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    E’ il giorno di Roma-Juventus, penultima gara stagionale, prevista per oggi alle 17.45 allo stadio Olimpico. Attesi 60mila spettatori, tra cui 1100 ospiti. Il questore di Roma Massimo Maria Mazza ha presieduto ieri il tavolo tecnico per la programmazione del piano per la sicurezza, nodo che preoccupa ancora più del solito dopo i fatti di sabato 3 maggio, in occasione della finale di Coppa Italia.

    Nella pianificazione dei dispositivi di sicurezza, sono stati affrontati l’accoglienza, l’orientamento, il controllo e la sicurezza dei tifosi della Juventus che raggiungeranno la Capitale a bordo di pullman turistici e mezzi propri.

    Al fine di garantire l’arrivo in condizioni di sicurezza nei pressi dell’impianto sportivo della tifoseria juventina, sono stati individuati gli itinerari attraverso i quali sarà possibile raggiungere i tre punti di raccolta: Saxa Rubra (area di via Silvio Gigli) per i tifosi della Juventus provenienti dai caselli Roma Nord e Roma Ovest, Stazione Tiburtina – Largo Guido Mazzoni per i tifosi della Juventus residenti nella Capitale, Via Schiavonetti per i tifosi della Juventus provenienti dai caselli Roma Sud e Roma Est. Da questi ultimi punti di raccolta attivi alle 14 di oggi i tifosi bianconeri saranno accompagnati allo stadio a bordo di mezzi Atac messi a disposizione dell’azienda di trasporto pubblico su richiesta dell’Ufficio di Gabinetto del Questore e debitamente scortati da personale delle Forse dell’Ordine.

    L’apertura dei cancelli dell’impianto avverrà alle 15.45, all’interno dello stadio saranno disponibili circa 530 stewards. Infine con il contributo dei rappresentanti della Polizia di Roma Capitale, è stato definito il piano per la mobilità dell’area interessata dall’appuntamento sportivo.

    "Non sono preoccupato per la giornata di domani (oggi ndr) nella capitale – ha dichiarato il ministro dell’Interno Angelino Alfano -  Noi siamo assolutamente vigili e al tempo stesso speranzosi che tutto vada bene. La mia immagine è questa – ha aggiunto - il pallone è nostro e dobbiamo riprendercelo”. Alfano ha poi fatto sapere che “proporrà il divieto di accesso a vita ai violenti negli stadi di calcio". Proposta che “valuteremo questa proposta durante l'estate”. Secondo il ministro andrebbe “inserito, nel piano speciale per Roma sicura, un capitolo che riguarda Roma nord e tutti quei quartieri che devono vivere con serenità il sabato e la domenica, senza temere che un evento sportivo provochi la paralisi del quartiere o, peggio ancora, uno stato di ansia collettivo”. L’obiettivo è far diventare Roma “un modello di sicurezza”.


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    E’ il giorno di Roma-Juventus, penultima gara stagionale, prevista per oggi alle 17.45 allo stadio Olimpico. Attesi 60mila spettatori, tra cui 1100 ospiti. Il questore di Roma Massimo Maria Mazza ha presieduto ieri il tavolo tecnico per la programmazione del piano per la sicurezza, nodo che preoccupa ancora più del solito dopo i fatti di sabato 3 maggio, in occasione della finale di Coppa Italia.

    Nella pianificazione dei dispositivi di sicurezza, sono stati affrontati l’accoglienza, l’orientamento, il controllo e la sicurezza dei tifosi della Juventus che raggiungeranno la Capitale a bordo di pullman turistici e mezzi propri.

    Al fine di garantire l’arrivo in condizioni di sicurezza nei pressi dell’impianto sportivo della tifoseria juventina, sono stati individuati gli itinerari attraverso i quali sarà possibile raggiungere i tre punti di raccolta: Saxa Rubra (area di via Silvio Gigli) per i tifosi della Juventus provenienti dai caselli Roma Nord e Roma Ovest, Stazione Tiburtina – Largo Guido Mazzoni per i tifosi della Juventus residenti nella Capitale, Via Schiavonetti per i tifosi della Juventus provenienti dai caselli Roma Sud e Roma Est. Da questi ultimi punti di raccolta attivi alle 14 di oggi i tifosi bianconeri saranno accompagnati allo stadio a bordo di mezzi Atac messi a disposizione dell’azienda di trasporto pubblico su richiesta dell’Ufficio di Gabinetto del Questore e debitamente scortati da personale delle Forse dell’Ordine.

    L’apertura dei cancelli dell’impianto è avvenuta alle 15.45, all’interno dello stadio saranno disponibili circa 530 stewards. Infine con il contributo dei rappresentanti della Polizia di Roma Capitale, è stato definito il piano per la mobilità dell’area interessata dall’appuntamento sportivo.

    "Non sono preoccupato per la giornata di domani (oggi ndr) nella capitale – ha dichiarato il ministro dell’Interno Angelino Alfano -  Noi siamo assolutamente vigili e al tempo stesso speranzosi che tutto vada bene. La mia immagine è questa – ha aggiunto - il pallone è nostro e dobbiamo riprendercelo”. Alfano ha poi fatto sapere che “proporrà il divieto di accesso a vita ai violenti negli stadi di calcio". Proposta che “valuteremo questa proposta durante l'estate”. Secondo il ministro andrebbe “inserito, nel piano speciale per Roma sicura, un capitolo che riguarda Roma nord e tutti quei quartieri che devono vivere con serenità il sabato e la domenica, senza temere che un evento sportivo provochi la paralisi del quartiere o, peggio ancora, uno stato di ansia collettivo”. L’obiettivo è far diventare Roma “un modello di sicurezza”.


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    Un lungo addio, di quelli che non si dimenticano, bagnato da qualche lacrima, carico di emozione e soprattutto fortunato con l'Inter che batte la Lazio per 4-1: Javier Zanetti entra nel Pantheon di ogni interista che si rispetti insieme a Facchetti, Meazza e Mazzola, la Lazio invece perde il treno per l'Europa.

    LA PARTITA- L'Inter non parte bene e - al 2' - viene colpita a freddo da Biava complice una difesa imbambolata. La reazione nerazzurra è rabbiosa grazie alla straordinaria serata di Kovacic che verticalizza il gioco e distribuisce palloni magici alle punte.  Al 7' il giovane croato trova Palacio in area che non perdona, Berisha è battuto. La Lazio si fa viva con Keita che impegna Handanovic e con Onazi da fuori area. Al 34' i nerazzurri passano in vantaggio. Ancora Kovacic è geniale nel mandare a rete Icardi. Neanche il tempo di ricomporsi che arriva il tris: Nagatomo mette al centro per Palacio che anticipa tutti e piazza la zampata vincente. Rumoreggia il pubblico che vuole Zanetti in campo. Mazzarri lo fa scaldare ma il secondo tempo inizia senza cambi. Il suo momento scocca al 7': San Siro è in festa come ai tempi del Triplete con i suoi eroi ancora protagonisti.

    SECONDO TEMPO- Nel secondo tempo, applausi e cori ad ogni percussione del capitano, tributo anche per Milito entrato al posto di Palacio, qualche occasione per la Lazio con Keita e Biava. L'Inter abbassa il ritmo e si fa schiacciare da un avversario che non si arrende. Handanovic è costretto a una serie di spettacolari parate prima su Keita, poi su Candreva e, ancora, di piede su un bel tiro di Anderson. Il portiere deve concedere il bis sempre su Candreva e Anderson. L'Inter soffre un' ottima Lazio che però non trova il colpo utile a riaprire la partita. E, proprio nel momento migliore dei biancocelesti, arriva la stilettata di Hernanes: il brasiliano di sinistro trafigge Berisha al 34'. La partita è chiusa e le ultime emozioni le regala un solitario tifoso che fa irruzione sul terreno di gioco per abbracciare il capitano. Pronto intervento degli steward e tutto si conclude pacificamente. Al 90', stadio in festa per Zanetti, abbracci con Moratti e Thohir, con tutti i compagni, stadio in piedi per un tributo sincero, affettuoso, forte. 


