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    Un'immagine commemorativa per festeggiare il compleanno dell'arma .Nell’ambito delle iniziative per la promozione del Bicentenario di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri, da questi giorni e per tutto il 2014, sarà visibile il logo celebrativo del Bicentenario sui veicoli veloci, moto e auto, in configurazione Radiomobile dell’Arma dei Carabinieri nella Provincia di Roma come in tutta Italia. Il logo è composto da alcuni segni distintivi dell’Arma. La granata con collo ed orecchietta, che reca al centro il monogramma in rilievo formato dalle lettere RI (Repubblica Italiana) intrecciate, e sormontata da fiamma.

    IL LOGO - Il fregio, oltre ad essere presente sul berretto di ogni Carabiniere dal 1833, è da sempre emblema di tutti gli appartenenti all'Arma dei Carabinieri e richiama i concetti di onorabilità cavalleresca e di forma militare. Sotto la fiamma, su lista svolazzante color azzurro scuro, la frase - creata dall’allora Capitano Cenisio Fusi in occasione del Centenario dell’Arma e concesso quale motto araldico da Vittorio Emanuele III il 10 novembre 1933 - “Nei secoli fedele" a caratteri maiuscolo in lettere lapidarie romane colore oro spento. Alla base del logo sono presenti l’anno di fondazione dell’Arma, 1814, e quello del Bicentenario, 2014, ed in mezzo un’altra lista con i colori nazionali.


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    "Il cantiere aprirà a settembre, e se i tempi saranno rispettati la Capitale, per la prima metà del prossimo anno, avrà il suo museo della fotografia". Ad annunciarlo, parlando con Omniroma, è l'assessore all'Urbanistica Giovanni Caudo. Il Campidoglio, infatti, ha aggiudicato definitivamente l'appalto per la realizzazione della nuova struttura culturale. "Il  museo - prosegue Caudo - sorgerà negli spazi dell'ex Mattatoio di Testaccio dove è previsto un più ampio progetto di riqualificazione dell'area. La vocazione di questi spazi è quella di diventare perno dell'arte a Roma con il Macro, la Pelanda, l'Accademia delle Belle Arti e il Centro della Fotografia”.

     Sono in programma  3 cantieri, per un costo totale di 12 milioni di euro. Uno, già aperto, è legato alla pedonalizzazione dell'area e i parcheggi. Il secondo, che partirà a settembre, riguarda i 'rimessini' ovvero le aree destinate alla ristorazione ed il terzo, appunto, è quello per il progetto legato al Museo della Fotografia. La sede sarà il padiglione 9 nel cuore dell'ex Mattatoio. Il museo potrebbe rientrare sotto l'egida del Macro e sfoggerà una vocazione all'insegna del contemporaneo, dal Novecento ad oggi. Il Museo è pensato e strutturato come uno spazio dedicato all'arte della luce che guarderà al moderno non dimenticando, però, l'antico lavoro dello sviluppo in camera oscura, grazie ad appositi ambienti "frigoriferi" per la conservazione delle pellicole. Per l'opera, inserita tre anni fa con un decreto del ministero delle Infrastrutture nel programma di interventi previsto dalla legge per Roma Capitale del 1990, sono stati stanziati 3,5 milioni.

    A realizzarlo sarà un raggruppamento di imprese costituito dalla Iab spa e Sarfo Appalti e Costruzioni srl, a un costo complessivo di circa 1 milione e 820mila euro, con un forte ribasso dunque rispetto al bando di gara. Tempi di realizzazione previsti dall'impresa 225 giorni, circa sette mesi e mezzo dall'apertura del cantiere.


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    Accoltellato mentre ballava in una discoteca. E' successo la scorsa notte allo stabilimento balneare La Casetta di Ostia a un ragazzo italiano di 18 anni. Il giovane si trovava sulla pista da ballo esterna quando è stato colpito due volte, al gluteo e alla coscia. È poi stato trasportato all'ospedale Grassi dove è tuttora ricoverato in osservazione. Secondo quanto si è appreso, non sarebbe in pericolo di vita. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del Nucleo operativo di Ostia che stanno indagando sull'accaduto. Da una primissima ricostruzione sembrerebbe che il ragazzo sia stato colpito all'improvviso e non in seguito a una lite.


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    Sulle note di "Osanna all'altissimo" e tra le urla dei fedeli che battono le mani a tempo e sventolano i ventagli gialli preparati per l'occasione, Papa Francesco è salito sul palco dello Stadio Olimpico per assistere alla 37esima convocazione del rinnovamento nello Spirito Santo. Un evento che andrà avanti anche domani 2 giugno dalle 10 alle 19.

    Nei pressi dello Stadio Olimpico, sul lungotevere, sono parcheggiati centinaia di bus arrivati da tutta Italia. L'evento ha preso il via con la Corale nazionale che ha intonato “Popoli tutti”, mentre oltre 100 ragazzi sono entrati dai quattro angoli del campo portando ciascuno una bandiera: con loro tutti i popoli, dai quattro angoli della Terra, sono giunti per incontrare Cristo. Riuniti in doppia fila hanno raggiunto un angolo del campo per accogliere la Parola che, innalzata da don Vincenzo Apicella, delegato nazionale RnS per la liturgia, è passata in mezzo alle due ali di bandiere sventolanti ed ha raggiunto il Palco dove è stata intronizzata. Subito dopo i giovani con le bandiere si sono spostati all’altro angolo del campo per accogliere il Crocifisso. Portato a braccia dai responsabili nazionali del RnS e da quelli delle altre Comunità carismatiche presenti. Il Crocifisso è stato quindi intronizzato sul palco mentre alcune danzatrici si sono disposte nello spazio antistante a formare la figura di un angelo che s’inchina davanti alla signoria di Cristo. La prima a prendere la parola è stata Marcella Reni, direttore RnS che ha salutato i 47.000 italiani intervenuti e i 5.000 delegati delle comunità carismatiche cattoliche mondiali, provenienti da 55 Paesi. Ringraziati i 1.300 volontari che nelle ore notturne hanno allestito tutti gli spazi della Convocazione, nonché i 700 prenotatori che in questi mesi hanno reso possibile l’evento. Si stimano oltre 1.500 tra sacerdoti e religiose presenti, 150 seminaristi, 3mila tra bambini e ragazzi.

