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    "In base ai calcoli fatti sulle prenotazioni degli alberghi e sull'esperienza del passato, visto il periodo tradizionalmente turistico, pensiamo che dalla Settimana Santa al primo maggio avremo un flusso di tre milioni di persone. Il numero lo capiremo con certezza quando saremo più in prossimità degli eventi". Così il sindaco Marino a margine della presentazione del piano dei servizi per l’evento della canonizzazione dei papi, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, che si terrà il prossimo 27 aprile.

    E per l'occasione si sperimenterà anche la pedonalizzazione dei Fori Imperiali dal 18 aprile al 4 maggio. Un grande evento per la capitale che vedrà impegnati migliaia di vigili e volontari. Non solo. Piano di trasposto ad hoc con potenziamenti dedicati alle aree di maggiore afflusso sin dalla giornata del 13 aprile e altri interventi anche per la giornata del primo maggio e le metropolitane A e B effettueranno servizio no-stop sabato 26 aprile, domenica 27 aprile fino alle 00.30 del 28 aprile.

    Tutto ciò avrà un costo. "Abbiamo calcolato che i costi aggiuntivi superano i 5 milioni di euro per l'intero periodo. Questo è un esempio tipico che Roma, in quanto Capitale, ha dei costi aggiuntivi che vengono dall'esercitare il suo ruolo di Capitale", ha detto il sindaco.

    L’Ama ha predisposto un piano speciale operativo per assicurare il decoro della città. Il piano straordinario prevede servizi "mirati" di pulizia, spazzamento e raccolta rifiuti in tutti i luoghi coinvolti (San Pietro, piazze storiche e monumentali, aree sosta pullman, fermate metro e Fs, luoghi di culto, aree con maxischermi) con oltre 1.200 operatori e 300 mezzi. Nello specifico, saranno predisposti nell'area di San Pietro 20 presidi fissi di Pronto intervento per attività di pulizia e spazzamento a ciclo continuo, operativi dalle 7 di mattina fino a "cessate esigenze". Altri 2 presidi fissi saranno assicurati nell'area tra ponte Vittorio Emanuele II e piazza Pasquale Paoli.

    E in occasione dell'evento della canonizzazione arriva la "Roma Pass 48 hours", la nuova card turistica di Roma Capitale che si affianca alla Roma Pass già esistente dal 2006. La nuova tessera ha, appunto, validità per 48 ore dal momento del suo primo utilizzo mentre la Roma Pass ha invece una durata di 3 giorni. Roma Pass 48 hours consente l'accesso a monumenti, musei e aree archeologiche civici e statali, oltre che presso la Fondazione Maxxi e l'utilizzo per 48 ore di tutto il sistema di trasporto pubblico della città di Roma gestito dall’Atac.


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    Giudizio immediato per Manlio Cerroni, il "patron" di Malagrotta, e le altre sei persone finite ai domiciliari il 9 gennaio nell'ambito dell'inchiesta sulla gestione dei rifiuti solidi urbani a Roma e nel Lazio. Il processo, che inizierà il 5 giugno davanti alla I sezione penale, vedrà sul banco degli imputati anche Francesco Rando, amministratore unico di molte imprese riconducibili a Cerroni, l'altro socio Piero Giovi, l'ex presidente della Regione Bruno Landi, Giuseppe Sicignano, supervisore delle attività operative del gruppo ad Albano Laziale presso la Pontina Ambiente, Luca Fegatelli, già capo Dipartimento della Regione Lazio, e Raniero De Filippis, fino al 2010 responsabile del Dipartimento del Territorio.

    L'INCHIESTA - Associazione per delinquere, traffico di rifiuti, frode in pubbliche forniture, truffa ai danni di enti pubblici e falsità ideologica sono i reati contestati, a seconda delle posizioni. Secondo l'ipotesi formulata dal pm Alberto Galanti, per anni sono stati commessi reati di ogni tipo "per consentire il mantenimento o l'ampliamento della posizione di sostanziale monopolio di Manlio Cerroni e delle sue aziende nel settore della gestione dei rifiuti solidi urbani prodotti dai comuni della Regione Lazio". L'inchiesta riguarda, oltre al termovalorizzatore, anche la gestione dell'impianto di raccolta e trattamento rifiuti di Albano Laziale, nonchè la realizzazione di un invaso per un discarica a Monti dell'Ortaccio, le tariffe e le ordinanze regionali per lo smaltimento dei rifiuti nei Comuni di Anzio e Nettuno. 


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    "Ancora fiamme al Villaggio La Barbuta". A comunicarlo in una nota è la Croce Rossa che fa sapere: "Sabato e domenica scorsi sono stati devastati due moduli abitativi presso i quali trova alloggio la comunità Sinti, Rom e Camminanti". Due incendi che "si aggiungono alla distruzione di altre strutture costruite dal Comune, avvenuta a giugno 2013". Il campo ormai, dice l'organizzazione, "si presenta come una zona franca e di degrado".

    IL CASO RISORSE PER ROMA -“Siamo molto preoccupati per lo stato di degrado in cui versano i villaggi cosiddetti 'attrezzati' come La Barbuta, insicuri di giorno e vero far west dopo il tramonto – ha dichiarato Flavio Ronzi, Presidente del Comitato Provinciale Cri di Roma a seguito dei fatti accaduti - I continui incidenti che accadono dentro e fuori il campo dimostrano che la sicurezza e il diritto, anche dei Rom che vogliono inserirsi, non si garantisce sprecando milioni di euro con Risorse per Roma, che ormai sembra un alibi all’imbarazzante assenza dell’Amministrazione”.

