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    E' stata rinviata "a data da destinarsi" per "motivi di opportunità" la cerimonia della firma del Protocollo per la partecipazione di Ferrovie dello Stato all'Expo 2015, prevista alle 10 al binario 1 della Stazione Termini. A comunicare la decisione congiunta dei due partner, i rispettivi uffici stampa poco prima dell'inizio dell'evento. Alla firma avrebbero dovuto partecipare il Commissario unico per l'Expo Giuseppe Sala e l'amministratore delegato di Fs Mauro Moretti. Ieri il direttore Pianificazione e Acquisti di Expo 2015 spa e general manager Constructions, Angelo Paris, è stato arrestato dal giudice delle indagini preliminari Fabio Antezza in un’inchiesta per i reati contro la pubblica amministrazione condotta dai pm milanesi Claudio Gittardi e Antonio D’Alessio.


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    Un altro week end caldo per la Capitale, tra eventi e manifestazioni. Sabato sono attesi 200mila bambini in visita dal Papa e nella stessa giornata è prevista la festa per i 20 anni di Emergency a piazza Farnese. Al Palalottomatica all’Eur ci saranno dal 10 al 12 maggio le selezioni per la nuova edizione di X Factor e nella stessa giornata scenderanno in piazza gli antiproibizionisti per una manifestazione alle 16 in piazzale dei Partigiani a favore della liberalizzazione delle droghe leggere. "Per sabato abbiamo già organizzato gli stalli per oltre 2.000 pullman – fa sapere il sindaco Ignazio Marino - che dovranno fermarsi fuori dalla città”.

    Domenica sarà la volta di Roma-Juventus, partita anticipata al pomeriggio, come comunicato dal prefetto Giuseppe Pecoraro. Sull'orario "ancora non lo so, devo parlarne con il questore", ha aggiunto Pecoraro. Poi dopo avere consultato la Lega Calcio, l’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive e i rappresentanti provinciali delle forze di polizia, ha fissato l’orario d’inizio della partita alle ore 17.45. “Insomma - ha commentato il primo cittadino a margine della festa della Polizia - si capisce quanto sia complicato per l'amministrazione mantenere ordine, sicurezza e viabilità se non in collaborazione con le forze dell'ordine".

    (Foto di archivio)


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    Un’area di 6mila metri quadrati adibita al recupero e allo stoccaggio di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi è stata sequestrata dal Corpo Forestale dello Stato di Terracina a Sabaudia. All’area si accede percorrendo uno stradello che si imbocca da via Lungo Botte. In quel posto un imprenditore del luogo, specializzato nelle attività di movimento terra e di ristrutturazioni edilizie, aveva realizzato una collinetta di rifiuti senza le necessarie autorizzazioni. Gli investigatori hanno trovato un frantoio mobile per il recupero di rifiuti provenienti da demolizioni edili, ed al momento del fermo erano stoccati circa 800 metri cubi di rifiuti, in parte lavorati e pronti per essere immessi sul mercato.

    L'INQUINAMENTO - Sul terreno inoltre erano stati depositate altre tipologie di rifiuti, terre e rocce da scavo, per un quantitativo di circa mille metri cubi, pneumatici, rifiuti ferrosi ed elettrodomestici, e materiale plastico; il tutto per un quantitativo complessivo di altri 2mila metri cubi. Tutti i rifiuti erano posizionati a contatto con il terreno, creando potenziale pericolo di inquinamento per il suolo e le falde acquifere. Sequestrata anche una struttura metallica di 200 metri quadri realizzata abusivamente ed adibita al servizio dell’attività industriale. L’imprenditore, quindi, è stato denunciato per gestione illecita di rifiuti ed immissioni di polveri in atmosfera, per aver trasformato una zona agricola in area industriale e per avere realizzato una costruzione in assenza del relativo titolo autorizzativo.


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    Prima la foto del presidente della Regione, Nicola Zingaretti, che testimonia l'adesione alla petizione “#TerrePubbliche ai giovani agricoltori” (lanciata su Change.org lo scorso anno) e che il Coordinamento romano accesso alla terra (Crat) ha consegnato nelle mani di Zingaretti lunedì, alla presenza dell'assessora all'Agricoltura Sonia Ricci. Dopo il contro-spam sui Social Network della campagna “Un anno fa”, con cui l'amministrazione regionale ha provato a tirare le fila dei primi dodici mesi di lavoro, dove si rivendicano anche le politiche di accesso alla terra su cui ha lavorato con un primo bando di assegnazione del patrimonio pubblico (320 ettari in tutto) l'agenzia regionale Arsial. Nel mezzo un'occupazione simbolica della tenuta di Castel di Guido, azienda comunale su terreni regionali.

    Agricoltori, sigle di settore, sindacato e associazioni, insomma, ce la stanno mettendo tutta per ricordare al presidente regionale e alla sua Giunta gli impegni presi in campagna elettorale. E nonostante le annunciate aperture al “confronto”, dalla Regione sono seguite solo “dichiarazioni parziali” accusa il Crat: “L'impegno preso su Castel di Guido di non vendere la tenuta è positivo ma insufficiente – scrive in una nota – noi chiediamo che vengano tutelate tutte le terre pubbliche ad uso agricolo". Sul caso di Castel di Guido, infatti, la Regione ha fatto sapere “verrà individuato, insieme al Comune, un percorso per il rilancio e la valorizzazione delle sue attività produttive”. Così come confermato dall'assessora comunale all'Ambiente, Estella Marino: “La Regione Lazio e Roma Capitale hanno assunto il chiaro impegno di proseguire il percorso di salvaguardia, promozione e valorizzazione della vocazione ambientale e agricola di quel territorio”.

