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    Erano il sinonimo di libertà. Da domenica scorsa sono diventati un problema di ordine pubblico. Il gabbiano di mare non esiste più. Il suo posto è stato preso un killer spietato, disposto a tutto pur di raccattare qualche dose di cibo. E' bastato che le immagini di San Pietro della colomba aggredita dal gabbiano e dal corvo facessero il giro del mondo, per creare l'ennesimo "mostro" urbano. Come gli "Uccelli" di Alfred Hitchcock, una minaccia che mette in pericolo l'esistenza dell'uomo. 

    PD:MINACCIA PER I CITTADINI - L'evento di San Pietro avrebbe potuto generare una riflessione sulla natura che, nonostante tutto, resiste all'uomo. O sull'opportunità di utilizzare strumentalmente gli animali anche per fini religiosi. Nel dibattito cittadino si è trasformato in una farsa per aspiranti ornitologi. E c'è chi, come i deputati del partito Democratico, Michele Anzaldi e Federico Gelli, già punta il dito contro il Comune di Roma, colpevole di aver sottovalutato il problema. “Con la copertura definitiva della discarica di Malagrotta migliaia di gabbiani si riverseranno su Ostia e sulle zone intorno al corso del Tevere", annunciano già da oggi i due deputati, preoccupati per la sicurezza dei romani - Sui giornali aumentano le testimonianze chi si è sentito minacciato da nidi sui tetti e gabbiani incattiviti dalla difesa delle uova e dei cuccioli. E’ opportuno che il Comune preveda un regolamento ad hoc per impedire che i cassonetti vengano lasciati aperti e quindi diventino facile preda dei gabbiani oppure che i cittadini gli diano da mangiare sui tetti o sulle terrazze, aumentando la presenza nei centri abitati. Non è più possibile fare finta di nulla".

    LA RISPOSTA DELL'ENPA - Gelli, medico chirurgo con un passato da boy scout, ha già chiesto che la commissione Affari sociali della Camera ascolti in audizione le federazioni e associazioni dei veterinari per poter avviare un’indagine conoscitiva sui rischi connessi alla grande proliferazione dei gabbiani nei centri abitati. Le reazioni, per ora sono piuttosto tiepide. L'ente naturale protezione animali, si chiede ad esempio, se il Pd non abbia di meglio da fare che occuparsi di questo tema. "Si tranquillizzino quei deputati del PD - dichiara la presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi - che vorrebbero ora scatenare una vera e propria crociata contro questi uccelli: non ci sono prove né notizie relative ad attacchi contro le persone". Secondo la Rocchi si tratta solo di "inutili" allarmismi. "Basta con la ricerca 'dell'untore'. Sono certa che nell'agenda degli impegni del Partito democratico la questione dei gabbiani non occupi le prime posizioni". 


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    Non ci sarà nessun derby di Coppa Italia. La Lazio, campione in carica, esce sconfitta dal San Paolo grazie a un gol di Gonzalo Higuain al 37' della ripresa, niente replay della finale dell'anno scorso quindi. Una Lazio troppo remissiva ha interpretato la gara mirando esclusivamente al contenimento dell'avversario e tentando, quando se ne presentano i presupposti, di colpire in contropiede. Casuale ma meritato il gol dell'argentino. 

    PARTITA BLOCCATA- La Lazio è partita il 3-4-3 e Reja si è affidato ad un ampio turn over. Ha deciso di schierare fin dall'inizio Felipe Anderson e Keita (esterni) con Perea (eroe contro il Parma agli ottavi), riferimento centrale, lasciando fuori Klose (influenzato), Candreva ed Hernanes. Benitez ha schierato invece la migliore formazione possibile ma soprattutto ha potuto vedere un Jorginho in splendida forma. Lo spettacolo non è dei migliori. Lazio remissiva, e Napoli incartato. I primi brividi per il rientrante Reina arrivano da una invenzione di Ledesma da centrocampo (20') per il resto poco altro. Tanta imprecisione soprattutto con Insigne e Callejon. La Lazio - che perde Konko per infortunio al 34', dentro Cavanda - ha buon gioco a difendersi fino alla gran giocata di Jorginho (42') che con un bel destro a giro centra il palo esterno a Berisha ormai battuto.

    LAZIO STANCA- Nella ripresa l'inerzia della partita non cambia. Reja fa entrare Gonzalez per Onazi, scelta dubbia e che farà discutere come il rigore non fischiato da Banti su Higuain atterrato in area da Novaretti.  La Lazio si vede solo con un'accelerazione di Keita che mette i brividi a Reina con un bel diagonale. Al '68 le mosse di Benitez che faranno la differenza. Dentro Mertens per il fischiato Insigne che non la prende bene e reagisce in maniera piuttosto plateale alla contestazione del San Paolo. Poi Pandev per Hamsik. La Lazio, come spesso è accaduto in questa stagone, è stanca, non riesce a regire. All'87 del secondo tempo, quando tutti pensavano ai supplementari, arriva casuale il gol di Higuain, sul filo del fuorigioco, che devia in porta un tiro di Callejon. La Lazio ci prova a rispondere ma è sulle gambe e non ha più cambi. Finice 1-0 per il Napoli che ora incontreranno la Roma in semifinale. Fiorentina e Udinese le altre due semifinaliste.


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    Operazione moral suasion da un lato, tagli con la centrale unica degli acquisti dall’altro. Sono le due direttrici su cui si muove il Campidoglio per chiudere il bilancio previsionale 2014. Ieri, infatti, è ufficialmente partito il pressing del sindaco Ignazio Marino per far “riconoscere a Roma il suo status di Capitale”. E per ottenere dal governo quei 500 milioni, cancellati dall’esecutivo dell’allora premier Mario Monti, definiti come extra-costi e sostenuti dalla città proprio in virtù delle sue funzioni: dal trasporto pubblico alle manifestazioni, dalle ambasciate al Vaticano. Il primo cittadino ne ha parlato in un faccia a faccia con il ministro degli Affari regionali, Graziano Delrio, prima dell’assemblea dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani al teatro Quirino.

    IL BUCO DEL BILANCIO - Nella struttura a due passi dalla fontana di Trevi, Marino ha cercato di capire quanti soldi spettano a palazzo Senatorio come rimborso per il mancato introito dell’Imu. La richiesta è di 50 milioni, su mezzo miliardo che dovrebbe ritornare nelle tasche degli enti locali. Ma i numeri di oggi sono lontani per chiudere la manovra. Meno 186 milioni per la Tasi, a cui si aggiungono altri 289 milioni tagliati dal pluriennale 2012. Bisogna recuperare, entro il 28 febbraio, altri 475 milioni di euro. La metà rispetto al disavanzo dello scorso anno, ma sempre una bella cifra in tempo di crisi. Il rimborso sull’imposta della casa da solo non basta, così come è inutile sperare che il riconoscimento economico per le funzioni di Capitale arrivi a breve. L’obiettivo è quello di trattenere sul territorio una parte della tassazione statale. I tempi, però, sono lunghi; così, come già scritto nei giorni scorsi, si ragiona sull’aumento dell’aliquota dello 0,8 per mille per l’imposta sugli immobili.

    LE TARIFFE PER LA SOSTA - Non solo. Ieri è stato presentato il Piano generale del traffico. Un modo per riorganizzare la mobilità capitolina, ma soprattutto per aumentare le entrate. Come? Iniziando col rivoluzionare le tariffe. Via gli abbonamenti per le strisce blu, si passa alla tariffazione ad ora in tutta la città, dove si arriverà a sborsare 3 euro per 60 minuti di sosta in centro. Nella ztl i pass diminuiranno di numero, con l’assessore ai Trasporti Guido Improta, che pensa a un pacchetto di 120 permessi gratis l’anno: una volta finiti, si pagherà un ticket destinato ad essere più caro. Sempre ieri, ma stavolta in giunta, l’altra novità di giornata: la centrale unica per gli acquisti. Un progetto ambizioso, scritto dall’assessore al Bilancio Daniela Morgante, con l’obiettivo di dare un colpo definitivo ai buchi del Campidoglio grazie a un risparmio di oltre 200 milioni di euro l’anno.

    LA CENTRALE PER GLI ACQUISTI - Un traguardo però che sarà raggiunto solo a regime, previsto per il 2016. Ma non è tutto. Perché la titolare delle casse di palazzo Senatorio pensa di estendere questo modus operandi di spesa anche alle municipalizzate, che da sole bruciano oltre 2 miliardi di euro. L’unica strada per abbattere la voce delle uscite è quella di aggregare le spese, comprando grandi quantitativi di materiali a prezzi più bassi. L’altra ipotesi è quella della revisione del contratto di servizio. Partendo dalla vigilanza che assorbe circa 5 milioni di euro. Intanto proseguono anche oggi gli incontri tra amministrazione e categorie professionali, per capire dove intervenire per il rilancio della città. Su una cosa però sono tutti d’accordo: non con i soli tagli si chiude il bilancio. Per questo il sindaco Marino lotta, e spera, per gli extra-costi che chiede Roma da Capitale. 


