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    Cassonetti colmi all'inverosimile. Marciapiedi completamente invasi dai sacchi della spazzatura e quell'odore acre che si sprigiona ovunque nell'aria. Dalla chiusura della discarica di Malagrotta i sacchi dell'immondizia lasciati a marcire per giorni e giorni a bordo strada sono ormai parte dell'arredo urbano di molti quartieri, soprattutto quelli più popolari come Tor Bella Monaca o Ponte di Nona (in foto). Ma a far esplodere nuovamente l'emergenza rifiuti questa volta è il noto giornalista Bruno Vespa, autore di un twitter rivolto al sindaco Marino che ha innescato un surreale dibattito virtuale. “A San Pietroburgo, 5 milioni di abitanti, non ho visto un solo rifiuto in strada. Mi sono vergognato di abitare a Roma”. 

    L'ECODISTRETTO MISTERIOSO - Per il sindaco Marino, tutto si risolverà con il nuovo "ecodistretto" che prevede una piccola discarica. “Trasformeremo 700.000 tonnellate all'anno di organico in gas”. Ma, nonostante gli annunci, il progetto continua ad essere avvolto nel mistero. Doveva essere realizzato in tre anni come lo stesso sindaco disse lo scorso 3 giugno, partecipando alla trasmissione Otto e Mezzo. Ma già ieri, intervenendo alla trasmissione radiofonica "Un giorno da pecora", gli anni per la realizzazione sono diventati due, anche se, come afferma Alessandro Onorato, capogruppo della lista Marchini, “nei bilanci triennali del Comune e dell'Ama non c'è traccia di investimenti per nuovi impianti di trattamento”.

    rifiuti via cambellotti

    LE RESPONSABILITA' - Secondo l'Ama molti dei disagi degli ultimi giorni sono da addossare alla fragilità del sistema impiantistico. "Le temporanee difficoltà nella raccolta dei rifiuti nelle ultime settimane, sono dovute ai rallentamenti momentanei e alle manutenzioni periodiche che gli impianti di Trattamento Meccanico Biologico (TMB), il tritovagliatore di Rocca Cencia, gli impianti di ricezione dei rifiuti nel nord Italia e i termovalorizzatori presenti nel Lazio sono obbligati ad affrontare”. I poli per lo smaltimento funzionanti, allo stato attuale, riescono a malapena a gestire le 3300 tonnellate quotidiane al giorno e basta anche un piccolo incidente per far saltare tutto il sistema. Eppure Marino solo due giorni fa una individuava nei maggiori responsabili del caos, ancora una volta, i lavoratori di Ama. "Ogni giorno il 18% dei dipendenti di Ama non si presenta al lavoro”. Un dato che tuttavia è assolutamente in linea con il tasso di assenteismo della macchina amministrativa guidata dallo stesso sindaco. Basta osservare i reportage presenti sul sito del comune di Roma: tanto per fare qualche esempio, nel trimestre gennaio/marzo 2014 tra i 227 dipendenti del Gabinetto del sindaco il tasso di assenza si attesta sul 17,77%. Sulle stesse cifre si attesta il personale alle dipendente della direzione esecutiva, dove tra le 298 presenze il tasso di assenteismo è pari al 18,83%.

    rifiuti casa studente

    CGIL: BASTA ANNUNCI  - Di fronte all'ennesimo attacco nei confronti dei lavoratori, è quasi scontato che dalla Cgil arrivi l'attacco più duro al sindaco, ma soprattutto a Fortini, l'ad di Ama scelto da Marino e proprio per questo mai investito dalle critiche del primo cittadino. «Visto che lo ripete quasi ossessivamente, forse il Sindaco Marino non sa, ma sono mesi infatti che sentiamo dire che in Ama il livello delle assenze è più alto della media nazionale, invano abbiamo chiesto alla azienda i dati per poter capire le cause e la reale portata del problema per affrontarlo afferma in una nota Natale Di Cola, Segretario generale Cgil F.P. Roma Lazio - Sicuramente non sa e ci piacerebbe sapere cosa ne pensa, che ancora in Ama ad oltre un anno dal suo insediamento ci sono quadri che guadagnano senza alcun titolo più dei dirigenti da cui dipendono e che si vocifera che ai dirigenti allontanati dall'azienda siano state erogate buone uscite da capogiro". Secondo Di Cola l'Ama è di un'azienda "immobile", che non fa bene ai lavoratori e ai cittadini e dove permangono storture senza che vengano affrontati i nodi cruciali. "Per il bene del'azienda abbiamo dato credito al nuovo corso - conclude la nota - abbiamo sottoscritto intese per implementare la raccolta differenziata aumentando la produttività. Dopo anni di gestioni scellerate che hanno messo a rischio la stessa sopravvivenza dell'Ama ci aspettavamo molto di più di semplici annunci”. 

    LA LETTERA DI CERRONI . Ad intervenire nel dibattito è anche l'avvocato Manlio Cerroni, il patron di Malagrotta, che in una lettera indirizzata al sindaco rivendica il suo ruolo di "benefattore". "Quando il giornalista su Twitter scrive 'Mi vergogno di vivere a Romà, lei non trova di meglio che rispondere: 'Purtroppo negli ultimi 50 anni nulla è stato fatto per togliere ad un monopolista privato la gestione dei rifiuti che era basata su una grande buca dove veniva buttato di tuttò. - scrive Cerroni che dallo scorso aprile non è più agli arresti domiciliari -  Di questo ritornello, puramente demagogico, caro sindaco, della 'bucà del 'monopolistà, non se ne può più! Ha stufato, perchè non è vero e non ha nulla a che vedere con la vergogna di cui parla Vespa! Ho già risposto a tutti e a lei in modo particolare da ultimo con la lettera dello scorso 30 giugno. Oggi in occasione della risposta data a Vespa, debbo ricordarle che i privati hanno gestito la raccolta e il trasporto dei rifiuti di Roma fino al 1973 (anno in cui fu disdetto il contratto dal Comune, che ne assunse la gestione). Malagrotta - aggiunge Cerroni - è stata per trent'anni la fortuna e la salvezza di Roma non solo per il costo del servizio (dia uno sguardo alla sua Genova: la discarica di Scarpino, oltre a ricevere ancora i rifiuti indifferenziati, presenta infatti un costo di conferimento particolarmente elevato), ma anche per la sicurezza dello smaltimento: ricevendo i rifiuti tutti i giorni sulle 24h contribuiva non poco alla tempestività della raccolta dei rifiuti da parte dell'Ama, in quanto gli automezzi addetti alla raccolta riuscivano a fare due (a volte anche tre) viaggi al giorno, consentendo di tenere pulita la città". 


