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    Trentasei manoscritti (romanzi e novelle), migliaia di stampe fotografiche di lettere, centinaia di lettere autografe, bozze, disegni e appunti, e decine di scatole contenenti microfilm con le riproduzioni di lettere e manoscritti, sono stati sequestrati a Roma e Pavia dai Carabinieri del Reparto Operativo Tutela Patrimonio Culturale, nel contesto di un’indagine volta a scongiurare la dispersione di una consistente parte della produzione letteraria di Giovanni Verga, appartenente al c.d. Fondo Verghiano.
     

    L'INDAGINE - L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal sostituto Laura Condemi della Procura della Repubblica di Roma, è iniziata nel 2012 ed è culminata nel sequestro che ha definitivamente concluso un’annosa vicenda che si protraeva ormai da ben 80 anni, iniziata con la consegna negli anni ‘30, da parte di Giovanni Verga Patriarca (figlio dello scrittore), di manoscritti verghiani ad uno studioso di Barcellona Pozzo di Gotto (ME).

    LA VICENDA - Vani si sono rivelati negli anni successivi sia i tentativi del Verga Patriarca di rientrare in possesso dei suoi beni, trattenuti dallo studioso che si opponeva strenuamente alla loro restituzione, sia le interrogazioni parlamentari succedutesi per 20 anni (dal 1957 al 1977) che avevano ad oggetto l’esproprio per ragioni di pubblica utilità del materiale trattenuto dallo studioso, considerato di altissimo valore per il patrimonio culturale nazionale, sia delle varie Soprintendenze competenti. Nel 1975, dopo varie azioni legali, Pietro Verga (figlio di Giovanni Verga Patriarca) ottenne dal Tribunale di Catania una sentenza che gli attribuiva il possesso legale di tutti i manoscritti del nonno, sia quelli formalmente notificati sia la parte più consistente non potuta notificare a causa del rifiuto dello studioso, nel tempo, di consentire l’esatto inventario dei beni affidatigli per ragioni di studio. Nel 1978, Pietro Verga, ancora prima di entrarne in possesso, offrì in vendita al Comune di Catania l’intero corpo delle carte Verga, incluse le opere non ancora notificate. Il Comune investì della questione la Regione Sicilia, che accettò l’offerta di vendita di tutto il fondo ma di fatto entrò in possesso soltanto di una piccola parte pagando la somma di 89 milioni di Lire. Da allora, il Comune di Catania e gli eredi Verga proseguivano costantemente ad impegnarsi al fine di ottenere la restituzione dei beni dalla figlia dello studioso (nel frattempo deceduto).

    LA SVOLTA - La vicenda aveva avuto un improvviso impulso allorquando la Soprintendenza ai Beni Librai della Regione Lombardia individuava un Fondo verghiano posto in vendita presso una casa d’aste proprio dalla figlia dello studioso. Pertanto, constatatone il pregio e la rarità, avviava il procedimento di dichiarazione di interesse culturale disponendo contemporaneamente, accertato il precario stato di conservazione delle carte, lo spostamento e il deposito temporaneo del Fondo Verga presso il Centro di ricerca del Fondo manoscritti dell’Università di Pavia (ove è tuttora custodito dopo il successivo sequestro penale operato dai Carabinieri del TPC).

    IL SEQUESTRO - Le attività di perquisizione disposte dalla Procura della Repubblica di Roma si concludevano con il rinvenimento e sequestro sia di un ingente quantitativo di manoscritti e documenti dello scrittore che di 16 oggetti archeologici integri, epoca V-II Sec. a.C., di buona fattura, fra cui skyphos, lekythos, kylix ed oinochoe a figure rosse provenienti da scavo clandestino. L’erede dello studioso messinese, la 76enne romana A.P., veniva deferita in stato di libertà per i reati di ricettazione ed appropriazione indebita. Il valore dei beni recuperati, di elevato valore storico e culturale, ammonta complessivamente a circa 4 milioni di euro. Le attività investigative proseguono al fine di verificare l’esatta consistenza del fondo ed il suo completo recupero. 


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    Avevano trasferito la loro residenza anagrafica nel Principato di Monaco ma, in realtà, continuavano a vivere e a lavorare in Italia. Dieci persone, tra imprenditori, artisti e professionisti anche del mondo dello spettacolo, hanno così occultato al Fisco, negli ultimi cinque anni, redditi per oltre 17 milioni di euro, oltre ad evadere l’IVA per 1,6 milioni di euro.

