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    È stato tagliato poco dopo le 13 nella nuova casa all'ippodromo di Capannelle il nastro tricolore che dà ufficialmente il via alla seconda stagione del trotto romano dopo la chiusura di Tor di Valle. Un ulteriore prestigioso appuntamento per il tempio del turf italiano, che dal 1884 ospita il più significativo appuntamento del galoppo. Si sblocca così dopo oltre un anno l'impasse del comparto trotto romano. Dopo la cerimonia di inaugurazione, infatti, alle 14.20 il via alla prima corsa con il premio Ercole Ac sui 1.600 metri per cavalli indigeni di 3 anni.

    PISTA ALL'AVANGUARDIA- Nella prima giornata del calendario, approvato dal ministero delle Politiche agricole la scorsa settimana, sono 8 le corse in programma e che occuperanno l'intero pomeriggio. La nuova pista del trotto è stata inaugurata dal presidente di HippoGroup, Tomaso Grassi, dal direttore dell'ippodromo, Elio Pautassi, dall'assessore allo Sport di Roma Capitale, Luca Pancalli, e dal sottosegretario al ministero delle Politiche agricole, Giuseppe Castiglione. Mille i metri di lunghezza dell'anello, con un raggio di curvatura di 80 metri, e 'calatò all'interno di altre due piste già esistenti per il galoppo, quella in erba e quella all weather. A differenza di Tor di Valle, il senso di percorrenza è previsto "a mano destra" invece che "a sinistra": il motivo è la storica conformazione dell'ippodromo con strutture già esistenti e impossibili da spostare o da costruire. "Il trotto fa il suo ingresso nel tempio dell'ippica italiana- spiega Grassi- Noi, nonostante il momento di grande difficoltà del settore, abbiamo ritenuto fondamentale l'investimento per essere garanti della comunità, accettando la richiesta di Roma Capitale e del Mipaaf. Purtroppo la burocrazia ha frenato l'arrivo di questo giorno storico, ma è il primo seme per la rinascita dell'ippica italiana".

    LUNGAGGINI BUROCRATICHE- Sulle lungaggini burocratiche si è soffermato anche Pancalli, per il quale "sarebbe stato straordinario riuscire a chiudere l'iter molto tempo, senza i ritardi dovuti al collaudo della pista". L'assessore ha ricordato che la soluzione Capannelle "era stata individuata dalla passata amministrazione: noi abbiamo avuto il coraggio di andare avanti e il merito che mi riconosco è quello di aver mantenuto aperto il dialogo con le società e le rappresentanze del trotto". Secondo Pancalli "un posto come questo può prestarsi a mille attività: abbiamo parlato di tante idee con HippoGroup e ne valuteremo la fattibilità. Ma oggi finalmente il comparto può riprendere la sua attività a Roma, che non meritava la migrazione verso altri ippodromi". A parlare delle caratteristiche tecniche della nuova pista è Pautassi, che spiega: "Ricalca quella di Tor di Valle ma differisce per curve e pendenza, trasversale del 9 per cento che permette ai cavalli di mantenere velocità. Si tratta dell'unica pista italiana realizzata in monomateriale, ovvero la pozzolana proveniente da una cava a 7 km dall'ippodromo: i vantaggi sono soprattutto nel manto soffice nella comodità per le future manutenzioni". La pista è dotata di un maxischermo di ultima generazione da oltre 80 mq, il più grande in un impianto sportivo italiano, ed è costata circa 1,6 milioni di euro, interamente a carico di HippoGroup, a cui si agguungerà un altro milione per la realizzazione dell'impianto di illuminazione. Difficile però prevedere i tempi: "Stiamo preparando il progetto per unire il vecchio sistema a dei nuovi pali", ma da quando sarà consegnato al Comune, dovrebbero passare circa due mesi per il via libera, in modo da essere pronti per l'autunno e correre così anche in notturna. Il calendario prevede corse il mercoledì e il sabato fino all'estate, poi bisognerà aspettare le nuove date dal ministero.


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    Alla fine Il Pd Lazio ha spuntato - nella direzione nazionale di oggi - un posto in più rispetto ai sette originariamente previsti nella lista per le elezioni Europee del 25-26 maggio prossimi nella circoscrizione Italia centrale. Provengono dal Lazio, infatti, i candidati David Sassoli, Francesco De Angelis, Roberto Gualtieri, SIlvia Costa, Enrico Gasbarra, Goffredo Bettini, Valentina Mantua e la new entry Claudio Bucci. E non sono mancate le sorprese. Salta all’ultimo momento Guido Milana.

    Ecco come spiega la nuova candidatura il segretario del Pd Lazio Fabio Melilli: "Nella lista definitiva, c'è anche una candidatura di area socialista, quella di Claudio Bucci. C'era un impegno con il Partito socialista di fare in modo che il Psi fosse rappresentato in tutte le circoscrizioni".

    Durante la direzione nazionale del Pd, poi, il segretario e premier Matteo Renzi ha proposto 5 donne come capilista alle elezioni Europee. In particolare, per la circoscrizione Centro, Renzi ha proposto la toscana Simona Bonafè, scalzando così l'ex volto del Tg1 David Sassoli, capolista nella tornata elettorale del 2009 per il Parlamento europeo. Renzi, nel suo intervento in direzione, si è poi scusato con i candidati ai quali precedentemente era stato chiesto di fare il capolista nelle 5 circoscrizioni elettorali delle Europee.


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    Quattordici condanne per oltre 40 anni di reclusione complessivi sono state inflitti dalla VII sezione del tribunale collegiale nei confronti di presunti esponenti del clan 'ndranghetista degli Alvaro. Accolte così parzialmente le richieste del pm Francesco Minisci che aveva sollecitato 24 condanne. Il gruppo criminale è accusato di essere di fatto entrato in possesso di numerose attività commerciali a Roma: bar e ristoranti del centro, come il Cafè dei Paris, in via Veneto, un tempo locale degli anni della dolce vita.

    Gli imputati sono accusati, a seconda delle singole posizioni, di interposizione fittizia di beni, con l'aggravante mafiosa, eludendo così la normativa in materia di misure di prevenzione, per aver messo le mani su decine di locali della capitale e averne affidato la gestione a propri familiari o a soggetti di particolare fiducia.