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    Il Palladium è salvo. Regione, Comune e Università Roma Tre hanno espresso stamattina "assoluta unanimità di intenti e l’impegno a rilanciare l’attività del teatro scongiurando qualsiasi rischio di interruzione delle attività, prevedendo un piano di rilancio che integri l’attuale offerta culturale anche con progetti legati alla formazione e all'università". Il teatro di Garbatella potrebbe diventare "il nuovo luogo ideale per il progetto di formazione legato alle professionalità del mondo del teatro su cui la Regione sta lavorando da tempo e su cui è stato previsto un congruo stanziamento di risorse". 

    L'ACCORDO - Alla riunione che si è svolta in hanno partecipato il vicepresidente del Lazio Massimiliano Smeriglio, l’assessore alla cultura Flavia Barca e il Rettore dell’Università Roma Tre Mario Panizza. Regione, Roma Capitale e Roma 3 torneranno a incontrarsi nelle prossime settimane "per definire il piano di rilancio del teatro Palladium, continuando a sviluppare sinergie tra istituzioni ed enti pubblici, per la creazione di un nuovo hub della cultura e della formazione".

    GARBATELLA, PIAZZA DELLA CULTURA - Quello di oggi, secondo il consigliere di Sel Gianluca Peciola è "un altro importante tassello per il rilancio dell’offerta culturale nella città e nel quartiere e soprattutto dell’uso intelligente dei fondi europei". Un risultato che arriva dopo quello della biblioteca comunale nei locali via Edgardo Ferrati, grazie a un protocollo firmato da Regione, Comune, Municipio, Ater e Laziodisu. "Inizia a configurarsi a Garbatella la piazza della cultura che verrà”. aggiunge Peciola.


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    Un presidio per l’acqua pubblica. Un sit-in per contestare la gestione di quello che definiscono “bene comune”. Sul banco degli imputati l’Acea, la municipalizzata del servizio idrico ed energetico di Roma. Su quello della giuria i comitati e coordinamenti che difendono l’oro blu, insieme alla alla rete per la Palestina e agli attivisti dei movimenti per il diritto all'abitare. Puntano il dito contro i milioni di dividendi, 64 solo nel 2012, che “finiscono nelle tasche di azionisti e dirigenti della società, mentre il servizio peggiora a vista d'occhio e i diritti non vengono garantito". Le colpe sono tante e tali che i manifestanti si sono presentati questa mattina, al presidio permanente sotto la presidenza della Regione, con due lettere di licenziamento. Sono destinate all’amministratore delegato Paolo Gallo e al presidente Giancarlo Cremonesi, meglio conosciuto come l’uomo dalle ‘mille poltrone’.

    IL 'LICENZIAMENTO' - Le missive portano la firma di decine di utenti e il provvedimento è basato su una serie di 'giuste cause': vanno dalla dubbia legittimità sulla gestione, passando per la fornitura di acqua all'arsenico in diversi Comuni e per i distacchi selvaggi effettuati anche per poche decine di euro di morosità. Tutto questo mentre l’indebitamento della partecipata cresce, “con risorse destinate ad appalti fumosi ad aziende di cui non è dato conoscere il nome, forse per non far emergere la loro comune connessione con i soliti gruppi dell'imprenditoria romana”, accusano i comitati.  Non solo, perché il coordinamento per l’acqua pubblica ricorda “il vergognoso accordo tra Acea e Mekorot, società israeliana responsabile di gravi violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani, sottraendo illegalmente acqua dalle falde acquifere in territorio palestinese".

    LE RICHIESTE - Quella di oggi, concludono, è solo la “tappa di una lotta che continua da tempo e che non ha intenzione di fermarsi”. La voglia è quella di ribadire le richieste anche al Campidoglio e al sindaco Ignazio Marino. Obiettivo: immediata sospensione della pratica dei distacchi per morosità incolpevole e l'apertura di un tavolo specifico sul tema, l'eliminazione della quota di profitto dalla bolletta, la rescissione dell'accordo con la Mekorot (su cui è già pronto un appello con relativa raccolta firme), la pubblicazione di tutte le informazioni riguardanti le aziende appaltanti dei servizi affidati ad Acea. Fra poche ore è previsto anche un incontro con l’assessore regionale alle Attività produttice Fabio Refrigeri. Mentre il consigliere della Pisana Massimiliano Valeriani (Pd) ricorda la  delibera 40 approvata il 28 gennaio dalla giunta Zingaretti, che traccia "le linee guida per una legge innovativa per la riorganizzazione del servizio idrico integrato". Il traguardo è la "salvaguardia delle aspettative e dei diritti delle generazioni future”. Poi appuntamento per domani pomeriggio, quando ci sarà un'assemblea pubblica sulle vertenze lanciate in tutto il Lazio.


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    Era cominciato come un rapporto di lavoro, che poi si è trasformato in relazione amorosa. Che svela il suo lato cattivo solo dopo tempo. Per la precisione un anno, anche se la vittima ha deciso di denunciare la storia solo dopo essere finito al pronto soccorso. Troppe le percosse ricevute per far finta di nulla. L’aguzzina era entrata nella casa dell’uomo come collaboratrice domestica, per trasformarsi in amante. E, anche se l’instabilità tra i due regnava sovrana, la donna è sempre riuscita ad ottenere regali.

    LA STORIA - Dai soldi ai gioielli, passando per una casa affittata a Roma. Poi, nel mese di dicembre, il viaggio in Romania, suo paese natale, ma dopo l’arrivo a destinazione l’ennesima amara sorpresa: la donna si è fatta consegnare 500 euro in contanti per poi lasciare solo il suo compagno. Che senza un euro né contatti, è stato costretto a contattare un parente in Italia per farsi spedire i soldi necessari per il ritorno. Nonostante tutto la relazione continua e quella che oramai si è trasformata in aguzzina ha chiesto altri 700 euro, al ritorno in città, e ha preteso che il suo uomo le portasse spese e sigarette a casa. Ma le sorprese non finiscono qui. A questo punto della storia compare anche un fantomatico cugino di lei, che a sua volta chiedeva viveri e sigarette al solito indirizzo. Domenica l’epilogo.

    L'ARRESTO - La vittima ha capito che l’uomo in quella casa che lui pagava non era un parente ma il vero compagno della cittadino rumena. La discussione tra i due degenera, dalle parole si passa alle mani con il cittadino romano che ha la peggio. A questo punto nessuna alternativa e la decisione di contattare le forze dell’ordine. Che, approfittando del consueto appuntamento per la spesa e per i contanti, hanno bloccato i due estorsori. Per i due sono scattate le manette. Mentre l’uomo inizia con la conta dei danni: 11mila euro in contanti e circa 5mila in gioielli e oggetti di valore quello che ha speso in un anno. Ora i due complici dovranno rispondere di estorsione in concorso, circonvenzione d’incapace e lesioni personali.


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    Ancora una seduta a vuoto. Stavolta non è il consiglio comunale ad essere convocato e chiuso senza votare o decidere nulla su qualche proposta di delibera, ma la commissione per la Riforma e razionalizzazione della spesa. All’ordine del giorno il provvedimento, a firma dei consiglieri Alessandro Onorato e Alfio Marchini della lista civica, sulla riduzione delle automobili di servizio per Roma Capitale. Compito dell’assise è quello di esprimere un parere.  Che però non arriva, perché, come successo nella precedente seduta, non si raggiunge il numero legale. Ancora una volta. L’unica presente, oltre al presidente Daniele Frongia del MoVimento 5 stelle, è l’eletta di Sel Imma Battaglia, che comunque raggiunge l’appuntamento verso la fine dell’incontro con il dottor Viaggiano, direttore della Centrale unica degli acquisti.

    LE PROPOSTE - Il precedente taglio sul numero delle auto blu era stato del 15%, ma questo non basta per il processo di  razionalizzazione della spesa chiesto da governo e cittadini. Sulla proposta di delibera non mancano i punti critici, a partire dall’impiego dei veicoli per i sopralluoghi urgenti presso centri anziani, scuole, strade, oltre che per i servizi sociali e anagrafici. Ma il nodo centrale resta quello di una commissione andata a vuoto, proprio come accade a palazzo Senatorio con i consiglieri, nonostante le promesse di spending review. E un sindaco, Ignazio Marino, che viaggia in bici. Non ci si meraviglia delle assenze guardando la distribuzione dei mezzi tra diversi i gruppi politici che siedono sugli scranni dell’aula Giulio Cesare. Tutti i partiti hanno una macchina a disposizione. Le eccezioni si chiamano M5s e lista Marchini. Sinistra ecologia e libertà, invece, ne ha due.