    L'APPELLO - Ma la situazione dentro i villaggi attrezzati, spiega ancora Ronzi, è solo la punta dell’iceberg di una situazione di degrado che registriamo nelle centinaia di insediamenti abusivi che ormai sorgono su ogni riva del Tevere, lungo le consolari o sotto ogni ponte. da qui la richiesta all'assessora Rita Cutini "per assicurare quelle politiche che in tutta Europa hanno dimostrato successo basate sulla fuoriuscita dai campi, l’istruzione, l’autosufficienza, la salute e la legalità". "Per la Croce Rossa - prosegue la nota - l’assenza di una politica chiara aumenta l’incertezza degli operatori, dei cittadini e degli stessi beneficiari, rendendo vani gli sforzi delle associazioni a causa delle perdita di fiducia da parte dei Rom che hanno acceduto a percorsi di inclusione e generando una condizione di scontro sociale con la cittadinanza". Un appello è stato rivolto alla Presidente della Commissione Politiche Sociali di Roma Capitale, Erica Battaglia, " affinché si faccia portavoce di un improcrastinabile bisogno di politiche e azioni efficaci che evitino questa pericolosa sensazione di strappo tra la politica e la vita reale della città”.


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    Se Berlusconi punta su cani e gatti per la campagna elettorale in vista delle europee, il Club Forza Silvio del XV Municipio sceglie le dentiere low cost. E' la bizzarra idea lanciata dal presidente del club, Vincenzo Leli, che alle ultime amministrative si era candidato nell'ex ventesimo municipio con la lista civica 'Vènti di cambiamento'. 

    "Tutti i tesserati al nostro Club Forza Silvio possono usufruire di protesi dentali scontate al 50% - fa sapere Leli in una nota stampa - abbiamo deciso di affrontare seriamente le richieste di chi popola il nostro territorio sempre più alle prese con la crisi, e di portare quindi avanti iniziative a sostegno non solo dei numerosi anziani, ma anche di tutte quelle persone che in difficoltà economica non riescono a curare i denti. Per questo abbiamo stipulato un accordo con uno studio odontoiatrico per offrire agli iscritti del nostro circolo dei prezzi abbordabili come mai prima d'ora sull'acquisto di dentiere protesi mobili".

    "Il benessere psico-fisico è un diritto di tutti, a prescindere dalle possibilità economiche che si hanno a disposizione in tempi di forti difficoltà finanziarie per le famiglie. Proprio per questo il club Forza Silvio XV Municipio è e deve continuare ad essere una grande forza di solidarietà. E lo deve fare con i fatti. Agli altri lasciamo le parole - conclude Leli - ai nostri amici e amiche la possibilità di riavere finalmente il sorriso".


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    Sono stati per anni nella cucina di un operaio della Fiat appassionato di opere d'arte che li aveva acquistati, ignaro del loro valore e provenienza, ad un'asta bandita dalle Ferrovie dello Stato per vendere gli oggetti dimenticati a bordo treno. Appena 45mila lire per due dipinti dei maestri impressionisti Gauguin e Bonnard, stimate svariati milioni di euro. I due dipinti sono entrambi oli su tela: il primo “Fruits sur une table ou nature au petit chen” raffigura una natura morta con frutta su un tavolo ed un piccolo cagnolino, datato 1889, a firma di Paul Gauguin (l'opera è quotata 15-30 milioni di euro), misura 46,5 centimetri per 53 (originariamente 49 per 54, ridotto a seguito del taglio eseguito dai ladri); il secondo “La femme aux deux flauteuils”, una fanciulla seduta in giardino, a firma Pierre Bonnard, misura 44 centimetri per 54 (opera stimata in 600mila euro). Rubati a Londra negli anni '70 sono stati ora ritrovati dai carabinieri dei Beni Culturali. Le tele sono state scoperte dal ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini nel corso di una conferenza stampa al Mibact alla presenza, tra gli altri, del Generale di Brigata Mariano Mossa.

    IL RITROVAMENTO - Le indagini che hanno portato al ritrovamento delle due opere d'arte sono iniziate nell'estate del 2013, quando i carabinieri hanno acquisito fotografie relative ai due dipinti. Dalle prime informazioni risultava che le opere erano state acquisite nel 1975 per 45mila lire. A seguito degli accertamenti effettuati presso la banca dati del Tpc, i due dipinti non risultavano censiti tra le opere d'arte da ricercare. Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal sostituto Giuseppe Cascini, sono però proseguite su cataloghi e il dipinto di Gauguin risultava in un catalogo del 1964 ma non più censito in quello nell'edizione del 2001. Ciò portò chi indaga a ritenere che fosse stata rubata o dispersa. I carabinieri hanno quindi rintracciato: una fotografia relativa all'asta del dipinto di Gauguin del 28 giugno 1961 presso una nota casa d'aste di Londra; due articoli del New York Times e di un quotidiano del Singapore del 1970 in cui veniva riportata la notizia del furto del quadro avvenuta in quell'anno ai danni dei coniugi Mathilda Marks e Theodore Kennedy.

    I militari hanno poi individuato il possessore delle opere e lo hanno convinto, tramite contatti con il legale, sulla base degli elementi indiziari raccolti, a consegnare le opere. Le indagini ora proseguiranno per acquisire, attraverso i canali di cooperazione internazionale di polizia già attivati, ulteriori elementi relativi ad eventuali aventi diritto; nonché per ricostruire le fasi attraverso cui le opere, successivamente al furto, giunsero in Italia. Per il momento si è infatti accertato solo che i quadri sono stati appunto comprati durante un'asta bandita dalle Ferrovie di Stato di Torino per vendere oggetti dimenticati e ritrovati dal personale a bordo dei treni. I due dipinti viaggiavano, presumibilmente, su un treno che collegava Parigi a Torino. Al momento del ritrovamento, non capendone il valore, furono accantonati in un deposito. L'operaio Fiat dopo l'acquisto li ha appesi per quarant'anni nella sua cucina, prima a Torino e poi in Sicilia dopo il suo pensionamento, fino al nostro recupero. “Voglio ringraziare i carabinieri del nucleo patrimonio artistico – ha detto Franceschini - per questo straordinario recupero. È il simbolo di tutto il lavoro straordinario che da tanti anni svolgono. I dati del loro lavoro ci collocano in un punto di eccellenza sul piano internazionale, nel mondo”.


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    Visita lampo domani nella capitale per la Regina del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord Elisabetta II. Sua Maestà trascorrerà neanche 24 ore a Roma. Ad accompagnare Elisabetta II, 88 anni il prossimo 21 aprile, sarà il 92enne consorte Filippo, duca di Edimburgo.

