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    Vigili del fuoco al lavoro stamattina in via di Ripetta per rimuovere il vetro di un rosone di una chiesa sconsacrata, che si è rotto, rischiando di crollare a terra. I vigili hanno rimosso i pezzi di vetro in bilico mettendo in sicurezza la zona sottostante.


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    Assalto a un portavalori questa mattina alle 9,15 circa a Nettuno, davanti all'ufficio postale di via San Giacomo. Tre persone, armate di pistole e un fucile, hanno speronato il furgone portavalori ingaggiando una sparatoria con le guardie giurate di scorta. Nessuno fortunatamente è rimasto ferito. I malviventi sono riusciti a mettere a segno il colpo e a fuggire a bordo di un'auto. Indaga il commissariato di polizia di Nettuno.


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    La Regione ha sottoscritto con il ministero dell'Economia e delle Finanze, il contratto che sblocca la terza tranche di un miliardo e 686 milioni per i pagamenti dei debiti sanitari che verrà erogata nelle prossime settimane.

    “Ancora una volta - spiega in una nota il presidente Nicola Zingaretti - la Regione è in prima linea nel cogliere le opportunità che derivano dal Dl 35 e, con quasi 1,7 miliardi di euro, si avvia velocemente verso la normalità nei pagamenti dei debiti. La nuova anticipazione di liquidità ci permette di proseguire il nostro impegno di accorciare sempre di più i tempi di attesa per i pagamenti dei fornitori e delle strutture accreditate del settore sanitario che, in un anno, siamo riusciti a dimezzare. Dai 253 giorni di attesa nel giugno del 2013 siamo arrivati agli attuali 150 e, continuando con questo trend, arriveremo a 90 giorni il prossimo giugno e a 60 entro il 2015, nel pieno rispetto della normativa nazionale. Una vera rivoluzione”.

    La Regione ha già ricevuto 3,7 miliardi circa di liquidità che hanno permesso di coprire per 1,5 miliardi i debiti verso le aziende sanitarie e per 2,28 miliardi i debiti verso gli Enti locali.

    “Con questa nuova tranche - aggiunge l’assessore al Bilancio, Alessandra Sartore - arriviamo complessivamente a 5,4 miliardi di euro di anticipazione di liquidità che ci permettono di saldare i crediti certi, liquidi ed esigibili al 31 dicembre 2012”. 


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    Dopo tanti anni è appena stata depositata alla Regione la proposta di legge per istituire il Parco Fluviale, e che una volta approvata avrà segnato un passaggio fondamentale per l'istituzione del grande parco fluviale.

    “Legambiente plaude con soddisfazione alla proposta di legge per l'istituzione del parco interregionale del Tevere presentata dalla consigliera Cristiana Avenali e che l'associazione chiedeva fin dal 1990", si legge in una nota.

    "La nascita del paco fluviale del Tevere è quanto chiediamo per un ecosistema da difendere dove l'area protetta sarebbe volano straordinario di una economia sostenibile e di una qualità della vita migliore per tutte le comunità lungo l'asse - dichiara Roberto Scacchi direttore di Legambiente Lazio - il perimetro del parco è in realtà già individuato nel ps5 dell'autorità di bacino e va messo in rete con i tanti 'primi km' di parco del Tevere già nati a macchia di leopardo, e che rappresentano straordinarie esperienze di corretta fruibilità”

    "Ci sembra fondamentale il percorso di partecipazione che si vuole aprire per arrivare alla proposta definitiva che parta delle peculiarità dei territori e non sia calata dall'alto - commenta Giorgio Zampetti responsabile scientifico nazionale di Legambiente - aprendo un percorso partecipativo che dal Lazio si allarghi si allarghi anche all'Umbria e alle altre regioni del bacino fluviale e crei le fondamenta per l'istituzione del parco interregionale che abbracci tutto l'asse fluviale del Tevere e dei suoi affluenti".


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    La Regione ha sottoscritto con il ministero dell'Economia e delle Finanze, il contratto che sblocca la terza tranche di un miliardo e 686 milioni per i pagamenti dei debiti sanitari che verrà erogata nelle prossime settimane.

    “Ancora una volta - spiega in una nota il presidente Nicola Zingaretti - la Regione è in prima linea nel cogliere le opportunità che derivano dal Dl 35 e, con quasi 1,7 miliardi di euro, si avvia velocemente verso la normalità nei pagamenti dei debiti. La nuova anticipazione di liquidità ci permette di proseguire il nostro impegno di accorciare sempre di più i tempi di attesa per i pagamenti dei fornitori e delle strutture accreditate del settore sanitario che, in un anno, siamo riusciti a dimezzare. Dai 253 giorni di attesa nel giugno del 2013 siamo arrivati agli attuali 150 e, continuando con questo trend, arriveremo a 90 giorni il prossimo giugno e a 60 entro il 2015, nel pieno rispetto della normativa nazionale. Una vera rivoluzione”.

    La Regione ha già ricevuto 3,7 miliardi circa di liquidità che hanno permesso di coprire per 1,5 miliardi i debiti verso le aziende sanitarie e per 2,28 miliardi i debiti verso gli Enti locali.

    “Con questa nuova tranche - aggiunge l’assessore al Bilancio, Alessandra Sartore - arriviamo complessivamente a 5,4 miliardi di euro di anticipazione di liquidità che ci permettono di saldare i crediti certi, liquidi ed esigibili al 31 dicembre 2012”. 


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    "Non vogliamo un'altra Terra dei Fuochi". Lo ribadisce un gruppo di cittadini dell'area di Falcognana, in presidio stamattina davanti ai cancelli dell'impianto. La paura, dopo la sospensiva del Tar allo stop ai lavori di ampliamento della discarica arrivato a fine marzo, è che si possa tornare a utilizzare il sito per dare sollievo all'emergenza rifiuti a Roma. Per Gianluca Dari, presidente dell'associazione Ambecom Presidio No Discarica, "il pericolo esiste perché la Capitale è in grave difficoltà. Il sindaco Marino è venuto qui a dire che non metterà neanche una busta ma lo vogliamo scritto nero su bianco".

    Perciò, sottolinea, "non ci fidiamo e per questo siamo qui. Non si può fare il buco e buttare tutto dentro". L'alternativa per Dari sono "gli schemi cooperativi a incentivi compatibili, per creare un mercato del rifiuto che coinvolga i cittadini". A sostegno dell'iniziativa, organizzata dal comitato elettorale del candidato Pd a sindaco di Marino Emanuele Ciamberlano, anche il presidente della commissione Cultura della Regione Lazio Eugenio Patanè, per il quale "questa discarica, a parte i vincoli paesaggistici, non risolverebbe i problemi della Capitale perché Ama ha 500 camion al giorno da smaltire, mentre il carico massimo realizzabile qui è di 12. Sarebbe una discarica finta in pratica". Invece, evidenzia, "Roma deve risolvere il suo problema da sola. Non si può pensare che la Capitale tenti di risolvere i suoi problemi in provincia, è all'interno del proprio territorio che è necessario trovare una soluzione adeguata. Ci vuole la gestione, da parte di Ama, del ciclo dei rifiuti dall'inizio alla fine". Patanè ricorda che la Regione ha investito "per la differenziata 150 milioni di euro, 90 in conto investimenti e 60 in spesa corrente e altri sono previsti dalla programmazione dei fondi europei 2014-2020".