    LA TRUFFA - Sebbene fossero iscritte all’Anagrafe dei cittadini italiani residenti all’estero (A.I.R.E.), hanno di fatto mantenuto in Italia il centro di imputazione dei propri affari e interessi, patrimoniali, economici e familiari. Dall’analisi delle singole posizioni economico-patrimoniali, le Fiamme Gialle del Nucleo Polizia Tributaria hanno infatti accertato che i dieci falsi monegaschi avevano stabilito in Italia la propria famiglia, vi mantenevano la disponibilità di beni immobili e mobili, vi sostenevano consistenti spese e vi esercitavano lucrose attività di impresa e di lavoro autonomo servendosi, a volte, anche di società intestate a prestanome, per schermarsi da ogni controllo.

    GLI ACCERTAMENTI - Gli accertamenti presso banche, uffici postali e intermediari finanziari, svolti dopo averne riscontrata l’effettiva e continuativa presenza nel Territorio Nazionale, hanno permesso di individuare, inoltre, numerosi conti correnti e rapporti finanziari intestati a parenti, amici e conoscenti ovvero a società di comodo, sui quali confluivano i compensi “in nero” derivanti dalle attività imprenditoriali, artistiche e professionali svolte.Tre persone tra le dieci smascherate dovranno anche vedersela con la Magistratura, per aver superato le soglie di punibilità previste dalla normativa penale tributaria per il reato di omessa presentazione della dichiarazione dei redditi. 


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    Per un brasiliano che se ne va, un uruguiano che arriva: si chiama Gonzalo Bueno, vent’anni, attaccante del Nacional di Montevideo. rivelazione del mondiale under 20. Soprannominato “El Zorrito” è un attaccante veloce, rapido e soprattutto gioca a sinistra, proprio come voleva Rudi Garcia. Con passaporto comunitario, la Roma gli ha messo gli occhi addosso superando la concorrenza di numerosi club importanti come Inter, Fiorentina e Napoli. 

    Con 26 presenze e otto gol nell'ultima stagione, l’uruguaiano potrebbe arrivare a Roma in prestito oneroso (1,5milioni di euro) con diritto di riscatto (fissato a 6,5 milioni) fino al 2014. La prima richiesta di Garcia per quel ruolo è e rimane  l’ivoriano Gervinho (l’Arsenal vuole 8 milioni la Roma ne ha offerti 6) ma una cosa non esclude l’altra. 


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    La commissione Trasporti della Camera dei deputati ha approvato un emendamento che, fissando i termini per l'avvio del pre-esercizio della metro C di Roma e la presentazione del progetto della nuova stazione Venezia al 15 dicembre, sblocca 300 milioni stanziati del Cipe per la tratta Colosseo-Venezia.

    La notizia è stata riferita dall'assessore ai Trasporti e alla Mobilità di Roma, Guido Improta, a margine della cerimonia al deposito Atac in ricordo dei dipendenti caduti durante i bombardamenti. "Un segnale importante sia nel metodo, per la collaborazione tra le istituzioni, sia nel merito, - ha aggiunto Improta - perché la metro C risponde alle esigenze dei cittadini. Lunedì ci sarà il voto in Aula e poi si passerà al Senato, chi ben comincia è a metà dell'opera".

    "Con l'approvazione del mio emendamento, sottoscritto anche dalla collega del Pdl Saltamartini, sulla Metro C di Roma abbiamo messo definitivamente al riparo i fondi per la tratta Colosseo-Piazza Venezia che erano inizialmente vincolati all'avvio dell'esercizio sulla tratta Pantano-Centocelle entro ottobre" afferma in una nota il deputato Pd e Presidente della Commissione Trasporti della Camera, Michele Meta. "Si tratta di un risultato importante per cui abbiamo lavorato nell'interessa della Capitale - ha aggiunto Meta - ora non resta che attendere l'approvazione definitiva in Aula ed il passaggio al Senato che mi auguro avvenga velocemente".


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    Sono in corso nella Chiesa degli Artisti di piazza del Popolo i funerali di Vincenzo Cerami. Tra gli altri, per l'ultimo saluto al maestro del cinema italiano, sono presenti i registi Ettore Scola, Marco Bellocchio ed Antonio Albanese, Ermete Realacci, Nicola Piovani, l'ex sindaco Walter Veltroni, Roberto Benigni, che insieme al maestro ha firmato il film "La vita è bella" e il sindaco Ignazio Marino. Chiesa piena anche di familiari e amici.

    Vincenzo Cerami "è stato un uomo straordinario che ha dato moltissimo alla cultura del nostro Paese - ha dichiarato Marino - La sua scomparsa è una perdita grande per l'Italia e per la cultura, per questo sono qui a commemorare la memoria di Cerami nel momento dell'estremo saluto". "Senza di lui non avrei nemmeno potuto iniziare a solfeggiare la musica della vita - ha commentato Benigni - Gli devo tutto. Oggi c'è un poeta in meno nel mondo, una cosa che ci rende tutti più tristi. Cerami mi ha preso per mano, abbiamo camminato insieme, gli sono grato".


