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    Il primo passo per trasformare i Municipi di Roma in piccoli comuni urbani è stato fatto e ora dovrà passare al vaglio dell'Aula Giulio Cesare. In vista della 'Città metropolitana', e dopo l'ok della commissione Bilancio, anche la commissione Roma Capitale e Statuto ha approvato all'unanimità la delibera di iniziativa consiliare che cede ai Municipi funzioni di controllo, di verifica e la possibilità di intervento diretto sotto l'indirizzo politico del Campidoglio.

    Modificando l'articolo 46 del Regolamento sul decentramento amministrativo, la delibera interviene sul capitolo relativo al bilancio dei Municipi, assegnando a questi ultimi "autonomia finanziaria" e soprattutto "risorse finanziarie certe, derivanti da trasferimenti e da quote di tributi e tariffe". Lo ha spiegato il presidente della commissione Roma Capitale, Gianni Paris: “Più i Municipi saranno in grado di lavorare meglio per recuperare le somme evase dai tributi, come passi carrabili, osp, abusi edilizi e urbanistici, e nel mettere in campo azioni di efficientamento energetico, come l'installazione di tetti fotovoltaici, più avranno risorse, perché una parte delle somme recuperate resterà a loro, come premio per azioni virtuose che portano risorse nelle casse della città e al contempo sono formative per le classi dirigenti locali". 

    Insieme alle competenze, assicura Paris, “ci sarà un trasferimento di personale, mezzi e risorse dal Comune ai Municipi", e contestualmente alla delibera verranno presentati "una mozione per l'apertura in ogni Municipio di un ufficio di ragioneria e un ordine del giorno per specificare come realizzare il tutto".  


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    Incidente in via della Stazione Ottavia 85: un'auto è finita contro un chiosco bar uccidendo uno dei clienti, un anziano che si trovava sotto il gazebo. L'uomo è stato infatti travolto dal mezzo, restando ucciso sul colpo. Sul posto sono in corso gli interventi della Polizia e dei Vigili del Fuoco.

    (Foto di archivio)


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    Peggiora ulteriormente la situazione economica delle famiglie laziali. Nel 2013, ben il 58,6 per cento ha dichiarato di aver subito gli effetti della crisi in maniera di gran lunga superiore agli anni precedenti. Il 37,7 per cento ha mantenuto un tenore di vita invariato rispetto al 2012 e soltanto il 3 per cento ha avuto un lieve miglioramento.

    E' quanto emerge da uno studio della Uil di Roma e del Lazio che ha analizzato le condizioni  economiche delle famiglie della regione dal 1993 al 2013, soffermandosi in particolare sugli anni successivi al 2007, data in cui si colloca l’avvio della crisi attuale.

    Nel 2012, il peggioramento della condizione economica aveva riguardato il 52,9 per cento delle famiglie laziali. Nel 2011, il 53,8 cento. Nel 2010, con una percentuale pari al 57 per cento, è stato registrato il valore più alto tra il 2007 e il 2012.

    “Adesso la situazione è ulteriormente precipitata – commenta il segretario generale Pierpaolo Bombardieri – e quasi il 60 per cento dei cittadini della regione si trova in grosse difficoltà. Dato purtroppo in linea anche con il tasso di disoccupazione che, a livello nazionale, raggiunge il 12,2 per cento, rispetto al 10,7 per cento di un anno prima”.

    I numeri relativi alla percezione della propria condizione economica da parte delle famiglie trovano conferma nei dati sulla disponibilità di reddito rilevata dall’Istat, dai quali emerge che a partire dal 2008 si è arrestata la crescita, che poi è ulteriormente arretrata negli anni successivi. Il dato risulta ancora più significativo considerando che tra il 2007 e il 2012 l’indice dei prezzi al consumo, ovvero l’inflazione, è complessivamente cresciuta di 14,5 punti, riportando la capacità di spesa delle famiglie del Lazio ai valori del 2001.

    “Un contesto drammatico – conclude Bombardei – aggravato nella nostra regione da una tassazione elevatissima che deve assolutamente essere adeguata all’emergenza sociale che stiamo vivendo. Non solo non è concepibile un ulteriore aumento delle tasse ma bisognerà intervenire per bloccare immediatamente alcuni incrementi già disposti, come quello dello 0,6% dell’Irpef e soprattutto agire sul debito non penalizzando sempre i soliti noti  ma attraverso una lotta reale contro gli sprechi, i superstipendi di cui abbiamo più volte denunciato gli scandalosi importi, la trasparenza del sistema di appalti”.


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    Le condizioni cliniche di Fiorello "sono stazionarie". Lo dice il bollettino diramato stamattina dal Policlinico Gemelli dove lo showman è ricoverato dall'altro ieri quando ha avuto un incidente alla Camilluccia in scooter investendo sulle strisce pedonali il 73enne Mario Bartolozzi che ha una gamba e un braccio fratturati. Il presentatore, secondo i medici, ha riportato "un'importante ferita lacero contusa frontale e trauma della spalla destra". L'ospedale parla anche di un "modesto quadro di edema cerebrale con cefalee e sintomi di nausee e vomito aggravate dall'assunzione posizione retta". Per Fiorello, ci vorranno ancora "15 giorni di riposo a letto prima di cominciare a mobilizzarsi".

    Il fratello di Fiorello, Giuseppe, fa sapere che "Rosario sta molto male". "Lo stato confusionale e il dolore che prova ora Rosario non gli permettono di rendersi conto del suo stato d'animo", ha aggiunto il fratello. "Chiede costantemente di Mario e spera che lui stia bene, spera forse che Mario stia meglio di quanto si augura per lui stesso - ha proseguito ancora - non ricorda nulla dell'incidente". Giuseppe ha, infine, tenuto a ribadire: "Siamo in apprensione per Mario, siamo due famiglie coinvolte in un incidente, che provano un dolore molto grave. Siamo in attesa di un miglioramento per tutti e due".

    Giuseppe se la prende poi con media e social network: "E' un incidente stradale come ce ne sono molti che però sembrerebbe diverso dagli altri perché c'è di mezzo una persona più nota dagli altri". Per questo, "sul web serpeggia cinismo contro Fiorello". Leggendo alcuni commenti sul web, "sembra come se fosse sua abitudine uscire di casa e investire una persona. A 54 anni - ha aggiunto - Fiorello ha 54 punti sulla patente e non ha mai fatto male a nessuno. È stato un semplice incidente come può succedere a tutti", ha insistito Giuseppe facendo presente di aver "filtrato a Fiorello il cinismo che sta serpeggiando nel web, gli ho parlato solo dell'affetto che gli sta arrivando". Il fratello dello showman ha, infine, polemizzato contro chi, a suo avviso, ha contribuito a far circolare questo cinismo sul web contro Fiorello: "Sappiamo che, per certo giornalismo, fa più rumore un albero che cade che cento che crescono", ha concluso.