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    Un cittadino romeno di 50 anni è stato trovato morto ieri sera poco prima delle 22 su una sedia dentro una baracca in via Montagnana. Sul corpo sono stati riscontrati numerosi ematomi e il fratello ha riferito alla polizia, che era stato picchiato da un vicino.

    Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato Primavalle che stanno indagando sul caso. Gli investigatori stanno seguendo diverse ipotesi, non si esclude anche che si sia trattato di un omicidio.


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    "L'inefficienza del nostro Tpl appare evidente da quasi tutti gli indicatori: età dei veicoli, velocità media e costi chilometrici di esercizio". A denunciarlo è l'Automobile Club d'Italia, presentando i risultati del Rapporto della Fondazione ACI Filippo Caracciolo 'Muoversi meglio in città per muovere l'Italia'. La velocità media commerciale dei veicoli adibiti al servizio di trasporto pubblico urbano su gomma a Roma è di 15,4 km/h contro i 19 di Berlino e i 21 di Madrid, mentre il costo chilometrico del servizio supera i 5 euro a km. Per quanto riguarda la rete metropolitana, Roma è in fondo alla classifica europea per estensione delle linee, risulta infatti al ventesimo posto con 41,5 km. "Cifra che scompare se confrontata ai 436 km di Londra - si legge nel rapporto - Pochi chilometri, poche stazioni (a Roma sono 52 contro le 315 di Londra e 101 a Milano) e pochi passeggeri, 309 milioni all'anno".

    Di contro, ponderando la spesa corrente delle amministrazioni comunali per il numero di abitanti e per la superficie regionale, il Lazio emerge come la Regione con il più elevato volume di spesa per i servizi di trasporto, ovvero le risorse stanziate per i servizi di viabilità, circolazione stradale e trasporti pubblici locali. Nel 2011, le amministrazioni comunali del Lazio hanno speso, infatti, 161 euro pro-capite e 51.439 euro per chilometro quadrato. La Sardegna risulta essere invece il fanalino di coda, con uno stanziamento per i servizi di trasporto pari a 1.617 euro per chilometro quadrato e, in media, 24 euro pro-capite. 

    MOBILITA' AFFIDATA ALL'AUTO - Quella italiana comunque è una mobilità affidata quasi esclusivamente all'auto, scelta ricorrente per il 59% delle persone contro una media europea del 35%. Nella Capitale la percentuale subisce un impennata, toccando il 66%. Questo dato, tradotto in cifre, significa che in città, ogni 100 abitanti, circolano 71 autovetture a fronte di una media europea che non arriva a 40. Roma ha quindi più del doppio delle auto di Madrid (32). L'elevato tasso di motorizzazione comporta un innalzamento del livello di congestione delle aree urbane. (il costo monetario di ogni ora spesa è fornito dall'Ue): 1.005,91 euro per ogni automobilista; 722,75 euro per ogni utente del trasporto pubblico. "I rilevanti fenomeni di congestione, oltre a produrre effetti negativi sui livelli di emissione e sui consumi di carburante - è stato spiegato - comportano anche la perdita di ore spese ogni giorno nel traffico". L'incremento dei tempi di viaggio a Roma è pari al 33%, dato calcolato sulla base di dati 'Tom Tom Congestion Index' del 2012.

    "PATRIMONIO ARTISTICO NELLA MORSA DEL TRAFFICO" - "Il più grande patrimonio storico e artistico dell'umanità è stretto nella morsa di traffico, inquinamento e incidenti", ha commentato Ennio Cascetta, presidente del comitato scientifico della Fondazione Caracciolo (Centro studi dell'Aci), presentando lo studio. Nelle cinque città italiane più trafficate, il valore del tempo sprecato nel traffico è di oltre 5 miliardi di euro, "una cifra - si legge nel rapporto - sufficiente a realizzare qualunque investimento necessario per colmare ritardi e carenze del nostro sistema dei trasporti urban". Per Cascetta, però, "la competitività, ovvero la capacità di attrarre investimenti e abitanti, dipende dalla qualità della vita e quest'ultima, a sua volta, è legata alla qualità della mobilità urbana. Ci sono ritardi ultradecennali rispetto alle altre città europee da recuperare con un mix intelligente di scelte infrastrutturali, normative, urbanistiche e tecnologiche. Sono necessarie risorse nazionali e locali, ma soprattutto una forte e nuova volontà politica - ha concluso - che metta la questione mobilità urbana al centro delle priorità nazionali"
     


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    Avrebbe promesso  celebrità a ragazze – spesso minorenni – in cambio di book fotografici hard. Per questo i carabinieri hanno arrestato, F.F., 51enne, titolare di una nota agenzia di modelle e attori per spot televisivi operante a Roma, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip presso il Tribunale di Roma, Giulia Proto, su richiesta del procuratore aggiunto Maria Monteleone e del Sostituto procuratore Cristiana Macchiusi della Procura della Repubblica di Roma, in quanto indagato dei reati di adescamento di minori, pornografia minorile aggravata e prostituzione minorile in danno di alcune ragazze minorenni.

