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    Una giornata di festa all'insegna della memoria. Anche quest'anno, per il sessantanovesimo anniversario della Liberazione dell'italia dal nazifascismo, Roma si "tinge" di resistenza. Tante infatti sono le iniziative previste in tutta la città. Manifestazioni, cortei, musica e visite guidate, all'insegna dell'antifascismo, ma con uno sguardo attento e rigoroso all'attualità. 

    25 aprile

    25 aprile

    IL CORTEO - "Sarà un 25 aprile per ricordare la guerra di liberazione dei partigiani – annuncia l'Anpi in una nota - Ma anche un momento di riflessione per le riforme costituzionali che si profilano”. Per la consueta manifestazione, l'appuntamento è alle ore 9,30 di fronte al Colosseo, a lato della fermata della Metro. E' da lì infatti che, come ogni anno, partirà il corteo che, sfilando per via Celio Vibenna, via di San Gregorio, viale Aventino e viale della Piramide Cestia, terminerà a Porta San Paolo, dove si terranno gli interventi dei partigiani, delle associazioni, delle istituzioni e, a seguire, il concerto con i maestri Angelo Colone, Marco Quaranta e la cantante Sara Modigliani. "Il significato della Resistenza e dell'antifascismo, da tramandare alle nuove generazioni – affermano gli organizzatori - va cercato nella lotta alle ingiustizie sociali ed economiche, nelle lotte al razzismo, al sessismo; va cercato nel contrasto culturale a revisionismi e negazionismi, alle ideologie ed ai disvalori delle estreme destre che in Italia ed Europa ispirano movimenti populisti profondamente antidemocratici, antieuropei, fascisti e nazisti".

    IL TOUR DELLA MEMORIA - In occasione delle celebrazioni per l’anniversario della Liberazione, Eataly Roma in collaborazione con Zètema proporrà invece delle visite guidate a Porta San Paolo, Garbatella e del Ponte di Ferro, scenario di alcuni drammatici episodi legati alla Resistenza romana e teatro dell'universo post-industriale nella città di Roma. Venerdì 25 aprile le visite saranno gratuite mentre, sabato 26 e domenica 27 il costo sarà di 5 euro a persona. Prenotazione obbligatoria per tutti gli appuntamenti. Nel corso delle visite guidate, che attraverseranno molti dei patrimoni industriali dell'area, tra cui la Centrale Montemartini e l'ex Miralanza al Gazometro, saranno raccontati alcuni momenti importanti della Resistenza romana come, nel tour della Garbatella, la storia di Enrico Mancini, di Giuseppe Cinelli, dei fratelli Anticoli e di Libero Natalini, o l'eccidio del 7 aprile 1944, l' orribile strage voluta dai nazifascisti , che come rappresaglia contro l'assalto al forno Tesei, fucilarono dieci donne dopo averle fatte allineare sul Ponte dell'Industria.

    PIGNETO IN FESTA - Anche quest’anno torna l’appuntamento con i Giorni di Liberazione al Pigneto. La 13° Edizione si dividerà in due luoghi e momenti. Venerdì 25 la mattina da Centocelle (appuntamento alle 9:30 a p.za delle Camelie) partirà un corteo festoso e comunicativo, che si concluderà all’ Ex SNIA con la volontà di liberare il Lago, sorto negli anni 90 dopo una tentata speculazione edilizia, e festeggiare nell’ area pubblica che doveva essere già parco dal 2004, insieme alla Titubanda, la Murga Patas Arriba, Piero Brega. Dalle 19:00 il programma seguirà come sempre nella Piazza Persinani-Nuccitelli (Via Mariano da Sarno) e durerà due giorni. Sempre al Pigneto, l'associazione DaSud, nei suoi spazi di via Gentile da Mogliano 168, darà vita alla "Renzistenza" culinaria, "il più grande e gustoso pranzo del 25 aprile nazionale", come lo definiscono gli organizzatori, un vero e proprio Eat Act, che ricalca in chiave ironica il Job Act promosso dal Presidente del Consiglio Mattero Renzi. Dalle 12 in poi, musica, cibo di qualità, per festeggiare la Liberazione e al tempo stesso il 5° compleanno dell'associazione.

    Laghetto ex snia (Di Giordano Pennisi)

    LA FESTA NEI PARCHI - Per gli amanti della bici va segnalato il 69° Gran Premio della Liberazione, dalle 7 alle 16 circa, con partenza e ritorno in viale Terme di Caracalla, passando per via Antoniana, viale Baccelli, largo Terme di Caracalla, viale Terme di Caracalla, viale Porta Ardeatina, piazzale Ostiense, viale Giotto, largo Fioritto, viale Baccelli, largo Vittimo del Terrorismo. Tante sono inoltre le feste che si svolgeranno nei dei parchi pubblici. Fra queste l'area giochi di via Lemonia, all'interno del Parco degli Acquedotti, che prevede il mercatino bio dell’Altra Economia dai Semi urbani, pranzo sociale delle trattoria popolare, Concerto live di AJDE ZORA, partita dello Spartaco Rugby vs Resto Del Mondo con lezioni per bambini, ma soprattutto la raccolta firme di delibere di iniziativa popolare su Acqua-Scuola- Patrimonio e Finanza Pubblica. Mentre Raggae in the Grass è l'evento organizzato dal Brancaleone al Parco Aniene (Via Nomentana - altezza Via Sannazzaro) dalle ore 12 alle 21. Una giornata all'aria aperta nel Sessantanovesimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo. "Sound System montato sul prato e tante buone vibes primaverili".

    LE LINEE BUS DEVIATE - In occasione della cerimonia di omaggio al Milite Ignoto, in programma intorno alle 9 e 30 a Piazza Venzia,  dalle 8 saranno deviati i bus delle linee C3, H, 40Express, 44F, 46, 60Express, 62, 63, 64, 70, 80Express, 80B, 81, 83, 85, 87, 119, 130F, 160F, 170, 175, 190F, 492, 628, 715, 716, 780, 916F. Venerdì 25 aprile, dalle 9,30 alle 14, si svolgerà il corteo per la 'Festa della Liberazione' con partenza da piazza del Colosseo (lato metro B) sino a piazza di Porta San Paolo (lato Piramide), sfilando per via Celio Vibenna, via di San Gregorio, viale Aventino e viale della Piramide Cestia. Deviate o limitate i bus delle linee C3, 3, 3Bus, 23, 75, 80, 81, 83, 118, 130F, 160F, 175, 280, 628, 673, 715, 716, 719. Venerdi 25 aprile, dalle 7 alle 16, si svolgerà il 69° Gran Premio della Liberazione, con partenza da viale delle Terme di Caracalla. Deviate le linee 160F, 175, 671, 714 e 715. Chiusure in via Antoniana, viale Baccelli, largo Terme di Caracalla, viale di Porta Ardeatina, piazzale Ostiense, viale Giotto, largo Fioritto, viale Baccelli, largo Vittime del Terrorismo e viale Terme di Caracalla.


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    Si è conclusa tragicamente una rapina ai danni di una 91enne avvenuta il giorno di Pasqua in via Capo di Monte. L'anziana era stata strattonata da un uomo che le aveva strappato la collana che portava al collo, facendo così cadere la donna a terra. Nell'impatto la 91enne ha sbattutto la testa. Soccorsa era stata trasportata e ricoverata all'ospedale San Filippo Neri con una frattura ad un femore ed un trauma cranico. Dopo la rapina l'anziana aveva anche sporto denuncia, rendendo sommarie dichiarazioni agli agenti del commissariato Primavalle che indagano sulla vicenda. Secondo una prima ricostruzione, a compiere la rapina sarebbero stati un uomo ed una donna, poi fuggiti a bordo di una macchina gialla con targa straniera.


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    E’ una Roma che da spettacolo quella che ha battuto un Milan discreto nel primo tempo, ma poi sparito dal campo, come Balotelli, apparso nervoso e polemico dopo la sostituzione. Su tutti, Miralem Pjanic che in chiusura di primo tempo realizza forse il miglior gol della stagione: partendo dalla trequarti, ha superato come birilli tre avversari (anche con un tunnel) ed è andato a segnare centralmente. Meglio i rossoneri nella ripresa, ma sostanzialmente la Roma non ha mollato la padronanza del gioco e ha raddoppiato con un gol frutto di un'azione corale e finalizzata da Gervinho in offside. La Roma, con la sua nona vittoria consecutiva si è così rimessa a -5 dalla Juventus e adesso bisognerà aspettare lunedì, quando la capolista giocherà sul campo del Sassuolo, per sapere se le aspirazioni di scudetto dei giallorossi possono essere ancora coltivate.

