Are you the publisher? Claim or contact us about this channel


Embed this content in your HTML

Search

Report adult content:

click to rate:

Account: (login)

More Channels


Showcase


Channel Catalog


older | 1 | .... | 275 | 276 | (Page 277) | 278 | 279 | .... | 324 | newer

    0 0

    Dopo due mesi ci riprovano. E tentano di togliersi di dosso quel nome che li ha fatti conoscere all’opinione pubblica, ma che oggi non gli piace più: “Forconi”. Perché “noi siamo il popolo italiano", dicono. Oggi torna a Roma il 'Coordinamento 9 dicembre-Associazione resistenza italiana' e, anche se prova a cambiare sigla, gli slogan sono quelli di sempre: "Resistere a oltranza per difendere la Costituzione". L’obiettivo del comitato formato da autotrasportatori e agricoltori, appoggiato da cittadini, disoccupati, precari, ambulanti, è di mandare a casa "la classe politica corrotta". Per questo da due notti un gruppo di militanti è in presidio a piazzale dei Partigiani, di fronte alla stazione Ostiense. Da qui partirà un corteo "autorizzato dalle forze dell'ordine"; ma è solo un modo per scaldare i motori, perché i manifestanti si dicono pronti a raggiungere anche il Parlamento. È l’ala più radiale del coordinamento, quella che fa capo all'agricoltore pontino Danilo Calvani  e che preferì scegliere una strada diversa dalla corrente 'moderata' guidata dal siciliano Mariano Ferro. Le reciproche delegittimazioni spaccarono il movimento e decretarono il fallimento della manifestazione nazionale.

    GLI SLOGAN DEL PRESIDIO - Quei giorni, però, nella mente di chi è corso a Roma, sono lontani e tornano in piazza i tricolori, gli articoli della Costituzione, slogan contro il governo "che deve dimettersi subito", ma anche un 'Bruciamo Montecitorio'. E come sempre non manca qualche braccio teso, in contrasto con il pacifismo e la verginità politica sempre dichiarati e rivendicati dal movimento. I primi ex-Forconi sono arrivati nella Capitale al termine di quello che hanno definito come 'cammino della libertà', partito quasi un mese fa da tutto il Paese e avevano montato una capanna-presidio in legno e tela blu, circondata da una decina di tende a igloo. Da rimuovere però, visto che solo il presidio è autorizzato ma non l'accampamento. Immediata la reazione di Calvani, che si scaglia contro il Campidoglio: "Questa manifestazione era stata preavvisata da un mese - ha detto - avevamo detto che sarebbero arrivate migliaia di persone, abbiamo protocollato tutto. Ma il Comune di Roma, questa classe politica, se ne infischia di assistere gli italiani. Ci stanno sabotando".

    LE RIVENDICAZIONI - In piazza le stesse richieste e lamentelE. C’è chi racconta di avere "cinque figli e di non poter pagare l'affitto ", ci sono anche il disoccupato e il cassintegrato. Tutti convinti che per uscire dalla crisi ci sia un’unica soluzione: un taglio netto con il passato. Chiedono indietro i soldi “rubati” dai politici. Calvani è convinto che lo scorso 9 dicembre è iniziata "una rivoluzione etico-culturale italiana, pacifica e non violenta". E ne parla con orgoglio, rivendicando il successo, anche se al presidio di piazza del Popolo la partecipazione fu molto ridotta rispetto alle aspettative del coordinamento, l'organismo che riuniva al proprio interno tutte le correnti del movimento dei forconi. Allora si attendevano almeno 15mila persone, ma i manifestanti non arrivarono a 3mila. La giustificazione del leader pontino: “Molti treni non sono arrivati perché rotti”. Anche se i numeri così bassi certificavano il fallimento di un’iniziativa, dovuta anche alla spaccatura interna. Faglia in cui provano ad inserirsi alcune centinaia di persone di Casapound, i ‘fascisti del terzo millennio’ che ai presidi non fanno mai mancare le bandiere tricolore.

    A CASA I MODERATI - Mentre preferì farsi da parte la linea più conciliante guidata da Mariano Ferro, il capo dei forconi siciliani e Lucio Chiavegato, presidente di Life, Liberi imprenditori federalisti europei, che si erano detti disponibile a mediare con l'esecutivo per vedere riconosciute le proprie richieste. Entrambi rinunciarono temendo la possibilità di infiltrazioni nel movimento che potrebbero rovinare la protesta, annunciata pacifica, degli altri dimostranti. Calvani non si preoccupa di una parte di quella destra sociale che prova a mettere il cappello sulla protesta. E parla di "una classe politica degenerata. Stiamo combattendo per la nostra sovranità, vogliamo il rispetto della Costituzione: questa non è eversione. E' un colpo di Stato contro i cittadini italiani se ci mandano l’esercito contro. Abbiamo diritto di esprimere la nostra rabbia, decideremo come".


    0 0

    Il corpo privo di vita di un uomo è stato trovato questa mattina nei giardini di piazza Ragusa. Si tratta di un uomo di 53 anni. A notarlo alcuni passanti che hanno avvertito il 118.

    Sul corpo nessun segno apparente di violenza. Si ipotizza si tratti di un senza fissa dimora morto per cause naturali. Sul posto la polizia di Stato. 


    0 0

    E' di nuovo allerta maltempo nella Capitale, e il traffico va in tilt lungo tutte le principali arterie cittadine. In particolare si registrano code sulle consolari Aurelia, Flaminia, Appia.

    STRADE CHIUSE - Le frane di questi lunghi giorni di pioggia compromettono in particolare la viabilità del quadrante nord-ovestChiuso al traffico, in entrambe le direzioni, via di Brava tra via del Pescaccio e via della Vignaccia dove è ceduto il manto stradale. Divieto di transito in via della Maglianella causa smottamenti tra via di Boccea e A90 Circonvallazione Settentrionale. Traffico intenso su via del Foro Italico con code tra via Salaria e viale di Tor di Quinto in direzione Galleria Giovanni XXIII in entrambe le direzioni. Ripercussioni su viale delle Medaglie d'Oro con code in direzione di circonvallazione Trionfale. Resta infatti chiusa via Trionfale, per gli smottamenti avvenuti nella notte tra venerdì e sabato, tra via di San Tommaso d'Aquino e via Carlo Evangelisti in entrambe le direzioni. Nelle stesse condizioni, per lo stesso motivo, anche viale dei Cavalieri di Vittorio Veneto. A causa caduta albero in via di Trigoria, le linee 707 e 077 (RomaTpl) hanno registrato forti ritardi. 

    GLI INCIDENTI - A complicare la mattinata degli automobilisti gli incidenti. Il primo, un maxi tamponamento intorno alle 7.15 su via Flaminia in entrata verso Roma. Nello scontro sono rimaste coinvolte due autovetture e due autocarri venuti a contatto all'altezza del centro commerciale Euclide. Nello scontro ci sarebbero alcuni feriti, non in modo grave. Il traffico è stato deviato verso viale di Tor di Quinto. A via dell'Acqua Vergine veicolo ribaltato e chiusura temporanea tra via Collatina e via Colle della Valentina. Ieri sera, invece, intorno a mezzanotte e mezza si sono scontrati due tram. I mezzi si sono tamponati su viale Regina Margherita, all'altezza del civico 157. A causa dell'impatto uno dei tranvieri è rimasto ferito e trasportato in codice rosso all'ospedale Umberto I. 