    LE AUTO PER I GRUPPI - Il motivo? Servono anche per il segretario dell’assemblea capitolina, Gemma Azuni. Mentre il fu Pdl, dopo l’implosione e il ritorno a Forza Italia con relativa costola (il Nuovo centrodestra dei seguaci di Alfano), ha avanzato una nuova richiesta. L’auspicio del presidente Frongia è quello di raggiungere il numero legale nella prossima commissione, convocata per mercoledì 5 febbraio 2014. Giorno in cui l’esponente dei Cinquestelle presenterà un emendamento alla proposta di delibera per “assicurare un reale taglio alle auto per uso ‘politico’, senza aumentare i costi del servizio e senza diminuire la qualità delle attività sul territorio”. I costi per l’amministrazione capitolina infatti restano invariati, dal numero di vetture complessivamente a disposizione a quello degli autisti: poco meno di centomila euro al mese per gestire l’intero autoparco, oltre undici milioni l’anno. 

    I PROVVEDIMENTI - La stessa Giunta capitolina ha approvato una nuova memoria che taglia il numero delle auto e revoca l’affitto di due mega-parcheggi, determinando un risparmio del 38% circa rispetto ai costi del 2011. Il provvedimento, che applica la normativa in materia di spending review, prevede in primo luogo l’eliminazione del 23% del parco auto: quasi una vettura su quattro, 249 auto invece di 322. Il taglio riguarda in particolare 26 auto a noleggio (che passano alla Polizia Locale) e 47 di proprietà. Prima però i membri dell’assise dovranno rispondere ‘presente’ all’appello della prossima settimana. Perché non bastano le intenzioni e le promesse in campagna elettorale per tagliare, magicamente, le auto blu.


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    È da sempre ritenuta fonte di spreco. Ma ora la centrale degli acquisti è finita sotto la lente dell’assessore al bilancio Daniela Morgante. E basta leggere i numeri per capire perché. La spesa totale del Campidoglio, comprese quelle delle municipalizzate, per comprare beni e servizi è arrivata a due miliardi e 104 milioni solo nel 2012. L’importo va ripartito in due categorie, però. Una definita “comune” (743 milioni), l’altra “non comune” (1 miliardo e 361 milioni). Nella prima sono comprese  voci come pulizie, alimenti per gli asili nido, buoni pasto per il personale, carburanti, ma anche cancelleria, vigilanza, trasporti scolastici, riscaldamento e illuminazione pubblica. Nella seconda invece sono presenti soprattutto trasporto pubblico locale, servizi sociali, turismo, manutenzione viaria, lavoro interinale, protezione civile, riscossione tributi. 

    Assessore sgombriamo subito il dubbio: sono servizi che verranno tagliati?

    “No questi servizi non verranno tagliati, resteranno invariati. Il problema è  la frammentazione esistente  nella spesa per questi beni. Il nostro obiettivo è razionalizzare il tutto in modo da tagliare gli sperperi. I risparmi verranno ottenuti tramite l’aggregazione dei volumi di acquisto, ossia comprare tutti assieme grandi quantitativi di materiale per pagarli ad un prezzo inferiore rispettando la standardizzazione dei contratti, il controllo dei consumi e la pianificazione della spesa”.

    Ci può fare un esempio?

    “Ogni dipartimento fa richiesta autonomamente, dal toner alla carta. Ecco, da oggi, con la centrale unica, questo non succederà più. Inoltre abbiamo intenzione di aggregare i servizi di sicurezza, che al momento, se non erro, costano 5 milioni l’anno. C’è poi il discorso da fare sulla revisione delle condizioni contrattuali delle polizze assicurative, e infine razionalizzare la spesa per i servizi di information technology”.

    Vi aspettate resistenze in quest’opera di spending review?

    “Siamo di fronte ad un cambiamento epocale. È ovvio che l’operazione dovrà essere metabolizzata. È un processo che va fatto gradualmente. Ci sono tanti centri di spesa, è chiaro che per realizzare i nostri obiettivi ogni dipartimento dovrà collaborare”.

    Nella delibera approvata ieri si parla anche di estendere i tagli alle municipalizzate. Attualmente le società partecipate spendono 350 milioni all’anno in questo comparto.

    “Sì dalla razionalizzazione delle partecipate dovremmo risparmiare tra i 50 e i 60 milioni. Ma anche qui il tutto avverrà in modo graduale. Occorre tempo. Un punto sul quale intervenire è sicuramente il rinnovo dei contratti di servizio con Roma Capitale, dato che buona parte di questi contratti sono in scadenza nei prossimi mesi”.

    La road map comunale prevede un risparmio di 100 milioni nell’anno in corso, fino a raggiungere i 260 nel 2016. Una bella cifra non crede?

    “Sì, ripeto, attualmente la centrale acquisti ha dei volumi enormi di spesa. Razionalizzando con unico centro possiamo giungere a quella cifra tranquillamente”.

    Su questo punto c’è l’unanimità della giunta?

    “Guardi. Non solo c’è il pieno appoggio del sindaco Marino, ma tutta la giunta è convinta che questo sia un passaggio necessario per rimettere il bilancio sulla giusta strada. Per noi questa delibera rappresenta una svolta. È importantissima anche sotto il profilo della trasparenza e delle regole. Finalmente ci sarà un centro unico attraverso il quale passeranno le spese. Che per una città come Roma sono tante”.


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    Hernanes vicino all'addio? Di ufficiale non c'è ancora niente ma di certo c'è la faccia del brasiliano all'uscita da Formello. Lacrime e rabbia esplose davanti ai tifosi che chiedevano chiarimenti sul suo probabile (a questo punto) trasferimento a Milano, sponda interista.  

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    Il monolite delle polemiche. A quanto si apprende in Campidoglio, l'artista della statua allestita nei pressi del Circo Massimo "abusivamente" sarà multato e gli saranno addebitati anche i costi sostenuti dall'amministrazione comunale per la rimozione della statua. Il monolite è stato rimosso ieri alla presenza  del comandante dei vigili Raffaele Clemente. La statua era stata installata per provocazione, nelle settimane scorse, dall’artista romano Francesco Visalli, dopo aver investito 23mila euro per la sua realizzazione. Ma nessuno si era accorto di niente. Almeno fino all’altro giorno.


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    Il VI municipio continua ad essere off limits per i giornalisti. Prosegue il braccio di ferro fra il presidente del Consiglio Ambra Consolino e la stampa locale. Che da tempo chiede regole democratiche per poter effettuare videoriprese in aula, come avviene in Campidoglio. E puntualmente si ritrova a dover discutere con capannelli di vigili, che intervengono su ordine della stessa Consolino.

    GIORNALISTI SCHEDATI - Giovedì scorso, durante la contestazione pacifica promossa dalla "Fiera dell'Est", dal Movimento 5 Stelle e dal Movimento Articolo 0, la Consolino aveva preteso che fossero tolte le telecamere in mano ai giornalisti, i quali stavano lavorando tenendo ben in vista il tesserino professionale. "Se vogliono possono scrivere un articolo". Oggi li ha fatti identificare tutti. E' bastato che alcuni di loro durante il consiglio alzassero in segno di protesta i telefoni e gli smartphone, per essere subito "catturati" dai vigili e "schedati". Ufficialmente perchè stavano facendo riprese video non autorizzate. Ma in realtà l'identificazione è scattata anche per chi non stava facendo nulla. Cittadini e cronisti che semplicemente assistevano al consiglio municipale. Un vero e proprio "abuso" di potere che ha portato i giornalisti a richiedere l'intervento della Polizia di Stato. Anch'essa, però, allontanata dai vigili dall'aula su ordine della Consolino.

    Cosa stia accadendo in VI municipio è abbastanza chiaro e anche parte del Pd locale inizia a prendere le distanze dall'atteggiamento tenuto dalla Consolino e dal presidente Marco Scipioni. E oltre al Movimento 5 stelle, che chiede da tempo di realizzare la diretta streaming dei lavori, anche dalla maggioranza iniziano a levarsi le prime voci critiche. Il consigliere Sardone, dopo un intervento in difesa della libertà di stampa, si è allontanato dall'aula, mentre il consigliere Grasso, per aver "osato" criticare l'atteggiamento della Consolino, è stato addirittura espulso. Poco prima Mastrantonio, consigliere di Sel, che in VI municipio siede però all'opposizione, in segno di solidarietà verso i cittadini aveva dato i suoi documenti ai vigili. 

    REGOLAMENTO INACCETTABILE - "Siamo di fronte a un fatto di una gravità inaudita - spiega Federica Graziani, direttore del periodico locale La Fiera dell'Est - Abbiamo iniziato questa protesta una settimana fa perchè il regolamento, diramato dalla presidente dell'aula lo scorso ottobre, viola il diritto di cronaca e l'articolo 21 della Costituzione secondo cui la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure". Per la disposizione 3/2013 del presidente del Consiglio, infatti, è vietata la diffusione parziale dei contenuti, l'inserimento di commenti o opinioni. "Di fatto se un consiglio dura 6 ore, un giornale web che vuole osservare le regole, è tenuto a trasmetterlo integralmente" afferma la Graziani.