    La pena più alta è stata inflitta a Vincenzo Alvaro, ritenuto dagli inquirenti il capo della cosca, quattro anni sono stati stabiliti per Grazia Palamara, moglie di Alvaro, e a quattro anni e sei mesi per Damiano Villari, già gestore del Cafè de Paris. Il nipote del presunto capo del gruppo è stato invece assolto. I giudici hanno fatto cadere alcune accuse, per intervenuta prescrizione, per degli imputati minori. Il pm Minisci, in sede di requisitoria, ha spiegato che "il contesto in cui gli imputati hanno compiuto il reato" era di "elevata mafiosità". 


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    Il governo ha posto la questione di fiducia sul dl enti locali che contiene le norme "Salva Roma". Lo ha comunicato il ministro Maria Elena Boschi. Ora la capigruppo deciderà i tempi di approvazione del decreto.

    Intanto a chiarire la vicenda è intervenuta anche l’Anci. "Apprendiamo con grande stupore delle polemiche e delle interpretazioni circolanti sulla stampa in ordine alla norma approvata in Commissione bilancio alla Camera relativa ai contratti decentrati di Regioni ed enti locali. Non è una norma ad Comunem, ma per tutti i Comuni”.

    L’associazione si limita a far presente che si tratta di una disposizione frutto di un lungo ed approfondito lavoro di confronto con il Governo. "Il quadro normativo così confuso e difficilmente applicabile - prosegue l’Anci - ha poi determinato in fase successiva attività di controllo degli organi preposti che hanno censurato l’operato di tantissime amministrazioni anche in modo arbitrario e contraddittorio, come evidenziato da molte pronunce della magistratura competente, con aggravio di costi per il contenzioso a carico della finanza pubblica. La norma è necessaria per fare definitivamente chiarezza, per consentire di recuperare le somme illegittimamente corrisposte in modo da non penalizzare troppo i dipendenti ed aprire una stagione nuova di certezze e regole applicabili".


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    Nella sede del ministero dell'Ambiente, in via Cristoforo Colombo, si è tenuto oggi il vertice sull'emergenza rifiuti che ha visto confrontarsi intorno ad un tavolo le istituzioni competenti in materia: il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, il sindaco Marino, il governatore Zingaretti ed il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro. Presente anche l'assessore all'Ambiente della Regione, Michele Civita. Un incontro necessario e urgente in vista della scadenza, il 26 maggio, dell'ordinanza firmata dal primo cittadino per aggirare l'interdittiva che impedisce all'Ama di conferire i rifiuti negli impianti Colari. Marino qualche giorno fa ha quindi lanciato l'allarme: "dal 26 maggio non saprò più dove mettere i rifiuti".

    Tra i temi affrontati anche quello di requisire gli impianti Colari. "Siamo entrati nel merito dell'eccezionalità della situazione, individuando alcuni strumenti immediati che possano evitare di portare Roma ancora in una situazione difficilmente gestibile dal punto di vista dei rifiuti. Ci rivedremo la settimana prossima dopo aver esaminato nei dettagli la fattibilità degli strumenti individuati: dall'attuazione della legge 191 alla possibilità di requisizione in uso delle infrastrutture sottoposte alle misure cautelari", ha detto il ministro Galletti, al termine del vertice sull'emergenza rifiuti a Roma.

    Mentre Zingaretti non esclude " l'ipotesi del commissariamento, ma siamo alla ricerca del modo più efficace per risolvere il problema, anche per evitare provvedimenti che potrebbero portarci in una babele giuridica da cui non si esce più".

    Sicuro di risolvere il problema rifiuti nella capitale si è dichiarato Marino. "Abbiamo iniziato subito ha progettare il futuro - afferma -. Stiamo disegnando un eco distretto dove quello che prima era un problema diventi una risorsa: basta pensare che dell'enorme volume di rifiuti che Roma produce, 1 milione e 800 mila tonnellate l'anno, circa il 30% è umido che con le nuove tecnologie dei biodigestori può essere trasformato in gas e quindi in denaro e posti di lavoro". 


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    Montate, ieri sera, cinque tende dai manifestanti dei Movimenti per il diritto all’abitare, davanti al ministero delle Infrastrutture. "Rimarremo qui con le nostre tende per far capire che la partita sul decreto Lupi è appena cominciata",  avverte il leader dei Blocchi Precari Metropolitani Paolo Di Vetta.

    Nella "prima grande manifestazione contro il Governo Renzi", i Movimenti "metteranno sotto assedio il ministero dello Sviluppo economico, quello del Lavoro e del Welfare e faremo il corteo su via Nazionale, da sempre preclusa alle lotte dei Movimenti".

    A Porta Pia l'acampada per Di Vetta vuole "costruire insieme fino al 12 aprile una grande manifestazione: dobbiamo dare il segno alla città che le persone possono venire qui a parlare per trovare solidarietà contro la politica del governo Renzi che divide l'Italia tra chi paga e chi non può farlo".

    Intanto, attorno alla statua del Bersagliere si sono radunati i manifestanti, per un'assemblea di preparazione dell'appuntamento nazionale di sabato 12 contro il governo Renzi. Due blindati e un cordone delle forze dell'ordine presidiano il lato destro del ministero delle Infrastrutture. L'ingresso del dicastero è bloccato dai due montacarichi impiegati per i lavori di manutenzione di cornici e sporti danneggiati dalla nevicata del febbraio 2012. Due camionette con un gruppo di una decina di agenti sono schierati invece sotto Porta Pia. 


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    città aperta

    Urla, grida e due dipendenti (un responsabile ed un fonico) incatenati alle colonne dell'acquario, alla Pisana: un'accesa protesta di Radio Città Aperta ha interrotto improvvisamente la seduta odierna del Consiglio regionale del Lazio per chiedere a gran voce il bando pubblico per l'affidamento del servizio di informazione dell'Aula ed un incontro con il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

    LA PROTESTA - "Bando pubblico subito - ha urlato un uomo in catene - è un anno e mezzo che stiamo aspettando. Sono 15 anni che stiamo trasmettendo i vostri problemi, è un comportamento inaccettabile. E' un anno che abbiamo chiesto un incontro al presidente che si nega. Sono 15 giorni che siamo in presidio davanti alla Regione Lazio - hanno proseguito dipendenti della radio - e non è venuto a parlarci neanche un usciere". 