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    Si sono svolte alle ore 11 di oggi, presso la Basilica di S. Lorenzo Fuori le Mura, le esequie del sostituto commissario della polizia di Stato Roberto Mancini che con le sue indagini ha anticipato di 15 anni il caso della Terra dei Fuochi. 

    Mancini, 54 anni, dal 1994 al 1997 aveva infatti prestato servizio presso il Centro Interprovinciale Criminalpol Lazio – Umbria – Abruzzo, dove si era occupato tra l’altro del fenomeno delle ecomafie e del rinvenimento di discariche abusive di rifiuti pericolosi. Dal 1997 al 2001 aveva svolto servizio presso la Commissione Parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti ed attività illecite ad esso connesse, effettuando numerosi sopralluoghi presso i siti di deposito di rifiuti radioattivi e tossici esistenti nella cosiddetta “terra dei fuochi”, ampia zona compresa tra le province di Napoli e Caserta. Nel 2002 aveva contratto una grave malattia, riconosciuta in seguito dipendente da causa di servizio, essendo stato riconosciuto il nesso di causalità tra l’infermità e l’attività di servizio prestata. Benchè affetto dalla malattia, il Sostituto Commissario aveva continuato comunque a prestare servizio attivo. Da ultimo, aveva prestato servizio presso il Commissariato 'S. Lorenzo'. Nel corso della sua carriera aveva effettuato numerose operazioni di Polizia conclusesi con l’arresto di pregiudicati resisi responsabili di rapine e traffico di stupefacenti.

    Era stato inoltre insignito del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica e aveva ricevuto un attestato di pubblica benemerenza per l’opera e l’impegno svolto in relazione ad eventi della Protezione Civile. L’opera svolta con grande impegno e professionalità per contrastare le organizzazioni mafiose coinvolte nel fenomeno dell’ecomafia ha avuto un grande risalto mediatico. Recentemente, era stato intervistato nel corso di alcune trasmissioni televisive che si erano interessate dell’argomento, rilasciando interviste nelle quali aveva rievocato la sua vicenda personale e le indagini svolte. Grande risalto aveva avuto l’argomento anche sulla carta stampata. Molti giornali, infatti, si erano occupati della sua vicenda definendolo 'poliziotto eroe'. A testimoniare l’affetto della gente, anche una folta rappresentanza di cittadini di Caivano che, presenti alla cerimonia, hanno voluto rendere l’ultimo saluto al Sostituto Commissario Mancini. 


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    Doppia protesta oggi al centro commerciale Roma est. Trenta lavoratori di Ovvio spa (la catena italiana della holding Semeraro) hanno incrociato le braccia per lo sciopero indetto dalla Flaica (Federazione Lavoratori Agro Industria Commercio ed Affini Uniti) Cub (Confederazione unitaria di base) Roma. “Non ci sono solo le ultime due mensilità di pagamento in arretrato alla base della protesta: manca all’appello anche parte della tredicesima di dicembre”, spiegano in una nota.

    "Non è accettabile dover incrociare le braccia per reclamare ciò che ai dipendenti spetta di diritto – dichiara Giancarlo Desiderati, segretario provinciale del sindacato di base – Il lavoro è tale perché salariato. Se salta questo cardine, vuol dire che sono state superate le regole base del vivere civile. Gli impiegati di Ovvio Spa sono sul piede di guerra: lo sciopero, infatti, andrà avanti a oltranza per tutta la giornata. E riprenderà anche domani. Dall’alba al tramonto".

    Volantino lavoratori Brek

    Alla protesta Flaica - prosegue ancora la nota - si sono uniti anche una cinquantina di lavoratori del gruppo Brek che licenzia ben 65 persone in sette negozi del megastore sulla Collatina. Insieme hanno dato vita a un corteo all’interno del centro commerciale: destinazione lo store Panorama per dissuadere la clientela dagli acquisti. “Intanto – aggiunge Flaica Cub - sta continuando l’opera di sensibilizzazione da parte dei protagonisti delle due proteste attraverso volantini e striscioni colorati, ma anche ironici, come lo slogan 'E’ ovvio che lavoro e non mi pagano' ".


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    E' partito, da via Morandi, a Tor Sapienza, il corteo territoriale indetto dai Movimenti per il diritto all'abitare. La manifestazione di oggi, che sfilerà per le vie del quartiere fino ad arrivare a piazza De Cupis, è propedeutica alle mobilitazioni di lunedì 12, quando i movimenti scenderanno in piazza contro il decreto Lupi, e proveranno ad arrivare davanti al ministero dell’Interno, e quella del 17, giornata in cui gli antagonisti sfileranno assieme a fianco della protesta a favore dell’acqua pubblica e i beni comuni. "Costruiamo territori meticci e resistenti", è lo striscione che apre il corteo. InfoAtac fa sapere su Twitter che le linee 075-112-313-541-e 314-543 Roma Tpl potrebbero subire dei rallentamenti.


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    Spari a Tor di Quinto, a poche ore dalla finale di Coppa Italia Napoli-Fiorentina, nel parcheggio vicino alla caserma dei carabinieri e a Ponte Milvio. Un tifoso del Napoli di 30 anni è rimasto ferito al petto da un colpo d'arma da fuoco.  Il ragazzo è stato portato in elicottero a Villa San Pietro per via delle strade bloccate dal traffico. Lesioni d'arma da fuoco per altre due persone, tifosi del Napoli anche loro, un uomo di 43 anni colpito alla mano destra e una persona di 32 anni.Il primo è stato portato al Villa San Pietro, l'altra al Santo Spirito. Dopo gli spari, si sono registrati tafferugli tra supporter dello stesso team e le forze dell'ordine. Si era diffusa la notizia del ferimento di un agente, poi smentita. Secondo notizie non ufficiali sembra che alcuni tifosi abbiano sfondato la recinzione di un'attività commerciale e da lì sarebbero arrivati gli spari. Altri parlano di tifosi romanisti che si sarebbero infiltrati tra i supporter napoletani. Una pistola è stata trovata dalla forze dell'ordine presumibilmente usata per i ferimenti. Gli investigatori della polizia stanno inoltre provvedendo ad ascoltare alcuni testimoni.

    IL QUARTO FERITO - C'è una quarta persona ferita. Si tratta di una persona trovata all'interno del vivaio dove è stata trovata una pistola. L'uomo, a quanto si è appreso, è stato colpito alla testa. Non si è esclude che sia il custode del vivaio. La polizia scientifica è stata lungamente al lavoro nell'esercizio commerciale in viale di Tor di Quinto. Sembra che la recinzione e il cancello d'ingresso del vivaio siano stati forzati. Nel frattempo il tifoso napoletano di 30 anni che è stato colpito da proiettili al torace e a una spalla ed è ricoverato all’ospedale San Pietro sulla Cassia viene sottoposto ad intervento chirurico: è in pericolo di vita.