    Pontefice, "si rallegri il suo cuore il rinnovamento è unito intorno a lei e l'unità sarà il segno della nostra credibilità". Lo ha detto il presidente del Rinnovamento dello Spirito, Salvatore Martinez, rivolgendosi a Papa Francesco, prima di far partire il canto d'invocazione dello Spirito Santo. Martinez ha forse voluto rassicurare il Pontefice, il quale ha raccontato di essere stato inizialmente diffidente, da vescovo, nei confronti di Rns, ma di aver poi rivalutato il modo di pregare dei seguaci del Rinnovamento, caratterizzato da canti e gestualità.

    "Questo è quello che chiedo a voi, questa doppia vicinanza, vicinanza a Gesù e vicinanza alla gente". Sono le parole che Papa Francesco rivolge ai sacerdoti. "Vicinanza a Gesù Cristo con la preghiera e l'adorazione e vicinanza alla gente, al popolo di Dio. Amate la vostra gente - conclude il Pontefice - siate vicino alla gente".

    Il Pontefice, prima di lasciare lo Stadio Olimpico, tra i canti e le danze dei giovani fedeli del Rinnovamento, è sceso dal palco per salutare le autorità, tra cui il sindaco di Roma, Ignazio Marino, giunto in bici per partecipare alla 37esima convocazione del Rns ed ascoltare le parole del Papa e il ministro dell'Interno Angelino Alfano. Il Santo Padre si è poi intrattenuto tra i fedeli che hanno avuto la fortuna di seguire la cerimonia nel parterre, ha baciato alcuni bambini ed ha lasciato che molti fedeli gli scattassero delle foto sorridendo. Ha poi salutato i vescovi presenti, tra cui un disabile. Camminando lungo la guida ha permesso infine a molti bimbi di scavalcare le transenne ed avvicinarsi per ricevere un bacio dal Papa.

    (Foto via Twitter Ctv)


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    Nuova azione in zona Ostiense della rete di associazioni e realtà sociali antagoniste romane, vicina ai Movimenti per il diritto all’abitare. Poco dopo le 12, circa un centinaio di attivisti dei collettivi Alexis, Acrobax, Casale de Merode, Neet Bloc e altri, è entrato nel cantiere degli ex-Mercati Generali. Esposti striscioni contro la speculazione nei pressi del Cavalcaferrovia Settimia Spizzichino vicino alla stazione della metro B Garbatella, per poi dar via, nelle intenzioni degli occupanti, dalle 16 fino alle 24 di oggi, a una giornata di appuntamenti culturali, musicali e teatrali anche per bambini, con un dj-set conclusivo.

    "È un blitz simbolico, di avvicinamento al nostro Festival 'iMusic' dal 12 al 15 giugno - spiega Federica di Alexis - Abbiamo scelto un luogo cruciale per denunciare la speculazione che dura dai tempi di Veltroni, con affitti in costante aumento". Alcune associazioni, prosegue, "mesi fa hanno aiutato un gruppo di signori e signore abitanti della zona, riaprendo un luogo dove far passare loro il tempo lontani da videopoker e macchinette". Nel mirino anche il vicino "business di Eataly, dove si esalta la genuinità del cibo, quando invece si vanno a sfruttare giovani con contratti insostenibili". L'area al momento, conclude l'attivista, "è presidiata da una volante della Polizia e da alcuni agenti della Digos che ci hanno chiesto spiegazioni".


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    Ultima "pedalata" per la tre giorni della Critical Mass, che vede protagonisti i ciclisti urbani arrivati nella Capitale da tutto il mondo per rivendicare "un'altra via per la mobilità". La "Ciemmona 2014" giunta quest'anno alla sua 11esima edizione sta ora percorrendo la via Cristoforo Colombo determinando forti rallentamenti nell'area circostante. Al lavoro gli agenti della polizia locale di Roma Capitale, secondo i quali sono circa 3mila i ciclisti che stanno prendendo parte all'iniziativa, provocando non pochi malcontenti tra gli automobilisti.

    Per ora comunque la situazione è sotto controllo. La pedalata è iniziata intorno alel 11 dal piazzale Ostiense. Di qui i partecipanti sono diretti ad Ostia per poi tornare nella capitale. La Critical Mass è nata fra i ciclisti di San Francisco nel 1992 al grido di “Noi siamo il traffico” e ad oggi l’appuntamento si ripete mensilmente in centinaia di città del pianeta, rivendicando il diritto a vivere e spostarsi in un
     ambiente a misura di essere umano, contro il dominio dei mezzi a motore. Critical Mass è un’azione diretta di riappropriazione festosa e sovversiva dello spazio urbano che ne rende reale ed immediata la condivisione da parte delle cicliste e dei ciclisti.

    (Foto via Twitter @pimma77)


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    Inizia alle 9,15 la tradizionale parata in occasione della ricorrenza del 2 giugno, 68esimo anniversario della Proclamazione della Repubblica. Il tema di quest'anno è "Forze armate, valori e tradizione dalla I Guerra Mondiale alla Difesa Europea", per coniugare la commemorazione del centenario della grande guerra e la Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea. Come da rito, si comincia con l'alzabandiera e la deposizione di una corona d'alloro al Milite Ignoto all'Altare della Patria. A seguire sfileranno in 3.500 in via dei Fori Imperiali. In tribuna d'onore, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il presidente del Consiglio Matteo Renzi, il ministro della Difesa Roberta Pinotti, il sindaco di Roma Ignazio Marino, nonchè rappresentanti del Parlamento e del Governo, del Corpo Diplomatico e delle massime Autorità civili, religiose e militari. Per l'evento sarà chiusa la stazione della metropolitana della linea B, Colosseo, dalle 5.30 alle 23.59.

