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    Un'applicazione per smartphone per tenere viva la memoria, per condividerla. Per continuare a studiare e documentarsi anche attraverso file multimediali realizzati dai ragazzi che negli anni hanno preso parte ai Viaggi della memoria e non solo. A lanciare l'iniziativa, il governatore Zingaretti a margine della visita al campo di Birkenau assieme ai ragazzi delle scuole del Lazio.

    "Io credo che sia fondamentale - ha detto - che le istituzioni investano su questa missione di trasmissione della memoria con tutti gli strumenti possibili. Il prossimo anno, per il 70esimo della liberazione dei campi di sterminio, la Regione lancerà la "app c" cioè la prima applicazione per promuovere la documentazione, i video, le foto, le storie, le cronologie e le testimonianze di questi anni dei sopravvissuti, con uno strumento che può entrare in contatto più facilmente con questi ragazzi e queste ragazze. La cosa positiva sono le notizie che già abbiamo, grazie anche 'alla diretta' del gruppo di facebook. I ragazzi, tornati nelle loro scuole, promuoveranno dei percorsi di conoscenza e formazione che e' esattamente l'obiettivo di questo grande impegno della regione Lazio".

    "Sta andando benissimo - ha proseguito il governatore - il bando: questo è un anno importante per il Lazio, per tanti motivi: l'arrivo degli alleati, la liberazione di Roma, i massacri dei civili, i bombardamenti in molti comuni e anche in questo caso gli obiettivi principali di queste iniziative sono le ragazze e i ragazzi di questa regione perché e' da loro che può nascere il muro che blocca il ritorno dell'odio perché, come ci hanno ricordato i nostri sopravvissuti, tutto questo non accada mai piu'. Ci sentiamo di raccogliere questo invito e faremo di tutto perché esso non cada mai nel vuoto".

    Il prossimo anno saranno i 70 anni della liberazione di tutti i campi di concentramento, compreso Auschwitz. “E se guardiamo a questo dato e al triennio '43-'45 e a quante cose sono accadute in quegli anni, si capisce quanto in tre anni e' cambiata la vita del nostro pianeta. Per cui e' molto importante e in questi anni questi viaggi hanno particolare valore, portare qui ragazzi di 17 anni per farli diventare testimoni della memoria del futuro. Per questo la Regione ha investito molto su questo viaggio, forse il più grande che sia mai stato fatto, per rafforzare la formazione culturale di questi giovani e prendere il testimone di questi quattro meravigliosi ex deportati: Sami Modiano, Piero Terracina e le sorelle Andra e Tatiana Bucci", ha concluso.

    Ad accompagnare il presidente Zingaretti il vicepresidente Massimiliano Smeriglio, il presidente del consiglio regionale Daniele Leodori, le consigliere Cristiana Avenali del Gruppo Per il Lazio e Olimpia Tarzia della Lista Storace, l'assessore alla memoria della Comunità ebraica Elvira Di Cave, il direttore scientifico del Museo della Shoah Marcello Pezzetti e il delegato alla Memoria della regione Lazio Roberto Gentiloni.


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    Proroga fino al 27 maggio per il servizio Ama di raccolta domiciliare dei rifiuti ingombranti gratuito per il ritiro al piano abitazione, partito in via sperimentale a fine dicembre 2013. Il servizio è riservato esclusivamente alle utenze domestiche, viene fornito su appuntamento e prevede il ritiro degli ingombranti e dei Raee (rifiuti elettrici ed elettronici) fino a 2 metri cubi di volume.

    COME FUNZIONA - Un‘occasione in più per agevolare i cittadini a disfarsi dei rifiuti ingombranti e pesanti, da avviare al recupero. E’ possibile consegnare gratuitamente, ad esempio, un divano a tre posti (2 mc), o un tavolo (1 mc) più un televisore oltre i 29 pollici (1 mc), o ancora una lavatrice (1 mc) e una lavastoviglie (1 mc). Il servizio è attivo dal lunedì al sabato dalle 9 alle 20. Per prenotare basta chiamare lo Sportello di Roma Capitale 060606, attivo 24 ore su 24, o compilare l’apposito modulo di richiesta, nella sezione Servizi on-line del sito www.amaroma.it. Al momento della prenotazione, è necessario fornire il codice utente riportato in alto a destra nella bolletta della tariffa rifiuti. Tutto il materiale raccolto viene differenziato e avviato a impianti di trattamento per il recupero e il riciclo. 

    IL COMMENTO -“Siamo consapevoli - commenta il presidente del XV municipio Daniele Torquati - che va rivisto il contratto di servizio con l'Ama che è in proroga da molti anni ed è quello che stiamo facendo insieme all'Assessorato all'Ambiente del Comune di Roma. Allo stesso tempo è utile aumentare l'attenzione sulla raccolta dei rifiuti, perchè se è doveroso migliorare i disservizi è altrettanto importante cercare di ridurre al minimo l'inciviltà con la quale tutti i giorni ci scontriamo. Gli operatori quotidianamente sono costretti a raccogliere rifiuti ingombranti che vengono lasciati nelle vicinanze dei cassonetti. Questa proroga vuole andare nella direzione di premiare i cittadini onesti ed emarginare tutti quelli che ci costringono ad un servizio che aumenta le difficoltà già esistenti”.


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    Treni in precarie condizioni igieniche a causa delle quali "l'attore ha subito disagi e problemi di salute". Per questo motivo uno studente di giurisprudenza di Roma Tre, pendolare tra Spoleto e la Capitale tra il 2008 ed il 2009, si è rivolto al Codacons e si è visto dare ragione dal giudice di Pace di Roma che ha condannato Trenitalia al "pagamento di mille euro a titolo risarcitorio più gli interessi legali".

    I fatti si riferiscono al periodo a cavallo tra il 2008 ed il 2009 quando lo studente universitario tutti i giorni ha preso il treno che da Spoleto lo portava a Roma. "La domanda dello studente - si legge nella motivazione della sentenza - tesa a dimostrare la responsabilità di Trenitalia per i disagi subiti a causa delle precarie condizioni igieniche dei treni, è fondata e va accolta".

    Lo studente, infatti, sempre secondo la motivazione della sentenza "è riuscito a documentare la sporcizia dei treni in questione e le negative conseguenze sulla propria salute". Inoltre "non può essere posta in dubbio la responsabilità da parte di Trenitalia consistente nella violazione delle norme che regolano l'erogazione dei servizi pubblici ma anche dei diritti fondamentali della persona come quelli che attengono alla tutela della salute". Per questo "deve essere affermato il diritto dello studente ad ottenere il risarcimento dei danni da lui subiti".