    LA PARTITA - Fiorentina-Napoli si gioca. Le squadre sono entrate in campo. Alessandro Amoroso ha cantato l'Inno e alle 21,45 è cominciata la partita. Alcuni fischi da parte degli spalti delle tifoserie. Non molto prima, dopo Marek Hamsik, anche il direttore sportivo del Napoli, Riccardo Bigon, è andato a parlare con i tifosi partenopei presenti in curva Nord all'Olimpico. Si era anche registrato un conciliabolo in tribuna autorità tra il premier Matteo Renzi, il presidente del Coni, Giovanni Malagò e i patron di Napoli e Fiorentina Aurelio De Laurentiis e Diego Della Valle.

    "RIMANDARE LA PARTITA" - Partita in ritardo, la situazione è tesa all'Olimpico. Petardi e fumogeni dai tifosi napoletani. Un vigile del fuoco è stato colpito da un petardo, si è accasciato a terra ed è stato portato fuori dal campo. I supporter partenopei presenti all'Olimpico dopo aver ritirato tutte le bandiere e gli striscioni dagli spalti avrebbero chiesto di non giocare. Nel frattempo allo stadio è giunto anche il presidente del consiglio Matteo Renzi.

    E' la prima volta che le due formazioni si affrontano in una finale di Tim Cup – si legge sulla pagina web della Lega Serie A - mentre sono 15 i precedenti incontri in questa competizione. La Fiorentina, che si è aggiudicata il trofeo per 6 volte, ha raggiunto la sua decima finale e tenterà di riportare a casa una Coppa che manca in bacheca dalla stagione 2000-2001, quando superò in finale il Parma. Più recente, invece, l'ultima vittoria del Napoli: il successo in finale contro la Juventus nel 2012 valse agli azzurri il quarto trionfo nella competizione.

    TRAFFICO - Lunghe code al casello autostradale dell'A1 di Roma Nord. File di oltre un chilometro alla barriera autostradale in entrata verso la capitale per il forte afflusso di pullman di tifosi in arrivo. I pullman saranno poi scortati dalle forze dell'ordine dal casello allo stadio.

    VIABILITA’ - Si inizia alle 21, ma già da stamattina sono scattate misure restrittive sulla viabilità che nel pomeriggio hanno interessato le linee del trasporto pubblico. Già limitate le linee bus 247, 492 e 907, che non raggiungono il capolinea di via Cipro. Scrive l’Agenzia per la mobilità sulla sua pagina web.

    SGOMBERO VEICOLI IN SOSTA - "La Questura di Roma ha stabilito, dalle 9 di stamane e sino a cessate esigenze, lo sgombero di tutti i veicoli in sosta, nelle seguenti strade - si legge - viale della macchia della Farnesina, viale Giuseppe Volpi, piazzale della Farnesina, piazza Lauro De Bosis, lungotevere maresciallo Diaz, via dei Robilant, largo Maresciallo Diaz, piazzale dello Stadio Olimpico, via Edmondo De Amicis, via del Campeggio, largo Ferraris IV, viale Tommaso Tittoni, viale Paolo Boselli, via Mario Toscano (compresa area parcheggio), via Salvatore Contarini, compresa area parcheggio, viale Antonino Da Giuliano, via dei Monti della Farnesina, lungotevere Maresciallo Cadorna, via Roberto Morra di Lavriano, viale dei Gladiatori, viale delle Olimpiadi, Ponte Duca D'Aosta, piazzale Maresciallo Giardino. Divieto di sosta anche nei punti di raccolta delle tifoserie: area lungotevere-piazzale Clodio; Saxa Rubra; Tor di Quinto; stadio Flaminio; stazione Cipro/Metro A.

    LINEE BUS - Proprio Cipro sarà il punto di raccolta dei tifosi della Fiorentina, mentre a Saxa Rubra si raduneranno i sostenitori del Napoli. Da questi punti di raccolta oltre che da piazzale dei Cinquecento (stazione Termini), i tifosi saranno scortati nel pomeriggio in direzione dello stadio Olimpico. Nelle stesse strade dalle 14 scatta anche il divieto di transito, ad eccezione di bus, mezzi di soccorso, taxi e veicoli di residenti. Per i provvedimenti di limitazione al traffico nell'area dello stadio, con la chiusura in particolare di lungotevere Maresciallo Diaz, piazza De Bosis e lungotevere Cadorna, dalle 14 saranno deviate le linee 32, 48, 69, 224, 233, 271, 280, 301, 446 e 911. Sempre dalle 14, possibili deviazioni per le linee 220 e 232. Provvedimenti per il trasporto pubblico sono previsti anche nell'area di piazzale Maresciallo Giardino. Dalle 15, la linea 628 effettuerà la fermata di capolinea su piazzale Clodio. Sempre dalle 15, ma a Saxa Rubra, le modifiche coinvolgeranno altre 3 linee: 029, 302 e 334. I bus transiteranno ed effettueranno la fermata per i passeggeri in via Maurizio Barendson. Dalle 19, poi, saranno potenziate, come di consueto, le linee del trasporto pubblico che raggiungono l'area del Foro Italico: 2, 32 (anche deviata per le chiusure al traffico), 69 (anche deviata per le chiusure al traffico), 280 (anche deviata per le chiusure al traffico), 446 (anche deviata per le chiusure al traffico), 628 e 910.

    LA FESTA A PIAZZA SAN SILVESTRO - Per intrattenere i tifosi in attesa della finale è stata organizzata da Lega Serie A e Club una festa, grazie all'allestimento di un villaggio in Piazza San Silvestro. I cancelli apriranno alle 17.30, quando sul terreno dell'Olimpico si giocheranno le Finalissime della Junior Tim Cup (3°-4° posto e 1°-2°). Alle 19.50 circa via all'esibizione dell'artista internazionale Ozark Henry, poi il riscaldamento delle squadre e il momento solenne dell'Inno di Mameli cantato da Alessandra Amoroso prima del fischio di inizio. Per chi non sarà presente allo stadio, tutto lo spettacolo sarà trasmesso in diretta tv su Rai 1.

    (Foto via Twitter)

    (Ultimo aggiornamento 03-05-2014 ore 21,53)


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    Spari a Tor di Quinto, a poche ore dalla finale di Coppa Italia Napoli-Fiorentina, nel parcheggio vicino alla caserma dei carabinieri e a Ponte Milvio. Un tifoso del Napoli di 30 anni è rimasto ferito al petto da un colpo d'arma da fuoco.  Il ragazzo è stato portato in elicottero a Villa San Pietro per via delle strade bloccate dal traffico. Lesioni d'arma da fuoco per altre due persone, tifosi del Napoli anche loro, un uomo di 43 anni colpito alla mano destra e una persona di 32 anni.Il primo è stato portato al Villa San Pietro, l'altra al Santo Spirito. Dopo gli spari, si sono registrati tafferugli tra supporter dello stesso team e le forze dell'ordine. Si era diffusa la notizia del ferimento di un agente, poi smentita. Secondo notizie non ufficiali sembra che alcuni tifosi abbiano sfondato la recinzione di un'attività commerciale e da lì sarebbero arrivati gli spari. Altri parlano di tifosi romanisti che si sarebbero infiltrati tra i supporter napoletani. Una pistola è stata trovata dalla forze dell'ordine presumibilmente usata per i ferimenti. Gli investigatori della polizia stanno inoltre provvedendo ad ascoltare alcuni testimoni.