    L’indagine dei carabinieri è scaturita da un’inchiesta giornalistica sul fenomeno delle baby squillo che ha portato all’acquisizione di alcune testimonianze circa presunte attività illecite attribuibili al fotografo. Secondo i carabinieri, "questi era solito proporre a giovani ragazze di età compresa tra i 14 e i 17 anni, la realizzazione di servizi fotografici di nudo in pose sessualmente provocanti, facendo credere che questo sarebbe stato l’unico strumento utile per avere un rapido successo nel mondo della moda e dello spettacolo".

    Le indagini, avviate dai militari di via in Selci nel maggio scorso, "hanno consentito di acquisire in brevissimo tempo, rilevanti riscontri alla fondatezza delle testimonianze acquisite".

    "Il monitoraggio di F.F. ha infatti evidenziato - si legge nella nota dell'Arma - come egli fosse solito prospettare alle giovanissime ragazze, anche minorenni, che si presentavano presso la sua agenzia in cerca di lavoro, un possibile e facile successo nel mondo dello spettacolo, mediante la realizzazione di book fotografici contenenti immagini sessualmente provocanti, individuando abilmente, tra le tante, le giovani disponibili ad incontrarlo all’insaputa dei genitori e a posare senza inibizioni in foto pornografiche, nonché a prestarsi al compimento di atti sessuali nel corso delle sedute fotografiche stesse. I reati contestati all’indagato riguardano pertanto le attività da egli svolte nel corso dei servizi fotografici in questione, effettuati con ragazze minorenni e della cui minore età egli era consapevole, tanto da aiutarle a falsificare le generalità sui documenti di identità, affinché risultassero maggiorenni in occasione della partecipazione a casting".

    Nel corso delle operazioni sono state effettuate perquisizioni domiciliari, è stato sequestrato materiale informatico ritenuto utile all’individuazione di eventuali complici dell’arrestato e lo studio fotografico ove l’indagato svolgeva la propria attività. L’arrestato si trova recluso nel carcere di Regina Coeli.


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    Avrebbe promesso  celebrità a ragazze – spesso minorenni – in cambio di book fotografici hard. Per questo i carabinieri hanno arrestato, F.F., 51enne, titolare di una nota agenzia di modelle e attori per spot televisivi operante a Roma, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip presso il Tribunale di Roma, Giulia Proto, su richiesta del procuratore aggiunto Maria Monteleone e del Sostituto procuratore Cristiana Macchiusi della Procura della Repubblica di Roma, in quanto indagato dei reati di adescamento di minori, pornografia minorile aggravata e prostituzione minorile in danno di alcune ragazze minorenni.

    L’indagine dei carabinieri è scaturita da un’inchiesta giornalistica sul fenomeno delle baby squillo che ha portato all’acquisizione di alcune testimonianze circa presunte attività illecite attribuibili al fotografo. Secondo i carabinieri, "questi era solito proporre a giovani ragazze di età compresa tra i 14 e i 17 anni, la realizzazione di servizi fotografici di nudo in pose sessualmente provocanti, facendo credere che questo sarebbe stato l’unico strumento utile per avere un rapido successo nel mondo della moda e dello spettacolo".

    Le indagini, avviate dai militari di via in Selci nel maggio scorso, "hanno consentito di acquisire in brevissimo tempo, rilevanti riscontri alla fondatezza delle testimonianze acquisite".

    "Il monitoraggio di F.F. ha infatti evidenziato - si legge nella nota dell'Arma - come egli fosse solito prospettare alle giovanissime ragazze, anche minorenni, che si presentavano presso la sua agenzia in cerca di lavoro, un possibile e facile successo nel mondo dello spettacolo, mediante la realizzazione di book fotografici contenenti immagini sessualmente provocanti, individuando abilmente, tra le tante, le giovani disponibili ad incontrarlo all’insaputa dei genitori e a posare senza inibizioni in foto pornografiche, nonché a prestarsi al compimento di atti sessuali nel corso delle sedute fotografiche stesse. I reati contestati all’indagato riguardano pertanto le attività da egli svolte nel corso dei servizi fotografici in questione, effettuati con ragazze minorenni e della cui minore età egli era consapevole, tanto da aiutarle a falsificare le generalità sui documenti di identità, affinché risultassero maggiorenni in occasione della partecipazione a casting".

    Nel corso delle operazioni sono state effettuate perquisizioni domiciliari, è stato sequestrato materiale informatico ritenuto utile all’individuazione di eventuali complici dell’arrestato e lo studio fotografico ove l’indagato svolgeva la propria attività. L’arrestato si trova recluso nel carcere di Regina Coeli.


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    Sgomberato stamattina l'insediamento in via Val d'Ala. Lo riferisce l'associazione 21 luglio. Sono stati allontanati circa 39 rom rumeni, tra cui 11 bambini. Gli attivisti dell'associazione insieme ad alcuni cittadini hanno assistito allo sgombero e si sono poi spostati davanti all'assessorato per le Politiche sociali in viale Manzoni insieme all'Assessore alle Politiche Sociali del Municipio Roma III Eleonora Di Maggio, "per chiedere alle autorità una soluzione abitativa adeguata per chi da oggi ha perso quel che poco che possedeva". L'associazione invita a portare beni di prima necessità ai 39 rom sgomberati.

    Il Comune - fa sapere ancora 21 luglio - non ha avviato alcuna consultazione con le famiglie né ha fornito alcuna soluzione alternativa. "Pertanto, in base a quanto stabilito dal Comitato sui Diritti Economici, Sociali e Culturali delle Nazioni Unite, lo sgombero forzato è da considerarsi illegale".