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    Incidente mortale sulla via Cassia all'altezza del Gra. Si tratta, a quanto si è appreso, di uno scontro frontale tra due autovetture. Rallentamenti per la mobilità e per le linee bus 021-201-223-301 in forte ritardo.


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    Un grosso albero è caduto a causa del maltempo sul Ponte delle Valli in zona Conca d'Oro precipitando su un'auto in sosta. Nessun ferito ma grossi disagi per la circolazione. L'albero infatti occupa infatti entrambe le corsie di marcia e la strada pertanto risulta bloccata. Sul posto la polizia municipale.

    E sempre per la caduta di un albero è stata sospesa la circolazione sulla ferrovia nei pressi di Fara Sabina dalle 14.45 alle 16.00. La mobilità è stata garantita da un servizio con autobus sostitutivi fra Monterotondo e Poggio Mirteto. Gli effetti: limitazioni di percorso per 8 regionali e ritardi tra 15 e 60 minuti per 10 convogli. Intorno alle 16.45 Ferrovie dello Stato Italiane Spa fa sapere che "La circolazione sta gradualmente tornando alla normalità".


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    Nella tarda mattinata odierna è stata recapitata una busta sospetta presso l'ufficio posta della Questura di Roma. Il controllo "rapiscan" ha evidenziato un strano oggetto all'interno. Immediatamente allertati gli artificieri, che dopo i dovuti accertamenti, hanno aperto la busta che conteneva solo due telefoni cellulari collegati tra loro. La busta indirizzata alla Questura di Roma è stata spedita da Ferentino (FR) con mittente il nome di una donna.

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    L'allarme è poi rientrato, secondo quanto riportato nella pagina Facebook degli uffici di via San Vitale. All'interno due telefoni cellulari e dei guanti in lattice. Materiale innocuo secondo gli artificieri A quanto si è appreso, il mittente del plico è una donna già nota alle forze dell'ordine, in quanto con precedenti.


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    Fiamme nei pressi di Ponte Marconi, in alcune baracche usate come canile. L'incendio è divampato tra le sterpaglie. Nove cani sono morti e una donna di 62 anni, che accudiva gli animali randagi, è rimasta ustionata ad un braccio. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco con due squadre e il XV gruppo della polizia municipale.


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    L'amministrazione del Lazio inizia il processo di commissariamento degli Enti regionali. Il piano, al vaglio della giunta Zingaretti, prevede infatti il commissariamento, "la presa in carico", di alcune strutture. Dopo Laziodisu, primo passo della riforma della governance avviata da via Cristoforo Colombo, secondo quanto si apprende da fonti regionali, a finire sotto commissariamento saranno, inizialmente, gli Enti Parco e si sta procedendo verso la definizione per le Ater. Le novità, saranno presentate all'inizio della settimana prossima, verosimilmente tra martedì e mercoledì. 

    "NON OLTRE IL 30 SETTEMBRE 2014" - Nella delibera approvata dalla giunta Zingaretti, che stabilisce il commissariamento degli Enti parco, si legge che per "assicurare la continuità gestionale e amministrativa degli enti gestori delle aree naturali protette e, dall’altro, consentire il riordino delle enti stessi così come previsto dall’ultimo intervento legislativo regionale sopra citato", il provvedimento è stato "ritenuto, conseguentemente, necessario, nelle more della riforma della normativa regionale concernente il sistema di gestione delle aree naturali protette... fino alla nomina dei nuovi organi di amministrazione secondo quanto previsto nell’ambito della riforma stessa e nell’articolo 55, comma 3, dello Statuto regionale e, comunque, non oltre il 30 settembre 2014".

    LA NOMINA DEI COMMISSARI - Sempre secondo quanto riportato dal documento, alla "nomina dei commissari straordinari si provvederà, con successivi decreti del presidente della Regione, tra soggetti che risulteranno in possesso dei requisiti di qualificazione ed esperienza richiesti per lo svolgimento dell’incarico, ai sensi della normativa vigente". "I commissari straordinari resteranno in carica fino alla data di insediamento dei nuovi organi di amministrazione, secondo quanto previsto in sede di riordino della relativa normativa e dall’articolo 55, comma 3, dello Statuto della Regione e, comunque non oltre il 30 settembre 2014". 

    I PARCHI - Gli enti regionali di diritto pubblico gestori di aree naturali protette regionali sono il parco naturale regionale dei Monti Simbruini, dei Monti Lucretili, dei Castelli Romani, dell’Appia Antica, la riserva naturale Monte Navegna e Monte Cervia, il parco regionale Riviera di Ulisse. Ed ancora, l'Ente Regionale Roma Natura, il parco naturale di Veio, dei Monti Aurunci, la riserva naturale regionale Nazzano-Tevere Farfa, il parco naturale regionale di Bracciano-Martignano, dei Monti Ausoni e Lago di Fondi e l'ente Monti Cimini – riserva naturale Lago di Vico. 