    La coppia reale arriverà dopo le dieci all'aeroporto di Ciampino e ripartirà dal medesimo scalo lo stesso giorno. È la quarta volta che la sovrana del Regno Unito, salita al trono inglese nel 1952, viene nella Capitale, la prima risale al 1962. La Regina e il Duca di Edimburgo incontreranno al Quirinale il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per una colazione privata intorno alle 13. Il Presidente Napolitano e la Regina Elisabetta si erano già incontrati a Londra, a Buckingham Palace, il 28 giugno 2011 e il 13 ottobre 2006. A seguire, per la prima volta, Sua Maestà, che è anche capo della Chiesa anglicana, incontrerà Papa Francesco. Un appuntamento privato, previsto per 15.30 circa, nello studio del Pontefice nell'auletta Paolo VI: un'udienza informale fuori dai canoni dell'ufficialità che di norma si riserva ai Capi di Stato nei faccia a faccia col papa nel Palazzo Apostolico. La visita avrebbe dovuto tenersi circa un anno fa ma fu posticipata all'ultimo per problemi di salute dalla sovrana britannica, che non viaggia all'estero dal novembre del 2011.


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    Assistal, Cna, Confartigianato e Federlazio hanno inviato una lettera al presidente di Acea spa Giancarlo Cremonesi, all'amministratore delegato Paolo Gallo e per conoscenza al sindaco Ignazio Marino. Nella lettera le associazioni rivendicano le richieste della numerose aziende rappresentate: il pagamento delle fatture scadute e un efficace contrasto ai ribassi eccessivi". E' quanto si legge in una nota della Cna. "I firmatari - prosegue la nota - chiedono all’azienda rapporti contrattuali ispirati non solo alla logica del profitto, ma anche alla funzione sociale che le è propria, vista la sua natura sostanzialmente pubblica. Pubblica in un duplice significato: non solo per la composizione del capitale sociale, ma anche per il particolare beneficio di cui gode l’azienda in qualità di concessionaria monopolistica di Roma Capitale operante, sotto tale profilo, in carenza di qualsivoglia confronto concorrenziale. Le imprese che operano per conto di Acea si trovano in una situazione di crescente difficoltà a causa dei termini temporali di pagamento definiti a livello negoziale. Tali termini sono definiti in misura non corrispondente alle sovrastanti previsioni della normativa comunitaria e di quella nazionale di recepimento e questo ci ha indotto a rivolgerci alle competenti autorità giurisdizionali.

    I firmatari spiegano poi nel dettaglio le anomale procedure che costringono le imprese appaltatrici a lunghissimi tempi di attesa del pagamento: la previsione della maturazione del Sal (stato avanzamento lavori) al raggiungimento di importi assai ingenti; la lenta procedura di pagamento subordinata a un’autorizzazione alla fatturazione; un comportamento spesso dilatorio degli uffici competenti al pagamento. A ciò si aggiunga un andamento degli appalti dell’azienda che continua ad essere caratterizzato da ribassi assolutamente incompatibili con la complessità e la delicatezza delle prestazioni richieste. La preoccupazione delle imprese è che in un mercato di riferimento ormai esposto ad episodi di vera e propria concorrenza ‘sleale’ si finirà col determinare l’allontanamento degli operatori maggiormente fidelizzati che da sempre hanno rappresentato per l’Acea garanzia di corretta e tempestiva esecuzione dei lavori.

    "Alla luce di tutto ciò - prosegue ancora la nota - le imprese richiedono l’immediato pagamento delle fatture scadute lo scorso febbraio e in scadenza a fine marzo, nonché l’immediata attivazione di un vero Tavolo tecnico di concertazione che individui criteri di aggiudicazione degli appalti che eliminino qualsiasi facoltà discrezionale nell’individuazione del contraente. In assenza di una immediata risposta, su sollecitazione delle aziende interessate, le associazioni di riferimento organizzeranno per i primi giorni di aprile iniziative di blocco delle attività di manutenzione delle reti". La lettera è stata firmata dal coordinatore consulta di Assistal Lazio Fabrizio Rodolico, dal presidente di Cna Impianti Roma Claudio Di Simone, dal presidente di Confartigianato Imprese Lazio-Edilizia Marco Matteoni e dal presidente di Federlazio-Edilizia Antonio D’Onofrio".


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    Duecento milioni in meno per la sanità laziale secondo il riparto 2013 del Fondo sanitario. E il governatore Zingaretti è pronto a dare battaglia e ricorrere al Tar. "Noi non permetteremo che ci sia un scippo di 202 milioni di euro a una Regione che sta lottando per risanare i conti. Quindi abbiamo chiesto al ministro Beatrice Lorenzin di farsi carico di questo problema e sicuramente il Lazio, se non sarà data una risposta, farà ricorso al Tar. Perché non possiamo accettare di assistere senza reagire a chi ci dice 'avete ragione ma vi togliamo i soldi'". Così il presidente durante l'inaugurazione del nuovo reparto di medicina dell’ospedale San Paolo in via Largo Donatori del Sangue, a Civitavecchia, riferendosi al calcolo "sulla base del censimento Istat di 500 mila abitanti in meno, che ha comportato la cancellazione sul Fondo sanitario 2013 di 202 milioni euro".

    "Questo è inaccettabile - ha aggiunto - Dobbiamo combattere contro lo scippo subito a dicembre. Abbiamo scritto al sottosegretario Graziano Delrio segnalando con allegati i dati delle anagrafi dei Comuni che testimoniano l'incongruità del conteggio. Delrio ci ha risposto, anche come Cipe, che la nostra denuncia è fondata e che quindi il Governo interverrà. Dobbiamo dobbiamo trovare una soluzione", ha concluso, ringraziando il sottosegretario Delrio "per la sua sensibilità e il ministro Lorenzin che ci ha ricevuto. Sono segnali importanti, ma arriveremo fino in fondo non per chiedere di più ma per avere ciò che ci spetta".


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    In attesa che venga emanato il decreto ministeriale per individuare i criteri di riparto delle, è stato prorogato per altri tre mesi, fino al 30 giugno 2014, l’accordo tra la Regione Lazio e le parti sociali – firmato a luglio scorso e che era scaduto il 31 marzo – finalizzato a regolare l’accesso agli ammortizzatori sociali in deroga.