    CONVENZIONE SCADUTA - L'eclatante protesta che ha interrotto improvvisamente i lavori dell'Aula, alla Pisana, è l'ennesima iniziativa organizzata dai dipendenti di 'Radio città aperta' "per riuscire ad ottenere un incontro con il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Daniele Leodori ed il governatore della Regione, Nicola Zingaretti. Dal dicembre 2012, la radio è senza convenzione, ma i dipendenti hanno continuato a trasmettere le dirette streaming per diversi mesi.

    LA RACCOLTA FIRME - "Giovedì scorso Leodori ci accusava di pretendere esclusività del servizio pubblico - racconta Alessio Ramaccioni, giornalista e speaker della radio -  Una cosa non vera, perché dal primo momento abbiamo chiesto la messa a gara del bando. Oggi - prosegue Ramaccioni - chiediamo di poter incontrare, dopo un anno, il presidente dell'Aula per consegnargli le migliaia di firme raccolte e per chiedere una tempistica certa per l'uscita del bando. Dopo aver aspettato fino a dicembre che i tempi della politica seguissero il loro corso - conclude Ramaccioni - abbiamo trasferito dal 25 marzo la redazione in un camper davanti alla Regione e, a fronte del loro silenzio abbiamo deciso di mettere in atto questa protesta alla Pisana".

    LA REPLICA DELLA REGIONE - “Solo nel periodo 2011-2012 - – spiegano  dalla presidenza del Consiglio regionale - Radio città aperta ha avuto due rinnovi per un totale di 210 mila euro e la convenzione stipulata dal precedente ufficio di presidenza, che aveva scadenza nei primi mesi del 2013, non è stata rinnovata a seguito dei noti tagli dovuti alla spending review. A Radio città aperta è stato comunque comunicato che, nel corso del 2014, verrà pubblicato un bando di evidenza pubblica per l’assegnazione del servizio di diretta radiofonica delle sedute del Consiglio ad una o più radio del Lazio, avendo come obiettivo principale la massima diffusione possibile sul territorio”. 

    (Foto di Francescomaria Evangelisti)


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    "In Atac ci sono 1.190 amministrativi più altri 248 dipendenti di personale di staff. Oggi sono partite oltre 300 richieste di mobilità". Lo ha annunciato l'assessore alla Mobilità di Roma Capitale, Guido Improta, ai microfoni di Radio Radio. "Non vogliamo licenziare nessuno. Il decreto Salva Roma prefigura anche una mobilità interaziendale, cioè che da Atac possano essere integrati in altre aziende. Mi accontenterei che queste persone accettassero di cambiare lavoro rimanendo in Atac”.

    Quadri, amministrativi e staff operativo: 312 dipendenti Atac, 8 Atac Patrimonio, 3 Officine grandi revisioni. Questi gli oltre 300 profili di dipendenti dichiarati in mobilità dall'azienda municipalizzata Atac. Per quanto riguarda Atac Patrimonio, che "si occupa complessivamente di 30 dipendenti suddivisi tra i seguenti macro profili professionali: 9 quadri, 19 amministrativi, 2 addetti alle attività ausiliarie di supporto. - si legge nella lettera inviata ai sindacati e alle istituzioni - Il motivo della situazione di eccedenza di personale è determinato dal nuovo scenario di trasformazione organizzativo-produttiva in cui opera l'Atac Patrimonio srl atteso che le sue sorti sono direttamente connesse alla difficile situazione economica-finanziaria in cui versa il socio unico quale Atac spa. E', quindi, costretta a procedere all'immediata riduzione dei costi di gestione. Nello specifico l'azienda, a seguito di una specifica analisi organizzativa, ha individuato un esubero strutturale di 8 risorse nei profili professionali quadri e amministrativi".

    Stesse "esigenze" per gli esuberi di Ogr (Officine grandi revisioni) che ne individua 3 su un totale di 137 dipendenti "nei profili quadri e amministrativi". E, infine, con la motivazione di "situazione di eccedenza di personale e' determinato dal nuovo scenario di trasformazione organizzativo-produttiva, dalla grave situazione economica-finanziaria che ha investito la società negli ultimi anni, la società si trova nella indifferibile necessità di procedere all'immediata riduzione dei costi di gestione anche attraverso una rimodulazione della propria organizzazione", Atac ha individuato 312 risorse su un totale di 11.613, "ad esclusione del personale dirigente, nei seguenti profili: quadri, amministrativi e staff operativo". "Ferma restando la determinazione a ricercare nel dialogo con le organizzazioni sindacali e le istituzioni ogni possibile soluzione alternativa per la gestione delle dichiarate eccedenze", precisa Atac nella lettera. 

    Improta poi è intervenuto sull’ipotesi del controllo dei biglietti da parte dell'autista, e quindi dell'accesso solo dalla porta anteriore auspicato dal sindaco. “Lo potremmo realizzare ma solo su quelle linee che hanno un coefficiente di riempimento un po’ più basso". 


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    La Camera dei deputati ha approvato la fiducia posta dal Governo sul decreto Salva Roma. In totale, al momento della votazione, erano presenti 501 deputati. Hanno votato a favore in 325, 176 i contrari.

    Montecitorio licenzierà in via definitiva il decreto Salva Roma in serata, salvo imprevisti dell'ultim'ora. Il voto finale è atteso intorno alle 21. Successivamente, il voto finale, su cui comunque è già stata approvata la fiducia. Dopo l'ok della Camera, il decreto passa all'attenzione del Senato.

    L'ok al decreto Salva Roma consente alla Capitale di "spostare" 280 milioni di debito sulla gestione commissariale. Peraltro, il decreto consente a tutti gli enti locali una deroga all'approvazione dei bilanci previsionali 2014, che potrà avvenire entro il 31 luglio. E non solo: dà alla Capitale la possibilità di presentare il Piano di rientro dal debito entro 120 giorni, anziché 90, come era stato inizialmente previsto.

    Il decreto prevede anche che Roma effettui una ricognizione delle società partecipate, anche relativa ai costi sostenuti per gli stipendi dei manager. La Capitale dovrà poi dotarsi di un Piano per l'evasione tributaria e potrà utilizzare le entrate straordinarie derivanti, ad esempio, dalle alienazioni, per il Piano di rientro. Piano di rientro che dovrà' essere allineato al Bilancio.


