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    Un gol più bello dell'altro (Taddei, Ljajic, Gervinho), poche pause e rischi limitati alla rete nel finale di Migliaccio e poco più. Nonostante le tante assenze (Pjanic, Florenzi e Destro squalificati, Benatia infortunato), la Roma, al settimo successo consecutivo, passa senza problemi sull'Atalanta, sbrigando una pratica insidiosa solo sulla carta. Di fatto non c'è mai stata partita, con i giallorossi scesi in campo con un atteggiamento perfetto, da applausi a prescindere dal risultato: un 3-1 che non ammette repliche e che consente a Garcia di riportarsi almeno per una notte a -5 da Conte.

    SUBITO ALL’ASSALTO- La Roma, insomma, continua a credere nel miracolo, mentre l'Atalanta vista all'Olimpico ha dato l'impressione di essere già in vacanza. È un autentico dominio quello che si vede nei primi 20', dove i giallorossi spaventano Consigli con due assalti dello scatenato Gervinho e con un destro del recuperato Totti fuori di poco. Ma soprattutto con il gol, realizzato al 13' da Taddei (seconda rete stagionale), che capitalizza al meglio il cross di Dodò a dire il vero destinato a Totti. Quel che conta però è il vantaggio romanista. L'Atalanta, fin lì in totale balìa dell'avversario, comincia a macinare gioco e con Bonaventura e soprattutto Estigarribia inizia a farsi vedere dalle parti di De Sanctis.Tra il 36' e il 37' due azioni spettacolari della Roma portano al tiro Maicon (Consigli attento) e Nainggolan (out) tra gli applausi dell'Olimpico. Sussulti finali di Bonaventura limitato da De Sanctis e Castan, questa sera leader della difesa con Toloi al posto di Benatia. Ma al 44' capolavoro giallorosso in contropiede. Il solito Gervinho per Totti, di prima per De Rossi che l'appoggia a Ljajic che, sull'uscita di Consigli, firma il 2-0.

    CONTROLLO TOTALE- Scatta meglio l'Atalanta nella ripresa, con Denis a un passo dal gol: il Tanque approfitta di un buco di Dodò per evitare Castan e De Sanctis in uscita, sul suo sinistro a botta sicura è strepitoso De Rossi in spaccata.Scampato il pericolo e mentre De Luca cede il posto a Livaja, la Roma regala spettacolo con un'azione da 20-30 tocchi consecutivi sventata nel cuore dell'area da Yepes. È il prologo al tris, che arriva sull'asse Totti-Ljajic, assist dell'ex viola per Gervinho e partita chiusa con mezz'ora d'anticipo. Anche De Sanctis si guadagna la sufficienza piena intervenendo su un cross di Livaja e un destro di Bonaventura, mentre Castan limita Denis (26'). Tra Ljajic e la doppietta personale si mette un palo clamoroso, poi Gervinho si divora un gol clamoroso a porta vuota. Dall'altra parte non sbaglia Migliaccio (33'), con un gran colpo di testa che inchioda De Sanctis. Cambia poco nonostante i cambi di Totti, Maicon e Ljajic: la Roma vince la 24ma partita stagionale e merita di crederci ancora.

    STRISCIONI PERICOLOSI- Cori offensivi corredati da uno striscione di cattivo gusto all'indirizzo del giudice sportivo, Gianpaolo Tosel, sono partiti dalla Curva Nord dello stadio Olimpico durante il primo tempo dell'anticipo di campionato tra Roma e Atalanta. I tifosi della Roma non hanno digerito la squalifica di tre giornate inflitta con la prova tv a Mattia Destro e hanno manifestato il proprio malcontento con la scritta ''Tosel Muori”.


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    Ricostruire l'identità di un'isola partendo dalla sue radici e dalla terra.  E' questo l'obiettivo di "Porto l'orto a Lampedusa", l'ambizioso progetto di Terra!Onlus e del circolo Legambiente di Lampedusa "Esther Ada" che dalle 11 di questa mattina invaderà i Fori Imperiali fino al tramonto. Una festa cittadina, in cui musica, dibattiti, degustazioni di prodotti locali e lampedusani, vini biologici e birre artigianali, saranno gli ingredienti di una giornata dove i Fori Imperiali faranno da punto di contatto con la comunità lampedusana, produttori agricoli, cooperative di migranti e ortisti.

    porto l'orto a lampedusa

    GLI ORTI URBANI SULL'ISOLA -“Il progetto – spiegano gli organizzatori - ha come obiettivo la creazione di orti urbani che hanno una doppia valenza: sociale e ambientale. Da un lato si vuole dare spazio a storie di normalità, le stesse che, intessute tra di loro, compongono e vivificano una comunità, su cui troppo spesso grava il peso dell’emergenza; dall’altro restituire all’isola quella vocazione agricola ormai esaurita”. Anche perché lo scopo è raccontare cosa sia veramente Lampedusa, "la cui identità non è quella distorta dai media nel racconto di una tragedia senza fine, ma quella di chi lì vive o ci transita. Un'isola che è soprattutto un approdo sicuro per migliaia di persone che hanno avuto salva la vita, per iniziarne una nuova.Un’isola la cui comunità ha saputo accogliere e soccorrere, da sempre”.

     IL PROGRAMMA - La giornata è promossa da Roma Capitale, Terra!Onlus, Legambiente Lampedusa e Comune di Lampedusa e Linosa. All'iniziativa interverranno anche Ignazio Marino e Giusi Nicolini Sindaco di Lampedusa e Linosa. I visitatori potranno partecipare a laboratori teorici e pratici per approfondire alcune tematiche legate alla autoproduzione, alla fertilità del suolo e a metodi agricoli innovative e numerose saranno le attività riservate ai bambini che potranno conoscere, attraverso il gioco, le tematiche legate all’ecologia e all’uso sostenibile delle risorse naturali. Dalle 15 fino al tramonto sul “Palco a pedali”, il primo completamente alimentato dalla pedalata di cento volontari, suoneranno i Tetes de Bois, Il Muro del Canto, Assalti Frontali, PopuCià e i Bamboo.