    PJANIC SHOW- Garcia, privo ancora di Benatia, ha confermato Toloi (sufficiente, infortunato nel finale) al centro della difesa. All'attacco, in assenza di Destro, è stato confermato Ljajic (positivo). Seedorf, senza lo squalificato De Jong, ha schierato Muntari a centrocampo dall'inizio, mentre ha fatto rientrare Bonera (bene) in difesa e Honda (male) in avanti.  Poi la Roma ha cominciato a ruminare gioco, senza la solita determinazione. Il Milan, abbastanza compatto, ha fronteggiato bene la situazione e ha tentato qualche sortita in avanti, approfittando degli errori giallorossi. Qualche botta a Balotelli e Totti ha generato un pò di nervosismo. Quando i romanisti hanno premuto, la partita è decollata: ci hanno provato Ljajic, Toloi, Pjanic (molto pericoloso) e il Milan si è fatto schiacciare nella propria metà campo. Un pò defilato Totti, come Kakà in campo rossonero. Balotelli ha inscenato qualche veloce volata, ma non ha tirato. Gervinho è parso bloccato, come Taarabt. Efficace l'azione di De Rossi. Quando Pjanic, al 44' ha bucato centralmente la difesa rossonera (Muntari, Montolivo, Rami) la partita si è messa in discesa.

    GERVINHO PER IL RADDOPPIO- La Roma ha ripreso ad attaccare nella ripresa, a caccia del gol della sicurezza, ma ha rischiato su un rasoterra di Montolivo di poco fuori. L'atteggiamento rossonero è sembrato più propositivo. Pjanic ha fatto volare sulla sinistra Abbiati su tocco sapiente di Totti da destra. Insomma, partita sempre viva. Seedorf si è affidato all'esperienza di Essien, sostituendo Munirai. Castan ha fatto vedere poco la palla a Balotelli. La Roma ha fatto accademia per larghi brani e al 20' è arrivato il raddoppio: Ljajic a destra per Totti che ha sparato di destro, costringendo Abbiati a una respinta che Gervinho (in offside) ha raccolto, insaccando. Seedorf ha visto Balotelli molto nervoso e lo ha sostituito con Pazzini. SuperMario non ha accettato. Il giallo a Nainggolan (diffidato) impedirà al belga di giocare a Catania. Garcia ha concesso l'ultimo quarto d'ora a Florenzi, al posto di Totti.  


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    Tutto pronto alla vigilia della canonizzazione dei papi Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII. Stamattina, fa sapere il Viminale, il ministro dell’Interno Angelino Alfano presiederà una riunione in Prefettura a Roma, con il Prefetto e i vertici delle Forze dell’Ordine. Durante la riunione, si farà il punto sulle misure predisposte al fine di garantire le migliori condizioni di sicurezza ai pellegrini e alle numerose personalità di Stato e di Governo in arrivo nella Capitale.

    MARINO VISITA LA PROTEZIONE CIVILE - Alle 12, il sindaco di Roma Ignazio Marino, accompagnato dal responsabile dell'ufficio progetti speciali del gabinetto Maurizio Pucci, si recherà alla sala C.o.c. della Protezione Civile di Porta Metronia per l’apertura della Sala Operativa allestita in occasione della canonizzazione. Lo rende noto il Campidoglio. Sarà presente il direttore della Protezione Civile di Roma Capitale Mario Vallorosi. A seguire, il sindaco farà visita ai volontari della Protezione Civile e dell’Ares 118 in servizio presso la Stazione Termini, Stazione S. Pietro e presso la fermata della metro Ottaviano.

    SICUREZZA - Preoccupati sulla sicurezza? Il sindaco Ignazio Marino ieri  ha rassicurato: "Ho sentito il questore e il prefetto e in questo momento non ci sono segnali di pericolo ma certamente c'è uno sforzo importante affinché tutte queste forze dell'ordine ci aiutino a garantire la sicurezza". E infatti, spiega Marino dopo avere parlato con il capo della polizia, “ci saranno 12mila ore di straordinario delle forze dell'ordine".

    LA LETTERA AL MINISTRO DELL’ECONOMIA - Il primo cittadino fa poi sapere: "Ho parlato con il sottosegretario Delrio e con il ministro Alfano e ho scritto una lettera al ministro dell'Economia”. E precisa: “Non perché Roma chieda altri soldi ma perché mi sembra abbastanza evidente che questo non sia un evento che riguarda solo le romane e i romani e quindi credo sia logico da sindaco affermare che un evento planetario non debba ricadere come costi solo sulle tasse dei cittadini che abitano a Roma: è un evento che riguarda la nostra Nazione".

    1 MILIONE DI PELLEGRINI ATTESI - Per domani sono attese "tra 800mila e un milione di persone – ha aggiunto il sindaco - quindi un numero considerevole”. Marino ha poi dichiarato: “In tutto l'arco temporale di queste due settimane ci attendiamo tre milioni di visitatori a Roma". Superati i mille i pullman già registrati: “Il 50% proviene da varie regioni d'Italia, il 30% dalla Polonia, e il 20% da altri Paesi. Abbiamo oltre 4mila stalli in modo che i pullman non entrino nella parte centrale della città”, ha spiegato il primo cittadino.

    COMUNICAZIONE E MOBILITA’ – Chiusa via della Conciliazione. La strada è stata chiusa al traffico tra Largo Giovanni XXIII e Piazza Pio XII per numerosi fedeli diretti in Piazza San Pietro. “Tra sabato e domenica verrà rivoluzionata la viabilità soprattutto nell’area intorno al Vaticano. Divieti di sosta e divieti di circolazione sono previsti tra l'area dell'evento e Prati, già da giovedì sera". E' quanto si legge sul sito dell'Agenzia per la mobilità. "Per motivi di sicurezza - si legge - è stato deciso di creare un'area di massima sicurezza all'esterno della Città del Vaticano, con un perimetro delimitato da piazza della Città Leonina; via dei Corridori; Borgo Sant' Angelo; piazza Pia (lato Vaticano); largo Giovanni XXIII (lato Vaticano); lungotevere Vaticano (tra largo Giovanni XXIII e Ponte Vittorio Emanuele II); borgo Santo Spirito; largo Alicorni; via Paolo VI; piazza Sant'Uffizio. Questa area di massima sicurezza, al massimo entro le 19 di sabato 26 a cessate esigenze del 27 aprile, sarà interamente pedonale, consentendo l'accesso ai soli veicoli in servizio di Polizia, di Soccorso, e quelli con targa SCV e CD. Già dalle 21 di giovedì 24 aprile sono scattati i primi divieti di sosta e fermata, con rimozione, su via della Conciliazione e le vie vicine, sulle strade attorno a San Pietro, sul lungotevere Vaticano, sul lungotevere in Sassia, su piazza Risorgimento, su via Ottaviano, a via Stefano Porcari, a piazza Adriana, a via Cola di Rienzo e a viale Giulio Cesare. Divieti di sosta e di fermata anche sul lungotevere della Vittoria, lungotevere Oberdan e via dei Gladiatori. Dalle 5 del 26 aprile, divieti di sosta e fermata su piazzale Gregorio VII, via Leone IX e via Sergio I, in largo e via di Porta Cavalleggeri, via dei Cavalleggeri, via Alessandro III, via della Stazione Vaticana (parcheggio incluso), via della Stazione di San Pietro (nel tratto compreso tra via di Porta Cavalleggeri e piazza di Santa Maria alle Fornaci), piazza della Stazione di San Pietro, via Aurelia (nel tratto compreso tra via di Porta Cavalleggeri e la rampa Aurelia), via Bonifacio VIII, via di Porta Fabbrica, via del Crocifisso, via Innocenzo III, via Alcide De Gasperi, via Gregorio VII (ambo i lati in entrambe le carreggiate, nel tratto compreso tra piazza Pio XI e via di Porta Cavalleggeri) e in via delle Fornaci (dall’intersezione con via Santa Maria delle Fornaci fino a largo di Porta Cavalleggeri). Dalle 19 di sabato 26, non si potrà circolare su via della Conciliazione, lungotevere Vaticano, lungotevere in Sassia, piazza della Rovere, via Gregorio VII da piazza Pio XI a piazza Cavalleggeri, via Aurelia da Porta Portese a Porta Cavalleggeri e nella galleria Pasa. Dalle 21 della stessa giornata, invece, la circolazione sarà vietata nell'area delimitata da via Porcari, piazza Capponi, via Vitellleschi, largo di Porta Castello, via delle Fosse di Castello sino a piazza Adriana, Borgo Sant'Angelo, via dei Corridori e via del Mascherino. Tra la notte di sabato e l'alba di domenica saranno chiuse al traffico piazza Risorgimento e strade di accesso, lungotevere Vaticano, lungotevere in Sassia, lungotevere dei Sangallo, piazza della Rovere, ponte Pasa, ponte Vittorio, corso Rinascimento, corso Vittorio Emanuele, via del Plebiscito. Proseguirà, infine, la chiusura di via dei Fori Imperiali. La strada è stata trasformata in isola pedonale dallo scorso 18 aprile in tutta la sua estensione, da piazza del Colosseo a piazza Venezia. Anche per questo fine settimana, la chiusura sarà in vigore dalle 9 alle 19. In considerazione delle limitazioni di viabilità e delle chiusure al traffico, sino alla mattina del 28 aprile saranno chiusi i parcheggi Car Sharing di Argentina, Borgo, Cola di Rienzo, Navona, Tassoni, Vallati e Valle. Per mantenere l'offerta di servizio vicino alle aree interessate dalle chiusure, sono stati potenziati i parcheggi Car Sharing di Carso, Celio, Marmorata, Mazzini, Flaminio, Pantheon, Quirinale, San Saba, Spagna e Testaccio". Intensificata la comunicazione del sistema di mobilità che sarà attivo h24. Diversi gli strumenti utilizzati. Roma Servizi per la Mobilità, Atac e Polizia Locale di Roma Capitale, attraverso la centrale Luce Verde-Aci, hanno da tempo iniziato l’attività di informazione attraverso i canali a loro disposizione: siti web istituzionali, Roma Radio, i circuiti video Telesia nel metrò e quello video Moby sui bus, i social network, le paline elettroniche, i pannelli a messaggio variabile, le app per smartphone e tablet, le principali emittenti radio e Tv locali e i maxischermi dell’Opera Romana Pellegrinaggi. Grazie anche alla collaborazione con Ferrovie, Cotral, Adr, Autostrade per l’Italia, Anas la comunicazione del piano della mobilità viene costantemente aggiornato, con le notizie principali in inglese e polacco. Nelle giornate di sabato 26 e domenica 27 aprile, l’attività informativa verrà ulteriormente potenziata con aggiornamenti in tempo reale sull’intera piattaforma e in stretto collegamento con il Centro Operativo Comunale di Porta Metronia.