    "Abbiamo sottoscritto oggi in Regione l’accordo che proroga il finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga, scongiurando di fatto il rischio che migliaia di lavoratori potessero rimanere senza alcun sussidio". Così, in una nota, Tina Balì, Paolo Rigucci e Agostino Calcagno, segretari di Cgil, Cisl e Uil di Roma e del Lazio. "Per questo accordo - aggiungono - esprimiamo soddisfazione ma siamo al contempo molto preoccupati per non avere a disposizione tempi più lunghi. Continuare sempre e solo con proroghe di tre mesi in tre mesi non fa che mettere in difficoltà sia i lavoratori, sempre sull’orlo della disperazione, sia le aziende che non riescono a fare alcuna programmazione imprenditoriale di più lungo raggio”.


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    La Roma sfrutta alla grande il bonus da tre punti e si porta a -8 dalla Juventus. I giallorossi calano il poker contro il Parma nel recupero del 22° turno di serie A, sospeso il 2 febbraio scorso dopo soli 8 minuti di gioco per impraticabilità di campo. All'Olimpico finisce 4-2 con i gol di Gervinho e Totti nel primo tempo e di Pjanic e Taddei nella ripresa. Se due mesi fa un nubifragio rovinò lo spettacolo, stavolta all'Olimpico piovono solo gol. Il primo tempo è un vero e proprio show senza pause. Si inizia con tre reti in nemmeno cinque minuti, si finisce con una traversa. In mezzo, tante emozioni con la complicità delle difese troppo 'ballerinè, soprattutto quella del Parma che deve fare a meno del febbricitante Paletta. Fra gli ospiti non c'è nemmeno Cassano, ma nonostante l'emergenza la squadra di Donadoni non pensa solo a limitare i danni. Alla ripresa del gioco gli ospiti sono subito pericolosi con Schelotto che, dopo un rimpallo, manda alto di testa da ottima posizione. Ma la reazione della Roma è immediata e per i gialloblù sono subito guai. La squadra di Garcia fa le prove generali del gol con un destro al volo di Maicon respinto da Mirante, poi al 12' dopo una veloce ripartenza orchestrata da Totti spezza l'equilibrio: Destro centra il palo con un tiro a incrociare e l'ivoriano, sul filo del fuorigioco, non sbaglia il tap-in a porta vuota.

    Gervinho concede anche il bis due minuti più tardi con una splendida conclusione al volo ma l'arbitro annulla per offside. E al quarto d'ora il Parma pareggia: Acquah addomestica il pallone di petto al centro dell'area, si gira fra quattro giocatori della Roma e di destro infila De Sanctis. Tutto da rifare, ma i giallorossi non perdono tempo. Il Parma è la vittima preferita di Totti e la maledizione dei gialloblù è confermata al 16': dopo un assolo sulla destra di Pjanic è il n.10 a punire il Parma, per la ventesima volta in carriera, con uno splendido destro all'incrocio dei pali. Gli emiliani reagiscono e al 20' Benatia è provvidenziale in copertura su Amauri. La Roma potrebbe ipotecare i tre punti già prima del riposo ma Destro (42') da ottima posizione centra la traversa con un colpo di testa. Il festival del gol ad ogni modo continua in avvio di ripresa e stavolta la formazione capitolina cala davvero il tris: Gervinho è straripante in percussione centrale, la difesa del Parma argina in qualche modo l'ivoriano ma nulla può sul piattone destro dell'accorrente Pjanic che, nel giorno del suo 24° compleanno, si regala il gol del 3-1. La Roma allunga e Garcia ne approfitta per fare un pò di turnover: dentro Florenzi al posto di Destro, poi Bastos per Totti. Il terzo gol fiacca la resistenza del Parma e nella mezz'ora finale i giallorossi si dedicano al possesso palla nel tentativo di 'ucciderè il match. Missione compiuta fino al botta e risposta finale: Taddei fa centro di testa su corner, Biabiany risponde con un destro dal limite imprendibile per De Sanctis. Spettacolo, insomma, fino alla fine.


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    Visita lampo oggi nella capitale per la Regina del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord Elisabetta II. Sua Maestà, arrivata all'aeroporto militare di Ciampino intorno alle 12,30, è ripartita dallo stesso scalo intorno alle 16,30. Ad accompagnare Elisabetta II, 88 anni il prossimo 21 aprile, è il 92enne consorte Filippo, duca di Edimburgo. La sovrana è scesa dall'aereo seguita dal marito. La regina d'Inghilterra indossava un vestito lilla e un cappellino dello stesso colore di una tonalità più scura dello stilista inglese Stewart Parvin. La sovrana aveva inoltre appuntato sull'abito una grande spilla di zaffiri con rifiniture in oro e diamanti che fu acquistata dalla regina Mary nel 1934 e donata alla nipote nel 53 anno in cui Elisabetta II è stata incoronata.

    Ad accoglierla sulla pista, c'erano tra gli altri il Capo del cerimoniale diplomatico della Repubblica, ambasciatore Stefano Ronca e l'ambasciatore britannico in Italia Christopher Prentice che ha viaggiato sull'aereo con i sovrani, la moglie dell'ambasciatore Prentice, Nina e l'arcivescovo Francesco Canalini. La regina Elisabetta II ha ricevuto in dono un bouquet di fiori bianchi da una bambina figlia di un rappresentante dell'ambasciata britannica. I reali hanno percorso la guida rossa fino alla sala di rappresentanza del 31mo Stormo dell'Aeronautica Militare e hanno lasciato l'aeroporto di Ciampino diretti al Quirinale su una Lancia Thesis blu scuro.

    La visita di Elisabetta II

    Al Quirinale la regina è stata accolta da uno striscione con su scritto "God save the Queen". Ad esporlo turisti, romani e tanti curiosi. Elisabetta II è arrivata verso le 13 ed è stata accolta dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e da sua moglie Clio. Schierati nel cortile del Quirinale i Corazzieri a cavallo e i militari in alta uniforme mentre sul Colle campeggia la bandiera inglese.

