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    Aveva sequestrato per due giorni in una casa ad Artena, violentandola e sottoponendola a ripetute e feroci sevizie, una prostituta di 20 anni abbordata in strada. Individuato e bloccato dalla Polizia un 42enne italiano, Stefano Frailis, al termine di una articolata attività d’indagine. Violenza sessuale, minaccia, sequestro di persona, lesioni, rapina aggravata, sono i reati contestati.

    L'ARRESTATO AVEVA UN PRECEDENTE SIMILE - L'uomo, manovale di Colonna (ai Castelli nella provincia romana), era uscito dal carcere nel 2013 dove si trovava per un episodio analogo. Il fatto è avvenuto il 13 aprile quando l'uomo adesca la lucciola (che ha anche un figlia piccola) sulla via Tiburtina all'altezza di Settecamini e la tiene sequestrata per due giorni. Due giorni di violenze, in cui la ragazza è stata tenuta segregata e legata in un letto con del fil di ferro. L'uomo era appunto uscito dal carcere nel 2013, dopo esservi rimasto per sette anni (era entrato nel 2006) per aver sequestrato e violentato una prostituta minorenne adescata in zona Casilino. In entrambi i casi, l'uomo prometteva 500 euro per trascorrere la serata nella sua abitazione. L'arrestato ha alle spalle un matrimonio, da cui è nato un figlio, durato appena due mesi ed interrotto dall'allora moglie in quanto l'uomo si rivelò violento e dipendente dell'alcool. Le circostanze sono state rese note nel corso di una conferenza in questura alla presenza del dirigente del reparto volanti Eugenio Ferraro e di quello del commissariato di Tivoli Mariella Chiaromonte.

    LA DINAMICA DEI FATTI - Il 42enne è stato arrestato venerdì scorso ed oggi il gip di Tivoli ha convalidato il fermo della polizia emettendo contestualmente un provvedimento cautelare in carcere. Il gip inoltre ha disposto la trasmissione degli atti alla Procura di Velletri per competenza territoriale. Nel corso dell'interrogatorio l'uomo ha negato ogni addebito.Secondo la ricostruzione degli investigatori, il manovale, dopo aver caricato la ragazza sulla Tiburtina a bordo di un furgoncino bianco, l'avrebbe portata a Tivoli. Qui vive l'ex moglie e proprio in relazione al rischio dell'arrivo della donna, avrebbe motivato il cambio di programma e lo spostamento nella sua casa ad Artena. Minacciata la prostituta con un coltello, le avrebbe tolto il cellulare e l'avrebbe incappucciata. Dopo due giorni di violenze sessuali, anche con l'uso di un bastone, la donna è poi stata lasciata libera a Guidonia. Durante i due giorni la ventenne è stata praticamente sempre legata e l'uomo è sempre stato con lei: nel precedente episodio di violenza, invece, la prostituta sequestrata non era tenuta legata ed era riuscita a scappare in un attimo di distrazione dell'uomo.

    LA DENUNCIA - Dieci giorni di prognosi per la ventenne, mentre la minorenne dovette anche subire un intervento. Una volta lasciata a Guidonia, dopo essersi anche vista rapinare dal manovale i duecento euro che aveva nel portafogli, la ventenne denuncia l'accaduto alla polizia. La ragazza, nonostante le minacce dell'uomo, ha comunque fornito un identikit completo del suo aguzzino e una descrizione dettagliata sia del furgoncino che della casa ad Artena. Quindi gli agenti hanno contattato le squillo della zona che hanno riconosciuto sia il manovale che il furgoncino. La settimana scorsa l'uomo ha tentato un nuovo adescamento sulla Tiburtina ma le "lucciole" hanno subito chiamato il 113. Gli investigatori non hanno proceduto subito al fermo ma hanno disposto il sequestro amministrativo del mezzo per mancanza dell'assicurazione e della patente. Quindi il riconoscimento del furgoncino da parte della ventenne e dell'abitazione ad Artena, cui nel frattempo erano risaliti gli inquirenti.

    "L'UOMO POTEVA UCCIDERE" - "Siamo in presenza di uno stupratore seriale che negli anni ha agito in un'escalation di violenza e che avrebbe potuto anche arrivare a commettere un omicidio". Così, il dirigente del reparto volanti Eugenio Ferraro durante la conferenza stampa. "Quanto da lui compiuto è uno degli atti tra i più efferati su cui ho lavorato - ha aggiunto - E' infatti uno degli atti più efferati di violenza che io abbia mai visto. Ora verificheremo se in passato ha compiuto anche altri fatti analoghi".


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    Il 25 maggio la Capitale diventerà "Una città a misura delle bambine e dei bambini". Questo il nome dell'iniziativa promossa da Roma Capitale con il supporto organizzativo di Zetema Progetto Cultura e presentata oggi in Campidoglio dal sindaco di Roma, Ignazio Marino, dall'ad Zetema, Albino Ruberti, e dalla giunta capitolina.

    GLI EVENTI - Tanti gli appuntamenti che coinvolgeranno la periferia e il centro. Nel corso della giornata diversi eventi nei musei civici dove ogni adulto avrà ingresso gratuito ma solo se accompagnato da un bambino con laboratori, pittura e racconti. Ma non solo: il Planetario gonfiabile atterrerà all'Ospedale pediatrico del Bambino Gesù, il Foro di Augusto si illuminerà alle 21 con uno spettacolo riservato esclusivamente ai più piccoli, mentre via dei Fori Imperiali dal mattino diventerà un impianto sportivo a cielo aperto con l'allestimento di cento campetti di minivolley.