    TRENI REGIONALI - Offerta treni regionali rafforzata, con 43 collegamenti straordinari. Servizi informativi e di assistenza nelle stazioni potenziati. Presidi tecnici di Rfi sulle linee ferroviarie del nodo metropolitano di Roma. Centri operativi di Trenitalia e di Rfi, sia nazionali sia territoriali, già attivi dalla mattina di sabato 26 aprile. Oltre 1.000 ferrovieri impegnati. E’ la macchina organizzativa attivata dal Gruppo Fs Italiane per garantire la mobilità, da e per Roma, ai molti pellegrini e per accogliere i 5 treni charter, provenienti dalla Polonia, che giungeranno a Roma alla vigilia dell’evento, sabato 26 aprile.

    Domenica 27 aprile, il servizio ferroviario festivo sarà aumentato, in accordo con la Regione Lazio, con 4 treni regionali straordinari sulla linea FL1 (Monterotondo - Roma - Fiumicino Aeroporto); 26 sulla FL3 (Roma - Cesano - Viterbo); e 13 lungo la FL5 (Roma - Ladispoli - Civitavecchia). L’incremento complessivo dell’offerta è di circa il 70%, pari a oltre 43mila posti in più

    CHIUSA SAN PIETRO - Su disposizione del Comitato Provinciale Ordine e Sicurezza Pubblica, dalle 6 alle 15 di domenica 27 aprile sarà chiusa al traffico ferroviario la stazione di Roma San Pietro. Nessun treno farà fermata in stazione. Sarà potenziata anche l’informazione.

    FIUMICINO - Controlli straordinari all'aeroporto 'Leonardo da Vinci di Fiumicino. "Per il solo evento - spiega il dirigente della Polizia di Stato dell'aeroporto di Fiumicino Antonio Del Greco - sono stati programmati 65 voli straordinari provenienti da mezza Europa. In più c'è il tutto esaurito degli aerei in arrivo, valutabile intorno alle 120-130mila persone ogni giorno dal 22 fino al 29, giorno delle partenze".

    TAVOLO IN QUESTURA - Si è svolto ieri in Questura, il "tavolo tecnico" per la pianificazione dei servizi di sicurezza. "Data la rilevanza mondiale dell'evento, cui prenderanno parte oltre alle massime autorità ecclesiastiche anche Capi di Stato, Reali, Capi di Governo, e Ministri degli Stati Esteri, nonché diverse migliaia di fedeli - si legge in una nota della questura - i servizi di sicurezza saranno improntati sulla massima capillarità dei controlli e sulla maggiore visibilità e fruibilità dell'evento da parte delle migliaia di fedeli che affolleranno l'area Vaticana. Verranno effettuate sin dalla giornata del 26 aprile attente opere di ispezioni e bonifiche che interesseranno l'intera area, con controllo del sottosuolo; inoltre natanti e operatori subacquei pattuglieranno il fiume Tevere nel tratto adiacente la Città del Vaticano, compreso tra Ponte Sisto e Ponte Umberto I.


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    Motociclista muore dopo incidente con bus. Il fatto è accaduto nelle prime ore del mattino, in via Lepanto. L'incidente ha coinvolto una vettura delle linee notturne, la N7, condotta da un autista di una società privata. Il guidatore della moto è stato subito soccorso, ma non c'è stato nulla da fare. In corso ricostruzione dinamica dell'accaduto. Così in una nota l'Agenzia per la mobilità.

    (Foto di Giordano Pennisi)


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    Canti, balli, strumenti musicali e bandiere. Sono migliaia i fedeli che da ieri a questa mattina all'alba riempiono le strade della città in direzione San Pietro al grido di "Viva i Papi". E così la Capitale si sveglia "invasa" dai pellegrini giunti a Roma dai diversi paesi del mondo per assistere alla "giornata dei due Papi santi". Ragazzi, associazioni, preti, suore, famiglie, tutti in piazza per un evento storico carico di allegria per il quale cresce l'attesa e l'emozione che coinvolgerà circa un milione di pellegrini previsti per oggi nell'area del Vaticano. Poco prima delle 11 è stato interdetto l'accesso in piazza San Pietro anche per chi esibisce il biglietto che dà diritto ad un posto riservato nel sagrato. Le Forze dell'ordine sono ora impegnate a bloccare fedeli provenienti dalla Polonia, ma anche disabili e religiosi che vorrebbero oltrepassare le transenne.

    CHIUSA LA STAZIONE OTTAVIANO - Chiusa in uscita la stazione della metro A Ottaviano per il grande afflusso di pellegrini. Per circa un'ora e mezzo i treni provenienti in direzione Battistini non hanno effettuato fermate nella stazione. Lo ha riferito l'Agenzia per la Mobilità di Roma, che consiglia inoltre di raggiungere via dei Fori Imperiali e assistere all'evento dai maxischermi ivi allestiti. La stazione è stata di nuovo chiusa alle 10,25, "Per raggiungere i maxi-schermi in via dei Fori Imperiali e nelle altre piazze del Centro - scrive l'agenzia per la moblitità - si consiglia la stazione Colosseo/Metro B o i bus navetta che da Termini fermano a piazza Venezia".

    LA NOTTE TRASCORSA - Quella trascorsa è stata una notte di canti e preghiere per i pellegrini giunti nella capitale per una domenica all'insegna dei quattro Papi. Un evento senza precedenti nella storia che vede la capitale blindata con oltre un milione di fedeli presenti in città. Tende, sacchi a pelo, lettoni gonfiabili e materassoni da palestra a terra nelle zone limitrofe piazza San Pietro: dai giardini di Castel Sant'Angelo a via di San Pio X fino a Santo Spirito in Sassia. Anche la Chiesa di Santo Spirito in Sassia si è trasformata per la notte di un accampamento, ospitando al suo interno numerosi pellegrini. Quasi impossibile riuscire a crearsi un varco tra le persone. Numerosi i fedeli che hanno passato la notte anche seduti su piccoli sgabelli portatili. Altri hanno aspettato l'apertura di via della Conciliazione per poi affollarla per cercare di prendere il posto migliore in vista della celebrazione di questa mattina.