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    Un piano per risanare Atac ed evitare la possibile svendita della municipalizzata dei trasporti. Tagli alla spesa, riduzione riduzione del personale e lotta all'evasione. L'assessore capitolino alla mobilità Guido Improta ne è convinto: Atac può e deve essere salvata. Ma serve un impegno preciso per evitare la liberalizzazione. Sia da parte dell'azienda, ma sopratutto dal Governo e dalla Regione, che devono ora garantire finanziamenti certi e congrui. “Altrimenti non resta che chiudere l'azienda”. 

    cartello fermata aurtobus

    LE RISORSE NECESSARIE - Secondo l'assessore ai trasporti per risanare la società ed evitare il fallimento servirebbero almeno 770 milioni di finanziamento, di cui 270 provenienti dai biglietti e 500 a carico del pubblico. "Oggi, faticosamente arriviamo a 430 milioni - ha sottolineato l'assessore artecipando al Trofeo Tartaruga di Legambiente- quindi noi già partiamo con un deficit di 70 milioni. In passato, avevamo 300 milioni dalla Regione, poi siamo arrivati a zero nel 2013 e, forse, ce ne daranno 100 se verranno sbloccati dal tavolo del rientro sanitario. E' evidente – prosegue Improta - che nessuna azienda, senza avere delle risorse congrue e certe, può avere futuro".

    IL PIANO ESUBERI - Al centro del dibattito è soprattutto il piano esuberi richiesto dal Governo in funzione del decreto Salva Roma. L'ipotesi al vaglio del Campidoglio prevede il prepensionamento del personale per ridurre i costi, unito ai contratti di solidarietà per gli amministrativi. L'obiettivo dell'amministratore delgato di Atac, Danilo Broggi, è quello di realizzare un piano che ponga al centro "l'utente e che miri alla qualità del servizio. Ma tutto è strettamente legato alle "risorse che Roma Capitale metterà a disposizione dell'azienda". Di sicuro il nuovo contratto di servizio sarà il punto di partenza per iniziare a tagliare sulle spese. “Saranno applicati i costi standard - le parole di Improta - e vogliamo essere la prima amministrazione a farlo: parliamo di un range che per la gomma va tra i 4,70 euro ed i 5,20 euro a chilometro”.

    LOTTA ALL'EVASIONE - C'è poi la questione biglietti, su cui, secondo l'assessore, si iniziano a intravedere i primi risultati, in attesa delle tessere ricaricabili da internet della app per acquistare il ticket direttamente dallo smartphone, che Atac sta per varare. L'incremento della vendita dei biglietti dal mese di gennaio si attesta attorno al 20% dal mese di gennaio, mentre l'evasione è scesa del 7-8%. "Noi pensiamo che ci sia un'alternativa alla liberalizzazione di Atac prima del 2019 - ha detto Improta - questa alternativa passa per il rilancio e il risanamento dell'azienda di trasporto pubblico. Se poi c'è qualcun altro, sia a livello politico che istituzionale, che ha già deciso, invece, che l'Atac va chiusa e, quindi, ci stiamo applicando inutilmente a un esercizio che non ha futuro, ce lo devono dire esplicitamente, assumendosene la responsabilità".


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    Romani in marcia per la “Maratona di Roma”  che si presenta in questa ventesima edizione con numeri da record: 17mila gli iscritti (superando così i 16.188 del 2011) la metà dei quali stranieri provenienti da 122 paesi. Un dato quest’ultimo che fa dell’appuntamento romano il più partecipato al mondo per numero di presenza estera. Abbinata alla prova competitiva di 42,195 chilometri c'è poi  la non competitiva di 5 chilometri aperta a tutti, “RomaFun La Stracittadina”, che nelle ultime edizioni ha visto la partecipazione di oltre 80.000 persone.  “Siamo arrivati a livelli inimmaginabili solo qualche anno fa – racconta emozionato il presidente di “Maratona di Roma”, Enrico Castrucci presente oggi alla conferenza stampa in Campidoglio insieme al sindaco Ignazio Mario e l’assessore allo Sport Luca Pancalli-  All'inizio la città era ostile all'evento, ma ora i cittadini sono il primo sponsor: pensiamo che dopo vent'anni ogni famiglia romana abbia in casa una maglietta della maratona”.  Anche quest’anno il main sponsor sarà Acea.

    PERCORSO RINNOVATO- Partenza e arrivo, come ogni anno saranno a via dei Fori Imperiali, alle 8.50, con un percorso rinnovato. Primi a partire saranno, come da tradizione, il gruppo degli handbikers. Il percorso della Maratona di Roma 2014 presenta alcune novità rispetto agli anni passati, a causa del ridimensionamento della carreggiata di via dei Fori Imperiali, la partenza sarà spostata in avanti all'altezza del Foro di Traiano con l'arrivo, sempre nello stesso punto, ma con i partecipanti che arriveranno dall'altro senso, ossia da Piazza Venezia, quindi fronte Colosseo, e non più da via di San Gregorio. Il tracciato, mediamente scorrevole, contempla 77 cambi di direzione e circa 7,6 chilometri di sampietrini, il passaggio di mezza maratona è fissato in via della Giuliana, mentre tre le novità del percorso 2014, si segnalano i passaggi sul Ponte Settimia Spizzichino (al km 4,5), nei traforo Umberto I (al km 41) e in via Nazionale e Largo Magnanapoli, al km 41,5 con a destra, sullo sfondo, il Quirinale. Eliminato, invece, il passaggio attiguo a Fontana di Trevi per l'impossibilità di garantire assistenza tecnica e sanitaria a partecipanti e spettatori. Quest'anno, per la prima volta, l'arrivo della 5 chilometri è fissato all'interno del Circo MassimoGratuiti saranno i mezzi pubblici per chi avrà il pettorale di gara della Maratona di Roma o della Romafun.

    SPORT MA ANCHE SOLDI- La Maratona di Roma però non è solo una manifestazione sportiva ma anche un opportunità economica. Come ha tenuto a precisare il presidente Castrucci, l’evento genera infatti un indotto, diretto e indiretto, per l’economia capitolina stimato in circa 35 milioni di euro. “Un contributo crediamo importante in un momento così delicato dell’economia della città. – ha aggiunto Castrucci che poi ha tenuto a precisare  – La Maratona di Roma  è praticamente a costo zero perché si finanzia da sola. Non avremmo bisogno di alcuna risorsa da parte delle istituzioni che però ci supporteranno per quelli che sono gli obblighi di legge come ad esempio la polizia municipale o la sorveglianza nei luoghi sensibili”. “La maratona lega Roma ad altre capitali mondiali come New York, Berlino ,Tokyo – ha detto il sindaco Ignazio Marino durante la presentazione -  Anche quest’anno sarà una giornata di festa incredibile, una gara bellissima dove si è incorsa non contro gli altri ma contro i propri limiti. Momento di celebrazione di amicizia e collegialità ma anche di questa straordinaria città”.