    FIUMICINO, ALBERO CADE SU AUTO: RAGAZZA FERITA - Una Smart, poco prima delle 13, e' stata centrata in pieno da un albero su via Bezzi, all'Isola Sacra a Fiumicino. Alla guida c'era una ragazza con a fianco al madre. La ragazza e' stata soccorsa dai sanitari del 118 e si trova all'interno dell'ambulanza. Sul posto sono accorsi i vigili del fuoco, i vigili urbani e uomini della protezione civile.

    LAVORI PUBBLICI– Intanto riprendo le polemiche sull'operato dell'amministrazione capitolina. Su Twitter il leader de La Destra, Francesco Storace, sferza il primo colpo: “Se ci vuole un'ora per fare un chilometro in Balduina, come si chiama lo scienziato del Campidoglio con cui dobbiamo prendercela?” scrive. Mentre l'assessore ai Lavori Pubblici e Periferie di Roma Capitale, Paolo Masini, fa sapere dai microfoni di Radio Città Futura che “nelle prossime 24 ore dovremmo riuscire a riaprire la Panoramica”. Masini ha poi lanciato un appello “alla pazienza” ai cittadini del quadrante colpito maggiormente dal maltempo.

    DOMANI LA COMMISSIONE MOBILITÀ A PRIMA PORTA - "Domani alle 11 la commissione consiliare Mobilita' si riunira' a Prima Porta, per poi proseguire con un sopralluogo nella zona nord della citta' per verificare le condizioni della viabilita'". Lo comunica, in una nota, Annamaria Cesaretti, consigliera di Sel e presidente della commissione Mobilita' del Comune di Roma. "La situazione - prosegue - in molte zone della citta' resta drammatica. Servono interventi straordinari di messa in sicurezza del territorio, di prevenzione e di sistemazione dei luoghi maggiormente colpiti dall'alluvione. Chiediamo di intervenire con urgenza presso il Governo per la deroga ai vincoli del Patto di stabilita' al fine di consentire lo sblocco dei fondi per contrastare l'emergenza di questi giorni".

    STRADE CHIUSE: ECCO TUTTI I BUS DEVIATI - Strade chiuse a Roma per le frane, le buche e gli allagamenti causati dall'ondata di maltempo che si e' abbattuta sulla Capitale. E traffico deviato dai normali percorsi in molte zone. Ecco la mappa delle modifiche ai bus riportata dal sito dell'Agenzia per la mobilita': - Linee 05, 014 e 015 - Cedimento del manto stradale in via dell'Idroscalo, solo in direzione Baffigo/Idroscalo sono deviate in via Baffigo e via Mastrangelo. - Linea 022 - In direzione Asisium, normale percorso. In direzione Prima Porta, percorso normale fino a via delle Galline Bianche, poi rampa di immissione sulla Flaminia direzione Roma Centro, che viene percorsa fino a dopo il ponte del Gra, quindi via Fornace Vignolo, Gra sino a uscita Flaminia/Prima Porta, via Flaminia (viadotto Giubileo del 2000), via Tiberina, piazza Saxa Rubra, percorso normale. - Linea 023 - In direzione del capolinea Candoni, da Malagrotta percorre via Aurelia in direzione Centro fino al cavalcavia per via Guerra, poi prosegue per la stessa via Guerra, via del Casale Lumbroso fino a via di Malagrotta, percorso normale. I bus diretti al capolinea Malagrotta: percorso regolare fino a via di Malagrotta altezza incrocio con via del Casale Lumbroso, quindi via del Casale Lumbroso fino all'incrocio con via Romano Guerra, poi via Guerra sino all'immissione su via Aurelia direzione Malagrotta, percorso su via Aurelia fino allo svincolo di Malagrotta, capolinea. - Linea 025 - Percorso circolare, capolinea unico a largo Mombasiglio: in direzione 'Formichi', la linea e' limitata all'altezza della fermata Boccea/Trino da dove inizia la corsa di ritorno. Ventuno fermate vengono disattivate sino al ripristino del normale percorso. - Linea 028 - La deviazione si protrarra' per tutto il tempo necessario a ripristinare lo stato dei luoghi in via della Maglianella, dove le piogge hanno causato lo smottamento della collina laterale alla carreggiata. In direzione della stazione Aurelio, i bus percorrono via Achille Luigi Bonanome, via Gino Frontali, via Ubaldo Angeletti, via Antonio Maglio e via Suor Maria Agostina. Al ritorno, normale percorso sino a via della Maglianella e poi i bus proseguono per il raccordo anulare sino all'uscita di Boccea. - E ancora: - Trionfale - Chiusa, in entrambe le direzioni, tra via Carlo Evangelisti e via San Tommaso D'Aquino. - Cassia - Chiusa per uno smottamento tra piazza dei Giuochi Delfici e via Vilfredo Pareto. Possibile percorso alternativo su via Due Ponti e viale di Tor di Quinto. - Via della Maglianella - Chiusa tra via di Boccea e l'Aurelia escluso il traffico locale. Chi arriva dalla Boccea con direzione Gra deve percorrere via Casal del Marmo. - Viale di Tor Marancia - Voragine lungo la strada, chiusura al traffico da via Annio Felice in direzione Colombo. - Via di Malagrotta - Chiusa per il cedimento del ponte di collegamento da Ponte Galeria all'ingresso della raffineria. - Boccea - Per smottamenti, senso unico alternato all'altezza del chilometro 15. - Via della Muratella - Chiusa per voragine, in entrambe le direzioni, tra via Cristoforo Sabbadino e via Geminiano Montanari, nel comune di Fiumicino.


    0 0

    Un gruppo di giovani famiglie di Ostia, sostenute dal Comitato Popolare di Lotta per la Casa, questa mattina ha occupato lo stabile in via Ottone Fattiboni, (ex ufficio di Collocamento). "Il recupero di uno stabile in disuso per riprendere in mano il proprio futuro e quello dei propri figli per auto-costruire un'abitazione, in una città stritolata dalla morsa del precariato e della disoccupazione, è l'unica certezza oltre alle proprie braccia - scrive il Comitato in una nota - all'interno della struttura verranno costruiti dei piccoli appartamenti senza nessun costo per la collettività".

    "Nessuna azione di forza dovrà essere intrapresa - dichiara il capogruppo Sel in Campidoglio, Gianluca Peciola - abbiamo inserito nella delibera 88 sull’alienazione del patrimonio immobiliare di Roma Capitale il finanziamento di progetti di autorecupero e autocostruzione. Riteniamo che di fronte ad un dramma che colpisce sempre più famiglie a Roma, servono risposte concrete da parte dell’amministrazione".


    0 0

    E’ partito per sempre Bruno Boschin, lui che intorno al viaggio ha costruito la sua vita. Se ne è andato sabato scorso, lasciando in eredità a Roma la Libreria del viaggiatore. Un sogno nato nel 1991 insieme ad altri due amici. Il lavoro in una multinazionale francese a Boschin stava stretto, così in poco tempo abbandonò  un’occupazione sicura e trasformò quello che era un negozio di frutta e verdura in via del Pellegrino in una libreria specializzata sul viaggio.