    PIAZZA SAN PIETRO PIENA - Intorno alle 9,30 è stato completato l'afflusso dei pellegrini in piazza San Pietro, dove alle 10 inizierà la cerimonia di canonizzazione di Papa Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII. Lo conferma la Protezione Civile di Roma Capitale, che annuncia inoltre l'avvenuta distribuzione finora di oltre 1 milione di bottigliette d'acqua, sul totale di 4 annunciato ieri dal sindaco Ignazio Marino.

    PIAZZA NAVONA - Centinaia di fedeli si sono radunati questa mattina in Piazza Navona per seguire la canonizzazione di Papa Rocalli e Papa Wojtyla dai maxi schermi montati per l'occasione. A sventolare tante bandiere polacche. L'entusiasmo e la commozione sono palpabili e neanche la pioggia riesce a spegnere l'eccitazione dei fedeli giunti a Roma per assistere a questo evento storico. In tanti ammettono di aver passato la notte in piazza per accaparrarsi dei posti privilegiati. "E' la prima volta che torno a Roma dopo la morte di Giovanni Paolo II - racconta un uomo - vengo da Cracovia e ho deciso di tornare e di portare con me i miei figli e mia madre. Papa Carol ha rappresentato tutto per me, e' stato Papa ma anche padre, fratello e amico, non lo dimentichero' mai". Una volta iniziata la cerimonia, i canti, le preghiere e glie applausi hanno lasciato spazio ad un rigoroso silenzio. Ai lati della Piazza la protezione civile distribuisce ininterrottamente bottiglie d'acqua, presenti anche alcuni volontari stranieri per lo piu' polacchi per tutta la durata dell'evento daranno una mano al servizio d'ordine italiano.

    FORI IMPERIALI - Bandiere e stendardi con l'immagine dei due Papi, mantelline per la pioggia, zainetti variopinti: è il colpo d'occhio delle centinaia di pellegrini davanti ai maxischermi su via dei Fori Imperiali, per seguire la cerimonia di canonizzazione a piazza San Pietro. Alcuni seduti su sgabellini, altri per terra, tutti con gli occhi ai vari schermi, alcuni dei quali trasmettono l'evento in più lingue.

    I DUE PAPI - Il presidente del consiglio Matteo Renzi, accompagnato dalla moglie, è arrivato in piazza San Pietro alle 9,30 per la cerimonia di canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. A riceverlo è stato padre Georg. Alle 9,34 ha fatto il suo ingresso in piazza Benedetto XVI, accolto dagli applausi dei fedeli e al grido di "Benedetto, Benedetto!". Il sindaco Ignazio Marino Il sindaco di Roma, anche per la cerimonia di Canonizzazione dei Papi, ha scelto le due ruote. Il primo cittadino è, infatti, arrivato in bicicletta. Ad accompagnarlo la moglie che ha preferito il pulmino con la delegazione del Comune di Roma. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è arrivato sul sagrato vaticano alle 9,50 insieme a sua moglie Clio. L'inquilino del Quirinale si è fermato alcuni minuti a salutare Benedetto XVI prima di prendere posto sul sagrato vaticano. Dopo un quarto d’ora circa fa il suo ingresso Papa Francesco.

    LA MESSA - Alle 10 è iniziata la messa concelebrata da Francesco e Benedetto XVI per la canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Alla cerimonia prenderanno parte 150 cardinali, 1.000 vescovi, 6.000 preti, 93 delegazioni ufficiali, 24 tra reali e Presidenti della Repubblica, a partire da Giorgio Napolitano, mentre la comunione sarà distribuita da 600 sacerdoti. Al rito che si terrà in piazza San Pietro parteciperanno per l'Italia, oltre al presidente Giorgio Napolitano con la moglie Clio, Matteo Renzi con la moglie Agnese. Particolarmente numerosa la delegazione polacca che sarà guidata dal presidente Bronislaw Komorowski e dall'ex presidente Lech Walesa. Ci saranno, inoltre, il re del Belgio Alberto II con la regina Paola e i reali di Spagna Juan Carlos e la regina Sofia. Tra le teste coronate il gran duca di Lussemburgo Henry con la famiglia, il principe Hans Adam II del Liechtenstein e il duca di Gloucester Richard. Per l'Unione Europea il presidente Hernan van Rompuy e il presidente della commissione José Manuel Barroso. Presenti anche i capi di stato di Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Camerun, Ecuador, El Salvador, Gabon, Guinea Equatoriale, Libano, Lituania, Slovacchia, Ungheria, Zimbabwe e Aruba.

    LA FORMULA DI RITO - Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II sono Santi. Papa Francesco ha pronunciato alle10,15 la formula di rito per la canonizzazione, dopo le tre petizioni del Cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. "Ad onore della Santissima Trinita', per l'esaltazione della fede cattolica e l'incremento della vita cristiana, con l'autorita' di nostro Signore Gesu' Cristo, dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e Nostra, dopo aver lungamente riflettuto, invocato più volte l'aiuto divino e ascoltato il parere di molti Nostri Fratelli nell'Episcopato, dichiariamo e definiamo Santi i Beati Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II - ha detto Papa Francesco - e li iscriviamo nell'Albo dei Santi e stabiliamo che in tutta la Chiesa essi siano devotamente onorati tra i Santi. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo". Subito dopo le parole del Santo Padre un grande applauso dei fedeli ha avvolto piazza San Pietro.


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    La Lazio batte in trasferta il Livorno per 2-0, aggancia il sesto posto in classifica in coabitazione con Torino e Verona e tiene più vive che mai le speranze di qualificazione in Europa League, in attesa della sfida-spareggio contro gli scaligeri di domenica prossima all'Olimpico. 

    MAURI PER IL VANTAGGIO- Gli uomini di Reja creano la prima palla-gol del match dopo 4 minuti con un destro al volo di Mauri, bravo a sfruttare una sponda aerea di Cana su un corner, la conclusione del capitano della Lazio è respinta da Bardi. Intorno al decimo minuto il Livorno si fa pericoloso due volte; nella prima occasione Siligardi conclude di poco alto un'azione di contropiede, nella seconda Berisha compie una prodezza su colpo di testa di Biagianti, andando a togliere la palla dall'angolino basso alla sua destra. Al 15' proprio nel momento migliore degli amaranto, la Lazio passa in vantaggio, grazie a una papera di Bardi. Lungo cross sul secondo palo, Mauri gira di piatto sinistro verso la porta, senza troppa convinzione ma il portiere labronico parte in grave ritardo e si fa passare il pallone sotto alla pancia. I toscani accusano il colpo e la Lazio controlla senza problemi l'incontro, andando vicina al raddoppio al 39' con una botta di Biglia da 30 metri, questa volta Bardi è attento e vola a togliere la sfera dal sette. Nell'ultima azione del primo tempo la Lazio concede al Livorno l'occasione più ghiotta per pareggiare. Biglia perde palla al limite, Siligardi entra in area ma ignora Paulinho in ottima posizione e Ciani gli tocca il pallone in angolo e salva la sua porta.

    CANDREVA SU RIGORE- Ad inizio ripresa la Lazio chiude il match grazie a un rigore concesso da De Marco per un mani in area di Rinaudo al quinto minuto. Dagli undici metri Candreva è implacabile e sigla il 2-0. Il centrocampista della Lazio non festeggia per rispetto ai suoi ex tifosi. La partita praticamente finisce qui perchè il Livorno molla e non si rende praticamente più pericoloso. Fino al fischio finale la Lazio gestisce a suo piacimento la partita andando vicina più volte al terzo gol. Le occasioni più ghiotte capitano ad Onazi al 19' con un tiro su assist di Candreva e poi con lo stesso Candreva al 28' ma in entrambi i casi Bardi salva miracolosamente con il corpo. Nel finale è solo accademia fino al triplice fischio di De Marco. La Lazio sale a quota 52, mentre il Livorno rimane fermo a 25 punti.


