importanti, dallo stop alle auto private dello scorso agosto il traffico è diminuito nel quadrante tra il 10% e il 50% risolvendo i problemi di congestione delle auto nel rione Monti e liberando buona parte dell'area dai mezzi privati oltre all'abbattimento del 70% di passaggio di auto in Via dei Fori stessa. Questi sono i segnali che si deve andare fino in fondo - prosegue Scacchi -  liberando il centro dal mezzo privato, abbiamo poi oggi acquisito in sostanza un parere favorevole per la pedonalizzazione di sabato che può e deve essere messa in campo il più presto possibile".


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    Non si placano le polemiche sul possibile aumento della tassa di soggiorno. E intanto proprio il Comune va dritto per la sua strada. Nel bilancio 2014 c'e' la volontà di aumentare la tassa di soggiorno nella capitale ma in modo "modulare".  È da quanto si apprende, una delle questioni trattate oggi nel corso della riunione di "giunta informale" in Campidoglio. 

    All'incontro hanno partecipato il vicesindaco di Roma, Luigi Nieri, l'assessore all'Urbanistica, Giovanni Caudo, l'assessore alla Mobilità, Guido Improta, l'assessore alla Roma Produttiva, Marta Leonori, l'assessore alla Scuola, Alessandra Cattoi, e il ragioniere generale, Maurizio Salvi. Sul tavolo si è entrati nel merito analizzando concretamente l'argomento attraverso diverse simulazioni che vanno da un aumento più contenuto con un incremento di 0,50-1 euro fino ad un aumento "lievemente maggiore" che andrebbe da 2 a 3 euro, in base alle stelle degli alberghi ma sempre, quindi, inferiore a 10 euro "per non penalizzare eccessivamente il mercato del turismo e, in particolare, quello congressuale".

    L'idea sarebbe, quindi, quella di "diversificare", ovvero una tassa diversa per ogni stella. Secondo le prime stime, questa scelta porterebbe "incrementi rilevanti" che per le casse di Roma Capitale andrebbero dai 40 agli 80 milioni di euro.


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    Nel torbido ciclo dei rifiuti romani, ancora nelle salde mani dell'avvocato Manlio Cerroni, il patron di Malagrotta arrestato lo scorso gennaio, c'è un giallo che si protrae da quasi quattro anni. E' quello dell'impianto di selezione del multimateriale di Rocca Cencia, di proprietà dell'Ama, dove il vetro,la plastica e gli allumini dovrebbero essere selezionati prima di essere avviati alle piattaforme dei consorzi di filiera per il riciclo. Sarebbe indispensabile ora che il Comune ha deciso di puntare con maggior vigore sulla raccolta differenziata, ma dal luglio 2010 è fermo. 

    IL CEDIMENTO - Ufficialmente, a causare lo stop, come ammise la stessa Ama nel novembre 2012, fu un "cedimento strutturale", che a distanza di quattro anni, però, non è stato ancora risolto. E l'impianto, che secondo uno degli ultimi annunci, avrebbe dovuto riaprire entro l'estate del 2013, non è ancora operativo. Con grande difficoltà, per le casse della municipalizzata dei rifiuti che, paradossalmente, più ricicla meno guadagna. Nel 2009 il ricavo da una tonnellata di multimateriale si aggirava intorno ai 20 euro. Nel 2013, invece, supera a malapena gli 11 euro. 

    L'INTERROGAZIONE - Per vederci più chiaro sull'intera vicenda, il M5S Capitolino ha presentato oggi un’interrogazione urgente al sindaco Marino chiedendo di conoscere i motivi per cui l’impianto di Rocca Cencia sia tutt’ora fuori uso, ma soprattutto i tempi e le modalità di ripristino del servizio, oltre alle eventuali responsabilità. "L’impianto di selezione multimateriale in questione - si legge nella nota - è  costato circa 24 milioni di euro e dovrebbe garantire all’azienda romana ricavi per 10 mila euro al giorno, in realtà sarebbe fermo da oltre 4 anni a causa di un incidente".

    IL PARADOSSO - La chiusura dell'impianto, secondo i 5 Stelle, avrebbe di fatto aumentato i costi per la differenziata."Le tonnellate di multimateriale scaricate vengono ammassate in maniera indistinta per poi essere trasferite altrove - prosegue la nota -  Tutto ciò provoca un conseguente aumento dell’inquinamento ambientale (i rifiuti devono comunque essere trasportati in altro luogo per essere smaltiti) e, paradossalmente, un incremento dei costi per Ama direttamente proporzionale alla percentuale di raccolta differenziata".