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    Raccontare la periferia più discussa della Capitale, fuori dagli stereotipi e con l'arte. Parte domani, lunedì 12 maggio, il laboratorio di video partecipativo "La Vita e' Tor Bella" che si svolgerà al Teatro di Tor Bella Monaca ed è organizzato da un gruppo di madiattivisti dell'Aamod (Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico) in collaborazione con il comitato di quartiere 'Nuova TBM'. Il laboratorio gratuito è finalizzato alla realizzazione di brevi documentari "dal basso" focalizzati sulla vita nel quartiere. 

    Responsabili organizzativi del progetto sono Flavia Montini e Roberto Ranucci, che si occuperanno di accompagnare il gruppo di partecipanti nel corso dei due mesi di laboratorio in cui si affronteranno tutte le tematiche relative alla produzione di un documento audiovisivo e che vedrà la partecipazione di altri giovani professionisti del settore: fotografi, tecnici del suono ed esperti di regia e montaggio. 

    I FONDI DALL'EUROPA - Gli iscritti al laboratorio, la cui partecipazione è a titolo completamente gratuito, rappresentano un gruppo eterogeneo di cittadini che hanno deciso di mettere a disposizione tempo, motivazione e voglia di imparare per riuscire a trasmettere ai propri concittadini, e non solo, che la vita a Tor Bella Monaca è diversa da come viene raccontata. Obiettivo generale del laboratorio, finanziato dal bando Youth in Action della Unione Europea, è infatti quello di produrre un racconto contro gli stereotipi attraverso il punto di vista di chi li subisce e li vive quotidianamente.

     LO SGUARDO DELLA PARTECIPAZIONE -“Il video partecipativo è una forma di medium alternativo attraverso cui un gruppo o una comunità crea il proprio film – spiegano gli organizzatori - l'attenzione, più che sul risultato finale, è sul processo, che può essere molto potente e portare la comunità ad autodeterminarsi e comunicare i propri bisogni e desideri. Prevede il coinvolgimento della comunità interessata nell’elaborazione e nella creazione del film, dove i protagonisti diventano anche i realizzatori della narrazione”. Quello che caratterizza il processo del video, insomma, è l’aspetto inclusivo nella produzione, “che rende sociale non solo il contenuto dei film, ma anche il suo svolgersi - continuano - fare video è raccontare storie. Il video partecipativo è raccontare storie assieme, tramite una pratica di produzione audiovisiva condivisa, si realizza tramite laboratori di formazione informale sulle tecniche di narrazione audiovisiva, che mettono l’accento sulla produzione video indipendente come processo sociale e collettivo e sulle sue possibili interazioni sociali e culturali".

    ABBATTERE STEREOTIPI E SEMPLIFICAZIONI - "La scelta del quartiere di Tor Bella Monaca nasce dalla consapevolezza che questa realtà si trovi spesso, e suo malgrado, al centro del dibattito pubblico quasi esclusivamente per tematiche connesse alla sicurezza urbana e alla criminalità, causando così un costante ricorso all'utilizzo di stereotipi negativi - raccontano Flavia e Roberto - nei cosiddetti ‘quartieri a rischio’, infatti, si assiste al generarsi di un clima di costante allarmismo sociale, non in grado di produrre soluzioni pratiche ai problemi reali, se non quella effimera e comoda della ulteriore emarginazione dei cittadini che quei quartieri li abitano. Il laboratorio rappresenta una via innovativa per interrompere l’alimentarsi di un clima semplificato di perenne emergenza sociale, che va, soprattutto, a scapito degli abitanti del quartiere, in tal modo ‘ghettizzati’. Il video partecipativo è una tipologia di intervento sociale: un modo per offrire il potenziale comunicativo e organizzativo del linguaggio audiovisivo a gruppi sociali, che difficilmente riescono ad essere soggetti attivi dei mezzi di comunicazione di massa. La sperimentazione e l'utilizzo di una forma innovativa di produzione di informazione dal basso, permette ai cittadini, in particolare i più giovani, di entrare in contatto in prima persona con le forme di produzione audiovisiva e di emergere dalla passività della narrazione".

    "PORTEREMO FUORI TOR BELLA MONACA" - Tramite 'TorBellaVita', attraverso 6 incontri, il processo laboratoriale formerà, con l'approccio del ‘learning by doing’, un gruppo di abitanti del quartiere sulle tecniche del linguaggio audiovisivo. Il risultato finale sarà una serie di brevi documentari, realizzati dagli stessi partecipanti senza mediazioni, per raccontare la realtà che vivono quotidianamente. "Questo prodotto culturale ‘libero’ farà scoprire che c'è dell'altro oltre l'immagine dipinta dalle inflazionate rappresentazioni giornalistiche - dicono gli organizzatori - la scelta di rendere tutti i brevi documentari disponibili online favorisce proprio quell' ‘uscire fuori’ dal quartiere, dando la possibilità a tutti, anche chi abita centinaia di km lontano da Tor Bella Monaca, di entrare e dare un'occhiata ‘fuori dai tradizionali schemi proposti’”.


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    Con un gol dell'ex, Osvaldo, la Juventus ha vinto anche sul campo della Roma, volando a quota 99 e superando, così, il record di punti dell'Inter 2006-2007, a una giornata dal termine del campionato. Ennesimo sigillo, quindi, per i tre volte campioni d'Italia, al termine di una gara intensa e combattuta, a dispetto delle "bloccate" posizioni di classifica, dove i portieri sono stati grandi protagonisti.  
    Oggi nei padroni di casa giallorossi, privi degli indisponibili Balzaretti e Strootman e dello squalificato Romagnoli, il tecnico Rudi Garcia nel solito 4-3-3 ha inserito dal primo minuto Torosidis, Benatia, Castan e Bastos a protezione di Skorupski (con De Sanctis in panchina, accanto a Maicon); Nainggolan, De Rossi e Pjanic a centrocampo e il tridente pesante, composto da Totti, Gervinho e Destro (rientrato oggi dopo la squalifica). Negli ospiti, orfani degli infortunati Vidal e Vucinic e con Buffon e Marchisio fra le riserve, Antonio Conte, nell'immutabile 3-5-2 bianconero, ha dato spazio dall'inizio a Barzagli, Bonucci e Chiellini, posizionati davanti a Storari; a Lichtsteiner, Pogba, Pirlo, Padoin e Asamoah, schierati in mediana, e al duo Tevez-Llorente in avanti.

    PARTITA VERA- Intensa la prima frazione di gioco. Al 17' Russo ha giustamente annullato una rete di Torosidis: il greco aveva segnato toccando la sfera con il braccio. Al 26' Llorente, tutto solo, ha concluso fra le braccia di Skorupski; tredici minuti dopo Gervinho ha imitato lo spagnolo, facendosi ipnotizzare da Storari. Infine, al 44', Pogba ha colpito in pieno il montante alla sinistra di Skorupski. Nella ripresa, al 5', Torosidis ha chiamato Storari agli straordinari; a seguire, a Chiellini (già ammonito) è stata "condonata" una gomitata a Pjanic. A metà frazione Skorupski si è superato su Lichtsteiner; dopo è stato invece Storari a dire di no prima a Nainggolan e poi a Florenzi. E quando tutto sembrava ormai finito, all'ultimo minuto e in fase di recupero, il neoentrato Osvaldo, ha castigato i suoi ex compagni sancendo lo 0-1 finale. Un risultato severo per la Roma vista oggi. 