    Anche la Casa circondariale di Regina Coeli e la Casa di reclusione di Rebibbia proporranno animazione e giochi riservati alle figlie e ai figli dei genitori reclusi. E ancora: ludoteche, librerie, spazi culturali, teatri, cinema, centri sportivi a misura di bambino. "Sono molto felice di poter raccontare questo progetto che abbiamo evocato tante volte e adesso vogliamo concretizzarlo - ha detto Marino - Vogliamo che Roma diventi una città che si preoccupa della vita del bambino è una città perché nel suo insieme possa migliorare come Capitale ed è per questo che partiremo da azioni pratiche come il recupero di aree verdi abbandonate e la realizzazione di luoghi ludici dove i bambini possano socializzare sicuri".

    GLI APPUNTAMENTI VERSO IL 25 MAGGIO - Anche i giorni che precedono il 25 maggio vedranno i bambini in prima linea. Il 20 maggio sui mezzi capitolini ci saranno controllori speciali per un giorno. Domani, infatti, a rimproverare i "trasgressori", cittadini e turisti troveranno i bambini e le bambine romane che affiancheranno i controllori consegnando biglietti di rimprovero ai trasgressori. Sempre domani al Bioparco 800 piccoli parteciperanno al momento conclusivo del progetto "Stilton a scuola" sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza con Geronimo Stilton in persona che premierà i migliori elaborati presentati dalle classi. Il 23 maggio, sempre al Bioparco, saranno quasi duemila a ricevere dal sindaco Marino l'attestato di partecipazione al progetto "Porte aperte in Campidoglio" con cui decine di scolaresche hanno visitato Palazzo Senatorio. Inoltre, ogni singolo assessorato ha definito politiche mirate per i più piccoli. L'assessorato all'Ambiente attiverà iniziative sui temi della fruizione di aree versi, raccolta differenziata; l'assessorato alle Periferie dedicherà particolare cura a luoghi preposti alle attività ludico-ricreative per bambini e adolescenti e incentiverà la creazione di spazi di lavoro condiviso con la possibilità di accudire i bambini dai 4 mesi mentre i genitori lavorano. L'assessorato alla Trasformazione urbana, nell'ambito degli interventi di rigenerazione degli edifici privati, promuoverà interventi che favoriscano la possibilità per i bambini di abitare in un ambiente sicuro e gioioso, oltre che l'obbligo di percorsi sicuri e protetti nel tragitto casa-scuola. Ma anche appositi desk a misura di bambini con la produzione di materiale informativo dedicato particolarmente a loro all'interno dei Punti di informazione turistica (Pit). All'assessorato alla Mobilita' sara' invece assegnato il compito di incentivare campagne di comunicazione sulla sicurezza e sull'educazione stradale e sull'uso del trasporto pubblico locale per le famiglie. Ma anche iniziative di attività motoria ed etica sportiva dell'assessorato allo Sport e azioni per la riduzione delle liste di attesa nelle scuole dell'infanzia e negli asili. Inoltre i piu' piccoli potranno partecipare attivamente alle decisioni che riguardano la loro città con l'istituzione dell'Assemblea capitolina e dei consigli municipali delle bambine e dei bambini. "Con questo lavoro vogliamo dare il via a ciò che avevamo annunciato in campagna elettorale - ha concluso Marino - per rendere la città a misura di bambino uno stile di vita punto di riferimento dell'amministrazione".


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    Quello edilizio è un settore che presenta ancora il segno meno: nel primo trimestre di quest'anno, le imprese di costruzione attive iscritte alla Camera di commercio mostrano una riduzione dello 0,4%, -0,2% per quelle artigiane. Altro segnale di sofferenza è il valore della produzione, che nel 2013 ha registrato un -1,3%. In calo anche il numero degli impiegati nel settore (-18% nei primi 9 mesi del 2013). E' quanto emerge da uno studio condotto dal Cresme e presentato oggi presso la Cna di Roma.

    Riguardo al tema dell'occupazione, dopo essersi ridotta del 13% lo scorso anno, la cassa integrazione è tornata a crescere, arrivando ad un +18% nel primo trimestre del 2014, con 12,3 milioni di ore autorizzate. Lo studio del Cresme si focalizza poi sul mercato, che in provincia risulta "sempre più orientato verso il segmento abitativo" (48% nel 2013 contro il 44% registrato nel 2006), ma soprattutto "più al rinnovo che ai nuovi investimenti, passati dal 37% del totale abitativo nel 2006 a meno del 18% l'anno scorso".

    Risulta invece "altalenante", secondo quanto emerge dall'analisi del Cresme, la dinamica delle opere pubbliche, per le quali si osserva una crisi in termini di aggiudicazioni, con importi in calo sia nel 2013 che nel primo trimestre del 2014. Si registra invece un'impennata sul fronte delle gare pubblicate: a seguito dei 9 avvisi di importo superiore a 50 milioni (per un totale di 1,6 miliardi) per gare Consip di Roma Capitale e per l'affidamento del Multiservizio tecnologico e fornitura dei vettori energetici agli immobili di proprietà o nella disponibilità delle Asl della Regione Lazio, nel primo quadrimestre di quest'anno, "per quanto riguarda gli importi, si è registrato un aumento del 312% rispetto allo stesso periodo del 2013".


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    Quando lo chiamavano "Patto per Roma Sicura" non portò alcun risultato, così ora che è giunto alla quarta edizione hanno deciso di cambiarne il nome: Piano. Come una saga che non funziona più, si varia un dettaglio nella speranza che di risollevarne l'interesse. Mappatura, videosorveglianza, numeri di telefono speciali e fantomatiche centrali operative. Sembra di essere tornati ai tempi di Alemanno, invece il sindaco di Roma è Marino, il cui anagramma fa Maroni. Sarà solo un caso, certo, ma le nuove linee guida per riportare l'ordine in città assomigliano tremendamente a quelle vecchie. Tanto nelle parole, quanto nella loro utilità: nessuna.