    Diecimila titoli stretti sugli alti scaffali di legno e divisi per grandi aree geografiche: cartine, guide, dizionari, ma anche e soprattutto letteratura e saggi locali, bagaglio irrinunciabile per entrare nello spirito dei posti. Grande attenzione è rivolta alla piccola editoria di qualità, come Corbo e Fiore di Venezia. “La nostra particolarità – aveva detto in un’intervista - è quella di offrire non i grandi classici reperibili ovunque, ma evocazioni insolite di atmosfere e di luoghi. Buenos Aires diventa Borges, la Bretagna è raccontata dalla penna di Pierre Loti con il suo affresco sulla vita dei pescatori a fine Ottocento”.

    La sua soddisfazione più grande era riuscire a far viaggiare dalla poltrona. “Uno dei miei clienti più rappresentativi – racconta in un’altra intervista – è un pendolare tra Roma e Napoli che cercava libri per viaggiare davvero”. Al 78 di via del Pellegrino entrano i clienti affezionati, ma anche i curiosi attratti dall’atmosfera polverosa e allo stesso tempo magica della libreria old style. E una volta dentro è difficile restare delusi. In pochi metri si risale il Congo da Kinshasa fino a  Kisangani con Moravia e le sue Lettere dal Sahara, ma si scoprono anche i migliori posti dove baciarsi a Parigi, grazie a una piccola guida in bella vista sullo scaffale dedicato alla Francia. Boschin curava il catalogo come un vero esploratore perché ai clienti non mancassero chicche e sguardi originali sui luoghi da visitare, fisicamente, per chi poteva permetterselo, o anche solo con la mente per chi, come lui, non poteva o non voleva lasciare “casa”. La sua era la libreria del viaggiatore, un emporio di idee avventurose, come amava definirla.


    0 0

    Dopo l'insuccesso della manifestazione di stamattina, è rottura tra il presidio romano di piazzale dei Partigiani e il leader Danilo Calvani. Paolo, uno dei portavoce del presidio, attacca: "È stato un flop, ci avevano detto che saremmo stati 10.000, poi 3.000, invece eravamo 200. Abbiamo fatto una figura di m.... Dobbiamo staccarci da leader, capelloni, e quant'altro, che hanno voluto far fallire. Nel giro di uno-due giorni dobbiamo fare un'azione concreta, abbiamo i numeri per farlo". Rincara la dose il coordinatore Alessio Provaroni: "I leader come Calvani non hanno fatto un c...". Nel frattempo ci sono dei gruppi che si stanno organizzando per raggiungere Montecitorio e consegnare le petizioni.

    Danilo Calvani

    CALVANI - Risponde Calvani: "Stasera come responsabili del Coordinamento 9 dicembre chiuderemo il presidio di piazzale dei Partigiani, che non riconosciamo perché non fa parte del Coordinamento. Ora ci stiamo spostando nella chiesa di S. Maria Maggiore. Lo facciamo perché stamattina durante la manifestazione 4-5 persone hanno fatto dei saluti romani e noi del Coordinamento non tolleriamo questi gesti". Calvani respinge al mittente le accuse di flop da parte dei coordinatori del presidio di piazzale dei Partigiani: "Non c'è stato nessun flop, le 3.000 persone che avevo annunciato sono vere, c'erano in questi giorni e nei prossimi. Molta gente, però, si è rifiutata di scendere in piazza ed è rimasta sotto i portici per motivi politici. Alcuni cittadini, infatti, ci hanno fatto notare come l'associazione Resistenza italiana, del presidio di piazzale dei Partigiani, è espressione di un partito politico Socialismo Nazionale. Mi sento responsabile per non aver impedito questo manifesto politico e di questo chiedo scusa". In merito ad altri movimenti politici nelle scorse manifestazioni, l'agricoltore pontino ha precisato: "Casapound per esempio quando è venuta si è comportata bene. Quattro persone invece con i loro saluti, hanno fatto incazzare il resto, facciano la loro scelta politica". I manifestanti vicini al leader hanno occupato la chiesa e dichiarano: "Faremo lo sciopero della fame fino a quando Papa Francesco non ci darà udienza". A dirlo è Salvatore, ex guardia giurata, ora disoccupato, coordinatore del presidio di Pordenone, del movimento che fa capo all'agricoltore pontino Danilo Calvani. L'atto di protesta coinvolge, spiega "persone civili, operai, disoccupati, mamme, casalinghe, ridotti ormai alla fame. Stiamo facendo questo per imprenditori e disoccupati che si sono suicidati per la crisi". La ventina di occupanti ha incontrato la gendarmeria vaticana in servizio nella Basilica, ribadendo le loro volontà e ottenendo per il momento il permesso di restare nell'edificio ecclesiastico. Intanto sono stati allontanati i manifestanti riconducibili ad un'ala dei Forconi che si erano radunati alle spalle di Montecitorio. Alcuni dei partecipanti al presidio sono stati portati in commissariato per essere identificati. In strada è rimasta una piccola delegazione che vorrebbe consegnare un documento ai parlamentari.

    IL PRESIDIO - Stamattina si sono ritrovati in piazzale dei Partigiani in circa 200. Si definiscono cittadini del Coordinamento 9 dicembre, e non amano essere chiamati “forconi”. Intorno alle 11 è arrivato il leader del movimento Danilo Calvani che ha dichiarato: "Abbiamo cambiato strategia, non ammasseremo la gente in un giorno solo, ma la distribuiremo in più giorni, a turni. Faremo un presidio a oltranza, non escludiamo manifestazioni eclatanti ma civili e non violente”. Ci sarà una manifestazione finale? “Non lo so, l'obiettivo è vincere la guerra, le decisioni le prenderemo insieme. Non c'è un capo, né un partito, è la lotta del popolo italiano". Calvani ha poi attaccato il Comune di Roma per non aver concesso ai manifestanti il permesso di montare le tende: "Siamo rammaricati che il Comune in maniera vergognosa non ci abbia concesso di mettere le tende, non solo qui ma anche in un altro punto dove loro volevano, dopo aver protocollato la richiesta con un mese di anticipo". "Non siamo organizzati è vero - ammette Calvani - ma questa è una rivoluzione etico-culturale vera, che veramente può segnare il futuro del nostro Paese. Credo che ce la faremo".

    IL CORTEO - Intorno a mezzogiorno il corteo è partito verso Piramide. Bandiere tricolori e Inno di Mameli scandiscono la marcia. Bloccano il traffico a piazzale Ostiense.. Un'azione che ha in parte sorpreso le forze dell'ordine che accompagnavano il corteo, costrette a spostarsi velocemente per seguire i gruppetti di cittadini in movimento sulla piazza. Striscioni tricolori sui binari del tram, cori e tentativi di deviare dal percorso previsto verso piazzale dei Partigiani.

    Un manifestante del Coordinamento 9 dicembre è salito sulle impalcature del restauro della Piramide Cestia. L'uomo, sulla cinquantina, ha una felpa blu con la scritta "Italia" a caratteri cubitali e sta percorrendo i ponteggi, facendo gesti di esultanza. Ha sventolato una bandiera tricolore e disteso il braccio destro facendo saluto. Nel frattempo lo hanno raggiunto altre quattro persone, portando anche loro drappi tricolori. Intanto rimangono in piazza gli altri manifestanti: durante l'inno d'Italia, alcuni hanno eseguito il saluto romano.