    LA TERRA E' UN BENE INALIENABILE” - Ma resta il tema più generale delle terre pubbliche minacciate dalla vendita (come prevede l'art.20 della proposta di legge regionale n.147) sottoposto dal Crat, un movimento eterogeneo che negli ultimi tre anni ha interpretato le esigenze di una nuova generazione imprenditoriale “senza terra” e le rivendicazioni di “riscatto”, in termini ambientali e di qualità della vita, avanzate da associazioni e singoli cittadini. “Il patrimonio agricolo utilizzabile è un bene inalienabile, da preservare per le future generazioni, oltre che una garanzia economica per l'amministrazione – scrive ancora il Crat - non è attraverso la sua vendita che si può pensare di fare cassa, essendo inoltre limitato l'introito previsto dalle dismissioni. C’è invece bisogno di una legge ad hoc per l'assegnazione, la tutela, la valorizzazione delle terre pubbliche agricole, come altre regioni hanno già fatto (Umbria, Toscana, Campania) o stanno per fare, per produzione agroalimentari e servizi, con attenzione alla fruibilità e valorizzazione dei beni comuni”.

    INCONTRO URGENTE CON LA REGIONE” - Per questo il Coordinamento chiede a Zingaretti di “eliminare o modificare” l'art.20 “per imporre un maggiore controllo sullo stato di fatto delle attuali assegnazioni: un censimento delle terre pubbliche garantirebbe il rientro del gettito degli affitti spesso inesauditi, così da far rispettare principi di legalità e buon governo” si spiega nella nota. “Chiediamo con urgenza di convocare un tavolo di confronto su questo tema, così come proposto dallo stesso presidente Zingaretti nel corso dell’incontro di lunedì 5 Maggio, prima che la commissione chiuda la discussione sulla proposta di legge 147” conclude il Crat.


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    Potere d'ordinanza ai sindaci per orari e installazione dei giochi d'azzardo, lontani dai luoghi sensibili, nell'attesa di una nuova legge nazionale che possa ridurne l'offerta e l'accesso. Lo chiede il Manifesto dei sindaci per la legalità contro il gioco d'azzardo, firmato oggi nella Sala delle Bandiere in Campidoglio dal sindaco di Roma Ignazio Marino, alla presenza delle associazioni Terra di Mezzo e Legautonomie. Obiettivo del documento è inoltre che sia chiesto a Comuni e ad Autonomie locali il parere preventivo e vincolante per posizionare i giochi d'azzardo. Sollecitate dal testo anche leggi regionali che esplicitino i compiti e gli impegni delle Regioni per la cura dei giocatori patologici e per la prevenzione dai rischi del gioco d'azzardo.

    IL FENOMENO ROMANO - "Al 2014 le sale a Roma sono passate da 294 a 718, con una crescita esponenziale - ha detto il sindaco Marino - e a piazza Re di Roma c'è un locale con più di 900 postazioni. Ci sono municipi con una densità enorme: il Municipio V per esempio ha 110 sale". Il sindaco si è augurato che "la delibera comunale n. 704 del consigliere Nanni, possa essere presto discussa dall'Assemblea capitolina". Per il primo cittadino "è veramente urgente che il Parlamento scriva una norma che possa consentire ai sindaci, che finora non possono fare molto, di prendere misure drastiche davanti a un fenomeno che colpisce i cittadini, i quali vedono proprio nel sindaco un interlocutore diretto al problema. 

    SINDACO E' IMPOTENTE - Secondo la normativa vigente infatti, l'amministrazione, può solo intervenire sui tributi dovuti. "L'unica cosa pratica che ho potuto fare da sindaco è stata, nelle delibere propedeutiche al bilancio, di raddoppiare le spese di istruttoria per installare le slot machine, facendole arrivare fino a 1.200 euro". Tra i promotori dell'evento il consigliere comunale e presidente della Commissione Lavori Pubblici Dario Nanni (Pd), primo firmatario nel 2012 di una delibera che propone la regolamentazione della materia da parte del sindaco di Roma, che, ha annunciato, "la settimana prossima dovrebbe andare in Aula capitolina".


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    I piccoli editori romani quest’anno non saranno al Salone del libro di Torino, la manifestazione internazionale che apre oggi i battenti e proseguirà fino a lunedì 12 maggio. Non ce l’hanno fatta a sostenere le spese che tra affitto dello stand, vitto e alloggio si aggirano sulle tremila euro. Gli anni scorsi la loro presenza era stata assicurata da un bando della Camera di Commercio di Roma che permetteva alle case editrici di abbattere i costi e pagare solo 300 euro, dividendo così uno spazio del padiglione 2 all’interno della fiera.

    IL BANDO - Per il 2014 invece la Cciaa ha stabilito di non stanziare il contributo, mettendo in difficoltà le piccole aziende, molte delle quali sono rimaste a casa. “Alcuni – si legge nel blog di Round Robin – si sono organizzati autonomamente, esponendo economicamente in modo ulteriore le loro già povere casse, nella speranza che il bilancio tra gli elevati costi e le vendite non porti un segno negativo. Altri hanno ritenuto che questo segno negativo sarebbe stato pesante, forse troppo da potersi permettere una partecipazione indipendente”. Altri ancora come Round Robin hanno affidato i loro libri alla NdA, etichetta di distribuzione indipendente.

