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    Il via libera al piano di rientro della sanità della Regione Lazio da parte del tavolo tecnico odierno al ministero dell'Economia e delle Finanze ha comportato da parte del ministero della Sanità lo sblocco di finanziamenti per 280 milioni. Rispettivamente, 195 sono relativi al 2012 e 88 al 2013. Lo si apprende da fonti della cabina di regia della Sanità della Regione Lazio al termine dell'incontro al Mef.

    Inoltre  è stato concesso un mutuo di un miliardo e 686 milioni di euro all'ente regionale per pagare un'ulteriore tranche ai fornitori nel settore sanità. "Gli esiti del Tavolo sul piano di rientro che si è appena concluso presso il Ministero delle Finanze sono altamente positivi per la sanità della Regione Lazio. Oggi ci è stato dato atto di un cambio di passo sostanziale e di una nuova consapevolezza rappresentata dalla proposta dei piani operativi che i Ministeri della Sanità e dell’Economia ci invitano fin da subito a mettere in opera e che ora dovranno tradursi in un decreto del commissario ad acta". Lo dichiara in una nota il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.


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    Momenti di tensione in via Castiglione Baldassarre alla Montagnola dove è in corso da questa mattina il tentativo di sgombero di un edificio occupato l'8 aprile scorso durante uno “tsunami tour” dei movimenti per il diritto all'abitare. Le persone, molte le famiglie, stanno provando a resistere e si sono barricati nell'edificio salendo sul tetto. I manifestanti, che stanno esponendo lo striscione “Il nostro piano casa: occupare tutto”, fanno rumore con stoviglie, aste e bottiglie. Strade limitrofe chiuse e blindati intorno all'area. 

    La polizia è entrata in contatto fisico con alcuni di loro: gli occupanti parlano di almeno otto feriti. Sul posto sono intervenute tre ambulanze del 118 e un'automedica. Tre persone sono state portate al Sant'Eugenio, due al San Giovanni e una al Fatebenefratelli sull'Isola Tiberina. Si tratta di cinque codici gialli e un codice verde. Alcuni hanno riportato trauma cranico, altri contusioni ed escoriazioni varie. "Un massacro sociale, una vergogna, ora stanno sgomberando il palazzo. Ci sono decine di feriti, alcuni portati via in ambulanza con le teste spaccate. Tra questi c'è anche Paolo Di Vetta. Alle 14 era previsto l'incontro con il municipio ma loro se ne sono infischiati. C'è volontà di menare, non hanno caricato per allontanarci dal palazzo perchè ci hanno ricorso anche per le strade laterali" ha commentato Luca Faggiano, uno dei leader dei movimenti di lotta per la casa,

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    AL CARCERE DI REGINA COELI - Aria tesa anche davanti al carcere di Regina Coeli dove sono in corso gli interrogatori di garanzia dei quattro manifestanti fermati durante il corteo dei movimenti per il diritto all'abitare di sabato scorso. I manifestanti in presidio davanti al penitenziario hanno acceso alcuni fumogeni colorati e scandiscono cori per chiedere la liberazione degli arrestati. Sarebbero state poi lanciate anche due bombe carta. Affisso lo striscione: "Il 12 aprile c'eravamo tutti. Facciamo sentire la nostra solidarietà! Liberi tutti". 

    Stanno intanto rispondendo alle domande del gip Massimo Di Lauro i quattro arrestati: Lorenzo Marabino (36 anni) Antonio Pompea (19 anni) Ugo Esposito (25 anni) e Simon Canca (18 anni). Per i primi due il pm Stefano Albamonte ha chiesto la detenzione in carcere, per gli altri due quella ai domiciliari: per il tutti la convalida dell'arresto. A tutti è contestato di aver partecipato agli scontri con le forze dell'ordine lanciando oggetti, mentre a Marabino e Pompea anche la resistenza e le lesioni a pubblico ufficiale. Solo uno degli indagati, Pompea, ha un precedente per droga, mentre gli altri risultano incensurati. La differenza di reati deriva dall'esame di foto e video fatto dalle forze dell'ordine contenuti nella relazione depositata in Procura.

    TAVOLO DI CONFRONTO - In un comunicato di Sel si apprende che alle ore 14 si svolgerà un tavolo di confronto presso il Municipio VIII per discutere dello sgombero alla Montagnola e della situazione abitativa a Roma. Al tavolo prenderanno parte, oltre a Peciola, Andrea Catarci, presidente Municipio VIII, Francesco D’Ausilio, capogruppo del Pd in Campidoglio, un rappresentante del gabinetto del sindaco di Roma e una delegazione dei movimenti per il diritto all’abitare. 

    AGENTE INDAGATO - Ieri invece è stato iscritto nel registro degli indagati l’agente che durante gli scontri di sabato è stato immortalato mentre saliva con un piede sull’addome di una ragazza a terra. Si è difeso raccontando di aver pensato che a terra ci fosse uno zaino, perché intento a guardare in alto per avvistare eventuali bombe carta. Una versione dei fatti che non ha convinto gli inquirenti: in alcuni video che avrebbero 'incastrato' l'artificiere,infatti, si vede l'uomo guardarsi intorno nel muoversi durante quel momento di tafferugli.


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    Un documento presentato per "esprimere ferma e incondizionata condanna verso ogni manifestazione violenta” in aula Giulio Cesare da Cantiani (Gruppo Misto) divide la maggioranza. Tra le proposte quella di delocalizzare le proteste in altri quartieri 

    Una mozione per "esprimere ferma e incondizionata condanna verso ogni manifestazione violenta ed estrema quale quella che si è svolta lo scorso 12 aprile e tutti coloro che hanno fomentato e posto in essere una rappresaglia violenta contro le forze dell’ordine nel pieno centro della città di Roma". Il documento è stato presentato dal consigliere del Gruppo Misto, Roberto Cantiani, e approvato in assemblea capitolina con 17 voti favorevoli, 5 contrari e 7 astenuti. 

    SPACCATURA NELLA MAGGIORANZA - Sulla condanna sugli scontri della manifestazione dei movimenti per la lotta all'abitare la maggioranza capitolina si spacca registrando su una mozione dell'opposizione, il voto favorevole di diversi esponenti del Pd, l'astensione di Lista civica Marino e il voto contrario di Sel. A votare a favore nel Pd, in particolare, Erica Battaglia, Mirko Coratti, Francesco D'Ausilio, Alfredo Ferrari, Gianni Paris, Ilaria Piccolo, Maurizio Policastro, Antonio Stampete, Daniela Tiburzi. "Spaccato" anche il Movimento 5 Stelle che ha visto Marcello De Vito e Virginia Raggi votare a favore, Enrico Stefano contro, e Daniele Frongia astenuto. Il provvedimento chiede, inoltre, di "esprimere incondizionata solidarietà alle Forze dell’ordine per il delicato compito che svolgono in simili contesti di rischio per la sicurezza pubblica; esprimere solidarietà a residenti e operatori commerciali che patiscono in primis le criticità legate a questi cortei che troppo spesso sfociano in manifestazioni violente e rischiose per l’incolumità pubblica; promuovere un confronto con ogni forza sociale e sua rappresentanza, di concerto con il Prefetto, un confronto allo scopo di trovare una intesa circa lo svolgimento delle future manifestazioni nella città, riprendendo la proposta del Protocollo d’Intesa già valutata dall’Amministrazione Capitolina e porre in essere ogni iniziativa necessaria presso le istituzioni competenti allo scopo di delocalizzare i cortei presso altri quartieri della città di Roma, Tor Vergata in primis, al fine di tutelare beni di pregio universalmente riconosciuti e far collimare il diritto costituzionale a manifestare, sancito all’articolo 21 della Carta, con quello alla libera fruizione del territorio da parte dei cittadini, anche esso tutelato in costituzione dall’articolo 16".