    Come se non bastasse il permesso deve essere chiesto di volta in volta e con un preavviso di almeno 24 ore presso l'ufficio protocollo del Municipio. Inoltre chi effettua le riprese è tenuto a consegnare una copia delle registrazioni presso l'ufficio della Consolino. Che qualora riscontri nei filmati violazioni alle sue indicazioni può impedire all'autore delle immagini di fare riprese in futuro in aula. Anche per un video di pochi minuti, che comunque sarebbe illegale secondo la disposizione, si perdono almeno tre giornate solo per espletare le pratiche burocratiche. Non è un caso che la prima richiesta per effettuare le riprese, dall'entrata in vigore del regolamento, sia arrivata solo ieri, a una settimana dalle prime proteste. Per il presidente del municipio doveva essere la garanzia che le riprese sono benvenute in VI. Ma il "prode" videoreporter nel frattempo si è ammalato, riferiscono sconsolati dal Pd:"se non ci credete lo chiamiamo"


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    Doveva essere un capitolo chiuso. E invece sarà ancora il regista dei rifiuti. Manlio Cerroni, il re della “monnezza” è stato arrestato lo scorso 9 gennaio. Ma continua a dettare legge. E a fare affari in tutta la regione Lazio, grazie alla rete di società che lo vedono coinvolto in prima persona o attraverso uomini di fiducia. Come a Guidonia, dove l''imminente chiusura della discarica Inviolata, porterà ancora una volta il Supremo al tavolo delle istituzioni. Che cercheranno di evitare l'emergenza con chi, attraverso il monopolio, l'emergenza l'ha creata. In passato, come in futuro.

    CERRONI TAGLIO

    LA DISCARICA CHIUDE - E' gia difficile da ora capire chi sarà l'interlocutore per il destino della seconda discarica piu grande del Lazio dopo Malagrotta: l'ingegner Francesco Rando, infatti, il legale rappresentante della Ecoitalia 87, che gestisce la discarica di Guidonia è agli arresti per l'inchiesta su Cerroni. Ma di una cosa il sindaco di Guidonia Eligio Rubeis è certo: l'Inviolata, inaugurata in maniera illegale nel 1986 e arrivata ad ospitare più di 50 milioni di metri cubi di rifiuti, il primo marzo non sarà più disponibile. Lo ha detto chiaramante in una lettera inviata all'assessore Cività e a Zingaretti lo scorso 29 gennaio.“Non ci sarà più nessuna discarica a disposizione, nessuna proroga possibile all'ordinanza Smeriglio che scade il 13 febbraio ma i cui effetti potranno essere prolungati fino al 28 febbraio per mancato esaurimento dell’invaso. Il primo marzo si chiude”.

    LA PROROGA MASCHERATA - Dall'assessorato all'ambiente della Regione, dove stanno affrontando anche la chiusura di Cupinoro a Viterbo, prevista per il primo febbraio, sono certi di trovare una “solazione in tempo”. Immaginare ulteriori abbancamenti, come i 75 mila metri cubi approvati dal vicepresidente della regione Smeriglio lo scorso agosto, definiti dalla Procura di Roma che indaga su Cerroni "in spregio totale all’art. 7 del d. lgs. 36/2003 ( che impedisce di riversare in discarica rifiuti non trattati ndr) e al principio della gerarchia dei rifiuti", è un'ipotesi più che remota. Ma il tempo stringe, anche perchè sono circa 48 i comuni che attualmente sversano nell'Inviolata, tra cui Tivoli, Monterotondo, Fonte Nuova e Mentana, e non tutti hanno già predisposto un piano alternativo basato sul porta a porta. Nessuno parla di emergenza, ma il rischio è concreto. O almeno paventato. Perchè la proroga, come denunciano i comitati per il risanamento ambientale, è solo mascherata. Ma c'è. Entro fine febbraio dovrebbe essere attivato il nuovo impianto Tmb, sempre nella stessa area. Che, come prevede il progetto presentato dal Consorso Laziali Rifiuti (un nome nuovo), potrebbe portare un ulteriore invaso, il settimo, da 500.000 metri cubi, e nella peggiore delle ipotesi ulteriori abbancamenti per 87.000 mc sopra ed intorno ai vecchi invasi, come richiesto dalla Eco Italia 87.

    LA BONIFICA ATTESA - E' anche per questo che lo scorso 28 gennaio sono stati in tanti a manifestare sotto la sede del comune di Guidonia mentre era in corso di svolgimento la conferenza la Conferenza dei Servizi, indetta dal sindaco Rubeis per trovare soluzione al pesante inquinamento della falda sottostante la discarica all'Inviolata. I monitoraggi effettuati dall'ARPA Lazio per il piano di caratterizzazione, hanno evidenziato una situazione di persistente contaminazione della falda acquifera da parte di sostanze organiche ed inorganiche (Manganese, Ferro, Nichel, Piombo, Arsenico, Diclorobenzene, Dicloropropano) nonchè la presenza anche del Tallio, rinvenuto nei suoli. Tuttavia al tavolo tecnico, dove siedevano anche i comitati che hanno presentato diverse osservazioni, era assente la stessa Arpa. Il sospetto iniziale era che a causare la defezione fosse stato il coinvolgimento nell'inchiesta Cerroni del responsabile area rifiuti, l'ingegnere Fabio Ermolli. Ma da via Boncompagni, sede dell'Agenzia Regionale per la Protezione ambientale, sgombrano il campo da ogni ipotesi. “Si è trattato di un problema organizzativo. Non abbiamo ricevuto l'invito dal Comune di Guidonia, ma comunque i dati sono stati mandati”. Assente giustificato l'avvocato Cerroni, non mancavano invece i rappresentanti della Colari. Per loro un posto ci sarà sempre al tavolo dei rifiuti.


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    Roma allagata. Nelle ultime 24 ore sono cadute sulla Capitale e provincia 90/130 millimetri secondo il Centro funzionale regionale, soprattutto nella notte. Dai dati comunicati dal Centro funzionale regionale della Protezione civile, alle ore 12.00, la stazione di Ripetta registrava un'altezza di 11,57 metri con tendenza all'aumento, mentre la stazione di Ponte Salario misurava 8,10 metri e Mezzo Camino 7,33 metri. Il Campidoglio ha attivato un'unità di crisi e nel frattempo è stata disattivata la Ztl del centro storico, per favorire il deflusso del traffico, date le difficoltà del trasporto pubblico. L'invito della Protezione Civile di Roma ai cittadini è di limitarsi ad effettuare solo gli spostamenti strettamente necessari. "Questo tempo di pioggerella con qualche leggero scroscio penso possa durare fino alle prime ore del mattino di domani". Lo ha detto il direttore della Protezione civile di Roma Capitale, Mario Vallorosi, presso la sala operativa della Protezione civile, a chi gli chiede quali siano le previsioni per le prossime ore. Tremila chiamate e 500 soccorsi. Questo il bilancio degli interventi del 118 a lavoro da questa mattina. Grande difficoltà per gli operatori a raggiungere i posti delle chiamate. Tutti gli interventi, di varia natura, sono comunque stati portati a termine.

    DERAGLIA TRENO SULLA ROMA-VITERBO - Intanto sono sospesi i collegamenti Termini Fiumicino, mentre un treno della linea Roma-Viterbo è sviato a causa dello smottamento provocato dalle abbondanti piogge. Nessuna conseguenza per i passeggeri. Sospesa la circolazione fra le stazioni di Vetralla e San Martino. I tecnici sono al lavoro per ripristinare l’infrastruttura ferroviaria.

    EVACUAZIONE A PIANA DEL SOLE E PONTE GALERIA - L'assessore alle Periferie Paolo Masini fa sapere dalla sua pagina facebook: ''Stiamo per evacuare Piana del Sole e Ponte Galeria e aperto un padiglione per ospitare le persone alla fiera di Roma". Ma poi l'allarme rientra e su twitter scrive: "Valutata ipotesi questa mattina ma al momento non si è resa necessaria né ci sono evacuazioni in corso. Monitoraggio costante". Intorno alle 16 il presidente del municipio XI Maurizio Veloccia dichiara che "A Piana del Sole abbiamo già provveduto all’evacuazione di circa 50 persone, attualmente ospitate nell’aula Consiliare del Municipio a Corviale, per le quali stiamo predisponendo, insieme alla Protezione civile, accoglienza e generi di prima necessità. Continuiamo a monitorare la situazione, seguendone l’evoluzione direttamente sul posto, in costante collegamento con la centrale operativa di Roma Capitale con cui abbiamo già predisposto un piano di interventi di emergenza, in caso di ulteriori necessità".