    In Italia si terranno cerimonie ufficiali in tutte le città, mentre in tutto il mondo le ambasciate italiane provvederanno ai festeggiamenti, a cui sono invitati i vari Capi di Stato del Paese ospitante, che faranno pervenire al nostro Presidente della Repubblica i più alti e sentiti auguri. La sfilata su via dei Fori Imperiali, articolata in sette settori, rappresenta l’omaggio che le Forze Armate e i Corpi armati e non dello Stato rendono alla Repubblica Italiana e al suo Presidente. Al passaggio davanti alla tribuna presidenziale, le bande e le fanfare interromperanno l’esecuzione delle musiche e marceranno con il solo rullare dei tamburi. La sfilata avrà inizio con gli onori della Banda dell’Arma dei Carabinieri, del Comandante delle Truppe dell’Esercito italiano, delle Bandiere delle Forze Armate e del Corpo della Guardia di Finanza, dei Gonfaloni delle Regioni Province e Comuni d'Italia.

    MUSEI APERTI -  La cerimonia proseguirà nel pomeriggio con l'apertura al pubblico dei giardini del palazzo del Quirinale, sede della Presidenza della Repubblica Italiana, con esecuzioni musicali da parte dei complessi bandistici dell'Esercito italiano, della Marina Militare italiana, dell'Aeronautica Militare italiana, dell'Arma dei Carabinieri, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza, del Corpo di Polizia Penitenziaria e del Corpo Forestale dello Stato. Porte aperte anche nei musei civici: dall'Ara Pacis a Villa Torlonia. Visite anche a Palazzo Madama e a Palazzo Giustiniani (alle 11,30) con l'iniziativa "Cittadini in Senato", dove il presidente Grasso farà da cicerone dentro le sale del Senato e di Palazzo Giustiniani.
    VIABILITA' - Fori imperiali chiusi al traffico fino alle 20, con percorsi deviati e capolinea soppressi di piazza Venezia e via del Teatro Marcello. Viabilità sospesa anche via delle Terme di Caracalla, piazza di Porta Capena, via di San Gregorio, via Celio Vibenna, piazza Venezia, via del Teatro Marcello, via Luigi Petroselli, piazza Bocca della Verità, via della Greca e via del Circo Massimo.  I bus che saranno deviati o limitati: 3, C3, H, 40, 4F, 46, 60, 62, 63, 64, 70, 75, 80, 80B, 81, 83, 85, 87, 118, 119, 130F, 160F, 170, 175, 190F, 492, 590, 628, 673, 715, 716, 780 e 916F.  I tram della linea 3 dalle 5,30 alle 12,30 limiteranno le corse tra Valle Giulia e Porta Maggiore. Le linee 44, 715, 716, 780 si fermeranno a piazza di Monte Savello, mentre la 46, la 60, la 80B, la 190F, la 916F a via delle Botteghe Oscure. 


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    Inizia alle 9,15 la tradizionale parata in occasione della ricorrenza del 2 giugno, 68esimo anniversario della Proclamazione della Repubblica. Il tema di quest'anno è "Forze armate, valori e tradizione dalla I Guerra Mondiale alla Difesa Europea", per coniugare la commemorazione del centenario della grande guerra e la Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea. Come da rito, si comincia con l'alzabandiera e la deposizione di una corona d'alloro al Milite Ignoto all'Altare della Patria. A seguire sfileranno in 3.500 in via dei Fori Imperiali. In tribuna d'onore, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il presidente del Consiglio Matteo Renzi, il ministro della Difesa Roberta Pinotti, il sindaco di Roma Ignazio Marino, nonchè rappresentanti del Parlamento e del Governo, del Corpo Diplomatico e delle massime Autorità civili, religiose e militari. Per l'evento sarà chiusa la stazione della metropolitana della linea B, Colosseo, dalle 5.30 alle 23.59.

    In Italia si terranno cerimonie ufficiali in tutte le città, mentre in tutto il mondo le ambasciate italiane provvederanno ai festeggiamenti, a cui sono invitati i vari Capi di Stato del Paese ospitante, che faranno pervenire al nostro Presidente della Repubblica i più alti e sentiti auguri. La sfilata su via dei Fori Imperiali, articolata in sette settori, rappresenta l’omaggio che le Forze Armate e i Corpi armati e non dello Stato rendono alla Repubblica Italiana e al suo Presidente. Al passaggio davanti alla tribuna presidenziale, le bande e le fanfare interromperanno l’esecuzione delle musiche e marceranno con il solo rullare dei tamburi. La sfilata avrà inizio con gli onori della Banda dell’Arma dei Carabinieri, del Comandante delle Truppe dell’Esercito italiano, delle Bandiere delle Forze Armate e del Corpo della Guardia di Finanza, dei Gonfaloni delle Regioni Province e Comuni d'Italia.

    MUSEI APERTI -  La cerimonia proseguirà nel pomeriggio con l'apertura al pubblico dei giardini del palazzo del Quirinale, sede della Presidenza della Repubblica Italiana, con esecuzioni musicali da parte dei complessi bandistici dell'Esercito italiano, della Marina Militare italiana, dell'Aeronautica Militare italiana, dell'Arma dei Carabinieri, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza, del Corpo di Polizia Penitenziaria e del Corpo Forestale dello Stato. Porte aperte anche nei musei civici: dall'Ara Pacis a Villa Torlonia. Visite anche a Palazzo Madama e a Palazzo Giustiniani (alle 11,30) con l'iniziativa "Cittadini in Senato", dove il presidente Grasso farà da cicerone dentro le sale del Senato e di Palazzo Giustiniani.
     

    VIABILITA' - Fori imperiali chiusi al traffico fino alle 20, con percorsi deviati e capolinea soppressi di piazza Venezia e via del Teatro Marcello. Viabilità sospesa anche via delle Terme di Caracalla, piazza di Porta Capena, via di San Gregorio, via Celio Vibenna, piazza Venezia, via del Teatro Marcello, via Luigi Petroselli, piazza Bocca della Verità, via della Greca e via del Circo Massimo.  I bus che saranno deviati o limitati: 3, C3, H, 40, 4F, 46, 60, 62, 63, 64, 70, 75, 80, 80B, 81, 83, 85, 87, 118, 119, 130F, 160F, 170, 175, 190F, 492, 590, 628, 673, 715, 716, 780 e 916F.  I tram della linea 3 dalle 5,30 alle 12,30 limiteranno le corse tra Valle Giulia e Porta Maggiore. Le linee 44, 715, 716, 780 si fermeranno a piazza di Monte Savello, mentre la 46, la 60, la 80B, la 190F, la 916F a via delle Botteghe Oscure. 