    Terminato il pranzo con Napolitano, intorno alle 15 Elisabetta II ha  lasciato il Quirinale diretta in Vaticano da Papa Francesco, dove è giunta qualche minuto più tardi. Il corteo ha attraversato via della Conciliazione, chiusa al traffico fino a via della Traspontina. Anche l'accesso in piazza San Pietro è stato limitato. L'incontro con il Pontefice è durato poco più di mezz'ora. Da lì la sovrana è tornata all'aeroporto militare di Ciampino per poi lasciare la Capitale alle 16,35.

    È la quarta volta che la sovrana del Regno Unito, salita al trono inglese nel 1952, viene nella Capitale, la prima risale al 1962. La Regina e il Duca di Edimburgo incontreranno al Quirinale il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per una colazione privata intorno alle 13. Il Presidente Napolitano e la Regina Elisabetta si erano già incontrati a Londra, a Buckingham Palace, il 28 giugno 2011 e il 13 ottobre 2006. A seguire, per la prima volta, Sua Maestà, che è anche capo della Chiesa anglicana, incontrerà Papa Francesco. Un appuntamento privato, previsto per 15.30 circa, nello studio del Pontefice nell'auletta Paolo VI: un'udienza informale fuori dai canoni dell'ufficialità che di norma si riserva ai Capi di Stato nei faccia a faccia col papa nel Palazzo Apostolico. La visita avrebbe dovuto tenersi circa un anno fa ma fu posticipata all'ultimo per problemi di salute dalla sovrana britannica, che non viaggia all'estero dal novembre del 2011.


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    Un bimbo di due anni è in gravi condizioni al policlinico Agostino Gemelli dopo esser caduto ieri sera nella piscina di un condominio in via della Giustiniana, 401. Il piccolo è stato soccorso dal personale dell'Ares 118 che lo ha trovato in una condizione di grave ipotermia. Infermieri e medici hanno cercato di rianimarlo con le tecniche cardio-respiratorie. Trasportato al Sant'Andrea, è stato trasferito al Gemelli, al reparto di terapia intensiva pediatrica.

    Le condizioni del bimbo sono molto gravi. C'è stato un arresto cardiaco prolungato e ora è in uno stato di coma profondo. E' stato trattato con ipotermia terapeutica come prevedono i protocolli internazionali per 48 ore in modo da proteggere il cervello. La prognosi è riservatissima. E' quanto si apprende dall'ospedale Policlinco Gemelli.

    (Foto di Giordano Pennisi)


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    E’ un Marino molto preoccupato quello che oggi è rimbalzato dall’Anci al procuratore Giuseppe Pignatone per cercare una soluzione alla questione rifiuti a Roma. "Ho chiesto il sostegno all'Anci per il Comune di Roma e altri comuni che hanno situazioni analoghe per quanto riguarda le affermazioni del ministro dell'Ambiente che va rispettato nelle sue linee strategiche, ma è dell'idea di non nominare commissari”, ha dichiarato il sindaco che poi ha attaccato: “A una città come Roma si è consentito per circa mezzo secolo che un solo soggetto gestisse lo smaltimento dei rifiuti, ora questo soggetto è stato arrestato, e tra i reati contestati ce ne sono alcuni che impediscono alla pubblica amministrazione di avere rapporti con le sue aziende”. Il primo cittadino si chiede: “dove li conferisco così i rifiuti visto che adesso le istituzioni nella figura del prefetto dice che non possiamo conferirli in quelle aziende e il ministro dice che non si può nominare un commissario?". E prosegue ironicamente: "Siccome ho un'intelligenza media non riesco da solo a trovare la soluzione ma sono certo che ce ne sia una a cui tutti hanno pensato basta che il governo e il prefetto me la indichino e io la seguo”.

    Ancora più drastico Marino all’incontro con Pignatone: "Tra qualche giorno – dice alla fine della riunione - non saprò dove mettere i rifiuti”. Due sono le soluzioni prospettate dal sindaco: “O Roma coperta di rifiuti o conferire a Colari”. Per Marino si tratta “di uno scacco matto perfetto di giurisprudenza”. Il 26 maggio, infatti, “scade l'ordinanza che ho firmato e non saprò dove conferire i rifiuti". Per questo Marino chiede quale sia la direzione da seguire " Non voglio arrivare senza una soluzione al 20 di maggio", aggiunge. "Non voglio muovermi nell'illegalità – spiega - e tanto meno voglio riaprire Malagrotta”. Il primo cittadino fa sapere: “Ho presentato il problema e il procuratore ci ha ascoltato con grande interesse. Ora dirò le stesse cose anche al Prefetto".


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    Incidente mortale a notte fonda in zona Ponte di Nona. E' avvenuto alle ore 4.10 in via Giorgio Grappelli quando un'autovettura rubata poco prima, una Ford Escort con a bordo tre rom, tutti giovani pregiudicati, hanno imboccato la strada contromano andandosi a schiantare contro un Suv. Nell'impatto i conducenti dei due mezzi sono rimasti feriti in modo lieve e poi trasportati in ospedale.

    I due passeggeri sono invece deceduti sul colpo. Il conducente della Ford, un 19enne, è stato portato al commissariato Casilino per gli accertamenti di rito. 


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    Finto prete arresto

    Vestito con un impeccabile abito talare, stava battendo palmo a palmo tutto il quartiere Flaminio per chiedere delle offerte “destinate alla Chiesa Ortodossa Romena” ai passanti che incrociava sul suo cammino. E’ l’escamotage studiato da un cittadino romeno di 58 anni, nella Capitale senza fissa dimora e con precedenti, smascherato nel pomeriggio di ieri dai Carabinieri della Stazione Roma Flaminia.

    IL FINTO SACERDOTE - I militari, durante un servizio di pattuglia, hanno notato lo strano ”uomo di Chiesa” mentre chiedeva, con particolare insistenza, la questua ad un passante in cambio di un’immagine sacra. Il suo atteggiamento ha insospettito gli uomini dell’Arma che hanno deciso di avvicinarsi per effettuare un controllo. Alla vista dei Carabinieri, però, il falso prete ha congedato frettolosamente il passante, voltandosi e allungando il passo per tentare di evitarli. Dopo essere stato fermato, il “sacerdote” ha esibito un tesserino di riconoscimento della Chiesa Ortodossa di Roma dove risultava addirittura essere un prete missionario.