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    Un'incredibile errore umano durante un trattamento di fecondazione assistita, uno scambio di embrioni tra coppie donna che portato una donna a rimanere incinta di due gemelli di un'altra. Il caso clamoroso, accaduto all'ospedale Sandro Pertini, viene raccontato sul quotidiano La Stampa, secondo cui la Regione Lazio ha chiuso da alcune settimane l'Unità medica per la sterilità del Pertini e istituito una commissione di esperti per fare chiarezza.

    L'ERRORE - Lo scambio di embrioni é avvenuto il 4 dicembre scorso, quando quattro coppie si sono sottoposte al trattamento di fecondazione assistita. Ma nonostante i molti test svolti prima della procedura qualcosa é andato storto e gli embrioni da impiantare sono stati scambiati. Con il risultato che ora una delle quattro donne é incinta al quarto mese di due gemelli con il profilo genetico di un'altra coppia. E l'ha scoperto al terzo mese. Il caso é finito all'attenzione del governatore del Lazio Nicola Zingaretti - riferisce La Stampa - che d'accordo con il direttore generale del Pertini (che non era ancora in carica al momento dei fatti) ha formato una commissione d'inchiesta. L'organismo é stato affidato al rettore dell'Università di Tor Vergata, il genetista Giuseppe Novelli.

    L'INDAGINE - Dovrà chiarire tutta una serie di aspetti, tra cui la compatibilità dei due gemelli. Delle quattro coppie sottoposte a trattamento al Pertini il 4 dicembre, altre due sono a rischio: lo scambio di embrioni potrebbe aver interessato anche loro. Per la quarta coppia invece il tentativo di fecondazione ha avuto esito negativo. Domani si riunirà la commissione per iniziare a fare luce sul caso, mentre si prospettano risvolti legali e giudiziari della vicenda.


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    La Lazio esce sconfitta al San Paolo per 4-2 dopo aver tenuto testa ai padroni di casa nonostante 40 minuti in inferiorità numerica. I biancocelesti, di fatto senza punte di ruolo, contengono il forcing iniziale degli azzurri e ripartono quando possono. Al 15' è un errore grossolano di Albiol a innescare Candreva che imbecca Mauri: girata imprecisa, il Napoli se la cava.

    IL SOLITO LULIC - Il campanello d'allarme non sveglia gli azzurri, che al 21' vengono puniti dallo splendido gol di Lulic. L'esterno controlla, si gira e fulmina Reina con un perfetto diagonale: 0-1. Il Napoli reagisce e Higuain ha a disposizione la palla del pareggio: Berisha devia e salva. Dall'altra parte, al 30', Anderson si costruisce la chance del raddoppio ma spreca tutto centrando Reina da distanza ravvicinata. Le difese allegre sono garanzia di spettacolo e le occasioni fioccano: al 37' Insigne si iscrive al tiro al bersaglio, ma dopo uno stop pregevole non inquadra la porta. 

    LAZIO IN DIECI -È perfetta, invece, la mira di Mertens al 41'. Dribbling secco, destro micidiale e palla all'incrocio: 1-1. Il belga sale in cattedra in avvio di ripresa con una violenta accelerazione. Cana lo stende, rigore e Higuain fa centro dal dischetto: Napoli avanti 2-1 al 48' e Lazio in 10. L'attaccante argentino concede il bis al 66', firmando la doppietta che vale il 3-1 ma non chiude il match. La Lazio è ancora viva, all'81' accorcia le distanze con Onazi e nel finale si sbilancia a caccia del pareggio. I capitolini lasciano praterie in difesa, Higuain non trova ostacoli e corona la giornata speciale: 4-2.


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    E' stato occupato ieri notte  l'edificio di via Catignano, a Castelverde, che ospitava la vecchia scuola elementare del quartiere, trasferita ormai  nella nuova struttura di via Massa San Giuliano da più di un anno. Ad aver preso possesso momentaneo dell'immobile sono molti dei nuclei famigliari che lo scorso dicembre erano stati sgomberati dalla palazzina di via Valentino Cerruti, a Ponte di Nona, di proprietà del costruttore Caltagirone, occupata nell'aprile 2013 nell'ambito dello Tsunami tour dei movimenti per la casa.

    L'INVERNO AL FREDDO -  Gli occupanti, fra cui molti bambini, hanno deciso di entrare nell'ex scuola elementare di Castelverde, la cui proprietà non è comunale, dopo aver passato tutto l'inverno nell'ex sede Asl di via Aldo Capitini. L'occupazione è promossa da Action e sulla facciata dell'edificio campeggia uno striscione che recita: "Sgombero Ponte di Nona, Arroganti coi deboli, servili coi forti".


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    Se ne è andato questa mattina alle prime luci dell’alba Emanuele Pacifici, figlio del Rabbino Riccardo Pacifici e di Wanda Abenaim, padre di Riccardo Pacifici, Presidente della Comunità Ebraica di Roma. E’ stato un’importante figura dell’ebraismo italiano. Oggi alle ore 14 si terranno i funerali religiosi all’interno del cimitero ebraico di Prima Porta.

    LA STORIA - Nato il 15 giugno del 1931 - ricorda la Comunità ebraica di Roma in un comunicato - Emanuele Pacifici scampò alla Shoah nascondendosi dai cacciatori nazisti ospitato nel collegio delle suore di Santa Marta a Settignano (Firenze), quando era ancora un giovane adolescente. Il padre fu catturato a Genova, mentre era alla guida della sua Comunità. La madre fu invece catturata nel convento delle suore di Santa Maria Gesù in piazza del Carmine a Firenze. Entrambi i genitori furono trucidati nelle camere a gas di Auschwitz-Birkenau. Finita la guerra, ritrovato da un soldato della Brigata Ebraica all’interno del convento, Emanuele Pacifici tentò di fare l’Alyah (la “salita” verso Israele). Ma una terribile malattia gli impedì di partire. Restò in Italia divenendo uno dei più importanti custodi della memoria ebraica italiana del Novecento.