    IL QUARTO FERITO - C'è una quarta persona ferita. Si tratta di una persona trovata all'interno del vivaio dove è stata trovata una pistola. L'uomo, a quanto si è appreso, è stato colpito alla testa. Non si è esclude che sia il custode del vivaio. La polizia scientifica è stata lungamente al lavoro nell'esercizio commerciale in viale di Tor di Quinto. Sembra che la recinzione e il cancello d'ingresso del vivaio siano stati forzati. Nel frattempo il tifoso napoletano di 30 anni che è stato colpito da proiettili al torace e a una spalla ed è ricoverato all’ospedale San Pietro sulla Cassia viene sottoposto ad intervento chirurico: è in pericolo di vita.

    LA PARTITA - Fiorentina-Napoli si gioca. Le squadre sono entrate in campo. Alessandro Amoroso ha cantato l'Inno e alle 21,45 è cominciata la partita. Alcuni fischi da parte degli spalti delle tifoserie. Non molto prima, dopo Marek Hamsik, anche il direttore sportivo del Napoli, Riccardo Bigon, è andato a parlare con i tifosi partenopei presenti in curva Nord all'Olimpico. Si era anche registrato un conciliabolo in tribuna autorità tra il premier Matteo Renzi, il presidente del Coni, Giovanni Malagò e i patron di Napoli e Fiorentina Aurelio De Laurentiis e Diego Della Valle.

    "RIMANDARE LA PARTITA" - Partita in ritardo, la situazione è tesa all'Olimpico. Petardi e fumogeni dai tifosi napoletani. Un vigile del fuoco è stato colpito da un petardo, si è accasciato a terra ed è stato portato fuori dal campo. I supporter partenopei presenti all'Olimpico dopo aver ritirato tutte le bandiere e gli striscioni dagli spalti avrebbero chiesto di non giocare. Nel frattempo allo stadio è giunto anche il presidente del consiglio Matteo Renzi.

    E' la prima volta che le due formazioni si affrontano in una finale di Tim Cup – si legge sulla pagina web della Lega Serie A - mentre sono 15 i precedenti incontri in questa competizione. La Fiorentina, che si è aggiudicata il trofeo per 6 volte, ha raggiunto la sua decima finale e tenterà di riportare a casa una Coppa che manca in bacheca dalla stagione 2000-2001, quando superò in finale il Parma. Più recente, invece, l'ultima vittoria del Napoli: il successo in finale contro la Juventus nel 2012 valse agli azzurri il quarto trionfo nella competizione.

    TRAFFICO - Lunghe code al casello autostradale dell'A1 di Roma Nord. File di oltre un chilometro alla barriera autostradale in entrata verso la capitale per il forte afflusso di pullman di tifosi in arrivo. I pullman saranno poi scortati dalle forze dell'ordine dal casello allo stadio.

    VIABILITA’ - Si inizia alle 21, ma già da stamattina sono scattate misure restrittive sulla viabilità che nel pomeriggio hanno interessato le linee del trasporto pubblico. Già limitate le linee bus 247, 492 e 907, che non raggiungono il capolinea di via Cipro. Scrive l’Agenzia per la mobilità sulla sua pagina web.

    SGOMBERO VEICOLI IN SOSTA - "La Questura di Roma ha stabilito, dalle 9 di stamane e sino a cessate esigenze, lo sgombero di tutti i veicoli in sosta, nelle seguenti strade - si legge - viale della macchia della Farnesina, viale Giuseppe Volpi, piazzale della Farnesina, piazza Lauro De Bosis, lungotevere maresciallo Diaz, via dei Robilant, largo Maresciallo Diaz, piazzale dello Stadio Olimpico, via Edmondo De Amicis, via del Campeggio, largo Ferraris IV, viale Tommaso Tittoni, viale Paolo Boselli, via Mario Toscano (compresa area parcheggio), via Salvatore Contarini, compresa area parcheggio, viale Antonino Da Giuliano, via dei Monti della Farnesina, lungotevere Maresciallo Cadorna, via Roberto Morra di Lavriano, viale dei Gladiatori, viale delle Olimpiadi, Ponte Duca D'Aosta, piazzale Maresciallo Giardino. Divieto di sosta anche nei punti di raccolta delle tifoserie: area lungotevere-piazzale Clodio; Saxa Rubra; Tor di Quinto; stadio Flaminio; stazione Cipro/Metro A.

    LINEE BUS - Proprio Cipro sarà il punto di raccolta dei tifosi della Fiorentina, mentre a Saxa Rubra si raduneranno i sostenitori del Napoli. Da questi punti di raccolta oltre che da piazzale dei Cinquecento (stazione Termini), i tifosi saranno scortati nel pomeriggio in direzione dello stadio Olimpico. Nelle stesse strade dalle 14 scatta anche il divieto di transito, ad eccezione di bus, mezzi di soccorso, taxi e veicoli di residenti. Per i provvedimenti di limitazione al traffico nell'area dello stadio, con la chiusura in particolare di lungotevere Maresciallo Diaz, piazza De Bosis e lungotevere Cadorna, dalle 14 saranno deviate le linee 32, 48, 69, 224, 233, 271, 280, 301, 446 e 911. Sempre dalle 14, possibili deviazioni per le linee 220 e 232. Provvedimenti per il trasporto pubblico sono previsti anche nell'area di piazzale Maresciallo Giardino. Dalle 15, la linea 628 effettuerà la fermata di capolinea su piazzale Clodio. Sempre dalle 15, ma a Saxa Rubra, le modifiche coinvolgeranno altre 3 linee: 029, 302 e 334. I bus transiteranno ed effettueranno la fermata per i passeggeri in via Maurizio Barendson. Dalle 19, poi, saranno potenziate, come di consueto, le linee del trasporto pubblico che raggiungono l'area del Foro Italico: 2, 32 (anche deviata per le chiusure al traffico), 69 (anche deviata per le chiusure al traffico), 280 (anche deviata per le chiusure al traffico), 446 (anche deviata per le chiusure al traffico), 628 e 910.

    LA FESTA A PIAZZA SAN SILVESTRO - Per intrattenere i tifosi in attesa della finale è stata organizzata da Lega Serie A e Club una festa, grazie all'allestimento di un villaggio in Piazza San Silvestro. I cancelli apriranno alle 17.30, quando sul terreno dell'Olimpico si giocheranno le Finalissime della Junior Tim Cup (3°-4° posto e 1°-2°). Alle 19.50 circa via all'esibizione dell'artista internazionale Ozark Henry, poi il riscaldamento delle squadre e il momento solenne dell'Inno di Mameli cantato da Alessandra Amoroso prima del fischio di inizio. Per chi non sarà presente allo stadio, tutto lo spettacolo sarà trasmesso in diretta tv su Rai 1.

    (Foto via Twitter)

    (Ultimo aggiornamento 03-05-2014 ore 21,53)


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    Sono complessivamente dieci le persone rimaste ferite durante i tafferugli avvenuti nei pressi dello stadio Olimpico prima dell'inizio della finale di Coppa Italia. Tra questi anche i tre supporter partenopei feriti da colpi di arma da fuoco. 