    (Foto Associazione 21 luglio)


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    È stato fermato dagli agenti del commissariato Primavalle l'omicida di Viorel Neacsa, il romeno di 50 anni trovato morto lunedì sera poco prima delle 22 all'interno di una baracca in via Montagnana. Gli agenti del commissariato Primavalle, a quanto si è appreso, hanno fermato per omicidio Gigi Stefu, 39 anni, anche lui romeno.

    L’uomo, che abitava nella baracca vicino a quella della vittima e subito dopo il delitto si era nascosto nella boscaglia circostante, è stato rintracciato ieri sera in via Luigi Pioner nella zona dell'Olgiata. Non è ancora chiaro il movente del delitto, avvenuto forse al culmine di una lite. La vittima è stata colpita alla testa con un tubo di ferro, che è stato successivamente trovato dagli investigatori e su cui sono anche state trovate le impronte dell'omicida.


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    “I dati sugli infortuni sul lavoro nel 2013 presentati oggi dall’Inail, che parlano di una diminuzione degli incidenti nel nostro Paese, sono incoraggianti ma non ci autorizzano ad abbassare la guardia”. Lo afferma in una nota l’assessore capitolino al Lavoro, Daniele Ozzimo.

    Dall’inizio dell’anno, Roma Capitale ha incrementato l’attività di ispezione e controllo che l’Osservatorio sul lavoro svolge all’interno di cantieri edili e stradali di opere pubbliche presenti sull’intero territorio capitolino. A fronte di 192 ispezioni realizzate nel 2013, nei primi cinque mesi di quest’anno sono stati già effettuati 111 sopralluoghi, ben oltre la metà dell’anno scorso. A seguito di queste ispezioni, da gennaio a maggio, 4 cantieri sono stati sospesi per irregolarità che riguardano anche le misure di sicurezza, contro i 3 di tutto il 2013. Le segnalazioni alle stazioni appaltanti, in relazione a criticità del cantiere e inadempienze sul piano della sicurezza, conseguenti ai sopralluoghi effettuati, sono state 142, contro le 147 totali realizzate nei dodici mesi precedenti.

    Il lavoro dell’Osservatorio ha permesso, inoltre, di far emergere e sanare situazioni di irregolarità nei contratti: su 318 lavoratori intervistati, il 2,8% erano privi di regolare contratto di lavoro e, di conseguenza, di alcuna assicurazione contro gli infortuni.

    “A seguito del nostro intervento – conclude Ozzimo –, i lavoratori sono stati regolarizzati e gli è stata anche garantita la necessaria formazione. Questi dati ci dicono che c’è ancora tanto da fare nella nostra città per garantire condizioni di lavoro sicure e adeguate. Per il futuro l’obiettivo è continuare a fare sempre meglio. La sicurezza nei luoghi di lavoro è un diritto fondamentale che possiamo ottenere attraverso la formazione, la prevenzione e la vigilanza sul rispetto di regole e buone pratiche".


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    I Finanzieri della Compagnia di Civitavecchia, sotto la direzione della Procura della Repubblica, hanno individuato un articolato sistema di frode, messo in piedi da due persone - un civitavecchiese ed un ucraino - a totale discapito di risorse pubbliche. Il primo è Tiziano Cerasa, già assessore al bilancio del Comune e presidente del consiglio comunale, poi vice presidente del Cotral Patrimonio Spa, tramite numerose società avrebbe ottenuto fondi pubblici dalla Regione Lazio, dalla Provincia di Roma e dal Comune di Civitavecchia per oltre 1.300.000 euro.

    Parte di tali fondi, una volta accreditati sui conti correnti delle beneficiarie, è stata, successivamente, dirottata, al solo scopo di dissimularne la distrazione, sui conti di altre società, anch'esse riconducibili all'uomo. I flussi finanziari così distratti venivano, poi, fatti confluire sui conti correnti di società amministrate da due persone, un ucraino ed un egiziano, che si sono adoperati per riciclare il denaro precedentemente distratto mediante diverse operazioni bancarie costituite, essenzialmente, da prelevamenti di contante o ricariche di carte prepagate.

    L'organizzatore italiano ed il complice ucraino sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Civitavecchia per malversazione a danno dello Stato e riciclaggio e, nei loro confronti, il Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Civitavecchia ha emesso la misura cautelare degli arresti domiciliari. 


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    Spari in via di Torre Gaia 1 nei pressi di un'agenzia immobiliare. Il fatto è avvenuto intorno alle 13 quando è giunta alla polizia una segnalazione per colpi d'arma da fuoco. Giunti sul posto però, dai primi rilievi, gli agenti non hanno trovato nulla.

    Ma poco dopo dal policlinico Tor Vergata è giunta una segnalazione di una persona che si sarebbe presentata al pronto soccorso con ferite da arma da fuoco ad una gamba. Si tratterebbe del titolare dell'agenzia che a sua volta avrebbe colpito alla testa l'aggressore. Gli investigatori stanno ora attendendo il via libera dei medici per poter sentire l'uomo, nel frattempo stanno sentendo alcuni testimoni in via di Torre Gaia.


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    Apre oggi i battenti a Castel Romano Cinecittà World, il primo Parco Tematico in Italia dedicato al mondo del cinema. Oggi anteprima per giornalisti e autorità mentre al pubblico aprirà dal 24 luglio. L'ingresso è la ricostruzione dell'entrata degli studios, mentre subito dopo c'è il Tempio del Dio Moloch apparso nel grande kolossal 'Cabiria'. Un omaggio al tre volte Premio Oscar Dante Ferretti, che ha disegnato le scenografie del Parco.

    Venti attrazioni innovative e ricche di effetti speciali, un'area dedicata ai più piccoli (a partire da un metro di altezza), 8 set cinematografici (Cabiria, Cinecittà street, Sognolabio, Aquila IV, Erawan, Enniòs creek, Altair e Aktium), 4 teatri, altrettanti ristoranti a tema e diverse aree food. L'area western è dedicata al premio Oscar Ennio Morricone.