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    Canti, balli, strumenti musicali e bandiere. Sono migliaia i fedeli che da ieri a questa mattina all'alba riempiono le strade della città in direzione San Pietro al grido di "Viva i Papi". E così la Capitale si sveglia "invasa" dai pellegrini giunti a Roma dai diversi paesi del mondo per assistere alla "giornata dei due Papi santi". Ragazzi, associazioni, preti, suore, famiglie, tutti in piazza per un evento storico carico di allegria per il quale cresce l'attesa e l'emozione che coinvolgerà circa un milione di pellegrini previsti per oggi nell'area del Vaticano. Poco prima delle 11 è stato interdetto l'accesso in piazza San Pietro anche per chi esibisce il biglietto che dà diritto ad un posto riservato nel sagrato. Le Forze dell'ordine sono ora impegnate a bloccare fedeli provenienti dalla Polonia, ma anche disabili e religiosi che vorrebbero oltrepassare le transenne.

    CHIUSA LA STAZIONE OTTAVIANO - Chiusa in uscita la stazione della metro A Ottaviano per il grande afflusso di pellegrini. Per circa un'ora e mezzo i treni provenienti in direzione Battistini non hanno effettuato fermate nella stazione. Lo ha riferito l'Agenzia per la Mobilità di Roma, che consiglia inoltre di raggiungere via dei Fori Imperiali e assistere all'evento dai maxischermi ivi allestiti. La stazione è stata di nuovo chiusa alle 10,25, "Per raggiungere i maxi-schermi in via dei Fori Imperiali e nelle altre piazze del Centro - scrive l'agenzia per la moblitità - si consiglia la stazione Colosseo/Metro B o i bus navetta che da Termini fermano a piazza Venezia".

    LA NOTTE TRASCORSA - Quella trascorsa è stata una notte di canti e preghiere per i pellegrini giunti nella capitale per una domenica all'insegna dei quattro Papi. Un evento senza precedenti nella storia che vede la capitale blindata con oltre un milione di fedeli presenti in città. Tende, sacchi a pelo, lettoni gonfiabili e materassoni da palestra a terra nelle zone limitrofe piazza San Pietro: dai giardini di Castel Sant'Angelo a via di San Pio X fino a Santo Spirito in Sassia. Anche la Chiesa di Santo Spirito in Sassia si è trasformata per la notte di un accampamento, ospitando al suo interno numerosi pellegrini. Quasi impossibile riuscire a crearsi un varco tra le persone. Numerosi i fedeli che hanno passato la notte anche seduti su piccoli sgabelli portatili. Altri hanno aspettato l'apertura di via della Conciliazione per poi affollarla per cercare di prendere il posto migliore in vista della celebrazione di questa mattina.

    PIAZZA SAN PIETRO PIENA - Intorno alle 9,30 è stato completato l'afflusso dei pellegrini in piazza San Pietro, dove alle 10 inizierà la cerimonia di canonizzazione di Papa Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII. Lo conferma la Protezione Civile di Roma Capitale, che annuncia inoltre l'avvenuta distribuzione finora di oltre 1 milione di bottigliette d'acqua, sul totale di 4 annunciato ieri dal sindaco Ignazio Marino.

    PIAZZA NAVONA - Centinaia di fedeli si sono radunati questa mattina in Piazza Navona per seguire la canonizzazione di Papa Rocalli e Papa Wojtyla dai maxi schermi montati per l'occasione. A sventolare tante bandiere polacche. L'entusiasmo e la commozione sono palpabili e neanche la pioggia riesce a spegnere l'eccitazione dei fedeli giunti a Roma per assistere a questo evento storico. In tanti ammettono di aver passato la notte in piazza per accaparrarsi dei posti privilegiati. "E' la prima volta che torno a Roma dopo la morte di Giovanni Paolo II - racconta un uomo - vengo da Cracovia e ho deciso di tornare e di portare con me i miei figli e mia madre. Papa Carol ha rappresentato tutto per me, e' stato Papa ma anche padre, fratello e amico, non lo dimentichero' mai". Una volta iniziata la cerimonia, i canti, le preghiere e glie applausi hanno lasciato spazio ad un rigoroso silenzio. Ai lati della Piazza la protezione civile distribuisce ininterrottamente bottiglie d'acqua, presenti anche alcuni volontari stranieri per lo piu' polacchi per tutta la durata dell'evento daranno una mano al servizio d'ordine italiano.

    FORI IMPERIALI - Bandiere e stendardi con l'immagine dei due Papi, mantelline per la pioggia, zainetti variopinti: è il colpo d'occhio delle centinaia di pellegrini davanti ai maxischermi su via dei Fori Imperiali, per seguire la cerimonia di canonizzazione a piazza San Pietro. Alcuni seduti su sgabellini, altri per terra, tutti con gli occhi ai vari schermi, alcuni dei quali trasmettono l'evento in più lingue.

    I DUE PAPI - Il presidente del consiglio Matteo Renzi, accompagnato dalla moglie, è arrivato in piazza San Pietro alle 9,30 per la cerimonia di canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. A riceverlo è stato padre Georg. Alle 9,34 ha fatto il suo ingresso in piazza Benedetto XVI, accolto dagli applausi dei fedeli e al grido di "Benedetto, Benedetto!". Il sindaco Ignazio Marino Il sindaco di Roma, anche per la cerimonia di Canonizzazione dei Papi, ha scelto le due ruote. Il primo cittadino è, infatti, arrivato in bicicletta. Ad accompagnarlo la moglie che ha preferito il pulmino con la delegazione del Comune di Roma. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è arrivato sul sagrato vaticano alle 9,50 insieme a sua moglie Clio. L'inquilino del Quirinale si è fermato alcuni minuti a salutare Benedetto XVI prima di prendere posto sul sagrato vaticano. Dopo un quarto d’ora circa fa il suo ingresso Papa Francesco.

    LA MESSA - Alle 10 è iniziata la messa concelebrata da Francesco e Benedetto XVI per la canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Alla cerimonia prenderanno parte 150 cardinali, 1.000 vescovi, 6.000 preti, 93 delegazioni ufficiali, 24 tra reali e Presidenti della Repubblica, a partire da Giorgio Napolitano, mentre la comunione sarà distribuita da 600 sacerdoti. Al rito che si terrà in piazza San Pietro parteciperanno per l'Italia, oltre al presidente Giorgio Napolitano con la moglie Clio, Matteo Renzi con la moglie Agnese. Particolarmente numerosa la delegazione polacca che sarà guidata dal presidente Bronislaw Komorowski e dall'ex presidente Lech Walesa. Ci saranno, inoltre, il re del Belgio Alberto II con la regina Paola e i reali di Spagna Juan Carlos e la regina Sofia. Tra le teste coronate il gran duca di Lussemburgo Henry con la famiglia, il principe Hans Adam II del Liechtenstein e il duca di Gloucester Richard. Per l'Unione Europea il presidente Hernan van Rompuy e il presidente della commissione José Manuel Barroso. Presenti anche i capi di stato di Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Camerun, Ecuador, El Salvador, Gabon, Guinea Equatoriale, Libano, Lituania, Slovacchia, Ungheria, Zimbabwe e Aruba.

    LA FORMULA DI RITO - Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II sono Santi. Papa Francesco ha pronunciato alle10,15 la formula di rito per la canonizzazione, dopo le tre petizioni del Cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. "Ad onore della Santissima Trinita', per l'esaltazione della fede cattolica e l'incremento della vita cristiana, con l'autorita' di nostro Signore Gesu' Cristo, dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e Nostra, dopo aver lungamente riflettuto, invocato più volte l'aiuto divino e ascoltato il parere di molti Nostri Fratelli nell'Episcopato, dichiariamo e definiamo Santi i Beati Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II - ha detto Papa Francesco - e li iscriviamo nell'Albo dei Santi e stabiliamo che in tutta la Chiesa essi siano devotamente onorati tra i Santi. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo". Subito dopo le parole del Santo Padre un grande applauso dei fedeli ha avvolto piazza San Pietro.


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    Migliaia di fedeli questa mattina si sono radunati in piazza San Pietro per assistere alla messa di ringraziamento per la canonozzazione di Papa Giovanni XXIII e Papa Giovanni Paolo II. In una piazza a maggioranza polacca, i fedeli hanno atteso l'inizio della messa tra canti e danze. A celebrare la funzione il cardinale Angelo Comastri alla presenza di vescovi, arcivescovi e autorità civili. Prima in italiano e poi in polacco sono stati ringraziati: Papa Francesco, la gendarmeria vaticana e la città di Roma per aver accolto le migliaia di pellegrini provenienti da tutto il mondo. 