    IL PRIMO PATTO - Era addirittura il maggio del 2007 quando il primo "Piano/Patto per Roma Sicura" venne firmato nella sede della Prefettura dal sindaco Walter Veltroni, dal presidente della provincia Enrico Gasbarra, dal governatore Piero Marrazzo e dal Prefetto Achille Serra, insieme al ministro Giuliano Amato. Il piano prevedeva innanzitutto una mappatura del crimine e una centrale di controllo coordinata fra tutte le forze dell'ordine. "Sono previsti interventi per affrontare la questione dei rom - si legge nel documento del 2007 - misure anticontraffazione, interventi di contrasto allo sfruttamento della prostituzione e all'abusivismo commerciale". 

    IL FALLIMENTO DI ALEMANNO - Nonostante lo stanziamento di 11 milioni di euro, il protocollo portò l'Esercito in difesa dei luoghi considerati a rischio e nulla più. Così Gianni Alemanno, quando divenne sindaco, decise di rivederlo e nel novembre 2008, insieme al prefetto Carlo Mosca e al ministro Bobo Maroni, diede vita al secondo "Patto per Roma Sicura". Ancora una volta a farla da padroni sono la mitica mappatura del crimine e la fantomatica centrale operativa. Ma nel protocollo, che mira a risolvere gli stessi problemi dell'anno prima, non mancano elementi esotici. Come le colonnine Sos a chiamata diretta, sul modello del soccorso autostradale, gli sportelli della sicurezza o il servizio telefonico Sos Degrado. Tutte cose che ovviamente non vedranno mai luce. 

    LA MAPPATURA CHE NON C'E' - Non è un caso che il piano, che puntava inoltre "a rafforzare i dispositivi di sorveglianza passiva (videosorveglianza)", sia un fallimento e a distanza di tre anni anni, nel dicembre 2011, il sindaco Alemanno prova a correre ai ripari, dando vita insieme al prefetto Pecoraro e al ministro Annamaria Cancellieri, al terzo "Patto per Roma Sicura". Nonostante siano passati 4 anni dal primo protocollo, anche qui non manca la mappatura del crimine, né la centrale operativa. Il comune di Roma  secondo il patto dovrebbe mettere a disposizione delle forze dell'ordine gli immobili per costruire nuove caserme nei quartieri più caldi. Che tuttavia non verranno mai realizzate per assenza di fondi. 

    IL FRATELLO GRANDE DI MARINO - E' così che oggi si è arrivati al quarto patto, denominato  "Piano per Roma Capitale Sicura". I problemi sono gli stessi del 2007, le soluzioni quasi. La vera novità sono gli sms anonimi con cui le forze dell'ordine rischiano seriamente di perdersi fra decine di segnalazioni inutili. In compenso potranno girare con le telecamere sui caschetti, indispensabili per i "selfie" durante gli scontri. Il sindaco Ignazio Marino, per nulla imbarazzato dal tenore dei provvedimenti annunciati, vorrebbe regole ancora più rigide: il suo sogno è una città completamente videosorvegliata e, come Alemanno, si impegna a mettere a disposizione delle forze dell'ordine gli immobili del comune di Roma per le nuove caserme, mica per l'emergenza abitativa. Il ministro Alfano, invece, promette il Daspo a vita per chi compie reati all'interno dello stadio, ma soprattutto assicura una "mappatura" dei quartieri più a rischio. Che a distanza di sette anni dal primo protocollo, a quanto pare, non è ancora stata stilata. O forse c'è, ma si sarà persa in qualche centrale operativa. 


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    "Se passa la fiducia al decreto Lupi rimaniamo qua a oltranza". Lo ha annunciato il leader dei Blocchi Precari Metropolitani Paolo Di Vetta, in apertura del presidio dei Movimenti per il diritto all’abitare a piazza Montecitorio che seguirà il voto di fiducia sul Piano casa del ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi. Già un centinaio le persone, tra cui molti immigrati, in piazza per contestare il decreto, in particolare l'articolo 5, che dichiara abusivi gli allacci alle utenze per le occupazioni abitative. 

    Intanto, l'aula della Camera ha votato con 324 voti favorevoli e 110 contrari la fiducia posta dal governo sul dl casa. A quel punto un lancio di uova e arance per alcuni secondi verso le Forze dell'ordine schierate in tenuta antisommossa sotto Montecitorio, poi la partenza in corteo verso il Pantheon. Così i Movimenti per il diritto all’abitare hanno lasciato il presidio davanti alla Camera. "Dobbiamo andare verso il Pantheon, da lì prendiamo gli autobus tutti insieme - ha annunciato il leader Di Vetta. Non prendete altre strade perché sennò non siamo in grado di controllare la situazione".

    Dopo aver quasi bloccato fisicamente su via delle Botteghe Oscure un autobus della linea H, il corteo ha raggiunto piazza Venezia. Partiti da piazza Montecitorio, dove dalle 16 era in corso il presidio contro il Piano Casa del ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, gli oltre 200 manifestanti hanno causato interruzioni e ritardi nel traffico della zona. Al megafono il leader dei Blocchi Precari Metropolitani Paolo Di Vetta ha commentato il sì della Camera al decreto Lupi: "Hanno appena votato un testo che uccide il diritto alla casa nel nostro Paese, così come il governo Renzi ha già fatto con il lavoro". "Questa manifestazione - ha aggiunto - la regaliamo ad Angelino Alfano, che stamattina ha fatto la voce grossa. Angelino dove sei?".

    Critiche anche al piano sicurezza per Roma Capitale presentato stamattina dal ministro dell'Interno Angelino Alfano: "Ci si prepara a reprimere le manifestazioni proprio mentre Renzi prende decisioni che aumentano la precarietà. Non è accettabile un Paese che consente tutto questo: non si possono mettere in campo provvedimenti cosi pesanti senza pensare a una reazione di piazza".