    REGIA PER I GRANDI EVENTI- Visibilmente soddisfatto anche l’assessore allo Sport per il Comune di Roma, Luca Pancalli tra i maggiori partecipanti alla manifestazione: “Con questa siamo a quattordici partecipazione – sottolinea – e sono orgoglioso di vedere tanta attenzione per la disabilità. Anche quest’anno la corsa sarà aperta da campioni di livello come Alex Zanardi”. Riguardo alla gestione dei grandi eventi ha poi annunciato: “Sento la necessità a nome di Roma che si possa mettere a sistema l'organizzazione dei grandi eventi sportivi, in maniera da non solo coordinarne l'impatto sulla città evitando eventi troppo ravvicinati e disagi per i cittadini, ma anche da un punto di vista virtuoso. Immaginare cioè un percorso tale che un evento possa trainare l'altro, in modo tale- ha concluso Pancalli- che si possa “vendere” Roma come attrattore in una dimensione dove più eventi diventano un unico evento, e che ci possa essere una utilità anche da un punto di vista economico”.


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    Entrerà in servizio entro il 15 marzo con una flotta composta da 300 smart e diventeranno 500 entro la fine di marzo. E' il servizio di car-sharing free floating di Car2go di Daimler Mercedes-Benz nella Capitale presentato oggi nella Sala Pietro da Cortona dei Musei Capitolini dal sindaco di Roma, Ignazio Marino, dall'assessore capitolino alla Mobilità, Guido Improta, da Thomas Beermann, Ceo di Car2go Europe Gmbh, e il presidente di Italia Car2go, Gianni Martino.

    COME FUNZIONA - Le registrazioni sono aperte con una offerta promozionale valida fino al 15 aprile: l'iscrizione è gratuita e sono inclusi 30 minuti di guida gratis. Un servizio attivo 24 ore su 24, sette giorni su sette, con un costo di noleggio di 0,29 euro al minuto, incluse tasse, assicurazione, carburante, costi di parcheggio, i primi 50 km e Iva. I veicoli possono essere noleggiati in qualunque momento e il sistema opera senza stazioni di noleggio dedicate con un'area operativa coperta dal servizio di circa 100 chilometri quadrati. Le automobili possono essere utilizzate quando necessario e posteggiate in qualsiasi parcheggio pubblico all'interno dell'area operativa dei 100 chilometri quadrati senza canoni aggiuntivi mensili o annuali e gli utenti registrati pagano solamente il reale utilizzo che fanno del servizio. "Non è solo un'azienda ma un nuovo modo di vivere e interpretare la città - ha detto Improta - E' un'amministrazione che intende offrire maggiori opportunità e car2go oggi è anche un'occasione per dimostrare che questa amministrazione deve anche sapersi guadagnare le opportunità e per questo il traguardo di oggi è frutto di una procedura amministrativa partita il 16 gennaio e che in meno di due mesi è arrivata alla conclusione. Roma non è ancora una smart city ma sicuramente è la città delle smart e quindi è sembrato naturale che questo servizio arrivasse qui in maniera significativa". Per il sindaco Marino "questo per noi è un giorno importante. Noi vogliamo una città che rispetti di più l'ambiente a con oggi abbiamo iniziato a trasformare in pochi mesi una idea in realtà. Molte persone potranno utilizzare un sistema di trasporto diverso che non implica la proprietà del mezzo e permette un maggiore rispetto del nostro ambiente e della nostra città. In ogni città è importante che diminuisca il numero di veicoli in circolazione per molti aspetti tra cui la salute e i nostri spazi. Noi abbiamo la più vasta area archeologica di tutto il pianeta quindi abbiamo una responsabilità in più. Credo che questa sia la direzione verso la quale andare e sono felice che oggi si dia inizio a un percorso diverso e spero che molti romani si innamorino di un modo diverso di spostarsi". Il presidente di Italia Car2go, Gianni Martino ha dichiarato: "Milano è stata una esperienza fantastica realizzando in Italia quello che è già una realtà in Germania. Siamo partiti in agosto raggiungendo risultati straordinari che ci aspettiamo di replicare anche a Roma e abbiamo aperto un ufficio presso la fermata Cipro per le registrazioni frutto di un accordo con Atac".

    CIRCOLAZIONE VIETATA SULLE CORSIE PREFERENZIALI - Le auto car2go non potranno accedere alle corsie preferenziali dedicate a bus e taxi ma possono varcare tutte le Ztl ed ek possibile parcheggiare nelle strisce blu gratuitamente o negli spazi Atac "parck and ride" presso Angelo Emo, Battistini, Elio Rufino, Ostiense Eur Magliana, Nomentana e Tiburtina. I clienti possono registrarsi on line su www.car2go.com/it/roma o presso lo shop car2go di via Cipro 23/31 alla Fermata Cipro della metro A e allo sporting club all'Eur - Piscina delle Rose - in viale America 20. Per iscriversi occorre avere almeno 18 anni compiuti, il pagamento del servizio avviene tramite carta di credito o carta prepagata e l'iscrizione è gratuita durante il periodo di lancio mentre dopo la registrazione avrà un costo di 19 euro una tantum, comprensivi di 30 minuti di noleggio. Non solo: il servizio car2go è interoperabile in Italia ovvero tutti gli iscritti di Roma possono utilizzare il servizio anche a Milano, così come coloro che si sono registrati a Milano possono utilizzare il servizio a Roma.


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  • 03/05/14--07:55: Venti anni di successi
  •  Atleti, monumenti, sampietrini, record, imprese. Sulle strade della Capitale, in primavera ma anche a Capodanno, tra personaggi famosi, campioni e semplici appassionati. È sempre Maratona di Roma. Venti edizioni di successi e traguardo importante per la corsa più amata d'Italia, che il prossimo 23 marzo celebrerà una crescita esponenziale non solo di partecipanti ma anche di prestigio e ambizioni. Da gara cittadina a evento internazionale, venti edizioni di corsa. È il 12 marzo della metà degli Anni 90 e a dare il via sulla linea di partenza c'è Valeria Marini. Nella Capitale torna, con una nuova organizzazione, la corsa che durante le Olimpiadi del 1960 fece sognare la città e il mondo con l'impresa a piedi nudi di Abebe Bikila. Trionfa ancora l'Etiopia, che domina una dopo l'altra tre edizioni anticipando il primo trionfo tutto italiano, quello del 1998 con Stefano Baldini (futuro campione olimpico ad Atene 2004) e Franca Fiacconi (che dopo sei mesi vincerà anche a New York). Tra i ricordi, impossibile non citare la Maratona del 2000, quella del Giubileo: edizione speciale per la gara che eccezionalmente si svolge l'1 gennaio con partenza da piazza San Pietro e Giovanni Paolo II a dare il suo saluto prima del via. Podio femminile colorato di azzurro nel 2004, con la vittoria di Ornella Ferrara davanti a Bruna Genovese e Rosalba Console (tutte e tre saranno poi convocate per le Olimpiadi). Ma è anche l'anno degli atleti disabili, con campioni provenienti da tutta Europa.