    L'ATER - Per quanto riguarda l'Ater, il cui Consiglio di amministrazione è decaduto secondo i termini stabiliti per legge il 23 giugno. Da qui la necessità di provvedere alla nomina di nuovo Cda o procede al commissariamento. Il direttore generale di Ater, invece secondo quanto riferito da fonti interne all'Azienda, resterebbe in carica fino alla scadenza del contratto, salvo diversa decisione del commissario o del nuovo Cda. 


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    Modello casa salute e ticket sanitario. Questi i due punti essenziali nella riforma della salute che vuole attuare Zingaretti.  "Oggi abbiamo avviato un importante tavolo di concertazione con tutte le forze sindacali, associative e cooperative per iniziare a costruire il modello delle case della salute e della sanità di territorio nella nostra Regione.

    ZINGARETTI - L'obiettivo è arrivare ad un decreto a settembre per avviare la fase della sperimentazione e partire con la sanità di territorio". Lo ha detto il presidente Zingaretti a margine di un'iniziativa in Regione. "E' un altro pilastro del nuovo modello di difesa del diritto alla salute che non taglia più ma trasforma la sanità del Lazio. Lo avevamo detto in campagna elettorale - ha sottolineato - e il confronto di oggi dimostra che andiamo avanti per innovare".

    Quante saranno? Il numero sarà "figlio della concertazione - ha precisato il governatore -. Nel decreto di settembre ci saranno tutti i dati che oltre al modello indicheranno i luoghi dove si farà la sperimentazione". "Le case della salute sono una di quelle forme che contribuirà ad offrire un'alternativa al pronto soccorso che oggi purtroppo è l'unica struttura di sanità presente sui territori. La tragedia del Lazio - ha concluso - non è stata solo la chiusura degli ospedali, ma il fatto che sono rimasti solo gli ospedali".

    STOP TICKET - E poi prevede l'abolizione dei ticket nel 2014. “Il Lazio arriverà pronto: accanto agli ospedali ci sarà sanità di territorio, integrazione socio-sanitaria, assistenza domiciliare, prevenzione, per cambiare il modello di difesa della salute. Era un impegno che avevamo preso, stiamo andando avanti", ha continuato Zingaretti.

    PROGETTO 'TEMPO' - Zingaretti poi ha presentato il progetto “Tempo”. Cinque vetture, per il momento, per affrontare i casi d'infarto in maniera molto più veloce. “Ci siamo impegnati entro settembre 2014 affinché tutti i 183 mezzi Ares siano dotati di questa apparecchiatura", ha detto il presidente intervenendo alla presentazione del progetto per il trattamento della emergenza miocardio-ischemica. Per il governatore "è un salto di qualità enorme nell'assistenza perché riduce di circa 38 minuti il primo intervento orientando meglio le cure. Prima invece solo arrivati a un pronto soccorso geograficamente più' vicina iniziava una trafila di circa 40 minuti che per un attacco cardiaco sono fondamentali per salvare la vita del paziente".


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    Settecento contratti in scadenza e da rinnovare all’Umberto I. E’ l’allarme lanciato da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl. “I sindacati denunciano – si legge in una nota – la grave situazione del policlinico Umberto I che, alla data odierna, nonostante l’accordo raggiunto in sede regionale il 19 dello scorso mese che porterà alla nuova regolamentazione finalizzata alla soluzione dell’annosa questione dei servizi esternalizzati diretti alla assistenza alla persona, vede ancora la direzione generale della azienda restia alla proroga dei contratti in essere e in scadenza il 31 luglio”.  La proroga riguarda circa 700 lavoratori che da oltre 10 anni sono impegnati nella assistenza diretta ai cittadini e senza i quali verrebbe bloccata l’intera attività assistenziale del Policlinico con gravissime ripercussioni sui Lea.

    “Nel caso in cui nel corso del prossimo incontro previsto per il giorno 23 pv. non si dovesse trovare soluzione alla proroga dei contratti dei lavoratori, Cgil Cisl e Uil metteranno in campo tutte le iniziative di lotta a tutela dell’occupazione e degli interessi degli utenti", concludono i sindacati.


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    Nell'area archeologica di via Petroselli - area sacra di Sant'Omobono - è stata ritrovata una porzione di un basamento di un Tempio di età regia del VI sec. a. C. Il ritrovamento è avvenuto in seguito agli scavi coordinati dalla Sovrintendenza comunale in coordinamento con gli archeologi delle università della Calabria e del Michigan.