    GLI INTERVENTI CHIRURGICI - Mentre all’ospedale Villa San Pietro nella serata di ieri si è concluso l'intervento di Ciro E., il 30enne tifoso del Napoli rimasto gravemente ferito da un colpo di pistola al torace in viale Tor di Quinto prima della finale di Coppa Italia. Stabilizzato, è stato trasferito al policlinico Gemelli. Il proiettile che ha colpito il 30enne avrebbe infatti raggiunto la colonna vertebrale del tifoso e pertanto è stata chiesta una consulenza a un neurochirurgo per valutare eventuali problemi.

    ESTRATTO IL PROIETTILE - Si è concluso intorno alle 20 l'intervento chirurgico che i medici del Policlinico Gemelli hanno effettuato a Ciro E. A quanto si apprende da fonti ospedaliere, il proiettile è stato estratto dal corpo del ragazzo. L'intervento chirurgico, particolarmente delicato, è durato circa 5 ore e si è concluso prima di quando prevedevano i medici, che inizialmente avevano calcolato tra le 10 e le 12 ore. Fonti ospedaliere fanno inoltre sapere che il giovane, prima dell'operazione è stato sempre cosciente. Al momento, Ciro sarà trattenuto nel reparto rianimazione del Policlinico. Il corpo medico, nelle prossime ore, valuterà gli effetti dell'intervento chirurgico. Non si può ancora escludere che la lesione spinale riportata dal ragazzo possa pregiudicarne la capacità motoria. In giornata, la madre del giovane, che ha trascorso la giornata al Gemelli, aveva detto: "Mio figlio sta morendo, mi ha detto: mamma, non piangere". "Noi abbiamo fiducia nel Signore", aveva aggiunto parlando ai microfoni della TgR Lazio. Poi, a chi gli chiedeva un commento al tifo calcistico: "Ragazzi divertitevi, ma non fatevi del male".

    UN ARRESTO PER TENTATO OMICIDIO - Per la sparatoria e con l'accusa di tentato omicidio è stato arrestato Daniele De Santis, 48enne tifoso della Roma con precedenti di polizia e titolare di un esercizio commerciale. Da una prima ricostruzione effettuata dagli uomini della Questura di Roma sembra che il De Santis abbia provocato i tifosi napoletani lanciando nei loro confronti dei fumogeni. Alla loro violenta reazione l’uomo avrebbe risposto esplodendo dei colpi d’arma da fuoco.

    LA VEDOVA RACITI - Marisa Grasso, vedova dell'ispettore Filippo Raciti ucciso a Catania nel 2007, è intervenuta a "Falla Girare" su Radio Reporter, come riferisce una nota dell'emittente. "Sono state ore piene di emozione - ha detto Marisa Grasso - dolore, amarezza. Sono infastidita, addolorata, umiliata ed è stata infangata la memoria di mio marito. Quel nome scritto sulla maglietta è di un condannato in primo e secondo grado di giudizio, arrestato. Ho visto solo violenza e tutti i presupposti che ci fosse un Raciti-due: il 2 febbraio di sette anni fa un servitore dello Stato perdeva la vita. E il calcio non può essere vissuto così". Sull'atteggiamento delle autorità: "Siamo rimasti scioccati - ha aggiunto - perché in tribuna c'erano i vertici dello Stato, siamo stati sconfitti una seconda volta, dovevamo raccogliere miglioramenti. A distanza di anni c'è lo stesso dolore e la speranza viene meno. Come mio marito, altri colleghi salutano la famiglia e non sanno se rientreranno a casa, bisogna avere rispetto. Siamo piegati alla volontà di questi soggetti e non riusciamo a ribellarci. Non c'è nessuna volontà di reagire". Le speranze per il futuro immediato: "Una presa di forza dei vertici - ha aggiunto ancora - Sono state adottate alcune misure di sicurezza, ma la morte di Filippo Raciti si poteva evitare. Queste cose succedevano anche prima, io pulivo la divisa di mio marito da qualsiasi cosa. Spero che la morte di mio marito possa continuare ad educare anche a distanza di anni. I miei figli stanno subendo angherie dai potenti di questo mondo, umiliando la memoria di mio marito. L'unica telefonata che ho ricevuto è stata quella del ministro Alfano e mi ha fatto piacere. Ci sentiamo soli, io da anni porto avanti una battaglia, ora sono stanca e sono delusa, sconfitta. Poi sento le parole di mia figlia che ha 22 anni e vuole lasciare l'Italia. A lei ho insegnato dei valori legati a questo paese e ora sento un' ulteriore amarezza". Cosa vorrebbe dire all'ultrà con la maglia "Speziale libero" (uno dei condannati per la morte di Filippo Raciti, ndr): "Non potrei parlare con questo soggetto - ha concluso - ho un'educazione, non possiamo sostenere un dialogo né con lui né con gli altri assassini di mio marito. Spero di non incontrarli mai".

    IL SINDACO - "Le violenze che si sono verificate nei pressi dello Stadio Olimpico sono vergognose e intollerabili - ha commentato ieri il sindaco, Ignazio Marino - hanno rovinato il clima di festa che dovrebbe caratterizzare questi eventi. Roma e il Paese non meritano di essere oltraggiati da chi approfitta di una partita di calcio per dare libero sfogo alla propria aggressività. In attesa che si faccia piena chiarezza sull'accaduto e si individuino i responsabili di questo gesto criminale, assicurandoli alla giustizia, il mio augurio è che questo evento sportivo possa immediatamente tornare al suo giusto spirito".


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    In migliaia, questa mattina per le strade della Capitale, hanno partecipato alla Marcia per la vita. L'iniziativa, promossa da varie associazioni di stampo cattolico, è organizzata per "affermare il valore della vita", "contro l'aborto". Il corteo si è snodato da piazza della Repubblica fino a Castel Sant'Angelo e vi hanno preso parte esponenti delle associazioni promotrici e dei partiti di centro destra, come Giorgia Meloni, leader di Fdi, oltre a famiglie con bambini e religiosi di vari ordini. In mostra, palloncini, striscioni e cartelloni contro la legge 194.


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    Papa Francesco ha celebrato stamattina la messa di ringraziamento per la canonizzazione di Giovanni Paolo II nella chiesa di San Stanislao, punto di riferimento per la comunità di pellegrini polacchi a Roma. Al suo arrivo Bergoglio è stato accolto da Agostino Vallini, cardinale vicario del Papa presso la diocesi di Roma. In una blindatissima via delle Botteghe Oscure, tanti fedeli per lo più italiani e polacchi hanno accolto il Santo Padre, sventolando bandierine dai colori vaticani, giallo e bianco, con su scritto: "Papa Francesco benvenuto tra noi". Tra qualche striscione rosso e bianco spiccava poi una bandiera argentina.