    LA LETTERA - Prima di rinunciare, però, i piccoli editori hanno fatto un tentativo, tramite Odei (osservatorio editori indipendenti), scrivendo una lettera alla Camera di Commercio, “una richiesta disperata di aiuto – scrivono ancora sul blog - perché tornasse indietro sulla decisione di cancellare qualsiasi contributo all’editoria, dirottando quei finanziamenti su altre iniziative lontane dal settore culturale che tanto soffre in questo Paese”.  La risposta via email “ci comunicava la possibilità di presentare generiche proposte progettuali, a pochi giorni dalla scadenza della presentazione della domanda per la partecipazione al Salone di Torino”. Così Odei ha chiesto un incontro, ma “ancora tutto tace, lasciando di fatto fuori dal Salone le tante piccole aziende romane che indipendentemente portano avanti un discorso di qualità ed arricchiscono la proposta culturale nel nostro Paese”.

    L’INDUSTRIA CULTURALE FANALINO DI CODA - Ancora una volta, sottolineano i piccoli editori, si relega all’ultimo posto l’industria culturale del nostro Paese, dato che la Camera di Commercio ha comunque confermato il suo sostegno ad altre fiere commerciali, sicuramente di importanza strategica (Fiera di Grottaferrata, Casaidea, Motodays, Worldfishing). Una decisione che per alcune aziende “già messe a dura prova dalla crisi” rappresenta “un ulteriore colpo alla sopravvivenza”. Paese Sera ha chiesto un commento alla Camera di Commercio di Roma, ma non ha ricevuto risposta, “sono tutti in riunione” ha spiegato al telefono una segretaria.


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    Favorire la creazione e lo sviluppo di idee e progetti innovativi da parte dell’imprenditoria e dell’associazionismo femminile promuovendo la creatività e la valorizzazione del capitale umano 'rosa'. È questo l’obiettivo del Bando 'Innovazione Sostantivo Femminile', pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio e finanziato con 1 milione di euro.

    L’avviso pubblico prevede l’assegnazione di contributi a fondo perduto per progetti realizzati da Pmi (anche in forma di impresa individuale, o società di capitali o cooperative) o associazioni 'al femminile', ossia guidate o controllate da donne e localizzate nel territorio laziale. Sono finanziabili due tipologie di progetti innovativi (che dovranno avere una durata massima di sei mesi): quelli della categoria 'Smart' e Social', riservata alle imprese, e quelli della categoria 'Societal Challenges', riservata alle associazioni. Per quanto riguarda i primi, devono prevedere lo sviluppo di nuovi prodotti o servizi che utilizzino in modo diffuso e strutturato la tecnologia, per semplificare e migliorare la gestione dell’azienda, i servizi di relazione con fornitori e clienti, di marketing e di gestione.

    Il contributo massimo sarà di 30mila euro, con un finanziamento fino all’80% delle spese ammissibili. Il bando sarà a graduatoria, aperto per 12 ore e con click day; la partecipazione al bando potrà avvenire infatti esclusivamente previa prenotazione telematica, dalle ore 10:00 alle ore 22:00 del prossimo 20 maggio, collegandosi al sito internet www.biclazio.it, nell’apposito spazio della sezione Bandi.

    "L’obiettivo di questa amministrazione è quello di rendere il Lazio modello per le pari opportunità – ha commentato l’assessore regionale allo Sviluppo Economico e Attività Produttive, Guido Fabiani – vogliamo quindi valorizzare e sostenere concretamente le donne imprenditrici e quelle impegnate in campo sociale. Questo bando si inserisce appieno in questa strategia e vuole essere il segnale per tutte le donne che hanno voglia di scommettere sul lavoro e sull’innovazione: avranno sempre la Regione al loro fianco".


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    “Sarà sciopero. I lavoratori di Roma Capitale incroceranno le braccia il prossimo 19 maggio per difendere i salari e i servizi ai cittadini”. Ad annunciarlo, in un comunicato congiunto, Natale Di Cola, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini, segretari generali delle federazioni di Roma e Lazio di Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Fpl: “Non permetteremo a che nessun lavoratore sia tagliato il salario".

    I sindacati accusano il sindaco di non avere fornito“risposte concrete". E quindi "il tempo dei tentennamenti è finito". I tre segretari proseguono: "Se l’amministrazione e il governo credono di poter rimanere barricati nella loro incapacità di decidere, allora saremo noi a tirarla fuori dai palazzi. E a far capire quali sono le responsabilità che il sindaco Marino per primo ha nei confronti delle 24mila famiglie dei lavoratori e dei milioni di cittadini che ogni giorno vivono, studiano, lavorano o visitano la capitale".

    "Il pagamento delle retribuzioni è ormai imminente - aggiungono i sindacati - Ma nonostante le promesse e un tentativo di conciliazione, andato a vuoto, di fatti concreti neanche l’ombra”. I tre segretari spiegano poi che "a nulla vale, come fa il sindaco, aspettare un decreto dal governo. I salari vanno pagati, per intero. Si tratta di retribuzioni legittime che servono a compensare l’impegno e la disponibilità di lavoratori che mandano avanti i servizi pubblici della città in una condizione impossibile: senza un piano delle attività, senza una programmazione, senza un’organizzazione degna di questo nome. Ma sempre e solo sull’onda dell’emergenza”.