    LO STUDIO - Ha dedicato tutta la sua vita alla registrazione degli eventi che hanno coinvolto l’ebraismo lungo decenni. Grazie al suo lavoro di raccolta ha ricostruito la storia delle Comunità ebraiche italiane, in particolar modo di quelle scomparse, e ha conservato la più ampia documentazione sul rabbinato di Rav Elio Toaff. Custode geloso del suo archivio e della sua biblioteca ha dato la possibilità a tutti – dagli alunni ai professori, dai Rabbini agli uomini di Chiesa – di poter studiare gli avvenimenti che hanno coinvolto l’ebraismo italiano.

    L'ATTENTATO - Il 9 ottobre del 1982 Emanuele Pacifici fu coinvolto nel tragico attentato al Tempio Maggiore di Roma dove morì il piccolo Stefano Gaj Taché. L’esplosione lo ferì lasciandolo in fin di vita. Venne salvato dai medici dell’ospedale del Fatebefratelli dopo aver lottato per mesi contro la morte. Neppure quell’episodio fermò la sua missione. Emanuele Pacifici continuò per tutta la vita a studiare e a registrare la storia, gli usi e le tradizioni dell’ebraismo italiano. "Oggi suo figlio Riccardo, il Consiglio della Comunità Ebraica di Roma e tutto l’ebraismo - così si chiude la nota - lo ricordano commossi".


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    "Un nido di vespe". Così i nazisti solevano identificare il quartiere Quadraro. Perché era lì, durante l'occupazione tedesca, che si nascondevano tanti dei temuti "nemici": partigiani, renitenti alla leva, sabotatori e oppositori al regime. Gli stessi che l'artista Nicola Rotiroti sta in questi giorni ricordando sulle pareti esterne della Scuola Primaria Statale 'Damiano Chiesa', in occasione di Q44,la commemorazione per il 70° anniversario dal rastrellamento tedesco. Il titolo della sua opera, Arnia, non è di certo casuale e si riferisce, letteralmente, a una complessa e stratificata "unità abitativa" costruita dall'apicoltore per accogliere una colonia di api. 

    quadraro nido di vespe 2

    L'OPERA - Nell'idea dell'artista, la struttura ad alveare rimanda a due suggestioni tra loro contrastanti ma profondamente connesse. Da una parte, l’atto di trattenere il respiro rimanda allo stato di soffocamento e costrizione subito dalle molte vittime delle deportazioni durante la Seconda Guerra Mondiale, in primis quelle avvenute nel Quadraro il 17 aprile 1944. Dall’altra, l’apnea rimanda al concetto di resistere: trattenere la vita in mancanza di ossigeno. Come afferma Rotiroti, la scelta di intervenire sulle pareti di una scuola è parte fondante dell’opera: "la scuola è un punto d'incontro di varie realtà, di varie generazioni, situazioni umane diverse, il luogo in cui si trasmette il sapere umano. La scuola diventa la metafora di una macchina del tempo, un crocevia umano che richiama al non dimenticare, al trasmettere di padre in figlio, da professore a studente ciò che è successo".

    IL PROGETTO - Arnia infatti è una delle opere che rientra nel più ampio progetto Ginkgo, a cura di Valentina Fiore e in collaborazione con l’Associazione Punto di Svista, che, nell'ambito di Q44, il 70° anniversario del Rastrellamento del Quadraro (1944-2014), disseminerà in spazi sia pubblici che privati del quartiere i lavori di quattordici artisti che tra il Quadraro e Torpignattara vivono, o hanno radicato il loro studio d’artista, creando atelier condivisi come Off1c1na e Studio 54: Paolo Assenza, Arianna Bonamore, Paolo Dore, Luca Grechi, Marta Mancini, Anahi Angela Mariotti, Tommaso Medugno, Franco Ottavianelli, Gino Piacentini, Julie Poulain, Nicola Rotiroti, Germano Serafini, Simone Tso, Daniele Villa.

    LA RESILIENZA - "Partire dai Ginkgo Biloba  - si legge nella nota che promuove l'evento - significa cercare di confrontarsi in maniera poetica e stratificata, ma altrettanto concreta con il tema della Resistenza, colonna portante di Q44, una rassegna simbolo di un quartiere che da anni mantiene viva non soltanto la sua memoria, ma anche la propria ricettività culturale. La capacità dei Ginkgo Biloba di sopportare eventi traumatici esterni, riadattandosi al contesto, ha portato la definizione del progetto Ginkgo verso il concetto di resilienza. Un termine denso e stratificato che, forse più di resistenza, riesce a racchiudere una riflessione che parte dalla memoria storica per approdare all’oggi, al quotidiano, con particolare attenzione al rapporto tra Arte e contesto urbano".


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    Clonavano carte di credito per un giro d’affari da 100mila euro al giorno. Per questo sono state emesse 7 ordinanze di custodia cautelare in carcere e mandati di arresto europei dal Gip del Tribunale di Roma nei confronti dei responsabili di una associazione per delinquere transnazionale. Quindici i soggetti denunciati in stato di libertà per gli stessi reati che si vanno ad aggiungere alle 21 persone arrestate in flagranza di reato durante lo sviluppo dell’attività investigativa.

    L’ASSOCIAZIONE A DELINQUERE - L’operazione Dolly Card deriva da arresti di flagranza di reato effettuati, alla fine del 2012, dai carabinieri della Stazione di Roma San Lorenzo in Lucina e dal successivo approfondimento investigativo sviluppato dai Reparti del Comando Carabinieri Antifalsificazione Monetaria. Le investigazioni hanno consentito di accertare l’esistenza di un’associazione per delinquere, con basi operative a Roma ed in Bulgaria, composta prevalentemente da soggetti di etnia bulgara specializzati nella clonazione di carte di credito mediante la manomissione di bancomat.