    Al momento dell'eucarestia, due sacerdoti sono usciti dalla chiesa e hanno percorso via delle Botteghe Oscure per servire l'ostia ai tanti fedeli che hanno assistito alla messa dalla strada grazie ad un maxi schermo montato all'ingresso di San Stanislao. La messa si è conclusa con un fragoroso applauso dei presenti. All'uscita Bergoglio ha preso la parola e rivolgendosi ai fedeli stipati ai lati della via ha detto: "Grazie di essere venuti. Auguro a tutti una buona domanica. Pregate per me". Il Papa ha poi recitato un'Ave Maria e ha concluso dicendo: "Questa è solo la prima tappa del mio viaggio in Polonia". Tra l'entusiasmo e lo stupore dei presenti, il Papa ha poi percorso a piedi tutta Via delle Botteghe Oscure, stringendo le mani ai fedeli e accarezzando i volti dei bambini. Altrettante persone si sono affacciate dalle finestre per salutate il Santo Padre che arrivato quasi nei pressi di Largo Argentina è salito in macchina e ha salutato la folla.


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    "Ciro Esposito si è risvegliato pochi istanti fa, ha aperto gli occhi e dà i primi cenni di ripresa". Ad annunciarlo poco prima delle 16, in esclusiva ad Omninapoli, l'avvocato Angelo Pisani, presente nella stanza in cui il ragazzo è ricoverato all'ospedale Gemelli di Roma. Dunque, inizierebbe a reagire il tifoso del Napoli colpito da due colpi di arma da fuoco durante la finale di Coppa Italia.

    Anche se le condizioni restano difficili. "Le condizioni di mio figlio - dice Giovanni Esposito, il padre di Ciro - sono le stesse di questo pomeriggio, non ci sono novità. Servono altri esami perché la tac non era chiara. Ciro risponde, si agita perché comincia a sentire dolore e chiede di poter bere. Le condizioni sono stabili ma sempre critiche".

    Intanto, Antonella Leardi, la madre del ragazzo ha denunciato: "Stamattina ho scoperto che mio figlio è piantonato e che era stata fatta richiesta per non farcelo vedere, ma il primario si è opposto facendoci entrare. Non so per cosa ma so che mio figlio sia indagato. Voglio che qualcuno lo tuteli. Le condizioni sono stabili, ma la situazione è ancora critica, spero in un secondo miracolo". 

    E l'appello della madre viene accolto da Sergio Pisani, Angelo Pisani (legale anche di Diego Armando Maradona, ndr) e Daniele de Rosa sono i tre avvocati incaricati di seguire il caso di Ciro Esposito. "Lo hanno arrestato, l'avvocato era d'obbligo. Ringrazio la Camera penale di Napoli e tutti gli avvocati che si sono offerti gratuitamente di difendere Ciro", ha detto Giovanni Esposito il padre del tifoso del Napoli. Sergio Pisani ha detto: "Abbiamo già provveduto a nominare un medico legale che si occupi delle vicende".

    Sono complessivamente dieci le persone rimaste ferite durante i tafferugli avvenuti nei pressi dello stadio Olimpico prima dell'inizio della finale di Coppa Italia. Tra questi anche i tre supporter partenopei feriti da colpi di arma da fuoco. 

    GLI INTERVENTI CHIRURGICI - Mentre all’ospedale Villa San Pietro nella serata di ieri si è concluso l'intervento di Ciro è stato trasferito al policlinico Gemelli. Il proiettile che ha colpito il 30enne avrebbe infatti raggiunto la colonna vertebrale del tifoso e pertanto è stata chiesta una consulenza a un neurochirurgo per valutare eventuali problemi.

    ESTRATTO IL PROIETTILE - L'intervento chirurgico, particolarmente delicato, è durato circa 5 ore e si è concluso prima di quando prevedevano i medici, che inizialmente avevano calcolato tra le 10 e le 12 ore. Fonti ospedaliere fanno inoltre sapere che il giovane, prima dell'operazione è stato sempre cosciente. Al momento, Ciro sarà trattenuto nel reparto rianimazione del Policlinico. Il corpo medico, nelle prossime ore, valuterà gli effetti dell'intervento chirurgico. Non si può ancora escludere che la lesione spinale riportata dal ragazzo possa pregiudicarne la capacità motoria. In giornata, la madre del giovane, che ha trascorso la giornata al Gemelli, aveva detto: "Mio figlio sta morendo, mi ha detto: mamma, non piangere". "Noi abbiamo fiducia nel Signore", aveva aggiunto parlando ai microfoni della TgR Lazio. Poi, a chi gli chiedeva un commento al tifo calcistico: "Ragazzi divertitevi, ma non fatevi del male".

    UN ARRESTO PER TENTATO OMICIDIO - Per la sparatoria e con l'accusa di tentato omicidio è stato arrestato Daniele De Santis, 48enne tifoso della Roma con precedenti di polizia e titolare di un esercizio commerciale. Da una prima ricostruzione effettuata dagli uomini della Questura di Roma sembra che il De Santis abbia provocato i tifosi napoletani lanciando nei loro confronti dei fumogeni. Alla loro violenta reazione l’uomo avrebbe risposto esplodendo dei colpi d’arma da fuoco.

    LA VEDOVA RACITI - Marisa Grasso, vedova dell'ispettore Filippo Raciti ucciso a Catania nel 2007, è intervenuta a "Falla Girare" su Radio Reporter, come riferisce una nota dell'emittente. "Sono state ore piene di emozione - ha detto Marisa Grasso - dolore, amarezza. Sono infastidita, addolorata, umiliata ed è stata infangata la memoria di mio marito. Quel nome scritto sulla maglietta è di un condannato in primo e secondo grado di giudizio, arrestato. Ho visto solo violenza e tutti i presupposti che ci fosse un Raciti-due: il 2 febbraio di sette anni fa un servitore dello Stato perdeva la vita. E il calcio non può essere vissuto così". Sull'atteggiamento delle autorità: "Siamo rimasti scioccati - ha aggiunto - perché in tribuna c'erano i vertici dello Stato, siamo stati sconfitti una seconda volta, dovevamo raccogliere miglioramenti. A distanza di anni c'è lo stesso dolore e la speranza viene meno. Come mio marito, altri colleghi salutano la famiglia e non sanno se rientreranno a casa, bisogna avere rispetto. Siamo piegati alla volontà di questi soggetti e non riusciamo a ribellarci. Non c'è nessuna volontà di reagire". Le speranze per il futuro immediato: "Una presa di forza dei vertici - ha aggiunto ancora - Sono state adottate alcune misure di sicurezza, ma la morte di Filippo Raciti si poteva evitare. Queste cose succedevano anche prima, io pulivo la divisa di mio marito da qualsiasi cosa. Spero che la morte di mio marito possa continuare ad educare anche a distanza di anni. I miei figli stanno subendo angherie dai potenti di questo mondo, umiliando la memoria di mio marito. L'unica telefonata che ho ricevuto è stata quella del ministro Alfano e mi ha fatto piacere. Ci sentiamo soli, io da anni porto avanti una battaglia, ora sono stanca e sono delusa, sconfitta. Poi sento le parole di mia figlia che ha 22 anni e vuole lasciare l'Italia. A lei ho insegnato dei valori legati a questo paese e ora sento un' ulteriore amarezza". Cosa vorrebbe dire all'ultrà con la maglia "Speziale libero" (uno dei condannati per la morte di Filippo Raciti, ndr): "Non potrei parlare con questo soggetto - ha concluso - ho un'educazione, non possiamo sostenere un dialogo né con lui né con gli altri assassini di mio marito. Spero di non incontrarli mai".