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    Obbligo di firma quotidiana per l'ex comandante della polizia locale di Roma Capitale, Angelo Giuliani, finito agli arresti domiciliari il 26 febbraio scorso nell'ambito di un'inchiesta su una presunta mazzetta da trentamila euro, per ottenere il servizio di ripristino dopo gli incidenti stradali. Lo ha deciso il gip accogliendo un'istanza del legale del capo dei vigili, l'avvocato Roberto Afeltra, che ha disposto per Giuliani l'obbligo di firma quotidiana.

    Alla base della decisione del giudice, a quanto si è appreso, vi sarebbe una ritenuta attenuazione delle esigenze cautelari e il mancato rischio di reiterazione del reato. La Procura aveva dato parere negativo in merito all'istanza dell'avvocato Afeltra. Corruzione e falso ideologico le contestazioni formulate nei confronti dell'ex comandate dalla Procura in merito ad una presunta mazzetta da trentamila euro che gli sarebbe stata versata dalla società Sicurezza e Ambiente per ottenere il servizio di ripristino dopo gli incidenti stradali. In contestazione anche le presunte irregolarità in relazione alla sua candidatura a presidente della Commissione giudicante del concorso per l'assunzione di vigili nel 2012.


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    E' indagata per omicidio volontario la guardia giurata, Stefano Salmone, che venerdì ha sparato e ucciso il 35enne Gianluca Igliozzi nel corso di un tentativo di rapina alla filiale del Monte dei Paschi di Siena di via Piola Caselli ad Ostia. Un'ipotesi di reato, si evidenzia in ambienti giudiziari, atto dovuto per il momento anche in relazione all'incarico per lo svolgimento dell'esame autoptico disposto questa mattina negli uffici di piazzale Clodio: qualsiasi attenuante sarà valutata in un secondo momento. 


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    Cinque arresti per droga a San Basilio stamattina. L’attività investigativa è scaturita da prolungati e ripetuti servizi di osservazione controllo e pedinamento effettuati dai carabinieri, nel mese di marzo 2014, nell’omonimo quartiere romano. Durante tali servizi, concentrati nelle vie limitrofe a Via Folchi, i militari hanno accertato la responsabilità, nelle attività di spaccio, di quattro cittadini italiani e uno straniero, i quali ciascuno con precisi ruoli e responsabilità garantivano, h24, la fornitura dello stupefacente alla clientela.

    Nello specifico, è emerso come la copertura all’attività criminosa fosse garantita da vedette statiche, appiedate, e mobili, con auto o moto, che avevano il compito di segnalare ai complici l’arrivo delle Forze dell’Ordine, o di veicoli comunque sospetti. A tali vedette, che avevano anche il compito di indirizzare i clienti verso il pusher, si aggiungeva un complice che era deputato a ricevere gli ordinativi. Era quest’ultimo, raccolto il denaro, ad avvisare il pusher che appariva in strada per il tempo strettamente necessario a consegnare la dose di stupefacente.

    La catena delle comunicazioni avveniva per mezzo di walkie-talkie. La metodologia di spaccio è purtroppo consolidata, e già emersa in numerose altre precedenti indagini dell’Arma. Un articolato sistema di vedette posto strategicamente agli incroci di ogni via, segnala agli spacciatori il sopraggiungere di ogni mezzo sospetto: un fischio, una parola convenzionale, e dalle piazze spariscono tutti. I pusher, falcidiati dalle numerose operazioni dell’Arma, non spacciano più alla luce del sole, e spesso agiscono nascosti nei palazzi che compongono il quartiere. Gli ordinativi dei clienti, indirizzati dalle vedette, vengono raccolti da soggetti che non detengono stupefacente. Sono questi, con l’utilizzo di telefonini o walkie talkie, a comunicare l’ordinativo al pusher, che si presenta solo per consegnare lo stupefacente. Stupefacente che peraltro viene detenuto nelle quantità strettamente indispensabili allo spaccio, al fine di limitare la responsabilità penale in caso di fermo.

    In questo contesto, purtroppo, le difficoltà sono implementate da un clima di diffusa omertà e di connivenza da parte di molti nel quartiere, che per legami affettivi con gli spacciatori, ostacolano ancor di più l’operato giornaliero delle Forze dell’ordine. Emblematico, in tal senso, un episodio occorso il 10 marzo 2014 allorquando, durante un controllo dei Carabinieri nei confronti di uno degli arrestati di oggi, che era appena uscito da una folta vegetazione dove i militari avevano sospetto che potesse aver occultato sostanza stupefacente, una ventina di parenti del ragazzo scendevano in strada, prendendo vigorosamente le sue difese e tentando di ostacolare, invano, l’operato dell’Arma.

    Il controllo nella vegetazione consentiva infatti il rinvenimento di 19 dosi di cocaina e 18 di marijuana, con conseguente deferimento in stato di libertà del soggetto controllato. In tale difficile contesto ambientale, dove sempre più spesso Forze dell’Ordine e criminalità “giocano” il loro ruolo rincorrendo sempre nuovi e più articolati reciproci accorgimenti, i Carabinieri della Stazione di Roma San Basilio sono riusciti nel corso dei decorsi mesi a documentare numerosi scambi di stupefacente, circa 100 nell’arco di pochi giorni, tra cocaina, hashish e marijuana. Scambi che sono confluiti in un’articolata informativa all’Autorità Giudiziaria, che concordando con l’Arma operante ne ha avallato l’attività, disponendo la custodia cautelare in carcere per quattro elementi, e gli arresti domiciliari per u


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    E' giallo ad Ostia. Una donna romena di 30 anni è stata trovata con ferite d'arma da taglio all'addome in una pozza di sangue questa mattina verso le dieci all'incrocio tra via Canale della lingua e via Perseo di Cinzio. Soccorsa, la donna è stata trasportata al pronto soccorso dell'ospedale Grassi. Le condizioni della 30enne sono gravi ma, a quanto si apprende, non sarebbe in pericolo di vita. La donna è stata sottoposta ad intervento chirurgico.