    "Il ragazzo, che si è rivolto a noi - spiega Cristina Adducci, legale del Codacons - soffriva di asma e il continuo viaggiare su treni igienicamente poco salubri gli ha provocato seri problemi. Noi abbiamo presentato un'istruttoria e del materiale fotografico sulle condizioni igieniche dei treni. Il giudice di pace non ha potuto far altro che darci ragione. Per chi deve affrontare un viaggio relativamente lungo le condizioni igieniche del treno sono fondamentali". Trenitalia ha già disposto il pagamento del risarcimento riservandosi però di appellare la sentenza.


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    Prima il campo di Birkenau poi quello di Auschwitz I. Un cammino che ha percorso le tappe della deportazione nazista degli ebrei, attraverso i luoghi della tragedia della Shoah. Quattro testimoni: Sami Modiano, Piero Terracina e le sorelle Andra e Tatiana Bucci a cui la storia ha affidato il compito di ricordare, testimoniare e trasmettere.

    Oltre 300 studenti che raccolgono il testimone e che si faranno portavoce, perché "gli orrori dell'Olocausto" non si ripetano più. Prosegue il Viaggio della Memoria della regione Lazio, arrivato al secondo giorno. Una mattinata trascorsa a visitare la tragedia del campo di sterminio di Birkenau, dove anche ciò che resta della ferrovia evoca orrore. Ed è li, all'ingresso dal campo, che i ragazzi vengono "travolti" dai racconti dei superstiti, tra la commozione, l'emozione e le lacrime, nascoste dietro agli occhiali da sole. Racconti che non lasciano indifferenti, parole che non cadono nel vuoto, raccolte dal rispettoso silenzio degli studenti.

    "Oggi è un giorno particolare - ha affermato Piero Terracina - ricorre il 70esimo anniversario del mio arresto e quello della mia famiglia. Noi abbiamo il dovere di trasmettere a voi giovani la memoria della più grande tragedia della storia". Ed ancora i ricordi. "Dopo l'arresto - prosegue - ci portarono a Fossoli. Da li il 16 maggio siamo partiti. In un vagone pieno, chiuso e sigillato. Il treno partì di sera, andava piano si fermava a tutte le stazioni. Noi, dentro, morivamo di sete, e dai carri si sentivano lamenti e pianti. Il treno arrivó a Verona. La stazione era piena, tutti sentivano ma nessuno fece niente. Io ho viaggiato con mio padre e mio nonno. Arrivati qui ad aspettarci c'erano i militari delle SS con i mitra e i bastoni. Quando sono sceso dal treno sono andato a cercare, con mio fratello, mia madre e mia sorella Anna. La trovai, lei aveva capito e le sue ultime parole, con un viso pieno di lacrime, furono 'andate via, correte'. Mi mise le mani sul capo e poi non la vidi più. Fu l'ultima volta. Ci divisero per file. Poi alla sauna, dove ci tolsero tutto. L'inferno era su questo banchina, e poi e' durato. Oltre l'80% degli ebrei che venivano qui venivano mandati a morire. Bruciati e ridotti in cenere. Noi: io, Sami, le sorelline Bucci all'inferno ci siamo stati, lo abbiamo vissuto e solo noi possiamo raccontarlo".

    Poi la volta di Sami Modiano. "Mio fratello Piero - ha aggiunto - i dettagli già ve li ha raccontati. Io sono arrivato il 16 agosto del 1944, noi non immaginavamo quello che ci sarebbe successo. Le barbarie dei tedeschi, neanche ve le potete immaginare. Io avevo 13 anni e mezzo. Mio padre ci prese per mano, a me e mia sorella, di 16 anni. Lei me l'hanno ammazzata qui e questa scena io la rivedo davanti ai miei occhi. Qui era l'inferno, e io non so rispondere alla domanda come ci siamo salvati. Qui io ho perso tutti, e vedevo solo morte. Qui ho incontrato Piero. Non speravamo di uscire vivi, ma siamo usciti vivi e la domanda che rimane dentro di noi è punto interrogativo: perché? E questa risposta, l'abbiamo capito, siete voi. Noi ci siamo salvati per trasmettere a voi. E a voi dico due parole: mai più, che questo non accada piu'".

    Davanti il KinderBlock, dove venivano mandati i bambini al di sotto dei 10 anni, le sorelle Bucci hanno raccontato la loro storia, "più fortunata di quella di altri, perché noi eravamo in due, stavamo sempre insieme e mamma ogni tanto ci veniva a trovare". Le sorelline, di 4 e 6 anni al momento dell'arresto, furono scambiate per gemelle e prese in simpatia da una sorvegliante. Loro cugino, Sergio Di Simone, non ebbe la stessa fortuna. "E quella che raccontiamo noi - hanno detto - è la storia di dolore e tragedia di Sergio, preso e portato via per esser trasformato in cavia per esperimenti. Ucciso barbaramente impiccato ad un gancio da macellaio quando tutto finì, lui e altri bimbi, perché non dovevano rimanere tracce". Al Crematorio tutta la delegazione ha ricordato Shlomo Venezia, pregando per lui e per tutti coloro che sono stati uccisi nei campi. La visita alla Fossa comune, dove il presidente del consiglio regionale del Lazio Daniele Leodori ha posto una candela, assieme ad un gruppetto di studenti. Poi la Sauna e le Camere a gas. Ed infine il campo di Auschwitz I, poco distante. Qui il governatore Nicola Zingaretti , il vice presidente Massimiliano Smeriglio, il presidente Daniele Leodori e Sami Modiano, hanno deposto una corona a ricordo di tutte le vittime dei campi di concentramento, al muro delle fucilazioni. La corona è stata portata da uno studente e un studentessa.


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    Accusato di violenza sessuale, si getta dal terzo piano del commissariato Viminale e muore sul colpo. A perdere la vita, alle 17,30 circa, un cittadino tunisino di 45 anni, arrestato oggi perché ritenuto autore di uno stupro nella notte tra sabato e domenica. L'uomo, ammanettato, si trovava in una stanza sorvegliato da un poliziotto, mentre un altro agente era impegnato nella redazione del referto. Dopo qualche minuto, ha chiesto un bicchiere d'acqua e, approfittando della "distrazione" del poliziotto impegnato a portarglielo, ha cominciato a correre all'impazzata prendendo la fuga lungo un corridoio, lanciandosi contro una finestra con le persiane chiuse. Una delle ante però non avrebbe retto, e l'uomo è precipitato dal terzo piano morendo sul colpo.


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    "La tassa ci ammazza, per questo siamo in piazza", "Roma Capitale non farti del male", "Il turismo è una ricchezza, difendiamolo!", "No all'aumento della tassa sul turismo". Sono i messaggi lanciati da piazza SS. Apostoli dagli albergatori romani che per la prima volta nella storia manifestano. L'obiettivo è scingiurare l'aumento della tassa di soggiorno per gli hotel. Circa 150 i manifestanti tra Federalberghi Roma, Faita (turismo all'aria aperta) Albaa (b&b e affittacamere) Fiavet (agenzie di viaggi) Fipe (pubblici esercizi) Sib (balneari) e Confesercenti-Assohotel.  