    “Se qualcuno vuol far pagare ai lavoratori il prezzo di decenni di cattiva gestione del Comune, si sbaglia di grosso - rimarcano Di Cola, Chierchia e Bernardini - Allora, come deciso dai 10mila lavoratori riuniti martedì scorso in Campidoglio, il 19 maggio il personale dipendente e dirigente sciopererà e il giorno 13 maggio assemblee in tutti i posti di lavoro. Non ci fermeremo fin quando i lavoratori non avranno ottenuto le risposte che spettano loro”.


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    Nell'anniversario dal ritrovamento del corpo dello statista democristiano Aldo Moro in via Caetani 36 anni fa, questa mattina si è svolta la cerimonia in suo ricordo davanti alla targa che ricorda il 9 maggio 1978. A deporre una corona in memoria di Moro il sindaco di Roma, Ignazio Marino, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, Laura Boldrini, presidente della Camera, Graziano Delrio, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Pietro Grasso, presidente del Senato, il presidente della Repubbica, Giorgio Napolitano.

    "Da ieri stiamo distribuendo nelle scuole l'almanacco con la storia di tutte le vittime del terrorismo del Lazio - ha detto Zingaretti - un atto dovuto e sentito innanzitutto per le vittime e per le famiglie che sono state distrutte, poi anche per ribadire la qualità e la centralità della scuola italiana nella formazione dei ragazzi". Il governatore ha poi ricordato che "il 23 al teatro Argentina ci sarà l'ultimo appuntamento 'Il terrorismo raccontato ai ragazzi', un evento attraverso il quale oltre 2000 giovani i oltre 45 scuole del Lazio hanno approfondito con i testimoni e i familiari il problema del terrorismo. Quindi oggi siamo qui non per vivere questa giornata come una parentesi nel nulla ma come uno dei 365 giorni di impegno civile per non dimenticare", ha aggiunto Zingaretti.

    Marino si è detto "molto emozionato di essere qui perché è una delle ferite che considero più importanti del dopoguerra del secolo passato". "Il 9 maggio del 1978 - ha raccontato il primo cittadino - vidi quell'immagine, che penso rimarrà nei miei ricordi per sempre, del corpo di un grande statista quasi rannicchiato nel bagagliaio di una R4 e ne rimasi molto turbato. Un uomo che, assieme a Enrico Berlinguer, ha segnato almeno due decenni della storia italiana e che aveva dimostrato di avere visione rispetto a equilibri politici e a trasparenza amministrativa, necessarie nella fase successiva agli anni '60".


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    Fumogeni, fischietti e bandiere per chiedere al Ministero della Salute un "No" alla privatizzazione della Croce Rossa Italiana e al taglio dei salari. Circa 200 da tutta Italia, molti con le classiche divise da lavoro rosse e arancioni, i lavoratori al presidio organizzato da Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa, Cisal e Usb davanti alla sede del dicastero in Lungotevere Ripa.

    La protesta arriva dopo il recente incontro presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con lo scopo di arrivare a una conciliazione sulla vertenza in atto con la Croce Rossa Italiana, finita con esito negativo, secondo i sindacati, "per l'atteggiamento di chiusura dell'organizzazione". Alla privatizzazione si lega l'altro pomo della discordia, il nuovo contratto che, per Paolo Liberati della Uilpa, "taglierà i salari dei dipendenti del 30%, non garantendo la base occupazionale dato che non sono state studiate norme di raccordo con il precedente protocollo". Perciò le organizzazioni sindacali chiedono "al ministro Beatrice Lorenzin un tavolo di confronto per verificare le possibilità e quelle che sono le norme da applicare". Più duro Raffaele Giannella, dell'Usb Lombardia: "In oltre vent'anni di lavoro questo schifo non l'avevo mai visto. Chi ne pagherà le conseguenze saranno i cittadini, oltre alle 4.000 famiglie che con la privatizzazione rischiano di andare per strada". "Con la scusa del risparmio - conclude - andranno a spendere di più perché sbricioleranno la Croce Rossa in una serie di società".


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    Incidente mortale in via Selva Nera, in zona Boccea tra un autobus della linea 028 e un'auto. A quanto si apprende ci sarebbero una vittima e tre feriti. Sul posto la Polizia municipale ed il 118.


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    Nel Lazio, le imprese che innovano creano quasi il doppio dell'occupazione. E' quanto emerge da uno studio condotto dal Gruppo Intesa San Paolo, basato su un originale database (Isid: Intesa Sanpaolo integrated database) che contiene informazioni su conti economici, brevetti, partecipazioni estere, attività di export, marchi registrati a livello internazionale, aggregazioni, certificazioni di più di 57.000 imprese manifatturiere italiane. Il 21% delle industrie che, nel 2012, hanno innovato prevedeva assunzioni per l'anno successivo, mentre solo l'11% di quelle che non hanno sviluppato nuovi prodotti si prefiggeva di stipulare contratti nel 2013.

    Per quanto riguarda il settore dei servizi, invece, il 16,4% delle imprese che hanno innovato nel 2012 prevedevano assunzioni per l'anno successivo, a fronte del 9% delle aziende che non hanno sviluppato nuovi servizi. Delle 14.960 imprese laziali presenti nel campione, sono state selezionate solo quelle manifatturiere e dei servizi Ict, per un totale di 2.405 imprese; di queste 126 innovano (hanno depositato almeno un brevetto dal 1998) - si legge nel documento - con una propensione maggiore per le imprese del farmaceutico.