    BLOCCO DEL TRAFFICO - Il corteo è poi tornato a piazzale dei Partigiani. Dopo il breve blocco del traffico a piazzale Ostiense, i cittadini provenienti da varie parti d'Italia hanno provato a proseguire la loro marcia fronteggiando il cordone degli agenti che aveva il compito di indirizzarli verso le tende del presidio. Un gruppo ha cercato di premere contro le forze dell'ordine schierate in linea all'altezza del gabbiotto dell'Atac, trovando però la loro opposizione. Per i partecipanti al presidio rimane l'allerta per la possibilità di sgombero, visto il mancato rinnovo del permesso da parte delle autorità comunali. Un manifestante afferma: "Dobbiamo pretendere legalità dal sindaco!", un altro risponde: "Ma andiamoci dal sindaco no!", incoraggiato dai cori a sostegno di un gruppetto di persone."Agite o parlate!" intima un altro ancora, ma a chiudere la contesa è il sibillino commento di un signore sulla cinquantina, che placa per il momento gli animi: "State buoni, vedrete domani a Montecitorio, se non ne possiamo parlare ora ci sarà un motivo, no?"


    0 0

    La scomposizione dell’atomo. Il rimpasto delle deleghe voluto da Ignazio Marino è un passo verso il cambiamento, ma non quello chiesto dal Pd. Così dopo, dopo il valzer di responsabilità firmato a dicembre, tocca a Silvia Decina e Mattia Stella. La prima, a capo della segreteria particolare dell’inquilino di palazzo Senatorio, da oggi si “occuperà dei rapporti con le forze politiche”; il secondo, delegato all’attuazione del programma, “curerà i rapporti con la giunta” coordinata dall’assessore alla Scuola Alessandra Cattoi. Una scelta che arriva a tre giorni dall’addio del capo segreteria Enzo Foschi, lo zingarettiano richiamato dal partito che in realtà è la prima testa a cadere nell’organigramma.

    L'INNER CIRCLE - Nessun aggravio di costi per il Campidoglio assicura Marino, che spiega i motivi della sua decisione: “Ho scelto di affidare questo delicato incarico istituzionale a due figure di comprovata competenza che godono della mia piena fiducia. Sono certo che porteranno nuovi stimoli e idee fresche all’attività politica, in continuità con quanto fatto in questi mesi da Foschi, che continuerà a rappresentare un punto di riferimento per tutti noi”. Ma le distanze con i democratici non sembrano colmarsi. I consiglieri dem chiedono un cambio di passo, magari iniziando dalla squadra di governo. Il sindaco, però, lascia tutto com’era. Dopo il conclave di sabato scorso, con assenze che fanno rumore - su tutte quella del presidente dell’assemblea capitolina, Mirko Coratti - , ad essere promosso è ancora una volta l’inner circle del chirurgo.

    LE DELEGHE CHE VIAGGIANO - Sotto i riflettori sia Decina che Stella c’erano già finiti. La prima, dopo essere stata segretaria particolare di Walter Veltroni, conquista 143 mila euro lordi di stipendio, senza le competenze richieste per l’incarico accusano da destra. Al secondo vanno 14 mila euro lordi, che dopo il programma di Marino è andato a occuparsi del “coordinamento, monitoraggio e verifica degli obbiettivi programmatici”. L’accusa: per la mansione non risulta nella lista delle “responsabilità amministrative”, per questo non sarebbe stato possibile assegnargli la qualifica dirigenziale. Due mesi fa, invece, il ‘rimescolamento’ aveva toccato l'abbattimento delle barriere architettoniche, passato dall'assessorato alla Scuola di Alessandra Cattoi a quello alle Periferie di Paolo Masini; mentre il Car di Guidonia aveva traslocato a Roma Produttiva di Marta Leonori lasciando quello all'Ambiente di Estella Marino, a cui andarono le deleghe sulla Protezione civile.

    LE BARRICATE DELL'AULA - La partita più delicata però si gioca sul fronte dell’assemblea capitolina, bloccata ormai dall’inizio dell’anno. Domani in aula Giulio Cesare sarà riproposta la delibera sull’anagrafe pubblica dei rifiuti, chiesta dopo lo scandalo monnezza che coinvolge Manlio Cerroni, e ferma da sette sedute grazie ai consiglieri del Pd che fanno sistematicamente cadere il numero legale in assemblea. Che Mirko Coratti, dopo aver portato a casa il bilancio previsionale 2013, non ha più guidato. Nonostante la sua assenza dal ritiro di due giorni fa e la battuta al vetriolo del primo cittadino (“Coratti è andato a giocare a calcetto con i figli”), il presidente del Consiglio comunale nega i mal di pancia. Anche se oggi dalle pagine di un quotidiano ha dato al primo cittadino un ultimatum, neanche troppo velato: la verifica ci sarà il primo luglio del 2014, giorno del primo anniversario dell’èra Marino. Il giudizio sarà sui contenuti, promettono, ma il messaggio è chiaro: il Pd è stanco di aspettare lo scatto in avanti dell’inquilino del Campidoglio, che continua a marcare le distanze con i consiglieri della sua maggioranza. Come dimostra il secondo rimpasto di deleghe in due mesi, che, ancora una volta, promuove due suoi fedelissimi.


    0 0

    Aria di crisi e lavoratori in agitazione alla Fiera di Roma di via Portuense per la messa in mobilità di alcuni dipendenti. A denunciarlo è la Rsa Cgil Filcams, che ha indetto uno sciopero di 4 ore e una mobilitazione davanti alle sedi dei soci pubblici di Investimenti spa (Comune, Regione e Cciaa), la società proprietaria di Fiera di Roma Srl.

    "I sindacati territoriali hanno incontrato l’azienda per la definizione di un’alternativa ai licenziamenti voluti da Investimenti spa, socio unico e controllante di Fiera Roma Srl - raccontano i sindacalisti - La stessa Investimenti spa, in seguito alla crisi, ha fatto redigere un piano industriale che alleggerirebbe il bilancio di Fiera di 1,5 milioni già dal 2014, con la messa in mobilità di 30 lavoratori, poi scesi a 10 in seguito alla trattativa, per poi riassumere nuovo personale con nuove qualifiche dopo la modifica di destinazione d’uso dei padiglioni per farne spazi adibiti a convegni, congressi ed eventi. Investimenti spa è partecipata da soci pubblici, i quali, pur essendo stati invitati a partecipare al tavolo di confronto, non si sono mai presentati".

    Secondo i sindacati, solo i soci pubblici, e non Fiera di Roma, sarebbero in grado di dare risposte circa il futuro della struttura legato a operazioni come la vendita dell'ex fiera sulla Colombo. "Per questo - annunciano i sindacati - faremo nei prossimi giorni 4 ore di sciopero e andremo a protestare davanti alle sedi dei soci pubblici quando ci saranno riunioni del consiglio comunale in Campidoglio, oppure del consiglio regionale alla Pisana o del consiglio camerale a piazza di Pietra". Le prime 4 ore di sciopero e il primo sit-in si terranno domani in Campidoglio, in concomitanza con la seduta dell'Assemblea capitolina.


    0 0

    La ruota panoramica del Luneur tornerà a far parte dello skyline del quartiere. La giostra, rimossa lo scorso autunno, a breve dovrebbe essere riposizionata nel celebre parco giochi, in fase di ristrutturazione dopo aver chiuso i battenti nel 2008. Ad annunciarlo è il presidente di Eur spa, Pierluigi Borghini.