    LA MOZIONE DI PECIOLA - Un’altra mozione è stata presentata dal gruppo Sel in Consiglio per "Ritirare l’articolo 5 del decreto legge ‘Misure urgenti per l’emergenza abitativa’, che nega il diritto alla residenza e all’allacciamento ai pubblici servizi per le famiglie che vivono nelle occupazioni abitative e sollevare al contempo dubbi sui presupposti di costituzionalità del decreto stesso”. "L’atto – spiega il consigliere Gianluca Peciola - impegna anche il sindaco e la Giunta ad adoperarsi per l’apertura di un tavolo di confronto permanente tra le Istituzioni e le associazioni, i sindacati e i movimenti per la definizione del programma straordinario per l’emergenza abitativa di Roma Capitale e per l’avvio urgente di concerto con gli assessori competenti, le parti sociali, le realtà associative e di volontariato, del censimento delle situazioni di maggiore difficoltà abitativa, al fine di individuare le linee e gli strumenti che possano nel medio periodo affrontare e risolvere l’attuale stato emergenziale”. Secondo Peciola “il decreto legge varato dal Governo non solo non è all’altezza di questa drammatica situazione, ma penalizza le occupazioni abitative”. E aggiunge: “Servono interventi strutturali come il blocco generalizzato degli sfratti, soprattutto per morosità, il finanziamento di un piano nazionale di edilizia residenziale pubblica, la destinazione del patrimonio immobiliare pubblico per l’emergenza alloggiativa, e forme di tutela per gli inquilini nelle dismissioni degli alloggi degli enti previdenziali".


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    Da una parte il primo bando dell'Arsial (l'Agenzia regionale che si occupa dello sviluppo dell'agricoltura) per affidare le terre incolte ai nuovi agricoltori, dall'altra una proposta di legge (la 147/2014) che si propone di vendere il patrimonio agricolo pubblico. La seconda faccia della Regione Lazio non piace al coordinamento Agrinsieme che rappresenta le aziende e le cooperative di Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative italiane (e a sua volta ricomprende Agci-Agrital, Fedagri-Confcooperative e Legacoop Agroalimentare): “Si tratta di un fulmine a ciel sereno poiché in nessuna occasione di incontro né in altre sedi istituzionali si è mai fatto cenno a questa eventualità – scrive Agrinsieme in una lettera inviata al presidente Zingaretti – si tratta, secondo noi, di un ribaltamento repentino di posizione, non motivato e non risolutivo dei problemi strutturali della Regione Lazio". "Ribadiamo quanto abbiamo più volte sostenuto - prosegue la nota – le terre pubbliche sono un bene che ci hanno consegnato le generazioni precedenti, non riproducibile, patrimonio delle nostre comunità e del nostro Paese. E’ dovere di tutti a partire dalle Istituzioni territoriali, tutelarlo e valorizzarlo attraverso l’affidamento ai giovani, agli imprenditori agricoli singoli o associati come prevedono le attuali normative nazionali e comunitarie”.

    I GIOVANI AGRICOLTORI: “NIENTE SVENDITE” - Una posizione in questi anni ha visto in prima linea il 'Coordinamento romano per l'accesso alla terra': “I bandi Arsial sono stati un primo segnale positivo, ma ci sono ancora importanti modiche da apportare affinché siano realmente vantaggiosi per i giovani agricoltori – dichiara Giacomo Lepri, presidente della cooperativa agricola Coraggio – nel frattempo in altre regioni italiane, come l'Umbria, si approvano leggi che incoraggiano la redistribuzione delle terre pubbliche per piccoli e giovani agricoltori, misure legislative che invece nel Lazio non sono ancora nemmeno discusse nonostante le dichiarazioni d'intenti e le bozze di legge. Rischiamo di perdere un'opportunità preziosa e non vorremmo che il dialogo con le istituzioni fin qui avuto venga minato da quelli che Agrinsieme ha giustamente chiamato fulmini a ciel sereno. Il Coordinamento romano per l'accesso alla terra si opporrà alla svendita delle terre come ha fatto in questi anni, senza sconti per nessuno”.

    LE AZIENDE AGRICOLE IN PERDITA - Ci sono poi le occasioni perse, le aziende agricole pubbliche mai decollate e perlopiù improduttive. “E’ necessario voltare pagina e non ripetere gli errori prodotti da tutte le Amministrazioni che si sono succedute in questi ultimi quindici anni nonostante i tanti progetti da noi presentati e spesso condivisi – spiega Agrinsieme - ci riferiamo in particolare alle vicende che riguardano le grandi aziende agricole pubbliche di Castel di Guido, Tenuta del Cavaliere, etc. etc. che potevano rappresentare una grande prospettiva di sviluppo ed occupazione e che invece a causa dell’inerzia della Pubblica Amministrazione hanno prodotto perdite e costi rilevanti per il bilancio del Comune di Roma e della Regione Lazio”. Per fare “cassa” basterebbe uscire dall'illegalità, mentre finora sono state tollerate “situazioni di morosità diffusa” e “un utilizzo non appropriato ai fini produttivi dei terreni pubblici, spesso con contratti di sub affitto e di altre pratiche illecite su cui sarebbe stato opportuno intervenire anche da parte delle autorità di controllo” chiarisce Agrinsieme.

    “CREARE OCCUPAZIONE” - “Peraltro nutriamo seri dubbi che le vendite del patrimonio pubblico agricolo possano risolvere anche in piccola parte i problemi di bilancio del Comune di Roma o della Regione Lazio: basta conoscere i meccanismi che presiedono alla valorizzazione deiterreni agricoli per trarne le dovute conclusioni – conclude la lettera di Agrinsieme - bisogna evitare di fare un vero e proprio buco nell’acqua come nel caso del meccanismo delle cosiddette migliorie per cui si rischia di regalare il patrimonio pubblico agli attuali conduttori o addirittura a quanti hanno esclusivamente interessi ed obiettivi di natura speculativa. Infine le scriventi Organizzazioni ribadiscono di non avere pregiudizi contro la vendita del patrimonio pubblico. Al contrario sostengono di essere favorevoli ad un Piano di dismissioni di alcuni terreni a destinazione agricola di scarso valore produttivo o compromessi dallo sviluppo urbanistico. Pertanto chiediamo la modifica del provvedimento e l’immediata predisposizione di bandi pubblici affinché il resto del patrimonio agricolo sia dato in affitto e valorizzato sia sotto il profilo della produzione agricola che dell’occupazione".