    Intanto, a fine dicembre 2013, erano 1353 i contratti di rete registrati in Camera di commercio, per un totale di 6435 imprese italiane coinvolte (lo 0,15% delle aziende esistenti). Di queste, 407 sono imprese laziali, che in termini percentuali corrispondono solo allo 0,1%.

    Mentre, il Lazio si classifica al quinto posto in Italia per numero di spin-off attive sul territorio, ospitandone 83. Regione leader è la Lombardia che ne ha 123. "La scarsa interazione tra pubblico e privato, però, penalizza molto il Lazio - ha affermato Fabrizio Guelpa, che insieme a Serena Fumagalli hanno condotto ed illustrato i risultati dell'analisi nel corso di una tavola rotonda riservata alla stampa dal titolo "Innovazione e Competitività: quali risposte dalle imprese laziali?".


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    Un incontro occasionale a Termini, poi la decisione di passare la notte insieme e la mattina dopo lui trova la ragazza appena conosciuta morta nel suo appartamento. E' giallo a Prati, in via Raffaele Caverni. L'uomo, un 43enne originario di Bari, si è svegliato e non vedendo la giovane nel letto si è alzato, trovandola priva di vita a terra.

    In preda al panico è sceso in strada e ha chiesto aiuto ad una pattuglia della Polizia Municipale che ha allertato il vicino commissariato. L'uomo ha raccontato di aver conosciuto la donna, una ragazza di 25 anni, due sere fa alla stazione Termini e di averla ospitata per la notte a casa sua. Sul posto è intervenuta la Polizia scientifica. Sul corpo della ragazza, la cui identità al momento è sconosciuta in quanto priva di documenti, non ci sono segni di violenza e l'appartamento è stato trovato in ordine.


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    Era già stato denunciato dalla polizia il giorno precedente per atti persecutori e porto abusivo d’arma in quanto sorpreso, in piena notte, sotto casa della ex fidanzata con un coltello a serramanico in tasca e una tanica di benzina in macchina.

    All’alba del giorno dopo è tornato sotto casa della ex, nel quartiere Aurelio, e ha causato l’incendio delle auto parcheggiate e dello stesso edificio dove vive la donna. Gli agenti del commissariato Aurelio, diretti da Fabrizio Calzoni, sono risaliti all’autore in poche ore, lo hanno rintracciato nella sua abitazione e lo hanno arrestato con l’accusa di incendio doloso e atti persecutori. V.P aveva avuto una relazione altalenante con la donna già dal 2001, interrotta dopo l’ennesimo atto di violenza lo scorso anno per volere di lei, che più volte era stata aggredita senza un reale motivo dall’uomo.

    Negli ultimi giorni il 44enne romano ha più volte infastidito la ex fidanzata tempestandola di telefonate o suonando insistentemente il citofono, in concomitanza di tali episodi la donna ha anche trovato la sua auto gravemente danneggiata e, in un caso, dopo aver sentito un gran rumore provenire dalla strada, si è affacciata e l’ha trovata in fiamme.

    Lo scorso venerdì poi l’uomo, dopo averle telefonato per tutto il giorno, si è presentato sotto casa della donna chiedendole di sposarla, ma lei, spaventata, ha chiamato il 113 e gli agenti intervenuti lo hanno denunciato. Le manette sono scattate il giorno successivo.


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    MARIJUANA MARCH 2

    Un altro week end caldo per la Capitale, tra eventi e manifestazioni. Sabato oltre 200mila bambini in visita dal Papa e nella stessa giornata la festa per i 20 anni di Emergency a piazza Farnese. Al Palalottomatica all’Eur dal 10 al 12 maggio le selezioni per la nuova edizione di X Factor e nella stessa giornata sono in piazza gli antiproibizionisti per una manifestazione alle 16 in piazzale dei Partigiani a favore della liberalizzazione delle droghe leggere. "Per sabato abbiamo già organizzato gli stalli per oltre 2.000 pullman – aveva fatto sapere il sindaco Ignazio Marino - che dovranno fermarsi fuori dalla città”.

    Domenica sarà la volta di Roma-Juventus, partita anticipata al pomeriggio, come comunicato dal prefetto Giuseppe Pecoraro. Sull'orario "ancora non lo so, devo parlarne con il questore", ha aggiunto Pecoraro. Poi dopo avere consultato la Lega Calcio, l’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive e i rappresentanti provinciali delle forze di polizia, ha fissato l’orario d’inizio della partita alle ore 17.45. “Insomma - ha commentato il primo cittadino a margine della festa della Polizia - si capisce quanto sia complicato per l'amministrazione mantenere ordine, sicurezza e viabilità se non in collaborazione con le forze dell'ordine".

    (Ultimo aggiornamento: 10 maggio 2014)


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    Dal 12 al 18 maggio Roma si tinge dei colori dell’arcobaleno per una intera settimana dedicata ai diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali (Lgbt) e alla lotta all’omofobia e alla transfobia. La settimana Rainbow nasce dalla mozione n.63 del 20 ottobre 2013 approvata all’unanimità dall’Assemblea Capitolina, e firmata da tutti i capigruppo, in seguito al suicidio di un ragazzo gay a Roma, avvenuto lo scorso ottobre e che ha profondamente scosso la città.