     "La ragazza di circa 20 anni - ha dichiarato Flavio Soleo, direttore pronto soccorso ospedale Grassi di Ostia - è arrivata in ospedale in condizioni discrete ed era cosciente. Dall'esame clinico esterno, il chirurgo ha rilevato delle ferite da taglio tra l'addome e il torace, è stata inviata subito in sede radiologica per fare una Tac e poi è stata portata in sala operatoria. La donna è in uno stato anemico evidente, scioccata perche' forse ha subito un'aggressione. Il chirurgo ha parlato di svariate ferite da taglio, non fatte questa mattina; non è però riuscito a finire l'esame clinico obiettivo perché i tempi tra l'entrata in pronto soccorso e la sala operatoria sono stati brevissimi". La ragazza era senza documenti e non ha fornito ai medici dettagli sulle cause delle ferite. "Con noi ha parlato pochissimo - ha aggiunto Soleo - sarà la polizia o gli assistenti sociali ad approfondire il caso e capire cosa è successo".

     A quanto si apprende la giovane non ha riferito ai medici di aver subito violenze sessuali, né ha saputo identificare nessuno. Dall'esame esterno degli indumenti, abbastanza puliti, sembra che sia stata fatta scendere da un'automobile e non scaraventata a terra.  Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato e la squadra mobile che stanno indagando per ricostruire la vicenda.


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    E' iniziata in mattina la nuova riunione della cabina di regia in Campidoglio. A partecipare come sempre il sindaco di Roma, Ignazio Marino, il vicesindaco di Roma, Luigi Nieri, il segretario regionale Pd e relatore del Salva Roma, Fabio Melilli, il deputato Marco Causi, il sottosegretario del ministero dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Legnini, l'assessore alla Mobilità, Guido Improta, il presidente della commissione capitolina Bilancio, Alfredo Ferrari, il capo di gabinetto, Luigi Fucito, il ragioniere generale, Maurizio Salvi. Al tavolo anche Silvia Scozzese, responsabile finanza locale dell'Anci, entrata nella cabina di regia con un ruolo tecnico ma ormai in pole position per guidare l'assessorato al Bilancio. "Scozzese ci illustrerà come si è formato il debito così faremo un altro passo in avanti", ha detto Improta prima di entrare a Palazzo Senatorio.

    Al centro del confronto, le nuove misure per una ulteriore razionalizzazione della spesa corrente in vista dell’approvazione definitiva, da parte dell’Assemblea capitolina, del bilancio di previsione 2014. Nella riunione, inoltre, dopo un’analisi approfondita dei processi di formazione del debito, Roma Capitale ha ribadito l’immediata disponibilità all’apertura di un tavolo interistituzionale per il monitoraggio del percorso di risanamento legato al Piano di rientro e per affrontare alcuni temi ritenuti prioritari dall’amministrazione comunale come l’allentamento del Patto di stabilità, i finanziamenti al trasporto pubblico locale e gli oneri sostenuti da Roma come capitale della Repubblica.

    "Cominciano ad emergere alcune voci di criticità rispetto alla quantità della spesa. Entro il 10 giugno cominceremo ad avere bozze di piano di rientro che individuano da un lato le inefficienze e dall'altro le scelte da compiere". Così, il segretario regionale Pd e relatore del Salva Roma, Fabio Melilli, al termine della cabina di regia in Campidoglio. "Il tavolo interistituzionale, soprattutto sul versante del patto di stabilità, credo sia un elemento essenziale nel recupero di spazi di patto da parte del governo", ha aggiunto Melilli.


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    Secondo i dati dell'indagine Uil Roma e Lazio-Eures "Alemanno e Marino a confronto", sono 12 i consiglieri dell'Assemblea capitolina dell'amministrazione Marino a contare il 100% di presenze nelle sedute. Tutti e 4 quelli del Movimento Cinquestelle (Marcello De Vito, Daniele Frongia, Virginia Raggi ed Enrico Stefano), oltre a 4 del Pd (Erica Battaglia, Orlando Corsetti, Athos De Luca e Dario Nanni), 2 di Lista Civica Marino (Riccardo Magi e Franco Marino), uno della Lista Civica Marchini (Alessandro Onorato) e uno di Fratelli d'Italia (Fabrizio Ghera). "Maglia nera" invece per due tra i candidati a sindaco nelle elezioni comunali 2013: Alfio Marchini (Lista Civica Marchini) e Gianni Alemanno (Alleanza Nazionale Popolare) non superano il 62%. Una tendenza analoga alla scorsa legislatura, quando Francesco Rutelli finì all'ultimo posto nella graduatoria con il 52,4%. I più presenzialisti furono invece con il 100% Andrea De Priamo e l'allora presidente dell'Assemblea capitolina Marco Pomarici, entrambi del Pdl.


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    Aggredì i carabinieri impedendogli di eseguire un decreto di perquisizione nella sede di Casapound in via Napoleone III il 13 gennaio 2012. Per questo il leader del movimento, Gianluca Iannone (che vive in quella sede di Cpi) è stato rinviato a giudizio dal gup che ha disposto il processo anche nei confronti di altre quattro persone accusate di favoreggiamento. Accolta così la richiesta del pm Luca Tescaroli. Il processo per tutti inizierà il 17 novembre 2015 davanti alla VI sezione del tribunale penale capitolino.

    La perquisizione era stata disposta dalla Procura di Tivoli nell'ambito dell'inchiesta sul tentato omicidio di Francesco Bianco, ex militante dei Nar già al centro di polemiche per un'assunzione in Atac durante la gestione dell'ex sindaco Gianni Alemanno, ferito il due gennaio 2012 in strada da tre colpi di pistola in via Tiburtina, all’altezza del centro termale di Bagni di Tivoli. I proiettili lo colpirono alle gambe e ad una mano. Per quel fatto, lo stesso 13 gennaio, fu fermato Carlo Giannotta, 58 anni, già responsabile della ex sede dell’Msi dove avvenne la strage del 1978 in via Acca Larentia. Proprio un dissidio sulla gestione della struttura e sulla linea politica da seguire, sarebbero stati all'origine del ferimento di Bianco.