    CONTRARIA ANCHE LA CGIL - Nei giorni scorsi anche il segretario generale della Cgil Roma e Lazio, Claudio Di Berardino, e la Flai Cgil si erano opposti alla proposta di legge regionale n.147: "In nessuna parte d'Italia né tanto meno in Europa si pensa di vendere le terre pubbliche – si legge in una nota - occorre invece lavorare per poterle mettere a reddito attraverso affitti giusti che non soffochino le aziende in difficoltà e controlli capillari per revocare le assegnazioni laddove vi siano delle irregolarità. Se invece qualcuno dei nostri amministratori pensa di fare cassa con quei beni ha sbagliato totalmente percorso: vendere un bene già in affitto con tutte le possibili migliorie apportate nel tempo significa svendere o regalare il nostro patrimonio". "Siamo convinti - conclude la nota - che non siano stati considerati tutti gli effetti di un simile atto. Chiediamo quindi un ripensamento immediato e il ritiro del provvedimento per proseguire la strada avviata dall'Arsial che con recente provvedimento ha aperto un bando finalizzato all'affitto dei suoi terreni agricoli". 


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    La rottura  tra Marino e il suo assessore al bilancio Morgante era nell’aria. L’ultima incomprensione era stata sulla bozza di bilancio che prevedeva un rincaro per il trasporto scolastico e i biglietti per i musei.  Un’ipotesi  che aveva fatto infuriare il primo cittadino. Tanto da far affiancare l’assessore da altri esponenti della giunta. Adesso la separazione (consensuale?) è ufficiale.

    "Il sindaco di Roma Ignazio Marino e l’assessore al Bilancio Daniela Morgante hanno condiviso la decisione di interrompere la loro collaborazione”, recita una nota stampa del Campidoglio.La delega al bilancio viene così assunta da oggi dal sindaco di Roma. Continua la nota: “Gli obiettivi e i programmi della giunta, in vista dell’approvazione del bilancio di previsione 2014, restano inalterati. La decisione è maturata dopo un confronto lungo e leale”. Per questo il primo cittadino ringrazia “Daniela Morgante per il lavoro svolto fino ad oggi".

    “Il contributo di Daniela – afferma il sindaco – è stato prezioso e ha consentito a Roma Capitale di ritornare su binari virtuosi, a partire dall’approvazione del bilancio di previsione 2013, dopo circa un anno di esercizio provvisorio e con un ingente disavanzo di gestione. Esprimo a Daniela la mia profonda stima per le sue capacità professionali e doti umane”.

    Sentimenti di stima nei confronti del sindaco vengono espressi anche dall’assessore, ma è noto che tra i due non è mai corso buon sangue.  "Ringrazio moltissimo il sindaco, per il quale nutro profonda stima, per la straordinaria esperienza umana e professionale che mi ha consentito di svolgere. È stato un lavoro affascinante e complesso dal punto di vista professionale, di cui farò tesoro", chiosa la Morgante.

    All’attacco l’opposizione. "Marino prima annuncia che entro aprile Roma avrà un bilancio e poco dopo che Roma non ha un assessore al Bilancio. Evidentemente superfluo. Siamo sempre più preoccupati per le sorti di questa città che è veramente in mano a gente irresponsabile. Chiedo che il sindaco, martedì, venga immediatamente in aula a riferire e soprattutto a dare scadenze verosimili", così Giordano Tredicine, vicepresidente assemblea capitolina.


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    Sblocco del turn over, 31 milioni per l’integrazione sociosanitaria, riorganizzazione della governance e riqualificazione della rete ospedaliera: sono alcune delle scelte contenute nei programmi operativi 2013-2015 approvati ieri dai tecnici del ministero di Economia e Finanza. A presentarli oggi, in una conferenza organizzata nella sede della Regione, il governatore Zingaretti, insieme al subcommissario alla Sanità del Lazio Renato Botti, il coordinatore della Cabina di regia Alessio D’Amato e la responsabile della Direzione regionale salute ed integrazione socio-sanitaria, Flori Degrassi. Le novità, gli obiettivi e i propositi presenti nei Programmi operativi della sanità laziale possono essere riassunti in 10 punti. Zingaretti parla di "bilancio virtuoso" riferendosi alla riduzione del disavanzo: “nel 2013 migliorano i conti della sanità nonostante la riduzione del fondo sanitario: il deficit chiude a 610 milioni, nonostante il taglio di 109 milioni di euro. Quindi il saldo positivo a fine anno è di 112 milioni di nuovi risparmi e, senza il taglio del FSN, sarebbe possibile chiudere il 2013 a circa 500 milioni di disavanzo”.

    La seconda novità riguarda un iniziale sblocco del turn-over dal 10 al 15% dei fuoriusciti nell’anno precedente “con l’obiettivo dello sblocco totale”. “Anche in un quadro di razionalizzazione della spesa”, si prevede inoltre, da parte della Regione, un nuovo investimento di 31 milioni per l’integrazione sociosanitaria ed il potenziamento della sanità territoriale. “È aperto inoltre il tavolo delle regole sulle RSA (Residenze Sanitarie per Anziani) con imprenditori e organizzazioni sindacali”.

    Tra gli altri provvedimenti inclusi nei Piani, l’abolizione delle macroaree, con successivo potenziamento della sanità delle province Nord e Sud del Lazio. “Il Santa Maria Goretti di Latina diverrà Dea di II Livello, - precisa Zingaretti - mentre a Viterbo l’attuale Dea di I livello dell’Ospedale di Belcolle sarà ulteriormente potenziato. Entro il 2016 è prevista l’attivazione del nuovo Ospedale dei Castelli”. Passando all’obiettivo della razionalizzazione della governance, i principali interventi finalizzati ad una riduzione dei costi riguarderanno: “la fusione tra ASL RmA e ASL RmE con la creazione di una nuova ASL; l’accorpamento tra IRCCS Spallanzani e IRCCS IRE - ISG con un’unica direzione generale, sanitaria ed Amministrativa, mantenendo distinte le 3 direzioni scientifiche, ed infine, la chiusura dell’agenzia trapianti con valorizzazione delle funzioni e attività del Centro regionale Ttrapianti (con un risparmio atteso di 5 milio di euro)”.