    L’iniziativa arcobaleno coinvolge tutto il territorio della città e vede la partecipazione attiva di tutti i municipi e delle diverse associazioni Lgbt romane che daranno vita a un calendario ricco di iniziative. In programma dibattiti e seminari, eventi di sport e spettacolo, proiezioni di film e documentari, riunioni straordinarie dell’Assemblea capitolina e dei Consigli dei Municipi, stand informativi, letture per bambini e bambine e anche veglie di preghiera per le vittime di omofobia e transfobia. Per l’occasione oggi è stata esposta su Palazzo Nuovo in Campidoglio la bandiera arcobaleno, per tutta la settimana campeggerà anche nelle sedi dei Municipi.

    «La mozione approvata dall’assemblea capitolina in seguito al suicidio di un ragazzo gay pone l’accento anche sulla necessità di promuovere nelle scuole una coscienza vivace e aperta sul tema delle differenze. Questo passaggio è pienamente in sintonia con l’attività che stiamo svolgendo in molti istituti superiori della città per combattere il bullismo omofobico, in particolare attraverso il progetto lecosecambiano@roma, che proprio durante la settimana arcobaleno si concluderà con un grande evento in programma mercoledì 14 maggio al Teatro dell’Opera, con la partecipazione di oltre mille studentesse e studenti», dichiara l’assessora alla Scuola, Infanzia, giovani e Pari Opportunità Alessandra Cattoi.

    «Per la prima volta nella storia, a Roma sventolerà la bandiera Rainbow sulla piazza del Campidoglio e contemporaneamente in tutti i Municipi –prosegue Imma Battaglia, consigliera di Sinistra, Ecologia e Libertà - e questo, grazie alla sensibilità del sindaco Marino e di tutti i consiglieri, è un successo straordinario della politica: è la risposta all’omofobia che una città a vocazione internazionale deve dare al mondo, utilizzando il linguaggio universale della comunità Lgbt di cui la bandiera è il simbolo. Ringrazio tutti i capigruppo, soprattutto quelli dell’opposizione, che hanno dato il loro unanime contributo ad una battaglia di civiltà, che chiederemo possa diventare un appuntamento annuale per Roma. La politica in cui credo è questa: la politica che raccoglie con sensibilità le istanze dei cittadini e se ne fa carico al di sopra degli schieramenti».


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    La scrittrice Melania Mazzucco, autrice del romanzo 'Sei come sei', oggetto della polemica nata al liceo Giulio Cesare, tornerà a confrontarsi con gli studenti romani in occasione di un grande evento organizzato da Roma Capitale al Teatro dell'Opera. Mercoledì 14 maggio, dalle 11 alle 13, nell'ambito della settimana 'Rainbow", dedicata ai diritti della comunità Lgbt, è in programma l'evento conclusivo del progetto "lecosecambiano@roma", che ha coinvolto, nei mesi scorsi, gli studenti di molti istituti superiori della città in nome della lotta al bullismo omofobico.

    L'iniziativa, messa in campo da Roma Capitale in collaborazione con l'università 'La Sapienza', ha avuto il patrocinio della Commissione europea. Durante la mattinata, verranno premiati gli elaborati vincitori del concorso "iocambiolecose@roma", dove è stato chiesto agli studenti di dire la loro sull'omofobia utilizzando diversi linguaggi, dal video alle foto, dalla scrittura all'illustrazione. Interverranno all'evento, oltre alla scrittrice Melania Mazzucco, anche lo sceneggiatore e regista Ivan Cotroneo e l'attore Fabio Canino.


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    Un "carnevale" di colori e cappellini gialli, rossi, blu, in piazza San Pietro. Duecentomila bambini a Roma per Papa Francesco e "La Chiesa per la scuola". Il Pontefice, infatti, oggi saluta il mondo dell'istruzione per una grande festa in Vaticano per la quale è partito anche il piano speciale del Campidoglio con Ama, Agenzia per la Mobilita', Protezione civile, Ares 118, Polizia locale, oltre all'installazione di tre maxi-schermi a piazza Pio XII, Castel Sant'Angelo e Largo Giovanni XXIII. Una piazza gremita per un'iniziativa che sta continuando a portare per le strade limitrofe a via della Conciliazione centinaia e centinaia di bambini. Piazza San Pietro e in via della Conciliazione gremiti di tanti i fedeli che, non riuscendo ad arrivare in piazza, si stanno fermando anche davanti ai maxi-schermi.

    Papa Francesco nel salutare la piazza, si e' fermato per un bacio e una carezza sulla testa ad alcuni neonati che i fedeli gli hanno avvicinato, per poi proseguire con lo stringere le mani di molti sempre dalla sua papamobile. Con la sua papamobile sta adesso percorrendo via della Conciliazione. Tantissime le braccia in aria per salutarlo e provare ad incrociare lo sguardo del Pontefice. Alcuni lanciano verso la papamobile cappellini e e foulard. Ad uno dei bambini il Papa ha anche regalato la sua papalina. Poi è arrivato sul sagrato vaticano mentre dalle casse venivano diffuse le note di "Somebody to love" dei Queen.