    "POLITICA MIOPE" - Un evento eccezionale per il settore. A preoccuparli sono gli annunci del sindaco Ignazio Marino e della sua Giunta sull'aumento della tassa di soggiorno, che ora a Roma si aggira intorno ai 2 o 3 euro al giorno. A confermare la "straordinarietà" della protesta è il presidente di Federalberghi Roma Giuseppe Roscioli: "Il fortissimo rischio di perdita occupazionale e addirittura di chiusure stagionali degli hotel romani in conseguenza del possibile aumento dell'imposizione costringono il turismo romano a compiere un passo che non ha precedenti nella storia di questa categoria imprenditoriale: la manifestazione". "La ventilata proposta di aumento da parte del Comune della tassa di soggiorno si configura come una miope azione politica nata sulla necessità di "far cassa" che avrà come unico effetto quello di scoraggiare ancor di più l'arrivo e la permanenza prolungata dei turisti italiani e stranieri che ancora si ostinano, lo dico con ironia, a visitare la nostra città" commenta il presidente della Fipe - Confcommercio Roma, Fabio Spada. 

    "INCENTIVARE TURISMO DI QUALITA'" - "Occorrerebbe, al contrario - dice Spada - incentivare il turismo di qualità: infatti, chi si trattiene più giorni nella nostra città, anche con la propria famiglia, dorme negli alberghi, consuma nei ristoranti, fa shopping nei negozi, si muove in taxi, visita musei e siti archeologici e non dovrebbe essere penalizzato ma, al contrario, invogliato ad allungare il proprio soggiorno. Andrebbe pensata una carta fedeltà altro che aumento della tassa di soggiorno". "Tassa poi giustificata e contraccambiata da cosa? - continua il presidente della Fipe Roma - dalla pulizia, dalla sicurezza per le strade, dalla fruibilità dei monumenti e dei musei, dall'efficienza dei trasporti, dall'immane spiegamento di bagni pubblici e servizi che Roma offre? Dovremmo ringraziare chi ancora viene a Roma, chi ancora la ritiene la città più bella del mondo nonostante quello che le stiamo facendo. Questi turisti andrebbero premiati e non ancor di più tassati".

    "COLPIRE L'ABUSIVISMO" - "La tassa ci manderebbe in fuorigioco - denuncia Roscioli - alzarla fino a 5, addirittura 10 euro al giorno sarebbe pericoloso per la Capitale". I soldi necessari per il bilancio capitolino, suggerisce Roscioli, "andrebbero presi da iniziative alternative come l'aumento del prezzo dei musei Capitolini o una diversa gestione dell'ingresso al Colosseo: perché per la Torre di Londra si pagano 26 euro e per l'anfiteatro solo 10?". In più, il presidente propone a Marino e all'assessore al Commercio Marta Leonori di "riportare nella legalità i fenomeni abusivi, recuperando altre risorse". L'appello è condiviso dal presidente di Albaa Federico Traldi: "Nell'extra alberghiero, tra B&B e case vacanza abbiamo circa 5.000 strutture in regola, che producono 1 milione di euro l'anno di entrate, e quasi altrettante 'sommerse', che intascano la tassa senza versarla". Aumentare le tasse del 50%, da 2 a 3 euro, "sarebbe uno tsunami: le famiglie non sceglierebbero più Roma ma un'altra capitale come Londra, dove non c'è la tassa". Per Traldi bisognerebbe fare come a New York, con la City Tax sugli scontrini: "Riguarderebbe tutti i turisti, non solo quelli che pernottano e aumenterebbe le entrate con una piccola sovrattassa. Così si potrebbe abbassare la Tasi".


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    Sfruttamento della prostituzione (anche minorile), riduzione in schiavitù, ingresso illegale di clandestini al fine dello sfruttamento sessuale e spaccio di sostanze stupefacenti. Per questo sono state arrestate 13 persone (12 nigeriane, tra cui 4 donne, e un italiano), nel corso di un'operazione  dei carabinieri della Compagnia di Anzio, nelle provincie di Roma e Asti.

    L’indagine, coordinata dalla Dda e dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, trae origine dalle dichiarazioni di una vittima minorenne, all’epoca del suo arrivo a Roma, che prima della partenza dalla Nigeria, era stata sottoposta a riti di magia nera e obbligata a sottoscrivere contemporaneamente un debito di 50.000 euro, da restituire nel corso del tempo con il ricavato delle proprie prestazioni sessuali. L’organizzazione reclutava le ragazze dalla Nigeria, spesso minorenni, attraverso la mediazione di altri referenti del gruppo criminale. Le giovani donne venivano costantemente controllate e obbligate a prostituirsi tutti i giorni della settimana sotto la minaccia di maledizioni e ritorsioni sulla famiglia d’origine. Nell’operazione di questa mattina sono impiegati più di 100 uomini con l’ausilio unità cinofile e di un elicottero del Raggruppamento Elicotteri di Pratica di Mare. Ulteriori particolari saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà, alle ore 11.30, presso la sede del Comando Provinciale dei Carabinieri di Roma, piazza S. Lorenzo in Lucina 6.


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    Sit-in “Salviamo il Caffè della Pace” organizzato da Cna Roma Città Storica, associazione Botteghe storiche e I municipio Roma Capitale per riportare l'attenzione dei cittadini sulla possibile chiusura dello storico locale del centro che da più di un anno rischia lo sfratto. Nonostante il summit in prefettura di qualche giorno fa e l'annuncio, "l'antico bar è salvo", ora l'associazione Botteghe storiche di Roma lancia l'sos: "I proprietari, l'Istituto Teutonico Pontificio Santa Maria dell'Anima, hanno confermato la volontà di rendere esecutiva l'ordinanza prevista dal magistrato".

    Il locale rischia quindi con la chiusura definitiva di essere trasformato in un albergo a 5 stelle. Il bar ha messo a disposizione all'esterno alcuni tavoli per la raccolta firme che si terrà fino alle 21 di questa sera così da coinvolgere i commercianti della zona e gli abitanti del quartiere.