    LA RECITA - L’uomo ha continuato nella sua pantomima, affermando di essere stato incaricato dal Patriarcato per la raccolta delle offerte dei fedeli. Purtroppo per lui, al Patriarcato nessuno aveva mai sentito il suo nome ed il tesserino è risultato essere contraffatto. Il falso prete missionario è stato arrestato con l’accusa di falsa attestazione o dichiarazione a pubblico ufficiale.

    Le sue impronte digitali hanno fornito le vere generalità del truffatore che è risultato essere un habitué di questo genere di raggiri, come se quella del finto sacerdote fosse fosse una vera e propria “professione”. In uno degli ultimi arresti, avvenuto nell'ottobre del 2012 (in foto), l'uomo si aggirava per l'Eur e impietosiva i suoi connazionali mostrando fotografie di bambini romeni bisognosi per cui diceva di chiedere offerte in denaro. 


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    La chiamano l'onda gialla, come il colore delle maglie che indossano. Sono gli operatori e i gestori dei nidi convenzionati con il Comune di Roma che anche questa mattina hanno protestato sotto il Campidoglio per chiedere la revoca della delibera 244/2013, approvata negli ultimi giorni della giunta Alemanno che, non garantendo stanziamenti adeguati alle strutture in convenzione, rischia di portare al collasso decine di asili in tutta la città. 

    LA PROTESTA - "Siamo qui oggi per evidenziare la situazione ormai insostenibile a livello economico che ci riguarda - spiegano i manifestanti - Noi forniamo servizi per oltre 7mila bambini e il servizio che offriamo costa circa la metà dei nidi pubblici ma in questo momento è a rischio il riconoscimento del mese di luglio a causa di una delibera 244 di maggio 2013 che peggiora la situazione economica gia' molto precaria - hanno spiegato le lavoratrici - Chiediamo, quindi, il pagamento di luglio e la revisione delle tariffe, oltre all'annullamento del bando per i nidi in concessione dato in sottocosto". Ad ascoltare le lavoratrici c'era anche un delegato del Comune "che ci ha detto che porterà le nostre richieste sia all'assessore Cattoi che al sindaco Marino che vorremmo incontrare personalmente".

    LA DELIBERA - Risorse insufficienti e nessuna programmazione. La mancata certezza del numero di bambini che Roma Capitale può inserire in ogni struttura convenzionata, come prevede la delibera,  di fatto impedisce alle strutture di avviare contratti di lavoro stabili con il personale educativo necessario a garantire il rapporto di legge educatori/bambini. Con il risultato che la cifra erogata da Roma Capitale è pericolosamente al di sotto dei 4 euro/orari a bambino, la soglia minima indicata dal documento del CNEL, approvato dall’assemblea capitolina il 20 maggio 2010, “Nidi e servizi integrativi per l’infanzia. Orientamenti per lo sviluppo delle politiche a partire dall’analisi dei costi", che prevedeva invece un range fra i 4 e i 6 euro orari.

    EDUCAZIONE A RISCHIO - C'è poi la questione del mese di luglio. Secondo la delibera infatti "Per il mese di luglio, l'iscrizione degli utenti avviene per quindicine e vengono riconosciute al soggetto gestore da Roma Capitale le quote contributive a proprio carico corrispondenti al numero di bambini effetivamente iscritti per ciascuna quindicina". La conseguenza di questa decisione, come sottolineato lo scorso 20 marzo da una memoria di Giunta del VII Municipio, l'unico fino ad ora ad aver preso una posizione contraria alla delibera anche grazie allo sciopero della fame portato avanti dal vice presidente del Consiglio Davide Tutino, è che si faccia sempre più concreto "il rischio di interruzioni dei contratti di lavoro o di contratti non più articolati su 12 mesi" con gravi ripercussioni sulla qualità educativa.

    PRESIDIO A OLTRANZA - Per sabato 12 aprile è prevista la prima manifestazione pubblica dei nidi convenzionati che scenderanno  in piazza SS. Apostoli: "porteremo la nostra 'onda gialla' per gridare il collasso che stiamo vivendo". Nell'attesa, però, i gestori proseguiranno la protesta sotto l'assessorato alla scuola, dove il presidio va avanti ormai da due settimane, e in assemblea capitolina, come già fatto nelle ultime due sedute. L'obiettivo è quello di arrivare al più presto all'approvazione della mozione presentata dalla maggioranza che impegna il sindaco e la Giunta "a procedere all’immediata costituzione di una commissione indipendente, insieme al Consiglio nazionale delle ricerche, che certifichi e compari i costi reali del servizio affidato in convenzione e i costi reali del medesimo servizio a gestione comunale e a verificare, con l’Avvocatura e il segretariato di Roma Capitale, la congruità del bando in corso per l’assegnazione dei nidi in concessione".


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    A breve potrebbe arrivare una ordinanza del sindaco di Roma, Ignazio Marino, che limita l'acquisto e il consumo di alcol nei quartieri della movida romana: da Trastevere a San Lorenzo al Pigneto. Ad annunciarlo lo stesso primo cittadino al termine di un incontro con il questore Massimo Mazza, rientrando in Campidoglio. "Abbiamo parlato della possibilità che nei prossimi giorni io emani una ordinanza che limiterà dal punto di vista orario la possibilità di acquisto e consumo di alcol nelle zone principali di movida nella nostra città" ha spiegato Marino.

    Lo conferma anche l'assessora alle Roma Produttiva, Marta Leonori, intervenendo in diretta a Radio Popolare Roma: "Abbiamo problemi in alcune zone di Roma legate alla movida ma non perché si incrocia con sicurezza e fenomeni illeciti e noi stiamo lavorando su uno strumento che e' quello delle ordinanze". E in merito alla questione al I Municipio aggiunge: "In alcuni casi i controlli accurati stanno già permettendo di chiudere strutture che svolgono attività in maniera abusiva o non corretta. Con alcuni presidenti di municipio, che fanno un lavoro prezioso di contatto diretto con il territorio, dobbiamo lavorare e in questo è fondamentale la presenza della polizia locale ma anche delle altre forze dell'ordine".