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    Era l'alba del 17 aprile 1944 quando le truppe tedesche assediarono il Quadraro e, dopo un feroce rastrellamento, deportarono in Germania circa 1000 persone, costringendole a lavorare nelle fabbriche in condizioni disumane o confinandole nei campi di sterminio. Perchè quel quartiere popolare, abitato da partigiani e oppositori al regime, non volle mai piegarsi alla follia nazista. Il “Nido di vespe”, come lo definivano i soldati tedeschi, era infatti uno dei più attivi e organizzati centri dell'antifascismo, tanto da meritarsi nel 2004 la medaglia d'oro al merito civile.

    programma

    IL FILM IN ANTEPRIMA -  Come ogni anno le celebrazioni di Q44, si apriranno 9:30 di questa mattina con la deposizione della corona presso la lapide di Via dei Quintili alla presenza del sindaco Marino, di Susi Fantino e Giammarco Palmieri, rispettivamente presidenti del VII e del V municipio, mentre alle ore 10 sarà deposta una corona presso il monumento ai rastrellati del Quadraro presso il parco '17 aprile 1944', piazza dei Tribuni. Grande attesa c'è invece per il documentario "Storie d'aprile - Donne al Quadraro", di Stefano Miceli e Klaus Majenza, che di quei giorni ha provato a raccontare l'angoscia delle donne del quartiere: madri di famiglia private del lavoro dei loro uomini, costrette ad inventarsi di giorno in giorno la loro vita, nell'attesa straziante che i loro cari tornassero a casa. “Storie D'Aprile” è una straordinaria testimonianza dei giorni dell'occupazione nazifascista e per la prima volta verrà proiettato giovedì 17 aprile alle ore 17 presso il centro Sperimentale di Cinematografia, in via Tuscolana 1520, che per l'occasione riapre le porte al quartiere.

     IL PROGRAMMA - L'iniziativa è una delle tante organizzate nel VII Municipio di Roma Capitale per commemorare il 70esimo anniversario del rastrellamento del Quadraro. Ad aver aderito a Q44, anche quest'anno sono numerose realtà associative e culturali del territorio. Come gli “Artisti del Quadraro” che hanno dato vita al progetto GINKGO, che già da ieri pomeriggio hanno iniziato a esporre le loro opere per le vie del quartiere. O la galleria Garagezero, in via Treviri, dove venerdì 18 alle 18 sarà allestita “Quadraro 1944 – il nido di vespe”, la mostra fotografica di Marco Santi, che sarà seguita alle ore 19 dalla presentazione del progetto multimediale di Realtà Aumentata di Riccardo Sansone e dallo spettacolo teatrale di Margine Operativo, previsto per le ore 21, “Partizan let’s go”.Sabato pomeriggio dalle ore 17 e 30 partirà dal tunnel di via dei Quintili, la parata diffusa delle bande di quartiere (Cecafumo, Murga Los Adoquines de Spartaco, Sambarato), mentre “Dal rastrellamento del Quadraro alla liberazione di Roma”, è la mostra a cura di Piero Simoncelli, con la partecipazione degli allievi dell’Accademia di Arti Ornamentali del Comune di Roma, che sarà inaugurata alle 18 di Giovedì 24 aprile presso lo spazio espositivo “Visiva”, in Via Assisi 117. 

    OFFICINA VIA LIBERA - Con Quadraro ner core anche questo anno l'Officina Culturale Via Libera, in collaborazione con l'Associazione Punto di Svista e il CSOA Spartaco, porterà il proprio contributo a Q44.  "Un'iniziativa - spiegano gli organizzatori - che mette al centro l'amore per la borgata ribelle e il bisogno di raccontarla attraverso le resistenze passate e presenti". L'appuntamento è dalle ore 20.00 di questa sera al teatro di Via Diana (succursale dell'Istituto J. Piaget). Il filo conduttore della serata sarà ovviamente il Rastrellamento del Quadraro, riproposto attraverso immagini e interviste a reduci e testimoni, raccolte dallo spettacolo Nido di vespe, di Simona Orlando e le proiezioni si alterneranno con numerosi interventi di attori, scrittori, musicisti, fra cui Carlo De Ruggieri, da Paola Soriga ad Arianna dell'Arti.con la direzione artistica di Daniele Miglio.  


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     Un uomo si è suicidato buttandosi dal terrazzo del palazzo della Telecom a Parco de Medici. L'episodio è avvenuto alle 11,30 circa. Sul posto le forze dell'ordine e il 118.


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    Cantava regolarmente, in coppia con la propria compagna, in vari locali della Capitale e dei Castelli romani ma all’azienda dichiarava di essere malato e bisognevole di cure. E.C., artista a tempo pieno e nei ritagli di tempo autista Atac, non si faceva alcuno scrupolo a giustificare con un certificato medico l’assenza dal servizio nei giorni di tournée. L’anomalia era già stata rilevata dagli ispettori dell’Atac che, insospettiti dalla pubblicità su internet dei suoi impegni musicali, avevano avviato accertamenti interni sul suo conto.

    I finanzieri di Frascati, attivati dall’azienda di trasporti, hanno quindi sorpreso l’infedele dipendente mentre si esibiva in uno spettacolo canoro. Alla richiesta dei militari di esibire i propri documenti, il dipendente Atac e la propria compagna hanno però accusato un malore e hanno richiesto l’intervento del 118. Il dipendente Atac dovrà ora rispondere, oltre che di truffa ai danni dello Stato, anche di violazioni alle norme sul diritto d’autore per i file illegalmente riprodotti, nonché, sotto il profilo fiscale, di una discreta somma accantonata in anni di esibizioni canore in totale evasione d’imposta.


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    Confermato dai test del dna lo scambio di embrioni nell'ambito di un procedimento per la fecondazione assistita all'ospedale Pertini. Individuati anche i genitori biologici dei gemelli portati in grembo dalla donna che sta portando avanti la gravidanza. Intanto si rafforza sempre più l'ipotesi che l'errore nella procedura sia stato provocato da una forte somiglianza tra i cognomi delle coppie coinvolte.

    E sulla vicenda è intervenuto Il Codacons che ha depositato un esposto alla Procura. "Nei confronti della struttura ospedaliera – si legge in una nota – l’associazione ha chiesto di indagare alla luce delle possibili fattispecie di omissione di atti d’ufficio, interruzione di pubblico servizio e lesioni personali, in relazione alla malattia psico-fisica determinata a carico delle coppie coinvolte dal caso, allo stress seguito all’evento e alle possibili conseguenze permanenti".

    Solidarietà alle famiglie coinvolte arrivano direttamente dal governatore Zingaretti. "Il primo pensiero – afferma –  è ovviamente di vicinanza assoluta alle famiglie per quanto avvenuto, per l'incredibile trauma che stanno subendo. Voglio assicurare la massima vicinanza, partecipazione e attenzione di questa istituzione anche per la fase complessa che si apre, così come abbiamo fatto quando siamo venuti a conoscenza dell'ipotesi dell'errore". 


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    Gestire i beni sequestrati e confiscati alle mafie a Roma e nel Lazio, senza svalutarne il valore economico, da oggi diventa più semplice grazie al protocollo firmato da Tribunale di Roma, Comune di Roma, Regione Lazio, Camera di Commercio romana, Unindustria e Abi. L'accordo, siglato nella sala del presidente del Tribunale ordinario Mario Bresciano dai rappresentanti delle parti coinvolte, istituisce un tavolo tecnico della durata di due anni prorogabili, con sede nel complesso di piazzale Clodio. L'Autorità giudiziaria, tra l'altro, s'impegna a favorire l’utilizzo immediato, ove possibile, dei beni mobili registrati anche per le esigenze della polizia giudiziaria, per finalità di giustizia, di protezione civile o di tutela ambientale e dei beni immobili a fini istituzionali o sociali.