    Presidio caffè della pace

    Presenti anche l'assessore alla Roma Produttiva, Marta Leonori, il vicepresidente vicario dell'Assemblea capitolina, Franco Marino, Giulio Anticoli, presidente del Cna Roma Città Storica e dell'associazione Botteghe storiche e Sabrina Alfonsi presidente del I Municipio. "Questo è un incontro per ribadire ciò che abbiamo detto in passato, il Caffè della Pace è un pezzo della storia di Roma, un pezzo della cultura della nostra città - ha dichiarato Leonori - La nostra città anni fa ha deciso di dare delle tutele alle botteghe storiche, e il Caffè della Pace lo è”. L'assessore propone di “integrare l'attività del bar con il futuro che la proprietà vorrà dare allo stabile. Come, per esempio, l'Hotel Sacher di Vienna - afferma - con l'albergo sopra e la sala da tè sotto. Avere una struttura come il Caffè della Pace su strada è un valore aggiunto per tutti”. Il vicepresidente dell'Assemblea capitolina, Franco Marino, si mostra molto vicino alla signora Serafini, che da anni gestisce il locale e afferma: “Continueremo la battaglia con la famiglia Serafini che è un po' identificabile con lo stesso Caffè della Pace e troviamo assolutamente poco garbato che la proprietà non abbia dato un appuntamento alla famiglia che da tempo era pronta al rinnovo del contratto. Ci sono delle regole precise che andranno rispettate per quanto riguarda il centro storico e l'impossibilità di fare cambi di destinazione d'uso. Ci auguriamo che alla fine oltre il rispetto delle norme e delle leggi prevalga il buon senso”. Infine il presidente del Cna Roma Città Storica e associazione Botteghe storiche Giulio Anticoli richiama l'attenzione “sull'emorragia delle botteghe storiche per cui i rioni si spopolano dei servizi primari e vengono popolati da ciò che vediamo. Negli ultimi 10 anni - aggiunge - sono aumentate le somministrazioni veloci, quindi non parliamo di ristorazioni tradizionali ma di rosticcerie e fast-food a discapito di sartorie pelletterie e orafi, è una Roma che si sta trasformando in maniera rapida in un modo che non piace a nessuno. Dobbiamo stare attenti sia noi come cittadini, perché dobbiamo mettere in gioco quella che è la nostra sensibilità e il nostro senso civico, sia le amministrazioni per quello che è il loro potere”.


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    Uomo, 32,5 anni, con un'istruzione elevata in economia e management (42,8%), o ingegneria (31,4%), oltre l'80% con laurea e post laurea. A seguire, la seconda fascia di età maggiormente rappresentata, con il 22,5%, è quella che va dai 26-30 anni; poi vengono quelle 31-35 e 21-25 anni che registrano rispettivamente il 12,5% e il 15%. E' questo il profilo dello 'startupper' romano delineato dalla ricerca "Conoscere l'ecosistema romano delle startup", condotta dalla Confcommercio di Roma in collaborazione con la Camera di Commercio di Roma, sottoponendo un questionario di indagine qualitativa-quantitativa ad un campione di 128 startup censito dai Registro Imprese.

    Ma se quasi il 78% degli startupper della Capitale è di sesso maschile, a fronte dell'89% registrato nel Paese, Roma rappresenta un'eccezione positiva dal punto di vista della presenza femminile, che si attesta al 22,5%, praticamente il doppio della percentuale delle donne italiane impegnate nelle start up.

    L'OSTACOLO FINANZIAMENTI - Oltre il 70% ha compiuto un'esperienza all'estero per più di tre mesi, più della metà dichiarano di non aver avuto precedenti esperienze lavorative e imprenditoriali e quasi il 73% e' alla sua prima start up. Finanziamenti, accesso al credito, burocrazia ed interlocuzione con le istituzioni sono le maggiori difficoltà incontrate dagli 'startupper'. Dall'indagine emerge che la priorità per chi avvia un'attività è la ricerca di finanziamenti. Il 21,8% del campione ritiene necessario il sostegno delle istituzioni o degli enti presenti sul territorio nella ricerca di fondi in generale, più nello specifico nell'accesso a finanziamenti pubblici, che siano bandi, concorsi o gare (21,8%) ma anche nelle ricerca di partner industriali che possano sostenere, sia da un punto di vista economico che di know how, l'idea alla base della startup. Il 15,6% degli intervistati chiede aiuto per portare a termine le pratiche burocratiche necessarie all'avvio di un'attività. A seguire, è richiesto un sostegno anche per quanto riguarda la ricerca di risorse umane qualificate e per la valutazione del potenziale di mercato del prodotto o dell'attività stessa. Gli startupper investirebbero anche nella promozione di occasioni d'incontro con i finanziatori privati (22,7%), nonché in partnership tra atenei universitari e imprese. Infine c'è la richiesta di sostegno nelle fasi iniziali (business plan e pratiche burocratiche), la realizzazione di spazi di coworking, l'organizzazione di fiere e competizioni internazionali.

    CONCENTRATE DENTRO MURA AURELIANE - La dislocazione sul territorio comunale delle startup romane "segue una diffusione radiale che parte dal centro della città (massima concentrazione) e si espande fuori dal Gra (minima). Fuori dal Gra si registrano delle concentrazioni significative esclusivamente nell'area in cui insiste l'università di Tor Vergata e quella in cui ha sede il Tecnopolo Tiburtino. All'interno del Gra a far registrare la maggiore concentrazione di startup sono i quartieri appartenenti ai municipi I, II, V, XII, XIII e XIV”.

    85% ATTIVE NEI SERVIZI - Stando ai dati di registro imprese, a oggi sono 128 le startup innovative presenti su Roma. Di queste, 115 sono attive nel settore dei servizi mentre la parte restante si divide, in modo pressoché uguale, tra il settore dell'artigianato e quello del commercio. Solo una è attiva nel settore del turismo. Il 30% delle nuove attività imprenditoriali presenti sul territorio punta alla realizzazione di prodotti che abbiano una stretta attinenza con il mondo del web, mentre il 20% delle startup è attivo nel campo dell'ICT. A queste si aggiunge un 10% di startup che si concentra nei settori dell'ambiente e dell'energia e un 5% che punta sul mobile. Numericamente meno prevalente risulta essere il numero di aziende che operano nel settore delle telecomunicazioni, dell'aerospaziale e delle bio e nano tecnologie, tutte presenti con il 2,5%. Delle startup registrate, "115 (ovvero una quota pari all'85%) hanno scelto come natura giuridica di costituirsi come srl, - si legge nell'indagine - questo forse perché nel momento in cui sono nate queste startup non era ancora prevista la forma della srl semplificata. Solo 10 startup (7,8%), infatti, hanno scelto tale forma giuridica, 6 nuove attività si sono costituite come srl a unico socio e solo 2 startup sono delle vere e proprie società per azioni". Per guanto riguarda la raccolta di finanziamenti, infine: "oltre il 53% degli startupper ha finanziato la propria idea con fondi propri (39,4%) o con l'aiuto di familiari e amici (14%). Soltanto il 16,9% ha ottenuto risorse da competizioni pubbliche e da privati, mentre ancora meno è riuscito a ottenere il sostegno di venture capital (9,8%) e business angels (7%)".