    IL SINDACO - "Le violenze che si sono verificate nei pressi dello Stadio Olimpico sono vergognose e intollerabili - ha commentato ieri il sindaco, Ignazio Marino - hanno rovinato il clima di festa che dovrebbe caratterizzare questi eventi. Roma e il Paese non meritano di essere oltraggiati da chi approfitta di una partita di calcio per dare libero sfogo alla propria aggressività. In attesa che si faccia piena chiarezza sull'accaduto e si individuino i responsabili di questo gesto criminale, assicurandoli alla giustizia, il mio augurio è che questo evento sportivo possa immediatamente tornare al suo giusto spirito".

    (Ultimo aggiornamento 05-05-2014 ore 17:10)


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    Arrestati per estorsione Emiliano Belletti di 41 anni e Carmine Spada, alias “Romoletto” di 47 anni, capo dell'omonimo clan legato ai Fasciani di Ostia. Nella tarda mattinata del 1 maggio ad Ostia, la Squadra mobile di Roma ed il locale commissariato, hanno concluso un’attività d’indagine, coordinata dalla Direzione distrettuale Antimafia di Roma, al termine della quale hanno arrestato i due pregiudicati.

    L’arresto dei due malviventi è maturato a seguito di un servizio di osservazione e pedinamento, svolto da personale della squadra mobile e del commissariato “Lido di Roma”, nei pressi dell’esercizio commerciale oggetto delle mire estorsive da parte degli Spada, al termine del quale Belletti è stato trovato in possesso della somma di denaro di 2.000 euro provento dell’estorsione perpetrata poco prima.

    Romoletto è stato invece rintracciato di lì a poco nei pressi di una sala giochi, ad Ostia in via Danilo Stiepovich, dove è stato bloccato dagli investigatori intervenuti e condotto nel locale Commissariato. Nella giornata dell’altro ieri, il G.i.p. presso il Tribunale di Roma, su richiesta della locale Procura Distrettuale Antimafia, ha accolto integralmente le risultanze investigative emerse, emettendo nei confronti degli arrestati la misura di custodia cautelare in carcere per il reato di estorsione aggravata dalle modalità mafiose.


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    Incendio nella serata di ieri nella scuola media Quartararo, in via della Magliana 293. Le fiamme, appiccate da vandali che sono entrati nell'istituto forzando una porta secondaria, hanno distrutto la palestra e l'archivio della scuola, dove sono andati bruciati numerosi documenti. Sul posto si sono recati i vigili del fuoco e i carabinieri della stazione Villa Bonelli. Indaga la compagnia carabinieri Eur.

    Augusto Santori, esponente del comitato DifendiAMO Roma, fa sapere che si tratta “del decimo caso in pochi mesi". L'incendio di ieri sera arriva "proprio mentre il piano superiore della scuola era stato sgomberato qualche giorno fa per alcune verifiche sui piloni della stessa, oggi arriva la notizia che a bruciare è anche la parte sottostante", aggiunge Santori. "Ancora una volta - continua - non si hanno notizie dei responsabili, ci chiediamo se ci sia un preciso scopo e la speranza è che le forze dell’ordine facciano al più presto chiarezza sui responsabili di questi ignobili atti di teppismo”.

    “Questa scuola pubblica ospita tra l’altro nei suoi locali anche i bambini della scuola Janua - spiega Santori - Si tratta di ragazzi e di ragazze cui per diversi giorni è stato impedito di entrare a scuola, altri sono sono stati evacuati, alcuni di essi sono ospiti proprio in questi giorni presso la scuola Graziosi a Via Greve, sempre alla Magliana".


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    Sequestro di società e beni a esponenti di mafia e camorra. È l'obiettivo di una vasta operazione in corso da stamattina, condotta dalla Squadra mobile e dal Nucleo Polizia Tributaria di Frosinone e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Si stima che i beni complessivamente oggetto di sequestro siano pari a circa 20 milioni di euro.

    In particolare nel mirino delle forze dell'ordine ci sono le società e i beni riconducibili ai soggetti che avevano acquisito il controllo di una società che gestiva la sala bingo di Ferentino, in Provincia di Frosinone, i quali erano collegati con la criminalità organizzata siciliana e campana, alcuni al clan camorristico dei casalesi ed altri alla cosca mafiosa dei Santapaola. Sono state individuate e sequestrate quote societarie, auto, immobili e conti correnti riferibili agli indagati, benchè intestati a persone di fiducia o società fiduciarie, per un valore complessivo di circa 20 milioni di euro.

    L’attività di Polizia e Guardia di Finanza di Frosinone, coordinata dalla Dda di Napoli, prendeva avvio a seguito dell’operazione “game over”, dello scorso luglio, con la quale si era pervenuti all’arresto di 6 persone ed al sequestro di beni per oltre 60 milioni di euro, la quale aveva consentito di accertare l’infiltrazione degli interessi delle organizzazioni camorristiche e mafiose nel settore del gioco e delle scommesse e delle attività ad esso strumentali ed accessorie (turismo, di accoglienza, di convegnistica, ecc.). L’infiltrazione della criminalità organizzata è stata posta in essere mediante l’abile e spregiudicata acquisizione , attraverso la fattiva opera di un commercialista ciociaro, di quote societarie di importanti aziende operanti nei predetti settori economici in ambito nazionale. Le indagini hanno permesso di individuare il soggetto al quale venivano intestate le quote societarie da parte delle associazioni criminali nonché altri 6 soggetti che si sono resi responsabili dei reati di reimpiego di proventi illeciti e di intestazione fittizia di beni, aggravati dal fine di agevolare le attività delle stesse organizzazioni mafiose. I successivi accertamenti di Polizia e Guardia di Finanza di Frosinone hanno interessato anche i nuclei familiari degli indagati ed una rete di “prestanomi” appositamente costituita, riuscendo altresì ad individuare beni detenuti per il tramite di società fiduciarie. I sequestri hanno riguardato 4 aziende con sede a Roma ed in Provincia di Firenze, nonché beni immobili, autovetture di lusso ed oltre 50 posizioni bancarie (conti correnti, libretti di deposito e cassette di sicurezza) ad esse riconducibili, per un valore di circa 20 milioni di euro. L’attività congiunta della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato attraverso l’aggressione patrimoniale ha consentito il recupero di ingenti capitali da parte dello Stato con conseguente indebolimento e danno economico della criminalità organizzata e quindi del relativo potere di incisione nell’economia del Paese.