    RIMOZIONE TEMPORANEA - "Come ebbi modo di verificare, insieme al presidente del Municipio IX Andrea Santoro, il 19 settembre - afferma Borghini in una nota -  confermo oggi che la ruota panoramica del lunapark mancherà soltanto per un breve periodo. La giostra, infatti, è stata rimossa temporaneamente per essere sottoposta ad opportune quanto necessarie opere di revisione e manutenzione, ma tornerà molto presto a far parte dello skyline del quartiere e a girare nel parco per la gioia di tutti i cittadini".

    I LAVORI - "La ruota panoramica versava in un grave stato di abbandono - conferma Antonio Abete, presidente di Luneur Park Spa - si è deciso quindi di smontarla (operazione che si è conclusa a fine ottobre del 2013) per essere opportunamente restaurata in tutte le sue parti e per metterla in in sicurezza. La ruota tornerà presto nella sua storica posizione e continuerà ad essere il simbolo del Luneur Park".


    0 0

    Le terre abbandonate saranno coltivate. Lo ha deciso l'Arsial, l'Agenzia regionale per lo sviluppo dell'agricoltura nel Lazio che ha lanciato il primo bando 'Terre ai giovani', con cui metterà a disposizione degli imprenditori agricoli, in particolar modo ai giovani fino ai 39 anni, 320 ettari del patrimonio agricolo pubblico. L'iniziativa è stata presentata questa mattina in Regione dal governatore del Lazio, Nicola Zingaretti. l'assessore regionale alla Agricoltura, caccia e pesca, Sonia Ricci e il commissario straordinario dell'Arsial, Antonio Rosati.

    IL BANDO - Il bando verrà pubblicato il 5 marzo, a seguito dell'avviso pubblico per la manifestazione di interesse all'affitto di terreni da parte di cittadini residenti nella regione Lazio. L'obiettivo è quello di rigenerare terreni, che altrimenti resterebbero incolti, e di offrire nuove opportunità lavorative in un momento di grande crisi economica. Oltre all'affitto del terreno, verranno garantiti agli agricoltori, con sede sociale in uno dei Comuni del Lazio, assistenza tecnica e tutoraggio. Questo l'iter della sperimentazione, spiegato tappa per tappa dal commissario Rosati: "Quindici giorni per la manifestazione di interesse, dopodiché si aprirà una fase di concertazione per procedere con la pubblicazione del bando il 5 marzo che resterà in piedi sessanta giorni. Poi formeremo una commissione specializzata e, sulla base dei progetti e dei piani di investimento, assegneremo i terreni e procederemo all'erogazione immediata delle risorse che sono in cassa".

    STANZIATI OLTRE 600MILA EURO - I 320 ettari di terre, siti nelle province di Roma e Viterbo, saranno dati in affitto per 15 anni, "rinnovabili per altri 15 su richiesta del concessionario (escluso il tacito rinnovo) e sulla base di un attività produttiva - ha aggiunto Rosati - se non c'è produttività, i terreni ritornano ad essere bene collettivo". Nell'ambito di questa iniziativa verranno stanziati 150 mila euro per le start up, 500 mila euro per la parte investimenti, garantiti presso le banche dal patrimonio Arsial: "Verranno messi in un fondo di garanzia del mondo agricolo - ha precisato Rosati - Il patrimonio Arsial è sicuro e ci permette di abbassare ulteriormente i tassi di interesse". Il canone verrà richiesto all'inizio del quarto anno quale ulteriore forma di incentivazione, e sarà calcolato sulla base dei valori correnti di mercato rilevati dagli Enti pubblici e adeguato alle effettive condizioni dei terreni.

    DOVE SONO LE TERRE - Le terre della Provincia di Roma si trovano nei Comuni di: Roma, (tenuta Quarto degli Ebrei e Mazzalupetto), Cerveteri e Ladispoli, Magliano Romano e Nazzano. Nella Provincia di Viterbo, invece, i terreni appartengono al Comune di Montalto di Castro, il Comune di Proceno ed a Tarquinia. "Questa è una iniziativa meritoria che, in un momento di disaffezione politica, va verso i cittadini - ha commentato il testimonial della sperimentazione, l'attore Massimo Ciavarro, agricoltore dal 1986 - Questo bando, oltre a dare le terre, offre altri vantaggi fra i quali un affitto praticamente nullo nei primi tre anni, con dei diritti di prelazione nei successivi e provocherà anche un credito agevolato con interessi molto bassi per gli agricoltori. E' un'iniziativa che va a sostenuta".

    BONAFONI: “FERMATE LE SVENDITE, ORA LA LEGGE REGIONALE” - "Oggi inizia davvero una nuova stagione per i tanti giovani agricoltori, uomini e donne, che hanno scelto la terra come loro futuro lavorativo e di vita e che grazie all’impegno della giunta Zingaretti, dell’Arsial e del Consiglio regionale avranno a disposizione uno strumento concreto per realizzarlo” ha commentato la consigliera regionale Marta Bonafoni (Per il Lazio), che per la riappropriazione delle terre pubbliche si è spesa fin dall'insediamento dell'amministrazione regionale (qui una rubrica della consigliera per Paese Sera). "Questo significa per noi mettere a valore un territorio, senza svenderlo agli interessi del mattone, attraverso un percorso che, come questo del bando sulle terre, ha visto il coinvolgimento delle associazioni di categoria, dei comitati, dei movimenti che si battono per una agricoltura nuova e rigenerata – ha aggiunto Bonafoni - ora la sfida passa in Consiglio: la nuova legge che prevede l’assegnazione delle terre a gruppi di giovani e realtà già radicate sul territorio, rappresenta un passaggio importantissimo per la difesa del suolo dall’abbandono e dall’incuria, il rilanciare della produttività e la competitività delle imprese agricole del Lazio”. “Uno snodo centrale delle politiche sociali, culturali e agricole della nostra Regione sulle quali ci siamo impegnati da subito e che ci permette oggi di dare una risposta anche alla crisi economica – ha concluso - è questa anche la strada maestra per uscire dallo stallo e restituire nuova linfa ad idee a progetti ed entusiasmo di tanti agricoltori che intendono investire ancora in un mestiere antico e affascinante in grado di produrre crescita anche in termini di Pil".

    ZINGARETTI E RICCI: “L'AGRICOLTURA CONTRO LA DISOCCUPAZIONE” - "Riteniamo fondamentale che il terreno agricolo del Lazio venga messo a disposizione per creare ricchezza a questa Regione – ha dichiarato l'assessora Ricci - l'agroalimentare è un settore che, nonostante la crisi, continua a dare segno positivo, il 2013 chiuderà al +10 per cento, e non solo in termini di fatturato ma anche di occupazione. E' un settore da guardare con attenzione". “Seguiremo la vicenda, se tutto andrà bene, continueremo affinchè non ci sia neanche un metro quadro di terra pubblica incolto o, peggio, lasciato alla speculazione, ma diventi un'opportunità, per chi vuole creare un'impresa e chi vuole inserirsi nel settore del paesaggio” ha detto il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti. “A me piace usare il termine start up anche per le imprese agricole - ha aggiunto Zingaretti - che vuol dire anche aiutare una cooperativa a trasformare in un'azienda delle terre pubbliche. Il Lazio lancia questa esperienza pilota per mantenere un impegno preso e perchè vogliamo lottare di fronte a processi degenerativi segnati dai tassi di disoccupazione e dal crollo del Pil". Zingaretti ha definito questa iniziativa un progetto "culturale, economico e sociale di valorizzazione, in cui l'ente Regione si rende utile a parte della comunità per avviare un nuovo processo produttivo e di integrazione sociale". "E' molto difficile il percorso che si apre oggi - ha concluso - ma le difficoltà in Italia hanno portando per decenni ad avere paura di provarci, noi vogliamo rompere questa paura e aprire la sperimentazione". 