    IL MODUS OPERANDI - Il sodalizio criminale installava sugli sportelli automatici di erogazione del denaro – scelti in relazione all’affluenza di turisti – apparecchiature “skimmer” dotate sia di un lettore in grado di carpire i dati riservati delle carte di credito utilizzate per il prelievo del denaro, che di una microtelecamera per rilevarne i relativi Pin segreti. I dispositivi, dopo alcune ore, venivano recuperati da alcuni complici. Una volta acquisiti, i dati delle carte di credito venivano inviati via internet in altri paesi (Stati Uniti d’America, Kenya, Isola di Bali in Indonesia) e poi “clonati” sui supporti plastici (cd. white plastics) utilizzati per effettuare gli illeciti prelievi di denaro contante, in danno dei titolari.

    L’attività di indagine ha consentito di acquisire importanti riscontri a supporto della tesi investigativa, soprattutto in occasione degli arresti in flagranza di reato dei 21 soggetti, sorpresi in diverse occasioni a manomettere gli sportelli della banche di Roma, e del contestuale sequestro di 78 congegni skimmer, 33 microtelecamere e centinaia di carte di credito già clonate. Mediante le attività di cooperazione internazionale di polizia, effettuate tramite il serivizio di Europol, è stato appurato che le apparecchiature elettroniche utilizzate per carpire i dati delle carte di credito venivano assemblate tra Sofia e Plovdiv, in Bulgaria.
     


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    La Procura indagherà sull'agente, forse un dirigente, immortalato da fotografi e cameramen, giubbotto di pelle e pantaloni tabacco, che, con casco e manganello, si avvicina a una coppia abbracciata sull’asfalto e con un piede sale sull’addome della ragazza durante i tafferugli avvenuti a margine della manifestazione dei movimenti per il diritto all'abitare di sabato 12 aprile. Sulla vicenda gli inquirenti sono in attesa di una relazione della Digos che sta svolgendo accertamenti in proposito, finalizzati anche a identificare l'esponente delle forze dell'ordine. Per il momento la ragazza non avrebbe presentato denuncia, ma anche lei dovrà essere identificata in quanto parte offesa. I video che stanno girando sulla rete finiranno nel fascicolo che sarà aperto dalla Procura non appena arriverà l'incartamento della Digos.

    Intanto, la custodia cautelare in carcere per due manifestanti e i domiciliari per altri due è stato chiesto al gip dal pm Stefano Albamonte nei confronti di quattro manifestanti bloccati sabato durante il corteo. In particolare il carcere è stato sollecitato per Lorenzo Marabino (36 anni) e Antonio Pompea (19 anni) mentre gli arresti domiciliari sono stati chiesti per Ugo Esposito (25 anni) e Simon Canca (18 anni). A tutti è contestato di aver partecipato agli scontri con le forze dell'ordine lanciando oggetti, mentre a Marabino e Pompea anche la resistenza e le lesioni a pubblico ufficiale. La differenza di reati deriva dall'esame di foto e video fatto dalle forze dell'ordine contenuti nella relazione depositata in Procura. Sulla richiesta si pronuncerà il gip mercoledì.


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    "Sul teatro di Roma tutto tace fragorosamente... io mi sono espresso pubblicamente x dare una mano gratuita... è una emergenza. Sos sos sos". Così, Alessandro Gassmann, su Twitter. L'attore, riferendosi allo stallo nella scelta del direttore artistico del teatro di Roma, già lo scorso 6 aprile, in occasione dell'ultima replica dello spettacolo Riccardo III al Teatro Argentina, parlando al pubblico aveva detto: "Questo teatro sta soffrendo moltissimo e rischia molto per il proprio futuro. In questo momento di emergenza, io mi sono reso disponibile a dare una mano gratuitamente a questo teatro. Spero che questa disponibilità venga accolta - ha aggiunto tra gli applausi del pubblico - o che comunque al Teatro di Roma venga a dare una mano un professionista del teatro".

    "Non è il momento di chiedere soldi - aveva concluso - è il momento di rimboccarsi le maniche e dare una mano". Poco prima dello spettacolo, sempre su Twitter, l'attore aveva anche lanciato un appello al sindaco Ignazio Marino, al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, al ministero dei Beni culturali e al Teatro di Roma.

     "Ho parlato con i lavoratori - aveva scritto - c'è la capacità per un'azione di emergenza. Io a disposizione gratuitamente". Poi, ai follower che avevano retwittato il suo messaggio acclamandolo "direttore artistico del teatro di Roma", aveva risposto: "Almeno un professionista dello spettacolo meritorio, capace e propositivo per superare una situazione disperata. Daje".

    A quanto si apprende, Gassmann non ha ricevuto risposte alla sua manifestazione di disponibilità da parte delle varie istituzioni cui si era rivolto pubblicamente sul social network. Il Teatro di Roma, dunque, potrebbe avvalersi della collaborazione gratuita di Gassmann che non potrebbe comunque assumerne la direzione artistica dal momento che una legge dello Stato lo impedisce espressamente ad attori e registi.


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    Un turista austriaco di 26 anni è ricoverato in gravi condizioni all'ospedale San Giovanni di Roma dopo un volo di sei metri da un parapetto all'interno dell'area archeologica dei Fori Imperiali.

    Il giovane potrebbe aver tentato il suicidio, ma al momento non c'è nessuna certezza sulla dinamica del fatto.

    L'episodio è avvenuto verso le 10 all'altezza di largo Corrado Ricci, in particolare in largo della Salara Vecchia, proprio all'interno dell'area archeologica.


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    Individuati dai carabinieri i responsabili dell'agguato del 2 febbraio 2012 a Tor Pagnotta, dove venne gambizzato un ex fantino. I militari del nucleo investigativo di Roma, infatti, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip presso il Tribunale di Roma, su richiesta della Procura della Repubblica di Roma – DDA, nei confronti di tre uomini (Gennaro Rizzo, del '72, Giuseppe Loffredo, dell'80 e Ugo Di Giovanni, del '77, tutti originari di Napoli e pregiudicati), ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di una tentata estorsione culminata con la gambizzazione della vittima, Alessandro Contino, ex fantino residente ad Aprilia (LT), che il 2 febbraio 2012 fu trovato con una ferita d’arma da fuoco alle gambe.

