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    "E' tempo di trasparenza, basta con i sotterfugi. Chiediamo ufficialmente di sapere orario e luogo dove si terrà il tavolo tecnico di domani". Lo dichiara il Presidio No Discarica Divino Amore. "Non vogliamo il ripetersi di quanto vergognosamente è accaduto, ovvero assistere a uno scambio di affari riservati, tenuti volutamente nascosti all'opinione pubblica. Pretendiamo - aggiunge il Presidio - che la nuova relazione sul sito di Falcognana sia immediatamente resa pubblica dal commissario Goffredo Sottile". "Non è più ammissibile, infatti, escludere i cittadini di fronte a scelte così importanti e decisive per le loro vite. Noi - continua la nota - continueremo la nostra protesta finchè non verrà legittimata la nostra partecipazione ai tavoli di discussione. Non è più accettabile una politica autoritaria delle istituzioni, che invece di mettersi all'ascolto delle istanze, cala decisioni unilaterali dall'alto, senza interloquire con i diretti interessanti. E' una vera e propria vergogna. Alla luce dei fatti e dei comportamenti fin qui assunti da Sottile, chiediamo nuovamente le dimissioni del commissario, il quale - conclude il presidio - continua a dimostrare una totale incapacità nella gestione dei rifiuti".

    TAVOLO TECNICO SUL COMPOSTAGGIO - Su richiesta dell’Assessore Estella Marino, il tavolo tecnico a supporto dell’azione del Commissario è stato convocato per domani, martedì 03 settembre, per iniziare valutazioni e approfondimenti in merito al tema compostaggio dello scarto umido - comunica l'assessorato capitolino all'ambiente - Gli impianti di compostaggio si occupano di trasformare in compost per l’agricoltura i residui derivanti dalla raccolta dell’umido sia dalle aree mercatali, sia dalla raccolta in città. Nell’ottica, quindi, di puntare su un aumento considerevole della raccolta differenziata, e quindi anche di un aumento del conferimento della frazione umida, si pone la necessità di aprire un confronto sul suo trattamento. Domani i tecnici convocati inizieranno, dunque, questo percorso di approfondimento indipendentemente dagli approfondimenti che altri soggetti stanno portando avanti rispetto all’ipotesi di conferire il residuo del trattamento dei rifiuti nella zona di Falcognana, presso l’area di proprietà Ecofer, che verranno comunicati dal Commissario Sottile.

    LA PROPOSTA ALTERNATIVA - "Ministero dell'Ambiente, Comune e Regione valutino attentamente la proposta alternativa alla discarica di Falcognana presentata dai comitati dei cittadini dell'Ardeatina. Non facciano l'errore di aprire la nuova discarica del post Malagrotta senza ascoltare al tavolo tecnico i rappresentanti del territorio". Afferma il coordinatore nazionale di Cantiere democratico, Stefano Pedica. "Non si puo' calare dall'alto una scelta cosi' importante, ignorando gli appelli di chi si sta battendo per impedire che l'area in cui sorge il santuario del Divino Amore venga trasformata in una megadiscarica - sottolinea Pedica - Dopo gli anni persi da Alemanno e Polverini a fare lo scaricabarile capisco la fretta di mettere fine alla questione Malagrotta. Ma le scelte vanno fatte ascoltando i cittadini, perche' non si puo' imporre a nessuno una Malagrotta 2 sotto casa senza prima aver dato le adeguate garanzie sulla salute e sulla salvaguardia dell'ambiente".

    DE IULIIS (Pdl): "QUARTO INVASO, DURERÀ 6 ANNI" - Le ombre su Falcognana aumentano invece di diminuire, c'è la possibilità di infiltrazioni della criminalità organizzata, di un esproprio che renderebbe lo smaltimento rifiuti più costoso che mandarli all'estero e la durata della discarica che difficilmente sarà di soli di 2 anni. Apprendiamo anche che il 70% dei rifiuti andrebbe fuori regione e non a Falcognana". Così Massimiliano De Iuliis (Pdl), vicepresidente del consiglio del Municipio IX: "Se fosse così allora perché non possono andarci per il 100%, per un paio di anni, e far partire il porta a porta in tutta Roma come nel nostro municipio? A questo punto una discarica sarebbe ancora necessaria? - continua l'esponente Pdl - Il ministro Clini aveva detto di no, allora perché si continua ad insistere su Falcognana? Su questo ancora attendiamo una risposta dal Sindaco Marino e dal suo Assessore dall'incontro dopo la manifestazione ai fori imperiali! Oggi abbiamo un'altra domanda, visto che nell'area della discarica di Falcognana sono autorizzati 3 invasi, ma che la ex cava è molto più estesa, non è che c'è l'intenzione, dal lato dove oggi è presente il vigneto per intenderci, di autorizzare un quarto invaso? In questo modo la volumetria disponibile per i rifiuti di Roma passerebbe da 1 a quasi 3 milioni di metri cubi e, quindi, la durata della discarica da 2 a 6 anni. È forse questo il motivo per insistere così tanto su Falcognana? Noi temiamo di si ma non permetteremo ad altri di decidere del nostro futuro!".


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    Episodio di violenza nella notte al termine della partita di calcio Roma-Verona. Il pullman che trasportava i giocatori e lo staff tecnico-dirigenziale del team ospite è stato colpito da sassi e spranghe che hanno distrutto alcuni finestrini mentre stava percorrendo la tangenziale. Gli aggressori non sono mai arrivati a ridosso del mezzo ma hanno lanciato oggetti da lontano. Nessuna persona è rimasta ferita ma il mezzo non è potuto ripartire e la squadra è stata costretta a trascorrere la notte nella capitale in un albergo presidiato dalla polizia. Questa mattina la squadra di calcio del Verona è ripartita in treno. Secondo gli investigatori la sassaiola verso il pullman è stato un vero e proprio "agguato" e sono in corso indagini per individuarne i responsabili.

    IL PRESIDENTE DEL VERONA - Durissimo il commento di Maurizio Setti, presidente del Verona: "È un fatto di gravità inaudita, è spiacevole commentare certi episodi. Per miracolo non si è fatto male nessuno, esprimo solidarietà al nostro allenatore, allo staff tecnico e a tutti i calciatori presenti sul pullman che si sono spaventati tantissimo. Il calcio delle spranghe e delle pietre non ci appartiene, un fatto grave era già successo a Palermo contro i nostri tifosi e oggi si è ripetuto addirittura contro la squadra. Bisogna trovare dei rimedi e ci vogliono pene esemplari per chi adotta comportamenti delinquenziali".  

    LA ROMA-  ''Alla luce dell'aggressione subita ieri dagli steward in servizio presso lo stadio Olimpico e di quella perpetrata ai danni del pullman della squadra ospite, la Roma esprime solidarietà ai propri addetti alla sicurezza e all'Hellas Verona e condanna ogni forma di violenza''. E' la posizione della Roma sui fatti successivi al match di ieri. "Il club, da parte sua - conclude la nota della società giallorossa - continuerà ad impegnarsi nella promozione di messaggi volti al rispetto, al fair play e ai valori che devono animare il mondo dello sport''.


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    Si chiama Brayan Perea ed ha 20 anni il nuovo acquisto, almeno per ora,  promesso da Lotito per rafforzare l’attacco biancoazzurro. Saltata la trattativa per Burak Yilmaz la Lazio ha tesserato oggi l'attaccante del Deportivo Cali, bloccato mesi addietro. Il nuovo biancoceleste è un extracomunitario (la Lazio disponeva in tal senso un solo posto libero); quindi il suo arrivo escluderebbe quello di Yilmaz.