    QUANTO FATTURANO? - Complessivamente, quasi l'80% delle start-up non supera i 50mila euro con il 42% che dichiara di fatturare massimo 10mila euro; il 23% che si trova in una fascia di fatturazione che oscilla tra i 10mila e i 30mila euro e il 13% che dichiara un fatturato tra i 30mila e i 50mila. Poche le startup di eccellenza che riescono a fatturare cifre che oscillano tra i 500mila e oltre un milione di euro, entrambe presenti con la percentuale del 2,6%. Per quanto riguarda invece il personale: "La maggioranza assoluta delle startup, pari al 55,6% impiega tra 1 e 5 lavoratori, - si legge nell'indagine - Ben il 26,3%, invece, non ha la possibilità di servirsi di forza lavoro a parte quella dello startupper o dei soci; quasi il 16% impiega tra i 6 e i 10 lavoratori e solo il 2,6% ha una forza lavoro pari a quella di una piccola e media impresa, occupando più di 10 lavoratori".

    FERMENTO MA MANCA STRATEGIA” - "Questo è il primo studio strutturale che si fa su Roma per conoscere la realtà dell'ecosistema. Ne esce fuori un quadro bianco e nero, nel senso che c'è un grande fermento delle start up a Roma, c'è una grande possibilità di diventare l'hub nazionale, ma anche del Mediterraneo per quanto riguarda le start up; dall'altra parte, però, manca una linea strategica complessiva da parte delle istituzioni, della rappresentanza delle imprese e manca la possibilità di semplificare il percorso burocratico per queste start up" ha commentato il presidente della Confcommercio Lazio, Rosario Cerra. Prova a rispondergli l'assessora alla Roma Produttiva, Marta Leonori: “Dobbiamo ripartire dal definire quali sono i settori di eccellenza su cui investire e che siano gli stessi per tutti. Penso a: turismo, servizi, commistione tra arti mestieri e innovazione. Dobbiamo attrarre investimenti dall'estero. Faccio una provocazione: integriamo la commissione start up della Regione Lazio e facciamola diventare una commissione start up Roma e Lazio”.


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    La libreria Antigone a San Lorenzo chiude i battenti. Strozzata da affitto, bollette e pagamenti ai fornitori, sparisce a Roma un’altra bella realtà indipendente. Sulla pagina Facebook della libreria al momento campeggia una foto e la scritta “Le cose belle non dovrebbero finire mai”. In questi ultimi due mesi di vita del negozio i sette soci dell’associazione lanciano una campagna “per vendere i libri e riuscire almeno a rimanere senza debiti”. Venerdì a sostegno di Antigone ci sarà un aperitivo e la presentazione di “Quando ammazzarono i precari” di Cristian Giodice (Lorusso editore).

    Non sono servite a scongiurare la chiusura nemmeno le iniziative organizzate per invitare i lettori a passare da via degli Ausoni  48. Dalle colazioni domenicali , alle presentazioni di libri. San Lorenzo si priva così del piccolo locale stipato di titoli selezionati con cura dai librai, con un’attenzione particolare alle piccole e medie case editrici.

    Continua nella Capitale la moria delle librerie indipendenti. Negli ultimi anni sono scomparse Flexi a Monti, Bibli a Trastevere, la libreria Croce in corso Vittorio Emanuele, Le Mura in via dello Scalo San Lorenzo, per citare solo le più note. Uno dei problemi riguarda i canoni di locazione troppo alti, infatti nel 2011 Gemma Azuni (Sel) aveva avanzato la proposta di utilizzare immobili inutilizzati e beni confiscati alle mafie per le librerie indipendenti “che svolgono un importante servizio culturale”. Forse è arrivato il momento di ritirare fuori quell’idea dal cassetto.


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    Sette milioni e 800mila euro E' questo il bilancio previsionale degli eventi previsti per il mese di aprile e che partiranno a breve nella Capitale, che questa mattina è stato presentato dal sindaco di Roma, Ignazio Marino, durante la riunione tecnica che si è tenuta a Palazzo Chigi, un incontro formale fra tutte le istituzioni che saranno coinvolte nell'organizzazione degli eventi straordinari che coinvolgeranno la città di Roma: dalla cerimonia di canonizzazione di Papa Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII, in programma il 27 aprile, alla Via Crucis, fino al concerto del Primo Maggio 

    LA LISTA DELLA SPESA - "Abbiamo sottoposto alla presidenza del Consiglio dei Ministri e allo staff di Graziano Delrio, assieme al prefetto di Roma, il capo di gabinetto del presidente della Regione, il rappresentante della polizia di Stato, il capo della Protezione civile nazionale - ha spiegato il primo cittadino rientrando in Campidoglio -  tutto il lavoro che Roma ha fatto per l'organizzazione logistica dell'evento". Durante l'incontro il sindaco ha mostrato "un'analisi dettagliatissima di tutti i costi e poi abbiamo spiegato che il lavoro sui costi sarà modulato", ovvero in base alle necessita' effettive che si verificheranno, tranne alcuni costi incomprimibili come la sicurezza e la pulizia delle strade. Nello specifico, per ciò che concerne la sola Polizia di Stato, "i responsabili del Viminale hanno parlato di disponibilità di oltre 12.000 ore di straordinario". 

    IL FOGLIO EXCEL - "Noi, a differenza del passato non abbiamo fatto una richiesta di stanziamento di una somma - ha specificato Marino - ma impostato un nuovo metodo di lavoro, indicando in un foglio Excel in maniera progressiva l'aumento dei costi rispetto al flusso dei turisti. Abbiamo indicato come bilancio massimo necessario 7,8 milioni di euro: se considerate che il sindaco Alemanno per l'intronizzazione di papa Francesco chiese 4,6 milioni, quindi non è una richiesta straordinaria. Questa è la nostra stima, ci rivedremo con un consuntivo rispetto a quelli che sono stati effettivamente i flussi e quindi i costi".


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    Blitz dei movimenti della casa nella sede del Pd al III piano in via delle Vergini. Un’azione che avviene il giorno dopo le sei occupazioni di stabili inutilizzati, di cui solo due, a Torre Spaccata e alla Montagnola, sono ancora in piedi, secondo quanto riferiscono i manifestanti. "Siamo entrati in gruppo, eravamo una sessantina - racconta Irene Di Noto dei Blocchi Precari Metropolitani - ma il Pd si è barricato dentro".

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    PD - Nonostante la vigilanza avesse notato l'avvicinarsi degli attivisti e sbarrato l'acceso, alcuni sono comunque riusciti ad entrare. I consiglieri del Partito Democratico si sono barricati nelle loro stanze. Il Pd parla di “un attacco squadrista e violento” e racconta in una nota: “Circa 30 ragazzi sono penetrati nei nostri uffici a scopo intimidatorio sfondando porte, mettendo a soqquadro tutti i locali, aprendo gli estintori e rompendo vetri e mobili. Danni ingenti che potevano colpire fisicamente anche i lavoratori presenti che sono stati ripetutamente minacciati. Si è trattato di un attacco inaccettabile contro la persona del presidente Francesco D’Ausilio e contro tutto il gruppo Pd del Campidoglio, collegato alla nostra presa di posizione di ieri contro l’escalation delle occupazioni”.