    LA GAMBIZZAZIONE - All’epoca dei fatti, l’uomo dichiarò di essere stato vittima di una rapina ad opera di alcuni stranieri che avevano esploso alcuni colpi di pistola. Le indagini dei varabinieri hanno invece dimostrato come il 2 febbraio 2012, Contino fu prelevato presso la sua abitazione di Aprilia da Gennaro Rizzo e Loffredo Giuseppe e sotto minaccia di pistola fu condotto a Roma dove Loffredo eseguì la gambizzazione al fine di “punire” la vittima per il mancato pagamento di un debito contratto con Di Giovanni. L’uomo fu poi lasciato in via di Tor Pagnotta e gli fu intimato di denunciare alle forze dell’ordine di essere stato vittima di una rapina ad opera di ignoti.

    IL CLAN DI MICHELE SENESE - Agli indagati è stata contestata l’aggravante di cui all’art. 7 del D.L. 13 maggio 1991, n. 152 convertito in L. 12 luglio 1991 nr. 203, per avere agito con metodo mafioso, avvalendosi della forza intimidatrice derivante dalla loro vicinanza a contesti di criminalità organizzata di tipo camorristico. Di Giovanni, infatti, è notoriamente vicino a Michele Senese, negli anni ’70 e ’80 affiliato alla confederazione camorristica denominata “Nuova Famiglia” e successivamente trasferitosi a Roma, dove è divenuto elemento apicale della malavita organizzata romana di matrice camorristica. Il Senese è oggi detenuto per omicidio. Gennaro Rizzo e Loffredo Giuseppe si trovavano già reclusi a Regina Coeli in quanto arrestati il 21 marzo scorso, sempre dai carabinieri di via in Selci, in flagranza di reato di tentata rapina in danno di un esercizio commerciale. Nella circostanza i due erano armati di una pistola semiautomatica calibro 9.


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    Circa cinquecentomila euro sottratti all’Ugl e finiti sui conti personali del segretario generale Giovanni Centrella e di sua moglie Patrizia Lepore. Questa l'ipotesi degli inquirenti che questa mattina hanno svolto perquisizioni nella sede del sindacato in via Margutta, nell'abitazione dei coniugi Centrella e in quella della coordinatrice della segreteria generale Laura De Rosa. I tre sono indagati per associazione a delinquere e appropriazione indebita aggravata.

    L'indagine è stata avviata dal procuratore aggiunto Nello Rossi e dal sostituto Stefano Pesci sulla base di una comunicazione del 2012 dello Uif (Unità di informazione finanziaria di Bankitalia) a sua volta attivata da banche che avevano inviato delle Sos (segnalazioni di operazioni sospette). Cinquecentomila mila euro che sarebbero stati sottratti alle casse del sindacato attraverso bonifici, prelievo di contanti e ricariche di carte. Operazioni che sarebbero state svolte dal 2010 ad oggi, ma le indagini non sono ancora concluse e il numero di indagati e la somma complessiva che sarebbe stata sottratta potrebbero aumentare. Ciò anche sulla base dei documenti acquisiti nel corso delle perquisizioni che saranno ora esaminati.

    Centrella è segretario generale dell’Ugl dal 29 maggio 2010: una nomina arrivata in seguito alle dimissioni di Renata Polverini, che aveva lasciato il sindacato per candidarsi, poi vincendo, alla presidenza della Regione Lazio. "Siamo a disposizione della magistratura ma è tutto assolutamente tracciabile. Non abbiamo nulla da nascondere ST - ha scritto sul profilo Twitter il segretario generale Ugl Giovanni Centrella - mi recherò immediatamente dai magistrati per dimostrare che tutto e' perfettamente in regola. Non ho nessun tipo di preoccupazione ST".


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    Un sequestro da 74 milioni di euro nei confronti dell’imprenditore Giovanni De Pierro è avvenuto questa mattina, ad opera del Nucleo di Polizia Tributaria della Capitale riguardando 15 tra società e consorzi, partecipazioni societarie, automezzi, ma soprattutto disponibilità finanziarie, detenute in decine di conti correnti in Italia e all’estero. E’ la nuova operazione della Guardia di Finanza e della Procura della Repubblica di Roma per contrastare il fenomeno dei capitali accumulati illecitamente.

    LE ACCUSE - Il sequestro, disposto dal Tribunale di Roma – Sezione Misure di Prevenzione, è stato operato dai finanzieri del Gico (Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata) al termine delle indagini delegate dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di Giovanni De Pierro, classe 1950, emigrato formalmente a Barcellona (Spagna), accusato di aver organizzato un sodalizio criminale, operante principalmente nella Capitale e con ramificazioni in tutto il territorio nazionale e in alcuni stati europei e sudamericani, dedito alla perpetrazione di reati tributari, all’appropriazione indebita, alla truffa in danno di enti pubblici, alla bancarotta fraudolenta, al riciclaggio/reimpiego di capitali illeciti, al trasferimento fraudolento di valori.

    GLI APPALTI PUBBLICI - L’odierno sequestro è l’ultimo - in ordine di tempo - di una serie di provvedimenti che hanno colpito De Pierro al termine di complesse indagini di polizia economico-finanziaria, avviate alla fine del 2012, nel cui ambito sono state confermate e rafforzate evidenze investigative, in precedenza acquisite in altra indagine di polizia giudiziaria, in ordine alla esistenza di un gruppo criminale, a struttura “piramidale” che, utilizzando il paravento di numerose società, formalmente amministrate da una vasta pletora di “prestanome”, è riuscito, nel corso degli anni, da un lato, ad assicurarsi un elevato numero di appalti pubblici (soprattutto nel settore dei servizi di pulizia) e, dall’altro, a sottrarsi al pagamento di ingenti somme dovute all’Erario, all’Inps, all’Inail ed agli Enti locali. Il tutto attraverso il ricorso a mezzi fraudolenti ed avvalendosi di società che, dopo brevi periodi di operatività (due o tre anni al massimo), venivano cessate o poste in liquidazione, con contestuale nomina di “teste di legno” (talvolta stranieri) o, ancora, trasferite all’estero.