    PER "SALVARE" LE IMPRESE - Misura che si accompagna alla riduzione dei tempi di gestione dei sequestri per massimizzarne il valore economico e contenere i costi della gestione attraverso una razionalizzazione delle procedure, e all'intento di perseguire un approccio manageriale nell’amministrazione delle imprese. Considerando che le aziende sequestrate normalmente subiscono un rapido processo di deterioramento economica, con conseguenze sui dipendenti, obiettivo del patto è dunque consentire la continuità delle attività delle imprese, costituite in forma societaria ed operanti nel territorio della provincia di Roma, sottoposte a sequestro, e incrementare, se possibile, la redditività degli esercizi, anche per agevolarne la eventuale successiva devoluzione allo Stato liberi da oneri e da pesi. 

    IL POOL DI MANAGER - Per affiancare l'azione giudiziaria si punterà sulla formazione di un pool di manager per la valutazione delle aziende confiscate. Così faranno Unindustria e Confcommercio Roma, che metteranno a disposizione figure professionali specificamente selezionate e formate sul campo per la valutazione e gestione delle imprese e delle attività sequestrate nei rispettivi settori. Analogamente la Camera di Commercio capitolina, impiegherà a tale scopo prevalentemente manager e quadri espulsi dai processi lavorativi aziendali, fornendo un’attività di formazione specifica gestita tramite la propria Azienda Speciale Irfi. A disposizione delle imprese, l'organismo lavorerà poi per attivare un Fondo di Controgaranzia intersettoriale in grado di agevolare l’erogazione delle risorse finanziarie attraverso la controgaranzia prestata, al fine anche di garantire i presupposti di bancabilità dell’impresa. Proprio su questo punto l'Abi s'impegna a non revocare automaticamente le linee di credito non scadute per il solo fatto che sia stato disposto un provvedimento di sequestro nei confronti del soggetto finanziato e a erogare nuovi finanziamenti finalizzati alla continuazione dell’attività d’impresa a richiesta dell’Amministrazione giudiziaria.

    COMUNE E REGIONE - Dal canto loro, il Comune di Roma e gli enti locali destinatari degli immobili definitivamente confiscati valuteranno la disponibilità a prendere in carico i beni immobili (che non siano aziende) sin dalla fase del sequestro e a mettere a disposizione di altri enti locali del circondario del Tribunale di Roma i propri atti che potranno costituire modello e concrete prassi applicative. La Regione Lazio ha invece costituito un fondo per la rotazione per l’estinzione delle ipoteche o di altri gravami trascritti sui beni confiscati e uno di garanzia per il loro uso sociale. A cura dell'ente regionale sarà poi l'istruzione delle richieste di destinazione dei beni da parte della Regione e la loro assegnazione, in raccordo con i Comuni in cui il bene è situato. Verrà inoltre istituito uno sportello regionale che garantisca il coordinamento delle iniziative, la sensibilizzazione e l’informazione pubblica anche per via telematica, attraverso anche un rapporto annuale sui beni sequestrati, confiscati, destinati e assegnati. Cooperative di lavoratori per la gestione dei beni aziendali confiscati e destinati saranno infine promosse insieme agli assessorati competenti.

    LE REAZIONI - Commentando la firma del Protocollo, il presidente della III Sezione penale del Tribunale di Roma Guglielmo Muntoni ha dichiarato: "Il documento di oggi dà l'assicurazione che i beni confiscati alle mafie siano gestiti in modo adeguato". Per il futuro, "realizzeremo un sito del Tribunale dove potremo registrare i beni, in cui i soggetti che devono operare con noi abbiano la visione d'insieme sin dal momento del sequestro, definendone la destinazione". Il presidente della Camera di Commercio di Roma Giancarlo Cremonesi lo ha definito "un accordo importante, che ci vede impegnati insieme a Magistratura e Forze dell'ordine nel contrastare la criminalità organizzata. Non ci possiamo nascondere i fenomeni nel commercio, nelle attività di ristorazione e distribuzione e nell'alberghiero dove purtroppo sono presenti capitali di provenienza malavitosa. Vogliamo perciò far sì che sia più difficile per la malavita venire a Roma e fare iniziative consistenti". Plauso anche dall'associazione antimafia Libera: "Il Lazio è la quinta Regione e Roma è tra le prime dieci città d'Italia per beni confiscati alle mafie - afferma Davide Pati, membro della presidenza nazionale - tante sono le associazioni e le cooperative sociali che hanno gestito questi beni trasformandoli in opportunità di lavoro e accoglienza anche per i giovani. Adesso l'appello è a Governo e Parlamento perché adottino misure per rendere più efficace la legge 109 del 1996, in materia di sequestri e confisca di beni, che si ispira alla volontà di Pio La Torre".


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    Rischio annegamento per sei operai al lavoro nel piano interrato dei cantieri della metro C in piazza delle Gardenie. A causa della rottura di una tubatura, infatti, gli uomini sono stati travolti dall'acqua e impossibilitati a scappare. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno già messo in salvo due persone. In corso le operazioni di recupero per gli altri quattro operai. Sul posto anche il 118 attivato dai vigili del fuoco con un'automedica e due ambulanze. Nessuno degli operai necessita di cure mediche.


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    Confermato dai test del dna lo scambio di embrioni nell'ambito di un procedimento per la fecondazione assistita all'ospedale Pertini. Individuati anche i genitori biologici dei gemelli portati in grembo dalla donna che sta portando avanti la gravidanza. Intanto si rafforza sempre più l'ipotesi che l'errore nella procedura sia stato provocato da una forte somiglianza tra i cognomi delle coppie coinvolte.

    E sulla vicenda è intervenuto Il Codacons che ha depositato un esposto alla Procura. "Nei confronti della struttura ospedaliera – si legge in una nota – l’associazione ha chiesto di indagare alla luce delle possibili fattispecie di omissione di atti d’ufficio, interruzione di pubblico servizio e lesioni personali, in relazione alla malattia psico-fisica determinata a carico delle coppie coinvolte dal caso, allo stress seguito all’evento e alle possibili conseguenze permanenti".

    Solidarietà alle famiglie coinvolte arrivano direttamente dal governatore Zingaretti. "Il primo pensiero – afferma –  è ovviamente di vicinanza assoluta alle famiglie per quanto avvenuto, per l'incredibile trauma che stanno subendo. Voglio assicurare la massima vicinanza, partecipazione e attenzione di questa istituzione anche per la fase complessa che si apre, così come abbiamo fatto quando siamo venuti a conoscenza dell'ipotesi dell'errore". 