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    Nuova condanna per Angelo Stazzi, il 69enne infermiere divenuto noto alle cronache come "l'Angelo della morte". Già condannato nel dicembre 2011 a 24 anni di carcere (pena confermata il 22 novembre 2012 dalla I Corte d'assise d'appello) per il decesso della collega Maria Teresa, questa volta è stato condannato all'ergastolo per cinque delle sette morti di anziani ricoverati nella casa di cura "Villa Alex" di Sant'Angelo Romano, cittadina alle porte di Roma. La sentenza è stata comminata dalla III Corte d'Assise di Roma per omicidio volontario aggravato. Secondo l'accusa, Stazzi "con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, mediante somministrazione di massicce dosi di farmaco ipogligemizzante volontariamente cagionava la morte" dei sette anziani tra il gennaio e l'ottobre 2009. A ciò si aggiunge una contestazione integrativa: aver causato la morte degli anziani anche somministrando psicofarmaci. Stazzi tra il dicembre 2008 e il settembre 2009 lavorò nella clinica come infermiere. 

    La Corte ha così accolto la richiesta del pm Gabriella Fazi che aveva sollecitato appunto la condanna a vita per cinque delitti ritenendola "l'unica pena adeguata": per gli altri casi lo stesso magistrato aveva sollecitato l'assoluzione con formula dubitativa. Delitti che per il pm sono stati commessi, per il pm, “dolosamente” alla “ricerca del delitto perfetto, senza lasciare tracce e attuato in maniera seriale”, avendo quale movente il “provare il brivido di tenere una vita umana nelle proprie mani, di decidere se spezzarle oppure no con un animo crudele e narcisistico”. Pertanto secondo il pm l'imputato “non merita alcuna attenuante”. “Nessuna prova, ma solo ipotesi” contro Stazzi, secondo il suo legale, l'avvocato Cristiano Conte, per il quale “il pregiudizio è l'elemento sul quale è stato costruito tutto – ha detto - Un processo che è nato ed è rimasto senza movente”.

    Pertanto il penalista al termine della sua arringa aveva chiesto che l'infermiere fosse assolto con la formula “perchè il fatto non sussiste”. Stazzi e la casa di riposo, Villa Alex, sono stati inoltre condannati in solido a risarcire i danni da liquidarsi in sede civile. Le morti per le quali Stazzi è stato condannato risalgono al periodo gennaio-ottobre 2009. Il primo delitto per il quale Stazzi fu condannato è appunto quello della collega ed amica Maria Teresa Dell'Unto. Un caso che rischiò di diventare un cold case ma che dopo un'iniziale archiviazione fu riaperto e si arrivò all'individuazione dell'imputato. Il avvenne il 29 marzo 2001 al termine di una lite tra i due per questioni economiche. La donna, infatti, aveva prestato in diverse occasioni soldi al collega, un amico di vecchia data con il quale forse era legata anche da un rapporto sentimentale. L'uomo negli anni l'aveva completamente soggiogata, in un rapporto fatto di richieste continue di denaro e prestiti. Quella mattina, però, Maria Teresa aveva deciso di dire basta, ma la situazione precipitò drammaticamente e culminò con il delitto.


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    Il cadavere di un uomo di 46 anni è stato trovato questa mattina in via Conca d'oro. Il corpo si trovava nell'auto di proprietà del 46enne che, probabilmente, è morto per una overdose.

    Sul posto il 118 che ha constatato il decesso e gli agenti del commissariato Fidene che indagano sulla vicenda.


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    “Il Caffè della Pace non è salvo". A dichiararlo è Giulio Anticoli, presidente dell’associazione Botteghe Storiche e di Cna Roma Città Storica. Nessun happy end, secondo Anticoli, per il famoso locale dietro piazza Navona. Anzi, "la confusione generata all’indomani dell’incontro tra la proprietà, il prefetto Giuseppe Pecoraro, i senatori Daniela Valentini e Maurizio Gasparri e l’assessore per Roma Produttiva Marta Leonori ha bloccato la raccolta di firme”.