    IL SEQUESTRO DI GENNAIO - Dopo il maxi-sequestro del 29 gennaio scorso, che aveva riguardato l’ingente patrimonio nella disponibilità di De Pierro, incluse 73 società italiane e 14 estere - per un valore complessivo di circa 277.000.000 di euro - le Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma hanno successivamente individuato e sottoposto a sequestro decine di conti correnti e polizze, nonché sviluppato ulteriori complessi accertamenti patrimoniali sul conto di 15 persone giuridiche, oggi sequestrate, operanti – prevalentemente – nei settori degli “altri servizi di sostegno alle imprese” e della “costruzione di imbarcazioni da diporto e sportive”, riuscendo a disvelare una nuova complessa rete di intrecci societari e, quindi, ancora una volta, la riconducibilità delle stesse al medesimo Giovanni De Pierro. Tra queste il Consorzio nautico toscano, con sede legale a Roma e con cantieri a Rosignano Marittimo (LI) e Pisa, che realizza lussuose imbarcazioni da diporto con marchio Austin Parker.

    SORVEGLIATO SPECIALE - In definitiva, gli accertamenti svolti hanno consentito di accertare come De Pierro sia riuscito nel tempo ad accumulare un ingente patrimonio mobiliare ed immobiliare, del tutto incongruente rispetto ai redditi dichiarati. Tale quadro, insieme alla qualificata pericolosità sociale, ha permesso di richiedere ed ottenere, ai sensi del dettato normativo del “Codice Antimafia” D.Lgs 159/2011, l’applicazione della sorveglianza speciale di Pubblica Sicurezza ed il sequestro finalizzato alla confisca dell’intero patrimonio, direttamente o indirettamente riconducibile all'uomo. Patrimonio che, allo stato, è stimabile in complessivi 351.000.000 di euro, di cui circa 65.000.000 costituiti da disponibilità finanziarie giacenti su conti correnti e polizze in Italia e all'estero.


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    Perquisiti e indagati tre Ultras giallorossi , ritenuti responsabili anche di lesioni personali, per aver aggredito, durante l’incontro Hellas Verona-Roma dello scorso 26 gennaio , personale “steward” che era intervenuto all’interno del settore ospiti al fine di interrompere un fitto lancio di “artifizi pirotecnici” ad opera dei predetti.

    I responsabili, individuati sebbene travisati con maschere ed indumenti, oltre alle responsabilità penali contestate, sono stati sottoposti al provvedimento amministrativo del Questore che impedirà loro, in futuro di assistere alle partite di calcio. A investigare sull’episodio la Squadra Tifoserie della Digos di Roma in collaborazione con la Questura di Verona, a seguito delle violazioni alla c.d. “normativa sugli stadi di calcio”.


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    Dai Metallica, a Caparezza, passando per Franz Ferdinand, The Prodigy, Afterhours, The Luminers+Passenger, The black keys, Thirty seconds to Mars e Arcade Fire. Questi alcuni dei nomi della sesta edizione di "Rock in Roma" che si terra' all'ippodromo delle Capannelle dal 3 giugno al 2 agosto. A presentare l'edizione 2014 in Campidoglio gli organizzatori, Sergio Giuliani e Maxmiliano Bucci, insieme le assessore alla Cultura e alle Attività Produttive, Flavia Barca e Marta Leonori. Il partner finanziario della kermesse è Poste Italiane e il programma completo del festival lo si trova su www.postepayrockinroma.com.

    I BIGLIETTI -  Per quanto riguarda i prezzi degli biglietti "si attestano come i più bassi rispetto alla media europea e vanno dai 18 euro previsti per Caparezza, ai 40 dei The Prodigy, con l'esclusione dei Metallica il cui biglietto costerà fino ad 80 euro. All'interno del villaggio sarà poi allestito un maxischermo per assistere alle partite del mondiali di calcio previsti in Brasile. "La nostra ambizione - hanno spiegato Giuliani e Bucci - è fare di 'Rock in Roma' il più importante festival rock d'Europa e ci stiamo riuscendo. Non è un caso che il festival sta attirando sempre più stranieri con una crescita del numero dei biglietti venduti all'estero, in particolare in Israele, Cile, Giappone, Stati Uniti e Messico. Complessivamente l'anno scorso il festival ha registrato oltre 200.000 presenze".

    IL COMUNE - "Rock in Roma è diventato un festival che anche quest'anno farà arrivare un grande numero di turisti, soprattutto giovani, molti dei quali dall'estero. Da parte nostra possiamo mettere in campo una maggiore informazione dell'evento e agevolare la messa a sistema degli attori del turismo. Abbiamo anche stretto accordi con i tour operator per creare pacchetti ad hoc. Inoltre Capannelle e centro saranno collegati con navette perche' vorremmo che molti possano lasciare la loro auto a casa per venire ad assistere ai concerti" ha detto l'assessora Leonori. E Barca ha aggiunto: "Rock in Roma è una manifestazione con un grande valore, cresciuta tantissimo negli anni. Per noi è anche molto importante la tradizionale scelta della periferia come location del festival. Il rock è uno strumento di cambiamento e da sempre ha una voce internazionale, quindi veicola idee nuove e cambiamento".


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    Un sit-in contro la "chiusura" delle case famiglia a Roma. I coordinamenti che le rappresentano si sono dati appuntamento a Fontana di Trevi per chiedere al Comune di Roma un’attenzione più pronunciata, nelle proprie scelte di bilancio, a realtà ormai indispensabili per il welfare locale e nazionale.