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    È in corso lo sgombero da parte delle Forze dell'ordine dell'occupazione abitativa in via di Torrespaccata 175, l'unica ancora attiva del nuovo "Tsunami Tour" lanciato dai Movimenti per il diritto all’abitare il 7 aprile scorso. "Ci sono una decina di blindati che circondano l'edificio - racconta Luciano Iallongo dei Blocchi Precari Metropolitani - mentre poliziotti e carabinieri sono entrati dentro. Gli occupanti, circa un centinaio tra cui donne, bambini e anziani, stanno facendo resistenza passiva e sono saliti sopra il tetto". Al momento, precisa Iallongo, "non ci sono state tensioni, né contatti fisici con le Forze dell'ordine. Tra poco penso partirà la mediazione con la Digos: se gli danno casa loro scendono, sennò no, perché non sanno dove andare".

    "Fermare sgombero dell'occupazione abitativa a Torre Spaccata. Questo clima repressivo in cittá è insostenibile per uno Stato democratico". Lo scrive su Twitter Gianluca Peciola, capogruppo Sel in Campidoglio, come riferisce una nota.

    (Foto Twitter @Bpm_roma)


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    E’ di nuovo caos rifiuti a Roma. Cassonetti pieni nelle vie del centro come in periferia. Il sindaco Ignazio Marino fa sapere: "Alle 7.30 di questa mattina ho chiesto all'ad Fortini un rapporto completo perché voglio capire se ci sono delle questioni legate al funzionamento parzialmente ridotto di alcuni impianti di tmb oppure se ci sono questioni riconducibili ad alcuni che non fanno bene il proprio lavoro". Il primo cittadino ha spiegato: "Sugli 8mila dipendenti dell'Ama noi abbiamo dati recenti che ci dicono che ogni giorno circa mille persone non si presentano al lavoro e questo è uno schiaffo non solo alla città ma anche a tutti coloro che, invece, si presentano per svolgere il proprio lavoro. Su questo serve certamente un approfondimento", ha aggiunto.

    Il 21 maggio scorso Marino ha firmato la proroga di non oltre i 120 giorni, per il conferimento dei rifiuti urbani da parte di Ama presso i due impianti Tmb Malagrotta 1 e Malagrotta 2 nonché presso l'impianto di tritovagliatura del consorzio Colari". Una decisione assunta al fine di evitare "emergenze di ordine sanitario e di igiene pubblica". Contestualmente l'ordinanza aveva disposto alla proprietà e alle società ad essa riconducibili di assicurare "la piena operatività degli impianti".

    E il giorno prima Manlio Cerroni, accusato di associazione a delinquere per traffico illecito di rifiuti, si era offerto di risolvere lui l’emergenza: “Io sono nelle condizioni di portare nel giro di due anni Roma e i rifiuti di Roma a un livello di eccellenza – ha dichiarato durante la presentazione del suo libro . "Storia e cronaca a volo d’angelo sulla monnezza di Roma e del Lazio dal 1944 al 9 gennaio 2014. E non solo..". A chi gli chiedeva se a Roma ci fosse la possibilità di un rischio Napoli, Cerroni ha risposto: "No assolutamente, almeno fino a quando ci sono io. Però la Capitale non può vivere nella precarietà. Il futuro del trattamento rifiuti a Roma sarà con lei o senza di lei? "Se è con me state tranquilli - ha risposto Cerroni - se non è con me sono affari vostri".


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    Lavoro gravemente sfruttato e riduzione in schiavitù, truffa e inganno per salari non pagati così come per contratti di lavoro inevasi, caporalato, permessi di soggiorno falsi, sofisticazioni alimentari. Una fotografia impietosa quella emersa dal rapporto sulle Agromafie e caporalato della Flai Cgil, a cura dell'Osservatorio "Placido Rizzotto", presentato oggi nella sede Cgil di Corso d'Italia, relativo appunto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura.

    Nel Lazio, maglia nera, la provincia di Latina. Stando al rapporto, infatti, i giudizi sulle condizioni di lavoro sono di due tipi: indecenti e gravemente sfruttate. Il primo giudizio corrisponde alle condizioni che si riscontrano ad Aprilia e a Cisterna, mentre il secondo nei distretti più meridionali: Fondi, Gaeta, Sabaudia e Terracina. I giudizi negativi sui distretti meridionali della provincia di Latina riguardano soprattutto quelli di Terracina e Sabaudia. In queste aree sono emerse modalità di lavoro particolarmente disagiate e dure.

    Nella provincia di Latina, poi,  le aree di maggior afflusso di manodopera straniera sono quelle costiere. Qui la produzione agricola si estende per circa 10 mesi all'anno. Ciò fa della zona di Latina, ma anche quella a nord di Roma, coma Ladispoli/Cerveteri) uno dei centri agricoli regionali più significativi e pertanto uno dei centri attrattivi di manodopera stagionale. Nelle aree comprese tra Aprilia e Fondi, con un raggio interno che arriva fino ai Monti Lepini, comprendendo Sezze e Cisterna, si aggregano lavoratori stranieri per soddisfare la domanda di lavoro agricolo particolarmente dinamica. A modalità di lavoro giudicate indecenti dagli intervistati, si aggiungono quelle considerate para-schiavistiche e gravemente sfruttate. Questa pratiche sono spesso supportate da intermediatori illegali, ovvero caporali.

    Nel Lazio gli occupanti del settore agri-alimentare, sia italiani che stranieri, ammontano a 37.400 unità e la proporzione tra i lavoratori stagionali di origine straniera su quelli complessivi registrati all'Inps si aggira tra il 40 e il 50% per le province di Roma, Frosinone,Viterbo e Rieti e intorno all'83% per quella di Latina. In alcune aree territoriali coma Anzio, Aprilia, Fondi e l'area agricola del comune di Latina le percentuali toccano quasi il 90% ed oltre.