    PALLOTTA SEVERO-  Lo sciopero del tifo dopo i fatti avvenuti prima della finale di Coppa Italia, gli striscioni per Daniele De Santis esposti in entrambe le curve, e i cori contro i napoletani intonati dai sostenitori della non sono piaciuti affatto al presidente giallorosso James Pallotta, che per l'ultima gara interna stagionale degli uomini di Garcia avrebbe voluto assistere a una festa. L'atteggiamento tenuto sugli spalti dello stadio Olimpico ha invece “macchiato” l'incontro coi bianconeri. "Vogliamo ringraziare i tifosi che sono stati al nostro fianco oggi. Ci dispiace, invece, che altri abbiano deciso di non supportare la squadra - le parole di Pallotta - Ci saremmo attesi che nel corso di questa grande stagione tutti i tifosi volessero onorare gli sforzi e i traguardi dei nostri giocatori e della società. I tifosi dovrebbero sostenere la squadra piuttosto che altri interessi. Ci auguriamo di continuare a costruire una grande Roma e invitiamo tutti ad unirsi a noi". Sia nel primo che nel secondo tempo dell'incontro con la Juventus, le curve dell'Olimpico sono rimaste in silenzio per i primi 30 minuti, e hanno interrotto lo sciopero solo per insultare le forze dell'ordine e i napoletani. Contro questi ultimi sono stati esposti striscioni ("Napoletano infame") e intonati cori di discriminazione territoriale ("O Vesuvio lavali col fuoco") che provocheranno l'ennesima squalifica in casa Roma (da scontare nella prossima stagione). I tifosi di Curva Sud e Nord, inoltre, hanno esposto anche scritte di solidarietà ("Forza Daniele!" e "Daje Daniè") nei confronti dell'ultrà giallorosso Daniele De Santis, detto “Gastone”, coinvolto nei fatti avvenuti a Tor di Quinto prima della finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli.

    DASPO- Daspo per cinque tifosi giallorossi che, poco prima dell'inizio della partita Roma-Juventus, sono stati individuati e fermati perché avevano scavalcato le recinzioni dell'area riservata. Nei settori Curva Sud e Curva Nord occupati dalla tifoseria romanista sono stati esposti alcuni striscioni di solidarietà al tifoso giallorosso Daniele De Santis ed uno contro la tifoseria napoletana. Per il resto, sottolinea la Questura, "nessuna criticità". 


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    Fiamme nella scuola media Nobel, nel quartiere Fidene. L'incendio è scoppiato nel pomeriggio di ieri e da stamattina sono partiti i lavori di ripristino, mentre la scuola resta aperta. A comunicarlo è stato il presidente del Municipio, Paolo Marchionne: "La classe maggiormente danneggiata è in gita - scrive Marchionne su Facebook -  la scuola non si tocca, in settimana chiameremo tutto il quartiere a mobilitarsi per lanciare questo messaggio nel modo più forte possibile". Ancora da accertare le cause del rogo.

    Solo una settimana fa, il 4 maggio, l'incendio nella scuola Quartararo, in via della Magliana. Le fiamme, appiccate da vandali che erano entrati nell'istituto forzando una porta secondaria, avevano distrutto la palestra e l'archivio della scuola.


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    Il corpo di un uomo privo di vita è stato trovato intorno alle otto nei giardini di piazza Bologna. Si tratta di un romeno senza fissa dimora di 56 anni. Sul posto è intervenuto il 118 e gli agenti della polizia di Stato. Dai primi rilievi risulta che il decesso è avvenuto per cause naturali.

    IPOTESI SUICIDIO A CEPRANO -  Il suicidio invece sembra essere l’ipotesi più probabile per spiegare il mistero di Ceprano, quello che ieri sera ha visto il ritrovamento del corpo di una donna, inizialmente senza identità, nelle acque del fiume Liri. A notarlo nei pressi della diga dell’Enel, sono stati alcuni pescatori che hanno lanciato l’allarme. Sul posto sono arrivati carabinieri e due squadre di vigili del fuoco che hanno recuperato la salma dando inizio alle indagini per scoprire chi fosse e cosa ne avesse causato la morte. Solo dopo alcune ore si è scoperto che si trattava di una donna di Ceprano di circa 70 anni che soffriva di depressione e che si era allontanata da casa alcune ore prima del ritrovamento. L’ipotesi suicidio sembra essere la spiegazione più credibile per spiegare la tragedia.


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    Assemblea del I gruppo dei vigili urbani al comando generale. Gli agenti della polizia locale del centro si sono riuniti dalle sette alle nove astenendosi così dal servizio. Ripercussioni si sono registrate sul traffico nelle zone di San Giovanni e di Porta Metronia dove sono intervenuti a supporto della situazione i vigili del gruppo pronto intervento traffico. Domani è prevista un'altra assemblea di tutti i gruppi della polizia locale di Roma Capitale. 


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    Dopo i due provvedimenti restrittivi che hanno riguardato Paolo Oliverio, al termine degli accertamenti svolti dai finanzieri del Comando Provinciale di Roma, il Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Roma ha disposto il sequestro preventivo dei beni nella disponibilità del faccendiere romano, quale presunto reinvestimento delle somme indebitamente sottratte all'Ordine dei Ministri degli Infermi Religiosi Camilliani.

    L’operazione – ribattezzata con il nome “Codice da Vinci” – è l’epilogo delle indagini, coordinate dalla D.D.A. della locale Procura della Repubblica, del G.I.C.O. di Roma, che avevano portato all’esecuzione, nei confronti dell’uomo, di due ordinanze di custodia cautelare: la prima, a novembre del 2013, per la nomina pilotata di padre Renato Salvatore al vertice dell’ordine religioso e la seconda, a gennaio di quest’anno, in relazione ad un episodio di corruzione di pubblici ufficiali.

    IL SISTEMA CRIMINALE - Oliverio rispetto ai dieci milioni che mancano all’appello dalle casse dei Camilliani, ha già ammesso di essersi appropriato, ai danni soprattutto dell'ospedale di Santa Maria della Pietà di Casoria, di tre milioni di euro, parte dei quali (1,6 milioni) è stata destinata all’acquisto di prestigiosi immobili nella Capitale e in Toscana. I fondi che affluivano nella casse del nosocomio campano, a fronte delle prestazioni eseguite in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, venivano girati su conti correnti accesi presso agenzie di credito della Capitale e, grazie ad un sofisticato sistema, affluivano nelle casse di società riconducibili al “faccendiere”.

    I LEGAMI CON FINMECCANICA - Seguendo tali flussi finanziari, le Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma sono pervenute all’individuazione di quattro immobili, tra appartamenti di pregio e locali commerciali, ubicati nei comuni di Roma, Montalcino (Siena) e Buonconvento (Siena), intestati fittiziamente a società con “teste di legno”. Nel corso degli approfondimenti, i militari si sono imbattuti in un contratto preliminare - stipulato tra Oliverio, in rappresentanza di una società al medesimo riconducibile, e Carolina Lucarini coniuge del noto Ernesto Diotallevi – inerente alla compravendita di un locale commerciale situato in via Vittoria a Roma, sequestrato a novembre nel corso dell’operazione “Trent’anni”, unitamente ad altri beni mobili ed immobili nella disponibilità del Diotallevi. Degna di rilievo è la presenza, tra le società utilizzate per schermare l’acquisto degli immobili, di una persona giuridica rappresentata dalla figlia del noto Lorenzo Borgogni, ex direttore centrale delle relazioni esterne di Finmeccanica, colpito da provvedimento restrittivo lo scorso marzo 2014 nell’ambito di un’inchiesta della Procura della Repubblica di Napoli.


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    "Il Governo ha approvato la circolare. Stipendi salvi per maggio. Tutti al lavoro per risolvere questa vertenza. Questo documento può garantire ai dipendenti e a me un senso di sollievo all'ansia e ai timori che ci sono stati". Così, il sindaco di Roma, Ignazio Marino.