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    Investita e uccisa da un camion mentre attraversava la strada. A perdere la vita, questa mattina intorno 7.20 in via Tuscolana, all'incrocio con via del Quadraro, una donna di 77 anni, C.V., che è stata travolta mentre si recava a fare la spesa nel mercato rionale. L'anziana è morta sul colpo a causa dell'impatto. Il semaforo dell'incrocio dove è avvenuto l'incidente è di quelli che segna il verde sia per il pedone che per i mezzi che devono girare. Il conducente del camion di derrate alimentari si è fermato a prestare soccorso. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia locale di Roma Capitale, la polizia di Stato e il 118.

    (Foto di Giordano Pennisi)


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    Nuovi sequestri al clan Righi. Sigilli a una gelateria in via del Tritone, nonché a ulteriori 4 bar - pizzeria – gelateria, ubicati nel pieno centro di Roma, via Agonale (piazza Navona), piazza Sant’Apollinare e vicolo del Bottino (piazza di Spagna). Sequestrata anche una società di Reggio Calabria, attiva nella vendita e noleggio di mezzi agricoli e di movimento terra, tutti beni risultati riconducibili ai fratelli Righi

    Tali attività commerciali, formalmente gestite da un cittadino cubano, sono risultate riconducibili ad A.M. classe 45, soggetto che negli anni 90 aveva fornito un contributo determinante alle attività di reimpiego di proventi illeciti, gestite a Roma dai fratelli Righi e che per tale ragione è indagato nel procedimento penale dell’A.G. di Napoli che ha portato all’arresto dei tre imprenditori napoletani. I beni sequestrati hanno un valore stimato di circa 7 milioni di euro.

    Un ulteriore provvedimento quindi nei confronti del gruppo societario riconducibile agli imprenditori napoletani Luigi, Antonio e Salvatore Righi, arrestati dai militari del Nucleo Investigativo di via in Selci nel gennaio scorso, in quanto ritenuti responsabili di attività di riciclaggio svolte nella gestione di decine di ristoranti e pizzerie ubicate nelle principali vie del centro storico della Capitale, sottoposte pertanto a sequestro di prevenzione, su richiesta della Procura della Repubblica – Dda di Roma e oggi gestite dagli amministratori giudiziari nominati dal Tribunale.


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    Comitati uniti contro il "trio monnezza: il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, il sindaco di Roma, Ignazio Marino ed il patron di Malagrotta, Manlio Cerroni", i cui visi sorridenti campeggiano sui cartelloni. Si sono dati tutti appuntamento davanti alla sede della Regione Lazio in via Cristoforo Colombo: il Coordinamento contro l'inceneritore di Albano, il Comitato rifiuti Zero di Fiumicino, il Comitato Bracciano stop discarica ed il Coordinamento no biogas e biomasse. E' un presidio pacifico che vuole puntare un faro sulle problematiche di carattere igienico sanitario-ambientale causate nei territori che ospitano l'inceneritore di Albano e le ormai famose discariche di Roncigliano, Cupinoro, Borgo Montello, Malagrotta e dell'Inviolata di Guidonia. Un secco no dei manifestanti stigmatizza anche gli impianti di biogas "che non sono la soluzione. Il Lazio è una Regione che sta morendo".

    regione protesta rifiuti

    IL CASO BRACCIANO -"Stiamo cercando disperatamente di essere più compatti e uniti nelle vertenze, questo presidio unitario è il risultato di un'assemblea che abbiamo organizzato alla Facoltà di Fisica della Sapienza qualche giorno fa", spiega Elena, referente del Comitato di Bracciano. "Siamo nel pieno della vertenza per la discarica di Cupinoro. Tre persone sono state indagate dalla procura della Repubblica per l'ampliamento illegale della discarica, perché i permessi a scavare erano privi del parere paesaggistico. La procura ha requisito tutti i documenti relativi alla discarica, il Noe li ha richiesti, qualcosa si sta muovendo".

    LA DISCARICA DI ALBANO - Per quanto riguarda la discarica di Roncigliano, "noi chiediamo, ai sensi della legge 152/2006, che vengano compiuti i controlli adeguati previsti, in caso di inquinamento, dal Titolo V del testo unico ambientale e che devono essere posti in essere dalla Regione o dal Comune di Albano che si rimpallano a vicenda la responsabilità", sostiene Daniele Castri, referente legale del comitato 'no inc'. Le analisi richieste dal Comitato, sono di tre tipi: "Un'analisi sui terreni e le falde acquifere sotto la discarica, che risultano gravemente compromesse; ulteriori analisi volumetriche del settimo invaso e controlli approfonditi sul funzionamento dell'impianto Tmb".

    LA "BUCA" DI ZINGARETTI - "In occasione dell'inaugurazione dell'isola ecologica di Genzano, il presidente Zingaretti ed il suo segretario, Stefano del Giudice, avevano promesso di riceverci oggi - conclude Castri - Abbiamo inviato diverse mail per la conferma ma non abbiamo ricevuto risposta". Nel frattempo è stato promesso un incontro ai manifestanti, presieduto non da Zingaretti ma dal responsabile della segreteria, Stefano del Giudice.A quanto si apprende dai referenti dei Coordinanenti, all'incontro parteciperà anche il dirigente regionale Bruno Placidi, colui che ha sostituito Ranieri de Filippis, coinvolto nell'inchiesta della Procura di Roma.  In attesa di entrare in Regione, il Coordinamento no inceneritore di Albano sta preparando l'ormai tradizionale spaghettata aglio, olio e peperoncino davanti all'ingresso della sede di Giunta.


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    Un nuovo parcheggio, con 417 posti auto e moto; accesso ai binari dal 2 al 25 dalla Galleria Vetrata, viabilità stradale dedicata per accedere da Pietralata, mentre proseguono i lavori di potenziamento infrastrutturale per il traffico regionale. Queste le novità che dal 19 aprile Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) mette in campo nella stazione Roma Tiburtina. Lo fa sapere in una nota Rfi.