    Sarà aperto oltre 260 giorni l'anno dalle 10 alle 23. Si estende per 25 ettari e ha portato alla creazione di 1000 posti di lavoro, per un investimento che è stato pari, finora, a 250 milioni di euro. Cinecittà World è parte però di un progetto che occuperà 150 ettari e che si articola in varie fasi, per un investimento complessivo di 500 milioni di euro e la creazione di 2500 posti di lavoro. Alla visita di oggi, in anteprima, sono stati invitati un migliaio di volti noti del mondo del Cinema, della Cultura e dell'Impresa, tra cui Aurelio e Luigi De Laurentis, Andrea della Valle e Maurizio Stirpe. In serata è previsto l'arrivo del sindaco di Roma, Ignazio Marino e del Presidente del Consiglio Matteo Renzi.

    Il biglietto intero d'ingresso per Cinecittà World, che dà accesso a tutte le attrazioni e a tutti gli spettacoli del Parco, avrà validità giornaliera e un costo di 29 euro mentre quello ridotto (bambini fino a 10 anni e over 65) ne costerà 23. Cinecittà World prevede un pacchetto famiglie, valido per 2 adulti e 2 bambini, per un costo di euro 95. La fase costruttiva e ingegneristica del Parco è durata circa 3 anni. Rispetto al totale dell'investimento, effettuato da Ieg - Italian Entertainment Group i cui principali azionisti sono Luigi Abete, Andrea e Diego Della Valle, Aurelio e Luigi De Laurentiis e la Famiglia Haggiag con la partecipazione di Generali Properties, il 30% è stato investito per l'acquisto del terreni, un altro 30% per la parte costruttiva e il restante 40% per le attrazioni e la realizzazione delle scenografie. Nel 2015 sono attesi ben 1.500.000 visitatori con un fatturato stimabile in 55 milioni di euro.


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    Stava facendo un prelievo di denaro, dopo l’orario di chiusura, al suo abituale sportello bancomat all’esterno della filiale di una banca di viale Aventino, quando qualcosa lo ha insospettito. La  cornice della fessura per introdurre le card era traballante e sporgeva più del solito. L’uomo ha quindi richiesto l’intervento di una pattuglia dei vigili urbani di passaggio. Gli agenti del gruppo intervento traffico, dopo aver minuziosamente ispezionato l’apparato, hanno scoperto che era stato effettivamente manomesso. Qualcuno aveva installato un dispositivo di clonazione composto da un lettore di banda magnetica e da una mini telecamera, occultata nel vano della lampada che illumina la tastiera, per poter carpire i codici pin digitati dagli ignari utenti. L’intera apparecchiatura è stata sequestrata. 


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    Nelle prime ore della mattinata odierna la Squadra Mobile di Roma ed il Commissariato di Polizia dell'Università “La Sapienza” hanno eseguito 8 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Tribunale di Roma nell’ambito di un’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma nei confronti di alcuni appartenenti ad un’organizzazione criminale dedita al furto ed alla ricettazione di farmaci di ingente valore economico trafugati dalla farmacia interna al Policlinico Umberto I° di Roma.

    Gli indagati hanno costituito un’organizzazione criminale che nel periodo temporale compreso tra la fine del 2012 e tutto il 2013 hanno posto in essere in maniera costante e continuativa una serie di furti di cospicui quantitativi di farmaci di ingente valore economico nonché di rilevante importanza sociale trafugati presso la farmacia-magazzino interna al Policlinico Umberto I di Roma, farmaci specialistici del tipo oncologico ed antireumatoide, per un valore complessivo di oltre un milione di euro. I particolari dell’operazione verranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà presso la Questura alle ore 11 odierne, presso la sala Prisco Palumbo, alla presenza del Procuratore Aggiunto Dr. Roberto Cucchiari.


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    Economisti, docenti, ambientalisti, ricercatori, artisti, operai delle fabbriche autogestite, sindacalisti, freelance d'Europa e degli altri paesi del mondo. Cento firme internazionali per difendere e sostenere il progetto di riconversione della ex officine Rsi di Casalbertone a Roma (via Partini), oggi Oz-Officine Zero.

    Di seguito l'appello e i nomi dei primi cento firmatari.

    Difronte alla drammatica crisi sociale e occupazionale che viviamo in Italia e in Europa, sono necessarie risposte inedite e coraggiose. Officine Zero, fabbrica occupata a pochi passi dalla Stazione Tiburtina a Roma, rappresenta un prezioso esempio di attivazione diretta di lavoratori, precari e disoccupati, per rilanciare l’economia su nuove basi: la cooperazione, il mutualismo e la sostenibilità ambientale.

    Le Officine ex-RSI (manutenzione dei Treni notte, ex Wagon Lits) sono state occupate inizialmente il 20 febbraio 2012 dagli operai in Cassa integrazione. Il primo giugno 2013, di fronte al fallimento dell’azienda decretato dal Tribunale di Lecco, un’ampia coalizione sociale, che da tempo già sosteneva la vertenza operaia, ha riaperto i cancelli della fabbrica con un progetto di riconversione, per dare nuove prospettive all’occupazione già in atto.

    Il modello in corso di sperimentazione promuove progetti innovativi che beneficiano della cooperazione tra diverse professionalità e mestieri, del contenimento delle spese derivanti dalla condivisione dei costi e dall’offerta integrata di servizi nel rispetto della sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Al centro del progetto di riconversione c’è l’implementazione di un Centro accreditato di uso e preparazione al riutilizzo, dove beni e rifiuti possano conoscere una seconda vita, essere sottoposti a controllo, pulizia e riparazione, e distribuiti nella filiera del mercato dell’usato, in linea con le best practice europee.