    "HO SEMPRE AMATO LA SCUOLA" - "La scuola e' un luogo di incontro: si incontrano le famiglie, gli insegnanti, i ragazzi e oggi abbiamo bisogno della cultura dell'incontro - ha detto Papa Francesco ai bambini - per favore non lasciamoci rubare l'amore per la scuola".  "Chiedo a tutti i bambini e ragazzi di pregare insieme per i loro insegnanti - ha aggiunto - noi siamo qui perche' amiamo la scuola e dico noi perche' io amo la scuola. L'ho amata da alunno, da studente e da insegnante e poi da vescovo e vi ringrazio per aver organizzato questo incontro. Provero' a dirvi perche' amo la scuola. Non si cresce da soli, serve uno sguardo che ti aiuti a farlo. Io ho l'immagine del mio primo insegnante, quella maestra che mi ha preso a sei anni al primo livello della scuola. Mai ho potuto dimenticarla. Lei mi ha fatto amare la scuola e percio' sono andata a trovarla per tutta la vita fino al momento che e' venuta a mancare a 98 anni. Questa immagine mi fa bene. Amo la scuola perche' e' sinonimo di apertura alla realta', almeno cosi' dovrebbe essere ma non sempre accade e allora vuol dire che bisogna cambiare un po' l'impostazione. Andare a scuola significa aprire la mente e il cuore alla realta' nella ricchezza dei suoi aspetti e delle sue dimensioni. Noi non abbiamo il diritto di avere paura della realta'. La scuola ci insegna a capire la realtà". "Il segreto e' imparare ad imparare perche' questo resta per sempre e questo me lo insegnava anche un grande educatore italiano che era un prete: Don Lorenzo Milani" ha concluso il Papa.

    IN PIAZZA S.PIETRO SI BALLA CON "HAPPY" - Con le note di "Happy" di Pharrell Williams ballata in piazza dopo le parole di Papa Francesco, si è conclusa la festa del mondo della scuola a Roma. Bambini, insegnanti e famiglie a gruppi stanno lasciando la piazza e le vie limitrofe dopo aver salutato e appluaudito il Pontefice e essersi lasciati coinvolgere dalla grande festa dove si sono succeduti sul sagrato vaticano diversi cantanti e attori come Giulio Scarpati, Max Giusti e Francesco Renga.


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    Doveva essere la giornata dell'orgoglio di Ponte di Nona, ma in pochi hanno risposto all'appello. La manifestazione per chiedere la chiusura del campo nomadi di via di Salone ha fatto flop: solo una decina di residenti, un nutrito gruppo di abitanti di Settecamini, che da settimane protestano contro il centro d'accoglienza di largo Davanzati, gli abitanti di Tor Sapienza, esasperati anche loro dal campo di via Salviati, e soprattutto il popolo di Casapound, la componente più numerosa e riconoscibile del corteo, dove svettano quasi solo bandiere italiane. "La gente ha paura ad esporsi - spiega l'organizzatore della manifestazione Franco Pirina - non siamo contro i rom, ma contro il business che ruota intorno a loro. Un giro di soldi che non crea integrazione, ma solo degrado, impossibile da gestire."

    manif pdn

    TAJANI IN CERCA DI VOTI - Ad aprire il corteo sono alcuni bambini guidati da un uomo con un megafono cinese: prima registra gli slogan a bassa voce nel micorofono del dispositivo e poi li lascia andare in loop. I bambini lo ascoltano e alcuni ripetono parole a loro insaputa. "Contro i roghi e la Casta, adesso basta" è una delle frasi più gettonate, ma a cantarla c'è anche Antonio Tajani, europarlamentare di Forza Italia dal 1994, non certo un novello della politica. Catapultato direttamente dai manifesti affissi poche ore prima su via Caltagirone, la strada principale del quartiere, ha provato a cavalcare la folla, rischiando di esserne cavalcato. "Ma è possibile che una persona che sta in parlamento europeo da venti anni - si chiede uno degli abitanti di Settecamini dopo un breve colloquio - non sappia nulla sul tema dell'immigrazione?".

    CASAPOUND E I ROM - E' possibile. D'altronde, come sia capitato da queste parti Tajani, non è certo un mistero. "Sono stato io a portarlo - ammette il consigliere regionale Fabrizio Santori - E' venuto qui per conoscere i problemi dei cittadini, non per la campagna elettorale". La presenza dell'europarlamentare, in cerca di voti in vista delle elezioni europee, non dispiace agli organizzatori, "anche se non lo abbiamo invitato noi", né imbarazza quelli di Casapound."Semmai è Tajani che dovrebbe sentirsi in imbarazzo a manifestare con noi", afferma il leader del movimento di estrema destra Simone di Stefano. Il quale, a differenza di tutti, riconosce ai rom una particolare abilità: "Sono più efficienti dell'Ama nella raccolta differenziata". 


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    Dall'abbandono e il degrado all'innovazione sostenibile e "sociale": e' il "miracolo" che si è realizzato a Corviale. E' stato inaugurato oggi il primo centro sportivo di Calciosociale al mondo, denominato, non a caso, "Campo dei Miracoli". Ad aprire per la prima volta al pubblico il cancello di ferro con la scritta "Vince solo chi custodisce", i promotori di questo grande intervento di riqualificazione urbana: il presidente ella Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che nel marzo 2012 ha avviato i lavori in qualità di presidente della Provincia; l'assessore alle Periferie di Roma Capitale, Paolo Masini ed il presidente di Calciosociale, Massimo Vallati. Dopo anni di abbandono, la struttura che ora ospita il Centro sportivo è stato riqualificato grazie anche al contributo della Fondazione Vodafone e dell'impresa Pietro Mezzaroma e Figli, rappresentata da oggi da Barbara Mezzaroma. Per Vodafone, invece, è intervenuta Ida Linzalone, segretario generale della Fondazione. Presente tra il pubblico poi, anche Maurizio Veloccia, presidente del Municipio XI e Padre Giovanni La Manna, presidente del Centro Astalli.