    I PARCHEGGI - "In corrispondenza dell’ingresso Pietralata - prosegue la nota - aumentano i posti auto e moto, in aggiunta a quelli già disponibili da settembre 2013”. In tutto saranno 417 posti nel parcheggio comunale a piano strada; a breve, inoltre, sarà messo in servizio anche il parcheggio sotterraneo lato Pietralata con altri 418 posti. Operativo anche il kiss&ride, 10 stalli, per una sosta breve degli accompagnatori dei passeggeri in partenza o in arrivo. Cambia anche l’accesso ai binari dal 2 al 25 con percorsi dedicati dalla Galleria Vetrata, attraverso scale mobili e ascensori. La separazione dei flussi pedonali, aggiunge l’azienda, rende concreto il sistema di percorsi previsto nel progetto originario, dello studio Abdr Architetti Associati con il professore Paolo Desideri, e contribuirà a rendere più viva la stazione, valorizzando l’intera area dello scalo romano.

    I TRENI REGIONALI - Per un’informazione capillare, Rfi ha attivato tutti i propri canali di comunicazione e quelli del Gruppo Fs Italiane: annunci sonori e sui pannelli informativi; locandine e volantini; approfondimenti su FSNews.it, il quotidiano online, e su La Freccia.TV. Rete Ferroviaria Italiana ha inoltre richiesto alle società di trasporto ferroviario interessate di comunicare la novità anche ai propri clienti. Completano il quadro dell’informazione la presenza di personale Rfi, che aiuterà i viaggiatori a orientarsi nel nuovo percorso, e gli annunci nelle stazioni e sui treni della Metro B, grazie alla collaborazione con Atac. Proseguono, infine, i lavori di potenziamento infrastrutturale del nodo di Roma, che permetteranno tra pochi mesi, tra le altre cose, anche il ritorno dei treni regionali della linea FL2 Roma – Tivoli ai binari 24 e 25 della stazione Tiburtina.


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    Il 18 giugno si riaccenderanno i riflettori sul palco di Villa Adriana: dopo due anni di assenza, torna il Festival Internazionale di Villa Adriana, a Tivoli, la rassegna promossa dalla Regione Lazio - assessorato alla Cultura e alle Politiche Giovanili e prodotta dalla Fondazione Musica per Roma in collaborazione con il Mibact - Direzione Regionale Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio e il Comune di Tivoli. La ripresa del Festival, interrotto nel 2011, era stata annunciata lo scorso luglio con uno spettacolo-promessa, il concerto di Vinicio Capossela, che con il suo ensemble, il Trio Amadei e i solisti della Vianiner Philharmoniker, ha registrato il tutto esaurito.

    A presentare, nella sede della giunta regionale, quella che viene definita "una promessa mantenuta": il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti; l'assessora alla Cultura, Lidia Ravera; il presidente e l'amministratore delegato della Fondazione Musica per Roma, rispettivamente Aurelio Regina e Carlo Fuortes. La sesta edizione del Festival, che andrà in scena dal 18 giugno al 15 luglio 2014, accenderà un faro sull'area delle Grandi terme di villa Adriana, un monumento-gioiello, un sito riconosciuto dall'Unesco come Patrimonio dell'Umanità, incentivandone la spettacolarità attraverso la commistione tra bellezza architettonica ed una rassegna inedita di grandi eventi internazionali.

    Il programma offre una panoramica sulle novità più interessanti della scena Internazionale del teatro, della musica e della danza: 14 serate e 12 spettacoli diversi tra cui tre prime mondiali, una europea e due italiane. Brasile, Stati Uniti, Francia, Germania, Australia, Olanda, Uganda, Italia sono alcuni dei Paesi di appartenenza dei protagonisti di questo giro del mondo attraverso i talenti delle diverse espressioni artistiche esistenti. E' previsto anche un piccolo cameo dell'attrice Franca Valeri, presente alla conferenza, nello spettacolo della Compagnia di Urbano Barberini: "Le rovine di Adriano", sulle vicende che, nel 2012, accompagnarono il progetto di costruire una discarica a Corcolle, a 700 metri dal sito archeologico.

    Gli altri artisti che calcheranno il palco di Villa Adriana sono Emma Dante, Mario Brunello, Bruno Beltrão, Martha Graham Dance Company Richard Galliano, Mimmo Cuticchio e Ambrogio Sparagna, Ute Lemper, Carolyn Carlson, Circa, Nederlands Dans Theater 2, Night Commuters, Compagnia Urbano Barberini e Danilo Rea.

    Circo, balletto, teatro, musica tutte le espressioni artistiche saranno degnamente rappresentate. Per il teatro, Emma Dante proporrà due repliche della pièce 'Verso Medea'; Mimmo Cuticchio e Ambrogio Sparagna si cimenteranno nella musica popolare, per la prima volta insieme, con l'inedito 'I Quattro Canti di Palermo'. E ancora due prime assolute: Night Commuters, in cui il griot Gabin Dabirò, insieme a numerosi altri artisti africani, racconterà l'incredibile lotta per la sopravvivenza dei ragazzi africani del nord dell'Uganda e 'Le rovine di Adriano': lettura scenica in cui Urbano Barberini racconterà la storia della discarica a Corcolle. Per il circo contemporaneo, gli australiani Circa, già esibitisi in 24 paesi di 5 continenti, presenteranno Beyond. Per la danza, si alterneranno sul palco: il coreografo brasiliano Bruno Beltrào, la Compagnia di danza di Martha Graham e Carolyn Carlson. Infine NDT 2, ossia Nederlands Dans Theater 2 presenteranno, in prima italiana, tre coreografie firmate da artisti innovativi: I new then di Johan Inger, Shutters shut & subject to change di Sol Leon Lightfoot e Cacti di Alexander Ekman. Anche la musica sarà rappresentata in maniera autorevole nel Festival. Mario Brunello uno dei più grandi violoncellisti contemporanei eseguirà Odusia, traduzione latina di Odissea; dai vertici mondiali del jazz, Richard Galliano approderà sul palco di Villa Adriana con Tangaria Quartet; ed il cantante Ute Lemper, allieterà gli spettatori con lo straordinario recital 'Canzoni dal secolo breve' rendendo omaggio ai suoi ispiratori: Kurt Weill, Edith Piaf, Jacques Brel, Marlene Dietrich, Hanns Eisler, Bertold Brecht, Astor Piazzolla, Frederick Hollaender e Nino Rota. I biglietti di ingresso per i singoli spettacoli variano da 15 a 30 euro.