    "Casa al Plurale – si legge in una nota di Legacoop Lazio - il coordinamento nazionale comunità per minori Lazio, il coordinamento nazionale comunità di accoglienza, Federsolidarietà, Legacoop Lazio, AGCI Solidarietà, Movimento Social Pride, Movimento Diamoci una Mano, Coordinamento Romano Affido hanno sottoscritto un appello, affinché il budget per il sociale, all’interno del bilancio 2014 e degli anni successivi, non venga tagliato. Attualmente, tra i principali centri italiani, da Milano a Palermo, Roma è la città che prevede la retta giornaliera più bassa. Nelle altre città italiane, a parità di costi, le rette per minori sono in media pari a 108,80 euro contro i 69,75 euro (pro die pro-capite) attualmente previsti a Roma; mentre le rette per persone adulte con grave disabilità dovrebbero essere pari a 286,64 euro (invece 222 euro per le persone con disabilità meno importanti) contro i 144,15 euro (e 105,11 per le persone con disabilità più lieve), attualmente previsti a Roma (pro die pro-capite).

    'LA NUOVA ARCA' - Tra le cooperative presenti, la onlus 'La Nuova Arca' nata a Roma nella primavera del 2007, in seno alla quale è maturato il progetto La Tenda di Abramo, una casa famiglia che accoglie mamme e bambini provenienti da situazioni di disagio e difficoltà. “Oggi sono quindici le mamme che hanno trovato accoglienza nella casa di via di porta medaglia, sull'Ardeatina, e ventidue i bambini sottratti a situazioni di grave disagio che oggi hanno una casa in cui vivere e giocare, e tutte le cure necessarie, mediche e psicologiche, per superare le difficili situazioni che hanno vissuto – dichiara il presidente Salvatore Carbone - a loro si aggiungono altri sedici nuclei familiari cui viene data assistenza non residenziale, dunque sostegno psicologico, alimentare, lavorativo, economico, amicale, per un totale di altre 48 persone". “È tempo di mostrare la bellezza e la qualità delle cure che prestiamo con impegno e professionalità ai nostri ospiti – continua Carbone - i nostri rappresentanti istituzionali devono riconoscere il valore di tutto questo e reperire i fondi necessari a sostenere queste attività: il primo indispensabile passo è, ad esempio, la revisione delle rette, che sono tra le più basse di Italia”. Con l'obiettivo di sostenere i propri progetti, la cooperativa La nuova Arca ha avviato iniziative imprenditoriali sostenibili e responsabili: dall'agricoltura solidale all'artigianato solidale. “Gli utili realizzati con tali attività, al netto dei costi di produzione e degli stipendi dei lavoratori, vengono destinati interamente al sostegno della casa famiglia e ai progetti di promozione e sviluppo della persona realizzati da La Nuova Arca" conclude la nota.

    A RISCHIO ACCOGLIENZA 1.500 MINORI - “Gli attuali finanziamenti sono totalmente e da troppi anni insufficienti ed incombe il rischio di non poter più dare l’accoglienza agli oltre 1500 minori ed ai 380 disabili, attualmente residenti nelle case famiglia della Capitale" fa sapere Legacoop Lazio. “E’ necessario che il bilancio che dovrà essere approvato, non solo non preveda tagli alle politiche sociali, ma addirittura ne riconosca il ruolo centrale per lo sviluppo- ha detto Pino Bongiorno, presidente Legacoop Sociali Lazio - la ripresa economica deve avere come necessario presupposto la coesione sociale e il benessere dei cittadini. In particolare credo che maggiore attenzione vada data al problema delle Case famiglia. Questo servizio d’eccellenza della capitale rischia di venire soppresso. Gli enti gestori da anni denunciano l’inadeguatezza dei finanziamenti e il conseguente rischio di non poter più dare l’accoglienza agli oltre 1500 minori ed ai 380 disabili, attualmente residenti nelle case famiglia della Capitale. La manifestazione di oggi tende a rompere l’indifferenza attorno a tali temi e a porre l’attenzione delle istituzioni su questo tema da cui dipende il livello di civiltà dalla nostra città”.

    "Ascoltare la voce degli ultimi, di chi non può scegliere, affinché i loro bisogni diventino le priorità nelle scelte dell’Amministrazione comunale e dell’Assemblea Capitolina - dice il direttore della Caritas di Roma, monsignor Enrico Feroci - la Caritas di Roma auspica che si sappia trovare la giusta soluzione per le famiglie e per le persone che lavorano nel settore dell'assistenza invitando gli amministratori pubblici, pur in un contesto di grave difficoltà economica, ad un discernimento affinché sia consentito alle Case Famiglia – attraverso l’erogazione di rette adeguate ai servizi offerti - di continuare a garantire assistenza".

    IN CAMPIDOGLIO - “Chiediamo al sindaco e alla Giunta di fare una scelta sociale e di venire incontro alle necessità delle organizzazioni che a Roma lavorano nella residenzialità e accoglienza di persone con disabilità e minori a rischio” scrive, in una nota, la presidente della Commissione Politiche sociali di Roma Capitale, Erica Battaglia, che oggi pomeriggio ha ricevuto nelle sue mani l’appello al sindaco, alla Giunta e all’Assemblea capitolina sottoscritto da oltre 900 associazioni romane di SalvaRoma CasaFamiliae incaricandosi di consegnarlo personalmente, oggi stesso, al presidente Mirko Coratti. “Dobbiamo far sì – aggiunge - che le case famiglia della Capitale vengano messe in condizione di sopravvivere. Le rette sono ferme al 1998 e da 5 anni non vengono aperte nuove strutture. Per questo consideriamo giusto l’appello al sindaco da parte delle organizzazioni che si riconoscono in questo coordinamento delle comunità di accoglienza. Pur comprendendo le esigenze di bilancio di Roma Capitale ci sentiamo di accogliere le preoccupazioni che ci giungono dalla parte più fragile della città, sapendo di poter fare affidamento sulla sensibilità del sindaco Marino”.  