    DRAGONA, 10 PERSONE EVACUATE - Questa mattina invece i Vigili del Fuoco sono intervenuti a Dragona tra via Cremosano e via Ferrero dove una decina di persone sono state evacuate dalle loro abitazioni. Nella zona l'acqua in strada è circa 1 metro ed ha invaso i piani seminterrati di molte abitazioni. A causa degli allagamenti in via Banduri ad Ostia Antica una famiglia, madre e due figli, era rimasta intrappolata in casa. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco e la Polizia locale di Roma Capitale X Gruppo Mare.

    FIUMICINO 35 FAMIGLIE NEL CENTRO DI RACCOLTA CATALANI - Il Comune di Fiumicino fa sapere che "sono trentacinque le persone, tra cui 10 bambini, attualmente evacuate da via Geminiano Montanari e vie limitrofe, in località Le Vignole, e condotte nel punto di raccolta del centro Catalani di Fiumicino. In questo momento il Coc, Centro Operativo Comunale, sta predisponendo il loro trasferimento in una struttura alberghiera del territorio. Le famiglie che hanno dovuto abbandonare la loro casa saranno rifornite di pasti caldi e di un luogo dove trascorrere la notte in un luogo sicuro".

    MIGRANTI SUI TETTI AL CARA DI CASTELNUOVO DI PORTO - Il maltempo ha colpito anche il Centro per l’accoglienza dei richiedenti asilo (Cara) di Castelnuovo di Porto, sulla Flaminia. A quanto riferisce Paolo Di Vetta dei Blocchi Precari Metropolitani, in contatto con i residenti nella struttura, "i migranti sono sui tetti del Cara, hanno dovuto abbandonare tutto quanto di corsa per riuscire a mettersi in salvo, mentre del personale che lavora lì sembra non ci sia più traccia. Vigili del Fuoco e Protezione civile intervengano al più presto". In realtà almeno un operatore era presente, tanto da rimanere folgorato per un corto circuito dovuto all'allagamento della struttura. L'uomo è stato soccorso dal 118 e trasportato al Gemelli. Le sue condizioni sono gravi.

    Collina franata, travolte baracche

    BARACCHE TRAVOLTE DA FRANA - In via Moricca è franata una collina travolgendo alcune baracche. Sei rom sono stati estratti vivi a quanto riferito dai vigili del fuoco. Una montagna di fango è crollata e ha interrotto la Cassia altezza di piazza dei Giuochi Delfici. I vigili del fuoco e la polizia locale di Roma capitale sono a lavoro per ripristinare la viabilità e smistare il traffico.

    COLLINA FLEMING, TRE EDIFICI SENZA LUCE - Disagi anche per alcuni residenti del quartiere Collina Fleming. La forte pioggia che si è abbattuta sulla Capitale questa mattina ha fatto saltare la corrente che fa capo ad una centralina in via Saverio Nitti, dove tre edifici - a quanto raccontano i residenti della zona - sono da questa mattina senza luce e quindi senza riscaldamenti né acqua calda. E' stata avvertita l'Acea che si sta adoperando per intervenire.

    "SEGNALARE I SENZA FISSA DIMORA IN DIFFICOLTA'" - Il Comune chiede ai cittadini di segnalare persone senza fissa dimora in difficoltà. "Già dalle prime ore dell'alba gli operatori della Sala Operativa Sociale stanno monitorando e intervenendo nelle zone dove gravita il maggior numero di senza fissa dimora". Lo comunica, una nota dell'assessorato al Sostegno Sociale e Sussidiarietà di Roma Capitale. "Sei unità di strada, inoltre - aggiunge - stanno pattugliando le aree limitrofe al Tevere, pronte ad intervenire laddove ce ne fosse la necessità. Siamo in continua allerta, proprio in questi minuti stiamo predisponendo l'accoglienza delle sei persone tratte in salvo dallo smottamento della collinetta di via Umberto Moricca (zona valle Aurelia). Comunichiamo nuovamente il numero verde della Sala Operativa Sociale, 800440022, per tutte le segnalazioni dei senza dimora in difficoltà".

    DONNA INCINTA SALVATA CON GOMMONE E TRATTORE - Ha sentito forti dolori al ventre e ha chiamato immediatamente il 118. Quando gli operatori sono arrivati in via Paolo Medolaghi in zona Casal Selce si sono trovati davanti ad un metro d'acqua che impediva l'accesso dell'ambulanza davanti lo stabile della donna alla 37° settimana di gestazione. Gli operatori hanno dovuto utilizzare dapprima un gommone della protezione civile per poter arrivare sotto casa della partoriente la quale è stata imbragata in sicurezza. Al ritorno, vista l'impossibilità di poter utilizzare anche il gommone, gli operatori del 118 hanno dovuto utilizzare un trattore per poter raggiungere l'ambulanza parcheggiata in sicurezza su un tratto di strada. La donna quindi, dopo essere riuscita ad arrivare all'ambulanza è stata trasportata all'ospedale San Filippo Neri per gli accertamenti e l'eventuale ricovero.

    SAN CAMILLO - Problemi al San Camillo, sempre a causa del maltempo. Il forte temporale di questa mattina ha allagato le cabine delle centraline dell'Acea, creando conseguenze sull'impianto elettrico. La corrente non è continua in alcuni padiglioni, tra cui quello della Chirurgia toracica, dove è stato rinviato un intervento per evitare rischi (normalmente, gli interventi in questo reparto durano anche 5 ore) e al padiglione Puddu del Forlanini dedicato alla riabilitazione. Ma l'Acea precisa "Informiamo che a causa di una cabina allagata in zona dalle ore 8,30 alle 8,56 - il tempo necessario per l'individuazione del punto di guasto - il nosocomio ha risentito di quattro abbassamenti di tensione, e non interruzioni nell'erogazione della corrente elettrica, di brevissima durata ciascuno. Dalle ore 9 odierne abbiamo assicurato il regolare servizio".

    INCIDENTE MORTALE SULL'APPIA - E sempre a causa del maltempo, stamattina si è verificato un incidente mortale su via Appia. A causa della scarsa visibilità, una Bmw ha investito un uomo che attraversava la strada all’incrocio con via dei Laghi. Il Suv, guidato da un 45enne di Roma, ha travolto in pieno l’uomo che si stava recando al suo terreno poco dopo la zona di Santa Maria delle Mole. L’ottantenne è morto sul colpo. Sul posto sono accorsi la polizia stradale e i vigili urbani. La strada è stata chiusa per diverse ore con grosse conseguenze per il traffico della mattina.

    TPL - L'Agenzia per la Mobilità comunica che "Metro A: servizio regolare, aperte tutte le stazioni; Metro B/B1: servizio regolare, aperte tutte le stazioni; Roma-Viterbo: servizio ripristinato tra Civita Castellana e Sant'Oreste. Riaperta stazione Acqua Acetosa. Chiusa stazione La Celsa. Sulla Termini-Giardinetto: servizio regolare, aperte tutte le fermate. Autobus: linee in zona nord/ovest in servizio con possibili rallentamenti e deviazioni di percorso. Inoltre per traffico intenso sono deviate o rallentate le linee delle zone di Casilina-Torpignattara-Prenestina, Serpentara/Talli, Nomentana tra Tor Lupara e Gra, Mantegna altezza Grotta Perfetta, viale Marconi tratto stazione Marconi e Ponte Marconi. Ad Ostia: Via dei Romagnoli linea 04 deviata, via dei Velieri 05B deviata, Stazione Ostia Antica 011 e 018 deviate. Sulla via Cristoforo Colombo: linee 070 e 709 rallentate; Pontina: linee 705-706-708 rallentate; Trionfale/Pineta Sacchetti: linee 446 e 994 rallentate e Corso Francia/Flaminia: linea 200 rallentata causa chiusura sottovia due ponti. Rete Roma Tpl (bus periferici): sospese le linee 027 e 775. Possibili deviazioni e rallentamenti per le linee 025-028-031-035-037-232-022-033-027-775-088-992-771-146-546-701-763-777-787-808-881-889-892-907-982-983-985-997"

    GRA - "Viabilità Italia prosegue l’azione di monitoraggio della situazione del traffico, particolarmente nell’area della capitale ove, a causa delle intense precipitazioni, permangono numerosi disagi alla circolazione. Nel dettaglio, si segnalano le seguenti situazioni sul G.R.A. di Roma: al km 13, in carreggiata esterna, si viaggia su una sola corsia di marcia a causa di smottamenti; all’altezza della galleria Acqua Traversa, questa volta in carreggiata interna, parimenti si viaggia su una sola corsia". Così, in una nota, il ministero degli Interni. "Sempre nell’area della Capitale, sulla Autostrada Roma – Fiumicino - prosegue la nota - è chiuso per allagamenti il sottopasso di accesso alla zona fieristica per i veicoli provenienti da Roma. Permane inoltre la chiusura, in entrambe le direzioni di marcia, della diramazione Roma nord della A/1, per allagamenti in corrispondenza del km 6, causati dall’invasione della carreggiata da parte delle acque nella campagna circostante. Alla luce del quadro atmosferico in atto, si raccomanda a tutti i conducenti in viaggio nell’area della Capitale di usare la massima prudenza e mantenersi costantemente informati sulla situazione della percorribilità di strade ed autostrade, al fine di valutare itinerari alternativi. Notizie sempre aggiornate sono disponibili tramite il C.C.I.S.S. (numero gratuito 1518, sito web www.cciss.it e mobile.cciss.it, applicazione iCCISS per iPHONE), le trasmissioni di Isoradio ed i notiziari di Onda Verde sulle tre reti Radio-Rai; informazioni relative alla transitabilità sulla rete ANAS sono disponibili sul sito www.stradeanas.it/traffico".