    0 0

    Lo storico mercato di via Sannio, a San Giovanni, si rifà il look. Il progetto di riqualificazione c'è ma il Comune deve sboccare i 2 milioni di euro stanziati dalla giunta Alemanno e bloccati dal Patto di stabilià, per poi reperire i restanti fondi per il completamento dell'opera. Per iniziare i lavori di riqualificazione è indispensabile che il cantiere della Metro C arretri e questo avverrà, secondo quanto riferiscono i tecnici del consorzio Metro C, esattamente tra 12 mesi. Quindi i tempi per l'avvio dei lavori di riqualificazione, che in totale costeranno tra i 4 e i 5 milioni di euro, sono stimati per l'inizio del 2015.
    È questa la situazione emersa durante la commissione Commercio di stamattina, a cui hanno partecipato i rappresentanti dell'assessorato Roma produttiva del VII Municipio, del dipartimento Attività economiche e produttive e del consorzio Metro C, e i rappresentanti dell'Associazione commercianti di via Sannio.

    IL PROGETTO - Saranno oltre 200 i banchi con l'aggiunta di servizi pubblici e ci sarà una copertura trasparente che permetterà alla luce di filtrare. La recinzione  sarà rifatta ex novo, ci sarà anche un punto ristoro e un nuovo impianto di illuminazione. Ma la nuova amministrazione ha deciso per un ulteriore passaggio di concertazione con gli operatori e i residenti che da anni chiedono che l'area venga risitemata.
    Le risorse da reperire, però, non sono l'unico problema. Gli operatori lamentano numerose sanzioni elevate nei loro confronti dai vigili urbani per le tettoie abusive. "Cornuti e mazziati - ha commentato il presidente della commissione capitolina alle attività produttive Orlando Corsetti - visto che per loro è impossibile lavorare senza quelle coperture e allo stesso tempo l'intervento dei vigili è legittimo". Il prossimi step saranno due incontri con operatori, sindacati e i residenti della zona, per "illustrare loro il progetto, raccogliere i suggerimenti e le segnalazioni e - ha concluso il presidente della commissione- arrivare a un disegno che sia il più possibile condiviso e concertato con tutti gli attori coinvolti".


    0 0

    Nuovi domini web? È botta e risposta a distanza sul caso del dominio “.roma”, che inizialmente aveva attratto gli appetiti del gruppo inglese Top level domain holdings limited.  La vicenda risale agli inizi del 2012 quando l’organismo statunitense Icann (Internet corporation for assigned names and numbers) indisse una gara per una serie  domini, tra cui il suffisso oggetto della diatriba. La giunta Alemanno decise di non partecipare alla gara. Nello stesso momento il dominio venne opzionato dal gruppo britannico. Oggi si sa com’è andata a finire, intanto però non si smorzano le polemiche.

    A chiedere spiegazioni, in mattina, è stata la deputata del Partito democratico, Lorenza Bonaccorsi, candidata alle primarie per segretario regionale del Pd del Lazio, dopo che nei giorni scorsi sono trapelate le indiscrezioni sul fatto che il Campidoglio si era tirato indietro nella registrazione del dominio internet. “Se risponde al vero – afferma la parlamentare democratica – saremmo di fronte ad un vero e proprio autogol. E’ opportuno che l’amministrazione dia subito spiegazioni e si adoperi per recuperare all’eventuale errore commesso”.

    Per la Bonaccorrsi la registrazione del suffisso  è un’occasione importante per promuovere la città nel mondo, grazie alla rete. Come tra l’altro già succede per altre capitali come Londra, Parigi e Amsterdam che sul web sono rintracciabili col il proprio dominio. “Secondo quanto riportato sulla stampa – sottolinea –, una società londinese avrebbe messo 140mila euro per far partire la pratica presso l’ente Usa si occupa dei suffissi. Dopo aver dato l’ok, la Giunta capitolina si sarebbe però defilata, e l’operazione sarebbe naufragata. Una vicenda sulla quale è opportuno che l’amministrazione faccia piena luce”.

    E a stretto giro è arrivata la risposta del Comune, che per bocca dell’assessore alle Attività produttive, Marta Leonori, dice: "Ci tengo a tranquillizzare personalmente la deputata del Partito democratico Lorenza Bonaccorsi. Ho già spiegato nei giorni scorsi, anche a mezzo stampa, che la questione della non partecipazione al bando per l'assegnazione della famiglia di domini .Roma risale al 2012 e quindi alla precedente amministrazione".

    E dopo aver ribadito di aver avviato una diffida all'agenzia inglese che aveva opzionato i domini, anche attraverso il Mise, la Leonori fa sapere di essere pronti ad acquistare il dominio quando l'Icann emanerà il nuovo bando nel 2015.  “Ho anche ribadito – conclude – che è volontà di questa amministrazione partecipare al bando futuro, che dovrebbe ripetersi nel 2015, per poter ottenere l'utilizzo dei domini .Roma".


    0 0

    “Il ruolo dei Municipi è fondamentale per il rapporto diretto che hanno con i cittadini, tanto più in un periodo di crisi economica prolungata come l’attuale”. Così l’assessore alla Roma produttiva Marta Leonori nel suo intervento alla conferenza stampa Startup-pacchetti anticrisi, che si è tenuta presso la sala consiliare del terzo Municipio, in piazza Sempione.

    Ma cosa sono i pacchetti anticrisi? E’ un’iniziativa della camera di commercio (Impresa facile) che prevede un contributo economico importante per le imprese di nuova costituzione: 4.500 euro per l’avvio e la creazione di impresa. Grazie al bando dell’ente (2.500 euro bando startup) che permette di abbattere le spese una tantum di apertura attività, e a un bonus (2mila euro) offerto da Cna da spendere in servizi nei primi 6 mesi di attività. Un supporto importante, considerando che l’investimento medio iniziale si aggira sui 25mila euro.

    Inoltre, i beneficiari finali (startup) potranno avvalersi del supporto e della consulenza amministrativa, fiscale, gratuitamente sino ad un massimo di 2500 euro. Riuscendo così a coprire i costi iniziali per la costituzione dell’impresa l’avvio delle loro attività. “Questi fondi per le startup - ha concluso - possono contribuire a rafforzare il legame tra imprese e territorio, così come possono essere una leva importante per quanti devono avviare nuove attività imprenditoriali”.


    0 0

    Una leggenda sui muri di Roma. E' ormai da qualche giorno che il volto di Francesco Totti campeggia sulla facciata della scuola Pascoli, in via Sibari, a poca distanza dai luoghi in cui il capitano giallorosso è nato e cresciuto, il quartiere di Porta Metronia. L'opera realizzata dall'associazione, 999CONTEMPORARY, in collaborazione con il VII Municipio, è la prima del ciclo di street art "Mitologia Contemporanea”, con cui l'amministrazione municipale intende dare vita a processi di riqualificazione, a costo zero, attraverso l'arte pubblica.

    LA TECNICA - Il ritratto di 18 metri, opera dallo street artist romano Lucamaleonte, è stato eseguito a pennello dall'artista con un risultato visivo che mutua la tecnica incisoria quattrocentesca ed è stato dipinto in tre giorni attraverso vernici organiche ecosostenibili. 