    NIENTE YLMAZ- Nel pomeriggio si era diffusa la notizia di un possibile accordo del club di Lotito con la società di Istanbul sulla base di 15 milioni, accordo comunque smentito dai dirigenti turchi ai media del proprio paese. Ora il presidente, per non lasciare Petkovic scoperto o non vende più Kozak all'Arsenal o si tuffa in un derby con la Roma per ingaggiare Fabio Quagliarella. La Lazio ha tesserato anche il portiere albanese, Etrit Berisha, proveniente dagli svedesi del Kalmar FF


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    Fino a qualche anno fa era il regno di Giulio Andreotti, che ne aveva fatto uno dei 'suoi' luoghi romani più simbolici. Da ieri, però, il destino 'politico' di Piazza San Lorenzo in Lucina cambia colore. E sarà legato a quello del Pdl. Il Popolo della libertà sta infatti ultimando il suo trasferimento in un elegante edificio della centrale piazza capitolina.

    IL VICINO - Qui, tra almeno 15 giorni, sarà inaugurata ufficialmente la nuova sede degli azzurri al seguito del Cavaliere. Proprio di fronte agli uffici di Nuova Italia, la fondazione di Gianni Alemanno. Che nei mesi scorsi ha scelto di essere il capogruppo capitolino della sua lista Cittadini X Roma e non del popolo pidiellino.

    L'ARREDAMENTO - Non è escluso che a presenziare la cerimonia sia lo stesso Silvio Berlusconi e che, contemporaneamente, l'evento segni la nascita formale della nuova Forza Italia. Per ora, tuttavia, siamo in pieno 'work in progress'. Buona parte del trasloco è stata già completata ma nel cortile interno del nuovo quartier generale ieri era un continuo viavai di operai, cavi elettrici, scrivanie, piante lampadari e bandiere del Pdl.

    LA STRUTTURA - Il Pdl occuperà l'intero primo piano dell'edificio, una superficie di 3mila metri quadri ai quali vanno aggiunti altri 800 al terzo piano, destinati all'amministrazione del partito e necessari per fare piu' spazio agli uffici politici, che ricalcheranno la stessa struttura della vecchia sede, con lo studio del Presidente, quello del segretario Alfano, quelli dei coordinatori e cosi' via. Una distribuzione non certo facile, per la quale si e' resa necessaria una nuova rimodulazione degli spazi, ancora non completata.

    I COSTI? - La nuova sede avrà lo stesso mobilio della vecchia in via dell'Umiltà. Ci sarà una grande sala riunioni e di un'ampia sala stampa, assente negli ormai ex uffici. Costo dell'operazione? Per ora nessuno si sbilancia. Anche se in molti ci tengono a precisare che è una sede più economica di quella di via dell'Umiltà.


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    Roma-Lazio è stata confermata alle 15 del 22 settembre, quarta giornata di campionato. La partita non ha infatti subito variazioni e non compare fra gli anticipi e i postici diffusi dalla lega Calcio. Si attende però la pronuncia dell'Osservatorio del Viminale (mercoledì) per avere chiarezza sulle eventuali misure di prevenzioni che si prenderanno a seguito dei quanto accaduto domenica. 

    LA PRONUNCIA- Saranno acquisite informazioni sulla dinamica dei fatti, specie quelli successivi alla partita: le prime indagini parlano di due ultrà che hanno lanciato sassi contro il bus veronese sulla Tangenziale - lontano diversi chilometri dallo stadio - dalla corsia opposta. Senza spranghe né assalti diretti al pullman. 


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    Roma-Lido: si tagliano i costi per la vigilanza, migliorando la sicurezza. E' con un paradosso che l'Atac ha annunciato il taglio dei vigilantes su quattro stazioni della linea ferroviaria che collega Ostia con la Capitale. L'azienda di trasporti capitolina infatti ha rinegoziato l’appalto con la società di vigilanza, dando vita a un'opera di “razionalizzazione della security nelle stazioni” che garantirà agli addetti agli scali ferroviari che per i passeggeri gli stessi livelli di sicurezza.

    IL RISPARMIO -  E' possibile migliorare un servizio, tagliando i fondi? Secondo Atac, si può fare, utilizzando il personale ritenuto inidoneo. La riorganizzazione generale dei servizi affidati alle guardie giurate particolari negli scali ferroviari, iniziata oggi, permetterà infatti nell’arco di poche settimane di “ottimizzare la presenza di personale di security in tutte le stazioni, quindi anche in quelle nelle quali, momentaneamente, il personale è stato dislocato su altri servizi, sempre inerenti all’attività di security”. Questo nuovo provvedimento, fanno sapere dall'Atac, consentirà risparmi per 4 milioni di euro l’anno attraverso il “recupero al servizio operativo di personale Atac finora ritenuto inidoneo, che è stato formato appositamente e riqualificato per i nuovi incarichi, che genererà risparmi mensili per circa 350mila euro”. Pari, per l’appunto, a circa 4 milioni di euro l’anno.  

    I PRESIDI ITINERANTI – Il nuovo dispositivo è già stato attuato nelle stazioni di Vitinia, Ostia antica, Lido nord e Casalbernocchi della Roma-Lido dove, al posto di una ‘presenza statica’ nella fascia diurna, formata da una o due guardie giurate, ci saranno “frequenti passaggi di due pattuglie itineranti nell’arco della giornata”. La scelta sarebbe ricaduta su questi scali, spiegano all’Atac, in seguito a delle rilevazioni effettuate dalla stessa azienda. “Il numero dei vigilantes impiegati rimane sostanzialmente lo stesso”, fanno sapere.  La linea, pertanto, risulterà interamente presidiata con un dispositivo misto statico/dinamico e in funzione anche del livello di rischio delle stazioni stesse. 

    PERSONALE INTERNO AL POSTO DEI VIGILANTES - La riorganizzazione  che andrà pienamente a regime solo fra qualche settimana, secondo i vertici dell'azienda, non dovrebbe sortire alcun effetto negativo sui livelli generali di sicurezza della rete metro ferroviaria, garantita non soltanto dalla presenza di personale di sorveglianza ma anche da un dispositivo che comprende una sofisticata dotazione tecnologica. I livelli saranno, secondo l’obiettivo dichiarato dall’azienda, al contrario migliorati visto che la riorganizzazione dovrebbe consentire di affidare al personale interno alcuni servizi che prima venivano svolti dalle guardie giurate permettendo di “liberare risorse che potranno essere concentrate nelle attività di security”. Insomma, una nuova strategia che, grazie al taglio di vigilantes esterni, dovrebbe consentire il re-inserimento di vecchio personale con garanzia di sicurezza per gli utenti.

    ONORATO: CITTADINI ABBANDONATI -  Tuttavia la "razionalizzazione della security", come la definisce Atac, rischia sin da subito di sollevare polemiche. Per Alessandro Onorato, capogruppo della Lista Alfio Marchini in Campidoglio, è impossibile migliorare un servizio, tagliando le spese. “E’ questa l’idea di sicurezza del sindaco?”, si chiede Onorato in una nota. “Da oggi ben quattro stazioni della ‘trenino’ saranno sprovviste dei servizi di tutela e sicurezza perché l’Atac  ha deciso di togliere i vigilantes: passeggeri e addetti di stazione sono in pratica abbandonati a loro stessi. E’ questa l’idea di sicurezza che ha il sindaco Marino? Non vorrei che a neanche tre mesi dalle elezioni si fosse già dimenticato di Ostia e del suo entroterra".