    Quartaccio, voragine

    ROMA NORD - Critica la situazione a Roma Nord. Una voragine si è aperta a Quartaccio (foto @Danielaebasta twitter). In particolare alla Giustiniana e a Prima Porta dove sono esondati alcuni torrenti che confluiscono nel Tevere. Momenti di paura tra gli abitanti della cittadina laziale: molti di loro si sono rifugiati sui tetti dopo che l'acqua aveva raggiunto il mezzo metro. Sul posto vigili del fuoco, intervenuti con mezzi anfibi. In particolare l'esondazione ha riguardato via Girolamo Benvenuti dove l'acqua è entrata nelle abitazioni. Negozi e locali interrati sono rimasti allagati.

    OSTIA - Problemi anche in municipio X: strade allagate, canali di scolo al limite o tracimati, case allagate, automobilisti bloccati in strada. Il maltempo sta creando numerosi disagi nel X municipio. Numerosissime le segnalazioni dei cittadini ai Vigili del Fuoco di Ostia, dove il telefono non smette di squillare e alla Polizia di Roma Capitale X gruppo Mare: i danni piu' gravi si registrano nei quartieri Infernetto, Dragona, Casal Bernocchi e Ostia Antica. Gli agenti della polizia municipale di Ostia hanno chiuso il sottopasso di Acilia completamente allagato dove erano rimaste bloccate alcune vetture. Seminterrati allagati su via di Castel Porziano all'Infernetto a causa dell'acqua fuoriuscita dal canale di scolo e a Dragona. In molti casi i cittadini hanno chiesto sacchetti di sabbia per arginare il flusso d'acqua che entra nelle abitazioni. Un pino e' caduto sulla strada a Casal Bernocchi. Per inagibilità esterna è stata chiusa questa mattina la scuola elementare e media Mozart di via di Castel Porziano all'Infernetto. Le piogge di questa notte hanno completamente allagato il piazzale davanti all'ingresso dell'edificio, impedendo l'accesso alla scuola. Chiusa per allagamento esterno anche la succursale elementare di via Bedollo. Risultano allagate anche un'aula e la cucina della scuola elementare La Crociera a Casal Bernocchi.

    code tangenziale

    TRAFFICO - Dalla Cassia alla Pontina, passando per via Salaria, via Trionfale, via Flaminia, via Colombo e via Appia. Il maltempo non ha risparmiato nessuna zona di Roma dove da questa mattina si registrano forti disagi alla circolazione sia privata che pubblica. Molte le arterie allagate che hanno paralizzato il traffico. Squadre dei Vigili del Fuoco e uomini delle forze dell'ordine al lavoro per risolvere le maggiori criticità. "Sul grande raccordo anulare permangono i disagi. Al momento - comunica una nota dell'Anas - rimane chiuso lo svincolo 30 'Allacciamento autostradale per l'aeroporto di Fiumicino' (km 60,600), in carreggiata interna. Per un allagamento a Fiano Romano, rimane chiuso anche lo svincolo 10 'Allacciamento Diramazione Roma Nord' (km 21,3), in entrambe le direzioni. Lungo la carreggiata interna del Gra, all’altezza del km 11,500 si transita solo sulla corsia di sorpasso, a causa di un piccolo smottamento, tra gli svincoli Trionfale e Cassia. Sulla carreggiata esterna, si registrano disagi all’altezza del km 13,500, poco prima dello svincolo Cassia, dove si transita solo sulla corsia di sorpasso. È stato invece riaperto, sulla carreggiata interna, lo svincolo 2a 'Casal Del Marmo', per chi esce dal Gra. Riaperta anche la rampa che dalla strada statale 1 "Via Aurelia", in direzione Civitavecchia, immette sulla carreggiata esterna del Gra".

    RETI FERROVIARIE - "L’ondata di maltempo che sta interessando da questa notte il Lazio sta provocando interruzioni e ritardi su molte linee ferroviarie della Regione. Sulla Roma – Frascati (FL4 – F) la circolazione è interrotta dalle 5 per la caduta di un albero sulla linea elettrica di alimentazione dei treni tra le stazioni di Ciampino e Frascati. I tecnici di RFI sono sul posto per ripristinare l’infrastruttura danneggiata e permettere la ripresa della circolazione. Istituiti autobus sostitutivi". Lo comunica, in una nota, Rfi. "Circolazione sospesa, dalle 8:45 - aggiunge - anche sulla linea convenzionale Roma Tiburtina – Orte (FL1) a causa dell’esondazione del fiume Tevere tra le stazioni di Settebagni e Monterotondo. Autobus sostitutivi tra Roma Tiburtina/Settebagni e Fara Sabina. Dalle 9 stop alla circolazione anche tra Poggio Mirteto e Stimigliano e tra Stimegliano e Civita Castellana, per smottamenti sulla sede ferroviaria. Ritardi fino a 35 minuti, dalle 5,30 di stamani, sulla Roma – Fiumicino Aeroporto (FL1), per un guasto elettrico al sistema elettrico di controllo del traffico tra le stazioni di Ponte Galeria e Roma Ostiense, causato da violente scariche elettriche. Tecnici RFI al lavoro. Circolazione rallentata fino a 45 minuti anche sulla Roma Ostiense – Viterbo (FL3): dalle 9,15 a causa di un guasto ad un treno tra Monte Mario e La Storta e dalle 10,30 per la disalimentazione elettrica della linea tra Cesano e Monte Mario per l’allagamento dei binari a Ottavia. Sulla Roma – Cassino (FL6), infine, si registrano ritardi fino a 45 minuti per uno smottamento di terreno sul binario in direzione Cassino nei pressi della fermata di Colonna. La circolazione sta proseguendo alternata sul binario in direzione Roma tra Roma Ciampino e Zagarolo".


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    Il nubifragio di queste ore mette in ginocchio la città completamente in tilt.
    Su Twitter impazza l’hastag #Marinosturaertombino con i cittadini che allegano foto di allagamenti e taggano il sindaco Marino e all’assessore ai lavori pubblici Paolo Masini, per denunciare l’emergenza di queste ore.

    LA DENUNCIA DELL'OPERATORE AMA: "IL COMUNE LATITA" -“La città e allagata, noi operatori dell’Ama facciamo il nostro lavoro che è quello di liberare le caditoie dei tombini. Ma per le fogne il responsabile è il Comune di Roma, che ha un suo ufficio tecnico con una mappa dettagliata dove sono individuati i punti critici della città. Le fogne intasate sono tante ma restano tali. – è la denuncia di un operatore dell’Ama che vuole restare anonimo - Pur non potendolo fare, noi operatori abbiamo sollevato un tombino dalle parti di via Veneto, per renderci conto della situazione, e abbiamo accertato la presenza di un metro e mezzo di terra che ostruiva il passaggio dell’acqua all’interno della fogna. Ma questa situazione, lo assicuriamo, si manifesta in tutta Roma. La competenza è del Comune che, come possiamo constatare, ci pensa sempre in ritardo”.

    INTERVENTI INSUFFICIENTI - In effetti l’allerta meteo su Roma e Lazio è stata diramata da diversi giorni dalla Protezione Civile. E dopo interi quartieri allagati, cittadini rifugiati sui tetti, il traffico e trasporti in tilt, l’esondazione di vari canali in periferia, solo questa mattina a giochi fatti, il sindaco ha attivato una Unità di crisi.
    Ma “manca una visione strutturale del problema - spiega ancora l’operatore - Il nostro lavoro in questo modo è reso vano, perché se noi puliamo le caditoie ma alla base il lavoro non è effettuato bene è tutto inutile”.
    “Il punto è la rete di smaltimento delle acque piovane sulla quale è stato fatto un lavoro di pulizia che ha riguardato all’incirca 30mila caditoie – spiegano dall’assessorato ai lavori pubblici e periferie del Comune – Si tratta della disostruzione da terra di fogliame e altri detriti anche dei sottovia, dei ponti e dei cavalcavia. Un lavoro che è terminato nelle prime settimane di dicembre”. Le caditoie a Roma sono 500mila e con uno stanziamento di 3,5 milioni di euro del Piano “Libera il tombino” molto resta ancora da fare.