    Quel 13 gennaio, quando i carabinieri si presentarono nella sede di Cpi, Iannone avrebbe spintonato i militari, sferrando una ginocchiata alla coscia sinistra del maggiore della compagnia di Frascati Giuseppe Iacoviello, per impedirgli appunto di svolgere la perquisizione. Di qui le accuse di violenza e lesioni a pubblico ufficiale a carico del leader di Casapound. Agli altri quattro imputati (Simone Di Stefano, Davide Di Stefano, Alessandro Giombini e Nicola Follo, tutti risultanti residenti nella sede Cpi di via Napoleone III) è contestato il favoreggiamento personale.

    Ciò perché “in concorso tra loro, dopo che fu commesso il delitto di tentato omicidio ai danni di Francesco Bianco – si legge nel capo d'imputazione - ponevano in essere condotte idonee ad aiutare Carlo Giannotta ad eludere le investigazioni dell'autorità giudiziaria e, segnatamente, ad impedire che gli ufficiali di polizia giudiziaria dessero esecuzione al decreto di perquisizione locale volto alla ricerca di cose pertinenti al reato emesso a carico di Gianluca Iannone dalla Procura di Tivoli”. Infatti, dopo aver appreso i motivi dell'intervento dai carabinieri “si rifiutavano” di aprire il portone dello stabile.


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    E' Silvia Scozzese, responsabile finanza locale dell'Anci, la nuova assessora al Bilancio di Roma Capitale. Lo ha annunciato ieri il sindaco Ignazio Marino, dopo i rumors di queste settimane. Scozzese infatti era entrata di recente nella cabina di regia del Salva Roma e non aveva mai nascosto di essere interessata all'incarico.

    Intanto, ieri c'è stato l'incontro del gruppo capitolino del Pd con il segretario romano Cosentino e all'ordine del giorno c'è soprattutto il rimpasto di Giunta. Riassetto della macchina amministrativa che il primo partito della maggioranza vuole a tutti i costi, mentre il sindaco prende tempo.

    L'altro gionro invece la riunione fiume tra il sindaco Marino e la sua maggioranza dove si è parlato, oltre che del rimpasto, della strategia legata al piano di rientro, di come connetterlo al lavoro del bilancio e come da questo dipenda anche il patto di stabilita', del percorso da avviare in aula e del lavoro riguardo il salario accessorio. "Durante la riunione ho espresso apprezzamento per il lavoro del sindaco sul fronte del dialogo con il governo che ci sta consentendo di raggiungere due obiettivi: una credibile richiesta di allentamento del patto di stabilità e un riconoscimento circa gli extracosti della Capitale - ha spiegato il capogruppo Pd, Francesco D'Ausilio - Il piano di rientro deve essere allineato temporalmente al bilancio in modo da affrontare insieme la manovra 2014 per poi ottenere questi due obiettivi. Il sindaco ha avanzato la proposta di approvare di fatto la bozza bilancio uscita dalla giunta. È un bilacnio di rigore e quindi duro. La proposta di allineare temporalmente il piano di rientro è mossa dalla volontà di essere in grado di spiegare le scelte di bilancio con un piano triennale. Nelle prossime ore ci rivedremo".

    Inoltre, "si è discusso del riassetto complessivo della macchina e dei tempi su quando aprire questa discussione. Per il vicesindaco Luigi Nieri "la riunione è andata bene. È evidente che l'obiettivo espresso dal sindaco, insieme al presidente della Commissione Bilancio Alfredo Ferrari, sia avere al più presto l'approvazione bilancio perché questo permetterà l'alleggerimento del patto di stabilità. Iniziamo finalmente a discutere di Roma in quanto Capitale".

    Insoddisfazione però è stata invece espressa dalla consigliera Sel, Gemma Azuni: "Ho dichiarato la mia insoddisfazione per una giunta che ha avuto tempi lenti e va sferzata e nei casi in cui qualche elemento non è in grado va cambiato". Per il capogruppo vendoliano, Gianluca Peciola: "È stato un confronto molto franco in cui sono emersi i risultati positivi dell'amminsitrazione ma anche le difficoltà ancora da affrontare: sul bilancio sono ancora tutte sul tavolo, bisogna ascoltare i municipi su questioni cruciali come bilancio e cultura. Senza lo sblocco del patto di stabilità promesso da governo il bilancio diventa insostenibile".  

    (Aggiornato il 30 maggio ore 16.30)


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    Annunciato lo sciopero dei dipendenti comunali per il 6 giugno "per far cambiare verso a questa amministrazione che dopo un anno nulla ha fatto per valorizzare il personale capitolino, che tra mille difficoltà, nonostante tutto, garantisce i servizi ai cittadini", spiegano in una nota congiunta il segretario generale Fp Cgil Roma e Lazio Natale di Cola, il segretario generale Cisl Fp Lazio Roberto Chierchia, il segretario generale Uil Fpl Roma e Lazio Sandro Bernardini.E' in corso stamattina il tavolo di confronto tra sindacati e amministrazione capitolina sui temi del salario accessorio. "Ci dispiace constatare - continua la nota - come l’Assessore al personale Nieri smentisca se stesso sui fondi messi a disposizione per i salari dei dipendenti. Nonostante i proclami sulla stampa e le rassicurazioni sulle poste in bilancio, i dati che ci ha fornito l’amministrazione sull’ipotesi per il 2014 parlano chiaro prevedendo una decurtazione di oltre il 30% delle risorse a disposizione per la contrattazione integrativa rispetto al 2013".