    Nel territorio regionale l'occupazione nel settore agricolo, in riferimento alle province di Roma, Latina e Rieti, si protrae per molti mesi all'anno. Nella provincia di Roma si registrano aree agricole dove il lavoro vieni svolto in maniera quasi continua, con la sola interruzione nel mese di luglio, mentre in altre i mesi lavorativi solo sei/sette. A Latina invece il lavoro agricolo interessa tutti i mesi dell'anno, ad eccezione di quelli invernali. Stesso andamento produttivo si registra nell'area di Aprilia e lungo la costiera fino a Fondi.

    Il lavoro agricolo nel frusinate è più breve. Le comunità maggiori su tutto il territorio regionale sono quella romena e indiana del Punjab. Questa ultima è presente ad Anzio, Nettuno e Fiumicino, nonché ad Ardea, con una maggioranza pressochè totale nel comune di Latina, di Sabaudia e di Terracina, nonché di Fondi. Le seconde comunità straniere più numerose nei distretti agro-alimentari laziali sono più eterogenee delle prime. Nella provincia di Roma prevalgono in generale i cittadini dell'Est europeo anche se gli indiani continuano ad essere comunque presenti. A Latina le seconde comunità più importanti sono quelle del Bangladesh nelle zone costiere, mentre in quelle collinari (come Sezze) sono numerosi i romeni e i polacchi. A Rieti, Viterbo e Frosinone, invece, sono presenti tunisini, albanesi e ancora indiani, nonché macedoni e marocchini. In ultima posizione, limitatamente, alla provincia di Roma compaiono gli afgani.


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    Un locale chiuso, una proposta di chiusura, 2 denunce e 50mila euro di sanzioni.  È questo l’esito di controlli - coordinati dalla Questura - effettuati negli ultimi giorni nelle zone della Movida. Con la collaborazione della Guardia di finanza, della Siae, della Direzione territoriale del lavoro e dei vigili urbani. 

    Ad un pub/discoteca in via degli Aurunci (al Tiburtino) è stato notificato dagli agenti del commissariato di San Lorenzo, il provvedimento del questore di chiusura dell’attività. Il locale era stato protagonista di alcuni episodi violenti avvenuti nel recente passato, sia all’interno che all’esterno del locale stesso. Durante un controllo effettuato in zona centro un’associazione culturale situata all’interno di uno stabile occupato, gli agenti hanno riscontrato un’attività imprenditoriale e non associativa come dichiarato. Inoltre, all’interno erano somministrati alcolici e superalcolici senza autorizzazione, non era rispettato il divieto di fumare ed il locale non disponeva delle necessarie autorizzazioni sanitarie.

    Riscontrata dal personale Siae anche la mancanza dell’autorizzazione prevista, che costituisce una violazione di carattere penale ed il mancato pagamento dei diritti d’autore, mentre la Guardia di finanza ha accertato la mancata emissione di scontrini fiscali e la irregolare tenuta dei registri contabili. Due baristi ed un addetto alla sicurezza sono stati inoltre sorpresi a lavorare in nero.

    Al termine, pertanto, per l’associazione è stata proposta autorità competente il decreto di cessazione. Altri due accertamenti sono stati eseguiti in zona S. Ippolito. Nel primo caso si è trattato ancora di un’associazione culturale, organizzata come discoteca, dove sono state trovate circa 150 persone, con tanto di dj e bar per la somministrazione di alimenti e bevande alcoliche, senza rispettare le norme antincendio e della necessaria licenza, motivi per i quali, con provvedimento della Questura, sarà disposta la cessazione dell’attività.

    Anche in questo caso il personale della Siae ha riscontrato la mancanza dell’autorizzazione prevista ed il mancato pagamento dei diritti d’autore, oltre alla omessa installazione del misuratore fiscale ed al mancato rilascio degli scontrini. Da ultimo, è stato effettuato un controllo in un’altra discoteca, ove sono emerse irregolarità dovute alla violazione delle prescrizioni imposte dalla Commissione comunale di vigilanza locali di pubblico spettacolo, alla inosservanza dell’esposizione dei previsti tesserini per gli addetti alla vigilanza ed il mancato rilascio di scontrini fiscali. 


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    Attivare politiche e azioni positive volte alla comprensione e valorizzazione delle differenze attraverso la promozione di momenti di approfondimento che abbiano come scopo la conoscenza dell'altro ed il contrasto all'omofobia ed alla transfobia; sostenere i valori del "Pride" promuovendo con impegno la cultura del rispetto, aderendo al "Roma Pride 2014", concedendo il patrocinio e a darne pronta comunicazione alle associazioni promotrici; partecipare alla manifestazione del 7 giugno 2014 con i propri rappresentanti istituzionali.

     E ancora: "prendere le adeguate misure affinché si espanda nel vivere comune una coscienza vivace e aperta alle diversità sessuali e che a tal proposito vengano promosse nell'ambito della formazione scolastica, nello sport negli uffici pubblici, attività che abbiano come scopo la conoscenza dell'altro; concretizzare progetti di prevenzione e sensibilizzazione su temi fondamentali come le malattie sessualmente trasmissibili (HIV); sostenere tutte le azioni possibili in servizi rivolte alla comunità Lgbtieq, garantendo servizi di ascolto e assistenza, anche attraverso enti terzi autonomi, come avvenuto sino ad oggi e come indicato anche dall'Unione Europea; rendere annuale l'impegno della "Settimana Rainbow", che per la prima volta si è svolta quest'anno dal 12 al 18 maggio, con iniziative socio-culturali diffuse in tutta la città; rendere disponibili case di accoglienza e locali per persone omosessuali e per vittime di tratta transessuale, in particolar modo quelli provenienti da confische di beni mafiosi".

    Questa la mozione, proposta dalla consigliera Sel, Imma Battaglia, e dalla consigliera Pd, Giulia Tempesta, approvata con 24 voti favorevoli, 0 contrari e 1 astenuto (Mino Dinoi di Cantiere Italia). Al voto ha partecipato anche il sindaco Marino.