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    "Siamo stanchi dello sgradevole spettacolo a cui assistiamo da settimane". Questa mattina la Uil Fpl di Roma e Lazio, insieme ad alcuni malati di artrite reumatoide, hanno deciso di occupare il reparto di Reumatologia del San Filippo Neri. "Ci sono molti pazienti con artrite reumatoide in cura con farmaci biologici nel reparto ancora in cerca di una nuova struttura dove iniziare nuovamente la terapia - spiega il segretario della Uil Fpl Roma e Lazio Paolo Dominici - non tutti gli ospedali sono abilitati a erogare e somministrare questo tipo di terapia, ma solo quelli legati al Progetto Antares sulla sperimentazione del farmaco. Anche per questo motivo, si comprende perché i farmaci biologici non vengano prescritti a tutti ma solo ai pazienti che non rispondono ad altre terapie e che, di conseguenza, versano in condizioni più gravi".

    Si tratterebbe secondo il sindacato di oltre 3mila pazienti complessivi, con patologie di diversa gravità, fino ad arrivare ai circa 100 pazienti che necessitano di proseguire le cure con i farmaci biologici. "Allo stato attuale, di fatto, per molti di loro non è assicurata la continuità assistenziale, che in ogni caso non sarebbe priva di disagio a causa dello spostamento in altre strutture, magari più distanti dall’abitazione. Perché chiudere un reparto che funziona? - continua la Uil - da tempo ormai il San Filippo Neri è oggetto di 'inquietanti attenzioni' da parte della Regione Lazio senza capire che si è declassata un’azienda punto di riferimento per il Lazio ma anche per tutto il territorio nazionale". "Continueremo l’occupazione - conclude Dominici - sino alla revoca dell’ordinanza commissariale firmata dal dottor Lorenzo Sommella e ratificata dal presidente Zingaretti; ricordiamo che di fatto l'ospedale non è più ufficialmente Centro Antares e perde dunque di diritto la possibilità di prescrivere i farmaci biologici ai propri pazienti".

    LA REPLICA DELLA REGIONE - “E’ falso sostenere che i pazienti seguiti dal centro reumatologico del S.Filippo Neri siano attualmente senza cure e abbandonati a se stessi. Dispiace constatare che importanti organizzazioni sindacali si prestino a giustificare la protesta con argomentazioni prive di alcun riscontro, ed in palese contrasto con quanto concordato lo scorso 14 aprile in un tavolo organizzato presso la Regione Lazio con tutte le associazioni dei malati proprio per affrontare la questione del centro Antares del S. Filippo Neri. Dal verbale di quella riunione sottoscritto da Cittadinanza Attiva, e dalle associazioni Apmar, Gruppo Facebook di Nicoletta Calcaterra, Almar, Anmar e dal Commissario straordinario del S. Filippo, risulta che: i pazienti ancora in carica, circa 40, presso la reumatologia del S. Filippo Neri continueranno a ricevere l’assistenza clinica e farmaceutica fino al completamento del percorso di affido ad altri centri Antares regionali. Sarà cura della direzione dell’Azienda ospedaliera e della Regione Lazio seguire i pazienti già distribuiti presso altri centri regionali al fine di assicurare la continua assistenziale anche utilizzando la documentazione sanitaria disponibile nel sistema on line regionale. La protesta appare dunque ingiustificata e basata su presupposti infondati poichè nessuno è rimasto e rimarrà senza assistenza”. Lo afferma in una nota la Regione Lazio.


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    Investimento di un 15enne ieri sera in via di Tor San Giovanni, zona Bufalotta. E' avvenuto intorno alle 22.15 all'incrocio con via Feo Belcari, quando un uomo che guidava una Opel Astra ha investito il minorenne. Soccorso, il 15enne è stato trasportato all'ospedale Sant'Andrea, dove è ricoverato in prognosi riservata.

     Il conducente dell'Opel Astra si è invece fermato a prestare i primi soccorsi. Sul posto è intervenuta la polizia locale di Roma Capitale. 


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    Rapina con sequestro di persona questa mattina intorno alle 8.30 in piazza Massa Carrara in zona Porta Pia. Un uomo, che trasportava medicinali sul suo furgone, è stato aggredito da due persone armate e con il volto travisato mentre stava scaricando la merce davanti ad una farmacia.

    I due malviventi hanno legato con uno spago e chiuso l'uomo nella parte posteriore del furgone che hanno poi guidato fino a via Lucrezia Romana, in zona Capannelle. Rubato il carico di medicinale sul mezzo del valore di circa diecimila euro e il cellulare dell'uomo che è stato lasciato legato dentro al furgone. Questi è poi riuscito a liberarsi e a chiamare soccorso. Sulla vicenda indagano gli agenti del commissariato Romanina. 


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    "Inaccettabile centro storico di Roma sottoposto a rischio saccheggio. Non vorremmo ci costringessero a vietare accesso a centro storico. ST". Così su Twitter Angelino Alfano Ministro dell'Interno e Presidente del Nuovo Centrodestra, sui fatti della manifestazione dei Movimenti per la Casa del 12 aprile. Il presidente di Ncd in un altro tweet aggiunge: "Attacchi di questi giorni a Polizia sono inaccettabili. Siamo dalla parte di donne e uomini in divisa che difendono Paese ogni giorno. ST". E ancora: "Chi ha sbagliato paghi, ma noi difendiamo Polizia. Inaccettabile centro storico preso d'assalto da chi sfascia vetrine e tira sanpietrini ST". E sempre sul social network Alfano continua: "La libertà di manifestare è sacra. Ma tirare razzi non è manifestare. ST". "Dobbiamo proteggere nostri centri storici - recita un altro tweet del ministro - turismo e città di Roma da manifestanti violenti. Romani non ne possono più. Stiamo con loro. ST". Sull'identificativo dei poliziotti si dice contrario: "Identificativo andrebbe utilizzato per manifestanti violenti. ST", scrive ancora su Twitter.

    LE REAZIONI - A bacchettarlo è il suo ex collega di partito Ignazio La Russa di Fdi: "Se dopo giorni di suo assordante silenzio il ministro Alfano non vuole limitarsi alle parole di circostanza a favore delle Forze dell'ordine e contro la strumentale proposta del codice identificativo, gli suggeriamo di unirsi alla proposta di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale che chiede le dimissioni del suo viceministro Bubbico che accusa gli agenti di pubblica sicurezza di ogni nefandezza,dedica solo un dolce scappellotto di tre righe ai violenti aggressori e (al contrario delle parole del ministro) chiede misure di identificazione per gli agenti mentre tace sul perché quasi nessun manifestante può essere identificato". Prosegue La Russa: "Se Alfano è sincero e ha un qualche peso politico faccia almeno trasferire Bubbico ad altro ministero. Altrimenti farà parte anche lui, parole di circostanza a parte, di chi fa la sponda alla sinistra radicale e ai violenti di ogni risma sempre pronti a scagliarsi contro chi in divisa difende la libertà dei cittadini per uno stipendio da fame".