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    Iscritti in calo, bilanci in rosso, licenziamenti e cassa integrazione per l'80% dei dipendenti. È crisi profonda alla Confcommercio di Roma e del Lazio, l'associazione guidata da Giuseppe Roscioli, costretta, pena la sopravvivenza, a una drammatica stretta alle spese per il personale. L'ultimo verbale di accordo per la proroga della Cig fino al 30 giugno è stato firmato il 2 aprile in Regione. Ultimo atto, in ordine di tempo, di una serie di tagli che hanno ridotto il numero di dipendenti.

    "La crisi è iniziata nel 2012, quando in tutto si contavano 110-120 dipendenti - spiega Vittorio Pezzotti, rappresentante sindacale Filcams Cgil - Da quel momento, analogamente a quanto accade per altre realtà dell'associazionismo o dei partiti, a causa della crisi Confcommercio Roma si è trovata a fronteggiare un calo consistente delle iscrizioni e una morosità crescente degli associati. È emersa quindi la necessità di abbattere i costi per il personale di circa il 30%, portandoli da 5 milioni a 3,5 milioni di euro. Così, a partire dal 2012, prima c'è stata la cassa integrazione per una trentina di lavoratori, poi una decina sono stati messi in mobilità, ossia licenziati. Infine, dal 2013, una parte consistente dei dipendenti è in regime di cig in deroga", chi al 100, 50, chi al 30, chi al 20 percento.

    "Ma abbiamo segnali - continua Pezzotti - che parte di questi non saranno reinseriti se, come sembra, Confcommercio non riuscirà a recuperare i soldi persi con il calo delle iscrizioni e la morosità di numerosi associati". All'orizzonte, dunque, non si vedono schiarite, se è vero, come si è appreso, che il piano di ristrutturazione presentato in consiglio prevede ulteriori tagli da qui alla fine dell'anno, fino a lasciare all'associazione romana tra i 40 e i 50 dipendenti in totale, ovvero tra Confcommercio Roma, Lazio e le società controllate: Com. Impresa Scrl; Cat Scrl e Promoter.

    Ma non sono solo gli impiegati a pagare: la scure infatti si è abbattuta anche su alcuni dirigenti che hanno visto le buste paga alleggerirsi anche del 50%, mentre l'associazione ha già provveduto a vendere la sede di via Properzio a Confcommercio nazionale in cambio di un affitto "agevolato" per i nuovi uffici di via Marco e Marcelliano (Eur) dove l'associazione si è trasferita. Qui, dei 110-120 dipendenti che Confcommercio Roma aveva nel 2012, ne sono rimasti un'ottantina, alcuni dei quali cominciano anche a temere per gli stipendi che ad aprile non sono ancora arrivati. E proprio domani, secondo quanto si è appreso, una delegazione composta dai presidenti di Confcommercio Roma e Lazio, Giuseppe Roscioli e Rosario Cerra, dovrebbe incontrare i vertici nazionali per discutere della situazione.


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    E' stato iscritto sul registro degli indagati l'agente immortalato da fotografi e cameramen mentre, giubbotto di pelle e pantaloni tabacco, con casco e manganello si avvicina a una coppia abbracciata sull’asfalto e con un piede sale sull’addome della ragazza durante i tafferugli avvenuti a margine della manifestazione dei movimenti per il diritto all'abitare di sabato scorso. Lesioni volontarie aggravate dall'abuso di potere il reato contestatogli dal pm Eugenio Albamonte che ha ricevuto una relazione specifica dalla Digos. 

    Per il momento la manifestante non ha presentato alcuna denuncia: l'ipotesi di reato delle lesioni è perseguibile d'ufficio solo in caso di ferite giudicate guaribili in oltre venti giorni. Gli inquirenti potrebbero quindi anche reperire la cartella clinica della manifestante per fare più chiarezza. L'agente, un artificiere, si è ieri presentato dai colleghi della Questura dopo essersi riconosciuto nel video che mostra quanto accaduto. 

    "Pensavo di aver calpestato uno zainetto abbandonato in strada, non ho visto che c'era una persona a terra". Così, a quanto si è appreso si è giustificato davanti ai colleghi della Questura capitolina. L'agente, un artificiere, presentatosi ieri dai colleghi della Questura dopo essersi riconosciuto nei video diffusi on line che mostrano l'accaduto, ha ricostruito così la sua versione dei fatti: "Stavo guardando in aria – ha detto - per controllare che nella nostra direzione non stessero arrivando bombe carta. Non ho visto la manifestante, ho sentito di aver calpestato qualcosa, pensavo uno zainetto". Il racconto, contenuto nella relazione consegnata dalla Digos in Procura, non sembra convincere gli inquirenti: in alcuni video che avrebbero 'incastrato' l'artificiere, si vede l'uomo guardarsi intorno nel muoversi durante quel momento dei tafferugli. 


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    Tornano anche nella seduta di oggi a protestare in aula Giulio Cesare gli addetti alle pulizie appalto Atac, dal primo marzo riassorbiti da Manutencoop e Roma Multiservizi. In apertura di Assemblea capitolina i lavoratori hanno scavalcato le transenne e hanno occupato l'aula sedendosi a terra "per chiedere di essere ascoltati". L'assemblea è stata sospesa e i lavoratori si sono seduti a terra. "Siamo stanchi. Il Comune deve occuparsi di noi - hanno spiegato - Le ditte uscenti ci devono tre mesi di stipendi pregressi mentre quelle nuove, ancora prima di arrivare, hanno dichiarato un 34% di esuberi. Dopo 12 giorni dal subentro hanno aperto una procedura di licenziamento per 305 unità sulle 526 totali, senza effettuare le dovute verifiche congiunte con i sindacati né aspettare l'apertura della metro C e del deposito graniti".

    E concludono: "Nel frattempo gli ammortizzatori non sono ancora stati espletati e ci hanno già tagliato l'orario del 34%, che per molti significa 300 euro in meno al mese. Chiediamo, quindi, all'amministrazione di intervenire e bloccare questa situazione assurda perché non c'è motivo di licenziare né di tagliare, visto che le due aziende avranno utili per 3,6 milioni totali nei tre anni dell'appalto". 


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