    LA MOBILITAZIONE - Le sorti del Caffè della Pace sono in bilico da più di un anno. Da quando, cioè, la proprietà delle mura, il Pontificio istituto teutonico di Santa Maria dell'Anima, decise che al posto del locale sarebbe sorto un hotel a 5 stelle. Da lì è partita una forte mobilitazione per salvarlo, a cui ha preso parte anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

    IL PRESIDIO - Ma ora, spiega ancora Anticoli, “la confusione generata crea un grave danno al lavoro che stiamo svolgendo da oltre un anno, distraendo l’attenzione al problema e ha di fatto bloccato la spontanea deposizione delle firme (che hanno superato quota ottomila)". Per questo un nuovo appuntamento per l’8 aprile: "Stiamo organizzando insieme alla presidente del I municipio, Sabrina Alfonsi, per quel giorno un presidio davanti allo storico Caffè". Il presidente di Cna Roma conclude: "Mi auguro che l’attenzione resti alta e la mobilitazione vada avanti finché non avremo la certezza della continuità di un marchio storico così importante per la città”.
     


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    La toponomastica digitale per riscoprire la storia della città. Ogni mese una targa a partire da oggi e per i successivi tre mesi: quattro in tutto, con l'obiettivo di approfondire la conoscenza del Patrimonio dell'architettura moderna di Roma. Tutto grazie un'app sul cellulare, l'applicazione 'QR code' che, una volta fotografato il codice, ti permette di conoscere la storia del palazzo storico. E' il progetto "Targhe d'autore", nato all'interno di un più ampio piano sul Diritto d'Autore e la tutela della proprietà intellettuale degli architetti ideato dall'architetta Valentina Piscitelli, come iniziativa congiunta dell'Ordine degli Architetti di Roma e provincia e il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Roma.

    A tagliare il nastro della prima targa in piazza Bologna ai piedi del Palazzo delle Poste, con l'opera realizzata nel 1935 a seguito di un concorso vinto dall’architetto Mario Ridolfi, anche l'assessore alla Cultura, Flavia Barca. Tra gli edifici selezionati: la Casa del Girasole in viale Bruno Buozzi, la Rinascente di piazza Fiume, l'edificio polifunzionale di viale Campania.

    "La giornata di oggi è solo l'inizio verso una città che sia sempre più 'parlante' - ha detto Barca - questi non sono tempi facili per gli artisti e per gli autori. Non solo per la crisi ma perché la digitalizzazione rende il diritto d'autore più complicato quindi spesso ci dimentichiamo l'enorme lavoro e talento che c'è dietro le opere d'arte, in particolare quando si tratta di edifici. Per questo credo che questo iniziativa sia un modo importante per avvicinare sempre di più i cittadini alla cultura e per storicizzare tutta la cultura di questa città con i suoi palazzi che contribuiscono a renderla unica al mondo".  


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    "Stanziamenti ridotti da 21 milioni a 15 e la proposta per il nuovo Consiglio d’Amministrazione che giace nei cassetti del sindaco da più di 2 mesi, così l’Istituzione Biblioteche di Roma Capitale rischia il collasso". E' l'allarme lanciato da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl che si chiedono: "Come si può affrontare l’emergenza economica senza chi ha il potere di decidere su piani, progetti, programmi di sviluppo?". Il problema evidenziato dai sindacati è che "senza un Consiglio d’Amministrazione e un Presidente anche ogni semplice atto contabile rischia di essere un’impresa". Per questo, attaccano i sindacati, "non è più rinviabile la scelta sulla Governance dell’Istituzione e un suo progetto di rilancio dopo un anno di continui rimandi".

    LA RICHIESTA AL SINDACO - Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl chiedono al sindaco Marino "di formalizzare le nomine immediatamente o sarà responsabile della deriva di uno dei servizi di valore culturale e sociale tra i più importanti per la città". A sostegno delle richieste sono state già convocate due assemblee, per il 15 e 17 aprile. Così come nelle altre istituzioni culturali, fanno sapere i sindacati, partirà una campagna di assemblee con lavoratori e lavoratrici per sensibilizzare la cittadinanza al fine di non far spegnere la cultura nella nostra città.