    Ma prima del voto ci sono state delle proteste dopo che la seduta si è aperta all’ultimo appello. "Fate le unioni civili", "Sogno le unioni civili", "Penso alle delibere popolari", "Legalità dello statuto". Questi i manifesti a forma di fumetto esposti in apertura di seduta dalle associazione Lgbt presenti in assemblea capitolina insieme allo striscione: "Legalità per le delibere di iniziativa popolare".

    E il gruppo del Movimento 5 Stelle ha preso la parola per dichiarare di abbandonare l'aula in segno di protesta. "Questa e' una seduta di facciata e quindi non ci facciamo coinvolgere in quella che per noi e' una buffonata", ha spiegato in consiglio Virginia Raggi, consigliera di M5S.


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    Ultima chiamata per gli operatori dei call center di tutta Italia, arrivati a piazza della Repubblica per lo sciopero e la manifestazione nazionale indetti da Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil. Alcune migliaia di lavoratori soprattutto dal Centro-Sud, dove opera la maggior parte delle società, per chiedere la salvaguardia dei 90.000 posti di lavoro del settore e ribadire il no alla delocalizzazione fuori dall'Italia.

    Bandiere sindacali, anche di Ugl e Cobas, e fischietti scandiscono la marcia, guidata dallo striscione "Contro delocalizzazioni e dumping". Una maglietta rossa con il celebre "Urlo" di Munch che indossa un paio di cuffie, sormontato dal logo "No D-Day". È la "divisa" di molti dei partecipanti. "No al trasferimento del lavoro all'estero, no alle gare al massimo ribasso" le scritte che completano la t-shirt. Nel frattempo, su via Giovanni Amendola si è unito alla marcia anche il deputato del Pd Marco Miccoli.

    Per il segretario nazionale della Slc-Cgil Massimo Cestaro "la situazione è sempre più pesante: le aste al massimo ribasso sono insopportabili per i lavoratori ma anche per le imprese sane". C'è bisogno, attacca, di un "sistema di regole in linea con la normativa europea, precisa su questo aspetto". Spesso questo tipo di lavoro "è nato come temporaneo per gli studenti, in realtà per tantissimi è diventato il lavoro fisso, anche se i rapporti il più delle volte sono part-time". Lo racconta Salvatore Seggio, di Palermo, dal 2001 dipendente ad Almaviva, principale operatore italiano: "È cambiato tutto in peggio: ora le aziende ci pagano a chiamata e per rimanere nei costi dobbiamo parlare il meno possibile. La colpa è della delocalizzazione, pensa al classico call center in Albania".

    Al momento, spiega "siamo in ammortizzatore sociale, con un contratto di solidarietà da 0 a massimo di 7 giorni. Da studenti ora tutti abbiamo famiglie, a Palermo siamo 4.000 lavoratori, l'80% con un contratto part time a 4 ore, molti stabilizzati grazie alla circolare Damiano". Per ora, chiosa, "fortunatamente si riesce in due a tirare avanti, anche con lo stipendio di mia moglie. Ma per quanto?". I manifestanti hanno percorso via delle Terme di Diocleziano, via Giovanni Amendola, via Cavour, Largo Corrado Ricci, via dei Fori Imperiale, piazza Venezia, via Cesare Battisti e sono arrivati in piazza Santi Apostoli, attorno alle 12.30, per il comizio finale.

    Ancora in dubbio la presenza del segretario generale della Cgil Susanna Camusso, mentre è stato Giorgio Serao, segretario nazionale Fistel Cisl, ad aprire gli interventi: "Ringrazio ognuno di voi per la partecipazione, avete fatto migliaia di chilometri, voglio ringraziare il popolo del web e dei social. L'abbiamo fatta noi la marcia su Roma, il popolo dei call center". Ha proseguito: "Siamo in migliaia, abbiamo occupato Roma, siamo passati dalla cuffia e ci abbiamo messo la faccia. È bene che i padroni osservino e guardino, oggi è l'inizio di una grande lotta, di una grande battaglia per la dignità del lavoro. Domani saremo ancora più forti perché questa manifestazione dà un segno di forza".


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    Roma ricorda i settant’anni dalla Liberazione. Dal 4 all'8 giugno tanti gli eventi a ingresso gratuito: concerti, mostre, proiezioni, spettacoli teatrali, letture e dibattiti coinvolgeranno la città intera toccando i territori che conservano le tracce dei momenti più importanti della nostra storia recente: i nove mesi dell'occupazione nazista e la liberazione di Roma da parte degli Alleati, il 4 giugno 1944, una data storica per la Capitale.

    LA MOSTRA - All'interno della manifestazione, di grande rilievo, la mostra al Complesso del Vittoriano, "19 luglio 1943 - 4 giugno 1944. Roma verso la libertà".
L'esposizione, che racconta fatti e vicende accaduti tra il 1943 ed il 1944, periodo in cui la cittadinanza ha vissuto momenti particolarmente difficili, sarà inaugurata dal sindaco Ignazio Marino oggi 4 giugno, e rimarrà aperta al pubblico dal 5 giugno al 20 luglio 2014.

    APPUNTAMENTO AI FORI IMPERIALI - Altro momento centrale delle iniziative sarà la serata evento ai Fori Imperiali di sabato 7 giugno, con la proiezione di "Roma Città Aperta" di Roberto Rossellini, pellicola presentata dopo un importante restauro, e il sacret concert Freddom di Duke Ellington, a cura dell'Orchestra Jazz e Coro del Conservatorio di Santa Cecilia, diretta dal Maestro Alfredo Santoloci.

    LE ALTRE INIZIATIVE - Molti gli appuntamenti che coinvolgono gli spazi della cultura, ciascuno con la sua specifica vocazione Casa del Cinema, Casa della Memoria e della Storia, Casa dei Teatri, i Teatri di Villa Torlonia, Tor Bella Monaca e Quarticciolo, le Biblioteche di Roma, il Museo Storico della Liberazione la Centrale Montemartini e l'Archivo Storico Capitolino.