    MARINO - "Il bilancio è evidentemente positivo”. E’ questo il giudizio del sindaco di Roma Ignazio Marino in merito alla canonizzazione dei Papi Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII tenutasi ieri in piazza San Pietro. “L'amministrazione di Roma – ha proseguito il primo cittadino - ha dimostrato di saper lavorare in modo rigoroso. Stimiamo che le persone in città abbiano toccato almeno il numero di un milione e mezzo”.  Il sindaco va anche oltre: “Sono orgoglioso del lavoro di tutti, sono grato a tutti per la figura straordinaria che ci hanno fatto fare davanti al pianeta”.

    Marino parla poi di "numeri sono impressionanti, pensate che solo a via della Conciliazione il quantitativo di rifiuti rimosso nel giro di pochissime ore supera le 100 tonnellate". Uno sforzo straordinario, “la città non solo è ordinata ma non ci sono stati disagi, i mezzi di trasporto hanno funzionato benissimo, la metro ha avuto una frequenza ogni due minuti, trasportando ogni due minuti 800 passeggeri". Per il primo cittadino si tratta di “un bilancio da Capitale della Repubblica, da uno dei Paesi del G8 insomma una città che ha dimostrato di saper lavorare bene, non in emergenza. È stato fatto un lavoro straordinario e tantissime persone hanno lavorato per due giorni e due notti senza andare a dormire".

    IL FINTO VESCOVO - Il sindaco ha poi raccontato un episodio divertente: “Un signore è arrivato ed è stato fermato dai volontari della Protezione Civile intorno alle tre-quattro del mattino a via della Conciliazione e da uno zainetto ha tirato fuori un vestito da vescovo perché ha pensato che così poteva entrare più facilmente nelle aree riservate: è stato fermato dai volontari perché ovviamente non era un vescovo

    GLI EXTRACOSTI - Nessun conflitto con il Governo per il riconoscimento degli extra costi “E’ un tema che abbiamo sottolineato – ha spiegato Marino - ma senza nessuna tinta conflittuale, fa parte dei rapporti tra Governo e Capitale ed è già accaduto con l'intronizzazione di papa Francesco e con i funerali di Giovanni Paolo II, quando ci furono trasferimenti di alcuni milioni dall'esecutivo alla città". Il sindaco ha aggiunto: “Credo tutti comprendono che se Roma ospita oltre 1.400 eventi pubblici all'anno, e non certo eventi municipali come la giornata di oggi dimostra, è evidente che bisogna trovare un capitolo di spesa nello Stato". Il primo cittadino ha evidenziato che la questione "esiste già all'interno dello Stato, c'è già una legge ma che non è mai stata finanziata, e sono stato colpito molto anche dai partiti che generalmente fanno di queste discussioni la scusa per aggredire Roma, mentre nella commissione Bilancio - ha sottolineato - la Lega non si è posta contro ma ha chiesto un benchmark per avere un confronto con le altre capitali europee".

    LO SCIOPERO DEI VIGILI - Nemmeno lo sciopero dei vigili sembra avere creato grossi problemi. "A me risultano in servizio oltre 2000 agenti della Polizia di Roma Capitale, non mi risulta ci sia stato nessun problema per quanto riguarda la mobilità". Lo ha dichiarato l'assessore alla Mobilità di Roma Capitale Guido Improta, rispondendo a una domanda sullo sciopero della Polizia locale previsto in occasione delle canonizzazioni di ieri. Improta ha specificato che "in un contesto di migliaia di forze impiegate, l'assenza di qualche centinaio di addetti è irrilevante, ma non penso che la Polizia locale abbia utilizzato l'occasione per fare rivendicazioni, perché sarebbe stato improprio in questa occasione". Per l'assessore inoltre, "bisogna tener conto che situazioni del genere sono frutto del coordinamento che dev'essere efficace tra le varie forze in campo. Da sola la Polizia di Roma Capitale non ce l'avrebbe fatta a gestire un evento di questa portata, quindi il coordinamento con Polizia di Stato e Carabinieri è stato decisivo".


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    Un uomo di 38 anni, cittadino della Romania, è morto folgorato intorno alle 23 di ieri mentre cercava di rubare del rame da una cabina elettrica. E' avvenuto tra via Collatina e via Palmiro Togliatti. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri stazione Tor Sapienza e del nucleo operatico Montesacro, che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell'uomo. Il corpo è stato scoperto a seguito di un blackout improvviso nella zona.

    (Foto di archivio)


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    Lo hanno visto sul balcone completamente avvolto dalle fiamme e, per questo, alcuni testimoni, in pieno centro di Fiuggi, hanno lanciato l’allarme dandogli una speranza di sopravvivenza. E’ accaduto questa mattina poco prima delle 7 quando la Città Termale si stava preparando, chi ad andare al lavoro e chi a scuola.

    Un uomo di circa 60 anni sul balcone di casa si è trasformato in una torcia umana. Immediati i soccorsi dei vigili del fuoco e del 118 che hanno richiesto anche l’intervento di una eliambulanza dato che le ustioni interessano l’80 per cento del corpo. Pare che le fiamme siano state alimentate da alcool contenuto in una bottiglietta, per questo si sta indagando per capire se si tratta di un incidente o di un tentato suicidio.


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    Un uomo di circa 70 anni è stato colpito la scorsa notte alle 2.30 circa da un ramo di grosse dimensioni caduto da un pino in via Omero di fronte alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna. L'uomo un senza fissa dimora forse di nazionalità tedesca è stato trasportato in codice rosso all'ospedale Umberto I dove si trova in prognosi riservata: ha riportato la frattura del bacino e lesioni agli organi interni. A quanto si apprende il clochard aveva scavalcato una recinzione e si era sistemato sotto il pino per trascorrere la notte. Sul posto è intervenuta la Polizia, i Vigili del Fuoco e il 118.

    (Foto di G. Pennisi)


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    La resilienza delle smart communities e la road map di #romasmartcity. Cambiamento climatico e sostenibilità, politiche dell’innovazione e differenze di genere. L'agenda digitale, proposte per il coworking urbano, dall’open innovation allo smart working: sono gli argomenti affrontati oggi pomeriggio, presso la sala Tirreno della Regione, nell'incontro annuale degli 'Stati generali dell'innovazione'.

    Ad aprire il dibattito Flavia Marzano, presidente dell'associazione 'Stati generali dell'innovazione', nata due anni fa, con base Roma, per costruire un punto di riferimento e "mettere a fattor comune le energie delle associazioni, le organizzazioni e i singoli impegnati sul fronte dell'innovazione", sia dal punto di vista sociale, sia industriale, che dell'impatto sulla trasformazione della Pa.

    L'obiettivo è fare "lobby trasparente", ha affermato Marzano. Durante l'evento di oggi, l'associazione ha lanciato un appello al premier Matteo Renzi per promuovere il "lavoro in mobilità by default" per la pubblica amministrazione inserito nel decreto Crescita 2.0, una proposta già avanzata dagli Stati generali alla quale la Pa non ha ancora dato risposta.

    "La possibilità di migliorare la maniera di lavorare in ampi settori della società italiana c'è, la normativa in parte pure, ma ora bisogna agire - ha affermato Nello Iacono, vice presidente di stati generali dell'Innovazione - Uno sviluppo dello "smart working" a livello europeo nel nostro paese porterebbe al risparmio di oltre il 2% del Pil, come emerge da uno studio dell'Osservatorio sullo Smart Working del Politecnico di Milano. Inoltre produrrebbe un vantaggio per i lavoratori dal punto di vista della qualità della vita, per le imprese e la pubblica amministrazione, perchè comporterebbe un aumento dell'efficienza dei processi e per i cittadini, perchè assisterebbero ad un miglioramento dei servizi".

    Durante l'incontro, anche in vista della partenza dei programmi strutturali europei 2014-2020, verranno discussi gli 11 punti de 'La carta d'intenti dell'innovazione': come la realizzazione di un piano strategico dell'innovazione ed un programma nazionale per l'alfabetizzazione digitale; il rilancio del ruolo della scuola e della formazione continua; l'open government nei processi decisionali; la promozione del commercio elettronico e lo sviluppo della cultura digitale delle Pmi. L'accesso alla banda larga come servizio universale; la messa in rete la filiera dell'innovazione. 