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    Il braccio di ferro con le associazioni è iniziato da due mesi. Così come le critiche che arrivano puntuali dal centrodestra sui soldi spesi. L’oggetto del contendere è la “finta pedonalizzazione dei Fori Imperiali”, per dirla con le parole dei consiglieri d’opposizione e dei commercianti. Che oggi, nel corso della commissione Commercio, hanno attaccato il progetto. Temono l’aumento del traffico sulle vie Labicana e Merulana, chiedono il ripristino dei 200 posti auto, sono terrorizzati dal danno economico per le loro attività. E puntano a un referendum. Tutto nero su bianco in un documento in 10 punti.

    SCARSA PARTECIPAZIONE - Sotto accusa anche l’iter dell'intervento. “Che manca di partecipazione e trasparenza”, denunciano. Ma il presidente Corsetti ricorda: “Il progetto è passato in conferenza dei servizi”. I comitati presenti, seduti negli uffici che affacciano sul Circo Massimo, attaccano anche per l’assenza di “alcuni assessori”. Il riferimento è ai titolari di Mobilità, Guido Improta; Attività produttive, Marta Leonori; Cultura, Flavia Barca. È anche con loro, sottolineano le diverse sigle, che bisogna parlare per “un provvedimento che tocca la vita dei romani”. Qualche colpetto arriva anche dal Pd. Anche le consigliere Valeria Baglio e Michela Di Biase tornano sulla mancata presenza dei tre membri della giunta. “Ma il progetto – tuona la Di Biase – non si discute”.  

    IL MEA CULPA -È vero, risponde Orlano Corsetti. “Forse – dice il presidente della commissione – dovevamo riunirci prima”. Il mea culpa però non cambia il risultato. I cittadini si sentono “amareggiati”. “Oltre 3 mila veicoli – spiega Nicola Tripodi, leader di Trappola dei Fori – dirottati sull’Esquilino: io sono cardiopatico e valgo meno di una pietra del Colosseo”. “Per un professionista della salute – aggiunge Simone Braghetta, residente e commerciante di via Merulana – dovrebbe essere facile capire che ci sono degli effetti collaterali”. Viabilità e sicurezza sono le loro linee guida.

    IL RISCHIO COLLASSO - Il traffico rischia il collasso fra pochi giorni, spiegano preoccupati, quando riapriranno le scuole e arriveranno oltre 11 mila studenti. “Su questa strada è diventato difficilissimo parcheggiare e si deve aggiungere anche il rischio per la sicurezza, perché se ci si mette al limite del marciapiede c'è il rischio che una macchina mi prenda”, continua Virgilio Cecchini. Che pone l’accento sulle infrastrutture. Tra le proposte, il ritorno dei parcheggi e di più strisce blu. Senza dimenticare il referendum cittadino, il ripristino del tram 3 e centraline per verificare i livelli di inquinamento.

    IL FUOCO INCROCIATO - Per il Cinquestelle Stefano ci possono anche essere dei benefici per il commercio. Ma solo parlando di “vera pedonalizzazione e non di corsia preferenziale”. Mentre Sveva Belviso, capogruppo Pdl, punta il dito con il milione di euro speso. “Soldi dei cantieri per la metro C, spacciati per la pedonalizzazione dei Fori”. Senza dimenticare la sperimentazione: Si potrà tornare indietro?” L'ex sindaco Gianni Alemanno, invece, sottolinea come i turisti al Colosseo troveranno un’unica area di lavori in corso.

    IL PROSSIMO APPUNTAMENTO - Ma l'agenzia della Mobilità si è portata avanti. “Il progetto – spiega Corsetti – è già passato in conferenza dei servizi da poche ore”. Poi un altro incontro, ma stavolta con gli assessori. Alemanno però non è soddisfatto. Se sul Tridente “il metodo è lo stesso, rischiamo di immobilizzare la città: un Vietnam”. “Una insensata polemica”, risponde a distanza Francesco D’Ausilio, capogruppo dem in Campidoglio. “Perché la cultura è anche un volano per l’economia di Roma e non solo”, aggiunge la Belviso. L’appuntamento è per giovedì prossimo. Quando dovrebbero essere presenti anche gli assessori.  


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    Un'agenzia interinale privilegiata e il sospetto di una turbativa d'asta. E' bufera in casa Cotral, dove proprio in questi giorni si conclude la procedura per l'assunzione di autisti a tempo determinato, in vista dell'apertura delle scuole. Un foglio misterioso, che sarebbe stato apposto sulla bacheca della Cgil nella sede di via Bernardino Alimena, a Tor Vergata, in cui si invitava a presentare il curriculum a una determinata agenzia interinale per poter lavorare come autisti, sta facendo esplodere un vero e proprio casus belli all'interno dell'azienda regionale dei trasporti. E, nonostante i vertici dell'azienda si apprestino a negare ogni possibile irregolarità, è giallo sulle nuove assunzioni. Fra l'opposizione di Storace che chiede la revoca della procedura delle assunzioni e l'assessore ai Trasporti Civita che pretende ora dalla società la massima trasparenza.

    AUTISTI PER LE SCUOLE – Carenza cronica di autisti e tagli alla spesa. Per l'assunzione di personale di guida per un periodo di due mesi (eventualmente rinnovabile per altri 60 giorni) lo scorso 13 agosto, Cotral, aveva invitato 50 aziende interinali a partecipare alla procedura negoziata plurima di urgenza. Termine stabilito: il 5 settembre. “Così da superare – riferiva la società dei trasporti in una nota dello scorso 27 agosto - i vincoli che la spending review ha fissato in merito alle assunzioni di personale e per poter avere in servizio, prima dell'inizio del nuovo anno scolastico, almeno una parte di autisti necessari e nel numero che le norme consentono di acquisire”.

    IL VOLANTINO FANTASMA - Fino a qui, tutto normale. Servono autisti e non potendo fare assunzioni dirette si ricorre alle agenzie interinali: trattandosi “di fornitura di servizi e non di assunzioni”, come sottolinea l'ad di Cotral Surace in una nota, la legge è facilmente aggirata. A far esplodere le polemiche è un foglio che sarebbe stato affisso sulla bacheca sindacale della Cgil nella sede di Via Bernardino Alimena: nella comunicazione si invita a far presentare il curriculum all'agenzia During Spa. Ma la gara è ancora in corso, alimentando qualche dubbio. E non appena la vicenda diviene di dominio pubblico, il volantino scompare ed esplodono le polemiche.

    STORACE: "REVOCARE LE ASSUNZIONI" - Il primo a chiedere chiarezza è proprio uno dei consiglieri di amministrazione di Cotral Spa, Giovanni Libanori: “chiederò alla società di far valutare ai legali se la Cgil, con l’affissione del volantino, non abbia commesso il reato di turbativa d’asta”. Il capogruppo Pdl, Luca Gramazio, annuncia invece un'interrogazione all'assessore Civita. “I volantini che apparirebbero e scomparirebbero dalle bacheche sindacali in Cotral con i quali si invitano gli aspiranti autisti a inviare i propri curricula a una delle società che stanno partecipando alla gara per la selezione del personale non suonerebbero come un esempio di trasparenza”. Il capogruppo Pdl de la Destra, Francesco Storace, va oltre e con un'interrogazione chiede “la revoca della procedura Cotral per l’individuazione dell’agenzia interinale incaricata di selezionare personale”. Sotto accusa, tanto la presunta comunicazione sulla bacheca della Cgil “fotografata prima che venisse rimossa, si potrebbe profilare il reato di turbativa d'asta”, quanto le modalità con cui l'azienda avrebbe tentato di aggirare il decreto sulla spending review.