    Intanto il centrodestra coglie l'occasione di rinfrescare la memoria alla maggioranza, che ai tempi dell'amministrazione Alemanno aveva invece criticato le misure anti alcol. "L'attuale assessore Masini esultava quando il Tar sospendeva l'ordinanza anti alcol di Alemanno, Dario Nanni la definiva inutile, Athos De Luca la liquidava come mossa propagandistica. Come commenteranno ora quella annunciata da Marino?" dice il vicepresidente assemblea capitolina, Giordano Tredicine.


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    Nessun licenziamento nell'organico del Teatro dell'Opera. A dichiararlo il sovrintendente Carlo Fuortes, in audizione stamattina alla commissione Cultura di Roma Capitale, presentando il nuovo piano industriale 2014-2016 della Fondazione. "Stiamo facendo diversi incontri con i sindacati per ridurre la pianta organica di 65 unità", ha spiegato. Una riduzione di organico che per Fuortes "potrebbe essere particolarmente morbida nel senso che potrebbe essere ottenuta attraverso pensionamenti e prepensionamenti, quindi senza licenziamenti o mobilità verso Ales. A oggi - spiega - abbiamo effettuato 36 pensionamenti e il licenziamento dell'ex sovrintendente, che aveva un contratto da direttore generale dal costo di 270.000 euro. Abbiamo rescisso, invece, il contratto del direttore amministrativo". L'effetto della riduzione del costo del personale sul bilancio 2014 "sarà molto importante, intanto stiamo lavorando con i tavoli sindacali delle modalità di prepensionamento delle rimanenti 30 unità che devono essere fatte esclusivamente in base al dato anagrafico".

    Fuortes ha poi spiegato che "la legge 112 prevede che a fronte della ridefinizione dei contratti integrativi da gennaio è convocato un tavolo sindacale per ridare contratto integrativo: la parte normativa è stata fatta, la parte economica è da concordare ma rimarrà uguale agli scorsi anni. Quindi questo contratto - ha aggiunto - non intaccherà le buste paga dei lavoratori, ma prevederà maggiore produttività e flessibilità". Il piano è stato mandato al commissario "che ha chiesto piccole modifiche", ha concluso il sovrintendente.

    IL CORPO DI BALLO - Fuortes ha risposto al consigliere di Fratelli d'Italia Fabrizio Ghera che chiedeva conto del taglio dei 24 ballerini del teatro. "Non c'è stato nessun prepensionamento - ha risposto il sovrintendente - parliamo invece di pensionamento, verificato con l'Enpals". "In Italia - ha spiegato ancora - è previsto che il ballerino vada in pensione dall'età di 46 anni, con fasce progressive per uomini e donne. In Francia, per esempio, ci si va a 42 anni obbligatoriamente, per tenere elevato il livello artistico. I pensionamenti al Costanzi sono stati finora 24, di personale che aveva da un minimo di 47 anni a un massimo di 52". Il sovrintendente ha precisato che la legge Bray "prevede che entro settembre il Cda decida le nuove dotazioni organiche. Attualmente nel corpo di ballo ci sono 13 danzatori a tempo indeterminato, 24 aventi diritto in quanto danzatori che lavorano da anni nel corpo di ballo dell'Opera, e ci sono degli aggiunti. Di questi 24, solo 10 erano impiegati nelle produzioni, gli altri 14 facevano invece altre attività". Sul lato artistico del provvedimento, per Fuortes "si pone il problema del futuro del corpo di ballo, che tuttavia non subisce nessuna modifica artistica rispetto al passato. Chi è andato in pensione è stato sostituito dagli aggiunti, che anche prima erano in numero elevato". Così "pur facendo tutte le produzioni, dal 'Lago dei Cigni' alla 'Bella addormentata', avremo un costo degli aggiunti uguale allo scorso anno, che ammonta a 1.604.000 euro. Io personalmente dico - ha concluso - che secondo me deve continuare a esistere, ma le modalità sono tutte da definire".

    LA LEGGE BRAY - Portare in pareggio il bilancio del Teatro dell'Opera di Roma, per ricevere il "finanziamento da 30 milioni di euro" chiesto al Mibact in virtù della Legge 112 Bray  l'obiettivo del sovrintendente. Il testo, approvato dal Consiglio d'amministrazione della Fondazione lirica e inviato al commissario ministeriale per il risanamento, mira a ripianare i 10 milioni di disavanzo emersi dal preconsuntivo 2013, che per Fuortes a maggio avrà l'ok del Cda nella sua versione definitiva. Il bilancio dello scorso anno comunque, nota, "chiuderà in perdita, anche se dovesse arrivare l'anticipazione di finanziamento di 3-4 milioni di euro per la legge Bray, richiesta all'atto delle domanda d'insediamento del nuovo Consiglio: al momento non abbiamo informazioni sulla natura dell'anticipazione, se sia a fondo perduto o sia un prestito e quindi vada restituito". Invece le maggiori fonti di ricavo nel previsionale 2014 saranno, è l'ipotesi di Fuortes, "biglietteria e abbonamenti: è un incremento ambizioso visto che il programma era già fatto. Oltre un milione di euro dovrebbe arrivare dal Festival di Caracalla". Una previsione "molto coraggiosa" è quella legata all'aumento delle sponsorizzazioni, mentre altri ricavi per 2,4 milioni arriveranno dalla tournée di sei recite a Tokyo del "Simon Boccanegra" e del "Nabucco".