    Il basamento riportato alla luce appartiene al tempio meglio conosciuto come quello di Servio Tullio ed è considerato dagli esperti della Sovrintendenza uno dei reperti più antichi della Capitale. Nella stessa area sorgono anche i resti del tempio della Fortuna e del tempio di Mater Matuta. La porzione di muro è stata ritrovata nell'ambito di lavori archeologici iniziati circa 4 anni fa. Gli scavi, condotti per 5 metri al di sotto di un livellamento esistente, sono avvenuti in condizioni difficoltose a causa di una falda presente nell'area archeologica che ha costretto gli archeologi a scavare nel fango.

    Il tempio, un'opera a blocchi squadrati in stile etrusco-italico, doveva essere probabilmente decorata con rilievi. Il materiale ritrovato sarà ora catalogato dalla Sovrintendenza che effettuerà un lavoro di recupero della stratigrafia completa. "Questo importantissimo ritrovamento - ha commentato l'assessore capitolino alla Cultura Flavia Barca - è un'occasione che ci ricorda l'enorme ricchezza archeologica di questa città e il lavoro prezioso degli archeologi".


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    Nel giorno del "sì", con una delibera di giunta, all’amministratore unico per le società municipalizzate arrivano le dimissioni di due membri, Roberto Massaccesi e Giovanni Serra, su quattro del consiglio di amministrazione dell’Atac (nella mattinata di ieri c'era stato anche l'annuncio delle dimissioni dell'ad Diacetti). Proprio mentre dal Campidoglio, il sindaco Marino annuncia la soluzione dell’uomo solo al comando per le partecipate del Comune. Ma nella riunione di ieri pomeriggio si è studiato anche il piano B: un cda con al massimo cinque consiglieri. Per l’ambizioso obiettivo di migliorare i servizi e tagliare i costi. Sullo sfondo le parole di Gianluca Peciola, capogruppo di Sel in aula Giulio Cesare, che teme “la gestione attraverso un organo monocratico” e chiede che torni tutto in mano pubblica.

    MARINO - Il primo cittadino punta a “cambiare la governance delle municipalizzate”. Il provvedimento approvato, promette l’inquilino di palazzo Senatorio, “sarà immediatamente trasmesso all'assemblea capitolina”. Il cavallo di battaglia, in campagna elettorale, era il manager unico. Le resistenze dei partiti costringono a pensare da subito alla soluzione alternativa. “Nel caso si decidesse per il consiglio di amministrazione – spiega Marino -, per un’azienda municipalizzata che provvede a servizi come Zétema, il cda dovrà essere limitato a tre membri”.

    LA DELIBERA - Dieta più soft “nel caso di aziende con missione più ampia – aggiunge il sindaco -. Atac, ad esempio, potrà avere fino a cinque membri”. Servizi e costi sono invece le parole d’ordine imposte dal primo cittadino. La delibera propone la modifica degli statuti delle società in house di servizi pubblici locali e di quelle affidatarie di servizi strumentali costituite in forma di spa e srl. Mentre ogni contratto di finanziamento superiore ai dodici mesi dovrà passare l’esame dell’assemblea. L’entrata in vigore delle nuove regole parte dal prossimo rinnovo dei vertici.

    L’amministratore unico ricoprirà la funzione di presidente e ad della società. Marino promette “scelte sul merito e sulle competenze”. Da oggi ci saranno anche “audit regolari e periodici sull'attività delle municipalizzate per verificare gli obiettivi raggiunti”, dichiara il primo cittadino. Che chiarisce il caso Acea: “Il provvedimento non avrà effetti perché si tratta di un’azienda quotata in borsa, che deve rispondere alle regole del mercato”.

    L’ASSESSORE - Nessuna stima dei risparmi. L’assessora al Bilancio, il magistrato della Corte dei conti Daniela Morgante, è in Parlamento per un’audizione sullo stato delle casse del Campidoglio. Lo rivela lo stesso Marino che subito dopo, dai microfoni di Radio Radio, assicura che le tasse non saranno aumentate. La questione municipalizzate però è vista in maniera diversa da Sel. Che già aveva criticato le linee programmatiche del sindaco per la scelta dell’ad unico. Marino ribadisce la volontà di condividere tutte le scelte: “L’aula può emendarla”.

    CDA ATAC - Mentre il sindaco spiega la delibera della sua squadra di governo, decade il cda di Atac. Dei quattro consiglieri rimasti in due fanno un passo indietro: Roberto Massaccesi e Giovanni Serra. Mentre Patrizia Del Vecchio, moglie dell'ex vice capo di gabinetto di Gianni Alemanno, Giammario Nardi, aveva rimesso il mandato dopo lo stop alla sua nomina, firmato dal primo cittadino. Lo scioglimento del consiglio di amministrazione avviene lo stesso giorno in cui l’amministratore delegato di Atac, Roberto Diacetti, ha detto di “aver rimesso il mandato nelle mani del sindaco per una rinnovata fiducia o un avvicendamento in tempi brevi”.