    0 0

    La paura adesso è il ‘flop partecipazione’. La lotta tra renziani della prima ora, come Lorenza Bonaccorsi, e quelli di ritorno, come Fabio Melilli, non appassiona anche grazie al silenzio dei due principali sfidanti (il terzo è il civatiano Marco Guglielmo). Con questo stato d’animo il Pd Lazio inizia la settimana che si chiuderà con le primarie per scegliere il nuovo segretario dopo l’abbandono del parlamentare Enrico Gasbarra. Intanto tra gli addetti ai lavori si parla già di una vittoria annunciata di Melilli, l’ex presidente della Provincia di Rieti e deputato che raccoglie sotto il suo nome diverse anime del partito: da Areadem del ministro Franceschini a una parte dei fedelissimi del governatore Nicola Zingaretti, passando per l’area ex Ds legata al parlamentare Umberto Marroni e che rinunciano così alla candidatura di bandiera della deputata Micaela Campana.

    Steccati ideologici che Angelo Rughetti, da sempre vicino al segretario nazionale, propone di superare. Anche perché, sottolinea il deputato, “chi l'8 dicembre ha sostenuto Matteo Renzi, oggi ha deciso di appoggiare Melilli, a Roma come nelle province”. Rughetti, da coordinatore regionale della mozione del sindaco di Firenze, si candida come ‘dimostrazione’ vivente di questo cambio di strategia. “Avevo auspicato la formazione di un campo largo che sostenesse una candidatura autorevole e mi sembra che con Melilli abbiamo raggiunto entrambi gli obiettivi”, spiega l’eletto a Montecitorio, che in un primo momento sembrava in pole come successore di Gasbarra. Un sostegno diffuso nei territori che sembra non raggiungere Lorenza Bonaccorsi, che il documento del primo cittadino di Firenze l’aveva promosso nella sfida dei gazebo del 2012 e oggi è sostenuta dal collega di scranno e partito Paolo Gentiloni.

    La sua presenza ai blocchi di partenza non scalda i cuori: né nel suo partito né tra la gente democratica. A cui la candidatura di Melilli sarà presentata mercoledì prossimo. Intanto il sostegno all’ex presidente reatino arriva anche dal coordinatore di Cantiere democratico, Stefano Pedica: “La figura di Melilli va oltre gli steccati delle primarie dell’8 dicembre e le logiche correntizie che mal si conciliano con il nuovo corso del Pd”. Eppure le correnti si sono già schierate e hanno fatto le loro scelte. E anche stavolta, soprattutto dopo il timore ‘flop partecipazione’, saranno determinanti per la vittoria finale. 


    0 0

    Riaprirà domani il centro di riabilitazione Scuola Viva Onlus dopo oltre 3 settimane di chiusura. A dichiararlo è Elisabetta Martello, della direzione della scuola. "La notifica del decreto di conferma di autorizzazione all'esercizio e di accreditamento istituzionale - aggiunge Martello - è arrivato oggi in cabina di regia, in seguito al parere favorevole della Asl alla riapertura dello scorso 6 febbraio". Lo scorso dicembre, la regione aveva revocato l'accreditamento concesso al centro perché aveva ritenuto l'area a possibile rischio esondazione del Tevere. Il 15 gennaio era arrivata la sentenza del Tar che respingeva la richiesta di sospensiva avanzata da Scuola Viva Onlus. "Dopo le manifestazioni indette dei genitori insieme agli oltre 300 ragazzi assistiti e del personale della scuola - spiega Elisabetta Martello - il caso è stato riesaminato dalla regione che ha richiesto alla scuola la documentazione necessaria alla riabilitazione del centro Scuola Viva. Il provvedimento, fortunatamente, è così stato notificato e l'istituto riprenderà domani la sua regolare attività di accoglienza e assistenza".


    0 0

    Hanno visto entrare l’acqua nelle loro case, hanno spalato il fango e scagliato la loro rabbia contro il sindaco. Sono le famiglie romane che hanno vissuto l’alluvione lampo, che ha affogato la Capitale a fine gennaio e ha distrutto i loro tetti. Dopo il braccio di ferro dei giorni scorsi con l’assessore al Bilancio, Daniela Morgante, sui primi 10 milioni di euro da stanziare per fronteggiare i danni post-emergenza, ieri Ignazio Marino ha deciso: un assegno fino a un massimo di 2500 euro per rendere di nuovo abitabili gli appartamenti dei cittadini delle cinque zone più colpite: Pian del Sole, Infernetto, Ostia, Prima Porta, Boccea. La decisione arriva alla fine di un incontro in Campidoglio tra il capo di gabinetto del primo cittadino, Luigi Fucito, e i presidenti di Municipio dei quartieri usciti in ginocchio dopo una notte di pioggia: Daniele Torquati (XV), Valerio Barletta (XIV), Valentino Mancinelli (XIII), Maurizio Veloccia (XI) e Andrea Tassone (X). I minisindaci, che avevano reclamato fondi per far ripartire i loro territori, portano a casa oltre un decimo del fondo prelevato dal capitolo delle somme urgenze.

    SOLDI AGLI SFOLLATI - Risorse che arriveranno per non oltre mille nuclei familiari. Stilare la graduatoria sarà compito dei numeri uno delle circoscrizioni più colpite e, ovviamente, la corsia preferenziale sarà occupata da chi vive le condizioni di maggiore disagio. Per tutti gli altri, invece, toccherà aspettare i risarcimenti che arriveranno con il riconoscimento dello stato di calamità, tempo previsto: circa un anno. Sono queste le decisioni che attendevano gli sfollati di Prima porta e Infernetto, da dove sono scappate circa 200 persone e che da giorni si sono rifugiate da parenti, amici o hanno trovato un letto in un albergo messo a disposizione dal Comune. Altro requisito per accedere al sostegno del Campidoglio è dichiarare un reddito complessivo che non superi i 40 mila euro l’anno. Mentre la precedenza sarà data alle famiglie numerose o con persone disabili a carico. Per accelerare il tutto i presidenti delle circoscrizioni hanno chiesto e ottenuto di poter accettare le richieste sulla base dell’autocertificazione. Per chiudere le operazioni serviranno due settimane, assicurano i minisindaci. La firma degli assegni dovrebbe essere in anticipo, negli 15 giorni che serviranno per stilare le graduatorie.

    IL TEMPO DELLE RISPOSTE - L’obiettivo di Marino è far dimenticare i disagi, magari cancellando le pagine dei giornali che raccontavano la rabbia dei cittadini, che si definivano “abbandonati”. L’ultimo scoglio adesso è in giunta. Il provvedimento potrebbe arrivare entro poche ore all’attenzione degli assessori. E gli occhi sono puntati sulla titolare del Bilancio, che abbandonò l’assise quando era il momento di approvare la memoria per la prima tranche di aiuti da 10 milioni. Morgante precisa di aver chiarito con Marino, ma la tensione nella sala delle Bandiere resta alta. Mentre Fucito si spinge oltre e assicura ai presidenti dei Municipi che già domani potrebbe essere il momento buono per licenziare la proposta. Torquati, invece, torna sul reale fabbisogno di risorse economiche che serve per rialzare la testa e sfiora i 2 milioni di euro, 650 mila solo per gli istituti scolastici. Soldi che servono per tornare alla normalità. I restanti 8,5 milioni serviranno per strade e scuole, flagellate da altri 10 giorni di pioggia e maltempo. Ultimi gli smottamenti di ieri a Monte Mario, mentre le voragini non si contano in tutta la città, con il traffico che va in tilt. Dopo l’emergenza, gli sfollati, e non solo, aspettano il (bel)tempo delle risposte. E dei fatti.