    IL COMUNE: "RETE INADEGUATA" -“In giornate eccezionali come oggi la rete di smaltimento non sopporta questo tipo di eventi perché presenta dei problemi strutturali – spiega l’assessorato, anche se - Negli ultimi 5 anni non è stata mai spesa una cifra così importante per la pulizia di tombini e caditoie. Rispetto al passato si è voltato pagina”.
    E i rapporti con l’Ama? Sembra esserci un rimpallo tra l'azienda e il Comune. "Ma il problema - dice ancora l'assessorato - è che i tombini sono tanti e per quanto ci si possa sforzare, anche a livello economico, l’intervento riguarda circa il 10% di queste strutture”.


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    C'è chi propone un giro in barca o chi si è addormentato a Roma, svegliandosi a Venezia. L'ondata di maltempo che ha colpito la città sin dalle prime ore della mattina ha paralizzato il traffico, ma non ha colto alla sprovvista il popolo della rete, che subito ha preso le misure contro l'acqua che straripa: e la dove c'era bisogno dell'"Esercito", oggi serve un #sottoMarino, come recita l'hastag coniato da Johnny Palomba che in poche ore è diventato un tormentone per il popolo di Twitter. Che dopo essersi preso gioco di Alemanno per anni, ribattezzandolo #Aledanno, oggi prende di mira anche il sindaco Ignazio Marino. Colpevole di aver sottovalutato l'emergenza meteo.

    affogano bambini

    Lo stile british del primo cittadino pare proprio non piacere al popolo della rete, che gli rimprovera una gestione totalmente inadeguata dell'evento: "Se stai morendo annegando sotto un ponte il sindaco Marino ti chiede di mandargli una mail. Siamo fuori di testa ormai #sottoMarino", scrive @BrianCarelli. La colpa, come al solito, nell'unica città al mondo dove la Metro chiude quando piove, è quella di aver trasformato un normale evento atmosferico in una catastrofe. “Quello che a Roma chiamano "stato di calamità"- twitta @nicolabrunialti - il resto del mondo lo chiama pioggia”. Fioccano anche testimonianze straordinare: @Robbetta giura di aver “Avvistato Papa Francesco che cammina sulle acque" e nella speranza di raggranellare qualche euro già ha iniziato un piccolo business in pieno centro storico "Affittasi pedalò per tour zona casa scajola vista colosseo #sottoMarino".

    protecizione civile

    I NOSTALGICI - I più critici contro il primo cittadino sono  soprattutto i nostalgici del Sindaco Alemanno, i quali, dal giorno dell'insediamento del chirurgo genovese, aspettavano un evento come questo. “Nessuno aveva comunicato a ‪#Marino l'allerta meteo....? - si domanda Luciano Ciocchetti - Abbiamo ancora un ‪#Sindaco?”, forse sarebbe meglio che "leggesse l'allerta meteo invece dei curricula" aggiunge @fdavello .Non mancano i fans delusi, come@s_giuseppetti che vede in un solo colpo ha visto infrangersi uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale del sindaco: l'attenzione verso i più piccoli "Proprio una città a misura di bambino. #sottoMarino qui affogano!". Nonostante tutto, però, c'è chi perdona il sindaco, forse vittima di un complotto del suo predecessore, che nei giorni della neve perse gran parte della sua credibilità. Almeno è questa l'opinione di @Musci_m, portatore, a suo modo, di una scomoda rivelazione: “Ignà, l'altra notte ho visto @AlemannoTW che intasava i tombini”.


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    Al Cara di Castelnuovo di Porto, un operatore del centro per richiedenti asilo è rimasto folgorato a causa di un corto circuito dovuto all'allagamento del centro dovuto al maltempo. Sul posto è intervenuto il 118 che con l'eliambulanza è riuscito ad entrare direttamente al centro riuscendo a rianimare l'uomo ora ricoverato al Gemelli in codice rosso e in condizioni gravi.

    MIGRANTI IN SALVO SULLA STRUTTURA - Stamattina Paolo Di Vetta dei Blocchi Precari Metropolitani, in contatto con i residenti nella struttura, aveva fatto sapere: "i migranti sono sui tetti del Cara, hanno dovuto abbandonare tutto quanto di corsa per riuscire a mettersi in salvo, mentre del personale che lavora lì sembra non ci sia più traccia. Vigili del Fuoco e Protezione civile intervengano al più presto". Solidarietà ai migranti è arrivata da Fabrizio de Sanctis (segretario della federazione romana del Pdci - Partito dei Comunisti italiani - di Roma). "Chiediamo un intervento immediato perché sia garantita la loro sicurezza. La situazione di maltempo che si sta abbattendo sulla Capitale è una iattura per le condizioni assolutamente inadeguate dei centri richiedenti asilo".

    "PREOCCUPATI PER LA NOTTE" - "È il delirio - racconta Sammy Casadio del Coordinamento cittadino lotta per la casa, in contatto con i residenti del Centro – le persone rifugiatesi sul tetto hanno ricevuto soltanto due panini e una mela a testa per il pranzo, mentre per l’evacuazione le autorità interpellate, ci hanno risposto che prima di domani non si può fare nulla. Ci chiediamo perché questo atteggiamento, visto che invece gli abitanti delle case nell’area del Cara sono stati evacuati o comunque li stanno mettendo in salvo ora". Un’ipotesi spuntata fuori da pochi minuti, aggiunge Casadio, "è quella dell’elicottero, ma si tratta di una soluzione troppo costosa da mettere in piedi". Intanto, conclude, "i migranti, tra cui donne e bambini, rischiano di passare la notte sui tetti, sotto la pioggia".


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    È quasi come se fosse una maledizione, quella che si abbatte su chi promette di governare Roma per rivoluzionarla. O, dicono i maligni, come se dietro ci fosse una strategia: una sorta di ammutinamento amministrativo per far sì che la città resti immobile e scaricare così le colpe sul sindaco Ignazio Marino per abbandonarlo alla prima occasione utile. Quel che è certo è che gli abitanti della Capitale assistono a un’aula Giulio Cesare che da 5 sedute si riunisce per approvare la proposta di delibera sull’anagrafe pubblica dei rifiuti, chiesta a gran voce da molti consiglieri dopo lo scandalo del traffico illecito della monnezza che ha portato agli arresti Manlio Cerroni (patron della discarica di Malagrotta), ma ogni assemblea finisce con un nulla di fatto. L’ennesima prova ieri.

    COMMISSIONE FLOP - Poche ore prima, invece, il flop c’era stato con la commissione sulla razionalizzazione della spesa che avrebbe dovuto discutere del taglio delle auto blu riservate a palazzo Senatorio: il numero legale per aprire la discussione, però, resta una chimera. Una tendenza che il primo cittadino avrebbe voluto invertire con il secondo conclave della maggioranza, in ritiro con la sua giunta e i presidenti dei 15 Municipi. Niente da fare: la notte scorsa la bomba d’acqua che si abbatte su Roma e la corsa per attivare l’unità di crisi e fronteggiare il maltempo. Saltano sia la giunta di oggi pomeriggio che il ‘team building’ di domani. E l’emergenza che, ancora una volta, mette da parte l’ordinaria amministrazione.

    ABUSIVISMO EDILIZIO - Il punto è tutto qui, nella gestione ordinaria. Invece la Capitale sembra essere più portata a una fase emergenziale costante. In cui si entra per obbligo, senza possibilità di scelta, a cui alla fine ci si abitua. Il sindaco ripete, dal timone dell’unità di crisi, che “l’evento è stato di portata eccezionale, ma è chiaro che non si può invertire in pochi mesi una situazione d’incuria e saccheggio dell’ambiente che si è protratta per anni”. La colpa è dell’abusivismo edilizio o di alcuni ‘irresponsabili’ che all’Infernetto o a Piana del Sole hanno “coperto con l’asfalto alcuni canali di scolo”. Ma i cittadini, più che guardare agli errori del passato, si chiedono perché gli interventi arrivino sempre dopo i danni. Un discorso simile a quello dell’anagrafe pubblica dei rifiuti

    ANAGRAFE DEI RIFIUTI - Per oltre 40 anni Manlio Cerroni è stato il ras della monnezza laziale, la necessità di creare un grande albo dei sacchetti nasce solo dopo le inchieste di piazzale Clodio. Serve questo registro, dicono i consiglieri. Convocato in fretta e furia un consiglio straordinario che da tre settimane non riesce a votare il via libera al provvedimento firmato dal radicale Riccardo Magi. Di straordinario, fa notare qualcuno negli uffici del Campidoglio, “c’è solo la durata dell’assemblea che ancora non si esprime sulla questione”. Così come la commissione che avrebbe dovuto iniziare la cura dimagrante per le auto blu. Niente numero legale, per ora le automobili di servizio restano le stesse. E ci si lascia travolgere dalle emergenze. Che fanno saltare anche l’incontro di domani, un tentativo per ricompattare il centrosinistra romano per dare una svolta al governo della città. Quasi come se ci fosse una maledizione. O come se ci si fosse abituati a tutto questo.