    I CURRICULUM - L'elenco dei candidati per il consiglio di amministrazione era stato reso noto lo scorso 11 febbraio. Nella lista, ci sono curriculum presentati direttamente dagli interessati, ma anche curriculum che sono stati "sponsorizzati", cioè presentati da altri come proposta per la giuda delle due istituzioni culturali della città. Ecco l'elenco: 1) Giampiero Darini, proposto dall'associazione Culturale Italian Tomorrow; 2)Barbara Righetti (autocandidatura); 3) Barbara Pontecorvo, proposta da Riccardo Pacifici; 4) Marinella Rocca, proposta dal dipartimento lingue e letterature dell'università di Roma Tre; 5) Giovanni Feliciani (autocandidatura); 6) Giorgio Boldini (autocandidatura); 7) Amalia Vetromile, proposta da Alessandro Musumeci, presidente del Club dirigenti tecnologie dell'informazione di Roma; 8) Andrea Marchitelli, proposto da Stefano Parise, presidente dell'associazione italiana Biblioteche; 9) Antonio Ciaschi, proposto da Giovanni Puglisi, presidente della Fondazione Sicilia; 10) Alessio Gioannini, proposto da Vanda Braghetta, legale rappresentante dell'associazione di promozione sociale Aci Ciao; 11) Luciano Lanna, proposto da Pamela Iacona, rappresentante legale dell'associazione Il Cherubino; 12) Paola Gaglianone, proposta da Giancarlo Dosi, presidente dell'associazione Italiana del Libro; 13) Antonella Uselli, proposta da Nicola Biagio Tosto, responsabile legale Federmanager Roma; 14) Giovanni Franscesco Crupi (autocandidatura); 15) Francesco Forenzano, proposto da 100 cittadini attraverso una sottoscrizione; 16) Gioacchino De Chirico, proposto da diverse associazioni; 17) Anna Sanges (autocandidatura); 18) Fabrizio Vistoli, proposto da Gerardo Bianchi, presidente dell' associazione nazionale per gli interessi del Mezzogiorno d'Italia; 19) Valerio Toniolo, proposto, tra gli altri, da Giuseppe Roscioli, presidente Confcommercio Romma; 20) Francesco Palombi, proposto da Sandro Bari, presidente Casa della Romanità; 21) Rosario Mocciaro, proposto da Roberto Melchiori, coordinatore della Facoltà di Psicologia dell'università Niccolo Cusano Telematica Roma; 22) Madel Crasta, proposto tra gli altri da Roberto Mazzotta, presidente dell'Istituto Luigi Sturzo; 23) Sandra Giuliani, proposta tra gli altri da Francesca Romana Koch, legale rappresentante della Casa internazionale delle Donne; 24) Alessandro Hinna, proposto dal direttore del dipartimento dell'economia e finanza dell'Università di Tor Vergata; 25) Maria Isabella Ambrosini, proposta dall'associazione culturale Incanto; 26) Carmela De Caro, proposta dalla Fondazione Adriana Olivetti.


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    "Non so se riusciremo a rimetterci in piedi, al momento stiamo valutando i danni". A parlare è uno dei soci della cooperativa Futura Legno, in tutto quattro, che costruivano strutture in legno lamellare. La loro attività, le attrezzature, gli uffici, il materiale, i mezzi sono andati distrutti questa notte nell’incendio divampato nel capannone nella zona industriale di Ferentino. "Le cause sono ancora al vaglio – spiega ancora – certo è che quello che avevamo per lavorare è andato tutto distrutto".

    Stessa sorte per un deposito bancali e una falegnameria che era nel capannone diviso a spicchi e dato in affitto a sei aziende diverse. Il danno del deposito bancali è quello del materiale che conteneva. Ben diverso per la falegnameria in cui lavorava oltre al proprietario, altri due dipendenti. Lì sono andate completamente perse costosissime attrezzature usate per la realizzazioni di mobili su misura. Il calore ha fatto esplodere le vetrate e fuso le lamiere del tetto. L’intervento di tre squadre dei vigili del fuco ha impedito che il rogo arrivasse anche agli altri tre settori in cui trovano posto altrettante aziende di metalmeccanica.


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    Una corsa nelle bighe all'interno del Circo Massimo per rievocare i fasti dell'Impero. 12 cocchi riproducenti i carri dell’antica Roma, ciascuno dei quali guidato da due cavalli. A gestire ogni biga saranno le società partecipate Roma Capitale (Ama, Acea, Atac, ecc.), che in piena autonomia sceglieranno il team, i cavalli, e il tipo di carro, che sulla fiancata avrà il nome dell’ente. 