    "Abbiamo un documento firmato dal ministro per gli Affari regionali e delle autonomie, dal ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, e dal ministro dall'Economia. Questo documento - ha spiegato Marino leggendo il testo inviato a tutti gli enti locali - racconta il significato del decreto legge 6 marzo 2014 e individua un percorso guidato per recuperare in via graduale le forme attribuite al di fuori dei vincoli economici e normativi prescritti per la contrattazione integrativa. Questo interviene a fronte di criticità connesse all'applicazione delle disposizioni di legge e dei contratti collettivi nazionali in sede di contrattazione integrativa nelle Regioni e negli Enti locali. I tre ministri sottolineano nel documento che ci sono numerose criticità che sono state segnalate al governo dall'Anci e che derivano dal fatto che c'è una stratificazione della disciplina legislativa di riferimento e di quella contrattuale, caratterizzata dall'assenza di rinnovi. Inoltre dicono che vi sono state recenti verifiche in generale condotte dai servizi ispettivi di finanza pubblica che hanno riguardato la corretta costituzione, la corretta quantificazione e l'erogazione delle indennità accessorie".

    Il primo cittadino ha poi spiegato che non si tratta di "una sanatoria, è un invito a risolvere la situazione in maniera permanente dando però a tutti, Aran e governi locali, il senso di urgenza affinché tutto questo venga risolto e definito una volta per tutte nel tempo più breve possibile". Per questo già da ieri sera il sindaco ha promesso di lavorare "con gli uffici a una delibera che mi consenta di attenermi alle parole del Governo e risolva immediatamente la situazione dei nostri lavoratori e convoco la giunta per domani alle 14".

    I SINDACATI - Alle 16 invece incontrerà i sindacati che ieri hanno sottolineato che sul salario accessorio, "non accetteremo pause elettorali". Così, Giancarlo Cosentino, della Cisl. "Domani incontreremo il sindaco Marino - ha aggiunto - revocheremo lo sciopero solo se ci saranno date adeguate garanzie sul futuro dei salari dei dipendenti capitolini. Prima di prendere decisioni, vogliamo visionare attentamente il provvedimento approvato dal Governo e capire come il Campidoglio ha intenzione di recepirne le indicazioni".

    Simile la posizione di Natale Di Cola della Cgil Fp: "Attendiamo di leggere i contenuti della circolare emanata dal Governo ma la notizia del pagamento degli stipendi di maggio è sicuramente una prima schiarita sulla vertenza del salario accessorio del Comune di Roma. La mobilitazione messa in atto dalle lavoratrici e dai lavoratori ha prodotto un primo importante risultato, sottolinea Di Cola. Per voltare pagina ci aspettiamo che adesso l'amministrazione garantisca il regolare pagamento degli stipendi per tutto il tempo necessario allo svolgimento del confronto al tavolo sindacale sui rilievi posti dal mef sull'erogazione del salario accessorio". Domani pomeriggio all'incontro previsto con Marino chiederanno queste garanzie senza le quali "la mobilitazione continuerà e non potrà partire un proficuo confronto. Rimangono quindi confermate le assemblee di tutti i posti di lavoro del Comune previste per domani (oggi ndr) mattina in cui informeremo i lavoratori sugli sviluppi della vertenza e decideremo il da farsi".

    "NON METTERO' LA TESTA SOTTO LA SABBIA" - "Una questione che mi irrita molto perché se non risolta andrebbe a colpire le persone più deboli che ogni mattina si alzano per far funzionare al meglio questa città - aveva detto Marino - non è accettabile per me come sindaco che persone che hanno 1.100-1.200 di salario si debbano vedere ridotte di 200 euro le proprie entrate mensili".

    I SINDACATI CONFERMANO LO SCIOPERO - Nel pomeriggio i sindacati avevano confermato lo sciopero. "Fra pochi minuti presenteremo una diffida al Comune che fa parte dell'azione legale che metteremo in campo insieme a quella sindacale prevista per il 19 maggio" fa sapere il segretario generale Cisl Fp di Roma, Roberto Chierchia, intervenendo in diretta a Radio Popolare Roma. "Siamo molto attenti a quello che il Governo sta facendo, anzi noi vogliamo che ci sia qualcosa che chiarisca la questione della retribuzione dei dipendenti degli enti locali per tutta Italia. Ma per quanto riguarda il salario accessorio del Comune di Roma c'e' una situazione che deve essere risolta da chi detiene la potesta' datoriale, in questo caso il sindaco di Roma e l'amministrazione capitolina", ha aggiunto Chierchia.

    "E' UN PROBLEMA DI ALTRI 60 COMUNI" - "Le organizzazioni sindacali hanno fatto una scelta, non voglio permettermi quindi di discuterla - commenta il vicesindaco Luigi Nieri - credo ci troviamo davanti a una vicenda che e' precipitata perche' c'e' una relazione del Mef, su cui noi puntualmente stiamo predisponendo le controdeduzioni, e ci sono dei fatti accumulati negli anni. Credo che questa giunta, per come ha affrontato questa vicenda e anche per la disponibilita', ha dimostrato che il dialogo e il confronto con le organizzazioni sindacali diventa fondamentale ma ci dobbiamo aiutare tutti. Davanti a un problema di carattere nazionale, perche' questa e' una questione che riguarda Roma come almeno altri 60 Comuni d'Italia, la vicenda del coinvolgimento del livello nazionale e' fondamentale. Infatti tutti stiamo aspettando questa circolare del Governo ed e' quindi evidente che il Comune da solo non ce la fa. Forse, quindi, continuare a battere, come sta facendo il sindacato, solo ed esclusivamente sul Comune di Roma lascia esprimere alcuni dubbi".


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    Rischio processo per l'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno nell'ambito dell'inchiesta sulla creazione, con false fatture della società Accenture, di un fondo pari 30mila euro e destinato ad attività di propaganda della lista per Renata Polverini presidente della Regione Lazio alle amministrative del 2010. La Procura ha infatti chiuso l'inchiesta nei confronti dell'ex primo cittadino capitolino per l'accusa di finanziamento illecito, reato che permette, dopo questa fase, di disporre una citazione diretta a giudizio, cioè di saltare la fase dell'udienza preliminare e di andare direttamente a processo. Gli inquirenti sono invece intenzionati a chiedere l'archiviazione della posizione dell'ex presidente della Regione Renata Polverini, oggi deputata di Forza Italia. A rischiare il processo ci sono anche Fabio Ulissi, già collaboratore dell'ex sindaco, e Giuseppe Verardi, ex manager della Accenture.

    L'inchiesta culminò il 21 febbraio scorso, quando Ulissi e Verardi finirono agli arresti domiciliari sulla base di un provvedimento cautelare eseguito dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza e dai carabinieri del Ros. L'indagine, coordinata dai pm Mario Palazzi e Paolo Ielo, fu avviata sulla base di una denuncia della stessa Accenture che, a conclusione di verifiche interne, aveva scoperto un giro di false fatture attraverso le quali era stato creato un fondo per una provvista da 30mila euro. Tale somma era destinata all'esecuzione di un falso sondaggio sulla qualità dei servizi scolastici, dietro il quale si sarebbe nascosta un'attività di propaganda elettorale in favore della lista Polverini, che poi ha vinto le elezioni regionali nel 2010. Tale attività di telemarketing sarebbe stata realizzata materialmente dalla Coesis Reserach srl. Secondo il gip Costantino De Robbio, che dispose le misure cautelari il 21 febbraio, Alemanno sarebbe stato il “regista dell'operazione” dell'attività di telemarketing che si sarebbe resa necessaria, secondo la ricostruzione degli inquirenti, dopo l'esclusione del Pdl “per un vizio di forma nella presentazione delle liste ed in suoi esponenti avevano necessariamente dovuto dirottare le preferenze sul cosiddetto 'listino' del presidente uscente Polverini che concorreva per la rielezione – si legge nell'ordinanza del gip - In tale listino, vale la pena di ricordare incidentalmente, era candidata anche Isabella Rauti, moglie del sindaco Alemanno, sicché questi aveva un interesse diretto oltre che politico nella buona riuscita alle elezioni”. Alla base, invece, della richiesta di archiviazione per la Polverini, il convincimento di chi indaga che l'ex governatrice del Lazio fosse estranea all'operazione.