    COTRAL: TUTTO REGOLARE - Dopo che anche l'assessore Civita scrive a Cotral Spa, chiedendo chiarimenti al fine di “assicurare la trasparenza e l’imparzialità della procedura di assunzione”, l'amministratore delegato di Cotral, Vincenzo Surace, cerca di rassicurare: “Tale procedura - si legge nella nota del'ad - si è resa necessaria per ovviare ai vincoli imposti dalla spending review. La società non ha alcuna difficoltà a rendere disponibili gli atti a dimostrazione della piena legittimità della procedura”. Che fine abbia fatto il volantino, nessuno lo sa. Secondo Surace, non è mai esistito. “Allo stato dei fatti, non ci risulta e comunque non inficia la procedura in corso considerato che, a parere dei nostri legali, non sussistono margini per la turbativa d'asta. La società sarà comunque eventualmente attenta a tutelare i propri interessi in ogni sede".

    CGIL: L'ANNUNCIO ERA SU INTERNET – Chiamata in causa, anche la Cgil respinge al mittente ogni accusa e a sua volta tira in ballo l'azienda interinale in questione, la quale avrebbe messo sul proprio sito l'imminente assunzione degli autisti. “Non c'è stata nessuna turbativa d'asta – spiega il segretario generale della segretario generale della Filt Cgil Roma e Lazio, Alessandro Capitani – e già domani vedremo se esistono gli estremi per querelare il consigliere di amministrazione Libanori. Il problema non è il volantino, che non c'è stato - prosegue Capitani - ma il fatto che questa agenzia interinale, la During, e non la Cgil, avesse annunciato sul proprio sito lo scorso 20 agosto l'imminente assunzione di autisti per una grande azienda regionale. Chiunque avrebbe potuto inviare il proprio curriculum. Io non sono tenuto a sapere se l'azienda in questione ha vinto o meno una gara di appalto – conclude Capitani - e come me chiunque possa aver letto l'annuncio e segnalato la cosa a qualche amico alla ricerca di lavoro”. L'annuncio sarebbe stato successivamente rimosso, “ma noi abbiamo le prove che fosse stato messo”. Nonostante la smentita del sindacato, il volantino, assicurano nostre fonti interne, sarebbe stato messo e poi rimosso.Lo scopo non era tanto quello di assicurare un posto di lavoro agli iscritti, prevedendo una corsia preferenziale per gli “amici” della Cgil, piuttosto far esplodere un caso sulla vicenda. Che a pochi giorni dal termine della procedura si fa sempre più intricata.


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    Senza lavoro e con due figli da mantenere ha rapinato due banche in mezz'ora. Gesti estremi dietro i quali si nasconde il dramma della disperazione di un romano di 56 anni, con 2 figli, incensurato, che ieri si e' introdotto nella filiale della Banca Popolare di Novara di via Santa Maria del Buonconsiglio, zona Porta Furba. Qui, spiega una nota dei militari dell'Arma, ha minacciato il vice direttore con una pistola, rivelatasi poi essere un'arma giocattolo sprovvista del tappo rosso, per farsi consegnare il denaro delle casse, senza sapere che in quel momento non c'erano soldi liquidi disponibili.

    IL DOPPIO COLPO - A quel punto è fuggito e 20 minuti più tardi ha fatto irruzione in un'altra banca, la Carim di piazza Re di Roma, e con le stesse modalità, è riuscito a farsi consegnare oltre 2.000 euro in contanti da una cassiera, fuggendo nella metropolitana, linea A, col bottino. Grazie al coordinamento con la Centrale Operativa, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma sono riusciti a individuare il rapinatore e a bloccarlo sulle scale della fermata ''Subaugusta'' della metro A. La refurtiva e' stata recuperata e restituita, mentre per il 56enne sono scattate le manette ai polsi con l'accusa di rapina aggravata continuata. L'uomo, in caserma, ha confessato ai Carabinieri anche altre due rapine commesse nei giorni scorsi in altrettante banche di Centocelle e Torpignattara, il tutto a causa del suo stato di indigenza per aver perso il lavoro. 


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    Il cadavere di un uomo è stato trovato martedì mattina sulla banchina del Tevere all'altezza di via di Sant'Eligio, lungotevere dei Tebaldi. Il corpo è stato individuato intorno alle 9.15. Si tratta di un cittadino bulgaro di 31 anni, incensurato, che potrebbe essere precipitato dal muretto. Sul posto la polizia municipale e i carabinieri. Si attende comunque l'arrivo del medico legale per cercare di fare luce sulle cause della morte.


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    "Un sito dedicato alla Macchina di Santa Rosa (www.macchinasantarosa.it), l’attivazione di una pagina Facebook del Trasporto che radunerà utenti negli anni, da oggi il lancio dell’hastag #evvivasantarosa per commentare in diretta, attraverso Twitter, le emozioni che si vivono in piazza e, infine, la trasmissione in streaming del Trasporto sul sito www.macchinasantarosa.it . Su questo punta la campagna di promozione avviata nei giorni scorsi dal Comune di Viterbo". Così in una nota il comune di Viterbo.

    L'ASSESSORE -“La scelta di trasferire sul web la promozione di questo importante e atteso appuntamento – ha sottolineato l'assessore alla Cultura, al Turismo e ai Grandi Eventi Giacomo Barelli - si sta rivelando un’importante intuizione. Nei soli primi due giorni di campagna, con un budget minimo, sono state già raggiunte 188.000 persone nelle regioni Lazio, Umbria, Toscana e Marche. Una forma moderna di comunicare e allo stesso tempo di promuovere l’evento. Numeri che ci dimostrano di aver fatto la scelta giusta, anche perché, per la prima volta, siamo in grado di monitorare l’interesse sulle varie zone d’Italia per poter attuare successivamente, anche per altri eventi, campagne più mirate per diffondere il marchio Viterbo Cultura in giro per l’Italia e per il mondo.

    I NUMERI - A parlare sono soprattutto i numeri, in costante aumento. Su Facebook – continua l'assessore Barelli - il post che rimanda al sito è stato visualizzato oltre 140.000 volte. Complessivamente le informazioni pubblicate sul social network sono state visualizzate più di 1.000.000 di volte. Tantissimi i commenti di persone, buona parte non turisti, che lasciano la loro testimonianza sulle scorse edizioni e invitano a partecipare quest'anno. Una promozione spontanea, frutto dell'entusiasmo e della forte emozione che si vive assistendo al Trasporto della Macchina di Santa Rosa. Non di poca importanza infine lo streaming dell'evento sul sito www.macchinasantarosa.it che consente anche a molte testate giornalistiche di trasmettere gratuitamente il Trasporto”. 