    INFRANTO IL MURO DEI 10MILA- Nel 2005, a dieci anni dal debutto, viene infranto il muro dei 10mila iscritti, mentre nel 2008 la Stracittadina, che fa da cornice alla gara 'per espertì, continua a crescere e tocca quota 65mila partecipanti. Anno 2009, e la Maratona di Roma diventa la più veloce d'Italia grazie al tempo di 2:07.17 segnato dal keniano Benjamin Kiptoo Koulum. Nel 2010 la Storia si ripete: a cinquant'anni dall'impresa di Bikila, l'etiope Siraj Gena trionfa percorrendo scalzo gli ultimi 300 metri proprio per omaggiare il suo connazionale, alla memoria del quale è dedicata la gara. Una leggenda omaggiata da 100mila podisti divisi tra la manifestazione competitiva e quella non competitiva di 4 chilometri. Nel 2011 la Maratona di Roma festeggia il primo riconoscimento internazionale: arriva il Gold Label della Iaaf, che premia le migliori competizioni su strada. Il resto è attualità, con numeri ed eventi collaterali in continuo aumento per coinvolgere un numero più alto possibile di appassionati e regalare loro una giornata di sport, divertimento, organizzazione.


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    La lotta dei lavoratori del Cem (Centro di educazione motoria) della Croce Rossa non si ferma. Ieri sera in 50 sono saliti sui ponteggi montati per la ristrutturazione del palazzo. L'obiettivo è "richiamare l’attenzione della Regione, della Asl e dei Ministeri vigilanti sulla propria condizione e su quella dei malati che assistono". A raccontarlo in una nota è la Cgil Fp Roma Ovest. Il problema, spiega il sindacato, è che "con la trasformazione della Cri in un soggetto di natura privata, i servizi in convenzione e quelli ritenuti non produttivi sono stati alienati dalla stessa Croce rossa".

    Cem, lavoratori in protesta

    I LAVORATORI - Il Cem, dopo mesi in bilico, non ha chiuso, grazie anche al percorso di lotta dei lavoratori e delle famiglie dei malati. Gli operatori hanno potuto continuare ad assistere i disabili con la presa in carico da parte della Regione Lazio. Ma dopo aver assicurato la continuità dell’assistenza i lavoratori hanno iniziato a porsi la questione del proprio destino, "che prevedeva solo e unicamente il licenziamento", aggiunge la Cgil. In un primo momento è stato sottoscritto un protocollo con la Regione per la presa in carico del servizio e l’assorbimento degli operatori nella Asl, protocollo che i Ministeri vigilanti hanno bocciato gettando i lavoratori, il servizio e i malati, nella totale incertezza. A questo punto si è sottoscritto un nuovo affidamento da parte della Regione al Comitato Provinciale della Cri che, nel frattempo, si è trasformato da ente pubblico in soggetto privato. Ai lavoratori è stato proposto un contratto precario, con il peggioramento delle loro condizioni di vita e di lavoro e senza nessuna garanzia di continuità nel tempo del proprio impiego.

    LA PROTESTA - "Proprio questa ci pare la cosa peggiore - commenta il sindacato - che dei malati così gravi, non autosufficienti e totalmente dipendenti dall’assistenza professionale e continua, non ricevano la garanzia della continuità assistenziale e che si sia assunta come logica solo quella del profitto e del pareggio del bilancio. Che un servizio essenziale possa essere tenuto aperto o chiuso secondo la stessa logica di mercato di una bottega". Per questo i lavoratori reclamano "il riconoscimento della propria professionalità, della dignità loro e degli assistiti e la giusta considerazione di questo problema da parte delle istituzioni fino a questo punto totalmente incapaci di garantire stabilità". La protesta, fanno sapere, continuerà ad oltranza, assicurando con turnazioni l’assistenza ai malati, fino a quando non ci sarà un intervento davvero risolutivo.


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    Il loro nome non è ancora in cima alle classifiche, ma presto si parlerà di loro e delle loro canzoni. Di quei rifugiati che sono divenuti musicisti, non potendo diventare altro.  La musica dei Kermesse, la band nata dal laboratorio musicale dell'associazione Prime italia, non è suonata da professionisti, ma proprio per questo non ha confini. Domenica scorsa, al debutto dal vivo negli spazi dell'Archivio 14", l'atmosfera era alle stelle. E ora, dopo la presentazione del primo disco, che prende il nome del gruppo "Kermesse", per il futuro nessuno pone limiti: “L'obiettivo è il concerto del primo maggio e poi il festival di Sanremo”, afferma Guglielmo Micucci, presidente dell'associazione, che scherza, ma allo stesso tempo prova a guardare in avanti. Giustamente.

    rifugiati

    IL PROGETTO - Perchè il laboratorio musicale, promosso da Prime Italia, che nei suoi spazi di via Marsala 95 si occupa di assistenza a rifugiati e profughi, non vuole essere un semplice passatempo, ma qualcosa di più: il tentativo di costruire un nuovo futuro per molti di questi ragazzi in fuga, forse l'unico, in un paese come l'Italia, che a malapena accoglie, ma figuriamoci se integra. “Non volevamo creare una band di professionisti, abbiamo solo cercato un modo in cui tutti potessero esprimere se stessi - racconta Guglielmo, che ha dato vita all'associazione Prime Italia nel 2009 - L'idea di costruire il gruppo musicale è nata per caso, dopo uno dei tanti colloqui che facciamo per aiutare i rifugiati a redigere i curriculum per facilitarne l'inserimento lavorativo, dato che difficilmente riescono ad accedere nei settori in cui si sono formati nei paesi d'origine. Rimanemmo stupiti da un ragazzo che suonava l'arpa e da allora fra le domande iniziammo a chiedere sempre se per caso suonassero qualche strumento”.

    IL DISCO - Ad accompagnare i Kermesse sul palco è il musicista ed etnomusicologo calabrese Antonio Bevacqua, che con i ragazzi per tutta la durata del laboratorio ha cercato di costruire un percorso musicale condiviso, in cui ognuno potesse mettere qualcosa di proprio. Il risultato di un anno di prove è questo primo cd, "Kermesse", 11 tracce di pura energia e un repertorio in continua evoluzione che spazia fra i confini senza limiti della musica popolare, dell'Africa come di tutto il mondo. Canzoni di pace e di guerra, testimonianze di uomini in fuga e di speranze tradite, fra cui spiccano la canzone che apre l'album, Italy sigui, che racconta le difficoltà e i sogni non realizzati di un immigrato in Italia, e la caracollante ballata d'amore Philomene, capace di essere ricordata sin dal primo ascolto.

    prime abdu

    LA BAND - D'altronde rimanere indifferenti alla musica di Kermesse è un esercizio vano, prima che inutile, soprattutto di fronte ai membri della band, veri propri romanzi viventi, portatori in carne e ossa di storie incredibili e talenti universali. Come Zahidi, afgano e una timbrica sufi da far venire la pelle d'oca: aveva perso le tracce di suo figlio a Kabul quando aveva 11 anni e lo ha ritrovato per caso in fila alla mensa del centro Astalli 7 anni dopo. Nanou, invece, in Congo faceva la giornalista, si occupava di politica e per questo è stata costretta ad andarsene. In Italia, quando va bene, trova lavoro in qualche impresa di pulizie. Con la sua voce trascina tutta la band:“In effetti quando stavo in Africa facevo parte di un coro”, ammette scendendo dal palco, che per tutta l'esibizione sembra appartenerle da sempre. Anche Abdoulaye, proveniente dalla Costa D'Avorio, era un giornalista. Si occupava di sport per un giornale nazionale, uno dei più importanti del suo paese. Al nome di Gervinho, l'ala destra che gioca nella Roma, sorride.“E' stato più fortunato di me. Col mio lavoro spesso lo seguivo quando giocava in Costa D'Avorio, era una stella”. Il sogno sarebbe ora poterlo intervistare anche in italiano e per questo si è iscritto all'universita. Nell'attesa ha imparato a scrivere canzoni. E a sentirsi un po' di più italiano.