    L'EX SINDACO - Gianni Alemanno punta il dito contro il suo successore, parla di “spoil  system” e ricorda di aver avviato “il ricambio dei vertici delle società di trasporto pubblico è avvenuto dopo quasi un anno dall’insediamento della mia giunta”. Al capogruppo di CittadiniXRoma risponde il suo omologo del Pd. Francesco D’Ausilio prova a “tranquillizzare Alemanno perché sulle municipalizzate non ci sarà nessuno spoil system derivante da odio ideologico”. “La scelta dei vertici  - aggiunge - avverrà sulla base delle specifiche competenze”.


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    Oltre 2.100 confezioni di un farmaco antitumorale e di un preparato stimolante sono state intercettati e sequestrati all’aeroporto di Fiumicino dai finanzieri del comando provinciale di Roma, con la collaborazione del personale del Servizio di vigilanza antifrode dell’Agenzia delle dogane.

    Dopo un’accurata analisi delle liste dei passeggeri in arrivo dall’Egitto, l’attenzione delle Fiamme gialle del Gruppo di Fiumicino si è soffermata su un cittadino serbo in arrivo nella Capitale, i cui bagagli erano ricolmi di oltre 2000 pezzi di “Kamagra”, farmaco alternativo al “Viagra”, e di 100 confezioni di “Oncofluor”, in difetto delle necessarie autorizzazioni rilasciate dal competente Ministero della Salute per l’importazione e la vendita nel territorio nazionale.

    Un altro carico di medicinali, anch’essi privi di autorizzazione, è stato messo in sicurezza prima di essere introdotto illecitamente nel territorio nazionale da un cittadino indiano proveniente da Delhi. Nel bagaglio trasportava oltre 35.000 capsule di “Spasmo Proxyvon” e 20 flaconi di “Corex”. Quest’ultimo è un sciroppo contenente morfina mentre il primo è un farmaco antispastico, spesso usato dai tossicodipendenti, che può indurre dipendenza, oltre ad allucinazioni e delirio, con effetti assimilabili a quelli dell’eroina. I due passeggeri sono stati denunciati a piede libero alla Procura della Repubblica di Civitavecchia per i reati di importazione clandestina di medicinali e per traffico internazionale di medicinali contenenti sostanze stupefacenti, mentre le confezioni sono state sequestrate e verranno sottoposte ad analisi chimiche a cura del Laboratorio Merceologico dell’Agenzia delle Dogane.


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    Rimettere in piedi il diritto allo studio, dopo anni di stallo. Per questo, giovedì mattina, presso gli uffici centrali Laziodisu in via Cesare de Lollis, si è tenuto l'l'incontro tra il commissario straordinario di Laziodisu Carmelo Ursino e una delegazione degli studenti che in questi giorni si è organizzata in rete cercando di intercettare la maggior parte dei borsisti per elaborare una nuova proposta.

    Tre i punti principali: il bando di concorso, il regolamento interno delle residenze universitarie e il tanto discusso “coefficiente di merito normalizzato”. Sulla base delle esperienze pregresse e dei dati a disposizione sul D.S.U. nel Lazio gli universitari hanno fatto partire un'iniziativa di concertazione con l'Ente per ovviare al disastro provocato dalla mancanza di finanziamenti regionali e statali. A tutto ciò si aggiungeva anche “un fenomeno di malagestione dei servizi sul diritto allo studio da parte della scorsa amministrazione” denunciano gli studenti.

    LA “RETORICA” DEI FINANZIAMENTI CHE MANCANO - “Crediamo che prima di tutto, oltre alla retorica sulla mancanza di finanziamenti, vi sia un grosso problema di incongruenza di tempistiche fra Laziodisu e Atenei - dicono gli studenti - che provoca una serie di disagi che vanno dalla possibilità di conseguimento del merito nei termini previsti all'assegnazione dei posti alloggio, servizi principali per la possibilità di studiare”. In questo sono state formulate delle proposte che tengano conto di una più celere attenzione all'assegnazione dei posti alloggio per le matricole, che stante alla situazione attuale, rimangono fuori per quasi tutto il primo semestre. Si è anche discusso dei ritardi ormai sull'erogazione delle rate della parte monetaria: “Come sapete non dipende da noi ma dai ritardi a monte sul gettito del finanziamento statale in regione” ha risposto Ursino.