    Il capogruppo di Sel in Campidoglio Gianluca Peciola chiede invece le dimissioni di Alfano, colpevole di accendere "la miccia della polveriera Roma" e di coprire "gli agenti violenti".  “Il dramma dell’emergenza abitativa e l'aumento della conflittualità sociale di questi ultimi giorni nella nostra città - aggiunge in una nota Peciola - richiedono risposte urgenti da parte di Regione Lazio e di Roma Capitale". Il consigliere di Sinistra ecologia e libertà suggerisce di "velocizzare l’attuazione delle delibera regionale contenente una serie di misure per fronteggiare l’emergenza casa con particolare attenzione alla situazione romana". E per le politiche che possono essere messe in campo dall’amministrazione capitolina Peciola parla di "un primo intervento concreto possa essere l’inserimento nel Bilancio 2014 del bonus casa per i redditi medio-bassi". Subito dopo "E’ necessario dare priorità alla destinazione del patrimonio immobiliare pubblico per l’emergenza alloggiativa. Il ricavato della vendita del patrimonio immobiliare di Roma Capitale dovrà essere impiegato in massima parte per progetti di recupero e costruzione di case popolari”.

    Gli fa eco Gennaro Migliore, presidente dei deputati di Sinistra Ecologia Libertà, che ha presentato una proposta per introdurre un codice identificativo degli agenti in piazza. "Ad Alfano vorrei dire - aggiunge Migliore - che criminalizzare il dissenso è un errore gravissimo, mentre - conclude il capogruppo di Sel - affrontare il tema di garantire che non ci siano episodi di abuso della forza pubblica è un dovere civile".

    Condanna con fermezza “l’escalation di occupazioni di immobili e di atti intimidatori e squadristi contro esponenti politici e contro i circoli del Partito Democratico" Khalid Chaouki, deputato e responsabile immigrazione del Pd Roma. "Tutelare la legalità è dovere di tutti - aggiunge Chaouki - evitiamo di sottostare al ricatto di alcuni esponenti di gruppi organizzati che con prepotenza nella maggior parte dei casi sfruttano situazioni di crisi sociale per aizzare i più deboli contro le istituzioni con un crescendo di violenza e disperazione che produce esclusivamente effetti negativi per Roma e per i suoi cittadini". Per il deputato del Pd "serve recuperare uno spirito non violento che non significa rinunciare a rivendicare diritti fondamentali come quello alla casa, ma nel rispetto del confronto civile e democratico tra le tutte le forze politiche e sociali.” Chaouki lancia poi un appello a Sel: “Invitiamo anche gli esponenti del principale alleato di maggioranza al Comune di Roma di assumersi le proprie responsabilità e prendere una posizione chiara a favore della legalità e dei diritti dei cittadini come valore comune. Non si può lontanamente dare l’impressione di dare legittimità o fare da sponda ad azioni ad azioni dichiaratamente violente. Auspichiamo che con la partecipazione del Comune, delle forze politiche e delle organizzazioni sociali si arrivi ad una soluzione efficace che estirpi alla radice il problema abitativo che affligge Roma”.


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    Migliaia i fedeli attesi stasera alle 21 per la seconda Via Crucis di Papa Francesco. Presente anche il sindaco Ignazio Marino. I Fori Imperiali sono già chiusi dalle 9 di stamattina, mentre la fermata della metro B Colosseo verrà chiusa a partire dalle 18,30, e 12 linee bus saranno deviate. La questura ha infatti disposto la completa chiusura della stazione metro, compreso l’accesso superiore da Largo Agnesi. In alternativa c’è la fermata Cavour, la più vicina all’area della Via Crucis.

    E' scattata da questa mattina, quindi, la chiusura di via dei Fori Imperiali, che rimarrà isola pedonale fino a domenica 4 maggio, dalle 9 alle 19, fatta eccezione per le serate in cui nell’area sono previsti gli eventi organizzati al Foro di Augusto e legati al Natale di Roma. In quel caso la pedonalizzazione verrà prolungata. Dalla mattinata deviati anche i bus delle linee 53, 75, 80, 85, 87, 117, 175, 271, 571 e 810. A queste si aggiungeranno le deviazioni, a partire dalle 19, delle linee 81 e 673 per la chiusura di via Celio Vibenna e di via di San Gregorio. La questura ha infatti disposto la sua completa chiusura, compreso l’accesso superiore da Largo Agnesi. Da ieri, infine, sono stati installati i tre maxischermi che consentiranno ai fedeli di seguire la cerimonia da via dei Fori Imperiali e da piazza del Colosseo. Il primo si trova all’altezza di largo Corrado Ricci, il secondo all’altezza del punto informazione del Comune. Il terzo nell’area pedonale esterna all’Anfiteatro Flavio.


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    L'Orchestra di Piazza Vittorio, The Tokyo Ballet, Il lago dei cigni, La boheme, Il barbiere di Siviglia, Roberto Bolle and Friends. Dal 24 giugno al 9 agosto arriva la nuova stagione estiva d'opera e balletto alle Terme di Caracalla tra classici rivisitati e vocazione popolare. A presentare la stagione estiva del Teatro dell’Opera il sindaco di Roma, Ignazio Marino, il Sovrintendente del Teatro, Carlo Fuortes, e il direttore artistico, Alessio Vlad.

    Si parte il 24 giugno con musica di Georges Bizet secondo L'Orchestra di Piazza Vittorio, per proseguire il 27 e 28 giugno con la compagnia giapponese "The Tokyo Ballet" che porterà tre creazioni di uno dei più importanti coreografi di tutti i tempi, Maurice Be'jart. Torna a Caracalla il "classico dei classici": dal 3 al 15 luglio "Il lago dei cigni" di Petr ll'ic Cajkovskij nella coreografia di Patrice Bart. L'opera lirica debutterà a Caracalla il 14 luglio (con repliche fino al 9 agosto) con "La boheme" di Giacomo Puccini e sul podio dell'Orchestra del Teatro dell'Opera il maestro Daniele Rustioni. E ancora: "Il barbiere di Siviglia" di Gioacchino Rossini che debutterà con una nuova produzione alle Terme di Caracalla il 23 luglio, con repliche fino all'8 agosto con il maestro Stefano Montanari. E infine un appuntamento tanto classico quanto amato quello del 25 luglio per gli amanti della danza: Roberto Bolle con i suoi "amici" per dare vita allo spettacolo "Roberto Bolle and Friends". "Per me è una grande emozione essere qui, un momento di sintesi e rilancio del teatro dell'Opera di Roma. Nelle scelte fatte - ha spiegato Marino - abbiamo voluto cercare di coniugare un rinnovamento con dei classici e degli appuntamenti importantissimi. Questo il progetto in un contesto che quest'anno ci permettera' di avere 1400 posti a sedere in piu' rispetto allo scorso anno. Noi vogliamo che Caracalla da quest'anno diventi un appuntamento che 'uno deve sentirsi male se non riesce a trovare i biglietti'". Il primo cittadino ha poi annunciato che: "Il corpo di ballo del teatro dell'Opera va nella direzione di altri corpi di ballo europei, composti soprattutto da ballerini più giovani. Per settembre vogliamo comunque arrivare a un'integrazione del corpo di ballo. Recluteremo nuovi talenti su una platea planetaria". "Le nuove dotazioni organiche dovranno essere predisposte entro il 30 settembre", ha aggiunto il Sovrintendente Carlo Fuortes.