    Info: www.prime-italia.org


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    Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato, con 28 voti favorevoli e 6 contrari, la proposta di legge numero 33 che definisce il “Riordino delle disposizioni per contrastare la violenza contro le donne”: norme contenute nelle precedenti due leggi regionali del 1993 e del 2009, sempre in materia di violenza. Unico voto di astensione quello della consigliera Olimpia Tarzia (Lista Storace), la firmataria dei 140 emendamenti alla legge presentati in Aula e che aveva bocciato il ricordino definendolo “discriminatorio contro gli uomini”.

    PREVENZIONE E FORMAZIONE - Il testo approvato, che conta 13 articoli, recepisce anche i principi contenuti nella Convenzione di Istanbul dell'11 maggio 2011. La Regione prende l'impegno di lavorare sulla sensibilizzazione, educazione e formazione degli agenti delle forze dell’ordine, degli operatori del sociale e sanitari che ogni giorno possono avere a che fare con donne che subiscono violenza. Per il lavoro sulla prevenzione, la Regione si avvarrà della collaborazione delle istituzioni, associazioni delle donne, università, istituti di ricerca, organismi professionali, associazioni di categoria e, come stabilito da un emendamento a firma Tarzia approvato in Aula, anche "delle associazioni di volontariato, il terzo settore".

    LA CABINA DI REGIA - Tra le novità più importanti, la legge prevede l’istituzione, presso la presidenza della Giunta regionale, di una cabina di regia per la prevenzione e il contrasto della violenza contro le donne; l’adozione di un piano triennale e l’istituzione dell’ “Osservatorio regionale sulle pari opportunità e la violenza sulle donne”. Tredici saranno i componenti dell’Osservatorio che, a titolo gratuito (salvo rimborso per spese debitamente documentate), rimarranno in carica cinque anni e potranno essere riconfermati: un assessore regionale e il presidente della commissione competente in materia di pari opportunità; tre rappresentanti delle associazioni operanti nel settore; tre rappresentanti delle confederazioni dei datori di lavoro; tre rappresentanti delle organizzazioni sindacali; il consigliere di parità regionale; il presidente della consulta femminile regionale.

    TRE MILIONI DI EURO - Con la legge di stabilità e un emendamento in commissione Bilancio, sono stanziati 1 milione di euro l’anno (per il triennio 2014-2016) a supporto delle attività necessarie per finanziare le azioni previste dalla legge regionale. I 3 milioni di euro complessivi provengono da un apposito “Fondo per il contrasto alla violenza contro le donne”, in cui confluiscono ulteriori risorse stabilite dalla Giunta su proposta dell’assessore alle politiche Sociali. A queste vanno aggiunte le risorse comunitarie iscritte nella programmazione 2014-2020.

    TUTTE LE NOVITA' DELLA LEGGE - Tra gli altri interventi contenuti nella legge sono annoverati: la promozione, presso le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, di specifici progetti volti al superamento degli stereotipi di genere, anche rivolti a docenti e genitori; il sostegno e il potenziamento delle strutture e dei servizi di presa in carico, di accoglienza e di reinserimento sociale e lavorativo delle donne vittima di violenza e dei loro figli (centri antiviolenza, case rifugio, case di semiautonomia); la promozione di interventi volti a sostenere l’autonomia economica e psicologica della donna vittima di violenza; il sostegno alla formazione rivolta agli operatori pubblici e del privato sociale; la sottoscrizione di appositi protocolli di intesa, la formazione di agenti delle forze dell’ordine e operatori sanitari del pronto soccorso; la realizzazione di campagne informative e azioni di sensibilizzazione; l’utilizzo di sistemi di illuminazione e nuove tecnologie volte al potenziamento della sicurezza diurna e notturna di parchi, giardini e altri luoghi pubblici a rischio di violenza e la promozione di programmi per il recupero, anche nelle carceri, degli uomini colpevoli di aver esercitato la violenza nei confronti delle donne.

    LE REAZIONI - Per il governatore Zingaretti, la legge "è una vittoria di tutti. Di chi si oppone ogni giorno alla violenza, alle discriminazioni, all’intolleranza e a ogni forma di sopruso. Di chi crede nella parità di genere e chi lotta per la difesa dei diritti". Perché "la violenza segna ancora profondamente la relazione tra gli uomini e le donne e per sconfiggerla abbiamo bisogno di mettere in campo una grande trasformazione. Con questa legge la regione Lazio vuole contribuire a questo salto di civiltà necessario" conclude Zingaretti. "Siamo orgogliosi di aver approvato una legge fortemente innovativa, che ha accolto e condiviso i suggerimenti e le proposte delle associazioni di genere, della consulta femminile, della Consigliera di parità, delle forze dell’ordine" dichiarano il capogruppo Pd Marco Vincenzi e Simone Lupi, primo firmatario della legge. "E' una legge che abbiamo costruito tappa dopo tappa a cominciare dal lavoro svolto nella V Commissione, che per cinque mesi a ritmi serrati ha costruito l’ossatura del testo poi diventata legge dopo la discussione in aula di questi giorni", ha detto la consigliera Marta Bonafoni (Per il Lazio). "Una legge ricca di innovazioni: i progetti sugli uomini violenti, le borse di studio per i figli vittime di violenza assistita, gli interventi sulla comunicazione, la promozione a partire dalla scuola di una corretta relazione tra gli uomini e le donne, l'istituzione delle case per la semi-autonomia. La legge infine sarà finanziata con fondi certi: un milione di euro l'anno andranno a costituire un apposito fondo sul contrasto alla violenza di genere, risorse a cui si aggiungeranno quelle derivanti da una innovativa progettazione dei Fondi Europei che guardi innanzitutto al raggiungimento della piena cittadinanza per tutte e tutti" conclude Bonafoni.


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    Inizieranno entro fine marzo gli interventi sulle due frane principali causate dal maltempo che ha colpito la Capitale tra il 31 gennaio e il 7 febbraio e che hanno coinvolto in particolare la Tangenziale est e via Cassa oltre alla riapertura di via Bausan e via Malagrotta. Questo il risultato del lavoro di monitoraggio, ancora in corso, dell'assessorato capitolino allo Sviluppo delle periferie, infrastrutture e manutenzione urbana in collaborazione con il gabinetto del sindaco, il Centro di ricerca previsione prevenzione e controllo dei rischi geologici (Ceri) e l'Associazione costruttori edili di Roma e Provincia (Acer) e annunciato dall'assessore capitolino Paolo Masini.