    SANTA ROSA SUI SOCIAL - "Su Facebook in pochissimi giorni quasi 3 mila persone hanno cliccato su Mi piace - si legge nella nota - Tantissime le richieste di contatto. Nell'interazione con la pagina stessa, Viterbo figura solo al 12° posto dopo Roma Firenze, Livorno, Perugia, Rimini, Pisa, Latina, Prato, La Spezia, Ancona e Terni. Tra coloro che lasciano ogni giorno commenti, anche studenti universitari tesisti, che quest'anno verranno a Viterbo per assistere al Trasporto. Tra loro, uno studente della Sicilia".


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    E' caccia a due persone che ieri sera sono state protagoniste di una lite culminata con il ferimento di una persona contro la quale è stato esploso un colpo di pistola. I fatti sono avvenuti intorno alle 22.45 a Fonte Nuova in via dei Platani.

    L'AGGRESSIONE - Alcune persone stanno discutendo, quando ad un certo punto, uno dei litiganti tira fuori una pistola e spara colpendo un 27enne ad un piede. Quindi, secondo quanto riferito da alcuni testimoni, due persone scappano a bordo di un'autovettura in direzione di Roma. Il 27enne, soccorso, è stato portato all'ospedale di Monterotondo dove è stato medicato: già dimesso, è stato giudicato guaribile in 25 giorni. Il ragazzo, a quanto si è appreso, ha alcuni precedenti per guida in stato di ebrezza, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Sulla vicenda indagano i carabinieri della Compagnia di Monterotondo. Dai primi rilievi dei militari non sono stati trovati ogiva o bossolo, le verifiche comunque proseguiranno anche oggi.


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    Il grande schermo accende i riflettori sulla sostenibilità. Torna anche quest'anno, a Roma, l'appuntamento con le pellicole sul tema “ambiente”. Il 14 e il 15 settembre nella Casa del Cinema prenderà il via la seconda edizione del Green Movie Film Fest (www.greenmoviefilmfest.it). Una due giorni per raccontare l'incontro tra la cinematografi, il territorio e il sociale. Leit motiv, il volare di uno sviluppo eco-sostenibile.

    L'ECOSOSTENIBILITA' - La programmazione prevede molte opere italiane e di fiction sui temi dell'ecologia: dalla testimonianza di uomini e donne impegnati nella difesa dei propri territori alla proposta di nuovi modelli di vita sostenibili o all'ipotesi di terribili scenari futuri. Nella giornata di apertura, inizio alle 16, si parte con il film diretto da Gus Van Sant ''Promised Land'' con Matt Damon e Frances McDormand. Una denuncia coraggiosa contro la sempre più diffusa tecnica della fratturazione idraulica o fracking per l'estrazione del gas dal sottosuolo.

    I TITOLI IN CARTELLONE - La programmazione prosegue con due documentari, in collaborazione con il Festival Recicla di Madrid: ''Yasuni, el buen vivir'' per la regia di Arturo Horta's e ''El gigante'' diretto da Bruno Federico, Andrea Ciacci e Consuelo Navarro. Due storie 'in parallelo' di lotta contro le multinazionali per la difesa del territorio rispettivamente nella riserva di Yasuni' nell'Amazzonia Ecuadoriana e in Colombia. Alle 19.45 saranno proiettati gli otto cortometraggi realizzati da giovani cineasti nell'ambito del ''Progetto Serra'' promosso dal ministero dell'Ambiente, in collaborazione con la Fondazione Cinema per Roma, per un nuovo laboratorio creativo a tematica ambientale. A chiudere la prima giornata, alle 21.15, il pluripremiato debutto alla regia di Luigi Lo Cascio: ''La citta' ideale''.

    IL SECONDO APPUNTAMENTO - La rassegna, diretta da Marino Midena, e la partecipazione tra gli altri di Valentina Carnelutti, Lino Guanciale, Luigi Lo Cascio e Mario Tozzi, apre la giornata conclusiva, domenica 15 settembre, con i cortometraggi del progetto di comunicazione ambientale ''Una storia in comune'' per la regia di Alessio D'Amico (ore 16.00) e con il documentario vincitore all'Abu Dhabi International Environmental Film Festival 2013: "A few brave people'' diretto Ruya Arzu Koksal (ore 16.30). Il film, che ha richiesto tre anni di riprese, è la cronaca della lotta della gente della regione del Mar Nero per proteggere i fiumi e gli habitat naturali dal piano governativo che prevede la costruzione di decine di centrali idroelettriche in quelle valli e la cessione a privati dello sfruttamento delle risorse idriche.

    ''L'Ultimo pastore'' di Marco Bonfanti (ore 18.00) e' la storia dell'ultimo pastore nomade di una metropoli, Milano, che con la sola forza della fantasia riesce a realizzare il suo sogno. A seguire la docufiction ''Meno cento chili'', con la regia di Emanuele Caruso, ispirato al libro ''Meno 100 chili - Ricette per la dieta della nostra pattumiera'' di Roberto Cavallo. Dopo il cortometraggio ''Il turno di notte lo fanno le stelle'' diretto da Edoardo Ponti con Nastassja Kinski, Enrico Lo Verso, Julian Sands (ore 20.45) il Gmff si chiude con il film ''Pandemia'' (ore 21.15) per la regia di Lucio Fiorentino. 


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    Sono stati rintracciati e arrestati gli autori di numerosi furti, almeno 4 e altri sono in via di ricostruzione, perpetrati ai danni di viaggiatori.

    I FURTI - Il modus operandi della banda era semplice e collaudato; uno dei due giovani, una volta individuata la vittima, quasi sempre passeggeri con borse da viaggio griffate, chiedeva ripetutamente delle informazioni distraendola, mentre il complice le sottraeva la borsa. I due sono stati riconosciuti dagli operatori di polizia della squadra di polizia giudiziaria che per giorni avevano visionato i filmati dei furti registrati dalle telecamere del circuito interno ed avevano individuato i malfattori.

    L'ARRESTO - Una volta riconosciuti sono stati pedinati e colti mentre tentavano si sottrarre la borsa ad una turista in partenza per le vacanze. B. H. Algerino di anni 34 e S.K. suo connazionale di 44 anni appena resisi conto di essere stati individuati si sono dati alla fuga tra gli sconcertati passeggeri che hanno assistito al breve inseguimento conclusosi con la cattura dei due borseggiatori. Negli uffici della polizia difrontiera i due hanno dichiarato di essere stati “costretti” a compiere i furti per pagarsi una settimana di ferie ad Ibiza.


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    E’ accaduto nel primo pomeriggio di ieri in via Casilina. Moglie e marito, con il figlio di pochi mesi si sono fermati davanti ad una farmacia per acquistare alcuni medicinali. La moglie è scesa dall’auto per recarsi all’interno, mentre l’uomo si è posizionato sul sedile posteriore per accudire il figlio. All’improvviso un uomo, non accorgendosi del proprietario e del figlio all’interno, è entrato velocemente nell’auto, si è posizionato sul sedile di guida ed ha tentato di mettere in moto l’auto con le chiavi che erano rimaste inserite nel cruscotto.

    Il proprietario della vettura ha tentato di bloccarlo, inseguendolo poi per la via. Una pattuglia del Commissariato “Porta Maggiore”, impegnata nei consueti servizi di controllo del territorio, vista la scena è intervenuta ed ha bloccato l’uomo, in seguito identificato per S.M., italiano di 56 anni, ben noto alle Forze dell’Ordine e già destinatario di un provvedimento di obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria. L’uomo, condotto presso il Commissariato Porta Maggiore, al termine di accertamenti è stato arrestato. Dovrà rispondere di tentato furto di autovettura in attesa di essere sottoposto a giudizio con rito direttissimo presso il Tribunale.