    Il Festival "non è una parentesi del deserto - ha dichiarato Zingaretti - ma fa parte di una strategia messa in campo insieme all'assessore alla Cultura Lidia Ravera e che è fatta di capitoli chiari tra cui - ha ricordato - l'approvazione in giunta della legge sugli spettacoli dal vivo dopo 36 anni ed i bandi per giovani creativi volti a sostenere la nascita di piattaforme tecnologiche e 'app' per la promozione dei territori e dei beni culturali del Lazio".

    “È la forza delle idee semplici: illuminare i beni culturali con lo spettacolo di qualità e questo deve diventare un format, un modello da esportare a tutti gli altri patrimoni che ci sono nel Lazio e in tutta Italia”, ha detto Ravera.


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    Gli stipendi dei dipendenti capitolini tornano a tenere banco dopo che il sindaco Marino ha ricevuto una relazione del ministero dell’Economia e delle finanza. Che contiene l’esito di alcune verifiche amministrative e contabili effettuate nei confronti di Roma Capitale per anni precedenti al 2013.

    Preoccupato per la situazione (“confermiamo che non verranno messi in discussione i livelli salariali e che saranno mantenuti gli impegni finanziari relativi al personale”, afferma il primo cittadino), ha inviato una lettera alle sigle sindacali Cgil Fp, Cisl Fp, Uil Fpl, Csa Regioni e autonomie locali, coordinatore Rsu. "Come sapete non appena insediato ho chiesto al Mef di inviare degli ispettori per fare chiarezza sui conti del Comune di Roma. Nei giorni scorsi ci è stata formalizzata da parte del Mef un’ampia relazione sui temi amministrativi-contabili per il periodo antecedente al 2014. Ritengo dunque utile, contemporaneamente ai dovuti approfondimenti che verranno eseguiti dagli uffici, dare mandato al Direttore generale di aprire un tavolo insieme a voi affinché si possano trovare soluzioni condivise alle criticità riscontrate. Spero di trovare in voi, ancora una volta, collaborazione e spirito costruttivo per il bene della città".

    Anche il vicesindaco Nieri cerca di stemperare gli animi. “Le retribuzioni  - afferma – dei dipendenti di Roma Capitale non saranno toccate, sia io sia il sindaco Marino lo ripetiamo da mesi e lo confermiamo anche oggi. Le osservazioni del Mef, contenute nella relazione relativa al quinquennio 2008 al 2013 che abbiamo ricevuto, non cambieranno in alcun modo il nostro impegno”.

    "I rilievi presentati dal ministero non riguardano tanto le risorse spese dal Campidoglio, quanto le modalità di spesa. In particolare, a quanto emerge dalla relazione del Mef che noi stessi abbiamo richiesto, il salario accessorio non può essere, per legge, erogato a pioggia ma dovrebbe essere legato alla produttività o ai singoli progetti". Così, l'assessore capitolino al Bilancio, Daniela Morgante interpellata da Omniroma. L'assessore ha tenuto a sottolineare che non è nelle competenze del suo assessorato intervenire sul salario accessorio, in quanto la questione attiene alla contrattazione decentrata. Dal canto suo Morgante sostiene che le modalità di erogazione del salario accessorio finora adottate dal Campidoglio "non sono in linea con le previsioni di legge", dunque le clausole dei contratti che fissano queste modalità "andranno rivisti".

    Ma a girare il coltello nella piaga ci pensa l’opposizione capitolina. "Una contrazione dei salari accessori, a fronte di un significativo fabbisogno di personale, rischia di privare i cittadini dei servizi essenziali, come ad esempio le scuole e i servizi sociali, con danni per la collettività. Marino e Nieri la smettano di guardare sempre agli ultimi 5 anni, forniscano gli elementi emersi dalla relazione del Mef, ci dicano se effettivamente la situazione è grave così come appare, siano chiari e trasparenti, e ne spieghino le potenziali conseguenze”, afferma Sveva Belviso, capogruppo Ncd in Campidoglio.


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    Al fine di "allentare la tensione sulla spesa, come mi era stato richiesto, siamo intervenuti su tutte le tariffe comunali, ad eccezione di quelle relative al sociale, adeguandole al costo della vita e del servizio". Così, l'assessore capitolino al Bilancio, Daniela Morgante. Tra le tariffe che sono state riviste nella nuova bozza di bilancio elaborata dall'assessorato, Morgante ha citato "i biglietti dei musei" e "il trasporto scolastico", assicurando che, invece, le rette dei nidi "non subiranno variazioni".

    Nell'elaborazione della bozza di bilancio comunale, sono stati effettuati "aggiornamenti sulle entrate tariffarie" che hanno consentito di recuperare un "tesoretto di circa 100-130 milioni di euro". Queste maggiori risorse "saranno utilizzate per i bilanci 2015 e 2016, per allentare la tensione sulla spesa o per applicare un decremento sull'addizionale Irpef".

    "Il Piano di rientro è un'operazione molto complessa, ci vorrà tempo per chiuderlo". Così, l'assessore comunale al Bilancio Daniela Morgante. Quindi, se il bilancio comunale potrebbe essere approvato entro maggio, anche se il Governo ha concesso una proroga fino 31 luglio, per il Piano di rientro "i tempi saranno più lunghi" e probabilmente saranno utilizzati tutti i 120 giorni che il Governo ha concesso alla Capitale. "L'operazione è complessa - ha aggiunto Morgante - perché bisogna rivedere una ad una tutte le partecipate, con un ragionamento strutturale".


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    Continua l’attività della squadra mobile di Roma, coordinata dalla Procura della Repubblica dei minorenni,  per acquisire elementi utili a chiarire la dinamica che ha portato al decesso del giovane studente svizzero in gita nella città di Roma. In tal senso, è stato individuato  il negozio dove il ragazzo ed altri due suoi compagni di scuola giunti nella Capitale hanno acquistato i coltelli 'a farfalla', uno dei quali ha cagionato la morte dello studente. Le prime valutazioni del medico legale sono state riferite alla Procura e sono al vaglio del magistrato titolare dell’indagine. Quattro studenti che facevano parte della comitiva risultano indagati per omicidio, atto dovuto per l’esecuzione degli accertamenti disposti dall'autorità giudiziaria. La scolaresca è in procinto di lasciare la Capitale per far ritorno in Svizzera.