    Secondo le verifiche effettuate, per quanto riguarda la frana della Tangenziale est, il dissesto sulla circonvallazione Olimpica nel tratto compreso tra viale Tor di Quinto e la Galleria Giovanni XXIII presenta un fronte di frana di 37 metri. Sulla frana, con il crollo del muro adiacente la sede stradale, insistono tre fabbricati ad uso residenziale del Condominio di via Cassia 35.

    La progettazione, realizzata in collaborazione con Acer e con il Ceri per un costo di 1,5 milioni di euro prevede la realizzazione di paratie di pali di piccolo diametro e una struttura in calcestruzzo di sostegno, su fondazioni profonde, al piede della zona stessa per un fronte di 60 metri. I lavori, in base alle stime, richiederanno due mesi e mezzo e saranno svolti con doppi turni di lavoro e il tempo stimato di lavoro e' di 70/80 giorni.

    Per quanto riguarda invece via Cassia (Giuochi Delfici), le aree franate insistono su una proprietà privata. Dopo l'ordinanza urgente emessa dal sindaco il 28 febbraio, è stata ordinata l'esecuzione dei lavori necessari all'eliminazione del pericolo e alla messa in sicurezza del pendio entro 15 giorni dalla notifica e la possibilità di ingresso dei tecnici del Comune.

    Martedì scorso sono terminati i sondaggi geologici e sta per terminare il tempo disposto dall'ordinanza. Il progetto, con un costo di 1,3 milioni di euro, prevede opere di calcestruzzo armato di contenimento al piede della scarpata e opere di rimodellazione del profilo della scarpata stessa con la previsione dei lavori entro fine marzo con un tempo stimato di 60 giorni. Altri interventi riguardano: via Bausan, via Malagrotta e Panoramica. Su via Bausan, gli interventi hanno riguardato il disboscamento, la rimozione dei detriti franosi, la pulizia della cunetta di scolo, il posizionamento di una georete e una geostuoia a protezione antierosiva del pendio con la riapertura prevista per il 21 marzo.

    E' in corso di esecuzione l'intervento di ricostruzione della sede stradale crollata in via Malagrotta con la realizzazione di un manufatto prefabbricato con la riapertura prevista per fine marzo. "E' stato fatto un lavoro di squadra per la città - ha detto l'assessore allo Sviluppo delle periferie, Paolo Masini - e questo primo momento di emergenza credo sia anche il simbolo del lavoro di questi mesi. Abbiamo fatto tutto quello che era consentito fare affinché non accadesse nulla di grave e siamo intervenuti da subito dove potevamo farlo".


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    A un mese di distanza dalla commemorazione in Campidoglio per il 70esimo anniversario dell’uccisione del giovane antifascista Massimo Gizzio, la targa a suo nome posta a piazza della Libertà è stata imbrattata con della vernice nera. "Un gesto incivile che offende la memoria della città. L’Anpi di Roma condanna – si legge in una nota – il vile episodio che denota la mancanza di cultura democratica dei suoi autori e chiede all’Ufficio decoro urbano del Comune di Roma di attivarsi per ripulire la targa". 


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    Disoccupato da otto mesi si è tolto la vita, questa mattina, impiccandosi in un rudere. Quello che sembra essere l'ultima vittima della crisi è un 42enne di Alatri. L'uomo, falegname, restauratore di mobili antichi, non aveva commesse da oltre otto mesi ed era caduto in una profonda crisi depressiva. A ritrovare il suo corpo è stata la madre. Lascia moglie e una figlia. 


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    Con 32 voti favorevoli, 2 contrari (Fabrizio Ghera, capogruppo FdI, e Marco Pomarici, consigliere Ncd) e 5 astenuti (Gianni Alemanno, Roberto Cantiani del gruppo Misto, Gianluigi De Palo di Cittadini X Roma, Raggi del M5S e il collega di partito Stefano) l'assemblea capitolina ha approvato la delibera per conferire la cittadinanza onoraria al regista Paolo Sorrentino, vincitore dell'Oscar come miglior film straniero con "La Grande Bellezza". "Il mio grazie va a tutta l'assemblea capitolina che ha condiviso con me e il presidente Coratti il giusto riconoscimento a Paolo Sorrentino con il conferimento della cittadinanza onoraria. Oggi lo facciamo con un atto formale e il 14 marzo in questa aula Roma sarà felice di consegnare al regista la pergamena e lupa capitolina simbolo della cittadinanza", ha detto il sindaco di Roma, Ignazio Marino, intervenendo in aula.A partecipare al voto 39 consiglieri, 2 dei quali hanno espresso voto contrario  mentre astenuti .

    "Ho incontrato Sorrentino pochi giorni prima della sua vittoria e nel mio cuore sapevo che sarebbe tornato in Italia con l'Oscar perché il suo film è davvero un monumento cinematografico, un capolavoro dedicato a Roma, alla nostra città che il film utilizza come metafora di un paese in crisi ma con un grande patrimonio da valorizzare meglio - ha aggiunto Marino - Il nostro ringraziamento va a Paolo Sorrentino e a tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di questo lavoro". "Ricevere il regista qui in Campidoglio sarà un momento bellissimo per Roma. Lo aspettiamo qui per fargli le nostre congratulazioni di persona per aver fatto di Roma la sua città", ha concluso il primo cittadino.


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    Con 32 voti favorevoli, 2 contrari (Fabrizio Ghera, capogruppo FdI, e Marco Pomarici, consigliere Ncd) e 5 astenuti (Gianni Alemanno, Roberto Cantiani del gruppo Misto, Gianluigi De Palo di Cittadini X Roma, Raggi del M5S e il collega di partito Stefano) l'assemblea capitolina ha approvato la delibera per conferire la cittadinanza onoraria al regista Paolo Sorrentino, vincitore dell'Oscar come miglior film straniero con "La Grande Bellezza". "Il mio grazie va a tutta l'assemblea capitolina che ha condiviso con me e il presidente Coratti il giusto riconoscimento a Paolo Sorrentino con il conferimento della cittadinanza onoraria. Oggi lo facciamo con un atto formale e il 14 marzo in questa aula Roma sarà felice di consegnare al regista la pergamena e lupa capitolina simbolo della cittadinanza", ha detto il sindaco di Roma, Ignazio Marino, intervenendo in aula.A partecipare al voto 39 consiglieri, 2 dei quali hanno espresso voto contrario  mentre astenuti .

    "Ho incontrato Sorrentino pochi giorni prima della sua vittoria e nel mio cuore sapevo che sarebbe tornato in Italia con l'Oscar perché il suo film è davvero un monumento cinematografico, un capolavoro dedicato a Roma, alla nostra città che il film utilizza come metafora di un paese in crisi ma con un grande patrimonio da valorizzare meglio - ha aggiunto Marino - Il nostro ringraziamento va a Paolo Sorrentino e a tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di questo lavoro". "Ricevere il regista qui in Campidoglio sarà un momento bellissimo per Roma. Lo aspettiamo qui per fargli le nostre congratulazioni di persona per aver fatto di Roma la sua città", ha concluso il primo cittadino.


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    Con 22 voti favorevoli, 1 contrario e 2 astenuti, l'assemblea capitolina ha licenziato la delibera con la quale si approvano i bilanci di Farmacap dell'ultimo triennio, atto necessario per il ripristino della liquidità dell'azienda (15 milioni di euro).