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    Si è appena concluso il piano straordinario di controllo economico del territorio che la Guardia di Finanza ha eseguito - nell’ultimo fine settimana - sul territorio della Capitale e della provincia. L’attività, che ha visto impegnati circa 370 uomini, è stata volta a tutelare gli operatori regolari dalla concorrenza sleale dei venditori abusivi e dalla scorrettezza di quegli esercenti che omettono di certificare i propri incassi.

    I SEQUESTRI - In materia di contrasto all'abusivismo ed alla vendita di prodotti contraffatti, nei due giorni dell’intervento sono stati sequestrati 7.500 pezzi, delle più diverse categorie merceologiche, denunciando 25 venditori. I recenti risultati vanno ad aggiungersi agli oltre 16 milioni di pezzi contraffatti e/o pericolosi già sequestrati dalle Fiamme Gialle capitoline nei primi otto mesi del 2013 – di cui 6 milioni solo tra luglio ed agosto - sul territorio dell’intera provincia, per il cui commercio sono state denunciate 527 persone e verbalizzate amministrativamente altre 211. In materia di emissione di scontrini e ricevute fiscale sono stati eseguiti, in due soli giorni, 779 controlli, da cui è scaturito il rilevamento di 552 violazioni per mancata o irregolare emissione dei documenti fiscali. L’elevata percentuale di irregolarità che ne consegue, pari al 70,86%, conferma la validità del metodo di selezione degli obiettivi. I soggetti controllati - riconducibili alle molteplici categorie di esercenti che compongono il tessuto economico-commerciale della provincia - sono stati, infatti, preliminarmente individuati incrociando numerosi elementi, sia appresi in via diretta – nell’ambito delle ordinarie investigazioni tributarie – che pervenuti, in forma di segnalazioni, sul numero di pubblica utilità 117.

    GLI EVASORI POTENZIALI - L’analisi incrociata delle risultanze ed il profilo ricavabile dalle banche dati dell’Anagrafe Tributaria hanno, infine, permesso di redigere una lista di potenziali evasori nei cui confronti eseguire un’attività ravvicinata diretta a riscontrare gli indizi emersi e dirottare, se del caso, la conseguente strategia operativa verso forme ispettive più incisive. Anche in questo caso, le irregolarità rilevate vanno ad aggiungersi alle 6.678 violazioni in materia di certificazione dei corrispettivi già individuate dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza - sul territorio dell’intera Provincia - nei primi otto mesi dell’anno, con una percentuale di irregolarità che, a fronte di 10.613 controlli eseguiti, si attesta, invece, sul 62,92%.


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    E’ morto sulla strada di casa della fidanzata. Aveva 21 anni, Marco Mirabella, di Terracina, il giovane deceduto ieri sera intorno alle 23 mentre percorreva la via Appia alla guida della sua Lancia Y in direzione Monte San Biagio.
    LE INDAGINI - La dinamica del sinistro è ancora al vaglio dei carabinieri che sono accorsi sul posto insieme ai vigili del fuoco e ad una ambulanza del 118. Il mezzo, uscito di strada, si è capottato più volte finendo in un dirupo alto alcuni metri. Non si esclude che, a causare la perdita del controllo del mezzo possa essere stato un momento di stanchezza o di distrazione.


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    “Domani riusciremo a dire quando i romani prenderanno la metro C”. Ne è convinto il sindaco Ignazio Marino. Che, dai microfoni di radio Popolare torna a parlare della terza linea della metropolitana di Roma. Ma è un primo cittadino a tutto campo quello che si è presentato stamane negli studi dell'emettitente radiofonica. Sul piatto altri due temi caldi: la pedonalizzazione dei Fori imperiali, a 24 ore dalla bocciatura dei negozianti in commissione Commercio, e sulla sassaiola che ha colpito il bus del Verona, dopo la partita di domenica contro la Roma. Senza dimenticare la discarica di Falcognana.

    LA METRO - Sulla tempistica per la realizzazione del metrò, “domani ci daranno delle date certe”, dice l'inquilino del Campidoglio. “Credo – aggiunge - che riusciremo a dire, con un nuovo atto scritto, quando i romani potranno prenderlo. Auspico che ciò accada entro l'autunno del 2015”. I dubbi però sono tanti. E affondano le radici nel braccio di ferro tra consorzio e palazzo Senatorio su fondi e tempistiche. Soprattutto dopo la chiusura dei cantieri, che dovrebbero riaprire i battenti la prossima settimana. Se fra due anni non viaggeranno nuovi vagoni, “dovranno esserci delle penali economiche pesantissime perché non si possono prendere in giro i cittadini né buttare i soldi degli italiani”, ammonisce il primo cittadino.

    IL CRONOPROGRAMMA - Marino passa a ricapitolare il cronoprogramma dei lavori: “Nel 2006, era stato firmato un contratto in cui il consorzio che sta realizzando l'infrastruttura si impegnava per iscritto a consegnare l'opera entro 30 aprile 2011”. Nel 2008 tocca alla giunta Alemanno “creare delle fasi, in cui si dice che il tratto fino a Centocelle sarà consegnato entro dicembre 2011, 8 mesi dopo quello che il contratto del 2006 stabiliva come consegna definitiva dell'opera”. L'anno successivo sarebbe toccato alla fermata Lodi, per San Giovanni, invece, nessuna data certa. “Ma stiamo scherzando?”, domanda polemica. Poi la promessa: “Non possiamo permetterci di buttare tempo e soldi”.

    PEDONALIZZAZIONE NEI MUNICIPI - Gli altri temi
 caldi sono pedonalizzazione Fori e discarica di Falcognana. Dopo le critiche dei commercianti, che ieri hanno presentato un documento in 10 punti e la richiesta dei consiglieri di maggioranza e opposizione di un incontro con gli assessori di Mobilità e Cultura, Marino spiega il suo progetto. Non solo quello di creare l'area archeologica più grande del pianeta, ma quella di stoppare il traffico privato anche in alcune zone dei Municipi. Poi tocca ai rifiuti. Il sindaco promette che la discarica di Malagrotta “chiuderà”. Per puntare sulla raccolta differenziata, da portare al 70%.

    LA DISCARICA - Ma l'attenzione è tutta su Falcognana, il sito che dovrà sostiutire l'impianto dell'avvocato Cerroni. Fra poche ore l'incontro al ministero dell'Ambiente e la protesta dei residenti. Mentre il primo cittadino prova a scaricarsi di alcune responsabilità. In questo caso, spiega Marino, “abbiamo poteri limitati”. Per ribadire che la decisione spetta al commissario Sottile. Poi evita la polemica con il pidiellino Brunetta, che ha una villa a pochi chilometri dal nuovo sito e aveva parlato di “silenzio istituzionale”.

    LA FALSA POLEMICA - Mentre prova a chiudere la polemica con il suo collega di Verona, Flavio Tosi. Il leghista che, dopo la sassaiola che ha preso di mira il bus dell'Hellas, aveva attaccato Roma. "Non c'è nessuna disputa con Tosi – risponde Marino –. Ha ragione quando condanna questi atti, così come li condanno io stesso”. “Atti continua l'inquilino del Campidoglio – che mettono un velo opaco su una città ospitale come Roma”. 