    PUNTARE AI FONDI COMUNITARI - In questo ordine di cose rientrerebbero anche i cosiddetti “idonei non vincitori” ovvero studenti che se pur meritevoli e privi di mezzi non possono usufruire dei benefici. “Nell'anno accademico ancora in corso i richiedenti sono stati 24230 con 16998 idonei che costano circa 60 milioni di euro circa allo stato. Nel prossimo anno accademico, coinvolgendo anche gli studenti delle università telematiche, prevediamo circa 27000 richiedenti ed un numero di idonei che si aggirerebbe intorno ai 19000 - dice il prof. Ursino - cercando di ottenere complessivamente un gettito pari a dieci milioni in più rispetto all'anno passato”. Inoltre il commissario sostiene che allo stato attuale delle cose la strategia in cantiere è quella di intercettare i fondi comunitari agganciando le esigenze degli studenti ai bandi europei che possano concretizzare servizi.

    LE RESIDENZE UNIVERSITARIE - La discussione si è poi spostata sul nodo residenze ponendo l'accento sul sistema dei servizi, come la comunicazione e i trasporti, che dovrebbero necessariamente abbracciare gli studentati dislocati in luoghi “poco consoni” per la vita universitaria. E si possono citare residenze come Ponte di Nona, o Valleranello che risultano ad oggi degli ecosistemi a parte totalmente avulsi dal collegamento con le università. A ciò si aggiunge una particolare attenzione delle Adisu territoriali in merito alla gestione delle residenze locali. “Sarebbe opportuno - continuano gli studenti - che si giungesse finalmente all'apertura dell'ala nuova del De Lollis, completata ma chiusa da mesi, e la celere ristrutturazione di residenze ad oggi inagibili come il Civis ed il Boccone del Povero, che in queste condizioni tolgono posti alloggio agli studenti con un incremento del numero degli idonei non vincitori. Inoltre riteniamo opportuno assegnare i posti per i disabili nei vari studentati qualora non vi siano studenti diversamente abili ad occupare le stanze loro preposte”.

    IL COMMISSARIO DI LAZIODISU - Il commissario Ursino si è mostrato disponibile riguardo la maggior parte delle proposte a lui rappresentate: dall'inserimento del fattore reddito nel calcolo del coefficiente di merito normalizzato fino alla scrittura di un punto specifico nel bando di concorso a tutela degli studenti che, a causa di gravi problemi di salute o eventi luttuosi, non riescano ad ottenere il merito previsto. Quindi, in tali spiacevoli situazioni, potranno richiedere una proroga. “Inoltre entro settembre - annuncia il commissario - ci saranno i bandi per la ristrutturazione del Civis e del Boccone del Povero e cercheremo di attuare delle convenzioni coi privati, come avviene in altre regioni, per risolvere il problema degli alloggi. Per la concertazione con gli atenei in merito alle tempistiche sarà più difficile dal momento che veniamo da loro percepiti solo come soggetti erogatori di servizi, ma ci proveremo”. Ursino conclude dicendo che dovranno continuare i lavori, coerentemente con il terzo step della legge 338/2000, annunciando che verranno costruite ancora due residenze, una presso lo SDO di Roma e una a Cassino. Il commissario ha ribadito più volte che Laziodisu andrebbe indirizzato verso una forma di agenzia e non concepito come un azienda con ampi margini di autonomia. Gli studenti monitoreranno il lavoro dell'amministrazione per “indebolire il muro sociale alzato dallo scorso governo e dalla scorsa giunta regionale”.  


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    Cede ai quarti di finale Flavio Cipolla nel torneo Guzzini Challenger. Giocato su campi in cemento a Recanati, è una delle tappe valide per il circuito Atp Challenger da 30.000 dollari di montepremi.

    OCCASIONE SPRECATA-  Il  tennista romano non ha sfruttato un match point contro Albano Olivetti, finendo battuto dal francese per 6-7(4), 6-3, 7-6(6). In semifinale per i colori italiani ci sarà Thomas Fabbiano che ha battuto il ventenne Salvatore Caruso in un derby durato ben 2 ore e 50 minuti e concluso con il punteggio di 4-6, 7-6(5), 7-5. Ora Fabbiano affronterà proprio Olivetti.


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    Un ritiro in stile calcistico. Quello che per qualcuno serve a “fare spogliatoio” e per altri è un “team building”. La moda di un weekend di clausura ritorna anche a Roma, con la due giorni a Tivoli voluta dal sindaco Ignazio Marino. Giunta e maggioranza insieme per capire le prossime mosse di governo, dopo la delibera sull’amministratore unico nelle municipalizzate. Si parte oggi. Direzione Villa d’Este. Per mettersi intorno a un tavolo e costruire un gruppo, fare squadra.