    L'ex primo cittadino si difende: “Il deposito degli atti, avvenuto la settimana scorsa, è un normale passaggio istruttorio privo di giudizi di merito. Consentirà ai nostri avvocati di presentare una memoria difensiva con cui confidiamo di ottenere il pieno proscioglimento da tutti gli addebiti”.


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    Nel secondo semestre del 2013 i canoni di locazione di Roma hanno registrato una diminuzione del 3,3% per i monolocali, del 2,6% per i bilocali e del 2,9% per i trilocali. Lo comunica una nota del gruppo Tecnocasa. Dall'analisi emerge che è il centro storico l'area dove si sono registrate le diminuzioni più significative per quanto riguarda monolocali (-5,5%) e trilocali (-4,3%). Calano anche i prezzi dei bilocali, oltre che al centro (-4%), in zona Policlinico-Pietralata (-4,1%). Riduzioni significative anche nelle aree Villa Ada-Monte Sacro, e San Giovanni-Roma est. Nettamente minori i cali registrati a Prati e Corso Francia, e addirittura invariati i prezzi degli affitti nelle aree Cassia e Torrevecchia.

    "A Roma - si legge nella nota - il mercato degli affitti è molto vivace alimentato da studenti e lavoratori fuori sede ma anche da imprenditori che decidono di avviare attività di B&B o di realizzare una casa vacanza. Per questo motivo i quartieri più dinamici in termini di richiesta sono quelli centrali, vicini a luoghi di interesse turistico, quelli che sorgono nei pressi degli atenei più famosi e di importanti aziende. Tra questi anche l’Eur”.

    I tempi medi di locazione sono di 124 giorni. Per un monolocale si spendono in media 580 euro al mese, per un bilocale 750 euro al mese, per un trilocale 930 euro al mese. L’analisi dei contratti di locazione stipulati attraverso le agenzie del Gruppo Tecnocasa evidenzia che a Roma il 47,4% dei contratti di locazione sono stati stipulati per scelta abitativa e che il 42,9% ha cercato casa in affitto per motivi di lavoro. Poco più della metà degli inquilini sono single.


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    Partito da piazza della Repubblica il corteo dei Movimenti per il diritto all’abitare contro Piano Casa, Jobs Act e Salva Roma del governo Renzi. Diverse centinaia i manifestanti, in marcia dietro allo striscione "Liberiamo Roma da divieti, rendita e precarietà". L'obiettivo dell'iniziativa di oggi, spiega Luca Fagiano, leader del coordinamento cittadino lotta per la casa, "è salire in Campidoglio e ottenere un incontro con il sindaco Marino, il vicesindaco Nieri, l'assessore alla Casa Ozzimo e i capigruppo della maggioranza. Vogliamo difendere i provvedimenti per cui c'eravamo battuti, come la delibera regionale su emergenza abitativa e la sua attuazione insieme al Comune".

     I MOVIMENTI - "Se non ci accontentano né ci fanno arrivare in piazza del Campidoglio - prosegue - siamo pronti ad accamparci, per inaugurare un periodo di lotta da oggi all'approvazione del decreto Lupi, possibile fino al 27 maggio". Fagiano critica poi "l'atteggiamento muscolare da parte di questura e ministero degli Interni: forse dà fastidio manifestare dentro Roma".

    IL DIVIETO - Mentre è in corso la manifestazione i Movimenti per il diritto all’abitare lanciano l'allarme per il previsto corteo di sabato sul tema dei Beni comuni. "Il tavolo di pubblica sicurezza di venerdì scorso ha vietato ai 50.000 manifestanti attesi a Roma da tutta Italia - dichiara l'attivista Cristiana Gallinoni - il passaggio sotto la sede della Cassa depositi e prestiti a piazza Indipendenza e sotto al Ministero dell'Economia in via XX Settembre, solo perché in passato ci sono stati problemi di ordine pubblico e non rientrano nel percorso previsto dal protocollo". I Movimenti, aggiunge, "chiedono perciò al prefetto Giuseppe Pecoraro di ripensarci e di incontrare i promotori della manifestazione, tra cui Movimento per l'Acqua, Fiom, Arci e Legambiente per ribadirgli le nostre garanzie". Quello del 17, conclude Gallinoni, "è un corteo radicale nei contenuti ma non nelle pratiche".

    Casa, accampata ai Fori Imperiali

    L'ACAMPADA - Intorno alle 19,30 sono state montate le prime tende tra la fine di via dei Fori Imperiali e piazza Venezia da alcuni attivisti dei Movimenti per il diritto all’abitare. "È una forma di pressione in vista del presidio di domani pomeriggio a Montecitorio per la discussione del Jobs Act, e per il divieto di passare sotto la Cassa depositi e prestiti e il Ministero dell'Economia per il corteo di sabato 17 disposto dal tavolo di pubblica sicurezza", spiega il leader dei Blocchi Precari Metropolitani Paolo Di Vetta. Camionette e blindati di Carabinieri e Polizia e un lungo cordone di agenti in tenuta antisommossa sono schierati all'imbocco della piazza.

    FLASH MOB - Azione lampo di un gruppo di manifestanti che hanno esposto lo striscione "L'11/7 tutti a Torino contro il vertice europeo sulla disoccupazione giovanile #renzistaisereno" su via Cavour, all'altezza di via degli Annibaldi. Fumogeni verdi e l'urlo "Renzi ci vediamo a Torino" hanno accompagnato il flash mob, prima che il corteo riprendesse la marcia verso il Campidoglio.

    "Siamo qui per contestare - continua Fagiano - il Piano casa del ministro Lupi, perché ha tagliato fuori settori sociali sprofondati nell'emergenza abitativa e non prevede né Erp né blocco degli sfratti. Il ministro in maniera un po' truffaldina investe risorse solo su Milano, ciò non è comprensibile, visto che Roma è ancora Capitale dell'emergenza abitativa".

    Dal punto di raccolta in piazza della Repubblica il corteo si è diretto lungo via delle Terme di Diocleziano, via Giovanni Amendola, via Cavour, largo Corrado Ricci e piazza della Madonna di Loreto. Da qui le alcune centinaia di manifestanti dovrebbero dirigersi prima al Campidoglio e poi ai Fori Imperiali per un'"acampada" in attesa dell'evento nazionale sul tema dei beni comuni in programma sabato. Tra gli striscioni spicca "#Stop jobsact- reddito, Welfare-diritti per tutti".

    L'INCONTRO - L'obiettivo dei movimenti è stato raggiunto in parte con l'incontro avvenuto intorno alle 20 nella Sala del Carroccio in Campidoglio tra una delegazione di 14 esponenti, guidata dai leader Paolo Di Vetta (Blocchi Precari Metropolitani) e Luca Fagiano (Coordinamento Cittadino lotta per la casa), vicesindaco, assessore alla Casa insieme ai capigruppo della maggioranza capitolina. Alla domanda se proseguirà l'acampada a piazza Venezia Fagiano risponde: "Valutiamo in base all'incontro, se sarà molto positivo toglieremo le tende, sennò resteremo ad oltranza fino a sabato".

    LO STRISCIONE PER GIORGIANA MASI - "Giorgiana vive nelle nostre lotte". E' lo striscione che ricorda Giorgiana Masi, la studentessa 19enne uccisa il 12 maggio 1977 da un colpo di pistola, nel corso dei disordini scoppiati presso ponte Garibaldi durante una manifestazione organizzata dal Partito Radicale. La scritta è stata esposta durante il corteo.