    Al fine di ottimizzare il recupero e l’utilizzo di spazi e macchinari, da un lato, ed il valore socio-economico della cooperazione, dall’altro, sono inoltre state attivate: le officine di artigianato, upcycling e prototipazione, uno spazio di coworking per freelance e professionisti atipici, una “camera del lavoro autonomo e precario” con servizi di assistenza legale, fiscale e previdenziale, uno studentato universitario e una mensa popolare.

    Oggi, dopo un anno, Officine zero già si presenta come un grande spazio di produzione condivisa, dove operai, artigiani, freelance e studenti collaborano quotidianamente. La rigenerazione degli spazi è stata possibile grazie alla rimessa in funzione dei macchinari, oggi essenziali per lo svolgimento delle nuove produzioni.

    Entro settembre la curatela fallimentare potrebbe bandire un’asta pubblica per la vendita dell’area e dei macchinari, con il rischio che un’enorme patrimonio venga svenduto, senza alcuna tutela dell’area e del lavoro. Per questo Officine zero ha bisogno di mobilitazione e sostegno immediato da più parti.

    Sostenere Officine zero significa chiedere alle istituzioni (Regione Lazio e Roma Capitale in primis) di dare continuità agli impegni presi fin’ora, tutelando il futuro occupazionale dei lavoratori e favorendo il processo di workers buyout, secondo i principi dell’art. 43 della Costituzione Italiana.

    Sostenere Officine zero in questo momento significa partecipare attivamente alla costruzione di una cassa mutualistica, necessaria a porre le basi della riconversione di un bene comune produttivo e ambientale.

    In Italia e in Europa crescono gli esempi di aziende salvate dal fallimento dai lavoratori stessi e da comunità territoriali, mentre l’economia collaborativa si va sempre più affermando come nuovo paradigma produttivo. Per questo invitiamo a sottoscrivere l’appello e a sostenere Officine Zero, in questa sfida difficile, ma decisiva e affascinante per tutti noi.

    Primi firmatari:

    • Bruno Amoroso (Docente di Economia Internazionale - Università di Roskilde, Danimarca)
    • Andrés Asiaín (Economista, Centro di Studi economici e sociali Scalabrini Ortíz, Buenos Aires, Argentina)
    • María Inés Fernández Álvarez (Docente di Scienze Antropologiche, Università di Buenos Aires, Argentina)
    • Dario Azzellini (Docente J. Kepler University Linz, Austria)
    • Andrea Baranes (Presidente della Fondazione Culturale Responsabilità Etica, Banca Etica, campagna Sbilanciamoci!)
    • Aldo Barbini (Rete Onu, Cooperativa Mattaranetta, Verona)
    • José Goitía Bermúdez (Cumaná, Repubblica Bolivariana del Venezuela)
    • Piero Bernocchi (Cobas)
    • Lapo Berti (Presidente Ass. Cultura della Qualità, Lib21)
    • Sergio Bologna (Storico del movimento operaio, sociologo del lavoro, membro di ACTA)
    • Maria Borgese (Ballerina)
    • Alessandro Brunetti (Avvocato del lavoro)
    • José Ignacio Cabañas Magán (Segretario Generale del sindacato Solidariedad Obrera, Spagna)
    • Ilenia Caleo (Attrice, Teatro Valle Bene Comune)
    • Gianluca Carmosino (Giornalista, comune-info)
    • Antonella Carrano (Dottoranda Ingegneria, Università La Sapienza)
    • Luca Casarini (Freelance, Cowork Re Federico Palermo)
    • Alberto Castagnola (Economista)
    • Maurizio Cavalieri (Presidente Associazione operatori del mercato di Porta Portese)
    • Carlo Cellamare (Docente di Urbanistica - Facoltà di Ingegneria, Università La Sapienza)
    • José Luis Carretero Miramar (presidente ICEA, Instituto di Scienze economiche e dell’ autogestiione, Spagna)
    • Cinzia Cimini (Commercialista, Mag Roma)
    • Gino Clemente (Autore, regista)
    • Roberto Ciccarelli (Giornalista, Il Manifesto)
    • Vittorio Comito (Economista, Campagna Sbilanciamoci!)
    • Cooperativa Vio.Me (Fabbrica autogestita Salonicco, Grecia)
    • Cooperativa Hotel BAUEN (Buenos Aires, Argentina)
    • Giorgio Cremaschi (Il sindacato è un'altra cosa - Cgil)
    • Nazario Dal Poz (Fotografo, photoeditor)
    • Daniele De Michele (Don Pasta, dj gastrofilosofo)
    • Michele De Palma (Fiom-Cgil)
    • Maria Rosaria Di Martino (Mag Verona)
    • Monica Di Sisto (Giornalista, Fairwatch)
    • Marica Di Pierri (Associazione A Sud)
    • Ethan Earle (Rosa Luxemburg Stiftung, New York Office, USA)
    • Flavio Chedid Enriques (Università di Rio de Janeiro, Brasile)
    • Manuel Fernández (Solidaridad Obrera, Spagna)
    • Paolo Ferraresi (Rreuse)
    • Daniela Festa (Giurista)
    • Elio Germano (Attore)
    • Federica Giardini (Università Roma3)
    • José G. Giavedoni (Docente Facoltà di Scienze Politiche, UNR, Argentina)
    • Marco Augusto Gómez Solórzano (Università Autonoma M-Xochimilco, Messico)
    • Laura Greco (Associaizone A Sud)
    • Raffaele Grasso (Viticoltore)
    • Carlo Guglielmi (Avvocato del lavoro, Forum Diritti-Lavoro)
    • Jorge Gurbanov (Cattedra libera sulle fabbriche recuperate, UNLP - Università Nazionale di La Plata, Argentina)
    • Augusto Illuminati (Università di Urbino)
    • Augusto Lacala (Presidente Rete Onu, Vice Direttore Associazione Bidonville, Napoli)
    • Pier Paolo Leonardi (Segretario nazionale Usb)
    • Valeria Leonardi (Presidente associazione CLAP - Camere del lavoro autonomo e precario)
    • Michal Len (Direttore Rreuse)
    • Massimo Lettieri (Fabbrica recuperata Ri-Maflow, Milano)
    • Pietro Luppi (Centro di ricerca Occhio del Riciclone, Direttore Scientifico Rete Onu)
    • Gigi Malabarba (Fabbrica recuperata Ri-Maflow, Milano)
    • Rossella Marchini (Architetto, urbanista)
    • Sergio Marioni (Centro Culturale La Toma, Rosario, Argentina)
    • Carlos E. Martinez (Università Nazionale di Cordoba, Argentina)
    • Maria Grazia Marella (Giurista, docente Università di Perugia)
    • Claudio Marrucci (Poeta)
    • Ugo Mattei (Giurista, docente Università di California, Hastings e Torino)
    • Roberto Mendoza (Docente Università di Paraíba, Brasile)
    • Pedro Miranda (Università di Rio de Janeiro, Brasile)
    • Grazia Naletto (Presidente Lunaria, campagna Sbilanciamoci!)
    • Eduardo Olivera (Cooperativa di lavoro “Artes Grafica El Sol” Rete delle cooperative tipografiche, Buenos Aires, Argentina)
    • Celia Pacheco Reyes (Direttrice dipartimento di Relazioni Sociali UAM-X, Messico)
    • Pier Luigi Panici (Avvocato del lavoro)
    • Enrico Parisio (Grafico, Cowork Millepiani, Roma)
    • Monica Pepe (Giornalista, Zeroviolenza.it)
    • Fabián Pierucci (Gruppo Alavío e Ágora TV, Buenos Aires, Argentina)
    • Franco Piperno (Docente Università di Cosenza)
    • Barbara Pettine (Il sindacato è un'altra cosa - Cgil)
    • Piergiorgio Oliveti (Direttore Città Slow International)
    • Ramon Rodrigues Ramalho (Docente Università di Paraíba, Brasile)
    • Elio Romano (Comitato Tiburtina per uso pubblico delle caserme)
    • Paolo Romano (Attore)
    • Paola Ronzoni (Presidente Sez. ANPI Casalbertone)
    • Andres Ruggeri (Direttore del Programma di ricerca Facultad Abierta, Università di Buenos Aires, Argentina)
    • Giuliano Santoro (Giornalista)
    • Roberto Scacchi (Direttore regionale Legambiente Lazio)
    • Enzo Scandurra (Docente di Urbanistica - Facoltà di Ingegneria, Università La Sapienza)
    • Paula Carolina Serpe (Dipartimento di Scienze Antropologiche, UBA – Università di Buenos Aires, Argentina)
    • Anna Simone (Ricercatrice Sociologia del diritto - Università Roma3)
    • Marina Sitrin (City University di New York, USA)
    • Antonello Sotgia (Architetto)
    • Vincenzo Tersigni (Fotografo, Agenzia Eidon)
    • Claudio Tognonato (Docente Scienze della Formazione, Università Roma3)
    • Marta Tommezzoli (Mag Verona)
    • Jesús Torres Nuño (Tradoc - Fabbrica recuperata, Guadalajara, Messico)
    • Riccardo Troisi (Comune-info)
    • Mattea Vanini (Mag Varese)
    • Antonio Veneziani (Poeta)
    • Enrico Veronese (Mag Verona)
    • Guido Viale (Economista)
    • Marcelo Vieta (Università di Toronto, Canada)
    • Paolo Virno (Docente Università di Cosenza)
    • Wu Ming (Collettivo di scrittori)
    • Zerocalcare (Fumettista)
    • Tiziana Zangani (Mag Varese)
    • Alberto Zoratti (Municipio dei Beni Comuni, Fairwatch)

    Per adesioni e informazioni:

    oz.segreteria@gmail.com

    info@ozofficinezero.org


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    Blitz dei carabinieri sulle spiagge di Torvajanica. In particolare, sono finiti in manette due cittadini marocchini di 23 e 31 anni, arrestati a Torvajanica, nell’arenile della spiaggia libera tra “Campo Ascolano” e “Capocotta”, mentre stavano cedendo alcune dosi di marijuana  ad un giovane acquirente in cambio di uno smartphone. Nel frangente sono stati sequestrati 20 grammi di marijuana e 30 di hashish.

    Nella stessa spiaggia libera, poco prima, altri due cittadini marocchini di 24 e 30 anni, entrambi con precedenti, sono stati bloccati dai carabinieri mentre stavano tentando di smerciare ben 450 grammi di marijuana e 60 grammi di hashish. Gli astuti spacciatori avevano nascosto la maggior parte della droga, bilancini di precisione e materiale per il confezionamento delle dosi sotto la sabbia.

    Sempre a Torvajanica i militari hanno arrestato un uomo di 53 anni del posto, con precedenti, con l’accusa di produzione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il pusher, durante uno specifico servizi di osservazione e pedinamento, è stato sorpreso nella sua abitazione con 8 vasi con piante di marijuana, materiale per la sua coltivazione e oltre 400 gr. di marijuana già essiccata e pronta per essere venduta in strada


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    Una manifestazione "per dire no all'apertura dei centri di accoglienza per migranti nelle periferie della Capitale". Dopo la parata elettorale dello scorso maggio per le strade di Ponte di Nona, che aveva radunato poche decine di persone, scende nuovamente in piazza lo "sgangherato" fronte anti immigrati cittadino, che riunisce attorno a Casapound alcuni comitati di quartiere come il Caop di Ponte di Nona, da tempo in prima fila contro i roghi tossici provenienti dal campo nomadi di Salone,  e il comitato di Settecamini, che negli scorsi mesi ha protestato duramente per impedire l'apertura del centro d'accoglienza di largo Davanzati.