    BIO-ARCHITETTURA - Nel "Campo dei Miracoli-Valentina Venanzi", l'integrazione sociale attraverso lo sport si sposa con un'architettura sostenibile, la cui punta di diamante è il tetto di 900 mq, il primo ad essere interamente ricoperto da 5.000 scorze d'albero, (ovvero lo scarto del legno, generalmente utilizzato per camini e stufe) scortecciate, frollinate e verniciate dalle comunità terapeutiche che partecipano al Calciosociale, dai ragazzi, dai bambini, dai volontari e dagli stessi abitanti del quartiere. Il progetto, realizzato rispettando le tecniche innovative della BioArchitettura, attraverso una diversificata raccolta fondi per un totale di 1,5 milioni di euro, include campi da calcio realizzati con intaso organico a base di fibra di cocco, sughero e olio di lino, con lo stesso sistema dei campi di Milanello e dell'Out dello Stadio Olimpico di Roma. La palestra, invece, è stata ricoperta con parquet di faggio naturale con prestazioni tecnico sportive di livello agonistico internazionale e le barriere architettoniche sono state abbattute permettendo il completo accesso ai disabili e la possibilità di svolgere sport paralimpici. L'inaugurazione di questo centro, così innovativo dal punto di vista architettonico, avviene all'interno di 'Open house Roma', il festival internazionale di architettura, una due giorni in cui la Capitale apre gratuitamente ai cittadini le porte di centinaia di edifici di spicco per le qualità architettoniche.

    UN LABORATORIO D'INTEGRAZIONE - Grazie a Calciosociale, dal 2005, centinaia di giovani delle periferie romane possono sperimentare una nuova tipologia di calcio come "laboratorio di integrazione". Ma l'ambizione dell'associazione non si ferma qui: il prossimo progetto di Calciosociale e' quello di integrare la struttura inaugurata oggi con la prima "mensa della legalità e della sostenibilità", una mensa sociale alimentata con tutti quei prodotti "di eccesso" scartati dalla grande distribuzione o dalla ristorazione. "Quando abbiamo iniziato la ristrutturazione ci hanno consigliato di fare i lavori 'alla romanella' - ha detto il presidente di Calciosociale Massimo Vallati, riferendosi al modo in cui i romani definiscono quel tipo di lavori fatti "alla buona" - ma noi abbiamo detto no alla romanella. Abbiamo invece deciso di fare e cose per bene, di lavorare duramente perché questa struttura diventi il simbolo del sudore di tutti i partecipanti. E' un lavoro durato quasi dieci anni. E adesso, la domanda che tutti mi fanno è: ma quanto durerà? Per questo abbiamo scelto lo slogan 'vince solo chi custodisce'. Oggi abbiamo fatto un gol bellissimo, - ha sottolineato - di quelli che si ricordano tutta la vita. Siamo in vantaggio, ma è una grande scommessa. Credo che Corviale sia nei prossimi anni un sogno nel quale spendere tempo e impegno politico".

    L'ASSESSORE ALLE PERIFERIE: "VINCE COLORE CONTRO GRIGIO" - "Inauguriamo questa struttura all'interno della due giorni dell'Open House Festival dell'architettura. Corviale è per noi simbolo di rinascita e rinnovamento. Ora conserviamo tutto questo giorno per giorno" ha detto l'assessore alle Periferie, Paolo Masini - facciamo vincere il colore del Calcosociale, queste 5mila cortecce della palestra contro il chilometro di grigio che gli sta davanti. Questa e' la nostra scommessa e voglio dire grazie a chi ci ha creduto in questo sogno".

    "Il Municipio continuerà nel suo impegno per la rigenerazione di questo quadrante che passa sicuramente per i progetti di riqualificazione, ma anche per l'entusiasmo delle persone presenti oggi, che hanno sempre creduto nelle potenzialità di questo territorio" ha aggiunto il minisindaco Veloccia.

    ZINGARETTI: PER FARE CAMPO MIRACOLI HO DETTO 'FANCULO' BUROCRAZIA -  "La prima volta che entrai a contatto con il progetto del 'Campo dei Miracoli' ero presidente della Provincia di Roma. Adesso sto in Regione, che non c'era quando voi avete fatto la campagna. Ora c'è, e vi posso giurare che sarà molto presente, qui dentro e in tutta Corviale" ha detto il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti. Zingaretti ha iniziato quindi a raccontare che, una volta venuto a conoscenza del progetto, parlo' con l'allora segretario generale dell'ente, il quale disse che "la Provincia non poteva fare nulla in quanto la struttura era di proprietà della Regione". Si è diretto quindi a Corviale, per visitare la struttura e "sceso dalla macchina, - ha affermato - sono stato letteralmente travolto dall'amore e dalla passione di questi giovani, che mi hanno cambiato la vita. Quella notte c'era Luigi Ciotti e abbiamo passato una serata bellissima. E quando alla fine, a notte fonda, me ne dovevo andare, mi sono accorto che ero l'unica istituzione presente e, di fronte alla passione civile di questi giovani, sarebbe stato il fallimento delle istituzioni dover spiegare loro che per legge non si poteva fare nulla. Quindi ho detto: 'Fanculo' alla burocrazia, almeno 100 mila euro ce li mettiamo". Zingaretti, al termine del racconto, ha quindi assicurato a tutti i presenti che "Corviale, su cui spesso ho sentito da parte delle istituzioni regionali delle cose terrificanti, sarà uno dei cuori degli investimenti europei, per far sì che possa risorgere come merita".


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