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    In arrivo piogge e temporali su Roma e Lazio. Il Centro Funzionale Regionale rende noto che il Dipartimento di Protezione Civile ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse che prevede sul Lazio dal primo mattino di domani e per le successive 24-36 ore, precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, grandinate, frequente attività elettrica, forti raffiche di vento e mareggiate lungo le coste esposte.

    "Sulla base dei fenomeni previsti - aggiunge - il Centro funzionale regionale ha valutato un codice giallo, criticità moderata, per rischio idrogeologico su tutte le zone di allerta della regione: Bacini Costieri Nord, Bacino Medio Tevere, Appennino di Rieti, Roma, Aniene, Bacini Costieri Sud e Bacino del Liri. La Sala Operativa Permanente della Regione Lazio ha altresì emesso l’allertamento del sistema di Protezione Civile Regionale e informato tutte strutture ad adottare tutti gli adempimenti di competenza. Si ricorda che per ogni emergenza è possibile fare riferimento alla Sala Operativa Regionale al numero 803.555". Per informazioni e richieste di interventi è possibile contattare anche la Sala Operativa h/24 dell’Ufficio Protezione Civile al numero 06.67109200 o al numero verde 800.854854.


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    Una memoria di Giunta della maggioranza capitolina e un documento politico per lavorare con i gruppi parlamentari di Pd e Sel su eventuali modifiche al decreto Lupi, in particolare. È il risultato di oltre un'ora e mezza di faccia a faccia ieri nella sala del Carroccio tra il vicesindaco di Roma Luigi Nieri, l'assessore alla Casa Daniele Ozzimo e i capigruppo di Pd e Sel Francesco D'Ausilio e Gianluca Peciola da un parte e la delegazione dei Movimenti per il diritto all’abitare, guidata dai leader Paolo Di Vetta e Luca Fagiano. Al termine dell'incontro Nieri commenta così: "Le cose sono andate bene seppure dentro una situazione molto complessa. L'assessore alla Casa Ozzimo incontrerà i Movimenti mercoledì mattina, perché l'impegno è di costruire un atto necessario per definire il processo per la delibera regionale sull'emergenza abitativa: va fotografata la situazione come prevede il testo". Sull'"acampada" il vicesindaco afferma: "Abbiamo chiesto ai Movimenti di togliere le tende e noi ci auguriamo che lo facciano". Speranza realizzata visto che dopo l’incontro in Campidoglio i movimenti hanno smontato le tende e si sono dati appuntamento per oggi alle 15, “per marciare insieme verso il Senato dove è prevista la discussione del decreto Lupi sulla casa".

    Per l'assessore alla Casa di Roma Capitale Daniele Ozzimo "ci sarà un ulteriore approfondimento sul tema del censimento: la volontà è di tenere il dialogo aperto nella chiarezza dei ruoli". Secondo il capogruppo del Pd in Campidoglio Francesco D'Ausilio "è stata una manifestazione significativa e ordinata". Ora, prosegue, "l'amministrazione comunale da domani (oggi ndr) e con tempi brevissimi produrrà una memoria di giunta con l'obiettivo di indicare tempi e modalità per attuare la delibera regionale sull'emergenza abitativa". A livello nazionale il collega di Sel Gianluca Peciola annuncia: "Sul decreto Lupi noi faremo un documento politico del centrosinistra capitolino per porre l'attenzione sugli aspetti più problematici che se non affrontati rischiano di far diventare Roma una polveriera sociale". Critiche "all'articolo 5 che per noi va rivisto. Il decreto Lupi ci sembra sbilanciato su altre città, è nordcentrico".


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    La giunta capitolina ha approvato la delibera sul salario accessorio dei dipendenti comunali che fino al 31 luglio 2014 garantisce i salari accessori. Data entro la quale dovrà' essere definito il riordino e il rinnovo delle discipline decentrate.

    "Abbiamo approvato una delibera che da un lato permette di non interrompere l'erogazione del salario accessorio e dall'altro lato fissa la data del 31 luglio per risolvere una volta per tutte questa questione". Così, il sindaco di Roma, Ignazio Marino, dopo l'approvazione della delibera.

    Intanto, ieri ha ricevuto "il documento firmato dal ministro per gli Affari regionali e delle autonomie, dal ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, e dal ministro dall'Economia. Questo documento - ha spiegato Marino leggendo il testo inviato a tutti gli enti locali - racconta il significato del decreto legge 6 marzo 2014 e individua un percorso guidato per recuperare in via graduale le forme attribuite al di fuori dei vincoli economici e normativi prescritti per la contrattazione integrativa. Questo interviene a fronte di criticità connesse all'applicazione delle disposizioni di legge e dei contratti collettivi nazionali in sede di contrattazione integrativa nelle Regioni e negli Enti locali. I tre ministri sottolineano nel documento che ci sono numerose criticità che sono state segnalate al governo dall'Anci e che derivano dal fatto che c'è una stratificazione della disciplina legislativa di riferimento e di quella contrattuale, caratterizzata dall'assenza di rinnovi. Inoltre dicono che vi sono state recenti verifiche in generale condotte dai servizi ispettivi di finanza pubblica che hanno riguardato la corretta costituzione, la corretta quantificazione e l'erogazione delle indennità accessorie".

    Il primo cittadino ha poi spiegato che non si tratta di "una sanatoria, è un invito a risolvere la situazione in maniera permanente dando però a tutti, Aran e governi locali, il senso di urgenza affinché tutto questo venga risolto e definito una volta per tutte nel tempo più breve possibile". Per questo già da ieri sera il sindaco ha promesso di lavorare "con gli uffici a una delibera che mi consenta di attenermi alle parole del Governo e risolva immediatamente la situazione dei nostri lavoratori e convoco la giunta per domani alle 14".

    I SINDACATI - Ieri invece ha incontrato i sindacati che hanno sottolineato che sul salario accessorio, "non accetteremo pause elettorali". Così, Giancarlo Cosentino, della Cisl. "Incontreremo il sindaco Marino - ha aggiunto - revocheremo lo sciopero solo se ci saranno date adeguate garanzie sul futuro dei salari dei dipendenti capitolini. Prima di prendere decisioni, vogliamo visionare attentamente il provvedimento approvato dal Governo e capire come il Campidoglio ha intenzione di recepirne le indicazioni".

    Simile la posizione di Natale Di Cola della Cgil Fp: "Attendiamo di leggere i contenuti della circolare emanata dal Governo ma la notizia del pagamento degli stipendi di maggio è sicuramente una prima schiarita sulla vertenza del salario accessorio del Comune di Roma. La mobilitazione messa in atto dalle lavoratrici e dai lavoratori ha prodotto un primo importante risultato, sottolinea Di Cola. Per voltare pagina ci aspettiamo che adesso l'amministrazione garantisca il regolare pagamento degli stipendi per tutto il tempo necessario allo svolgimento del confronto al tavolo sindacale sui rilievi posti dal mef sull'erogazione del salario accessorio". Domani pomeriggio all'incontro previsto con Marino chiederanno queste garanzie senza le quali "la mobilitazione continuerà e non potrà partire un proficuo confronto. Rimangono quindi confermate le assemblee di tutti i posti di lavoro del Comune previste per domani (oggi ndr) mattina in cui informeremo i lavoratori sugli sviluppi della vertenza e decideremo il da farsi".

    "NON METTERO' LA TESTA SOTTO LA SABBIA" - "Una questione che mi irrita molto perché se non risolta andrebbe a colpire le persone più deboli che ogni mattina si alzano per far funzionare al meglio questa città - aveva detto Marino - non è accettabile per me come sindaco che persone che hanno 1.100-1.200 di salario si debbano vedere ridotte di 200 euro le proprie entrate mensili".