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    Al Colosseo arrivano i ponteggi che daranno il via al restauro che invece inizierà ad ottobre, una volta che tutte le impalcature necessarie saranno tate innalzate. Una 'gabbia', fornita delle necessarie utenze elettriche e idriche, si ergerà intorno all'Anfiteatro Flavio per 50 metri in altezza. I cantieri per il restauro, sponsorizzato dalla Tod's di Diego della Valle, sono stati aperti il 12 luglio scorso dalla società Gherardi, che si è aggiudicata la gara d'appalto. L'opera dovrebbe completarsi nel giro di tre anni, ovvero entro il marzo 2016, per un costo di 6,5 milioni di euro.

    RESPINTO IL RICORSO DEL CODACONS: "IMPUGNEREMO" - A fine luglio il Consiglio di Stato aveva respinto il ricorso del Codacons contro la sponsorizzazione dei lavori da parte di Tod's ritenendo "infondato" l'appello dell'associazione contro la sentenza del Tar del Lazio, cui l'associazione dei consumatori aveva fatto ricorso contro la scelta di Della Valle come sponsor dei lavori. Il Tribunale amministrativo aveva giudicato "inammissibile" l'impugnazione "per carenza di legittimazione a ricorrere". E proprio in queste ore il Codacons ha annunciato che contro la sentenza del Consiglio di stato ricorrerà. “La parola 'fine' sulla vicenda Colosseo non è stata ancora scritta – ha afferma il presidente Carlo Rienzi – Prima di allestire ponteggi e dare avvio alle opere di restauro, sarebbe saggio attendere l’esito del ricorso per revocazione in via di notifica, che potrebbe cambiare le carte in tavola. In ogni caso il Campidoglio farebbe bene a convocare la nostra associazione ogni qualvolta si tengano incontri relativi al Colosseo, poiché qualsiasi riunione sull’argomento non può prescindere dalla presenza del Codacons, che a tutela del monumento ha svolto una intensa attività legale non ancora conclusasi”.


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    E' morto per “sindrome da inanizione”, ovvero per malnutrizione, Stefano Cucchi, il geometra romano arrestato il 15 ottobre 2009 per droga e morto una settimana dopo all'ospedale Sandro Pertini. Così i giudici della III Corte d'assise nelle motivazioni della sentenza in cui in sostanza fanno proprie le conclusioni del collegio peritale. Le motivazioni arrivano a circa tre mesi dalla lettura del dispositivo con cui il 5 giugno scorso il collegio ha condannato per omicidio colposo il primario del Pertini Aldo Fierro e i medici Stefania Corbi, Flaminia Bruno, Luigi De Marchis Preite, Silvia Di Carlo e Rosita Caponetti (per il solo reato di falso ideologico), e assolti gli infermieri Giuseppe Flauto, Elvira Martelli e Domenico Pepe, nonché gli agenti della Penitenziaria Nicola Minichini, Corrado Santantonio e Antonio Domenici.

    I PERCHE' - Nelle 188 pagine dell'atto i giudici affermano di “dover condividere le conclusione cui è giunto il collegio peritale, fondate su corretti, comprovati e documentati elementi fattuali cui sono stati esattamente applicati criteri scientifici e metodi d'indagine non certo nuovi o sperimentali, ma già sottoposti al vaglio di una pluralità di casi e al confronto critico degli esperti del settore”. La “sindrome da inanizione”, è, infatti, “l'unica in grado di fornire una spiegazione dell'elemento più appariscente e singolare del caso, e cioè l'impressionante dimagrimento cui è andato incontro Stefano Cucchi nel corso del suo ricovero”.

    Secondo la Corte, non possono essere condivise le tesi delle difese secondo la quale il giovane sarebbe stato condotto alla morte da un'improvvisa crisi cardiaca, ma neanche quelle dei consulenti delle parti civili secondo cui il decesso si sarebbe verificato per le lesioni vertebrali. “Anche questa tesi – si legge nella sentenza – presta il fianco all'insuperabile rilievo che non vi è prova scientifico-fattuale che le lesioni vertebrali abbiano interessato terminazioni nervose”.E' da escludere che condotte descritte per i medici condannati “siano volontarie; le stesse si prospettano piuttosto come colpose, e cioè contrassegnate da imperizia, imprudenza, negligenza sia per la omissione della corretta diagnosi, non avendo in sanitari individuato le patologie da cui era affetto il paziente, in particolare tenuto conto del suo grado di magrezza estrema, sia per avere trascurato di adottare i più elementari presidi terapeutici che non comportavano difficoltà di attuazione e che sarebbero stati idonei ad evitare il decesso, sia per avere sottovalutato il negativo evolversi delle condizioni del paziente che avrebbero richiesto il suo urgente trasferimento presso un reparto più idoneo”. Questo un passaggio della motivazioni della sentenza della III Corte d'Assise di Roma che si è pronunciata sulla vicenda della morte di Stefano Cucchi.

    LE MOTIVAZIONI - I fatti descritti nella formulazione del capo d'imputazione “non consentono di ravvisare il reato di abbandono d'incapace, del quale non ricorre alcuno dei presupposti oggettivi né soggettivi, ma quello di omicidio colposo. E' sufficiente fare richiamo, per escludere la ricorrenza della fattispecie di abbandono d'incapace, alla circostanza che praticamente tutti i testi esaminati hanno negato che Cucchi, quantunque gravemente sofferente, fosse portatore di una ridotta capacità psichica”. Il reato formulato originariamente dai pm Vincenzo Barba e Maria Francesca Loy è nettamente escluso dalla corte perché "tutti i testi esaminati nel corso del dibattimento hanno negato che Stefano Cucchi, quantunque gravemente sofferente, fosse portatore di una ridotta capacità psichica. Ci si limita a citare - si legge nella motivazione - il congruente e lucido contenuto della lettera da lui scritta il giorno 20 ottobre e diretta a un volontario della Comunità Ceis, sia pure con incerta grafia dovuta alla scomoda posizione cui lo obbligava il dolore alla schiena, nonché quanto da lui riferito" ad una volontaria "nella loro conversazione del pomeriggio del 21 (alla donna egli aveva tra l'altro il numero di telefono del cognato, mostrando di ricordarlo perfettamente)". 

    IL DECRETO - Il caso Cucchi, scrivono poi i giudici, "esula completamente dallo schema indicato dal cosiddetto 'decreto Balduzzi' (la legge del 2012 secondo cui il medico che si attiene alle linee guida non risponde penalmente per colpa lieve, ndr.) non risultando in alcun modo applicate linee guida e buone pratiche alle quali le difese degli imputati hanno fatto solo un generico e vago riferimento". "Ritenere che la 'sindrome da inanizione' fosse una patologia di difficile individuazione da parte dei sanitari della Struttura Protetta - si legge ancora nelle motivazioni - è contraddetto (come riportato anche dai periti) dalla circostanza che si trattava di medici che operavano con pazienti detenuti i quali, sovente, sono del tutto disinteressati alla propria salute (come, ad esempio, la maggior parte dei tossicodipendenti) e non collaborativi, o addirittura pongono in essere condotte autolesionistiche, come lo sciopero della fame". 

    LE PERCOSSE -“E' legittimo il dubbio che Cucchi, arrestato con gli occhi lividi (perché molto magro e tossicodipendente) e che lamentava di avere dolore, fosse stato già malmenato dai carabinieri” prima del suo arrivo in tribunale. Lo afferma la III Corte d'Assise nelle motivazioni della sentenza emessa il 5 giugno scorso con cui ha condannato sei medici e assolto tre infermieri e tre agenti della polizia penitenziaria, nell'ambito del processo per la morte di Stefano Cucchi. 