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    Sembra schiarirsi la situazione per la nomina del direttore del Teatro di Roma, dopo l'incontro di oggi pomeriggio in Campidoglio tra il sindaco Marino, l'assessore alla Cultura di Roma Capitale Flavia Barca e il presidente dell'ente teatrale Marino Sinibaldi con Antonio Calbi, attuale responsabile del settore spettacolo del Comune di Milano. Un vertice seguito da un lungo colloquio tra sorrisi e battute ai piedi della scalinata del Palazzo Senatorio. Al termine del meeting, se Barca sorride e svicola, trincerandosi dietro un "no comment", Sinibaldi dichiara: "Stiamo vedendo per chiudere ma dipende dai soci, Comune, Provincia e Regione che si devono sentire e dare un'indicazione concordata nel Cda, che poi deve discuterla e in genere la accoglie. Il Cda lo convocheremo penso fra una settimana. Nel frattempo il Teatro va avanti con una prima domani sera". Il presidente si è poi intrattenuto a lungo con Calbi in un caffè a due passi dal Campidoglio. 


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    È tornato a casa, proprio sul luogo del delitto, nella stessa strada dove abita e dove sei anni e mezzo fa - il 3 novembre 2007 - seminò il terrore uccidendo due persone e ferendone diverse altre. Angelo Spagnoli, il "cecchino di Guidonia" come fu soprannominato dopo la strage, giovedì scorso intorno alle 16 si è ripresentato a Guidonia, in via Fratelli Gualandi, suonando al portone della Asl, tra lo sconcerto di quanti l'hanno riconosciuto. "Appena l'ho visto - racconta una delle guardie giurate che prestano servizio alla Asl - la mente è riandata a 7 anni fa, alla strada piena di sangue e dei segni dei proiettili. Giovedì scorso era accompagnato dalla sorella, abitano proprio qui davanti, e devo dire che si sono rivolti a noi con estrema gentilezza".

    Angelo Spagnoli il 3 novembre del 2007 sparò dal balcone di casa in via Gualandi, traversa della via Tiburtina, fermandosi solamente quando finirono le munizioni e arrivarono le forze dell'ordine. I colpi uccisero due persone, Luigi Zippo, un guardia giurata, Pino Di Gianfelice, proprietario di un negozio di tatuaggi. Quella di giovedì scorso non è stata la prima volta che Spagnoli si è presentato presso il centro di salute mentale della Asl di Guidonia; già lo scorso Natale si era recato alla Asl, non visto però da nessuno dopo essere passato da un ingresso secondario. Spagnoli, per il quale al termine del processo che lo vide assolto per incapacità fu disposto il ricovero in un ospedale psichiatrico giudiziario per 10 anni, ha goduto di alcuni permessi concessi dagli psichiatri dell'ospedale di Aversa (Caserta) su istanza dei suoi legali.

     "I magistrati - spiega Antonella Follieri, l'avvocato che segue Spagnoli - sulla base delle perizie hanno ritenuto che non c'è pericolosità sociale, quindi gli hanno concesso questi permessi a Natale e a Pasqua. Ora si trova di nuovo in ospedale ad Aversa". Giusto alcune settimane fa, alla fine di marzo, la notizia dell'assoluzione della madre e della sorella di Spagnoli, finite a processo con le accuse di omicidio colposo, lesioni colpose e concorso in detenzione illegale di armi per non aver denunciato l'arsenale custodito da Spagnoli, aveva scatenato la rabbia dei parenti delle vittime.  


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    Protesta davanti al liceo Giulio Cesare questa mattina. Circa trenta studenti, legati all'organizzazione di destra Lotta Studentesca, hnno manifestato davanti la scuola per esprimere il loro dissenso contro la lettura in classe del libro di Melania Mazzucco "Sei come sei" dove sono contenuti riferimenti espliciti al sesso tra omosessuali.Esposto lo striscione "Maschi Selvatici! Non checche isteriche". Giunta sul posto la polizia, i giovani si sono dileguati. Contro la scelta della scuola è stata anche presentata una denuncia in Procura da parte dell'Associazione Giuristi per la Vita e l'Associazione Pro Vita Onlus.

    I reati ipotizzati dai denuncianti nei confronti degli insegnanti chiamati in causa sono quelli di pubblicazioni di spettacoli osceni e di corruzione di minorenni. Secondo le due associazioni "si tratta di divulgazione di materiale dichiaratamente osceno, che non può non urtare la a sensibilità dell’uomo medio, specie se si considera che tale divulgazione era diretta ad un pubblico composto da minorenni".

    "ISTIGAZIONE ALL'OMOFOBIA" - "Questo episodio è una ridicola provocazione portata avanti da chi non vuole che la scuola sia un luogo aperto e inclusivo, oltre che palestra di senso civico - commenta in una nota, Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center - siamo impegnati nelle scuole con progetti anti omofobia, incontriamo centinaia di ragazzi e ragazze e non ci facciamo intimorire da questo tipo di provocazioni fascistoidi. A chi vuole un civile confronto di opinioni diciamo incontriamoci, ma a chi vuole solo un'ora di notorietà a danno dei giovani diciamo che sono fuori dal senso della realtà. Le diversità sono una risorsa, mai devono essere un problema". 

    “La scuola deve essere un luogo aperto e inclusivo. Chi voleva proibire la lettura di un libro contro l’omofobia oggi è uscito sconfitto” scrive su Twitter il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. “Manifestazioni platealmente omofobe e discriminatorie, oltretutto contro la lettura di un libro, ci riportano a periodi bui della storia italiana. La Regione Lazio, come già fatto con il bando Fuoriclasse e con il recente bando proprio contro l’omofobia, continuerà a combattere ogni tipo di discriminazione proprio a partire dalle scuole" dichiara in una nota Massimiliano Smeriglio, vicepresidente della Regione Lazio. "Credo sia inaccettabile permettere forme di contestazioni come queste che mettono in discussione due principi cardine della nostra democrazia: la libertà d’insegnamento e soprattutto la libertà di educazione fondata sul rifiuto dell’omofobia e la difesa delle differenze - aggiunge la consigliera regionale Marta Bonafoni (PL) - su questi principi si sviluppa anche il lavoro avviato dalla Giunta Zingaretti nelle scuole, che ha inserito in modo strutturale la lotta all’omofobia e al transfobia in tutti gli interventi di carattere formativo ed informativo che coinvolgono gli studenti della nostra Regione. Un impegno che coinvolge studenti, docenti, educatori e famiglie che fa del rifiuto di ogni forma di discriminazione e dell’educazione alle differenze un vero punto di forza". 

    "Le contestazioni di oggi al Giulio Cesare non sono solo ridicole, sono espressione di un'arretratezza culturale prossima all'analfabetismo. Bisogna investire sempre più risorse in programmi culturali nelle scuole per contrastare ogni forma di omofobia" scrive il vicesindaco Luigi Nieri. Secondo il consigliere comunale Gianluca Peciola, "il clima di intolleranza omofoba nella nostra città è preoccupante, è necessario rispondere a queste provocazioni con interventi orientati al cambiamento culturale a partire dai luoghi dell’istruzione, della famiglia e dell’aggregazione. Da parte delle Istituzioni tutte serve una ferma condanna di questi episodi".  


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    Un doodle per celebrare gli studi di Cinecittà. E' così che il celebre motore di ricerca Google ha voluto rendere omaggio al 77esimo compleanno degli studi cinematografici di via Tuscolana, realizzati negli anni del fascismo, dopo l'incendio che nel 1935 colpì gli studi Cines nel quartiere San Giovanni,  e inaugurati il 28 aprile 1937 da Benito Mussolini in persona. Inizialmente l'immagine era visibile solo sulla versione britannica del motore di ricerca e solo dopo qualche ora è inserita anche sulla pagina italiana

    Cinecittà

    Cinecittà

    IL PASSATO INGOMBRANTE - Più di 3000 film dal 1950. Per gli amanti del cinema è sempre la Hollywood italiana, eppure Cinecittà fatica a ritornare ai fasti del passato, quando colossal americani come Ben Hur e Quo Vadis? resero celebri in tutto il mondo gli stabilimenti di via Tuscolana, di proprietà di Cinecittà Luce, Spa partecipata interamente dal Mef, ma in gestione dal 1997 alla Cinecittà Studios Spa, presieduta da Luigi Abete. Ancora oggi non mancano le produzioni internazionali, come sottolinea in una nota la stessa Cinecittà Studios, che molto spera nella Tax Credit annunciata dal Governo, che garantirà "un rimborso del 25% alle produzioni straniere che gireranno in Italia", ma a due anni dall’accordo del 2012, che mise fine a tre mesi di sciopero e occupazione, il piano di rilancio degli studios non è mai stato avviato.