    I SINDACATI CONFERMANO LO SCIOPERO - I sindacati avevano confermato lo sciopero. "Fra pochi minuti presenteremo una diffida al Comune che fa parte dell'azione legale che metteremo in campo insieme a quella sindacale prevista per il 19 maggio" fa sapere il segretario generale Cisl Fp di Roma, Roberto Chierchia, intervenendo in diretta a Radio Popolare Roma. "Siamo molto attenti a quello che il Governo sta facendo, anzi noi vogliamo che ci sia qualcosa che chiarisca la questione della retribuzione dei dipendenti degli enti locali per tutta Italia. Ma per quanto riguarda il salario accessorio del Comune di Roma c'e' una situazione che deve essere risolta da chi detiene la potesta' datoriale, in questo caso il sindaco di Roma e l'amministrazione capitolina", ha aggiunto Chierchia.

    "E' UN PROBLEMA DI ALTRI 60 COMUNI" - "Le organizzazioni sindacali hanno fatto una scelta, non voglio permettermi quindi di discuterla - commenta il vicesindaco Luigi Nieri - credo ci troviamo davanti a una vicenda che e' precipitata perche' c'e' una relazione del Mef, su cui noi puntualmente stiamo predisponendo le controdeduzioni, e ci sono dei fatti accumulati negli anni. Credo che questa giunta, per come ha affrontato questa vicenda e anche per la disponibilita', ha dimostrato che il dialogo e il confronto con le organizzazioni sindacali diventa fondamentale ma ci dobbiamo aiutare tutti. Davanti a un problema di carattere nazionale, perche' questa e' una questione che riguarda Roma come almeno altri 60 Comuni d'Italia, la vicenda del coinvolgimento del livello nazionale e' fondamentale. Infatti tutti stiamo aspettando questa circolare del Governo ed e' quindi evidente che il Comune da solo non ce la fa. Forse, quindi, continuare a battere, come sta facendo il sindacato, solo ed esclusivamente sul Comune di Roma lascia esprimere alcuni dubbi".

    (aggiornato il 13 maggio ore 16.30)


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    Truffavano e derubavano anziani e avevano messo in piedi un sodalizio criminale che tra il 2012 e il 2013 ha fruttato oltre un milione di euro. Per questo i carabinieri, al termine di un’indagine durata circa due anni, hanno arrestato 8 persone (Vincenzo De Martino, il figlio Nicola, la moglie Antonietta Tutino, Gennaro Murolo, Luciano Pelliccia, Gennaro Festa, Lucio Daniele, Jean Pierre Joseph Molinaro), più una sottoposta all’obbligo di firma (Gennaro Giaquinto), tra Napoli, Caserta, Pozzuoli e Santa Maria Capua Vetere. L’organizzazione, interamente sgominata dai militari, aveva esteso la sua attività criminale in ambito nazionale nel Lazio, in Puglia e in Liguria.

    LA TRUFFA - Il modus operandi era sempre lo stesso: uno del gruppo agganciava un anziano in strada fingendo di essere un amico o conoscente del figlio, da cui dovrebbe ricevere denaro. Quindi chiedeva all'anziano di provvedere per conto del congiunto al momento indisponibile. Per rendere credibile la richiesta, il truffatore contattava telefonicamente un complice che si fingeva il congiunto dell'anziano a cui, sfruttando una comunicazione artatamente disturbata, confermava la necessità di versare il denaro. Le somme variavano dai cinquecento ai cinquemila euro. Quindi l'anziano veniva accompagnato in banca e gli si faceva ritirare la somma richiesta. Qui un secondo complice (di solito una persona incensurata e pertanto difficilmente riconoscibile da foto segnaletiche) fingendosi cliente dell'istituto di credito, controllava che l'anziano facesse quanto richiesto. Dove ciò non fosse stato possibile la banda arrivava ad accompagnare le anziane vittime anche negli appartamenti per farsi consegnare gioielli e in un caso perfino la fede nuziale.

    LA CONFERENZA STAMPA - L'operazione è stata resa nota nel corso di una conferenza stampa negli uffici giudiziari di piazzale Clodio alla presenza del procuratore aggiunto Leonardo Frisani, del tenente colonnello Fiore, responsabile della sezione di polizia giudiziaria dell'Arma presso la Procura capitolina, del capitano della compagnia Roma San Pietro Dario Mineo. Ad emettere i provvedimenti cautelari è stato il gip Roberto Saulino, su richiesta del procuratore aggiunto Frisani e del sostituto Pierluigi Cipolla. Associazione per delinquere, truffa aggravata per aver cagionato alle vittime un danno di rilevante entità, sostituzione di persona aggravata per aver commesso i reato per eseguirne od occultarne un altro, circonvenzione di incapace, furto aggravato in abitazione. Questi i reati contestati agli indagati, a seconda delle singole posizioni, tutti con precedenti per reati di analogo tenore. “Non si tratta di un caso isolato – ha detto Frisani – ma di una serie notevole di episodi criminosi, più di cento, commessi da un'organizzazione ben articolata”. Nel corso dell’operazione i carabinieri hanno effettuato anche perquisizioni nelle abitazioni del gruppo: appartamenti arredati con mobili di lusso e dove sono stati trovati orologi di pregio e circa 30 mila euro.

    L'ORGANIZZAZIONE CRIMINALE - Nell’operazione sono stati impiegati circa 100 miliari. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’organizzazione criminosa, organizzata e diretta da Vincenzo De Martino, che estendeva la sua attività criminale in ambito nazionale, quindi non solo nel Lazio (in particolare Roma e Viterbo) ma anche in Puglia, nella zona di Altamura e in Liguria a Genova. La banda, che colpiva principalmente pensionati ultrasessantenni, aveva un carattere verticistico; era suddivisa in cellule “operative” composte di norma da 2 soli componenti, con specializzazione dei ruoli; per comunicare usava utenze telefoniche intestate a personaggi stranieri di fantasia, sostituite con cadenza mensile. Non solo, la banda partiva il lunedì da Napoli diretta a Roma, dove alloggiava in albergo per alcuni giorni duranti i quali prendeva di mira ultrasessantenni, soprattutto pensionati, e poi faceva rientro a casa il venerdì dopo le 14, spostandosi su auto intestate a prestanome. Insomma “gli indagati dimostravano totale insensibilità e particolare spietatezza – ha detto Fiore - e accanimento nei confronti delle anziane vittime, anche quando queste manifestavano visibili precarie condizioni di salute fisica e mentale e, pur di condurre a termine l’attività criminosa, non si facevano scrupolo di usare contro di loro strumenti di odiosa sopraffazione, con vessazioni di carattere psicologico e verbale, fino al conseguimento dell’ingiusto profitto”. I proventi dei reati risultano ripartiti secondo precise percentuali, ad esempio al “palo” competeva una percentuale del 20%, che nel corso della vita del sodalizio risaltava poi essere stata ridotta in misura del 17-18%. Le case degli indagati, che dall’esterno sarebbero potute apparire come comuni abitazioni ubicate nel quartiere Arenaccia di Napoli, una volta varcato l’ingresso degli ampi appartamenti, rivestiti di pavimenti di pregiato marmo, si presentavano come abitazioni caratterizzate da un livello di lusso estremo: arredi e complementi sfarzosi, pavimenti, porte, oggettistica, soprammobili, quadri e lampadari, tutti composti di materiali di lusso e pregiati, di stile composito oscillante tra il Luigi XV per il mobilio e l’high-tech per l’illuminazione, in un misto di pezzi unici e marchi esibiti in bella vista; tutti elementi che stridono con la condizione, ufficialmente di disoccupati e nullatenenti, rivestita dagli indagati, inducendo a sospettare siano stati acquistati con denaro di provenienza illecita. Tutti gli arrestati sono detenuti nel carcere di Poggio Reale di Napoli.