    LA FESTA DELL'ANPI - Alla Città dell’Altra Economia in largo Dino Frisullo c’è l’appuntamento organizzato per oggi 4 giugno, nell'ambito del "Festival Eutropia", dalle 17 alle 24 dall'Anpi Provinciale di Roma dal titolo: “La resistenza continua”. Un evento con laboratori per bambini, video, mostre, incontri con partigiane e partigiani che raccontano il loro 4 giugno 1944, buon cibo e tanta musica. Sarà proiettato un documentario sulla liberazione di Roma del giornalista e documentarista Rai Gianni Bisiach, che sarà presente all’iniziativa.


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    Sono stati tutti condannati a quattro anni di reclusione ciascuno i nove agenti della polizia accusati di aver picchiato Stefano Gugliotta, il giovane di 29 anni arrestato il 5 maggio del 2010 durante gli incidenti avvenuti al termine della finale di Coppa Italia Roma-Inter. Lo ha stabilito la X sezione del tribunale penale collegiale presieduta da Vincenzo Terranova. La procura aveva chiesto di condannare Leonardo Mascia a tre anni di reclusione; due anni la pena che era stata invece sollecitata dal pm nei confronti degli altri imputati. Non solo, il tribunale ha disposto che gli imputati risarciscano Gugliotta: 40mila euro la somma individuata dal collegio a titolo di risarcimento che dovrà essere versato in solido dagli imputati. Secondo l'accusa i nove (Leonardo Mascia, Guido Faggiani, Andrea Serrao, Roberto Marinelli, Adriano Cramerotti, Fabrizio Cola, Leonardo Vinelli, Rossano Bagialemani, Michele Costanzo) "tutti appartenenti al reparto Mobile della polizia, agendo con abuso di potere e violazione dei doveri inerenti ad una pubblica funzione" avrebbero causato a Gugliotta "lesioni gravi" alla mandibola.

    IL PESTAGGIO - Quella sera il 29enne, che è rappresentato dall'avvocato Cesare Piraino, al termine della finale di Coppa Italia tra Roma e Inter, partita che vide a casa, fu bloccato dalle forze dell'ordine e poi arrestato per resistenza a pubblico ufficiale. Il ragazzo sostenne di non essere stato quella sera allo stadio ma si esservi passato nelle vicinanze mentre, a bordo di uno scooter con un amico, si stava recando alla festa di un cugino. Sette giorni dopo l’arresto per resistenza a pubblico ufficiale, Gugliotta fu scarcerato. Secondo il pm, gli agenti in servizio di ordine pubblico per la partita dell'Olimpico,''in una zona non interessata agli scontri (viale Pinturicchio) e senza che ricorressero esigenze di tutela dell'ordine pubblico o di contrasto di particolare resistenza'', intimavano l'alt al ciclomotore guidato dal giovane romano. Quindi l’aggressione da parte di uno degli agenti che avrebbe colpito il ragazzo al volto “schiaffi, manate e manganellate”. Successivamente sono intervenuti gli altri 8 colleghi che “colpivano” il giovane “con calci, pugni e manganellate una delle quali particolarmente violenta alla testa che gli faceva perdere i sensi”. Nel disporre le condanne, inoltre, il collegio ha escluso l'aggravante delle lesioni gravissime che avrebbero causato un danno permanente. 

    IL COMMENTO - “Giustizia è stata fatta. Mi hanno massacrato”. Così Stefano Gugliotta ha commentato a caldo in lacrime la condanne a quattro anni di reclusione inflitte nei confronti di nove agenti accusati di averlo picchiato durante gli incidenti avvenuti al termine della finale di Coppa Italia Roma-Inter.“I giudici sono stati bravi – ha aggiunto la madre – non si sono fatti influenzare dalle tante bugie dette nel corso del processo. Hanno sempre ascoltato e seguito tutto con attenzione”. Dopo il giudizio, i genitori di Stefano, la fidanzata e alcuni amici presenti in aula si sono stretti in abbraccio non riuscendo a trattenere la gioia e dicendosi tutti “soddisfatti”. “Non si può mai essere contenti quando vengono condannate delle persone specie come in questo caso se agenti di polizia – ha dichiarato Cesare Piraino, avvocato di Gugliotta - Se l'impostazione accusatoria era corretta la pena da infliggere non poteva essere di modesta entità come chiesto dal pm”. A sostenere la famiglia Gugliotta c'erano anche Lucia Uva e Claudia Budroni, familiari di altri persone che sarebbero decedute dopo interventi delle forze dell'ordine. "Noi siamo tutte unite", dice Claudia. Il tribunale ha inoltre disposto l'interdizione dai pubblici uffici degli imputati per la durata della condanna inflitta. 


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    Botta e risposta in aula tra l'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno e Maurizio Boccacci, uno dei leader storici della destra extraparlamentare, già finito in carcere per la sua partecipazione dell'organizzazione 'Militia' accusato di aver diffuso idee fondate sull'odio razziale ed etnico tramite questa formazione. Proprio in relazione a scritte ingiuriose ed offensive, anche contro Alemanno, apparse sui muri della capitale a firma di Militia Boccacci e altre sei persone sono finite sotto processo. Nell'ambito di questo procedimento l'ex primo cittadino capitolino è stato sentito in tribunale. "Notoriamente Boccacci è uno che va fuori le righe facendo pessime esternazioni dal punto di vista ideologico", ha detto Alemanno testimoniando. "Io vado fuori le righe ma lui è un'infame – ha replicato Boccacci - Te sei u 'infame. Se lui offende, io lo offendo. Mortacci sua". A dare fine al botta e risposta il presidente del collegio davanti al quale è in corso il processo, invitando l'imputato a tacere e facendo proseguire l'ex primo cittadino a ricordare di come conobbe Boccacci: "Eravamo entrambi nel Fronte della Gioventù – ha detto – di cui ero segretario. Avevamo rapporti legati alla militanza. Poi ci fu una rottura sulla linea politica e lui si collocò nel fronte dei movimenti extraparlamentari e le nostre strade si sono separate".