    Oggi al tavolo Cgil Fp Cisl Fp Uil Fpl chiederanno all’amministrazione "quali siano le loro reali intenzioni, discutere sul reale miglioramento dei servizi della macchina capitolina o tagliare il salario dei dipendenti e comprimere i servizi". "Dopo aver presentato proposte di riassetto su polizia locale e servizi educativi non condivisibili, con questi ulteriori documenti iniziamo a convincerci che l’Amministrazione voglia seguire questa seconda ipotesi. A questo si aggiunge il silenzio colpevole dell’Amministrazione su tutti gli altri rilievi posti dal Mef, dalla questione relativa al bilancio, ai costi della politica - aggiungono - Aspettiamo ancora che il Sindaco Marino risponda alla richiesta, sostenuta dalle assemblee dai lavoratori, di aprire un tavolo per la lotta agli sprechi e di mettere il tetto della retribuzione del Sindaco ai nominati dalla politica".

    Intanto in strada, proprio davanti al Tempio di Giove dove è in corso il tavolo, una trentina dei 230 vincitori del concorso B1 di Roma Capitale hanno messo in atto una protesta. Motivo del contendere è l'appello al Consiglio di Stato presentato dalla Fp Cgil di Roma contro l'esito del concorso. A quanto riferisce Marco Geresia, coordinatore dell'associazione "Articolo 35", tra i presenti al momento dei fatti, "la porta della sala è sbarrata dalle Forze dell'ordine, che ci hanno impedito di entrare. Abbiamo parlato con Formaggi della Cgil che ci ha ribadito che il ricorso è un atto dovuto per il sospetto di illegalità. Qualcuno di noi si è alterato, poi è uscito un altro della Cgil che si è detto disponibile a una mediazione con il segretario generale Di Cola". I concorsisti, ha ribadito Geresia, "vogliono che la Cgil ritiri il ricorso e proceda come l'amministrazione ha disposto. È un anno che stiamo aspettando, non vogliamo creare tensioni in modo becero, vogliamo solo il lavoro".

    Pioggia di fischi rivolti all'esponente Cgil Amedeo Formaggi, che faceva il suo ingresso nella struttura, dai partecipanti alla protesta, organizzata dalle associazioni "Articolo 35" e "Giro" contro l'appello presentato dalla Fp-Cgil "volto a far annullare il concorso in questione in spregio della drammatica situazione di centinaia di lavoratori incolpevoli risultati vincitori di un concorso pubblico", come spiega Alessandro Cirimbilla, presidente di "Giro". "Noi il concorso l'abbiamo vinto - spiega - per la qualifica di operatore rilevazioni sistemiche a tempo determinato per 24 mesi e la Cgil si è messa di traverso, dopo che l'Avvocatura era a favore e c'era stato il consenso trasversale in Consiglio comunale. Dice di difendere i lavoratori e poi manda per strada i padri di famiglia". Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario della Cisl Fp Giancarlo Cosentino, entrando al Tempio: "I lavoratori hanno vinto un concorso a evidenza pubblica, non mi sembra che nessun concorsista o chiunque avesse avuto titolo abbia fatto ricorso contro una motivazione di non chiarezza sui requisiti e le procedure. Il sindacato deve tutelare i lavoratori, non affossarli".


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    A un anno esatto dall'inizio dei lavori di restauro, la cupola di Sant' Andrea al Quirinale, capolavoro assoluto di Gian Lorenzo Bernini torna a rifulgere in tutto il suo splendore di oro e stucchi. L'intervento è stato finanziato dall'Arcus per un totale di 800mila euro e curato dalla soprintendenza speciale per il patrimonio storico e artistico diretta da Daniela Porro. "In pochissimi mesi il lavoro di consolidamento e pulitura delle superfici ha consentito di riportare all'originale splendore dell'oro e degli stucchi le figure alla base della cupola", ha detto Daniela Porro a margine del suo intervento.

    Come spiega Porro, i lavori di restauro hanno portato alla scoperta di nuove sorprese. "Le sculture di stucco - ha spiegato - che raffigurano pescatori e angeli che sorreggono festoni, hanno svelato il segreto del Bernini e cioè egli interveniva direttamente alla fine dell'esecuzione di queste sculture modificando una parte anatomica o di panneggio. E questa direi che è la scoperta più sorprendente di questa impresa". Alla conferenza di presentazione della cupola restaurata hanno preso parte: Adriana Capriotti, Ugo Righini, vice direttore del fondo edifici di culto, Giovanni La Manna, rettore Chiesa, Paolo Castellani e l'ambasciatore Ludovico Ortona dell'Arcus, che ha sottolineato: "Il patrimonio culturale italiano è l'ossigeno dell'Italia, per questo va salvaguardato".


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    Festa dello sport e dell'arte all'ex deposito Atac di Piazza Ragusa, nel quartiere tuscolano, che ha ospitato l'evento della Nike ''Winner Stay - Risk Everything'', con un torneo di calcio a quattro che ha impegnato fino a mezzanotte   450 ragazzi, tutti di Roma. Fra gli ospiti anche alcuni giocatori della Roma, fra cui Florenzi, Totti e Taddei. In occasione dell'evento,  l'ingresso dell'ex deposito è stato abbellito da un murales di Lucamaleonte, street artist italiano che, per la gioia dei tifosi, ha disegnato un ritratto del capitano romanista, Francesco Totti. Gli interni sono stati attrezzati per ospitare il torneo (tre campi di calcetto) ma anche un'area lounge, aree demo ed espositive, dove spicca la nuova maglia della Roma.  

    QUARTIERE PARALIZZATO- Tanti i tifosi che hanno affollato la piazza sperando in un ingresso o nell'uscita dei calciatori. Tripudio quando la Smart grigia del Capitano si è affacciata ai cancelli per andare via dopo una breve sosta all'evento. L'ingresso era su invito e tanta è stata la delusioni dei tifosi che non sono riusciti ad entrare. In breve il quartiere si è praticamente paralizzato con le auto che hanno intasato la piazza. 