    In particolare, nel documento si stabilisce che l'azienda debba predisporre e presentare agli uffici dell'amministrazione, entro tre mesi, un nuovo piano industriale che preveda il conseguimento di un equilibrio economico-finanziario aziendale entro il 2014. Il consigliere capitolino del Gruppo misto, Mino Dinoi, che ha deciso di astenersi, come la consigliera Sel, Gemma Azuni, ha detto che "in un precedente odg era stato stabilito che, prima di votare i bilanci, si sarebbe istituita una commissione di indagine per verificare le cause che hanno portato al buco di bilancio. Non dare seguito a quella decisione significa mancare di rispetto a quest'aula. Per questo chiedo un consiglio straordinario sul futuro di Farmacap".

    Il capogruppo del Pd, Francesco D'Ausilio, è intervenuto spiegando che "abbiamo sbagliato a non costituire la commissione d'indagine perché ci sono ancora delle ombre e dobbiamo evitare che ciò che è successo non si ripeta". "L'assemblea capitolina con l'approvazione dei bilanci dell'ultimo triennio di Farmacap consentirà il ripristino della liquidità della municipalizzata per 15 milioni di euro. Abbiamo votato a favore perché si tratta di un atto importante per garantire la continuità dei servizi ai cittadini e la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori - ha aggiunto il capogruppo Sel, Gianluca Peciola - Siamo contrari a ogni ipotesi di privatizzazione dell'azienda che deve mantenere il suo carattere pubblico. Le funzioni di Farmacap vanno rilanciate e potenziate nell'ambito di un cambio dei vertici dell'azienda. In questa direzione accogliamo con favore la nomina a breve da parte del sindaco Marino di un commissario e l'avvio della procedura per il rinnovo del cda. Sono paradossali gli attacchi dell'opposizione nel momento che si tratta di bilanci riferiti agli tre anni di esercizio dell'azienda. E' necessario aprire una verifica tramite una commissione d'inchiesta sulla gestione dell'azienda nel periodo in cui era al governo della città il centrodestra".

    L'unico contrario il consigliere radicale eletto nella lista civica Marino, Riccardo Magi, il quale aveva inoltre depositato una richiesta di sospensiva, bocciata dall'aula, della discussione della delibera su Farmacap chiedendo "contestualmente ulteriore formale parere al segretariato generale di Roma Capitale in merito alla applicabilità totale o parziale" sul contenuto della delibera e sulla sua legittimità.


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    Spazi abbandonati, locali inutilizzati, giardini incolti e non curati. Roma ne è piena. Così come tante sono le associazioni che cercano una sede, o i giovani (e quelli che non lo sono più) smaniosi di cominciare un’attività ma con pochi soldi e l’impossibilità di affittare a prezzi di mercato. A fare incontrare le due realtà ci prova il social network City-hound, nato dalle menti di tre giovani donne, Nina Artioli, Alessandra Glorialanza, Eliana Saracino, architette dello studio TSpoon, dal 2004 “un piccolo strumento che attraversa i territori urbani indagando modi e forme dell’abitare contemporaneo”, che ha all’attivo vari progetti in Italia e all’estero.

    IL SUCCESSO A ROMA - L’idea del social è nata nel 2011. “Abbiamo partecipato a un concorso a Valencia per riqualificare lotti vuoti – racconta a Paese Sera Alessandra Glorialanza – e pensato di allargare ancora di più gli orizzonti: invece di concentrarci su un singolo spazio ci è venuto in mente di mappare tutti i lotti vuoti”. Il progetto non è piaciuto in Spagna, ma ribaltando il proverbio “nemo profheta in patria” il riscatto è avvenuto proprio nella Capitale con il bando “Vocazione Roma”, della provincia. “Il presidente della Regione Nicola Zingaretti – continua l’architetta – si è detto entusiasta”. E a novembre del 2013 lo studio ha esposto il progetto in una mostra all’Acquario romano alla Biennale dello spazio pubblico. “Abbiamo illustrato 24 progetti a livello mondiale realizzati su spazi sottoutilizzati a Berlino, New York e Parigi, per mostrarne la fattibilità”. Lì dove non c’era nulla sono nati laboratori artistici, spazi ricreativi e giardini condivisi.

    LA COLLABORAZIONE CON IL MUNICIPIO I - A cogliere le potenzialità del social per Roma è stato il municipio I “con cui è partita una collaborazione”. L’amministrazione ha già segnalato delle aree e nell’ottica della riqualificazione dei rioni storici si stanno individuando degli edifici che possano fungere da campi base in cui i cittadini, le associazioni e il municipio possano discutere le trasformazioni da mettere in atto. “City-hound è un’opportunità per il pubblico – sottolinea Glorialanza – che spesso non riqualifica perché non ha risorse, ma anche per i privati che hanno immobili fuori mercato”. L’unico intoppo da risolvere è la burocrazia, “il municipio sta studiando soluzioni in termini di permessi e affidamenti temporanei”. L’obiettivo non è sostituire eventuali piani di ristrutturazione già attivi: “Pensiamo a utilizzi temporanei, leggeri – spiegano da Tspoon – Un’area che verrà trasformata tra 10 anni nel frattempo può essere data in gestione a chi vuole realizzarci qualcosa in tempi brevi”.

    GLI SPAZI SU CITY-HOUND - Per ora sulla mappa romana (perché City-hound aspira a uscire dai confini della Capitale) ci sono aree verdi, interi edifici,  o locali perlopiù in zona Prati e Monti e anche al Pigneto. In quest’ultimo quartiere “gli spazi segnalati sono frutto di un workshop realizzato dallo studio con alcuni studenti stranieri”, spiega ancora l’architetta. Chiunque può indicare dei luoghi abbandonati o possono essere gli stessi proprietari (amministrazione pubblica o privati) a metterli sul sito. Poi a filtrare domanda e offerta ci pensa lo studio Tspoon. Una mappa dei locali inutilizzati a Roma l’hanno fatta anche gli attivisti dell’America occupato. “Di siti su questi temi ce ne sono diversi – dice Glorialanza – per questo abbiamo pensato di creare una rete”.

    CAUDO - Tutti strumenti che potrebbero facilitare l’idea dell’assessore alla Trasformazione urbana Giovanni Caudo di valorizzare comitati, associazioni e abitanti che si prendono in carico aree verdi o spazi sociali, come dichiarato in un’intervista a Paese Sera: “Esperienze positive che dovremmo allargare, istituzionalizzando questa possibilità di dare beni a chi può occuparsene, anche perché è più prossimo”. Un modo, secondo l’assessore, “per alleviare il carico sulle spalle del Comune e coinvolgere i residenti nella cura della loro città”.

    (Nella foto uno degli spazi segnalati) 


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    Durante la notte, un cittadino del Bangladesh di 30 anni è stato arrestato dai carabinieri di Roma Casilina con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il ragazzo, durante un controllo scattato tra largo Preneste e via di Acqua Bullicante, è stato trovato in possesso di 30 pasticche di “Ya-Ba”, la pericolosissima metanfetamina sintetizzata e prodotta, in origine, in Thailandia, molto diffusa nei paesi orientali - dove ha superato anche l’uso dell’eroina - e, negli ultimi anni, anche in quello occidentale, in cui è conosciuta anche come “droga della pazzia” a causa dei devastanti effetti che produce sulla psiche dei consumatori.