    SEL - Al centro del blitz anche il gruppo Sel, che si trova al terzo piano di via delle Vergini. A quanto si è appreso da fonti Sel, i manifestanti hanno minacciato due impiegate nella sede, una delle quali sotto dialisi che al momento attende l'ambulanza per andarsi a sottoporre alle cure. Contro la donna è stato lanciato un estintore. Vasi rotti, scrivanie rovesciate, fiori a terra, è quanto resta dopo il passaggio dei manifestanti.

    L'IDENTIFICAZIONE - I manifestanti hanno poi lasciato il palazzo  e si sono trovati bloccati in mezzo alla strada: a destra e a sinistra due cordini della polizia che gli hanno impedito di lasciare la zona. Le forze dell'ordine stanno chiedendo i documenti per procedere all'indentificazione dei manifestanti che non vogliono mostrare quanto richiesto. Trattative in corso mentre si alza un coro: "Tutti liberi, tutte libere".

    I MOVIMENTI - "Il Pd sta con la Cmc, anzi no fa di più, organizza i caschi blu". Questo uno degli slogan recitato. La Cmc è la società ravennate che si occupa dei lavori della Tav. Dal megafono poi altri hanno urlato: "Questa è la risposta al 53 per cento di disoccupazione giovanile", facendo riferimento all'intervento della polizia che si trova in tenuta antisommossa. La manifestazione è stato organizzata contro il decreto Lupi e gli sgomberi.

    MARINO - “Esprimo la mia solidarietà ai consiglieri e a tutti i lavoratori dei gruppi di via delle Vergini per l’aggressione subita oggi . ha commentato il sindaco Ignazio Marino - Trovare una soluzione al problema del diritto all’abitare resta un punto primario di questa amministrazione, occorre farlo però attraverso il dialogo e il confronto. Quanto è accaduto oggi negli uffici di via delle Vergine è inaccettabile e pericoloso, un gesto che il Campidoglio condanna e respinge con fermezza”, ha concluso.

    Il gruppo Pd Campidoglio ha indetto per oggi alle 15 presso la sede di via delle Vergini una conferenza stampa. Saranno presenti il capogruppo del Pd in Campidoglio Francesco D’Ausilio e il segretario del Pd romano Lionello Cosentino.

    LE AZIONI IN VISTA DELLA MANIFESTAZIONE - Con l'identificazione a opera delle forze dell'ordine, di una parte dei manifestanti coinvolti, si è chiuso il blitz dei Movimenti per la Casa. Al grido di "La gente come noi non molla mai" il gruppetto si è poi disperso verso piazza SS. Apostoli. L'azione di oggi, spiega l'attivista Cristiana Gallinoni, "è la nostra risposta agli sgomberi di ieri, ordinati dal partito che governa questa città". E aggiunge: “Ormai faremo azioni quotidiane in vista della manifestazione di sabato contro il governo Renzi".


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    La “manata” che Destro rifila al giocatore del Cagliari, Astori, gli costerà tre turni di squalifica. La decisione è stata presa dal Giudice sportivo ma la Roma non ci sta e annuncia ricorso.  

    LA MAIL- Il giudice sportivo, che ha inflitto tre giornate a Destro per condotta violenta, spiega di aver dovuto acquisire le immagini televisive . Il giudice cita infatti le dichiarazioni dell'Arbitro (Davide Massa) sollecitate dal suo stesso ufficio e consegnate via mail: "In riferimento alla gara Cagliari-Roma da me diretta in data 06-04-2014 comunico, su richiesta del Giudice Sportivo, che né io né i miei collaboratori abbiamo visto l'episodio relativo alla manata di Destro". Poi viene riportata un'altra mail: "In riferimento alla gara Cagliari-Roma da me diretta in data 06-04-2014, su richiesta del Giudice Sportivo in merito all'episodio Destro-Astori e ad integrazione di quanto comunicato con mia precedente mail, specifico che: ho accordato un calcio di punizione diretto a favore del Cagliari per una trattenuta (normale fallo di gioco) commessa dal calciatore Destro ai danni di Astori. La successiva manata di Destro non è stata vista nè da me nè dai miei collaboratori". Il giudice facendo appello alla prova tv ha quindi ritenuto  che ''il gesto compiuto dal calciatore romanista integri inequivocabilmente gli estremi della condotta violenta sanzionabile ex art. 19, n. 4 lettera b) CGS, connotata, per consolidato orientamento interpretativo, dall'intenzionalità e dalla potenzialità lesivà'.


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    Via libera ai fondi per gli spettacoli dal vivo per le Province del Lazio e Roma Capitale. La giunta Zingaretti ha approvato il provvedimento che mette a disposizione circa 4 milioni 200mila euro- divisi equamente sia per il 2014 che per il 2015 - di cui il 50% andrà alle Province e il 10% a Roma Capitale. Per entrambe le annualità per la Provincia di Frosinone sono previsti circa 208mila euro, per la Provincia di Latina circa 155mila euro e per le Province di Viterbo e Rieti rispettivamente circa 135mila euro e 115mila euro. Per la Provincia di Roma lo stanziamento è di 436mila euro e a Roma Capitale sono destinati circa 210mila euro.

    "Abbiamo voluto mettere le Province e i Comuni in condizione di sostenere la creatività diffusa – spiega l’assessore alla Cultura e alle Politiche giovanili, Lidia Ravera - finanziando le associazioni di cittadini che amano la cultura, che vogliono produrla, valorizzarla e renderla accessibile. La Regione ripristina in questo modo un meccanismo interrotto nel 2012 e conferma nei fatti, ancora una volta, la sua attenzione nei confronti del tema dello spettacolo dal vivo e la volontà di coinvolgere tutto il territorio della regione nella sua politica di sostegno e programmazione della cultura”.

    "Lo stanziamento regionale - conclude la nota - prevede che gli enti locali, le associazioni e gli organismi legalmente costituiti e non aventi scopo di lucro possano accedere ai fondi per sostenere le iniziative culturali tramite il meccanismo trasparente dei bandi pubblici opportunamente predisposti dalle Province e da Roma Capitale".


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    Tornano a protestare in aula Giulio Cesare gli addetti alle pulizie appalto Atac, dal primo marzo riassorbiti da Manutencoop e Roma Multiservizi, che in apertura di assemblea capitolina hanno protestato al grido di "Vogliamo un incontro con il Comune altrimenti non ce ne andiamo da qui". Diverse le magliette indossate dai lavoratori tra cui: "Noi senza soldi, senza lavoro, senza tranquillità", "Istigati a rubare per mangiare".