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    Circa 200, in prevalenza immigrati, i partecipanti al presidio dei Movimenti per il diritto all’abitare al via in piazza del Campidoglio, per sbloccare il censimento del Comune necessario all'attuazione della delibera della Regione Lazio sull'emergenza abitativa. "Luca e Paolo liberi!!! Tutt* liber*" lo striscione esposto sulla scala dell'Arce capitolina, dove è seduta gran parte dei manifestanti.

    Ad aprire il sit in il coro "Paolo libero, Luca libero", dedicato ai leader Paolo Di Vetta e Luca Fagiano, agli arresti domiciliari dal 19 maggio per i fatti del 31 ottobre 2013 a via del Tritone durante la conferenza Stato-Regioni. Nel pomeriggio, a quanto si apprende, dovrebbe esserci un tavolo con l'assessore alle Politiche abitative di Roma Capitale Daniele Ozzimo.


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    Ammonta a circa 450 milioni di euro la truffa a beneficio delle imprese di Diego Anemone, e arrivano tutti dall'aggiudicazione pilotata degli appalti pubblici gestiti dalle strutture dirette da Angelo Balducci, nel decennio che va dal 1995 al 2009. Dall'inchiesta Grandi Eventi emerge che “questi 450 milioni di euro, frutto delle attività illecite che vedevano coinvolti i due membri della cricca - ha detto il colonnello della Guardia di Finanza, Andrea Fiducia - gli imprenditori Diego Anemone e Angelo Balducci, sono stati reinvestiti e hanno consentito all' imprenditore Diego Anemone di acquisire, ristrutturare e ampliare il grande centro sportivo Salaria Sport Village”.

    Le attività imprenditoriali di Anemone e Balducci hanno avuto inizio nel 2004 e nello stesso anno “Furono costituite due diverse società: la Società Sportiva Romana srl e la Salaria Sport Village srl, in cui figuravano come soci Diego e Daniele Anemone e i fratelli Lorenzo e Filippo Balducci, figli di Angelo Balducci” spiega ancora il colonnello Fiducia. La Romana srl è stata sfruttata per portare a termine nel 2005 l'operazione di acquisizione del centro sportivo posto oggi sotto sequestro, la Salaria Sport Village srl invece è ritornata utile in un secondo momento per lo sfruttamento economico del centro, attraverso la costituzione e la gestione di attività di diverso tipo praticabili al suo interno.

    Tra le altre società poste sotto sequestro figurano: la Salaria Beauty Center srl, la Salaria Nuoto, la Salaria Tennis, la Circolo Canottieri Salaria, la River Caffè, la F.C. Fidene e la Salaria Sport Village S.S.D. a.r.l. Sulla natura delle società poste sotto sequestro, il procuratore capo Giuseppe Pignatone ha spiegato: “Per quanto riguarda alcune società, si tratta di attività commerciali, imprenditoriali bacate fin dal primo momento perché si costituiscono con il denaro proveniente da reati di corruzione e frodi, in altri casi invece è stato dimostrato che in società già esistenti all'improvviso arrivava un grande finanziamento di denaro contante che traeva origine da illeciti”. Il prossimo passo sarà la confisca dei patrimoni illeciti.


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    Sciopero del Trasporto pubblico oggi indetto dall'Unione sindacale di base. Ecco la situazione alle 9, secondo l'Agenzia della mobilità. Metro A: attiva con riduzione di corse; Metro B: attiva con riduzione di corse; Ferrovia Roma-Lido: chiusa; Ferrovia Termini-Giardinetti: attiva con riduzione di corse; Ferrovia Roma-Viterbo: attiva con riduzione di corse; Bus e tram: possibili riduzioni di corse o sospensione di linee; Nelle stazioni metropolitane e ferroviarie che restano aperte è possibile la sospensione di ascensori, scale mobili o montascale e delle attività delle biglietterie.


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    Botticelle solo nei parchi a partire dall'inizio del prossimo anno. Ad annunciarlo, in un comunicato, sono state le associazioni animaliste Lav ed Enpa: "Nel rispetto del programma elettorale del sindaco Ignazio Marino, l'assessore all'Ambiente Estella Marino, ieri ha annunciato in una riunione con le associazioni animaliste che dall'inizio del prossimo anno le botticelle potranno circolare soltanto nel verde delle Ville romane, a conclusione dei lavori delle nuove stalle a Villa Borghese".

    Gli animalisti, "accolgono favorevolmente il provvedimento atteso nel rispetto degli impegni elettorali, auspicando che sia il primo passo verso la fine dello sfruttamento dei poveri cavalli. L'importante passo annunciato dall'assessore Estella Marino, ridurrà drasticamente il rischio di incidenti mortali dei cavalli, purtroppo avvenuti in passato a causa del traffico e dei sampietrini, ridurrà anche il rischio di colpi di calore in estate anche questi purtroppo in passato causa di numerosi incidenti. In attesa della decisione finale di pensionamento dei cavalli e la fine del loro sfruttamento con l'abolizione dell'anacronistico servizio, per il quale le associazioni animaliste attendono il mantenimento della recente promessa pubblica da parte della maggioranza".

    Ma a smentire l'annuncio degli animalisti è lo stesso assessore. "Ieri c'e' stato un primo incontro generale con le associazioni animaliste per fare il punto su alcune questioni e sul benessere degli animali. Non si è parlato di circolazione nella città delle botticelle ma della realizzazione delle nuove stalle a Villa Borghese per poter spostare lo stazionamento delle botticelle che ora è all'ex Mattatoio. Si sta procedendo a sbloccare i lavori che speriamo finiranno entro fine anno". Così, in una nota, l'assessore all'Ambiente Estella Marino.

    "La circolazione delle botticelle esclusivamente nelle ville storiche sarà un passaggio successivo di discussione. E prima di una decisione che vada in quella direzione - spiega l'assessore Marino - c'e' bisogno di ragionarci su con le associazioni e i gestori del servizio".


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