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    Al grido di "Ribaltiamo il governo Renzi cancelliamo il decreto Lupi e il Jobs Act" è partito da Porta Pia il corteo dei Movimenti per il diritto all'abitare. Qualche migliaio al momento i manifestanti, guidati dal camion con lo striscione "Casa reddito e dignità", che trasmette rap a tutto volume. "Stiamo riconquistando Roma metro dopo metro - ha dichiarato il leader del Coordinamento cittadino lotta per la casa Luca Fagiano in apertura di corteo - al palazzo della vergogna del ministero, preferiamo il palazzo di Porta Pia su Corso Italia che ha dato casa a tante famiglie".

    Manifestante ferito alla mano

    FERITO PER L'ESPLOSIONE DI UN PETARDO - Manifestante con mano insanguinata durante il corteo dei movimenti per la casa. A quanto si è appreso gli è esploso un ordigno, forse un petardo in mano. Soccorso. Sul posto è arrivata un'ambulanza, dopo circa 15 minuti. Si tratta di un 47enne. Ha una grave lacerazione alla mano. L'uomo è stato portato in codice rosso dal 118 al Policlinico Umberto I. Il nipote del ferito ha cercato le dita della mano (vedi foto) dello zio per poi portarle in ospedale in taxi.

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    Lancio di bottiglie di vetro, arance e uova contro l'ingresso del ministero dell'Economia su via XX Settembre da parte di alcuni partecipanti al corteo. Hanno colpito le impalcature in legno sull'entrata ma sono finite anche nella direzione di giornalisti e fotografi. Le vetrine del laboratorio di analisi e poliambulatorio 'Alessandria', la banca di Credito Cooperativo di Roma ed i muri di via Piave sono stati imbrattati con bombolette di vernice rossa. Sulle vetrine le scritte: "W il nuovo Pci". Il Carc "partito dei comitati di appoggio alla resistenza", hanno timbrato in verde la frase: "rendiamo ingovernabile il Paese a banche e Vaticano. Costruiamo un governo di emergenza popolare".

    Con il lancio di bombe carta, bottiglie, arance e ortaggi verso le Forze dell'ordine schierate a protezione del ministero dello Sviluppo economico a via Veneto, prosegue la manifestazione dei Movimenti per il diritto all’abitare in corso a Roma. Un gruppo di manifestanti con caschi e a volto coperto in molti casi dalla maschera di "V per Vendetta", sta arrivando alla testa del corteo, che avanza verso il cordone di Polizia e Carabinieri in assetto antisommossa.

    E' partita la carica della forze dell'ordine contro i manifestanti. Gli aderenti al corteo hanno lanciato contro le forze dell'ordine fuochi d'artificio e bombe carte davanti al ministero dello sviluppo Economico in via Veneto. Queste hanno risposto scendendo da piazza Barberini con lancio di fumogeni alcuni dei quali hanno preso fuoco una volta a terra. Le forze dell'Ordine caricano i manifestanti. Alcune pesone sono a terra in via del Tritone.

    I PARTECIPANTI - A sfilare tra gli altri Action, No Tav, ma anche i partiti della galassia comunista tra cui Rifondazione: "Bisogna costruire una rivolta generazionale dal basso - dichiara il segretario Paolo Ferrero - contro le politiche di Renzi che ha il consenso artificiale dei mass media, ma non affronta i problemi, li peggiora soltanto. Ormai il Parlamento non conta, ci vogliono le manifestazioni".

    I CONTROLLI - Alcune persone, in procinto di recarsi alla manifestazione, sono state fermate dalla Polizia di Stato in piazzale del Verano. Molti di loro, nel corso dei controlli, sono stati trovati in possesso di bastoni e picconi. Le persone sono state identificate e saranno denunciate all’Autorità Giudiziaria.

    Il rosso è il colore dominante in coda del corteo nazionale dei Movimenti per il diritto all'abitare, il primo contro il governo Renzi. Dai fumogeni alle bandiere sventolate dai manifestanti: ci sono quelle del Pc, Asia Usb, 'L'altra Europa di Tsipras', e ancora bandiere rosse di 'Sinistra anticapitalista', del 'Partito di alternativa comunista', e del sindacato intercategoriale dei Cobas, quest'ultimo rappresentato principalmente da immigrati, che alzano cori come "Lotta dura senza paura " e "Il facchino paura non ne ha". Spuntano anche bandiere della Palestina, arcobaleni della pace e bandiere No Tav. Tanti gli striscioni srotolati: "Popoli d'Europa solleviamoci", "Sanità senza profitto" "Uniti ed inflessibili contro il jobs act", "Spazziamo via il governo del Berlusconi democristiano Renzi", "Lotta e autorganizzazione dalle campagne alla distribuzione", mentre dal megafono parte un coro: "Ce l'ha detto Matteo Renzi della flessibilità noi saremo inflessibili per combattere il jobs act".

    Il corteo, dopo avere attraversato le vie del Centro (Corso d’Italia, via Piave, via XX Settembre, largo di S. Susanna, via Barberini, piazza Barberini, via Veneto, via del Tritone, via del Traforo, via Nazionale, piazza della Repubblica, viale de Nicola, via Solferino, via S. Martino della Battaglia, piazza Indipendenza, viale Castro Pretorio, viale del Policlinico), tornerà poi, in serata, al presidio. Una decina di tende sono posizionate da mercoledì davanti al ministero delle Infrastrutture, presidiato dalle forze dell'ordine. In 20.000, dai No Tav della Val Susa ai No Muos di Palermo, per ribadire che “i diritti si conquistano a spinta” e lanciare l’assedio ai “palazzi del potere”.

    Casa, corteo 12 aprile

    I MOVIMENTI - "Dopo le occupazioni, gli sgomberi e il blitz nella sede del Pd - spiegano i manifestanti - i movimenti romani contro l'austerity e per il diritto all'abitare tornano là dove ci eravamo lasciati il 20 ottobre scorso, nella piazza antistante il ministero delle Infrastrutture, ancora abitato da quello stesso Maurizio Lupi che ha attraversato indenne il passaggio tra due governi non eletti e che appena riconfermato nel suo ruolo ha licenziato un Piano casa a tutto vantaggio dei costruttori, pesantemente classista e punitivo nei confronti di chi ha bisogno di occupare per avere un tetto sulla testa".