    "Le ditte uscenti ci devono tre mesi di stipendi pregressi - hanno spiegato i lavoratori - mentre quelle nuove, ancora prima di arrivare, hanno dichiarato un 34% di esuberi. Dopo 12 giorni dal subentro hanno aperto una procedura di licenziamento per 305 unità sulle 526 totali, senza effettuare le dovute verifiche congiunte con i sindacati né aspettare l'apertura della metro C e del deposito graniti. Nel frattempo, gli ammortizzatori non sono ancora stati espletati e ci hanno già tagliato l'orario del 34%, che per molti significa 300 euro in meno al mese".

    E concludono: "Chiediamo, quindi, all'amministrazione di intervenire e bloccare questa situazione assurda perché non c'è motivo di licenziare né di tagliare, visto che le due aziende avranno utili per 3,6 milioni totali nei tre anni dell'appalto".


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    Uccide moglie e figlio e poi chiama la polizia. E' avvenuto questa mattina verso le 7 in via Maria Pezze' Pescolato, dove un 75enne è stato arrestato dalla Polizia. L'uomo infatti ha telefonato alle forze dell'ordine autodenunciandosi per l'accaduto. Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato Primavalle che hanno arrestato l'uomo che li stava aspettando a casa.

    Al momento gli investigatori stanno ascoltando il 75enne per ricostruire il movente del duplice omicidio. Secondo i primi rilievi l'uomo ha prima soffocato il figlio disabile con un cuscino, poi ha tentato di fare lo stesso con la moglie senza riuscirvi. Quindi le ha sparato alla testa con una pistola.

    Alla base del delitto vi sarebbe lo stato di disperazione in cui versava l'uomo per una situazione ormai insostenibile, a causa della malattia della moglie di 64anni, e della disabilita' del figlio 36enne. La donna sarebbe stata infatti malata e per questo avrebbe deciso di ucciderla.


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    Un 16enne svizzero è morto la notte scorsa a causa di gravi ferite causate da un coltello al petto. Il fatto è avvenuto mentre il giovane si trovava con la scolaresca in un ostello gestito da suore in via di Torre Rossa all'Aurelio.

     Sul posto sono intervenuti 118 e polizia, ma non c'è stato nulla da fare. Secondo una prima ricostruzione degli investigatori il 16enne si sarebbe ferito mentre giocava con i compagni a lanciare coltelli.


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    Non più "nomadi" ma "rom" nelle espressioni della comunicazione istituzionale e nella redazione degli atti amministrativi del Campidoglio. Lo stabilisce il sindaco Ignazio Marino, nella 43esima giornata mondiale di Rom, Sinti e Camminanti, in una circolare in cui sottolinea: “Credo che uno dei fattori centrali per superare le discriminazioni sia quello culturale, affinché l’approccio metodologico di tipo emergenziale possa essere abbandonato a favore di politiche capaci di perseguire l’obiettivo dell’integrazione".

    Un processo in cui "anche la proprietà terminologica utilizzata può essere, ad un tempo, indice e strumento culturale per esprimere lo spessore di conoscenza e consapevolezza degli ambiti su cui si è chiamati ad intervenire", prosegue il primo cittadino. Che registra poi  "come, nel linguaggio comune, le comunità Rom, Sinti e Caminanti vengano impropriamente indicate con il termine di 'nomadi'". Il sindaco ha quindi auspicato che, "anche attraverso questa apparentemente semplice attenzione terminologica, possa essere testimoniata la considerazione che l’amministrazione Capitolina rivolge a tutte le persone che vivono nel suo territorio. Un atto simbolico per il superamento di ogni forma di discriminazione”, ha concluso Marino.

    CUTINI - L'assessora Rita Cutini ha dichiarato: "Il mio assessorato e questa amministrazione hanno cambiato segno rispetto al passato nelle politiche che riguardano i Rom".  "La linea guida che come Giunta abbiamo fatto nostra - continua Cutini - è la Strategia nazionale (che a sua volta recepisce quella europea) di inclusione sociale Rom, Sinti e Caminanti, secondo quattro assi fondamentali: scuola, lavoro, salute e casa. Ci vorrà tempo. Sono i tempi dell'inclusione. Un'inclusione che tenga presente il punto di vista dei Rom. Nel frattempo - spiega l'assessore - stiamo già lavorando per il superamento dei campi, partendo da quelli grandi e decentrati, per il miglioramento delle condizioni di vita in quelli più piccoli e presenti dentro il raccordo anulare, per la stesura del Regolamento comunale. Sono progetti portati avanti con i Municipi, gli enti gestori e le associazioni di volontariato. Gli stessi enti gestori, cito l'esempio di Ermes, hanno avviato percorsi di inclusione sociale reperendo risorse private, pur essendo convenzionati con Roma Capitale, e portando fuori dai Campi già 6 famiglie, altre 16 prossimamente. E ancora, grazie al Protocollo di Intesa tra Ama e Dipartimento delle Politiche Sociali - continua Cutini - la raccolta dei rifiuti nei Campi inizia a funzionare regolarmente. Questo dimostra che migliorare la vita dei Rom e arrivare all'inclusione sociale è possibile. Ci vuole tempo, come ha detto la stessa vicepresidente Vivian Reding al Summit europeo sui Rom, che però ha aggiunto 'è il primo vertice europeo sui Rom che mi dà speranza', la stessa speranza e fiducia - conclude l'assessore capitolino - che io voglio caratterizzi la politica di questa amministrazione sui Rom, Sinti e Caminanti".

    L'APPELLO A MARINO - Le associazioni, tra cui Amnesty e 21 luglio hanno rivolto un appello a Marino per "chiudere i campi “nomadi” a Roma, fermare il progetto di rifacimento del “villaggio attrezzato” di via della Cesarina e riconvertire le risorse economiche in progetti di reale inclusione sociale dei rom".


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    Otto arrestati, quindici indagati per un danno alle casse dell'erario pari a 17 milioni di euro. È il bilancio dell'operazione denominata “cartella amica” o “rischiose abitudini”  svolta dal Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza nell'ambito di un'indagine su Equitalia coordinata dal procuratore aggiunto Nello Rossi e dai sostituti Maria Francesca Loy e Stefano Rocco Fava. I provvedimenti cautelari sono stati disposti dal gip Maria Bonavantura. In carcere sono finiti Salvatore Fedele, funzionario Equitalia Sud (sospeso il 19 settembre 2013 a seguito delle perquisizioni dello scorso settembre e reintegrato il primo aprile 2014); Domenico Ballo, commercialista di Napoli intermediario della corruzione di Fedele; Mauro Carlini, commercialista e consulente del lavoro a Roma; Lucio Licciardi, imprenditore tra Roma, Napoli ed altre province; Paolo Conte, imprenditore tra Roma e Napoli ed altre province; Antonio Conte imprenditore a Roma e Napoli ed altre province. Ai domiciliari sono invece finiti Vincenzo Comes, ritenuto prestanome di Lucio Licciardi e Paolo Conte; Luisa Musto, moglie di Salvatore Fedele.