    Chi assume queste pasticche rossastre, infatti, va incontro a un periodo di “carica energetica” e di “benessere” che può andare dalle 8 alle 24 ore consecutive, ma in molti casi può portare anche a comportamenti particolarmente violenti, anche autolesionistici, provocati da stati allucinatori in cui piombano gli assuntori.  L’involucro con le pasticche è stato sequestrato dai carabinieri mentre il 30enne è stato trattenuto in caserma in attesa di essere sottoposto al rito direttissimo.


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    Lo sport non è cosa da donne. Almeno in Italia. Nemmeno quando si parla di campionesse del mondo, olimpiche o europee. Nemmeno quando grazie alle atlete azzurre l’Italia si rifà il trucco mascherando tutti i limita di una democrazia misogena. Valentina Vezzali, Isolde Kostner, Loredana Trigilia, Josefa Idem, Jessica Rossi, Elisa Di Francisca, Manuela di Centa, la nazionale di pallavolo campione del mondo nel 2001, il “Sette rosa” della pallavolo, tutte  campionesse ma  tutte dilettanti, tutte discriminate rispetto ai pari colleghi maschi. E si, perché in Italia sulle 6 discipline sportive qualificate come professionistiche (su 60), come il calcio, la pallacanestro, il golf, il pugilato, il motociclismo e il ciclismo nessuna di queste prevede un settore professionistico per le atlete. Niente male per un movimento che coinvolge 7 milioni di tesserate e tesserati e rappresenta il terzo aggregato industriale di questo Paese. Una realtà produttiva che costituisce il 3 per cento del Pil. Un’ ingiustizia perpetrata anche negli statuti di molti dei circoli sportivi romani più esclusivi come il  Canottieri Aniene che per regolamento vieta l’ ingresso alle donne (nel capo secondo, articolo 3, comma a) specificando che “i soci effettivi sono le persone di sesso maschile che hanno compiuto i 18 anni”.  O quello de Reale circolo Canottieri Tevere Remo, dove possono essere ammessi solo “i cittadini di sesso maschile,italiani o stranieri, che abbiano superato i 14 anni di età». E gli atleti? Se uomini “che abbiano ottenuto successi con i colori sociali, possono diventare soci effettivi”, mentre alle atlete è concesso solo di “frequentare il circolo”. 

    kostner

    MENO PREMI E NIENTE CONTRIBUTI- Una ferita sancita dalla legge 91/81 che disciplina le “Norme in materia di rapporti tra società e sportivi professionisti”   praticamente non  accessibile alle donne perché molte delle loro attività non sono citate come professionistiche. A decidere se una disciplina abbia o meno la caratteristica della "professionalità" sono le Federazioni ma nessuna di queste ha ancora inserito le donne. L'atleta dilettante quindi non ha alcuna tutela giuridica, nessun diritto di pretendere un contratto, nessun diritto di avvalersi della giustizia ordinaria in caso di controversia con un altro tesserato. Le eccezioni a questa regola devono comunque passare attraverso l’autorizzazione della Federazione Nazionale cui appartiene il tesserato o la tesserata. Un obbligo imposto dalla "clausola compromissoria" che i tesserati sono obbligati ad accettare all'atto del tesseramento sportivo.   Questo implica ingaggi bassi rispetto ai colleghi maschi. Al di là delle campionesse assolute   la maggior parte delle atlete tesserate non percepisce cifre alte  ma veri e propri "stipendi" di sopravvivenza (10.000/15.000 Euro annui)  che non includono alcun obbligo previdenziale da parte delle  società, né trattamento di fine rapporto. Una discriminazione che si riflette anche sui premi ridotti per il 50% rispetto agli uomini.  Tale riduzione vale anche per le borse di studio e gli investimenti da parte degli sponsor.  Per non parlare delle sportive in maternità che subiscono ripercussioni gravissime come l’impossibilità di tutela e di continuare l’attività sportiva dopo la gravidanza. Queste ultime infatti essendo considerate dilettanti, in caso di gravidanza, possono subire la risoluzione del contratto di prestazione sportiva per inadempimento dell’atleta.   Una vergogna da cui si discostano in pochi, come la Federscherma. La federazione, infatti, ha congelato per le atlete madri il ranking (il punteggio, fondamentale per rientrare subito in competizioni di alto livello), mantenendo loro le borse di studio.

    trigilia

    BINOMIO IMPOSSIBILE- Sport e donne quindi un binomio inconciliabile in questo Paese  tranne, evidentemente, che per le foto di rito quando l’oro delle medaglie illumina anche i volti dei massimi dirigenti sportivi. Un retaggio del passato duro a morire legato soprattutto alla donna come immagine; l’ingresso alle Olimpiadi per le italiane ad esempio è relativamente “recente” considerando la millenaria storia di questa manifestazine. Essendo impossibile usare un abbigliamento meno “castigato” a causa dei forti tabù sul corpo femminile ed essendo impossibile anche praticare con gli abiti imposti che limitavano i movimenti del corpo, veniva  impedito alle donne di partecipare ad ogni sport. Malgrado le Olimpiadi risalissero già dall’antica Grecia, l’ammissione delle donne alle Olimpiadi risale infatti ai primi del Novecento ma unicamente nelle gare di golf e tennis. Solamente nel 1921 si tennero a Montecarlo i primi giochi mondiali femminili.  Ancora più grave è la rappresentazione delle donne all’interno delle gare sportive che hanno meno visibilità mediatica degli atleti maschi e dove spesso vengono relegate a figure ornamentali per attrarre il pubblico: come le cheerleaders, le conigliette, le ombrelline eccetera   e anche della rappresentazione delle sportive nelle pubblicità  e gli interventi delle associazioni sportive per rendere l’abbigliamento delle atlete più “appetibile”:  recente è la polemica che ha visto coinvolta la Federazione italiana basket che, per aumentare il grado di appetibilità del basket femminile, voleva imporre alle atlete di indossare divise aderenti e calzoncini sopra il ginocchio insieme ad una serie di modifiche regolamentari (metà campo, squadre da tre persone, canestro più basso) che di fatto ne sminuiscono l’aspetto sportivo a tutto vantaggio della spettacolarizzazione.

    fioretto

    VERGOGNA SENZA LIMITI- Una discriminazione che non guarda in faccia nessuno, neanche la solidarietà se è vero, come è vero, che la Lega Pro ad esempio ha vietato l’uso degli arbitri federali per una partita di beneficenza a favore degli alluvionati della Sardegna impedendo di fatto lo svolgimento dell’evento. Una sfida che vedeva di fronte la Torres , mistra tra uomini e donne e l’Olbia.  Un affronto per la Lega, evidentemente, che ha preteso il rispetto del regolamento il quale vieta espressamente che uomini e donne possano giocare insieme in una gara ufficiale. 


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