    GLI SLOGAN - "Alcuni italiani non si arrendono", "Marino-Cutini-Sciascia prima gli italiani" e "Settecamini: Difendiamo il nostro quartiere" insieme a palloncini bianchi con la scritta: «Adesso basta!». Sono questi alcuni degli slogan del corteo, partito  da piazza dell'Esquilino e che si concluderà in piazza Madonna di Loreto. Alla manifestazione partecipano anche l'eurodeputato della Lega, Mario Borghezio, e il capogruppo capitolino di Fratelli d'Italia, Fabrizio Ghera.  "Sono qui per sostenere tutti i cittadini che vogliono reagire all'invasione degli immigrati in questa città - le parole di Borghezio -  perché Roma merita di essere difesa.  Sono pronto ad appoggiare le posizioni degli organizzatori di questa manifestazione e a fine luglio - ha aggiunto Borghezio - resterò a Roma per visitare uno per uno tutti i quartieri coinvolti da questo problema promuovendo anche dei comitati di resistenza".

    PD: CORTEO XENOFOBO - L'iniziativa che si svolge in uno dei quartieri più multietnici della città ha già fatto nascere diverse polemiche, in particolare da parte del centrosinistra che già ieri l'aveva definita "una provocazione" e una "speculazione sul tema della sicurezza". Per il capogruppo capitolino Sel, Gianluca Peciola, la marcia che unisce Borghezio a Casapound "rappresenta una vera e propria provocazione nei confronti della città e dei suoi cittadini". mentre per il capogruppo Pd, Francesco D'Asusilio, "non si può accettare che un corteo organizzato con motivazioni xenofobe e basate sull'intolleranza sfili per le vie della Capitale". 


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    La Capitale si prepara per godersi la finale dei Mondiali di calcio, che si giocherà allo stadio Maracanà di Rio de Janeiro alle 21. Roma Capitale ha predisposto l’installazione di un maxi schermo in piazza Madonna di Loreto, nei pressi di piazza Venezia. Schermo già stato utilizzato nelle strade di Roma in occasione della canonizzazione di Papa Giovanni XXIII e Papa Giovanni Paolo II. Per l’occasione via dei Fori Imperiali sarà chiusa al traffico, e fino al termine della partita i bus cambieranno percorso.

    La comunità argentina che vive a Roma si è data appuntamento all'Ufficio culturale dell'Ambasciata in via Veneto, e all'aperto con maxischermi allestiti davanti all'Ambasciata in piazza dell'Esquilino. Mentre almeno 50 tedeschi saranno ospitati negli uffici della loro Ambasciata tedesca, in via San Martino della Battaglia.

    Maxi schermi anche al Roma Vintage all'ex aeroporto di Centocelle e al Circolo degli Artisti, via Casilina Vecchia. Così come alla Città dell'Altra Economia nell'ex Mattatoio di Testaccio e a San Lorenzo con un maxischermo in piazzale del Verano, nel Groove Park.


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    Scontro mortale su via Ostiense. Un uomo di 51 anni è morto dopo che la moto sulla quale viaggiava si è scontrata con un'auto. È successo stamani verso le 5 all'altezza di Malafede. Sul posto i vigili urbani che stanno accertando la dinamica dell'incidente. Chiusa al traffico via Ostiense da Malafede fino a via Fiumalbo.


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    Un uomo è morto dopo essere stato travolto da un treno della Roma-Fiumicino in transito all'altezza della stazione di Villa Bonelli. È accaduto intorno alle 7.30. Sul posto vigili del fuoco e agenti della polizia ferroviaria. Non si esclude che l'uomo stesse attraversando i binari quando è stato investito dal convoglio.

    La circolazione è stata interrotta, dalle 7.36, fra Roma Ostiense e Fiumicino Aeroporto. I treni da e per l'aeroporto, "Leonardo Express e Regionali - si legge in una nota - sono stati deviati sul percorso alternativo via Maccarese, con un allungamento dei tempi di viaggio di circa 60 minuti. Istituiti anche bus sostitutivi fra Roma Ostiense e Fiumicino Aeroporto. La circolazione potrà tornare regolare terminati i rilievi dell'autorità giudiziaria".


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    "Il Consiglio di Stato ha deciso, all'esito dell'udienza pubblica dell'8 luglio e con sentenza depositata oggi, la questione dell'appalto pubblico relativo ai lavori di restauro del Colosseo". Così in una nota il Segretariato Generale della Giustizia Amministrativa. "Le opere di restauro sono state finanziate, con un contratto di sponsorizzazione per un importo di venticinque milioni di euro, dal Gruppo Tod's di Diego Della Valle", prosegue la nota.

    "All'esito di un contenzioso tra le due imprese (Gherardi e Lucci) che hanno partecipato alla gara, gestita dalla Soprintendenza per i beni archeologici di Roma, il Consiglio di Stato ha ritenuto che i lavori, già iniziati dall'impresa Gherardi, possono proseguire - si legge nel comunicato - Il Consiglio di Stato ha, infatti, confermato la sentenza del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, impugnata dalla Lucci e non anche dal Ministero per i beni e le attività culturali, e ha ritenuto che la Lucci non avesse dimostrato, mediante idonea certificazione, il possesso dell'effettiva capacità tecnica di progettazione richiesta dalla legge ai fini del restauro. La valutazione rigorosa di questo requisito è imposta, si afferma nella sentenza, dalla particolare importanza di un appalto avente ad oggetto un monumento di unica rilevanza storica risalente al primo secolo dopo Cristo".


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