    JOBS ACT E PIANO CASA - Secondo il movimento per la Casa sono attesi decine di pullman da tutta Italia. Jobs Act e Piano Casa nel mirino degli attivisti, che toccheranno alcuni obiettivi sensibili come il ministero dell’Economia di via XX settembre (davanti al quale nel corteo del 19 ottobre vi furono brevi scontri tra manifestanti e Forze dell’ordine) e quello del Lavoro di via Veneto, dove è previsto un sit-in. “Tutt@ a Roma” è l’invito che rimbalza su Twitter e Facebook, accompagnato dall’hashtag #12A, “gemello” di quel #19O che contrassegnò l'evento del 19 ottobre. Vi parteciparono circa 50.000 persone, con partenza da piazza San Giovanni per poi approdare alla “acampada” di Porta Pia e all'incontro con il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi.

    SICUREZZA - Tavolo tecnico ieri in Questura per coordinare i servizi di sicurezza. Tra le iniziative adottate, è stata disposta l’intensificazione dei servizi di vigilanza degli obiettivi ubicati lungo il percorso del corteo e nelle adiacenze dello stesso, con particolare riferimento ad obiettivi istituzionali e di Governo, alle sedi diplomatiche ed a quelle dei dicasteri più a rischio. Particolare attenzione sarà riservata, oltre che alle vie di transito del corteo, anche alla zona di piazzale di Porta Pia, con controlli che interesseranno anche veicoli in sosta, cassonetti dei rifiuti e contenitori della raccolta differenziata, potenziali luoghi ove potrebbero essere celati oggetti contundenti da parte di malintenzionati. Saranno inoltre accuratamente vigilati gli scali ferroviari, le tratte ferroviarie, gli scali aeroportuali ed aerei, allo scopo di disciplinare e segnalare gli spostamenti dei manifestanti.

    Iniziati nella mattinata di ieri, sono proseguiti per tutta la notte i servizi di pattugliamento e perlustrazione messi in atto dalla Polizia di Stato che, in collaborazione con le altre forze dell’ordine e avvalendosi anche dell’ ausilio dei reparti specializzati degli artificieri, dei cinofili e della scientifica, ha effettuato continue bonifiche lungo tutto il tratto interessato dalla manifestazione. Durante le verifiche non sono state riscontare anomalie di rilievo.

    MOBILITA’ - Per motivi di sicurezza, l’Agenzia per la mobilità fa sapere che dalle 14 a cessate esigenze, saranno chiuse le stazioni Barberini e Repubblica della metro A.

    COMMERCIANTI - Preoccupazione da parte dei commercianti. "Le piccole e medie attività vivono un nuovo giorno di caos e di interruzione coatta delle attività – dice Valter Giammaria, Presidente Confesercenti di Roma - sia per l’impossibilità di essere raggiunti che per la chiusura di molte strade e interruzione del trasporto pubblico - aggiunge - Non è possibile continuare in questa maniera”. E chiedono “che vada difeso il diritto anche a poter svolgere il proprio lavoro e dare il servizio che viene richiesto a chi lavora in questa Città”. Giovanna Marchese Bellaroto, presidente Cna Commercio dichiara: “Le strade del centro di Roma sono già da giorni piene di pellegrini che affluiscono in centro per la beatificazione dei papi: una grande opportunità per il commercio di prossimità piegato dalla crisi. Chiediamo al sindaco Ignazio Marino che le motivazioni sacrosante e giustissime dei cittadini che parteciperanno alla manifestazione non siano in conflitto con il cuore produttivo e con il diritto a fare impresa dei commercianti del centro storico di Roma”.

    MARINO - Il primo cittadino rassicura tutti: “Ho cercato anche il ministro dell'Interno – ha detto nei giorni scorsi - perché voglio avere la certezza e ho avuto tutte le rassicurazioni che sarà così, di avere in campo le forze dell'ordine necessarie affinché, come accadde a ottobre 2013, di fronte ad annunci di possibili disordini o violenze, la città possa permettere a coloro che vogliono manifestare pacificamente di farlo e isoli coloro che pensano di trasformare le nostre strade in un teatro di violenza o offendere la città con scritte che possano determinare danni al decoro urbano".


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    Vendeva oggetti pornografici nel suo negozio di casalinghi. Sono stati gli agenti del Commissariato di San Giovanni, a seguito di un controllo, ad intervenire denunciando la titolare dell’attività. La vicenda è nata da alcune segnalazioni di cittadini che hanno riferito ai poliziotti la presenza in “bella vista” all’interno di un negozio di via Appia, di oggetti non certo “appropriati” e per nulla inerenti l’attività lavorativa.

    L'ARRESTO - Numerosi, e di variegata tipologia, erano infatti gli oggetti pornografici esposti sugli scaffali all’interno dei locali del negozio. Tutti oggetti ben visibili ai clienti, peraltro erano anche sistemati in modo tale da poter essere “a portata” di mano di chiunque entrasse. Gli agenti del Commissariato dopo un’accurata ispezione del negozio hanno così identificato la titolare dell’esercizio commerciale; tutta la “particolare” merce è stata sequestrata. La donna, una 45enne cittadina rumena, al termine di ulteriore verifiche è stata denunciata per l’esposizione e il commercio di materiale osceno.


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    Un uomo di 65 anni ferito gravemente da un colpo di fucile esploso nel garage condominiale del palazzo in cui viveva in via Capo Poro ad Ostia. A quanto si apprende l'uomo si è sparato all'addome con un fucile da caccia alle 3 circa di questa notte ed ha chiamato un'ora dopo il 118. I soccorsi intervenuti sul posto insieme alla polizia hanno trovato il 65enne insanguinato a terra nel garage del condominio.

    L'uomo è stato trasportato all'ospedale Grassi di Ostia dove è ricoverato in rianimazione. Al momento l'ipotesi più accreditata dagli investigatori è quella del tentato suicidio. In casa è stato trovato un biglietto che spiegherebbe i motivi del gesto e una pistola. Entrambe le armi sono regolarmente registrate. I vicini di casa hanno dichiarato che l'uomo viveva da solo. La polizia di Ostia sta effettuando le verifiche necessarie per accertare che la telefonata al 118 sia stata effettuata dallo stesso 65enne.


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