    I DUBBI SUL FUTURO - A fare le spese di questa assenza di programmazione, sono soprattutto i lavoratori, molti dei quali, dopo essere stati "spacchettati" in società satelliti, hanno visto perdere il proprio posto di lavoro. “Non più di un mese fa il ministro del Mibact Franceschini e il sindaco Marino incontrando i lavoratori avevano garantito un impegno concreto per il rilancio degli studios - spiega in una nota il presidente del VII Municipio Susi Fantino - adesso è ora che venga dato un seguito a quelle promesse.  Cinecittà merita un nuovo futuro, che passi attraverso la salvaguardia delle tante preziose professionalità esistenti, ma soprattutto che punti alla riqualificazione dell'intera area, mantenendone l'irrinunciabile vincolo di destinazione”.


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    È iniziata questa mattina poco dopo le 7.30 una nuova riunione della cabina di regia in Campidoglio. L'incontro si è aperto con la discussione del bilancio 2014. "Insieme a Marco Causi abbiamo elaborato un indice ragionato con una sorta di abstract per ogni tema e dei capitoli da stendere. Continuiamo il nostro lavoro", ha detto Marino prima di entrare a Palazzo Senatorio. 

    A partecipare anche il vicesindaco di Roma, Luigi Nieri, il segretario regionale Pd e relatore del Salva Roma, Fabio Melilli, il deputato Marco Causi, il sottosegretario del Ministero dell’Economia e delle Finanze Giovanni Legnini, l'assessore alla Mobilità, Guido Improta, e il presidente della commissione capitolina Bilancio, Alfredo Ferrari, il capo di gabinetto, Luigi Fucito, il ragioniere generale, Maurizio Salvi.

    "La bozza di bilancio 2014 esiste già da diverse settimane e fa parte del ragionamento che abbiamo affrontato con Giovanni Legnini e con gli altri membri della cabina di regia" ha continuato il sindaco che sul piano di rientro avverte: "Richiederà ancora il lavoro di diverse professionalità che stiamo coinvolgendo perché vogliamo fare un'analisi molto accurata partendo dal documento del Mef sulle cause che hanno creato il disavanzo e da quelle decisioni che permetteranno quel rigore amministrativo tale da non avere più i conti in disordine".

    IL 6 MAGGIO DIPENDENTI IN PROTESTA SOTTO COMUNE - Intanto è prevista per il 6 maggio dalle 7 di mattina la protesta dei 24mila dipendenti comunali in Campidoglio "contro la passività del Comune rispetto alla relazione del Mef sul contratto di lavoro dei dipendenti". "Invece di dialogare con i sindacati, - ha spiegato Francesco Croce della Uil - il Comune utilizza la relazione del Mef, non vincolante, per ricattare i dipendenti e comprimere i loro diritti. Non ci stiamo e il 6 maggio manifesteremo in piazza il nostro dissenso".

    IMPROTA: AI TRASPORTI 15MLN DI TAGLI - "Nel bilancio stiamo facendo un'attività di razionalizzazione. Per quanto riguarda i trasporti ci sono 15 milioni di tagli che vanno a gravare sui contratti con Roma Tpl, Agenzia per la Mobilità e in parte Roma Metropolitane - ha detto l'assessore alla Mobilità, Guido Improta, al termine della cabina di regia in Campidoglio. A chi gli ha chiesto se a causa dei tagli sono a rischio le linee periferiche, Improta ha risposto:"No, ci sarà una riorganizzazione che partirà dal 2015 mentre nel 2014 cambieranno gli orari, sempre con al centro le esigenze dei cittadini".


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    Quattro italiani, due uomini e due donne, sono entrati questa mattina alle 9.15 circa nella gioielleria "Cose italiane" in piazza Grassi a Fiumicino, fingendosi clienti. Una volta all'interno del negozio i quattro hanno estratto le pistole e costretto i presenti, tre commessi e due clienti, ad andare nel retro bottega, chiudendoli dentro. Soli nella gioielleria i rapinatori hanno preso i gioielli presenti nelle vetrine e il contenuto della cassaforte. I quattro sono poi scappati.

    A chiamare i carabinieri sono stati i proprietari di un bar vicino, allertati dalle urla delle persone chiuse nel retrobottega del negozio. I quattro rapinatori hanno agito a volto scoperto e senza guanti, al vaglio degli investigatori i video delle telecamere di sicurezza e le impronte digitali rinvenute. A quanto si apprende i ladri sono scappati su un'automobile Fiat Punto e su una moto.


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    Ennesimo sgombero di insediamenti abusivi sotto ponte Marconi, dove vivevano circa 120 persone, tra cui una famiglia composta da padre, madre e due figli, uno di due anni e uno di sette mesi. Allertato il magistrato di turno per gli adempimenti del caso relativi alla tutela dei due minori. Al momento dell’operazione erano presenti solo in 20 che, a quanto riferiscono i vigili, avrebbero rifiutato qualsiasi aiuto dai servizi sociali. La sezione Pics della polizia locale di Roma Capitale e dell'VIII Gruppo in accordo con il gabinetto del sindaco e l'assessorato comunale all'Ambiente hanno buttato giù circa cinquanta tra tende e strutture che complessivamente erano ubicate sotto il ponte divise in tre insediamenti, da Ponte Marconi fino alle strutture dell'imbarcadero.

    Sgombero Ponte Marconi 02

    L’OPERAZIONE - Una situazione, quella degli accampamenti, ritenuta anche a rischio a causa della presenza di numerose bombole del gas che avrebbero potuto causare esplosioni a causa dei fuochi che usualmente vengono accesi la sera. Ora il terreno sarà bonificato, insieme al limitrofo canneto. I vigili presiederanno l'area fino a lunedì. In corso vi sarebbero trattative con un'associazione che sarebbe disponibile a gestire l'area per evitare che vi si possano creare nuovi insediamenti abusivi. L'area in passato era stata al centro di una convenzione tra l'Ardis (Agenzia regionale per la difesa del suolo) e la comunità ebraica.

    L’OCCUPAZIONE DEL PARCO DI VIA BLASERNA - Ma intanto, a quanto ha riferito il presidente del gruppo consiliare di Forza Italia Marco Palma in Municipio Roma XI, "dopo lo sgombero di stamattina un gruppo di circa 30 rom ha occupato il parco giochi di via Pietro Blaserna tra le proteste dei cittadini e dei residenti. Ho parlato già con il comandante della Polizia Locale – ha aggiunto Palma - che mi ha garantito un immediato intervento".

    LA BONIFICA - A operare anche circa 30 operatori di Ama grandi bonifiche e sanificazione, personale dei servizi operativi sociali e volontari della Protezione Civile, che stanno effettuando la bonifica di tre insediamenti abusivi costituita da circa 70 baracche estese lungo l'argine per circa 600 metri. Le opere di bonifica proseguiranno per tutta la settimana e prevedono la raccolta in modo differenziato di circa 200 tonnellate di rifiuti e dei resti dell'abbattimento. Gli agenti del Pics stanno inoltre verificando la possibile presenza di allacci abusivi di reti idriche ed elettriche al limite dell'area. L'opera di bonifica voluta dal Gabinetto del Sindaco in sinergia con l'Assessorato all'Ambiente si propone di affidare le aree al temine dei lavori.

    PROGETTO URBANO - Soddisfatta Emanuela Mino, Presidente del Consiglio del Municipio XI ed esponente della Lista Civica Marino Sindaco. “Grazie alle segnalazioni dei cittadini e delle Istituzioni finalmente – commenta Mino - si compie il primo passo di un percorso che porti alla completa riqualificazione dell’area dando seguito al Progetto Urbano Ostiense Marconi, che prevede il recupero e la destinazione e servizi per il quartiere, tra cui un asilo nido, degli edifici della Mira Lanza, oltre alla realizzazione di alloggi per gli studenti dell’Università Roma Tre e di un parco pubblico".


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