    "Caracalla nel mondo è un marchio incredibilmente famoso, per molti più del Teatro dell'Opera stesso. E' una risorsa assolutamente da valorizzare - ha detto Fuortes - perché può diventare uno dei motori fondamentali. L'aumento di posti ci consente di allargare la parte di platea con dei prezzi inferiori quindi avremo molte più poltrone a prezzi bassi come 25 e 40 euro. Caracalla deve tornare a essere una combinazione di popolarità ed eccellenza artistica: una combinazione straordinaria. Bisogna lavorare sullo spazio e sulla acustica e lo stiamo facendo. Quello che presentiamo oggi è un po' il numero zero che però va nella direzione che immaginiamo".

    (Foto di archivio)


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    "Inaccettabile centro storico di Roma sottoposto a rischio saccheggio. Non vorremmo ci costringessero a vietare accesso a centro storico. ST". Così su Twitter Angelino Alfano Ministro dell'Interno e Presidente del Nuovo Centrodestra, sui fatti della manifestazione dei Movimenti per la Casa del 12 aprile. Il presidente di Ncd in un altro tweet aggiunge: "Attacchi di questi giorni a Polizia sono inaccettabili. Siamo dalla parte di donne e uomini in divisa che difendono Paese ogni giorno. ST". E ancora: "Chi ha sbagliato paghi, ma noi difendiamo Polizia. Inaccettabile centro storico preso d'assalto da chi sfascia vetrine e tira sanpietrini ST". E sempre sul social network Alfano continua: "La libertà di manifestare è sacra. Ma tirare razzi non è manifestare. ST". "Dobbiamo proteggere nostri centri storici - recita un altro tweet del ministro - turismo e città di Roma da manifestanti violenti. Romani non ne possono più. Stiamo con loro. ST". Sull'identificativo dei poliziotti si dice contrario: "Identificativo andrebbe utilizzato per manifestanti violenti. ST", scrive ancora su Twitter.

    LE REAZIONI - A bacchettarlo è il suo ex collega di partito Ignazio La Russa di Fdi: "Se dopo giorni di suo assordante silenzio il ministro Alfano non vuole limitarsi alle parole di circostanza a favore delle Forze dell'ordine e contro la strumentale proposta del codice identificativo, gli suggeriamo di unirsi alla proposta di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale che chiede le dimissioni del suo viceministro Bubbico che accusa gli agenti di pubblica sicurezza di ogni nefandezza,dedica solo un dolce scappellotto di tre righe ai violenti aggressori e (al contrario delle parole del ministro) chiede misure di identificazione per gli agenti mentre tace sul perché quasi nessun manifestante può essere identificato". Prosegue La Russa: "Se Alfano è sincero e ha un qualche peso politico faccia almeno trasferire Bubbico ad altro ministero. Altrimenti farà parte anche lui, parole di circostanza a parte, di chi fa la sponda alla sinistra radicale e ai violenti di ogni risma sempre pronti a scagliarsi contro chi in divisa difende la libertà dei cittadini per uno stipendio da fame".

    Il capogruppo di Sel in Campidoglio Gianluca Peciola chiede invece le dimissioni di Alfano, colpevole di accendere "la miccia della polveriera Roma" e di coprire "gli agenti violenti".  “Il dramma dell’emergenza abitativa e l'aumento della conflittualità sociale di questi ultimi giorni nella nostra città - aggiunge in una nota Peciola - richiedono risposte urgenti da parte di Regione Lazio e di Roma Capitale". Il consigliere di Sinistra ecologia e libertà suggerisce di "velocizzare l’attuazione delle delibera regionale contenente una serie di misure per fronteggiare l’emergenza casa con particolare attenzione alla situazione romana". E per le politiche che possono essere messe in campo dall’amministrazione capitolina Peciola parla di "un primo intervento concreto possa essere l’inserimento nel Bilancio 2014 del bonus casa per i redditi medio-bassi". Subito dopo "E’ necessario dare priorità alla destinazione del patrimonio immobiliare pubblico per l’emergenza alloggiativa. Il ricavato della vendita del patrimonio immobiliare di Roma Capitale dovrà essere impiegato in massima parte per progetti di recupero e costruzione di case popolari”.

    Gli fa eco Gennaro Migliore, presidente dei deputati di Sinistra Ecologia Libertà, che ha presentato una proposta per introdurre un codice identificativo degli agenti in piazza. "Ad Alfano vorrei dire - aggiunge Migliore - che criminalizzare il dissenso è un errore gravissimo, mentre - conclude il capogruppo di Sel - affrontare il tema di garantire che non ci siano episodi di abuso della forza pubblica è un dovere civile".

    Condanna con fermezza “l’escalation di occupazioni di immobili e di atti intimidatori e squadristi contro esponenti politici e contro i circoli del Partito Democratico" Khalid Chaouki, deputato e responsabile immigrazione del Pd Roma. "Tutelare la legalità è dovere di tutti - aggiunge Chaouki - evitiamo di sottostare al ricatto di alcuni esponenti di gruppi organizzati che con prepotenza nella maggior parte dei casi sfruttano situazioni di crisi sociale per aizzare i più deboli contro le istituzioni con un crescendo di violenza e disperazione che produce esclusivamente effetti negativi per Roma e per i suoi cittadini". Per il deputato del Pd "serve recuperare uno spirito non violento che non significa rinunciare a rivendicare diritti fondamentali come quello alla casa, ma nel rispetto del confronto civile e democratico tra le tutte le forze politiche e sociali.” Chaouki lancia poi un appello a Sel: “Invitiamo anche gli esponenti del principale alleato di maggioranza al Comune di Roma di assumersi le proprie responsabilità e prendere una posizione chiara a favore della legalità e dei diritti dei cittadini come valore comune. Non si può lontanamente dare l’impressione di dare legittimità o fare da sponda ad azioni ad azioni dichiaratamente violente. Auspichiamo che con la partecipazione del Comune, delle forze politiche e delle organizzazioni sociali si arrivi ad una soluzione efficace che estirpi alla radice il problema abitativo che affligge Roma”.

    Ieri in tarda serata è arrivata la reazione del sindaco Marino alle parole di Alfano. "Io non ho nessun commento - ha dichiarato il primo cittadino - ho altre preoccupazioni che riguardano la sicurezza, l'ordine pubblico, l'abusivismo e di questo ho parlato al Ministro dell'Interno, Angelino Alfano, al Comitato nazionale di ordine e sicurezza e oggi gli ho scritto una lettera cogliendo questi spunti che riguardano la necessità di uno sforzo comune, perché Roma deve essere una città sempre più accogliente e sempre più sicura". Marino ha aggiunto: "Parlo però del contrasto all'abusivismo commerciale, all'illegalità, a tutto quello che altera il decoro della nostra Capitale. Sulle manifestazioni - ha ribadito - non ho nessun commento da fare".


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