    “Non è certamente compito della Corte indicare chi dei numerosi carabinieri che quella notte erano entrati in contatto con Cucchi avesse alzato le mani su di lui, e tuttavia sono le stesse dichiarazioni dei carabinieri che non escludono la possibilità di prospettare una ricostruzione dei fatti diversa da quella esternata da Samura Yaya”, il testimone gambiano che riferì di aver sentito un pestaggio nelle celle del tribunale di piazzale Clodio e di aver raccolto lo sfogo di Cucchi che gli mostrò una gamba sporca di sangue.

    "C'e' da dire - spiega la Corte - quanto agli accadimenti nella caserma, che è indubitabile che nulla di anomalo si era verificato al momento dell'arresto e fino alla perquisizione domiciliare. Se qualcosa di anomalo si era verificato, ciò può verosimilmente collocarsi nel lasso di tempo che va tra il ritorno dalla perquisizione domiciliare (verso le due di notte) e l'arrivo della pattuglia automontata (intorno alle 3,40), dovendosi ragionevolmente escludere che atti violenti fossero stati posti in essere dal carabiniere che chiamò il 118 perché Cucchi non stava bene o dai carabinieri della pattuglia che si erano limitati ad effettuare il trasferimento dell'arrestato da una caserma all'altra". Per la Corte d'Assise "in via del tutto congetturale potrebbe addirittura ipotizzarsi che Cucchi fosse stato malmenato dagli operanti al ritorno dalla perquisizione domiciliare atteso l'esito negativo della stessa laddove essi si sarebbero aspettati di trovare qualcosa, mentre il giovane aveva mantenuto una comprensibile reticenza circa il luogo dove realmente abitava". 

    SUPERTESTE NON ATTENDIBILE - Non è attendibile il teste Samura Yaya, compagno di cella di Stefano Cucchi che riferì di un presunto pestaggio di cui l'italiano sarebbe stato vittima da parte degli agenti della polizia penitenziaria. Così la III Corte d'Assise ricordando come durante un sopralluogo del novembre 2009 lo stesso cittadino africano "dichiarava di non riconoscere i luoghi in cui era stato detenuto la mattina del 16 ottobre 2009 e di non essere comunque in grado di riconoscere la cella in cui era stato trattenuto, rifiutandosi di sottoscrivere il verbale". La testimonianza di Yaya, "se pur fornita dell'innegabile riscontro dei pantaloni sporchi di sangue che Cucchi si sarebbe arrotolato fino al ginocchio per mostrargli le escoriazioni prodottegli sulle gambe dalle percosse degli agenti di polizia penitenziaria, è in aperto contrasto con talune dichiarazioni rese da alcuni carabinieri e dall'infermiere Ponzo che dimostrerebbero che il giovane aveva subito delle violenze prima di giungere nelle celle di piazzale Clodio". Yaya "ha 'sentito' dei calci; ha 'sentito' un corpo caduto a terra; ha 'sentito' il trascinamento di un corpo. In conclusione - spiega la Corte - puo' dirsi con certezza che lo stesso abbia percepito soltanto un parlare concitato tra Cucchi e tre agenti della penitenziaria, un tramestio e il pianto di Cucchi". Il collegio poi ricorda le dichiarazioni dei genitori di Stefano che riferirono come "nel momento della perquisizione domiciliare il giovane non presentava segni di patita violenza" e che "nel momento della convalida dell'arresto presentava evidenti segni di violenza. Più arduo è stabilire quali fossero le condizioni del giovane nella fase immediatamente precedente, cioè quando, effettuata la perquisizione domiciliare, ancora si trovava nella custodia dei carabinieri".

    La versione di Samura Yaya - scrivono i giudici - è altresì in contrasto con quanto dichiarato da altri testi, che riportano 'de relato' parole asseritamente pronunciate dallo stesso Cucchi, e cioè che a ridurlo in quelle condizioni sarebbero stati i carabinieri ovvero 'una caduta per le scale'". In conclusione per la Corte d'Assise "la ricostruzione di alcune fasi o momenti di quanto avvenne la mattina del 16 ottobre del 2009 nelle celle sotto la palazzina B, giungendo a comprendere chi c'era nel 'sistema delle celle' nel momento in cui Samura descrive le percosse inferte a Stefano, consente di ritenere provato che nel momento indicato da Yaya come quello del pestaggio, nelle celle si trovavano soltanto lo stesso Samura e Cucchi". 
    Per il collegio una grande incongruenza è rappresentata dal fatto che "non si vede perché gli agenti di custodia, avendo avuto l'opportunità di portare Cucchi in un luogo in cui 'non è noto cosa sia occorso', non lo abbiano pestato in quel luogo e in quel momento, attendendo invece di farlo nelle celle dove potevano essere 'sentiti' da altri detenuti (quantomeno da Salura Yaya) e/o da altri operanti in attesa delle convalide (e quindi, oltre che dagli operanti che dovevano prelevare Cucchi, anche dal carabiniere che aveva proceduto all'arresto di Yaya)". Contrastano, infine, con Yaya le parole del detenuto Vilbet Lamaj che, arrivato a piazzale Clodio la mattina del 16 ottobre 2009 alle 8.30, quando ancora era all'esterno delle celle, disse di aver sentito la voce "di un uomo che si lamentava dicendo 'sto male'" e che, poco dopo, fatto ingresso nella sua cella, aveva sentito la stessa voce di qualcuno, che da una cella poco distante dalla sua, si lamentava invocando 'aiuto, sto male'". 

    DAI MEDICI SCIATTERIA - L'attività dei medici della struttura protetta dell'ospedale Sandro Pertini condannati per la morte di Stefano Cucchi “è segnata da trascuratezza e sciatteria”. Così la III Corte d'Assise nel motivare le condanne per omicidio colposo di cinque dei sei medici finiti sotto processo: due anni al primario Aldo Fierro; un anno e quattro mesi ciascuno per Stefania Corbi, Flaminia Bruno, Luigi De Marchis Preite e Silvia Di Carlo. “Non si intende sottovalutare la difficoltà per un medico di interagire nell'approccio terapeutico – si legge nella sentenza - con un paziente tossicodipendente dall'adolescenza, epilettico, celiaco, in condizioni di impressionante magrezza, angustiato dalla sofferenza fisica e per di più detenuto alla prima esperienza, ma certamente ben poco è stato fatto per cercare di interagire con lo stesso”.
    Quanto alla posizione del primario, questi “non ha adempiuto a nessuno dei poteri-doveri che gli competevano in quanto dirigente sovraordinato. Al contrario, sia pure a causa dei suoi numerosi concomitanti impegni professionali, il cui svolgimento non lo esimeva comunque dal vigilare sull'operato dei medici, egli si è negligentemente disinteressato del paziente”. L'atteggiamento non pienamente collaborativo di Cucchi, per il collegio non vale "ad esimere i medici da responsabilità per non essere stati in grado di formulare tempestivamente una corretta diagnosi e porre in essere delle terapie adeguate alla gravità del caso”. In merito alla posizione degli infermieri finiti sotto processo ma tutti assolti, “non era nelle loro facoltà di sindacare le iniziative dei medici alle quali risultano essersi attenuti”.


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