    L’OPERAZIONE - I reati contestati sono corruzione, concussione, bancarotta fraudolenta e documentale, truffa aggravata ai danni dello Stato e di Equitalia, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio, omessa dichiarazione e omesso versamento iva e imposte dirette. Settanta i finanzieri che hanno svolto le perquisizioni compiute nelle province di Roma, Napoli, Caserta e Cosenza. Perquisite le abitazioni e gli uffici di Equitalia Sud del direttore Regionale Lazio, Alessandro Migliaccio, e del direttore Regionale Calabria, Giovanbattista Sabia. Nell'ambito della stessa operazione le fiamme gialle hanno sequestrato beni tra contanti e beni immobili a per un valore complessivo di 750mila euro.

    LA TRUFFA - Secondo la ricostruzione degli investigatori, il funzionario di Equitalia in cambio di denaro aveva consentito a imprenditori e professionisti di sottrarsi al pagamento di ingenti somme all’erario. Il modus operandi era sempre lo stesso. L'imprenditore, attraverso il proprio commercialista, chiedeva la rateizzazione dei debiti Equitalia, ottenendo poi dilazioni di pagamento fino al limite massimo consentito di 72 rate mensili per congelare la pretesa esattoriale e ottenere la revoca di eventuali procedure esecutive (sequestri, pignoramenti) in corso. Quindi l'imprenditore pagava solo le prime rate, per evitare di perdere il beneficio della rateizzazione, e poi liquidava l'azienda affidando la carica di liquidatore a prestanome nullatenenti. La successiva cancellazione delle aziende dal Registro delle Imprese vanificava qualsiasi pretesa erariale. Nel frattempo il funzionario infedele operava un continuo monitoraggio della posizione debitoria dell'imprenditore per prevenire, ritardare o ostacolare eventuali procedure esecutive di Equitalia sino al decorso di un anno dalla cancellazione dal Registro delle Imprese. Sei le società coinvolte nel sistema: Aura Service Coop; Aloha service coop; Joy service coop; Power service coop; Euroservizi generali srl; Antonio srl. Tali aziende hanno un debito complessivo nei confronti di Equitalia e dell’erario per oltre 17 milioni di euro. Nel corso di perquisizioni a carico del funzionario infedele, gli investigatori hanno trovato alcuni appunti manoscritti ritenuti “significativi” in quanto dimostrerebbero il coinvolgimento illecito dell’indagato per la gestione del debito esattoriale di ulteriori società e persone fisiche per un debito complessivo di 34 milioni di euro.

    GLI ACCERTAMENTI - Sono inoltre in corso specifici accertamenti sulla posizione di oltre 400 contribuenti (persone fisiche e giuridiche in diverse regioni d’Italia) per i quali risulta un interessamento attivo da parte degli indagati presso l’ente di riscossione, svincolato dalle normali procedure di lavorazione, attraverso oltre 3.000 abusive interrogazioni del sistema informatico di gestione del debito esattoriale, decine di stampe di fascicoli contribuente consegnate a mano ai commercialisti di riferimento, presentazione di istanze di rateazione direttamente a figure dirigenziali dell’ente. “Significativo” è inoltre ritenuto da chi indaga il sequestro, presso gli uffici di Equitalia, di un lungo elenco di dilazioni lavorate e concesse su specifica disposizione di dirigenti dell’ente, anche in deroga ai requisiti richiesti (indici di bilancio del richiedente, decadenza da precedenti rateazioni). Dalle verifiche è emersa anche una “fidelizzazione” di imprenditori e liberi professionisti con il funzionario infedele: in alcuni casi le “agevolazioni” erano infatti iniziate nel 2002 e proseguite negli anni.


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    Polemiche sulla proposta di nuovo logo del Municipio X, governato - come tutti - dal centrosinistra. La rete si è scatenata dopo che l'assessore municipale al bilancio del X Municipio, Andrea Storri, ha pubblicato ieri la proposta del nuovo simbolo sul suo profilo Facebook chiedendo l'opinione dei cittadini. "Mostruoso, fascista, non classificabile, inquietante, fa schifo". Ha risposto così al mini referendum lanciato da Storri, la maggior parte degli utenti Facebook che negli oltre 150 commenti ha sottolineato a più riprese la somiglianza del sole a un elmetto da guerra. Nel complesso il logo "Roma X Mare" per molti richiama quello della Decima Mas.

    ROMA MARITTIMA - "Il logo - ha commentato il consigliere Sel Eugenio Bellomo tra i 22 che al momento hanno cliccato mi piace al post - è stato preparato dagli allievi del corso per grafici dell'Istituto Carlo Urbani. E' presente il sole, la pineta, le onde in campo giallo e rosso". Francesco Spanò, consigliere Pd nel X Municipio, ha inoltre puntualizzato: "Si chiamerà Roma Marittima". Ciò non è bastato però a placare gli animi. "Orribile - ha risposto un utente - la prima cosa che ho pensato non è la forma del sole o del mare, ma un elmetto fascista".

    LA POLEMICA - Qualcuno ha ipotizzato che si trattasse di un pesce d'aprile arrivato in ritardo, altri hanno ricordato che tra gli elementi presenti nel logo era del tutto assente un riferimento agli scavi di Ostia Antica. Sono iniziate così ad arrivare le controproposte: da un bozzetto con sole, mare e capitello al foto ritocco del logo presentato che diventa "Roma X Mas", fino al suggerimento di mettere lo stemma della Roma. Per il web il verdetto è stato praticamente unanime: bocciato. Ora spetterà al Consiglio municipale decidere se approvare o cassare il nuovo logo. Il voto in Consiglio calendarizzato per domani, slitterà probabilmente alla prossima settimana.

    IL VOTO IN CONSIGLIO - "La base del logo è quella postata da Storri - dichiara il presidente della commissione Attuazione Roma Capitale del X Municipio, Paolo Ferrara - ma non è quella definitiva. Abbiamo chiesto alcune correzioni, tra cui l'utilizzo di colori differenti e il nome Roma X Mediterranea invece di Roma X Mare, che i ragazzi del Carlo Urbani non hanno ancora effettuato. Il logo definitivo, che bisogna vedere a colori, verrà portato in Consiglio la prossima settimana. La scelta del nuovo simbolo è stata fatta dalla commissione Roma Capitale su 40 proposte pervenute tramite bando".


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