    0 0

    Torna percorribile la Panoramica dopo le frane che la hanno resa inagibile durante l'ondata di maltempo di fine gennaio. "La Panoramica e' aperta e agibile da questa mattina" ha detto l'assessore allo Sviluppo delle periferie, infrastrutture e manutenzione urbana Paolo Masini. "Nel tratto interessato dalla frana - continua Masini - la viabilita' si svolge in entrambi i sensi di marcia su una sola carreggiata. La strada osservera' fino alla conclusione dei lavori di ripristino orari di chiusura notturna dalle ore 23 alle ore 7. L'intervento realizzato in questi giorni dai tecnici del dipartimento Manutenzione urbana in collaborazione con l'assessorato alla Mobilita', il Corpo di polizia di Roma Capitale, i Municipi I e XIV, l'Universita' La Sapienza e RomaNatura con il coordinamento del Gabinetto del sindaco, ha riguardato la messa in sicurezza della strada che collega piazzale Clodio a Via Trionfale dopo la frana dei giorni scorsi".

    LAVORI NO-STOP - I lavori saranno no-stop Sul tratto interessato, di circa 150 metri, i lavori continueranno giorno e notte. La chiusura notturna al traffico consentira' di realizzare micro-frane controllate per smantellare il restante materiale in piena sicurezza. E' attivo, inoltre, un sistema di monitoraggio elettronico del versante per controllarne costantemente la stabilita'. "Grazie alla grande collaborazione tra le tante realta' interessate che hanno lavorato fianco a fianco 24 ore su 24 - conclude l'assessore Capitolino - e' stato possibile in soli quattro giorni riattivare un'importante arteria in una zona di Roma oggi interessata da forti disagi a causa delle importanti frane dei giorni scorsi". La chiusura della Panoramica ha creato non pochi disagi nei giorni scorsi al quadrante nord di Roma: tutto il traffico si e' riversato su via delle Medaglie d'Oro con un ingorgo che ha causato forti rallentamenti. Gia' questa mattina, pero', l'arteria che scende a piazzale degli Eroi era sgombra con i vigili che presidiavano gli incroci.


    0 0

    Trentacinque milioni esauriti in tre quarti d’ora. Un successo il click day per il Bando europeo della Regione dedicato alle piccole e medie imprese laziali. Le procedure online per accedere all’avviso sono state attivate, ieri mattina alle 9, sul sito di Sviluppo Lazio, e poco dopo era già stata raggiunta la cifra finanziata di 35 milioni di euro, per un totale di 209 domande valutabili e 73 accettate con riserva.

    Non solo: il sistema informatico di ricezione delle domande, che è rimasto aperto fino alle ore 11, ha fatto registrare un totale di 757 richieste di finanziamento di oltre 175milioni di euro, ossia cinque volte lo stanziamento previsto dal bando. In pochissimo tempo, quindi, si è registrato un numero di richieste enorme, pari al 500 per cento delle risorse disponibili.

    "L’incredibile successo di questo bando – dichiara l’assessore regionale allo Sviluppo economico e Attività produttive, Guido Fabiani – ci spinge a pensare che abbiamo colto nel segno e che stiamo realmente dando delle risposte ai bisogni reali delle aziende del nostro territorio”

    Il finanziamento è composto da un 75 per cento a tasso agevolato e un 25 per cento a disposizione dalle banche convenzionate a tasso ordinario. Per le startup, invece, è previsto un finanziamento di 5 anni ad un tasso minimo dell’1 per cento, e con un importo ottenibile di 200mila euro. I requisiti per partecipare è avere la sede nel Lazio e un aumento del capitale sociale in modo che il patrimonio netto risulti almeno pari al prestito richiesto.

    “E’ evidente più di ogni altro – fanno sapere dalla Regione – il grandissimo interesse del tessuto imprenditoriale laziale in generale per le possibilità offerte dai fondi europei e, nello specifico, per questo bando destinato alle piccole e medie imprese che vogliono smobilizzare crediti vantati nei confronti di Enti locali, ricevere anticipazioni su ordini e contratti, finanziare il circolante e finanziare investimenti produttivi".

    Tra una settimana, il 17 febbraio, è in arrivo in nuovo click day, per il bando di 10 milioni di euro per i prestiti alle start up di impresa. Qui, invece, è previsto un finanziamento di 5 anni ad un tasso minimo dell’1 per cento. Duecentomila euro l’importo che si può ottenere. I requisiti per partecipare è avere la sede nel Lazio e un aumento del capitale sociale in modo che il patrimonio netto risulti almeno pari al prestito richiesto.


    0 0

    Due morti per overdose da eroina in poche ore. La "roba" a Roma è tutt'altro che sparita e continua a mietere vittime, ma chi nella lotta alla droga lavora da 30 anni si sente abbandonato. "Siamo in un limbo - dice Massimo Barra di Villa Maraini a Paese Sera - hanno chiuso il vecchio (Act ndr) e non hanno ancora inaugurato il nuovo, nessuno si interessa a noi".

    Barra che sta succedendo?

    Sono scaduti due servizi, il centro diurno e quello notturno, il 2 febbraio e non sappiamo che fare. Abbiamo scritto due lettere all'assessorato ai Servizi Sociali, all'assessora Rita Cutini, ma non abbiamo ricevuto risposta. L'agenzia sulle tossicodipendenze ci ha detto di chiudere perché non ha più soldi e noi siamo bloccati, ma continuiamo comunque perché se ci fermiamo è un problema per la città.

    In questi anni sono molti i servizi che hanno chiuso, come sono stati gestiti i fondi per combattere la tossicodipendenza?

    L'agenzia ha cercato in tutti i modi di chiudere i servizi, quindi ora immagino stia godendo di questa situazione. Tutto l'impegno dell'Act è stato nel dirottare le risorse sulla prevenzione aspecifica, come i progetti per i bambini di 4 anni, una cosa vergognosa. Tra l'altro noi abbiamo un credito di 400mila euro e non possiamo pagare gli stipendi. Per questo stiamo preparando un'ingiunzione all'Act.

    In questi giorni sono morte due persone per overdose da eroina, si può parlare di un ritorno della droga degli anni '70?

    C'è una ripresa mondiale dell'eroina, tanto che l'allarme è stato lanciato dal Vermont (dove i casi di dipendenza sono aumentati dal 2000 del 770% ndr) e quello che succede in America dopo due anni accade anche in Italia. Noi vediamo di nuovo i 17enni e i 19enni che si bucano e prevediamo un'esplosione del fenomeno a breve.

    Roma è preparata a combattere questa nuova emergenza?

    No, non lo è. Si tagliano le risorse, si chiudono i servizi. I Sert delle Asl hanno accorciato gli orari e per non lavorare nei week end consegnano il metadone in mano ai tossicodipendenti. E' un invito a venderlo e fa saltare la terapia. La Asl Roma/D, ad esempio, ha deciso di ridurre in modo unilaterale del 30% il contributo dovuto per la somministrazione del metadone. Siamo quasi al collasso e siamo soli. Ci daranno una risposta comune e regione o continueranno a essere sordi ai nostri appelli?


older | 1 | .... | 275 | 276 | (Page 277) | 278 | 279 | .... | 324 | newer