    L'INTERCETTAZIONE - "Aho', questo ha 92 anni, ha l'apparecchio acustico e non ce la fa ad andare in banca... Vive a casa da solo". "E allora prendiamogli tutto a questo". Questo è uno dei dialoghi, intercettato dai carabinieri, tra Vincenzo De Martino e il figlio Nicola. Il dialogo avviene quando il figlio di colui che è ritenuto il capo del gruppo, aveva puntato come vittima di un raggiro un ultranovantenne che avrebbe dovuto fare più di un chilometro sotto il sole di agosto per raggiungere il bancomat più vicino e consegnare la somma al malvivente. Dai dialoghi emerge la spregiudicatezza della banda: "Con questo lavoro fai ciò che vuoi, fai al ristorante ogni sera e fai una vita comoda. In una mezza giornata, un colpo di permette di fare quello che vuoi", così diceva Nicola a un sodale. Commentando poi un eventuale intervento delle forze dell'ordine: “Se poi sei incensurato non ti fanno niente!”.


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    Un appello del sindaco di Roma, Ignazio Marino, ai volontari che permetterebbero l'apertura del Colosseo in occasione della Notte dei Musei, dopo l'allarme lanciato questa mattina dal ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, che ha sottolineato che il monumento al momento resterà chiuso la notte del 17 maggio proprio per la mancanza dei cinque volontari interni.

    L'APPELLO DEL SINDACO - "Ho sentito il ministro Franceschini sulla Notte dei Musei e sulla notizia che uno dei luoghi di più attrazione del nostro Paese, il Colosseo, rimarrebbe chiuso. La questione è molto chiara: il ministro può aprirlo soltanto se tra tutto il personale a disposizione ci sono almeno cinque persone che in maniera volontaria accettano di lavorare, ovviamente venendo compensati per il loro lavoro - ha detto Marino al termine dell'ufficio di presidenza Anci - da romano e da sindaco, sono certo che ci saranno cinque persone che di fronte al desiderio di tanti turisti e romani di visitare il Colosseo, vorranno sacrificare alcune ore del loro tempo per consentire l'apertura del Colosseo. Questo e' l'ostacolo che c'e' in questo momento e non e' superabile dalle normative attuali con del personale esterno trovato attraverso un'alleanza assessorato alla Cultura-Mibact. Spero davvero che ci sia un senso di generosità e responsabilità e che il Colosseo possa essere aperto".

    IL MINISTRO - "Mi stupisce che davanti ad un evento europeo non si riesca a risolvere la questione", aveva detto stamattina il ministro Franceschini. "A meno che non cambino le cose nelle prossime ore e me lo auguro, in base alle regole degli accordi sindacali per aprire il museo serve che un terzo dei lavoratori siano volontari interni. Quindi non si sono trovati cinque volontari per tenere aperto il Colosseo - ha aggiunto Franceschini - Io non ho gli strumenti perche' in questo campo non esiste la precettazione, posso solo fare un appello perche' mi sembra assurdo che il Colosseo sia chiuso perche' non si sono trovati cinque volontari".

    "Qualunque richiesta venga da Franceschini, che ha la responsabilita' strategica di gestire i beni culturali - ha aggiunto il primo cittadino - il Comune di Roma e' prontissimo nei modi in cui questo possa essere fatto".

    SABATO MUSEI APERTI DALLE 20 ALLE 24: INGRESSO A 1 EURO - Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo il 17 maggio aderisce alla Notte dei Musei, promossa dal Consiglio d’Europa nei 47 Paesi aderenti, aprendo con ingresso a 1 euro in tutta Italia dalle 20 alle 24 le porte di numerosi monumenti, musei e aree archeologiche statali. "Grazie all’intesa con l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, inoltre, saranno aperti alle stesse condizioni i siti culturali civici" spiega in una nota il Mibact. "L’apertura straordinaria - aggiunge - sarà l’occasione per i cittadini e i turisti di godere del patrimonio artistico italiano al di fuori dei consueti orari di visita e di scoprirlo in una veste nuova grazie alle centinaia di iniziative previste tra concerti, visite tematiche e percorsi guidati. Per l’occasione gli allievi del Centro Sperimentale di Cinematografia del corso di animazione della sede di Torino e del corso di cinematografia d’impresa della sede di Milano hanno prodotto due video a sostegno della campagna di comunicazione dell’iniziativa, visibili on line sui siti www.beniculturali.it e www.snc.it e scaricabili sul canale Youtube del MiBACT http://www.youtube.com/user/beniculturali". 


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    Blitz dei vigili urbani presso gli impianti della Basf a Salone. Il gruppo Sicurezza pubblica ed emergenziale, diretto da Antonio Di Maggio, è al lavoro per controlli sui livelli d'inquinamento dell'industria chimica tedesca. L'inceneritore di rifiuti speciali (catalizzatori industriali esausti)dell'azienda è da tempo al centro dei sospetti da parte della popolazione della zona di Settecamini-Case Rosse, che in numerosi esposti in passato ha denunciato una concentrazione di diossina nell'aria fuori dalla media. A quanto si apprende, il blitz negli impianti della Basf ha coinvolto circa 150 agenti tra vigili della polizia locale e della polizia provinciale, oltre ai tecnici dell'Arpa. I tecnici, su disposizione della Procura, hanno effettuato il sequestro di alcuni documenti e stanno procedendo alla campionatura e ai rilievi sulle canne fumarie, sugli scarichi, sulle falde acquifere e sul materiale di stoccaggio prodotto dall'azienda.

    LA STORIA -Realizzato nel 1956 in un'area industriale a ridosso della via Tiburtina, lo stabilimento Basf è ritenuto dai residenti totalmente incompatibile col tessuto urbano che si è sviluppato negli anni intorno alla fabbrica. Lo scorso settembre l'assessora all'Ambiente Estella Marino, rispondendo ad un'interrogazione del consigliere 5 Stelle Enrico Stefano, aveva sottolineato "l'ineludibilità del processo di delocalizzazione". Eppure, le emissioni provenienti dalla fabbrica invece di diminuire, sono state corposamente aumentate dalla Provincia che lo scorso dicembre ha rilasciato nuove  autorizzazioni, portando i rifiuti totali da bruciare nell’inceneritore da 1100 a 1600 t/anno (+45% rispetto al passato).


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    Sono indagati i tre funzionari del ministero dell'Economia e delle Finanze perquisiti dalla guardia di finanza per presunta divulgazione di documenti interni e riservati al dicastero relativi al Dpef. Rivelazione ed utilizzazione di segreti d'ufficio, il reato contestato dal procuratore aggiunto Nello Rossi e dal sostituto Nicola Maiorano.

    I documenti in questione sarebbero stati divulgati, attraverso la posta elettronica istituzionale, anche ad organi di stampa, a fine 2013, quando era in carica il governo guidato da Enrico Letta. L'arco temporale tra la commissione dei fatti e le perquisizioni si è reso necessario per permettere agli investigatori di esaminare tutto il flusso di posta del dicastero ed individuare le postazioni di lavoro da cui sarebbero partite le missive “incriminate”.

    Gli investigatori stanno comunque operando anche verifiche volte ad accertare se altre fughe di notizie siano avvenute in tempi più recenti. Due settimane fa, infatti, il gabinetto del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan ha presentato una denuncia contro la diffusione di bozze del Def e di provvedimenti in corso di elaborazione da parte del governo attuale guidato da Matteo Renzi. L'inchiesta è appena iniziata e le fiamme gialle sono a lavoro per individuare gli autori della divulgazione: potrebbero essere soggetti diversi dai tre indagati e perquisiti oggi. Sono quindi due le tranche di indagini su cui gli inquirenti sono al lavoro. 


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