    LO SCHERZO - Ci avesse pensato Alemanno, quando era sindaco, ne avrebbe parlato come di un evento di portata planetaria. Invece a lanciare l'iniziativa nella mattinata è stato il Codacons, la storica associazione dei consumatori presieduta da Carlo Rienzi, che nel comunicato stampa di presentazione riportava il parere favorevole della Sovrintendenza ai beni culturali e del sindaco Marino, chiamato addirittura a dare il via alla competizione. "Al vincitore andrà una scarpa d’oro e diamanti a forma di Colosseo, del valore di 10mila euro, realizzati dal gruppo Tod’s". Sarebbe bastato questo particolare per capire che si trattava del classico pesce di aprile, ma molte agenzie di stampa hanno dato per buona la notizia che inevitabilmente è rimbalzata su tanti organi di informazione.

    LA CASUALITA' - Come se non bastasse, la beffa è duplice: perché la data prevista è quella del 22 giugno. Non un giorno a caso, ma quello del tanto discusso concerto dei Rolling Stones, sulle cui autorizzazioni concesse dall'amministrazione capitolina si è molto polemizzato nelle scorse settimane. Immaginare Mick Jagger che canta mentre sfrecciano i carri guidati dai dirigenti Acea è assai improbabile. Ma forse non dispiacerebbe al sindaco Marino che da mesi auspica la sostituzione della governance della società partecipata senza riuscirci. Il classico "incidente" di percorso risolverebbe molti dei problemi del primo cittadino.


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    È emergenza lavoro nel Lazio. Soprattutto per i giovani trovare un’occupazione diventa sempre più una chimera. Nel 2013 i disoccupati nel Lazio hanno raggiunto le 310 mila unità con una crescita del 14,3% rispetto al 2012 (+38.300 in valori assoluti) e di ben il 105% rispetto al 2007 (quando ammontavano a 151mila). Soltanto tra il 2011 e il 2013 i disoccupati sono aumentati di ben 90mila unità, pari ad un disoccupato in più ogni 12 minuti. Sono questi alcuni dati contenuti nell'analisi su Occupazione e disoccupazione nel Lazio nel 2013 realizzata dall’Eures (Ricerche economiche e sociali) su dati Istat.

    A livello provinciale si osserva ovunque un forte incremento della disoccupazione, con i valori più alti a Viterbo (+21,3% rispetto al 2012) e Frosinone (+19,1%), seguite da Rieti (+15,6%), Latina (+15,3%) e Roma (+12,9%), dove i disoccupati raggiungono le 215mila unità (+24.500 in un solo anno). Contestualmente risulta in forte aumento nel Lazio il tasso di disoccupazione, che nel 2013 raggiunge il 12,3%, il valore più alto degli ultimi 15 anni (era del 6,4% nel 2007), attestandosi al 13,7% nella componente femminile della forza lavoro (11,2% tra gli uomini).

    Tra le cinque province gli indici più alti si registrano a Latina (16%, con 38,3 mila disoccupati), Viterbo (15,6% e 20,9 mila disoccupati) e Frosinone (15,2% e 28,4 mila disoccupati), mentre è inferiore alla media regionale il valore di Rieti (11,6% e 7,5mila disoccupati) e di Roma (11,3%).

    Anche il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) registra un nuovo record negativo, salendo al 45,9% (48,7% per la componente femminile e 43,4% per quella maschile), a fronte del 40% in Italia, con una crescita di ben 5,9 punti nell’ultimo anno (19,7 punti tra il 2008 al 2013).

    "La scarsa efficienza del mercato del lavoro laziale e, più in generale, del sistema economico nel confronto europeo - spiega l'analisi - trova conferma nell’Indice della Competitività regionale (stilato dal Joint research centre dell’Unione europea), che raccoglie un’ampia serie di indicatori (qualità delle istituzioni, infrastrutture, stabilità macroeconomia, sanità, mercato del lavoro, istruzione, sistema imprenditoriale, eccetera), relativamente a 262 regioni europee: il quadro comparativo proposto nel 2013 colloca infatti il Lazio alla 143° posizione, in calo di 10 posizioni rispetto al già poco lusinghiero risultato del 2010, che la poneva al 133° posto, ponendo seri interrogativi sulle politiche e sugli interventi adottati (e soprattutto non adottati) negli ultimi anni”.

    Da segnalare, al riguardo, che l’indicatore riferibile alla qualità delle istituzioni (grado di corruzione, stabilità politica, l’efficacia dell’azione di governo, ecc.), colloca il Lazio al 239° posto su 262 regioni, contribuendo in misura determinante ad abbassare l’indice generale della competitività.


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