    Quanto poi alle scritte che definivano Alemanno "pezzo di m. giudaico" e un "infame", l'ex sindaco ha commentato: "Mi sono sembrate più una manifestazione sottoculturale e folcloristica che un atto di minaccia. Quando si vuole minacciare una persona non si fanno scritte in strada – ha detto - Mi sono sentito offeso più che minacciato. Non ho avuto paura perché furono scritte fuori dalle righe e ridicole". Quanto poi ai "motivi" che potrebbero aver motivato le scritte rivolte anche contro il presidente della comunità ebraica Riccardo Pacifici: "Come sindaco ho mantenuto i rapporti con tutte componenti significative della città e quindi anche con comunità ebraica – ha detto - Non mi pare di aver compiuto un'azione marcatamente pro comunità ebraica tale da giustificare questi atteggiamenti. Come Comune di Roma abbiamo continuato nel progetto del museo della Shoah e in quello delle precedenti amministrazioni con i 'viaggi della memoria' ad Auschwitz ma anche in altre località. La cultura della 'memoria' fa parte della tradizione della città e con Pacifici ho avuti un normale rapporto di collaborazione istituzionale e nel caso di espressioni di antisemitismo contro persone ho sempre espresso solidarietà". Associazione per delinquere, violazione della legge Mancino, diffusione di idee fondate sull'odio razziale e etnico, apologia del fascismo, deturpamento di cosa altrui, procurato allarme, minacce alle istituzioni e ai loro rappresentanti. Questi i reati contestati, a seconda delle singole posizioni, agli imputati per fatti avvenuti dal settembre 2008 allo stesso mese del 2011. Secondo la ricostruzione del pm Luca Tescaroli gli imputati "in concorso tra loro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso - si legge nel capo d'imputazione - diffondevano mediante la rivista bimestrale, sia con striscioni, scritte murarie e manifesti, sia con riunioni e volantinaggio, idee fondate sull'odio razziale ed etnico".


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    Tragedia sul lavoro al liceo Classico Mariano Buratti di Viterbo. Nella tarda mattinata di oggi, poco prima delle 12.30, una ditta toscana stava montando un ascensore all’interno dell’istituto scolastico di via Tommaso Carletti quando qualcosa è andato storto e l’impalcatura si è staccata facendo cadere un operaio 46enne di Chianciano.

    L’uomo è volato giù per alcuni metri riportando traumi in varie parti del corpo. Immediatamente è stato soccorso dagli operatori del 118 e dai vigili del fuoco che hanno coadiuvato il personale medico nel recupero del ferito. Trasportato in ospedale, l’operaio è deceduto dopo circa un’ora.

    IL PRECEDENTE - Il 27 maggio tre operai di un cantiere edile in via della Stazione Aurelia erano rimasti intrappolati all'interno di una buca durante alcuni lavori. In quella occasione morì Dario T., 31enne, il geometra della ditta.


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    Un gruppo di famiglie sgomberate ieri dall'occupazione di Torre Spaccata è entrato dentro la basilica di Santa Maria Maggiore, dove ha chiesto l'intervento di Papa Francesco sull'emergenza casa. Ad annunciare l'azione sono stati i movimenti di lotta sui social network. "Sgomberati di #torrespaccata dentro la basilica di Santa Maria Maggiore chiedono asilo a @Pontifex",  hanno twittato i Blocchi precari metropolitani. Si tratta, ha spiegato Maria dei Blocchi Precari Metropolitani, di "un gruppo di circa 50 famiglie tra quelle sgomberate ieri sera dall'occupazione di via di Torrespaccata che chiede un incontro con il Vicariato".

    "Vogliamo - ha aggiunto - che la Chiesa si esprima rispetto agli sgomberi e a tutto quello che sta succedendo a Roma e in Italia. Non vogliamo assistenzialismo, ma una presa di parola, visto anche che il sindaco Marino sembra lasciare al ministro Alfano il controllo di quanto succede in città, come ha dimostrato lo sgombero di ieri". Finché, annuncia, "non c'è un comunicato o qualcosa in risposta, non ci muoviamo da qui. Intanto c'è anche un piccolo presidio all'ingresso della Basilica".

    "Ci stanno trattando bene, fornendoci bottigliette d'acqua e qualche snack per i bambini - racconta uno degli sgomberati -. Per ora continuiamo ad aspettare". Nel frattempo prosegue la riunione, nel piazzale antistante la chiesa, tra gli esponenti di alcune associazioni dei Movimenti per il diritto all’abitare, per decidere il da farsi.


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    È stato riaperto il centro sociale Angelo Mai, a via delle Terme di Caracalla. La struttura era stata posta sotto sequestro il 19 marzo scorso nell'ambito dell'inchiesta della Procura sul Comitato popolare di lotta per la casa per il reato di associazione a delinquere .

    "Siamo una cinquantina e siamo rientrati nei nostri spazi dissequestrati - spiega uno dei gestori, Gianmarco Di Lecce - ma l'osteria rimane ancora sequestrata. Ci sono tante realtà sociali di Roma, insieme al capogruppo di Sel in Campidoglio Gianluca Peciola e all'ex presidente del X Municipio Sandro Medici".

    Per Di Lecce "entrare oggi insieme alle varie compagnie che ci hanno sostenuto è un atto di riappropriazione della città, un segnale che volevamo dare, visti anche i recenti sgomberi, per ricordare che rimane comunque il problema delle famiglie portate via dalle occupazioni abitative di via delle Acacie e dell'ex Hertz". Il problema, prosegue, "non è risolto, ma noi non ci siamo mai arresi”.

    "Oggi siamo felici. Alla luce di un periodo di segno politico davvero scuro, rientrare qui per noi è una vittoria cittadina di chi crede nel valore della cultura e della comunità. Dalla situazione che ci ha visti coinvolti e compiti ne usciamo forti di una sentenza molto positiva”. Così gli attivisti del centro sociale Angelo Mai, nel corso di un incontro con la stampa, dopo la riapertura dello spazio.

    "Il più presto possibile faremo una festa di riapertura e poi vedremo quando far partire nuovamente le iniziative - ha aggiunto l'artista Pino Marino - Stiamo ripristinando già il quadro elettrico. In una settimana, massimo due, dovremmo riuscire a festeggiare insieme ai cittadini e agli artisti che ci sono stati vicini. Nel frattempo studiamo il calendario a partire dai laboratori estivi per bambini".


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