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    Non c’è solo la Roma della crisi, ma anche quella che guarda avanti. A supporto di chi vuole sviluppare idee innovative e offrire un luogo  dove consentire a giovani e meno ad imparare a realizzarle, ma anche trovare capitali e costruirsi così un proprio futuro. Questo l’obiettivo di Roma startup, associazione che riunisce il sistema territoriale delle start up romane e che propone un nuovo modo di fare impresa.

    «È un modello all'americana – spiega il presidente Gianmarco Carnovale – dove si lavora in team e si mettono insieme le diverse esperienze tra soggetti diversi. Il motore della nostra iniziativa è l’innovazione. Per questo rifiutiamo il concetto di imprenditorialità tradizionale, e non siamo nemmeno un sindacato di categoria, ma proponiamo un modello dove ci si confronta per competenze diversificate”.

    E i numeri sembrano dare ragione al presidente dell’associazione, come se la grande recessione fosse problema di altri. Qui, difatti, al momento si creano 50 startup all’anno. «Attenzione – aggiunge – sono aziende che creano lavoro soprattutto qualificato, e il nostro obiettivo è arrivare alla creazione di 500  nuove aziende nei prossimi anni. Sicuramente la recessione spinge tanti giovani a guardare avanti e cercare nuove frontiere nel mondo dell’imprenditorialità”.

    Roma startup supporta anche finanziariamente i giovani che vogliono raccogliere la sfida del futuro. «Diciamo – spiega Carnovale – che gli step per arrivare a essere supportati economicamente sono diversi, noi non lavoriamo con le banche, ma attraverso finanziamenti privati e fondi d’investimenti. Dipende anche dal grado di successo del progetto. Per arrivare a questo facciamo un’opera di tutoraggio importante. Abbiamo avuto casi di aziende finanziate da 200mila fino a 500mila euro e le quali oggi sono sbarcate sul mercato globale”.

    Le startup selezionate seguiranno un programma di accelerazione, con mentor specifici per ogni area. “Il programma – sottolinea –  concentrerà proprio sugli aspetti di sviluppo sia dal punto di vista del prodotto sia dal punto vista di gestione del business. I mentor daranno supporto per affinare l’idea, il prodotto e il modello di business. I team delle startup avranno la possibilità di confrontarsi con venture capitalist, startupper, imprenditori di successo. E affinare la propria idea”.

    Un hub della creazione, dunque, in cui le risorse si concentrano,  tutto si velocizza, i mezzi si moltiplicano, le idee si confrontano e perfezionano. L’obiettivo è mettere a disposizione delle community territoriali spazi formativi sui temi di maggiore interesse in collaborazione con università, incubatori e partner locali.

    A più di un anno dalla nascita, infatti, l’associazione è diventata un riferimento istituzionale con più di 40 soci tra cui acceleratori, incubatori, investors, consorzi universitari di innovazione e advisors. Tra cui spiccano i nomi delle più importanti realtà italiane dedicate al mondo dell’innovazione come Enlabs, Lventure, Telecom Italia, Dpixel, Innovaction Lab, Codemotion, i consorzi universitari di Sapienza Innovazione, l’università di Cassino e la John Cabot University

    L’associazione non intende fermarsi qui. Tra i suoi obiettivi anche la valorizzazione dello spazio di coworking (gratuito) che accoglierà quelle startup in grado di dare valore aggiunto, e l’organizzazione di eventi di diffusione culturale e networking.

    “La nostra associazione – conclude Carnovale – comunica ed amplifica ciò che avviene nell’ecosistema, fa network con altri hub, seleziona membri competenti dell’industria, organizza eventi, diffonde cultura d’impresa, dialoga con le istituzioni”.  Un’esperienza che lunedì prossimo, 3 febbraio verrà discussa nella prima riunione della commissione Roma startup, presso l’acceleratore Working capital. 


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    Nessun colpo di scena. A sentire gli esponenti democratici, la commissione di garanzia del Pd non dovrebbe riservare sorprese sul ricorso presentato da Giovanni Bachelet, l’ex deputato bindiano che chiedeva di rivedere la decisione sulle primarie nel Lazio, approvata solo dalla direzione regionale e dall’ex segretario Enrico Gasbarra senza passare per l’assemblea. “Solo un passaggio di forma, nulla più”, sottolineano gli esponenti del partito in via delle Sette chiese. Così non ci sarà nessun annullamento delle candidature, paventato nei giorni scorsi non appena battuta la notizia dell’appello del dirigente dem. Solo un incontro formale, per dare ufficialità alla scelta. Troppo poco il tempo per poter mandare tutto all’aria, visto che i gazebo e i circoli si apriranno fra due settimane per scegliere il successore di Gasbarra.

    LISTE DIMEZZATE- La questione procedurale non preoccupa buona parte dei membri democrat, tutti impegnati nella costruzione delle liste per i nuovi organigrammi - che saranno dimezzati in base al nuovo statuto, passando così da 400 a 200 membri -, con gli elenchi da presentare il prossimo 8 febbraio. C’era chi aveva guardato con favore all’ipotesi di annullamento, sperando in una ricomposizione fra renziani della prima ora e quelli dell’ultimo minuto, saliti sul carro dei vincitori dopo l’incoronazione del rottamatore alla guida del partito nazionale. I fedelissimi del sindaco di Firenze restano sulle loro posizioni e sostengono la corsa di Lorenza Bonaccorsi, deputata e coordinatrice a Roma della mozione Renzi alle primarie del 2012. Con lei il parlamentare Paolo Gentiloni e, notizia degli ultimi giorni, il presidente dell’assemblea capitolina, Mirko Coratti, il “popolarenziano” dato all’inizio come sicuro partecipante ai blocchi di partenza.Gli appoggi che cercava per perorare la sua causa non arrivano, meglio accontentarsi di qualche capolista.

    L'ALTRA SPONDA DEL'ARNO- LDall’altra sponda dell’Arno Fabio Melilli, ex presidente della Provincia di Rieti. Deputato anche lui, ha ricevuto la benedizione Areadem del ministro Dario Franceschini, di Goffredo Bettini (candidato in corsa per le europee), dei marroniani legati all’ex capogruppo in Campidoglio e del parlamentare Umberto Marroni (sempre attento alle questioni romane e sempre in cerca di un ritorno capitolino in grande stile). Non mancano alcuni zingarettiani in consiglio regionale, anche se larga parte dell’area del governatore Nicola Zingaretti preferisce restare in attesa, per schierarsi all’ultimo secondo. L’outsider è Marco Guglielmo, espressione della corrente di Pippo Civati.

    IN ORDINE SPARSO- Nel dibattito interviene anche l’ex viceministro all’Economia Stefano Fassina. Si è dimesso dall’incarico di governo per uno scontro con il segretario Renzi (dopo il famoso “Fassina chi?”) e per una notte era sembrato lui l’uomo ideale dell’apparato che sfida il candidato (donna) del rottamatore. Lui declina l’invito e dalle pagine de l’Unità chiede che “il modello del partito non sia svuotato dalla partecipazione degli iscritti”. Boccia la regola secondo cui con tre candidati non sia necessaria la discussione nei circoli, confinando così “la discussione nella prassi dei gazebo” e prefigurando un congresso “chiuso”. Specchio di un Pd “diviso tra capicorrente”, aggiunge. Alla faccia della candidatura unitaria che in tanti chiedevano, che alla fine non è arrivata. Anzi, nel Lazio anche i renziani marciano divisi.


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    La digos ha fatto delle perquisizioni nei confronti di una persona indiziata di essere l’autore dell’invio dei tre pacchi contenenti delle teste di maiale alla Sinagoga, al museo di Roma in Trastevere ed all'ambasciata israeliana lo scorso 24 gennaio. Il perquisito è un 29enne romano legato agli ambienti dell’estrema destra. Alla sua identificazione si è pervenuti incrociando i dati emergenti dall’esame dei materiali sequestrati, dalle testimonianze delle persone informate sui fatti e dal monitoraggio degli ambienti “d’area”.

    IL giovane sarà sentito a breve dagli inquirenti, il quale è indagato per violazione della legge mancino sull'istigazione e la propaganda dell'odio razziale. Gli inquirenti vogliono ora accertare se il ventinovenne abbia agito di sua iniziativa o se ci siano dei complici.

    Comunque, chi ha spedito i pacchi con la testa di maiale ha usato il nome e, nella lettera che li accompagnava, parole di uno studioso vissuto durante fascismo, uno dei padri dell'antisemitismo, già ministro dell'epoca e ispettore generale per democrazia e la razza, nonché firmatario del manifesto sulla razza: Giuseppe Preziosi. Il dato è emerso durante una conferenza stampa in questura sull'individuazione del possibile autore dell'invio dei pacchi. A casa del 29enne romano è stato trovato un libro di Preziosi: "Giudaismo, bolscevismo, plutocrazia e massoneria".


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