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    Un incontro "con un collegio sereno", dove "abbiamo suggerito che in un primo momento si possa riaprire la struttura senza l'osteria, fonte di proventi per gli imputati". Così l'avvocato Arturo Salerni, del collegio difensivo dei 14 attivisti del Comitato popolare lotta per la casa accusati di associazione a delinquere dalla Procura di Roma, uscendo dell'udienza del Tribunale del Riesame in merito al dissequestro dell'Angelo Mai, sgomberato il 19 marzo scorso. Alla base della richiesta dei legali, spiega Salerni, "l'insussistenza di esigenze cautelari riguardo alla struttura, trattandosi invece solo di questioni amministrative che il Comune potrebbe risolvere, come già ha dimostrato con l'istanza in tal senso formulata dall'amministrazione stessa". Presentata dai legali anche "l'istanza di dissequestro dei computer previa copia del loro contenuto, che dovrebbe essere accolta". È stato inoltre depositato l'appello di centinaia di artisti italiani e internazionali di sostegno alla riapertura del centro sociale. "Assente all'udienza", secondo quanto riferito da Salerni, il pm Luca Tescaroli, titolare dell'inchiesta.

    IL SIT-IN - Intanto una sessantina di attivisti della struttura hanno inscenato un sit-in a piazzale Clodio, davanti al tribunale."Angelo Mai libero! Liberi tutti". Una scritta e due ali cosparse di piume attaccate per terra per ribadire che "l'Angelo Mai non si tocca". A mo' di indiani metropolitani, con ali e cerchietto, il gruppo ha allestito la scenografia.

    Al megafono Silvia del Comitato popolare lotta per la casa, ha spiegato che per l'Angelo"ci vogliono tempi più lunghi", sottolineando inoltre che "non c'è ancora nessuna risposta riguardo l'udienza di settimana scorsa". La risposta degli attivisti proseguirà "nei nostri luoghi, che non sono le Aule di tribunale, ma le piazze, le scuole, gli spazi del possibile che continuiamo a presidiare con i nostri linguaggi, i nostri corpi". Un altro attivista, Gianmarco Di Lecce, sull'ipotesi di dissequestro parziale della struttura avanzata dal collegio difensivo, risponde: "Dobbiamo ancora vedere come si muovono la magistratura e la politica, vogliamo capire perché è stato sequestrato, ci mancano ancora dei dati".


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    “La norma che prevede la vendita delle terre pubbliche agricole della Regione sarà rivista”. Con queste parole il governatore Nicola Zingaretti ha “rassicurato” il Coordinamento Romano Accesso alla Terra (CRAT), che stamattina ha dato vita a un sit-in davanti alla Sala Tirreno della Regione Lazio per protestare contro l'art.20 della Proposta di Legge n.147, in discussione nella commissione bilancio, che si propone di vendere il patrimonio agricolo pubblico.

    LE PAROLE DI ZINGARETTI – Durante la dimostrazione pacifica, il Coordinamento ha provocatoriamente consegnato a Zingaretti la foto che lo ritraeva con il cartello “#Terrepubbliche ai giovani agricoltori”, la petizione che lo scorso maggio in sole due settimane aveva raccolto diecimila firme e che lo stesso Zingaretti aveva firmato, impegnandosi a evitare la vendita di un bene collettivo non riproducibile quale è la terra. Un patrimonio, che secondo le nuove intenzioni della Regione, per essere tutelato dovrà essere venduto. “Per troppo tempo – ha detto Zingaretti incontrando gli attivisti del Crat - dietro a concetti condivisibili come quello di case pubbliche o terre pubbliche troppe persone hanno coltivato esclusivamente interessi privati. Tuttavia – ha aggiunto Zingaretti - siamo pronti a rivedere la legge prima che venga votata dal consiglio. Da parte nostra c'è la massima apertura, non vogliamo cementificare l'agro romano, ma avere delle regole certe e delle garanzie che venga garantita la vocazione agricola delle terre”.

    TERRE AI GIOVANI AGRICOLTORI - Nessuna svendita, quindi, ma una gestione oculata del patrimonio regionale. Almeno nelle intenzioni, l'apertura del Governatore riapre uno spiraglio sul destino delle terre pubbliche. Come sia possibile esercitare questo potere di garanzia sulle terre, una volta che sono state vendute, per ora rimane un mistero. Per questo, anche se il Coordinamento valuta positivamente la dichiarazione di intenti di Zingaretti, il giudizio resta sospeso. L'obiettivo del Coordinamento, infatti, è quello di cancellare la vendita delle terre dalla norma e “di mettere a reddito il patrimonio agricolo regionale con affitti equi in particolare per giovani agricoltori”, così come previsto dalla petizione sottoscritta dallo stesso Zingaretti un anno fa.

    LE RICHIESTE - “A Zingaretti - spiega in una nota il Coordinamento Romano Accesso alla Terra - abbiamo chiesto di non rendersi complice di una proposta di legge che cancella la tutela di tutti i terreni a vocazione agricola di proprietà regionale e che svilisce i beni comuni rispolverando la vecchia idea per cui ripianare il bilancio si traduce nella svendita delle risorse pubbliche. Zingaretti e Ricci - aggiunge il Coordinamento - si sono detti disponibili a rivedere l'art.20 raccogliendo le nostre richieste, e confermando la volontà di mettere a reddito i terreni incolti”. Stop alla vendita, quindi, e più facilitazioni per l'accesso alle terre.“Siamo convinti che un'amministrazione sana debba tutelare il proprio patrimonio garantendo al contempo una gestione virtuosa senza perderne il controllo pubblico che è l'unico in grado di garantire servizi e fruibilità per tutti”.

    LE REAZIONI - "E' giusto aprire un confronto con le realtà che operano nel settore agricolo per sgomberare il campo dall'ipotesi semplicistica che sarebbe in atto un privatizzazione delle terre pubbliche da parte della regione" dichiara, in una nota, il presidente della commissione Agricoltura del Consiglio regionale del Lazio Mario Ciarla. "Ha fatto bene quindi il presidente Zingaretti - aggiunge - ad assumere in prima persona quest'oggi l'iniziativa in questo senso. E pertanto in merito all'art.20 della proposta di legge regionale n.147 è evidente la necessità di un suo approfondimento e di una sua eventuale rivisitazione". 

    "Sulla gestione futura delle terre pubbliche, credo che quello raggiunto stamattina tra il Coordinamento Romano Accesso alla Terra e il Presidente Zingaretti sia un buon punto di partenza per proseguire un percorso unitario nella direzione della tutela e della valorizzazione dei beni pubblici regionali" dichiara, in una nota, la consigliera regionale del Gruppo Per il Lazio, Marta Bonafoni. "Ritengo infatti sia necessario - aggiunge - stabilire un punto di equilibrio tra gestione dei beni pubblici da parte della Regione Lazio e affitto a canoni equi delle terre pubbliche ai giovani agricoltori e alle cooperative sociali. La Regione Lazio non può più permettersi di perdere risorse a causa di una gestione non oculata delle sue terre, ma al tempo stesso deve fare ogni sforzo per cercare di non vendere, o peggio svendere, le sue terre, bene primario e di tutti. Tra l’altro l’incontro di oggi tra il presidente Zingaretti e il Coordinamento Romano Accesso alla Terra ha coinciso con un’altra azione messa in scena da un ampio fronte di associazioni tra le quali Agrinsieme, la Cgil di Roma e Lazio e l’Aiab che con l’occupazione simbolica di Castel di Guido hanno inteso lanciare il medesimo messaggio alla giunta regionale, chiedendo un ulteriore approfondimento dell’articolo 20 della legge 147 attualmente in discussione in Commissione Bilancio". 


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