    Sul capitolo contributi pubblici, Fuortes ha parlato di "stazionarietà di quelli del Mibact, della Regione e della Provincia", registrando invece una "lieve diminuzione" del contributo del Comune che scenderebbe dai 17,5 milioni dello scorso anno ai 16,5 di quest'anno. Un decremento che dovrebbe continuare secondo il piano industriale, ha stimato, con "i 15,2 milioni nel 2015 e i 14 nel 2016": senza il contributo comunale, comunque, ha sottolineato, "il bilancio non starebbe in piedi". Immaginare risorse aggiuntive da privati o dalla biglietteria sarebbe "impensabile nell'anno in corso". Lo sforzo in corso, ha precisato, "è dal lato dei costi con una riduzione del 20% delle spese per le materie prime (450.000 euro in meno) e per i servizi (meno 1,6 milioni), e anche del costo delle produzioni, in calo del 15%". Sul personale il risparmio ammonterebbe a 6 milioni di euro, dove ci saranno 65 unità in meno, ma il sovrintendente ha rassicurato che "non ci sono problemi per stipendi dei dipendenti e per i fornitori, che vengono pagati regolarmente". Fuortes ha poi fornito dati sulla "rinegoziazione del debito, portata avanti con tutti i fornitori, un'attività onerosa ma che sta dando ottimi risultati, producendo il 15-18% del risparmio, arrivare al 20% sarebbe ottimo". Ora bisognerà lavorare con le banche: "C'è un debito congelato di 13 mln e mezzo con Unicredit - ma attualmente stiamo lavorando con un'altra banca, la Bcc di Roma".

    I LAVORATORI - Molto meno ottimisti sono i lavoratori, secondo cui "nei documenti portati dal sovrintendente Fuortes non si distinguono gli auspici dalle previsioni". Per i lavoratori si tratta di "un libro dei sogni". "Non sono realizzabili - hanno spiegato - i numeri dei ricavi che ha dato, per esempio con il festival di Caracalla prende una mazzolata: con la "Bohème" e il "Barbiere di Siviglia" ha un programma equivalente all'anno scorso, ma avrà 1.500 posti in più". Critiche anche sul pensionamento dei danzatori del Corpo di ballo: "I 24 non andranno in pensionamento volontario e scatterà una raffica di cause, che ci saranno anche per il mancato preavviso delle lettere che dal 1° aprile hanno mandato a casa i lavoratori".

    LA POLEMICA - Ghera ho sollevato una polemica: "Con l'incarico di sovrintendente del Teatro dell'Opera di Roma e quella di amministratore delegato di Auditorium Parco della Musica Carlo Fuortes esercita una sorta di dittatura culturale sulla scena romana". Il sovrintendente ha risposto: "La mia è una situazione straordinaria, non posso dire se si tratti di giorni o mesi, ma non credo possa essere cosa ordinaria".

    "ACCERTARE SPRECO DI RISORSE PUBBLICHE" - Si dice invece preoccupato per la situazione economica del Teatro dell'Opera di Roma Gianluca Peciola, consigliere di Sel. "Faremo in sede di Bilancio 2014 una verifica sulle risorse messe a disposizione da parte di Roma Capitale - ha dichiarato Peciola -  Ci sono vicende poco chiare di sprechi di risorse pubbliche che vanno accertate”. Secondo il consigliere la soluzione è “aprire il Teatro alla città". Bisogna fare in modo "che vengano messe a valore le preziose risorse del Teatro in una progettazione che veda le stesse maestranze impegnate e che possa diventare anche occasione di reddito. Risorse che andrebbero riqualificate come la sede di Quarticciolo, oppure valorizzate come via dei Cerchi, dove sono conservati i costumi di scena, che potrebbe diventare un polo museale", conclude.


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    Mobilitazione dei lavoratori della Croce rossa italiana sotto il ministero della Salute, a Lungotevere Ripa, per dire no alla privatizzazione contenuta nel decreto legge 2012, che prevede il trasferimento delle attività di servizio pubblico a società private. Partecipatissima la manifestazione, con la presenza di tutte le sigle sindacali, da Funzione pubblica Cgil, Cisl e Uil Pa a Fialp Cisal.

    I manifestanti aderenti alla protesta, provenienti da comitati locali e regionali di tutta Italia, hanno tappezzato il lungotevere Ripa, di striscioni. Fra gli slogan: "Dipendenti a casa, inquisiti ai vertici Cri"; "De' sta' pora croce rossa so' rimaste solo l'ossa"; "Licenziati militari Cri: ora basta essere umiliati dal ministero Difesa". Dinanzi al ministero ha campeggiato invece un lungo striscione bianco, che recita: "Renzi-Lorenzin salvate la Cri e 4mila famiglie" firmato 'i dipendenti della croce rossa'.

    "Questa privatizzazione che non tiene conto di problemi come il personale in precariato, che è numeroso, sono la metà dei dipendenti della Cri e per loro non é prevista alcuna garanzia di poter proseguire il contratto di lavoro. Per quelli che invece hanno il contratto a tempo indeterminato con la Cri, il problema è diverso perché potranno scegliere se andare a lavorare nei comitati o rimanere in Croce Rossa con un altro ente pubblico il che significa che, con i tagli e la spending review, molto probabilmente dopo due anni saranno licenziati. E per gli altri c'è oltretutto un problema di salario". Lo ha dichiarato Francesca de Ruggeris, coordinatrice Comitato centrale Funzione pubblica Cgil.

    All'Eur, tuttavia, non è stata autorizzata alcuna manifestazione. Il gruppo delle delegazioni dei comitati provinciali e locali di tutta Italia si è quindi sciolto a lungotevere Ripa. Intanto, una delegazione di rappresentanti sindacali è salita al ministero avendo ottenuto di essere ricevuta dal ministro Lorenzin.

    (Foto di repertorio)


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    La fuga e l’imbarazzo dei clienti in due centri estetici nel quartiere Prati ha insospettito i vigili intervenuti insieme agli ispettori della Asl di zona per alcuni controlli amministrativi. I due centri massaggi erano gestiti da due cinesi e venivano pubblicizzati sul web, con recensioni che alludevano a servizi “extra” con commenti sull'avvenenza e disponibilità delle massaggiatrici. I vigili del I gruppo “Prati” e del Gruppo sicurezza pubblica emergenziale hanno così pianificato un intervento mirato.

    Due agenti si sono finti clienti e hanno prenotato la prestazione presentandosi all’appuntamento, mentre altri colleghi erano appostati fuori pronti a intervenire. In entrambi i centri il medesimo copione: durante i massaggi le ragazze hanno proposto prestazioni sessuali. L’operazione si è conclusa con l’identificazione delle sei giovani cinesi presenti nelle due attività e con la denuncia delle due titolari per il reato di sfruttamento della prostituzione. I vigili stanno procedendo anche alla richiesta di revoca delle licenze.


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