    I TEMI - Per risolvere i problemi di ambientamento all’interno del centrosinistra, ma anche per  iniziare a studiare il tema bilancio. Il dossier che sarà al centro della discussione, dopo l’audizione di ieri in Parlamento dell’assessora Daniela Morgante. Arriveranno le prime cifre, con l’obiettivo di chiudere la pratica prima della pausa estiva. E capire con quali soldi attuare i primi provvedimenti.

    Ma si parlerà anche della pedonalizzazione dei Fori che, ribadisce Marino, non è solo un provvedimento di traffico ma di impatto culturale. Per studiare il progetto del grande parco archeologico, che ieri si è arricchito di un altro elemento:  un basamento di un Tempio di età regia del VI sec. a. C, l’epoca di Servio Tullio, considerato dagli esperti della Sovrintendenza uno dei reperti più antichi della Capitale.

    LE MUNICIPALIZZATE - Oltre ai temi economici e monumentali, anche le municipalizzate dopo l’approvazione della delibera di giunta sull’amministratore unico. Organo monocratico contrastato invece da Sel. Ma tra i vendoliani c’è anche il caso Gemma Azuni. Che si è dovuta accontentare della vicepresidenza della commissione Elette, anche se puntava alla poltrona più alta. E si crea lo strappo tra la segretaria dell’aula e il centrosinistra.

    Ma tra i membri della maggioranza, 29 consiglieri e 12 assessori, tutti dicono di non sapere di cosa si parlerà e quale sarà l’agenda. Di sicuro, in tempi di spending review, le spese saranno tutte a carico dei consiglieri, che sborseranno 170 euro per due pranzi, una cena, una colazione e un pernottamento. Nella lettera, oltre la mappa per raggiungere il buen retiro, la spiegazione del “team building”: “Rendere più fluide le relazioni, per fare operare efficacemente il gruppo di governo”.

    Quella dei ritiri “per fare squadra” è una moda sempre più frequente per la politica, romana e non. Ne fece uno l'ex primo cittadino Gianni Alemanno, al termine dei suoi primi due anni, a Monteporzio Catone ai Castelli Romani. E celebri restano i ritiri dei Governi Letta, recentemente all'abbazia di Spinetta, Prodi al castello di Gargonza prima e a San Martino in Campo poi, e Monti nell'istituto religioso di Nostra Signora di Sion. Ora nella tentazione è caduto anche Marino. L'incontro, come ogni conclave, sarà a porte chiuse.


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    Era già stato denunciato per stalking dalla ex compagna, al termine di una lunga serie di pedinamenti, minacce ed aggressioni fisiche, l’ultima delle quali l’aveva costretta a ricorrere alle cure dei sanitari dell’ospedale di Monterotondo per un trauma cranico. L’uomo, infatti, A.P., rumeno di 24 anni, non si era rassegnato alla fine della loro relazione e da circa quattro mesi aveva iniziato a perseguitarla.

    Per cercare di riportarlo alla ragione, l’attuale fidanzato ha pensato bene di incontrarlo per farlo desistere dal suo comportamento.Le sue intenzioni erano del tutto pacifiche, ma una volta raggiunto il luogo dell’incontro A.P. è sceso dall’auto brandendo una spada ricurva, simile ad una katana. Al giovane non è rimasto altro che fuggire in tutta fretta, segnalando alla polizia l’accaduto. Gli agenti di Guidonia, diretto da Alfredo Luzi, si sono immediatamente attivati e, individuato l’uomo, è scattata nei suoi confronti una perquisizione alla ricerca delle armi.

    I poliziotti, nel corso dell’operazione, hanno rinvenuto all’interno della sua abitazione un set di spade giapponesi, una perfettamente rispondente a quella segnalata dal denunciante ed una mazza da baseball, rinvenuta nella sua autovettura. Al termine, il giovane è stato denunciato all’Autorità giudiziaria. Dovrà rispondere pertanto anche di minaccia aggravata e porto di oggetti atti ad offendere.


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    Dopo tre giorni di presidio sul tetto del comune di Frosinone, ieri sera dopo le 23, i 7 ex lavoratori della Multiservizi, sono scesi ponendo fine alla loro protesta. Per tutto questo tempo, a vegliare sulla loro incolumità, sono stati i vigili del fuoco e le forze di polizia.

    La scelta è arrivata dopo una lunga trattativa e dopo i continui interventi del sindaco, che con una lettera ai manifestanti, li ha invitati al buon senso garantendo lo sblocco dei fondi per i pagamenti dei Tfr arretrati; del Prefetto che ha ricordato che sulla loro vicenda continua una trattativa a livello Regionale; del Vescovo che ieri ha mandato il suo segretario personale dai manifestanti a porgere la sua solidarietà. Intanto, martedì torneranno a riunirsi le parti nella speranza di trovare una soluzione al problema.


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